Nuovo Masada

marzo 18, 2009

MASADA n. 890. 17-3-2009. Tradimenti

Filed under: Masada — Viviana @ 8:56 am

L’uso che si puo’ fare dei giornali

Stampa rinnegata – Fiorello e la pubblicita’ trasmigrante – L’attacco a Genchi. La Casta strangola la giustizia – Io e Obama. Umane illusioni – Per il compratore scemo si imbottiglia e vende l’acqua del rubinetto – La Cina e l’atomica finanziaria – Omofobia – Gli inaccettabili – Le divisioni infinite della sinistra radicale – Attacco alla rete

La ricerca del massimo profitto addormenta la coscienza.
Nuova Alba
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Il pubblico ha un’insaziabile curiosita’ di conoscere ogni cosa eccetto quelle che meritano di essere conosciute”
Oscar Wilde
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Verra’ un giorno che l’uomo si svegliera’ dall’oblio e finalmente comprendera’ chi e’ veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne rendera’ conto, sara’ libero anche qui in questo mondo.
Giordano Bruno

Stampa rinnegata
Viviana Vivarelli

Ognuno paghi le sue scelte, specie quando sono contro l’uomo!
Pagano i partiti che non hanno voluto fare opposizione o essere di sinistra. Paghera’ chi fa politica o economia, in Italia come in Europa, calpestando i diritti fondamentali dei popoli.
Pagherà la Chiesa che ha dimenticato il Vangelo e la carita’ cristiana e con questo Papa non passa giorno senza nuovi tradimenti alla sua missione di amore.
E pagheranno anche i giornali che hanno voluto tradire l’informazione e disprezzare i lettori, che hanno scelto di essere cortigiani di chi governa, piccoli prostituti mantenuti per falsificare o oscurare la verita’, sporche veline del potere non meno biasimevoli delle puttane di alto bordo, una cricca che travisa le notizie o le nasconde, che incensa i politici criminali, mafiosi o massoni, che nega spudoratamente ogni deriva della democrazia e che attacca al contrario con insulti e arroganza chi la democrazia intende salvarla, nemici della nazione e dei cittadini, che si buttano sulla pornografia, la cronaca nera, lo sport, lo spamming, la calunnia, la propaganda di guerra, la difesa della dittatura trionfante…
I giornali italiani hanno tradito l’art. 21 che fa dell’informazione e della libera espressione un diritto umano, che proclama che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo e che la stampa come il web non possono essere soggetti ad autorizzazioni e censure. Ma la stampa italiana si e’ autoimbavagliata, si e’ messa dipendenze e censure da sola, non ha mosso parola ne’ atto contro la pesante coltre di censura alla libera informazione imposta da questo Governo ma non difesa dall’altro. Ha proprio scelto di essere serva e non libera, vendendo la propria primogenitura per un piatto di lenticchie, tradendo la propria missione di essere il quarto potere dello Stato. Che potere sono diventati adesso? Quello dei servi che strisciano? E se i lettori disgustati rigettano la stampa per altri mezzi di informazione, questo e’ un risultato meritato.
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Beppe Grillo

La crisi e’ piena di buone notizie. Una tra le migliori e’ la fine dei giornali. Il 30/40% della pubblicita’ li ha abbandonati da inizio anno. I lettori sono sempre più rari. I dati ufficiosi stimano tra il 10 e il 20% in meno le copie vendute nell’ultimo anno per molte testate. Rimane la carita’ del Governo e molti editori sono con il cappello in mano nelle sale d’aspetto a Palazzo Chigi. Per vivere grazie alle nostre tasse.
La discesa dei titoli dei gruppi editoriali è da infarto per chi li possiede. Nei primi due mesi e mezzo del 2009 Rizzoli Corriere della Sera ha perso il 43%, Mondadori il 33% e il Gruppo L’Espresso il 42%.
In soli due mesi e mezzo! Indovinate quanto possono perdere in 12 mesi. Se si confrontano i valori minimi e massimi delle azioni nel 2008/2009 si puo’ arrivare a prefissi telefonici. Il valore del Gruppo L’Espresso è sceso da 3,026 euro a 0,599, quello di RCS da 2,980 a 0,499, Mondadori da 5,790 a 2,305.
Entro il 2009 molti giornali ci lasceranno per sempre. Il problema occupazionale esplodera’ per i professionisti della balla stampata.
Battista, Mauro, Mieli, Giordano, Feltri, Belpietro, Romano, Scalfari, Merlo, Giannini. Cosa faranno? Che futuro li aspetta? Potrebbero verificare la loro popolarita’ con un blog.
Tanti accessi, altrettanta pubblicita’ on line e soldi.
Negli Stati Uniti con 100.000 accessi unici al mese puoi vivere. Rendono fino a 75.000 dollari all’anno. Metti la tua credibilita’ e competenza in Rete e chi ti paga, anche se indirettamente, e’ il lettore.
Scalfari guadagnerebbe 10 dollari al mese e Giordano dovrebbe pagare lui.
I giornalisti attuali diventeranno dei disadattati. Un conto e’ raccontare balle dietro alla scrivania di un ufficio, altro è confrontarsi con la Rete. L’editore, l’impresario degli azionisti alla Tronchetti e alla Geronzi, diventera’ una figura romantica. Di un’altra epoca. Negli Stati Uniti, che precedono spesso l’economia mondiale, la pubblicità sui giornali e’ in calo dal 2004, e’ una curva che precipita verso lo zero assoluto.
Le copie in circolazione dei giornali sono diminuite dal 1990 in modo lineare. Il San Francisco Chronicle -40%, il Los Angeles Times -36.3%, il Whashington Post -22,3%, il Chicago Tribune -29,3%. il Boston Globe – 37,6%.
Uno degli obiettivi del V2 day era la fine dei finanziamenti ai giornali.
Il referendum e’ stato respinto da Carnevale, ma finiranno prima i giornali dei finanziamenti. Non e’ un’eccellente notizia?
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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Monica manda:
«La rapidita’ con cui una notizia viene fornita da’ l’illusione di vivere al centro degli avvenimenti, ma significa soltanto che siamo sottoposti a una propaganda ancora piu’ intensa. Quando gli avvenimenti sono istantanei e appassionanti, ci lasciamo trascinare dal loro flusso. Secondo me la superficialita’, non la rapidità, incide sulla percezione del presente. Ma si fa di tutto per cancellare ogni memoria»
Choam Chomsky
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Anche i monopolisti piangono
Paolo De Gregorio

Maurizio Costanzo, il piduista passato dalla RAI a servire il collega di loggia Berlusconi, attacca duramente Mike Bongiorno, perche’ reo di aver appoggiato il suo amico personale Fiorello nel pubblicizzare la prossima trasmissione che lo stesso Fiorello condurra’ su SKY nei primi di aprile.
L’attacco e’ veramente stupido per molti motivi: il primo e’ che l’accusa di “tradire” Mediaset a favore della concorrenza, nella innocente veste di uno spot pubblicitario, ci rivela quanto i “monopolisti”, a parole a favore del “libero mercato”, temono una qualsiasi concorrenza, dopo aver speso anni a manovrare per normalizzare la RAI riempiendola di dirigenti piu’ vicini ad Arcore che a Viale Mazzini e dopo aver trasformato il “servizio pubblico” in “servizio privato” per partiti e monopolisti.
La stupidita’ senile di Costanzo e’ quella di attaccare personalmente Mike e farsi cosi’ dedicare mezza pagina dal Corriere della Sera di oggi, rompendo cosi’ il silenzio sulla trasmissione di Fiorello che, sia la Rai che Mediaset, conservavano cosi’ gelosamente, sperando in un basso indice di ascolto.
La cosa non e’ cosi’ innocua come puo’ sembrare. In gioco ci sono importanti quote di pubblicita’ che stanno gia’ trasmigrando verso Sky ed Internet e la reazione un po’ scomposta di Costanzo sta li’ a dimostrarlo.
Mi piace assistere a questo episodio. Vi e’ rappresentata una sorta di “legge di contrappasso”, che riecheggia la fase storica in cui i soldi delle neonate Tv commerciali del cavaliere attiravano i Bongiorno, i Costanzo, i Mentana e via cantando, e indebolivano la RAI costringendola a snaturarsi in una rincorsa verso il basso.
Fiorello e’ un artista vero, politicamente agnostico, ma, essendo stato trattato male sia dalla Rai che da Mediaset, ha cercato una terza via, e di ascolti ne muovera’ tanti perche’ e’ bravo e simpatico.
Murdoch, proprietario di Sky, e’ un pescecane come Berlusconi e compra le televisioni per fare profitti, ma, per ora, non sembra farlo per fini di potere politico, e questo gia’ ci basta e speriamo che le sue operazioni commerciali tolgano spazi e pubblicita’ ai monopolisti, che il potere politico lo hanno conquistato proprio grazie ad un uso dittatoriale delle informazioni.
Grillo continua a sottovalutare il peso delle televisioni e non ha attivato una grande campagna contro il canone Rai finalizzata ad ottenere un “servizio pubblico”, con un presidente indipendente, fuori dai partiti e dalle lobby, eletto direttamente dai cittadini.
I privati e i partiti oggi hanno in mano il 100% delle informazioni che girano, e nessuna opposizione antagonista si potra’ mai affermare senza la conquista di uno spazio che infranga il monopolio.
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L’attacco a Genchi. La Casta strangola la giustizia
Riassunto di un articolo di Marco Travaglio

Palermo. Il presidente della Commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini, Pdl, e’ indagato per una brutta storia di riciclaggio del denaro della famiglia Ciancimino, il vecchio sindaco mafioso legato al clan dei Corleonesi, quello che gesti’ la trattativa, insieme a due ufficiali del ROS, fino alla cattura di Riina, con la mancata perquisizione del suo covo.
A Palermo c’era il procuratore Grasso, sotto di lui la procura era spaccata e molte indagini non si fecero semplicemente perché Grasso non volle. Dal 1992 ad oggi parte, a freddo, un attacco politico-mediatico al capo di Palermo Francesco Messineo, persona molto riservata, che non va in televisione, magistrato vecchio stampo, conservatore, che lascia lavorare i suoi colleghi e i suoi PM e ha riportato la concordia in procura, facendo circolare quelle informazioni che con Grasso erano censurate, secondo quel principio base di trasparenza su cui nacque il pool antimafia di Falcone e Borsellino.
Il Messineo ha avuto il coraggio di andare in aula davanti al Gip di Palermo, due anni fa appena insediato, per chiedergli di revocare l’ordinanza con cui aveva disposto la distruzione delle famose telefonate fra Cuffaro e Berlusconi, telefonate che la procura del procuratore Grasso aveva pensato di far distruggere ritenendole irrilevanti e in cui Berlusconi diceva di essere d’accordo con Pisanu sui processi a Cuffaro e che poteva stare tranquillo.. La fuga di notizie e le interferenze politiche erano state tante e i magistrati avevano parlato di una fonte romana. Berlusconi parlava di cose su cui c’era il segreto e si muoveva in conformità. Invece di andare a fondo su queste fughe e intromissioni, l procuratore Grasso chiese di distruggere le telefonate. Messineo ordino’ di revocare l’ordine di distruzione ma era troppo tardi. Grasso fu promosso procuratore nazionale antimafia (sigh), anzi gli fecero una legge apposta per levargli di mezzo il suo concorrente piu’ temibile, Caselli.
Oggi mentre si indaga intorno al mondo di Ciancimino, trattative, mandanti occulti, stragi, c’e’ un attacco improvviso, a freddo, al procuratore Messineo, per una storia nota gia’ due anni fa quando fu nominato dal CSM procuratore capo. Sembra che suo fratello sia sotto processo per truffa a Palermo. La stessa procura di Messineo ne ha chiesto la condanna. E sembra il cognato molti anni fa sia stato indagato per aver suggerito al figlio del capomafia Bonanno di cambiare aria. Poiche’ questo non è proprio un reato, tutto fu archiviato. Questo cognato dunque non fu indagato ne’ per mafia ne’ per altro. E’ un pretesto come un altro per attaccare Messineo.
Eppure, giornalisti che non hanno mai scritto una riga su certe indulgenze della vecchia procura nei confronti del potere politico, anzi hanno sempre coperto quelle indulgenze, improvvisamente si scatenano contro Messineo e adesso, grazie a questo scatenamento, prontamente il CSM si sta interessando della vicenda e il cdx cerca di far fuori questo procuratore che ha il grave torto di avere consentito ai suoi collaboratori di aprire certi cassetti e certi armadi per riscoprire i rapporti mafia-politica.

L’altra cosa stravagante a Palermo e’ la perquisizione del Ros nella casa e negli uffici di Gioacchino Genchi, il dirigente della Polizia di Stato che da anni era in aspettativa sindacale per poter svolgere a tempo pieno, con la sua societa’, consulenze informatiche, telematiche e telefoniche per decine e decine di procure. L’hanno perquisito per un intero pomeriggio e una parte della notte, con tre accuse piuttosto curiose, si tratta di fesserie grazie a cui il Genchi e’ stato trasformato in un mostro e rischia di non lavorare piu’. Gli ultimi magistrati che gliene hanno date sono De Magistris e la procura di Salerno, tutti cacciati, le inchieste avocate e loro sputtanati sulla pubblica piazza.
Si parte dal fatto che i decreti di perquisizione a carico di Genchi vengono dalla procura di Roma… che non si vede bene che cosa c’entri, tra l’altro, visto che Genchi abita e lavora a Palermo ed e’ accusato di avere fatto delle cose nella sua qualita’ di consulente della procura di Marsala, che e’ in provincia di Trapani e della procura di Catanzaro, che e’ in provincia di Catanzaro, non di Roma.
La procura scrive di aver esaminato un tabulato di 2600 interrogazioni all’anagrafe tributaria fatto dal Genchi utilizzando la password del comune di Mazara del Vallo, che sarebbe andato oltre l’abilitazione concessa. Cioe’ il Genchi nelle sue indagini avrebbe sforato indagando anche su soggetti di Milano, Parma e Roma per finalita’ diverse da quelle consentite.
Qui siamo a Marsala, si indaga sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina di Mazara Del Vallo. Genchi era il consulente della procura. Traccia i tabulati di tutti i parenti, amici, persone che hanno avuto a che fare con la famiglia perche’ si brancola nel buio. Non c’e’ neanche un indiziato. Ogni volta che si trova qualcosa da verificare nei rapporti tra un telefono e altri, si prendono i tabulati di questi altri telefoni. Che senso ha contestargli di avere interpellato l’anagrafe tributaria per identificare delle persone che non abitano a Mazara Del Vallo? Voi pensate davvero che per fare un’indagine su un fatto avvenuto a Mazara Del Vallo si debbano controllare soltanto persone residenti a Mazara Del Vallo?
Quando indaga, Genchi scopre che c’e’ un sistema molto facile per risalire da un nome al suo stato di famiglia, al suo indirizzo, al suo codice fiscale. Si accede all’archivio dell’Agenzia delle Entrate dell’anagrafe tributaria e si prende l’indirizzo, lo stato di famiglia e il codice fiscale. Da quel momento, non solo si fa abilitare a entrare nella banca dati dalla procura di Marsala per cui sta indagando su Denise, ma anche da tutte le altre procure per le quali lavora perche’ e’, appunto, uno strumento di lavoro avere la banca dati dell’Anagrafe Tributaria. Cosi’, mentre lavora a quell’indagine lavora anche a molte altre, mentre ha acceso il computer ed e’ entrato nell’Anagrafe Tributaria deve controllare le posizioni di 100 persone, una che fa parte di un’indagine che sta seguendo a Milano, una a Parma, una in Calabria, una Catanzaro, una in Puglia, una in Sardegna e quella di Mazara Del Vallo e le fa tutte con la stessa password, mi sembra ovvio.
E’ semplicemente assurdo che uno per accedere a una banca dati cambi password ogni volta che deve accedere per fare un controllo: intanto perde tempo, poi che senso ha? L’importante e’ essere autorizzati dall’autorita’ giudiziaria ad accedere a quella banca dati per fini di giustizia. Genchi non era scorretto, era autorizzato da tutte le procure che gli avevano dato la consulenza a utilizzare la banca dati dell’Anagrafe Tributaria.
Ma questo gli viene contestato come reato di accesso abusivo a sistema informatico.
Che reato e’? Che senso ha una cosa di questo genere? Ma per questo l’hanno perquisito.
Tra l’altro la procura di Roma dice di averlo perquisito facendo portar via al ROS soltanto le carte relative a “Why Not”; in realta’ Genchi sostiene che gli hanno portato via tutto: i file relativi a consulenze che stava facendo per molte altre procure, per casi di omicidio, per strage, suoi documenti difensivi.
La cosa simpatica e’ che, a Palermo, il ROS era famoso per le sue non perquisizioni visto che era riuscito a non perquisire il covo di Riina nel 1993, a non perquisire quello di Provenzano nel 1996, tant’e’ che c’e’ il processo all’ex capo del Ros, il generale Mori per questa ragione. Stavolta il ROS e’ riuscito a perquisire casa Genchi, forse e’ stato l’entusiasmo per essere entrati finalmente a fare una perquisizione che gli ha portati a esagerare un po’ sulle cose da portar via.
Resta da capire come abbia saputo, la procura di Roma, che Genchi aveva interpellato l’Anagrafe Tributaria per posizioni diverse da quelle dell’inchiesta su Denise Pipitone, perche’ come fanno all’Agenzia delle Entrate a sapere chi sono le persone controllate per l’inchiesta su Denise e quelle per un’altra indagine?
Gli unici che potevano saperlo erano quelli della procura di Marsala, tant’e’ che all’inizio l’Ansa aveva scritto che era stata proprio la procura di Marsala a denunciare Genchi a Roma. Il nuovo procuratore di Marsala e’ il famoso Alberto Di Pisa, un noto nemico di Giovanni Falcone contro il quale disse delle cose molto pesanti davanti al CSM. Era quello che era stato accusato addirittura di avere scritto le lettere anonime del Corvo di Palermo, poi invece era stato assolto in appello.
Invece Di Pisa ha smentito, ha detto che non ha fatto nessuna segnalazione. Resta da spiegare, questi dell’Agenzia delle Entrate come hanno fatto a sapere che tizio che stava a Parma non era seguito per l’inchiesta su Denise ma per le inchieste di Catanzaro o chissa’ dove. Mistero.
In ogni caso resta da capire dove diavolo sia il reato, visto che tutti quegli accessi erano autorizzati dalla magistratura.

Gli altri due capi d’accusa sono abusi d’ufficio, cioe’ Genchi, che quando diventa consulente di una procura assume le vesti di pubblico ufficiale – intanto e’ pubblico ufficiale perche’ e’ un poliziotto, poi lo e’ perche’ e’ un consulente – quindi ha l’obbligo di verita’. Ha l’obbligo di dire la verita’ e di depositare tutto cio’ che trova, non soltanto le prove favorevoli all’accusa. In quella veste avrebbe abusato del suo ufficio, lavorando nell’inchiesta Why Not insieme a De Magistris, per acquisire illegalmente tabulati di telefoni che appartengono o appartenevano a parlamentari e a esponenti dei Servizi Segreti.
Ci si riferisce alla legge Boato, che stabilisce che per usare un’intercettazione di un delinquente che parla con un parlamentare ma anche per acquisire il tabulato del telefono di un parlamentare, ci vuole prima la preventiva richiesta di autorizzazione alla Camera. Genchi avrebbe violato le garanzie riservate ai membri del Parlamento all’articolo 68 della Costituzione, cioe’ l’immunita’ parlamentare acquisendo tabulati su loro telefoni. Lo stesso per persone dei servizi segreti. Qui avrebbe addirittura minacciato il Segreto di Stato acquisendo i tabulati di telefoni usati da uomini e da dirigenti dei Servizi Segreti e addirittura dall’allora capo del Sismi, il generale Nicolo’ Pollari, quello che e’ stato rinviato a giudizio per avere partecipato o favoreggiato il sequestro di persona di Abu Omar, fatto per cui e’ sotto processo a Milano, molto ben protetto dai politici di destra e di sinistra.
Ecco, queste sono le due accuse di abuso. Naturalmente presuppongono che Genchi sia lo Spirito Santo, quindi quando chiede alla Tim, alla Wind o alla Vodafone il tabulato di un telefonino, gia’ sappia di chi e’ quel telefonino. Cioe’, tu hai un numero e dal numero capisci, perche’ sei lo Spirito Santo, che quel numero corrisponde a quella persona.
Di solito, i comuni mortali, per sapere di chi e’ un numero chiedono il tabulato e poi fanno delle analisi: vedono intanto se e’ intestato a qualcuno; di solito e’ intestato a societa’ o a enti. I parlamentari raramente usano telefoni intestati a se’, perche’ raramente pagano le proprie bollette, quindi di solito li hanno intestati o a qualche ente o a qualche ministero o a qualche ufficio pubblico.

Qui si sta parlando del telefonino famoso di Mastella. Non l’hanno voluto scrivere, se no la procura di Roma avrebbe dovuto ammettere non solo di essere incompetente a giudicare su questo caso ma anche che questa indagine e’ il duplicato esatto di quella che ha appena concluso la procura di Salerno.
La procura di Salerno si e’ occupata dell’acquisizione dei tabulati del telefonino in uso a Mastella e ha stabilito che De Magistris non sapeva niente prima di chiedere il tabulato, solo dopo era emerso che quel telefono era esato da Mastella perche’ il telefono era intestato alla Camera dei Deputati e poi al Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria. Mai a Mastella. E Comunque era emerso anche che lo usava anche suo figlio che non e’ certo coperto da immunita’ parlamentare.
La procura di Salerno ha stabilito che De Magistris quel reato non l’ha commesso e ha chiesto l’archiviazione. Ora la procura di Roma indaga Genchi per avere fatto la stessa cosa gia’ archiviata.
Due anni fa, De Magistris nell’indagine Why Not deve verificare con chi sta scambiando degli SMS Saladino, il capo della Compagnia delle Opere della Calabria e principale indagato. Chiedono il tabulato di un telefonino. Risulta che e’ del DAP, quindi puo’ essere di una guardia carceraria. Poi si scopre che e’ di Mastella che a quel tempo era solo parlamentare, lo si scopre poi, non si poteva saperlo prima. Per cui la procura di Salerno ha gia’ chiesto l’archiviazione per De Magistris.
La procura di Roma fa ora la stessa cosa per Genchi. Anche Genchi ha preso un tabulato senza sapere che e’ di un parlamentare. Il reato non c’e’. La stessa cosa per i servizi segreti con la differenza che non hanno nemmeno l’immunita’ parlamentare. La legge italiana non proibisce di acquisire tabulati di membri dei servizi segreti! E allora dove sta il reato? La legge italiana non impedisce di intercettare un membro dei servizi segreti, tant’e’ che nella relazione del Copasir presieduto da Rutelli, in evidente conflitto di interessi visto che Rutelli era in rapporti con Saladino, si sottolinea il vuoto di legge e si chiede di tutelare anche i servizi. Oltre a cio’ e’ vietato dalla legge per un membro dei servizi segreti parlare di segreti di Stato al telefono. Dove sta l’abuso di ufficio da parte di Genchi?

Malgrado cio’ Genchi e’ stato perquisito ed e’ indagato.

PS. Apprendo ora che la Procura di Palermo ha smentito la notizia riportata da alcuni giornali e cioe’ che il senatore Carlo Vizzini sia stato gia’ iscritto sul registro degli indagati per la vicenda del ririclaggio del tesoro di Ciancimino. Vizzini dunque, almeno per il momento, non risulta indagato ne’ per riciclaggio ne’ per altri reati.
Marco Travaglio
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Io e Obama

Liliana Pace

WE SHALL OVERCOME!!!!!!
Evviva!!! Evviva!!! Evviva!!!
Quando pensi di aver toccato il fondo, quando pensi di non aver piu’ speranze, quando vedi tutto nero davanti a te e nessuna luce in fondo al tunnel… ecco che succede l’imprevedibile.
Oddio, proprio tanto imprevedibile non era, visto che erano mesi che tutti i sondaggi lo davano vincente, ma, dopo aver assistito all’incredibile scippo elettorale di 4 anni fa da parte di Bush, non c’era molto da stare tranquilli, senza contare il gufamento continuo di tutto l’apparato berlusconiano che fino all’ultimo ha sperato in un altro magheggio.
Ma quando il giorno prima di queste storiche elezioni americane ho sentito il nostro ineffabile Cavaliere con la sua abituale faccia tosta affermare che Obama assomigliava tutto a lui, e tutti i suoi cagnolini slinguazzare al suo seguito …beh! allora sono stata sicura al cento per cento che avrebbe vinto.
Mi dispiace solo di non aver seguito la diretta televisiva, ero convintissima che le cose sarebbero andate per le lunghe e non volevo perdere il mio sonno per una diretta al cardiopalma ma alla fine inconcludente. Anche il mattino dopo ho acceso la tele con un certo scetticismo, mah! chissa’ quando si sapra’ qualcosa di definitivo… e invece nooo!!! porcaputtana! gia’ tutti i giochi erano fatti, gia’ era tutto successo, al di la’ di ogni piu’ rosea previsione, la gente gia’ ballava e cantava nelle strade.
Mi sono sentita defraudata, io che passo le notti a seguire tutti i dibattitucoli della misera politichetta di casa nostra, ho perso l’occasione di poter dire ai miei futuri nipotini: “C’ero anch’io!” mi mangerei le mani, mi mangerei.
Poi e’ scoppiata la gioia, una gioia incontenibile che, per la prima volta in vita mia, mi ha fatto piangere, (come diceva Filumena Marturano? “Comm’e’ bello chiagnere!!!”) piangere per la speranza immensa che quest’uomo porta con se’, piangere per tutti i sogni che la nostra generazione ha dovuto riporre in un cassetto, e che ora si riaffacciano, piu’ luminosi e forti di prima.
Io che ho visto cadere sotto i miei occhi i due Kennedy, Martin Luther King e ci voglio mettere anche Moro (si parva licet), questa volta non ho paura, o almeno la ricaccio in fondo ma proprio in fondo. No, non credo che ci sara’ un potere occulto talmente imbecille da ripetere quell’esperienza, questa volta avra’ contro tutto il mondo. Nessuno dei tanti ragazzi che ci hanno messo l’anima e la loro prima esperienza politica, nessuno dei tanti neri che non avevano mai votato prima perche’ tanto era inutile per loro, nessuno dei tanti nuovi poveri creati dall’applicazione piu’ becera del capitalismo voluta da Bush, nessuno di loro lo accettera’, nessuno di loro si fara’ scippare questa volta i loro sogni risorti.
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Viviana

Io non credo di avere seguito molto le elezioni americane ma mia figlia a Londra teneva la tv sempre accesa ed era piuttosto emozionata da quello che Obama diceva e prometteva e ha seguito in diretta tutta la cerimonia finale, e anche la piccola Sofia guardava la televisione stranita. La cosa in cui speravo era che questa volta sembrava che le grandi multinazionali (petrolio, armi, farmaceutica, chimica) non avessero tanto le mani in pasta (ma sembrava illusorio, e quando mai queste non hanno influenzato la politica americana?), c’erano quelle dichiarazioni che i fondi elettorali erano arrivati da tanti piccoli versamenti di privati cittadini ma la cosa fino all’ultimo non sembrava vera, anche l’IBM dava in parti uguali sovvenzioni elettorali all’uno e all’altro partito; poi c’erano le grandi lobbyes come quella degli agricoltori.., e infine fino all’ultimo l’ipotesi tutt’altro che tapina di brogli teneva tutto in sospeso (in fondo anche Al Gore sembrava che vincesse alla grande) insomma c’era da temere che tutto restasse come prima. Certo i perfezionisti sinistrorsi di casa nostra non sarebbero stati contenti nemmeno di una vittoria dei democratici per il fatto che in fondo in America la sinistra non esiste o riguarda pochi intellettuali e i due partiti in lizza sono come due bottiglie con contenuto uguale ma etichetta diversa, ma gia’ sapere che il partito di McCaine e della cretina cotonata dell’Alaska avrebbe perso era una tale speranza per il mondo!! Niente creazionismo, niente fanatici reazionari che sventolano la religione come una spada, niente repressioni al mondo femminile, niente guerre perpetrate con ogni sporco pretesto, niente lobbyes petrolifere a gestire l’economia con le invasioni!
Ma nemmeno nei momenti migliori avrei sperato in un Obama che tassava i ricchi, che toglieva le sovvenzioni agli agricoltori che esportano in dumping, che chiedeva tetti ai superstipendi, o toglieva i veti alle ong che aiutano le donne ad abortire, o che facilitava la ricerca sulle staminali, che parla di finanziare scuola e ricerca e di dare una sistemata alla lacunosa sanita’ americana e diceva che si dovevano incentivare solare e termico. Insomma l’abbronzato oltre a essere bellissimo e sciolto come una creatura agile e felice faceva cose che da 15 anni la disgraziata America non aveva visto mai. Un Obama che come primo atto si rivolgeva in modo pacifico e aperto al mondo arabo e che chiedeva alla Russia di rivedere il progetto di armamenti per riprendere quelle politiche di disarmo dal nucleare che avevano caratterizzato Kennedy. Un Obama che chiude Guantanamo, che si preoccupa dello stato di degrado delle scuole dei poveri, che mette la parola fine al razzismo americano, che fa gesti di pace per il mondo.
A preoccupare c’era l’aumento di soldati in Afghanistan, la Clinton guerrafondaia al suo fianco che non ci metterebbe nulla ad attaccare l’Iran, la presenza di certe figure tetre della finanza e altre cose sparse qua e la’ che fanno capire che per molti settori nemmeno Obama potra’ fare molto. Ma un vento nuovo dall’America sarebbe arrivato a tutto il pianeta.
In Italia quel vento non e’ arrivato, niente dettassazione della classi medie e basse, niente tagli agli sprechi, niente incentivi all’energia pulita, niente soldi a ricerca, scuola e sanita’, niente recupero strutturale degli edifici scolastici, niente veto al nucleare.. qua tutto marcia all’inverso e gli italiani sono tanto sciocchi e cecati da non preoccuparsene nemmeno, qua tutto va come non dovrebbe andare e nessuno sottolinea la differenza abissale tra un presidente ‘abbronzato’ che tenta, almeno, di correggere le impostazioni fameliche di economia e politica per portare parole nuove al suo paese devastato come uscisse da una guerra economica persa e questo nostro presidente ‘sbiancato’ che porta avanti con crescente impudenza l’arricchimento dei piu’ corrotti, la distruzione della giustizia, l’indifferenza per miseria e perdita di lavoro, leggi improntate a confessionalismo, barbarie, depredazione, fascismo, razzismo, misoginia, disparita’ giudiziaria…
E anche in questa occasione Veltroni, dopo aver sprecato tanti elogi a Kennedy da far sperare di essere il Kennedy de noantri, invece di schierarsi a fianco delle audaci riforme di Obama, ha preferito stare al guinzaglio di un guitto come Berlusconi, senza coraggio, senza decisione, senza mordente, come uno che ha giu’ perso prima di combattere.. ma che tristezza!
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Mariapia

Non mi scoraggio nonostante…..
Io penso che Obama, come tutti coloro che si manifestano avanguardie, liberatori, evolutori (che spesso sono persone che hanno raggiunto un traguardo di benessere e successo e, insieme a quelli, una grande evoluzione di spirito, e proprio in ragione di tale fatto, mettono in gioco la propria vita), piacciano molto poiche’ sollevano la gente dalla pesantezza bruta e animalesca che e’ la parte piu’ importante – ma che ci pesa moltissimo – del mammifero Homo sapiens, pero’ osservo che questi liberatori vengono quasi sempre ammazzati e, se non ammazzati, messi a tacere.
Questi liberatori non siamo in grado di sostenerli ed applicare il dettato offertoci per toglierci dalla nostra naturale primitivita’ (noi non ci siamo creati, ma siamo i creati dalla Madre Terra). Noi siamo, per la maggior parte, ancora soggetti a quella legge, scoperta da Darwin, che afferma che il piu’ forte, il piu’ adatto alla nicchia in cui si trova, vince e domina. La solidarieta’ e’ ancora piccola cosa nella nostra umana realta’. Il dominante vince e quando non vince puo’ provocare l’estinzione di una intera specie, cosi’ come gli osservano gli studiosi della vita animale nei loro studi ed esperimenti.
Non mi scoraggio.
Questa nostra specie in 12.000 anni ha fatto cose incredibili, anche moltiplicandosi un po’ troppo……I tanti dei o messaggeri umani (quasi tutti ammazzati) che sono passati sulla Terra, hanno svolto un grande compito, ma il cosiddetto male (che io non posso chiamare male, soltanto un semplice dato della realta’ evolutiva della specie umana), richiede un tempo ancora molto lungo e molta pazienza per toglierci dalla legge che mi piace chiamare “la legge della foresta”.
Non mi scoraggio. Accetto con senso della realta’ (che fa male al cuore) di vivere nella foresta.
Obama e’ oggi una grande spinta verso una evoluzione che ci riguarda. Noi umani, a differenza di tutti gli altri mammiferi, abbiamo sviluppato uno spirito – o psichismo- che punta alla novita’ chiamata solidarieta’, ma in un modo che va ben oltre la semplice solidarieta’ di specie, cosi’ da permettere ad alcuni umani, di mettere in gioco la propria vita per una evoluzione che innalzi l’umanita’ e la sollevi dalla pesantezza bruta, animalesca che e’ la realta’ dell’essere umano.
Obama, come i grandi liberatori c’invita a concepire la Vita la vita in modo piu’ solidale, e insieme a lui un piccolo o grande passo verso quel nuovo modo sara’ fatto, pero’ la pazienza e’ d’obbligo, pena la caduta nella depressione psichica, che non e’ mai un fatto positivo e per chi la vive e per chi vive con un depresso.
Non mi scoraggio, per questo resto dentro al PD pur con troppi punti interrogativi e, dopo avere guardato Report, penso che per molti serva una grande forza d’animo per convivere tra italiani che ancora vivono psichicamente nella foresta primitiva che, metaforicamente, e’ poi la casa di gran parte degli esseri umani.
Catania e’ in Italia? Si’, che mi piaccia o no.
Non mi scoraggio, ma mi serve molta pazienza per tenere duro e non cadere in depressione.
Obama e’ una briciolina o invece un battito d’ali che puo’ provocare un miracolo, e siccome di quelli io ne ho visti, mantengo viva la mia speranza, che ora e’ grande come il lume di un cerino, pero’ nel buio un cerino e’ una stella, e resto con il mio cerino.
Certamente credere che esista un “oltre” che ci guida, in particolare in tempi difficili, sarebbe comodo, ma non e’ per me, mentre invece mi devo richiamare a concetti antipatici come selezione, competizione, lotta per l’esistenza, sopravvivenza del piu’ adatto, del piu’ forte e cosi’ via, ma questo permette di assumersi la responsabilita’ del proprio fare, del proprio agire e a non scorazzare sulla Terra come un mammifero qualunque.
Diamoci coraggio, che forse yes, they can.
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da greenreport.it
Ci mancava questa: a New York imbottigliano l´acqua del rubinetto… e la comprano pure!

Si chiama Craig Zucker, ha 26 anni, ed e’ il fondatore di Tapd NY. Che ha fatto di strano? Un business piuttosto remunerativo imbottigliando l’acqua dei rubinetti di New York. No, non stiamo scherzando: «cosi’ si risparmiano molte spese di trasporto, ed eliminando camion e aerei si da’ anche una mano all’ambiente» e’ una delle motivazioni che hanno spinto Zucker a investire in questo affare che nasce da una cosa semplicissima: l’acqua della Grande Mela e’ buona, fresca e pulita perche’ arriva da 19 riserve e 3 laghi.
La notizia non e’ nuova e oggi la pubblica a tutta pagina il Giornale che pur magnificando (non si sa se ironicamente o meno) «l’ingegno made in Usa», almeno in fondo chiosa dicendo che tutto funzionera’ bene «almeno fino a quando i newyorkesi non penseranno che, in fondo, possono farlo da se’».
In fondo? Ma ci rendiamo conto della gigantesca boiata di questa chiamiamola invenzione? Qui non si capisce dov’e’ il capo e dove e’ la coda: ma e’ possibile che uno si compri dell’acqua in bottiglia (anche a New York la confezione d’acqua pesera’ per portarsela a casa…) quando invece puo’ tranquillamente averla girando il rubinetto? Acqua peraltro pubblica che gia’ paga mensilmente?
Ma non fosse altro appunto per il peso come detto e per le bottiglie di plastica che dopo devi buttare via: e’ mai possibile che funzioni davvero questo business? Altro che vendita di Fontana di Trevi, qui non c’e’ trucco e non c’e’ inganno ma solo la dabbenaggine di persone che veramente ci fanno capire perche’ il mondo ormai vive di sole apparenze.
Perche’ evidentemente e’ la confezione, o almeno il confezionamento, che rende quell’acqua al supermercato piu’ attraente di quella che esce (nonostante sia la stessa identica) dal rubinetto di casa. Vi immaginate a raccontare una cosa del genere a un africano (donna, uomo, bambino) che ogni giorno per avere un po’ d’acqua deve fare talvolta chilometri per raccoglierla con un secchio dal pozzo?
Qualcuno ci potra’ far notare, a ragione, che purtroppo una cosa del genere e’ stata tentata anche in Italia. Alcuni anni fa in effetti Chicco Testa (quello che prima era contro il nucleare e ora invece lo vorrebbe sotto casa, e speriamo che lo accontentino) lancio’ l’idea, da presidente di Acea, dell’acqua del sindaco, appunto l’imbottigliamento di quella del rubinetto. Idea che sapeva piu’ di una provocazione nello stimolare l´uso dell´acqua di rubinetto rispetto alla minerale in bottiglia, ma che evidentemente da qualche parte ha attecchito con maggiore fortuna e in questa situazione c’e’ poi qualcuno che pensa che nel mondo sia possibile realizzare facilmente l’opzione rifiuti zero…Questo Zucker, davvero un genio, ha gia’ comunque venduto 50mila confezioni in sei mesi! Noi siamo favorevolissimi all’uso dell’acqua del rubinetto, ma cosi’ siamo alla commedia dell’assurdo, per piacere svegliateci.
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Franco da Cento manda queste due bei pezzi di tv

Da CHETEMPOCHEFA : www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1096276,00.html
Yunus, premio Nobel per la pace, parla del microcredito

Da L’ INFEDELE : www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&video=23199
Gard Lerner presenta una discussione sul salario ai disoccupati
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Insulti a botta e risposta

Berlusconi da’ a Franceschini di catto-comunista
Franceschini chiama Berlusconi clerico-fascista
Non ce la faccio ad attribuire troppe finezze a Berlusconi. A Radio radicale quando si parla di testamento biologico ci sono sempre degli ascoltatori crucchi che intervengono attaccando i radicali come cattocomunisti, il che suonerebbe proprio grottesco riferito ai radicali, se non si trattasse di un epiteto ingiurioso che ha perso ormai qualunque derivazione storico-politica per essere usato come una pietra contro qualcuno e che ha largo corso presso certe schiere di elettori la cui preparazione piazzaiola e’ di una destra simil-leghista totalmente aliena da formazioni culturali o ideologiche di una qualche profondita’. Credo pertanto che il termine si sia snaturato di ogni significato mantenendo solo un carattere di insulto gratuito e cafone.
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Nane Cantatore
Da aprileonline
L’atomica finanziaria cinese

…gli Usa hanno un disperato bisogno di denaro, visto che il pacchetto di stimolo all’economia appena varato da Obama costa 787 miliardi di dollari e si prevede che il deficit pubblico americano raggiungera’ quest’anno i 1.500 miliardi: per arginare questi buchi, sara’ necessario emettere una quantita’ record di buoni del Tesoro, per un totale di nuovi debiti che potra’ raggiungere i 2.000 miliardi.
Nel corso del 2008, l’importo dei bond americani sottoscritti dalla banca centrale cinese e’ cresciuto del 46%, raggiungendo i 700 miliardi di dollari e portando il totale di titoli americani nelle riserve valutarie di Pechino oltre i 2.000 miliardi. La Cina ha comprato tutti questi bond per una ragione molto semplice: dato l’enorme avanzo commerciale nei confronti degli Stati Uniti, lo yuan avrebbe corso il rischio di rivalutarsi troppo rispetto al dollaro, con una pesante perdita della capacita’ di esportare a basso costo su scala globale. In questo modo, il valore del dollaro e’ stato sostenuto artificialmente da un acquisto massiccio di titoli sul debito, che per questo si sono potuti tenere a un tasso relativamente basso, innescando un ciclo di progressivo indebitamento americano e di controllo della moneta cinese.
Oggi, la crisi finanziaria americana rende molto difficile il mantenimento di questo equilibrio artificiale, anche perche’ l’amministrazione Obama non nasconde alcune velleita’ protezionistiche, che potrebbero andare tanto a detrimento dei cinesi quanto dell’Europa. Al tempo stesso, la crisi colpisce duramente la Cina, con un calo dell’export del 25,7 per cento a febbraio, e la risposta cinese continua a puntare sui mercati esteri, con l’azzeramento delle tasse sulle esportazioni e un incremento del sostegno finanziario alle imprese esportatrici. Tutto questo, a dispetto delle pressioni internazionali perche’ la Cina rafforzi il suo mercato interno, evitando di incrementare la concorrenza al ribasso; d’altra parte, per potenziare la domanda interna i cinesi dovrebbero avviare una politica di sviluppo di grande respiro nelle immense aree arretrate del Paese, con un triplice rischio. In primo luogo, si tratterebbe di un’azione di lungo periodo, che non e’ facile sostenere in una prospettiva di calo dell’export, poi va considerato che un incremento della ricchezza interna ridurrebbe la disponibilita’ di manodopera a bassissimo costo, il che metterebbe ulteriormente a rischio la competitivita’ cinese sui mercati internazionali, e infine una popolazione meno affamata rischierebbe anche di essere piu’ difficile da controllare, mettendo a repentaglio l’autocrazia del capitalismo di Stato.
Sembra che vi siano, allora, tre diverse linee di condotta rispetto alla crisi, che rispondono alle diverse condizioni delle aree economicamente piu’ avanzate: gli Usa iniettano denaro pubblico con una sorta di New Deal sulla cui efficacia, e soprattutto sostenibilita’, e’ lecito avere qualche dubbio; la Cina, e piu’ in generale l’Asia orientale, fa il possibile per sostenere le esportazioni, e l’Europa punta, in vario modo, sul mercato interno, con misure di rafforzamento degli ammortizzatori sociali e del potere d’acquisto, pur mantenendo il piu’ possibile l’equilibrio dei conti e un certo rigore monetario. E’ chiaro, comunque, che Europa e Cina sono alleate contro i tentativi americani di chiudere i propri spazi commerciali, ed e’ altrettanto chiaro che, in questo momento, i cinesi hanno in mano l’arma piu’ forte: gli americani non possono rinunciare a indebitarsi ancora, e sanno di non poterlo fare senza l’accordo di Pechino.
Per questo, le dichiarazioni di Wen Jiabao possono essere lette come un “amichevole consiglio” alla nuova amministrazione americana: non sognatevi di complicarci la vita sulle esportazioni, altrimenti vi facciamo saltare ogni residua credibilita’ finanziaria, liberandoci dei bond in nostro possesso o, semplicemente, non comprandone altri. Si tratta di una vera e propria atomica economica, che ha un ulteriore pregio: e’ stato sufficiente che il premier cinese alzasse il sopracciglio perche’ gli interessi sui bond americani salissero, a tutto vantaggio dei loro possessori, cinesi in primis.
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Omofobia, la politica non sia piu’ sorda
Imma Battaglia

La recente aggressione di Pordenone rende urgente l’estensione della legge Mancino (che condanna azioni e slogan legati all’ideologia nazi-fascista e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali) alla persecuzione per orientamento sessuale.

“Dai andiamo a dare una lezione ai froci”. E’ cosi’ che e’ nata l’aggressione di Pordenone dove e’ stato selvaggiamente picchiato, in piazza, un giovane omosessuale disabile. Bisogna fare i nomi degli aggressori, tutti rigorosamente italiani, va sottolineato. Nicola Turan, 23 anni, indagato gia’ per scritte razziste, Federico Scabbio e Stefano Ostarita. Mostriamo i volti e pubblichiamo le foto degli italiani aggressori cosi’ come e’ stato fatto per i rumeni!
Si e’ parlato di vigliaccheria, di violenza agghiacciante, ma questa azione ha un nome che deve rimanere impresso nella memoria collettiva: odio omofobo. Una violenza che nasce dalla cultura del rancore verso i gay e che in Italia non trova ancora una sua collocazione nel codice penale. Non esistono aggravanti per questi reati, il che non puo’ che tradursi in una situazione scandalosa.
C’e’ una legge, la legge Mancino del 1993, che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazi-fascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Estendere il campo di applicazione di questa norma anche per motivi legati all’orientamento sessuale e l’identita’ di genere, permetterebbe di avere pene per la diffusione e l’incitamento di atti discriminatori verso gay e trans, oltre che misure piu’ severe per i reati di violenza omofoba.
Purtroppo oggi non e’ possibile. In quell’ “andiamo a dare una lezione ai froci” non si individua un aggravante della violenza poi espressa, con il risultato che spesso gli aggressori sono fuori dal carcere in tempi rapidi, o non ci entrano affatto.
La violenza di Pordenone non e’ un fatto isolato anche se questa volta colpisce ancor di piu’ perche’ si e’ trattato di una vittima disabile. Sentiamo crescere attorno a noi un pesante clima di minaccia, che si alimenta di una crescente arretratezza culturale e sociale attorno alla comunita’ lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender .
C’e’ soprattutto un silenzio assordante della politica attorno a tutto quello che possa riguardarci, dalla legge anti omofobia, appunto, ai diritti civili. Si ha la sensazione di un isolamento che ha come altra faccia della medaglia, invece, l’uso strumentale, spesso nella comunicazione, di cio’ che riguarda il mondo lgbt. L’informazione sfrutta a fini scandalistici o di audience le polemiche sui gay e trans, ma all’audience prodotta non corrisponde un avanzamento sul terreno dei diritti.
A tutto questo non ci stiamo. E’ tempo di scendere in piazza e agire quotidianamente. C’e’ una politica sorda e cieca che non tolleriamo piu’. Quanti gay o trans devono ancora subire violenza prima che si mettano in atto politiche adeguate? Sulla sicurezza lo scontro spesso giocato sui toni della demagogia e del populismo e’ quotidiano. Basti pensare a come dagli stupri si sia passati a dibattere delle ronde e dell’emergenza immigrati. Questa volta che a delinquere sono tre italiani si parla di un fatto episodico. Non e’ cosi’. Ci vogliono risposte politiche urgenti e concrete. Scendiamo in piazza e facciamoci sentire. Basta violenza e subito una legge anti-omofobia.

Presidente di GayProgect
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Gli inaccettabili
Viviana Vivarelli

I due principali schieramenti hanno presentato inquietanti analogie non solo sul male che hanno fatto ma anche sul bene che hanno omesso di fare e sull’opposizione mancata a troppe iniquita’ della Comunita’ Europea e che invece sono risultate assenti.
Troppe ce ne sarebbe da enumerare: la caduta della divisione dei Poteri e la prevaricazione del Governo su Magistratura e Parlamento, i reati finanziari o le regole di Borsa e Banche del tutto disattese o fuori controllo, le eccessive spese in armi di fronte a una Costituzione che difende la pace e vieta guerre aggressive, il rientro della pena di morte col Trattato di Lisbona, la direttiva Bolkestein che permette di applicare ai lavoratori europei il peggiore dei trattamenti in UE, la svalutazione del Parlamento europeo a organo consultivo mentre il Consiglio delibera ma noi non possiamo eleggerlo, la mancata depurazione dei vertici italiani di potere da pregiudicati e corrotti, il no referendario al nucleare calpestato indecentemente come il rifiuto popolare a incineritori e discariche di fronte a un aumento pauroso delle malattie cellulari, l’assenza di ammortizzatori sociali ai senza lavoro, nessun freno al clientelismo politico, al nepotismo, alla spartizione, all’uso spregiudicato del voto di scambio, l’affossamento della Giustizia sia nella sostanza che nella forma fin quasi alla paralisi, l’assenza di pena a reati come tortura, razzismo, omofobia, ginofobia, fascismo… la distruzione dell’art. 3 della Costituzione che garantisce l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge e i diritti di ognuno indipendentemente da sesso, religione, ecc., il peggioramento della condizione femminile e della dignita’ dei diversi sessuali per favoire una Chiesa spietata e reazionaria, l’attacco all’art. 21 sulle liberta’ di espressione e all’art. 17 sulla liberta’ di associazione e di manifestazione in pubblico, l’attacco alla liberta’ di stampa e di diffusione di informazione, la censura al web, l’attacco allo sciopero, il testamento biologico che nega l’art. 32, la laicita’ dello Stato sommersa dal confessionalismo clericale che si fa legge, l’attacco costante perpetrato alla divisione dei poteri con un capo di Governo che intende governare in modo assoluto e per diretta elezione popolare, la caduta di veti sul nucleare, l’abolizione di sinecure sociali nei clientelari piani obiettivo, il non aver mai regolamentato una volta per tutte i conflitti di interesse, la sporca politicizzazione della RAI, il disinteresse per il veto europeo alle doppie cariche o la non equiparazione dei benefici dei politici alle regole europee, la mancata difesa dello statuto del lavoro, dei beni collettivi come l’acqua, dei diritti del parlamento e della sovranita’ popolare, il silenzio sul quorum richiesto ai referendum e l’obbligo a rispettare gli stessi, l’attacco all’habeas corpus e al diritto di curarsi e alimentarsi come uno crede…
e’ una fila lunghissima di orrori che derivano da dimenticanze, omissioni, inciuci totalmente inaccettabili.
E se non li possiamo accettare dalla destra meno ancora possiamo accettarli da un partito di opposizione, sia che esso intenda ancora o non intenda piu’ definirsi di sinistra.
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Da aprileonline
Il duello per il quorum
Aldo Garzia

Da una parte i comunisti doc, dall’altra chi cerca una neo-identita’ che fa della tradizione del socialismo libertario e delle nuove tematiche dei diritti e dell’ambiente il proprio punto di forza. Le due liste sono convinte di superare il 4% alle europee, anche se l’eventuale successo dell’una equivarra’ all’insuccesso dell’altra

Nei giorni scorsi Pietro Ingrao, padre storico della sinistra italiana, ha incontrato, separatamente, Paolo Ferrero, segretario del Prc, e gli esponenti dell’altro polo della diaspora a sinistra che fa capo a Fabio Mussi e Nichi Vendola. Nel corso dei colloqui, si e’ preso atto che e’ caduto nel vuoto l’appello firmato dallo stesso Ingrao e da altri leader storici che si erano augurati la presentazione di un’unica lista nelle prossime elezioni europee di giugno.
La recente scissione del Prc e la negativa esperienza di Sinistra-Arcobaleno nelle elezioni politiche dello scorso aprile hanno reso impossibile una ricomposizione. Si va quindi a passo spedito verso la presentazione di due liste che possono contare, almeno sulla carta, sull’insoddisfazione dell’elettorato del Pd e sull’assenza del voto utile che non puo’ essere invocato in questa occasione dal partito di Dario Franceschini.
Il Prc sta intanto ultimando gli accordi con il Pdci di Oliviero Diliberto (oggi e’ previsto un incontro). La proposta di lista aperta avanzata da Ferrero dovrebbe avere l’assenso dei Comunisti italiani con in piu’ l’inserimento di candidature provenienti da movimenti e associazioni. Il nuovo segretario di Rifondazione e’ consapevole di giocarsi il tutto per tutto: se il suo partito dovesse ottenere il quorum del 4%, avrebbe raggiunto la soglia della sopravvivenza propedeutica al rilancio del Prc.
Doveva invece tenersi domani la conferenza stampa della lista elettorale promossa da Verdi, Sinistra democratica, Partito socialista e Movimento per la sinistra ma all’ultimo momento si e’ deciso di rinviare l’appuntamento a martedi’.
Si discute ancora sulla scelta del nome. Il partito socialista di Riccardo Nencini, in particolare, insiste su una soluzione tipo Sinistra delle liberta’ o Sinistra e liberta’. Non ci sono obiezioni da parte di Vendola e Mussi, mentre qualche problema lo pongono i Verdi.
Il logo potrebbe mettere tutti d’accordo: la parola sinistra sarebbe tinta di rosso mentre liberta’ sarebbe colorata di verde. Questa soluzione renderebbe chiara l’ispirazione rosso-verde della nuova alleanza elettorale.
Il nome Sinistra e liberta’, il piu’ quotato, richiama come suggestione quello di Giustizia e liberta’, il gruppo della Resistenza di Leo Valiani, Ferruccio Parri, Ernesto Rossi ma anche di Vittorio Foa e Bruno Trentin, che legava insieme l’ispirazione del socialismo libertario con quella del liberalismo.
Claudio Fava, portavoce di Sinistra democratica, per convincere sulla bonta’ della scelta ha scritto un editoriale sul sito del proprio movimento: “Adesso alcuni lamentano che la Sinistra per le liberta’, il logo con il quale ci presenteremo, ricorda Berlusconi: compagni carissimi, ma se non abbiamo il coraggio di riprenderci le nostre parole, perche’ il paese dovrebbe fidarsi di noi?”.
Si discute anche delle candidature. Si vorrebbe inserire in questa lista qualche nome nuovo e a sorpresa rispetto ai dirigenti delle singole formazioni, ma finora si resta su quelli di Roberto Musacchio e Monica Fassoni (deputati europei uscenti di Prc e Verdi) e dei vari leader che sono stati esclusi dal Parlamento.
Si rilancia nel frattempo anche l’area di Rifondazione che non ha seguito Vendola nella scissione. “Non ci convince una sinistra senza aggettivi. Non basta mettere insieme le parole sinistra e liberta’”, spiega l’ex deputato Augusto Rocchi che oggi pomeriggio partecipa a una tavola rotonda al residence Ripetta di Roma sul tema “Una sinistra per un progetto alternativo di societa’” (presiede Milziade Caprili, gia’ vicepresidente del Senato, intervengono Fausto Bertinotti, Luciana Castellina, Carlo Podda, Bianca Pomeranzi e Mario Tronti). Domani si terra’ anche la prima assemblea nazionale di questa area interna al Prc.
Le due liste si dicono convinte di poter raggiungere entrambe il quorum del 4%, anche se e’ piu’ probabile che l’eventuale quorum dell’una equivalga all’insuccesso dell’altra.
Da una parte ci sono i comunisti doc e un po’ nostalgici, dall’altra chi cerca di recuperare una nuova identita’ della sinistra che fa della tradizione del socialismo libertario e delle nuove tematiche dei diritti, del cambiamento climatico e delle emergenze ambientali il proprio punto di forza.
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Esce in tutte le migliori edicole la Nuova Enciclopedia dei Gruppettari della sinistra radical scich. La societa’ editrice Hobby & Free Time assicura che da oggi non ci saranno piu’ problemi nel districarsi tra le 113 formazioni. Basta misteri con acronimi, sigle, simboli astrusi. Naviga anche tu con agilita’ nella piu’ fantasiosa aria politica (detta dopo il 14 aprile aria fritta). Conoscerai tutto ma veramente tutto degli ultimi 642 elettori rimasti della superstite sinistra e dei loro 321 dirigenti. Per te questa settimana con il primo fascicolo il raccoglitore differenziato ideato per l’occasione. Identitari accaniti, avanti! Non avete da guadagnare altro che un ulteriore sfinimento!
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Da aprileonline
La Rete e’ sotto attacco
P.P.C.

L’emendamento D’Alia si colloca nel solco di una piu’ generale volonta’ europea di imbrigliare internet, che trova la sua concretizzazione nel “Telecom Package”, una normativa che sta affrontando con celerita’ il suo iter legislativo a Strasburgo e che improntera’ le politiche in materia degli stati membri

La volonta’ politica dell’Unione Europea e’ tutto fuorche’ omogenea. Al contrario, a Bruxelles come a Strasburgo, agiscono gruppi di pressione e orientamenti che spesso si caratterizzano in modo molto diverso e persino contrastante.
Di certo questa neodestra italiana, che suscita l’apprensione dell’Europa democratica e inclusiva per le sue politiche razziste sull’immigrazione, e’ invece sempre in prima linea quando dall’Europa si tratta di recepire il peggio.
E’ il caso dell’emendamento su internet infilato in extremis nel “pacchetto sicurezza”, gia’ approvato al Senato ed entro un mese al voto della Camera. L’emendamento D’Alia, dal nome del senatore dell’Udc che l’ha proposto, permette di perseguire chi “invita a disobbedire alla legge”, autorizzando di fatto la polizia postale a chiudere blog e siti in modo del tutto arbitrario.
L’estrema genericita’ delle formulazione deve indurre a considerare questa norma pericolosa e fortemente lesiva della liberta’ d’espressione. Tanto piu’ che l’emendamento si colloca nel solco di una piu’ generale volonta’ europea di imbrigliare la rete, che trova la sua concretizzazione nel “Telecom Package”, una normativa su internet che sta affrontando con grande celerita’ il suo iter legislativo a Strasburgo e che improntera’ le politiche in materia degli stati membri.
Il “Telecom Package”, che e’ un insieme complesso di cinque direttive, e’ fortemente restrittivo delle liberta’ su internet. Per fare soltanto un esempio, obbliga i provider a fornire a societa’ private i dati dell’utente sospettato di aver condiviso contenuti protetti da copyrigth; al provider e’ fatto eventualmente obbligo di procede alla sospensione del servizio e tutto cio’ senza bisogno dell’autorizzazione della magistratura e senza diritto a un processo equo. E’ facile vedere che il Telecom Package serve sostanzialmente agli interessi delle major, anche a costo di gravi violazioni della privacy degli utenti.
L’Italia si sta dimostrando straordinariamente precoce nel recepire l’orientamento del Consiglio dei ministri dell Unione Europea, e anzi il governo monocratico che la guida ha pensato bene di cavalcare l’onda, “completando” l’opera del pacchetto sicurezza con un emendamento che stringe le maglie della sorveglianza anche sulla Rete.
..
Armando di Napoli

Arrivederci Arizona
disfunsione mentale
l’arcano apocalittico
s’inchioda nelle alture
della devastazione
l’attentato sventato a palo verde
della piu’ grande
centrale nucleare americana
le montagne rosse del canyon
sembrano milioni di fiumi di sangue
e polvere intossicata di livore
estratti dalle veni dei pellerossa
i pochi rimasti sono chiusi
in riserve-lager bevendo whisky scadente
cavie moderne esperimenti hitleriani
la pelle dei deportati non viene piu’
tatuata con un’osceno numero di riconoscimento
la bildeberg oggi mette sotto pelle
microchip per controllare
la carne usata delle cavie
e l’aipac corrompendo politici
di destra sinistra e centro
allattandoli al seno vizioso
del favoreggiamento
progetta nuove guerre mentali e disumane
arrivederci Arizona
sul grande lago argenteo
ai piedi del red rock
urlo arrivederci in silenzio
mentre lo scempio di
due fumanti ciminiere
di fabbriche tossiche o inceneritori
assassini spandendo veleno
tappano la bocca ad un tramonto commovente

..
http://www.masadaweb.org

3 commenti »

  1. Non mi preoccupo troppo dei bravi di Don Rodrigo; quelli un letto o un po’ di paglia nel castello del padrone lo trovano sempre, anzi , sono quasi contenta che i Battista, Mauro, Mieli, Giordano, Feltri, Belpietro, Romano, Scalfari, Merlo, Giannini possano attraversare un periodo di piccola riduzione economica, ma mi preoccupo per chi, come Anna Politkovskaja, morta ammazzata, fa vera informazione, per loro non si tratta di perdere il lavoro, ma molto di piu’.

    Mariapia

    Commento di MasadaAdmin — marzo 18, 2009 @ 10:32 am | Rispondi

  2. Molise, bavaglio al giornale “scomodo”

    Segno dei tempi: la Regione Molise, tutta la Regione, ha deliberato la messa al bando di un giornale, il Nuovo Molise. Ha deliberato, proprio così. Con una delibera di Giunta ha definito “ossessiva” la campagna di stampa del quotidiano ritenuta denigratoria al punto di avanzare la richiesta di un bavaglio, forte e stretto, alla bocca. Il giudice dovrà valutare i danni, se ci sono stati e a quanto ammontano. Azione civile, a quel che appare. Non penale. Ma il nuovo che avanza è che il governo della Regione ha telegrafato a tutti i tg, nazionali e locali, ordinando di smettere di leggere in televisione i titoli di quel quotidiano durante le rassegne stampa mattutine. Nel caso non provvedano, saranno guai.

    Il Molise è sempre alla ricerca di un suo tratto originale, di un proprio punto di caduta singolare. Antonio Di Pietro, molisano illustre e oggetto di grande appeal elettorale, durante gli anni di governo al ministero delle Infrastrutture non ha fatto mancare sostegno e quattrini alla terra, anche in connessione istituzionale, chiamiamola così, con il presidente berlusconiano della Regione, un signore dalla faccia rotondamente democristiana, il dottor Michele Iorio. E Iorio, abituato alle poltrone, seduto negli anni scorsi contemporaneamente (e contra legem) su quella di palazzo Madama e l’altra di Campobasso, governatore-senatore dunque, ha coltivato l’amicizia fino a renderla piena di idee e di combinazioni. L’autostrada che il Molise finalmente avrà è frutto di questa felice coniugazione di talenti.

    Il berlusconiano Iorio è però bacchettato, con foga quotidiana, da un giornale berlusconiano, il Nuovo Molise appunto, detenuto da Giuseppe Ciarrapico, senatore del Popolo delle libertà che ha ottenuto per la sua diffusione l’abbinamento a Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi. Un testacoda politico, un corto circuito nel quale amici e nemici si confondono e si mischiano continuamente.

    La foga narrante del Nuovo Molise non è in discussione. E anche l’esuberanza dei titoli, la lama con la quale taglia i fatti e li comunica ai lettori è questione appurata. Basta sfogliarlo. Ma la Regione fa molto parlare di sé. E mai bene. Assai indebitata, debiti contratti per far fronte a una visione del mondo in cui i cittadini sono sempre trasformati in clientes da accudire, ha realizzato, con i vari piani di ricostruzione del dopo terremoto, progetti limpidamente spreconi. Milioni di euro bruciati, soldi triturati nell’idea che la vita è solo un grande movimento terra: fabbrica di bretelle stradali, case e palazzi e capannoni e piazze, cemento armato ovunque, contributi a fondo perduto per ogni fantasia possibile. Un fiorire di iniziative mai assolutamente necessarie né compiutamente ragionevoli. L’idea fondativa sottende una tesi molto in voga nell’Italietta che conta: spendo, dunque sono.

    Adesso la nuova mossa, anch’essa innovativa nel genere. Bavaglio al nemico. Ora e per sempre.

    Di : Antonello Caporale

    Commento di MasadaAdmin — marzo 18, 2009 @ 10:34 am | Rispondi

  3. Quanti gay o trans debbano ancora subire violenze o soprusi nessuno può dirlo, purtroppo.
    Sicuramente, da martedì mattina è ufficiale, adesso esiste un Coordinamento Nazionale delle Associazioni Trans che ha già chiesto colloquio al Presidente della Repubblica.
    Se volete saperne di più vi lascio il link: http://www.transgenere.it/blog/index.php/muoviamoci-insieme/

    Grazie.

    Commento di Associazione Trans Genere — marzo 19, 2009 @ 5:07 pm | Rispondi


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