Nuovo Masada

gennaio 24, 2009

MASADA n. 863. 24-1-2009. I LIBERATORI. JIDDU KRISHNAMURTI

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STORIA DI UN MISTICO INDIANO

(Questa presentazione fa parte di un ciclo di lezioni della prof. Viviana Vivarelli fatte a Bologna. Nelle lezioni precedenti abbiamo visto Socrate, Platone, Martin Luther King, Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Kandinskij, Papa Giovanni XXIII, Einstein..)

In questo corso ci siamo occupati di personaggi di vari tipi molto diversi tra loro. Oggi vedremo una figura sempre piu’ rara nel mondo occidentale ma ancora frequente nella religiosita’ indiana: un iniziato. Che cos’e’ un iniziato? Tutti gli umani sono nati a questa vita, ma un iniziato e’ uno che riceve un’apertura a una diversa forma dell’essere, normalmente esclusa alle esistenze ordinarie, e’ uno che e’ stato elevato a un superiore livello di coscienza. L’iniziazione implica una rivelazione, e puo‘ anche dipendere da un maestro, ma il vero iniziato e’ colui che da se’ trasforma se stesso, che e’ lui il maestro.
Molti anni fa arrivai a Bologna, interrompendo il mio insegnamento nelle scuole pubbliche e iniziando i miei famosi corsi per adulti in cui emersero delle tipicita‘ che non si erano evidenziate nell‘insegnamento scolastico tradizionale. Il primo gruppo duro’ otto anni e fu molto intenso. Implico’ una crescita trasformativa e costitui’ il lavoro piu’ importante che abbia mai fatto nella mia vita.

Il primo regalo che ricevetti in questo gruppo di lavoro comune fu “La sola rivoluzione” di Krishnamurti, ma non ero pronta per questo libro ne’ credo di esserlo nemmeno oggi, per quante esperienze abbia avuto nel mondo paranormale o nella relazione col noto e l‘ignoto; il misticismo e’ un gradino in piu’ rispetto al paranormale e riguarda solo poche persone sulla Terra, maggiormente in Occidente. Per capire esperienze di tipo superiore, non basta incontrarle nella vita, occorre che l’anima sia pronta e a volte cio’ richiede una lunga attesa. Anche certi sogni straordinari a volte diventano chiari dopo anni. L’amica che mi regalo’ “La sola rivoluzione” disse che il libro l’aveva chiamata per me, ma io non c’ero per il libro. La conoscenza delle cose diventa Vera Conoscenza solo quando si inserisce nel processo della conoscenza di se’ che e‘ lungo e non sempre evolutivo. Krishnamurti dice: “L’immaturita’ ha le radici nella totale ignoranza di se stessi. La conoscenza di se’ e’ l’inizio della saggezza”.
Jiddu Krishnamurti viene considerato il piu’ grande iniziato indiano di tutti i tempi. Ma non ha costruito sistemi filosofici e non volle mai essere considerato un filosofo, un guru, un santo o un maestro. Il suo scopo fu quello di insegnare agli uomini la liberta’, ma senza indicare un percorso di liberazione o una tecnica, egli ha solo invitato l’uomo a riflettere sulla sua natura perche’: “Non c’e’ guru, non c’e’ religione, non c’e’ sistema che possa insegnare la propria via di salvezza” .
Abbiamo iniziato questo percorso con Socrate, il maestro per eccellenza, arriviamo a Krishnamurti che e’ l’anti-maestro, colui che vuole la dissoluzione del maestro e che non insegna nulla perche’ nulla puo’ essere insegnato, nulla puo’ venire da fuori, l’uomo puo’ liberare se stesso solo indagando sulla propria natura, con un’opera di introspezione profonda, prendendo coscienza delle abitudini mentali che ci tolgono spazio e liberta’, al fine di scoprire la vera essenza della vita.
Krishnamurti visse a meta’ tra mondo indiano e mondo occidentale, non aderi’ a nessuna religione e segno’ l’inizio di un tempo nuovo e di un uomo nuovo.
La sua vita si inserisce nel grande movimento di avvicinamento tra il pensiero filosofico occidentale e quello orientale che ebbe inizio ai primi del 1900, ma poi la sua via prese il segno che il suo spirito volle.

Per capire il vasto movimento di interessi che si determino’ dall’Occidente verso l’India gia’ alla fine del 1800, dobbiamo fare una premessa.
Nel 1875 una strana baronessa russa, Madame Petrovna Blavatski, fondo’ la Societa’ di Teosofia. Era una donna inquietante, con forti doti medianiche, di grandissima intelligenza e volonta’, che ebbe una vita romanzesca. Viaggio’ moltissimo attraverso il mondo conoscendo varie forme religiose, il lamaismo buddhista, lo sciamanesimo dei nativi americani, i riti vudu’ ecc;, in particolare ando’ piu’ volte in Tibet e, sull’Himalaya, disse di aver contattato alcuni Maestri Superiori della Gerarchia Bianca, che le avevano dato una iniziazione occulta sistematica. Da quel momento, essi le comunicarono mentalmente un insegnamento iniziatico, dettandole in forma telepatica i messaggi che la Petrovna mise poi nei suoi libri (‘Iside rivelata’, ‘La dottrina segreta’, ecc.), fitti di citazioni di antichi testi sacri, alcuni dei quali scomparsi da lungo tempo, che lei contribui’ a ritrovare indicando i vari luoghi dove erano nascosti e riconsegnandoli all’India.
Secondo la credenza dei Teosofi e anche secondo il Buddhismo e l’Induismo, i Maestri sarebbero esseri superiori che hanno conseguito una totale liberazione a livello di vita umana e dunque si sono liberati dalla Ruota delle Vite, essi tuttavia hanno scelto di incarnarsi di nuovo per aiutare gli uomini a liberarsi dall’illusione della vita terrena e cercano dei collaboratori consapevoli o meno per questo compito.
La Blavatski diceva di essere in contatto diretto con due di questi Maestri Viventi, al di sopra dei quali c’erano esseri spirituali ancora piu’ elevati, fino ad arrivare a Buddha, secondo una Gerarchia spirituale che Krishnamurti supero’.
La Societa’ Teosofica riprese alcuni concetti indiani che la Blavatski diffuse in Occidente, come il Kahrma, ovvero la reincarnazione e l’evoluzione attraverso molte vite, l’Aura o energia sottile che circonda il corpo materiale, i viaggi astrali, la fratellanza universale e il rispetto di tutte le religioni perche’ in esse si esprime uno stesso Dio.
Presidente della societa’ fu il colonnello Alcott, mentre la Blavatski si considerava un corrispondente esterno.
La Teosofia ebbe subito un grandissimo successo negli ambienti intellettuali e si diffuse in Europa e America, in India e in altre parti del mondo con decine di migliaia di seguaci, in genere l’elite intellettuale e aristocratica dei vari paesi, formando una nuova corrente di pensiero che non e’ ancora terminata e che per un certo tempo si e’ manifestata a livelli divulgativi popolari attraverso la New Age californiana, movimento di cui oggi si parla sempre meno.
Considerando che l’Ottocento e’ il secolo del positivismo e che il Novecento ha portato avanti le sue posizioni materialiste nella scienza e nella cultura, la Teosofia significo’ un interessante risveglio spirituale nel mondo occidentale a fianco di Chiese sempre piu‘ aliene alla spiritualita‘.
Certamente la bruttissima e bislacca Blavatski fu una potente sensitiva, presento’ fin da piccolissima una spiccata fenomenologia paranormale e disse di aver sempre avuto una guida spirituale, un anziano protettore che poi incontro’ realmente, da adulta, in Inghilterra e che faceva parte di una delegazione nepalese. Le guide della Blavatski del resto non furono mai spiriti disincarnati o defunti ma persone reali viventi. Lei diceva che in tutto il mondo e’ sparsa una rete di Grandi Maestri, o Maestri Nascosti, uomini santi che lavorano per l’evoluzione dell’umanita’ e che possono individuare eventuali allievi e aiutarli inviando loro illuminazioni e intuizioni come veri e propri dettati spirituali.
La Blavatski scriveva i suoi libri in modo automatico, come se leggesse e copiasse antichi manoscritti invisibili che le venivano mostrati di volta in volta. E’ ben curioso che molte delle sue citazioni fossero sconosciute agli stessi induisti e appartenessero a testi sacri, di cui molti furono ritrovati in seguito proprio su indicazione mentale degli stessi Maestri. L’India fu grata per i testi sacri ritrovati e lo stesso presidente indiano ringrazio’ la Blavatski pubblicamente.
In India e in Tibet la credenza che importanti testi sacri possano essere ritrovati al momento opportuno e’ molto diffusa. Ancor oggi, nell’Himalaya, si crede che un guru di nome Padmasambhava, abbia nascosto delle dottrine segrete (gter-ma, Terma=tesori) sotto terra, in caverne, rocce o dentro i pilastri dei templi, per difenderle da razzie o distruzioni. Queste dottrine verranno via via ritrovate quando i tempi saranno maturi per la loro comprensione. Ci sono percio’ i gter-ston (scopritori di tesori) che riescono a trovarle grazie a sogni o visioni di grande esattezza. I testi scoperti sono scritti in tibetano o in una lingua sacra e misteriosa, la lingua delle Daikini (angeli femminili). Si dice che il libro tibetano dei morti sia stato uno di questi Terma, scoperto dall’asceta Carmalinga a soli 15 anni sulla riva di un fiume.
La Blavatski aveva sempre avuto poteri paranormali, usava tranquillamente i raps per avere risposte a domande e ricevette cosi’ anche ricette mediche latine. Frequenti erano vicino a lei anche gli apporti, i suoni o i cambiamenti di peso in persone o oggetti. A volte le domande erano scritte su un foglio chiuso in una busta e messo in un luogo in vista e dopo un’ora la busta veniva riaperta e vi si trovava un foglio verde con la risposta. La vita di questa donna e’ un vero romanzo, con contatti con le personalita’ piu rappresentative del suo tempo, a titolo di curiosita’ citiamo anche la sua amicizia con Garibaldi che segui’ a Mentana dove fu ferita.
Quando il suo maestro interiore le ordino’ di andare a New York, la Blavatski vi trovo’ il suo collaboratore, il colonnello Alcott, un giornalista e ingegnere agronomo, interessato alla medianita’, che organizzo’ una associazione di intellettuali per studiare antiche religioni, occultismo, Kabbalah ecc.. Nacque cosi’ la Societa’ Teosofica per lo studio comparato delle religioni alla luce della fratellanza umana e per la ricerca dei poteri nascosti dell’uomo. Essa doveva preparare un’Umanita’ futura, alla luce della Fratellanza Universale. Il cuore della Societa’ era l’esoterismo e la teoria della Grande Gerarchia Bianca. L’esoterismo e’ una dottrina segreta relativa ai piani superiori della coscienza e ai corpi spirituali, una conoscenza interiore elevata che l’iniziato possiede per rivelazione e l’adepto per insegnamento.
I libri della Blavatski destarono molta sensazione in America e in Europa e comincio’ tutto quel movimento di interesse sull’aura, i viaggi astrali, gli stati modificati di coscienza ecc…. che ancor oggi circola in Occidente.
Nel 1878 la Blavatski e Alcott tornarono in India dove ebbero molti seguaci.
La Teosofia si proponeva come un sistema di conoscenza superiore. Il neofita non solo imparava un sistema esoterico secondo vari livelli, ma doveva superare il proprio egoismo e lavorare incessantemente per gli altri. Credeva a una catena di vite, guidate dalla legge del kahrma, per cui ogni pensiero e azione producevano conseguenze che si proiettavano sulle vite future. L’anima doveva purificarsi dalle conseguenze del kahrma fino alla totale liberazione, che l’avrebbe tolta dal ciclo delle rinascite. I Maestri che avevano scelto di tornare in Terra per aiutare gli altri erano i bodhisattva, i santi incarnati. Ogni santo incarnato era un Buddha, cioe’ un risvegliato, ognuno aveva una particolare funzione; ma primo fra tutti sarebbe stato il nuovo Messia, superiore a tutti, il Buddha Maitreya o Buddha della compassione, ‘Colui che ama’, l’energia di amore che si era incarnato 2000 anni fa nel Cristo e che sarebbe riapparsa in nuove spoglie in Occidente. I Teosofi aspettavano la sua venuta.
Nel Buddhismo Hinayana e Mahayana troviamo la teoria dei 5 Buddha terrestri; il Buddha Maytreya e’ l’ultimo, ancora da venire. Il suo culto e’ diffuso soprattutto nel Buddhismo tibetano. E’ il futuro Maestro del Mondo. Maitri vuol dire bonta’, benevolenza, amore.

La Societa’ Teosofica oggi e’ ignota ai piu’ ma fu un grande fenomeno culturale del Novecento, con un prestigio enorme, come enormi furono i lasciti e le donazioni che ricevette. Essa credeva nell’unita’ di tutte le religioni e pensava che lo spirito di Dio potesse incarnarsi nelle varie parti del mondo in personaggi eccezionali per aiutare l’evoluzione umana.
Di questa societa’ fecero parte molte grandi personalita’ europee e indiane; gia’ vedemmo il ventenne Gandhi nel suo soggiorno a Londra per studiare legge, e fu proprio la Societa’ teosofica che gli fecero conoscere la Bhagavad Gita, testo sacro in cui Gandhi trovo’ il concetto di ‘azione disinteressata’, che guido’ la sua vita. A
Tra gli adepti citiamo Maria Montessori, fondatrice di una nuova pedagogia, Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, Edouard Schure’, autore del libro ‘I grandi iniziati’, Kandinskij che creera’ l’arte astratta, e anche Krishnamurti, che fu uno dei piu’ grandi iniziati del nostro tempo.
Steiner era un veggente austriaco in contatto col mondo soprasensibile (defunti, spiriti ecc.). Incontro’ il suo Maestro vivente nelle vesti di un semplice contadino che raccoglieva erbe medicinali, guidato dal loro potere terapeutico, e lo chiamo’ ‘Colui che desta’. Disse che quel maestro lo aveva aiutato “a prendere coscienza di cio’ che in realta’ lui era”. Steiner faceva da precettore a un ragazzo idrocefalo e lo riabilito’ cosi’ bene da farlo divenire medico. Collaboro’ con i teosofi per 11 anni, ma quando nella societa’ fu introdotto il giovanissimo Krishnamurti, se ne ando’ disgustato con Schure’, perche‘ Krishnamurti era troppo anche per loro.
Negli ultimi due anni, prima di morire, la Blavatski aveva avuto una collaboratrice molto valida, Annie Besant, una donna molto attiva che aveva gia’ lavorato nel campo sociale. Dopo la morte della Blavatski, la societa’ fu diretta dal colonnello Alcott e dalla Besant. Negli ultimi anni della sua vita la Blavatski aveva detto spesso che lo scopo autentico della Societa’ era di preparare la venuta di un grande Maestro, il Signore Maitreya.
L’atteso Messia fu scoperto nella persona di un timidissimo ragazzino indiano di 14 anni, Krishnamurti.

Krishnamurti era figlio di un brahmino e di una madre eccezionalmente santa.
Era nato nel 1895 a Madanapalle, un piccolo villaggio nel sud dell’India, ottavo figlio, gia’ segnato da qualcosa di misterioso. Era bellissimo e minuto con straordinari occhi magnetici e una grande serenita’. Era stato chiamato Krishna in onore del dio che e’ la suprema coscienza universale (Krishna=Blu, energia del cielo), ottava incarnazione di Vishnu (suprema divinita’ induista, dio della luce).
La sua famiglia era benestante e felice. La madre aveva presentito che il suo ottavo figlio sarebbe stato un maestro spirituale e lo aveva fatto nascere nella stanza delle preghiere (normalmente esclusa alle donne mestruate o gravide, considerate impure). L’astrologo predisse che il bambino sarebbe diventato uno dei Grandi dell’India. Ma nulla lo dimostrava, crebbe lento e introverso, silenzioso e sognante, il suo cervello era vuoto e aveva difficolta’ negli studi, per cui a scuola venne punito ogni giorno e fu bocciato piu’ volte. Aveva un grande attaccamento al fratello Nitya, minore di tre anni, ma molto piu’ intelligente e vivace, e giocava sempre con lui. Frequento’ poco la scuola anche a causa delle febbri malariche e fin da piccolo fu un sensitivo come la madre e, come lei, vedeva il fantasma della sorella maggiore, morta a 20 anni.
Quando Krishnamurti aveva dieci anni, la madre mori’ e il padre fu pensionato prima del tempo a meta’ paga. Ritrovandosi in miseria, con 4 figli maschi, scrisse alla Besant (era un teosofo), chiedendole un lavoro e lei lo assunse come segretario e gli dette una casupola fatiscente e priva di tutto, a 10 km da una scuola. I ragazzi erano sporchi, pieni di pidocchi e malati, per di piu’ uno era ritardato fisicamente e mentalmente. Krishnamurti aveva 14 anni, era un esserino spaurito e minuto con grandi occhi sognanti.
In quel tempo era arrivato in India uno dei membri piu’ pittoreschi della Teosofia, Charles Leadbeater, un sensitivo ex-vescovo che era andato in India per occuparsi dell’educazione dei ragazzi poveri e si era convertito al Buddhismo; dotato di poteri eccezionali, era in grado di vedere il corpo aurico che circonda le persone e di distinguere gli esseri spiritualmente superiori. Un giorno vide il quattordicenne Krishnamurti, mentre giocava in riva al mare, e fu abbagliato dalla sua aura, splendida e pura, assolutamente priva di imperfezioni.
L’aura e’ l’alone di energia sottile che circonda ogni individuo secondo piu’ strati e in cui un sensitivo riesce a scorgere le imperfezioni sia materiali che spirituali. Il suo grado di luminosita’ e i colori che in essa si irradiano sono corrispondenti al grado di autoconsapevolezza.
Il ragazzo, anche se magro e timido, era bellissimo e il suo sguardo aveva una intensita’ superiore.
Mister Leadbeater ne resto’ affascinato, gli parlo’, lo incontro’ piu’ volte e si convinse di avere di fronte un essere straordinario, una incarnazione diretta del divino, vide anche le sue 32 incarnazioni precedenti, tutte prestigiose. Poiche’ i Teosofi aspettavano da tempo l’incarnazione del Buddha Maytreia, il nuovo Cristo o Maestro del Mondo, Leadbeater disse che era lui il ‘tanto atteso’. Chi conosceva il ragazzo resto’ molto stupito da questa presunta santita’, perche’ sembrava tardo e lento, quasi stupido. Leadbeater chiamo’ il ragazzo ‘Alcione’, come la Stella piu’ splendente delle Pleiadi (di questa interessante costellazione si parla piu‘ volte nell‘esoterismo come fonte di una razza superiore che arrivo‘ sulla Terra, e ne parlano molti miti di societa‘ tribali africane).
Leadbeater prese a occuparsi degli studi dei due fratelli con altri 4 istitutori, cosi’ bene che i loro progressi si fecero velocissimi. I due ragazzi impararono bene l’inglese e, quando la Besant arrivo’, nacque tra lei e Krishnamurti una simpatia enorme come tra madre e figlio. La Besant fu colpita dalla straordinaria luce che emanava dal ragazzo e comincio’ a chiamarlo Maitreya. Molti, in seguito, avrebbero raccontato che a volte dal giovane emanava una energia inspiegabile, come un’onda di forza e, grazie a questa energia straordinaria, ogni suo silenzio e ogni sua parola prendevano un valore eccezionale, che scompariva nelle sue parole scritte.
Il ragazzo fu indirizzato a un ciclo di conferenze, che realizzo’ con grande naturalezza (non preparo’ mai le sue conferenze, non prese appunti, non scrisse mai nulla, ogni volta non sapeva su cosa avrebbe parlato, si sedeva sulle mani in modo umile e poi le parole prendevano a fluire; le cose migliori le disse rispondendo a domande, amava molto il contraddittorio, parlava in modo calmo, pacato, tranquillo, con effetto ipnotico. Io ho alcune cassette con le sue conferenze registrata ma non sono mai riuscita ad ascoltarle perche‘ ogni volta mi sono addormentata profondamente; il pubblico restava come attonito) . Kishnamurti prosegui’ queste conferenze per tutta la vita, spostandosi continuamente in tutto il mondo, per 75 anni. Il suo auditorio fu vastissimo, anche 16.000 persone insieme e anche persone che non sapevano l’inglese e restavano comunque soggiogate dal suo carisma.
Krishnamurti non studio’ molto, aveva letto pochissimo, non aveva grande memoria, era timido e amava stare solo con suo fratello, non aveva pretese intellettuali, malgrado questo non ebbe mai timore di parlare in pubblico e gli vennero sottoposti i piu’ astrusi problemi filosofici da parte dei piu’ grandi filosofi e scienziati del mondo. Vennero ad ascoltarlo e ad esaminarlo premi Nobel, psicologi, filosofi, letterati, politici, capi di stato… Bernard Shaw, Pablo Casals, Nehru, Stokowski, Indira Gandhi, Sheldrake, Bohm…
Nel 1911 la Besant aveva portato i due fratelli in Europa e aveva presentato Krishnamurti ai membri della Societa’ Teosofica riuniti in assemblea come ‘la nuova luce universale’, il Maitreya, l’energia di amore di cui era stata annunciata la venuta, l’essere pieno di compassione che viene per aiutare il mondo. Ma, quando nelle conferenze, il timodo giovane venne fu presentato come ‘la reincarnazione di Cristo’ o ‘Cristo redivivo’, alcuni membri si scandalizzarono e se ne andarono dalla societa‘, e tra questi ci furono appunto Schure’ e Steiner.
I due fratelli indiani cominciarono cosi’ una vita di studi e viaggi. Nithya, sempre brillante e veloce, si laureo’ in legge; Krishnamurti, lento nell’apprendere, non riusci’ a prendere nessun titolo. I due fratelli furono presentati agli ambienti piu’ esclusivi.
Leadbeater dava a Krishnamurti un doppio insegnamento, ogni notte conduceva il suo corpo astrale dal Maestro Kuthumi e ogni mattina il ragazzo scriveva cio’ che ricordava di questi incontri. Infine egli sogno’ di incontrare proprio il Signore Maitreya della Grande Gerarchia Bianca, lo vide come un ragazzo splendente e pieno di amore, e fu una esperienza estatica.
Krishnamurti fu messo a capo dell’Ordine Internazionale della Stella d’Oriente, che aveva 30.000 aderenti e aveva il compito di preparare l’umanita’ all’avvento del Maestro del Mondo, cioe’ lui stesso. Egli si presto’ docilmente a tutto. Non sceglieva, non decideva, gli altri facevano per lui. Accanto a lui avvenivano fenomeni inspiegabili, una volta (aveva 16 anni), mentre distribuiva le tessere a 400 soci in una hall d’albergo, comincio’ a irradiare da lui una tale energia che tutti ne restarono sconvolti come da qualcosa di enorme, le persone cadevano in ginocchio o scoppiavano a piangere.
La sua fama cresceva e non era sempre una cosa buona, per lo scetticismo che generavano le storie su di lui, per es. le scuole inglesi rifiutarono di accogliere un Cristo redivivo.
Krishamurti era passivo, quieto, con momenti di crisi in cui si chiedeva: “Perche’ hanno scelto proprio me?”.
A partire dai 27 anni comincio’ ad avere frequenti crisi estatiche accompagnate da forti dolori alla testa e alla spina dorsale, il dolore era insostenibile e privo di causa fisiologica; queste manifestazioni di grande sofferenza lo accompagnarono per tutto il resto della vita, lui le chiamo’ ‘IL PROCESSO’. A volte il processo era particolarmente intenso. Come arrivava, era colto da violente crisi, tremiti, brividi e perdite di coscienza, si lamentava e piangeva, usciva dal corpo e vedeva direttamente i Maestri.
La prima crisi duro’ 18 mesi ma poi gli attacchi si fecero sistematici, ogni notte e spesso anche durante il giorno. Secondo la credenza induista, la Kundalini (la forza spirituale cosmica) saliva prepotentemente dentro di lui illuminando i suoi chakra, nel processo che segna l’inizio della vera evoluzione dell’uomo. “Ieri pomeriggio il processo e’ stato particolarmente intenso. L’intensita’ e’ aumentata e si e’ fatta quasi insopportabile, cosi’ che sono stato costretto a sdraiarmi. La stanza si e’ riempita di quella benedizione… era il cuore della creazione, era una severita’ purificatrice che rendeva il cervello puro da qualsiasi pensiero e sentimento”.

In tutti i sistemi sciamanici si dice che l’eletto viene preso dagli spiriti o dagli dei, i quali gli sostituiscono gli organi interni con sua grandissima sofferenza con organi modificati; il suo corpo viene squartato e fatto a pezzi e via via e’ ricostituito in modo diverso affinche’ sia possibile la comunicazione tra lui e il divino.
Moltissimi sono in tutte le credenze i miti che raccontano di un dio fatto a pezzi, ucciso e torturato, che passa attraverso il dolore e risorge con un corpo splendente; anche la passione, morte e resurrezione di Cristo rientrano in queste mitologie.
Nello sciamanesimo di tutto il mondo questi fenomeni vengono narrati come resoconti di sogni o di trance ma hanno una durata limitata. Nella vita di molti mistici ritroviamo lo stesso concetto; padre Pio per es. o altri stigmatizzati subirono variazioni nel corpo, visibili o invisibili, accompagnate da dolori atrocissimi, ma non esiste al mondo un caso come quello di Krishnamurti in cui il processo di trasfigurazione fu totale e duro’ incessantemente per 70 anni, senza alcuna spiegazione possibile, con dolori atrocissimi, perdita di coscienza e produzione di energia spirituale a livelli inauditi.
Il povero Krishnamurti, gracile, timido e un po’ ottuso, fu squassato, fatto a pezzi e modificato; una energia gigantesca si abbatte’ su di lui ogni giorno, prendendone possesso, attraverso una sofferenza fisica, insostenibile e continua.
Nel 1925, mentre Krishnamurti e’ in India, l’amatissimo fratello Nidya muore di tubercolosi, il dolore e’ terribile. L’evento segna dolorosamente Krishnamurti., accelerando il suo processo di maturazione spirituale e portandolo oltre il mondo delle apparenze. Per dieci giorni Krishnamurti piange in modo inconsolabile il fratello perduto, poi avviene in lui una trasformazione, posto di fronte al dolore della morte, egli scopre una diversa dimensione interiore, uno stato di serenita’ cosi’ forte che nessun dolore lo puo’ annullare. “Mai come ora sono certo che nella vita esiste una reale bellezza, una reale felicita’ che non puo’ essere toccata da alcun evento passeggero, una sorgente straordinaria di pace e di amore che nessuna perdita potra’ mai toccare, una sorgente che non potra’ mai esaurirsi”.
In questa nuova dimensione interiore Krishnamurti scopre che non puo’ esservi separazione dal fratello ma soprattutto comprende che la sua dolorosa esperienza non puo’ essere trasmessa ad altri, pur con i mezzi di una religione o associazione o setta.
La Societa’ Teosofica diventa per lui una sorta di prigione. Ha vissuto una esperienza che lo ha profondamente modificato, ma la sua lezione non e’ trasmissibile ne’ insegnabile, ed egli comprende di colpo che nessuno puo’ essere maestro a nessuno. Questa assoluta verita’ cambia di colpo la sua vita.

Il 3 agosto 1929 (ha 34 anni), in Olanda, alla riunione annuale della Societa’ Teosofica, alla presenza di piu’ di 3000 persone, Krishnamurti annuncia che vuole rinunciare al ruolo di guida spirituale che la Societa’ gli ha assegnato. Egli non puo’ essere maestro, nessuno puo’ essere maestro a nessuno, perche’ solo l’uomo che si muove in se stesso da se stesso puo’ raggiungere la perfetta felicita’ e la perfetta Verita’.
Sostengo che la Verita’ sia una terra irraggiungibile, che non puo’ essere avvicinata da nessun sentiero. Nessuna setta o organizzazione potra’ mai raggiungere la verita’. La verita’ non puo’ essere organizzata e per questo non dovrebbe esistere nessuna organizzazione che tenti di indicare un sentiero di Verita’. Dovrete trovare un’altra organizzazione e dovrete trovare una persona che si ponga alla sua guida, ma io non sono piu’ disposto a farlo. La mia unica preoccupazione e’ di rendere l’uomo assolutamente e incondizionatamente libero”. Tutti restano allibiti. E’ uno sconcerto generale.
Krishnamurti dice chiaramente che la via per raggiungere la Verita’ e’ una via solitaria, negando la via del maestro. Ora, in tutto l’Oriente e specialmente in India, il Maestro e’ essenziale perche’ e’ il fautore e il garante del processo di liberazione dell’allievo. Non esiste percorso spirituale senza la guida di un Maestro. Ma egli rifiuta proprio questo, nega la possibilita’ stessa dei Maestri.
Il Buddha e’ un maestro, molto importante per i suoi discepoli come lo e’ il Cristo. Ma l’ultimo messaggio che il Buddha storico lascio’ ai suoi discepoli fu “Siate fiaccola a voi stessi!” . E nel Buddhismo si dice: “Se incontri il Buddha, uccidilo”, per indicare che il maestro e’ importante ma l’uomo deve oltrepassarlo, perche’ il cammino di liberazione deve, a un certo punto, diventare un cammino di autonomia.
Ripeto che io non ho discepoli. Ognuno di voi e’ un discepolo della Verita’ se comprende la Verita’ e non segue persone. Mi rifiuto di essere la vostra stampella. Non ho intenzione di lasciarmi ingabbiare per essere adorato da voi”. “Voi siete come persone al buio che aspettano che gli si accenda la luce invece di cercare a tentoni l’interruttore e accendersele da sole”. “Temo che tutti obiettino al pensare da soli, perche’ e’ tanto piu’ facile adagiarsi nel pensiero degli altri… ma non potrete aiutare gli altri fin quando voi stessi non abbiate superato il bisogno di aiuto”. “Ognuno di voi e’ un discepolo della Verita’; se comprende la Verita’ non segue le persone. La Verita’ non da’ la speranza, da’ la comprensione. E non c’e’ comprensione nel culto della personalita’. I vari rituali sono superflui per la crescita spirituale. La Verita’ e’ dentro di voi. Non e’ tanto semplice fare della Vita stessa la propria meta, anziche’ avere mediatori e guru, che devono inevitabilmente svilire la Verita’ e tradirla. Quando prendete l’aria pura della montagna e la chiudete in una stanza, la purezza dell’aria scompare. C’e’ solo il dio che si manifesta in voi ma non lo chiamero’ Dio, preferisco chiamarlo Vita. Se guardate me, non e’ la Verita’ che vi interessa, ma il recipiente che la contiene. Io sostengo che la Verita’ e’ una terra senza stranieri e che non potete accedere ad essa attraverso nessun sentiero, nessuna religione, nessuna setta.. La fede organizzata e’ un grande impedimento poiche’ divide gli uomini e li mette gli uni contro gli altri”. ”Non e’ possibile organizzare una fede. La fede e’ una cosa strettamente individuale, e non potete e non dovete organizzarla. Se lo fate, essa muore, si cristallizza, diventa un credo, una setta, una religione da imporre agli altri.”
Io non voglio appartenere a nessuna organizzazione, l’ordine della Stella deve essere sciolto. Io non voglio seguaci; nel momento in cui uno comincia a seguire me cessa di seguire la Verita’. Uno solo e’ il mio interesse: voglio liberare l’uomo da tutte le gabbie e da tutte le paure, e non fondare religioni e nuove sette o introdurre nuove teorie o filosofie….Per 18 anni vi siete preparati a questo evento, alla Venuta del Maestro nel mondo.. Per 18 anni avete organizzato, avete cercato qualcuno che desse nuova beatitudine ai vostri cuori…ma in che cosa siete piu’ liberi e piu’ grandi? Dipendete da altri… siete abituati a sentirvi dire quanto avete progredito… Come siete infantili! Potete creare altre organizzazioni, non per me…la mia unica preoccupazione e’ rendere gli uomini assolutamente, incondizionatamente liberi.”

Allontanandosi sempre piu’ da ogni sovrastruttura concettuale, religiosa o culturale, Krishnamurti si distacca definitivamente dalla Societa’ Teosofica e scioglie l’Ordine della Stella d’Oriente, rinunciando anche a tutte le donazioni, immobili, terre, denaro che i membri avevano fatto a suo nome. Gli adepti restano totalmente sconvolti.

Dovete liberarvi non a causa di me ma malgrado me.. in tutta questa vita e in particolare negli ultimi mesi io ho lottato per essere libero… libero dai miei amici, dai miei libri, dai miei rapporti di lavoro. Voi dovete lottare per la stessa liberta’. Deve esserci una rivoluzione continua dentro di voi. Tenete costantemente uno specchio davanti a voi e, se vi scorgete qualcosa che e’ indegno dell’ideale che di voi vi siete creati, cambiatelo… Non dovete elevarmi ad autorita’. Se vi divento necessario, cosa farete quando me ne saro’ andato? Alcuni di voi pensano che io possa darvi un’acqua miracolosa, che vi renda liberi, che io possa darvi una formula in grado di liberarvi. Non e’ cosi’. Io posso essere la porta, ma siete voi che dovete passarci attraverso e trovare la liberta’ che sta dall’altra parte…La Verita’ viene di soppiatto, quando meno ve l’aspettate. Vorrei poter inventare una nuova lingua, ma poiche’ non posso mi piacerebbe distruggere il vostro vecchi vocabolario e il vostro vecchio modo di pensare. Nessuno puo’ darvi la liberazione, dovete trovarla dentro… E’ in potere di ciascuno entrare nel fuoco e divenire il fuoco.”
Chi parla non ha nulla da insegnarvi. Ha solo la funzione di uno specchio, perche’ possiate vedervi. Nel momenti in cui riuscirete a vedervi chiaramente, potrete gettare via lo specchio”.

E’ lo sconcerto generale. Molti adepti, che erano ben contenti dei livelli, delle cerimonie di passaggio, del percorso programmato che la societa’ predisponeva, si sentono traditi, abbandonati. Krishnamurti resta solo, rinuncia al ruolo di Messia, ma continua a fare conferenze in tutto il mondo, per diffondere il proprio pensiero senza piu’ legami con chiese o sette, viaggiando e parlando continuamente, fino alla sua morte, avvenuta in California a 91 anni, diffondendo un messaggio di liberta’ e di amore per la vita.
Egli fondo’ varie scuole in India, Inghilterra e America in cui si dava ai bambini una preparazione eccezionale curando il loro sviluppo armonioso e completo e il loro amore alla liberta’, dovevano dare inizio a una nuova generazione di uomini liberi dall’egocentrismo.

Krishnamurti diceva che occorreva produrre un nuovo tipo di uomo, “una trasformazione fondamentale e rivoluzionaria della mente” ma questa doveva essere istantanea, non poteva essere fatta domani, non si poteva rimandare piu’ niente “Il futuro e’ adesso”.
Non si incontrava piu’ con la gente per insegnare ma per capire insieme, per esplorare insieme il significato della vita e del mondo.
Quando si vede qualcosa di bello e di vero, si vuole parlarne alla gente per affetto, per compassione, per amore. E se ci sono persone non interessate non e’ un problema. Si puo’ chiedere a un fiore perche’ cresce, perche’ profuma? E’ per lo stesso motivo che io parlo”.

Cio’ che colpisce anche in questa storia e’ la statura delle persone che Krishnamurti ha incontrato e che sono state influenzate da lui: Henry Miller, il fisico David Bohme, il filosofo Renee Weber, il biologo Rupert Sheldrake, il premio Nobel per la medicina Maurice Wilkins, il grande architetto Fuller, Huxley ecc.

Krishnamurti parla di consapevolezza senza scelta per agire nella liberta’.
Liberta’ e’ vedere cio’ che realmente e’ senza reagire con piacere o con dolore. Liberta’ e’ vedere. Vedere e’ liberta’. Voi potete vedere solo nella liberta’”.
Il processo di liberazione e’ in primo luogo un processo di liberazione dai condizionamenti, non si tratta di raggiungere stati straordinari di coscienza che pure esistono, quanto di eliminare i diaframmi che si frappongono tra noi e la Verita’. I diaframmi consistono in una serie di condizionamenti, di aspettative e paure che sono da eliminare. Krishnamurti invita a vivere il presente senza proiettare nulla su di esso. Occorre liberare l’uomo da tutte le gabbie, cominciando dalla gabbia delle parole, per rendere finalmente possibile lo sviluppo di un nuovo tipo di coscienza.

Dopo una lunga permanenza in America, durante la seconda guerra mondiale, Krishnamurti torno’ in India, a Bombay, e trovo’ un paese molto diverso da quello che aveva lasciato. La lotta di Gandhi aveva portato alla dichiarazione di indipendenza, l’India si era staccata dal governo inglese, molti giovani, intellettuali, politici, artisti… si sentivano chiamati culturalmente e politicamente a ricostruire la nuova repubblica.
Krishnamurti ci insegna quanto sia immenso cio’ che possiamo trovare in noi stessi.
Una volta ebbi una voce diretta che mi parlava da fuori e mi accompagno’ per qualche mese, alcune delle frasi che mi disse prepararono il mio lavoro futuro indicandomi direzioni a cui nemmeno pensavo. Poi la voce, con mio rammarico, se ne ando’ e non e’ piu’ tornata. Io non sono una mistica, ho avuto nella mia vita varie esperienze parapsicologiche, ma credo che questa varieta’ sia finalizzata all’insegnamento, affinche’ potessi capire e spiegare. Quando ho cominciato questo lavoro per voi la voce mentale ha detto: “Il soggetto deve essere tutt’uno con l’oggetto”. Adesso Krishnamurti comincia a farmi capire qualcosa.

Krishnamurti fu un grande oratore, un grande psicologo dell’anima, un grande educatore. Il suo concetto fondamentale e’ che la soluzione di ogni problema, il significato di ogni evento, il senso di tutto cio’ che ci accade, anche il dolore, tutto insomma sorge solo attraverso una consapevolezza totale. “Questa consapevolezza si realizza quando siamo ‘passivamente’ consapevoli dell’intero processo della nostra coscienza, cioe’ consapevoli di noi stessi senza alternative, senza scegliere cio’ che e’ giusto e cio’ che e’ sbagliato. Questa passivita’ non e’ sonno, non e’ indolenza. Ma al contrario e’ estrema vigilanza. Quando siete passivamente consapevoli, il problema appare in una luce diversa. Non c’e’ piu’ alcuna identificazione col problema e di conseguenza non c’e’ piu’ giudizio, per cui il problema comincia a rivelare il proprio contenuto”. E’ un discorso un po’ duro da capire. Per noi Occidentali non ha nemmeno senso parlare di consapevolezza ‘passiva’, cio’ e’ paradossale.
Krishnamurti ci invita costantemente a osservare la nostra mente in modo non selettivo, cosi’ da aderire maggiormente al momento presente, senza fuggire nel passato o nel futuro, occorre liberarsi dal capestro del tempo. “Tutta la vita deve essere nel presente, non nell’ombra di ieri o nella luce della speranza del domani. Per vivere nel presente si deve essere liberi dal passato e al domani. Nulla si prova nel domani perche’ il domani e’ il presente e il passato e’ un ricordo.”
C’e’ una bellissima pagina di Pascal, nei ‘Pensieri’, in cui Pascal dice che noi non viviamo mai nel presente e conclude dicendo che dunque noi non viviamo ma ‘speriamo’ di vivere. Krishnamurti ci invita ‘a vivere’ e non ‘a sperare di vivere’. Egli non nega valore alla capacita’ di ricordare ne’ a quella di progettare, ma ci propone un’altra funzione della mente, la passiva consapevolezza. Se la mente vive nel presente, cadono le sue illusioni, credenze o paure, non si accumulano i pregiudizi, scompare anche il timore della morte. La mente puo’ tornare ad essere pura e aperta come la mente del bambino. Per questo e’ importante una educazione che eviti di inculcare paure, che sappia insegnare a osservare il proprio se’ e la propria vita. La scuola deve anche insegnare a valutare il lato costruttivo e positivo dell’insoddisfazione che puo’ diventare scintilla dell’unica rivoluzione possibile, quella interiore. Quando il pensiero si acquieta, quando i condizionamenti cadono, quando l’io perde il suo potere, solo allora possono nascere la conoscenza e l’amore.
Vivere nel presente vuol dire vivere a un livello piu’ alto di consapevolezza e questa si raggiunge attraverso la meditazione.
La meditazione e’ una delle piu’ grandi arti della vita, forse la piu’ grande, e non si puo’ imparare da alcun maestro, in questo e’ la sua bellezza, ma non vi puo’ essere alcuna tecnica e quindi alcuna autorita’, quando tu impari da solo, osservi da solo, guardi la via del tuo cammino, come mangi, cio’ che dici, le chiacchiere, l’odio, la gelosia; se sei consapevole di tutto cio’ senza alcune scelta, questo e’ l’arte della meditazione.”
“La meditazione e’ come entrare in un mondo sconosciuto di bellezza e di pace, un mondo senza immagine, simbolo e parola, un mondo senza onde di memoria. L’amore era la morte di ogni minuto e ogni morte era il rinnovarsi dell’amore. Non era un attaccamento, non aveva radici; fioriva senza una causa ed era una fiamma che bruciava del tutto i confini, le barriere della coscienza erette con tanta cura.. La meditazione era gioia e da essa veniva una benedizione
”.
Krishnamurti nega valore alle forme di meditazione che sono state insegnate dai maestri, pratiche formali che aiutano la mente ad aprirsi a una dimensione transpersonale. Per Krishnamurti l’unica meditazione e’ l’apertura oltre l’io, la dimensione religiosa, il contatto col divino; una meditazione non e’ una pratica ma uno stato d’essere. Noi cerchiamo la Bellezza ma “La Bellezza e’ nei monti, nel fiume, nel vento, e’ sulla terra. La Verita’ e’ li’ dove non guardate mai”.
Per lui la meditazione era normale, era uno stato di vacuita’ della mente che veniva non invitato. “E ogni meditazione ha in se’ una qualita’ di novita’ e di freschezza. C’e’ un senso di energia che affluisce.. talvolta e’ cosi’ intensa che fa dolere la testa, talvolta c’e’ un senso di vasto vuoto che vibra all’infinito. A volte lui (parla in terza persona di se stesso) si sveglia ridendo, infinitamente felice”.
Non c’e’ nulla oltre questo…Questo e’ la realta’ ultima, il principio, la fine, l’assoluto. C’e’ solo un senso di incredibile vastita’ e di immensa bellezza”.
L’uomo cerca una dimensione che sia al di la’ della nascita e della morte, senza limiti, ma per Krishnamurti tale dimensione dell’anima non e’ un luogo da raggiungere, non e’ una cosa da ‘fare’, perche’ tutto cio’ che si puo’ ‘fare’ ha un inizio e una fine, essa per essere se stessa deve essere assolutamente incondizionata. Immaginiamo questa dimensione sia il sole, quando le nubi coprono il sole noi diciamo che e’ andato via ma il sole e’ sempre li’, esso e’ sempre qui davanti a noi anche quando non possiamo percepirlo, perche’ noi non possiamo fare nulla per far andare via o far tornare il sole, esso e’ sempre li’, i nostri condizionamenti mentali sono le nubi che ci impediscono di goderne la vista; per eliminare le nubi puo’ essere utile la meditazione. “Se apri la finestra puo’ darsi che entri il vento, e’ al di fuori della vostra intenzione che il vento possa entrare o no, ma se non aprite la finestra, anche se c’e’, non puo’ entrare”.
La cosa piu’ importante e’ l’amore. Il vero amore non conosce ne’ ansia ne’ paure ed e’ l’unico mezzo di cui disponiamo per cambiare noi stessi e di conseguenza il mondo intero. “Quando avrete imparato ad amare anche una sola persona, saprete come amare l’umanita’ intera. Quando si ama non esiste l’uno ne’ i molti, esiste solo l’amore
.”

Krishnamurti non aveva mai scritto volentieri e non preparava le sue conferenze, ma quando a 75 anni si mise a scrivere il diario dei suoi stati profondi di coscienza, ando’ avanti a scrivere per sette mesi senza nemmeno una correzione. Nel 62, improvvisamente come era iniziato, il suo diario si interruppe. Il diario mostra quanto poca importanza desse agli eventi esteriori, non ci sono memorie, fatti, la vita gli passa accanto senza lasciare traccia.
Parla di se’ in terza persona, dice: “Solo da poco aveva scoperto che non c’era pensiero nelle sue lunghe passeggiate. Fin da bambino era stato cosi’: nessun pensiero si introduceva nella mente. Egli osservava e ascoltava attentamente: niente altro”.
Egli aveva sempre avuto questa strana mancanza di distanza tra se’ e gli alberi, i fiumi, le montagne. Non era un fatto voluto, non puoi provocare una cosa del genere. Non c’era mai un muro tra lui e l’altro. Cio’ che gli avevano fatto o detto non sembrava averlo mai ferito; neppure le lusinghe l’avevano mai toccato. In qualche modo lui ne usciva completamente intatto.” ”Non aveva nessuna immagine di se’”.

Quando teneva i suoi discorsi la sua mente era vuota, qualcosa parlava per lui.
L’altro e’ presente qui in questo momento. Lo senti? E’ come un palpitare” .
Questa cosa deve aver detto: Ci deve essere il vuoto, altrimenti io- esso- non puo’ funzionare”.
Che il vuoto sia una mancanza di egoismo, dell’ego- la mia casa- di attaccamento? Ma come si e’ prodotto il vuoto con la sua mancanza di ego? Lui ha visto questo corpo con un io ridotto al minimo e ha scelto di manifestarsi attraverso di esso” –
Per scoprire la verita’ devi avere la mente completamente vuota. Siamo giunti a un punto in cui i nostri cervelli, i nostri strumenti di indagine, non hanno senso”.
Di cio’ che gli accade dice: “E’ accaduto a sera: all’improvviso c’e’ stato un grande senso di bellezza, potere, dolcezza. Riempiva la stanza.”
Chiamava questa cosa: “l’immensita’, il sacro, la benedizione, il diverso, l’altro, la vastita’”. L’altro arrivava ogni giorno e la sua forza a volte fu avvertita anche dagli altri.
Mi sono svegliato verso le due e c’e’ una pressione particolare e il dolore e’ piu’ forte, piu’ al centro della testa. Dura piu’ di un’ora e mi sveglio ripetutamente a causa dell’intensita’. Ogni volta c’e’ una grande estatica sensazione di espansione: e l’estasi rimane a lungo dentro”. “E d’improvviso quell’immensita’ inconoscibile fu li’, non solo nella stanza ma anche in profondita’, nei piu’ intimi recessi, che erano una volta la mente…quell’immensita’ non lasciava segno, era li’, chiara, forte, impenetrabile e inavvicinabile, e la sua intensita’ era fuoco che non lasciava cenere. Con essa c’era beatitudine…Il passato e l’ignoto non si incontrano non nessun punto, essi non possono essere collegati da nessun atto di nessun genere; non c’e’ un ponte da traversare ne’ un sentiero che porti la’. Le due cose non si sono mai incontrate e non s’incontreranno mai. Il passato deve cessare, perche’ l’inconoscibile, perche’ quell’immensita’ sia…”
“C’e’ qualcosa. Assolutamente troppo vasto per essere messo in parole. C’e’ una spaventosa riserva, per cosi’ dire, e se la mente umana potra’ entrare in contatto con essa, quella riserva rivelera’ qualcosa che nessuna mitologia, nessuna invenzione, nessun dogma dell’intelletto potranno mai rivelare….Esiste. Esiste, ma non ci si puo’ arrivare, non si puo’ farlo venire. Non e’ una conquista progressiva. C’e’ qualcosa, ma il cervello non puo’ comprenderlo.

Il ‘processo’, come K. lo chiamava, e’ qualcosa di inspiegabile, era come se il suo corpo venisse ‘accordato’ per adeguarsi a un divino occupante. Troviamo indicazioni di un simile processo nell’ascesi mistica e nello sciamanesimo.
Il ragazzo era stato abituato fin dai 14 anni a contattare i Grandi Maestri; secondo la Gerarchia sopra di loro c’erano Maestri ancora piu’ grande, disincarnati, energie pure; oltre il divino in forma di Buddha Maytreya, il Buddha stesso e poi l’energia assoluta. Questa energia allo stato puro non e’ piu’ una cosa comunicabile o una persona o un dio di cui si possa parlare. Krisnamurti. era arrivato a qualcosa che non rientrava piu’ in nessuna ideazione conosciuta. Questa forza era cosi’ diversa dall’umano o dalla mente umana che aveva un solo modo per comunicare con l’uomo: modificarlo.
Qualcuno ha detto che Dio e’ cosi’ superiore all’uomo che se si mostrasse lo annichilirebbe. La forza che si manifesta in Krishnamurti squassa il suo fragile corpo come se tentasse di cambiarne la vibrazione, partendo dalla spina dorsale e dalla testa e proseguendo per le mani e gli occhi. Una comunicazione impossibile, quando colui che si comunica schianta totalmente chi lo riceve.
Il 17 agosto 1922 (ha 27 anni) a Sidney, in Australia, ebbe inizio il processo; l’esperienza si prolungo’ per 3 giorni. K. comincio’ a lamentarsi e a gemere, mentre nella nuca gli cresceva una pallina come una biglia; tremava, aveva i brividi, serrava i denti. Sembrava che il suo corpo fosse attraversato da qualcosa che gli dava atroce dolore. Pur semicosciente, era sensibilissimo a ogni minimo suono o movimento. Il corpo emanava grande calore. Continuava a ripetere: “Non so dove mi trovo”. Alla fine i suoi, non sapendo come calmarlo, lo portarono fuori sotto un albero del pepe, qua sembro’ rigenerarsi e prese a cantare. Tutti erano sbalorditi e lo furono anche piu’ quando una grande stella sembro’ posarsi sull’albero. Alla fine il suo viso si trasfiguro’ come se avesse una visione e disse: ”Lo faro’! Lo faro’!” Qualcuno dei presenti disse di aver sentito una musica e visto esseri angelici. Quando si riprese, disse: “Ho bevuto le chiare e pure acque alla sorgente della vita e la mia salute si e’ placata. Mai piu’ potro’ essere assetato, mai piu’ giacero’ nell’oscurita’, ho visto la Luce gloriosa e salutare. Sono ebbro di Dio”.
C’era un uomo che riparava una strada; quell’uomo ero io; il piccone che teneva in mano ero io; la stessa pietra che lui stava spaccando era parte di me; il tenero filo d’erba era il mio essere, l’albero accanto all’uomo ero io stesso. Potevo anche sentire e pensare come il cantoniere, e potevo sentire il vento che passava tra gli alberi, e la formichina sopra il filo d’erba potevo sentire. Gli uccelli, la polvere e il rumore stesso erano parte di me…Ero in ogni cosa, o piuttosto ogni cosa era in me, animata e inanimata, la montagna, il verme e tutto cio’ che respira. Per l’intera giornata restai in quella felice condizione.”

Dopo un paio di settimane tranquille, gli attacchi ripresero regolarmente tra le 18,30 e le 21 di ogni sera, con un dolore in crescendo alla spina dorsale. Dopo ogni crisi l’Io mentale tornava al corpo fisico e non aveva ricordo del dolore. Le descrizioni di questa tortura fisica nei tre mesi seguenti furono atroci. A volte Krishnamurti urlava che lo bruciavano vivo e tentata di tuffarsi nel torrente, era il tapas=il fuoco sacro, presente in tutti gli stati mistici. Il dolore prendeva via via varie parti del corpo e arrivava in lunghi spasimi. Quando c’era una tregua, Krishnamurti sembrava conversare con piu’ esseri invisibili che presiedevano il processo. Restava il corpo, ma l’io andava via, e, quando tornava, il corpo cessava di soffrire. Sembrava che ogni sera dovesse essere portata a termine una certa dose di lavoro di trasformazione fisica. Una notte gli esseri dissero che i suoi occhi ‘dovevano essere lavati’, le sue urla furono terribili, il suo corpo parlava e diceva che era “come essere tenuti legati in un deserto col viso senza palpebre esposto al sole accecante.” “Mi hanno bruciato in modo che ci sia maggior vuoto. Vogliono vedere quanto di Lui riesca a scendere”. Ma chi era il ‘Lui’ che prendeva il timone? Ormai Krishnamurti aveva superato la gerarchia dei maestri, tutto quello che aveva imparato perse valore. Una notte gli dissero che sarebbe venuto il grande Signore Maytreia e fu la notte peggiore, fu un lavoro terribile e glorioso, l’io di Krishnamurti sembrava accettarlo volentieri anche se il suo corpo urlava di dolore, poi disse: “L’ho visto, madre, e adesso niente importa!”. Poi cominciarono ad aprirgli qualcosa nella testa per cui continuava a gridare “Per piacere, chiudetelo, per piacere chiudetelo!” Per coloro che lo assistevano era uno strazio indicibile, eppure non fu mai chiamato un dottore. Ogni volta che un dottore entro’ nella casa, che lui lo sapesse o no, il processo si interrompeva, cosi’ nessun dottore riusci’ a capire cosa avvenisse. Quando il dolore divenne intollerabile, gli spiriti lo richiusero e poi lo riaprirono e il corpo ricomincio’ a gridare finche’ svenne, questo ando’ avanti per 40 minuti finche’ il corpo comincio’ a chiacchierare con la vocetta di un bambino di 4 anni rievocando fatti infantili.
Medici e psicologi hanno detto di tutto: isteria, schizofrenia, epilessia, crisi di emicrania… Ma qualunque cosa fosse, fu quella cosa che permise i discorsi di Krishnamurti, il suo pensiero e il suo insegnamento.
Parlava di se’ in terza persona, come non fosse il suo io a parlare, ma l’osservatore esterno che guarda sempre la nostra vita. Diceva: “Il personaggio non e’ colto, non ha fatto studi seri.. e’ una persona mite, priva di cultura, non ha elaborato l’insegnamento, per cui da dove viene quello che dice?…rivelazione, succede tutto il tempo, quando parlo. ..Il ragazzo fu trovato, il condizionamento non fece presa, ne’ la Teosofia, ne’ l’adulazione, ne’ il Maestro del Mondo, le proprieta’, le enormi somme di denaro- niente di questo lo tocco’? Perche’? Chi lo ha protetto?”
Ma diceva anche: “L’acqua non potra’ mai scoprire cos’e’ l’acqua.”

Scrive lMary Luthiens, la sua biografa: “C’erano volte in cui l’acqua sembrava gocciar via, ed egli tornava a essere il ragazzo che avevo sempre conosciuto: svagato, mite, facile all’errore, timido, d’animo semplice, pronto a ridere degli scherzi piu’ sciocchi, e insieme unico nella sua completa mancanza di vanita’ e di autoasserzione”.
Durante uno di questi attacchi il corpo di Krishnamurti disse: “Il lavoro che viene fatto in questo momento e’ della massima importanza e straordinariamente delicato. E’ la prima volta che questo esperimento viene realizzato nel mondo”.

Questa e’ una delle cose che disse durante le crisi:
Impara a servirmi, poiche’ solo lungo il Sentiero mi troverai
Dimentica te stesso, poiche’ soltanto cosi’ mi puoi scoprire.
Non andare in cerca dei Grandi quando essi possono esserti vicinissimi.
Tu sei come il cieco che cerca la luce del sole
Sei come l’affamato cui viene offerto il cibo e non lo mangia

La felicita’ che cerchi non e’ in capo al mondo; risiede in ogni semplice pietra
Io sono li’, se solo tu lo vedi. Sono colui che aiuta se mi lasci aiutare
.”

Diceva:
Sono uno con l’Amato, lo sento e lo so. Ho trovato quello a cui anelavo, mi sono unito a Lui al punto che, d’ora in poi, non ci sara’ separazione, perche’ i miei pensieri, i miei desideri, le mie aspirazioni, quelli dell’io individuale, sono stati distrutti. Sono come il fiore che da’ il suo profumo all’aria del mattino. Non si cura di chi stia passando… la Verita’ e’ dentro di voi. Non ha senso chiedere a me chi sia l’Amato. A che serve spiegare? Poiche’ non comprenderete l’Amato finche’ non riuscirete a vederlo in ogni animale, in ogni filo d’erba, in ogni persona che soffre, in ogni essere.”

Sostituite al pensare l’atto del guardare”.

Se l’uomo non cambia radicalmente, se non attua un sostanziale mutamento, in se stesso (non attraverso Dio, le preghiere…tutto questo e’ troppo infantile, troppo immaturo) noi ci distruggeremo. E’ adesso che e’ possibile una rivoluzione psicologica, non tra mille anni. Abbiamo gia’ vissuto millenni e siamo ancora barbari. Cosi’ se non cambiamo adesso, saremo ancora barbari. Cosi’ se non cambiamo adesso, saremo ancora barbari domani e per mille domani a venire…Se io non fermo la guerra oggi, andro’ in guerra domani. In parole povere, il futuro e’ ora”.

Le sue ultime parole furono:
Per 70 anni una immensa energia ha costantemente usato questo corpo. Io non penso che la gente si renda conto di quale tremenda energia e intelligenza siano passate per questo corpo.. e adesso il corpo non regge piu’. Nessuno puo’ comprendere cosa e’ passato per questo corpo. Nessuno”.

Se solo tutti voi sapeste cosa avete perduto… quel vasto vuoto”….
..
ELENCO I LIBERATORI. Corso

Socrate
https://masadaweb.org/2008/11/17/masada-n-825-17-11-2008-socrate-la-coscienza-critica-applicata-alla-vita-civile/

Platone
https://masadaweb.org/2008/11/20/masada-n-827-20-11-2008-i-liberatori-2-platone/

Papa Giovanni XXIII
https://masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&post=2218

Gandhi
https://masadaweb.org/2008/12/05/masada-n-835-5-12-2008-i-liberatori-n%C2%B0-3-gandhi/

Madre Teresa
https://masadaweb.org/2008/12/11/masada-839-11-12-2008-i-liberatori-madre-teresa-di-calcutta/

Kandinskij
https://masadaweb.org/2008/12/26/masada-n-845-26-12-2008-i-liberatori-vasilij-kandinskij/

Jung
https://masadaweb.org/2009/01/20/masada-n-861-20-1-2009-i-liberatori-carl-gustav-jung/

Einstein
https://masadaweb.org/2009/01/23/masada-n-862-21-1-2009-i-liberatori-albert-einstein/

Krishnamurti
https://masadaweb.org/2009/01/24/masada-n-863-24-1-2009-i-liberatori-jiddu-krishnamurti/

Sri Aurobindo
https://masadaweb.org/2009/02/02/masada-n-867-2-2-2009-i-liberatori-sri-aurobindo/

http://www.masadaweb.org

3 commenti »

  1. Leggere questa bellissima, intensa e profonda Storia mi ha fortemente coinvolto emotivamente, ho provato così molte emozioni e spero vivamente di non essere il solo; essa mi ha fornito anche tante risposte ai tanti perchè che mi sono fatto sopratutto in questi ultimi tempi dove tutto quello che mi/ci circonda ha ora assunto un diverso e maggiore valore e importanza !!!
    Credo che tutto questo sia dovuto principalmente al rapido innalzarsi della energia universale, sia di MADRE TERRA sia di quella dell’UMANITA’ ed anche del singolo individuo che ne fà parte !!!
    Su questa mia ultima affermazione spero che, veramente sia proprio così !!!
    SDEI

    Commento di Sergio — gennaio 31, 2009 @ 11:49 pm | Rispondi

  2. Quanto spazio quanta bellezza sgorga da questo articolo, ti riempe il cuore e hai la sensazione di saper quello che va fatto senza pensarci.Certo la vita di k. è straordinaria e unica e forse ci fa sentire distanti da certi picchi di consapevolezza eppure si ha la sensazione che un frammento infinitesimale di quella luce che K. emana sia dentro di noi e che valga la pena scoprirla , lasciarla sgorgare e inondare le nostre vite.

    Commento di beppe — marzo 10, 2009 @ 4:44 pm | Rispondi

  3. […] Krishnamurti masadaweb.org/2009/01/24/masada-n-863-24-1-2009-i-liberatori-jiddu-krishnamurti/ […]

    Pingback di MASADA n. 825. 17-11-2008. SOCRATE – LA COSCIENZA CRITICA APPLICATA ALLA VITA CIVILE « Nuovo Masada — aprile 25, 2010 @ 6:04 am | Rispondi


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