Nuovo Masada

gennaio 8, 2009

MASADA n. 853. 7-1-2009. L’inutile ingombro dell’altro

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Bambina iraniana (foto di Riccardo Zipoli)

Inviati da Gaza – Moni Ovadia- Pacifisti di Israele – Olmert – I cattolici? Una minoranza – Un paese diversamente democratico – Il dono natalizio di Tettamanzi – Chi sacrifica e chi spreca – Noi e gli altri – I fannulloni della RAI – Sanita’ lombarda delocalizzata – Sarcozy elimina gli spot serali – Messaggi di fine anno di Guido Pent

L’ingombro dell’altro e’ sempre li’ per parlarci, sta a noi ascoltarlo.”
Moni Ovadia
..
Questa e’ una parte di una poesia scritta nel 2002 da Mahmoud Darwish, il piu’ grande poeta palestinese, morto un anno fa

(A un assassino) Se avessi contemplato il volto della vittima
E riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera
A gas, avresti buttato via le ragioni del fucile
E avresti cambiato idea: non e’ cosi’ che si ritrova un’identita’
.

L’assedio e’ attesa,
Attesa su una scala inclinata
Dove piu’ infuria l’uragano
.

Soli, siamo soli a bere l’amaro calice,
Se non fosse per le visite dell’arcobaleno
.

Abbiamo dei fratelli dietro quella spianata,
Fratelli buoni, che ci amano. Ci guardano e piangono.
Poi si dicono in segreto:
“Ah! Se quest’assedio venisse dichiarato…”
Lasciano la frase incompiuta:
“Non lasciateci soli, non abbandonateci
“.

Le nostre perdite: da due a otto martiri, giorno dopo giorno.
E dieci feriti.
E venti case.
E cinquanta ulivi…
Aggiungeteci la perdita intrinseca
Che sara’ il poema, l’opera teatrale, la tela incompiuta
.

Una donna ha detto alla nube: copri il mio amato
Perche’ ho le vesti grondanti del suo sangue
.

Se non sei pioggia, amor mio
Sii albero
Colmo di fertilita’, sii albero
Se non sei albero, amor mio
Sii pietra
Satura d’umidita’, sii pietra
Se non sei pietra, amor mio
Sii luna
Nel sogno dell’amata, sii luna
(Cosi’ una donna che dava sepoltura al figlio)

O ronde della notte! Non siete stanche
Di spiare la luce nel nostro sale
E l’incandescenza della rosa nella nostra ferita,
Non siete stanche, ronde della notte?

Un lembo di questo infinito assoluto azzurro
Basterebbe
Ad alleviare il fardello di questo tempo
E a spazzare via la melma di questo luogo
.

Quando si e’ assediati, il tempo diventa spazio
Pietrificato nella sua eternita’
Quando si e’ assediati, lo spazio diventa tempo
Che ha fallito il suo ieri e il suo domani.
Il cielo. E altre cose dai ricordi sospesi
Rivelano che questo mattino e’ potente splendore,
E che noi siamo i convitati dell’eternita’.

 

www.casadellapoesia.it
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Moni Ovadia. Ebreo pacifista
La tragica situazione di Gaza

Le immagini confuse di miliziani di Hamas che a Gaza si muovono con rapidita’ per armare i missili Qassam e lanciarli contro Israele, seguite dalle immagini piu’ definite dei danni provocati da quelle armi rozze che tuttavia demoliscono, sbrecciano, feriscono e talora uccidono parlano il linguaggio della guerra. Gli israeliani non hanno dubbi al proposito e la stragrande maggioranza di essi e dei partiti che li rappresentano politicamente ritengono che la risposta ad un’azione bellica non possa che essere un’operazione militare. L’esercito ha ottenuto il via libera. L’intento e’ quello di fare pagare a caro prezzo a Hamas la sua aggressione contro i territori di confine dello Stato D’Israele. In questa situazione esplosiva, fa la sua timida comparsa qualche gesto di distensione: gli israeliani hanno autorizzato il passaggio di aiuti umanitari verso il devastato territorio, il premier Olmert si e’ rivolto al popolo di Gaza per sollecitarlo a ribellarsi al “comune” nemico Hamas. Nobile gesto quello di rivolgersi ai popoli, ma a quale popolo? Un popolo nella dignita’ delle proprie prerogative? Titolare legittimo del proprio futuro? il popolo di una nazione, dotato di un proprio stato? No! Un popolo che oggi vive in stato di assedio? Un popolo la cui maggioranza elettorale ha scelto Hamas in una delle elezioni piu’ libere e democratiche che si siano viste negli ultimi tempi. Se questa e’ la realta’, il fervorino di Olmert e’ puramente demagogico ed e’ un ennesimo viatico per passare da un cul de sac ad un altro. Niente di nuovo sotto il cielo della Terrasanta, se non le ennesime sofferenze degli inermi. Sia Hamas che il governo israeliano potrebbero fare altro, ma da quelle parti sembra impossibile andare oltre la routine del nefasto status quo. Di prendere il problema dalla radice poi neanche se ne parla piu’ se non per pura accademia.
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Un eterno 25 aprile
Moni Ovadia

Per il 25 aprile, una parte della classe politica italiana.. si e’ data con furore incontrastato alla demolizione della Resistenza Antifascista, alla riabilitazione dell’infame e criminale regime fascista e ha persino tentato di demolire la Costituzione Repubblicana. Il Giorno della Memoria non trovera’ mai il suo senso compiuto se non verranno stigmatizzati i terribili crimini del fascismo italiano, crimini compiuti in proprio: non solo le fascistissime leggi razziali, ma anche i genocidi compiuti contro i popoli africani e la pulizia etnica e i crimini, incluso l’uso dell’infoibamento compiuti contro le popolazioni slave. Solo quando la natura criminale e genocida del nostro fascismo verra’ riconosciuta da tutta la classe politica italiana, allora anche le vittime italiane delle foibe e i profughi istriani con il loro calvario troveranno giustizia e pace.
Un altro problema e’ l’enfasi che nel giorno della memoria viene posta sulla Shoa intesa come sterminio degli Ebrei, tenendo su un piano troppo defilato gli altri obiettivi di morte del nazifascismo a partire del popolo dei Rom e dei Sinti, anch’essi destinati allo sterminio per il solo fatto di esistere come gli Ebrei. Ora, lungi da me voler mettere in ombra lo specifico antisemita del nazifascismo, l’antisemitismo in associazione con l’antibolscevismo fu da sempre il primo punto nell’agenda del progetto criminale dei nazisti, ma la domanda che ci dobbiamo porre e’ il perche’ di tanta disponibilita’ nei confronti della memoria dello sterminio ebraico, mentre quello dei Rom e dei Sinti non sembra ricevere attenzione. Per varie ragioni strumentali e di facciata, oggi essere “carini” con gli Ebrei costa poco. Quando si tratta pero’ di zingari, omosessuali, oppositori politici, Testimoni di Geova, disabili, slavi, la cosa cambia molto. In quest’epoca, l’alterita’ ebraica e’ poco perturbante rispetto ad alterita’ piu’ scomode.
Se non ci si concentra su questi temi, il “generoso” impegno di facciata verso la memoria dello sterminio degli Ebrei, finira’ per diventare una scorza vuota al cui interno potranno prosperare revisionismi, nega -zi onismi e atteggiamenti discriminatori abilmente contrabbandati, pronti a trasformarsi anche in brodo di cultura per il futuro antisemitismo.
L’altro tema cruciale, e’ la necessita’ urgente di collegare quella memoria con i genocidi, gli orrori dei nostri tempi e le guerre criminali odierne. Ma non basta..
le immagini di migliaia di profughi palestinesi che fanno brecce in uno dei muri voluti dagli israeliani per potere provvedere alla propria sopravvivenza, non possono non riverberarsi, piaccia o non piaccia, sia giusto o sia sbagliato, sul Giorno della Memoria
Lo so e lo capisco, gli israeliani continuano a ricevere lo stillicidio dei missili quassam su Sderot, sui villaggi e le cittadine del confine con Gaza, ma 40 anni di occupazione, di colonizzazione, di repressione, di omicidi mirati, di ignobili punizioni collettive, non sono riusciti a impedire l’opzione armata di Hamas. E’ davvero venuta ora di cambiare strada e non posso pensare che un Paese avanzato, ricco di intelligenze come Israele, non possa trovare una via alternativa a quella che produce intollerabili vessazioni contro un altro popolo, solo e abbandonato. L’attuale prassi politico-militare, quali che ne siano le ragioni, corrompe progressivamente i migliori valori e sgretola i piu’ temprati statuti etici
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Olmert
V.

Difendere Israele vuol dire difendere un governo di estrema destra, razzista xenofobo e misogino, con in piu’ un integralismo confessionale che unifica culto e politica non diversamente dai peggiori regimi islamici, non dissimile dal nazismo, portatore di una identica pretesa di razza pura che alla razza ariana superiore sostituisce la superbia di una religione che si crede superiore, di un popolo che si crede eletto da Dio, e pertanto nel giusto qualunque nefandezza commetta, con un identico feroce nazionalismo, negatore di ogni altro diritto di nazione, con l’arroganza di chi si crede superiore ritenendo inferiore ogni altro popolo, cosi’ da negare i diritti di ogni altro uomo non ebreo, con la stessa feroce avidita’ di invasione di territorio, la stessa crudelta’ disumana, lo stesso disumano cinismo e la stessa spaventosa aridita’.
Israele ripete nella macronazione la sindrome della vittima della violenza pedofila che, cresciuta, diventa a sua volta un feroce carnefice pedofilo. Ma non c’e’ Olocausto che possa giustificare nuovi Olocausti.
I bambini di Gaza allineati nelle loro piccole morti sono simili, nella stessa desolata disperazione, ai bambini ebrei dell’Olocausto affiancati nei lager coi loro corpicini sacrificali. L’orrore della strage nazista ha generato un popolo che sa vivere solo nella strage, che non puo’ e non vuole uscire dalla spirale di sangue, che di sangue ormai e’ ebbro e perduto.
Olmert puo’ stare a buon diritto accanto ai carnefici della storia.
Del resto questo sanguinario capo viene dopo presidenti simili a lui con l’eccezione di un Rabin che, essendo piu’ favorevole alla cessazione del conflitto, e’ stato ucciso da un complotto a matrice rabbinica (!).
E questo popolo eletto da Dio chi ha nominato alla fine? Con l’appoggio del centro, dei laburisti e dei pensionati, un uomo corrotto, spudorato, compulsivo, accusato di aver accettato per 15 anni centinaia di migliaia di dollari da un magnate americano o un presidente, Moshe Katsav, accusato di stupro, violenze sessuali, ostruzione alla giustizia e concussione. Non c’e’ che dire “il popolo eletto” ha perso da parecchio tempo la strada che porta a Dio per inoltrarsi bene su quella che porta all’inferno.
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Vittorio Arrigoni da Gaza

Non c’e’ via di scampo nella Striscia di Gaza, non siamo in Libano, dove i civili dei villaggi del Sud sotto le bombe israeliane evacuarono al nord, o in Siria e in Giordania. La Striscia di Gaza da enorme prigione a cielo aperto, si e’ tramutata in una trappola mortale. Ci si guarda sconvolti e ci si chiede se il consiglio di sicurezza dell’ Onu riuscirà questa volta a pronunciare un’unanime condanna, dopo che anche le sue scuole sono prese di mira. Qualcuno fuori di qui ha deciso davvero di fare un deserto, e poi chiamarlo pace. Ci aspetta una lunga nottata sulle ambulanze, anche se l’alba da queste parti e’ ormai una chimera. I ripetitori dei cellulari lungo tutta la Striscia sono stati distrutti, abbiamo rinunciato a contarci. Spero di riuscire a rivedere un giorno tutti gli amici che non posso piu’ contattare, ma non mi illudo. Qui a Gaza siamo tutti bersagli ambulanti, nessuno escluso. Mi ha appena contattato il consolato Italiano, dicono che domani evacueranno l’ultima nostra concittadina. Una anziana suorina che da ventanni anni abitava nei pressi della chiesa cattolica di Gaza,ormai adottata dai palestinesi della Striscia. I console mi ha gentilmente pregato di cogliere quest’ultima opportunita’, aggregarmi alla suora e scampare da questo inferno. L’ho ringraziato per la sua offerta, da qui non mi muovo, non ce la faccio. Per i lutti che abbiamo vissuto, prima ancora di italiani, spagnoli, inglesi, australiani, in questo momento siamo tutti palestinesi. Se solo per un minuto al giorno lo fossimo tutti, come molti siamo stati ebrei durante l’olocausto, credo che tutto questo massacro ci verrebbe risparmiato.
Restiamo umani.

guerrillaradio.iobloggo.com/
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Lectio magistralis
Moni Ovadia

(Molte cose sono state dette pro e contro Moni Ovadia, l’ebreo ingombrante, quello che ama piu’ di ogni altro il proprio popolo, quello che critica piu’ di ogni altro il governo di Israele.
Per spiegare questo paradosso, vi invito a leggere la lectio magistris, veramente un’opera poetica, che Ovadia pronunzio’ a Pavia in occasione della laurea honoris causa.

www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=23676

“Sono il secondogenito di due fratelli e quando nacqui, a Plovdiv in Bulgaria, mio fratello maggiore e primogenito, Samuil, aveva cinque anni e mezzo. La Bulgaria si avviava allora a divenire un paese del blocco comunista; erano gli anni dello stalinismo permeati dalla grande vittoria contro il nazifascismo e mio fratello maggiore era stato inquadrato fra i pionieri del popolo con tanto di bustina militare e fazzoletto rosso. La mia nascita, com’e’ ovvio e frequente nei confronti dei nuovi nati, aveva polarizzato le attenzioni affettive e le coccole piu’ calorose sulla mia personcina, a quanto mi raccontano graziosetta e paffuta. Mio fratello Samuil, che da piccino piccino era di un’aristocratica bellezza, un Amleto in erba, dovette vivere la mia comparsa come un’usurpazione ed un giorno, in preda ad un accesso misto di gelosia e indignazione politica, si avvento’ contro la mia culla e cerco’ di strangolarmi al grido di: «toi es fascist» che tradurrei in italiano con «quello e’ un fascista!». Se avessi avuto la capacita’ di capire e di reagire, gli avrei ricacciato l’insulto in gola con un sacco di legnate, ma allora dovetti subire e lasciare ai miei genitori il compito di ristabilire le proporzioni. Da alcuni anni pero’ mi e’ capitato spesso di ritornare su quell’episodio e di riflettere sulle cause di quella reazione di mio fratello con il quale, con il trascorrere degli anni, si e’ poi stabilito un forte legame affettivo e di solidarieta’. Mio fratello Samuil non aveva certo reagito all’ingombro fisico della mia personcina, troppo minuscola per essere fastidiosa, ma a quello affettivo che era enorme e che comprimeva il suo «spazio emotivo». E’ una sindrome che coglie frequentemente chi arriva per primo e ritiene che lo spazio, il tempo e l’energia che occupa, siano esclusivamente suoi fino a quando non compare l’intruso che rivendica la sua parte per il solo fatto di esserci. \
L’ebreo e’ sin dall’antichita’ il fratello minore, il piccolo, non il fratello maggiore. La sua consistenza numerica e’ esigua, al di la’ delle promesse incoraggianti («Sarete numerosi come i granelli di sabbia sulle rive dei mari e come le stelle in cielo»), anche se quell’esiguita’ di popolazione corrispondera’ ad un ingombro immenso nella spiritualita’, a partire dall’assenza materica del divino. L’ebraismo inoltre inaugurera’ l’universalismo dell’essere umano, occupera’ il futuro, dimensione totalmente ostile per il concetto idolatrico della ruota dell’eterno ritorno, dilatazione di un presente ipertrofico, affermera’ l’universalismo come accesso all’uguaglianza. Il divino del monoteismo ebraico, il tetragramma ineffabile si dichiarera’ «Dio» dell’intero genere umano con particolare predilezione per lo schiavo e lo straniero e ad essi affidera’ il compito di redimere il genere umano.
Affidato ad una forza centrifuga senza controllo, liberato nel mondo dell’antichita’ idolatrica, un tale messaggio sarebbe stato deflagrante, insopportabile per la struttura socio-antropologica di quell’umanita’. Gli ebrei comprimono il proprio ingombro universalista dentro un particolarismo desunto da un’elezione della responsabilita’. Questa elezione e’ espressa in un patto sacerdotale esclusivo direttamente con il divino, berith mila’, patto della circoncisione, e permette di affidare la relazione degli ebrei con il resto dell’umanita’ al patto noachita, riducendo a minor ingombro l’alterita’ ebraica. \
Gran parte del mondo cattolico e cristiano \ rispose all’ingombro spirituale ebraico con persecuzioni e stermini, contribuendo ad avviare l’Occidente verso la bancarotta fraudolenta della Shoah. Duemila anni dopo che un giovane ebreo era salito sulla croce, saliva sulla croce di Auschwitz l’intero popolo ebraico con un milione e mezzo di bambini. Un bimbo in particolare – condannato dai nazisti all’impiccagione per una ridicola trasgressione – che a causa del suo esile peso agonizzo’ piu’ di mezz’ora prima di rimettere l’anima al Creatore, divenne per una certa teologia cristiana l’incarnazione del Cristo del Duemila. Ma sulla croce del Golgota nazista non sono saliti i cristiani in quanto tali, ma gli ebrei in quanto tali, di educazione cristiana invece erano tutti i carnefici. Il sacrificio piu’ immane di quel diluvio, colpi’ il popolo della yiddishkeit, l’ebraismo ostjudish, popolo in tutto e per tutto per cultura, lingua, identita’, profonde strutture dell’emozione intraducibili in parole, sentimento di appartenenza, fede, spirito di redenzione, musica, canto, letteratura, tradizioni. E colpita a morte fu la sua impareggiabile lingua, lo yiddish voce di esilio, condizione dello spirito prima ancora che lingua. \
Il popolo dello yiddish e’ stato un capolavoro di umanita’: senza confini, senza frontiere, senza eserciti, senza burocrazie, senza deliri nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile, la Torah, che sapeva vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo per mano l’ineffabile Dio del monoteismo come un compagno di giochi, rispettandone la maesta’ ma denunciandone contemporaneamente la correita’ nei mali del mondo. Un popolo di uomini semplici e sapienti che glorificavano l’uomo fragile e facevano della fragilita’ la potenza di chi accetta la sfida di redimersi redimendo il Santo Benedetto, capaci di vertigini di pensiero in cui il piu’ umile si misurava con le asperita’ del sapere ebraico, capaci di stupore estatico di fronte ad ogni piu’ insignificante manifestazione del creato e di pietas per il soffrire di ogni essere vivente, goffamente belli con i loro cernecchi svolazzanti ai lati delle tempie (ho sempre pensato che Gesu’ sia stato ritratto coi capelli lunghi perche’ aveva delle peyo’t lunghe come un super khassid e cosi’ lo rappresentero’ in un mio prossimo spettacolo) erano persino malinconicamente sublimi nei loro difetti e nelle superstizioni, separati dal mondo che li circondava ma non chiusi ad esso, ai suoi umori, ai suoi suoni, alle sue musiche e alla sua gente buona, sognatori ed umoristi per vocazione, inventori dell’umorismo ferocemente autodelatorio come rimedio contro l’idolatria e la violenza.
Questo «popolo della domanda che rimane aperta anche dopo che la bocca si e’ chiusa» era un ingombro insopportabile per un mondo brutale posseduto dal demone dell’odio, del nazionalismo, animato da pulsioni di morte, dalla brama di risposte perentorie, di supremazia. E’ stato cosi’ facile annientarlo perche’ era solo e indifeso, era troppo per un mondo cosi’ infame e violento: «E chi e’ mai un grande ebreo del passato di fronte ad un piccolo ebreo di oggi, un semplice ebreo di Polonia, di Lituania, di Volinia. In ogni ebreo urla un Geremia, ruggisce un Giobbe disperato, in ogni piccolo ebreo un re scettico canta il suo canto d’Ecclesiaste» (Itzkhak Katzenelson, Canto del popolo ebraico massacrato, Canto IX, Ai cieli). Al loro ingombro inespresso carico di energia spirituale e poetica, ho dedicato gran parte della mia vita, convinto che essi ci abbiano lasciato in eredita’ la loro incessante interrogazione per costruire un futuro fondato sulla fragilita’. Oggi l’ebreo ha perso questi statuti, li cede in cambio di certezze, di confini, di forza, di status sociale autorevole, anche se talora il suo ingombro pregresso riaffiora: come nel caso dei deliri di un dittatore squalificato in cerca di facili consensi ed e’ il caso del presidente iraniano Ahmadinejad.
Un tempo l’ebreo era come lo zingaro, oggi lo zingaro e’ l’ebreo, porta l’ingombro che l’ebreo ha accantonato. L’antico ingombro dell’ebreo si specchia sempre piu’ spesso negli occhi di un vecchio palestinese che infrange il suo sguardo contro un brutto muro di cemento elettrificato o negli occhi di una palestinese che guarda la sua casa abbattuta e i suoi ulivi sradicati in nome della sicurezza.
L’ingombro dell’altro e’ sempre li’ per parlarci, sta a noi ascoltarlo.”
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Cattolici? Una minoranza
Viviana

Parlare di un’Italia cattolica e’ una bestemmia. Chi e’ meno cattolico di questi governanti che si dichiarano tali e agitano crocifissi come mazze, mentre avanzano inique leggi contro poveri, lavoratori, migranti, donne e diversi sessuali, penalizzando la sessualità e la maternità insieme alla fame e al lavoro?
Chi e’ meno cattolico di questi esibizionisti del lusso piu’ sfrenato? (faceva ridere Franca Rame quando parlava del Papa che si veste tutto di rosa con un corteo di vescovi in rosa, o tutto di verdolino con un corteo di vescovi verdolini, come le ballerine alle Folies Bergere)
Chi e’ meno cattolico di questi magnati che si sposano in San Pietro ma non danno una lira a chi soffre?
I praticanti sono in netto calo.
Come del resto calano i sacerdoti.
Da un sondaggio del 96 risulta che quasi l’80 % della popolazione della Penisola si definisce “cattolico”, ma solo un terzo anche “praticante”. Solo uno su 3 va a messa ma il numero si sta riducendo sempre piu’.
In quanto ai dettami della Chiesa, il gap diventa sempre piu’ grande, lo scollamente del paese dalla Chiesa ufficiale e’ netto: su gay, fecondazione assistita, ricerca sugli embrioni, coppie di fatto, eutanasia.. la maggioranza di chi si dichiara cattolico la pensa diversamente dal Papa
Non e’ stato fatto nessun sondaggio in ordine al recente schieramento del Vaticano a fianco dei paesi che impiccano omosessuali o discriminano disabili, ma sarebbe interessante sapere da che parte stanno gli italiani, se a favore di un Vaticano che intende proseguire le sue feroci discriminazioni boicottando le direttive dell’ONU per la parità dei diritti umani o se questi diktat fanno ormai solo schifo
Ma i giornali sono troppo vigliacchi per esporsi a questo tipo di sondaggio
In tutti i sondaggi che toccavano diktat di Ratzinger sulla morale sociale la risposta e’ stata al 99% contro il Papa.
In materia di contraccezione poi, chi segue il Papa sta in una esigua minoranza
E allora cattolici chi?
Cristiani forse. Papisti mai.
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Un paese diversamente democratico
Viviana Vivarelli

Noi siamo un paese ‘diversamente democratico’.
E ‘diversamente cristiano’.
I ‘diversamente cristiani’ sono quelli che chiuderebbero le frontiere ai poveri se sono islamici (parola di Biffi)
e che si allineano accanto ai paesi che impiccano i gay e discriminano i disabili
quelli che considerano normale che il Vaticano abbia ancora la pena di morte
quelli che violentano i bambini ma non se ne deve parlare perche’ e’ discriminatorio nei confronti di chi li protegge
quelli che dicono bene del neoliberismo e lo considerano la cosa “piu’ affine al cristianesimo” (parola di Ratzinger)
quelli che difendono gli israeliani perche’ e’ molto ‘in’
come ieri parteggiarono per i nazisti contro gli ebrei perche’ era pure ‘in’
e restano intrinsecamente fascisti
anche se capovolgono la storia
e fanno santi i concessori di ieri
e frodano denaro ma appartengono ai Legionari di Cristo
e fanno fervorini ai lavoratori ma proteggono i vescovi usurai e i cardinali del Banco Ambrosiano
quelli che tutti i cristiani sono uguali, le donne un po’ meno e i preti fanno eccezione
quelli del potere ai maschi, ma se hanno la tonaca di piu’
quelli dello stato integralista e della legge confessionale
quelli che come modelli hanno Mambro e Mantovani, come i giovani azzurri hanno Mambro e Fioravanti
(sembra che il modello Valerio Fioravanti – militante neofascista, capo del gruppo terroristico di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari, riconosciuto colpevole con sentenze passate in giudicato dell’omicidio di 93 persone e reo confesso, ora in regime di semiliberta’- sia un modello di riferimento tanto per neonazisti, fascisti, cattolici di estrema destra ciellini e berlusconiani)
quelli che fanno il famili day ma votano Berlusconi
quelli che applaudirono Papa Giovanni e ora applaudono Ratzinger e se e’ l’opposto che fa?
Noi siamo un paese ‘diversamente umano,
il che vuol dire bestiale
ma di questo concordemente ci beiamo.
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Corrado Augias

Sempre meritevole, per chi voglia guardarlo o registrarlo, il civile programma ‘Le storie’ di Corrado Augias, alle 12,45 su Rai 3

Oggi c’era la coppia Franca Rame e Dario Fo
Per la 2° volta la Svezia ha emesso un bel francobollo per celebrare Dario Fo.
In questo stupido paese dove governi idioti sono contro la cultura e la ricerca, mentre incensano spregevolezze come Craxi, Gelli, Mambro e Fioravanti, Dario Fo e’ ignorato come tanti uomini di valore, in nome di un laida in cultura che oltrepassa di gran lunga la figura isolata di B, uomo di cattivo gusto e di basso livello morale, per segnare il punto piu’ basso di tutta una indegna nomenclatura.
Franca Rame ricordava il CNR di Pavia che aveva isolato una molecola atta a combattere l’ADS ma non poteva continuare la ricerca, mancando i 50.000 €. La Rame li aveva offerti e poi, siccome questi erano stati trovati, la somma era andata a un ricercatore di talento uno dei tanti che lo Stato ignora mentre compra crocefissi e agendine, fa nuove province o aumenta lo stipendio ai parlamentari.
La Rame ricordava che dal 2001 al 2007 sono morti sul lavoro 7.000 lavoratori, ma la Commissione del lavoro in cui lei si trovava non aveva una sola volta messo all’ordine del giorno il problema delle morti bianche, mentre i suoi disegni di legge e le sue interpellanza erano ignorati da tutti. (Dalla fine della 2a guerra mondiale, piu’ di 100.000 persone sono morte sul lavoro nel nostro Paese: un numero impressionante che supera di gran lunga, le perdite americane nella guerra nel Vietnam. Si e’ calcolato che, in un’ora di lavoro, avvengono circa 360 incidenti). La Rame alla fine, schifata dall’ignavia di Governo, si era dimessa. Si e’ arrivati a dire che era “una fatalita’!” Anche tenersi Governi iniqui e irresponsabili e’ una fatalita’?
La Rame raccontava che i cosiddetti ‘Onorevoli’ (mai parola e’ caduta tanto in basso) maneggiano su tutto, si pensi che i loro assistenti sono precari e pagati 500 € al mese quando lo Stato da’ espressamente per loro 5000 €! La loro avidita’ non si sazia mai!

Tettamanzi destina un milione di € tratto dall’8 per mille come inizio di un fondo per chi ha perso il lavoro

Il Duomo e’ gremito da gente vestita lussuosamente, ma nessuno dei ricchi cummenda milanesi imita il suo gesto, i signori si toccano il Rolex d’oro, le signore si stringono nelle pellicce e qualcuno pensa che l’arcivescovo sia un po’ matto. Tettamanzi auspica “un supplemento speciale di fraternita’ e solidarieta’” in questa crisi di portata mondiale, che non ha manifestato ancora pienamente i suoi effetti destabilizzanti.
Non possiamo stare a guardare. Occorre agire. E l’azione deve privilegiare chi nei prossimi mesi perdera’ il lavoro con gesti concreti di solidarieta’ e col ritorno a uno stile di vita piu’ sobrio. Tutti dobbiamo essere sobri: perche’ il cuore sia libero dalle ricchezze, per educarci a investire e a spendere per cio’ che e’ necessario e importante e per condividere la nostra umanita’ e i nostri beni con chi e’ povero.
C’e’ uno stile di vita costruito sul consumismo che siamo invitati a cambiare per tornare a una santa sobrieta’, segno di giustizia prima ancora che di virtu’. C’e’ una solidarieta’ umana da ritrovare perche’ chi vive momenti di difficolta’ non si senta abbandonato. C’e’ una nuova primavera sociale fatta di volontariato, mutuo soccorso, cooperazione da far fiorire perche’ insieme, solo insieme e’ possibile affrontare e superare le difficolta’ che sperimentiamo e che si prospettano.
Tettamanzi va alla causa della crisi: “Appare gia’ con sufficiente chiarezza come l’origine dei mali stia a monte dell’economia, perche’ la produzione, la distribuzione e l’uso delle risorse implicano sempre un insopprimibile aspetto etico. Come puo’ dirsi etica un’economia che non mette al centro l’uomo ma il profitto da perseguire ad ogni costo? Quanta responsabilita’ ha quella finanza virtuale che ha perso di vista l’economia reale centrata sul benessere delle comunita’ e dei singoli? L’etica, e il 1° valore etico e’ il rispetto della persona in tutte le sue dimensioni, non e’ un’aggiunta all’economia, ma ne e’ il fondamento. Sempre quando si calpesta l’uomo sulla breve o lunga distanza a pagarne le gravissime conseguenze sono l’uomo, la societa’, la natura e l’economia stessa

Tettamanzi ha invitato infine ad “agire”. “E l’azione ora deve privilegiare chi nei prossimi mesi perdera’ il lavoro e non sara’ piu’ in grado di mantenere dignitosamente se’ e la propria famiglia“.
Poi, l’annuncio di un Fondo di solidarieta’ “Famiglia-lavoro” con una dotazione iniziale di un milione di euro.
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Noi e gli altri
Viviana

Se penso che la nostra politica estera e’ affidata alle barzellette di Berlusconi o a persone del tutto inette e persino grottesche come Frattini o La Russa mi viene male.
E se penso che la ripresa dalla nostra crisi economica e’ affidata a un magnate intenzionato solo a difendere i propri interessi come Berlusconi o a Ministri del tutto inetti come Tremonti, Sacconi, Matteoli, Scajola, la Prestigiacomo, la Gelmini.. batterei la testa nel muro per la disperazione.

Gli altri paesi sostengono le industrie, noi no.
Gli altri investono in scuola e ricerca, noi le tagliamo.
Gli altri paesi curano come tesori le loro intelligenze migliori, noi le cacciamo.
Gli altri paesi scelgono integratori economici, ripristino di scuole o acquedotti, opere di pubblica utilita’, noi scegliamo il ponte di Messina o una TAV che arriva gia’ con 45 minuti di ritardo.
Gli altri aumentano le energie rinnovabili, noi regaliamo 5 miliardi a Gheddafi, favoleggiamo di un nucleare impossibile, aumentiamo le discariche e l’inquinamento, ce ne freghiamo delle energie pulite e riapriamo le miniere (private) di carbone sarde.
Gli altri nazionalizzano le banche, noi le omaggiamo e mettiamo la figlia di Berlusconi a capo di una delle maggiori.
Gli altri tagliano gli sprechi pubblici, noi li aumentiamo.
Gli altri premiano i migliori, noi arretriamo con nepotismo e clientelismo ammazzando il merito.
Gli altri mettono tetti ai superstipendi, noi li allarghiamo.
Gli altri pensano ai loro cittadini, Berlusconi pensa solo a se stesso.
Sarcozy elimina la pubblicita’ televisiva, noi eliminiamo l’informazione televisiva e stoppiamo le intercettazioni giudiziarie mentre Berlusconi pensa a un bavaglio su internet.
Gli altri aggravano le pene ai reati finanziari, noi li depenalizziamo.
Tutti andranno a fondo, ma qui siamo governati da due pazzi: uno vuole solo il federalismo, l’altro solo arricchire se stessi.
Tutti andranno a fondo, ma noi ci arriveremo per primi.

I fannulloni della RAI
Vi

Brunetta? Assenteismo? Fannulloni? Mangiaufo? Ma davvero?!
Pensate a quali programmi nuovi, quali film, quali magnifici prodotti creativi ci ha dato la RAI a Natale. Nessuno? Strano davvero!
13.428 dipendenti, 43 mila collaboratori. E nuove assunzioni alle porte. 1/4 dei programmi comprati all’esterno. 114 parrucchieri, 67 camerinisti, 66 arredatori, 61 falegnami, 18 costumisti, 12 meccanici, 34 consulenti musicali, 36 scenografi, un’orchestra leggera di 16 elementi (indipendente da quella sinfonica della Rai di Torino con 116 musicisti) che non viene utilizzata da anni. 13.248 persone che lavorano per noi. A Natale ci hanno dato Gianni e Pinotto!!
Poi c’e’ la montagna dei 43 mila contratti di collaborazione (da quello a Vespa all’ultimo figurante).
Un carrozzone elefantiaco di nullafacenti, gravato da anni di blocchi, clientelismi, raccomandazioni (ti raccomando quelle di Berlusconi!).
28 addetti alla segreteria del consiglio d’amministrazione, 49 alla Direzione generale, 397 ai Servizi generali, 114 alla Pianificazione controllo, 142 all’Amministrazione e 133 all’Amministrazione e Abbonamenti, 679 alle Riprese pesanti, 252 alle Risorse umane con ben 21 alti dirigenti.
Ci danno 4 minuti di tg vuoto di tutto, meno i saldi, e per farlo pagano 1.771 giornalisti (di cui 54 sono vice direttori, quasi 5 per ognuna delle 11 testate), 931 programmisti-registi, 76 aiuti registi, 476 assistenti ai programmi. Solo i dipendenti di Rai Way e Sipra sono 1.405.
Ma ovviamente i programmi si danno in appalto. Nel 2007, secondo Cgil, i costi esterni sono arrivati a 1.327 milioni.
Mineo il direttore del canale che nessuno guarda ha 94 giornalisti!
Brunetta, se sei morto, girati nella tomba!
..
Beckam chiede 500.000 euro per partecipare a San Remo
..
Lettera di Mariapia

Ciao Vi,
sono alla scoperta dei nuovi barbari e mio nipote mi aiuta.
Inizio appena appena a comprendere l’ evoluzione culturale e genetica che sconvolge il pianeta.
Noi vecchi chiamiamo barbari tutti coloro che non si conformano alla idea di cultura e civilta’ che abbiamo acquisito, quindi tutti coloro che non si piegano alle leggi da queste statuite e imposte.Non parlo di giusto o non giusto, ma osservo astratttamente le manifestazioni di questa nuova epoca; osservo.
Anche Beethoven venne definito “barbaro” rispetto a Boccherini.
Penso al medioevo e al rinascimento. Guardo la nuova pittura, le nuove forme dell’arte e ancora fatico a comprendere.
Giacomo mi ha aiutato a comprendere, anche senza gustare, certe nuove forme dell’arte dicendomi: “Mi piace il bello, certo, ma molto di piu’ mi piace tutto cio’ che mi fa pensare: anche se non sono in grado di giungere al pensiero di un certo artista, io penso, e questo e’ molto importante”. Ha 14 anni ed e’ un “barbaro” che pensa.
Un pensiero che spazia ovunque, quindi ogni cosa, oggetto, pensiero lo deve in qualche modo collegare a “tutto”.
Mi ha detto questo dopo una visita alla Cappella Bentivoglio, affrescata da Lorenzo Costa e Francesco Francia e dove la “bellezza” pittorica la fa da padrone.
Ha detto che la bellezza pittorica in quel luogo e’ tanta, ma lui ama di piu’ Magritte (io pure), che lo invita a pensare e aggiunge che il massimo per lui sarebbe la capacita’ pittorica di Dali’ e il pensiero sulla vita e sull’uomo che Magritte suscita con la sua pittura.
Mescolanze, ampiezze, lincks…. Io non giungero’ ad amare Miro’, ma posso iniziare a comprendere il nuovo pensiero apparso sul nostro pianeta e in ogni ambito della vita.
Togliere la critica – che spesso nasconde un’aspettativa – e provare a comprendere.
Non e’ mai troppo tardi, ci provero’ ed e’ un lavoraccio. Capire poi non e’ subire, e si puo’ anche giungere a vedere che alcune o molte cose porteranno a sventurati traguardi.
Ti voglio bene “anche” per le mille strade che hai aperto nel mio cervello e che hanno ampliato la mia mente.
Baci
mp
..
Il nuovo
Ho prodotto un’arte a misura di me stesso.
E l’ho fatto con gli occhi aperti alle meraviglie del mondo visibile e con la preoccupazione costante di obbedire alle leggi della natura e della vita
.

(Odilon Redon)
..
L’apologia del Male e’ l’ultra-rivincita del Male
la sua massima soddisfazione.
Un paese che ha un pluriomicida come eroe
un gran ladrone come santo patrono
un furfante come presidente
delle puttane per ministri
e dei servi come onorevoli
dei molluschi come opposizione
un Torquemada che fa il papa
una cricca di parassiti imprenditori
giunte colpevoli abbarbicate come cozze
e media che su tutto ballano il quaraquaqua dei cortigiani
su un popolo abulico e somaro
piu’ avezzo a frodare la legge che a servirla
che speranze di salvezza puo’ avere?
Praticamente nessuna.
Avremo il baratro che ci meritiamo
.

Vi
..
Elisabetta

Un politico ha sempre una verita’ di scorta. Un buon politico ha sempre tante verita’ di scorta. Un ottimo politico ha la scorta e se ne frega della verita’ che non scorta.
..
Sta per uscire “per buona condotta” il primo dei sei (5 erano poliziotti) assassini della Uno Bianca.
24 omicidi, 18 anni di carcere, praticamente, se non erro, una pena di 273 giorni a morto, il triplo di quanto Dominici voleva dare ai lavavetri.
Insomma puoi scegliere: o lavare tre vetri o ammazzare una persona, non fa differenza!
E qui c’e’ chi urla al giustizialismo!!!???
..
Cesare Beccarla

A destra si contendono l’aeroporto di Milano per soldi loro, a sinistra si contendono il comune di Napoli per soldi loro.
La speranza che affondi tutti e due e’ tutta nostra.
..
In Italia, ovunque si decida di costruire una nuova sede pubblica, siate certi c’e’ di mezzo un imbroglio, un grande imprenditore, la giunta, la politica e gli affari.
L’unica cosa certa sara’ colpa della magistratura che indaga, un complotto Berlusconi-Craxi.
Un complotto infinito per arricchirsi a spese nostre. Politica la chiamano.
..
Sanita’ lombarda delocalizzata
VITTORIO MALAGUTTI

Un colosso svedese gestira’ le prenotazioni per la sanita’ lombarda. Con un call center di Paterno’. Feudo della famiglia del ministro.
L’ultimo affare della sanita’ lombarda ha una targa scandinava ma parla siciliano. Sara’ la multinazionale svedese Transcom Worldwide, quotata in Borsa a Stoccolma, a gestire il centro unico di prenotazioni telefoniche per gli ospedali pubblici e alcune cliniche convenzionate della Lombardia. L’operazione siglata poche settimane fa a Milano ruota attorno al cali center di Paterno’, in provincia di Catania, una struttura inaugurata 4 anni fa dalla giunta di Roberto Formigoni. All’epoca la scelta non sembro’ casuale. Proprio li’, ai piedi dell’Etna, e’ nato 61 anni fa Ignazio La Russa. E col tempo la cittadina siciliana e’ diventata un feudo politico esclusivo del gran capo milanese di AN. Non per niente a fine maggio il neo ministro della Difesa ha deciso di festeggiare proprio a Paterno’ la fresca nomina nel governo Berlusconi. Quel giorno ad acclamare in piazza il piu’ noto dei loro compaesani c’erano decine dei 400 dipendenti del call center della Regione Lombardia, opportunamente precettati dalla direzione aziendale. Alla presidenza di Lombardia Call, la societa’ a controllo regionale a cui fa capo il centro prenotazioni siciliano, siede Giovanni Catanzaro, 63 anni, un manager di lungo corso legato da almeno un trentennio a un altro cittadino illustre di Paterno’: il costruttore Salvatore Ligresti, a sua volta amico dei La Russa fin dai tempi del senatore missino Antonino, padre di Ignazio. Con l’appoggio di An, Catanzaro e’ anche arrivato alla I presidenza della Consip,l l’azienda di Stato che gestisce e coordina i sistemi informativi e gli acquisti dell’intera Pubblica amministrazione.
Adesso a Paterno’ sbarcano svedesi, ma nei fatti poco o nulla cambiera’.
..
Contro i rumori forti l’orecchio ha le sue difese
ma quando si susseguono per troppo tempo rumori troppo forti
il rischio patologico e’ la sordita.’
Si puo’ parlare di sensibilita’ morale fino a una certa soglia
quando quella soglia viene superata, e in Italia siamo ormai molto sopra ogni sopportazione civile, la coscienza non puo’ che diventare sorda
Questo noi siamo diventati: un popolo moralmente sordo
.

Viviana
….
I pacifisti israeliani

“Molto prima delle 18 la Cineteca e’ circondata da tutti i lati, polizia regolare in tenuta antisommossa, reparti a cavallo e un mucchio di macchine di pattuglia che scaricano agenti in continuazione. «Guardate, questi non hanno pistole, hanno fucili automatici. Vogliono portare la guerra anche qui?»..I cartelli dicono: «Fermate il massacro», «La guerra e’ di Olmert, le vittime sono nostre», «No all’omicidio degli innocenti», «Noi israeliani diciamo: il governo di Israele commette crimini di guerra», «Intervento internazionale ora», «Europa ferma la guerra», «Livni, l’omicidio non e’ femminista», «Il comandamento dice: non uccidere».
Uno slogan ripetuto di frequente, «Questa non e’ la mia guerra», e’ scritto in arabo, ebraico, inglese..In piazza ci sono piu’ di mille persone, piu’ di quante ci si potrebbe aspettare in Israele durante le prime ore di una guerra, con la febbre bellica di cui sono responsabili i media .. i manifestanti gridano: «Ebrei e arabi si rifiutano di essere nemici», «A Gaza e Sderot i bambini vogliono vivere», «La guerra e’ un disastro, la pace e’ la soluzione», «Fermiamo la guerra, torniamo alla tregua», «Facciamo tacere i fucili, salviamo la gente», «Barak, Barak, quanti ne hai uccisi oggi?», «Le stragi non ti daranno il potere», «Il sangue scorre per il prestigio dei ministri», «Il sangue scorre per i sondaggi dei partiti corrotti», «No alla guerra, torniamo alle trattative». Persino «No alla guerra, si’ alla pace» che di solito suonerebbe come un truismo naif, oggi suona come un messaggio netto e radicale.

«Signore e signori della stampa, il nostro attacco di oggi su Gaza e’ stato chirurgico e precisamente mirato», la voce di Olmert alla radio che alcuni attivisti hanno acceso viene trasmessa dalle torri dall’altra parte della strada. «Bugiardo, criminale di guerra», sale un urlo in risposta, e molti giovani cercano di sfondare i blocchi della polizia

www.tellusfolio.it/stampa.php?iddoc=7578&stampa=true
..
Non bruciate le bandiere… mettetele al cesso!

Non bruciate in piazza le bandiere di Israele e non imbrattate con svastiche quelle dei loro alleati e sponsor. Non turbate Daniele Capezzone che prova vergogna per questo, tanto da obbligarlo a dichiarare che “chi si rende protagonista di questi atti, da’ la misura della propria violenza, dell’intolleranza, dell’adesione culturale al progetto tecnicamente di nuovo nazismo di quanti (penso ad Hamas) vorrebbero distruggere lo Stato di Israele ed eliminare donne e uomini ebrei. Mi auguro che i settori politici coinvolti nella manifestazione vogliano chiedere perdono, e fare pubblica e profonda autocritica per avere preso parte a un evento dove si e’ verificato un simile episodio”. Non indignate Moni Ovadia: “Bruciare la bandiera di un popolo e’ come bruciare la nazione. La Bandiera e’ un simbolo”. E non fate infuriare Furio Colombo: “Chiunque abbia bruciato quelle bandiere ha compiuto un atto delinquenziale, privo di senso, totalmente inutile per la pace” e si dice “indignato per il fatto che ogni volta che ci sono di mezzo gli israeliani non li si considera come soldati, ma subito come assassini”. Ma vorremmo chiedere loro se possiamo turbarci, indignarci, infuriarci per le bandiere palestinesi bruciate a Gaza dalle bombe assieme alle mani, ai corpi e agli spiriti di chi, spesso giovanissimi, le difendeva. Ma evidentemente questo si puo’ fare. Si puo’ bruciare il piu’ grande campo di concentramento al mondo, si puo’ affamare e massacrare i suoi abitanti, ma non turbate questi signori, non turbate il primo giorno di saldi. In silenzio per favore… non urlate e non sbraitate. E smettetela di infastidire la gente con storie e immagini di bambini a pezzi e urlate a pieni polmoni per “le donne israeliane scioccate dai missili di Hamas”. Tanto e’ inutile: loro hanno la forza, l’informazione, loro dettano gli umori dell’opinione pubblica. Hanno anche ragione? Forse questo no… ma poco importa. Ma se proprio non potete piegarvi allora siate pronti «a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che cio’ possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione.» Lo disse tanti anni fa un uomo che pago’ con la sua vita il suo rifiuto a piegarsi alla logica della forza. Che pago’ la stessa logica che porta oggi a massacrare i palestinesi. E se proprio dovete manifestare il vostro disprezzo… per una bandiera, un simbolo… allora mettetelo al cesso. Questo si puo’ fare, crediamo, anche se non siete ministri e non lo fate “nell’esercizio delle funzioni parlamentari”. Con buona pace di chi si indigna.

www.lottacontinua.net
..
ELIMINATA LA PUBBLICITA’ TV IN FRANCIA sulla TV pubblica in ore serali

Le mancate entrate vengono sostituite da una tassazione extra alle TV private e alle aziende che gestiscono la telefonia.
Tutti davanti al teleschermo per l’esordio del nuovo sistema voluto da Sarkozy
I francesi hanno risposto alla grande: 3 milioni di spettatori in piu’ davanti ai teleschermi per l’esordio della tv (pubblica) senza spot pubblicitari. Alle 20 di lunedi’, infatti, e’ scoccato lo storico stop alla pubblicita’ che ha riportato i francesi alla situazione di 40 anni fa. In molti lo hanno vissuto come un evento storico. Le serate dei francesi cambiano. In un recente sondaggio, del resto, si erano detti in grande maggioranza favorevoli alla soppressione della pubblicita’.
..
Guido Pent

Messaggi di fine anno,
messaggi di morte
cavalcati da giornali e TV:
un’Apocalisse “autodafe’”
tra sorrisi imbarazzati a scegliere
fra ipocrisia e pianto isterico
.

Scrivo usando le corde della poesia, un linguaggio che lascia piu’ spazio ai pensieri della semplice prosa. Piu’ facile ma anche piu’ difficile da tradurre in azione, quando questa e’ dettata dal cuore…
…e’ un mondo difficile. Israele e Palestina. Pensieri pesanti per il cuore: morti in Israele, morti in Palestina. Peso anche per la mente: 400 o 600 in Palestina, 4 o 40 in Israele.
La vita e’ inestimabile di per se’ ma la ragione vacilla a contare i cadaveri e a tracciare collegamenti tra situazioni simili gia’ conosciute (guerre, le torri gemelle, epidemie).
Medioevo: ognuno scomoda la sua religione, ognuno giustifica col proprio Dio massacri lenti e veloci.
Nessuno e’ escluso dalla responsabilita’ di queste morti in questa civilta’ globale. Tutto e’ connesso da interessi, flussi di dati, denaro, merci, servizi, idee, bisogni reali ed indotti e risposte o non-risposte agli stessi. Anche la guerra, la fame, la pulizia etnica.
Anche se facciamo finta di non c’entrare. Per questo si scomoda Dio.
Ed anche il pensiero laico si arrangia come puo’. Addomestica usando le stesse armi di coloro che sono stati criticati nella storia: censure, corruzione, monopo’li, dogmi (in valsusa abbiamo esempi recenti: “opera necessaria”…”fuori dall’Europa…”). In Italia un film su quanto e’ accaduto pochi anni fa a pochi chilometri da noi, a Sebreniza, prodotto da una documentarista italiana (Roberta Biagiarelli) e candidato tra i migliori film europei del genere al David di Donatello non e’ stato acquistato da alcuna televisione italiana! L’abbiamo visto al Malafestival ad Avigliana il mese scorso. Brillavano per l’assenza i rappresentanti istituzionali. Tanto i prodotti per il lavaggio delle coscienze sono in saldo tutto l’anno.
Tanti WHY (perche’) con pochi e raffazzonati BECAUSE (perche’, con funzione esplicativa).
Israele, la vittima diventata carnefice. Si moltiplicano i giorni della memoria della shoah senza alcun effetto apparente: rinascono le ideologie razziste e antisemite, il sionismo nell’accezione politica pratica segregazione, tortura, pulizia etnica con un’efficace copertura omertosa ottenuta con l’influenza sull’economia degli altri stati, USA in primis.
Palestina: terra rubata piu’ che contesa, una storia segnata dalla violenza che fa ‘si’ che in ogni famiglia palestinese si conti almeno un morto ammazzato, per la maggior parte dei casi la ragione di cio’ e’ il semplice “essere Palestinese”, e non conta l’eta’. E migliaia di palestinesi nel mondo vivono, lavorano, studiano e soffrono questa situazione. E in molti si preparano a proseguire nella lotta copiando inconsapevolmente i loro carnefici, per riprodurre lutto ed ingiustizia cosi’ come e’ stato fatto a loro (il veterotestamentario “occhio per occhio”).
E tutta questa follia rappresenta in realta’ un elemento essenziale per gli odierni equilibri economici mondiali, nessuno muove un dito per arrestare cio’ che alimenta tale distruzione, anzi! Nella migliore delle ipotesi si aumenta il business dell’industria bellica inviando “truppe di pace” modello Afganistan. Ed il 90% delle vittime rimangono i civili.

Quando chi sta in alto parla di pace,
la gente comune sa che ci sara’ la guerra.
Quando chi sta in alto maledice la guerra,
le cartoline di precetto sono gia’ partite
.”
Bertolt Brecht

Ed e’ solo la “gente comune” che puo’ realmente fare qualcosa, ma il presupposto ha da essere completamente nuovo, anzi: “antico come le montagne”…
Gandhi ed i suoi seguaci sono un modello possibile, snobbato oggi piu’ per ignoranza che per divergenza da chi, a sinistra o a destra, rimane legato alle strategie da “legge del piu’ forte”…che purtroppo raramente sono ragionevoli e/o migliori per tutti.
La nonviolenza e’ rivoluzionaria anche perche’ consente di renderci conto di quale e’ la nostra forza reale e di quanto potente sia il perseguimento della “verita’” contrapposto a quello di interessi particolari. Il rischio e’ di scoprire che l’altro puo’ avere ragione, ma non sarebbe certo un cattivo risultato!
E’ sicuramente un percorso faticoso ed e’ basato sulla consapevolezza di essere parte di un gruppo sociale ampio come l’umanita’…ed oggi viviamo in un mondo dove le identita’ sono piccole, frantumate e spesso si percepiscono contrapposte nei loro interessi.
Ed allora cerchiamo quanto ci unisce: la gioia, il dolore, i figli, la morte. Sembrano cose banali, ma tutte spaventano in momenti differenti della vita umana. Forse anche adesso. E avendo sotto gli occhi i risultati drammatici di quest’anno, secolo, millennio come ci possono servire? Proviamo… Proviamo a pensare che i meccanismi che producono distruzione e guerra, cosi’ come quelli che danno pace e serenita’, sono propri dell’Uomo e della Donna. Cosi’ si studiano sia le tecniche per torturare e sterminare che la cura dell’anima. E accade che un anziano psicoterapeuta tedesco, Bert Hellinger, che ha trascorso la maggior parte della sua vita ad osservare l’umanita’ ed ha proposto uno dei piu’ efficaci e rivoluzionari strumenti di terapia sistemica sul “male di vivere” – senza accampare diritti d’autore (come Sabin, quello dell’antipolio)- si sia trovato ad operare a Neve’ Shalom – Wahat as-Salam, un villaggio in cui vivono ed operano per la pace ebrei e palestinesi, col grande risultato di avere evidenziato cosa sia possibile fare per dare una soluzione a quel conflitto. Proprio alla luce di questo risultato non deve stupire che “nessuno ne abbia parlato”. C’e’ un libro (Il Grande Conflitto – ed. URRA) che ne tratta. Chi vuole approfondisca.
Questa chiave di lettura della realta’ e’ una di quelle che aprono le porte del cuore e dell’animo umano, ne portano alla luce i meccanismi e le regole sino ad evidenziare le origini di malattie, suicidi, disagi, dipendenze… conflitti grandi e piccoli dei quali nessuno puo’ dire “non mi riguarda”. Ed e’ semplicemente sconvolgente anche solo prenderne atto perche’ l’osservazione “senza giudizio” di Hellinger – che puo’ essere sperimentata e verificata da chiunque – porta a vedere e percepire come il senso comune e a volte la stessa scienza siano lontane dal comprendere cio’ che accade nella vita dei sistemi complessi come l’Uomo, la coppia, le nazioni, le etnie… E puo’ accadere di scoprire leggi della natura a tutela della vita che rovesciano quanto ideologie e religioni hanno presentato. Si scopre che eventi atroci sono spesso dettati da profondi impulsi d’amore e che atti compiuti in totale buona fede e a fin di bene hanno causato – e causano – danni ingenti persino sulle generazioni che seguiranno. La proposta scandalosa e’ prendere visione ed accettare l’uomo, senza pregiudizio, ed agire in base a quanto, cosi’ facendo, si apprende.
Con questo tipo di informazione si ha la spiegazione del perche’ non ci puo’ essere cambiamento sociale senza evoluzione individuale; non solo: si comprende come l’ingiustizia ed il delitto condizionino non solo la vita degli individui direttamente colpiti ma quella delle stesse popolazioni. Si puo’ cosi’ spiegare perche’ Israele abbia assunto il ruolo del proprio carnefice nazista cosi’ come molti carnefici o figli degli stessi hanno abbracciato scelte idee e religione sioniste. Quanto osserviamo nel conflitto israelo-palestinese ci puo’ dare un’idea di cio’ che puo’ accadere anche a noi se non cessiamo di nasconderci la realta’.
Il meccanismo e’ simile a quello che porta i figli e le figlie che non riescono ad accettare i propri genitori a ripercorrerne i passi…nel bene e nel male; e’ simile a quello che fa ‘si’ che si incontrino e ci si innamori “sempre” di persone “sbagliate” perche’ violente, insicure, dipendenti, fallite…
Se non prendiamo visione innanzitutto della nostra parte umana fatta di immense potenzialita’ di errore, di azioni egoiste e crudeli (come ben conoscono i popoli che hanno memoria della guerra come i tedeschi), di risposte inconsce ad eventi che ci hanno preceduto e di cui si e’ voluto perdere memoria, ben poche sono le possibilita’ di partecipare ad un cambiamento in senso evolutivo. E nulla facciamo per donare ai nostri figli un mondo in cui possano caricarsi unicamente di quanto gli spetta come eredita’ e responsabilita’.
Mi pare che ci sia spazio per una motivazione all’impegno sociale, civile e politico spinta da una spiritualita’ laica perche’ attenta all’uomo, semplicemente. Non per salvare Arabi ed israeliani ma per salvarci noi. Perche’ per concretizzare l’utopico “ama il tuo nemico” non abbiamo da aspettare qualcuno che ci massacri o massacri i nostri figli, possiamo iniziare da oggi a riconoscere i nostri stessi limiti ed accettare l’insegnamento insito in un Silvio B., dalle leggi fatte per non riconoscersi criminale (comprensibile per l’elettore vederlo come leader democratico ed illuminato in cui potersi identificare), di un Piero F. dalla sprezzante verita’ ignorante in tasca, di un Umberto B. macho e marcio come – in fondo – ognuno di noi quando si sente minacciato e solo…e dai mille e non piu’ mille cattivi maestri che – non solo in politica – ci aiutano a prendere coscienza di noi stessi e delle nostre possibilita’ di scelta.
La laicissima consapevolezza che la qualita’ della vita e del mondo che lascio ai miei figli dipende dalla mia capacita’ di vedere e riconoscere proprio i miei errori, quelli che cercavo inconsapevolmente di nascondermi, pesa – mi si permetta – decisamente di piu’ di un “Dio ti vede” elettorale modulato dal pulpito, dagli ideologi del mercato finanziario o altro potere di partito.
Concludo con un’elegia all’inconsapevolezza collettiva tratta da una realta’ con la quale facciamo i conti come cittadini italiani:
“Per me Berlusconi era proprio come un parente. La fiducia che aveva in me era pari a quella che io avevo in lui e nella sua famiglia. A Berlusconi ci voglio bene, fino ad oggi.
E’ una persona onesta, scrivetelo”.
(Vittorio Mangano, boss della famiglia di Porta Nuova, condannato a due ergastoli per mafia, omicidio e traffico di droga, “Corriere della sera”, 14 luglio 2000).

Non perdiamo la memoria e ricordiamo anche: “Chi e’ senza peccato…”

Guido Pent
Sant’Antonino di Susa,
Valle di Susa – Piemonte
..
Chi sacrifica e chi spreca
Viviana

Ma perche’ dovremmo fare dei sacrifici noi soli quando la casta non ci pensa nemmeno a ridurre i suoi sprechi spropositati? Qua si pretende troppo!
Se Tremonti chiede sacrifici, comincino loro per primi a tagliare l’inaccettabile, almeno quegli abusi che sforano tutti i parametri occidentali con una impudenza da ladrocinio!
Intanto la casta parassitaria connessa alla politica e’ arrivata a UN MILIONE (!!) di mangia a ufo contro 58 milioni di pecore paganti e qui bisogna sfoltire, altro che raddoppiare col federalismo, nuove Province o consulenti a sfizio!
Poi basta con la sfacciataggine degli sprechi che continuano senza che si taglino, almeno per pudore, i piu’ spudorati:
E’ intollerabile il nuovo aumento di 200 € ai Senatori, agganciati all’indennita’ dei Presidente di Cassazione grazie alla simpatica legge che si sono autoprodotti nel ’65!
Basta coi super stipendi dei manager alla Fantozzi (quando l’UE ha imposto dei tetti massimi)
E i cali li faccia anche la Chiesa, che spudoratamente se ne frega della crisi e non rispetta nemmeno l’8 per mille ma si frega di piu’
Che autoriduzione ha fatto la Chiesa? (la donazione dell’arcivescovo Tettamanzi resta un caso isolato)
Basta consulenze d’oro e stipendi stratosferici I subcommissari di Bassolino a un milione l’anno o indennita’ della giunta siciliana aumentate in 2 anni del 114%; assessori che guadagnano piu’ dei ministri, 14.000 € netti al mese! E i dipendenti pubblici siciliani che hanno un’indennita’ di presenza che scatta anche in caso di assenza, ferie, malattia e permessi sindacali!
E che dire dei Presidenti di Regione che guadagnano 3 volte di piu’ dei governatori USA?
Il governatore dell’Alto Adige a 25.600 €, 6.000 piu’ della Merkel. Vendola in Puglia, con 4 milioni di abitanti, che incassa 226.631 € netti l’anno! Soru 175.733 € per 1.700.000 sardi, piu’ di Schwarzenegger in California (162.598 € per 36 milioni di persone), e Loiero: 160.000 € per 2 milioni di abitanti!
Ma siamo impazziti!?
..
RIDIAMARO : – )

Bloggher
Bolzano, finanziamenti pubblici al festival dei film porno.
Ecco i soldi dell’ICI per le scuole dei poveri, per gli asili dei trovatelli, per le carozzelle degli handicappati e per i letti degli anziani abbandonati. Ecco dove vanno a finire: fuochi d’artificio, notti bianche dei laidi , festival del porno, congressi universitari dei terroristi.
La pulizia delle strade e il sale per il ghiaccio? Ma chi se ne frega di questi concetti prosaici da casalinghe di Voghera! Ormai i sindaci e i manager sono psicologi, filosofi, filologi; sono dottori dell’anima mica spazzini! La crisi? E’ tutta colpa della casalinga di Voghera che non va alla mattina presto a spazzare il marciapiede del filsofo e del finanziere. No?
Ma cosa lo chiedo a fare a questo circolo autorefernziale del nulla in attesa di imbarco sull’Italia dei Valori per mettersi aposto per tutta la vita?
Ciro, vieni qua che ti spiego dove infilare il fucile a pompa a papa’ e ai suoi amichetti.
E intanto le multe aumentano per mantenere i pervertiti in divisa.
..
Francesco C
Solidarieta’ internazionale
-Una crisi infinita, contro un nemico senza troppi scrupoli e con un gruppo dirigente indegno. Risultato? Un cumulo di macerie.
– Povera Palestina! La sinistra italiana vada in aiuto!
– Ehm… Veramente e’ proprio della sinistra italiana che stavo parlando…
..
Nonno arzillo
SOGNO DI MEZZO INVERNO…

QUIRINALE O REBIBBIA?
Lui vuole salire al Colle.
Noi vogliamo che vada in galera.
Le due cose, in apparenza incompatibili, potrebbero pero’ trovare una soddisfacente soluzione.
A Roma c’e’ il carcere di Rebibbia.
Cambiamogli nome e chiamiamolo “Il Quirinale”.
E rinchiudiamocelo dentro!
Lui sara’ contento, noi ancor di piu’.
Finalmente sara’ l’uomo giusto al posto giusto!
.. ..
Al Male non basta fare il male
vuole scalzare sul trono il Bene
e mettersi al suo posto
vuole adoratori che gli bacino il culo
e, a quel che sembra,
non finisce mai di trovarne.

V.
..
http://www.masadaweb.org

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