Nuovo Masada

ottobre 25, 2008

MASADA n. 811. 25-10-2008. I signori del buio

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:57 pm

Il discorso di Veltroni a Roma. Due milioni e mezzo contro B – Terra madre – Il saccheggio e l’Argentina – I bambini e le classi ponte – La scuola e i movimenti – Dello spalmare i bambini – Allarme recessione – Far santo Pio XII

Maurizio Dati

E adesso maresciallo lo dica al Presidente,
che non ci vuole andare a picchiare uno studente.
E adesso brigadiere lo scriva al Presidente, che senza la divisa lei starebbe tra la gente.
E ora ispettore lo giuri al Presidente,
che ha visto tanta gente sveglia finalmente.
E quando le diranno di ubbidire al Presidente,
risponda che suo figlio non e’ un delinquente,
e che c’e’ una chiamata ancora piu’ urgente,
con ordine di arrestare un nano dipendente
!
..

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio cosi’ duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma e’ solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Pero’ la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia da’ torto e da’ ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perche’ e’ la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed e’ per questo che la storia da’ i brividi,
perche’ nessuno la puo’ fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
..
Manifestazione del Pd al Circo Massimo.
Piu’ di due milioni e mezzo di persone!!
E ancora stanno arrivando
!!!

.. e arriva Veltroni: (sono appunti che scrivo a braccio mentre lo ascolto)
(ma perche’ una musica triste come di commiato?)

Ringrazio anche chi raccoglie firme
Chi canta l’inno d’Italia
Chi e’ venuto facendo venire il sangue amaro a molti, quelli che parlano degli agitatori di piazza
Grazie al mondo reale contro il mondo virtuale
Questa e’ la prima grande marcia del riformismo italiano finalmente unito
Tanti qui che amano l’Italia
un’Italia che e’ un paese migliore della dx che lo governa oggi
un paese che ama la democrazia
un paese che e’ nato grazie a coloro che sono morti per l’antifascismo
contro chi crede che ci sia stato un fascismo ‘non troppo cattivo’
quel fascismo che chiuse partiti e sindacati
che chiuse in prigione Rosselli, Gramsci..
L’Italia e’ un paese antifascista
e quando si chiese a B se era antifascista, B rispose con fastidio che non aveva tempo per queste cose, ma Sarcozy non avrebbe mai risposto questo, ne’ Obama ne’ McCain risponderebbero alzando le spalle sulla morte dei ragazzi americani. Nessuno avrebbe risposto come B perche’ non c’e’ nulla di piu’ importante per un paese che la sua memoria storica e se rinnega questa coscienza rinnega se stesso.
Elia ci ricorda: se la democrazia non e’ coltivata, deperisce e muore.
E in un paese democratico si rispetta e riconosce l’opposizione. E’ illiberale pensare che in una democrazia non si deve disturbare il manovratore e disturba il parlamento e la magistratura che esercita un controllo di legalita’ che non puo’ risparmiare chi governa
e infine disturba l’opposizione che spezza il plebiscitario assenso al governo.
Noi vogliamo il dimezzamento dei parlamentari, una sola camera legislativa, una legge elettorale che renda lo scettro ai cittadini, una democrazia che decida rapidamente
secondo la Costituzione, non con pericolose concentrazioni del potere.
Il Pd e’ svincolato finalmente dai vecchi ideologismi, e’ un partito libero che non teme di sembrare moderato o estremista, che fa una opposizione del popolo.
La nostra stella polare e’ il bene di tutti.
La democrazia non e’ il consiglio di amministrazione di un’azienda.
La minaccia irresponsabile di intervenire con la polizia nelle universita’ e’ stata qualcosa di abnorme, puntuale la smentita da Pechino, cambiando fuso orario si puo’ anche cambiare idea, ma perche’ un’altra carica istituzionale si permette di smentire se stesso?
Perche’ invita i cittadini ad acquistare certe azioni?
Perche’ annuncia nei giorno piu’ duri la chiusura dei mercati finanziari facendosi smentire dalla casa Bianca, affermazione che se fosse uscita dalla Merkel avrebbe prodotto un disastro, ma uscendo da un lui non ha prodotto niente.
E’ l’idea del potere che non risponde mai di quello che fa o dice. E’ la differenza tra governare e prendere il potere. Il problema e’ che il governo B e’ totalmente inadeguato a operare nell’attuale crisi economica, rassicura i potenti, ma e’ lontano dai problemi della gente.
Oggi B ci fa tornare drammaticamente indietro. Ieri talenti e buona volonta’ permettevano di andare avanti. Oggi si rischia la vita, si stenta a sopravvivere, come vive un operaio che si spezza la schiena per 1200 euro al mese? Come avanza se si preoccupa solo di non finire in cassa integrazione?
Le aziende piccole e medie tornano indietro. C’e’ gente onesta che lavora dall’alba al tramonto e fatica per la paura di chiudere. Le banche sono chiuse. Le esportazioni calano. Le banche reclamavano i fidi e chiudono le carte di credito anche ai piu’ sicuri, si guardano solo i numeri e i conti ma solo quelli delle banche.
I giovani tornano indietro, scrivono sui muri “Non c’e’ piu’ il futuro di una volta”. Oggi i giovani sono prigionieri della gabbia del precariato, milioni di storie italiane, i 1200 euro promessi che diventano 640 netti, 4 euro l’ora, cosi’ vivono tanti ragazzi del nostro paese, una vita precaria come sotto ricatto.
Estrema ricchezza ed estrema poverta’, lo ribadisce l’OCSE, siamo uno dei paesi piu’ disuguali dell’Occidente.
15 milioni e mezzo di italiani vivono sotto o appena sopra la soglia poverta’ (lo dice la Caritas). La crisi c’e’ ma non possiamo farcene un alibi, soprattutto non puo’ farlo quella dx che ha diffuso 3 tossine: quella delle non regole, del liberismo selvaggio, la freddezza o scetticismo contro l’Europa e il primato della finanza cinica, quella che calpesta la produzione, il lavoro, la tenacia, la pazienza, la fatica, e dove tutto sembra lecito. La crisi e’ figlia di un insieme diabolico di dati ma soprattutto di una infinita incoscienza, e’ il ritratto della dx. “L’Intervento dello Stato e’ un imperativo categorico”, lo dice B, lo smentira’ domani. Quel B che ha affermato: “La crisi finanziaria non avra’ effetti sull’economia reale”
E lui cosa ha fatto? Nulla! Assolutamente nulla!
B regala ai piu’ ricchi tagliando ai piu’ poveri, tagliando ai comuni che sono il cuore del nostro paese, che sono il vero federalismo. E taglia quei giovani che devono andare all’estero e sono il cuore di questo paese.
Il governo ha drammaticamente sottovalutato la crisi e il peso che ha sulle famiglie, si e’ occupato solo delle banche, quelle banche che dovrebbero stare fuori dal controllo politico.
Perche’ costoro non si riuniscono anche la notte per un piano organico contro la poverta’?
Questo e’ un paese migliore di chi lo governa.
Occorre un piano di investimento per l’economia reale, per i lavoratori, per le famiglie.
Dobbiamo costruire l’Italia del nuovo secolo.
Chiediamo che a partire dalla prossima sedicesima si sostengano le famiglie. E’ un intervento sostenibile.
Chiediamo di ridurre la spesa pubblica spendendo meglio. Chiediamo la lotta all’evasione fiscale. Il governo abbassa invece i controlli.
Dov’e’ finita la promessa di ridurre le tasse? Di portarle sotto il 40%? Le tasse stanno aumentando.
Riformiamo la PA, bene la lotta ai fannulloni ma a cominciare dai dirigenti, ma ci sono anche persone straordinarie che hanno in cambio dei compensi di fame come i poliziotti o gli infermieri, la scuola …La scuola e’ un settore dove investire, non qualcosa da tagliare.
La manifestazione per salvare la scuola e’ un movimento che non ha partito, che vuole un futuro migliore per tutti. Il governo sta togliendo l’aria alla scuola, alla ricerca, ai giovani scienziati, che si sono visto bloccare ogni futuro.. Prenda nota, Tremonti, che fu Cardini, di dx, a dire: “Ritirare l’appoggio all’universita’ e’ un modo per rubare ai poveri per dare ai ricchi”. Avete mortificare la dignita’ dei docenti con Brunetta che ha detto loro che guadagnano piu’ dei colleghi europei quando non e’ vero. Noi abbiamo bisogno della scuola dell’autonomia e del merito che promuova il meglio e i migliori.
I conservatori ripristinano piccoli particolari come grembiulini o viti quando abbiamo invece bisogno di entrare a pieno titolo in Europa. La scuola e’ la sfida dell’innovazione.
La scuola italiana era una delle migliori del mondo, frutto di un grande lavoro pedagogico di decenni. Che pedagogia c’e’ dietro questa riforma?
Pensate davvero che il bullismo si risolva col voto in condotta? Un bambino su 5 comincia a bere tra i 10 e i 14 anni, correggeremo questo disagio con un voto in condotta? Questo e’ il frutto della cultura della dx, con l’idea che conti solo il successo facile, l’apparizione in televisione, non la fatica, non il merito, non lo studio..
La dx ha costruito questa cultura, non le interessa la scuola perche’ la sua cultura e’ la televisione.
Fa rabbrividire la proposta della lega sulle classi differenziali, definita da Famiglia cristiana la prima proposta nazista dell’Italia repubblicana, un danno per i bambini immigrati che si sentiranno emarginati ma un danno per tutti. Quello che vogliamo si chiama interculturalita’. Noi chiediamo che il decreto Gelmini sia ritirato. E che si inizi un confronto con le categorie interessate. Non si cambia la scuola contro gli insegnanti, la scuola e le famiglie.
Forse nelle universita’ si spende male ma certo si spende poco.
La scuola come l’ambiente sono luoghi dove si investe e non dove si taglia.
E investire qui vuol dire raccogliere.
Ma B ha fatto sbigottire l’Europa rifiutando di occuparsi dei tagli all’anidride carbonica.
Rifiuta le fonti rinnovabili..
Ho alle spalle una grande frase di Vittorio Foa: “pensare agli altri oltre che a se stessi e pensare al futuro oltre che al presente”.
B rifiuta l’immigrato dicendo che cosi’ rafforza la sicurezza. La sicurezza e’ cosa essenziale, ma noi vediamo condannati che evitano il carcere.. ma l’equazione immigrati=delinquenti e’ da rifiutare.
La madre dal razzismo e’ la paura. Ma qui si fa un uso politico dell’immigrazione e i semina la paura. E così facendo, gli sbarchi dei clandestini sono raddoppiati. I permessi sono fermi e si prepara una nuova ondata di clandestinita’. Il razzismo e’ stato coltivato insieme alla paura come una pianta avvelenata. Poi i suoi frutti sono stati negati.
Non e’ razzismo l’assassinio di Abdul?
Non e’ razzismo il pestaggio del ragazzo cinese?
Non e’ razzismo quello che hanno fatto i vigili a Parma?
Noi questo lo combatteremo sempre. L’Italia non sara’ mai un paese razzista e xenofobo.
Lo stesso dico contro l’omofobia.
L’Italia e’ un paese migliore di chi lo governa.
Quando l’Italia si uni’ nessuno penso’ mai di dividere piemontesi da siciliani. Oggi vediamo incrociarsi culture, popoli e religioni. ..
Ci sono le persone che hanno firmato a favore di Saviano, a lui va il grazie di tutti noi.
E lo stesso grazie ai magistrati, ai poliziotti, ai coraggiosi che contrastano la criminalita’ mafiosa, che non si rassegnano.
Un’altra Italia e’ possibile.
della legalita’ e non della furbizia
della solidarieta’ e non dell’egoismo…
Le cose possono cambiare. Non c’e’ cosa che possa essere cambiata.
Non c’e’ buio che non possa vedere la luce.
La tenacia di chi si sacrifica ogni giorno salvera’ l’Italia
col nostro lavoro
il nostro coraggio
il nostro desiderio di futuro
un’altra Italia e’ possibile
e la faremo insieme!

(segue l’inno d’Italia)
Sta risuonando l’inno d’Italia con un coro bellissimo.
Con tutte le critiche che ho sempre fatto a Veltroni, devo confessare che questo discorso e’ stato trascinante, perfetto, bellissimo!
Devo confessare che mi sento profondamente commossa.
Grazie, Veltroni!
..
Bene, io sono una emotiva, Veltroni ha detto tutte le cose che volevo sentirmi dire
E una parte di me e’ stata felice.
Il mio cuore ha esultato. Sono stata spiritualmente in quella piazza, come sono stata spiritualmente in tutte le piazze degli studenti d’Italia
Le cose che Veltroni ha detto erano tutte cose che si potevano e si dovevano opporre a B, significati che simboleggiano un’Italia onesta e democratica con cui e’ impossibile non essere d’accordo, a meno che non si sia dei fascisti totali
Ma tutti i giorni non siamo al Circo Massimo.
La festa e’ finita. I manifestanti tornano a casa, felici di aver dimostrato la loro avversione a B e a quella dx che ci sta distruggendo, felici che qualcuno abbia detto bene e in modo accorato quello che avevano in fondo al cuore
La piazza e’ stata ben rappresentata
In quel momento Veltroni e’ stato uno di noi, non era D’Alema che faceva la scalata bancaria, o Prodi che avocava l’inchiesta a De Magistris, o Visco che ignorava i 98 miliardi rubati dalle coop rosse e da AN, o la sx che votava il proseguimento della guerra afgana
Era uno dei noi oggi, bene, ma domani?
Fare un bel discorso in piazza richiede grandi capacita’ di semplicita’ ed emotivita’, e Veltroni le ha avute, e’ un buon parlatore, sentire un bel discorso in piazza e goderne è facile ed esalta il cuore, partecipare idealmente a quella folla enorme e’ istintivo. Ma dopo? Dopo si torna ai problemi quotidiani
Lunedi’ i nodi torneranno al pettine e i problemi risorgeranno piu’ grossi di prima
E se ricominceremo a sentire di inciuci sulle intercettazioni, accordi contro la magistratura, divisioni con di Pietro, patti per un regime presidenziale forte e altri troiai, riprenderemo a soffrire, Io ricomincero’ a soffrire e di nuovo mi domandero’ : Veltroni, che ci stai a fare? Veltroni, ma che caxxo fai? Veltroni, datti una mossa! E tornero’ a sognare una sx che non c’e’, perché le piazze sono come le rondini e una non fa primavera.
Viviana
..
Da Terra Madre (Petrini)

30.000 persone muoiono di fame ogni giorno. La FAO aveva chiesto alla comunita’ internazionale di trovare 30 miliardi per salvare i poveri del mondo, ma i prossimi alla morte per fame erano 850 milioni e oggi sono 950 milioni. Le cose sono addirittura peggiorate. Eppure in poche settimane la stessa comunita’ internazionale ha trovato 2000 miliardi (e non basteranno) per salvare le banche canaglie e le loro furibonde speculazioni.
Ci dovrebbe essere un’acuta indignazione per tutto questo e una rivolta verso quelli che sono i grandi magnati del pianeta e il loro vergognoso egoismo.
Si cerca di creare mura contro i poveri fingendo di non capire che se la fame nel terzo mondo aumentera’, quella fame invadera’ l’Europa e non ci saranno mura bastanti a trattenerla. Se la nostra stupidita’ non riesce a farci capire che questo trend deve cambiare o anche noi saremo tutti a rischio, occorre che il nostro sano egoismo sia abbastanza intelligente da capire che cosi’ non si puo’ continuare. Un mondo basato solo sulla speculazione, l’anarchia della ricchezza e l’egoismo privato e’ destinato a morire. Un pianeta in mano all’egoismo criminale dei grandi magnati e dei loro criminosi interessi e’ un pianeta maledetto.
Non ci sara’ mai pace mondiale senza sicurezza alimentare.
..
Cicchitto attacca velenosamente la manifestazione di Veltroni dicendo che “oscura la crisi”.
Nessun pericolo! Il neoliberismo ha seminato una tale oscurita’ sul mondo che piu’ di cosi’ non lo oscura nessuno. I signori del buio.
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La fine del saccheggio

In Sudamerica e’ in Argentina che in questi giorni e’ in atto un nuovo, duro scontro tra il neoliberismo atlantico e la nuova rivoluzione socialista nazionale latino-americana. La presidente argentina, Cristina Fernandez Kirchner, ha infatti annunciato l’invio in parlamento di un progetto di legge che nazionalizza il sistema dei fondi pensione privati. Gli stessi fondi pensione di recente spacciati in Italia come occasione per una dignitosa pensione, fatti passare col silenzio-assenso, e che adesso risentono in modo drammatico della crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio il dogma neoliberista.
Gli stessi fondi pensioni impacchettati in strumenti finanziari derivati, la spazzatura che l’amministrazione Bush e’ stata costretta a rastrellare per salvare il sistema con i soldi dei contribuenti nella patria del libero mercato. Basti pensare che George W. Bush, pur lasciando fallire banca d’affari del calibro della Lehamns Brothers, ha dovuto salvare il colosso assicurativo Aig, primo fornitore negli Stati Uniti di rendite a tasso fisso, uno dei prodotti su cui si basa il sistema previdenziale di milioni di pensionati americani. La proposta Kirchner, che incontrera’ anche a breve Zapatero, e’ coraggiosa: prevede il trasferimento allo Stato dei fondi accumulati, circa 30 miliardi di dollari. La notizia non e’ stata chiaramente accolta con favore dal mercato e da giorni ormai l’indice dei titoli principali della borsa argentina, il Merval, chiude con perdite a due cifre. Cristina Kirchner non ha pero’ fatto una piega: “Si tratta di una misura strutturale, come strutturale e’ stata quella del 1994, quando, nell’ambito del liberismo, la ritirata dello Stato e’ stata assoluta e totale”, ha rilanciato il presidente argentino nel corso di un discorso pronunciato nella sede dell’Anses, l’organismo che gestisce il sistema pensionistico statale, alla presenza di ministri e governatori.
Non ha avuto peli sulla lingua, il presidente argentino che ha definito “una politica del saccheggio” la riforma previdenziale adottata dall’allora presidente Carlos Menem, che introdusse appunto i fondi di pensione privati (Afjp). Il progetto di legge che il presidente ha inviato gia’ ieri sera al parlamento, oltre a prevedere la loro eliminazione, stabilisce che i fondi da essi accumulati – circa 30 miliardi di dollari – vengano trasferiti allo Stato. La ritorsione dei mercati contro questa misura non si e’ fatta attendere e sulla borsa argentina vi e’ stata un’ondata di vendite senza precedenti. La nuova riforma sara’ dibattuta in parlamento a partire dalla prossima settimana e anche se l’opposizione ha gia’ annunciato un durissimo scontro, il governo di Cristina Fernandez Kirchner puo’ contare su un’ampia maggioranza. Sull’ondata di vendite, il pubblico ministero federale argentino Guillermo Marijuan ha gia’ denunciato una decina di fondi pensionistici privati (Afjp) che nei giorni scorsi avrebbero venduto titoli in loro possesso sulla scia delle indiscrezioni sul piano del governo. Le sedi delle Afjp hanno ricevuto gia’ la visita degli ispettori: avrebbero infatti violato l’art. 174 del codice penale argentino che stabilisce pene da due a sei anni di carcere per chi realizza frodi a danno della pubblica amministrazione. Lapidario il commento del presidente argentino, conscia del fatto che la reazione dei mercati non sara’ l’unica, visto che si tratta di una riforma che va a intaccare gli interessi dei poteri forti. “Ci saranno molte pressioni perche’ sono pochi gli interessi ma molti gli utili”, ha detto senza mezzi termini Cristina Kirchner. Il progetto di legge passera’ e mettera’ sostanzialmente fine in Argentina all’esperienza dei fondi pensionistici privati ed il ritorno alla previdenza sociale pubblica. Una nuova vittoria, un nuovo ma antico modello

Segnalato da Piero Rolla
..
La partecipazione di Di Pietro, Orlando e gli altri dell’Idv alla piazza di Veltroni e’ un grande atto di civilta’ di chi mostra con la pratica di mettere il bene del suo paese piu’ in alto delle divergenze personali.
Vorrei con tutto il cuore che questo spirito di solidarieta’ che supera i confini delle fazioni vincesse su tutti i particolarismi che hanno fin qui affossato questo paese.
Vorrei che fare il bene comune diventasse piu’ importante che fare le pulci agli individualismi privati o distinguersi per mostrare delle differenze.
Bravo Tonino! E bravo Orlando!
Tonino e’ li’. E mi ha riempito di soddisfazione che anche li’ apra un banchetto per le firme contro il lodo Alfano.
..
Circo Massimo

Mamma mia, quanta gente!
Una fiumana senza fine per formare la piu’ grande manifestazione degli ultimi anni! Un oceano interminabile di gente.
Il circo massimo e’ strapieno!
La veduta e’ bellissima, eccitante!
Il successo e’ enorme e innegabile!
Sono felicissima di quello che vedo.
E’ una botta che manda in frantumi mille sondaggi bugiardi e meschini.
Berlusconi ha ordinato ai suoi media di dire che c’erano quattro gatti, ma intanto si e’ chiuso in bagno con una colica infernale, se la fa letteralmente sotto.
Guarda, Ducetto, questa gente non ti vuole!
Guardate, ministri del cavolo, mezze calzette con la testa vuota, veline e pompinare, somari e mafiosi, cocainomani e parassiti, gente indegna incapace di governare un paese, tutte queste persone non vi vogliono!
Questa e’ l’Italia che rifiuta il vostro potere affossatore e distruttore.
Questo e’ l’Italia che vuole un futuro per tutti, non un abuso per pochi!
Questa e’ l’Italia della democrazia che dice no al fascismo!..
..
Graziano segnala
Sulle classi ponte – la parola ai bambini
di Anna Sarfatti

Pubblichiamo il bellissimo lavoro di Anna Sarfatti, costituzionalista di strada nella Carovana per la Costituzione e maestra elementare.
Ho presentato alle bambine e ai bambini della mia classe quinta primaria la questione delle classi ponte; ho chiesto loro se intuivano quale fosse la mia posizione al riguardo, e difatti sapevano come la pensavo; ma ho voluto illustrare anche le ragioni di chi ha presentato questa mozione; poi li ho pregati di ragionare con la loro testa, sentendosi liberi di dire quello che pensavano, come vuole l’articolo 21 della Costituzione. Si e’ sviluppato un bel dibattito, dove tutti hanno parlato, con cognizione di causa essendo il nostro gruppo composto da 15 bambini italiani e 6 stranieri. Al termine ho chiesto di scrivere un testo con questo titolo:

“Cosa ne pensi di inserire i bambini stranieri al loro arrivo nelle classi ponte?”
Ecco alcune risposte:

-Secondo me le classi ponte non sono giuste perche’ e’ bello avere amici stranieri e poi perche’ secondo me i bambini stranieri si divertono di piu’ imparando l’italiano dai bambini italiani, e quando hanno imparato l’italiano abbiamo anche noi una ricompensa dai bambini stranieri, perche’ abbiamo imparato alcune parole straniere. Oggi a scuola se ne e’ parlato e a nessuno piace questa cosa delle classi ponte. Per me i bambini stranieri imparano di piu’ se vengono nelle scuole normali, perche’ a scuola si viene per imparare, ed i bambini stranieri chiacchierando ogni giorno con i bambini italiani l’italiano lo imparano piu’ facilmente. Tutti i bambini compresa io hanno espresso le loro idee e a nessuno piace questa cosa, tutti siamo contrari. (Al., italiana)

-Io penso di essere dell’idea di tutte e due le proposte. Sulla prima idea che dice che i bambini stranieri non devono stare in classe con i bambini italiani, ecco, io sono abbastanza d’accordo sul fatto perche’ i bambini stranieri imparano la lingua italiana, cosi’ gli italiani possono parlare e capirsi con gli stranieri. La seconda idea dice che i bambini stranieri possono gia’ far parte della classe italiana. Io sono d’accordo anche su questo fatto, almeno i bambini italiani possono imparare le loro lingue. Io sono piu’ d’accordo sulla prima proposta perche’ i bambini stranieri almeno sono piu’ sicuri e non si vergognano, perche’ pensano:
“Gli Italiani sanno, io no!”. Ecco il motivo perche’ sono piu’ d’accordo sulla prima proposta. (An., italiana)

-Oggi la maestra ha parlato con noi del fatto che i bambini stranieri appena arrivati dal loro paese devono andare nelle classi ponte, e io ho detto che se li mettevano da parte imparavano molto poco. Ma poi ho parlato di nuovo e ho detto alla maestra che noi siamo tutti uguali umani, lo so che parliamo in un’altra lingua ma siamo persone, e dobbiamo convivere tutti insieme perche’ siamo quasi tutti fratelli e sorelle. Perche’ se mettiamo questi bambini in altre classi puo’ sembrare che mettiamo questi bimbi in un (per dire) recinto. Quindi dobbiamo lasciare i bimbi stranieri con gli italiani, e tutti convivere insieme.
(V., brasiliano)

-Io penso che gli stranieri non devono andare nelle classi ponte perche’ e’ difficile imparare solo con una maestra e gli altri bambini stranieri, ma se siamo tutti insieme gli italiani imparano le altre lingue e gli stranieri imparano l’italiano perche’ anche io sono uno straniero.
Sarebbe meglio che ci fosse una persona che ci aiutasse almeno una volta alla settimana. (I., rumeno)

-Io non sono d’accordo con le classi ponte perche’ penso che i bambini debbano stare tutti insieme perche’ poi si tradisce anche la Costituzione (articolo 3) quello che dice che i bambini davanti alla legge sono uguali di razza, di lingua, di colore. Se io non fossi con la mia classe di bambini mi troverei male perche’ con i rumeni ho imparato i numeri, con i filippini le filastrocche- Spero che la legge non passi perche’ e’ una cosa bruttissima. (G., italiana)

-A me questa cosa non piace perche’, oltre a far star male i bambini stranieri che si sentirebbero esclusi, svantaggia anche gli italiani che poi, nella vita, non sarebbero abituati ad aiutare altre persone che non sanno l’italiano. Inoltre penso che le maestre delle classi-ponte non riuscirebbero a far imparare l’italiano a 20-30 bambini che non sanno una parola della nostra lingua. Per me e’ anche divertente aiutare persone che hanno altre abitudini o tradizioni. Speriamo che questa legge non venga approvata. (T., italiano)

-A me non va bene e mi viene un po’ di rabbia perche’ forse gli stranieri volevano trovare persone di un’altra lingua e loro sarebbero felici e potrebbero fare amicizia, farsi circondare da persone italiane, poi possono stare anche in classi normali come mio fratello quando e’ arrivato (ha raggiunto gli altri familiari al compimento dei sei anni) l’abbiamo mandato nella classe normale e dopo circa 6 mesi ha imparato l’italiano. (J., filippino)

-Sono una bambina che e’ arrivata dalla Romania. Ora siccome e’ arrivata una legge nuova che dice di portare i bambini in una classe ponte abbiamo discusso anche in classe. per me non va bene perche’ io a casa quando andavo e i miei genitori parlavano l’italiano (ha raggiunto i genitori in un secondo tempo) io non capivo. Ma accanto ai miei compagni capivo quasi tutto. Non so come ho fatto a capire ma da loro ho imparato l’italiano sicche’ dico meglio che non ci sia questa regola. Comunque ringrazio i miei compagni che mi hanno trattato molto bene e mi hanno insegnato l’italiano. (A., rumena)

-Se il bambino va insieme agli italiani imparerebbe subito l’italiano e giocherebbe con loro e farebbe amicizia. E’ vero un po’ anche ritarda il programma ma devono avere pazienza e imparerebbero altre nuove lingue.
(K., marocchino)

-Non ci sembra giusto perche’ i bambini stranieri se messi nelle classi ponte non imparano perche’ stanno tutti in quella classe e quando e’ ricreazione stanno tutti da soli. (G., italiana)

-Un altro modo e’ di invitare i compagni stranieri a casa cosi’ ci si aiuta a vicenda a fare i compiti. (G., italiano)

-Avere bambini stranieri in classe e’ bello perche’ a me sembra di rappresentare un po’ il mondo e poi conosci le loro feste che festeggiano nei loro paesi, come insegnano a scuola, i cibi tipici del posto ecc. EVVIVA GLI STRANIERI!!! (F., italiana)

-Secondo tutti i bambini della mia classe compreso me abbiamo un parere ben preciso di accettare i bambini perche’ tutti hanno diritto di essere accolti come le maestre hanno fatto con noi bambini italiani e come noi abbiamo accolto i bambini stranieri. (I., italiano)

-Io penso che non e’ giusto separarli perche’ i bambini stranieri non si possono divertire o non possono stare con chi vogliono stare. – Per me avere un compagno straniero e’ una cosa bellissima perche’ puoi imparare la sua lingua o puoi imparare giochi che non hai mai conosciuto. Per me e’ meglio rimanere alla vecchia regola. (M., italiano)

http://www.liberacittadinanza.it/articoli/sulle-classi-ponte-la-parola-ai-bambini
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I movimenti che ricominciano
Francesco Raparelli

«Riparte l’opposizione», questa e’ una delle formule piu’ frequenti adottata dalla sinistra per descrivere la grande onda di movimento che percorre il mondo della formazione, dalla scuola all’universita’. Sarebbe piu’ corretto dire “ricomincia”, laddove ci si intende, con Deleuze, che il ri-cominciamento precede il cominciare, nel senso che lo approfondisce. E ancora con il filosofo francese varrebbe la pena ripercorrere le trame immaginarie di questo ricominciamento: separatezza e creazione. Entrambi questi processi ci parlano dello stato del ricominciamento che i movimenti sulla formazione stanno producendo: per un verso separatezza da idee, forme e istituti tradizionali dell’opposizione; dall’altra una creazione nel mezzo del deserto politico italiano.
E gia’, con puntualita’, Napolitano ricorda a tutti che i movimenti senza politica fanno danni e che le riforme sono quanto di piu’ sano l’Italia possa desiderare. Lo ricorda Napolitano, ma le sue parole le attendevano un po’ tutti, a sinistra. Bene che i movimenti ci siano, bene che la societa’ prenda parola, ma le parole e i corpi che si muovono non sono la politica. La separazione e la creazione di questo movimento parlano, invece, della qualita’ nuova di cio’ che sta accadendo nelle piazze, nelle universita’ e nelle scuole di tutto il paese: consapevolezza diffusa che la formazione negli ultimi quindici anni non ha mai avuto governi amici; desiderio di decidere per se’ e di obbligare il governo a retrocedere, senza consegnare a nessuno la domanda di trasformazione; consapevolezza che sul terreno della formazione e del welfare in genere tanto lo stato quanto il mercato hanno fallito in egual misura. A tutto questo si aggiunga la determinazione con cui gli studenti della Sapienza, e delle universita’ in agitazione in genere, leggono la nuova offensiva devastatrice del governo in rapporto diretto con la crisi economica globale. In piu’ occasioni, nel corteo strabordante di venerdi’, quello per intenderci che non si e’ accontentato del percorso stabilito e ha raggiunto tra divieti e rotture dei divieti il ministero della pubblica istruzione, si scandivano slogan e parole che in modo chiaro segnalavano l’indisponibilita’ degli studenti ad accettare ulteriori sacrifici per garantire la sopravvivenza di banche e corruzione finanziaria. Quasi un’alternativa di programma, se questa formula non sembrasse troppo vecchia: il capitalismo e’ in crisi, una crisi di sistema, voi (rivolto al paese intero e non solo al governo) cosa intendete fare, garantire i falliti (o i banditi, al di la’ della rima le due parole hanno la stessa referenza) o tutti coloro che producono ricchezza nel paese, la nuova composizione del lavoro cognitivo e precario? Domanda secca, ma decisiva, perche’ e’ all’interno di questa domanda che si coglie la posta in gioco delle battaglie che con entusiasmo senza pari stiamo conducendo nelle facolta’ agitate e in mobilitazione del paese.
Come sempre in queste occasioni non sappiamo quanto il movimento durera’ e se sara’ in grado di resistere alla durezza dirigista del governo Berlusconi. Estendere ulteriormente il radicamento, per quanto gia’ vastissimo, sara’ necessario, altrettanto conservare la freschezza, gioiosa e indignata nello stesso tempo, che ha caratterizzato il movimento in questi giorni straordinari. Tantissimo e’ gia’ stato fatto, nelle scuole elementari, cosi’ come nelle universita’: dall’anomalia delle occupazioni di bambini, maestre e genitori, alla radicalita’ e alla potenza, tanto numerica quanto qualitativa, delle esperienze universitarie. All’universita’ in particolare la battaglia potrebbe essere ancora lunga: non e’ per nulla scontato che la protesta del corpo accademico si radicalizzi e continui; la finanziaria e’ gia’ legge, la legge 133 varata lo scorso agosto. Ma e’ proprio l’universita’ forse il laboratorio piu’ interessante. Una nuova generazione, una nuova composizione poco politicizzata, decisamente non ideologica, ma pragmatica e combattiva, desiderosa di vincere e di farlo in prima persona. Le pratiche non sono sempre le stesse, indubbiamente c’e’ voglia di occupare, in molti casi si riesce a farlo, ma non c’e’ alcun feticismo delle forme: a volte il desiderio comune e’ quello di uscire fuori dall’universita’, quello di bloccare il traffico, la citta’, quello di far parlare di se’ a partire dal conflitto. Manif savauge, come a Parigi, abbiamo visto per una settimana a Roma. Eppoi una grande gioia nel condividere l’esperienza di lotta, una gioia che sembra una riscoperta del corpo collettivo, dell’affettivita’, del sorriso.
Passioni e linguaggi che non hanno nulla a che fare con una semplice ripartenza dell’opposizione sociale, di quella opposizione che attende una nuova sintesi politica. Passioni e linguaggi, inoltre, che chiedono alle bandiere e alle identita’ (orgogliose) di sparire o di andare in coda, per far posto alla vita, per ricominciare a pensare l’alternativa.

dottorando di ricerca in Filosofia politica
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A Piazza Affari ci sono dei facinorosi
Doriana Goracci

Ufficialmente certificata la recessione dell’economia britannica, crollo dei mercati asiatici, Borse del Vecchio continente in precipizio, i Futures americani come mitiche Cassandre: tutti a svelare un futuro nero come il carbone della Befana, in caduta libera, giu’, fino al massimo consentito. Dicono che il settore auto e’ diventato un clochard con le scarpe sfondate, che col petrolio si accenderanno le lampade da campeggio…
E in Italia? In tantissime manifestazioni mediatiche, organizzate da Banche, Fondazioni e Partiti, Sindacati e Associazioni umanitarie a protezione dei Clienti, Scienziati ed Economisti, la miglior gente dello Spettacolo, Studiosi e Analisti (cosi’ come ci ha confermato il ministro delle Buone Intenzioni), ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei organizzati nelle Piazze degli Affari e delle Aule, da queste entita’, ce ne sono che non dialogano con rispetto, ci sono facinorosi che hanno il supporto dei giornali e attentano alla Felicita’ del Paese. E rovinano la Scena, la Ricerca, la Cabina di Regia…
Stiamo calmi, e stiamo ai fatti, non perderemo neanche un’euro e un manganello: che il Falso in bilancio ci assista.Va tutto bene: e’ uno Scenario Nuovo e Irripetibile.
Toda Joia Toda Beleza!
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Dello “spalmare” i bambini
Raniero La Valle

Per impedire a tutti i costi l’elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti, la destra oltranzista americana ha cercato di far passare il candidato democratico per un musulmano amico dei terroristi, diffondendo tra l’altro 28 milioni di copie di un video che in tal modo lo colpisce. Esemplare e’ stata a questo proposito la replica di Colin Powell, l’ex segretario di Stato di Bush, che nel dichiarare il proprio appoggio ad Obama ha detto: «Mi da’ fastidio quello che dicono alcuni repubblicani: “Obama e’ musulmano”. E’ cristiano, lo e’ sempre stato. Ma la vera risposta sarebbe: e anche se fosse musulmano? Non c’e’ niente di male a esserlo, questa e’ l’America». Questa e’ l’America; ma ancora di piu’ si potrebbe dire: questo e’ il mondo moderno e civile.
Su Obama cominciano a nascere molte speranze. Un afro-americano alla presidenza degli Stati Uniti! Forse non cosi’ i padri fondatori, cristiani bianchi e puritani com’erano, si erano immaginati quella «citta’ sul monte» che avevano inteso costruire. Per Colin Powell, «sara’ un segnale che elettrizzera’ il mondo intero».
Secondo gli osservatori piu’ intelligenti Obama cerchera’ di costruire questa nuova figura dell’America avvicinandosi all’Europa e tornando a incontrare la sua cultura magnanima e accogliente: non piu’ Guantanamo, non piu’ Abu Ghraib, non piu’ scontri di civilta’. Ma sarebbe una catastrofe se le parti si invertissero, e in questo ritorno gli Stati Uniti trovassero un’Europa matrigna, intollerante e razzista.
Proprio cosi’ sarebbe l’Italia se vi prendesse piede la cultura professata dalla sua attuale maggioranza di governo, quale si e’ espressa nella mozione per la discriminazione nelle scuole fatta approvare dalla Lega. Molti altri guai si profilano per la scuola italiana, e contro una tale politica scolastica e’ in atto una mobilitazione in tutto il Paese, di cui non occorre qui ripetere le ragioni. Ma una cosa va notata: che per giustificare l’idea di separare i bambini stranieri o «spalmarli» in piu’ istituti, come dice l’on. Cota, al fine di preservare l’identita’ italiana, la Lega fa ricorso a una categoria identitaria – fatta di religione, cultura, lingua, usi, doveri, diritti e bandiera – che invece strenuamente nega nella sua politica generale, per giustificare il secessionismo in salsa federale e rivendicare la specificita’, padana e non italiana, delle popolazioni nordiste.
Ed e’ allora proprio alla Lega che va rivolta la domanda: ma di quale identita’ parlate quando pretendete che i bambini stranieri vi siano «integrati» per essere accolti? Forse che i bambini di lingua tedesca di Bolzano sono prima integrati nella cultura italiana? Forse che gli ebrei devono essere integrati nell’identita’ cristiana dell’Italia e dell’Europa, per poter essere considerati a pieno titolo cittadini italiani ed europei? Forse che il papa tedesco doveva farsi ribattezzare nel Tevere per fare il vescovo di Roma?
In realta’ cio’ che questa fazione pretende dagli stranieri in Italia non e’ l’integrazione, che armonizza i diversi, ma e’ l’omologazione che impone il modello dominante e cancella tutte le differenze. La definizione piu’ agghiacciante di questa ideologia c’era gia’ nel libro di Tremonti La paura e la speranza: «L’inclusione degli “altri” in Europa puo’ proseguire solo se gli “altri” cessano di essere “altri” e diventano “noi”». Gli altri devono «rinunciare alla propria identita’», noi dobbiamo imporre i nostri valori non perche’ debbano o possano «essere necessariamente valori universali», ma perche’ sono «definiti come tali da “noi” e per “noi”», e passano «necessariamente attraverso una “rivendicazione di potere”».
Qui si va oltre la scuola. Il libro di Tremonti scontava l’arrivo della crisi capitalistica globale (donde la «paura»), che poi effettivamente e’ sopraggiunta, non certo perche’ abbiamo perduto o non abbiamo difeso la nostra soggettivita’, ma perche’ ci hanno tradito i nostri denari e abbiamo perduto i nostri profitti. Ma cio’ che e’ veramente pauroso e’ che la risposta alla crisi sia l’arroccamento nelle propria presunta identita’ e nei propri particolari valori, per combattere contro tutti gli altri che non siano «noi» e che non diventino «noi» .
Questa e’ l’ideologia da battere, se l’America e l’Europa insieme vogliono ancora essere strumenti di civilta’ nel mondo che viene.
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Ho scritto Stavros Dimas blogs.ec.europa.eu/dimas/ ho raccontato qualcosa sul nostro ministro vi invito a farlo

Stefania Prestigiacomo e’ titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papa’ Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.La Fincoe e’ proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente falli’ nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 fini’ sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose.3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente mori’ cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevo’ una serie di violazioni.“Combattero’ le ineguaglianze sociali, i problemi dei piu’ deboli, degli invalidi” disse nel 2001 appena eletta ministro delle pari opportunita’ Stefania Prestigiacomo. Peccato si fosse dimenticata che da quel che emergeva le sue aziende siano state fabbriche di malattie.
La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiche’ sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della societa’ madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilita’ i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un’indgine per bancarotta poiche’ nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmo’ la tanto agognata amnistia.
L’attuale ministra dell’Ambiente e della tutela del mare, quand’era alle pari opportunita’ era gia’ in conflitto d’interessi. In un paese normale sarebbe finita chissa’ dove, trovandosi in Italia e’ rimasta dov’era dichiarando che “i problemi dei singoli non devono piu’ riguardare un deputato della seconda Repubblica”. Figuriamoci un Ministro!
dal blog di Daniele Martinelli www.danielemartinelli.it/2008/05/10/che-fior-di-ministri/#comments
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Graziano segnala
Roberto Scarpinato presenta il suo ultimo libro “Il Ritorno Del Principe” a “Le Storie – Diario Italiano” su Raitre. it.youtube.com/watch?v=UyFFlgdf3b4
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Pasquale manda
ALLARME RECESSIONE
Immanuel Wallerstein

La depressione e’ cominciata. I giornalisti chiedono ancora timidamente agli esperti di economia se non stiamo semplicemente entrando in un periodo di recessione. Non pensateci neanche. Siamo gia’ all’inizio di una vera e propria depressione mondiale che produrra’ disoccupazione quasi ovunque. Naturalmente tutti si stanno chiedendo cosa ha scatenato questa depressione. Sono stati i derivati che Warren Buffet ha definito “armi finanziarie di distruzione di massa”? Sono stati i mutui subprime? O le speculazioni sul petrolio? E’ solo una caccia al capro espiatorio e non serve a nulla. Se vogliamo capire quello che sta succedendo, dobbiamo considerare altri due segmenti temporali molto piu’ significativi. Uno e’ quelle delle fluttuazioni cicliche a medio termine. E l’altro e’ quello delle tendenze strutturali a lungo termine.
L’economia capitalista mondiale conosce, da decenni, due tipi di fluttuazioni cicliche. Uno e’ quello dei cosiddetti cicli di Kondratieff, che storicamente hanno sempre avuto una durata di 50-60 anni. L’altro e’ quello dei cicli egemoni, che durano molto piu’ a lungo. In termini di cicli egemoni, gli Stati Uniti hanno cominciato ad aspirare all’egemonia a partire dal 1873, hanno raggiunto il pieno predominio nel 1945, e hanno vissuto un graduale declino a partire dagli anni settanta. Le follie di George W. Bush hanno trasformato questo lento declino in una precipitosa caduta. Ormai siamo ben lontani dall’egemonia degli Stati Uniti. Siamo entrati in un mondo multipolare. Gli Stati Uniti sono ancora una grande potenza, ma nei prossimi decenni continueranno il loro declino.
I cicli di Kondratieff seguono ritmi diversi. Il mondo e’ uscito dall’ultima fase discendente di Kondratieff nel 1945, e poi ha vissuto la piu’ forte fase A ascendente della storia del sistema mondiale moderno. Questo ciclo ha raggiunto il suo culmine tra il 1967 e il 1973, poi ha cominciato la fase discendente. Questa fase e’ durata piu’ a lungo di tutte le precedenti, e non ne siamo ancora usciti.
Le caratteristiche della fase discendente di un ciclo di Kondratieff corrisponde a quello che e’ successo nel mondo dopo gli anni settanta. I profitti delle attivita’ produttive diminuiscono, soprattutto nei settori che fino a quel momento erano stati piu’ redditizi. Di conseguenza, i capitalisti che vogliono mantenere alti i profitti si rivolgono al settore finanziario, cioe’ alla speculazione. Per non diventare troppo infruttuose, le attivita’ produttive tendono a spostarsi in altre zone del sistema, cercando di sostituire a costi operativi piu’ bassi un minor costo del personale. E’ per questo che i posti di lavoro stanno diminuendo in occidente e le fabbriche si trasferiscono in Cina, India e Brasile.

Per quanto riguarda le bolle speculative, c’e’ sempre stato qualcuno che si e’ arricchito. Ma prima o poi le bolle scoppiano. Se qualcuno si chiede perche’ questa fase discendente stia durando cosi’ a lungo, il motivo e’ che le autorita’ – il tesoro degli Stati Uniti, la Federal reserve e il Fondo monetario internazionale – sono intervenute regolarmente sui mercati per sostenere l’economia mondiale: 1987 (crollo del risparmio e dei prestiti), 1997 (crisi finanziaria in Asia), 1998 (crac della Long term capital management), 2001-2002 (caso Enron). Credendo di aver imparato dalle fasi precedenti, pensavano di poter battere il sistema. Ma ci sono dei limiti. E adesso li abbiamo raggiunti. Stavolta non sara’ facile evitare il peggio.
In passato, una volta che la depressione aveva fatto i suoi danni l’economia mondiale si riprendeva. Ma c’e’ una novita’ che potrebbe modificare l’andamento ciclico che il sistema capitalistico ha da cinquecento anni. Le tendenze strutturali potrebbero interferire con i cicli. Le caratteristiche fondamentali del capitalismo mondiale seguono alcune regole che possono essere su un grafico sotto forma di una curva ascendente con un punto di equilibrio. Il problema e’ che, come in tutti i sistemi, con il tempo la curva tende ad allontanarsi dal punto di equilibrio, ed e’ impossibile riportarla indietro. Perche’ il nostro sistema si e’ allontanato dal suo punto di equilibrio? Perche’ nell’arco di cinquecento anni la percentuale dei tre costi principali che incidono sulla produzione capitalistica – salari, fattori produttivi e tasse – e’ regolarmente aumentata rispetto al prezzo di vendita, al punto che oggi e’ impossibile ricavare dalla produzione quei profitti che hanno sempre
consentito una forte accumulazione del capitale. Non che il capitalismo non riesca piu’ a fare quello che sapeva fare cosi’ bene. E’ proprio perche’ lo ha fatto fin troppo bene che ha scardinato le basi dell’accumulazione futura.
Che succedera’ ora? Per il momento c’e’ una forte turbolenza caotica, che forse continuera’ per 25-50 anni. Dal caos emergera’ un nuovo ordine, che seguira’ uno o l’altro dei percorsi alternativi. Possiamo dire con certezza che il sistema attuale non sopravvivera’. Non sara’ un sistema capitalistico, ma potrebbe essere qualcosa di molto peggio (ancora piu’ polarizzato e gerarchico) o di molto meglio (relativamente egualitario e democratico). La scelta di questo nuovo sistema e’ una delle principali sfide dei nostri tempi.
Per le prospettive a breve termine, quello che sta succedendo in tutto il mondo e’ chiaro. Stiamo entrando in una fase protezionista (addio globalizzazione!). Andiamo verso una maggiore ingerenza dei governi nella produzione. Perfino gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno nazionalizzando le banche e le industrie in crisi. Si va verso una redistribuzione populista della ricchezza da parte dei governi, che puo’ assumere forme socialdemocratiche o forme autoritarie di estrema destra. E stiamo andando verso un grave conflitto sociale all’interno dei paesi, perche’ tutti si dovranno contendere una torta piu’ piccola. Nel complesso, non e’ una bella prospettiva.

da: INTERNAZIONALE
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Don Aldo
La canonizzazione di Pio XII

“Non possono intrommettersi nelle cose della Chiesa cattolica”!
In questi termini si e’ espresso il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo nei confronti del ministro israeliano Herzog che aveva criticato la possibile, eventuale canonizzazione di Pio XII.
Non voglio entrare nel merito della diatriba, voglio solo comunicare la reazione immediata che hanno suscitato in me queste parole. “Non possono intromettersi nelle cose della Chiesa cattolica”! Dunque, secondo questa “eminenza”, il cui nome palandrano e’ uno schiaffo alla decenza e un pugno al buon senso, la chiesa e’ una sorta di club prive’ in cui hanno diritto di parola solo gli iscritti; una loggia massonica nella quale i problemi vanno tenuti rigorosamente riservati alla competenza dei cupolari. In spregio al suo stesso nome (“Cattolica”) la Chiesa sarebbe una specie di partito nel quale il diritto di parola e’ riservato ai soli tesserati. E’ semplicemente scandaloso che questa volgare accezione di chiesa ci venga da un cardinale. Da semplice prete di periferia mi chiedo quali siano le “cose della chiesa” e se l’oggetto di cura della chiesa non sia piuttosto il mondo, il mondo concreto, la societa’ degli uomini e delle donne per la quale la chiesa stessa dovrebbe perdersi si’ da essere fermento e concime per un mondo a venire secondo le misure e il progetto di Dio. Una tale chiesa non ha confini che facciano da spartiacque, ne’ misure per classificare gli uomini tra “figli” e “non-figli”, tra privilegiati e reietti, tra docenti e discenti.
L’espressione, poi, mi sembra rubata dal vocabolario della politica insolente: uno stato che non deve intromettersi negli affari di un altro stato, un partito che non deve impicciarsi degli affari di un altro partito. L’altezzosita’ solitaria e sprezzante di colui-che-fa-da-se’, secondo questa eminenza che sembra piu’ una protuberanza, e’ virtu’!
Aldo
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Tappeto rosso e tapis roulant
Doriana Goracci

Il tappeto rosso, disteso a terra, per far passare VIP, dignitari, reali, celebrita’, a Roma, al Festival del Cinema, e’ stato calpestato per pochi istanti, per poco pochissimo, dai meravigliosi facinorosi…
Nel mentre, la Stella Maria, della Gelmini Pubblica Istruzione, ha “ricevuto” e “comunicato” agli studenti che il decreto resta: gli altri erano fuori. Da giorni sono nelle piazze italiane, a gridare, a sentire lezioni del Libero Sapere, ad improvvisare cortei, organizzati da loro stessi: sanno quanto la precarieta’ non libera e nobilita nessuno. Nelle piazze degli Affari, ci sono facce sconvolte, da Tapis Roulant, che ti buttano a picco gli indici delle borse e fanno emergere la Paura, il Gran Buco, il Deficit, la Recessione, il Rosso.

Ma ancora non sono depressi questi ragazzi italiani e continuano a camminare, anche correndo: circa 1.000 studenti, in rivolta contro il decreto Gelmini, hanno raggiunto in serata il Festival del Cinema di Roma, gridando «vergogna» e «Accesso alla cultura e diritto allo studio per tutti», con le braccia alzate, e sono entrati nell’ Auditorium, rivendicando il diritto di entrare gratis al Festival e lanciando un volantino di “Psicologia pre-occupata”, copie di un lungo documento contro la legge 33 Brunetta-Tremonti, per un una “Universita’ pubblica di massa e di qualita’”, al tappetto rosso, ci sono arrivati, loro i facinorosi , l’onda anomala che corre in Italia, su quella tela calcata dagli artisti della finzione, con la loro ribelle e disperata realta’.
Il pubblico poi e’ entrato e lo spettacolo continuera’. Decidete voi chi sostenere e applaudire, nei prossimi tempi, quando le luci della ribalta saranno spente e dal Tappeto rosso, scivoleremo su quello calcato da noi tutti, il Tapis Roulant, in giorni sempre piu’ neri.
..
Armando di Napoli

Rapinatori di sorrisi
chiudendoli in celle clandestine
commercianti di bombe
venditori di crimini a basso prezzo
imprenditori immondi di scempi e torture
ricattatori di sogni e acqua
nascosti nei pozzi delle vostre putride coscienze
cavalcatori di immoralita’ perverse
improvvisatori di parole
offerte al mercato degli inganni
scassinatori di animi
l’ipocrisia bacia con le labbra carnose
i vostri culi merce di prostituzione
gli affari tritando la carne
degli animi martoriati
della povera gente
scuoiando senza anestesia
la pelle di bambini truffati di tutto
privatizzando oscenamente compiacenti
prendete a morsi cuori teneri
affondando i vostri nefandi denti aguzzini
sporcandovi le bocche di sangue innocente
pagliacci prestigiatori
ladri di vite umane
ingarbugliate nei meandri
di infami sofferenze
ecco cosa siete
buffoni affaristi di disumanita’
mentre vi dividete i vostri affari schifosi
cercando di abbindolare
come attori scadenti
recitando alla perfezione
un copione di false promesse
anche oggi come ogni giorno
portando il conto sul taccuino dell’orrore
sono morti senza cambiare niente
nel mondo mercificato e mortificato
26mila bambini per fame sete e malattie
le urla chiuse come bestie all’ingrasso
prima di ogni scellerata morte
per creare l’effetto dei vostri osceni guadagni
che gonfiano in banche i vostri conti
di investimenti sicuri
voi vandali membri della FAO
siete gli assassini
di anime strozzate allo sbando

RIDIAMARO :- )
L’ ottavo nano: MENTOLO
Carlo Carli

«Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano
Samuel Beckett
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Gira su internet la foto del nuovo libro Mondadori ( 🙂 )con in copertina un Berlusconi-frate con tanto di cappuccio, tipo Fra’ Indovino, dal titolo “Fra’ Inteso, Auspici e previsioni”.
Viste le dichiarazioni e le smentite, le azzannate in avanti e le retromarce all’indietro, i video alla stampa e le negazioni dei video, le affermazioni su tutto e le negazioni di tutto, le oscurita’ generali e le confusioni totali, sarebbe d’uopo creare una nuova tipologia di lavoro (i precari laureati non mancano) che riguardi le interpretazioni e le esegesi delle frasi di Berlusconi, che batte persino i geroglifici prima di Champollion
Cosa avra’ mai voluto dire il 5 sett. 2001?
E il 22 dic. 2008?
Tra due dichiarazioni successive di segno totalmente opposto, gli studiosi consigliano di scegliere la 1a o la 2a? E in base a cosa?
E’ meglio attenersi alle parole o dobbiamo guardare crudamente i fatti?
Puo’ un presidente far bastonare i manifestanti e poi dire che e’ stato frainteso?
Si tratta di tecnica di governo o di insanita’ mentale?
Ovviamente l’esegesi e la filologia del magnanimo dovrebbero essere supportate dalle analisi della fitta corte di cloni e serventi, media in testa, che lo difendono a oltranza sempre e comunque, a costo di riscrivere tutti i pezzi, purche’ seguire le loro difficili arzigogolazioni non renda labirintico il tutto, perche’ di frequente i realisti sono piu’ realisti del re e in questo caso la follia e’ insostenibile
Forse B e’ in fuga e vuole far perdere le sue tracce? E’ in fuga da se stesso? Non sarebbe meglio un dignitoso ritiro alle Caiman?
B contro se stesso? O semplicemente strafatto?
E’ un fenomeno di paranoia?
Esame filologico o clinico?
Puo’ una mezza cartuccia che non sa nemmeno quello che dice resistere solo a patto di avere sponsor abbastanza truci e elettori abbastanza idioti?
Queste e altre le domande che ci attanagliano.
Giusto perche’, coi tempi che corrono, non abbiamo proprio altro a cui pensare.

http://www.masadaweb.org

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