Nuovo Masada

ottobre 27, 2008

MASADA n. 813. 27-10-2008. COSSIGA

Filed under: Consigliati,Masada — Viviana @ 6:29 pm

Giorgiana Masi fotografata da Tano d’Amico

Platone
Il mito della caverna

Immaginate dei prigionieri, incatenati fin dall’infanzia in fondo a una caverna, con le membra, la testa e il collo bloccati, cosi’ da poter vedere solo il muro di fondo.
Si pensi che alle loro spalle si accenda un gran fuoco e che, tra quello e i prigionieri, ci sia una strada rialzata e dietro un muricciolo degli uomini che portano forme di vari oggetti. Il fuoco proietta le ombre di questi oggetti sul fondo della caverna e i prigionieri vedono solo quelle onbre e le credono realta’. Se qualcuno degli uomini che trasportano le forme parlasse, si formerebbe nella caverna un’eco e i prigionieri penserebbero che a parlare sono le ombre.
Chi sta fuori dalla caverna avrebbe un’idea ben diversa della realta’, ma i prigionieri, non sapendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (sono incatenati fin dall’infanzia), si fidano di quelle ombre soltanto.
Supponiamo ora che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia portato all’esterno: resterebbe abbagliato dalla forte luce e sentirebbe dolore agli occhi. Quel che comincia a vedere gli sembrerebbe bizzarro, molto meno reale di cio’ a cui e’ abituato, sarebbe dubbioso e preferirebbe volgersi verso le ombre di prima.
Se poi fosse costretto a uscire dalla caverna e a venire esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere niente e odierebbe chi lo costringe a guardare la verita’
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Istruitevi, perche’ avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi, perche’ avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perche’ avremo bisogno di tutta la nostra forza
.”

Antonio Gramsci
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Una macabra intervista

Lo scorso 23 ottobre il Giorno, con il Resto del Carlino e la Nazione, ha pubblicato una intervista del giornalista Andrea Cangini a Francesco Cossiga.
Le dichiarazioni dell’ex presidente sono allucinanti e criminali, in pratica incita lo Stato a fare il morto tra le manifestazioni studentesche, per chiudere le ondate di proteste.
Cossiga usa un linguaggio violento e politicamente scorretto. Mentre i gruppi della pseudo sinistra tacciono e quelli pseudo cattolici sono in tutt’altro affaccendati, la destra ri ripropone piu’ feroce che mai.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende. Se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiche’ l`Italia e’ uno Stato debole, e all`opposizione non c`e’ il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi fara’ una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perche’ pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…. Gli universitari invece lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita’, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta’. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pieta’ e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta’, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si’. Si rende conto della gravita’ di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?
«In Italia torna il fascismo, direbbero. Balle, questa e’ la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio. Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera’ a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita’. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale. E’ probabile che la storia si ripeta. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perche’ il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni e’ dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andra’ in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono, anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`e’ il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed e’ anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere piu’ prudente».

rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
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Biografia

Kossiga entra nella Dc a 17 anni, a soli 20 si laurea in legge e diventa docente di diritto costituzionale. A soli 30 e’ capo dei giovani turchi di Sassari, deputato e poi Sottosegretario alla Difesa. Batte ogni record. E’ il piu’ giovane in tutto, il piu’ giovane Ministro degli Interni a 48 anni, il piu’ giovane Presidente del Senato a 55, il piu’ giovane Presidente della Repubblica a 57.
E’ con lui a capo della polizia che abbiamo i peggiori delitti di Stato. Comanda feroci repressioni. E’ Ministro degli Interni quando negli scontri universitari di Bologna la polizia uccide Lorusso di Lotta Continua (Cossiga aveva mandato i blindati contro i ragazzi) e poco dopo a Roma la giovanissima Giorgiana Masi, un pacifista.
E’ lui che riforma i servizi segreti e crea i reparti speciali della Polizia NOCS e dei Carabinieri GIS.
E’ sicuramente l’uomo che in Italia conosce i segreti piu’ scottanti dell’intera classe politica, che ricatta ricevendone interminabile appoggio. Oggi dichiara senza batter ciglio che ha usato tattiche provocatorie contro gli studenti e di aver infiltrato agenti provocatori nei movimenti per produrre vandalismi e attacchi alla polizia cosi’ da poter intervenire poi con la forza.
La sua direzione del caso Moro e’ talmente spietata da rifiutare ogni trattativa e condanna Moro a morte certa. E’ allora che crea 2 comitati di crisi, in cui arruola esponenti della P2, e persino lo stesso Gelli sotto falso nome. I suoi rapporti con la P2 e con la CIA sono sempre costanti e cinici. Della CIA applica le politiche di destabilizzazione dello Stato (stragi e complotti) per giustificare lesioni ai diritti civili. Ma anche fa in modo che le BR sappiano cosa fa lo Stato in modo da alimentarne il conflitto.
Dopo il ritrovamento del cadavere di Moro, da’ le dimissioni, ma un anno dopo il Parlamento lo rinomina Presidente del Consiglio. In realta’ centro e sinistra risultano sempre consenzienti coi suoi delitti salvandolo sempre, come avvenne con Andreotti.
Quando il PCI propone di metterlo in stato di accusa per favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio, il Parlamento lo assolve. Avverte anche il collega Donat Cattin che suo figlio e’ indagato come terrorista, suggerendogli l’espatrio, ma il Parlamento rifiuta le confessioni dei pentiti.
Dopo un periodo di allontanamento dalla vita pubblica viene eletto Presidente del Senato.
Nell’85 e’ l’ottavo Presidente della Repubblica Italiana, dopo Pertini. Centro, destra e sinistra lo eleggono alla prima votazione con 752 voti su 977, consenzienti anche PSI, PCI, PRI, PLI, PSDI e Sinistra radicale.
Dopo la caduta del muro di Berlino, attacca i cambiamenti di DC e PCI con violente esternazioni. Mentre la DC non ha mai rivelato i reati della sua classe dirigente, si vanta di reati commessi, come di aver nascosto come altri DC mitragliatrici e bombe a mano, nel caso il PCI avesse tentato la presa del potere, confessa di aver celato fatti gravi e di aver tentato un golpe (Piano Solo). Infama il magistrato Rosario Livatino, che definisce sprezzantemente “il giudice ragazzino” e lo vedra’ assassinato dalla mafia nel ‘90.
Nel 92, due mesi prima della scadenza del suo mandato, si dimette da Presidente della Repubblica. Nel frattempo partecipa ad un complotto contro lo Stato con membri dell’esercito (Gladio) di cui confessa responsabilita’ e scopi. Malgrado cio’, non subisce nessuna pena o sanzione morale.
Gladio e’ una organizzazione illegale militare a fini eversivi. Tuttavia il csx lo accoglie e 2 membri di Gladio sono nel governo Prodi.
Alla fine viene messo in stato di accusa ma le 29 imputazioni sono dichiarate infondate. Eppure ha minacciato di sospendere il governo se Gladio venisse perseguita, ha intimidito la magistratura con l’esercito, ha protetto la P2 e minacciato di rivelare dossier inquietanti dei servizi segreti sul conto di uomini politici.
Per un anno sta nell’Udr con Buttiglione e Mastella. Quando Rc mette in crisi il Governo Prodi, da’ i suoi voti al governo D’Alema.
Annuncia e ritira varie volte dimissioni fasulle, dimissioni che il Parlamento ogni volta respinge a maggioranza.
Oggi scrive come Franco Mauri per Libero e come Mauro Franchi per Il Riformista.
Nel 2006 vota per il 2°governo Prodi. Nel 2007 lo salva. Nel 2008 vota per B che ha gia’ votato nel 94.
Oggi questo schifo ‘a delinquere’ ha ancora la faccia di parlare, ed evidentemente c’e’ chi lo ascolta.
I suoi rapporti con la P2 sono accertati e in essa Kossiga e’ certo un venerabile, a cui Berlusconi e i suoi devono ubbidienza a rispetto, uno che e’ collegato con la grande criminalita’ politica internazionale, un intoccabile.
Un giorno il suo nome sara’ collegato ai piu’ feroci personaggi ed eventi della storia italiana. Oggi i giovani non sanno e gli anziani non ricordano e la stampa tace.
Purtroppo questo paese si regge su tre cose: l’omerta’ di chi dovrebbe salvare la democrazia e potrebbe farlo, l’ignoranza di chi dovrebbe votare, l’ignavia di chi sa ma finge di non sapere.
Cossiga e’ un uomo che ha avuto nelle sue mani la vita e le sorti dei politici italiani di mezzo secolo e li ha comandati e ricattati come ha voluto per fini di eversione delle strutture democratiche.

A titolo di curiosita’ ricordo che il giovane Di Pietro chiese di essere ricevuto da lui e di potergli dedicare la sua tesi di laurea in diritto costituzionale. Questo collegamento fece si’ che sia Berlusconi che la sinistra si rivolgessero poi a Di Pietro chiedendogli di entrare come Ministro degli Interni nel loro governo, evidentemente la raccomandazione di Cossiga valeva in modo bypartisan.

Noi stiamo qui a parlare di dx e di sx. Ma gli abomini della nostra classe politica prescindono totalmente dalla divisioni ideologiche e si sostengono ferreamente su rapporti di potere e ricatti incrociati in cui non esistono contrapposizioni di dottrina ma solo intrecci di interessi e reciproche coperture di delitti.
Cossiga, come Andreotti, come Cuccia, e’ uno dei grandi vecchi detentori dei segreti piu’ scottanti e dei ricatti piu’ insidiosi di 60 anni di storia italiana. La loro non fu politica ma vizio.
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Francesco Lorusso

Francesco Lorusso era uno studente di medicina militante di Lotta Continua, fu ucciso dalla polizia 31 anni fa a Bologna. Imputato dell’omicidio fu un carabiniere poi prosciolto.
Il poliziotto apri’ il fuoco non sparando per difesa nel mucchio ma rispondendo a un ordine impartitogli da un superiore. Sparo’ numerosi colpi in successione prendendo accuratamente e con calma la mira, in una situazione tranquilla, fu un omicidio premeditato.
Una settimana prima, il dirigente della Squadra Politica della questura di Bologna era stato rimosso per ordine di Cossiga.
Francesco fu ucciso meno di 24 ore prima della grande manifestazione nazionale del movimento studentesco. Cossiga voleva spingere all’esasperazione e alzare il livello dello scontro cosi’ da trasformare ogni mobilitazione in uno scontro armato, come poi puntualmente avvenne. L’omicidio fu deciso a tavolino e la vittima fu scelta in alto per disperdere la rivolta giovanile e ghettizzarne i rimasugli nella lotta armata, cio’ avrebbe giustificato leggi speciali, repressione, emergenza nazionale contro il terrorismo e nuovi equilibri politici.
Due mesi dopo la stessa strategia ammazzava la pacifista radicale Giorgiana Masi a Roma.
L’obiettivo non era solo stroncare la reazione studentesca ma spingere il PCI a mettersi contro gli studenti. Questi, ieri come oggi, attaccavano la sx di governo, affiancando i movimenti sindacali e operai. Lama era stata cacciato dall’Universita’ ma il PCI tentennava, un morto lo avrebbe portato dalla parte dell’ordine.
Ma le manifestazioni erano pacifiche e allora Cossiga volle il morto, cio’ avrebbe delegittimato i dimostranti e giustificato la repressione, come poi si ripetera’ a Genova, e avrebbe richiamato i benpensanti e la sinistra ufficiale dalla parte dello Stato poliziesco. Cosi’ si arrivo’ all’esecuzione. Poi, si pote’ parlare di compromesso storico. Il PCI dovette scegliere: o la repressione dell’apparato poliziesco o i giovani. E scelse. Per giustificarsi, il PCI decise di uccidere Lorusso una 2° volta e lo presento’ come terrorista.
Fu un patto per il potere.
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Giorgiana Masi

Giorgiana Masi fu un’altra vittima designata, aveva solo 19 anni ed era una studentessa pacifista radicale. Nel maggio 1977, terzo anniversario del referendum sul divorzio, i Radicali indissero un sit-in in Piazza Navona. Cossiga schiero’ centinaia di poliziotti in assetto antisommossa, coadiuvati da agenti in borghese. Anche qui gli agenti in borghese si nascosero tra i manifestanti per provocare subbugli. Vennero sparati del colpi mirati. Giorgiana resto’ uccisa.
Cossiga disse: “Quel giorno puo’ esserci stato un atto di strategia della tensione, un omicidio deliberato per far precipitare una situazione e determinare una soluzione involutiva dell’ordine democratico”.
Un muro di omerta’ impedi’ il processo e copri’ i responsabili, come poi a Genova.
Cossiga era Ministro degli Interni, aveva diretto le operazioni di polizia, fu coinvolto in aspre polemiche per come aveva gestito l’ordine pubblico (foto mostrano agenti in borghese mimetizzati tra i manifestanti che sembrano sparare ad altezza uomo).
La morte di Giorgiana Masi resta il simbolo delle lotte giovanili contro presunte l’iniquita’ della politica e della polizia.
Cossiga dichiaro’ al Corriere che sapeva il nome dell’assassino ma quel nome non venne fatto mai.
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Carmine

L’Emerito terrorista Cossiga distrusse i movimenti intellettuali degli anni 70 infiltrandoli di carabinieri e militari della Folgore, prestati alla struttura Gladio segretamente e illegalmente, quel Mario Moretti che disegno’ il sequestro Moro come alternativo a quello di Andreotti (nemico storico del Cossiga) e organizzatore (Andreotti) della parallela struttura segreta Stay-Behind, fu il braccio Armato infiltrato dal Gen. Dalla Chiesa e da questo protetto, regalando i memoriali di Moro che parte furono passati ad Andreotti e parte furono trattenuti per qualche gioco particolare da uomini di Cossiga (leggere-ricatti-ad Andreotti). Dalla Chiesa pago’ amaramente tempo dopo queste sue scelte di obbedienza. Gladio e Stay-Behin erano a volte in concorrenza per i fini eversivi che si proponevano.
Cossiga e’ molto di piu’, e’ stato il guardiano fedele e genuflesso degli interessi Amerikani e della Cia, non ha mai tradito, svendendo le nostre liberta’ e annientanto la gioventu’, la migliore del dopoguerra.
Kossiga e’ l’organizzatore della strategia della tensione, cadono sotto le sue responsabilita’ le tantissime stragi organizzate dai suoi burattini, Ustica compreso.
Peste lo colga. A poco dalla morte, continua a giocare con abilita’ e col pugno che lo contraddistingue dalla merda dei politici attuali, con frasi e discorsi come armi a doppio taglio, 30 denari e’ stato il suo prezzo, GIUDA della Repubblica.
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Viviana

Cossiga cerco’ in ogni modo di inquinare le prove delle varie stragi di Stato, creando piste di pura fantasia come fece sulla strage della stazione di Bologna, strage della destra nera all’interno di un piano di destabilizzazione dello Stato che mettesse a rischio il senso di sicurezza delle persone, permettendo l’applicazione di leggi limitative delle liberta’ costituzionali (lo stesso tentativo per intendersi che in America giustifico’, dopo l’equivoco attacco alle Torri, il Patriot Act, che limitava le liberta’ americane).
Il 15 marzo 1991, Cossiga era presidente della Repubblica e affermo’ di essersi sbagliato a definire “fascista” la strage alla stazione di Bologna e di essere stato mal indicato dai servizi segreti. Attorno a questa strage, come era gia’ avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppo’ tutto un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione.
Nel 2007 Cossiga, in una lettera indirizzata a Enzo Fragala’, capogruppo di AN nella grottesca e fasulla commissione Mitrokhin, ipotizza dietro l’attentato della stazione un coinvolgimento palestinese (a mano del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e del gruppo Separat di Iliz Ramirez Sanchez, noto come “comandante Carlos”).
Nel 2008 Cossiga rilascia un’intervista al Corriere della Sera, in cui ribadisce la sua convinzione secondo cui la strage non e’ da imputarsi al terrorismo nero, ma ad un “incidente” di gruppi della resistenza palestinese operanti in Italia.
Si dichiara oltresi’ convinto dell’innocenza di Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti.
L’impudenza e la falsita’ di quest’uomo non hanno fine.
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Dalla Stampa
Cossiga e Moro

Nello sporco affare del rapimento Moro, apparve un negoziatore americano, Steve Pieczenick. Dopo 30 anni ha parlato. Rivela che si era impegnato con il governo italiano di allora a non divulgare mai i segreti di cui era a conoscenza. Malgrado il suo ruolo terribile nella vicenda, doveva godere di alti appoggi perche’ non fu mai interrogato. Oggi parla ad un giornalista, il francese Emmanuel Amara, che ha scritto un libro («Abbiamo ucciso Aldo Moro»). Le sue rivelazioni sono sconvolgenti.
Pieczenick e’ uno psichiatra esperto di antiterrorismo. Aveva il compito di manipolare le Br per portarle ad ammazzare Moro. Era stato mandato dal presidente americano Carter per aiutare Cossiga.
Cossiga gli dette un quadro fosco della situazione. Temeva che lo Stato venisse completamente destabilizzato, cio’ che Cossiga e gli americani temevano come la morte e’ che Moro facesse il compromesso storico, cioe’ l’apertura del governo ai comunisti.
Pieczenick fu subito individuato dalla Br che avevano alleati all’interno della macchina dello Stato. Il Vaticano stesso gli spiego’ che nelle Br c’erano anche figli di alti politici italiani. Alla fine il tizio entro’ nelle Br e prese a manipolarle.
Quando capi’ che i terroristi pensavano di uccidere Moro, avverti’ Cossiga, ma Cossiga lascio’ che lo ammazzassero, rifiutando lo scambio che i brigatisti avevano chiesto tra Moro e una prigioniera malata e incinta che non era assolutamente pericolosa.
Disse Cossiga: «Fu un’iniziativa brutale, certo, una decisione cinica, un colpo a sangue freddo: un uomo doveva essere freddamente sacrificato per la sopravvivenza di uno Stato. Ma in questo genere di situazioni bisogna essere razionali e saper valutare in termini di profitti e perdite. La ragion di Stato ha prevalso sulla vita dell’ostaggio”

Stato? Quale Stato?

www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/30874girata.asp
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Viviana

Non ci sono scusanti per uno come Cossiga che ha fatto solo il male. Non avvisa dei pericoli, li ha sempre chiamati con grassa soddisfazione. Puo’ permettersi di dire quello che gli pare, anche rivelare le sporcizie del potere perche’ sa che non c’e’ un popolo dalla mente libera e capace di pensare in proprio, ma una mandria di vacche, e questo gli da’ una maligna soddisfazione. Gli italiani usano il cervello solo in minima parte, per giudicare gli bastano pochi slogan del potere, e’ un popolo cosi’ inibito e rimbambito che si e’ sempre bevuto ogni infamita’ della disinformazione, un idiota o un burattino non avrebbe fatto di peggio: ignoranza, pigrizia mentale e abitudine a servire le idee di chi comanda. Basta vedere le vergognose campagne montate contro le campagne pacifiste e contro il G8 di Genova e gli insulti che tanti hanno ripetuto come zombi contro Carlo Giuliani.
Se anche oggi tanti continuano a pensare che le guerre in Iraq e Afghanistan sono state giuste e si dovevano fare, se il sindaco di Verona si permette di far rimuovere le bandiere della pace che stano sulla sede dei Beati Costruttori di pace (l’associazione nazionale di don Bizzotto), chiamandoli comunisti e terroristi, se in Italia il liberismo continua ad essere venduto come una pratica lecita e necessaria, se uno come Berlusconi continua ad avere il consenso di tanti italiani, vuol dire che questo e’ un paese mentalmente sottosviluppato.
Col suo allucinante messaggio attuale Cossiga non vuole affatto mettere in guardia contro la violenza. Ha sempre istigato la violenza. Ci gode della violenza. E’ dentro le peggiori stragi del nostro paese. E’ un carnefice che non merita il rispetto di nessuno. E non si puo’ cercare di trovargli dei meriti, perche’ sarebbe come cercarne ad un capo-lager.
La sua e’ la spocchia del potente che si sente tanto in alto da poter rivelare anche i suoi sporchi trucchi.

Ci sono degli assassini di Stato
che non pretendono un lodo Alfano
perche’ sono resi impuniti
dalla correita’ del sistema
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Una strada a Giorgiana
Guido

Il Comune di Roma,dopo 30 anni, con la Amministrazione di Veltroni, ha dedicato una strada a Giorgiana Masi, la studentessa di 19 anni che, nel 77, mentre sfilava pacificamente, fu uccisa da colpi di pistola: molte persone videro poliziotti in borghese sparare contro il corteo, proprio in quel punto. Per quel reato nessuno,ovviamente, e’ mai stato condannato! Il Ministro degli Interni era Cossiga. La strada si trova all’interno di Villa Pamphili.
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Saverio

Le Br sono un affare di Stato gia’ ai tempi di Pinerolo dove sarebbero potuti essere arrestati tutti in un solo colpo ed invece.. viene volontariamente “arrestata” solo la parte molle mentre lasciata libera la parte piu’ militare, non a caso le Br subito dopo Pinerolo iniziano le gambizzazioni e poi gli assassini.
Ci sono infiniti indizi che fanno capire che non erano le Br a gestire l’affare Moro ma era lo Stato a gestirle per conto loro.. come il fatto che il covo Gradoli era dei servizi segreti civili italiani o come ad esempio che un Colonnello di Gladio si godeva l’uccisione dei 5 agenti di scorta come fosse un Mister che vedeva la sua squadra giocare..
Le Br erano composte da coglioni che credevano per la loro ingenuita’ di fare la rivoluzione, e questi erano utilizzati come logistica e altro, e da un CUORE che era completamente legato ai servizi segreti e che disponevano tutto dai servizi segreti.. Moretti e compagni erano legati ai servizi e persino le macchine da scrivere, come verra’ appurato nella tipografia di via Foa’, erano del RUS. Percio’, in conclusione fu una FARSA bella e buona. Chi faceva finta di farsi la Lotta era lo Stato contro se stesso e questo per lasciar per strada morti e feriti per la Strategia della Tensione!
Potevano le Br prendere il covo proprio in quel palazzo ?.. Potevano le Br conoscere in anticipo il passaggio delle auto di Moro? Potevano far scomparire dal cassetto della Procura le foto fatte da un abitante di via Fani subito dopo la strage? Potevano sapere i numeri di telefono dei testimoni alla strage per minacciarli di non testimoniare? Potevano spingere la polizia a non prendere le impronte digitali dopo la scoperta del covo di via Gradoli? E potevano nascondere agli inquirenti che oltre l’appartamento c’era anche un box? Potevano far dire a Cossiga che una moto Honda non c’era in via Gradoli quando i testimoni dicono che c’era? Potevano le Br sparire cosi’ nel nulla?
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Alberto Carboni

Non e’ la prima volta che Cossiga la spara grossa!
Nel libro di Riccardo Bocca “Tutta un’Altra strage”, che si occupa della strage di Bologna del 1980, Cossiga sostiene indegnamente che Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, abbia fatto quel che ha fatto per inventarsi una nuova professione, un’indecente professione, solo per ricevere denaro!
Io, prima da essere umano, poi da italiano, provo vergogna a sentire queste parole.
Cossiga afferma anche che Mambro e Fioravanti, condannati per essere autori della strage e ora liberi, sono dei bravi ragazzi e che gli vogliono bene….ricordo anche che questi due personaggi sono stati condannati a 6 ERGASTOLI per omicidi anche di componenti delle forze dell’ordine, quelle stesse forze dell’ordine che hanno fatto da scorta a Cossiga e gli hanno permesso di usufruire di privilegi anche quando ha smesso i panni istituzionali!
SIAMO SOTTO UNA DITTATURA E NESSUNO FA NIENTE.
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Giovanna Delbuono

Quanto viene fuori ogni tanto dalla bocca di Cossiga lascia senza fiato: non che non lo conoscessimo, anzi, ma la sua ferocia ed il cinismo spudorato col quale la esibisce sono manifestazioni patologiche. E’ una personalita’ fortemente disturbata, da molto tempo. Per questo motivo aveva dato le dimissioni dalla Presidenza della Repubblica. Forse ora sta rivivendo qualche incubo di anni lontani quando, a furia di spaccare teste e carcerare studenti, ha dato motivo per ribellarsi anche a chi non l’aveva, o meglio a chi non era consapevole di averne. Il risultato e’ stato che la migliore generazione del dopoguerra, ben nutrita, istruita, intelligente e colta e’ stata distrutta; sono andati avanti solo gli opportunisti pidocchiosi (sono tutti nei partiti e in parlamento) e lui e i suoi compari hanno fatto dei capolavori: e’ inutile piangere su Aldo Moro quando hai fondato la Gladio, quando hai preso ordini dalla CIA per tutta la vita, quando hai vissuto di odio verso una buona meta’ del tuo Paese, i tuoi concittadini. Sei pieno di odio, di rancore, di desiderio di vendetta: e questi sono i motivi per cui non hai pace e non l’avrai mai. Sei vecchio, pensaci: la tua eta’ non fa pena, quanto piuttosto ribrezzo.
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Strategia per il G8 di Genova:

pestateli e uccidetene qualcuno
detto – fatto. Fini e Scaiola ubbidirono prontamente.
Stessa strategia oggi per le manifestazioni della scuola.
Maroni e’ pronto ad ubbidire? Scaiola e Fini sono sempre li’.
I carnefici di Genova sono stati promossi.
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Viviana

Il paese va avanti ma il governo resta indietro.
Il governo e’ fermo in un immobilismo di pietra.
E governano gli stessi che fecero incivile l’italia. E regnano gli stessi inciuci permanenti, le stesse complicita’, le stesse manovre di salva-casta.
Non ci facciamo ingannare dal discorso falsamente buonista e generalista di Veltroni al Circo Massimo. Quando si tratta di votare, nulla e’ cambiato. Quando si tratta di fare informazione e’ tutto uguale. Restano intatti i vecchi culi di pietra. Ai venerabili di un tempo sono succeduti venerabili non meno spietati che governano nelle istituzioni, e che, come Cossiga, si ritengono fuori dal tempo e dal giudizio morale, che ordinano alleanze e manovre di repressione, che guidano stragi e strategie di destabilizzazione, ras dal potere immenso, non leso dall’incalzare degli anni, perche’ e’ il potere di chi se ne infischia di destra e sinistra e da’ ordini come gli va, muovendosi da dx a sx per salvare o condannare governi, e a cui devono ubbidienza i vecchi come i giovani.
Chi minimizza Cossiga non sa quello che dice.
Sta al posto di Licio Gelli.
Non ha ne’ coscienza ne’ democrazia. E’ la veste bieca e perdurante del potere mostruoso che ha retto tutti i complotti e le stragi d’Italia. E’ quello che nelle sue mani l’armadio dei segreti. E’ alter ego di Andreotti. Uno dei due grandi vecchi onnipotenti (il 3° era Cuccia) che hanno rovinato questo paese e hanno impedito che si formasse una vera coscienza civile, annegandolo nelle menzogne, nella protezione della criminalita’, nella finzione.
C’eè chi dice che non sono piu’ i tempi delle Br. Ma forse Genova 2001 lo era?
Le strategie di repressione richiamate sono le stesse
Forse essere un pacifista, un volontario, un anziano, un prete, una suora salvo’ a Genova dalla repressione fascista del potere?
Mi spaventa vedere che quasi nessun ragazzo sa queste cose e le cita. Non sanno. Non credono che occorra sapere. E chi sa non riesce ad allertarli.
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LA CIA

Non vedo perche’ dobbiamo starcene qui a vedere come un Paese diventa comunista per colpa dell’irresponsabilita’ del suo popolo”.
Lo dice Kissinger, segretario di Stato di Nixon, 2 mesi prima che Allende vada alla casa rosada, poi bombardata dagli USA con Allende ucciso (fu il progetto FUBELT Vd Wikipedia).
Contro il Cile democratico gli Usa sferrarono una vasta operazione per destabilizzarne l’economia. Furono tagliati tutti i programmi di assistenza economica e tecnica. Si premette sugli organismi internazionali come la Banca Mondiale e La Banca Interamericana per lo sviluppo a tagliare i crediti al Cile. Si annullarono gli investimenti privati di imprese nordamericane e i contratti di assistenza e fornitura. Le imprese USA arrivarono a rifiutare le forniture di mezzi di ricambio e le attrezzature industriali, per le quali Allende era disposto a pagare in anticipo e in contanti. Fra le conseguenze del boicottaggio ci fu l’impossibilita’ di effettuare le riparazioni di taxi e autobus o di mantenere in funzione gli impianti industriali. Si istigo’ lo sciopero dei camionisti che paralizzo’ il paese. La CIA pago’ una rete di giornalisti, fra cui il direttore del maggior quotidiano cileno, per fare disinformazione e condizionare l’opinione pubblica. Si finanziarono le organizzazioni sociali della dx, armando gruppi di estrema dx per azioni di provocazione politica, eliminare personalita’ scomode, compiere azioni di sabotaggio delle infrastrutture per provocare il caos nel paese.
Cose simili accaddero ad Haiti, in Colombia, nel Venezuela, in Bolivia, in Nicaragua, nel Ghana…
Nel 2° dopoguerra la CIA predisposte piani di destabilizzazione di quegli stati in cui c’era il timore di una svolta a sx, calpestando ogni principio democratico di autodeterminazione politica..
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Esternazioni di Cossiga

“L’Associazione Nazionale Magistrati e’ una associazione a delinquere sovversiva e di stampo mafioso”.

“La strage di Bologna fu un incidente della resistenza palestinese”

“Di Pietro? Quello del prestito di cento milioni restituito all’odore dell’inchiesta ministeriale in una scatola di scarpe?”

«Ci fosse stato Massimo D’Alema al posto di Enrico Berlinguer al momento del rapimento di Moro…In fondo che cosa chiedevano le Br, se non il riconoscimento politico che oggi il governo ha dato ai signori Talebani e al suo alleato il potente movimento di Rivincita islamica Al Qaeda? Ma cosa chiedevano le Br se non la scarcerazione di due o tre combattenti della Resistenza incompiuta, e per di piu’ malati, che nulla erano rispetto ai cinque grandi leader politico-religiosi-militari del grande movimento di resistenza armata culturale e religiosa dei signori Talebani e di Al Qaeda?».

“La lobbye gay? Con la DC aveva piu’ potere”.

“Sono note le relazioni tra Emergency, e in particolare il dott. Gino Strada da un lato, e dall’altro i signori tribali della guerra afghani, i signori taleban, quelli che “staccano” la testa dal busto, penso con le tecniche chirurgiche apprese da questa benemerita associazione ”

Su Mele “Sono vicino al collega ingiustamente crocifisso. Smettiamola di essere ipocriti.”

Su Lorusso
“Io ho stroncato definitivamente l’autonomia: mandando i blindati a travolgere i cancelli dell’universita’ di Roma e rioccuparla dopo la cacciata di Lama; poi inviando a Bologna, dopo la morte di Lorusso, i blindati dei carabinieri con le mitragliatrici, accolti dagli applausi dei comunisti bolognesi. Tollerammo ancora il convegno di settembre; poi demmo l’ultima spazzolata, e l’autonomia fini’. Ma la chiusura di quello sfogatoio sposto’ molti verso le Brigate rosse e Prima Linea. Oggi mi farei piu’ furbo. Incanalando la violenza verso la piazza, l’avremmo controllata meglio, e alla lunga domata. Riconquistando la piazza, si spinsero le teste calde verso la violenza armata.”

“Berlinguer pose come condizione, per sostenere con l’astensione il primo governo Andreotti, che io rimanessi al Viminale, dove mi aveva messo Moro. Non avevamo bisogno di parlarne. E la disposizione che avevo dato alla polizia era: se sono operai, giratevi dall’altra parte; se sono studenti, picchiate tosto e giusto. Mai piu’ i morti di Reggio Emilia. Dal PCI non vennero mai critiche alla linea dura. Anzi, un grande leader comunista e partigiano…”

Su Giorgiana Masi:
La verita’ la sapevamo in quattro: il procuratore di Roma, il capo della mobile, un maggiore dei carabinieri e io. Ora siamo in cinque: l’ho detta a un deputato di Rifondazione che continuava a rompermi le scatole. Non la diro’ in pubblico per non aggiungere dolore a dolore”

“Sono l’unico referente politico di Gladio”

Madonna, che silenzio c’e’ stasera!
E’ il silenzio del cimitero
Ho l’impressione:
1°) che alla maggior parte dei bloggher delle atrocita’ che accaddero o che stanno per accadere di nuovo in Italia non gliene importi un benemerito niente
2°) che la caverna sia davvero profonda e non ci sia ormai piu’ rimedio
3°) che i giovani manifestanti di oggi siano troppo ignari e avventati per volerne sapere qualcosa
4°) e quelli che patirono in passato hanno detto o scritto troppo per avere oggi voglia di riparlarne
5°) cosi’ i carnefici si sentono talmente al sicuro da non sprecare nemmeno tempo per contrastare le denunce che risorgono

Stiamo andando proprio male!
Quando la coscienza civile di un paese e’ morta non c’e’ speranza di nessun futuro.
..
Visitors
Paola n

Cossiga non e’ diventato matto, e non si tratta di un atto di messa in allerta, comunicazione subliminale ai cittadini. Egli parla proprio a noi, con impudicizia. Sa che non sta parlando ai sei milioni di analfabeti di ritorno che ingrossano l’elettorato di governo. Come i Visitors, si sono tolti la maschera, non hanno piu’ paura di essere ricacciati indietro, di essere sconfitti Ci guardano diritto negli occhi e ci dicono: Non abbiamo paura delle vostre opinioni. Voi non siete niente!

Copio:

“Ha perfettamente ragione Kossiga: bisogna lasciare fare agli universitari. Lo Stato ha bisogno di un falso terrorismo de-stabilizzante: il ritorno del fascismo e’ stato rimandato gia’ troppe volte.”
..
A voi giovani manifestanti
Viviana Vivarelli

Voi potere essere miti, onesti e non bellicosi
Potete sentirvi al sicuro nella vostra integrita’ morale
nella vostra baldanzosa giovinezza, nella purezza dei pacifici
nel desiderio di seguire la costituzione
di rispettare i diritti dei popoli
di criticare i vizi dei partiti
di essere lontani da loro
e di amare la liberta’
e la verita’
Quello che non sapete e’ che il Potere non e’ mite ne’ onesto
non e’ integro ne’ pacifico
non e’ di destra ne’ di sinistra
Il Potere e’ un mostro che da sempre si e’ accordato con mostri
e si e’ nutrito di atti mostruosi
su cui qualcuno sempre trova il tornaconto
un tornaconto che non e’ di destra o di sinistra
ma figlio bastardo di un Potere bastardo
che si spartisce la Vita e ne fa un mercato bastardo
Il Potere puo’ farvi di tutto
E’ una iena che si nutre di morte
e cerchera’ la vostra morte
morte del corpo o dell’animo
Puo’ uccidervi mille volte con la falsificazione dei fatti
o la falsificazione delle idee
con l’annichilimento del pensiero
con l’omologazione dei desideri
Puo’ uccidervi in modo mirato con un proiettile alla testa come mori’ Carlo
Puo’ assassinarvi in modo esplicito come fece con Giorgiana
Puo’ puntarvi dopo avervi scelto a tavolino come fu per Lorusso
E dopo puo’ ancora diffamarvi, insultarvi, farvi passare per cio’ che non siete
infierire per distruggere anche la memoria
Col concorso bypartisan delle forze in campo
tacitando i processi
silenziando i testimoni
corrompendo le istituzioni
deturpando il vostro ricordo con le infamie dei media
comprando i preti che diranno l’orazione funebre
calpestando ogni fatto
fino al punto che nemmeno i vostri amici vi riconosceranno
e nemmeno i vostri parenti vi rispetteranno
e nemmeno il morto si riconoscera’ nel quadro che gli hanno fatto da morto
e avra’ paura di se stesso
Il Potere e’ subdolo
ma voi siete innocenti
e credete di vivere in un paese libero
e andate fieri verso la vita
inconsapevoli e spontanei
rischiando senza saperlo la morte


Maestra che picchia un bambino rumero
Doriana Goracci

Non si e’ diffuso proprio per niente l’accaduto, in una terza elementare di Viterbo, dove una maestra, con delle difficolta’ personali, ha picchiato un bambino romeno, di otto anni, da pochi mesi in Italia, con personali difficolta’ di capire e parlare l’italiano. I testimoni e “delatori” sono i suoi stessi compagni, che vedendolo finire contro un muro e cadere a terra, si sono spaventati e l’hanno raccontato, a casa.
Qualche genitore, nel frattempo, ma tutti ne hanno parlato, hanno messo in relazione, amene scritte come “Morte ai romeni” ad arredo urbano della zona intorno alla scuola. La stampa locale, il Corriere di Viterbo che ho fortuitamente acquistato sabato 25 ottobre, aggiunge che altri particolari, trattandosi di minore, non lo fanno identificare ma la maestra e’ “nota nel suo ambiente”: parla di una” dolorosa vicenda che l’ha toccata nel passato negli affetti”, per cui le scritte, probabilmente, non hanno nessuna relazione con l’accaduto. Una cosa e’ certa: nessuna denuncia, per il momento, sarebbe stata presentata dai genitori del bambino. Si discute in queste giornate di ottobre e credo proprio lo si fara’ ancora, sulle classi separate e sui sostegni “umani” per i minori in fase di apprendimento scolastico e io ho appreso e ve lo ritorno: il giornale da’ per scontato che” il racconto di quanto e’ successo, si e’ diffuso”: dove, a Viterbo?
Le pagine dei Media, con ben altra diffusione, parlano di Frottole e Frottolieri, Malvagi e Governatori, nonche’ di “facinorosi” studenti e loro agitprop: “il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pieta’ e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta’, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano» cosi’ il saggio picconatore, nonno Cossiga.
Anche questa e’ “cronaca”, quotidiana, per ora parlata: facciamoci i conti, in ogni senso.
..
Poesia per Giorgiana

Giorgiana
… se la rivoluzione d`ottobre fosse stata di maggio
se tu vivessi ancora
se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio
se la mia penna fosse un`arma vincente
se la mia paura esplodesse nelle piazze
coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola
se l`averti conosciuta diventasse la nostra forza
se i fiori che abbiamo regalato alla tua coraggiosa vita
nella nostra morte
almeno diventassero ghirlande
della lotta di noi tutte donne
se…
non sarebbero le parole a cercare di affermare la tua vita
ma la vita stessa, senza aggiungere altro

..
http://www.masadaweb.org

7 commenti »

  1. non essere drastica, ieri sera non ho avto la notizia, oggi ho rimediato. sono uno studente universitario con la passione della scrittura e della letteratura. sopra ho scritto il mio commento contro quel’imbecille di cossiga.
    secondo me quello che sta avvenendo nellle univeristà può essere l’imput finalmente per ribellarci contro questa fatiscente repubblica retta da pagliacci burattinai.

    ti invito a visitare il mio sito : http://www.paroleimprobabili.splinder.it

    La degradazione socio culturale economica è il frutto di uno stato che va a bracetto con i camorristi e con la nuova camorra.

    Il loro fine è soltanto il profitto : in nome di esso sono disposti a inquinare l’ambiente, privarci della scuola quindi el futuro, piegarci alla corruzione e privarci dei valori etici. Sono dispossti a fomentare il razzismo e l’odio tra poveri, sono disposti a creare iuna società polarizzata e medievale fatta di ricchissimi da una parte e poverissimi dall’altra.

    la mia parola è fermiamoli!!! non con la violenza ma con l’intelligenza. Fermiamoli, usiamo ogni mezzo, anche quello della difesa popolare.

    destituirli con un atto di forza non è violenza. sta divenendo necessario e sarà eventualmente un opera di legittima difesa del nostro paese, quello che ancora crede e vuole ritornare a vivere una vita normale.

    Aldo Martello

    Ciao Aldo Martello
    bello il tuo sito http://www.paroleimprobabili.splinder.it
    bella la foto della Gelmini col tricolore arrotolato in bocca che le cola come bava di sangue dagli angoli
    Io vedo blog sul calcio gettonatissimi che ammucchiano migliaia di post. Ma un blog su Cossiga ha scarsi interventi
    Il mio timore è che un giovane manifestante veda la sua indignazione, il suo entusiasmo, il suo futuro compromesso ma si disinteressi del passato.
    Purtroppo in Italia il passato non è superato.
    Cossiga non è passato remoto è il presente
    i suoi metodi sono il presente
    il suo potere è il presente
    Quello che ha perpetrato si è ripetuto troppe volte e si ripeterà
    B è garanzia di un fascismo piduista che si ripresenterà se non reagiamo, così come si è presentato a Genova
    le assoluzioni dei torturatori e le premiazioni dei carnefici sono qui ora
    quel De Gennaro è ora al potere e dx e sx se lo trasmettono con cura come una reliquia preziosa, il B del G8 è lì, il parlamento che chiuse gli occhi e rifiutò di vedere è lì, Manganelli è lì, il Sisde e il Sismi sono lì, il potere peggiore si perpetua in modo atroce e vedremo altri morti “alla Cossiga”, altri morti come Carlo, come Giorgiana, ma anche come Federico Aldrovandi, morti impuniti. Nessuno di questi pseudo partiti, tra tante riforme, ne propone una sulle torture della polizia, QUA LA TORTURA NON E’ REATO, E NON E’ REATO L’OMICIDIO FATTO DA UN POLIZIOTTO! (E Veltroni?). E’ 3° mondo!
    Se ci sarà un altro morto innocente, i media lo uccideranno una 2a volta elogiando chi lo ha ammazzato! Il Corriere farà l’apologia dell’assassino così come ha fatto l’apologia della tortura (Panebianco) o dell’assoluta libertà di mercato liberista (Ostellino)
    Non c’è immondezza da cui i media si siano tirati fuori! E il popolo bue beve tutto. La situazione è paurosa!
    Qui non è cambiato nulla, il fascismo formale e sostanziale dilaga, e forse i giovani non lo sanno
    non ci pensano.
    E io sono atterrita perché mi sento responsabile

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 28, 2008 @ 7:48 am | Rispondi

  2. Hanno messo su ebay l’Università della Sapienza e di Tor Vergata.
    Buona idea!
    Proporrei di mettere in vendita anche Berlusconi e Cossiga.
    Va bene che sono rincitrulliti, inquietanti malgrado la vecchiezza che non gli ha aumentato la saggezza o la responsabilità, ma li ha resi feticci ancora più disgustosi, laidi, archeologici, obsoleti e terrificanti, ma magari come nani da giardino per qualche museo dell’orrore o qualche mostra di magia nera vanno ancora bene.
    Per male che vada, se li può sempre comprare qualche circolo studentesco come bersaglio da freccette.

    V.

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 28, 2008 @ 7:56 am | Rispondi

  3. pure io credo che sia un tempo nuovo e che questi giovani siano molto diversi e da quelli del 1968 e da quelli del 1977.
    In questi giorni ho girato in diverse facolta’ per prendere libri in prestito per mia sorella e per me.
    Non ci sono capi, preparano allegramente i loro striscioni, non urlano, non hanno divise, non ci sono insegne disegnate sui muri, ma sono tanti e sempre presenti.
    A Scienze Politiche ho parlato con alcuni gli studenti che lavorano alla biblioteca.
    Ho chiesto che cosa volevano e la risposta e’ stata; quello che oggi abbiamo, la Scuola, l’Universita’, senza stravolgere niente, vogliamo quello che c’e’, non di piu’, non di meno.
    Gente pacata e determinata.
    Ma qualcuno vorrebbe svegliare il cane che dorme e ci prova da molte parti.
    Auguriamoci nervi saldi.
    mariapia

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2008 @ 6:10 am | Rispondi

  4. la dittatura c’è ed è pesante lo si vede lo si capisce in questi giorni con la criminalzzazione sistematica degli studenti con l’occultamento di quello che sta succedendo prepariamoci al peggio il governo del mafioso è praticamente morto ma i collusi della sinistra non lo tirano giù
    sono tutte palle quelle del consenso si sono comprati le elezioni figuriamoci se non si comprano i sondaggi….
    Graziano

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2008 @ 6:11 am | Rispondi

  5. Mi rallegra moltissimo vedere tutti questi giovani che manifestano pacificamente per il loro diritto ad un istruzione di qualità senza tagli. È il minimo che possano fare per se stessi e per il loro futuro (professionale). Ciò mi fa capire che fra i giovane ci sia meno indifferenza di ciò che sembra. Se i nostri governanti non ne tengono conto, vuol dire che sono una massa di fascisti con il cervello di betume. Scusate l’espressione, ma non saprei come dirlo in un altro modo. I soldi per salvare le banche e le Altalierotte li trovano subito, ma per i professori e le classi scolastiche invece no. Mi sembra assurdo! Che razza di futuro vogliono questi qui? Vorrebbe avere in Italia soprattutto della gente ignorante che non sia preparata abbastanza per affrontare le grandi sfide della globalizzazione, dei problemi energetici, delle tecnologie informatiche e delle società multietniche?

    Buona serata e salutoni,
    Carmelo

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2008 @ 6:11 am | Rispondi

  6. LE “CONFESSIONI” DI COSSIGA. ORA GIUSTIZIA PER GIORGIANA

    di Alessandro Cardulli

    Le analogie con quanto Cossiga afferma oggi riguardo alla gestione del conflitto di piazza durante gli anni ’70 non possono non riportarci a Genova. Infiltrare agenti in borghese nel movimento, provocare, creare l’incidente, far scattare la repressione. Una tecnica nota, che oggi, di fronte al dilagare delle proteste, si ripropone.

    Alessandro Cardulli ha intervistato Alfio Nicotra, responsabile del dipartimento Pace e Movimenti del Prc, portavoce del Genoa Social Forum durante le giornate del G8 di Genova 2001

    “Hai richiamato Genova, il G8, la morte di Carlo Giuliani, la ‘mattanza’ nelle caserme della polizia, le analogie con quanto Cossiga afferma oggi in diverse interviste in cui offre consigli al ministro Maroni su come dare “mazzolate” agli studenti, a chi manifesta, come lui fece quando venne uccisa Giorgiana Masi, 12 maggio 1977 mentre scappava sul Ponte Garibaldi, colpita alla schiena dal fuoco della polizia. Per questo ritengo che la magistratura abbia il dovere di riaprire l’inchiesta. Anche a me quando ho letto le istruzioni per l’uso, sono tornati alla mente quei giorni drammatici. Provocare, creare l’incidente, poi passare alla repressione: tecniche tristemente note che si vogliono oggi riproporre.”

    Con queste parole Alfio Nicotra, della direzione nazionale di Rifondazione comunista, responsabile del dipartimento “Pace e Movimenti “, apre la nostra conversazione, sottolineando il fatto che “Dazebao” ha dato ampio risalto alla sortita di Cossiga richiamando e attualizzando i fatti di Genova. “Allora – ricorda – ero uno dei portavoce del “Genova Social Forum: Prima il capo della polizia, De Gennaro, poi il ministro Scajola, ci assicurarono che la polizia non avrebbe usato le armi. Sappiamo com’ è finita”.

    Così Cossiga, poco dopo l’uccisione di Giorgiana Masi, alla Camera presieduta allora da Pietro Ingrao, dichiarò che non c’erano infiltrati nelle forze di polizia, che non c’erano agenti in borghese e che tutto era accaduto per colpa dei manifestanti. Poi cambiò versione diverse volte dicendo sempre che la polizia non aveva sparato. “ Noi – riprende – i consigli di Cossiga li abbiamo vissuti sulla nostra pelle quando il “picconatore” sedeva al Viminale.”

    Ricorda che Franco Fedeli, allora direttore di Nuova Polizia, dichiarò che alcune foto riportavano immagini di persone non conosciute come appartenenti alla forze dell’ordine; che si parlò anche di Gladio, che il “picconatore” ben conosce. Le foto parlavano chiaro: c’erano persone in borghese, armate, protette da cordoni della forze dell’ordine. Quel giorno non lo abbiamo mai dimenticato, così come non abbiamo dimenticato Genova quando bisognava organizzare la repressione. Anche da altri paesi, preoccupati che prendessero ulteriore forza i movimenti che si andavano sviluppando, venivano pressioni in questo senso.”

    Ora lo scenario è cambiato. Le dichiarazioni di oggi smentiscono le affermazioni di allora. “Ci avvicinano alla verità”, dice Nicotra, perciò chiediamo alla magistratura di riaprire l’inchiesta”. Foto e immagini, testimonianze anche, indicavano che la polizia aveva sparato, ma tutto ciò non fu ritenuto sufficiente per individuare il o i colpevoli. L’inchiesta per omicidio si concluse nel 1981 con una sentenza di archiviazione da parte del giudice istruttore Claudio D’Angelo “per essere rimasti ignoti gli autori del reato”.

    Torniamo a quei giorni. Il 12 maggio, anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, i radicali avevano deciso di tenere un sit–in in piazza Navona. A Roma, dal Viminale, era venuto l’assoluto divieto di tenere manifestazioni pubbliche dopo la morte di un agente di polizia durante gli scontri che vi erano stati. Per far rispettare il divieto che rappresentava un grave restringimento degli spazi di democrazia, il ministro Cossiga schierava migliaia di poliziotti e carabinieri in assetto di guerra. Raccontano le cronache e noi ne siamo testimoni, che fra le forze dell’ordine vi fossero agenti in borghese delle squadre speciali, anche travestiti da “autonomi”.

    La tensione à molto alta. Si formano cortei. La polizia interviene per disperdere chi manifesta. Le cariche sono violente, vengono picchiati anche giornalisti e fotografi. I poliziotti lanciano candelotti lacrimogeni, sparano. Pochi minuti prima delle ore 20 una violenta carica. Due ragazze vengono colpite dai proiettili sparati da Ponte Garibaldi. Lì, su quel ponte si erano arroccati poliziotti e carabinieri.

    Giorgiana Masi, 19 anni, studentessa del liceo Pasteur, viene colpita alla schiena. Per lei non c’è scampo, muore durante il trasporto all’ospedale. Elena Ascione, un’altra giovane, viene colpita alle gambe e se la caverà. “Questa storia, drammatica, giorni neri della Repubblica – dice Nicotra – non può finire così, nel nulla degli ignoti. Le interviste di Cossiga rappresentano una confessione in piena regola su come lui, ministro, governava l’ordine pubblico tra il 1976 e il 1978. Spesso si parla di misteri inviolabili. In questo caso può non essere così, se si riapre l’inchiesta”.

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 29, 2008 @ 7:31 am | Rispondi

  7. Madonna che compilation di cervelli portati all’ammasso !
    Uno stravolgimento così mastodontico della storia e della cronaca non lo avevano tentato neanche i comunisti del PCI. Certo che essi , nella loro cecità ideologica , erano almeno seri.

    Nelle pagine di prosa e di insulti che sopra ho letto c’è un forte odore di FASCIMUNISMO della peggior specie .
    Mah , cordialmente Lallolibero , in Viterbo

    Commento di lallolibero — giugno 11, 2009 @ 10:12 pm | Rispondi


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