Nuovo Masada

gennaio 20, 2009

MASADA n. 861. 20-1-2009. I LIBERATORI. CARL GUSTAV JUNG

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:58 pm

(Questa lezione fa parte di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli. Le lezioni precedenti, sempre pubblicate su Masada, sono state su Socrate, Platone, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Gandhi e Kandinskij)

La psicoanalisi nasce ai primi del 1900. I suoi pionieri sono SIGMUND FREUD e CARL GUSTAV JUNG, con teorie molto diverse e, per certi versi, opposte.
Vediamo innanzitutto la differenza tra psicologia, psichiatra e psicoanalisi, tre termini che contengono tutti la parola ‘psiche’, termine multicomprensivo che indica la parte non corporea dell’uomo, pensieri, idee, affetti, sentimenti, ricordi, intuizioni… contenuti in parte razionali, in parte no, in parte coscienti in parte no.

In Occidente la studio della psiche come comportamento umano con le sue tipologie fisio-psichiche nasce con Aristotele ma poi non ha grande sviluppo. Lo studio della psiche profonda e’ recente, ha poco piu’ di un secolo e parte con Freud e Jung.
In Oriente, invece, lo studio della psiche profonda abbraccia qualche millennio ed e’ parte integrante della ricerca religiosa.
Poiche’ dunque il piu’ antico e intenso studio della psiche umana che conosciamo e’ quello indiano, in conformita’ anche alle religioni indiane, potremmo distinguere nell’uomo quattro luoghi: il corpo, parte grossolana visibile; la psiche che e’ l’energia invisibile che lo anima e che puo’ esprimersi attraverso le sue funzioni; l’anima che e’ l’energia che attiene alla nostra storia personale, al destino e agli scopi del nostro vivere; e infine lo spirito che puo’ essere pensato come un osservatore superpersonale che puo’ sorvegliare o conoscere l’intera serie delle nostre vite e collegarsi al divino.
Che il corpo esista, nessuno lo nega, che esista la psiche anche questo la scienza occidentale lo accetta, ma solo per cio’ in cui puo’ far dipendere la psiche direttamente dal corpo (vedi la Montalcini per cui la psiche e’ l’epifenomeno del corpo, cosi’ come il sudore e’ il prodotto secondario della pelle). Ma, se parliamo di anima e spirito, usciamo dall’orizzonte materialista della fisica occidentale, che evita questi concetti, ed entriamo in ambiti che essa definisce non scientifici, che interessano la religione, la magia, la spiritualita’ ecc. Per alcuni, come Freud, questi ambiti costituiscono l’esoterismo tout court, un campo da condannare assolutamente.
Per altri, come Jung, sono invece la parte essenziale dell’uomo, prodiga di rivelazioni e di misteri.
Per quanto sia Freud che Jung siano presenti nei testi di medicina e di filosofia, Freud si occupa solo di corpo e psiche; Jung oltrepassa questi ambiti per esplorare contenuti molto piu’ ampi che entrano nelle intuizioni filosofiche, religiose o magiche.
La psiche e’ il complesso delle funzioni emotive, conoscitive e volitive della mente umana, ha una parte visibile che e’ studiata dalla psicologia, e una parte nascosta che e’ studiata dalla psicoanalisi. Infine puo’ presentare dei disturbi e potra’ essere curata dallo psichiatra che agisce piu’ sulla parte fisiologica o dallo psicoanalista che agisce sulla parte inconscia, rilevabile ma non direttamente dominabile dal soggetto.
Lo psichiatra si orienta in genere verso una cura farmacologica, l’analista verso quella che si chiama “la cura delle parole”. Il primo se la cavera’ con uno o due incontri, dopo di che prescrivera’ una terapia a base di prodotti chimici; l’analista iniziera’ una serie di sedute che rischiano di essere molto lunghe, possono abbracciare tutto il vissuto e a volte accompagnare tutta la vita.
La psicologia e’ molto antica, anche se diventa scienza ufficiale solo nel 1900, e riguarda l’osservazione del comportamento visibile dell’uomo, per es. i limiti e le possibilita’ della memoria, su cui si possono fare test, l’attenzione o la fatica ecc.. Oggi la psicologia e’ soprattutto una scienza statistica e si rivolge in genere al comportamento ordinario.
La psichiatria (iatria=cura medica) e’ la cura della psiche che presenta comportamenti disturbati, anormali, patologici. Se per es. ho una insonnia fortissima o pesanti perdite di memoria o disturbi della percezione, il neuropsichiatra puo’ farmi una diagnosi basandosi su reazioni a stimoli nervosi o percettivi, su esami endocrini ecc., e puo’ aiutarmi con prodotti chimici.
La psicoanalisi nasce un secolo fa e analizza non tanto il comportamento visibile, quanto l’inconscio, la parte della psiche che sfugge al nostro controllo e di cui non sappiamo niente ma che puo’ perturbarci con pulsioni che interferiscono col nostro comportamento cosciente e volontario. Per esempio puo’ essere che io non riesca a dormire a causa di incubi terribili, improvvisamente non tollero di vedere un treno, mi rifiuto di scendere per strada, ho una fobia, una ossessione, una pesante depressione ecc.
La psicoanalisi usa raramente i farmaci, piu’ spesso la psicoterapia, che e’ appunto la cura delle parole.
La grande scoperta di Freud e’ l’inconscio (1900).
Secondo Sigmund Freud, il presupposto della nuova cura della psiche e’ che, nel disturbo grave, vi siano dei contenuti psichici che sono stati rimossi, cioe’ che sono sprofondati nell’inconscio, perche’ erano intollerabili alla coscienza (per es. un ricordo traumatico, una violenza sessuale infantile, uno shock bellico). Questi contenuti vengono nascosti alla coscienza che li sprofonda dentro di se’ perche’ non puo’ reggerne l’impatto, ma la loro energia continua a premere per venire alla luce, producendo dei sintomi fisici o psichici che rendono difficile la vita del soggetto. Se la cura delle parole riesce a portare alla luce questi contenuti, libera l’emozione ad essi corrispondente e il sintomo, che ne era la spia, non ha piu’ bisogno di manifestarsi.
Freud considera l’inconscio come qualcosa di prettamente individuale, un luogo oscuro della memoria legato ad esperienze traumatiche dell’infanzia, una parte ipotetica della psiche in cui circola un’energia prevalentemente sessuale. Egli si orienta verso un rimosso di natura sessuale in un tempo infantile probabilmente perche’ questo era il suo problema, e considera un rimosso che puo’ essere uno stupro fisico o, nel suo caso, un sentimento ambivalente (come il rapporto di odio-amore del bambino verso il padre per desiderio di possesso esclusivo della madre), per cui la sua analisi sara’ una rivelazione progressiva della memoria nascosta di un vissuto infantile in parte dimenticato per riportarlo alla luce e liberare le emozioni corrispondenti.
La sua teoria ha grande importanza, perche’ segna l’inizio di un’era nuova della conoscenza, aprendo ad una nuova considerazione della psiche e dei suoi meccanismi e creando nuovi paradigmi per la ricerca.
Freud e’ un pioniere che opera un’autentica rivoluzione nella storia del pensiero occidentale. Una volta posta l’attenzione sull’inconscio, esso diventa una nuova categoria conoscitiva dell’uomo, di cui l’uomo non puo’ piu’ fare a meno.
L’inconscio e’ la grande scoperta di Freud. Noi non siamo interamente chiari alla nostra coscienza; una parte di noi puo’ essere oscura e puo’ perturbarci impedendoci di vivere normalmente.
L’inconscio freudiano ha molti limiti, e’ solo un contenitore individuale, e’ legato strettamente allo sviluppo dell’energia sessuale e non considera altre forme di energia, si orienta solo verso presunti contenuti sessuali rimossi, fa riferimento solo all’infanzia, costruisce una teoria sessuale valida solo per il maschio umano, e non riesce a spiegare un gran numero di fenomeni come la diversita’ psichica della donna, i fenomeni spirituali o artistici, la gratuita’ del dono e tutto il volontarismo etico e in genere tutte quelle realizzazioni umane che non ricadono nell’etichetta della sessualita’.
Freud, pur essendo di famiglia ebraica, e’ un ateo materialista che tratta solo la parte sessuale dell’uomo, lasciando fuori tutte le altre espressioni della sua psiche. Pur essendo lo scopritore dell’inconscio, fino all’ultimo il suo maggior desiderio fu di poter ricondurre le malattie psichiche a una base organica curabile chimicamente ed egli si dichiaro’ sempre impotente a capire la natura femminile e le sue aspirazioni, come mostro’ la piu’ totale incomprensione verso i sessualmente diversi.
Jung e’ di 19 anni piu’ giovane ed e’ un personaggio totalmente diverso. Jung e’ un medium, un artista, un intuitivo, una persona di altissima spiritualita’.
I due sono amici e lavorano insieme per sei anni, si conoscono nel 1907, Jung ha 32 anni ed e’ gia’ famoso in Europa come psichiatra, Freud ha 51 anni e adora in modo ossessivo questo giovane brillante e affascinante e lo stima tanto da volerlo erede della sua Societa’ di Psicoanalisi, tra loro c’e’ un carteggio fittissimo e poi una dibattuta amicizia. La prima volta che si incontrano sono cosi’ interessati l’uno all’altro che parlano per 14 ore di seguito. Sono i pionieri di una nuova terapia, di un modo nuovo di guardare l’uomo, agli albori di un viaggio meraviglioso nell’interiorita’, e sono tra gli uomini piu’ intelligenti e dotati del mondo ed e’ naturale che si ammirino e si piacciano. Ma Jung comprende subito che le loro nature sono enormemente diverse e che le loro visioni divergono irimediabilmente. Dunque la rottura sara’ inevitabile e sara’ molto dolorosa per entrambi, con una depressione di molti mesi da cui i due usciranno faticosamente.
Ma e’ da questa rottura che partono due teorie psicoanalitiche polari.
Se la base della psiche per Freud e’ l’energia sessuale, Jung analizzera’ una energia indifferenziata che alimenta tutte le possibili espressioni dell’uomo, quella sessuale come altre che gli interessano maggiormente e, caduto il limite sessuale che lega al corpo fisico, Jung fara’ di piu’, andra’ oltre l’uomo fisico o chiuso nel suo vissuto personale, per cercare la sorgente di quelle grandi immagini che nell’uomo prendono forma e segnano le varie culture ma che non sono originate dalle sue esperienze storiche, come se preesistessero alle culture stesse.
Jung si accorge che nei deliri dei malati, nei sogni, nelle visioni, nei miti dei popoli antichi, nelle favole, nell’arte… emergono grandi simboli comuni, icone che sembrano eterne, che si inseriscono identicamente nei sistemi culturali di popoli che non si sono mai conosciuti, come provenissero da un sostrato comune, un grande piano di conoscenze che attraversa l’uomo ma non e’ nell’uomo.
Jung chiama questo livello di conoscenza o di energia INCONSCIO COLLETTIVO.
Esso e’ la base comune dell’umanita’, un livello universale senza tempo ne’ spazio, da cui l’uomo emerge con la sua storia e che alimenta la sua cultura e la sua spiritualita’.
Dunque, se l’uomo si volge alla propria interiorita’, trova prima in se stesso un inconscio individuale di tipo freudiano dove sono stati rimossi i suoi contenuti insostenibili, le memorie nascoste, inaccettate, che continuano a perturbarlo come prigionieri desiderosi di liberazione. Da questi contenuti turbolenti deriva gran parte delle nostre patologie, non solo della psiche ma anche del corpo, e la terapia consiste in gran parte nel liberare questi contenuti rimossi, queste emozioni impedite, per ristabilire il libero gioco delle energie psichiche. Ma l’opera di liberazione, la psicoterapia o terapia delle parole, riesce solo fino a un certo punto, perche’ i contenuti rimossi possono essere troppo lontani nel tempo o perche’ troppe cause possono concatenarsi le une alle altre ed e’ proprio impossibile conoscere del tutto noi stessi, e questo continuo ritorno al passato puo’ essere piu’ doloroso dello stesso sintomo o puo’ finire col chiudere l’individuo in una nuova prigionia da cui non si libera piu’.
Jung propone allora un’altra via, evadere dall’uomo intero, dalla sua sorte, dal suo destino chiuso e ossessivo, per attingere a un piu’ alto livello di consapevolezza, un’altra fonte di energia, l’inconscio collettivo, un piano sovrapersonale e interpersonale, che si raggiunge con la via della meditazione, dello yoga, dell’arte, del servizio, della spiritualita’… Invece dell’ossessivo ritorno alle origini, Jung propone, specialmente per coloro che hanno passato la prima meta’ della vita, un movimento in avanti, attraverso tecniche di liberazione dell’immaginazione attiva, la grande forza creatrice che e’ in ognuno di noi e che oltrepassa l’uomo, per portare alla luce, attraverso la sua attivita’, le grandi immagini universali dell’umanita’.
Nascono da Jung dunque tutte quelle tecniche, quei laboratori, quei sistemi esperienziali che attivano l’elemento divino dell’uomo, la sua capacita’ creativa, i suoi fattori universali, attraverso la pittura, il modellaggio, l’architettura, il giardinaggio, la danza, la meditazione, la poesia, lo psicodramma, l’affabulazione, la preghiera… E’ attraverso queste attivita’ (il racconto dei sogni sul lettino e’ poca cosa) che la psiche riordinera’ in modo dinamico (con un fare creativo) le proprie pulsioni interrotte, riarmonizzera’ i propri conflitti, trovera’ nuove spinte di gioia e di piacere, sentira’ nuovi elementi unitivi col visibile e con l’invisibile, si sentira’ piu’ in pace coi suoi simili, sara’ piu’ utile al mondo.
Con Jung nascono nuove categorie interpretative della psiche e nuovi sistemi terapeutici, e questa psiche diventa a poco a poco sempre piu’ ‘anima’, non si applica solo a un fare creativo di realizzazione di se’, ma tendera’ alla propria completezza, perche’ scopo del vivere e’ realizzare compiutamente cio’ che siamo, esprimere le nostre potenzialita’ e alla fine scoprire lo scopo sociale per cui siamo in questa vita, il nostro senso del vivere.
Jung non nomina mai Dio, ma la sua e’ un’opera religiosa, che ‘religa’ cioe’ collega, unisce continuamente, le parti della nostra psiche in armonia, il nostro io con gli altri io, il nostro essere con la natura, il mondo visibile con quello invisibile, riattivando la forza positiva che ci conduce.
Jung era un medium ed era un uomo molto religioso, anche se non osservante nel modo tradizionale, e nella seconda parte della sua vita la sua unione con l’universale si accrebbe, mentre si intensificavano le sue visioni e le sue percezioni e si sentiva sempre piu’ inserito in un grande compito che usava la vita di Jung ma la oltrepassava. La sua storia e’ una grande storia, il percorso affascinante di un alchimista moderno che visse una grande avventura spirituale e si senti’ guidato dai grandi mistici, dai sistemi religiosi di tutto il mondo, dai grandi ricercatori della conoscenza interiore, da tutti coloro che per vie diverse ma parallele cercano la trasformazione della materia nello spirito, la fusione nelle energie naturali, la trasfigurazione dell’umanita’ nel divino.
La sua storia oltrepassa la psichiatria e la psicoanalisi per diventare la storia di un grande sciamano moderno che ci insegna a rispettare la spiritualita’ in tutte le forme religiose o artistiche in cui si rappresenta, ad amare l’umanita’ per cio’ che ha di simile, a guardare al diverso come a un diverso solo apparente che in realta’ ha come noi anima e dignita’. Tutto il movimento europeo e americano dello spiritualismo moderno nasce da lui che sostanzia l’anelito proprio dell’alchimista moderno di trasformare la natura materiale in natura spirituale, l’uomo di bronzo in uomo d’oro.
..
(Qui veniva proiettato il film in videocassetta “Dal profondo dell’anima, omaggio a Carl Gustav Jung. Red” . Il bellissimo film è acquistabile nei negozi che vendono libri e prodotti esoterici e percorre tutta la via di Jung presentando i principali concetti della sua filosofia).

Frasi di Jung:

In fondo, le sole vicende della mia vita che mi sembrano degne di essere riferite, sono quelle nelle quali il mondo imperituro ha fatto irruzione in questo mondo transeunte. Ecco perché parlo essenzialmente di esperienze interiori in cui comprendo i miei sogni e le mie immaginazioni.

La psiche e’ un mondo che contiene l’io. Non sono io che vivo ma è la vita che vive in me

Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Se’ o dell’Anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo.

La mia vita e’ la storia di un’ autorealizzazione dell’inconscio.

Il mondo dell’inconscio preme sempre per uscire, ma dobbiamo avere la forza di sostenerlo. E’ come per l’albero; di quanto si innalzano i suoi rami, altrettanto profonde sono le sue radici. E il senso dell’albero non sta nella chioma o nelle radici, ma nella vita che scorre tra le due… Noi troviamo una certa forma di adattamento, poi l’inconscio comincia a spingere per venire fuori e noi dobbiamo trovare un altro adattamento.

Il processo del vivere e’ un PROCESSO DI INDIVIDUAZIONE. Cio’ significa: che dobbiamo trovare il senso del nostro essere e realizzarlo. Questo ha valore non solo individuale ma sociale, perche’ un uomo che realizza se stesso bene e’ anche un uomo utile al mondo. Non sia un altro chi puo’ essere se stesso. Ciascun essere umano è una forma di vita in se stessa unica e irripetibile. L’uomo nasce con la sua individualita’. Ma c’e’ qualcosa che egli puo’ fare al di la’ e al di sopra del materiale precostituito della sua natura: egli puo’ diventare cosciente di cio’ che lo fa essere la persona che e’ e puo’ consciamente adoperarsi per connettere cio’ che egli e’ con il mondo che lo circonda.

Quando l’uomo e’ in crisi, quando non vede vie d’uscita, allora guardiamo ai sogni… forse nei sogni il Grande Uomo, quello che ha due milioni di anni, parlera’. Noi non sappiamo nulla della natura o della psiche, ma puo’ darsi che l’uomo di due milioni di anni sappia molto.

Allo scopo di capire le fantasie, spesso le raffiguravo. Così fu per l’immagine che emerse dall’inconscio chiamata poi Filemone. Non riuscendo a capire l’immagine onirica la dipinsi. Filemone e le altre immagini della mia fantasia mi diedero la decisiva convinzione che vi sono delle cose nella psiche che non sono prodotte dall’io, ma che si producono da se’, e vivono di vita propria.

L’assunto che il sogno voglia nascondere qualcosa e’ un’idea antropomorfica. Sarebbe come dire che uno scritto in cuneiforme nasconde qualcosa, in realta’ esso e’ solo un codice da comprendere.
L’inconscio collettivo e’ un patrimonio ereditario di possibilità rappresentative comune a tutti gli uomini e costituisce la vera e propria base della psiche individuale. Gli archetipi e gli istinti che lo costituiscono sono delle forme al di fuori della materia ma che attraverso la materia si sono sviluppate e tramandate nelle epoche storiche attraverso l’evoluzione dell’uomo. L’inconscio collettivo viene tramandato e conservato e sviluppato attraverso il nostro patrimonio genetico. L’origine di archetipi e istinti non e’ spiegabile se non supponendo che sono sedimenti di esperienze sempre ripetute dall’umanita’.
L’anima non e’ di oggi! Essa conta molti milioni di anni. Ma la coscienza individuale e’ solo il fiore e il frutto di una stagione, germogliato dal perenne rizoma sotterraneo. In un certo modo noi siamo parte di una grande anima unitaria, di un unico, immenso essere umano”.
Quelle immagini non concernevano solo me, ma anche molti altri. Quello fu il principio, e da allora cessai di appartenere solo a me stesso. Da quel momento la mia vita appartenne a tutti. Le conoscenze di cui mi interessavo, non potevano fare parte della scienza del tempo. Dovetti farne io stesso l’esperienza iniziale
.

In quegli anni cominciai a capire che lo scopo dello sviluppo psichico e’ il Se’. Non vi e’ una evoluzione lineare, vi e’ solo un andare intorno al Se’. Questa comprensione fu sostenuta da un sogno, e dal disegno che lo rappresentava, un mandala chiamato Finestra sull’eternita’.

Ognuno di noi e’ seguito da un’ombra e, meno questa e’ incorporata nella vita conscia dell’individuo, tanto piu’ e’ nera e densa.

Il Se’ era noto all’inconscio del malato, anzi era proprio quell’archetipo di perfezione che lanciava i suoi appelli dal fondo impenetrabile della notte psichica, che si manifestava con vertigini, tremiti, smarrimenti, sollecitando, imponendo la metamorfosi, la rischiosa, dolorosa rinascita.

Un bel sogno e’ una grazia. I sogni, in fondo, sono un dono. L’inconscio collettivo non e’ ne’ mio ne’ tuo, e’ il mondo invisibile. Non ha importanza come lo chiamo: Dio, Tao, la Grande Voce, il Grande Spirito. E’ la Potenza che sta al di la’… Le immagini di Dio sono una storia infinita: ricordo una tribu’ africana che salutava i primi raggi del sole sputandosi sulle mani e volgendole verso est. Poiche’ il respiro e’ l’anima, la saliva che accompagna il respiro, e’ la sostanza dell’anima. L’esatto significato di quel gesto e’ : ”Mio Dio, ti offro la mia anima”: ma essi non conoscevano il significato. Lo stesso gesto lo vediamo nei babbuini con la testa di cane scolpiti nella roccia ad Abu Simbel. Chiesi alla tribu’ se il loro dio fosse il sole ma la tribu’ scoppio’ a ridere. “Povero uomo bianco! Credere che noi adoriamo una palla di luce e calore”. Con la stessa cerimonia salutavano anche la prima falce di luna. Così compresi che il loro dio era l’attimo in cui si passa dalla tenebra alla luce, non il sole in quanto tale, ma il suo apparire. Come Horus presso gli Egizi.

Non ci si puo’ rapportare all’inconscio in modo intellettuale. L’inconscio non e’ un’opinione, non è un’ipotesi. E’ una presenza. Un fatto. C’e’. Succede… Vi è venuta un’idea? Ma non siete stati voi a pensarla, vi e’ venuta in mente. Ecco, quando vi rendete conto di questo, allora siete sinceri con voi stessi… dovete accettare cio’ che l’inconscio produce e cercare di capire il suo linguaggio. L’inconscio e’ natura e va tradotto in forma umana… L’inconscio collettivo e’ un qui-tutto-ora, dove si sintetizzano tutti gli spazi, i tempi e le realta’: gli uomini di oggi, quelli ancestrali e quelli che devono ancora nascere, le nostre vite passate e quelle future, i legami che abbiamo con la specie, il flusso delle culture, il DNA biologico e quello simbolico, i legami con l’universo e quelli con i livelli dell’essere o tra le nostre vite. Qua e’ la sorgente di tutte le culture che l’uomo ha prodotto e il germe di quelle che ancora devono prodursi.

In senso stretto un mito e’ un documento storico… e’ il prodotto di un processo inconscio che ha luogo presso un particolare gruppo sociale, in momento storico, in un luogo…, ma appartiene al prima e al dopo…, per esempio il mito di Osiride e’ egizio, ma e’ seguito dal mito di Cristo, e rappresenta sempre il dio morto e resuscitato…, il mito di Osiride fu soppiantato da quello di Cristo, questo e’ un esempio di continuita’ mitologica. In ogni eone veniva introdotta una nuova versione del mito che caratterizzava la nuova epoca. Cio’ che sta dietro la versione storica legata a un certo tipo di cultura e’ l’idea della morte/rinascita, un’idea fondamentale nella psiche che si ripresenta nell’umano, questa idea è l’archetipo.

Come la psiche trova in se’ gli istinti cosi’ trova gli archetipi. La spinta sessuale e’ un istinto, l’idea della Grande Madre e’ un archetipo. Gli istinti sono nel corpo, gli archetipi nell’anima.

Fiabe, miti, arte e religioni parlano di archetipi.

Un archetipo, e’, per esempio l’Eroe. Il ciclo dell’Eroe, a qualunque latitudine, e’ un messaggio cifrato dell’istinto che consiste in un racconto didascalico tramandato nei secoli.

L’uomo non puo’ vivere in un mondo di verita’ statistiche. Deve vivere nella sua realta’ mitologica, cioe’’ archetipica, che e’ l’espressione di cio’ che egli e’ realmente e di cio’ che sente di essere.

I demoni amano calare soprattutto nelle masse. In mezzo a una massa l’uomo e’ sradicato e quindi facile preda dei demoni. La tecnica nazista consisteva nel formare non individui bensi’ masse.
I demoni! Ogni uomo che smarrisce la sua ombra, ogni nazione che si valuta moralmente superiore e’ loro preda. L’unica possibilità di salvezza sta nel paziente lavoro di educazione dell’individuo. Il potere dei demoni e’ enorme e i moderni mezzi di suggestione sono al loro servizio.. Il Cristianesimo riusci’ a mantenersi integro con la persuasione da persona a persona. Ecco, questa e’ la strada che anche noi dobbiamo percorrere se vogliamo sconfiggere i demoni. Io so che essi esistono cosi’ come so che esiste Buchenwald. E’ il mio destino essere preso per matto, soprattutto da coloro che sono posseduti dai demoni… Niente e’ piu’ esaltante che cercare di capire. Allora ci rendiamo conto che la vita e’ grandiosa e bellissima e che non sempre la stupidita’ e l’ottusita’ trionfano… In questa epoca infausta l’unica speranza e l’attivita’ interiore dell’individuo
.

Quel che viene dopo la morte e’ qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilita’ non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente…Prima o poi, i morti diventeranno un tutt’uno con noi; ma , nella realta’ attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d’essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell’eternita’ non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo.
..
Jung ebbe una vita lunghissima, 86 anni; i suoi libri sono tanti (almeno 20 opere) e sviluppano una conoscenza intensa, progressiva ma asistematica, che e’ stata inserita di buon grado nella grande storia della filosofia occidentale e che costituisce un ponte tra la cultura dell’Occidente e le culture e filosofie orientali.
Poiche’ egli scriveva solo per se stesso, incurante di un possibile lettore, il suo stile non e’ sempre facile e a volte non e’ possibile, senza una guida, capirlo sempre e ripercorrere facilmente tutta la sua avventura spirituale. I suoi scritti sono spesso poetici o oscuri, mentre, come analista o insegnante, fu sempre chiaro e trasparente. Questa oscurita’ e difficolta’ gli furono spesso rimproverate, per cui, alla fine della sua vita acconsenti’ a pubblicare un testo riassuntivo e semplice del suo pensiero: “Carl Gustav Jung: L’UOMO E I SUOI SIMBOLI”(1961), che fu anche la sua ultima opera prima della morte. Le edizioni possono essere diverse e in genere questo libro e’ sempre presente in una buona biblioteca pubblica.
Lo consiglierei come prima lettura, insieme alla storia della sua vita che non e’ solo una biografia “RICORDI, SOGNI, RIFLESSIONI, DI C.G. JUNG”, anche questo in molte edizioni, anche della BUR e anche questo presente in una biblioteca pubblica.
Il terzo libro che consiglio per un primo approccio al pensiero junghiano e’ “IL MONDO DEI SOGNI, IL SIMBOLISMO ONIRICO NELLA PSICOLOGIA JUNGHIANA” di Marie-Louise von Franz”, che fu la sua piu’ grande allieva e collaboratrice. Il libro che puo’ mostrare le differenze dell’interpretazione dei sogni in Jung rispetto a Freud.

Il mio desiderio e’, appena possibile, di riprendere un’ultima volta i corsi delle mie lezioni decennali su Jung, visto l’interesse che hanno sempre suscitato, e per l’aiuto che hanno dato a moltissime persone, e di pubblicarli via via su Masada o altrove per contribuire a far conoscere al mondo questo profeta straordinario.
Il libro che ho scritto su di lui e’ corposo, mi ha richiesto anni di studio e vorrei renderlo pubblico.

ELENCO I LIBERATORI. Corso

Socrate
https://masadaweb.org/2008/11/17/masada-n-825-17-11-2008-socrate-la-coscienza-critica-applicata-alla-vita-civile/

Platone
https://masadaweb.org/2008/11/20/masada-n-827-20-11-2008-i-liberatori-2-platone/

Gandhi
https://masadaweb.org/2008/12/05/masada-n-835-5-12-2008-i-liberatori-n%C2%B0-3-gandhi/

Madre Teresa
https://masadaweb.org/2008/12/11/masada-839-11-12-2008-i-liberatori-madre-teresa-di-calcutta/

Kandinskij
https://masadaweb.org/2008/12/26/masada-n-845-26-12-2008-i-liberatori-vasilij-kandinskij/

Jung
https://masadaweb.org/2009/01/20/masada-n-861-20-1-2009-i-liberatori-carl-gustav-jung/

Einstein
https://masadaweb.org/2009/01/23/masada-n-862-21-1-2009-i-liberatori-albert-einstein/

Krishnamurti
https://masadaweb.org/2009/01/24/masada-n-863-24-1-2009-i-liberatori-jiddu-krishnamurti/

Sri Aurobindo
https://masadaweb.org/2009/02/02/masada-n-867-2-2-2009-i-liberatori-sri-aurobindo/

http://www.masadaweb.org

2 commenti »

  1. In toscana si dice : E’ meglio aver paura che prenderle.
    Ma Hamas voleva dargliele con i fiammiferi !!!!????

    Non ci capisco……per me……puzza !!!!

    Commento di Sergio — gennaio 25, 2009 @ 10:09 pm | Rispondi

  2. […] Jung masadaweb.org/2009/01/20/masada-n-861-20-1-2009-i-liberatori-carl-gustav-jung/ […]

    Pingback di MASADA n. 825. 17-11-2008. SOCRATE – LA COSCIENZA CRITICA APPLICATA ALLA VITA CIVILE « Nuovo Masada — aprile 25, 2010 @ 6:04 am | Rispondi


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