Nuovo Masada

marzo 20, 2009

MASADA n. 892. 21-3-2006. Il papa col condom sopra la testa

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:28 pm

Gerontocrazia- Sono errori gravi, Sua Santita’ – In Camerun il papa ribadisce il suo no al preservativo. In Camerun?!? – Condom, storia e accoliti – Intanto aumentano gli abusi sessuali del clero – Quante divisioni ha il Papa ? – Condanna dell’ONU all’Italia per violazioni umane – l’IdV candida De Magistris in Europa – La Legge Biagi e’ tossica – Genova, 25 poliziotti nei guai: cocaina, bische e festini

Sua Santita’, il mondo e’ piu’ grande di quel poco che lei puo’ vedere tenendo il condom sopra la testa
Viviana
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Vogliamo difendere la vita?
Allora rendiamola degna di essere vissuta
!”
Viola
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C’e’ uno splendido racconto di Borges nel quale un eretico e un custode della fede a lungo e ferocemente si contrappongono. Quando l’eretico infine brucia sul rogo, il suo volto, per un attimo, si rivela essere quello stesso del custode della fede che l’ha fatto condannare a quell’atroce morte. Non le due facce di una stessa medaglia dunque, ma una medaglia che ha nel recto e nel verso la medesima immagine.
Camilleri

La gerontocrazia inamovibile
Viviana Vivarelli

Un leader vecchio fa un paese vecchio.
E non sara’ glorificando un Biagi inventato (che non avrebbe voluto mai un precariato cosi’ sconcio) che si nascondera’ il danno gravissimo fatto dal potere a questa generazione.
Fino a 40 anni gli italiani non possono sperare in lavoro e carriera. Se a 50 perdono il lavoro sono finiti, senza poterlo ritrovare e senza aver maturato una pensione o un futuro. Sopra i giovani incombe una casta di dirigenti vecchi, arroccati al potere come mummie che speculano sui giovani e tengono salari, diritti, sicurezza, carriera e ammortizzatori sociali a un livello piu’ basso del resto d’Europa.
Lo dice il rapporto del Forum Nazionale dei Giovani e del Cnel, in collaborazione con Unicredit Group.
Urge ricambio generazionale!
L’Italia oggi non e’ un Paese per giovani. L’attuale casta di vecchi arpionati al potere li sfrutta ed emargina con un egoismo massiccio. C’e’ un’odissea gravida di sfruttamento, basse paghe e umiliazioni per diventare avvocato, medico o giornalista. Ai giovani si impone un precariato discriminante e malpagato, in pratica si sono stroncate le energie migliori di un’intera generazione. Il Pd esce da colpe pesanti per aver aperto al precariato, con D’Alema, mentre l’attuale Governo dei giovani proprio se ne frega e dimostra il proprio insano disinteresse coi tagli alla scuola, alla ricerca, alla tutela del lavoro, ai diritti, al prolungamento dell’eta’ lavorativa per chi rischia di restare senza lavoro e senza pensione e ai benefici di chi invece resta sempre in vetta senza andarsene mai con stipendi indecenti e una proliferazione di cariche spesso in opposizione. Il risultato e’ una forte sicurezza individuale e sociale per un’intera generazione, meno vie per affermarsi professionalmente, grosse difficolta’ a farsi una famiglia, un senso costante di umiliazione e frustrazione, una grave perdita di risorse per il paese.
I giovani non possono nemmeno difendersi politicamente perche’ anche i vertici politici sono vecchi e li escludono. La casta politica italiana e’ una delle piu’ vecchie del mondo e vuole il potere tutto per se’ in modo ferreo e meschino. Lo prova la ferocia con cui hanno difeso le candidature elettorali imposte dall’alto e con cui rifiutano ogni limite alla loro dominazione. Per cui una super casta di 12 vecchi comanda le carriere e il futuro di 60 milioni di persone, stroncando la meglio gioventu’.
Sotto i 35 anni e’ precario un giovane su 2. Il 73,1% degli assunti alla fine del 2006 come collaboratori, dopo un anno erano nella stessa situazione. Anche se lavori per 10 anni a progetto, ogni volta riparti da zero.
Nel 2003 la differenza di guadagno tra la fascia sotto i 30 anni e quella sopra i 50 era di 5000 euro, nel 2007 di 7000. Un aumento inaccettabile.
Tra il 2006 e il 2007 i giovani disoccupati sono saliti di 200.000 e ora saranno la fascia piu’ penalizzata dalla crisi. Non hanno nulla, leveranno loro anche quel poco che hanno.
I vecchi vertici stringono in misura crescente le loro mani sul potere e aumentano i loro introiti. Non ci sono limiti di eta’ ne’ tetti ai superstipendi, come vuole Obama, i vecchi del parlamento lo hanno rifiutato in modo bypartisan, mostrando solo la loro protervia infinita.
Chi comanda e’ passato da una media di quasi 60 anni a 61. Il sistema di potere e’ sempre quello e ogni anno invecchia senza mollare, mentre in paesi migliori come la Spagna la classe politica ha rinnovato profondamente se stessa, l’America ci presenta un presidente, Obama, che ha solo 48 anni, nel governo di Sarcozy 7 su 15 Ministri hanno 50 anni, 47 anni aveva Zapatero con un Governo di giovani, e la Merkel aveva 41 anni mentre oggi ne ha 45.
Solo la Lega porta in Parlamento rappresentanti sotto i 35 anni (20% contro l’11), il resto diffida dei giovani e difende la propria sopravvivenza.
Una vera oligarchia di vecchi di partito comanda la Pubblica Amministrazione. L’Universita’ va anche peggio. Sono decrepiti i rettori e i docenti, meta’ di loro e’ sopra i 60 anni, 8 su 100 sono sopra i 70. L’eta’ media dei professori associati e’ 52 anni, quella dei ricercatori 45. Nelle altre professioni non va meglio: sotto paghe, precariato, umiliazioni, speranze a terra.
Se le famiglie italiane avessero abituati i figli ad apprezzare l’emancipazione, scatterebbe un conflitto generazionale, invece le famiglie continuano a mantenerli fin oltre i 40 anni creando una dipendenza parassitaria.
Inutile parlare della Chiesa dove un papa novantunenne, per di piu’ obsoleto ideologicamente, regge parrocchie in mano a sessantenni e vescovi con piu’ di 67 anni,
Non sara’ con questi presupposti che l’Italia diventera’ un paese moderno.
In questa situazione di difficolta’ esistenziale e di crisi estrema, sentire un Governo che glorifica un Biagi inventore del precariato (che non era stato certo pensato nei perversi termini in cui lo hanno voluto dx e sx) e sentire un Papa che condanna i contraccettivi e persino il condom, non pare piu’ una follia di una mente sconvolta, ma un’aberrazione maligna e insopportabile.
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Errori incontenibili
Viviana Vivarelli

Il Papa sbaglia ogni cosa che fa o dice.
Il Governo sbaglia ogni cosa che fa o dice.
Ogni giorno questo disgraziato paese retto da due vecchi ostinati e cattivi fa un passo indietro, nella barbarie, nella miseria, nell’incultura.
Un fanatismo egualmente di destra, reazionario e malvagio, ci sta tirando fuori dal novero dei paesi civili, e fa della crisi una minaccia maggiore in Italia, crisi economica ma maggiormente crisi morale, di mancato rispetto alla dignita’ della persona, alla giustizia della legge, al rispetto della liberta’.
In Italia piu’ che altrove avanzano biechi fantasmi che mai volevamo vedere: il nazismo, la xenofobia, il razzismo, la misoginia, l’omofobia, la censura, il confessionalismo piu’ truce, la lesione permanente ai principi della democrazia e ai diritti del cittadino e dell’uomo contenuti nella Costituzione e nella Carta Internazionale. Una lesione permanente e progressiva a cio’ che siamo e vogliamo, a cio’ che dovremmo essere e che abbiamo diritto di essere.
Che Berlusconi si appelli a un Partito che dalle liberta’ prende solo il nome o che un Ratzinger si appelli a un Vangelo ormai martoriato o ucciso nella parola e nella sostanza non fa differenza: la deriva dalla civilta’ continua, meschina, cattiva e fatale, con un codazzo di acritici e ciechi sostenitori simile alle piazze hitleriane.
Il Papa e Berlusconi incombono con le loro vecchiezza lugubre e malvagia, il loro desiderio di comando incontrastato, la loro visione reazionaria e contraria a ogni civilta’ e diritto. Nel loro amplesso turpe e interessato muoiono le speranza migliori d’Italia, muore la liberta’, la democrazia, la dignita’.
Solo il potere prevale e di quel potere noi vediamo solo l’aspetto ignobile, sempre lugubremente simile dai tempi dei tempi, che sempre ha unito i dittatori ai Papi in una uccisione parallela e costante dell’uomo.
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In Camerun il Papa ribadisce il suo no al preservativo
Gianna

Catastrofe” e’ la parola usata dal direttore dell’Agenzia nazionale delle ricerche sull’Aids, Jean-Francois Delfraissy, mentre per Medecins du Monde sono “sono anni di lavoro che vengono rimessi in discussione e soprattutto milioni di persone che saranno contaminate a causa di queste dichiarazioni”. “Dovunque, in Africa, lavoriamo con religiosi e religiose, che sanno bene che il preservativo e’ l’unico strumento di prevenzione”, protesta Sidaction, associazione anti-aids che opera sul campo. La Chiesa di Francia, imbarazzata, prova con monsignor Jean-Michel Di Falco, vescovo di Gap, a disinnescare le tensioni: “se non si riesce a vivere la situazione ideale proposta ai cristiani dalla prima parte dell’intervento del Papa di ieri (ovvero l’astinenza), alla fine non si deve essere ne’ criminali ne’ suicidi. E quindi, si deve utilizzare il preservativo”.
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Il condom
Viviana

Le ditte produttrici di preservativi dovrebbero far causa al Papa per sabotaggio commerciale e pubblicita’ fallace.
Condom viene dal latino ’condus’= contenitore. Dicono che sia stato inventato da un medico militare inglese, il colonnello Quondam, o da un certo dottor Condom nel 1600 alla corte di Carlo II.
Da sempre gli uomini hanno cercato metodi per non fare figli o non prendersi infezioni veneree. Il papa va contro un desiderio eterno dell’uomo che accompagna tutta la sua storia.
Dicono che Minosse usasse una vescica di pesce, gli egizi la tela di lino, i cinesi sottili fogli di carta imbottite d’olio attorno al pene, i giapponesi pelli di tartarughe, gli antichi romani vesciche di capra e tamponi bagnati in pozioni d’erbe. Compare addirittura in disegni parietali del 200 a . C. in caverne francesi. Nel 1700 si comincia a parlare del preservativo anche contro le infezioni, vedi la “capote d’anglaise” di Luigi XVI. Nel 1839 Charles Goodyear (quello dei pneumatici) riusci’ a rendere elastica la gomma. Ora e’ sostituita col lattice .
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Copio da Ouyang:
“La Chiesa fino a 2 mesi fa ha fatto di tutto perche’ una ex-ragazza diventata un vegetale potesse finalmente morire; la settimana scorsa ha scomunicato i medici che avevano fatto abortire una bambina violentata ripetutamente dal patrigno (avrebbero voluto scomunicare anche la bimba ma non hanno potuto ed avrebbero dovuto scomunicare il patrigno ma non hanno voluto…); ora torna il micidiale non expedit sul preservativo, decisione che fa dilagare la morte gratuita ed evitabile proprio tra i piu’ indifesi e bisognosi di una guida illuminata. Complimenti al modo in cui la Chiesa assolve alla sua missione. …E complimenti allo scandaloso Governo italiano, forte cui deboli, debole coi forti e senza vergogna”.
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gmstache
“Mi viene in mente una favola meno nota del Decamerone: due amici di Parigi, uno ebreo e l’altro cristiano discutono spesso di religione, portando ognuno argomenti a favore della propria. A un certo punto l’ebreo comunica all’amico che vuol andare a Roma a vedere coi propri occhi il centro della cristianita’. L’altro e’ a dir poco sgomento perche’ pensa che questa sia l’ultima cosa da fare al mondo. Ma l’ebreo e’ deciso e parte; torna dopo mesi tutto esaltato e comunica all’amico che vuole anche lui diventare cristiano. L’amico non capisce e gli chiede cosa abbia mai visto a Roma. E l’amico ebreo gli risponde: “Tutti peggiori vizi dell’umanita’, ignoranza, corruzione, abuso di potere, e ho pensato che se questa religione sopravvive da 1300 anni malgrado l’indegnita’ dei suoi ministri, deve proprio essere quella giusta!”
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Scannabue
“Che ognuno di noi possa dire la sua su ogni argomento e’ questione ovvia. Detto questo poi non meraviglia che il capo dei cattolici irrida al preservativo:l’ha sempre fatto. Altra cosa pero’ e’ la logica. Si argomenta che il preservativo non basti a impedire il contagio. E’ vero. Anche la ciambella di salvataggio non basta a evitare di annegare. Non per questo mi asterro’ dal gettarla a chi e’ in difficolta’. Anzi, diciamo di piu’: cosa direbbero i cattolici se se non lo facessi?”
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Lettore
“Dio gioca a dadi con l’universo ebbe a dire un grande scienziato. La Chiesa cattolica invece gioca d’azzardo con le vite delle persone, se ne assumera’ le responsabilita’ in ogni sede, ma farci passare per imbecilli questo no. Il preservativo e’ scientificamente e oggettivamente uno strumento contro la diffusione dell’Aids e percio’ della morte, e a favore della vita. Affermare il contrario e’ come dire che la pioggia e’ asciutta. Vergognoso e criminale”
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kammermusik
Quanti profilattici usano gli italiani in un anno?
Siamo nell’ordine delle centinaia di milioni… Non credo siano necessari ulteriori commenti: gli italiani, battezzati nella fede cattolica al 96%, evidentemente non la pensano come il papa sull’uso del profilattico.
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Duendelibre
Ancora una volta il Santo Padre la spara grossa, e ancora una volta i politici italiani tacciono, prostrati ai piedi delle gerarchie vaticane. Quando alzeremo la testa anche noi e rifiuteremo certe menzogne? E soprattutto, quando raggiungeremo gli altri Paesi civili che possiedono da anni legislazioni piu’ umane riguardo a omosessualita’, fecondazione assistita, liberta’ di ricerca, testamento biologico?
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Lettera aperta al Papa
Roby_27
Carissimo, questa volta hai davvero toppato. Ma puoi andare in Africa e parlare del preservativo? Avresti potuto affrontare la questione dell’Aids mettendo al centro del tuo discorso la violazione del principio di solidarieta’ e del bene comune, fatta dalle case farmaceutiche che ostacolano la produzione locale di medicine fondamantali per cura della salute. Eppure quei principi occupano uno spazio centrale nel magistero sociale della Chiesa. Avresti dovuto alzare la voce e far valere il tuo primato di Pietro davanti a quelle strutture di peccato che violano e non permettono politiche sanitarie giuste. E te invece ti rifai alla castita’: di nuovo la norma sopra la persona. La castita’, ma ti ricordi che Leone III fu rinviato a giudizio per adulterio, pena prevista dalla normativa canonica del tempo era la scomunica e non solo. Salvo’ la testa grazie a Carlo Magno, che ricambio il favore per la pubblica consacrazione ad imperatore. La castita’ pretendila dai tuoi fratelli nel sacerdozio ordinato, da loro la devi esigere visto che la scelgono. Invece, li lasci a tranquilli ad esercitare il pisello e prentendi che una famiglia debba mortificarsi con l’astinenza e la castita’. Non puoi giocare da professore di teologia dogmatica sulla pelle della gente. Continui a proporre una teologia deduttiva, proprio te che al Concilio fosti tra quelli che si fecero avanti con una nuova ermeneutica teologica.
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Viviana
Quegli ipocriti degli italiani che votano Berlusconi che difende il papa! Ma nessuno di loro mantiene 24 figli, ne hanno uno o due o nessuno. E allora? Quanti contraccettivi hanno usato? Tutti castita’ e ubbidienza? Ma andiamo..
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Statistica ed epidemiologia teologiche
fedrec
Ho letto qualche statistica riportata da qualche utente ispirato da Dio e persino dalla matematica…il discorso e’ semplice: la soluzione dell´Aids in Africa non dipende dalla Chiesa dato che solo una piccola minoranza e’ cattolica. Non importa se ad esempio in Italia accade il contrario, dove la maggioranza lo e’, o dove la parola del Papa ha comunque un certo peso, o in ogni caso glielo si concede: se si volessero seguire i precetti del papa ci sarebbero da noi molti piu’ sieropositivi. E per quanto riguarda l´Africa non forse conta anche il principio di difendere la salute (e dunque la vita) di un infinitesimale n%? se fosse per la Chiesa ed il papa staremmo ancora a bruciare streghe (vedi Iran o qualche altra teocrazia)
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Lettore anonimo
Ci sono paesi da terzo mondo che ascoltano gli ayatollah e noi diciamo “Poveracci”. L’Italia (altro paese da terzo mondo)ascolta il Vaticano e tutti dicono “Poveracci” di noi. Inutile aggiungere altro.
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www.instablog.org/ultime/42964.html
Chiesa: Usa, nel 2008 aumento denunce per abusi sessuali

Il numero di denunce contro presunti abusi sessuali da parte di religiosi negli Stati Uniti e’ aumentato del 16% nel 2008. A diminuire, invece, del 29% e’ l’ammontare dei risarcimenti rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dal sesto rapporto annuale sull’applicazione della “Carta per la protezione dei bambini e dei giovani” adottata dai vescovi cattolici statunitensi nel 2002. Secondo quanto riferito da vari media statunitensi, le diocesi e gli ordini religiosi americani hanno speso nel 2008 oltre 436 milioni di dollari (pari a 337 milioni di euro) per risarcimenti e altre spese legate agli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Sempre nello stesso anno, le denunce sono state 625, e circa il 10% riguardavano persone sotto i 18 anni di eta’, tra i quali alcuni bambini.
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Beppe Grillo

Stalin chiedeva: “Quante divisioni ha il Papa?”. L’Unione Sovietica non esiste piu’, il Vaticano e’ ancora li’. Una ragione ci sara’, solo che non riesco a trovarla.
Se si uccide con un coltello o con una pistola un essere umano si viola la legge di Dio. Non uccidere.
Se si induce con la parola a non utilizzare il condom e, per questo, muoiono milioni di persone di AIDS e’ una questione di fede. Teologia applicata.
Ho fatto catechismo, ho letto i Vangeli. Non mi risulta che Gesu’ Cristo abbia vietato il preservativo. Si usava anche allora, non e’ un’invenzione moderna.
La Chiesa si preoccupa della vita di Eluana, ma ignora la morte dei malati di AIDS. Il Cristo non ha proibito ai preti di sposarsi. Non li ha costretti a vivere una vita aliena, lontano da una condizione naturale dell’uomo, che e’ la famiglia. Il Cristo ha invece attaccato i Farisei, i preti del suo tempo. Che lo consegnarono ai Romani per metterlo in croce. Una donna non puo’ servire messa, ne’ diventare sacerdote. Chi lo ha deciso? Gesu’ non mi risulta. Un prete, un uomo che non e’ stato padre, marito, amante come puo’ giudicare il comportamento di un padre, di un marito, di un amante?
La Chiesa e’ interessata al sesso. Ne discute ogni giorno. Il sesso degli altri. Spiega quando e’ lecito, come farlo e con chi. Se controlli il sesso, controlli la societa’.
La Chiesa e’ ricca, ricchissima. E’ nelle banche, e’ il piu’ grande proprietario immobiliare del mondo. La sua ricchezza e’ dovuta al lavoro di milioni di persone nei secoli. Il loro lavoro, i loro beni sono andati al Vaticano, non a una famiglia che non potevano avere.
Se la Chiesa si occupa di cio’ che facciamo sotto le lenzuola, e’ giusto che noi ci occupiamo della vita sessuale dei preti. Anche per loro e’ giunto il tempo della liberazione sessuale con o senza preservativo.
Il sesso e’ un dono del Creato, i religiosi devono poterne godere. Propongo un referendum in Vaticano per la fine della schiavitu’ sessuale dei religiosi e per uguali accessi ai sacramenti tra uomini e donne. Nel segreto dell’urna preti e suore voterebbero si’. Quando voti, Dio ti vede, il Papa no.
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Di Pietro

Pur con tutto il rispetto dovuto al Papa e al Suo Alto Magistero, si fa davvero fatica a essere d’accordo con l’affermazione relativa alla diffusione dell’Aids, che, testuale, “non si puo’ superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi”. La vera risposta e’ la Chiesa, afferma il Pontefice, utilizzando, tra l’altro, per la prima volta il termine ‘preservativo’, corretto poi pudicamente dal sito del Vaticano in ‘profilattico’, quindi l’astinenza, posizione politica che per ora ha solamente contribuito ad aggravare la disastrosa situazione sanitaria in Africa.
Ed e’ su questo che anche il filosofo cattolico Guy Coq esprime tutta la sua perplessita’, ma anche disagio, perche’ davvero non si puo’ decontestualizzare la morale cristiana e trasferirla, sic et simpliciter, in un continente cosi’ fragile e minacciato non solo da questa epidemia. E’ tempo, come aggiunge il teologo Vito Mancuso, di guardare in faccia la realta’ per quello che e’, e la realta’ ci dice che i rapporti sessuali sono largamente praticati al di fuori del matrimonio, e a partire dalla giovanissima eta’ (come si evince anche da un indagine su giovani e amore, apparsa su Il Tirreno, dal quale risulta che in Toscana il 43,5 per cento degli studenti fra i 14 e i 19 anni dichiara di aver fatto sesso almeno una volta). Occorre quindi favorire una protezione di tali rapporti proprio per contrastare il diffondersi di questa malattia.
La posizione del pensiero cattolico ha radici profonde, certo, e vanno rispettate, ma la scelta del male minore, appare anch’essa degna di rispetto soprattutto quando ci si trova in un momento di cosi’ drammatica emergenza sanitaria. Cosi’, come era ampiamente prevedibile, la polemica internazionale si e’ immediatamente innescata. Si’, perche’ l’Africa che sta visitando il Papa rimane l’epicentro globale dell’Aids e non mostra evidenti segni di riduzione della malattia. Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Unaids (il programma congiunto delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale della sanita’ sull’Hiv/Aids) sono 33 milioni le persone affette da Hiv nel mondo e il 67% dei malati vive nei Paesi dell’Africa sub-sahariana; oltre 2 milioni sono i malati deceduti per Aids lo scorso anno e di questi il 72% si concentra in questa zona dell’Africa. Ma c’e’ anche un aspetto positivo ed e’ che in Paesi come il Ruanda, il Zimbabwe, il Camerun, l’Etiopia si registrano segnali di miglioramento dovuti anche al maggior uso del preservativo che ha provocato un sensibile calo del numero dei nuovi infetti da Hiv in questi Paesi.
I governi di Francia, Germania hanno gia’ espresso la loro preoccupazione (e anche indignazione) per le ripercussioni che le parole di Benedetto XVI potrebbero avere contro la faticosa lotta all’Aids. La cattolicissima Spagna, per tutta risposta, ha annunciato che inviera’ un milione di preservativi per contribuire a questa lotta.
E dall’Italia? Un piu’ che significativo e equilibrato silenzio. Bipartisan.
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Gli uomini probi
Viviana

Amo e stimo preti e frati straordinari (che non faranno mai carriera) come Zanotelli o Ciotti o Farinella, Gutierrez.. ma personaggi come Ratzinger, Ruini, Bagnasco, Williamson, il vescovo pedofilo Groer, il cardinale usurario Giordano, il criminale Marcinkus sono la vergogna del genere umano, e se tanti cristiani usassero quel dono di Dio che e’ l’intelligenza invece di usare quel dono del diavolo che e’ il fanatismo, sarebbero i primi a cacciarli a calci dai loro troni dorati per riprendere la vera fede che e’ amore per l’uomo e non sopraffazione dell’uomo per abuso di potere.
i hanno chiamato gufo del malaugurio e critica rognosa. C’e’ sempre qualcuno che mi dice: tu fai male alla causa se criticavi Prodi o adesso Franceschini, se trovi pecche in Vendola o parli male di Veltroni, e poi sarebbe meglio non toccare D’Alema e di fingere che Cofferati non si sia ricandidato a Bologna ha fallito e perche’ nessuno lo avrebbe votato.. bisogna pensare alla causa.. Ma quale causa? Non esiste causa che non sia umana. Il resto sono frattaglie!
Quando ci emanciperemo dall’appartenenza alla causa non sara’ mai troppo presto! Unica causa e’ l’uomo e i suoi diritti.
State pur certi che appena vedro’ segni di ripresa morale e politica saro’ io la prima a gioirne. Al momento solo una cosa mi salva: una ardente pazienza, come dice Pia, e la speranza che i corsi e ricorsi della storia mettano insieme uomini nuovi, al di la’ di steccati ideologici ormai incomprensibili e delle frammentazioni estreme ormai suicide, uomini giovani dentro, puliti come Ferrero o Soru o Illy, ardenti come De Magistris, tenaci come Grillo, onesti come la Bocassino o Apicella, pii come Zanotelli o minuziosi come Travaglio, e che questi uomini mettano da parte le virgole diverse dei loro pensieri per unirsi in battaglie comuni, su temi comuni di grande importanza, come avvenne nel primo dopoguerra quando si fondo’ lo stato democratico e costituzionale ed esso sorse dall’unione di tante volonta’, diverse ma intenzionate non a far prevalere la diversita’ di ognuno bensi’ il bene di tutti.
Finche’ io questa unione di intenti attorno a grandi temi sociali, politici ed economici non la vedro’, le ultradivisioni della sinistra estrema e le identita’ difese ad ogni costo mi faranno solo piangere. E anche le finte sinistre degli ambigui Franceschini non mi faranno giorie come fa chi si accontenta del “meglio questo che peggio”.
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Condanna dell’ONU all’Italia delle violazioni umane
Viviana Vivarelli

Che il peggio dell’esistente sia ormai difeso da Berlusconi come dal Papa e’ ormai un fatto acclarato che taglia le gambe a quelli che ancora sperano che questa Chiesa o questo Governo possano costruirci un futuro accettabile. Due fascismi riuniti non possono certo fare una liberta’.
Ratzinzger, in piena esplosione di crisi neoliberista, di fronte al pia’ terrificante scenario degli ultimi 60 anni, ha avuto la faccia di “elogiare” il neoliberismo come il sistema che “piu’ si avvicina al cristianesimo”, il che ha fatto il paio, per idiozia, alla sua violenta reazione alla proposta ONU di penalizzare l’omofobia e condannare i paesi che la perpetrano assieme a quelli che discriminano i disabili. Con questo Ratzinger ha affiancato il Vaticano ai peggiori stati del mondo. Vista anche la sua radicata avversione ai diritti femminili e la sua distruzione programmata al Vaticano II, con l’apertura delle sue simpatie a negazionismo e affini, cos’altro ci dobbiamo aspettare?
Il suo No ribadito al condom o a qualsiasi contraccettivo, fatto poi in un’Africa devastata, dove la condizione femminile e’ nulla, la sua difesa interna dei preti pedofili, la sua ostinazione nel controllare il coma come la nascita, ci danno l’idea di un personaggio bieco, protervo, abbarbicato al proprio potere, che vuole prevaricare sull’uomo e soprattutto sulla donna negando i diritti fondamentali della persona: la liberta’ di esistere senza discriminazioni sessuali o religiose, la liberta’ di non subire invasioni sul proprio corpo, la liberta’ di procreare o no.
Non diversamente Berlusconi procede indisturbato nella sua marcia al potere assoluto e monopolistico. E non sara’ un Franceschini a frenarlo, diviso com’e’ tra un Vaticano che non puo’ rinnegare a stolidi sogni di democrazia presidenziali forti che consegnerebbero un potere tremendo a un dittatore de facto.
Dice l’agenzia dell’Onu per il lavoro:
“E’ evidente e crescente la discriminazione e la violazione dei diritti umani fondamentali nei confronti degli immigrati in Italia. Persistono razzismo e xenofobia anche verso chi chiede asilo e i rifugiati, compresi i Rom. Chiediamo al governo di intervenire efficacemente per contrastare il clima di intolleranza e per garantire la tutela ai migranti, a prescindere dal loro status”
Parole durissime che lo stolido Frattini contesta immediatamente. Lo stesso ha da poco ritirato l’Italia da un’altra agenzia ONU perche’ aveva censurato la condotta di Israele sulla Palestina, bocciandola come antisemitca
Il rapporto sull’applicazione degli standard internazionali del lavoro condanna senza appello l’Italia di B, denunciando un comportamento senza precedenti per un paese europeo democratico, perche’ contravviene alla convenzione 143, sulla “promozione della parita’ di opportunita’ e di trattamento dei lavoratori migranti”, ratificata dal nostro paese nel 1981
Condannati con l’Italia: Portogallo, Slovenia, Benin, Burkina Faso, Camerun e Uganda
La politica xenofoba dei leghisti anti-baluba ci ha messo alla pari con i peggiori paesi africani
Da repubblica: “Il Comitato dell’Ilo, formato da 20 giuslavoristi provenienti da tutto il mondo, verifica costantemente l’osservazione delle norme e richiama proprio l’Italia all’applicazione della convenzione 143, “rispetto dei diritti umani di tutti gli immigrati, senza alcuna distinzione di status”
Berlusconi ha l’obbligo di assicurare anche ai migranti occupati illegalmente il diritto a condizioni eque di lavoro e di salario, oltre che la tutela contro ogni forma di discriminazione
Gia’ denunciate le dure condizioni di detenzione per gli immigrati irregolari, in attesa di rimpatrio
Questo e’ lo schifo di governo che ci ritroviamo
e il papa invece di preoccuparsi degli embrioni o del no al condom, se si occupasse delle vittime della persecuzione di migranti farebbe molto meglio
Il Cerd dell’ONU, organismo per l’eliminazione della discriminazione razziale, ha rilevato che in Italia ci sono “gravi violazioni dei diritti umani verso i lavoratori migranti, maltrattamenti, salari bassi, dati in ritardo, orari eccessivi e situazioni di lavoro schiavistico in cui parte della paga e’ trattenuta dall’impresa per dormitori affollati senza acqua ne’ elettricita’”
L’ONU condanna anche i “continui dibattiti razzisti e xenofobi contro i migranti, ispirati da odio contro gli stranieri, condanna i maltrattamenti da polizia ai Rom e i raid per lo sgombero dei campi”.
L’ONU sbatte sul governo Berlusconi una lunga lista di accuse che vanno dalla legge leghista sulle impronte digitali ai bambini alla “retorica discriminatoria di alcuni leader politici esagitati e xenofobi (Lega e frange fasciste e neonaziste) che associano i Rom alla criminalita’, creando nella pubblica opinione ostilita’, odio sociale, discriminazione.
Berlusconi e’ invitato entro il 2009 a prendere “le dovute misure affinche’ ci sia parita’ di trattamento, nelle condizioni di lavoro, per tutti i migranti”, oltre che “a migliorare, nella pubblica opinione, la conoscenza e la consapevolezza della discriminazione, facendo accettare i migranti e le loro famiglie come membri della societa’ a tutti gli effetti”.
Mi pare che questo sia molto piu’ importante del veto al condom, lo sarebbe almeno se la Chiesa o il Pdl si occupassero davvero della liberta’ e della dignita’ della persona e non di reintrodurre in Italia nuove forme di oppressione
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De Magistris in Europa

La prima cosa in questo momento importante per la mia storia personale e professionale e’ la ragione per la quale ho scelto di impegnarmi in politica, la politica con la “P” maiuscola.
Lascio un lavoro al quale ho dedicato quindici anni della mia vita e che e’ stato il mio sogno, come ha detto qualcuno, la missione di questi anni.
Ritengo che non mi sia stato consentito di esercitare le funzioni che amavo, in particolare quella di Pubblico Ministero, che mi consentivano di investigare, di accertare i fatti, di fare quello che ho sempre sognato nella mia vita.
Sono stato in qualche modo ostacolato in questa attivita’ che non mi e’ piu’ possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di piu’, in questo momento storico, e’ l’attivita’ di delegittimazione, di ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste settimane e in questi anni di accertare i fatti. Da ultimo, quello che e’ accaduto ai magistrati di Salerno che sono stati o sospesi o esiliati in altre parti del territorio nazionale.
Mi sono, in sostanza, reso conto che non ci sono piu’ le condizioni per esercitare, almeno per quanto riguarda la mia persona, le funzioni che amo e, quindi, di riuscire a fare qualcosa di importante come magistrato in questo Paese.
Cerchero’ di portare la mia esperienza personale, la mia passione civile e il mio amore per la giustizia e la mia attenzione ideale in quella che e’ la realta’ principale in cui si possono modificare le cose, i fatti e anche la storia di un Paese, che e’ appunto la politica con la “P” maiuscola.
Sono contento del progetto che mi e’ stato proposto da Antonio Di Pietro e dall’Italia dei Valori e dell’impegno richiestomi dalla societa’ civile. E’ l’impegno della societa’ civile che entra in politica e che, quindi, vuole fare qualcosa di concreto. Un progetto che vorra’ mettere le prime fondamenta, le prime basi nelle elezioni europee, ma che di certo punta ad una nuova politica in Italia. Questa politica della trasparenza, dell’onesta’, della legalita’ e delle cose concrete e’ l’opposto del sistema di casta nel quale ci troviamo ormai immersi da anni.
Voglio dare la disponibilita’, con coraggio, per fare qualcosa di diverso, di rischioso, ma entusiasmante. Credo che possa essere importante.
L’Europa e’ un luogo dove bisogna assolutamente portare un’altra immagine di questo Paese, che non e’ quella di coloro che hanno depredato i finanziamenti pubblici europei. E’ un’Italia che vuole cambiare, che vuole dare un’immagine, non solo di apparenza, ma di sostanza e fare una politica assolutamente diversa.
L’Europa e’ un luogo dove dobbiamo e possiamo difendere la Costituzione. Questo e’ un altro dei motivi per i quali ho scelto di impegnarmi in politica, perche’ ritengo che ci troviamo in una fase in cui c’e’ un autoritarismo molto forte che ho definito, in alcune circostanze, “prefascismo”.
Cosi come fu importante nel secolo scorso creare la Costituzione, che fu scritta da sensibilita’ democratiche diverse e alla cui stesura parteciparono socialisti, democristiani, liberali e comunisti, adesso e’ il momento in cui la societa’ civile si deve impegnare per difendere in Europa la Costituzione, che deve essere ancora attuata, soprattutto nei principi fondamentali come quelli della liberta’, della solidarieta’ e dell’uguaglianza. Su questi temi bisogna portare in Europa idee, che spieghero’ poi nei dettagli nei vari incontri che faro’ in questi mesi sul territorio, ma anche attraverso la Rete.
Ritengo che la Rete sia fondamentale, perche’ non e’ solo una “rete di rapporti virtuali tra soggetti”, ma dietro ad ogni persona c’e’ un cuore che pulsa. Anime, coscienze e sensibilita’, su cui bisogna lavorare e dare entusiasmo, soprattutto ai giovani.
Mi occupero’ di giustizia, legalita’ e trasparenza. Sono convinto che questo sia un momento storico per poterci impegnare tutti, contribuendo con le proprie forze a cambiare questo Paese. Sono convinto che si possa fare sia impegnandosi quotidianamente, come ho sempre detto, nel proprio lavoro, nelle proprie professioni, nelle proprie relazioni, ma anche impegnandosi per il bene pubblico, nella politica per essere protagonisti del cambiamento. Sono convinto che la democrazia partecipativa e’ cio’ che puo’ cambiare questo Paese.
L’impegno in Europa non significa disimpegno in Italia. Sono convinto che questo progetto si debba costruire in Italia, per cambiare veramente questo Paese, per portare idee nuove e soprattutto per stare vicino ai piu’ deboli, a coloro che hanno sete di giustizia, a coloro che attendono di poter ottenere un posto di lavoro, a coloro che attendono di poter raggiungere la verita’. La mia azione sara’ quella di portare le istanze di giustizia e di verita’ in tutto il Paese e soprattutto in quelle aree dove queste esigenze sono piu’ necessarie.”
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La legge Biagi ha intossicato il diritto del lavoro
Pietro Ancona

Il discorso fatto dal Presidente della repubblica in memoria di Biagi e’ inaccettabile. Non si possono spacciare per idee motrici di rinnovamento il vasto armamentario che la legge sviluppata sulla base delle indicazioni del giuslavorista e che e’ opera della destra asociale razzista ha offerto al padronato per eludere la instaurazione di rapporti di lavoro rispettosi dei diritti che la Costituzione garantisce: il diritto ad un salario dignitoso dentro un’azienda che non deve essere finalizzata soltanto al profitto ma anche ad assolvere ad un ruolo sociale. Il Presidente ha attaccato come estremisti coloro i quali contestano la legge trenta. Ma estremista e’ certamente chi, usa la legge, per negare presente e futuro ai suoi dipendenti non a caso definiti “atipici”. La legge Biagi ha intossicato il diritto del lavoro con una congerie di possibilita’ nessuna delle quali scaturisce direttamente dalla modernita’ della produzione e del ciclo economico. Un milione di cocopro realizzano “progetti” che esistono soltanto nella fantasia dei loro sfruttatori. Tutte le forme in cui si articola il precariato italiano e che riguardano diversi milioni di lavoratori in grande parte giovani che sono incanutiti in durissimi percorsi di contratti a termine a volte rinnovati molte volte a riprova della loro artificiosita’, del loro essere un sotterfugio giuridicamente spesso inattaccabile, per tenere con il cuore in gola ed a basso costo una mano d’opera umiliata sono invenzioni di un laboratorio di destra sociale, una officina per la demolizione del limpido diritto del lavoro che vantava l’Italia. Aggiungo che non escludo una diretta responsabilita’ della legge trenta e di tutti i marchingegni diabolici che la contornano come le agenzie di lavoro interinale, le cooperative fasulle, le compagnie, nella terribile mortalita’ che il lavoro oggi comporta. Quattro morti al giorno sono certamente anche il prodotto terribile dell’uso di persone spesso mandate al massacro senza alcuna preparazione professionale. Mi piace ricordare che la torre Eiffel fu costruita in due anni in condizioni estreme di difficolta’ ambientali e non ebbe alcun infortunio mortale tra i suoi carpentieri. La incompetenza produce spesso l’incidente e la responsabilita’ non puo’ essere attribuita a chi soccombe pur di avere un po’ di salario. Nella celebrazione di oggi il terrorismo e’ diventato secondario rispetto i contenuti proposti da Biagi e dalla sua scuola che oggi annovera Sacconi tra i suoi maggiori esponenti. Questa e’ stata la svolta di oggi: lo Stato radunato attorno alle sue tre massime cariche non tanto per condannare il terrorismo come risposta inaccettabile e sbagliata al conflitto sociale quando per sacralizzare un orientamento giuslavoristico che e’ tra le cause piu’ importanti della depressione che affligge oggi l’Italia: un paese in cui milioni di lavoratori sono tenuti a pane e acqua e minacciati dalla crescita di un precariato che divora la sicurezza delle famiglie, che apre grossi processi di dequalificazione, che mantiene in condizioni umilianti tantissime persone che non possono piu’ fronteggiare l’esistenza con un solo stipendio ed anche con due stipendi o salari stentano moltissimo a galleggiare in una societa’ in cui i ricchi sono sempre piu’ ricchi e i lavoratori sono diventati assai poveri: la legge Biagi ha contribuito alla diffusione della infelicita’, della incertezza, dell’ansia che attanaglia milioni di persone. Oggi lo Stato non ha fatto un momento di lotta al terrorismo ma a quanti ritengono inaccettabili prospettive di vita come quelle offerte dalla legge trenta e da tutte le altre che sono armoniche ad essa. Oggi lo Stato si e’ schierato con il padronato e si e’ messo contro la popolazione lavoratrice. Non credo proprio che il paternalismo di chi indica la strada tracciata da Biagi ai giovani potra’ essere uno stimolo per la crescita. Lavorare con scadenze trimestrali (a volte financo settimanali) per pochi spiccioli non aiuta ne’ le crescita delle persone ne’ quelle del sistema Italia. Il futuro dell’Italia e’ nella sicurezza dei lavoratori, nel loro benessere, nella possibilita’ di mantenere bene una famiglia, fare studiare i figli. Non e’ con il feroce uso di marchingegni che hanno dato dignita’ giuridica alla illegalita’ dello sfruttamento che andremo lontani. Fabbriche ed uffici popolati da persone insoddisfatte e pieni di problemi di sopravvivenza non produrranno che danno. Le persone non possono essere “usa e getta”. Hanno diritti che prima o poi saranno rivendicati. L’intervento delle massime cariche dello Stato a difesa del precariato rappresenta una brutta novita’ nella deriva a destra di questo nostro Paese.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
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Commento
Un conoscente, Giudice, si auspicava aumentassero l’eta’ di pensionamento della categoria oltre i 72 anni – non so se poi sia avvenuto -. Il mio sogno e’ di vedere i 60 – max 65 anni – con “tutti a casa”. Predico bene ed ho “razzolato” benissimo, lasciando (pensione di anzianita’) spazio ai giovani per una Nazione che spero migliore. E si’ che non lavoravo in miniera! Quando sento parlare ultraottantenni dl futuro dei giovani mi vien voglia di menare la mani, seppur vecchietto anch’io, ma “figlio” di costoro per l’anagrafe.
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Susanna

Genova, 25 poliziotti nei guai: cocaina, bische e festini

Venerero’ quello spacciatore fin che vivra’» dice Mele, consapevole dell’abbruttimento dovuto alla droga. «Non riesci a pisciare, dormire, mangiare. E non ci vedi, cazzo». Quando Picasso viene fermato dai carabinieri mentre sta sniffando fuori da una discoteca, decide di prendersi una pausa dal lavoro in questura e simula una malattia, ingannando il medico. «Recito da Oscar. E ho scoperto che il bello e’ stare a casa senza avere assolutamente nulla, e’ una cosa bellissima». Un poliziotto dichiara le sue intenzioni: «Voglio bruciarmi completamente ». Il collega lo ammonisce a non portare un amico considerato non adatto: «Non vorrei che morisse li’, e poi ci tocca anche buttarlo nella spazzatura». Medici pronti a dare lastre false per simulare incidenti, armi illegali, depilazioni integrali e ripetute per aggirare i controlli. Due atti di droga venduta e consumata ogni settimana. Coca a fiumi, cervelli in pappa. «Stasera voglio fare una rissa della Madonna, finisce che ammazzo tutti». La sensazione di impunita’ che permette di fare progetti folli.

I COGNOMI!! I COGNOMI!!! FUORI I COGNOMI!!!
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RIDIAMARO : – )

Sauro manda
GRANDI LE AFGANE!!

Barbara Walters, famosa giornalista televisiva americana ha condotto uno studio sui ruoli maschili e femminili a Kabul in Afghanistan, alcuni anni prima del conflitto afgano. Ne e’ risultato, tra le tante cose, che le donne, per tradizione, camminano 5 passi dietro al marito.
Recentemente e’ tornata a Kabul e ha osservato che le donne continuano a camminare dietro ai loro mariti. Il regime dei talebani ha fatto si’ che camminino adesso ancora piu’ distanziate dai loro uomini, ma quello che lascia perplessi e’ che le donne sembrano felici di mantenere la vecchia tradizione.
La signora Walters ha allora avvicinato una delle donne afgane e le ha domandato: “Come mai sembrate felici di questa vecchia tradizione che una volta avete cercato con tanta determinazione di cambiare?”
“Le mine”, ha risposto l’interpellata senza esitazione.
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Vergassola

Il preservativo non cura l’AIDS
Lo ha detto il grande immunologo Benedetto sedicesimo
A Benede’, ma se dicesimo meno cazzate?!
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“Nanocapo” e “nani di contorno” per un Italia nana che piu’ non si puo’.
Ormai anche le liberta’ costituzionali sono state talmente nanizzate da trasformarsi nel contrario.
Dovrebbero chiamarlo il Pnl, il partito delle Non Liberta’.
Non Liberta’ di sciopero
Non liberta’ di scuola e di ricerca
Non Liberta’ di scegliere i candidati
Non Liberta’ di referendum
Non Liberta’ di giustizia
Non Liberta’ di pace
Non Liberta’ di sesso o di etnia
Non Liberta’ di informazione e di espressione
Non Liberta’ nemmeno di morire con dignita’
Non Liberta’ di niente
..
Viviana

Certo con De Magistris all’europarlamento avremmo uno scatto di dignita’.
Finora abbiamo mandato tipi come Bassolino, Mastella, Cofferati, de Gregorio, Borghezio… mandiamo in Europa gli scarti non piu’ riciclabili.
Ci facciamo ridere dietro.
Abbiamo trasformato il parlamento europeo in una discarica per le scorie tossiche.
Speriamo che Mastella caschi nella piscina a forma di cozza e si incozzi quell’unico neurone rapinoso che tiene.
E la moglie agli arresti domiciliari che fa?
Va in Europa anche lei?
..
EXIDOR

L’angolo dell’artigianato locale
ARMA FETALE
Oggi 19 marzo, San Giuseppe, detto Beppe.
Padre putativo per eccellenza, un bel giorno gli venne detto che la sua creatura che stava per affacciarsi alla vita non era sua, ma di qualcuno che stava mooooooolto piu’ in alto di lui, e al quale lui era sempre stato immensamente devoto.
Uomo probo e onesto, era tutto il giorno all’opera al suo banco da lavoro, e spesso ci lavorava anche sotto, il banco, per costruire pezzi speciali.
Fu nominato patrono dei lavoratori ma non volle mai entrare in nessun sindacato, dei quali rifiuto’ la carica di protettore perche’ suonava male, come se fosse un preludio all’avviamento alla prostituzione dei suoi protetti.
Era falegname, e non poteva essere altrimenti visto che non pote’ avere mai rapporti con la sua sposa, lavorava sodo e fece crescere la sua creatura vendendo l’opera del suo lavoro.
Si insospetti’ solo il giorno in cui gli commissionarono di fabbricare tre croci da mandare a Bruxelles.
Ma fu un attimo.
Poi riprese a lavorare sodo.
..
L’angolo delle amnesie di Beppe
L’UOMO DEL MONTE. DI PIETA’.
Occhei.
I nostri beniamini nel tempio dell’Europa.
Si’, l’Europa, l’UE, la piu’ grande truffa della storia del vecchio continente, la sede nella quale, dopo il disinteresse per la questione D’Alema-Unipol, hanno raddoppiato i lavandini modello “Ponzio P.”
per consentire al maggior numero di persone di lavarsi le mani contemporaneamente.
Proviamo.
Finora, nonostante tutto, possiamo dire che
siamo stati uniti.
Le stelle ce le ha date Beppe, alle strisce ci ha pensato Lapo.
Ma ora si fa sul serio.
Compattezza e massima concentrazione delle forze anche di fronte a cose da storcere il naso.
E’ bello vedere che hai in mano delle risorse che fino poco fa non avevi, e che ti servono assolutamente per tirare avanti.
L’importante e’ non ripensare al fatto che, per averle, hai impegnato l’argenteria di famiglia.
Barra a dritta.
serena notte alla nostra amata Sonia Alfano.
Beppe, me la saluti tu?
Grazie 😉
…………………………………
LE GRANDI LETTURE
Camilleri

Alla domanda se amava la sua patria, Brecht un giorno rispose che non aveva nessuna ragione d’amare la finestra dalla quale era caduto bambino. Gli italiani amano invece quella finestra e il terreno sottostante sul quale hanno battuto la testa.

Nel 1942, sulla rivista Primato diretta dal ministro Bottai, venne pubblicata una vignetta su Benedetto Croce seduto nel suo studio intento a scrivere. Alle sue spalle Hegel sbirciava
quello che Croce andava scrivendo e poi diceva: «Cio’ che piu’ ammiro in Lei,
Maestro, e’ il senso della Storiella».
Ecco, gli italiani non hanno il senso della Storia, ma della Storiella.
Del Risorgimento sanno appena che lo zio Lello, fratello del nonno della madre, era quello scapestrato, quello sventato che abbandono’ la famiglia per andare a farsi ammazzare da uno che manco conosceva.
L’unica storia che l’italiano conosce veramente, e a fondo, e’ quella del gioco del calcio. Non solo sa a memoria nomi, soprannomi, vizi, difetti, gol segnati, mogli e amanti di ogni giocatore che della sua squadra ha fatto parte dalle origini ai giorni nostri, ma anche di quelli delle squadre rivali.
Per la Storia invece e’ un’altra storia.
Perche’ la Storia comporta l’uso critico della memoria e gli italiani essenzialmente tendono ad essere smemorati o ad avere la memoria corta. Se la Storia e’ veramente magistra vitae, gli italiani non hanno mai frequentato quella scuola.
Mi pare che sia stato T.S. Eliot a dire che l’inferno consiste nella memoria, ai dannati viene fatto ricordare tutto, persino quanto costava un etto di margarina nel 1928.
Se l’inferno fosse veramente la memoria, l’italiano andrebbe direttamente in paradiso.
Gli italiani immediatamente si dividono in due partiti ferocemente contrapposti: gli
innocentisti e i colpevolisti. Senza la minima cognizione delle carte processuali, senza essere a conoscenza dei dettagli dell’indagine, decidono a primo acchito se l’accusato e’ innocente o colpevole. A pelle. Al solo guardarlo.
L’innocentista, sia detto per inciso, restera’ fermamente ancorato alla propria convinzione anche quando i giudici della Cassazione, di fronte a prove schiaccianti, avranno condannato all’ergastolo il colpevole
.

A proposito di giudici e di giustizia. Essendo siciliano, citero’ alcuni modi
di dire della mia terra
.

Cu havi dinari e amicizia / teni ‘n culu la giustizia.
(Chi ha denari e amici / se ne puo’ fregare della giustizia.)
Fari la giustizia a manicu di mola. (Far giustizia in modo storto.)
Judici, presidenti e avvucati / ‘n Paradisu nun ne attrovati.
(Giudici, presidenti e avvocati / in Paradiso non ne troverete.)
La furca e’ pi lo poviru, la giustizia pi lu fissa.
(La forca e’ per il povero, la giustizia per il fesso.)
La liggi per l’amici s’interpreta, pi l’autri s’applica.
(La legge per gli amici s’interpreta, per tutti gli altri s’applica.)
Lu codici e’ fattu da li cappeddri pi ghiri ‘n culo a li coppuli.
(Il codice e’ fatto dai signori per andare in culo ai berretti.)

Potrei continuare a lungo. La sfiducia nella giustizia e’ totale, basandosi sulla convinzione diffusa che essa sia uno strumento dei ricchi (che non incappano mai nelle sue maglie) usato contro i poveri. Una giustizia di classe.
E credo che in ogni regione del Sud d’Italia ci siano modi di dire similari.
Colpa dell’amministrazione della giustizia borbonica, m’e’ capitato di leggere da qualche parte. Le cose non stanno cosi’: se la giustizia borbonica non fu un modello, quella italiana post unitaria non miglioro’ per niente la situazione, a volte la peggioro’.
Scriveva Pirandello su quegli anni ne I vecchi e i giovani: «Povera Isola, trattata come terra di conquista! (.) e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo, e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch’essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia; e usurpazioni e truffe e concussioni e favori scandalosi e scandaloso sperpero del denaro pubblico; prefetti, delegati, magistrati messi al servizio dei deputati ministeriali (.) l’oppressione dei vinti e dei lavoratori, assistita e protetta dalla
legge, e assicurata l’impunita’ agli oppressori»
Questo divario sull’amministrazione della giustizia al Sud e al Nord, salvo la parentesi fascista, continuo’ anche dopo la Liberazione, con la magistratura del Sud completamente asservita al potere, cioe’ alla Dc.
Si deve ad alcuni eroici magistrati siciliani in prima linea nella lotta contro la mafia, e che ci lasciarono la vita, il risveglio della solidarieta’ dei cittadini verso la giustizia.
Ma il punto massimo del consenso si verifico’ al tempo di Mani Pulite, quando la magistratura milanese fece piazza pulita della corruzione partitica e, praticamente, spazzo’ via la Prima Repubblica. Dalle ceneri di essa nacque inopinatamente un affarista milanese che seppe trasformarsi in uomo politico. Aveva molti conti aperti con la giustizia. E quindi, appena arrivato al potere, si e’ dedicato anima e corpo alla distruzione del sistema giudiziario, con continue leggi ad personam e addirittura arrivando ad affermare che i giudici sono esseri mentalmente tarati. E’ singolare come, in un’occasione, abbia usato contro i giudici le stesse parole adoperate dal gran capo mafioso Toto’ Riina.
Ad ogni modo, dato il larghissimo seguito di cui dispone, ha abolito il divario tra Sud e Nord: l’italiano di Palermo e quello di Bergamo ora sono felicemente concordi nella sfiducia totale verso la giustizia.
L’italiano che ha preso una multa per sosta vietata, oggi si sente autorizzato a dichiararsi vittima della giustizia
.
..
http://www.masadaweb.org

2 commenti »

  1. La legge Biagi ha intossicato il diritto del lavoro di Pietro Ancona

    Ottimo articolo: verissimo, reale, coraggioso.

    Vorrei però ricordare che questa legge liberticida dei diritti e della dignità del lavoro: Legge Biagi – legge 30/2003 (governo cdx Berlusconi)
    ha preso l’avvio/la corsa dalla mascalzonata iniziale del “PACCHETTO TREU” – L.196/97 ((governo csx Prodi-Bertinotti).

    Perchè questo non lo scrivi? Perchè la bravissima Viviana Vivarelli non lo scrive? Perchè altri/ tutti di Nuovo Masada non lo scrivete?

    Commento di Krasin — marzo 24, 2009 @ 5:39 pm | Rispondi

  2. Caro Luterano
    Non capisco il tuo livore, visto che non ho mai parlato bene del governo Prodi, né del primo né del secondo, mi pare anzi di avere sempre scritto che i suoi due governi hanno tradito di fatto ogni suo programma precedente, e non mi pare di aver mai parlato bene dell’operato di Bertinotti durante il governo Prodi come ho sempre detto male di D’Alema che applico’ il pacchetto Treu aprendo di fatto a un precariato senza diritti né freni.
    Per questo la tua lettera mi lascia perplessa, ma immagino che dipenda da pregiudizi che stanno nella tua testa in base all’assunto che uno deve per forza essere o di qua o di là, e non si danno altre opzioni, pregiudizi che niente hanno a che fare con la mia persona.
    Mi capita spesso di apprezzare qualche articolo di Pietro Ancora, anche se questi suscitano violente opposizioni e ciò non vuol dire che io apprezzi ogni posizione dello stesso, divergo per es. nettamente da quanto dice sul Tibet come su altre cose.
    Pubblico il tuo post per pura cortesia ma resto perplessa per il tono e il contenuto

    Viviana Vivarelli

    Commento di MasadaAdmin — marzo 24, 2009 @ 7:25 pm | Rispondi


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