Nuovo Masada

novembre 8, 2008

MASADA n. 821. 8-11-2008. Alieni

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:18 am

Chi sono gli alieni? Sono quelli che ripudiano le caratteristiche tipicamente tipicamente umane: la solidarieta’, il rispetto degli altri, l’amore per la propria terra e per il pianeta, il senso di uguaglianza per gli altri uomini, e poi la capacità di gioire per la bellezza, l’arte, la cultura, il divino..
Di questi alieni in mondo e’ pieno, e infinite sofferenze nascono da loro.

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In un film, qualcuno dava dell’imbecille a Toto’ e lui gli ribatteva: “Eh no, caro signore, l’imbecille sara’ lei!”.
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Agosti e Pasolini

33 anni fa veniva spenta la vita di Pier Paolo Pasolini e con lui, ovviamente, la sola voce consistente di dissenso ufficiale. Se Pasolini, come accade a me, si fosse limitato a scrivere le proprie verita’ su Metro e a esprimersi su canali televisivi secondari, probabilmente sarebbe ancora tra noi.
Il fatto e’ che Pasolini scriveva sul Corriere della sera e veniva intervistato da Enzo Biagi e di lui si occupava perfino Rai 1.

Si e’ tentato di riempire il vuoto evidente lasciato dalla sua morte con filoni di comici di desolante mediocrita’, che cavalcano quasi tutti il puledro della trivialita’ e un coraggio intarsiato nel cattivo gusto.
Io ho vissuto in modo drammatico il personaggio Pasolini, incontrato per la prima volta nel 1960 al Centro sperimentale di cinematografia.
Siamo al bar della scuola, Pasolini e’ venuto a presentarci Accattone. Pasolini ha 38 anni, io 22. Visto che siamo soli gli chiedo: “Senti, qual’e’ la tua concezione della Storia?”
Lui in armonia col movimento di chi si allontana da un pericolo mi dice: “Marxista naturalmente.” Quel “naturalmente” mi e’ rimasto conficcato nella mente per una decina d’anni. Va bene “marxista” ma perche’ “naturalmente”?
Un enigma che non ho mai risolto, ma che mi ha tenuto lontano da lui, finche’, dopo 10 anni non e’ avvenuto il mio secondo incontro.
Una sera d’autunno Marco Bellocchio decide di farmi chiamare per un incontro con Pasolini. Mi viene a prendere Ninetto Davoli e mi porta a casa di Laura Betti. Si tratta, a quanto capisco, di discutere sull’opportunita’ o meno di filmare il processo a Valpreda, il ballerino accusato di aver collocato le bombe nella banca dell’Agricoltura di Milano.La prima strage cosiddetta “di Stato.”
Marco e Laura Betti dialogano sull’argomento per oltre un’ora, esaminando i vari punti della questione. Io sono seduto al tavolo di fronte a Pasolini. Ci scrutiamo in silenzio e ogni tanto, come contrappunto alla voce stridula di Laura e quella ancor piu’ stridula di Marco, ci scambiamo un qualche accenno di sorriso.
Non lontano, sul lavandino una scultura casuale di piatti da lavare indica la domesticita’ alquanto “artistica” di Laura Betti.
Alla fine viene chiesto il mio parere e io dissento sulla decisione di filmare quel processo adducendo che “Essendo la situazione oltremodo ambigua finiremmo per fare un favore proprio a quello stesso Stato che gia’ molti accusano di essere direttamente o indirettamente autore della strage di Milano, nota appunto ormai come Strage di Stato.”
Pasolini con voce dolce e lenta dice “Sono d’accordo con Agosti.” E a me, chissa’ perche’, dispiace che abbia detto Agosti, invece che Silvano. Poi prosegue. “Lo Stato borghese si veste di bianco, solo per compiere imprese feroci. E’ sempre in nome della liberta’ democratica che vengono compiuti i piu’ nefandi delitti.”
A questo punto Laura Betti camminando nervosamente al centro della stanza e alzando le braccia dice “Sentitelo, cosi’ parlo’ Zaratrusta. Ma fammi il piacere Pier Paolo, smettila di fare il profeta.”
Ricordo sul volto di Pier Paolo Pasolini una smorfia quasi invisibile di gratitudine per quel rimprovero, esausto com’era da quel suo dover servire e porre sempre al primo posto la cosiddetta “passione ideologica”. E allora mi e’ tornato alla mente quel “naturalmente”.
Pier Paolo Pasolini, figlio di un militare, capitano di carriera dell’esercito, cresciuto nei binari della disciplina, col fermento poetico che gli premeva nel petto, per proteggere la propria infinita sensibilita’ corazza il proprio cuore trovando “naturale” di essere marxista e di avere conseguentemente una concezione marxista della storia.
Proprio oggi ho deciso di dedicare a Pier Paolo Pasolini una rassegna dei suoi migliori film al cinema Azzurro Scipioni nella seconda settimana di dicembre.
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Le IENE hanno colpito ancora
Godetevi 5 minuti di libidine pura

Ogni governo intelligente e meritevole sa benissimo che di dovrebbe sempre e comunque migliorare la scuola e farne una pratica “permanente”.
Ma in Italia questa necessita’ e’ drammatica, visti i livelli di ignoranza e demerito in cui e’ caduta la presente partitocrazia.
Per il demerito basti vedere come siano nominate onorevoli e ministri persone raccomandate da giardinieri di casa, stallieri di Riina o padrini della mafia, o donne di letto e di bordello, manicure, medici di famiglia, guardie di finanza corrotte, dirigenti RAI traditori, senatori acquistati un tanto al kg, avvocati personali, parenti e affini..
Per la capacita’ sembra evidente che una buona dose di meritocrazia migliorerebbe del 100% ogni funzione, innalzando decisamente l’Italia perche’ una classe politica di somari come questa non era mai capitata nella storia repubblicana.
Sono urgenti test di ingresso per stoppare almeno i peggiori e “impedire che blocchino il lavoro di routine di tutti gli altri”, come dice il leghista Gibelli.
Ma non test ai poveri bambini extracomunitari per cacciarli in classi differenziali .
Ma proprio agli onorevoli somari! .
Le Iene hanno proposto altri test ai tizi che ci comandano e questi sono i bei risultati di ignoranza crassa e supponente dei capoccioni di turno. Considerate che razza di ignoranti abbiamo al vertice della piramide sociale, in quelle belle mangiatoie per inetti che sono governo e parlamento!
Altro che test agli allievi non italiani!!
Questi sono da bocciare proprio tutti! Piu’ che onorevoli sono disonorati!
E dovrebbe essere gentaglia cosi’ che viene a peggiorare la nostra scuola?
Forse per portarci al suo livello???

uk.youtube.com/watch?v=zrKKT-Y531I&feature=related

uk.youtube.com/watch?v=ll-moyMQsEA&feature=related

uk.youtube.com/watch?v=IPSyz5KVSiU&feature=related

uk.youtube.com/watch?v=654_KdngiGc&feature=related
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Gli alieni e l’arte
Viviana Vivarelli

Fascismo e stalinismo, come tutti i regimi, sono sempre stati antitetici alla cultura e, quando hanno trovato artisti di valore, li hanno cacciati o perseguitati. Non e’ un caso che le loro produzione pseudo-artistiche sono similmente piatte e tese e manifestare un cupo senso di potere senza immaginazione..
L’arte e’ sinonimo di liberta’ non certo di intruppamento o di indottrinamento, per cui gli artisti, essendo liberi, sono sempre stati considerati dai regimi, e ugualmente a sinistra o a destra, dei degenerati e dei nemici politici.
Questa antinomia con arte e cultura da’ un senso di mancanza e inadeguatezza ai fascisti di oggi che si sentono messi in minoranza (vd dell’Utri che tenta disperatamente di dimostrare che anche nell’era pacchiana di B cultura c’e’).
Tutti i regimi totalitari prevedono il non pensiero e la sottomissione dell’individuo allo Stato.
Usando l’arte come strumento politico, i regimi trattano solo oggetti celebrativi o didascalici che sono in genere di cattivo gusto.
Il Duce riporto’ in auge il trionfalismo della Roma imperiale, un monumentalismo che doveva evocare le grandeur del regime, con grafia cubitale ed architettonica, effetti scenografici, colorismo rude e segno rozzo. Lo stalinismo comandava l’esaltazione mistica del capo e ripeteva i canoni del trionfo, della pesantezza di uno stato cieco e sovrastante.
I Nazisti epurarono 6000 opere d’arte moderna: cubismo, espressionismo, dadaismo, astrattismo e primitivismo.
L’arte e’ liberta’ e bellezza. L’arte e’ esaltazione della persona e delle sue doti migliori e individuali. La crisi delle civilta’ uccide liberta’ e bellezza e mortifica l’autonomia dell’uomo, massimamente quella dell’artista.
Ogni regime uccide l’uomo e il suo libero modo di essere persona.
Per questo il posto dei regimi nella storia dell’arte e della cultura e’ e restera’ sempre modesto.

Diceva KANDINSKIJ : “Quando la forma non e’ espressione esterna di un contenuto interno, non si serve piu’ lo spirito libero (il raggio bianco) ma la barriera pietrificata (la mano nera)”.
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Sembra strano ma quando un regime cade, restano i suoi nostalgici, perche’ un regime piu’ che un fatto storico e’ una condizione psicologica.

Le ideologie sono come i vestiti.
A volte invecchiano nell’armadio senza essere mai usate
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Regimi e satira
Viviana Vivarelli

Se un regime e’ antitetico all’arte, che e’ liberta’, a maggior ragione avversa la satira che annienta una delle sue armi peggiori: la paura.
Un regime si muove su tre coordinate: trionfalismo, cooptazione e minaccia.
La satira lo ridicolizza, sfugge alla sua presa con le ali, e annichilisce la paura trasformandola in sberleffo.
L’uomo che ride del potere e’ imprendibile.
L’uomo che ride ha guadagnato una sfera di integra liberta’ dove le grinfie del potere non lo ghermiscono. Il potere puo’ censurarlo, radiarlo, punirlo ma non puo’ impedire che l’uomo libero rida di lui. E in quella risata il potere va in frantumi, perde rispettabilita’, gli calano le braghe. Un omino che ride del potere puo’ frantumargli le balle mostrando quello che in realta’ e’: un fantoccio mostruoso fatto di niente.
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Dario Fo
Viviana

Dario Fo ha scelto una delle vie piu’ ardue della contestazione politica: la satira. Essa generalmente non e’ di buon livello artistico anche se e’ sempre di buon valore iniziatico. Ma lui ne ha fatta una magnifica via dell’arte, sfondando verso l’alto.
Mentre il comico del tiranno non sfonda niente, non supera la grossolanita’ del Bagaglino, con battute trite, pecorecce e da caserma, l’humor di Fo e’ il violinista sul tetto.
L’odio che i fascisti hanno sempre avuto per Dario Fo e’ la reazione che ha verso l’uomo libero chi, grazie a lui, si scopre servo.
Ovviamente e’ lo stesso per certi di estrema sinistra che fischiano Beppe Grillo il quale pure realizza la dissacrazione del potere.
E’ questo ‘sacrum’, il divinizzato mostruoso, che li tiene incatenati al fanatismo come una fascinazione di cui sono tossici.
La satira ha una funzione eminentemente liberatoria.
E’ catartica in senso attivo.
Per questo i regimi che odiano ogni liberazione la odiano come i vampiri odiano l’aglio, la prima medicina che disintossica il povero.
Finche’ un popolo riuscira’ a far satira, avra’ sempre un seme di liberta’ da cui ripartire.
Il tiranno fa ridere inconsapevolmente quando la sua stupidita’ rivela la sua pochezza, allora l’esagerazione di risate rivela il desiderio di liberazione.
Quando un tiranno cerca di far ridere volontariamente, e’ ripetitivo e fastidioso, crea un senso d iimbarazzo. Lo applaudono solo i cani di Pavlov. Ma il cane di Pavlov non e’ proprio un bell’esempio di liberta’.
Il tiranno puo’ fare il comico involontario perche’ il potere lo acceca e la stupidita’ lo tradisce. Ma puo’ fare anche il comico volontario per occupare fin l’ultimo spazio di liberta’. “Se proprio volete ridere, vi comando io cosa”. I cloni non possono che ripeterlo, essendo la ripetizione di una ripetizione. I loro slogan sono gli echi sordi con cui il tiranno rimbomba se stesso. Come gli applausi registrati.

La funzione della derisione del potere appartiene alla cura della civilta’.
E non c’e’ spettacolo piu’ triste del comico satirico che avversi un collega per invidia. In quel punto cade una roccaforte che richiede che ogni combattente tenga la posizione, qualunque essa sia, nella stessa battaglia.
Nel mondo dell’opposizione politica questa falla e’ frequente a causa dello stesso punto critico: l’egocentrismo vanesio che vince sul dovere del combattente. Quando l’ego narcisistico sovrasta la missione, la sconfitta e’ scontata.
E se i migliori si distruggono tra loro, non ci sara’ piu’ nessun migliore.
Come avviene in ogni romanzo, i grandi progressi avvengono quando gli uomini si uniscono per sostanziosi periodi e non si dividono per virgole faziose.
La Chiesa ha abolito il bisogno di ridere, come il tiranno. Essendo sistemi totalitari non sopportano nessuna evasione.
Il potere politico vuole far ridere a comando. Nulla di piu’ lugubre.
I modi con cui il potere ride sono osceni.
I modi con cui B ride sono scellerati: l’olocausto, la fame, la miseria, l’handicap, il dolore, il razzismo..
Non potrebbe dimostrare in modo piu’ grezzo quanto poco gli importi del dolore degli uomini.
La partecipazione, la compassione, l’empatia, il senso di una vicenda condivisa sono buchi dove la materia umana del potere non possiede sostanza.
Il tiranno e un uomo umanamente sottosviluppato.

Sia lode egli eroi, ai resistenti, ai combattenti della liberta’, agli artisti!
Sia lode a coloro che facendo ridere gli uomini, li fanno uscire dalla gabbia delle loro paure!
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Ho sentito uno che deprecava Halloween.
Viviana

Halloween e’ una festa anglosassone creata per i bambini. In modo divertente permette loro di affrontare i mostri della loro immaginazione. Vestendone i panni, fa loro scoprire che non sono altro che stracci e maschere. Perche’ il potere che ti fa paura questo e’: stracci e maschere.

Un tempo il Carnevale era una grande nemesi dissacratoria dove il mondo era messo a rovescio e il villano si prendeva la sua rivincita sull’autorita’ politica e clericale.
I tempi moderni hanno tolto ai sudditi questo grande momento liberatorio.
Oggi l’uomo che non ne puo’ piu’ esplode nella follia e genera stragi. In genere di parenti.
Il potere resta indenne.
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Il tiranno e’ un essere che non riuscendo a vivere insieme agli altri, se ne mette sopra, tentando di trasformare quelli che non gli saranno mai amici in complici.
Lo scopo, se e’ furbo e ben foraggiato, gli riesce benissimo perche’ agisce sugli istinti piu’ bassi dell’uomo: l’emulazione della forza, l’avidita’ del vantaggio, l’inerzia del pensiero, l’assimilazione del peggio.
Poi ci sono gli ingredienti soliti: successo, soldi, scopate, sbafo, stronzaggine…
La stronzaggine e’ fondamentale. E il tiranno per primo deve possederne in ampie dosi.
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‘Visitors’ e ‘V come vendetta’ sono due pessimi film ‘neorealisti’ della psiche che spiegano benissimo perche’ e’ sconfitta l’insufficienza umana.
Hanno lo scopo lenitivo di curare gli impotenti con fiabe a lieto fine.
Ma attenti! Rifugiarsi in mondi di fantasia non ha lo stesso effetto che avrebbe l’immaginazione attiva in grado di operare sulla realta’. Rischia di chiudere il velleitario in una bolla fantastica senza effetto. Esattamente come certe ideologie politiche.
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Passo passo
Viviana

La mente e’ un organo fortemente abitudinario. Cio’ che e’ troppo dissacrante, che stravolge le coordinate logiche, che rovescia i motti della consuetudine o dell’indottrinamento, raramente viene gettonato. Si puo’ essere ostili a un modo di parlare insolito esattamente come a un modo di vestire inusuale.
Anche l’uomo migliore non puo’ che incamminarsi, se ne ha voglia, partendo dal punto dove si trova. Persino Newton non si allontano’ troppo dal suo albero di mele.
Per questo il compenso dell’uomo che pensa in modo nuovo non puo’ essere che la solitudine.
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La liberta’ e’ una fatica della madonna.
Per questo i piu’ ci rinunciano in partenza.

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Parole positive o negative
Viviana

Eppure la salute del mondo richiederebbe
un gigantesco sforzo di immaginazione.

Un discorso e’ un’algebra di parole. Le parole hanno un segno.
Quando si comunica, attenti a usare parole positive o negative!
Quando si scrive “dittatura morbida”, si fa un regalo al potere.

La pubblicita’ lo sa benissimo. La valenza positiva o negativa di una parola arriva al cervello prima del suo significato nel contesto di un discorso.
Separate le parole da buone a cattive e mettete solo le buone in cio’ che si riferisce a voi.
Attenti quando fate gli slogan!
Essi creano sogni.
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La comunicazione e’ tutto.
Nel momento in cui la sinistra regalo’ le televisioni a Berlusconi, divenne afona.
Senza resurrezione
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I sogni governano gli uomini quanto le cose concrete.
Essi sono una realta’ parallela che a volte sovrasta la realta’ concrete e la sovverte.
Bisogna diventare signori dei sogni! Non vittime.
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La storia degli uomini e’ fatta raramente dai sogni degli uomini. Piu’ spesso dagli incubi.
V.
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Lo splendente Leon ha detto:
“Ci vogliono rubare anche il sogno!”

Difendete i vostri sogni, ragazzi!
Essi saranno il nostro mondo.
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Vestire una propria posizione nel mondo richiede uno sforzo di confezione non indifferente.
Per questo i piu’ portano abiti mentali gia’ fatti. E se sono alla moda del potere, e’ meglio!
V.
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Ogni atto politico che crea un mondo migliore e’ un’opera d’arte.
L’arte e’ un potente sforzo dell’immaginazione e della volonta’ che crea liberta’ per tutti, bellezza per tutti, gioia per tutti.
L’arte porta il mondo in avanti.
Le dittature lo portano ferocemente indietro.
V.
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Classi differenziali
Viviana

C’e’ un punto nella manovra di distruzione della scuola non abbastanza esaminato: le classi differenziali volute dalla Lega per un’apartheid dei bambini stranieri, che si accompagna alla sua richiesta della territorializzazione degli insegnanti e della chiusura dei pronto soccorso agli extracomunitari.
In quell’identita’ che sempre sventolano c’e’ il disprezzo della bandiera insieme ad un crocifisso agitato a mo’ di randello sugli islamici, in una commistione paradossale in cui e’ vacuo sia il senso di patria che quello di religione. I simboli sono usati in modo contraddittorio, aggressivo e violento. La patria diventa il piccolo territorio che permette di insultare tutte le patrie degli altri. Il crocifisso, da strumento di pace e amore universale, diventa un randello discriminatorio e ostile.
Ma che patria hanno costoro? E che religione? E che identita’?

Oggi su Rai3 alle 13 guardavo Shukran che e’ un ottimo programma di integrazione sociale.
In onore del 4 novembre, hanno fatto un servizio sui soldati non di origine italiana nel nostro esercito: ragazzi e ragazze dello Sri Lanka, Ucraina, Libia, Somalia, Algeria, Argentina, Messico…
Lo sanno i leghisti questo?
Mi auguro che vedremo presto forze di colore o di altre etnie nella nostra vita urbana; vigili, pompieri, guardie di finanza..
Fa un po’ senso vedere una bella ragazza congolese negli alpini. Ma che fa?
La bellezza del nuovo mondo e’ anche questa.
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Circa fascismo e scienza, vorrei citare il
Manifesto degli scienziati razzisti
che il fascismo pubblico’ nel ‘38 e che ricorda in molti passi alcune deliranti affermazioni leghiste

Le razze umane esistono. Sono una realta’ fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Esistono grandi razze e piccole razze.
La popolazione dell’Italia attuale e’ nella maggioranza di origine ariana e la sua civilta’ ariana.
E’ una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici.
Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da cio’ deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale e’ variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi e’ la stessa di mille anni fa.
Esiste una pura “razza italiana”. Questa antica purezza di sangue e’ il piu’ grande titolo di nobilta’ della Nazione italiana.
E’ tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti.
Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia e’ in fondo del razzismo. Frequentissimo e’ stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo vuol dire elevare l’italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilita’.
E’ necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei europei e gli Orientali e gli Africani
Gli ebrei non appartengono alla razza italiana.
I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo.
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BERLUSCONI PORTA SFIGA E LO HANNO RI ELETTO PER TERZA VOLTA
E’ stato talmente tante volte a Napoli che, per quest’anno, il sangue di San Gennaro e’ cementato…..
Maurizio spina
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PSICOBIOLOGIA
Mariapia

Lo scorso anno sentii una interessantissima conferenza a Casalecchio, tenuta da Jean Claude Badard, psicobiologo.
La psicobiologia vede il cervello come un organo biologico speciale, oramai accettato anche dalle “masse” ma sempre tenuto “fuori mano” e rimane un organo misterioso e quasi divino.
Questo organo puo’ e deve essere studiato e curato per favorire la crescita dell’Umanita’
Questa nuova conoscenza del nostro cervello, tenuta nascosta ai piu’, ci nuoce molto, mentre avvantaggia i dominanti che, come Berlusconi e i suoi proci, chiamano studiosi attorno a se’ per utilizzare a proprio esclusivo favore tali conoscenze.
Anche l’attuale sindaco di Roma ha utilizzato un gruppo di studiosi del cervello e della mente per la sua campagna elettorale.
L’idea interessante e’ che ogni evento evolutivo-selettivo importante genera nel cervello di tutti i viventi dei nuclei specializzati, come piccolissimi organi creati dal DNA che conservano il ricordo degli eventi nel cervello e nelle cellule. Ciascun vivente animale ha i nuclei generali dell’istinto e poi quelli della linea genetica da cui discende, con fatti grandiosi e misfatti di uguale misura che la selezione e la nostra personale linea genetica hanno lasciato nel nostro organismo. C’e’ chi ha un gran fegato, che fa tutto benissimo e un cervello… che fa tutto e malissimo. Tutto sta scritto nel DNA e negli organi da questo costituiti. Gli istinti, le facolta’ e i saperi del vivente dovranno pure essere da qualche parte sottile dell’organismo vivente, sia questo pianta o animale, ma ancora non sappiamo dove sta, al momento cerchiamo e chi cerca trova.
Cosi’ come il fegato sano sa cosa deve fare, anche il cervello sano sa come deve essere un comportamento giusto, che ci mantiene in salute nella vita.
(Le malattie genetiche, comprese quelle cerebrali, alterano tutto l’organismo umano, ma sappiamo che generalmente sono regressive se la nicchia umana consente incroci genetici variati; se questo non e’ consentito, quell’individuo o quel gruppo viene eliminato dalla selezione, quindi in media gli esseri umani vengono considerati o sani o curabili).
La branca di scienza che studia il cervello con nuovi metodi, chiamata Psicobiologia, nasce da Henry Laborit negli anni 50.
In Francia la psicobiologia ha trovato grande sviluppo. Badard, specialista in psicosomatica, psicogenealogia, psicoterapeuta, psicosociologo prosegue, insieme ad altri, quel percorso abbastanza nuovo.
Nel sito di Badard di cui invio il collegamento, se clicchi su “articoli” tra gli altri trovi tredici pagine che spiegano i concetti che lui espose a Casalecchio.
Quella che incollo e’ solo la prima pagina.
www.badard.eu/File%20Pdf/IntroduzionePsicobiologia.pdf

INTRODUZIONE ALLA PSICO-BIOLOGIA

Le “regole di base” da considerare sempre In biologia, si va a ricercare direttamente i risentiti piu’ profondi. Perche’ sono quelli che in un modo o in un altro che ci permettono di avanzare.
Cio’ che e’ interessante e’ la differenza che c’e’ tra le nostre memorie biologiche ed i nostri
pensieri. E’ un po’ come se i nostri pensieri fossero le nostre verita’ e le nostre memorie
biologiche fossero la nostra realta’.
E bisogna porre l’attenzione sulla realta’.
Si puo’ dire che la realta’ biologica e la realta’ spirituale, raccontano la stessa storia e che
tutto il resto e’ l’illusione:
Ogni volta che si parla, che ci si racconta, si racconta questo: la verita’. Che e’ composta
dai pensieri, apprendimenti, credenze, cultura. Ma in effetti, tutto cio’ non e’ vero, reale.
Non siamo noi. Noi siamo il resto, la realta’.
Bisogna cercare e lavorare sulla realta’. Perche’ si e’ malati, a tutti livelli, ogni volta che la
nostra realta’ e la nostra verita’ non sono d’accordo. Ogni volta che le nostre memorie
biologiche ed i nostri pensieri non sono d’accordo.
Ogni volta che abbiamo una dicotomia, ci sara’ una malattia ad un livello o ad un altro.
Ed ogni volta che non si puo’ nominare la realta’, allora si e’ malati. Quando si puo’
nominare la realta’, la frase comincia con IO e si parla di se’. Al contrario, si e’ malati e
fuori dalla realta’ quando il discorso richiama altre persone: “mi accade questo, perche’
questa persona…”. In biologia si dice: “mi accade questo, perche’ IO ho quella memoria”.
L’origine della Psicobiologia nasce da Henry Laborit negli anni 50. Egli era un biologo, un
ricercatore ed ha scoperto molte cose interessanti. Uno dei suoi esperimenti e’ il seguente:
ha preso delle cavie da laboratorio. Le ha messe dentro delle gabbie con 2 compartimenti,
una griglia attraverso la quale passa dell’elettricita’, un piccolo segnale luminoso ed
acustico che si attiva 5 secondi prima del passaggio di elettricita’. L’elettricita’ passa per
una decina di secondi. Nella gabbia si inserisce una cavia che subira’ una scossa elettrica
per 10 secondi, ogni 30 minuti, per 12 ore.
1) La cavia e’ un animale che impara velocemente (7 volte piu’ velocemente di una
cane) e capisce fin dalla prima volta che ogni volta che c’e’ un segnale arrivera’
l’elettricita’. Quindi, gia’ dalla seconda volta, al momento del segnale, passera’
dall’altra parte della gabbia dove non c’e’ l’elettricita’. Lo fara’ per tutta la giornata.
Alla fine della giornata, si prendera’ la cavia, si faranno le analisi e si vedra’ che la
cavia e’ in perfetta salute.
nostri pensieri

Ritorno empre nello stesso luogo antropologico: la dominanza umana.
Mentre la dominanza del mondo animale non umano e’ guidata dagli istinti ed e’ sempre a favore della selezione del piu’ adatto e a salvaguardia della specie, la dominanza animale umana pare impazzita da millenni.
(Alcuni studiosi fanno una ipotesi terrificante: la corteccia cerebrale umana si e’ sviluppata con una rapidita’ insolita e pare quasi generata da un processo tumorale)
La dominanza umana ha una potenza distruttiva enorme, egoica e apparentemente senza finalita’ conservative. Puo’ darsi che gli uomini non conoscano ancora bene le leggi della Vita, ma un dubbio che l’uomo sia una specie degenerata circola da diversi millenni.
T’invio uno scritto di come un piccolo gruppo dominante e parassitario sfrutti dei poveri che piu’ poveri non si puo’.
I panorami umani non mutano, e ora che siamo miliardi e stretti in una morsa pericolosa, cio’ che siamo risalta dolorosamente.
mariapia
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Ne’ di destra ne’ di sinistra
Marco Magni – Roma
Da RK

“Ne’ di destra ne’ di sinistra” non e’ uno slogan che indichi l'”apoliticita’” del movimento, bensi’ la sua eccedenza e la sua autonomia rispetto agli schemi “bipolari” che hanno vincolato la sfera del politico nella seconda Repubblica.
Mi spiego, partendo dal concreto. Nella mia scuola (insegno filosofia), uno dei licei piu’ moderati e addormentati di Roma (si chiama Lucrezio Caro), la lotta degli studenti e delle studentesse e’ esplosa improvvisa, inaspettata, sabato scorso. Coinvolgendo l’intera scuola attorno alla parola d’ordine del “ritiro del decreto Gelmini”. Proprio in questo modo qui: studenti di destra e studenti “di sinistra” insieme, in lotta per un unico obiettivo.
Paradossalmente, gli studenti di destra ci hanno messo l’organizzazione, conducono le trattative con la presidenza, guidano i cortei, gli studenti e le studentesse “di sinistra” (ma diciamo, meglio, “di cultura democratica e antifascista”) la massa.
Chiaramente, sono rimasto sorpreso, nel momento in cui – mettendo a disposizione la mia competenza dell’autogestione della scuola – mi sono accorto che stavo trattando con uno studente di destra (probabilmente estrema). Tuttavia, dopo aver avuto un sussulto di un attimo, non mi sono affatto pentito. La cosa sarebbe stata del tutto impossibile all’epoca in
cui io stesso frequentavo le scuole superiori e organizzavo gli scioperi. Ma, come si suol dire, i tempi sono cambiati.
Non e’ piu’ il ’68, e il concetto della “fine della sinistra”, come dissoluzione storica di lungo corso, non e’ una boutade di Negri o di Casarini, ma una cosa seria, che avviene sotto i nostri occhi, qui, adesso. Per quegli studenti e quelle studentesse pensare che dentro la loro scuola si possa e si debba stabilire una discriminante antifascista che li divida nell’agire collettivo attorno ad un obiettivo comune – il no alla Gelmini – e’ inconcepibile. Se cio’ accadesse, si rientrerebbe nello schema che vuole Berlusconi – destra contro sinistra, opposti estremismi.
Allora, le cose sono molto piu’ complicate, senza dubbio problematiche: una cosa e’ impedire le provocazioni poliziesche praticate mediante l’utilizzo dei fascisti, e contrastare la litania del blocco studentesco (“ne’ rossi, ne’ neri, ma liberi pensieri”, nel senso di richiesta di legittimazione, ma gli studenti della mia scuola, che non sono affatto, come dicevo, in maggioranza fascisti, lo gridavano tutti e tutte), un’altra e’ pensare di decretare, come nel ’68, l’espulsione dei fascisti dal movimento (nelle scuole superiori, in particolare). Sarebbe un anacronismo, anzi, una violenza contro l’ultima generazione.
Navighiamo a vista, ma dentro i temi che pone Bascetta. Molto pragmaticamente, penso che sia fondamentale che il movimento delle scuole resti unito, e che non cambi discorso rispetto alla parola d’ordine del “ritiro” del decreto 137. Cio’ significa, da un lato, che le scuole continuino a lottare senza discriminanti ideologiche, con un’azione collettiva comune, contro la Gelmini. Ma che, nello stesso tempo, questi studenti e studentesse si rendano conto che Blocco studentesco non puo’ continuare a chiedere l'”unita’ degli studenti” sotto lo slogan “ne’ rossi ne’ neri” e poi, non visto, andare ad aspettare sotto casa studenti e studentesse per pestarli, oppure partecipare a provocazioni indegne come quella di piazza Navona.
Da molto tempo penso che la “discriminante antifascista” sia, oggi, piu’ attuale che mai, ma nel senso della difesa della Resistenza, da un lato, e della denuncia delle “pratiche” fasciste. La discriminante e’ di natura pratica: nessuno puo’ utilizzare il movimento per altri scopi che non siano quelli del ritiro del decreto Gelmini, e della costituzione di soggettivita’
dentro scuole e universita’ (cio’ che molti chiamano “autoformazione” e che forse andrebbe precisato un po’ meglio). Non ci devono essere sedi decisionali parallele, che non siano le scuole stesse e le universita’. Le divisioni – se ci saranno – devono accadere li’ dentro, rispetto alle tattiche e alle strategie di lotta al decreto Gelmini. Nessuna sede
decisionale parallela, ne’ di destra ne’ di sinistra. So che i fatti mi smentiranno, ma ragiono nel tempo breve-medio. Il tempo che ci serve per vincere.
..
Forbici e tagli, le venerabili armi del Mestiere
Doriana Goracci

C’e’ un bel mercato, virtuale ma reale, dove e’ possibile comprare lame e coltelli per collezionismo, outdoor, medioevo, antica roma, lord of the rings. Sono le forbici che nella morra cinese, battono la carta: quante volte abbiamo sentito parlare di grande forbice tra la sicurezza reale e quella percepita? Ci sono anche Forbici che rivendicano per il loro pubblico programma: serieta’, ascolto, attenzione e informazione da profondere alla “gente”, e tra uno Zapping e un’altro, fior fiore di giornalisti non smentiti, annunciano rispetto per il debito pubblico che il merito della diminuzione dello stesso, e’ tutto grazie alle liberalizzazioni e non sono smentite, certo, dallo Sforbiciatore gentile.
Si beve e se ne ribeve, tanto che l’ex signore della Confindustria, solo un annetto fa arringo’ il governo che “non e’ in grado neanche di tagliare le cravatte di due centimetri, non e’ in grado di tagliare nulla. Non c’e’ coesione”.Tra un’atroce scoperta di un campo nomadi, un rifiuto ingombrante lasciato per strada, un’ occupazione abusiva e un furto magari con stupro, che non guasta mai, Portavoci delle Forze Nuove Italiane diranno sempre che: “La situazione sta diventando insostenibile e la gente e’ sempre piu’ insofferente. Il rischio di un conflitto sociale e’ reale. Bisogna intervenire con decisione e immediatezza”.
Tutti hanno pari dignita’ e coniugando razionalismo ed esoterismo, diventano muratori e sarti, anche se inesperti del Mestiere e si affolla il panorama come in certi tempi passati, di sognatori, ciarlatani, impostori, e uomini di buona Fede, che diventano promotori del Regno del Buono e Felice e ospitano indovini, giullari, fanno grattare cartine, tra una fiutata e l’altra di tabacco che non e’ piu’ neanche quello.
E l’eta’ fa sempre venerandi, anche le gesta dei criminali di guerra. Per cui bisogna avere Fede e Fiducia nelle parole e promesse del divino di turno, nella sua Emanazione e ogni Manifestazione contraria, sara’ pesantemente punita, qui’ e ora.
L’allargamento delle forbici, diventa sempre piu’ popolare e fenomeno sociale, come per miracolosi Ponti e Allargamenti dei mari, Varchi impensabili, Spartizione delle acque e delle terre, dell’Aria…E nessun timore, perfavore, dei saggi, vecchi nonni, venerabili come i loro nipoti.
Cosa temere e di cui meravigliarsi se la Storia di un’ Odeon tv “nasce dalle ceneri di Euro TV nel settembre 1987 come syndication a opera dell’imprenditore Callisto Tanzi, proprietario della Parmalat e di Vincenzo Romagnoli, proprietario dell’Acqua Marcia. Quest’ultimo il mese dopo lascera’ le proprie azioni al costruttore marchigiano Edoardo Longarini .Alla nascita della rete collabora anche Marco Bassetti, futuro presidente di Endemol Italia.”e poi “Nel 1989 la rete viene acquisita dalla Sasea del finanziere Florio Fiorini per la cifra di 150 miliardi di Lire. Il prezzo pagato alla Sara, la finanziaria della famiglia Tanzi, viene giudicato troppo alto dal Tribunale di Milano che accusa gli ex proprietari di concorso in bancarotta della Sasea” e poi “Nel 2001 il gruppo Profit di Raimondo Lagostena Bassi, gia’ proprietario di Telecampione, acquista la rete, insieme all’emittente Telereporter, capofila della syndication, e a Tivu’italia, dorsale d’interconnessione nazionale. Successivamente la societa’ acquista anche la syndication per ragazzi Junior Tv e punta a occupare un posto di rilievo nel panorama televisivo italiano” . Sta gia’ tutto scritto, come in certe sacre scritture. Forza Italia, fiori di Zucca, Caffe’ italia, La ruota della fortuna. La documentazione enciclopedica wikipediana finisce citando le trasmissioni ben note, con le quali la Televisione si e’ distinta: La ruota della fortuna, Forza Italia, Caffe’ Italia, M’ama non m’ama, Tappeto volante, Extra Omnes, Virus e Fiori di Zucca. Gia’ come quelle zucche appena passate, rivendicate nell’Ognissanti americano per Hallowen, che dei Celti hanno ripreso una croce da esibire sulle fibbie delle cinture o al petto, buone a tutti gli usi. Zucche che paghiamo al Mercato almeno un’euro al chilo per farci la zuppa.
Il Mestiere di sforbiciatore, cucitore, pulitor, muratore, raccoglitore, operaio… nei fatti e’ svolto da oscuri raccoglitori extracomunitari e nostrani, nei laboratori e nei campi, nelle aree metropolitane, tutti giu’ a testa china e col timore di essere sorpresi nel misfatto del lavoro, magari nero.
Come nelle favole piu’ belle, il Castello della Grande Famiglia, che si riunisce annualmente in qualche angolo discreto di mondo, appare, su uno schermo o su uno scranno del Parlamento, come nel Grande vetro di Duchamp, dove tutto e’ luminoso, trasparente. Non ci e’ dato sapere perche’, se vogliamo entrarci, ci andiamo a sbattere contro, vedendo spezzate le nostre ali. Gli schizzi di sangue sono subito rimossi dai veri Pulitori-Punitori del Paese, che per Pari Opportunita’, hanno chiesto e ottenuto, di alternarsi in questo ruolo, tradizionalmente femminile, scambiando forbici e scope, stracci e detersivo.
“Sicche’ quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, usci’ nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me!”
Questione di Merce, sempre buona come moneta di scambio, fosse pure carne umana. Come dice Duchamp : « Non c’e’ soluzione perche’ non c’e’ problema. »
..
Le Ceneri di Gramsci – Pasolini

(…)
Lo scandalo del contraddirmi,
dell’essere
con te e contro te; con te nel core,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
– nel pensiero, in un’ombra di azione –
mi so ad esso attaccato nel calore

degli istinti, dell’estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, e’ per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza: e’ la forza originaria

dell’uomo, che nell’atto s’e’ perduta,
a darle l’ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro piu’

io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed e’ il piu’ esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
piu’ assoluto. Ma come io possiedo la
storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato
:

ma a che serve la luce?

it.youtube.com/watch?v=WsSX-e4ldXc
Citata da A. Di Napoli
..
Alla mia nazione
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perche’ tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perche’ fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perche’ sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male e’ tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo
.

it.youtube.com/watch?v=2R8dz8QJP3E
..
33 ANNI FA TRA LA NOTTE DELL’1 E 2 NOVEMBRE PASOLINI VENIVA ASSASSINATO IN CIRCOSTANZE MISTERIOSE…RICORDARLO CON UNA POESIA…
Frammento alla morte

Vengo da te e torno a te,
sentimento nato con la luce, col caldo,
battezzato quando il vagito era gioia,
riconosciuto in Pier Paolo
all’origine di una smaniosa epopea:
ho camminato alla luce della storia,
ma, sempre, il mio essere fu eroico,
sotto il tuo dominio, intimo pensiero.
Si coagulava nella tua scia di luce
nelle atroci sfiducie
della tua fiamma, ogni atto vero
del mondo, di quella
storia: e in essa si verificava intero,
vi perdeva la vita per riaverla:
e la vita era reale solo se bella…

La furia della confessione,
prima, poi la furia della chiarezza:
era da te che nasceva, ipocrita, oscuro
sentimento! E adesso,
accusino pure ogni mia passione,
m’infanghino, mi dicano informe, impuro
ossesso, dilettante, spergiuro:
tu mi isoli, mi dai la certezza della vita:
sono nel rogo, gioco la carta del fuoco,
e vinco, questo mio poco,
immenso bene, vinco quest’infinita,
misera mia pieta’
che mi rende anche la giusta ira amica:
posso farlo, perche’ ti ho troppo patita
!

Torno a te, come torna
un emigrato al suo paese e lo riscopre:
ho fatto fortuna (nell’intelletto)
e sono felice, proprio
com’ero un tempo, destituito di norma.
Una nera rabbia di poesia nel petto.
Una pazza vecchiaia di giovinetto.
Una volta la tua gioia era confusa
con il terrore, e’ vero, e ora
quasi con altra gioia,
livida, arida: la mia passione delusa.
Mi fai ora davvero paura,
perche’ mi sei davvero vicina, inclusa
nel mio stato di rabbia, di oscura
fame, di ansia quasi di nuova creatura
.

Sono sano, come vuoi tu,
la nevrosi mi ramifica accanto,
l’esaurimento mi inaridisce, ma
non mi ha: al mio fianco
ride l’ultima luce di gioventu’.
Ho avuto tutto quello che volevo,
ormai:

..
sono anzi andato anche piu’ in la’
di certe speranze del mondo: svuotato,
eccoti li’, dentro di me, che empi
il mio tempo e i tempi.
Sono stato razionale e sono stato
irrazionale: fino in fondo.
E ora… ah, il deserto assordato
dal vento, lo stupendo e immondo
sole dell’Africa che illumina il mondo
.

Africa! Unica mia
alternativa

Pier Paolo Pasolini
it.youtube.com/watch?v=dxFmu5vuo-c
it.youtube.com/watch?v=7b_7ktp7sdA

RIDIAMARO : – )
“LA VERGOGNA DELLE VERGOGNE:
Francesco

Ospite della trasmissione condotta da Licio Gelli e’ Dell’Utri.
Sicuramente avrebbe invitato anche l’eroe Mangano, se non fosse assente per
causa di forza maggiore (e’ morto).
Da ultime notizie, si spera si riesca a riesumare Attila e Gengis Khan quali ospiti d’onore per la miglior riuscita del programma.
Nel frattempo la regia garantira’ collegamenti con l’aldila’ (tramite il santo padre) per ascoltare le notevoli opinioni di Hitler, Mussolini, Stalin, Pinochet.
Buon divertimento…. Azzz!!
.
Franco
Toto’ Riina e’ incazzatissimo e non ci sta’:
“a vogghio fare pure io na ciasmissione in televisione. Che Licio Gelli megghio di me e’?”
..
MOLTI UOMINI SONO DESTINATI A RAGIONAR MALE ALTRI A NON RAGIONARE AFFATTO E ALTRI ANCORA A PERSEGUITARE COLORO CHE RAGIONANO. (VOLTAIRE)

Roberto della Porta
..
David Lak

dal film “La meglio gioventu’” di Marco Tullio Giordana, il proverbiale dialogo tra il professore e il laureando Nicola.
1968:
Professore: …lasci questo Paese. L’Italia e’ un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire.
Nicola: Cioe’ secondo lei tra un poco ci sara’ un’apocalisse?
Professore: E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…
Nicola: E lei allora professore perche’ rimane?
Professore: Come perche’?! Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere!
..
Garagnani, berlusconiano di Bologna, voleva un telefono spia su cui gli allievi denunciassero quei professori che erano contro il Governo.

A’ Garagna’’, accendi la televisione, cosi’ lo vedi da te quanti prof sono contro Berlusconi e risparmi anche il telefono!
..
Beato Marconi non laureato che se n’e’ fregato delle autorita’ ufficiali e delle docenze illustri per portare avanti le sue ricerche!
E felice lui che le sue invenzioni se l’e’ finanziate da solo!
Se aspettava lo stato o le imprese che lo sponsorizzassero, stavamo ancora qui a comunicare a voce diretta.
..
La scienza promette che la vita potro’ allungarsi fino a 120 anni.
Ovviamente la promessa non vale per i poveracci, ma se n’e’ uno che puo’ permettersi di godere dei vantaggi dei non plus ultra della scienza, quello e’ Berlusconi.
Non sappiamo se questa meta dei 120 anni sia una promessa o una minaccia. E pensare che Berlusconi puo’ continuare ad infierire su questo disgraziato paese per altri 50 anni fa venire la pelle d’oca. Anche perche’ abbiamo visto che non c’e’ limite alle efferatezze che puo’ compiere e ai diritti che e’ in grado di toglierci (il diritto alla scuola pubblica e’ solo il primo).
Francamente sarei per ibernarlo e subito per 50 anni, e poi.. quel che arriva arriva.
…………………………………………………………….
Quando i vizi diventano costume, non puo’ che derivare la distruzione della repubblica, perche’ si smette di considerare infame il corrotto e ogni bassezza appare naturale
Arturo Perez Reverte
……………………..
Marcelline profondo nero
Doriana Goracci

La storia che scrivo, e vorrei tanto scriverne di diverse, non e’ affato lacrimevole o inventata: e’ una sporca,antica e vergognosa storia di ingiustizia e nera come la meravigliosa pelle di Marcelline. Avverto chi la legge e sia ben chiaro: non lo faccio questa volta per amore di cronaca o solidarieta’. Chiedo aiuto concreto, fatti e non parole, a singoli e istituzioni, associazioni e rete, stampa e web.
Scrivevo quasi un anno fa: “La mia amica Marcelline, della nuova Guinea ma residente a Capranica, mi racconta che con 1 euro si compra nella sua terra tanto riso per sfamare 10 persone ! Qui’ lei CURA, altro che il “i care” di veltroniana memoria… La sua famiglia le dice di non tornare, altrimenti non solo non mangiano ma muoiono davvero”.
Tornai a scrivere di lei: ” Ieri e’ stata dimessa da un ospedale una mia amica africana, si chiama Marcelline, le hanno detto che poteva tornare a casa, che il cuore non e’ piu’ malato… Marcelline ci stava tornando a casa ed e’ stata seguita da una macchina e poi da uno che ne e’ sceso e ha continuato a piedi, era ormai una corsa e lei ha fatto a tempo ad aprire e poi chiudere la porta. Ma oggi Marcelline non ha piu’ il coraggio di tornare e dormire da sola, ha chiesto a un’amica di farle coraggio, di andare insieme a fare denuncia. Tutto questo non e’ avvenuto nella grande citta’, dalla quale lei e’ scappata ma in un piccolissimo paese, un po’ fuori, in quei consorzi di casette dove si torna a dormire che costano assai meno di una stanza nella capitale, in una strada dove non cammina nessuno quando e’ buio. Lei sta qui’ per lavoro, per mandare i soldi in Guinea alla famiglia, ha studiato in Italia e li’ al suo paese, per fare scuola ai bambini e curare gli anziani, i malati, fa la «badante». Sembra che nessuno possa curare la paura di Marcelline, eppure quel coraggio l’ha portata in un altro mondo, dove la scodella di riso la invii a dieci persone di casa tua con la Western Union, l’americana di cui ti devi fidare… lei rientra a casa e non c’e’ nessuno ad aspettarla: se tutto va bene, rimane con la sua solitudine e la stanchezza di una giornata di lavoro, sempre che sia riuscita a trovarlo. Ci sono altre, non c’e’ bisogno di essere straniere e magari pure belle, che tornano a casa e la paura continua fino a che non dormono. Le aspetta un uomo che le ama cosi’ tanto, che le massacra di botte o le desidera al punto che le sbatte, come una frittata”.

E l’aggiorno questa storia vergognosa. Marcelline, non fa la badante perche’ e’ “nera” e non piace questo colore, fa paura. E’ cameriera in un albergo di Roma, per le ore possibili e concesse: a malapena ci paga l’affitto , il vitto e il treno per 100 km.al giorno e 4 chilometri a piedi. Due giorni fa era disperata, sua cognata stava morendo in Guinea a Conakry, aspettando il Bactrim per endovena dall’Italia, il cui costo alla consumatrice pagante l’ospedale e’ di 1.500.000 di franchi della Guinea.
Il medico di Capranica, ha capito che era urgente il male e siamo riuscite a risparmiare una bella cifra con la miracolosa “ricetta”. Stamattina sarebbe andata Marcelline a fare la spedizione: almeno 100 euro ma se li e’ risparmiati quei soldi. La cognata e’ morta e lascia cinque bambini. Aveva 47 anni, tre meno dell’aspettativa di vita per le donne di quel paese, come i cinque figli che ancora non sono crepati, dal momento che la mortalita’ infantile e’ altissima e miete 90 vittime ogni 1.000 nati vivi. Peccato che non potranno andare piu’ a scuola, quella si paga in Guinea, come l’ospedale che se non c’e’ la capacita’ di pagare le cure, te ne ritorni a casa a morire e cosi’ e’ stato.

Andammo insieme Marcelline ed io, il 24 novembre a Roma, per la manifestazione contro la violenza alle donne, quelle che ancora una volta dopo tanti anni ripetevano che tra il silenzio, la festa ed il rito, preferivano la lotta. Eravamo felici di esserci conosciute pochi giorni prima sul treno : eravamo state dal sindaco, dall’Assistente sociale, dall’Assessore, al Centro Anziani, Juppiter, Croce rossa, Caritas, chiese, negozi e varie…telefonate e tam tam…tutti entusiasti della dolce e bella Marcelline, invisibile cittadina capranichese da piu’ di un anno, che pensa, parla pure l’italiano e ha tanti diplomi di corsi e corsetti e tanta esperienza: vedrai, vedrai… Non seguirono rose, solo spine e quello straccio di lavoro l’ha trovato per poche ore e non certo tramite i foglietti che preparammo da attaccare.
Non attacco piu’ un bel niente al vetro delle Botteghe del Paese, non lascio messaggi commoventi, chiedo ed esigo per lei e per me, cittadine italiane, il rispetto della Costituzione e prove tangibili della sua applicazione.
Allora sia ben chiaro al Sindaco che mi legge, all’Assessore alle Politiche Sociali, alle Pari Opportunita’ di Viterbo, alla Provincia, agli Assessori e Consiglieri, Maggioranza ed Opposizione, a tutte le Istituzioni, che gli abitanti di Viterbo e Provincia, tutte e tutti , meritano rispetto. Lo stesso rispetto che ha chiesto il presidente Mazzoli a Governicontra “per la La Tuscia”, la campagna di comunicazione istituzionale con cui il Governo intende dar conto dell’attivita’ svolta presenti Gianfranco Rotondi, Giorgia Meloni e Raffaele Fitto: Il “momento cosi’ critico per l’economia e la finanza” lo e’ da un pezzo per molti e “il sostegno, oltre che alla banche va dato anche alle piccole e medie imprese”. Si,venga dato, non solo con “progetti”, parole e convegni e incontri: venga dato alle persone.

Concludo dicendo che non ci interessa affatto, a Marcellina e me, che il diritto di lavorare ed essere retribuite, possa giungere da autorita’ religiose, umanitarie, amministrative, governative o da singole persone che si “muoveranno”. Chi ha letto potra’ concludere con il motto di antica memoria “Me ne frego” o l’americano “I care”. Non si tratta di inviare aiuti in Africa, si tratta di riconoscere dignita’ alla persona e al suo desiderio di “lavorare” in Italia e far “sopravvivere” chi e’ lontano e caro, davvero, in Africa. “Oso chiedere” che almeno per poche ore, che rimangono a Marcelline della giornata, possa vederla sorridere e non raccogliere la sua disperazione, profonda e nera.
..
luigiruffolo.it/wp-content/uploads/2008/10/kellyhafermann-organize-950.jpg

Petizione per i bambini disabili.
Sono piu’ di 700 le adesioni alla petizione promossa
dall’Osservatorio sulla legalita’ per salvaguardare i diritti dei bambini e ragazzi con disabilita’ grave, che si sono visti tagliare il sostegno scolastico con le ultime manovre finanziarie.
In un Paese dove si sprecano soldi per le auto blu e i voli di Stato non si puo’ far pagare la politica dei tagli a chi ha piu’ bisogno di aiuto, e comunque sono in gioco i diritti costituzionali allo studio ed allo sviluppo della personalita’, oltre che il diritto alla integrazione di questi ragazzi sancito dalla legge 104.
La petizione – diretta fra l’altro al Capo dello Stato garante della Costituzione – e’ firmata da giuristi, psicologi, psichiatri, medici ed altri esperti della problematica, oltre che da tanti cittadini provenienti da diversi ambiti lavorativi (un grazie sincero a chi l’ha gia’ sottoscritta!), perche’ l’adesione non e’ una istanza di categoria o un gesto di contrapposizione ideologica, ma un segno di civilta’.

Testo, firme e possibilita’ di aderire a questo link:
www.aaalegalitadiritti.it/appello.htm

La Gelmini ha dichiarato che non saranno tagliati gli insegnanti di sostegno per bambini con problemi. E invece Tremonti ha dimezzato i fondi per insegnanti di bambini disabili.
E’ veramente triste ed amaro constatare che proprio nel 2008, in cui si celebra il 60° anniversario della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nelle scuole italiane si segnali la violazione di un concreto diritto allo studio, all’integrazione, alla riabilitazione dei disabili, alla valorizzazione di quelle loro capacita’ residue, che se non trattate adeguatamente, corrono il rischio di causare serie ed irreversibili involuzioni.
….
Ritorna la norma salva-manager

L’opposizione lancia l’allarme: la norma salva manager sparita dal decreto Alitalia, dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo ancora piu’ deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla Camera – sottolineano – dallo stesso Governo. Per questo motivo alcuni senatori – Idv, Udc e Pd – chiedono, con una mozione, presentata oggi a Palazzo Madama, al ministro dell’economia Tremonti di riferire urgentemente in Parlamento.
Il disegno di legge in questione e’ il ddl di “Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali” proposto dal ministro per lo sviluppo economico, di concerto con i ministri dell’econonomia,della giustizia,del lavoro e delle infrastrutture laddove stabilisce(lettera r articolo 2) due ipotesi di equiparazione della dichiarazione di insolvenza a quella di fallimento: la prima riguarda la punibilita’ delle condotte indebite o ingiustificate tenute nel corso della procedura e le limita all’ipotesi di conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, (nel corso o al termine della procedura stessa. La seconda scatta nel caso in cui si riscontri “la falsita’ dei presupposti per l’ammissione alla procedura”, che sono la presenza di non meno di 200 dipendenti e l’ammontare dei debiti non inferiore ai due terzi dei ricavi. Il disegno di legge governativo e’ stato presentato alla Camera dei deputati il 2 ottobre scorso, “proprio lo stesso identico giorno dell’approvazione, nell’altro ramo del Parlamento, del cosiddetto ‘emendamento salva-manager’ presentato dai Senatori Cicolani e Paravia” si legge nella mozione, che aggiunge: esso propone “sostanzialmente lo stesso contenuto normativo e precettivo” di quell’emendamento, “con un effetto addirittura pi ampio e ancor pi devastante”, rispetto a cio’ “che aveva fatto gridare allo sdegno l’intero governo”.
..
Sauro segnala
Guzzanti ingiuria la Carfagna
MARCO PASQUA

Paolo Guzzanti, deputato del Pdl, torna a criticare B e attraverso le pagine del suo blog, se la prende anche con la Carfagna, che e’ definito “calendarista alle pari opportunita’”, “inadatta” a ricoprire quel ruolo. Quella di B sarebbe stata una “nomina di scambio”, offerta in cambio di qualcosa che il senatore non specifica. Una presa di posizione che fa seguito alle dichiarazioni, rilasciate lo scorso 8 ott., quando Guzzanti aveva attaccato il premier per aver lodato la Russia di Putin. “B mi fa vomitare”, aveva detto. Adesso critica senza troppe mezze misure la Carfagna: “Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt’altro che interessati esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacita’ di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica e’ nulla.
Resta aperta una questione irrisolta: quali meriti straordinari hanno condotto questo giovane cittadino della Repubblica ad una carriera cosi’ fulminea? Mi chiedo come questa persona abbia ottenuto il posto”.
L’accusa di Guzzanti e’ pesante, perche’ e’ quella di una vera e propria nomina di scambio, un favore fatto alla Carfagna da B. Riferendosi ad alcune intercettazioni mai pubblicate ma che lui avrebbe letto, G. risponde ad un lettore che gli chiede se le “nomine di scambio” fossero piu’ d’una: “Per quel che ne so, dai testi oculari, piu’ di una. Per questo lo scandalo sarebbe devastante, costituzionalmente e istituzionalmente. Piu’ di scambio, tratterebbesi di compenso. Come scrisse Cossiga: ‘ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento'”.
Guzzanti e’ padre della comica Sabina, alla quale la Carfagna ha chiesto un milione di euro di danni. A chi lo attacca per questa sua presa di posizione, G. dice: “C’entra il senso dello Stato, il primato delle regole, la limpidezza della democrazia. Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica!”. Nel post si chiede se sia possibile che in una democrazia “il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l’autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello…”. “E’ lecito che si faccia ministro in uno Stato immaginario e anzi in un Pianeta di un’altra costellazione, una persona che ha come suo merito specifico ben soddisfatto il capo del governo?”.
La Carfagna lo ha querelato per diffamazione.

www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/carfagna-governo/guzzanti-paolo/guzzanti-paolo.html
..
http://www.masadaweb.org

1 commento »

  1. Sono contento dell’elezione di Barack Obama,sia per i futuri probabili benefici che potranno venirne a tutti -ma sopratutto per due che non sono più , campioni della lotta a discriminazione e apartheid: Martin Luther King,che vede avverarsi l’incipit del suo sogno e Miriam Makeba, morta ieri sera scendendo dal palco a Castelvolturno, dove aveva tenuto un concerto a favore di Saviano.Dormite in pace,vecchi leoni.

    Luigi

    Commento di MasadaAdmin — novembre 10, 2008 @ 5:23 pm | Rispondi


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