Nuovo Masada

marzo 6, 2009

MASADA n. 885. 6-3-2009. Bufera

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:49 am

La tetra ovvieta’ dei sondaggi sui partiti – Ma ci sono sondaggi che sconfessano sempre il Governo – Trucchi e truffe elettorali – Il voto a impronta facoltativa – Amara analisi del Partito democratico – Tra poco andremo alle Europee- Un nucleare all’italiana – Un sistema degenerato – La guerra al mercurio

Da poco sul corso e’ passato a volo un messo infernale
tra un alala’ di scherani, un golfo mistico acceso
e pavesato di croci a uncino l’ha preso e inghiottito,
si sono chiuse le vetrine, povere
e inoffensive benche’ armate anch’esse
di cannoni e giocattoli di guerra,
ha sprangato il beccaio che infiorava
di bacche il muso dei capretti uccisi,
la sagra dei miti carnefici che ancora ignorano il sangue
s’e’ tramutata in un sozzo trescone d’ali schiantate,
di larve sulle golene, e l’acqua se’guita a rodere
le sponde e piu’ nessuno e’ incolpevole.

Montale
..
Agrippa D’Aubigne’
“Les princes n’ont point d’yeux pour voir ces grand’s merveilles
Leurs mains ne servent plus qu’a’ nous perse’cuter. “

I principi non hanno assolutamente occhi per vedere queste grandi meraviglie
le loro mani non servono ad altro che perseguitarci
”.

Sandra Bonsanti
“In tempo di carestia e’ normale che si anteponga il pane alla liberta’
..
La tetra ovvieta’ dei sondaggi sui partiti
Da Tafanus
http://www.tafanus.it

E’ con un senso di angoscia che pubblico l’ultimo sondaggio della Digis per “Sky TG24”, il cui filed-work e’ stato fatto nell’ultima settimana di febbraio. Forse Sky come committente non sara’ il massimo dell’affidabilita’, ma quando i numeri hanno la crudezza di questo sondaggio, possiamo fare tutte le tare che vogliamo, e la situazione resta assolutamente disperata e disperante.

. Apr. 2008 Feb.2009 Mar.2009
Pdl 37,4 39,7 39,5
Lega 8,3 11,3 11,3
MPA 1,1 0,7 0,8
La destra 2,4 2 1,5

TOT Cdx 49,2 53,7 53,1

Pd 33,1 24 23,5
IdV 4,4 10 9,5
TOT csx 37,5 34 33
Sinistre 4,1 5 5,7
UDC 5,6 6 6,5

Cdx da solo 49,2 53,7 53,1
Cdx +Udc 54,8 59,7 59,6

Pd da solo 33,1 24 23,5
Pd + Udc 38,7 30 30
Pd +IdV+sinistra 41,6 39 38,7
Pd+IdV+udc 43,1 40 39,5
Pd+Idv+sinistra+Udc 47,2 45 45,2

Noi vogliamo tentare di partire da questo sondaggio, per capire cosa sia meglio fare per resuscitare il cadavere. Non abbiamo soluzioni “quasi certissime” da offrire (come il famoso terno al lotto di un film di Toto’). Una certezza pero’ l’abbiamo acquisita (anzi, 2):

-1) questo paese di merda e’ refrattario a qualsiasi stimolo. Encefalogramma piatto. In qualsiasi paese che abbia superato l’eta’ del ferro, dopo 10 mesi di cdx, con quello che ci e’ stato offerto (Alitalia, assalti alla Costituzione, ripresa dell’evasione fiscale, bilancio pubblico nella cacca gia’ “prima e a prescindere” dalla crisi economica globale, figura di cacca a pioggia, Eluana Englaro, assalti al sindacato, ritorno dell’ipotesi “scalone” per le pensioni, equiparazione uomo-donna per l’eta’ pensionabile, diminuzione dei listini del buffet per i poveri senatori, ronde patane e quant’altro), dovremmo avere la coalizione di governo che perde 10 punti, e l’opposizione che ne guadagna 10.

Invece, ci ritroviamo col cdx che rispetto alle politiche dell’anno scorso guadagna 4 punti, a scapito di tutte le opposizioni sommate insieme. Un risultato che non avremmo potuto prevedere neanche nei nostri peggiori incubi.

-2) Questa volta non c’e’ tatticismo nelle alleanze che possa tirarci fuori dalla buchetta. Abbiamo rielaborato le cifre del sondaggio, per mostrare come anche nel caso della alchimia peggiore per il cdx, e migliore per noi, perderemmo alla grande. Questa combinazione – solo teorica – prevederebbe un PdL privo di ulteriori innesti, e TUTTA l’opposizione, dall’UDC, all’IdV, al PD, alle sinistre, che ritrova qualche ragione per stare insieme (foss’anche solo la ragione di sconfiggere Berlusconi ed i suoi imdpiegati).

Ebbene, persino in questa alquanto improbabile ipotesi, oggi perderemmo 53 a 45. Pero’, nella situazione reale, la cosa si complica, perche’ delle 6 ipotesi teoriche di alleanze nel csx, solo le prime 3 sono effettivamente praticabili, a causa dei veti incrociati. Anche assumendo che il PD ritrovi l’intelligenza di ricucire con le sinistre, e che le 9 sinistre ritrovino l’intelligenza per rimettersi insieme, rimangono dichiarate incompatibilita’ che allo stato sembrano insuperabili:

IdV con le sinistre
Udc con le sinistre
IdV e Udc con le sinistre
IdV con la parte di sinistra di origine PSI

Basta? No, non basta, perche’ di fatto c’e’ poi l’incompatibilita’ non dichiarata fra la frazione piu’ laica degli ex DS, e la parte piu’ integralista della ex Margherita. Insomma, nella realta’ del quadro politico attuale, il minimo che possiamo immaginare e’ un quadro in cui, comunque vengano mixate queste incompatibilita’, siamo in un quadro in cui potremmo mettere insieme, con molti se e ma, al massimo la vecchia Unione ma non sommeremo mai Di Pietro e Casini.

La vecchia unione oggi significa un potenziale del 39%, contro un cdx che sara’ col solo PdL al 53% (14 punti di vantaggio). Se poi l’UDC dovesse passare dove lo porta il cuore, i punti di vantaggio diventerebbero 20. E se Di Pietro decidesse di giocare la sua partita in proprio, e l’UDC di tornare “dove volano le poltrone”, si scaverebbe un abisso di quasi 30 punti percentuali fra maggioranza ed opposizione, e dovremmo rassegnarci a restare emarginati dai luoghi delle decisioni per il prossimo mezzo secolo.

Partendo da questa situazione disastrosa, e cercando disperatamente, vedo solo una piccola, lontana opportunita’: oggi, per la prima volta in maniera chiara ed inequivocabile, siamo in una situazione nella quale, a breve termine, non c’e’ tattica che tenga per farci ritornare a numeri realisticamente competitivi con quelli della macchina da guerra – fatta dal controllo dei media e delle poltrone di governo e di sottogoverno – che e’ diventata l’ex partito di plastica.
Dobbiamo prenderne atto, ed abbandonare qualsiasi retropensiero che le alchimie delle alleanze possano portarci, in tempi brevi, da qualche parte. E allora, visto che la tattica oggi non serve a nulla, ritorniamo alla strategia. Freghiamocene (ne abbiamo il tempo, purtroppo) di mettere insieme gli opposti: i teodem coi laici; Di Pietro con Boselli; Casini con Ferrando. In politica nulla si e’ mai sommato algebricamente. Oggi abbiamo tempo di tornare a lavorare sui “fondamentali”. Oggi dobbiamo innanzitutto tornare a fare opposizione senza sconti: non solo in parlamento, ma anche nelle piazze e nelle fabbriche. Dobbiamo cercare di allearci al meglio coi cattolici DAVVERO progressisti (da Paolo Farinella, ad Aldo Antonelli, a don Giorgio De Capitani, a Famiglia Cristiana, e puntare ancora piu’ in alto: verso quei cattolici prestigiosi come Tettamanzi, aperti alle istanze legittime dei non-cattolici)
Dobbiamo riconquistare all’impegno politico quegli adolescenti che fra 4 anni voteranno per la prima volta. Dobbiamo far capire ai ceti deboli e disagiati quale e quanto male stia facendo loro questo governo. Dobbiamo far incazzare quei milioni di italiani che pagano le tasse, volenti o nolenti, e smetterla di lisciare il pelo a chi ha anche solo accettato, in passato di discutere di “precariato istituzionalizzato”. Dobbiamo aggregare quei rappresentanti delle forze dell’ordine non assimilabili ai bastardi di Genova, e far ritrovare loro una casa dove poter coniugare l’ordine col rispetto dei principi democratici
Dobbiamo, in sintesi, smettere di inseguire la dx sui loro terreni preferiti, (su quelli, la dx e’ imbattibile!) e ritrovare il nostro terreno, e l’orgoglio di presidiarlo. Dobbiamo riappropriarci, ma davvero, della questione morale, e di principi quali la sacralita’ del diritto al lavoro non precario, la preminenza della scuola e della sanita’ pubbliche, il diritto/dovere di non lasciare soli i deboli, i principi irrinunciabili che ruotano intorno alle liberta’ fondamentali della persona.
La chiesa sta perdendo terreno, grazie ad uno come Ratzinger, ma non solo. Aiutiamola a perderne ancora. Una chiesa debole avra’ meno potere contrattuale e meno appeal elettorale su fascisti, leghisti ed italoforzuti, ancora fermamente convinti che il supporto dei Bagnasco e dei Ruini sia fondamentale per vincere le elezioni
Sono strade ambiziose, irte di ostacoli, scomode e lunghe da percorrere. Ma, allo stato delle cose, non ne abbiamo altre
..
Da Mariapia
Buongiorno Viviana,
… come prima lettura al mattino, non e’ male!

Il pensiero che il popolo italiano sia culturalmente e civilmente molto arretrato, e’ noto.
Purtroppo, tranne il bagliore dell’impegno della Resistenza e del primo dopoguerra, per ragioni antiche, non abbiamo conquistato, nei secoli successivi alla caduta di Roma e fino ad oggi, un progresso civile che molti paese dell’occidente – a cui apparteniamo – ha conquistato.
Ma su questo paese ha sempre pesato il doppio dominio di un potere politico pigro e arretrato, aiutato dalla Chiesa nel tenere la gente silenziosa e indifferente, educandola e insistendo che lo Stato non e’ la casa comune, ma la casa comune e’ nel regno del cieli.
(Intendo Chiesa Cattolica e non mi riferisco alla religione del Cristo).
Da molte circostanze storiche nasce la propensione al conformismo degli italiani, all’indifferenza al bene comune, e poi questi ultimi venti anni ci hanno dato un esempio di uomini che alla guida del paese e dei partiti, a tutto hanno pensato
fuorche’ al cittadino e al paese.
Ci mancava, e il precipizio e’ in arrivo.
Non assolvo assolutamente i cittadini italiani, poiche’ ciascuno ha una propria responsabilita’, a volte anche molto piccola, per quanto accade nel luogo in cui vive, ma
vedo che in una situazione, gia’ in precedenza, di scarsa evoluzione civile, il risultato non poteva che essere quello che osserviamo.
Coloro, pochi, che percepiscono lo stato delle cose, hanno come percorso le
vie indicate da Tafanus
Mariapia
..
Ma ci sono sondaggi che sconfessano sempre il Governo

Sul ritorno al nucleare ha detto NO il 68% No contro il 19% SI’
Sulla pensione alle donne a 65 anni 62% NO contro il 37% SI’
Sul Corriere sull’intento del governo di impedire la morte di Eluana, disse No il 60% del campione contro il 39,7
Sull’intenzione di Obama di ritirare le truppe dall’Iraq entro il 2010 SI’ l’84,6 contro il 15,4
Nel sondaggio sky 24 sul lodo Alfano il 65% e’ contrario contro il 35%

Ma chi sono questi che danno il 53% a Berlusconi
Com’e’ che nei sondaggi non ci sono mai?
Ma chi sono questi che danno il 53% a Berlusconi?

Mariapia manda

Davanti alle domande della Bonfanti noi italiani, che amiamo soggiacere, come c’insegna tutta la storia italiana, non abbiamo nostre risposte, ma eseguiremo quanto ci ordinano i nostri padroni predoni.

Dopo la bufera
Sandra Bonsanti

Adesso che la bufera e’ arrivata a travolgere insieme ai risparmi quelle che erano le certezze accantonate durante una vita di lavoro e fatica cominciamo a guardare oltre il 2009 e il 2010: come saremo dopo la tempesta? Come saremo noi singoli cittadini delle nazioni sconvolte, come saranno le nostre istituzioni, come saranno economia e finanza, il nuovo capitalismo. Come staremo, quanto a quei diritti inviolabili sanciti alla fine del settecento, esistera’ ancora una societa’ ispirata alla solidarieta’, o forme di “cannibalismo” sociale e civile ci avranno reso addirittura meno “umani”, piu’ attaccati al valore del denaro di quando pensavamo di essere ricchi e buoni?
La tentazione e’ quella di affrontare ogni idea di futuro andando a rivedere come vissero le grandi crisi i padri del novecento e come ne uscirono: le sorprese, le scoperte e i paragoni sono di un qualche aiuto, ma certo non esauriscono il problema che si pone oggi, in un mondo cosi’ totalmente diverso, cosi’ grande, cosi’ drammaticamente in bilico fra passato e futuro, cosi’ giovane e insieme cosi’ percorso da folle di vecchi che faticano a morire come piante ormai secche ma abbarbicate a zolle indurite.
Noi di Liberta’ e Giustizia abbiamo cominciato gia’ da tempo a ragionare sul grande rischio di esser costretti ad affrontare la crisi economica in una situazione di tensione istituzionale e questa preoccupazione, insieme alla denuncia del degrado civile e politico che contraddistingue il nostro Paese sono alla base del manifesto “Rompiamo il silenzio” che in pochissime ore e’ stato sottoscritto da piu’ di duecentomila italiani: abbiamo dato voce a un pensiero comune, che la classe dirigente soffocava, nascondeva o addirittura negava. Non c’e’ niente infatti che attiri gli strali della maggioranza quanto l’affermazione che la nostra democrazia e’ in bilico. “Non ci puo’ esser dialogo con chi sostiene che la democrazia e’ a rischio” ripete il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti. Stessa reazione stizzita quella del premier: mi dipingono come Pinochet.
Ci troviamo, noi italiani, a cercare di superare lo spettro della crisi, sempre piu’ reale e bruciante, essendo particolarmente vulnerabili per un evidente abbassamento della soglia di garanzie democratiche, per una Costituzione continuamente messa in discussione e spesso apertamente violata, per un calo di attenzione ai valori della liberta’ e della giustizia che riscontriamo attorno a noi. E la storia ci ricorda che in tempo di carestia e’ assolutamente naturale che la massa anteponga il pane alla liberta’. “La sempre maggiore disperazione dei senza lavoro, provocata da periodi sempre piu’ lunghi di disoccupazione, indeboli’ le forze della democrazia nella citta’” scrive W.S. Allen nel suo studio sulla Germania nazista
Tensione politica e nazionalismo crescente prepararono la grande resa. Oggi si parla molto di protezionismo: c’e’ chi apertamente lo invoca. E nello stesso tempo si sente chiedere dalla Lega sussidi per i lavoratori italiani, ma non per “gli altri”. Dove andremo di questo passo? Sapremo fermarci un momento prima di varare decreti razzisti?
Nel presentare alla stampa estera il manifesto di LeG, Gustavo Zagrebelsky ha raccomandato ai giornalisti stranieri di guardare con attenzione al nostro paese: “L’Italia gia’ altre volte e’ stata il luogo di un esperimento politico che poi si e’ diffuso”.
Come saremo, dunque, dopo la bufera? Se tra il 1928 e il 1930 Keynes poteva immaginare una societa’ che anteponesse i fini ai mezzi, “il buono all’utile” e un capitalismo molto diverso da quello fino ad allora conosciuto anche a noi, che abbiamo il “vantaggio” di conoscere la storia, non puo’ esser negata la speranza. A una condizione, pero’: che nel frattempo non si sottovalutino gli anni e i sacrifici che furono necessari per riconquistare la democrazia. Fu solo il 13 dicembre del ’45 che, nel primo consiglio dei ministri da lui presieduto, Alcide De Gasperi volle che fosse messa a verbale la sua direttiva di base: “Liberta’ in tutti i campi…desidero che si metta a verbale che in questa occasione si sono riconfermate la liberta’ di stampa, della magistratura, del lavoro e l’indipendenza della radio”.
Finita la bufera, vorremmo tutti un paese piu’ giusto, oltre che florido e sicuro. La crisi puo’ essere dunque un’occasione, come si sente dire da voci piu’ o meno interessate? Sarebbe come sostenere che per avere un mondo migliore si debba assolutamente passare attraverso la sofferenza dei piu’ deboli. Le cose potrebbero alla fine anche andare cosi’. Ma pensiamo davvero che sia il caso di rallegrarsene? Che ognuno di noi per quello che puo’ non debba prodigarsi per rendere meno doloroso il passaggio nella bufera? Tenere saldi i valori inviolabili della Rivoluzione francese?
“Alcune societa’” e’ il monito di Ralph Dahrendorf, “sono disposte a sacrificare le liberta’ politiche per raggiungere obiettivi economici e sociali. In questo modo si diffonde la convinzione che il cambiamento sia possibile solo limitando la liberta’… e cresce la tentazione di sospendere in qualche modo il processo democratico, governando attraverso decreti o grandi coalizioni…Stare in guardia contro il nuovo autoritarismo e’ importante, perche’ non si presenta apertamente come una dittatura. Puo’ consistere nello svuotamento strisciante dei diritti e delle liberta’ civili, e non necessariamente per opera di partiti estremisti, ma anche dei dell’arco costituzionale. E probabilmente con il consenso dei cittadini”.
Come saremo, dopo la bufera, dipende da noi, dalla forza delle nostre convinzioni, dall’energia con cui ribadiremo la non negoziabilita’ dei principi che sono alla base della nostra Costituzione. Intanto, siamo gia’ duecentomila. E le firme continuano ad arrivare.

www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2542&id_titoli_primo_piano=1
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Trucchi e truffe elettorali
Viviana Vivarelli

Il 96% dei partecipanti al sondaggio di Repubblica vorrebbero che le tre votazioni di giugno si tenessero lo stesso giorno temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=1301)
A favore dunque in questo momento solo il 4%, solo 230 voti su 6292.
Accorpare le 3 votazioni in un sol giorno significherebbe risparmiare 400 milioni che potrebbero essere destinati ai nuovi disoccupati o alla social card per i piu’ poveri.
Solo la Lega insiste nel separare le votazioni sperando che al referendum contro il porcellum di Calderoli venga a mancare il quorum necessario.
Si pensa furbescamente che gli elettori sarebbero gia’ stanchi delle votazioni precedenti e potrebbero non scomodarsi per questa. E’ il giochetto che gia’ tento’ il Vaticano quando dai arrogo’ i numeri dei non votanti sulla fecondazione assistita, un gioco, come si sa, sporco e menzognero.
Non si capisce che senso della democrazia abbia la Lega se tenta giochetti simili e, se Calderoli teme che il suo disgraziato sistema elettorale non piaccia agli elettori, non si capisce con che faccia tosta intenda imporlo lo stesso usando simili trucchetti. Il porcellum di Calderoli e’ gia’ antidemocratico di suo perche’ scippa gli elettori dei loro diritti di sovranita’ e cosi’ imposto diventerebbe ancor piu’ dittaoriale, un vero abuso di potere.
Se poi si pensa che questa cifra che si butta via per compiacere la Lega e’ il doppio di cio’ che e’ arrivato dalla tanto decantata social card ed e’ 80 milioni in piu’ di quel che l’Italia tanto cattolica da’ ai morenti di fame del terzo Mondo oppure che equivale al risparmio che il Governo pensa di fare mandando in pensione piu’ tardi le lavoratrici della PA, lo scempio appare completo.

Il voto a impronta facoltativa
Viviana Vivarelli

La misura maggiore anticrisi era la social card
Tremonti doveva distribuire 8 milioni ai piu’ poveri, Somma effettivamente versata: 115.000 €
Pero’ si buttano 550.000 € (unici al mondo) per la scorrettezza dei nostri onorevoli, con un costoso sistema di impronta digitale che impedisca di votare anche per gli assenti, una cifra tripla della social card per i piu’ poveri, buttata via solo per reprimere degli immorali
Sono 30 anni che vari politici (Casini, Bertinotti..) ci provano, ora e’ la volta di Fini. Fotografati e sputtanati, le carogne non desistono dal voto-truffa
E se si pensa che Prodi e’ caduto per un voto e che, grazie all’assenteismo di questa gentaglia, una legge o un Governo sono spesso a rischio di distorsione democratica per pochi voti, si capisce quanto infame sia questo espediente
Ora Fini “consiglia” questo sistema alla Camera, non lo “impone”, tant’e’ che, visto che e’ facoltativo, 106 parlamentari di dx e di sx si sono dichiarato “obiettori di coscienza”. Ora ce ne vuole di faccia tosta per usare tale termine. Siccome si tratta di un imbroglio, di quale coscienza stanno parlando? Di una coscienza immorale?
Per far passare l’amaro boccone si abbonda in incentivi: ore di pausa per i poverini che avranno il dito stanco, una settimana bianca al mese (che gia’ lavorano solo da martedi’ pomeriggio al pranzo di giovedi’) e un aumento nella diaria di presenza (256 €), che prima percepivano anche gli assenti grazie ai pianisti (non gli bastano 20.000 € al mese a questi sciagurati?)
Ma uno che lavora in un cantiere o a una catena di montaggio cosa ne puo’ pensare?
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L’amara analisi del Partito democratico
LE CULTURE DISMESSE
Raniero La Valle

L’abbandono di Veltroni non e’ stato un “beau geste” di cui si possa discutere se era opportuno o non opportuno, elegante o inelegante, come hanno fatto molti dei suoi. La rinuncia alla leadership del Partito democratico era un atto dovuto, dopo una serie ininterrotta di sconfitte, dalla caduta del governo Prodi alla rivincita elettorale e politica di Berlusconi, alla batosta in Sardegna.
Il messaggio reiterato di queste sconfitte e’ chiaro: era sbagliata la politica, era sbagliata l’orgogliosa percezione che il Partito democratico aveva di se’, era sbagliato lo stesso strumento di un partito che diceva di voler governare al posto di Berlusconi e “riformare” l’Italia tutto da solo, era sbagliato il “sogno”.
Invece si sono indicate tutt’altre cause: e’ colpa di Di Pietro, e’ colpa della litigiosita’ interna, e’ colpa delle componenti ex comunista ed ex democristiana che non si sono fuse, e’ colpa della “sinistra” e magari e’ colpa dell’appannato carisma di Veltroni.
Solo Saragat, in quella ripudiata “Prima Repubblica” si era rifiutato di fare l’analisi politica di una sconfitta, dicendo che era stato “il destino cinico e baro”.
Nel caso del Partito democratico interpretare i ripetuti disastri come una fatalita’, serviva a dire che tutto doveva continuare come prima, che il progetto era giusto – “ci vuole del tempo, ma poi vedrete!” – e che anzi senza Veltroni, grazie al piglio subito mostrato da Franceschini, le cose sarebbero andate molto meglio, il che, detto dai veltroniani, non era molto lusinghiero per il leader caduto.
Cio’ significa che nonostante la dura replica dei fatti, l’ideologia sottostante veniva estratta dalle macerie e riproposta tale e quale: il Partito democratico non come un nuovo partito ma come “partito nuovo”, un partito che per ora ha solo una “vocazione maggioritaria” ma che un giorno avra’ la maggioranza davvero, le proposte e le forze politiche italiane che devono fondersi in due sole, il destino dell’Italia che e’ bipolare e bipartitico, e “indietro non si torna”. Anzi non solo il partito, ma anche il bipolarismo deve essere “nuovo”.
Questa ideologia non ha attinenza alla realta’, perche’ la realta’ non e’ dualistica, ma plurale. Essa sfugge alle semplificazioni, che e’ invece proprio cio’ che la politica dualistica vorrebbe imporle, tagliando le ali, estirpando i cespugli, alzando le soglie, sopprimendo i nanetti, contando i voti in un modo e conteggiando i seggi in un altro. E il rischio e’ che non si fermi qui, e che tale politica sveli la sua vera vocazione, che non e’ maggioritaria, ma monistica: una sola realta’, un solo potere.
La destra con questo sistema ci va a nozze; dal referendum Segni in poi, di legge elettorale in legge elettorale, tutto sembra fatto su misura per lei. A tal punto, che se sono gli altri a governare, lei la prende come un’usurpazione. Ed e’ tanto sicura di se’ che la nuova domanda da salotto, nelle sue televisioni, e’: “Perche’ vince la destra?”, come se fosse un destino.
Ma il Partito democratico che cosa c’entra con questo destino? Crede forse che se si tratta di gestire il capitalismo e le sue crisi, l’Occidente e le sue guerre, la bioetica e i suoi dilemmi, e’ meglio che a farlo sia la destra? Oppure e’ uno sbaglio di calcolo, come quando sogna di prendersi due milioni di voti dalla destra, e cosi’ toglierle il potere? Oppure e’ una caduta verticale di cultura politica, che impedisce al Partito democratico di interpretare la realta’ e di comprendere che se non si cambia sistema, se non si apre al pluralismo, se non si torna in societa’, la destra e’ per sempre?
In verita’ il Partito democratico mettendo insieme i due filoni di ascendenza cattolico-democratica e comunista, ha licenziato quelle culture, disdegnate come novecentesche e definite magari anche “gloriose” ma “stanche se non esauste”, e si e’ proposto di cercarne una nuova: nelle parole del sen. Tonini ai parlamentari del PD, “un pensiero nuovo, una nuova cultura politica, nuove categorie concettuali meno inadeguate di quelle ereditate dal Novecento”.
Se si parla di una cultura politica nuova, quella che oggi sarebbe necessaria e’ una compiuta teoria dei diritti e della democrazia, come quella disegnata da ultimo nei “Principia iuris” di Luigi Ferrajoli. Ma il partito democratico ha lasciato le culture vecchie, senza averne trovato una nuova. E cosi’ naviga nella prassi, senza avere piu’ tra le mani le culture dismesse, cioe’ la cultura della Costituzione, il pensiero rivoluzionario (di cui il riformismo e’ il risvolto incruento), la cultura dell’analisi di classe, la cultura della democrazia partecipativa, la critica dell’economia politica, l’antropologia cristiana del Concilio, la cultura della pace, l’idea di una giustizia sbilanciata dalla parte dei poveri e degli ultimi, che sono le culture che hanno riscattato il Novecento e che con la loro eredita’ potrebbero forse ora aiutarci a uscire dalla crisi del Duemila.
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Tra poco andremo alle europee
Viviana

A Strasburgo noi italiani abbiamo brillato solo per figuracce (la Lega o Berlusconi), assenteismo e incompetenza (non conosciamo l’inglese e non esiste traduzione in italiano). A Strasburgo e a Bruxelles gli italiani gironzolano senza saper che fare e in genere non fanno nulla. Quando l’Italia ha la presidenza semestrale va anche peggio. Queste pagatissime cariche servono solo a distribuire soldi e falso potere, tanto piu’ adesso che col Trattato di Lisbona (tanto entusiasticamente accolto da Prodi) il Parlamento europeo, per cui votiamo, ha poteri solo consultivi, mentre non votiamo affatto per le reali sedi di potere (bancario e multifinanziario) da cui oggi ci arrivano ordini indiscutibili e da cui domani ci arriveranno consegne su armi nucleari o guerre aggressive, senza che si possa opporsi a livello di governo nazionale, senza che ci si possa opporre a livello di popoli, che’ anzi, se le piazze si opporranno a qualcosa, lo stesso Trattato di Lisbona prevede la pena di morte.
Fin qui l’UE ha segnato una strada che va sempre ‘contro’ i diritti dei lavoratori, dei cittadini, dei pensionati, dei piu’ poveri, stracciando tutti gli statuti del lavoro e riducendo sempre piu’ civili alla sola insegna di un mercato dominato da pochi, che tendono solo ad accumulare potere e ricchezza contro gli interessi di tutti.
Fine e mezzi sono di pretto stampo neoliberista: aumentare il potere di poche consorterie di banche e multinazionali e reprimere i cittadini.
A cio’ tendono la privatizzazione dell’acqua, gli OGM, l’importazione dei polli alla varechina, la repressione del mercato africano, la direttiva Bolkestein…
Povero Epifani e povera CGIL! Appartengono a una difesa di principi che l’UE vuole solo distruggere!
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Un nucleare all’italiana
Viviana Vivarelli

Ma si’, Berlusconi ha fatto un accordo con Sarcozy per il nucleare..
Ha fatto anche un accordo con Gheddafi perche’ trattenga i migranti e invece..
Soldi non dati, accordo saltato.
Pubblicita’ e chiacchiere, un rimbombo di grancassa, mentre nulla viene fatto e si tagliano intanto realmente i diritti umani e del lavoro.
E nemmeno mezza idea su come amministrare seriamente una Nazione.
Nemmeno la serieta’ di seguire gli intenti della Comunita’ Europea che pure abbiamo firmato.
Quanto costa una centrale nucleare EPR di terza generazione?
Per 4 centrali nucleari modello EPR Scajola ha parlato di 20 miliardi, che, poi secondo l’italian style diventeranno 30, una Finanziaria a parte, pagata dalle nostre tasse
tanto Berlusconi che le tasse le doveva diminuiore se n’e’ gia’ dimenticato e poi lui non si chiama Obama ne’ e’ abbronzato!
9 miliardi di euro a centrale, mentre i 10 anni preventivati (ora la media e’ gia’ di 15!) lascia parecchio perplessi perche’ e’ un prodigio di ignoranza o malafede e dai 15 reali diventerebbero sicuramente 20 o 30.
Tra 40 anni l’uranio sara’ finito, che ci mettiamo nei reattori? Le scorie dei partiti?
Tra 30 anni l’uranio costera’ talmente tanto che sara’ impossibile arrivarci.
Nel 2000 un kg di uranio costava 7 dollari, in 9 anni e’ arrivato a 120, quanto costera’ nel 2030? E intanto che energia usiamo?
E poi come mente bene sui tempi il prode Scajola!
Ci abbiamo messo 30 anni a fare la Salerno Reggio Calabria (e non e’ ancora finita), quanto ci metteremo a fare 4 centrali e gia’ a trovare dove farle.. va bene che le possiamo sempre imporre a forza alla popolazione come le discariche inquinanti, con la forza dell’esercito! A questo servivano i 3000 militari dislocati sul territorio? Li raddoppieremo? Faremo la guerra al popolo italiano?
Noi italiani, badate bene, non siamo riusciti a stoccare l’olio usato! Non abbiamo ancora trovato un posto, in 20 anni, alle scorie delle 3 vecchie centrali dismesse! Non abbiamo sistemato l’amianto! Come intende risolverli questi problemi l’onorevole Scajola? Dicendo a chi lo interroga che e’ un rompicoglioni?
Abbiamo il piu’ grande affarista e truffatore che questo paese abbia mai avuto. E una cricca di lestofanti bypartisan che non si e’ peritata a far sparire decine di miliardi di fondi europei e ha fatto sparire anche i magistrati che indagavano su di essi. Ora chissa’ come si fregano le mani dopo aver imbastito la grande truffa del nucleare. Invece di ridurre le tasse per aiutare famiglie e imprese, come fa Obama, le aumenteranno per mettersi in saccoccia 20-30 miliardi a fondo perduto, con la scusa del nucleare, peggio dei 250 milioni di euro gia’ spariti per l’inesistente ponte di Messina. Si immagina che le spartizioni avranno gia’ avuto luogo, amici e nemici, tutti insieme nel calderone. Ma a chi gliene frega dei risparmi delle rinnovabilI? Sono questi i grossi affari della casta! Tra 30 anni, quando gli altri Paesi si saranno dotati di impianti moderni, piu’ puliti e soprattutto piu’ sicuri del nucleare, noi andremo ad elemosinare energia ad alto costo.
E’ tutta una bufala:
si parte con progetto gia’ vecchio di 20 anni, si nasconde nell’energia civile quella militare, si decide che tutto sara’ pagato in tasse anche il non fatto, si prende una tecnologia avariata da un paese, la Francia, in cui sappiamo di continue fughe radioattive e incidenti di percorso, non riusciamo nemmeno a gestire in modo corretto e senza far intervenire mafia e camorra le scorie nucleari degli ospedali e quelle delle vecchie centrali, figurarsi queste!
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Sergio Rizzo- Gian Antonio Stella
LA CASTA

Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. “Rimborsi” elettorali 180 volte piu’ alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni piu’ “virtuose” moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte piu’ alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennita’ impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti puo’ guadagnare quanto il collega di una citta’ di 249mila. Candidati “trombati” consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l’autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l’intera societa’ italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti spassosi nel reportage di due grandi giornalisti. Un dossier impressionante, ricchissimo di notizie inedite e ustionanti. Che dovrebbe spingere la classe dirigente a dire: basta…ma qui non dice basta nessuno.
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Poliziotti drogati e spacciatori figli di un sistema degenerato
Don Paolo Farinella

A Genova una dozzina circa di poliziotti di eta’ tra i 22 e i 30 anni, di cui due arrestati, non solo facevano uso di cocaina, ma anche spacciavano. Sono stati scoperti tramite le intercettazioni, accusati e in parte arrestati. La procura di Genova teme di avere tolto il coperchio ad una pentola a pressione per l’accertata connessione tra agenti di polizia e gestori di discoteche o altri locali affini, tanto che l’ordinanza di custodia cautelare parla di «stile di vita delinquenziale». Bisogna aspettare la conclusione delle indagini e dell’eventuale rinvio a giudizio, in rispetto alla presunzione d’innocenza.
Gli agenti di polizia non sono persone private che possono fare quello che vogliono: essi sono «pubblici ufficiali» che esercitano la loro funzione in rappresentanza dello Stato e agiscono in nome dello Stato, limitando liberta’ e movimento di cittadini, giuridicamente loro sovrani.
Noi accettiamo la limitazione della nostra sovranita’, dando mandato allo Stato di regolare la convivenza civile; lo Stato affida a uomini e donne di fiducia appartenenti ad un «corpo» giuridicamente rilevante (polizia) il compito delicato di garantire la democrazia nella nostra citta’.
L’arresto di uomini della polizia di Stato e’ una cartina di tornasole che svela la degenerazione che ci distrugge.
Di fronte agli efferati delitti di stupro e violenza contro le persone, in aumento esponenziale in tutta Italia, governo e maggioranza gridano alla severita’ della legge e alla certezza della pena: «basta con la giustizia facile».
Queste grida avrebbero valore se a cominciare dal capo del governo, passando per la maggioranza, attraversando l’opposizione, approdando alle amministrazioni locali di qualsiasi citta’, vi fosse una sincera sottomissione alla supremazia della Legge e se loro, per primi, dessero l’esempio di stare al di sotto della Legge.
Da anni assistiamo alla demolizione sistematica della Magistratura, allo stravolgimento delle Leggi, ormai manipolate alla luce del sole secondo le convenienze del capo e dei suoi gregari. A chi guarda dall’esterno sembra che il governo voglia favorire chi delinque (falso in bilancio, Class Action, delitti contro il patrimonio, ecc.) tanto che manager e boiardi di Stato, parlamentari compresi, inquisiti (vedi Parmalat e Alitalia) resteranno impuniti dei loro delitti.
I poliziotti di Genova sono l’ultima ruota del carro: hanno emulato l’esempio dei loro superiori diretti che sono stati assolti nonostante l’evidenza dei fatti del g8 di Genova. i massacri, la sospensione temporanea della democrazia, i delitti contro le persone e i loro inalienabili diritti a Genova sono stati calpestati in diretta tv, davanti agli occhi di tutti e abbiamo dovuto sopportare l’onta di vedere i protagonisti dello scempio dello Stato di diritto, promossi a nuove e piu’ travolgenti carriere.
Per la moschea a Genova si mobilitano ministri che fomentano la piazza, disattendendo vincoli sanciti da quella Costituzione alla quale hanno giurato fedelta’, verosimilmente spergiurando.
Non si puo’ pretendere dai giovani o dagli immigrati il rispetto della Legge e delle norme di convivenza civile, se coloro che devono essere di esempio al di sopra di ogni sospetto, al contrario, si dichiarano sciolti da ogni Legge e dovere.
Essi hanno fatto si’ con il loro esempio che si dilatassero i diritti egoistici, eliminando dalla prassi ogni riferimento ai doveri verso gli altri e verso se stessi.
I poliziotti di Genova sono figli e vittime di un sistema degenerato e, a loro volta, generano stili delinquenziali perche’ il pesce puzza dalla testa: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,16).
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Lettera a un leghista
Viviana

Non sopporto l’ipocrisia di chi finge di non sapere e va a senso unico, ripetendo sciocchezze. A far cosi’ ci si rimbambisce solo il cervello, non si aumenta la propria intelligenza. Qui siamo nel cieco fanatismo.
Ma come fate a dire tante sciocchezze quando Berlusconi e Lega non solo non fanno nulla per la sicurezza ma anzi la stanno segando alla base? Stanno immobilizzando il processo e tagliando a man bassa i finanziamenti delle vere forze di sicurezza e voi state qui a cianciare di ronde!?
Intanto che voi leghisti godete delle vostre richieste barbariche e sognate far west dove il cittadino si fa giustizia da solo, accecati solo dall’odio per gli stranieri, Tremonti ha varato un piano, che “voi” avete votato, con cui si tagliano progressivamente 3 miliardi di fondi alla sicurezza. Dunque potete fare pure le vostre ronde e telefonare alla polizia per avvertire di eventuale reato, ma la polizia sara’ sempre “meno” in grado di fare qualcosa, alla fine non paghera’ nemmeno la bolletta del telefono, perche’ grazie ai tagli votati da voi avra’ sempre meno auto, meno poliziotti e meno armi, e se pure riuscira’ ad arrestare il vostro ladro o stupratore, le belle leggi che avete votato per indebolire il fermo di polizia, la carcerazione cautelare o in attesa di giudizio lo manderanno subito libero, e quando pure fosse accusato occorrera’ che abbia una residenza a cui ricevere gli atti o questi saranno nulli e, ammesso anche che sia in grado di sostenere un processo e di non sparire mille volte prima, dovra’ passare per 3 lunghissimi gradi di giudizio in cui tutto puo’ accadere fuorche’ che abbia una giusta condanna… ormai abbiamo una giustizia buona solo a non punire il colpevole.
Abbiamo gente che ha fatto stragi con decine di morti che sta in liberta’ e nel vostro schieramento ci sono ben 23 pregiudicati e abbiamo leggi per cui agli assassini si danno gli arresti domiciliari e anche ai padri stupratori.
Avete votato leggi per cui non va in galera chi ha meno di 18 anni o piu’ di 70 o per reati che comportano pene sotto i 3 anni. E voi potreste anche divertirvi a denunciare 78 volte in una notte un ragazzetto rom di 17 anni che tenta di entrare in un appartamento e grazie alle leggi che voi avete votato sara’ rimesso libero immediatamente 78 volte.
Ed e’ per queste stupide leggi che Berlusconi ha voluto e che voi avete votato affinche’ tutti i pari sua restino liberi, che la persona che avrete denunciato con la vostra cosi’ utile telefonata avra’ mille scappatoie prima di finire in un carcere e mille vie di fuga. E l’unica cosa da cui vi siete dissociati e’ stato l’indulto e avete fatto bene, viste le migliaia di delinquenti che grazie ad esso arrivano alla condanna ed escono liberi.
E voi avete votato tutto, ogni sorta di sciocchezza o di abominio, compreso il Lodo Alfano per rendere improcessabile uno dei massimi colpevoli.
Avete accettato tutto, compreso l’azzeramente di inchiesta per 20 miliardi di euro rubati dai politici in Calabria o i furti ripetuti al fisco, gli imbrogli, la corruzione, il malgoverno…
E poi venite qui a parlare di ronde con l’aria di bravi cittadini o di giustizieri! Mentre vi dovreste solo vergognare dello scempio in cui avete messo l’Italia! Un paese che odiate e di cui non difendete nessun valore, una Costituzione che odiate e che non vedete l’ora di peggiorare, un’Italia che non e’ la vostra e a cui fate solo male, che ora sta attirando come una calamita i peggiori delinquenti d’Europa sapendo che mal che vada avranno qualche denuncia a cui scapperanno facilmente perche’ qui, grazie a Berlusconi e alla Lega, non esiste piu’ processo equo, non esiste piu’ polizia efficiente, non esiste piu’ giustizia rispettata. Ma voi ve ne fregate della distruzione che avete fatto e vi riempite la bocca delle ronde, come se bastasse essere presente a un reato e denunciarlo per mettere in moto un meccanismo civile che fermera’ l’elemento pericoloso, come se la giustizia si esaurisse nella denuncia.
La denuncia e’ stata sempre possibile e gruppi di aiuto ai cittadini sono sempre esistiti, senza fare il vostro scalpore e con l’assenso della cittadinanza, ma voi volete di piu’, c’e’ in voi il giustizialismo dei linciaggi popolari, un giustizialismo fuori dalla legge che si rifa’ direttamente a Borghezio e a tutti i neonazisti che fremono per rifare le squadracce naziste. Voi volete menar le mani su quelli che odiate, su quelli che i discorsi deliranti di gente come Borghezio vi ha spinti a odiare in modo scellerato.
Ed e’ proprio per questo che le vostre profferte di aiuto alle citta’ sono dubbie e poco chiare. Ed e’ proprio per questo che spero che le ronde siano bocciate in parlamento e non se ne senta piu’ parlare. Perche’ affidare un qualche potere a gente come voi puo’ solo peggiorare questo agonico paese. Perche’ non siete persone serie ma avete in mano un potere serio e quando i bambini giocano coi fiammiferi si temono incendi. Non si affida la sicurezza in mano a teste calde e finche’ sarete guidati da gente come Borghezio e farete leggi come quelle che fa Maroni, ci saranno sempre troppi italiani che vi guarderanno come i guastatori di questo paese

Che cosa si doveva fare e che il decreto sicurezza non fa:

-B non aumenta l’organico o la dotazione delle forze di polizia, una polizia che e’ ormai allo stremo
-ne’ crea il coordinamento tra forze di sicurezza, che solo l’Italia non ha
-non migliora le leggi di fermo ne’ reintroduce la detenzione per piccoli reati o in attesa di giudizio (nessuno va in carcere sotto i 14 anni o sopra i 70 o per condanne sotto i 3 anni, la recidiva non viene applicata e per i reati finanziari c’e’ sempre l’assoluzione)
-vuole un processo cosi’ lungo da produrre la latitanza dell’accusato o la prescrizione certa
-ha svuotato il processo penale di pena con l’indulto e ora il divieto delle intercettazioni eliminera’ anche la prova
-ordina il rilascio immediato del delinquente colto in fallo
-e’ cosi’ insensato da aver votato il fermo a chi fa uno stupro ma gli da’ i domiciliari se ha ucciso la vittima
-non rende piu’ agile e veloce il processo
-non applica la recidiva
-non dota di maggiori risorse i tribunali, (che sono alla paralisi con 10 milioni di cause pendenti) per cui migliaia di reati resteranno impuniti
-diminuisce addirittura i poteri del PM che non puo’ piu’ fare indagini quando sa di un reato
-non elimina nemmeno uno dei 3 gradi di giudizio (siamo l’unico paese al mondo ad averne 3, in USA vai in carcere subito e esci solo dopo una assoluzione e ci vai anche per evasione fiscale aggravata, cosa che avrebbe messo in carcere B da subito, figuriamoci poi la reiterata corruzione di GdF, giudici o testimoni!)
-vuole addirittura che se uno, magari per mancanza di prove certe successive, viene assolto in 1° grado, non si possa andare in appello
-e prosegue nella sua linea di eliminare la pena per i reati finanziari, ha gia’ depenalizzato il falso in bilancio e vuol farlo con la bancarotta fraudolenta

Cosa fa invece? Fa le ronde?!
Un piccolo provvedimento da far west, ridicolo e discutibile anche su piano costituzionale.
Come combattere un’epidemia nazionale con una tisana casalinga.

Anche Hitler fece credere alle buone massaie per l’ordine e la sicurezza tedesche che tutto era fatto per il loro bene..
Ma li avete letti i proclami per la fondazione delle camicie brune? Ma le avete lette le belle frasi sentimentali che stavano dietro le formazioni della Hitler Jugend? I buoni propositi… Questa nacque nel 26 insieme ai Balilla, organizzazione dei giovani dai 10 ai 18 anni. C’erano armi? No, certo. I principi erano brutti? No, bellissimi. Era tutto un inno al bene comune e alla patria. Quante atrocita’ sono state commesse in nome di ordine e sicurezza? Anche le squadracce fasciste partirono con buoni intenti, furono chiamate dai padroni per “organizzare il lavoro”, una volta organizzate si armarono, una volta armate parti’ la violenza fisica: omicidi, ferimenti, pestaggi e olio di ricino, un potente purgante,mescolato a catrame o bitume, di cui si obbligavano all’assunzione le numerosissime vittime, che potevano essere tanto oppositori politici, quanto soggetti di qualunque ceto, i cui interessi erano lesivi di quelli di qualche gerarca o notabile del regime… poi distruzioni, incendi, occupazioni, espropriazioni..
La sicurezza e l’ordine sono cose serie. Non si mettono in mano a gente che si e’ resa gia’ colpevole di aggressioni, pestaggi, incendi, atti lesivi di poveracci.
E le ronde andrebbero in mano a facinorosi.
Del resto se fossero state delle associazioni caritative non avrebbero avuto bisogno del permesso del prefetto.
Ma poi basta pensare che le ronde nascono in Italia con Borghezio! Credete che concederemmo a uno cosi’ o a gente che gli somiglia di occuparsi dell’ordine pubblico? Hanno fatto anche troppi danni. In galera dovrebbero stare!
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Andrea Agostini manda
(la newsletter di Agostini e’ sempre molto interessante e riporta begli articoli sull’ambiente. Per averla scrivere a lonanoda@tin.it)

Cosi’ ho vinto la guerra al mercurio
di Agnese Codignola

E’ quella che ha combattuto Jane Hightower – medico a San Francisco – che ha sconfitto le lobby di questo metallo. Un killer che arriva anche sulle nostre tavole
Non e’ popolare come Erin Brockovich, ma dell’eroina di Los Angeles ha la determinazione e il coraggio nell’affrontare industrie e istituzioni per smascherare i conflitti di interesse che si riflettono sulla salute dei cittadini. In piu’, Jane Hightower e’ un medico, un dottore di famiglia di San Francisco.
Che ha visto i danni del mercurio sui malati in carne e ossa e si e’ cosi’ arrabbiata da diventare, quasi per caso, la paladina di una guerra impossibile contro le multinazionali del mercurio. Tutto e’ cominciato nel 2000, quando e’ arrivato nel suo studio il quarantenne Toshiko, un businessman giapponese afflitto da quella che Jane Hightower definisce la «nebbia mercuriale», cioe’ un insieme di sintomi vaghi, difficili da ricondurre a una malattia nota: nausea, malessere, cefalea, confusione mentale, stanchezza e perdita di capelli.
Per poter fare una diagnosi, Hightower ordina i classici esami del sangue, ma quando arrivano i risultati si accorge che il laboratorio ha effettuato un test non richiesto: quello del livello di mercurio, che risulta molto elevato (pari a 18 microgrammi per litro contro i 10 considerati soglia di sicurezza). Lei del mercurio non ne sa molto, e in quel momento non riesce a stabilire una connessione con i disturbi.
Ma il dubbio di quei livelli cosi’ alti trovati dal laboratorio di analisi le rimane. E diventa un incubo quando le arriva un’altra paziente con gli stessi sintomi, e valori di mercurio pari a 26 microgrammi per litro. I casi si assomigliano e il medico comincia a chiedersi cosa abbiano in comune la signora di San Francisco e il manager giapponese.
E’ la grande passione per il pesce della Baia, che entrambi consumano in quantita’. E che, ipotizza Hightower, potrebbe essere proprio l’origine di tutto. Per questo il medico si concentra sul metilmercurio, la forma nella quale il minerale si accumula nei pesci e che viene assorbita anche dall’uomo. Consulta la Bibbia del medico di base americano, il ”Cecyl Textbook of Medicine”, e li’ comincia a capire che c’e’ qualcosa che non va su quello che medici e pazienti sanno sugli effetti del mercurio sulla salute.
Il Cecyl, di fatto, contempla la possibilita’ che una nausea di origine incerta possa essere legata al mercurio, e indica come valore soglia nel sangue 50 microgrammi per litro, ma non da’ alcuna informazione su diagnosi, trattamento e prognosi. Per questo lei continua a spulciare testi e documenti; e va a ripescare le relazioni fatte al Congresso dall’Environmental Protection Agency (Epa), l’ente che vigila sulle contaminazioni ambientali.
E scopre che la massima autorita’ ambientale americana indica un valore soglia diverso, pari a 5 microgrammi per litro: i suoi pazienti, quindi, avevano nel sangue una quantita’ piu’ che doppia di mercurio. Si allarma e cerca conferme, questa volta al Dipartimento di salute pubblica della California, che porta l’asticella del rischio allo stupefacente valore di 200. Non si tratta di un numero e basta, ma corrisponde, nei fatti, a quanto pesce possiamo mangiare. Hightower non si capacita che nessuno negli Usa sappia dare una risposta.
Nemmeno la mitica Food and Drug Administration (Fda), che pilatescamente limita parecchio i dosaggi di mercurio nei suoi consigli a donne incinte e bambini, ma evita di prendere posizione sul rischio per tutto il resto della popolazione. La Fda non da’ un valore soglia. E questo per un medico californiano cresciuto nel culto delle sue istituzioni vigili e nel continuo allarme per l’inquinamento, e’ davvero troppo. Bisogna scendere in battaglia.
E Hightower lo fa alla Erin Brockovich: inizia a parlare con i media locali e poi con quelli nazionali, si rivolge a scienziati e ricercatori. Fino a che qualcuno le da’ ascolto e l’aiuta a organizzare i primi meeting scientifici sull’argomento. Con tutte, ma proprio tutte le ricerche in tema squadernate sul tavolo, Hightower scopre che c’e’ solo una inquietante certezza: il silenzio assordante dell’Fda. Che evita pero’ di liberare il mercurio da ogni accusa.
Perche’, spiega Hightower, «sa che la maggior parte dei ricercatori che hanno svolto studi per proprio conto sono stati in realta’ pagati dalle industrie, mentre le ricerche cosiddette indipendenti sono state compiute o dalle aziende della pesca sui loro pescatori, o dalle industrie chimiche come la Dow, o da colossi del settore elettrico o farmaceutico, oppure sono rielaborazioni di dati ottenuti decine di anni fa in grandi avvelenamenti collettivi, con metodi quantomeno discutibili».
E si riferisce, in particolare, ad alcuni episodi del passato, che racconta nel suo ”Diagnosis: mercury” (edito dalla Island Press): il primo incidente si e’ verificato in Giappone negli anni Cinquanta in un’industria di fertilizzanti, la Chisso, che per anni ha sversato mercurio nella baia antistante, fino a che, nel 1956, gli abitanti di Minamata, che affaccia sulla Baia, hanno cominciato ad ammalarsi. Negata fino all’inverosimile, l’intossicazione e’ stata riconosciuta solo alla fine degli anni Novanta e la Chisso ha dovuto indennizzare oltre 17 mila persone.
A convincere i giudici giapponesi sono stati i dati riportati nel 1973 da ”Science” a proposito di una intossicazione da mercurio che ha colpito 60 mila iracheni quando Saddam Hussein concesse di combattere i parassiti del grano (soprattutto nelle zone a piu’ alta densita’ di curdi), spargendo tonnellate sali di mercurio sui semi, e causando cosi’ uno dei piu’ massicci avvelenamenti della storia. Il lavoro di ”Science” e’ ancora oggi la base su cui sono stilati i rapporti ufficiali di diverse agenzie.
E’ ovvio che l’ignoranza o l’omerta’ degli scienziati sull’affaire mercurio e’ il bersaglio numero uno della guerra di Jane, che ha raccolto in prima persona decine di dati e preparato diverse pubblicazioni su riviste scientifiche che hanno costretto il governo a rivedere le posizioni ufficiali. «Ora», spiega Jane, «sia l’Epa che il National Research Council hanno preso molto piu’ seriamente in considerazione gli effetti del mercurio sulla salute, e ammesso che non e’ solo il cervello del feto a risentirne, ma anche quello dell’adulto, e concordano anche sul fatto che ci sia un aumento di rischio di malattie cardiovascolari, di infertilita’, patologie psichiatriche e di una serie di disturbi soggettivi ».
Per l’Epa, il limite di mercurio nel sangue da non superare e’ pari a 5 microgrammi per litro, mentre per l’Unione europea e per l’Oms sale a 10. Non e’ banale, perche’ il problema del mercurio e’ la sua pervasivita’ nell’ambiente: anche se l’industria farmaceutica, dopo secoli, non lo usa piu’ come farmaco e lo sta eliminando come conservante, il mercurio resta uno dei principali catalizzatori di reazioni chimiche fondamentali per diversi tipi di industrie ed e’ anche presente naturalmente nell’ambiente. Dunque, il rischio piu’ eclatante sarebbe quello di un episodio grave di contaminazione ambientale, ma anche se esso non si verifica, il mercurio nella nostra vita entra comunque. In particolare, arriva in tavola con la carne dei pesci.
A rischio sono soprattutto i pesci piu’ grandi, come il tonno e il pesce spada che accumulano piu’ metilmercurio. «Purtroppo, al momento, il consumatore non ha alcun modo per difendersi», spiega Hightower: «Perche’ non esiste una legge che obblighi i produttori a indicare sull’etichetta il contenuto di mercurio. Eppure il dosaggio costa pochissimo e potrebbe essere fatto senza difficolta’ ovunque». Quindi il mercurio c’e’, anche se non ci mettono nelle condizioni di sapere quanto, e fa danni. Secondo Hightower, per questo «chi mangia parecchio pesce deve fare attenzione a sceglierne un tipo che accumuli meno metilmercurio come le acciughe, il salmone e in generale i pesci di taglia medio-piccola».
Il vero problema, infatti, e’ che il metilmercurio rimane nel corpo, soprattutto nel cervello, e non si sa bene se e in che tempi possa essere smaltito: secondo alcuni scienziati resta li’ per sempre. Di fatto, il piu’ delle volte possiamo capire se siamo o meno intossicati soltanto quando arrivano i sintomi. E allora e’ bene andare subito dal medico che deve ricostruire le abitudini alimentari e, se e’ il caso, ordinare una serie di test rapidi da fare sul sangue (le concentrazioni di mercurio non dovrebbero superare i 5 microgrammi per litro) o sui capelli (non dovrebbero eccedere il microgrammo). Se arriva la conferma di un eccesso del minerale nell’organismo, per ora non c’e’ altra possibilita’ se non quella di riportare i valori entro la norma, abolendo il consumo dei pesci incriminati: «Ci possono volere anni, ma personalmente ho visto gli effetti positivi della disintossicazione su oltre 120 pazienti.
Purtroppo gli unici farmaci proposti finora, i chelanti, da anni in studio come disintossicanti da altri veleni, non hanno dato esito soddisfacente e anzi potrebbero mascherare i reali valori di mercurio», spiega Hightower. La guerra di Jane sembra giunta comunque a una svolta. Nonostante i tentennamenti e le contraddizioni, l’Unione europea ha messo al bando i termometri e tutti gli strumenti di misurazione contenenti mercurio, i sali contenuti nei vaccini sono di fatto quasi scomparsi, lasciando il posto ai meno discussi sali di alluminio, e lo stesso sta accadendo per le amalgame dentali sostituite con altre prive di mercurio a spese della sanita’ pubblica in diversi paesi europei.
Si tratta, secondo la Hightower, di passi importanti perche’ segnano un mutamento: «La comunita’ mondiale deve smettere di spargere mercurio nell’ambiente, e anche questi provvedimenti contribuiscono a diminuire la domanda e quindi la produzione»
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21 commenti »

  1. La destra vince perchè Berlusconi appare più coerente. Nel cdx Berlusconi si comporta come un padre/padrone nel senso che lascia sfogare tutti i suoi componenti ma quando si deve prendere una decisione ricorda chi è che ci mette soldi e le televisioni e tutti devono stare zitti ed obbedire.Berlusconi è riuscito a conciliare la destra nazionalista con la destra secessionista tutti riuniti nel nome della poltrona e del suo danaro. Al contrario a snx si fanno scissioni, lotte intestine, questioni di lana caprina del tutto incomprensibili, distinguo a più non posso. Quando l’elettore medio deve scegliere tra chi è un imbroglione ma è in grado di prendere decisioni ed un altro un pò più onesto(non esageriamo perchè anche la sinistra ha i suoi peccatucci) ma del tutto incapace di prendere una decisione non ha dubbi.Basta vedere la gestione dei rifiuti in Campania dove la sinistra bassoliniana largamente dominante è stata bloccata per 14 anni dai veti dei Verdi di Pecoraro Scanio fino a che non è esplosa drammaticamente.Michele

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:26 am | Rispondi

  2. Te la raccomando la “sinistra bassoliniana” e ti raccomando pure i Verdi campani …. che non hanno “bloccato” proprio nulla … anzi ….

    Credo che sta gente messa tutta insieme non sia certo migliore della peggiore destra ….

    Il problema non è elettorale, almeno non soltanto tale …

    Il problema è che la sinistra, quella VERA, deve ritornare tra la gente comune …. e fare le cose che deve fare una sinistra VERA …..

    A cominciare dalla “lotta di classe” …. cosa che i padroni di tutte le razze ( compresi quelli che hanno preso in mano il PD) non hanno mai smesso di fare …

    Ormai gli unici che praticano, ovviamente al contrario, la lezione di Marx sono appunto i padroni ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:26 am | Rispondi

  3. Per essere veramente coerenti con il tuo discorso bisognerebbe fare a meno soprattutto dei cattolici che ,come sempre, per quanto possano, su tanti punti sembrare progressisti ,alla fine ti fanno sempre lo “scherzo da prete”,che è quello piu’ brutto. Una sinistra vera,finalmente liberata dai cattolici,finalmente laica ,magari anticlericale,il nostro obbiettivo deve essere questo ,da veri comunisti quello di liberare la terra dal disastro che le religioni hanno fatto e fanno ,dalle guerre continue, all’opposizione ad una programmazione delle nascite malgrado la terra stia esplodendo e non possa dar da mangiare a tutti ,ai falò di preservativi in terre di AIDS, alla libertà di decidere se porre fine alla propria sofferenza Se dobbiamo comunque ripartire ripartiamo bene, se comunque non potremo vincere a breve ,guardiamo al futuro, facciamo quello che dovrebbe fare una vera sinistra che non puo’ essere che alternativa e laica e perchè no, appunto anche anticlericale, Se questo tentativo ha avuto successo nella cattolicissima spagna, nella terra di Torquemada,di Franco perchè non provarci anche da noi? Alex

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:27 am | Rispondi

  4. La sinistra ha avuto due anni di tempo, tra il 2006 ed il 2008, per dimostrare di essere all’altezza della situazione.

    Ora mi sembra ovvio che, tradite le aspettative, non ci sia più alcuna fiducia né nel centro né nella sinistra.

    D’altronde era evidente che con Mastella e Dini non ci sarebbe stata alcuna possibilità di cambiamento. Come dimenticare l’applauso scrosciante tributato a Mastella da parte di tutti i parlamentari comunisti, quando l’ex ministro della giustizia si lamentò di essere indagato?

    La sinistra arrivò ad abbandonare De Magistris per abbracciare Mastella. Che errore morale e politico!!!

    Non potete pensare che la gente sia così cretina da votare nuovamente gli stessi gruppi dirigenti, artefici dell’esperienza nel governo Prodi.
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    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:27 am | Rispondi

  5. La “sinistra” ha fatto anche quello che denuncia il commento precedente.

    Ma questo mi sembra del tutto secondario rispetto all’ aver tradito sul piano economico/sociale le aspettative dei propri ceti di naturale riferimento.

    E questo sarebbe stato gravissimo e negativamente decisivo anche se avessero fischiato Mastella e difeso De Magistris ….

    Cerchiamo di ripartire dai “fondamentali” dell’ essere di sinistra e – con tutto il rispetto per De Magistris o per la Forleo – non dal “partito dei giudici” …

    Quello lo fa già abbastanza bene Di Pietro …. ma certo non basta a ricreare una opposizione politica e sociale degna di questo nome ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:27 am | Rispondi

  6. Abbiamo nove partitini di sinistra che non sono stati capaci di mettere insieme una opposizione decente e legittima, un partito parlamentare che non si sa di che colore sia e che non ha saputo fare alcuna opposizione e che ora ha acclamato un democristiano, un partito di opposizione guidato da uno che non è nemmeno di sinistra

    Ma di chi è il merito di questo sconquasso?

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:28 am | Rispondi

  7. Io un’ideuzza rispetto a chi dare il merito di questo sconquasso ce l’ho.

    So che farò arrabbiare molti ma pazienza …

    La colpa è di Enrico Berlinguer, ovviamente non esclusivamente sua, ma del gruppo dirigente del Pci e della Cgil di metà anni settanta.

    Quello che si inventò il “compromesso storico”, la linea sindacale dell’Eur ( detta pure dei “sacrifici”), che rifiutò di cavalcare l’onda lunga delle lotte del 1968/69, che diede credibilità ad ineffabili personaggi come Cossiga ed Andreotti, che allevò in seno i Veltroni e i D’Alema, che addirittura, tramite il giudice Calogero ( ma anche un certo Violante, all’epoca pure lui magistrato) organizzò scientificamente la respressione e la delegittimazione d quanto di significativo si era nel frattempo consolidato alla sua sinistra.

    In questa follia autolesionista Pci e Cgil arrivarono addirittura – almeno fino a Chernobyl – ad essere i maggiori sostenitori in Italia del nucleare ….

    Salvo poi, lo stesso Pci, essere “sfanculato” dalla Dc, da Craxi e soprattutto da Confindustria quando non serviva più …

    Il resto è tutta una conseguenza, naturalmente poi aggravata da una serie di avvenimenti internazionali … la caduta del Muro ( che comunque sarebbe caduto lo stesso prima o poi) … e soprattutto l’affermarsi di una economia liberista e “globale” ….

    Ma tutto nasce da lì ….. dalla antica scelta di certa “sinistra” di non comportarsi conseguentemente come tale …..

    K.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:28 am | Rispondi

  8. Bravo K hai pienamente ragione…. pienamente d’accordo con te.. la tua analisi sulla presunta “sinistra” italiana è perfetta.. a partire dalla sua incapacità di capire che cos’erano gli anni settanta (in particolare l’autonomia e la diserzione, desoggettivazione di massa diffusa in ogni dove.. “77” docet… Lama, PCI ed anche alcuni carrieristi dei gruppi della cosiddetta “nuova sinistra” pensionati del 68 dalla parte delle forze dell’ordine dello Stato stragista nel reprimere l’insurrezione diffusa..)

    Da lì nasce l’arretratezza anni-luce nella critica dell’esistente da parte della presunta ed ormai estinta “sinistra”..

    Ma forse è meglio così.. il campo solo adesso diviene vuoto (e dunque libero dai rottami) per dare inizio finalmente a qualcosa di nuovo ed emancipativo
    Igus

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 7:28 am | Rispondi

  9. A mio avviso Berlinguer può essere considerato un passaggio. Importante, ma pur sempre un passaggio. Il PCI si è sempre barcamenato come ben sai tra due linee: promesse per un radioso futuro di eguaglianza e giustizia (con una finestra aperta agli ex-fascisti pentiti) e difesa delle “istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza”, finendo col non azzeccarci più una sega dell’uno e delle altre quando esse sono entrate in conflitto tra loro. Ricondurre questo difficile rapporto a una semplice sequela di “tradimenti” non ci aiuta a comprendere il travaglio di una sinistra che ha sempre preteso di unire il diavolo con l’acqua santa al di là della normale pratica compromissoria. Non c’è alcun compromesso nel periodo da te analizzato, giacché esso presuppone vantaggi per entrambi i contraenti, quanto la svendita miope di un intero patrimonio. Tant’è che l’unico risultato concreto che ne è conseguito sono stati i licenziamenti della Fiat.

    Di questi tatticismi di marca togliattiana oggi noi non scorgiamo che il pallido riflesso negli ottusi pecchioliani dell’ultima ora, che mi sembrano aggiudicarsi punti persino all’interno della sinistra che si pretende antagonista (speriamo che concludano il proprio trasferimento di massa sul Riformista). E’ contro questa tendenza, la quale continua ad anteporre i propri feticci istituzionali alle concrete esigenze della classe, che andrebbe aperto un dibattito serio, magari senza isterismi ché questi generalmente son già isterici del loro. Certo una capatina anche noi dalle parti di wikipedia non farebbe male, visto che è diventato uno dei principali veicoli per la ri/scrittura della storia. Quel che segue è soltanto un piccolo esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Antonietta_Macciocchi

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 1:37 pm | Rispondi

  10. Vabbè, in un commento breve non si poteva fare la storia del Pci e di tutta la sinistra italiana.

    E’ ovvio che Berlinguer “è solo un passaggio”, che molte cose negative erano già cominciate con Togliatti, ancora durante la dittatura fascista …

    Ma mi sembra evidente che gli anni settanta sono stati uno snodo decisivo, che la feroce repressione contro il movimento del 1977 ( dove addirittura veniamo ora a sapere che il boia Kossiga era la “colomba” rispetto alla dirigenza del Pci che lo accusava nelle riunioni di maggioranza di “debolezza” …), movimento del 1977 che pure stupidamente avevo dimenticato di citare nel commento precedente, abbia determinato la svolta negativa decisiva che poi ha portato alla deriva successiva fino ai giorni nostri ….

    E’ vero che, ad un certo punto, Berlinguer ( in netto contrasto con Lama, Napolitano ed altri maggiorenti del Pci), dopo la sconfitta operaia alla Fiat nel 1980, si rese conto del “cul de sac” in cui si era cacciato e tentò un’improbabile “svolta”, ormai tardiva e velleitaria, con la battaglia sulla scala mobile e col successivo referendum … ma ormai i buoi erano usciti dalla stalla, la situazione era oggettivamente irrecuperabile e lui, forse anche per questo, morì di lì a poco, lasciando il Partito in mano ad una congrega di totali incapaci ( i vecchi maggiorenti come Napolitano e Cossutta ed i cosiddetti “giovani” di allora, Occhetto, D’Alema, Fassino, Veltroni, Bassolino ecc. ecc.) che saranno poi determinanti per portare tutto allo sfascio attuale.

    K.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 7, 2009 @ 1:37 pm | Rispondi

  11. però è triste pensare che le sorti di così tanta genete possano essere dipese dalle scelte di un pugno di uomini. Non voglio dire che chi ha prima scritto intenda dire che TUTTO dipende da tizio o da caio… ma il fatto che tanta storia sia dipesa da scelte di così poche personae fa pensare (ancor prima che disquisire sul “cosa”) che il “metodo” è sbalgiato in partenza! IN balia di professionisti della politica. Oggi poi, i professionisti della politica, si mostrano pure inetti a fare il loro (sporco) mestiere. MA A MONTE…. Che tristezza! ciao
    Luisa

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2009 @ 6:59 pm | Rispondi

  12. nvece noi compagni (tutti!!!) della sinistra radicale, extraparlamentare e rivoluzionaria di responsabilità non ne abbiamo alcuna, vero? Siamo troppo impegnati a dimostrare chi è più o meno comunista degli altri per vederle.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2009 @ 7:00 pm | Rispondi

  13. Anche gran parte del “ceto politico” attuale della sinistra cosiddetta “radicale” – credo personalmente pressochè tutto da rottamare – deriva direttamente da quelle antiche vicende …..

    E comunque il problema non è se qualcuno è “più comunista” di qualcun altro …. il problema è che la dirgenza di Sinistra Democratica, dei Verdi e – cosa più grave – i recenti fuoriusciti vendoliani da Rifondazione dicono loro stessi di non essere comunisti …. affermano, per dirla con l’ex Presidente della Camera, che “il comunismo è ormai una parola indicibile”

    Quindi, ferme restando le mie riserve anche su gran parte dell’attuale gruppo dirigente di Rifondazione, a partire dal Responsabile dell’Organizzazione Claudio Grassi, con chi considera il comunismo come ormai “indicibile” cosa ci puoi fare insieme ?

    K.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2009 @ 7:00 pm | Rispondi

  14. Non sono d’accordo sull’analisi dell’azione politica berlingueriana. E’ facile parlare ora ma bisogna conoscere i fatti, conoscere la storia. A quei tempi l’Italia stava precipitando in un baratro pericolosissimo ed il rischio che ci si svegliasse in una “repubblica” sudamericana era estremamente concreto. Forze oscure come la massoneria, organizzazioni militari, fascisti, alcuni rami della magistratura erano nell’ombra pronte a prendere il potere con l’appoggio implicito dell’America che non poteva perdere una base al confine con la Jugoslavia ed i paesi arabi. La gente era inorridita dalla criminalità, dal terrorismo di destra e di sinistra per cui la sinistra di Berlinguer fu costretto a prendere le distanze dall’estrema sinistra ed appoggiare i governi democristiani. Certo col senno di poi tale appoggio fece crescere una generazione di funzionari interessati solo alla spartizione di posti ed appalti ma, ripeto, questa fu una conseguenza (assolutamente non voluta)di una politica berlingueriana di “riconciliazione nazionale” che salvò l’Italia e la sinistra. Potete crederci o no ma è la realtà e che io ho in parte vissuto ed in parte saputo da fonti sicure!

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2009 @ 7:00 pm | Rispondi

  15. ma che dici, fu costretto? Figurati ,quello era il risultato della sua linea e di quella linea la colpa Tutti in quegli anni andavamo a letto con il timore di essere svegliati da uno squadrone dei “colonelli”ma non per questo cercavamo compromessi Il PCI era già allora in quel lungo percorso che si è completato miseramente ai nostri giorni,basta vedere il comportamento dei vari Lama & C. di fronte al grande slancio rivenicativo del 68 Alex

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2009 @ 7:00 pm | Rispondi

  16. Che all’origine dell scelta del “compRomesso storico” da parte del Pci – pur essendo in effetti questa scelta ampiamente nel solco della tradizione stalinian/togliattiana dei decenni prcedenti – ci fosse stata la paura suscitata dal golpe cileno ed il timore che cose del genere avvenissero anche qui, non c’è dubbio alcuno.

    Ma, a parte il fatto che questo non giustifica – a mio giudizio – per niente quella scelta politica, va pure detto che quando questa “strategia di resa” trovò la sua applicazione pratica, diciamo più o meno a partire dalla seconda metà del 1975, al punto più alto dei successi elettorali del Pci, i rischi di golpe – che pure innegabilmente c’erano stati negli anni precedenti – erano ormai ridotti al lumicino.

    Nixon, il presidente Usa che aveva favorito il golpe cileno e trame simili in Europa, era caduto, travolto dallo scandalo Watergate ma anche dalla clamorosa sconfitta militare in Vietnam …. i regimi fascisti europei, Grecia, Spagna e Portogallo si erano dissolti come neve al sole e quasi senza colpo ferire …. in Francia, ai nostri confini, era andato al governo il fronte delle sinistre …. nel Portogallo ex fascista governavano i “capitani di aprile” rivoluzionari …. insomma la situazione era radicalmente cambiata in positivo …

    Ma il gruppo dirigente del Pci… ed ancora di più quello della Cgil, se possibile ancora più moderato e subalterno al padronato …. perseverarono nelle loro scelte di resa ….. arrivando ad invocare la repressione contro chi si poneva alla propria sinistra ….. con le conseguenze di cui parlavamo prima che portano fino ai giorni nostri …

    K.

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2009 @ 7:01 pm | Rispondi

  17. Precedentemente hai detto che il Pci “rifiutò di cavalcare l’onda lunga delle lotte del 1968/69”. Quest’affermazione è imprecisa; sul ’68 il PCI ha effettivamente costruito una sua memorialistica ad uso e consumo, basta vedere la crescita del suo peso elettorale, sfruttando anche le oscillazioni entriste di gruppi come il PDUP. Il termine “cavalcare” è sempre stato usato che io ricordi in senso negativo, associato a termini come “pompieraggio” e “normalizzazione”. Una memorialistica normalizzante del ’68 in area PCI ha effettivamente iniziato ad operare sin da subito, producendo un immaginario ben riassunto nell’intervento dell’anonimo del 7 Marzo che ricalca in pieno le tesi esposte da Pecchioli proprio nel suo libro “di memorie” (Tra misteri e verità, ed. Baldini & Castoldi). Cosa diversa è stato per il ’77, vero tabù per la sinistra istituzionale (a parte i tentativi in era Craxiana di coaptazione di qualche dissociato sparso). Non mi pare di ravvisare sin dai fatti di P.zza Statuto una frattura così pesante come quella avvenuta all’Università di Roma con la cacciata di Lama, rottura peraltro definitiva in termini strategici e non semplice contestazione.

    Tu hai giustamente ricordato personaggi (e di conseguenza aree politiche) che sono riusciti nel tempo ad aquistare un credito presso la cosiddetta sinistra antagonista. Vedere compagni del PdCI sfoggiare icone di Berlinguer e nel contempo esaltare certi contenuti settantasettini fa davvero strano :-). Ma sto parlando della contraddizione più evidente. Intendiamoci, il tempo è consigliere anche per ciò che prima non riusciva o voleva incontrarsi. Ho visto militanti di certe aree esaltarsi di fronte a certi leader che un tempo avrebbero tranquillamente spedito nelle segrete e buttata la chiave. Contraddizioni loro… ma anche segno del cambiamento dei tempi. Con queste persone non va rifiutato lo scambio, anzi va incoraggiato, costruendo un terreno comune chiaro che faccia piazza pulita di certe incrostazioni che offuscano l’analisi sulla reale eredità di quell’anno maledetto che per almeno due decadi è stato relegato nella categoria pura e semplice della provocazione politica. Non c’è stata, almeno fino allo sfascio totale del vecchio apparato PCI, manifestazione di quest’area assurta all’onore delle cronache che non sia stata trattata come rigurgito estremistico di provocatori marziani in quel clima emergenziale dal quale non siamo mai veramente usciti. Sappiamo bene io e te quanto si sia continuato ad operare sul territorio per tutti gli anni ’80 attraverso attivi, comitati e collettivi a cui si sono aggiunti poi i centri sociali. Per arrivare alla situazione attuale dove gli “incapaci” di cui tu fai menzione, gente cresciuta negli interstizi burocratici senza alcuna pratica politica di base, hanno di fatto monopolizzato le strutture partitiche della sinistra ridotte ormai a guscio vuoto.

    Tu hai assunto il ’75 come data di snodo. E’ la teoria esposta da Cesare Bermani che mi trova sostanzialmente d’accordo, è la scelta definitiva e mai elaborata di cui continuiamo a pagare le conseguenze.

    Cico

    Commento di MasadaAdmin — marzo 9, 2009 @ 6:37 am | Rispondi

  18. Per “onda lunga delle lotte del 1968/69” intendevo quella serie di risultati elettorali che misero in difficoltà la DC e premiarono fortemente il Pci e che indubbiamente dalla “rivoluzione culturale” del 1968/69 direttamente derivavano …. il referendum sul divorzio del 1974, le comunali, provincali e regionali del 1975 che portarono il Pci al governo del 70% di questi enti e di tutte le grandi città, lo stesso risultato, pur senza che ci fosse il famoso ed agognato sorpasso sulla DC, delle politiche del 1976 …

    In questo senso, sia pure sempre in una logica “normalizzante” iniziata già nel 1968, il “cavalcamento” del Pci ci fu senz’altro …. ma poi, proprio nella seconda metà del 1975, quando iniziarono i primissimi segnali di una parte della DC in crisi ( non solo la sinistra democristiana ma persino Andreotti) che facevano credere ad una vaga possibilità di realizzare il “compromesso” ( teorizzato da Berlinguer e c. sin dal 1973), il Pci decise scientemente di smettere di “cavalcare” sia pure in forma “normalizzante” la spinta generale al cambiamento – che oltretutto si manifestava in mezzo mondo nello stesso periodo – e di rendersi “affidabile” fino in fondo anche per il padronato. Da cui la “linea dell’Eur” messa in piedi dalla Cgil e tutto quello che ne seguì.

    Certo, la rottura totale e senza possibilità di ritorno coi “movimenti” avvenne nel 1977, con Lama che andò all’Università di Roma a fare quello che il fascista Caradonna aveva fatto nello stesso luogo nove anni prima …. con la linea forcaiola imposta da Pecchioli allo stesso Cossiga che, a suo dire oggi, non ne era affatto entusiasta …. cosa che tra l’altro, chiudendo ogni spazio “di massa”, fornirà insperatamente alle BR – che pure, ragionando di fatto in modo non troppo dissimile dal Pci ( la cultura togliattian/stalinista era la stessa), quel movimento non capivano e “schifavano” – l’ultima generazione di militanti lottarmatisti.

    Ma il “processo politico” era cominciato molto prima …. e le responsabilità appaiono oggi molto chiare ed evidenti ….

    O vogliamo credere al’incredibile favoletta secondo cui Achille Occhetto, in un pomeriggio di fine 1989, durante una visita alla sezione comunista della Bolognina, si inventò tutto da solo la cosiddetta “svolta” ?

    Commento di MasadaAdmin — marzo 9, 2009 @ 6:38 am | Rispondi

  19. Caro K., hai ragione quelle scelte aprirono le porte al craxismo prima ed al berluskonismo poi come diretta conseguenza.

    Il PD, come puro dispositivo di potere, nasce sulla quella scia, figlio di quella degenerazione culturale lucidamente prevista da Pasolini, che ha poi determinato anche una trasformazione antropologica della società italiana, consegnandola mani e piedi al sistema politico-mediatico berluskoniano.

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — marzo 10, 2009 @ 6:34 am | Rispondi

  20. Può sembrare oggi un elemento secondario.

    Ma innegabilmente uno degli effetti di non poco conto nato dalla “rivoluzione culturale” del 68/69 – ma certamente già in incubazione con l’influenza del Concilio Vaticano II° voluto da Papa Roncalli – fu il dissenso cattolico.

    Organizzazioni come le Acli, la Coldiretti, l’Azione Cattolica, Mani Tese, la stessa Cisl – che erano state cinghia di trasmissione della DC dal dopoguerra fino alla seconda metà degli anni sessanta – vennero esse stesse invase da una vento di cambiamento radicale che le portò largamente nel campo della sinistra … ci furono poi le “comunità di base”, ci fu il fenomeno dei “preti operai” , il movimento “Cristiani per il socialismo” ecc. ecc. ecc.

    Naturalmente il Pci nei primi anni settanta corteggiò molto queste forze, che certamente risultarono decisive per l’affermazione del divorzio nel referendum del maggio 1974 che segnò un momento di crisi profonda della tenuta democristiana e chiesastica rispetto alla società italiana.

    Subito dopo però la dirigenza “comunista”, presa dall’abbraccio con la DC ed in parte anche con la Chiesa “ufficiale” nel cosiddetto “compromesso storico”, comincio ad esprimere noncuranza ( ed in alcuni casi anche disprezzo) nei confronti di queste realtà vive e vivaci della società italiana.

    Riuscendo così a spingerle di nuovo – non completamente ma certo in larga parte – nelle mani della DC e della Chiesa “ufficiale” ed in alcuni casi nell’orbita del Psi di Craxi ….

    Veramente roba da chiodi !

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — marzo 10, 2009 @ 6:34 am | Rispondi

  21. Sul nucleare
    invito tutti a riflettere: già una volta il popolo, perchè non ci dimentichiamo che quei ladri si mantengono sulle nostre spalle, si è opposto al Nucleare, riuscendo a bloccarlo e comunque non facendoci vivere, a noi, le nuove generazioni, con quell’incubo in casa, (anche se hanno dato libero spazio all’arma più distruttiva del mondo e che reca la bandiera del paese più gerrafondaio al mondo). Il popolo è stufo, lo vedo dovunque, lo sento dovunque, siamo stufi di questa classe politica vecchia ed ora, grazie a Berlusconi, anche antidemocratica; ma essere stufi non basta dobbiamo ritrovare quella coscienza di classe che una volta era il cavallo di battaglia, era la nostra voce che sovrastava tutto, basta pensare ai propri interessi, basta pensare che qualcuno verrà a risolvere il problema, il problema Berlusconi è un problema che non si risolve così, ma diventando come lui: ha fatto un TACITO accordo con la francia? ha, DI NASCOSTO firmato un trattato nucleare? bene ora si paga tutte le spese, è l’unico modo per farlo è diventare evasori fiscali, tranquilli, si è fatto le leggi a tavolino, il nostro amico, se non riescono a sbattere dentro lui, se non riescono neppure a toccarlo è perchè ha emanato un bel pò di leggi a suo pro, ma che possono ritorcersi contro se tutti siamo uniti nel dire: BASTA con queste cavolo di tasse; tu hai fatto il danno; tu porti i soldi, i nostri soldi, all’estero, bene tu, paghi vendendo la Mediaset, vendendo il Milan; vendendo le tue banche, e perchè no le tue ville, perchè il popolo italiano può essere cieco e sordo quanto TI pare, ma non è stupido
    Marco

    Commento di MasadaAdmin — marzo 13, 2009 @ 6:04 am | Rispondi


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