Nuovo Masada

dicembre 20, 2008

MASADA n. 843. 20-12-2008. Walter, ma dove vai?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:31 am

L’inutile convegno di Veltroni – Pd e questione morale: un nulla fatto di vuoti – La sempiterna questione morale – Pensiero unico, corruzione unica – Ne’ con D’Alema ne’ con Veltroni – La mia Lucania (e)saudita – Fini contro l’antisemitismo, e zingari, omosessuali e migranti?

Bisogna rifonda’ un’opposizione
su basi piu’ concrete e meno vaghe
Dovemo sbarassasse delle piaghe
ma non con la carota:cor bastone

I Villari, i Rutelli, la Binetti
se facciano un partito tutto loro
Mejo parti’ da zero, con decoro
e mette’ fin da subito i paletti

che stare in equilibrio tra gli opposti
co l’occhio che nun molla le poltrone
p’assicura’ a ciascuno i mejo posti

Vojo un partito e non un minestrone
dovemo ripulisse a tuttii costi
prima i valori e doppo le persone
.

Da Flickr One Frome RM
..
Chi non punisce il male comanda che si faccia. “
(Leonardo Da Vinci)
..
“O cambiamo o affondiamo” (Veltroni)

“Ormai non e’ piu’ tempo di dx, sx e di ideologie: conta solo chi e’ onesto. Questo l’unico valore da difendere e che TUTTI possono riconoscere. Partiamo da questo e il resto arrivera’. Ma il vero segnale da dare e’ quello di essere diversi non come tutti gli altri. Se no vince chi racconta meglio le barzellette.”
(Diego)

“La vera innovazione sarebbe di mettere Di Pietro al posto di Veltroni a capo del PD, eliminando la percezione di un partito senza midollo, viscido e portato alla scomparsa per la sua vacuita’.”
(Pensiero libero)

“Non sarebbe stato neppure necessario formare la P2 con l’attuale partito di Veltroni, tanto e’ insignificante.”
(Celli)

“Vince sempre il partito della pagnotta”
(Mariantonietta)

“..togliere la fiducia a Bassolino e non ricandidarlo alle elezioni Europee; fare la stessa cosa con Domenici a Firenze e con Loriero in Calabria. Avviare un processo di elezione democratica di tutti i livelli dirigenziali del partito aprendolo alla societa’ civile; pensionare tutti gli oligarchi (scusi se uso questo termine) che hanno guidato il centro sx in tante sconfitte (hanno tutti pensioni da deputato e non moriranno di fame); dopo aver fatto questo potrebbe pensionarsi anche lei.”
(Eratostene)

“Il PD non rappresenta piu’ il bacino tradizionale dei suoi elettori:non gli operai, ne’ gli impiegati e nemmeno la gente di cultura che non si puo’ riconoscere in personaggi come la Binetti, in perpetuo intrallazzo col Vaticano, la Finocchiaro, ospite estasiata di Porta a Porta, Franceschini, una vera nullita’, e cosi’ via . Si corre dietro ai banchieri, agli industriali, alla Marcegaglia, ai commercianti evasori, al Vaticano prepotente e invadente:nessuno di loro li votera’ mai. Questi votano solo PDL. Intelligenza politica del PD=zero.”
(Wonder 55)

“DI CHI HA PAURA – VERAMENTE – WALTER???”
(Tisander)

“Esiste un’altro stato democratico dove una persona riesce tornare al potere per ben 3 volte?In Italia questo e’ successo e buona parte del merito lo si deve alla sx che non ha fatto niente per contrastarne l’ascesa. Quindi ben venga gente come Di Pietro e Travaglio che almeno cercano di far capire agli italiani dove la giustizia si e’ fermata!”
(Orso cap)

“La sx quando va a governare perde la testa. Per ben due volte la stessa maggioranza ha fatto cadere il proprio Presidente e non ha voluto, per ben due volte, modificare nessuna delle leggi vergogna fatte dalla dx, non ha voluto modificare la legge sul conflitto di interessi e, dulcis in fundo, nemmeno la legge elettorale porcata. I vari gruppi non hanno mai pensato di avere la responsabilita’ di governare una nazione e hanno solo pensato a questioni personali o di visibilita’ del partito e se ne sono fregati di tutto e di tutti. Per non parlare delle amministarzioni locali. A questo punto penso che i molti scheletri nell’armadio di ogni deputato non consenta loro di fare un bel niente. Non hanno neanche il pudore di mettersi da parte e Francesco Merlo ha ragione: il nostro e’ il Paese senza dimissioni. “
(Catinotu)

“Le persone di sx non hanno la straordinaria capacita’, propria dei Bani, di digerire qualunque comportamento negativo, in nome del loro interesse particolare. La gente di sx e’ fatta anche di tanti idealisti, che di fronte a questi disinvolti affaristi usano la sola arma disponibile:il disincanto ed il distacco. Se non si capisce questo e non si impone un ricambio forte, anche generazionale, credo che si notte buia per tanti anni. Anche Veltroni dovrebbe passare la mano a un giovane:e’ una persona perbene, ma non ha gli attributi per gestire questa fase cosi’ difficile e straordinaria.”
(Gianitalo1)

“Se il PD vuole sperare di rivedere il mio voto, tanto per iniziare, alle europee NON deve dico NON deve candidare NEANCHE UN dico NEANCHE UN condannato o inquisito ( e ritengo sia alquanto improbabile x non dire impossibile che cio’ accada ), quindi o non voto o voto DI PIETRO, del quale si potra’ dire anche peste e corna ma almeno e’ l’unico a portare avanti con un minimo di coerenza certi principi che peraltro dovrebbero essere scontatamente condivisi da tutti in un paese civile. Dico, se uno e’ pregiudicato o anche solo indagato per il piu’ banale dei reati per non dire solo imparentato con un pregiudicato non puo’ fare il Carabiniere o il poliziotto o il magistrato, mi chiedo perche’ possa fare il parlamentare, il ministro o il presidente del consiglio.”
(Saturno 01)

“Di Pietro e’ un ex uomo di dx che, ora, non e’ ne’ di dx ne’ di sx: e’ uno che cerca di affermare la legalita’, per quanto ci riesce e per quanto questo insano Parlamento glielo consente. Quindi, ben venga Di Pietro il “giustizialista”. Io sto con lui!”
(Isteraster)

“Ma ancora state dietro al PD? PD e PDL sono solo due facce della stessa moneta… Hanno popolato il paese di lavoratori precari e sottopagati, hanno continuato a favorire a turno i potentati economici di riferimento, non hanno mai fatto una VERA riforma della giustizia che garantisse la chiusura dei processi in tempi brevi senza costringere i cittadini a svenarsi per pagare gli avvocati, hanno devastato le nostre citta’ (ma non solo) da tutti i punti di vista (architettonico, ambientale e sociale), ma soprattutto, hanno chiuso completamente la possibilita’ ai cittadini di partecipare alla politica per l’impossibilita’ di scegliere i candidati (che ricordo sono scelti dai segretari di partito o dal leader di partito). Nonostante si siano riempiti la bocca a turno dell’Italia europea, di fatto di europeo abbiamo solo la moneta…e ora che ci rimane da fare? Uno sciopero della fame collettivo a oltranza dei nauseati? Probabilmente ci lascerebbero morire tutti…..”
(Botrillone)

“L’intuizione di Prodi e’ stata ancora una volta corretta. Alla nascita del PD se l’e’ data a gambe. Le diverse anime che dovevano portare ricchezza sono fonte di confusione. La richiesta di unita’ non interessa nessuno. Il rinnovamento non esiste. La diversita’ e’ a parole. Adesso anche il malaffare. E poi in che cosa si distingue il Pd? vota sistematicamente contro le autorizzazione a procedere, vota sistematicamente a favore dell’aumento dei privilegi ai parlamentari e ai partiti, su aspetti rilevanti della vita pubblica non prende posizione per non disfarsi. Francamente penso che il PD non abbia capito bene la lezione data dagli elettori alla sx antagonista. Il prossimo partito che sparisce e’ il Pd.”
(Ondina)

“Se ne devono andare tutti. Veltroni in Africa, D’Alema a fare lo skipper, Rutelli a mangiare pane e cicoria, Fassino dove vuole lui, Marini in pensione, insieme a Violante. Fino a quel momento il mio voto (e non solo il mio) non lo vedranno piu’.”
(Domenicouno)

“Se avessero un minimo della dignita’ dell’antico PC, se ne sarebbero gia’ andati da un pezzo. Ma pure il baffetto e il resto della banda. Questo PD non e’ la sx. Non so cosa sia, ma con noi popolo della sx non c’entrano ormai piu’ nulla. “
(Gattorosso)

“Di Pietro ha perfettamente ragione, i parlamentari PD fanno parte della casta, che e’ una cosa trasversale che va da dx a sx, che non ha colore politico, che e’ distante anni luce dai cittadini italiani, che comprende politici, giornalisti, imprenditori, ecc. Tende a preservarsi, ad autoconservarsi e lo sta facendo sviluppando quell’anticorpo malefico per la democrazia che e’ la riforma della giustizia cosi’ come la vuole il “cavaliere”….gle la sta preparando Violante…pensate un po’!!! La realta’ e’ che ci vuole un rinnovamento completo soprattutto a sx, dove abbiamo bisogno di politici che siano veramente di sx ossia che stiano dalla parte del popolo e non dei vari Geronzi, che facciano opposizione facendo di tutto per riconsegnarci un paese realmente democratico e con un’informazione libera.”
(Axabat)

“Il PD, come il resto della politica italiana, fa finta di non capire che mezzo paese (escludo l’elettorato di B perche’ vota i pregiudicati e le leggi ad personam con orgoglio) ha posto un ultimatum: fuori i pregiudicati se volete salvarvi in zona cesarini. E dopo il repulisti una proposta seria per una riforma che dovra’ salvare l’Italia dal suo male peggiore, la corruzione: una legge che impedisca le cariche politiche ai pregiudicati, accertamenti fiscali automatici su tutti coloro che ricoprono cariche politiche o pubbliche di rilievo, liberta’ per le intercettazioni (con pena grave per chi le doveva custodire e chi le pubblica x quelle non rilevanti), garantire la massima autonomia della magistratura dalla politica. Le solite 4 chiacchiere non bastano, vogliamo i fatti, rilevanti ed irreversibili.”
(War74)

“B purtroppo, dobbiamo ammetterlo, e’ piu’ intelligente e ha piu’ senso politico di Veltroni. Quando la Lega e’ aumentata moltissimo al Nord a nessuno nel PDL, almeno ufficialmente e’ passato per la testa di dare in escandescenze e di far scrivere sul Giornale: “cacciamo la Lega ” e altre follie del genere. B si tiene ben stretto Bossi perche’ sa bene che la sua vittoria dipende da lui. Nel PD invece degli incapaci come Fioroni e il transfuga Follini (che conta quanto il due di briscola) farneticano di successi fantastici al centro con l’UDC. Si mettano con l’UDC alle Europee e vedremo. Inoltre la scempiaggine di tali follie e’ confermata dal fatto che nel Sud l’UDC e’ legata a doppia mandata al PDL. Entrera’ anche il PD nella Casa delle liberta’?”
(Wonder55)

“Faccio una previsione: il prossimo che allontaneranno che isolareranno sara’ Soru e sapete il perche?…e’ onesto e’ pulito e’ vicino alla gente; e questo fa paura.”
(Piero56)

“Se un movimento politico e’ innovatore o ha nel suo dna idee innovatrici…..le mette in pratica….non si auto-esorta a farsele venire….questo e’ lo specchio della politica italiana..con i vecchi gerontocrati che si dicono da soli che c’e’ bisogno di innovazione….e appunto per quello dovrebbero andare a casa….l’innovazione si fa…non si improvvisa….quando si e’ superati dai tempi si va in pensione…”
(Leviatano))

“C’ era un partito SOLIDO (molto solido) lo hanno voluto LIQUIDO, ed ora si ritrovano allo stato GASSOSO! Bravi, molto bravi, nemmeno il peggior B sarebbe riuscito a farvi evaporare cosi’ velocemente! Vergognatevi ed andate TUTTI a casa !”
(Effebi44)

(Dai commenti di Repubblica)
..
“Oggi Veltroni dice “Innovare o fallimento”, ieri Fassino diceva “Cambiare o Morire”, saranno slogan ad effetto ma poi di sostanza non ce n’e’. Oggi si criticano i media , si dice che l’informazione e’ distorta, ma non si pensa a ieri quando in campagna elettorale tutta l’informazione era divisa tra Veltroni e B, ieri andava bene oggi no. Ci si interroga sulla questione morale, ma chi ha eletto questi compagni, chi ha nominato questi segretari? Si vuole cambiare, ma si conosce la realta’ del partito? Dove i dirigenti ormai sono gli stessi da venti anni, sono gli stessi che hanno fatto vincere i congressi ai vari Fassino e Veltroni, sono gli stessi che nominano i vari presidenti, vicepresidenti o consiglieri ..”
(Sante)

Pd e questione morale: un nulla fatto di vuoti
Bianca La Rocca (Da aprileonline)

La stragrande maggioranza degli attuali dirigenti del Pd non sono corrotti o concussi. Ma non basta. Non e’ la loro estraneita’ ai fatti a renderli innocenti, e’ la loro complicita’ o il disinteresse calcolato per quel “modo di far politica” a condannarli. Gli anni “rivoluzionari” di tangentopoli produssero piu’ danni di quanti ne avrebbero dovuto sanare. Oggi il paese e’ devastato dai poteri criminali, da una classe politico-amministrativa arrogante e inefficiente, da un ceto industriale incapace e provinciale, da un’informazione assuefatta e servile ..Ho sempre pensato che i partiti, massima espressione dell’azione democratica, abbiano il compito di farci sentire dentro una grande casa comune, in cui tutti siano votati alla stessa causa. Dal secondo dopoguerra era stato sempre cosi’: la DC e il PCI erano questo, ma anche il PSI, il PR o il PLI e i Radicali.. Le battaglie, quelle vere, erano tutte ideologiche e davano un senso di grande rispetto alle Istituzioni e a quanti le rappresentavano: Berlinguer, Moro, La Malfa, Pannella…
E poi si leggeva Sturzo, Einaudi, Croce, Nenni e Togliatti, Gramsci. Si ricorreva ai classici: Diderot, Voltaire, Pareto, Luxemburg, Weber e Marx. Si apprezzavano Kennedy e Schmidt, De Gaulle e Che Guevara.
Si cresceva, si contestava i padri, si ascoltava, si partecipava, si esprimeva un voto. Si era orgogliosi di esserci. La storia siamo noi. Certo non erano tutte rose. Stragi, terrorismo, mafia, scandali, la P2, la guerra fredda, ma la democrazia riusciva a venirne fuori. Si poteva sperare in un futuro migliore. Tutto resse, bene o male, fino a quel fatidico biennio 1992-1994, quando il giocattolo si ruppe definitivamente, e ai piu’ non rimase che correre ai ripari.
La politica dai blasoni passo’ al volgo e divenne sinonimo di amoralita’. Assursero a fustigatori quanti, fino al giorno prima, avevano fatto accordi sottobanco. Una classe imprenditoriale corrotta e bancarottiera indosso’ le vesti delle vergini violate, giornalisti compiacenti salutarono i nuovi padroni, magistrati senza macchia e senza paura salirono agli onori della cronaca e cominciarono a pregustare il sapore di una brillante carriera politica.
Il popolo, da sempre “rivoluzionario” a parole, ma “reazionario” nei fatti, ripose la propria fiducia in quel misto di strafottenza, menefreghimo e ignoranza rappresentato dai nuovi partiti. Quegli stessi che, a dx come a sx, avevano gia’ provveduto a riciclare nelle proprie file il peggio della prima Repubblica. L’italico gattopardismo del tutto cambi perche’ tutto resti immutato trionfo’. Alla fine pagarono “in pochi le colpe che erano di tanti”. La classe politica, torno’ ad essere lo specchio del Paese. Uno specchio ormai ridotto in frantumi.
Dopo 15 anni, nel Pd, si apre una nuova questione morale. Lo spettro del malaffare sorvola le giunte di csx, Abruzzo, Campania, Calabria, Firenze, Napoli, Pescara. Qualcuno s’indigna, qualcuno piange, qualcuno s’incatena, qualcuno ride. Nessuno che si chieda se l’errore non sia stato compiuto proprio 15 anni fa. Nel gioco del tanto peggio, tanto meglio, anche la sx infatti si adeguo’, accettando accordi compromissori, invece di combattere un sistema marcio e rinnovare la propria classe dirigente, rincorse la pancia di una societa’ civile (?) incarognita e forcaiola. Oggi da nessuna parte, si riesce a riconoscere un amministrazione di dx, da una di sx. Cioni e’ uguale a Gentilini, Penati alla Moratti. E’ qui il vero scandalo.
La stragrande maggioranza degli attuali dirigenti del Pd non sono corrotti o concussi. Ma questo non basta ad assolverli. Non e’ la loro estraneita’ ai fatti a renderli innocenti, e’ la loro complicita’ o il disinteresse calcolato per quel “modo di far politica” a condannarli.
… L’Italia, oggi, e’ un Paese devastato dai poteri criminali, da una classe politico-amministrativa arrogante e inefficiente, da un ceto industriale incapace e provinciale, da un’informazione assuefatta e servile. La classe politica, sempre uguale a se stessa, e’ quella che meritiamo. Nessuno puo’ esimersi e nessuno puo’ pensare di fare la morale agli altri.
“Berlinguer era una brava persona, ma Craxi aveva ragione”. Dovevamo avere il coraggio di dirlo 15 anni fa. Non staremmo qui ad avvitarci su noi stessi, apparendo esattamente quello che siamo: un nulla fatto di vuoti.
(Ragioni Socialiste)
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Mariapia manda
C’e’ una questione che sta montando e tra iscritti stiamo attenti a parlare perche’ siamo divisi su questo argomento. Solo io, che sono vecchia e mi permetto di parlare, presento la mia idea con delicatezza. I vecchi del mio borgo non hanno la parola e sono anche molto disorientati. Oggi pero’ eravamo sereni in quanto l’afflusso di persone alle primarie, qui al circolo Pratello, era alto e il resto passava in altro piano.
La chiamiamo la svolta ma si presenta pericolosamente, e potrebbe essere “lo schianto”
Il Pd ombra

Marco Damilano
Ne’ con Veltroni, ne’ con D’Alema. Da Chiamparino a Soru, nasce la richiesta di una svolta concreta. Con la tentazione di uscire dal partito per riformarlo.
Il piu’ ruvido, al solito, e’ Chiamparino: “Se la partita nel Pd e’ questa, beh, mi sembra quantomeno datata”. E risale almeno a 15 anni fa, al 1994, quando i duellanti si scontrarono a viso aperto per la prima, e anche l’ultima volta. In palio c’era la segreteria del Pds lasciata libera da Occhetto, vinse l’allora quarantacinquenne Massimo D’Alema contro il trentanovenne Walter Veltroni. Si confrontarono a colpi di interviste amichevoli, dove davano la parola alle figlie e si chiamavano a distanza ‘zio Walter’ e ‘zio Massimo’. Sono cambiati i partiti e rotolati i governi, i due ex ragazzi della gioventu’ comunista hanno scalato tutti, o quasi, i palazzi del potere, Palazzo Chigi, Farnesina, Campidoglio. Eppure la guerra per la leadership e’ ancora tra loro….Con un partito che assiste alla battaglia di posizionamento tra rivali sempre piu’ innervosito. E si fa largo un’eresia impronunciabile. Superare il dualismo degli anni Novanta e Duemila. Andare oltre i due dirigenti che nel bene e nel male hanno fatto la storia della sx italiana dell’ultimo decennio. Fare a meno di Veltroni e di D’Alema.
“D’Alema e Veltroni sono due facce della stessa medaglia. Non possono in alcun modo rappresentare qualcosa di nuovo e vincente”, scrive Stefano: “Ne’ con Veltroni, ne’ con D’Alema il Pd riuscira’ a uscire dalle sabbie mobili (o immobili) in cui si trova”.
Sono i ne’-ne’. I non allineati: non stanno con Veltroni ma neanche con D’Alema. Democratici, senza W. e senza Max. Quelli che detestano allo stesso modo il braccio destro di Massimo, Nicola Latorre, che davanti alle telecamere di ‘Omnibus’ manda bigliettini di suggerimento all’avversario del Pdl Italo Bocchino, e il braccio sinistro di Walter, Goffredo Bettini, che annuncia in ogni intervista la resa dei conti con gli avversari interni. Per ora rappresentano un umore, un sentimento di disagio verso uno scontro che di giorno in giorno si fa sempre piu’ violento e che riporta il Pd al passato. Sindaci del Nord, presidenti di provincia o di regione, parlamentari preoccupati del loro destino, intellettuali, blogger.
Non allineata e’ Rosy Bindi, certo: “Lo scontro tra i due porta al fallimento del progetto del Pd”. La novita’ e’ che i non arruolati nelle truppe di Veltroni o di D’Alema sono in aumento anche in altri ambienti. Ne’ con Walter ne’ con Massimo, per esempio, e’ Soru, proprietario dell”Unita’’, che si e’ dimesso dalla carica dopo il voto contrario di una parte del Pd contro la sua legge urbanistica, aprendo la strada alle elezioni anticipate nell’isola.
E insofferente rispetto ai due litiganti e’ gran parte della dirigenza del Nord, sempre piu’ stranita di fronte alla guerriglia romana. “Ovunque ci chiedono di abbandonare i giochi di potere che arrivano da Roma”, spiega Chiamparino, che ha scosso il Pd tornando a parlare di partito del Nord, con la conquista di uno spazio che finora e’ mancato: dire l’ultima parola su candidature, linea politica, alleanze. La mossa del cavallo per saltare le beghe tra i notabili e le cordate che si riproducono dal centro in periferia. “Dobbiamo spezzare il gioco delle correnti, una logica che tutti a parole negano e che e’ tutta dentro ai partiti pre-esistenti al Pd. Restituire autonomia al territorio e’ un passaggio necessario per far crescere nuove leadership, alternative a quelle tradizionali”.
Musica per Lorenzo Dellai, il presidente della Provincia di Trento che ha trionfato due settimane fa contro la Lega. Lui, ex popolare di origine democristiana, non ha mai avuto nulla a che fare con i dioscuri post-diessini e non e’ neppure iscritto al Pd. “Non voglio entrare nelle menate romane”. Ma l’idea di un partito del Nord lo trova molto attento: “E’ da anni che parlo di modello bavarese, dove esiste un forte partito autonomo, la Csu, federata con la Cdu di Angela Merkel a livello nazionale. Se lo avessimo fatto anni fa, oggi non ci sarebbe la Lega cosi’ forte”. Ma ora la prima cosa da fare e’ liberarsi degli schemi “romanocentrici”.
Il fronte settentrionale e’ in subbuglio, ma il dissenso si fa largo perfino a Roma, nella citta’ di Veltroni e D’Alema. “Bisognerebbe creare una corrente democratica dentro il Pd”, esclama il veterano Walter Tocci. “Toccherebbe ai giovani reagire”. Gia’: ma i giovani del partito non sono meno invischiati dei grandi nei giochi di corrente.

Uno dei doveri di una classe dirigente e’ produrre il ricambio, non averlo fatto e’ il loro ultimo fallimento“, spara Marco Simoni, 33 anni, docente di politica economica alla London School of Economics, portavoce del gruppo dei Mille fondato un anno fa con gli amici Luca Sofri e Ivan Scalfarotto per promuovere il rinnovamento generazionale. Per ora se n’e’ visto pochino. E il fiore all’occhiello del gruppo, la ricercatrice Irene Tenagli, ha sbattuto la porta e ha abbandonato la direzione del Pd in cui era stata inserita appena cinque mesi fa. “Caro Walter, inneggiare all’idea di una politica nuova serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzarla“. Quasi un epitaffio sulla novita’ del Pd. Senza risposta, per ora.

espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-Pd-ombra/2050920//1

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Mariapia manda.

La sempiterna questione morale
Mario Liso e Riccardo Parasassi

Immoralita’, illegalita’, corruzione pervadono la vita politico- economico-finanziaria del nostro Paese da molto tempo, pero’, stranamente, e’ assurta in modo esplosivo nel momento in cui alcuni mesi fa usci’ il libro “La Casta” anticipato dal libro “I costi della democrazia” meno fortunato nelle vendite ma di grande interesse.
In Italia la “Questione Morale” non nasce negli anni ’80: fascismo prima, 35 anni di DC dopo, non hanno certo contribuito ad accrescere le virtu’ etiche degli italiani, ma e’ negli anni ’80 che si gettano le basi (basti rammentare lo yuppismo, l’edonismo reaganiano, la Milano da bere ecc.) per realizzare la Societa’ dei furbi e degli imbroglioni, dei prevaricatori, dei senza regole che fanno e disfano leggi penali e civili per interessi privati, creano dal nulla imperi mediatici, partoriscono leggi elettorali indecenti e provano a mutilare la Costituzione.
In questo Paese, dove tutto finisce a “tarallucci e vino”, la questione morale e’ stata sempre accantonata e, se qualcuno ogni tanto la nominava, veniva tacciato di moralista.
Questa forma mentis e’ dilagata sempre piu’ dando ragione a quanto affermava Calamandrei: “Questo Paese e’ moralmente marcio“.
Berlinguer pose il problema con grande determinazione nella famosa intervista rilasciata a Scalfari nel Luglio 1981, in cui affermava: “I partiti non fanno piu’ politica. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela. Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo stato. La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perche’ dico che la questione morale e’ il centro del problema italiano…….Quel che deve interessare veramente e’ la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.
12 anni dopo, i ladri rincorrevano le guardie!
Colpa della politica che ha demandato tutto alla magistratura, perche’ solo a questa e’ stata affidata la coscienza morale della nazione, che doveva invece interessare tutti e i politici prima di ogni altro.
La questione morale e’ politica e istituzionale e si ripropone in tutta la sua gravita’ ed urgenza nei partiti, nelle istituzioni, nell’amministrazione, nei mercati finanziari e nell’economia. Bisogna dare un segnale forte al paese perche’ la dilatazione dei costi della politica, la scarsa trasparenza, se non vere e proprie collusioni politiche con la criminalita’ organizzata, minano dalle fondamenta il tessuto democratico e la credibilita’ internazionale del nostro paese. Ne consegue la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni. Il nostro paese ha molte caratteristiche positive, ma e’ stretto nella morsa della illegalita’ e della corruzione che pervadono settore pubblico e privato, con danni morali ed economici di vaste proporzioni. Occorre contrastare tali fenomeni anche con l’aiuto dei media, poco sensibili al problema.
Siamo al 41° posto nella classifica 2005 del TI (Transparency International), ultimi con la Grecia in UE.
I politici sono in prima fila in questa sciagurata classifica, e’ la “societa’ civile” che esprime i propri rappresentanti, li elegge, chiede loro la “raccomandazione”, la ottiene, li rivota ed il cortocircuito e’ belle e fatto.
Oggi ci e’ chiara la stretta connessione fra ascesa del pacchetto Craxi-B e la repentina discesa dell’Etica italiana.
Prima si creo’ un’idea dell’essere, poi su questa si e’ costruito un mondo di cui il fenomeno B e’ il sovrano. Ai tempi di Craxi il popolo poteva ancora indignarsi contro la corruzione dei politici, oggi non lo fa piu’, solo una minoranza combatte la corruzione. Molti prendono come loro modelli persone dello spettacolo prive di etica ma che hanno avuto successo; milioni di persone idolatrano B pronti a giustificare tutti i suoi comportamenti.
Il guasto e’ profondo e diffuso, anche perche’ arriva fin dentro i nostri comportamenti piu’ semplici. Che educazione diamo ai nostri figli quando ci vedono allegramente parcheggiare sullo scivolo dei disabili, o affittare al nero un posto letto all’odiato extracomunitario? E queste sono mancanze “veniali” non falsi in bilancio (depenalizzati), rapporti con mafia e criminalita’ organizzata, lavoro al nero ed omicidi bianchi per omessa sicurezza.
Il problema riguarda tutti: gli italiani sono refrattari a qualsiasi regola e interessati alla ricerca dei propri vantaggi. Il ritorno ad un comportamento etico ed al rispetto delle regole che una comunita’ si e’ date, e’ la cosa piu’ difficile da attuarsi oggi in Italia. I media hanno contribuito grandemente a formare una mentalita’ distorta che investe tutti: ogni giorno ci inculcano che l’uomo vale solo se ha successo, se e’ ricco, se ha potere, se e’ bello, se riesce a raggiungere i suoi obiettivi, al di la’ dei mezzi impiegati per farlo, se partecipa a trasmissioni tv, al di la’ della loro qualita’. Tutto e’ permesso. Anzi, poveri quelli che, presi dalla coscienza, non ce la fanno!
Occorre agire su piu’ livelli.
Il 1° e’ quello educativo, e coinvolge in primo luogo la Scuola. La scuola non solo ci deve proiettare verso il mondo del lavoro ma deve essere anche costruttrice di coscienze.
Il 2° investe la famiglia, il 3° le istituzioni. Ma basilare e’ la certezza della pena.
1) controllare i candidati alle elezioni, escludendo i non compatibili
2) dichiarare il divieto di cumulo di cariche elettive ed esecutive in qualsiasi ente o societa’
3) emanare una legge sul conflitto di interesse
4) vietare ai parlamentari iscritti all’albo pretorio che esercitano libera professione di svolgere attivita’ a livello esecutivo nelle istituzioni ed enti.
Compito della sx e’ quello di perseguire con rigore la rinascita morale e politica del paese.
Ma sarebbe opportuno che inserisse nel suo statuto l’obbligo di dimissioni per tutti, dai parlamentari agli iscritti, qualora non rispettino i principi etici. Questo darebbe un segnale forte non solo agli altri partiti, ma anche a tutti i cittadini e rafforzerebbe il lavoro affidato alla scuola ed alla famiglia.
Dobbiamo riscostruire e ancora ricostruire, senza fare sconti a nessuno, meno che mai a noi stessi. Essere MORALI, senza tolleranze e senza ammiccamenti: FONDAMENTALISTI della morale.
Non e’ giusto parlare di “morale perduta” chiamando in causa solo i politici: significa aver capito poco del mondo reale che ci circonda. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realta’.
Zygmunt Bauman, un grande maestro di morale, conclude il suo “Homo consumens” scrivendo: “Non esiste nessuna ‘buona ragione’, non c‘e’ nulla di ‘ragionevole’ nell’essere morali. L’etica ha solo se’ stessa a proprio sostegno; e’ meglio essere morali, anche se questo non rende piu’ ricchi gli individui, ne’ le imprese. E’ la decisione di misurare la qualita’ di una societa’ in relazione alla qualita’ dei suoi standard morali cio’ che oggi e’ piu’ importante che mai sostenere“.

Berlinguer:
Noi sostenemmo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicita’ e che, comunque, la situazione economica dei paesi industrializzati non consentiva piu’ di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la “civilta’ dei consumi”, con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa.”

“Voglio dirle pero’ con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, e’ assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilita’ politica e la capacita’ di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non puo’ riuscire

Era l’81, ma sembra, purtroppo, un’intervista rilasciata stamattina.

www.aprileonline.info/notizia.php?id=5299
….
Ginsborg: “Il Pd puo’ finire come il Psi”

«Non c’e’ dubbio che la cronaca di questi giorni vada inquadrata in un contesto storico che comincia nell’89. Allora i postcomunisti non riuscirono ad elaborare un progetto forte che spezzasse l’intreccio tra l’azione politica e il clientelismo. Uno storico male italiano: il rapporto verticale tra patrono e cliente. Gli antichi romani l’avevano codificato. Andreotti lo teorizzo’ nel ’57, quando disse che la domenica mattina, anziche’ riposare, lui e gli altri democristiani si prendevano cura delle famiglie disagiate».
«Non ho mai mitizzato il Pci. E non amo parlare di questione morale. Ma a sx questo male veniva studiato…E a sx c’era l’orgoglio della diversita’, della fibra morale, della connessione tra etica e politica. Oggi il rapporto tra patrono e cliente non viene piu’ studiato. In compenso, e’ fiorito. Il patrono non e’ piu’ il proprietario terriero che dispone delle cose proprie; e’ il politico che dispone delle cose pubbliche. Anche molti politici di sx».
«B e’ un grande patrono. Lo dimostra anche con il linguaggio del corpo: ha sempre le mani sulle spalle di qualcuno. Ma il clientelismo e il nepotismo si ritrovano anche nelle amministrazioni del Pd. E non vedo tensione su questo tema al suo interno. Neppure il Pd affronta il grave problema della forma e del ruolo dei partiti. Molti meno iscritti, molto meno consenso. Il partito di massa cede il posto allo staff del leader. Il primo e’ stato Tony Blair».
“Se il centrosx non cambia direzione, puo’ fare la fine dei socialisti craxiani negli anni ’90». Addirittura? Se il Pd non si apre alla democrazia partecipata, se non si rivolge ai cittadini e si limita a fare da mediatore, a tenere i contatti con i poteri forti economici, diventa indistinguibile dagli altri partiti. Il clientelismo di Cioni nei suoi meccanismi non e’ diverso da quello della dx».
“L’Italia ha grandi meriti che il mondo anglosassone non ha; ma nei Paesi anglosassoni non ci si appella all’onore maschile. Ci si difende laicamente in tribunale. La stessa eco la sento nel tragico suicidio di Nugnes: un’altra storia che ci riporta agli anni di Tangentopoli. Perche’ reagire cosi’? Perche’ non dimostrare la propria innocenza, oppure patteggiare la pena? Siamo tutti esseri umani, non dei, e possiamo tutti sbagliare».
«I ceti medi riflessivi non sono il Pensatore di Rodin. Si muovono. Ma faticano quando vengono sistematicamente irrisi, come fanno anche molti giornali. In tanti sono caduti nel cinismo, e non si impegnano piu’. Sara’ difficile rianimarli, ma non impossibile».
«Veltroni ha gia’ commesso un grave errore a rompere con la sx radicale. Ha ottenuto un vantaggio immediato. Ma poi la sua apertura a B non ha portato a nulla. Ora e’ in arrivo una crisi economica globale di grande drammaticita’. O il Pd trova una progettualita’ forte e ricostruisce un’alleanza alternativa; o entra in un governo d’emergenza nazionale, e allora diventa indistinguibile dalla dx»
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Mariapia manda:

Il pensiero unico
Sandra Bonsanti

Molti di coloro che sono stati sempre dall’altra parte di B, intendo votanti o anche militanti e sostenitori di quello che fu il centro sx, si trovano oggi accomunati in un coro di critica molto forte al modo di fare opposizione, all’assenza di un progetto alternativo che veda insieme i temi impellenti dell’economia, della cultura, della politica, della legalita’.
Gustavo Zagrebelsky ha descritto su “Repubblica” la situazione in cui viviamo parlando di un “regime”, ha definito la Costituzione come una “Costituzione in bilico”. Ha spiegato che senza uguaglianza non c’e’ democrazia. E giustamente in coro ci chiediamo: dove era il centro sx mentre accadeva tutto questo?.
Le ultime mosse di B, il suo attacco nel giro di poche ore all’informazione non sua, ai pochi spazi di autonomia vera rimasta nella desolazione italiana, devono rammentare a smemorati autentici e smemorati interessati che il primo problema e’ B, con tutto cio’ che di marcio ha introdotto nella societa’, nella politica, nella cultura e nell’anima degli italiani. Da molto prima che scendesse in poltica, da quando a combatterlo erano in pochi e il Caf ne preparava un morbido atterraggio nel quadro nazionale.
Ecco dunque che la critica alla pochezza del centro sx debole, imprevidente, povero di idee e di valori, assume una connotazione ancora piu’ radicale. Non ha oggi un pensiero politico, ma non lo ha avuto nemmeno negli anni passati, e nelle rare occasioni di preveggenza si e’ affrettato a serrare gli occhi, a guardare a piccoli interessi di bottega, a una convivenza facile e comoda, al compromesso meschino. Obama puo’ oggi permettersi intese e persino alleanze con i repubblicani perche’ il suo divergere da Bush negli anni passati e’ stato senza sfumature. Ha isolato il “capo” e parla con la gente che votava quel capo o che lavorava con quel capo.
Il nostro centro sx ha permesso questa slavina, l’ha accompagnata da critiche impacciate, e l’ha denunciata sottovoce.
Si e’ rassegnato affermando: dire troppi “no” a B non ci conviene, agli italiani lui piace. Abbiamo avuto degli uomini inadeguati a capire e a voler opporsi. Hanno permesso che si appropriasse della parola “liberta’” , che si definisse “liberale”, che irridesse alla nostra storia, all’antifascismo, all’ etica, alla legalita’. Hanno preferito dire che tutti i nostri guai derivano da una Costituzione vecchia e da riforme non fatte. E perche’ non hanno fatto loro, quando potevano, le riforme necessarie, anche quelle costituzionali? Perche’ hanno lasciato il conflitto di interessi, consentendo che diventasse un problema obsoleto, antico, inutile da ricordare? Pensavano forse che potesse esaurirsi da solo? Perche’ hanno dormito mentre il regime diventava sistema?
Occorre una denuncia chiara al berlusconismo,senza paura di adoprare parole che oggi ti dicono essere fuori di moda, politicamente scorrette. Non e’ un’ombra, non e’ un fantasma. E’ davanti agli occhi di tutti coloro che non li socchiudono o li chiudono del tutto.
Sotto lo sguardo assente delle sirene dialoganti, l’Italia ha imboccato la via di un Medioevo che oscura le coscienze e la ragione. Il Vaticano ne approfitta, cercando di dettare legge a noi e al mondo intero. I nostri ragazzi non hanno un futuro nella loro Patria.
“Sull’antiberlusconismo si dovrebbe essere intransigenti” scrive Ruffolo “Sul gigantesco conflitto di interesse su cui lo strapotere dell’attuale Premier si fonda. Sullo stile idiota dei frizzi e dei lazzi che arreca danni fatali a un paese che tanti stranieri associano ancora a Pulcinella”.
Solo se si e’ convinti antiberlusconiani si puo’ anche essere critici spietati del pensiero dell’opposizione: perche’ non c’e’ stato ieri e non c’e’ oggi. E, soprattutto, perche’ non prepara niente per domani.

www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2367&id_titoli_primo_piano=1

La mia Lucania (e)saudita
Gaetano Cappelli

iltratto.splinder.com/

Con le royalties del petrolio sognavamo di diventare ricchi come arabi. Invece ci ritroviamo al posto d’onore nella classifica della poverta’
Vita sociale in Basilicata prima del petrolio. Quanti anni saranno passati da quella sera? 10, ma forse quasi 20 anni. Eravamo giovani, questo me lo ricordo bene, e ce ne stavamo seduti al solito ristorante del sabato secondo l’uso meridionale: uomini da una parte, donne dall’altra; s’era iniziato a dividerci per gioco, poi sarebbe diventata un’onesta abitudine essendo le chiacchiere degli uomini diverse dalle chiacchiere delle donne. Ma, quella sera, l’argomento era e non poteva che esser uno: in Basilicata avevano appena scoperto il petrolio e noi, nel nostro fondo di provincia, ci sentivamo improvvisamente al centro della nazione, dell’Europa, del mondo!
Lucania Saudita. Come ci ripetevamo entusiasti, si trattava del giacimento piu’ immenso d’Europa. Grosse grasse somme di danaro, sotto forma di royalties, ci avrebbero reso, noi basilischi, i piu’ poveri tra i poveri terroni, ricchi come arabi e non piu’ bisognosi di sovvenzioni ma al contrario pronti a dispensarne; ne’ piu’ saremmo emigrati ma casomai avremmo ora aperto noi le porte della Lucania Saudita ai bisognosi. Quella sera, una ragguardevole quantita’ di Aglianico aveva riempito i nostri bicchieri e ce ne tornammo a casa pieni di sogni e desideri anche se poi nessuno tra noi si arricchi’ col petrolio; nessuno proprio in generale, se e’ per questo, visto che i lucani sono oggi piu’ poveri.
Controsenso karmico. Circa centomila barili di greggio vengono estratti ogni giorno dal nostro fondo di provincia. Si’, non s’e’ prodotta una grande occupazione — richiedendo gli impianti pochi addetti — e fissare le royalties a un misero 7 per cento non e’ stato il grande affare che si credeva ma lo stesso nelle casse della Regione s’e’ creato quel gettito di centinaia di milioni di euro che avrebbe dovuto incentivare nuove attivita’ e imprese. Invece, secondo l’ultimo recentissimo rapporto Istat, i lucani occupano il posto d’onore sul podio dei poveri d’Italia insieme ai siciliani.
Ma com’e’ mai possibile visto che oltretutto siamo quattro gatti — seicentomila, meno di un quartiere di Roma — e possediamo ogni pensabile risorsa? Il petrolio certo, ma anche acqua talmente buona che e’ venuta a comprarsela la Coca-Cola, e il sontuoso Aglianico; e peperoni di Senise, fagioli di Sarconi nonche’ il meraviglioso pecorino di Moliterno — diffidate dell’imitazione sarda, prego! — e spiagge, come si dice, incontaminate, e Maratea, uno-dei-dieci- facciamo-trenta-piu’-bei-posti-del-mondo? Come si spiega allora, eh?, come si spiega che continuiamo a esser poveri, anzi che diventiamo sempre piu’ poveri?
Scarso senso degli affari, ancora piu’ scarsa capacita’ progettuale, si dira’: visto che una buona parte delle royalties destinate alle nuove imprese rimangono inutilizzate. Strano pero’ che i lucani, appena fuori dai confini regionali, si trasformino in fior fior di imprenditori. Ma non sara’, per caso, una maledizione?
Ricco come un texano. Cosi’ qualcuno potrebbe esser tentato di rivolgersi a una delle nostre celebri masciare come, negli anni Sessanta, fece il latifondista Michelantonio dell’Arco, il quale fiutando che il metano, allora scoperto, invece di renderlo ricco come un texano, sarebbe stata la causa stessa dell’espropriazione delle sue amate terre, si rivolse alla potente strega Lia la Bavosa. Lia gli s’inginocchio’ davanti, gli denudo’ i piedi e dopo aver fatto un bolo di saliva… be’, lasciamo perdere. Fatto sta che da miserabile Re del Gas lo tramuto’ in ricco Re della Gassosa; noi, da Sovrani del Parco Energetico, potremmo chiederle di farci tornare a esser gli arcadici Sovrani dei Parchi Naturali secondo la vecchia freddura: «Scusi lei e’ lucano?», «No lu cano e’ la’ sotto. Io so’ lu pastore!». Ma chi, oggi, si sottoporrebbe al terribile rituale della Bavosa? No, signori, indietro non si torna. Rimbocchiamoci le maniche piuttosto. D’altra parte siamo in tempo: ci sono ancora ben 465 milioni di barili da estrarre, per un valore astronomico di 50 miliardi di dollari con la conseguente magnifica percentuale in royalties che ci spetta — davvero un gran pacco di soldi! E per una volta che la fortuna ci arride, be’ cerchiamo di meritarcela.
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Da bellaciao.org
Siamo antiantisemiti ma zingari, omosessuali e migranti??
Pietro Ancona

Una celebrazione da decifrare
Il Presidente della Camera Fini con il Presidente delle Comunita’ Ebraiche Italiane hanno murato una lapide nella Camera dei Deputati in ricordo del settantesimo anniversario delle leggi razziali emanate dallo Stato fascista nel 1938. La ricorrenza ha avuto una solennita’ eccezionale. Il discorso di Fini e’ stato di piena condanna delle leggi razziali e di denunzia della assuefazione della societa’ italiana all’antisemitismo. Anche la Chiesa non si e’ impegnata per difendere i diritti umani e civili degli ebrei discriminati.
Osservo, a proposito del richiamo di Fini all’assuefazione della societa’ al razzismo che questa si ripete nei giorni nostri. Basta navigare in internet per vedere quanto odio razziale si riversa contro gli islamici, gli zingari, gli immigrati, i diversi, gli omosessuali…. E’ davvero singolare come l’autore di una legge che riduce l’immigrato a mero strumento di lavoro con pochissimi e quasi nulli diritti come essere umano e come cittadino, come il sostenitore di un governo che ha voluto censire e prendere le impronte digitali ai bambini rom, che ha fatto approvare una legge per la quale se chi commette un reato e’ irregolare la sua pena viene aumentata di un terzo e che ha condiviso tante altre violazioni dei diritti universali dell’uomo si schieri cosi decisamente contro leggi fatte imposte dal PNF progenitore del MSI e poi di Alleanza Nazionale. Naturalmente non una parola e’ stata detta per la persecuzione e lo sterminio degli zingari che furono ammassati in campi di concentramento nell’Italia del Sud o avviati a morire nei lagers nazisti come i loro fratelli di sventura ebrei.
Certo oggi gli ebrei hanno uno Stato potente, guerriero, una potenza nucleare. Uno stato che ha vinto la guerra coi suoi vicini e che conta moltissimo nella geostrategia mondiale essendo il primo alleato degli USA del quale ne dettano ( secondo un suo primo ministro) la politica estera.
Ricordare con orrore le leggi razziali di Mussolini senza condannare le tante disposizioni razziste dello Stato di Israele e la proposta della signora Livni (niente cittadinanza alle coppie miste israeliano-arabe) costituisce una furbesca operazione politica di allineamento all’ala degli intransigenti nel conflitto medioorientale e mondiale.
E’ opportuno ricordare che l’ala oltranzista degli israeliani ha dentro di se’ ammiratori di Hitler e che Israele assume ogni giorno che passa caratteristiche sempre piu’ di potenza etnica e coloniale.
La celebrazione che Fini ha fatto delle legge razziali non incide nel clima di intolleranza xenofoba e razzista diffuso in Italia e, se riferito ai comportamenti degli israeliani di oggi, non ne e’ neppure in contraddizione o controtendenza.
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RIDIAMARO : – )

A proposito di costituzione (o magna carta per gli antichi), notando delle analogie con la situazione contemporanea, voglio raccontare cosa ha scoperto un mio amico archeologo in una zona che apparteneva all’antico Egitto.

Dovete sapere che questo archeologo ha da poco decifrato una stele, chiamata la stele di “Troietta” dal nome di una protagonista delle iscrizioni.

Qui si racconta del faraone “Tutan-tappon” che a quei tempi passava per un grande statista avendo concesso, su pressione dei sudditi che sentivano il “bisogno” di una nuova carta costituzionale, la famosa carta a due veli (come dire: e adesso andate a cagare).

Tutan-tappon, che ritenendosi un fuco dedicava tre ore al giorno alla procreazione, amava percio’ circondarsi di ministre che importava direttamente dalla famosa citta’ di Troia, le cosidette ministre “Troione”.

Un’altra attivita’ che gli rubava la giornata era farsi spalmare di bitume il cranio pelato. Per questo era soprannominato “Testa d’asfalto” dal popolo ebreo che aveva condotto in cattivita’ per la bisogna.

Il faraone, pero’, lasciava l’amministrazione al gran ciambellano “Tre-piramidi”, aiutato nell’attivita’ da una “brunetta” che considerava gli ebrei dei fannulloni, in quanto tutto il giorno si interessavano solo di asfaltare la testa di “Tutantappon”, e li voleva mettere in cassa integrazione.

Il capo dell’esercito(il cosiddetto generale di camera), al contrario del faraone, era un bell’uomo molto alto, brizzolato in quanto gia’ in eta’ matura, ma essendo persona “fine” s’era di recente accoppiato con una giovane fanciulla (anche lei veniva dalla citta’ di Troia) che gli aveva dato una bambina.

Per ora la traduzione dei geroglifici qui si ferma, vedremo in seguito se la storia ama ripetersi…

Giuseppe

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Viviana

E’ gia’ pronto il negretto da fotografare accanto a Del Turco nel calendario dei venduti riciclati, le grandissime facce di merda in cerca di restyling, dopo Villari e prima di Violante.

Dovranno fare una doppia edizione al calendario perche’ la fila di quelli che passano dal Pd al Pdl si ingrossa e i candidati sgomitano.

Occorrera’ stabilire le quote, come per gli extracomunitari, e di cambiare le cifre finanziarie da cifre a prendere da B a cifre a dare a B, visto il successo e le promesse future.

Gli onori si pagano. Tanto i furti futuri sono gia’ depenalizzati.

Cosi’ Mediaset puo’ riprendersi dai danni di Borsa.

Avanti feccia di dx e di sx! Fate un bel governo unito, grosso, grasso, laido ed unto

Il Governo delle larghe alleanze sul crimine!

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Guida pratica alla scienza moderna:

1- Se e’ verde o si muove, e’ biologia.

2- Se puzza, e’ chimica.

3- Se non funziona, e’ fisica.

4- Se non si capisce e’ matematica.

5- Se non ha senso e’ economia.

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Rabarbaro

Miniantologia di umorismo nero

di Renzo Butazzi

Un episodio del film I Mostri, di Dino Risi, e’ intitolato “La nobile Arte” (il pugilato). L’episodio si conclude con Vittorio Gassmann, pugile semiparalizzato e rimbecillito per le botte prese in un incontro, che viene spinto dal suo manager Tognazzi in carrozzella a prendere un po’ d’aria. E a chi gli chiede come sta, il povero pugile risponde con voce afona: “So’ contento…”

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Il maestro spiega zoologia e sintetizza le abitudini della Jena ridens: “esce solo di notte, si nutre di carogne e si accoppia una volta all’anno”. E Pierino: “Pagherei sape’ che cia’ da ride’”.

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Roberto

LA QUESTIONE MORALE:

SOLUZIONE AL DIBATTITO.

“LA MORALE E’ SEMPRE QUELLA, FAI MERENDA CON GIRELLA.”

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Cesare Beccaria

Berlusconi è monotono , si ripete sempre, negli accordi tra due parti in concorso, Lui accetta e fa accordi solo se l’altra parte dice le cose che vuole Lui.

Berlusconi è un uomo tutto di un pezzo, il suo.

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http://www.masadaweb.org

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