Nuovo Masada

dicembre 26, 2008

MASADA n. 845. 26-12-2008. I LIBERATORI. VASILIJ KANDINSKIJ

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:06 am

Azzurro cielo. 1940

(Abbiamo gia’ pubblicato Socrate, Platone, Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King- Lezioni di un corso tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

La bellezza salvera’ il mondo” (Dostoievsky)

Fino alla fine del 1800 Occidente e Oriente camminano separati. Dalla fine dell’800 alcuni personaggi della cultura europea, intellettuali, sensitivi ecc. cominciano a interessarsi del pensiero indiano e tibetano e lo portano in Europa prima e in America dopo, creando un particolare frutto esoterico, miscela di Oriente e Occidente.

Uno di questi personaggi e’ la Baronessa Blavastky, una russa molto strana e inquietante che dichiara di essere in contatto telepatico con due Grandi Maestri tibetani, che ha conosciuto in un suo viaggio sull’Himalaya, i quali le mostrano mentalmente antichi manoscritti sacri. Copiando, cosi’ dice, questi manoscritti la Blavastky scrive vari libri esoterici che destano grande interesse nella cultura europea e americana. Attorno a lei si forma la Societa’ Teosofica, i cui principi sono la fratellanza universale, il rispetto per tutte le religioni che in forma diversa manifestano amore per uno stesso Dio, e principi indiani come l’aura, i viaggi astrali, il kahrma, l’evoluzione attraverso vite successive ecc.

Anche il giovane Gandhi, nel suo soggiorno a Londra, ando’ ad ascoltare le conferenze della Societa’ Teosofica. Vi aderirono personaggi notevoli: Maria Montessori, David Bohme, Schure’, Assagioli, Steiner…e uno dei personaggi piu’ grandi e notevoli del mondo: Krishnamurti, il grande iniziato.

Oggi ci occuperemo di uno di questi personaggi della Societa’ Teosofica: il pittore che rivoluziono’ l’arte occidentale l’astrattismo: Kandinskij.

Kandinskij ha creato l’arte astratta. Kandinskij e’ un estremo creativo, un innovatore, la sua arte e’ un preciso messaggio rivoluzionario, che si situa all’interno dei movimenti spiritualisti che cominciano a diffondersi fuori dai circuiti ufficiali in Europa e America ai primi del secolo, nella correzione del materialismo radicale che nasce dal positivismo ottocentesco e che e’ ancora il paradigma principale del nostro tempo.

Negli ultimi due secoli, 800 e 900, la scienza ha dominato l’Occidente, una scienza che ha ridotto il mondo al visibile, al tangibile, al misurabile, dimenticando i componenti sottili della realta’, dimenticando l’anima. Proprio per controbattere questa scienza materialista che ha avocato a se’ tutto, sono sorti movimenti che hanno diffuso un pensiero spiritualista e tra questi, appunto, la Societa’ Teosofica. La sua interpretazione dell’Oriente ha risentito di una forte impronta esoterica, che si collega in qualche misura agli elitari movimento alchemici del 5-600 e che ha portato fino a noi i concetti diffusi poi popolarmente nel movimento ora languente dalla New Age californiana.

La Societa’ Teosofica veniva incontro ad un bisogno nuovo e diffuse una visione del mondo che non riducevano l’uomo ad un corpo materiale, come voleva la scienza, o ad un meccanismo deterministico, come voleva Freud, o a un consumatore passivo come vorra’ poi il neoliberismo ma ne rispetta le caratteristiche piu’ sottili, quelle che sono note solo ai sensitivi o ai mistici.

Uno di questi paradigmi svelava che nell’uomo non c’e’ solo una parte visibile, ma che esso e’ piu’ complesso, formato da campi di energia sempre piu’ sottili che irradiano da lui formando un ampio uovo di luce, ognuno di questi campi e’ in relazione con un sistema funzionale e l’uomo puo’ evolversi sviluppandosi in ognuno di essi secondo gradi diversi che vanno dal piu’ corporeo al piu’ sottile. Mostrava che anche il male e’ una energia, non solo il prodotto delle azioni umane ma una energia a se’ stante che puo’ essere vista come un’ombra o una macchia nera (in certi casi come fumo, fuliggine o ragnatela). E spiegava che vi sono uomini, molti orientali ma anche qualche occidentale, che non vedono solo la parte densa e grossolana dell’uomo ma anche la sua parte energetica, sottile, e la vedono sotto forma di colore, perche’ il colore e’ una vibrazione, un’onda, e il mondo e’ un insieme di vibrazioni, un insieme di onde, e’ dunque musica, colore e movimento. L’universo intero, al di la’ della sua parte visibile e materiale, al di la’ della sua parte fenomenica, e’ un oceano di energia in movimento, un oceano di onde e di campi di energia, e, sviluppando capacita’ paranormali, l’uomo puo’ percepirlo come energia fluttuante.

La Societa’ teosofica insegnava tutto questo e insegnava a leggere il corpo aurico cosi’ come fanno i monaci tibetani, aprendo la percezione umana anche alle manifestazioni sottili dell’energia, ai colori spirituali, che indicano per un uomo anche il male e il bene, le patologie del corpo come quelle dell’anima, i cattivi pensieri e addirittura le vite precedenti. Ogni colore e’ un’onda con una data lunghezza, che esprime una vibrazione che e’ allo stesso tempo visibile e psichica, materiale ed emozionale, perche’ suscita una emozione o la rappresenta. Il colore e il movimento dell’energia hanno una loro simbolica, si esprimono secondo un codice comunicativo, ma i messaggi non riguardano la mente analitica, o logico-scientifica ma l’anima, parlano a un livello dell’uomo che e’ subliminare, inconscio. Questi colori o irradiazioni o dinamismi dell’energia formano un universo ‘altro’ che oltrepassa questo, per cui la realta’ puo’ essere vista dal sensitivo come vibrazione, suono, colore, vettore dinamico, poiche’ il sensitivo e’ in grado di varcare la soglia che separa il mondo materiale normalmente visibile dalla realta’ immateriale, piu’ intensa e piu’ vera.

Piu’ tardi questa lettura del mondo come vibrazione, come movimento, come insieme di campi di forze, diventera’ quella della fisica quantistica, che soppiantera’ la fisica newtoniana della materia e Einstein sara’ il discrimine tra le due visioni del mondo, pronte ad aprire una terza visione che supera anche quella di Einstein.

Questa realta’ di energia, colori e movimento dove oltre l’apparenza fisica delle cose si intravede ben altro ispiro’ Kandinskji, membro della Societa’ Teosofica e pittore, ed egli nel realizzarli dette vita a una vera rivoluzione artistica: l’arte astratta.

Dal 1400 ad oggi il percorso dell’arte europea e’ stato segnato da grandi personalita’ rivoluzionarie, che rompono con la tradizione, innovano lo stile e il linguaggio del loro tempo e permettono allo spirito di comunicarsi in modo diverso: Giotto, Masaccio, Leonardo….Ma la rivoluzione di Kandinskij e’ una delle piu’ eclatanti, al punto che la sua comprensione non e’ ancora entrata nel gusto popolare. Del resto i principi orientali diffusi dalla Societa’ Teosofica affascinarono una elite culturale ben precisa e anche l’arte astratta risulto’ difficile e poco divulgabile.

Kandinskij e’ l’artista rivoluzionario piu’ vicino a noi e segna la nascita della pittura moderna, la pittura astratta, l’astrattismo. Egli svincola la pittura dai suoi legami tradizionali con la realta’, dalla rappresentazione oggettuale o figurativa, per cui si copia l’oggetto cosi’ come appare, nel suo aspetto esterno e fenomenico, nella sua tangibilita’ e visibilita’ immediata, svincola lo sguardo dal primo e piu’ facile modo di vedere, e propone una visione che oltrepassa l’oggetto nella sua materialita’, nella sua densita’ visibile, per proporre una visione spirituale di esso.

Kandinskij- Primo acquerello astratto

L’astrattismo di K. e’ tutt’altro che un modo casuale di mettere colori sulla tela, non e’ un pasticcio fortuito, come pensa l’indotto, ma risponde a una scienza rigorosa, a una codificazione precisa, che K. spiego nei suoi libri. L’astrattismo e’ una vera e propria arte del vedere, di tipo sciamanico, che collega il colore all’emozione, al movimento, ai dinamismi dell’energia, secondo un’altra vista e in relazione agli effetti che l’energia ha sull’anima.

Cosi’ K. produce una delle svolte piu’ decisive e sconvolgenti dell’intera storia dell’arte. Con lui inizia un modo nuovo di percepire l’arte, comincia l’arte spirituale, in correlazione con l’era nuova che sta nascendo, che potrebbe essere l’era dello spirito, contrapposta al materialismo dilagante del mondo moderno.

Dal 1600 il razionale ha preso gradatamente il sopravvento sull’Occidente, per arrivare alle aberrazioni do certa cultura ad effetto. Nel 1800 l’impressionismo (vedi un quadro di Monet in confronto a un quadro accademico pre-impressionista e poi un quadro di Kandinskij) fu il primo modo con cui gli artisti reagirono alle chiusure accademiche, alla sterilita’ degli stereotipi, alla ripetizione di modelli artificiali, alla muffa degli ambienti chiusi e bui, alle stilizzazioni di una borghesia atrofizzata, per riproporre con irruenza il mondo dei sentimenti, la freschezza della luce, la liberta’ dell’aria aperta, la gioia della natura, del vento, dei fiori, dell’acqua. L’impressionismo fu la prima rivoluzione in nome dei sentimenti, delle impressioni che gli elementi naturali suscitano nel nostro spirito, in quella parte di noi che gli animali sembrano non possedere o che forse possiedono in modo diverso. Gli impressionisti bandirono il nero, che aveva dominato negli austeri ed enormi quadri ottocenteschi, per immergersi nella luce, bagni di luce, di acqua, di sole. La parola d’ordine fu ‘luce’ e ‘colore’. Del colore si volle l’immediata impressione di gioia e di piacere che suscita nell’occhio. Del movimento si colse col pennello quasi fisicamente il flusso del vento, delle onde, degli astri. Oggi i quadri impressionisti ci piacciono immediatamente, sono attuali, piacevoli, facili da leggere, ma le prime mostre destarono reazioni indignate, si grido’ allo scandalo.

Ma con K. lo scandalo era anche maggiore, si oltrepassava l’occhio e la sua gioia si oltrepassavano i primi immediati movimenti spontanei del cuore e si andava all’inconscio, alla vista paranormale, ci si rivolgeva a percezioni ancora piu’ sottili ed elitarie, per cui occorreva un grado di evoluzione in piu’.

E’ sorte dei grandi artisti di non essere capiti dal loro tempo, di esprimere cio’ che appartiene al futuro, essi sono estranei in casa propria, c’e’ nella loro opera un elemento di profezia, un precorrere i tempi, un guardare al futuro…per cui e’ giocoforza che essi siano incompresi da gran parte dei contemporanei, quando non addirittura osteggiati e combattuti. Perche’ l’umanita’ e’ una piramide dove la massa si accalca ai piani bassi e, via via che si sale, gli spiriti eletti si riducono fino a diventare pochissimi, c’e’ come una gerarchia vibrazionale che diventa sempre piu’ scarsa di numero, per cui i maggiormente innovativi, come K, come Jung, si trovano ad essere isolati, compresi solo da pochi, finche’ i tempi non saranno maturi ed essi diventeranno di nuovo ‘facili da comprendere’.

Dice Kandinskij:
La vita spirituale e’ come un triangolo stretto diviso in sezioni disuguali che tende verso l’alto. Ovunque siamo, il triangolo si muove sempre impercettibilmente verso l’alto“.

Qualche volta al vertice c’e’ un solo uomo, il suo sguardo e’ sereno come la sua immensa tristezza. Quelli che gli sono vicini non lo capiscono, irritati lo definiscono un traditore o un pazzo. Cosi’ disprezzarono Beethoven che visse solo. Weber disse della Settima Sinfonia: “Le stravaganze di questo genio hanno raggiunto il colmo, Beethoven e’ pronto per il manicomio. Ma l’artista deve guardare oltre la sua sezione di triangolo, deve essere un profeta che aiuta a muovere il carro inerte. Per questo sara’ solo. Se invece non avra’ questo occhio acuto tutti lo celebreranno. “

Si pensi a Van Gogh che oggi e’ uno degli artisti piu’ quotati, un suo quadro ormai vale un centinaio di milioni, eppure Van Gogh fu considerato brutto e grezzo, e in tutta la sua vita vendette un solo quadro per pochi franchi. Per cui se ancora non riusciremo a capire K., questo andra’ a suo merito. E’ facile capire cio’ che e’ banale, molto meno cio’ che esce dagli stereotipi convenzionali e precorre il futuro.

La nostra anima si sta risvegliando da un lungo periodo di materialismo e racchiude in se’ quella disperazione che nasce dalla mancanza di una fede, di uno scopo, di una meta. L’anima si sta svegliando ma e’ ancora preda di un incubo. Intravede una debole luce, come un punto in un immenso cerchio nero. E’ un presentimento e teme che il punto sia un sogno e il cerchio nero la realta’.

Di solito lo spettatore e’ quasi incapace di emozioni. Nell’opera d’arte cerca una imitazione della natura a scopo pratico, oppure degli stati d’animo o un’atmosfera”. “I conoscitori ammirano la fattura (come si ammira un acrobata) o gustano la pittura (come si gusterebbe una focaccia). La grande massa gira per le sale e trova le opere ‘carine o meravigliose’.”

La grandezza non ha mai vasto pubblico. Pubblicita’ e propaganda politica si basano su spot banali a effetto immediato, ma questi non passeranno alla storia. Immagini o frasi facili da capire, prive di valore etico e spesso prive di verita’.

Kandinskij e’ il profeta dell’ARTE ASTRATTA, una forma di arte che non era mai esistita prima.

Nulla dell’arte successiva eguaglio’ i suoi caratteri straordinari, la sua ricchezza formale, la sua potenza d’anima.

<img src=”http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQd3lkQKdu5mnSHV_VImd6S5y62qZ3M9fXGW3Z-1uSRcaTDRRAf3g&#8221; alt=”” width=”50%” height=”50%” />

1866-1944 Kandinskij e’ russo, nato a Mosca da una famiglia borghese ma con i suoi viaggi si forma una cultura europea. Tuttavia resta in lui la matrice russa, greco-ortodossa, l’atmosfera sognante delle fiabe, il folklore rutilante, l’atmosfera del villaggio. Sopra questa matrice originaria egli costruisce caratteri cosmopoliti.
Contatta le piu’ grandi personalita’ artistiche del 900 e il grandioso movimento di avanguardie che modifichera’ il panorama artistico europeo.
Dovrebbe studiare legge, diventa anche docente di diritto, ma il suo sogno e’ dipingere. A 29 anni accade qualcosa che sembra un segno del destino: a Mosca arriva una mostra di impressionisti, e K. resta folgorato davanti a un quadro di Monet: “Covoni alla fine dell’estate”, un soggetto che Monet dipingera’ piu’ volte, una esplosione di gialli, l’impressione che questa messe d’oro crea nel cuore in una calda giornata estiva. Oggi noi siamo abituati a capire un quadro impressionista, ma per chi usciva dai cupi e catacombali quadri ottocenteschi, la vista di colori puri apparentemente messi senza ordine su una tela, in cui il soggetto non era ben delineato e rifinito e non doveva dare un tetro insegnamento di parabola, doveva produrre un effetto shock, mentre la pittura ottocentesca e’ tutta costruita in studio. Gli Impressionisti celebravano la travolgente visione della natura osservata nello splendore della luce all’aria aperta. Non piu’ tetri e oscuri soggetti storici e religiosi: luce, gioia dei colori puri applicati con pennellate libere all’alba e al tramonto, abolizione del bianco e del nero, colori squillanti e gioiosi, nessun dettaglio, macchie vivide, accostamenti vivaci, ombre fatte coi colori complementari, nessun contorno…

Gli Espressionisti seguono, tra il 1905 e il 1930, anch’essi non dipingono il fuori, ma un inconscio personale, viscerale, doloroso, con colori violenti e irreali e pennellate convulse, esasperando la lezione di Van Gogh (Kokoska, Munch, Nolde, Schiele…).

Improvvisamente, per la prima volta, vidi un quadro, non riconobbi il soggetto e lessi ‘Covoni’ sul catalogo. Il fatto di non aver riconosciuto il soggetto mi sembro’ penoso. Trovavo che un pittore non ha diritto di dipingere in modo cosi’ poco chiaro… Osservai, con stupore e smarrimento insieme, che non solo la suggestione dell’opera era grande, ma era addirittura indelebile la traccia che essa lasciava nella memoria…l’unico fatto che mi era chiaro era l’intensita’ della tavolozza, una intensita’ che mai avevo neppure sospettato, che mi era sempre rimasta nascosta … La pittura ne acquistava una forza, uno splendore favoloso e l’oggetto, inteso come elemento insostituibile del quadro, era screditato”.

Kandinskij ha un’intuizione sconvolgente: puo’ esistere un’arte senza oggetto, che rappresenta l’anima, attraverso il colore puro. Si puo’ fare una pittura in cui parla l’anima e non si mostra l’oggetto. Si puo’ oltrepassare l’aspetto della cosa per rappresentare qualcos’altro, la sua energia o l’energia in cui essa e’ immersa.

Un episodio famoso e’ quello in cui Kandinskij entra nel suo studio ed e’ colpito dalla straordinaria bellezza di un quadro appoggiato alla parete, un quadro che sembra vibrare di luce propria, resta abbacinato, poi si rende conto che e’ un suo dipinto capovolto.

Poco dopo assiste al Lohengrin di Wagner e comprende di colpo il collegamento tra suoni e colori:

Vidi in spirito tutti i miei colori: essi stavano davanti ai miei occhi. Linee sfrenate, come impazzite, mi si dipingevano davanti. Wagner aveva dipinto musicalmente la mia ora”.

La musica e’ l’arte astratta per eccellenza, e’ sempre stata un’arte astratta, in quanto non imita la natura, non riproduce suoni esterni, ma esprime movimenti dell’anima. K. pensa che anche la pittura puo’ diventare un’arte astratta, come la musica
Improvvisamente sa cosa deve fare, sposa la cugina Anya, rifiuta la cattedra di legge, e va a Monaco a studiare pittura. La sua vita affettiva e’ intensa, avra’ tre mogli, dopo la cugina verra’ una pittrice e poi Nina, figlia di un generale russo.
Monaco e’ una citta’ d’arte e di boheme, K. non sa dipingere, frequenta scuole di pittura ed entra in una cerchia di giovani intellettuali pieni di idee rivoluzionarie, combattono il vecchio mondo improntato a positivismo, materialismo e realismo; vogliono studiare la realta’ in modo simbolico, cercare i significati profondi delle cose, oltrepassare l’aspetto superficiale della materia per sviluppare un discorso d’anima, si ribellano ai recinti che chiudono ogni arte in se stessa, inquadrandola in regole codificate, vogliono rompere gli imperativi dei maestri dello stile e vogliono creare collegamenti tra arte e arte, riunire tutte le arti per oltrepassare la forma e individuare nuovi codici per penetrare l’essenza spirituale della realta’.
La loro rivista si chiama “Jugend”=giovinezza.

Improvvisazione 7

K. non sa dipingere, non sa niente di pittura, e’ solo attratto dal colore, dalle linee, dal movimento creato sulla tela. Si lascia dietro la favolosa Russia molto amata, una terra che avra’ sempre nel cuore, e porta con se’ solo una cassetta di colori che non sa usare, ma sente anche lui che musica, pittura e anima sono una cosa sola, devono essere una cosa sola. Il mondo e’ un universo armonico di bellezza che comunica tra le sue parti in vari modi, l’una e’ l’eco dell’altra. I sensi non sono separati, le arti non sono separate, l’anima e’ una, il sentire e’ uno. Se K. vede colore sente musica, se sente musica vede colore. Cerca analogie tra le arti, usa in modo prioritario la mente analogica che collega e unifica, mentre le scienze sono centrate sulla mente logica che separa e individua, K. usa l’analogia come linguaggio globale che crea corrispondenze. L’era nuova sara’ connotata proprio da questo: le correlazioni tra parti del reale vissute non dall’emisfero razionale ma da quello analogico. L’intuizione che coglie l’unita’ del mondo, la fusione della bellezza.
A Monaco l’ambiente culturale era molto stimolante. K. fonda una scuola e apre una galleria d’arte, dove espongono pittori rivoluzionari come Toulouse-Lautrec, Signac… pittori nuovi che la gente ordinaria naturalmente non comprende, la gente ride di quello che non capisce o lo attacca cercando di distruggerlo, perche’ tutto quello che e’ piu’ avanzato della nostra comprensione ci fa sentire oscuramente inadeguati e dunque menomati, rimasti indietro.

<img src=”http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRjRl31hzZ45KglV8RQi9akWzh62TmMZuAhSb8Bfi0wvxplLY_Upw&#8221; alt=”” width=”50%” height=”50%” />

Inizialmente K. produce opere impressioniste, veloci e romantiche come ballate, opere folcloristiche, che raccontano la Russia lontana, i villaggi sperduti, i cavalieri medievali, le fiabe, i sogni dell’infanzia…. Intanto si interessa di metafisica, esoterismo, teosofia, letteratura, occultismo, simbolismo…, tutte discipline che riguardano l’anima. E si chiede: come si puo’ collegare tutto questo con la pittura? Come si puo’ oltrepassare l’apparenza delle cose per rivelare l’essenza interiore della vita?
A 36 anni conosce la pittrice Gabriele Munter che diventa la sua seconda compagna, e con lei viaggia nel Mediterraneo, nel deserto africano, nei boschi europei, cercando l’energia dei colori.

<img src=”http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT_i7ArN8weInyZEIfjGubXvpCGo8_jybkgq6EVVDFUhFkaJoFy&#8221; alt=”” width=”50%” height=”50%” />

E’ molto colpito dalle lezioni di Steiner, anche lui Teosofo, che fondera’ l’Antroposofia. Steiner gli insegna la psicologia dei colori, l’effetto che ogni vibrazione, ogni lunghezza d’onda esercita su di noi. Nella Teosofia si parlava di chakra e ogni centro dell’energia aveva varie corrispondenze: lunghezze d’onda, colori, suoni, emozioni, effetti funzionali fisiologici….
K. esprime le sue idee sul colore in un libretto profetico: L’ELEMENTO SPIRITUALE NELL’ARTE, che rivoluziona il mondo della pittura.
Prepara opere eterogenee: schizzi, xilografie, stampe colorate, linoleum, pitture su vetro di Baviera, quadri sul folklore russo. Come altri pittori russi dipinge illustrazioni romantiche e fiabesche: cavalieri leggendari, cupole d’oro..

In “Coppia a cavallo”, cromatismo e puntini, le impressioni naturalistiche sono ridotte all’essenziale. Appaiono elementi di fiaba, risuona la musicalita’ del paesaggio russo.

Nel “Paesaggio di Murnau” il colore e’ violento, la pennellata molto forte crea un forte dinamismo. Gli oggetti si stanno trasformando in vento, forza e passione

K. non sa realmente dipingere, non ha dote ne’ talento. Lavora rapidamente e supera tutto quello che fa per andare avanti, la sua e’ una ricerca. I quadri iniziali sono le incompiute tappe di questa ricerca.
Ha molti amici simpatici e stimolanti: FRANZ MARC, PAUL KLEE, HANS ARP, AUGUST MACK….

<img src=”http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS2hB_bRE0jjD_NWkzC2ZwIz0QWE0cmogDd4dNX6-Hf_s-pSlzjzQ&#8221; alt=”” width=”50%” height=”50%” />

Mosca

Comincia a produrre opere migliori, piu’ interessanti, composizioni libere con calde esplosioni cromatiche. A 43 anni (1909) compera una casa a Murnau, nell’alta Baviera, e vi si stabilisce, il paesaggio e’ bellissimo. Seguono “Autunno in Baviera-Case a Murnau”, “Paesaggio con torre”. “Vecchia citta’”. Compaiono alcuni simboli fissi del suo immaginario: campanile, torre, montagna, cupola, troika, carrozza, tromba. falce, serpente, arcangelo, cavaliere…

Il cavaliere blu- Der blau Reiter

Notiamo la forza elementare del colore, l’oggetto che piano piano si rarefa’, il colore denso e fantastico che reinventa il mondo. Diceva: ”Creare un’opera e’ creare un mondo”.
In “Montagna” la relazione col mondo esterno si dissolve nel fantastico. Abbiamo una fiaba misteriosa, la montagna e’ la’ ma sembra irraggiungibile, mentre il cavaliere a cavallo galoppa senza tregua e due figure fantasmatiche statuarie sembrano fisse in contemplazione. E’ come se il quadro dicesse: vano e’ galoppare furiosamente verso la montagna del sacro.
K. frequenta il salotto di una pittrice aristocratica russa, che accoglie artisti russi e celebrita’ di passaggio come Diaghilev o Eleonora Duse. Si parla di esoterismo e simbolismo e K. precisa i criteri dell’arte astratta. E’ qui che nasce la Nuova Associazione degli artisti di Monaco, artisti che tendono all’essenziale.
La mostra del 1910 (Braque, Derain, Vlaminck, Picasso…) trova una critica feroce e vere minacce da parte del pubblico. Ma K. non deflette. Non cede nemmeno quando l’associazione si sfascia perche’ gran parte dei membri non riescono a seguirlo nelle sue idee troppo audaci e lo attaccano furiosamente, non cede e va avanti per proprio conto. L’artista e’ questo, un uomo che ha una fiamma e che non lavora per vincere, per essere il primo, per dominare, ma per realizzare cio’ che deve. Solo i narcisisti vanno avanti solo in base ai risultati, perche’ considerano solo il successo, la loro via e’ scelta in vista del successo quindi dell’io e del suo piacere, percio’ sono inaffidabili e pericolosi perche’ agiscono solo per se stessi, spinti dall’egoismo, pronti ad accettare qualunque compromesso pur di vincere, con molta ambizione ma poca anima. Ma gli uomini veri spesso non hanno nemmeno il successo, restano soli, sono contrastati o abbandonati, non cercano l’applauso, sfidano l’incomprensione, ma non per questo si arrendono, perche’ sono mossi da qualcosa che trascende loro stessi, che dipende dall’anima. I carrieristi seguono la massa per averne potere, i geni sono soli.

Non si deve cercare un’arte che sia figlia del suo tempo, sarebbe senza avvenire, sterile, e morirebbe appena cambia il tempo. La vera arte deve possedere una stimolante forza profetica, capace di esercitare un’influenza ampia e profonda….“L’artista deve illuminare la profondita’ del cuore umano “.

Il genio non segue i sondaggi, non si adegua ai gusti di tutti, precorre i tempi, non e’ convenzionale, e’ paradossale.

Le forme pittoriche di K. cominciano a muoversi liberamente nello spazio, la tavolozza trova l’accordo fondamentale di rossi-gialli-blu. Abbandona case, chiese e monti, gli oggetti spariscono per divenire puri pretesti formali e cromatici. Forma e colore si fanno piu’ indipendenti, scompare ogni fedelta’ naturalistica per una liberta’ totale. La pittura non vuole essere piu’ copia della natura. (Improvvisazione 1912)

La Improvvisazioni sono molte, esse rappresentano eventi mentali, psichici. Ricordiamo “Quadri di una esposizione di Mussorskij, di cui K, fece la scenografia.

Dovevano passare parecchi anni prima che io arrivassi al convincimento che la natura e l’arte hanno finalita’ essenzialmente, organizzativamente e storicamente diverse…questa convinzione mi libero’, mi spalanco’ nuovi mondi.. Tutto cio’ che era morto cominciava a vibrare.. mi mostrava la sua piu’ intima essenza, la sua anima nascosta, che tace piu’ spesso di quanto non parli. Cosi’ ogni punto in riposo, ogni punto in movimento (linea) diventava vivo, mi apriva la sua anima. E cio’ mi era sufficiente per afferrare con tutto il mio essere, con tutti i miei sensi, la potenzialita’ e l’esistenza dell’arte, di quell’arte che oggi si definisce astratta

Dopo il 1910 arrivano le composizioni autonome, che lasciano libero gioco alla gioia delle piu’ varie associazioni, linee curve, sviluppi dinamici…la rappresentazione cede il posto all’improvvisazione, il titolo del quadro puo’ essere un numero. E’ nata l’arte astratta. Oltre le tre dimensioni tradizionali ce n’e’ una quarta che e’ il tempo (e’ lo stesso periodo in cui Einstein ci parla della relativita’ e della geometria-spazio-tempo), ma Kandinskij ci parla di una quinta dimensione, quella psichica. Il quadro cessa di rappresentare oggetti esterni per diventare rappresentazione dell’anima.
Nel 1911 Kandinskij e il fedele amico Franz Marc fondano il gruppo del Cavaliere Azzurro (der Blaue Ritter), con Mack, Klee, Kubin, Munter…, e preparano il suo Almanacco. Nasce uno spazio nuovo della pittura, uno spazio dove non esiste altro che forma ed energia.
E’ un periodo frenetico di attivita’, interrotto dallo scoppio della prima guerra mondiale.
Cos’e’ il cavaliere azzurro? L’azzurro e’ il colore preferito di K. ed e’ anche il colore della pittura simbolista di fine ottocento, per la sua forza evocativa (si pensi all’intenso pastello blu oltremarino di Redon, al fiore mistico di Novalis, a Heinrich von Ofterdingen che scriveva “Tutto e’ azzurro nel mio libro”, al gruppo russo simbolista della Rosa Azzurra. Il blu o azzurro e’ un colore massimamente spirituale, nel sistema esoterico rappresenta il 5° chakra, l’ingresso nella fascia superiore, il centro della comunicazione, dove le energie della parte inferiore del corpo emergono, in forma sublimata, simbolica. Il blu o azzurro e’ il colore dell’anima, colore di trasparenza come l’acqua e il cielo, il piu’ immateriale dei colori e il piu’ profondo, l’occhio vi si perde e trova la sua pace. Se entrate in una chiesa che ha vetrate azzurre, immediatamente percepite una dimensione di infinito, il cuore si calma, l’anima si distende, i pensieri diventano piu’ sereni. L’azzurro puo’ salire per gradi impercettibili verso il bianco o scendere verso il blu quasi nero, per questo Novalis dice che e’ il colore dello spirito che puo’ salire a Dio o discendere nella materia. Se dipingete un albero o un cavallo in azzurro si trasformeranno in creature immaginarie, irreali, con un effetto sognante, destabilizzante. L’azzurro e’ la strada del soprannaturale, dell’inconscio, del sogno.

Piu’ l’azzurro e’ profondo, piu’ richiama l’idea di infinito, suscitando la nostalgia della purezza e del soprannaturale.. se precipita nel nero acquista una nota di tristezza struggente, affonda in una drammaticita’ che non ha e non avra’ mai fine”.

Ogni epoca ha i suoi colori prevalenti, il mondo bizantino e’ oro pallido e verdastro, il 1200-300 ha pallidi toni terrosi, l’800 e’ cupo e nero, l’inizio del 900 si presenta multicolore, colore ritrovato.
(Vedi “Azzurro cielo”)
Marc inizia a dipingere fantastici animali fatati e K. progetta la sua prima opera astratta, il “ Primo acquerello astratto”, 1910, dove non ci sono piu’ oggetti e figure, ma uno spazio fluido, amniotico, in cui galleggiano forme libere che si contraggono e si dilatano.

Questo e’ il primo spazio interiore della storia della pittura.
Nell’Almanacco K. scrive “Quando la forma non e’ espressione esterna di un contenuto interno, non si serve piu’ lo spirito libero (il raggio bianco) ma la barriera pietrificata (la mano nera)”.
Ecco il simbolismo dell’anima, la luce bianca che e’ Liberta’, Verita’, anima, la macchia nera che e’ materia, sostanza cupa e profonda, prigione.
E’ proprio degli artisti guardare quello che mille uomini hanno guardato con indifferenza e ‘vedere’ qualcosa che nessuno prima aveva mai visto, questa e’ la scoperta del nuovo, questa e’ la mente paradossale, quella che si era aperta quando K., aprendo la porta dello studio, vide dinanzi a se’ un quadro incredibilmente bello e fatto esclusivamente di macchie di colore, in realta’ era un suo quadro appoggiato a rovescio d’improvviso capi’ che la bellezza poteva essere anche se non c’era oggetto nel quadro.
La sua Associazione non ebbe vita facile, fu dilaniata non solo dalla critica e dal pubblico ma anche dalla violenta opposizione di parte dei membri. Il Blaue Reiter e’ come il S. Giorgio dell’arte che combatte contro il drago del conformismo, e’ la forza dell’anima che cambia le vecchie prospettive e chiama l’artista a un nuovo impegno spirituale. La bellezza e’ un mistero che solo la creazione artistica puo’ far affiorare dalle profondita’ dell’anima. (Vedi “Bozzetti per l’almanacco”).

Il cavaliere arriva al galoppo sopra un cavallo bianco col mantello al vento, (gia’ nel 1903 appariva come una piccola freccia azzurra in un campo giallo simile ai Covoni di Monet).
Ma l’idea portante era nata molto prima: nel 1889 in Russia K entro’ in una casa, in una stanza piena di colori, con la stufa, le icone, la lampada, e molte stampe coloratissime che raccontavano di un leggendario cavaliere, K, resto’ abbagliato sulla soglia, quando finalmente la oltrepasso’ fu come se entrasse in un dipinto. Capi’ allora come fosse possibile entrare in uno spazio d’anima, uno spazio psichico che poteva essere proiettato fuori, espresso cosi’ che anche altri lo visitassero.
Per anni lottai con tutte le forze per attrarre lo spettatore dentro il quadro, perche’ vi si mescolasse e ne diventasse parte.”

Non si poteva diventar parte degli scuri quadri accademici, ma un quadro astratto non e’ un elemento decorativo, chiede che tu lo penetri, che danzi la sua canzone, la sua energia mette in moto la tua, e’ energia vivente, allo stesso modo della musica che ti fa sentire qualcosa anche se non la sai descrivere.
Malgrado gli attacchi della critica ufficiale, K. aveva ormai una posizione di primo piano nella pittura di avanguardia. Il suo gruppo era disomogeneo per stile e ideologia, perche’ K. rifiutava ogni schema a priori, e aveva creato una libera associazione di artisti dalle tendenze piu’ diverse, in genere eredi del romanticismo dal linguaggio esplosivo, pervasi da una forte visione interiore. C’erano anche degli espressionisti, che affrontavano il disagio sociale dell’Europa tra le due guerre e si confrontavano con la tenebra, col malessere del mondo, (vedi “L’urlo” di Munch), la loro era un’opera di denuncia sociale, mentre K. e i suoi amici usavano colori selvaggi, pieni di luce. Ma cio’ che importava era che l’arte non fosse piu’ imitazione, copia o conformismo, convenzione, stilizzazione, ma rappresentazione interiore, liberta’, spirito.
La violenza infantile di K. scompigliava ogni gioco e liberava le potenzialita’ del colore e della forma. Come disse Arp: “stelle di zolfo e papaveri fioriscono sulle labbra del cielo”.

Quando scoppia la prima guerra mondiale, il grande amico di K., Franz Marc, parte per la guerra e poco dopo muore. Aveva detto che, come la fede in Dio aveva assunto spiritualita’ negando i vecchi simulacri, cosi’ la fede nei colori avrebbe guadagnato interiorita’ e purezza.

In “Paradiso”: qualche casina, qualche mano o accenno di figura, ma ormai non conta piu’ il racconto o una scena di realta’. Colori e linee creano un insieme armonizzato, pulito.

In “Improvvisazione V” entriamo in un mondo di forme ormai libere, con molto movimento, ondeggiamento, ampie curve e linee che si intersecano, un acquario interiore caotico ma con un proprio senso.

In “Improvvisazione VI” la realta’ oggettiva e’ scomparsa. Le forme hanno una loro autonomia e creano un gioco di rimandi mosso e dinamico.

“Con l’arco nero” ha linee e superfici di grande violenza, pianeti e guizzi, un pathos cosmico.

“Diluvio” e’ drammatico. Forze turbolente e selvagge si scatenano in uno spazio sconvolto. E’ il quadro di una catastrofe.

In “Improvvisazione XII” tutto e’ mosso, eppure stabile. Ci sono uccelli e altri animali. Molto movimento e suoni.

“Nel quadrato rosso” il mondo psichico si organizza in modo piu’ razionale. Elementi geometrici diventano gli strumenti di un nuovo linguaggio.

“Azzurro cielo” (immagine iniziale); siamo durante la guerra. Il mondo e’ spezzato dalla catastrofe. K. crea un’oasi rarefatta di pace. In un cielo azzurro si librano, come sospese, creaturine esili coloratissime, giocose, minuziose come giocattoli eleganti, che con la loro nitidezza e politezza isolano dall’orrore. Quando la psiche rischia di essere travolta dagli eventi insostenibili, dipingere in modo accurato e in piccolo aiuta l’anima a ritrovare il proprio centro interiore.

“Giallo rosso azzurro”, forme regolari geometriche, insieme a linee e curve e elementi fantastici. La parte razionale di K. si unisce a quella volatile e intuitiva. Sembrano gruppi di energie di diversa natura in dialogo tra loro. Un quadro dialettico.

“Slancio temperato”: di nuovo esseri embrionali, microorganismi dalla lunghe branchie o anse su uno sfondo statico, qua malinconico, azzuro-viola, con qualcosa di spento e funereo.

“Copertina-Movimento”: Un movimento composto molto musicale. Le spirali bianche sono come flauti ondulanti su un fondo di toni gravi e profondi. Il quadro sembra ondeggiare dolcemente.

K. studia la pittura come un linguaggio a se’ stante, con le proprie leggi interne e il proprio codice espressivo, in diretto rapporto con la coscienza, lo spirito, il pensiero di un artista completamente estraneo dalla realta’ esterna e non pronto a denunciarla come gli espressionisti.

Per lui il pittore, l’artista, deve essere guidato solo da un principio: la necessita’ interiore, un grande concetto, caposaldo della teoria spirituale dell’arte.

“Lo spirito umano e’ avvolto in veli cosi’ fitti che solo pochi uomini riescono a vederlo in trasparenza.” “Ci sono epoche intere che negano lo spirito perche’ gli occhi degli uomini non riescono a vederlo. Una mano nera e’ sui loro occhi. E’ la mano dell’odio, del male. Chi odia cerca in tutti modi di frenare il raggio bianco, che e’ l’evoluzione, l’elevazione.”

La Societa’ Teosofica aveva rotto un tabu’ europeo: che la religione cristiana avesse la priorita’ e fosse l’unica via della salvezza, e aveva auspicato lo studio e il rispetto delle altre religioni, le quali tutte manifestavano in forme diverse uno stesso Dio, col suo contatto con l’Oriente avevano sfatato un altro pregiudizio: che la cultura occidentale fosse l’unica possibile, superiore a tutte le altre. K. trasponeva questo concetto in pittura, uscendo dai moduli tradizionali per cui solo alcune forme d’arte erano accettate e si rifiutava, per es., l’arte dei popoli cosiddetti primitivi. L’Almanacco, che fu il punto saliente del gruppo del cavaliere azzurro, fu un volume collettivo e misto che metteva insieme piu’ produzioni artistiche.

Marc e K. lo presentano con entusiasmo come il documento fondamentale dell’arte moderna. E’ un tentativo libero, fuori da ogni schema, di costruire un panorama di valori espressivi, che unisce El Greco a Cezanne, Picasso e le sculture di legno del Borneo, l’arte popolare russa e i rilievi egizi, i disegni dei bambini e quelli dei malati di mente, la musica di Schonberg e Webern. Il testo rompe con tutte le regole separative arbitrarie e afferma che l’arte e’ un linguaggio interiore senza confini, assolutamente libero, con cui l’uomo puo’ dare forma visibile al mondo interno. La pittura da’ forma allo spirito, la pittura e’ musica, la pittura e’ energia in movimento. L’arte spetta di diritto all’uomo che esprime se stesso.

La nuova arte astratta lascia vibrare l’anima, K. non si occupa tanto di pittura quanto di anima, non tanto di arte quanto di spiritualita’. La pittura parla il linguaggio indeterminato della musica. K. si collega a tutte le arti, crea correlazioni, associa colori e suoni, sente il mondo in modo empatico e globale. Vive l’arte in ogni sua forma come espressione globale dello spirito, che meglio si esprime la’ dove non e’ costretto da una forma, non è assoggettata a una regola. Lo spirito e’ ovunque e occorre riconoscerlo con l’occhio dell’anima.

Sull’almanacco scrive anche Schonberg, e con lui K. prepara uno spettacolo pittorico e musicale insieme: “Il suono giallo”. Doveva essere un’opera d’arte totale, di musica, colore, luce, movimento, danza, parola, che legava tutti i sensi. Nessuna trama, ma sei quadri: da uno sfondo scuro emergono le luci positive di mondi nuovi. Il teatro si fa evento cosmico.

Gli amici di K. amano le commistioni, le poesie in prosa, K fa pieces teatrali che intitola “Suoni”, mentre Schonberg chiama i suoi pezzi musicali “Colori” e, in nome delle corrispondenze, teorizza un suono-colore. Schomberg vuole mettere nella musica lo spazio della pittura, K. vuole mettere nella pittura il tempo della musica. L’amicizia tra i due e’ profonda.

“IMPRESSIONE III o Concerto” e’ dipinta dopo un concerto di Schomberg, il quadro e’ dominato dal giallo e dalla macchia nera del pianoforte, la forza espansiva del giallo si rovescia come una cascata sugli spettatori e la sua intensita’ che la sordita’ del nero esalta si riversa come una tromba squillante.

K. scrive all’amico che la nuova arte sara’ prodotta da dissonanze. Sono entrambi d’accordo che: “L’arte e’ un segreto che parla attraverso un segreto.”

Non si tratta di dipingere la musica o di musicare la poesia, ma di arrivare a una interazione tra tutte le arti. L’astrattismo sara’ dunque ritmo sonoro e luminoso. E’ nata un’arte nuova con forme “che non significano, non rappresentano ne’ ricordano nulla, ma che eccitano l’anima cosi’ profondamente e fortemente come sa fare solo la musica” (August Endell).

Vedi “Impressione IV-Gendarme”.

K. ama il simbolismo, e’ appassionato di testi esoterici e segue Madame Blavatskij, l’occultista russa che affascina la cultura europea. Morice dice che “Ogni vero poeta e’ un iniziato” e anche scienziati come Poincare’ o i coniugi Curie o Lombroso sono affascinati dallo spiritismo. K. legge testi di teosofia, cromoterapia, occultismo, spiritismo, simbolismo, si interessa dell’aura e dei fenomeni energetici sottili, di cui la Blavatski parla seguendo le teorie orientali.

Sull’onda di queste correnti K. realizza tre opere simili in cui evidenzia il corpo aurico.

“Dama a Mosca”, il quadro e’ chagalliano: strada, sole giallo, donna con rosa e cagnolino. Attorno alla figura c’e’ un’aura bluastra indice di indebolimento fisico e psichico, a destra un’altra forma aurica rosa, l’affettivita’, che cerca di controbattere la potenza della macchia nera del male, della negativita’ che oscura il sole, fonte dell’energia vitale. L’opera non ha valore artistico ma simbolico-spirituale. I tre elementi corrispondono a tre forme spiegate in un testo della Besant e di Leadbeaters, un Teosofo sensitivo che vedeva l’aura. “Forme del pensiero” e’ arricchito da tavole cromatiche. Ogni colore ha un corrispondente psichico, secondo una precisa vibrazione spirituale e una precisa manifestazione dell’energia. E’ un quadro aurico.

Nella Teosofia la natura e’ energia che si dispiega dal gradino piu’ materiale a quello piu’ spirituale, cosi’ nel corpo nella scala dei chakra si va dalla parte materiale a quella mentale e infine a quello astrale. Il sensitivo vede tutti i corpi sottili e vede l’aura che cambia i suoi colori a seconda della vita dell’uomo, dei sui pensieri, delle sue intenzioni. Il pensiero puo’ essere tanto forte da produrre vibrazioni che si staccano dal soggetto e puo’ assumere vita autonoma assumendo forme astratte.

Questa teoria e’ ripresa da STEINER nell’Antroposofia. K. studia minuziosamente gli scritti di Steiner e ordina in tabelle i significati dei colori. L’antroposofia di Steiner lo aiuta a trovare la sua via. Steiner dice che nel mondo dello spirito colori, suoni e qualita’ si liberano dall’appartenenza all’oggetto e fluttuano liberi (racconta il mio sogno del canale con i colori azzurrini), cosi’ K. fa vagare il colore fuori del contorno, rappresentando l’invisibile, i corpi dell’energia, come sono intravisti dai sensitivi, spesso laterali al corpo visibile.

Il cavaliere azzurro rappresenta la spiritualita’ che lotta per liberarsi dalla macchia nera del materialismo. K. sentiva fortemente il valore simbolico del nero, aveva un’acuta percezione dei colori e lo soffriva come una minaccia. Sua moglie Nina diceva: ”Fin dalla sua piu’ tarda vecchiaia K. provo’ una vera angoscia a mettere del nero sulla tela.”

In “Paradiso” si vedono Adamo ed Eva con la mela e accanto la macchia nera del male sotto il sole giallo mentre una linea ondulata rappresenta, con macchie di diverso colore, i pensieri e i conflitti della coppia davanti al peccato visualizzati secondo la teoria steineriana.

In “Macchia nera I” abbiamo una scena apocalittica, una coppia e’ dentro una aureola luminosa ma una macchia nera avanza verso di loro.

In “Improvvisazione-il suono azzurro”, colore e forma si separano per la prima volta, il colore non e’ circoscritto da una linea, la composizione e’ fortemente musicale. Un gruppo di figure e’ trasparente, come fossero fantasmi o ectoplasmi. Il pittore non vede loro ma i loro corpi invisibili, le loro energie.

In “Quadro con arco nero” ritroviamo il cavaliere ormai del tutto astratto col suo arco nero che come una vera arma trancia rosso e azzurro. Il rosso e’ energia espansiva, il blu energia introversa, secondo due polarita’ opposte. La macchia viola in alto e’ sintesi dei contrari e con grande forza riequilibra l’insieme. Dalle tensioni organizzate scaturisce l’armonia.

“Tempesta”, quadro molto pastoso con chiare linee in movimento. I colori sono fortissimi e danno una gran senso di forza.

In ogni autentica opera viene a esprimersi un mondo nuovo, mai esistito. L’arte astratta pone accanto al mondo reale un nuovo mondo che esteriormente non ha nulla a che fare con la realta’ ma che e’ altrettanto reale”. Il mondo dell’energia, il mondo dell’invisibile agli occhi.

“LO SPIRITUALE NELL’ARTE” e’ scritto nel 1911, e diventa subito famoso.

Il piccolo testo non e’ organico ma molto forte e deciso e diventa il manifesto di una generazione. Riprende le osservazioni di Steiner sul colore e gli scritti della Blavastki.

Mi resi conto che l’arte non e’ una questione di elementi formali ma di un desiderio interiore che determina prepotentemente la forma”.

L’uomo parla all’uomo del sovrumano, questo e’ il linguaggio dell’arte”.

Ogni opera d’arte nasce come nasce il cosmo, attraverso catastrofi che dal fragore caotico degli strumenti formano una sinfonia“.

Abbiamo epilessie di molecole, guerre cosmiche del colore, apocalissi improvvise, in un disordine violento, tragico, inquieto, come se il colore fosse il suono dei mondi che si fanno o si disfano.

La vita dell’artista e’ una vita complessa, aristocratica, le sue opere daranno allo spettatore sensibile emozioni sottili, inesprimibili a parole.”

L’arte e’ una componente fondamentale della vita spirituale e questa e’ un movimento ascendente e progressivo, complesso, chiaro e preciso. E’ il movimento della conoscenza, puo’ assumere varie forme ma conserva sempre lo stesso significato interiore, lo stesso fine.”

La Blavatski aveva detto che le religioni possono essere tante ma hanno lo stesso significato interiore: la ricerca di Dio, lo sviluppo dell’anima. K. trasponeva il concetto nell’arte.

Composizione n. 8

Noi abbiamo il dovere di andare avanti col sudore della fronte, inciampando, cadendo… poi arriva un uomo visionario…che vede e fa vedere.

“L’arte e’ un aspetto fondamentale della vita spirituale e la vita spirituale, nonostante le epoche di decadenza, e’ una continua ascesa verso la liberta’ dalla materia.

L’artista che usa la sua energia per soddisfare esigenze basse inganna se stesso e gli altri.”

I periodi in cui l’arte non ha grandi uomini sono periodi di decadenza spirituale. In queste epoche silenziose e cieche gli uomini danno importanza solo al successo esteriore e alla materialita’. E salutano come grande impresa ogni progresso tecnico che giova solo al corpo. Le energie spirituali allora sono sottovalutate o ignorate. I pochi che hanno ideali sono considerati anormali.”

Eppure, nonostante l’accecamento, il caos e la caccia spietata, il triangolo spirituale procede lentamente ma irresistibilmente verso l’alto.”

Composizione n. 4

Oggi siamo nel dogma materialistico, famoso il motto di Virchow: “Ho sezionato molti cadaveri, non ho mai trovato un’anima.” Oggi gli uomini riconoscono solo cio’ puo’ essere pesato o misurato

“Ma il prossimo cammino avra’ luogo nel regno dell’immateriale.”

Quando i sostegni di religione, scienze e morale sono scossi, l’uomo distoglie lo sguardo dall’esteriorita’ e lo rivolge a se stesso. Allora la svolta inizia dall’arte. Quando si rinuncia alla dimensione esteriore, convenzionale, si puo’ scoprire la bellezza che sta dentro, essa segue una sola legge: la necessita’ interiore.”

Poiche’ l’uomo guarda solo le cose esteriori e non e’ abituato alla bellezza interiore, quando la trova puo’ trovarla brutta. Ma l’artista rinuncera’ alla bellezza convenzionale, guardera’ solo all’espressione dell’io.”

Si comincia cercando qualcosa nell’oggetto, Cezanne dipingeva una tazza da the’ e la trasformava in un essere animato, portava le nature morte a essere vive, esprimendole spesso in forme astratte, matematiche, armoniche. Cezanne non rappresenta una mela, un uomo, ma una forma, una immagine, e in quella manifesta il divino.”

Picasso sperimenta sempre se stesso, con audacia fa balzi incredibili e i suoi seguaci restano sempre indietro, incapaci di seguirlo e capirlo. Spezza la materia in parti solide che ricompone nel quadro, non ha paura di nessun mezzo, se il colore lo disturba lo butta a mare. ”

Matisse e’ il colore, Picasso la forma, due grandi vie per una sola meta.”

Le diverse arti si confrontano ma l’arte piu’ astratta e’ la musica. Sono secoli che la musica non imita la natura ma esprime il mondo interiore dell’artista. Il musicista non imita ne’ rappresenta, ma manifesta se stesso. Il pittore deve seguirlo, realizzare le stesse potenzialita’, in modo astratto, matematico, armonico, cercando il proprio ritmo. Nasce di qui il valore che si da’ alla ripetizione della tonalita’ cromatica, al dinamismo dei colori.”

K. usa i colori come un alchimista medievale avrebbe usato i componenti delle sue ricerche sulle energie.

I colori sono note, il quadro uno spartito.”

Ogni colore e’ un suono interiore.”

L’occhio e’ attratto subito dai colori caldi e chiari: il rosso cinabro attira come una fiamma, il giallo limone ferisce l’occhio come uno squillo di tromba, l’occhio si fa nervoso e irrequieto e cerca riposo nel blu o nel verde.”

Ogni colore produce un effetto psichico, emoziona l’anima in un modo diverso, e l’effetto si ripercuote sugli organi di senso che risuonano ognuno a suo modo per risonanza, come quando certi strumenti musicali risuonano appena uno di essi suona. (effetto diapason)”

Ci sono colori pungenti o lisci, o caldi o freddi o liquidi o compatti o profumati.”

Giallo squillante e’ la nota bassa del pianoforte, lacca di garanza scura e’ la voce da soprano.”

Secondo la cromoterapia i colori hanno effetti sull’organismo.”

Il suono musicale giunge direttamente all’anima e vi trova un’eco perche’ l’uomo ha una musica in se’.”

Non solo il colore e’ suono ma anche la forma crea suoni. La forma ha un suono interiore, ha un contenuto interiore, la forma e’ spirituale.”

Un triangolo giallo, un cerchio azzurro, un quadrato verde hanno effetti diversi sull’anima.”

Se la forma singola ha un suono limitato, piu’ forme messe insieme creano una sinfonia“.

“”Le bagnanti di Cezanne” e’ costruito tutto attorno a un triangolo, per questo le proporzioni umane sono alterate e i corpi si tendono e si torcono per creare la forma astratta, le membra sono spinte verso l’alto come per un tumulto interiore e diventano sempre piu’ leggere e dilatate.”

Sara’ il sentimento a guidarci, a far si’ che scegliamo il mezzo e il fine, l’arte deve seguire solo la necessita’ interiore. L’artista deve esprimere se stesso e puo’ farlo con qualsiasi forma. Non deve cercare uno stile. Solo se l’arte esprime una necessita’ d’anima, avremo qualcosa che non e’ legato al tempo, non consiste in qualcosa di esteriore e superficiale ma e’ la radice delle radici.

L’artista sara’ sordo alle teorie, terra’ fissi gli occhi solo sulla propria vita interiore. Si parte dal sentimento. La teoria, la tecnica non possono creare l’anima, non sono nulla. Conta solo l’anima, ma essa si deve esercitare, come il corpo, se la trascuriamo diventa impotente. Cio’ che nasce da una necessita’ interiore e’ bello.”

Consideriamo dunque il colore da solo e lasciamolo agire. Esso puo’ essere: caldo o freddo, chiaro o scuro. Di qui 4 suoni principali: caldo-chiaro, caldo-scuro, freddo-chiaro, freddo-scuro.”

La prima coppia fondamentale e’ giallo-blu, una coppia caldo-freddo, che ha in se’ due movimenti, in fuori, in dentro.”

Un colore caldo si avvicina a chi guarda

Un colore freddo si allontana. ”

Il giallo e’ come una forza dinamica che tende verso lo spettatore, al punto da diventare insopportabile. La visione diretta del giallo rende ansiosi, emozionati e eccitati. Un giallo intenso e’ come il suono acuto di una tromba. Non lo si sopporta piu’ di tanto .(“Quadro con macchia rossa”)

Se si prende un cerchio giallo e uno blu, il primo si allarga verso l’esterno (centrifugo), il secondo si muove verso il suo centro (moto centripeto).”

Se il giallo e’ sporcato dal blu, si spegne, perde salute, diventa verdognolo, perde vigore come un uomo malaticcio e assente, psicologicamente puo’ rappresentare follia, irrazionalita’, delirio (vedi l’aura verdognola), malato che getta le sue cose per terra e aggredisce la gente, estate morente che dilapida assurdamente i suoi gialli. ”

Il giallo non diventa mai profondo, puo’ diventare solo acuto ” (nei test psicologici e’ il colore del disturbo nervoso).

La seconda coppia e’ bianco-nero (chiaro-scuro)
Anch’essi si avvicinano e si allontanano ma in modo rigido

Anche il bianco se si sporca e diventa grigio perde vigore e diventa passivo e malaticcio come il verdognolo. ”

Il colore che K. ama di piu’ e’ il blu, colore che si allontana dallo spettatore, lo volge al centro, colore del cielo, che da’ un senso di quiete.

Piu’ e’ chiaro, azzurro, piu’ e’ sereno e calmo. ”

L’azzurro e’ come un flauto, il blu e’ un violoncello. Il blu scuro un contrabbasso o un organo.”

(“Acquerello”, “Una festa interna”)

K. non ama il verde, lo considera una mescolanza di blu giallo che avvilisce entrambi.
Nel verde blu e giallo sono nascosti, come energie paralizzate“. ”Il verde e’ luogo privo di dinamica, dove nasce la quiete e la passivita’. Il verde assoluto e’ il colore piu’ calmo che ci sia, non esprime gioia ne’ tristezza, non chiede, non desidera. La sua proprieta’ e’ l’assoluta mancanza di movimento, va bene per le anime stanche ma dopo un po’ viene a noia. Se abbiamo dei quadri verdi finiamo col non vederli piu’. Il verde finisce con l’annoiare (effetto passivo), e’ come una mucca grassa e inerte che continua a ruminare guardando il mondo con occhi indifferenti. E’ il colore dell’estate quieta e appagata. Se ci mettiamo del giallo prende forza, se uniamo del blu diventa serio e pensieroso Il verde e’ come i toni calmi e gravi del violino.”

Un quadro giallo emana un calore spirituale.”

Un quadro blu risulta freddo.”

Un quadro verde e’ passivo e inerte.”

Il bianco e’ un non colore, gli Impressionisti non usano nessun bianco, e’ simbolo di un mondo in cui i colori della vita sono scomparsi, un mondo cosi’ alto rispetto a noi che non ne sentiamo alcun suono. Sentiamo solo un immenso silenzio come un muro freddo e invalicabile, indistruttibile, infinito. Il bianco ci colpisce come un immenso silenzio. E’ un non suono, simile a una pausa musicale. E’ il silenzio prima della creazione, il nulla prima dell’origine. Forse la terra risuonava cosi’ nel tempo bianco dell’era glaciale. Il bianco e’ un universo che deve nascere.”

Il nero e’ un nulla senza possibilita’, un suono senza voce, e’ come la morte del nulla dopo che il sole si e’ spento, come un eterno silenzio senza futuro e senza speranza, e’ la pausa finale nella sinfonia dopo cui tutto e’ terminato, oppure e’ l’inizio di un nuovo mondo (in questo senso puo’ esprimere la distruttivita’ dell’adolescente che deve distruggere il mondo vecchio per edificarne un nuovo), il circolo e’ chiuso (la tradizione indiana dice che il tempo si avvolge su di se’ in cerchi, ogni volta che un cerchio si chiude si apre un nuovo mondo, la fase distruttiva e’ necessaria per aprire una nuova costruzione. Il nero e’ spento come un rogo arso completamente.

Poiche’ e’ il colore che ha meno suono, su uno sfondo nero qualsiasi colore diventa forte e preciso. Sul bianco invece ogni colore si spegne, prende un suono debole o si dissolve. Per es. il rosso cinabro sul bianco si spegne, ha un suono opaco e impuro, sul nero acquista una forza vivissima. Il giallo chiaro sul bianco sparisce, sul nero ha un effetto potente, si stacca dallo sfondo e balza agli occhi.”

Il grigio e’ silenzioso e immobile, ma la sua e’ l’immobilita’ senza speranza.”

Piu’ diventa scuro piu’ accentua la sua desolazione e da’ un senso di soffocamento, se diventa piu’ chiaro comincia a racchiudere una segreta speranza. Il grigio viene fuori da verde + rosso, passivita’ piu’ attivita’, ma la passivita’ vince.”

Il rosso e’ dilagante e caldo, agisce sull’interiorita’ in modo vivissimo, e’ irrequieto, mobile, ha una energia immensa, e’ agitato, pieno di fervore, ma rivolto dentro di se’, introverso, le sue variazioni sono molte con effetti diversi. Il rosso che contiene giallo da’ un senso di forza, energia, tensione, determinazione, trionfo, e’ il suono della fanfara, forte assordante, ostinato.”

“Rosso pesante”. “Teso in un angolo”. “Tormento interiore”.

Il rosso medio e’ come una passione che arde senza scosse, una forza sicura.”
Se mescoliamo il rosso col blu lo priviamo di sonorita’ e significato, lo facciamo diventare freddo, sporco, tragico (rosso violaceo).

Il rosso piu’ il nero produce il marrone, K non ama il marrone, lo considera un suono ottuso, poco dinamico, duro, eppure anche questo colore puo’ produrre una bellezza interiore, sorvegliata, controllata.

Il rosso freddo (lacca di garanza) puo’ diventare profondo con le velature, allora diventa piu’ passionale, come qualcosa di mimetizzato ma vigile pronto a esplodere, come un violoncello grave e appassionato, se e’ chiaro (salmone) e’ come i toni alti e chiari di un violino, i toni gioiosi delle campanelle dei cavalli si dicono in russo ‘suoni color lampone’.

L’arancione e’ un movimento che irradia verso l’esterno, colore di grande energia, uomo sicuro della sua forza, pieno di salute, come la campana dell’Angelus o una viola che esegue un largo.”

Quando il rosso si ritira nel blu nasce il viola che tende ad allontanarsi da chi guarda. E’ un rosso spento che ha qualcosa di malato e triste, per i Cinesi e’ segno di lutto (come i paramenti sacri prima di Pasqua)
E’ il suono del corno inglese, le zampogne o il fagotto.”

Viola e arancione si ottengono sommando rosso a giallo o a blu, e sono colori instabili, quando i colori si mescolano tendono a perdere l’equilibrio, come funamboli.

Abbiamo dunque coppie di colori opposti:
bianco-nero
rosso-verde
blu-giallo
arancione-viola
Ogni colore suscita il suo sentimento. Le varie tonalita’ corrispondo a stati d’animo sottili inesprimibili a parole

Rosso e blu: creano un contrasto spirituale produttore di un contrasto interiore, questo accordo appare alla fine del Medioevo e nel Rinascimento (si pensi alle Madonne. Veste rossa manto azzurro) ( il bellissimo “Sciolto-bloccato”).

Lo spettatore deve solo mettersi davanti a un quadro e lasciare che esso agisca su di lui, cosi’ da dargli un impatto emotivo e del sentimento. In genere l’uomo e’ superficiale, non ama essere profondo, preferisce arrestarsi alla superficie delle cose perche’ e’ meno faticoso (ma se restera’ sulla superficie della vita come trovera’ la bellezza?)

La forza di un quadro si sente come un movimento nell’anima, come un suono puro che ci attraversa.

Emozione, e-moveor, qualcosa si muove da…, l’emozione e’ danza dell’energia, e’ vita. L’arte deve diventare la nuova danza, la danza del futuro. Il significato interiore di movimento e’ l’elemento fondamentale della danza. Gettiamo a mare la bellezza convenzionale che e’ un movimento inutile e dannoso. La vera opera d’arte nasce dall’artista in modo misterioso, enigmatico e mistico. Staccandosi da lui acquista una sua personalita’ e si fa indipendente con un respiro spirituale e una vita concreta, diventa un aspetto dell’essere.

L’artista segue solo se stesso, usa le forme e i colori che gli servono, la pittura non e’ l’inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, e’ una forza che ha un fine e deve servire allo sviluppo dell’anima, all’elevazione di quel triangolo che abbiamo visto. Se l’arte si sottrae a questo compito rimane vuota. Se l’anima dell’artista e’ viva non ha bisogno di teorie o tecniche, trova da sola quello che ha da dire, qualcosa che l’artista in quel momento nemmeno conosce. Il fine deve giungere inaspettato all’artista stesso. Meditazione, composizione, costruzione, realizzazione sono solo fasi preliminari, poi qualcosa arriva all’improvviso L’unica misura della bellezza e’ la grandezza.

Se nella composizione melodica semplice si elimina l’oggettivita’ si trovano forme geometriche elementari e linee che creano movimento, il movimento si ripete nei particolari, nasce un ritmo, ci sono pause, ritornelli…La composizione si scandisce nel tempo, nello spazio, come movimento e suono e partitura di stati d’animo. Il ritmo puo’ essere scandito con rigore equilibrato, severo, sobrio (come in un mosaico di Ravenna) o puo’ essere tumultuoso, esplosivo.
Il quadro e’ un evento.

La pittura astratta non nasce dalla ricerca formale della bellezza ma dalla urgenza di significati. L’artista deve avere innanzitutto qualcosa da dire. Egli non ha alcun obbligo, non c’e’ nessun dovere in arte, e tuttavia l’astrazione puo’ essere uno strumento importante nella ricerca della spiritualita’.

Quando scoppia la Rivoluzione Russa, nel 16 K torna in Russia, lascia Gabriele e sposa la russa Nina al fianco della quale restera’ tutta la vita, e con cui fara’ una serie di viaggi per tutta l’Europa. Resta in Russia dal 14 al 21. In Russia si sta realizzando l’ideologia materialista e K. e’ nominato membro del Commissariato russo per l’educazione popolare e professore delle scuole d’arte statali, fonda nel 19 il Museo per la cultura pittorica, insegna all’universita’ di Mosca, fonda l’Accademia artistica, ma tutto questo dura poco. Quando Lenin proclama la nuova politica economica, la primavera rivoluzionaria entra in crisi e K. si rende conto che non c’e’ posto in Russia per la battaglia per la spiritualita’, le tendenze culturali del regime rendono impossibile una libera attivita’ artistica. Nel 21 K. lascia la Russia e si trasferisce a Berlino appena in tempo perche’ i sovietici mettono al bando ogni arte astratta.
A Berlino diventa insegnante del Bauhaus, la famosa scuola tedesca di design moderno. Le sue lezioni sono documentate dallo scritto PUNTO E LINEA NEL PIANO, testo pedagogico fondamentale. Non e’ piu’ lirico e profetico, ma vuole tracciare una grammatica della pittura e dare una base scientifica ai rapporti tra colore e forma. E’ piu’ razionalista, si basa su matematica e geometria, tra tutte le forme predilige il cerchio. Nel Bauhaus, la struttura del quadro diviene piu’ severa, mentre le forme geometriche sostituiscono quelle irregolari, riga e compasso sono elementi importanti. Le linee curve e rette si dispongono in un ordine sistematico, il colore e’ messo in rapporto con forma e superficie.
Sono quadri geometrizzati che esemplificano quanto scrive in PUNTO E LINEA IN SUPERFICIE, ma sono molto di piu’ di un esperimento intellettuale.

(vedi “Accento in rosa”, “Giallo,rosso, blu”), e’ aumentato il rigore formale, K sceglie forme elementari. Il cerchio sostituisce il cavaliere, e’ un legame col cosmo, forma stabile e instabile a un tempo, silenziosa e sonora, piena di possibilita’ interiori.

Novalis aveva visto nella matematica l’esplicazione della potenza creatrice del pensiero e nella poesia una matematica senza limiti. K. vede ora il numero alla base della musica e dell’architettura, come se lo spirito universale parlasse inconsciamente attraverso cifre. La pittura cambia, diventa composta, piena di rigore. Il suo insegnamento ottiene un consenso sempre piu’ ampio.

Nella geometria dei ritmi emergono tensioni e allentamenti, ritmi e movimenti. Intanto affiora un orientamento nuovo: l’interpretazione delle forme geometriche si evolve in senso magico e spirituale e il colore diventa sempre piu’ espressivo. Le opere tra il 26 e il 29 manifestano una tensione quasi romantica. La superficie del quadro evoca uno spazio irrazionale mentre il gioco delle forme si compie con una leggerezza aerea e con rabescata eleganza. La tavolozza e’ brillante e esotica con invenzioni straordinarie. Il creatore di mondi esprime tutta la sua ricchezza immaginativa, nell’inesauribile varieta’ delle forme e dei colori, sempre indipendenti dalla realta’ fisica. Le innovazioni sono infinite.

Vedi “Nel quadrato nero”, “Comunicazione intima”, “Tre suoni”, “Nell’azzurro libero”, “Tredici rettangoli”, “Rosa deciso”.

I sistemi totalitari hanno una chiusura spirituale e combattono, comunque si chiamino lo spirituale nell’arte. L’arte e’ una forma di liberta’, per cui non c’e’ molta differenza tra la condanna dell’arte degenerata stalinista e quella nazista. Percio’ K., come aveva dovuto fuggire dal leninismo, cosi’ dovette fuggire dal nazismo.

Quando il nazismo va al potere, il Bauhaus viene chiuso nel 33 e K., malgrado la sua cittadinanza tedesca, e’ costretto a fuggire a Parigi, mentre in Germania le sue opere vengono sequestrate e vendute a prezzi irrisori. Ottiene poi la cittadinanza francese nel 39 e continua a creare fervidamente anche sotto l’occupazione tedesca. Ormai e’ considerato un maestro.

“Blu di cielo” e’ dipinta nell’anno dell’occupazione nazista della Francia. Quando Parigi e’ occupata dai Tedeschi, K. dipinge un acquario sognante azzurrino latteo, dove piccolo figure biomorfe galleggiano fuori del tempo, creaturine fluttuanti, artificiali, enigmatiche, sospese nell’aria o acqua, organismi pseudobiologici. Il blu doveva creare un effetto di quiete e le strane creaturine magiche e fragili sembrano quasi un esorcismo dinanzi agli orrori della guerra. Le figurine embrionali, sono irreali, allegre e fluide, sembrano evocare un mondo lieve di pace e giochi. Sono quasi piccole forme biologiche.

“Curva dominante!”, “Accordo reciproco”, “Slancio moderato”.

Le opere della vecchiaia lo mostrano ormai come un gigante, con una magistrale dominanza dei mezzi pittorici, attraverso cui mostra serenita’ e ironia. (“Nel buio”, “Accenti in rosa”, abbiamo grande rigore formale, equilibrio di cerchi e quadrati, grande finezza espressiva. Il caos tempestoso delle origini e’ qui scandito con grande razionalismo. Si noti che quasi tutti i cerchi sono contornati da un’aureola.

K. muore a 78 anni, il 13 dicembre 1944, quando Parigi e’ liberata dagli alleati e la guerra sta per finire.

Aveva scritto:
L’arte e’ grande solo se e’ in diretto contatto con le forze cosmiche e ad esse si subordina. Queste leggi si sentono, senza quasi che ce ne accorgiamo, se ci si accosta alla natura non dall’esterno ma in profondita’; la natura bisogna non limitarsi a vederla ma viverla.”

L’arte astratta e’ una delle piu’ straordinarie invenzioni di tutti i tempi. Un’arte rivoluzionaria, che unisce passionalita’ a equilibrio, ragione e sentimento, intuizione e riflessione, rigore e emozione.

L’arte rimane muta solo per coloro che non sanno ascoltarla”. “La testa e’ una parte necessaria e importante del corpo umano, ma solo se e’ in rapporto organico col cuore e col sentimento.. senza questo rapporto la testa e’ fonte di tutti i pericoli e di tutte le corruzioni”,

Chiudiamo con Tolstoj che aveva detto: “Cos’e’ l’arte? L’arte non e’ una forma di piacere o di intrattenimento ma un organo della vita e del progresso dell’umanita’”.

<img src=”http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSUo1N9nahNECKKDvr50Ds8ZfGa5jsmeDpigzFJajb-7utd52n_&#8221; alt=”” width=”50%” height=”50%” />

 

ELENCO DE I LIBERATORI. Corso

Socrate
https://masadaweb.org/2008/11/17/masada-n-825-17-11-2008-socrate-la-coscienza-critica-applicata-alla-vita-civile/

Platone
https://masadaweb.org/2008/11/20/masada-n-827-20-11-2008-i-liberatori-2-platone/

Papa Giovanni XXIII
https://masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&post=2218

Gandhi
https://masadaweb.org/2008/12/05/masada-n-835-5-12-2008-i-liberatori-n%C2%B0-3-gandhi/

Madre Teresa
https://masadaweb.org/2008/12/11/masada-839-11-12-2008-i-liberatori-madre-teresa-di-calcutta/

Kandinskij
https://masadaweb.org/2008/12/26/masada-n-845-26-12-2008-i-liberatori-vasilij-kandinskij/

Jung
https://masadaweb.org/2009/01/20/masada-n-861-20-1-2009-i-liberatori-carl-gustav-jung/

Einstein
https://masadaweb.org/2009/01/23/masada-n-862-21-1-2009-i-liberatori-albert-einstein/

Krishnamurti
https://masadaweb.org/2009/01/24/masada-n-863-24-1-2009-i-liberatori-jiddu-krishnamurti/

Sri Aurobindo
https://masadaweb.org/2009/02/02/masada-n-867-2-2-2009-i-liberatori-sri-aurobindo/

http://www.masadaweb.org

7 commenti »

  1. Non so come…ma è sempre l’8 a tornare nella mia vita, in particolare da quando mio padre non c’è più o sarebbe meglio dire che ha cambiato forma…845 poi…mi sono tornati piuù d’una volta e scopro che sono l’origine della musica piana…e ora questo articolo su Kandinskij…bhè non si finisce qui…c’è molto altro. Grazie, mi servirà come fonte per la mia tesi sulla musica ovviamente spirituale…

    Commento di Margherita — aprile 1, 2009 @ 12:48 am | Rispondi

  2. Musica spirituale! Che c’è di meglio?
    L’8 è il lemniscata, il simbolo dell’infinito, il numero dell’equilibrio cosmico, i raggi della ruota celtica, rad, che corrisponde al carro celeste o alla ruota evolutiva dei tarocchi.. il mediatore tra Terra e Cielo, le braccia di Shiva o i Guardiani dello spazio.. i simboli sono universali.
    4 è la casa e 5 la famiglia.
    C’è una sonata n. 845 di Schubert… di musica so poco. Auguri per la tua tesi!
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 1, 2009 @ 6:55 am | Rispondi

  3. Grazie…il 4 e il 5 non sapevo fossero legati alla casa e alla famiglia…mi sei stata di aiuto…un altro pezzo che si congiunge..

    Commento di Margherita — aprile 9, 2009 @ 9:29 pm | Rispondi

  4. Cara Margherita
    il significato dei numeri intesi come simboli nell’arte è simile a quello nei sogni, in quanto proviene da una mente che usa gli stessi codici
    Per il significato simbolico degli elementi dei sogni come della pittura, vedi il Dizionario dei simboli (junghiani) di Jean Chevalier e Alain Gheerbrantk, Rizzoli
    Oppure cercali su google o un altro motore di ricerca
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 10, 2009 @ 6:25 am | Rispondi

  5. […] Dagli atelier, prendono forma le ricerche artistiche di Roberto Fassone, che interroga le variabili dell’interpretazione oltre l’immagine e il suono/parola, e di Valerio Nicolai, quale indagine dei limiti della pittura attraverso la … Vavarella e Gabriele di Martino: superata la cornice temporale, il primo manipola tecnologicamente una fotografia di soggetto come stampa digitale immersa di memorie; il libro d’artista del secondo, intreccia un collage di frasi e figure narranti. MASADA n. 845. 26-12-2008. I LIBERATORI. VASILIJ KANDINSKIJ … […]

    Pingback di frasi sulla pittura astratta — febbraio 3, 2013 @ 11:09 am | Rispondi

  6. PER ME KANDINSKIJ E UN PITTORE FANTASTICO ,MERAVIGLIOSO I SUOI QUADRI MI PIACCIONO TANTISSIMO,MI ISPIANO ,MI APPASSIONANO E SOPRATTUTTO NON MI ANNOIANO ,ANZI DUARDEREI I SUOI DIPINTI PER ORE ED OE SENZA MAI STANCARMI.ASTATTISMO E UNA PAROLA MAGICA CHE TUTTI DOVEBBERO CONOSCERE PECHE AL SOL SENTIR DI QUESTA PAROLA IL MIO CUORE SI RALLEGRA.

    Commento di MAIANNA DESIDERIO — febbraio 28, 2013 @ 6:13 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: