Nuovo Masada

ottobre 16, 2008

MASADA n. 804. 14-10-2008. Il dominio bancario

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La moneta che non c’e’, un dominio mondiale privato basato sulla frode – Sansone e la fine del basso impero – Berlusconi imperversa: Carnevale in Cassazione, Falcone e Borsellino al cimitero – Minaccia di morte per Saviano – La crisi mortale – Un libro: l’aquila e il pollo fritto

Salvano le banche per far fallire noi!Tatanka Mani
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La ricchezza va prelevata la’ dove sta, cioe’ tra i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.
vito_ farina_
..
Diceva Ginsberg

L’uomo e’ sacro, diceva Ginsberg
Il mondo e’ sacro
La vita e’ sacra
Ora tutto si scheggia
Si frantuma
Si avvilisce in una merda
indistinta
Quelli che avevano scelto
la sacralita’ del denaro
l’intangibilita’ della tirannia
l’omerta’ della combutta mafiosa
la falsita’ dell’ideologia salvica
la disumanita’ dell’uomo che si disunisce
dall’uomo
la regola
infernale
che non conosce la pietas
il culto dell’io
come unico dio
ideologico e immortale
quelli del pasto infinito
della crescita senza fine
sulla pelle dell’altro
sulla pelle delicata del pianeta
sul sangue dissanguato del vinto
I mostri del vitello d’oro
del dominio, del piacere, della prevaricazione
della menzogna, del mercato, della guerra
della discriminazione
della bruttura fatta regno
l’orgia dei potenti religiosi e mercantili
delle ideologie malate ed elitarie
il culto dell’egoismo finanziario come idolo del mondo
l’arraffamento
il credo delle chiese, delle banche, delle borse, dei mercati,
dei giornali disinformanti
come unico volto del male
la religione del nostro tempo idiota e malsano
inverso, disumano
suicida
Si involgono nel loro delitto mondiale
nella pania dei loro delitti planetari
nella melma delle loro storpie ideologie
squassati dal vigore
mortifero
della tempesta bancaria
Su di loro i forzieri
sbattono con forza
le loro ferraglie virtuali
sferrando colpi reali
che sanguinano
atroci ferite
nel delicato tessuto del denaro
nel ganglio cariato delle relazioni
universali
nell’ernia discale del capitale
tracimando
col povero, il negletto, l’infelice, il tapino
il nero, il giallo, l’inutile bianco
che sono trascinati alla morte
come l’oceano violento trascina
la schiuma biancastra dei detriti
nell’ultima tempesta
….

Viviana Vivarelli
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Il 95% del denaro e’ creato da banche private
Enric Duran (sunto)

La crisi finanziaria scoppia un anno fa negli USA come “crisi subprime. La colpa e’ del sistema bancario.
Un tempo c’erano monete d’oro, ma erano pesanti da trasportare e si inventarono le banche che per custodirlo si facevano pagare un interesse. La valuta in carta o l’assegno rappresentava l’oro che stava in banca. Ma poi si fini’ col fare piu’ carta dell’oro. I banchieri pensarono che i proprietari dell’oro non lo avrebbero ritirato tutti insieme, per cui decisero che bastavano 10 unita’ di valuta in circolazione contro una d’oro. Gli stati posero poche regole. Nessuno doveva sapere che l’oro era meno del circolante e si crearono delle banche centrali, che avevano riserve d’oro addizionali per i momenti di crisi.

Col tempo, il sistema di banche centrali e riserva frazionaria e’ diventato dominante nel mondo, ma via via l’oro concreto diminui’ finche’ nel 1971 il riferimento all’oro spari’. Il denaro in circolazione non era piu’ garantito da nulla di concreto.
Cosi’ tutto quello che circola viene dal nulla ed e’ un puro contratto, che ha valore soltanto perche’ tutti gliene da’, una semplice convenzione.
Il denaro creato oggi si crea fondamentalmente a partire dai prestiti, in forma di debiti, pubblici, commerciali, esterni o privati. Quando si restituiscono i debiti, questo denaro sparisce, cosi’ che il sistema finanziario ha uno strumento che amplia o riduce i soldi in circolazione.
Il denaro lo creano le banche centrali per il 3-5%, il resto lo creano le banche private attraverso i crediti e complessi sistemi di speculazione finanziaria.
Non ci sono regole: lo Stato da’ solo le condizioni in cui le banche possono prestare denaro e come far quadrare i conti.
In Europa, le banche sono vincolate alla BCE (Banca Centrale Europea, che ‘ il vero potere europeo, il parlamento non conta nulla). La BCE dice alle banche di tenere come riserva minima il 2% del totale del denaro; l’altro 98% lo possono prestare e investire. Il denaro depositato per un periodo uguale o superiore a 2 anni non e’ preso in considerazione e si puo’ investire al 100%.
Se il denaro non e’ piu’ basato sull’oro, com’e’ che solo le banche centrali fanno il denaro? E perche’ lo fanno solo come debito da restituire con interessi? Perche’ gli Stati devono pagare interessi alla loro banca centrale per finanziare la spesa pubblica e non si creano il denaro da soli? Forse perche’ e’ la banca che controlla i governi e non il contrario.
Mayer Rothschild, membro della piu’ potente dinastia europea di banchieri, diceva: “Lasciatemi emettere e controllare la creazione del denaro di una nazione e non mi importa chi ne fara’ le leggi”..
Quando una banca da’ un credito crea la somma principale del credito, pero’ non il denaro corrispondente agli interessi che la banca fara’ pagare al debitore. Poiche’ tutto il denaro in circolazione si crea sotto forma di debito con interesse, possiamo concludere che il denaro per restituire tutti gli interessi non esiste.
Allora, com’e’ che il sistema finanziario sopravvive?
1.Perche’ si finanzia con l’indebitamento crescente = il denaro in circolazione deve crescere costantemente perche’ si possano pagare gli interessi e il sistema non collassi. Per questo il sistema incita tutti quanti a indebitarsi: ipoteche, prestiti personali facili, carte di credito, debiti di impresa e di stato. Una crescita esponenziale dell’economia ma anche della distruzione del pianeta, perche’ questa produzione incontrollata rovina il mondo (vedi la Cina o gli USA).
2.E perche’ c’e’ chi non paga mai tutto il debito, come gli Stati e le imprese piu’ potenti che continuano a rinnovarlo o ad aumentarlo (vd USA).
E anche per le polizze, carte di credito e simili, in cui non si restituisce la somma principale e si rinnova il contratto.
Dunque il sistema finanziario vive sull’aumento dei debiti.
Tutto il mondo e’ indebitato, e la differenza e’ solo fra chi deve restituire i debiti e chi no.

15 anni fa era impensabile che si concedesse un’ipoteca a piu’ di 15 o 20 anni, ora siamo al doppio. Con questa decisione la banca ha provocato il rialzo dei prezzi delle case. La banca con le ipoteche ha potuto creare denaro e chiedere interessi alti con indice di morosita’ minimo e ha anche avvantaggiato i costruttori di case.
Ma con questa creazione continua di denaro e con gli interessi, le banche creano inflazione, cioe’ aumentano la quantita’ di denaro disponibile senza che aumenti l’offerta di beni e servizi. Se i beni restano gli stessi e la moneta raddoppia, i prezzi raddoppiano. E chi ha redditi fissi diventa piu’ povero. Tutta la collettivita’ soffre e si impoverisce, meno le banche, che sono un gruppo di istituzioni private, che si arricchiscono.
E’ un furto legalizzato, che rende le banche sempre piu’ ricche e noi sempre piu’ poveri.
Un furto alla collettivita’. Un’immensa somma rubata.
Per di piu’ l’inflazione spinge la gente a mettere i soldi in banca, la quale creera’ piu’ denaro e quindi piu’ inflazione. Le banche sono interessate a produrre inflazione, e se ne fregano se i pensionati si ritrovano una pensione che vale sempre meno.

Vediamo la bilancia dei pagamenti, import-export. Se un paese importa piu’ di quanto esporta (deficit commerciale), non ha i soldi per pagare quel che gli occorre e chiede soldi in prestito.
Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale il commercio internazionale si fa in dollari e dal 1971, la Federal Reserve Americana (FED) ha eliminato il riferimento all’oro e messo in circolazione i dollari che ha voluto, senza dover dare spiegazioni a nessuno ne’ mostrare garanzie; lo stesso vale per 3/4 per le banche private USA, con l’unico limite della frazione di riserva da mantenere. In questo modo le banche controllano la creazione dei dollari. Una minoranza finanziaria (la FED e’ un ente privato) controlla il commercio mondiale. E gli USA possono comprare tutto cio’ che vogliono dove vogliono e come vogliono, mentre gli altri paesi contraggono debiti che devono pagare. I poteri internazionali approfittano di questi debiti per obbligare i paesi debitori ad assumere determinate politiche di apertura delle frontiere alle loro mercanzie e alla speculazione finanziaria (liberismo), facilitando i potenti ad appropriarsi delle loro produzioni e risorse naturali a prezzi irrisori (Vedi FMI e Banca Mondiale).
Cosi’ grazie al sistema bancario USA, pochi gruppi di magnati si appropriano di tutte le risorse naturali e umane del pianeta.
E si ha cosi’ un processo di produzione senza regole che inquina e distrugge il pianeta. Ma gli stati succubi del sistema bancario non ci pensano nemmeno a limitare la produzione infinita.
Ora pero’ le risorse del pianeta stanno finendo e questo sistema che ha 300 anni deve finire. Non possiamo continuare col credito crescente e la produzione incontrollata. Non ce lo possiamo piu’ permettere.

Teniamo conto anche che le banche hanno alimentato l’industria degli armamenti e tutte le guerre del pianeta. Il capitalismo crea le guerre per fare affari. E crea la pulsione a comprare per tenere attivo il mercato. Esistono solo le banche, il mercato e il lucro. Le ideologie sono un di piu’. Il capitalismo crea l’industria della paura per far spendere anche nelle difese contro la paura. Dietro a tutto questo ci sono le banche e i loro interessi. E quando un paese ha perso una guerra si ritrova un debito da pagare e una schiavitu’ politica che non finisce mai. Le banche assumono potere sui paesi in lotta per decenni: Nicaragua, Filippine, Nigeria, Camerun, Costa d’Avorio e Zaire…
Ogni guerra americana permette alle banche di creare una gran quantita’ di soldi sotto forma di debito pubblico. La guerra in Iraq ha permesso alle banche statunitensi di creare 3 miliardi di dollari di debito iniziale. Oggi questo debito nazionale e’ salito solo per questa guerra a 10 miliardi di dollari. Sono soldi che non pagano i cittadini americani, ma tutto il mondo, con l’inflazione.

Referimenti per ampliare le informazioni:
• Capitalismo (finanziario) globale e guerra permanente. Il dollaro, Wall Street e la guerra contro l’Irak. Ramón Fdez Duran, Virus Editorial
• Il denaro e’ debito; video animato sul funzionamento del sistema monetario, puoi trovarlo sui motori di ricerca.: http://www.moneyasdebt.com
• Documenti, libri e articoli in relazione a come funziona il sistema monetario: http://www.altruists.org/375
• Un notiziario digitale; un’altra maniera di pensare i fatti economici: http://www.altereconomia.org
• Forum di discussione e apprendimento sulla bolla finanziaria e immobiliaria: http://www.burbuja.info

www.emigrazione-notizie.org:80/articles.asp?id=310
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Pensate ora se e’ possibile che le banche siano nazionalizzate, che siano messe nuove regole e che il liberismo sia frenato e soprattutto che gli stati riprendano il potere sulle banche.
Quello che ci raccontano e’ assurdo. Lotteranno fino alla morte per non perdere il loro potere e intanto ci porteranno a fondo con loro.
Hanno costruito un enorme castello di menzogne, truffe e malvagita’, dettate solo dal lucro, da cui dipende l’attuale situazione del mercato, l’imposizione del liberismo, la perdita di ogni potere degli stati rispetto al sistema bancario e ogni ideologia e guerra che da questo sistema dipendono.
Credete voi possibile che questo immane castello di potere in cui ogni parte sostiene l’altra possa implodere? Continuera’ a succhiare sangue umano come una enorme tenia e i governanti continueranno a ingannarci con le loro sporche propagande.
Piuttosto finira’ il mondo prima che costoro abbandonino il loro iniquo potere. Non sono solo le banche ma e’ un potere che nutre ormai ogni fibra del capitalismo, che pervade ogni particella di coloro che sono al potere e che ha corrotto anche la teorica opposizione. No, non finiranno. Continueranno a morire e a morire, e la cosa paradossale e’ che questa morte sara’ procurata dagli stessi strumenti con cui hanno realizzato la rovina del mondo.
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CRISI, scene di basso impero: l’inutile tentazione dell’ effetto Sansone
Tito Pulsinelli

Non c’e’ piu’ limite al grottesco, l’inimmaginabile diventa tragica banalita’ da prima pagina, ma non e’ ancora finita. Il nichilismo degli sciamani liberisti si disvela e la ragnatela di metafore che ricopriva un dogma imposto come dottrina sociale e’ ora balbuzie e cacofonia. Cadono fulminati persino alcuni rami di aristocrazie venali. Bancarotta per quelli che si atteggiavano a vedenti del futuro delle nazioni, maniacali dispensatori di immutabili ricette con valenza universale. Vedevano tutto, meno il loro fallimento epocale.
Sono nella polvere quelli che con una semplice A, aggiunta o tolta, alla classificazione della condotta economica delle nazioni, per un ventennio hanno deciso le sorti, di salute, livelli di ignoranza, quantita’ caloriche ingerite dalle genti, e se queste dovevano vivere in pace o no. Il loro tempo e’ scaduto, come l’inondazione di merci sempre piu’ deperebili, di cui hanno imposto il consumo con l’esca del credito senza limiti.

La catena di Sant’Antonio globale si e’ interrotta, perche’ l’azzardo ha scalato un Himalaya fatta di valori solo cartacei, magnetici e publicitari, dall’alto del quale guardavano con i telescopi verso l’economia verace creata dai comuni mortali. La gang neoliberista, ha potuto spacciare una mole di “prodotti finanziari” che moltiplicava per trenta il valore dei beni prodotti dal lavoro del resto degli umani (1).

L’epicentro dell’onda distruttiva e’ il mondo industrializzato, segnatamente gli Stati Uniti, che si erano autoincoronati con l’alloro di potenza piu’ potente da che esiste dominiddio. E’ una epidemia scaturita dalle viscere “occidentali”, che contagia con devastante priorita’ proprio le latitudini della cellulite e dell’obesita’. Piu’ stretti e “carnali” sono i vincoli con l’economia finanziaria imperiale, piu’ severo e’ il castigo e le penalita’ che si riversano sui vassalli. Non si tratta di un qualsiasi “effetto tequila”, “tango” o “samba”. “Questa volta la colpa non e’ del comunismo” dice sornione il vecchio Gorbaciov.

Il 7 di settembre si ufficializza la debacle, falliscono i pezzi grossi e scricchiola la cupola di Wall Street. Diventa impossibile occultare la caduta della superstizione settecentesca del “mercato che si regola da se’”. Il governo di Washington mette mano all’erario pubblico e decreta una partecipazione statale nelle banche che devono sopravvivere, costi quel che costi.

Non si tratta solo di una semplice disgrazia dell’economia, e’ un fallimento morale, di progettualita’ sociale e storica. Non regge piu’ il dogma che sceglie come centro di gravita’ il consumo e il debito esponenziale: la banca sull’impresa, la depredazione sull’operosita’, la speculazione sul lavoro.
Il discorso pubblico della menzogna, pero’, quello della complicita’ mediatica e della connivenza criminogena dei politici, insiste per un altro mese (e continuera’) a negare l’evidenza, con il puerile mantra della solidita’-invulnerabilita’-salute ed ineluttabilita’ del sistema bancario.

Il presidente brasiliano Lula, riferisce che nell’ultimo vertice del G7 cui era stato invitato, propose di discutere del collasso finanziario, ma i “sette grandi” preferirono parlare della crisi climatica, e alla fine decisero di non decidere nulla anche su quello.
Poi lo struzzo estrasse la testa dalla sabbia, e passo’ dalle “iniezioni” alle “trasfusioni”, infine trasloco’ consistenti stock monetari dalle riserve nazionali ai forzieri dei bancarottieri. Nella terra dell’ortodossia liberista della signora Tatcher, si arriva a vere e proprie nazionalizzazioni delle banche.
Improvvisamente, tutti i paggi e i valletti del “meno Stato, piu’ mercato”, si sbracciano con la teoria del male minore: senza banche non ci sarebbe il credito per quelli che producono, quindi ingoiare il rospo, prego!
Assegnare un premio agli stessi figuri che sono i responsabili del disastro, e’ come finanziare le cosche quando si vuol combattere la mafia. Perche’ non “iniettare” direttamente il sistema produttivo? O quello dei produttori per sostenere consumo e potere d’acquisto? Perche’ non agevolare le vittime dei pignoramenti? Perche’ non farla finita con la guerra persa in Iraq? Perche’ non ridurre le spese militari e ritirare i contingenti della NATO che non cavano un ragno dal buco afgano? Tanto, il mullah Omar continua la sua epica fuga in motocicletta.
Il peggio non e’ ancora arrivato, e nulla restera’ come prima. Quando la grande truffa travasera’ dal “finanziario” alla realta’ produttiva e ai bilanci statali, il sisma arrivera’ alla vita quotidiana, e questa sara’ ancor piu’ precaria, spartana e plumbea. L’Italia e’ gia’ gravata dal peso del terzo debito mondiale, e ogni anno paga ottanta miliardi di euro per i soli interessi: si imporra’ una rinegoziazione con creditori e FMI. Tutto quel che ora e’ stato dato ai banchieri, sara’ tolto al resto della societa’.

“L’era del dominio di una sola una sola economia e di una sola moneta e’ cosa del passato” dice il presidente russo Medvedev alla collega tedesca Merkel. “La credibilita’ degli Sati Uniti come leader dell’economia di mercato, e la credibilita’ di Wall Street…e’ rovinata per sempre” incalza Putin.
Wall Street e la City londinese non sono piu’ in grado di gestire il gioco d’azzardo globale. La voracita’ sconfinata ha messo a nudo il contenuto fittizio delle loro fiches, che d’ora in poi saranno sempre meno appetite. Il capitale finanziario perde status, dovra’ atterrare nella realta’, dove il profitto continuera’ -piu’ che mai- a doversi estrarre dal ciclo della produzione reale di merci e servizi.
In fin dei conti, la gang neoliberista si e’ ingrassata soprattutto con l’acquisizione a prezzi stracciati del lavoro di quattro generazioni di sovietici, e con la liquidazione della proprieta’ pubblica nei Paesi dell’Europa dell’est. Poi si aggiudicarono i settori di economia statale nel resto del mondo, industrializzato e no. Andarono all’arrembaggio di qualsiasi bene pubblico.
Il FMI dirigeva dall’esterno le economie e le politiche degli Stati indebitati, prefabbricando il ciclo infernale dell’indebitamento-svendita delle risorse. La finanza “occidentale” incamerava al costo di spiccioli. Erano i tempi epici in cui ingurgitavano –uno dopo l’altro- i piccoli e grandi dragoni asiatici, le medie economie del Messico, del Brasile, dell’Argentina. Quando non c’e’ stato piu’ niente da privatizzare all’esterno, hanno mosso malamente le armate. Non hanno risparmiato neppure i recinti domestici e hanno creato dal nulla decine di milioni di poveri e di lavoratori marginali e sottopagati, e i nodi sono venuti al pettine.
Oggi il FMI e’ svanito nel nulla cosmico, e si guarda bene dall’ esigere gli “aggiustamenti strutturali” che imponeva spietatamente alle nazioni periferiche, conducendole amorosamente al disastro. Il sordomuto FMI e’ al tramonto, non ha piu’ alcuna credibilita’: e’ rimasto soltanto con 400 miliardi di dollari. Pochi per continuare a fare l’arbitro-giudice-sceriffo del globo terracqueo. I Paesi latinoamericani avrebbero accumulato eccedenze monetarie dell’ordine dei 500 miliardi di dollari. Il Venezuela possiede una ottantina di miliardi, tra riserva monetaria e un fondo speciale di stabilizzazione.

Il rialzo del costo delle materie prime, degli alimenti e degli idrocarburi ha determinato l’accumulazione di eccedenze finanziarie in Iran, Russia, Brasile, Venezuela e Cina. Quest’ultima ha finora venduto a credito nel mercato degli Stati Uniti, al punto che e’ proprietaria di un terzo del suo debito pubblico.
Questi Paesi hanno creato una serie di banche binazionali e fondi di investimenti pubblici che consentiranno di finanziare in modo autonomo importanti progetti strategici, tra i quali gli alimenti. Si minimizza cosi’ la dipendenza dall’esterno: dalle multinazionali, FMI, Wall Street e City londinese.
I crociati liberisti, approdati allo neo-statalismo, sostengono l’impossibilita’ assoluta di sganciarsi dal sistema finanziario “occidentale” dollarizzato. Ribadiscono che sono solo velleita’, perche’ calcolano che i danni del cataclisma –conseguenti all’archiviazione di Bretton Woods- sarebbero piu’ disastrosi per gli apostati, gli eretici e gli scissionisti. Le speranze e i loro calcoli sono riposti sulla deterrenza terroristica di un biblico “effetto Sansone”.
Non ci sarebbe altro mondo possibile oltre quello in cui Sansone detta tutte le condizioni. E’ cosi’? Non sembra. Sansone e i suoi stretti compagni d’armi stanno sacrificando i pezzi migliori dell’argenteria di famiglia, ma i Filistei tirano dritto e puntano ad un nuovo sistema internazionale. Il pallino e’ in mano alla Cina: continuera’ a finanziare il debito degli Stati Uniti? E a cambio di che cosa?
Da tempo l’intercambio russo-cinese si fa attraverso le rispettive monete nazionali, stesso approdo del Brasile e Argentina che hanno abbandonato il dollaro. Il Banco del Sur si alimentera’ con parte delle riserve nazionali attualmente depositate nelle banche “occidentali”, che fruttano uno scarno 1%. Un po’ dappertutto si e’ capito che non e’ saggio pagare poi 6-7% di interessi per poter tornare ad usare i propri denari. Presto potrebbe esistere una banca petrolifera dell’OPEC.
E’ in via di sedimentazione un altro polo finanziario alternativo che minimizzera’ ogni “effetto Sansone”. Per di piu’, e’ in seria dificolta’ il triangolo basato sull’esportazione/delocalizzazione degli impianti in oriente (Cina e India come fabbrica del pianeta), sull’importazione di minerali-idrocarburi-alimenti dall’area non-industrializzata, e sul ruolo di esportatore di “prodotti finanziari”, armi, intrattenimento e circenses degli Stati Uniti. Non e’ piu’ possibile continuare ad essere i piu’ grandi consumatori senza pagare con una moneta credibile. La fabbrica del pianeta e i suoi fornitori troveranno il modo di interscambiare e compensare direttamente le loro transazioni, senza essere tosati integralmente dal polo speculativo finanziario-importatore (USA, UE).
L’inevitabile riduzione della produzione mondiale, mettera’ finalmente in grado la Cina di prestare attenzione alla sua enorme popolazione delle campagne, rimasta esclusa da ogni miglioramento. Potra’ destinarle parte delle diminuite esportazioni, a patto di aumentarne le remunerazioni, e sostenere cosi’ il consumo domestico che ampliera’ opportunamente il mercato interno.
Si dissolve il miraggio geopolitico di un “occidente” inventato quando l’Unione Sovietica usci’ come vincitrice nel 1945, e si acutizeranno le contraddizioni tra Stati Uniti ed Europa: le due sponde dell’Atlantico saranno sempre piu’ in competizione. ” Ci sono troppi interessi contrastanti tra le democrazie sviluppate e quelle in via di sviluppo” dice George Soros, il re della cannibalizzazione finanziaria.
“La leadership degli Stati Uniti ha perso gran parte della sua legitimita’…e la presenza morale si e’ oscurata” scriveva l’anno scorso Z. Brzenziski. “Avranno gli USA una seconda opportunita’? Sicuramente. Pero’ dobbiamo parlar chiaro: saranno necessari anni interi di sforzi intensi e di vera abilita’ per restaurare la credibilita’ politica e la legitimita’ degli Stati Uniti” (2).
L’Europa non puo’ vivere senza materie prime ed energia, pertanto non potra’ piu’ seguire Washington sulla strada dello scontro permamente con la Russia, l’Iran e gli arabi. Gli europei sono in grado di pagare con una moneta credibile le loro importazioni, percio’ potrebbero ampliare coperazione ed esportazioni –che sono qualcosa di piu’ che armamenti e derivati di Hollywood- in questi vasti ed appetibili mercati. “Gli Stati Uniti hanno piu’ bisogno dell’Europa di quanto questa abbia bisogno degli Stati Uniti” sostiene Stephen Hesler (3).
Le elites del vecchio continente usciranno dalla narcosi, apprendendo dai fatti e dal portafoglio. Con le arti marziali della NATO non si arriva ai pozzi e alle miniere degli infedeli, dei “populisti” o di quelli che hanno un format diverso di democrazia rappresentativa. A ben guardare, pero’, ci sarebbe da vigilare affinche’ non si ripeta una frode elettorale allo stile Bush.
Del resto, l’elevata letalita’ -per i civili- dei tecnoguerrieri d’oltreatlantico, e’ incapace di assicurare la domesticazione delle genti e dei territori ostili. Se dopo cinque anni non hanno avuto ragione degli iraqeni, com’e’ pensabile che possano sottomettere in qualche settimana l’Iran? E come faranno a regolare i conti con la Russia coalizzata con la Cina nel Patto di Shangai?
Il prossimo inquilino della Casa Bianca dovra’ ridurre le spese militari e allontanarsi dal 4% del PIL, che e’ insostenibile nei tempi che corrono. Si tratta di 800 miliardi di dollari utili per l’emergenza sociale che e’ alle loro porte.
L’Organizazione Mondiale del Commercio (OMC) e’ ferma sul binario morto di Doha, dove non e’ riuscito il colpaccio di sfondare le ultime barriere che proteggono l’agricoltura del mondo non industriazzato. E’ stata una inutile dimostrazione di arroganza degli Stati Uniti ed Unione Europea, che pur sovvenzionando le loro agricolture, credettero possibile ridurre tutti gli altri alla completa dipendenza alimentare. L’evaporazione del dollaro e l’infelice pensata degli agro-combustibili ha fatto il resto: alimenti sempre piu’ cari e scarsi.
Sara’ piu’ difficile per le mutinazionali disporre a loro totale discrezione delle risorse primarie, senza che queste soddisfino -in modo prioritario- le necessita’ interne delle nazioni in cui operano. Gia’ ora, si stanno adottando limitazioni o tassazioni straordinarie all’esportazione del riso e altri cereali. Le ragioni del “libero mercato” si scontrano con il diritto alla vita. Si va verso l’OPEC del riso, del rame, ecc.
Siamo nel mezzo di una guerra combattuta con le armi delle materie prime, banche, mercati, monete, diplomazia e comunicazione, il cui obiettivo e’ la strutturazione di solide alleanze per spianare il cammino ad una fase meno caotica ed iniqua dell’attuale unipolarismo.
L’asse di potere e’ sgusciato dalle mani “occidentali”, gli Stati Uniti stanno perdendo l’egemonia assoluta, ma l’Europa deve uscire dalla puberta’. L’UE tornera’ alle “due velocita’”, quella dei soci fondatori che sono i maggiori azionisti, e quella degli ultimi arrivati al club, i valvassini che sognano Washington ad occhi aperti. Non puo’ piu’ essere l’Europa-patchwork tessuta dai banchieri e da Bruxelles.
Ci sara’ il ritorno del protagonismo degli Stati nell’economia: stanno comprando debiti e cartaccia finanziaria, non si vede perche’ non possano finanziarsi direttamente con le proprie emissioni di titoli e buoni. Non si tornera’ agli Stati-nazione, ma al consolidamento di vari poli macro-economici che riabiliteranno l’economia mista. Il dogma della concorrenza assoluta che ha liquidato lo Stato-sociale, e per il lavoro ha riattualizzato le condizioni che erano state superate mezzo secolo fa, ha raggiunto il limite massimo d’espansione.
Lo sguardo si dirigera’ altrove, e la coesione sociale fondata sulla solidarieta’ tornera’ ad essere un valore finalmente positivo, raggiungibile con misure che il gergo globalitario bollava con il marchio d’infamia di neo-protezionismo.
E’ stata una vera roulette russa; per il momento –grazie agli Stati- il proiettile non e’ ancora entrato nella tempia dei biscazzieri del gran Casino della globalizzazione. Presto si chiedera’ conto agli Stati di queste somme. I Fukuyama rossi, pero’, si rimbocchino le maniche: il capitalismo non ha nel suo DNA il suicidio, ne’ di consegnare loro chiavi in mano il socialismo.

(1) Oggi le transazioni di azioni e obbligazioni annuali sono pari a 4 volte il Pil mondiale. Quelle dei prodotti derivati sono pari a 12 volte il Pil mondiale. Infine le transazioni sui mercati dei cambi sono pari a 15 volte il Pil mondiale. Somma complessiva delle transazioni di borsa= a 31 volte il Pil mondiale. (Da la controfinanziaria di Sbilanciamoci, il Manifesto del 15 ottobre 2008)

(2) Z. Brzezinski, “Second Chance”, New York, Basic Book, 2007

(3) “Super Stato: la nuova Europa e la sua sfida agli Stati Uniti”, London,Tauris, 2005

Da Crisi, scene da basso impero: l’inutile tentazione dell’effetto Sansone
www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5808
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Catello Monaco

L’analisi economica della confindustria mi sembra gia’ vecchia perche’ forse non tiene abbastanza conto di come gli Stati stiano reagendo. Se gli Stati europei e in particolare l’Italia capiranno, come sembra, il valore strategico della diminuzione delle tasse, della parziale nazionalizzazione delle banche, del risparmio energetico, dello sviluppo delle energie rinnovabili, della regolarizzazione degli immigrati clandestini che gia’ lavorano onestamente, della diminuzione degli sprechi e della lotta alla speculazione, io prevedo per l’Italia un buon aumento del PIL nel 2009.
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Carnevale in Cassazione, Falcone e Borsellino al cimitero
Marco Travaglio (sunto)

Oggi ringraziero’ dei giornalisti… il 1° e’ Milena Gabanelli.
Non soltanto per la splendida puntata di Report di ieri sera, in cui abbiamo visto crollare, alla 2° o 3a domanda, il grande patriota Colaninno che doveva salvare l’Alitalia.
Abbiamo appreso che ancora non c’e’ niente di deciso, che il prezzo che loro offrono per rilevare la parte sana dell’Alitalia e’ tutto da verificare. Ma soprattutto che il famoso impegno a non vendere da parte dei 16 patrioti della cordata CAI e’ una balla.
Quando la Gabanelli ha messo il piano della CAI sotto il naso di Colaninno chiedendogli dove sta scritto l’impegno dei 16 a non vendere, Colaninno si e’ messo a ridere.
Abbiamo anche appreso che la ragione sociale della CAI, fino a questo momento, e’ quella di trattare passamanerie, che non mi pare siano sinonimo di aerei.
Ma la Gabanelli va ringraziata soprattutto, insieme a Giovanna Bursier , per avere scoperto cio’ che nemmeno l’opposizione parlamentare aveva scoperto. Voi direte: “beh, ci vuol poco… l’opposizione praticamente non esiste…”.
Pensate che quando Di Pietro ha votato no alla costituzionalita’ del decreto Alitalia, il Pd non ha trovato di meglio che astenersi.
In questo decreto all’ultimo momento, come al solito, era stato inserito con il parere favorevole del governo l’emendamento salva-manager, salva-Tanzi, salva-Cragnotti, salva-Geronzi… Nessuno si e’ accorto che il governo dava un colpo di spugna su tutti i processi per bancarotta, anche fraudolenta. Per essere penalmente responsabili quelli che hanno mandato in vacca le loro societa’ o che amministravano, bisogna che queste societa’ vengano dichiarate in stato di fallimento. Cosa che di solito non succede mai, soprattutto nei casi piu’ gravi: c’e’ l’insolvenza ma non si arriva al fallimento perche’ ci sono pratiche di amministrazione controllata o concordata per cui, come Parmalat, la societa’ viene ripresa per i capelli e salvata da commissari come Bondi o, come nel caso dell’Alitalia, da commissario Fantozzi.
Quando non c’e’ la dichiarazione di fallimento, diceva la legge, non si puo’ procedere per bancarotta nei confronti degli amministratori che hanno portato al crack. Questo era l’emendamento, clamoroso, che persino esponenti dell’opposizione, che sono i poveretti che voi vedete, avrebbero potuto notare se leggessero le leggi alle quali dovrebbero opporsi. Invece passano le loro giornate a fare non si sa bene che cosa, pagati da noi, e non leggono nemmeno le leggi che dovrebbero controllare.
Per fortuna Giovanna Boursier e Milena Gabanelli hanno denunciato il fatto e la legge e’ stata frettolosamente ritirata.
Pensate: se l’opposizione esistesse avrebbe avuto un’autostrada. I suoi rappresentanti che vanno tutte le sere a infestare i programmi tv avrebbero potuto alzarsi e dire: “signori, noi con questa gente non vogliamo nemmeno piu’ farci vedere nello stesso salotto televisivo, perche’ qualcuno potrebbe scambiarci gli uni con gli altri. Sappiate che questi signori stanno cercando di salvare i responsabili dei crack Cirio, Parmalat, ecc”.
Per non parlare del salvataggio preventivo del crack Alitalia.
La legge salvava tutti. Anche il banchiere Geronzi – che abbiamo visto entrare trionfalmente a Palazzo Chigi per salvare la finanza italiana, coccolato dal governo Berlusconi e Tremonti – imputato sia per la Cirio che per la Parmalat. Oltre a essere gia’ stato condannato per un 3° crack, quello dell’Italcase. Si salvavano tutti.
Pensate che opportunita’ aveva l’opposizione per riguadagnare punti. Invece no: zitti, dormienti.
Ha scoperto tutto una giornalista.
Qualcuno ha ritenuto che fosse un silenzio complice, che questi signori sapessero cosa stava facendo il governo.
Ma sapete com’e’: Geronzi e’ uno che piace al csx perche’ prima ha sistemato i debiti di Fininvest-Mediaset, poi quelli dei DS. Insieme alla famiglia Angelucci, quella proprietaria di cliniche nel Lazio, nell’Abruzzo, nella Puglia, spesso convenzionate con le regioni.
La famiglia Angelucci pubblica 2 giornali: Libero, di Vittorio Feltri, e il Riformista.
Sono giornali che paghiamo anche noi, perche’ oltre che essere pagati dagli Angelucci hanno pure il finanziamento non perche’ siano organi di partito ma perche’ sono organi di finti partiti. La famiglia Angelucci e’ legata mani e piedi al banchiere Geronzi.
Sara’ un caso, ma dopo che l’altra sera ad Annozero abbiamo osato raccontare chi e’ il banchiere Geronzi, immediatamente, il giorno dopo, il Riformista ha sparato contro Annozero. Il riformista di Angelucci in difesa di Geronzi.
C’e’ chi sostiene, dunque, che per questi rapporti trasversali che ha, tutto il Parlamento si sia messo a cuccia quando il governo ha deciso di salvare Geronzi, oltre a quelli di Alitalia, Parmalat e Cirio. Anche perche’ il banchiere Geronzi e’ difeso dall’avvocato di D’Alema, l’ex senatore DS Guido Calvi, che fin che stava in Parlamento aveva lo stesso conflitto di interessi che hanno Ghedini, Pecorella e gli altri che si occupano di giustizia come legislatori e come difensori di imputati eccellenti.
Grazie a Milena Gabanelli, questa manovra e’ stata sventata.
Alla fine l’insipienza o la mascalzonaggine di alcuni esponenti del csx ha fatto si’ che ad avvantaggiarsi della legge pro Tanzi, Geronzi, Cragnotti, pro distruttori di Alitalia fosse Tremonti. Egli ha fatto un figurone perche’ lui, rappresentante del governo che aveva dato l’ok a questa porcata, ha detto: “o la ritirare o mi ritiro io”. Come se si rivolgesse ad altri e non alla sua coalizione e al suo governo.
Pensate in che mani e’ l’opposizione in Italia.
Pensate cosa ne sarebbe stato del processo che sta per concludersi a Milano a carico di Tanzi e delle banche americane che pilotavano la Parmalat per portarla sempre piu’ nel gorgo del fallimento.
Va ringraziata un’altra giornalista: Liana Milella. Questa mattina, su Repubblica, ci racconta della nuova legge ad personam. Ormai la fabbrica delle leggi ad personam e’ quotidiana, sforna ogni giorno un prodotto sempre piu’ mostruoso e deforme.
Cambia la “personam”, nel senso che ogni giorno bisogna salvarne una tra gli amici degli amici, ma la formula e’ sempre la stessa.
C’e’ un problema da risolvere a Tizio, Caio, Sempronio? Si fa una legge e glielo si risolve.
Abbiamo avuto, in 6 mesi, 6 leggi ad personam :
la salva Rete4, contro Di Stefano di Europa7.
Poi la blocca processi contro il processo Mills per salvare Berlusconi. Siccome poi avrebbe bloccato altri 100.000 processi, si e’ passati al lodo Alfano, per rendere improcessabile B.
Il lodo e’ una soluzione concordata. Qui non c’e’ niente di concordato, e’ la “porcata Alfano” e firmiamo ai banchetti dell’Italia dei Valori contro di essa.
4a legge: la legge pro Matteoli. Qui e’ intervenuto l’avvocato Consolo con una norma che stabilisca che i ministri o gli ex ministri sotto processo non possano essere processati senza l’autorizzazione del Parlamento. Domani proteggera’ anche i processi per fatti completamente estranei o addirittura precedenti alla carica ministeriale.
La 5a e’ la legge pro Tanzi, Cragnotti, Geronzi.
La 6a e’ quella che Liana Milella ci rivela questa mattina su Repubblica. Qui, per fortuna, qualcuno dell’opposizione se n’e’ accorto. Soprattutto due rarissimi parlamentari: D’Ambrosio e Casson, ex magistrati entrambi.
L’altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate con aumenti di stipendio, hanno messo un piccolo codicillo che abroga una norma approvata nel 2007 dal governo Prodi. Che vietava ai magistrati inquisiti o sospesi per condanne oltre i 75 anni di essere reintegrati. Qui l’ad personam Corrado Carnevale.
Carnevale era il nemico n° 1 di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, subito dopo la mafia. Era il presidente della prima sezione penale della Cassazione che ha annullato con futili motivi decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia. Assolveva anche i clan processati e condannati a Torino. Con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio. Lo chiamavano “l’ammazza sentenze”. Secondo alcuni testimoni, suoi colleghi in Cassazione e alcuni pentiti di mafia questo signore era d’accordo con la mafia.
Si e’ fatto un processo, Carnevale e’ stato assolto in 1° grado, condannato in appello e poi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza. Senza rinvio vuol dire che non ha disposto un nuovo processo in appello, ha annullato definitivamente stabilendo che le prove utilizzate dalla Corte d’Appello, non erano piu’ utilizzabili. Incitava i suoi colleghi ad annullare le sentenze ma siccome quel che fa la Corte costituzionale e’ segreto non si puo’ rivelare e non forma prova nemmeno se e’ reato, cosi’ ha deciso la Cassazione, anche se ci sono giudici che testimoniano che le pressioni avvenivano fuori dalla camera di consiglio. Dopo la condanna in appello, Carnevale si era dimesso. Ma ha ottenuto una legge per rientrare e nel 2003 il cdx con le teste di cavolo del csx glielo ha permesso.
Il csx quando si tratta di dare una mano nelle porcate non si tira mai indietro.
Ma i fatti restano, per es., indagando su di lui i magistrati di Palermo l’avevano intercettato, subito dopo la morte di Falcone e Borsellino, mentre li chiamava “i Dio’scuri”, come se fossero Castore e Polluce. Li prendeva in giro, da morti. Diceva che erano “due incapaci, con un livello di professionalita’ prossimo allo zero”. Chiamava Falcone “quel cretino”, “faccia da caciocavallo” – cioe’ faccia da culo, e’ un modo di dire siciliano – e aggiungeva: “io i morti li rispetto, ma certi morti no”. Falcone e Borsellino manco da morti, li rispettava.
Aggiungeva: “a me Falcone non e’ mai piaciuto”. Poi insinuava che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo morta anche lei a Capaci, nella corte d’Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in 1° grado. Lo accusava di aggiustare i processi, diceva al telefono, per “fregare qualche mafioso”. Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli. Lui ha confermato.
Questo e’ il soggetto che in base a questa legge e’ tornato in Cassazione.
Ma c’era questa norma, fatta dal csx, che almeno ci metteva al riparto dalla beffa delle beffe. Carnevale e’ piu’ vecchio di tutti proprio perche’ l’hanno reintegrato quando era over quota. Il fatto che sia il piu’ anziano degli altri lo pone in vantaggi in un’eventuale corsa alla presidenza della Cassazione.
Adesso un presidente c’e’, si chiama Carbone, ma va in pensione nel 2010 e Carnevale lascera’ la Cassazione nel 2013, quando avra’ 83 anni.
Dagli 80 agli 83 anni, quando andra’ in pensione Carbone, chi sara’ il candidato unico, il piu’ anziano, che ha piu’ titoli per diventare primo presidente della Cassazione, il magistrato piu’ importante d’Italia, quello che sta al vertice della piramide della magistratura sopra il quale non c’e’ piu’ niente? Sara’ Carnevale.
In base a questa legge di B puo’ diventare il 1° presidente della Corte Suprema di Cassazione. Cosi’ tutti quelli che hanno delle sentenze che stanno per arrivare in Cassazione e che sperano che siano annullate, avranno buone speranze di ottenere il loro bravo annullamento.
Questa e’ la 6a legge ad personam che passa in Parlamento.
Vi preannuncio che ne avremo presto, probabilmente, una 7a.
Devono rinnovare la Corte Costituzionale perche’ c’e’ un membro che si e’ dimesso da un anno e mezzo. E’ un ex avvocato di B, si chiama Vaccarella. Era il civilista di Previti e Berlusconi. Si e’ dimesso un anno e mezzo fa, non l’hanno ancora sostituito ma ora c’e’ un pressing per sostituirlo. Con chi lo sostituiranno? Il candidato favorito e’ il penalista di B, l’avvocato Pecorella, che sta in Parlamento.
L’avvocato Pecorella e’ pero’ imputato a Milano per favoreggiamento nei confronti di Delfo Zorzi, a sua volta imputato a Brescia per la strage di Piazza della Loggia. Pecorella e l’avvocato di un pentito, Martino Siciliano, avrebbero pagato questo pentito per ritrattare le accuse a Zorzi sulle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia. Di qui per entrambi, l’altro si chiama Maniacci, l’accusa di favoreggiamento nei confronti di un imputato di strage. Non era mai capitato nemmeno in Italia che un imputato di favoreggiamento di un presunto stragista venisse promosso a giudice costituzionale. Ma quando lo diventasse, pensate cosa succederebbe: avremmo un giudice costituzionale che ogni tanto va a un processo dove deve rispondere di favoreggiamento nei confronti di un presunto stragista.
A quel punto ricominceranno a dire che non solo per il capo del governo, dello Stato, per i presidenti di Camera e Senato ci vuole quella tranquillita’, che sicuramente uno che ha dei processi non puo’ avere per svolgere il suo mandato, ma anche per i giudici costituzionali bisogna prevedere l’immunita’ almeno durante l’esercizio delle funzioni.
Quindi si tornerebbe indietro, al lodo Schifani che diversamente dal lodo Alfano immunizzava anche il presidente della Corte Costituzionale e perche’ no, a quel punto, tutti i suoi membri, come inizialmente voleva fare Alfano.
Voi vedete come una legge ad personam ne figlia tante altre.
E’ come una smagliatura che se non viene immediatamente rammendata comincia a dilatarsi e diventa una voragine.
A furia di fare una legge ad personam dopo l’altra alla fine le uniche “personas” che non otterranno mai giustizia saremo noi cittadini comuni.
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Berlusconi tenta il colpo grosso: uno dei suoi alla vigilanza della Rai, il suo avvocato piu’ intimo Pecorella al posto vacante da un anno e mezzo alla Corte Costituzionale. Oppure Carnevale, il reo, per cui ha fatto una legge apposita di reintegro. La voracita’ fatta delitto.
Contro di lui Veltroni… Non ci resta che bestemmiare.
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Scopellitti
Giovanni Pecora

In Cassazione c’era un giudice che rappresentava per Falcone e Borsellino un sicuro punto di riferimento come tecnico eccelso del diritto, un magistrato calabrese che ricopriva il ruolo di sostituto procuratore generale presso la Cassazione, l’unico magistrato che riusciva a sostenere in maniera impeccabile la pubblica accusa anche nella famigerata Prima Sezione senza farsi intimidire quando sulla poltrona di presidente del collegio giudicante sedeva Corrado
Carnevale.
Questo magistrato si chiamava Antonino Scopelliti, ed era talmente stimato in Cassazione che era stato chiamato a sostenere la pubblica accusa in quel Maxi-processo istruito nei primi gradi di giudizio da Falcone e Borsellino proprio mentre esplodeva addirittura in sede parlamentare il “caso Carnevale” che avrebbe costretto il suddetto a ritirarsi dal presiedere quel collegio giudicante su cui tanto facevano affidamento i boss della Cupola palermitana (si legga a questo proposito quanto scrivono Lodato e Scarpinato nel libro “Il ritorno del Principe”).
Antonino Scopelliti fu “avvicinato”, come raccontarono diversi pentiti, e per accettare di “ammorbidire” la sua requisitoria gli erano stati offerti ben cinque miliardi di lire. Piu’ che altro doveva chiudere un occhio su un concertato allungamento dei tempi di giudizio, che presto avrebbe portato alla scadenza dei termini di custodia cautelare in carcere per i boss.
La risposta, dignitosa e ferma, di Nino Scopelliti fu che si porto’ persino il lavoro a casa, durante le vacanze nel suo paese natale di Campo Calabro. E Nino Scopelliti, il papa’ di Rosanna, fu ucciso proprio nel suo paesino il 9 agosto 1991. Probabilmente il suo omicidio fu il segnale che la ndrangheta mando’ ai cugini mafiosi palermitani per sancire la nuova alleanza con i corleonesi di Toto’ Riina. E fu quello il segnale dell’inizio del “metodo Riina”.
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I Casalesi prima di Natale uccideranno Saviano e la scorta
di ANGELO CAROTENUTO e CONCHITA SANNINO

Il clan del terrore alza dunque il tiro sullo scrittore-simbolo di Gomorra. Ma lui, sorriso sghembo di sempre, finge normalita’. “Che dovrei fare? Continua tutto come prima. Non ho mica altra strada che resistere, resistere, resistere”.
Poco dopo, a chi lo strattona, risponde ironico: “Una cosa mi hanno insegnato questi due anni passati in solitudine: cucino, elaboro ricette; ehi, sto diventando un cuoco”.
Roberto Saviano oggi ripete: “Non cambia niente, l’importante e’ tenere la testa sollevata”. E’ la stessa cosa che ripete’, il 17 settembre del 2007, in piazza a Casal di Principe, l’ultima sua apparizione in una piazza: “Ragazzi, non fatevi strappare il diritto alla felicita’”. Forse, lo stava dicendo anche a se stesso.

monica c.,
..
Dal carcere, Sandokan, capo dei casalesi, nega e minaccia Saviano per diffamazione.
I giornali di regime pubblicano contenti. Se mai l’omicidio ci sara’ saranno ben lieti di spargere lacrime di coccodrillo
.

RIDIAMARO : – )

Anche la cassazione la facciamo diventare un carnevale.
Da noi il carnevale dura 365 giorni.. altro che Rio

Mark Kaps
..
Alessandro

Ma che vi lamentate….Voi italiani avete perso ogni tradizione del bel paese…
“Per Carnevale ogni scherzo vale”…
e che cazzo
!!
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CARNEVALE in Cassazione, POMICINO in Consiglio dei Ministri, non ci resta che POGGIOLINI alla Sanita’ e il quadro e’ completo.
Vado a letto, vado.
E’ meglio
.

monica c
..
Impudicizie: Berlusconi difende Bush appassionatamente
Viviana

Berlusconi ha definito Bush “un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico ma la spontaneita’ e la sincerita’ di colui che crede in quello che fa”.
Ora, vediamo, Bush e’ stato considerato il peggiore presidente degli Stati uniti dagli stessi americani. Non e’ stato difeso nemmeno dai repubblicani, che lo hanno evitato con cura in tutta la propaganda elettorale, rifiutando la sua presenza come quella del diavolo perche’ li avrebbe portati a una sicura disfatta. I danni che ha combinato questo criminale sono sotto gli occhi di tutti e ci vorranno decenni per correggerli. Le sue guerre di aggressione sono tutte fallite in un mare di morti, torture e menzogne. Ha indebolito tutti i capisaldi legislativi internazionali. Ha ucciso 4000 americani e portato alla pazzia altri 6000, distruggendo due paesi e contaminando due territori solo per il gusto del potere. Ha calpestato i fondamenti democratici del proprio paese e tolto le garanzie di liberta’ ai propri cittadini. Li ha infangati con condotte disumane e atroci all’estero. Ha prodotto il governo dei petrolieri e delle multinazionali che hanno diffuso morte e prevaricazione ovunque. Ha sostenuto un sistema economico che solo quest’anno ha aumentato di 100 milioni i poveri del mondo e ha ridotto al lastrico gli americani con un’onda di danni in tutto il mondo. Ha eliminato le poche leggi che Clinton aveva messo a freno della speculazione finanziaria e ha pensato solo ai ricchi portando infine anche questi a una riduzione di ricchezza mentre i poveri diventavano piu’ poveri e disperati. Ha inquinato il clima globale difendendo lo stile di vita americano contro i diritti di vita del mondo. Ha portato il suo paese a un deficit insostenibile e ne ha macchiato l’immagine agli occhi di tutti. Il nome dell’America e il neoliberismo muoiono con lui con ignominia e spudoratezza in una crisi che rovinera’ le economie di tutti i paesi del pianeta ..
…e questo imbecille di Berlusconi si lancia in una lode appassionata del grande distruttore.
E’ difficile avere una faccia di m…a cosi’ grande e questa difesa di Berlusconi prova solo una cosa: tra delinquenti ci si intende, sempre, comunque e anche sul bordo della forca.
3 despoti: Berlusconi, Bush e Putin. Tre complici.
Possano finire tutti e tre tra le fiamme dell’inferno con tutti i loro sostenitori!
..
I due ladroni si incensano
http://www.unita.it/view.asp?idContent=79902

La cerimonia ufficiale e’ un lungo susseguirsi di ammiccamenti. Tra i due statisti c’e’ un forte legame e si vede. Berlusconi ricambia con parole dolci: «Sono sicuro che la storia dira’ che George W. Bush e’ stato un grande, davvero grande presidente degli Stati Uniti d’America», dice. Il discorso ufficiale e’ un inno alla collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico. Il premier ringrazia gli Stati Uniti per aver «salvato» l’Italia e «l’Europa da fascismo, nazismo e comunismo. Ci hanno aiutato a uscire dalla poverta’ grazie al piano Marshall», aggiunge. E solo continuando a lavorare insieme, prosegue Berlusconi sara’ possibile superare le due emergenze che pesano sul mondo: il terrorismo e il terremoto finanziario. L’Italia sara’ con gli Usa su entrambi i fronti. «Continueremo a restare al vostro fianco finche’ i nemici della liberta’, che non hanno alla base delle loro decisioni l’amore, non saranno completamente sconfitti», promette il capo del Governo……….
d’altronde, se non se li fanno tra di loro i complimenti chi dovrebbe farlo?
..
A chi verrebbe in mente di definire Berlusconi uno statista? Soltanto al piu’ stupido presidente che gli Stati uniti abbiano mai eletto…
Danilo De Rossi
….
Alessio

Lo avete visto Berlusconi in versione Supertelegattone, alla fine dell’inno di Mameli?
E’decollato col pugnetto alla superman: “yeah!”.
Quest’uomo e’ malato ha bisogno di cure, ma come cazzo e’ possibile che fa il Presidente del Consiglio. Sembra Alberto Sordi nel film “Troppo Forte” quando credeva di essere un avvocato e invece era un pazzo delirante con diverse identita’.
..
La frase storica:

Ma non si possono fare prosciutti di questi maiali?
M. KAPS
..
Oggi durante la conferenza stampa Bush lo guardava pensando ” Dicono che io sia un coglione, ma questo mi batte alla grande, hi hi hi “.
Carlo Carli
….
Non chiederti cio’ che il Paese puo’ fare per te,
ma cio’ che Tu puoi fare per Silvio”.
Scusa John, ma da noi e’ cosi’.
Wil
….
OGGI AL TG1 HO SENTITO BERLUSCONI CHE VENIVA TRADOTTO IN AMERICANO PER LA TV AMERICANA E IN ITALIANO PER NOI…MA IN CHE LINGUA PARLAVA?
pasquale.s
..
Pare che Bin Laden sia interessato ad Alitalia. Vorrebbe piazzarci i suoi piloti.
vito_ farina_
..
In Italia vige il detto che la madre dei cretini e’ sempre incinta, ora finalmente ha una compagnia, anche la madre delle leggi “ad personam” e’ sempre incinta, con cadenza addirittura mensile, complimenti!! Speriamo almeno che ogni tanto arrivi un aborto spontaneo, perche’ per quello terapeutico con questo Pd che controlla la maggioranza, davvero non ci sono speranze.
Marco Ghetti
……
Giovanni Piuma
Oggi grande recupero in borsa:
dopo una simile trasfusione di sangue anche Dracula mostrerebbe cenni
di ripresa.
Ma che bisogno c’e’ di tenere in vita Dracula
?
..
OT Non mi piacciono le armi, le aborro, ma a certe persone a volte, me incluso, metterei il silenziatore.
Mario L
..
La crisi
di Raniero La Valle

Nel dicembre scorso, dopo una inondazione che aveva devastato lo Stato messicano del Tabasco, colpendo un milione di persone e travolgendo 80.000 abitazioni, il comandante zapatista Marcos disse una verita’ su quanto era successo. In un discorso tenuto a San Cristobal de Las Casas, nel Chiapas, Marcos spiego’ che la catastrofe non era affatto avvenuta per cause naturali, come sosteneva il presidente Calderon che ne attribuiva la responsabilita’ al cambiamento climatico inteso come “una tragedia quasi divina”, ma era il frutto di precise politiche pubbliche dettate dall’imperativo economico di “convertire tutto in merce e questa in profitto”.
Se questo si puo’ dire credibilmente a proposito di inondazioni e altre “catastrofi naturali”, tanto piu’ si puo’ dire a proposito del collasso dell’intero edificio economico e creditizio costruito dalle nostre classi dirigenti negli ultimi decenni. Sono state loro a buttare a mare Bretton Woods e tutti gli strumenti di salvaguardia apprestati nel dopoguerra, per imporre la “deregulation”, l’ultima ideologia novecentesca che ha scacciato e soppiantato le precedenti ideologie politiche; sono loro che hanno abbandonato a se stessa l’economia reale – con cui la gente mangia e vive – per celebrare i fasti dell’economia monetaria, per la quale tre persone da sole possono godere del reddito di tutta l’Africa; sono state loro, alla testa del Fondo Monetario Internazionale, che hanno imposto ai Paesi poveri i “piani di aggiustamento strutturale”, una sorta di ascesi economica a compenso degli stravizi dei Paesi ricchi; sono state loro che hanno distrutto il diritto e la politica, per mettere tutto nelle mani invisibili del Mercato, mani che afferrano ma non edificano; sono loro che hanno costretto il mondo intero – amici e nemici – ad accollarsi l’enorme debito degli Stati Uniti e a finanziarne perfino le guerre; sono loro che hanno stabilito parametri, governato e sostituito monete, evangelizzato la competizione; hanno privatizzato, liberalizzato, detassato, decurtato i redditi da lavoro, diffamato fisco e intervento pubblico e infine trasformato ogni cosa in azienda – scuole, ospedali e aeroporti – per portarne poi i libri in tribunale. E sono loro che, per non farsi invidiare le loro ricchezze, hanno rivolto alle masse una parola d’ordine che era un insulto: “arricchitevi tutti”; una parola nata all’inizio come rivoluzionaria, e diventata poi l’alibi del mercato selvaggio.
E’ come conclusione di tutto cio’ che, come dice ora lo stesso Fondo Monetario Internazionale, l’intero sistema mondiale e’ “sull’orlo del collasso”, ed e’ stato fermato proprio sul baratro con i nostri soldi, con i soldi che non c’erano per i maestri, ma che senza limiti sono stati dati alle banche; e intanto il Presidente della Banca Mondiale annuncia che quest’anno ci saranno cento milioni di nuovi poveri. Il Dio Mammona ci ha tradito.
Questo significa che l’intera “governance” del mondo, a partire almeno dalla rimozione del muro di Berlino dell’89, ha fallito, trascinando nella crisi l’intera ideologia dell’Occidente, che la grande pensata di risolvere tutto di nuovo con la guerra era un delitto; e che tutta la sicurezza ostentata dal potere galleggiava su una bolla. Ma se a portarne la responsabilita’ sono le classi dirigenti, politiche ed economiche, queste classi dirigenti vanno cambiate.
E sicuramente il vero compito che la crisi ci pone davanti, e’ di preparare nuove leve di uomini e donne capaci di ripristinare la politica come arte del vivere insieme, il diritto come essere per gli altri, la giustizia come dare a ciascuno cio’ che non e’ gia’ suo, se si tratta del pane, del lavoro, della vita, l’economia come scienza della comunione e della giusta attribuzione dei beni, per tenere in ordine la casa e la terra. Queste nuove classi dirigenti dovranno essere informate dei fatti e dotate di tutte le competenze e la sapienza necessarie; esse dovranno essere preparate non nei consigli di amministrazione e nelle accademie, ma nel cuore vivo della societa’, nell’esercizio della vita quotidiana e comune, nel lavoro, nelle comunita’ e nelle chiese, e nella scuola di tutti, con dentro gli stranieri e i disabili, i borghesi e i proletari, i capaci e gli immeritevoli. Non la scuola della Gelmini.
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Casa bianca vola
Doriana Goracci

Stiamo in una botte di ferro: allegri Italiani! In uno Studio Ovale, denso come solo un uovo puo’ esserlo, di “sostanza”, in una Casa Bianca che piu’ bianca non si puo’ per quante candeggine ha visto, nel Grande Paese, si sono incontrati i Due, in un secondo lunedi’ di ottobre, 13, che ad alcuni porta bene: amici “impegnati insieme per trovare soluzioni” alla crisi economica globale. In un giardino di rose, senza spine s’intende, l’Uno, modestamente piu’ basso e consapevole che l’Altro, e’ l’Americano, per antonomasia e per elezione, lo chiama “gli americani”, che hanno “salvato il mio paese e l’Europa da fascismo, nazismo e comunismo… Ci hanno aiutato a uscire dalla poverta’ grazie al piano Marshall”. L’ amicizia personale, trasmuta in amicizia di popoli. L’Altro ha buona faccia e gioco, per rispondere alla spalla, di cui apprezza la disponibilita’, che e’ certo che fara’ di tutto per “modificare le restrizioni sui luoghi in cui possono operare le forze italiane in Afghanistan”.
“Che le banche possano continuare a svolgere il loro mestiere”: parole italiane, pensieri americani.
E vola la borsa globale, all’insu’: vola colomba bianca vola, nel blu’ dipinto di blu’.
In Italia, anzi Alitalia, 7.614 lavoratori, rimangono a terra: in cassa integrazione, che si impiccassero con le cordate, mica paghiamo noi…
Qualcosa non torna, oltre i conti? Ma le date tornano tutte: il Columbus Day finisce, quando comincia il giorno del Ringraziamento e L’Empire State Building di New York City , accende le luci e s’illumina d’immenso, come fosse il tricolore italiano.
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Infettato dal virus della “finanza creativa” made in Usa, il mondo vive nella paura di essere alla vigilia di una nuova Grande Depressione. I nostri risparmi sono contaminati dai titoli tossici, le armi di distruzione di massa elaborate da Goldman Sachs e Morgan Stanley, Merrill Lynch e Bear Stearns. I capi di quelle banche, licenziati con disonore, si godono liquidazioni che noi non potremmo maturare lavorando onestamente per cinquemila anni.

Questa e’ l’America che e’ impossibile non odiare. E’ la nazione dove ogni cittadino consuma piu’ risorse naturali di cinque cinesi o dieci indiani messi assieme. E’ la presunta civilta’ superiore che ha imposto al mondo intero il suo modello economico, con il titolo di Max Weber come etichetta: L’etica protestante e lo spirito del capitalismo. Salvo scoprire che l’etica protestante non vale per l’establishment di Wall Street, la razza predatrice al di sopra di tutte le regole.
Ma fra meno di un mese questa odiosa nazione potrebbe mandare alla Casa Bianca il nipote di un capraio africano, la cui nonna paterna vive in un villaggio del Kenya e il fratellastro in una baraccopoli di Nairobi. In mezzo alla tempesta, nell’ora piu’ buia, mentre le classi dirigenti del mondo intero brancolano alla ricerca di una soluzione alla grande crisi, gli Stati Uniti possono avere lo scatto decisivo, il coraggio di uno strappo inaudito: generazionale, culturale, etnico. Allora scopriremo di nuovo che l’America ci e’ essenziale; e che l’America non si puo’ non amare.
E’ questa continua tensione fra l’amore e l’odio, il rispetto e il disprezzo, l’attrazione e la repulsione, che anima il nuovo saggio di Vittorio Zucconi, L’aquila e il pollo fritto, in questi giorni in libreria (Mondadori, pagg. 300, euro 18,50). Non e’ un pamphlet politico, ne’ un’opera a tesi: quelle Zucconi le lascia volentieri agli “esperti”, una categoria che tiene a distanza di sicurezza dopo aver vissuto i disastri progettati dai cervelloni neoconservatori come Wolfowitz (Iraq) o neoliberisti come Greenspan (l’iperbolla speculativa). Il suo e’ un grande viaggio d’avventura, l’esplorazione di tutte le pieghe piu’ nascoste dell’America, una proiezione di paesaggi fantastici, una galleria di ritratti animata da personaggi orridi o commoventi, teneri o inquietanti.
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Un libro: l’aquila e il pollo fritto
Zucconi

E’ una magnifica lettura che sfugge agli stereotipi e alle semplificazioni. Zucconi conosce troppo bene questo paese per cascare nella trappola delle “due Americhe”: da una parte il paradiso della tolleranza che consente i matrimoni gay, investe nell’energia solare, sforna premi Nobel; dall’altra un asfissiante universo bigotto e razzista, violento e imperialista. Lo sguardo ironico di Zucconi e’ pronto a svelare incongruenze e imposture della cara America liberal, e a trovare umanita’ e valori in territorio nemico, la’ dove le invettive di McCain e Sarah Palin scaldano i cuori e mandano in delirio le folle.
“E’ facilissimo odiare l’America. La tentazione e’ costante, quotidiana, per chi la guarda da lontano e le attribuisce ogni male, dall’abbattimento degli alberi in Amazzonia alla diffusione dell’Aids, arrivando persino a sospettare che siano loro stessi, gli americani, ad autoaggredirsi l’11 settembre 2001”. E’ diventato un alibi permanente per noi europei, classi dirigenti e cittadini: ogni nostra perversione e’ naturalmente il frutto di un’americanizzazione. Ogni nostro errore si spiega con l’adozione acritica del loro modello, ribattezzato anche “pensiero unico”.
Perfino i nostri banchieri, poverini, invocano l’attenuante del plagio: hanno polverizzato i nostri risparmi, ma in fondo erano vittime anche loro, costretti a seguire l’esempio di Wall Street, a imitare i Padroni dell’Universo.
L’aquila e il pollo fritto non fa sconti all’America. Mette a nudo senza pieta’ tutte le vergogne di una democrazia dimezzata. Le affluenze alle urne scandalosamente basse, i tassi di rielezione “sovietici” dei parlamentari uscenti. Le campagne elettorali stravolte dall’influenza delle lobby e dal potere del denaro. I brogli a non finire. L’ipocrisia dilagante, presuntuosa, insopportabile: “L’America con la quale bisticcio ogni giorno e’ la cantante che prima di ogni partita di football, di basket, di baseball gorgheggia l’inno alla “terra dei liberi”, mentre tiene un abitante su cento in galera, come neanche a Cuba e in Iran.
E’ la scialacquatrice indebitata fino ai capelli che si fa prestare dai cosiddetti comunisti cinesi mille miliardi di dollari per fumarseli nel polverone iracheno, eppure non vuole spendere 35 miliardi in piu’ per ampliare la copertura sanitaria da 6 a 10 milioni di bambini in casa propria: sarebbe, Dio non voglia, una zaffata di sanita’ socializzata”. E’ il paese provinciale, autoreferenziale, dove appena il 16% degli abitanti ha il passaporto, e la geografia s’impara solo per invadere nazioni lontane.
Questo spiega perche’ l’America – un tempo leader mondiale nell’efficienza, nella produttivita’, nella qualita’ del servizio al consumatore – sia precipitata in basso a tutte le classifiche, con infrastrutture pubbliche e private che cascano a pezzi, oligopoli inefficienti, arretratezze tecnologiche che affliggono i telefonini e il trasporto aereo, le ferrovie e l’energia. E’ un paese che ha poca curiosita’ verso il resto del mondo. Raramente s’interroga su cosa debba imparare dagli altri.
Eppure e’ questa nazione che continua ad essere la fabbrica mondiale dei sogni, uno straordinario laboratorio di idee, la fucina di “informazioni e opinioni che danno il tempo al discorso internazionale”. La Cina monopolizza i mestieri manifatturieri, ma nell’economia immateriale fondata sulla capacita’ d’innovazione la leadership e’ ancora degli Stati Uniti. Una spiegazione della loro forza – Zucconi lo dimostra in modo convincente – e’ nella capacita’ di rinnovamento delle classi dirigenti; e’ la stessa flessibilita’ che consente di metabolizzare le spinte antipolitiche che esistono in ogni democrazia. Un’altra risorsa ancora ineguagliata nel resto del mondo e’ l’insalatiera multietnica: proprio quella che ha sedotto Zucconi e ne ha fatto un cittadino bi-nazionale, con “una vita sospesa tra la mia Italia e la mia America, come un lenzuolo steso ad asciugare in un basso napoletano fra due facciate, che non puo’ staccarsi ne’ dall’una ne’ dall’altra, senza afflosciarsi e cadere”.
Il libro inocula dosi inebrianti dell’America-droga, quella che ti cattura per sempre una volta che ti entra sotto la pelle. E’ il Giardino dell’Eden per chi fa la professione del reporter, perche’ “un giornalista in America e’ come un bambino lasciato solo in un negozio di giocattoli: non bastano mai le mani, per afferrarli tutti”. Quest’America e’ anche un gigante inquieto, su cui incombe la fine della breve e’ra unipolare, l’inizio di un secolo segnato dall’ascesa di nuovi rivali. E’ riflettendo sugli scenari del futuro che i terribili difetti dell’America appaiono, di colpo, relativi.
A che cosa assomigliera’ un mondo dove la leadership americana sara’ sfidata, sfiancata, forse superata, da un’egemonia della Cina? Di fronte all’idea che il nostro futuro possa essere segnato da dieci, cento, mille drammi tibetani, Zucconi sente un brivido di angoscia, e arriva a sopportare perfino i due americani obesi, inevitabili compagni di viaggio che lo soffocano nel seggiolino di mezzo dell’aereo, sgranocchiando per ore porcherie indescrivibili.
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http://www.masadaweb.org

2 commenti »

  1. “L’ipotesi più solida è che alla fine il contribuente pagherà “. Questa la risposta del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla domanda posta in Senato su chi con maggior probabilità pagherà l’aumento del debito Usa per dar vita al fondo di 700 miliardi di dollari per garantire il funzionamento del sistema finanziario.
    “Se si guarda alla storia dei salvataggi – spiega – spesso lo Stato ha fatto buoni affari: prima ricapitalizza poi rivende le azioni a prezzi più alti.

    Alla fine quindi è possibile che il Governo Usa faccia un buon affare ma è difficile sapere cosa succederà alla fine. L’ipotesi più solida è che pagherà il contribuente”.

    Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi vede “segnali negativi” per il Pil italiano dopo la contrazione del secondo trimestre e sollecita un intervento sui derivati. “E’ urgente intervenire […] la trasparenza richiede una drastica semplificazione e standardizzazione dei contratti […] deve essere contenuto con appropriate regole il grado di leva finanziaria”, ha detto Draghi in un’audizione in Parlamento.

    Mio commento:

    Se uno come DRAGHI ha affermato questo perchè la situazione è gravissima, qualsiasi uomo per non cadere si butta sempre avanti quando conosce il percorso degli eventi.
    La situazione è in una fase che se esplode i governi non saranno in grado di tamponare l’emoraggia…..Anche oggi hanno parlato di UFO….qualcosa si verificherà per sbandare la massa popolare esasperata. Draghi ha usato parole forti…..le sue parole hanno un preciso significato…..e come se: uomo avvisato…..oppure io ho avvisato il popolo, ho fatto la mia parte…..
    Confermo che si prepara il default del sistema bancario!!!

    BERNANKE IN AIUTO DEI MUTUATARI IN DIFFICOLTA’

    Il secondo pacchetto di stimoli fiscali fortemente voluto dal presidente della Fed dovra’ essere ben mirato, con lo scopo di arrestare il forte calo dei prezzi immobiliari ed i conseguenti pignoramenti. Data la situazione di emergenza…

    ***Nel frattempo, emerge l’intenzione del Tesoro Usa di utilizzare anche la seconda metà della prima tranche di 250Mld$ del piano Paulson per ricapitalizzare le banche Usa. Il Wsj evidenzia l’emergere di contrasti sull’ipotesi che parte di tali fondi venga utilizzata dalle banche Usa per effettuare acquisizioni, piuttosto che per riattivare il circuito virtuoso del credito. Su quest’ultimo punto lo stesso Bernanke ha confermato la gravità della situazione in essere, dichiarando che i consumatori non sono più in grado di ottenere prestiti e che la Fed non può obbligare le banche a prestare fondi.***

    Che bello!!! Nazionalizziamo tutto con i soldi del popolo, però usiamo gli stessi soldi per fare i nostri affari….

    MA…….INTANTO I FARAONI Ramesse II, Akhenaton e Tutankhamon DALL’ALTO DELLA PIRAMIDE VEDONO LA PLEBE CHE TRASPORTA LE “GABELLE”, PARTE DELLA PIRAMIDE CROLLO’ PERCHE’ GLI INTELLETTUALI USARONO UNA LEVA SBAGLIATA, PURTROPPO LA PLEBE DEVE SOSTENERE UN LAVORO PESANTE PER RIPOSARE LE PIETRE DELLE PIRAMIDI AL POSTO GIUSTO. ED I FARAONI Ramesse II, Akhenaton e Tutankhamon OSSERVANO IL LAVORO DEI BRAVI CONTRIBUENTI.

    Ramesse II, Akhenaton e Tutankhamon sono fieri di avere costruito le piramidi!!!!!!!

    Commento di idea3online — ottobre 21, 2008 @ 9:47 pm | Rispondi

  2. Non sono esperto, ma in questo momento una persona o un investitore o altro che sia deve solo capire che deve uscire dal mare in tempesta, per stare in questo mare solo gli esperti quelli che conoscono bene i venti riescono a resistere, tutti quelli che non hanno esperienza devono fare uscire la barca dal mare, andare in spiaggia, cioè proteggete i risparmi in c/c o titoli.

    In questi momenti o vi va bene o perdete tutto.

    Avete visto che gioco sporco, abbiamo sterminato gli indiani d’America, stiamo sterminando economie emergenti, popoli inermi, popoli che soffrono davvero. Una economia come la nostra personifica il male, distrugge i miseri e gli indifesi.

    L’Ungheria……stiamo invadendo il mondo con l’illusione, se questo è il prezzo che dobbiamo pagare per il male creato ed esportato è giusto che sia così.

    Non date soddisfazione ai lupi, se avete finanziarie per avere acquistato beni secondari, iniziate ad alleggerire la barca, usate i risparmi che avete per restituire i prestiti, iniziate ad anticipare la crisi, quando una nave è presa da una tempesta deve alleggerire il carico. Iniziate a fare un programma serio……e sono sicuro che i lupi avranno più difficoltà a mangiarci. Solo dei lupi potevano fare tanto male ai fessi…quello che noi siamo…siamo parte di un popolo indifeso….ma difendetevi con la sapienza….fate un programma anticrisi usate i risparmi per chiudere i prestiti inutili o carte di credito.

    NEWS:

    RUSSIA: S&P PRONTA A RIDURRE IL RATING

    La decisione di rivedere in maniera peggiorativa l’outlook sulla Russia, spiega l’analista di S&P Frank Gill, “riflette la probabilità di un declassamento se continueranno a salire i costi per il governo russo legati alle operazioni di salvataggio delle banche”.

    Riflettere su questa frase: “riflette la probabilità di un declassamento se continueranno a salire i costi per il governo russo legati alle operazioni di salvataggio delle banche”.

    E gli Stati Uniti e L’Europa dovevano essere fallite per tutti i miliardi immessi nel mercato!!!

    Ma a che gioco stanno giocando? Alla dama? A poker? Alla guerra?

    Il Fondo monetario internazionale sta negoziando pacchetti di prestiti con diversi paesi e dispone di considerevoli risorse a disposizione di questi finanziamenti. Lo scrive la Bloomberg, citando un portavoce dell’istituzione di Washington. Dabid Robinson, responsabile del Fmi per l’emisfero ovest, ha detto che il Fondo ha “un sacco di liquidità” disponibile per un nuovo schema di prestiti.

    Riflettete:

    Leggo in queste parole non la voglia di salvare un sistema ma quello di imperare nel mondo, se hanno un grosso guaio a casa loro, una nazione come gli Stati Uniti in grandi difficoltà come possono dire: il Fondo ha “un sacco di liquidità” disponibile per un nuovo schema di prestiti.

    Amici queste parole fanno più paura della crisi subprime!!!!!!!

    Commento di idea3online — ottobre 23, 2008 @ 10:23 pm | Rispondi


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