Nuovo Masada

maggio 30, 2008

MASADA n. 711. 30-5-2008. Centrali nucleari

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:49 pm

Video sulle nascite deformi dopo Chernobyl
it.youtube.com/watch?v=rvAJ_u3Q0Hw

Einstein
Non so’ come sara’ combattuta la terza guerra mondiale, ma la quarta sara’ combattuta con le clave“.
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Quasimodo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
– t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
– Andiamo ai campi. – E quell’eco fredda, tenace,
e’ giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.


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“Mi sto immaginando lo smaltimento dei residui nucleari in un paese che non sa smaltire la sua spazzatura”
Sandra
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Mario Amabile

“Noi incapaci di risolvere problemi meno pericolosi come la gestione dei rifiuti, noi che non abbiamo saputo amministrare una compagnia aerea, che non siamo capaci di controllare l’immigrazione, che non sappiamo far funzionare la giustizia, che non sappiamo far rispettare le regole del mercato, che sottostiamo ai poteri dei grandi gruppi economici, che un giorno si e un altro pure abbiamo scandali sanitari, infiltrazioni mafiose, logge massoniche, tangentopoli, calciopoli, vallettopoli…
…noi vorremmo gestire CENTRALI NUCLEARI e SCORIE RADIATTIVE?
…magari affidarle ad aziende, le solite note, che hanno gia’ dimostrato di saper fare utili, gestendo cantieri con subappalti, clientele, tangenti, affiliazioni mafiose e soprattutto FREGANDO soldi alle casse pubbliche…
..
Catello Rocco

CHE STRANO PAESE IL NOSTRO, IL FOTOVOLTAICO NON DECOLLA, IL TERMODINAMICO NON SI FA, IL GEOTERMICO NON SI SFRUTTA: DOBBIAMO COSTRUIRE LE CENTRALI NUCLEARI.
LO STESSO DICASI PER LA MONNEZZA, LA RACCOLTA DIFFERENZIATA NON SI FA, I COMUNI INADEMPIENTI, COMPRESO QUELLO DI NAPOLI, NON SI COMMISSARIANO, NON SI STANDARDIZZANO NE’ SI RENDONO RIUTILIZZABILI I CONTENITORI, SI PENSA SOLO A BRUCIARE O A INTERRARE I RIFIUTI. NON SI FA RICERCA PER CERCARE SOLUZIONI INNOVATIVE.
LO STESSO DICASI PER IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA: LA SALERNO REGGIO E’ UNA FABBRICA DI SAN PIETRO, LA SICILIA E’ TUTTA UNA MULATTIERA MA IL PONTE SA’ DA FARE.
QUESTA VOGLIA DI GIGANTISMO IN UN PAESE CON LE TOPPE AL CULO COME IL NOSTRO E’ INCOMPRENSIBILE IN UNA NORMALE LOGICA, DIVENTA PERFETTAMENTE CHIARO SE SI PENSA AGLI INVESTIMENTI GIGANTESCHI CHE QUESTE OPERE COMPORTANO CON RELATIVA POSSIBILITA’ DI ARRICCHIMENTO PER I SOLITI NOTI.
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Comune denuclearizzato
Viviana Vivarelli

Dizionario della lingua italiana Sabatino Coletti: “Comune che non ospita esperimenti nucleari o basi militari dotate di armi nucleari”.
Il Garzanti: “Comune liberato da armi nucleari”.
Il Dizionario ragionato G.D’Anna “Comune in cui sono vietate armi nucleari”
Lo stesso per gli altri.
Wikipedia e’ chiarissima.
it.wikipedia.org/wiki/Denuclearizzazione

Robassomero (Torino) fu il 1° a fare questa scelta nell’81
I comuni antinucleare aderirono all’appello di Manchester. Nishida Masaru, coordinatore nazionale della Rete per i Comuni denuclearizzati, disse che alla fine del 2001 il Giappone ne contava gia’ 2.567, il 78%.
In Italia sono molte centinaia e sono antinucleare intere regioni come Val d’Aosta, Piemonte, Toscana, Umbria, Calabria…
Mentre Scaiola in modo ipocrita offre il contentino di una riduzione delle bollette, Berlusconi ha fatto capire che i Comuni che intenderanno restare antinucleare saranno considerati “Comuni terroristi” da sciogliere come nel caso di infiltrazione mafiosa e contro di essi si chiedera’ l’intervento dell’esercito.
Gia’ questo indica senza equivoci qual’e’ la posta in gioco e con quale grado di totalitarismo si intende procedere.
Il problema loro è l’avidità di lucro. Il problema nostro non e’ favorire gli interessi di qualche holding ma permettere che un futuro esista ancora senza contaminazioni mortali. Il ritorno al nucleare e’ un grave passo all’indietro di chi ci governa.
Oggi serve una politica internazionale per l’uscita definitiva dal nucleare sia civile che militare. Gli incidenti sono quasi certi, lo abbiamo visto a New York o in Giappone, paesi ad alta tecnologia, e abbiamo visto l’uso dell’uranio impoverito nella guerra del Kosovo e in Iraq che hanno contaminato un intero Stato come e’ avvenuto in Kossovo.
Da quando il nucleare esiste, gli incidenti gravissimi sono stati 2.000, un po’ troppi per parlare di nucleare sicuro!
Il mondo non vuole piu’ PIl ma piu’ vita!

Denuclearizzazione wikipedia
it.wikipedia.org/wiki/Denuclearizzazione
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Alessandro B

L’unico modo per cambiare questa societa’ e’ con un evoluzione globale dell’uomo…ogni persona deve comprendersi, amarsi, rispettarsi…solo cosi rispettera’ e amera’ il prossimo. Non e’ un percorso facile ma neanche impossibile. Lo scopo e’ raggiungere una massa critica che servira’ a risvegliare l’intera umanita’. Ci sono persone che stanno lavorando duramente per questo.
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Diego S

Ma se invece di finanziare ricerche, studi, costruzione di centrali nucleari, utilizzassero quei soldi per finanziare veramente, anche in parte, la costruzione di piccoli impianti fotovoltaici ad ogni proprietario di abitazione? Non so se la spesa complessiva sia minore, ma energeticamente mi pare che sia piu’ conveniente, a livello ambientale l’impatto sarebbe minore, e la bolletta sarebbe realmente meno cara.
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L’uranio è in esaurimento
Viviana Vivarelli

L’uranio e’ una risorsa naturale in via di esaurimento, esattamente se non peggio del petrolio I maggiori produttori sono Australia e Canada’.
Per il centro di ricerca australiano Abare e per l’Agenzia internazionale dell’energia (che e’ pure favorevole all’uso dell’energia nucleare), la domanda mondiale di uranio potra’ essere soddisfatta solo fino al 2030. Che succedera’ nel frattempo?
In pochi anni il costo dell’uranio e’ gia’ cresciuto di 10 volte. Se la sua domanda aumentasse, crescerebbe rapidamente di altre 10-20-30 volte, e consideriamo che le speculazioni della Borsa gonfierebbero il suo costo a dimisura (lo vediamo nell’irrefrenabile aumento del costo del petrolio dovuto soprattutto alle speculazioni azionarie), cio’ porterebbe l’energia nucleare a schizzare a costi altissimi, anche escludendo il computo delle scorie.
A quel punto il nucleare costerebbe enormemente di piu’ dell’eolico o del geotermico e molto di piu’ di qualunque pannello fotovoltaico anche non sostenuto da contributi statali. Insomma sarebbe un pessimo affare ancor prima che le famose centrali di Berlusconi fossero costruite.
Siamo nel 2008, 10 anni non basteranno a farle (vd il termovalorizzatore di Acerra che aspetta da 8 anni), arriviamo al 2018. Ci restano 12 anni di uso e gia’ a costi smisurati
Se veramente si decidesse in futuro di espandere la produzione di energia nucleare, l’aumento del prezzo dell’uranio potrebbe mandare in poco tempo l’energia nucleare fuori mercato.
Insomma, l’affare e’ pessimo da qualunque punto lo si guardi, e mostra chiaramente che, piu’ che alla soluzione del problema, questo Governo sia puntando a mettersi in tasca ingenti quantita’ di denaro pubblico per sconce spartizioni.
Questa cosa e’ uno schifo comunque la si guardi!
Non si puo’ essere tanto testardi da negare l’evidenza e tanto corrotti da accettare qualunque male pur di arricchirsi. C’e’ qualcosa di molto iniquo in questa faccenda, ma se la porteremo avanti ce ne verra’ solo male.
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Storia del nucleare
Viviana Vivarelli
Da wikipedia

Tanto per cominciare la fissione nucleare nasce con un italiano: Fermi.
Tanto per cominciare l’America si approfitta subito della scoperta per fini militari. Il suo sogno e’ costruire un’arma cosi’ potente da darle il controllo del mondo, il che la dice lunga sul suo concetto dei democrazia e di autodeterminazione dei popoli.
Un reattore produce per la prima volta elettricita’ nel 1951. Eisenhower la esalto’ come un’energia a basso costo. Nel 54 si ebbe il 1° impianto per generare energia, l’anno dopo nacque l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA). La marina americana uso’ energia nucleare per la propulsione dei sottomarini seguita dalla Marina sovietica che tenne sempre segreti i suoi incidenti.
La potenza delle centrali nucleari aumento’ velocemente, passando da meno di 1 GW nel 1960 a 100 GW (anni ’70)e 300 GW (anni ’80), per raggiungere poi i 366 GW nel 2005, con la maggiore espansione avuta in Cina. Tra il 70 e il 90 si costruirono centrali per piu’ di 50 GW di potenza, con un picco a oltre 150 GW tra il tardo 1970 e i primi anni ’80; nel 2005 sono stati pianificati circa 25 GW di nuova potenza.
Piu’ dei 2/3 di tutti gli impianti nucleari programmati dopo il gennaio 1970 furono alla fine cancellati.
Infine si vide che gli impianti costavano troppo e si preferirono i combustibili fossili.
Dal 73 entrano nel nucleare Francia e Giappone che prendono energia dalle centrali per un 80% la Francia e un 30% il Giappone.
Il disastro di Three Mile Island (USA) nel 79 e quello di Chernobyl nell’86 raffreddarono un po’ la situazione.
In Irlanda, Nuova Zelanda e Polonia l’opposizione impedi’ lo sviluppo di programmi nucleari.
In Austria, Svezia e Italia (sull’onda di Chernobyl nel 1987) un referendum blocco’ l’uso del nucleare. Le 4 centrali esistenti furono chiuse. E A TUTT’OGGI NON SONO STATE SMANTELLATE E DECONTAMINATE !!!
Per 21 anni nessuno ha piu’ parlato di centrali nucleari in Italia
Per 21 anni nessuno ha piu’ parlato di centrali nucleari in Italia
Ora di colpo Berlusconi dice di volerne costruire dieci, anzi una per regione, e perché no: una per provincia. Contemporanemente dice che se ne costruiranno ma in Albania. E nessuno nota lo stridore tra le due dichiarazioni.
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Chernobyl
Da wikipedia

Nel 1986 a Chernobyl esplose un reattore. Si noti: non ci fu un’esplosione nucleare ma chimica. Le nubi di materiali radioattivi raggiunsero l’Europa orientale e la Scandinavia. Vaste aree vicine alla centrale furono pesantemente contaminate rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone.
Ucraina, Bielorussia e Russia pagano ancora dopo 10 anni i pesanti costi della decontaminazione.
Per lo scoppio morirono di colpo solo 2 lavoratori. 134 pompieri e operatori che cercarono di spengere l’incendio contrassero la Sindrome Acuta da Radiazione, 28 morirono nello stesso anno.
Fra la popolazione si ebbero 4000 casi di tumore della tiroide.
Furono esaminati 6 milioni di persone. 4.000 morirono per tumori e leucemie
Greenpeace stima i decessi in 200 000
Si disse che c’erano stati degli errori del personale, oppure che si erano usati materiali scarsi oppure che i sistemi di sicurezza non erano poi tanto sicuri
Qualunque cosa fosse, dopo 7 secondi dall’inserzione delle barre, la potenza del reattore raggiunse 10 volte la potenza normale. Le barre di combustibile iniziarono a fondere; l’acqua a temperature altissime reagi’ chimicamente con lo zirconio dei tubi producendo idrogeno gassoso. La pressione aumento’ fino a spaccare le tubature col contatto fra vapore, grafite incandescente, idrogeno ed aria. Cio’ provoco’ un’esplosione che fece saltare la copertura del reattore, distruggendo gli impianti di raffreddamento e facendo crollare il fabbricato sovrastante. I contaminanti si dispersero nell’atmosfera.
Si rilevo’ che le radiazioni ammontavano a 20 000 Röntgen/ora, 1 miliardo di volte superiore a quello naturale. Sono sufficienti 500 Röntgen per uccidere un essere umano distribuiti in un lasso di 5 ore. Molti operatori furono esposti ad una dose mortale di radiazioni nell’arco di pochi minuti.

Le misure di sicurezza adottate immediatamente dopo il verificarsi dell’esplosione, coinvolsero migliaia di vigili del fuoco e militari accorsi immediatamente sul luogo del disastro. La citta’ di Pripyat non venne evacuata immediatamente. Ci fu chi inconsapevole si avventuro’ nella zona contaminata senza alcuna precauzione e a causa delle radiazioni si ammalo’ e mori’ dopo lunga malattia.
Il reattore continuo’ a bruciare per giorni e venne spento con l’ausilio di elicotteri che sganciarono tonnellate di boro, silicati, sabbia e dolomia, unici materiali in grado di estinguere un incendio di tale natura.
Il governo Sovietico cerco’ di tenere nascosta la notizia. Ci misero vari giorni per rendersi conto della gravita’ del fatto ma nonostante la situazione risultasse disperata un velo di omerta’ si stese sull’ex URSS.
Solo 36 ore dopo l’’incidente le autorita’ ordinarono l’evacuazione della citta’. Dissero ai cittadini di portare con se’ pochi effetti personali, perche’ in breve tempo sarebbero tornati a casa
Nessuno era realmente conscio di cio’ che stava accadendo. Decine di persone si soffermarono fino a tardi, la notte dell’esplosione, per ammirare la luce scintillante sopra il reattore. Vennero direttamente bombardati dalle radiazioni. Nel maggio 1986, circa un mese dopo, tutti i residenti nel raggio di 30 km dall’impianto, circa 116.000 persone, erano stati trasferiti.

Negli anni successivi si procedette alle operazioni di recupero e di decontaminazione dell’edificio e del sito del reattore e delle strade intorno, cosi’ come alla costruzione del sarcofago. Incaricati di queste operazioni furono i cosiddetti liquidatori . 600.000 persone[, fra militari e civili, ricevettero speciali certificati che confermavano il loro status di “liquidatori”. Sebbene altre stime basate su registri nazionali parlino di 400.000 e altre ancora 800.000. In ogni caso, fra il totale dei liquidatori la popolazione costituita dai 226.000 ~ 240.000 che operarono nella zona in un raggio di 30 Km e negli anni 1986 e 1987 e’ quella che ricevette la dose di radiazioni piu’ critica. Il resto lavoro’ in aree oltre i 30 Km oppure negli anni fra il 1988 e il 1990, quando il livello di radiazioni si era gia’ notevolmente abbassato.

I primi liquidatori furono coloro che furono incaricati di prelevare i blocchi di grafite dal tetto per gettarli a braccia dentro allo squarcio dove si trovava il reattore. Vennero informati a questo punto dei rischi e moltissimi non indugiarono un momento pur essendo consapevoli che avrebbero potuto morire di li a poco. Erano sottoposti a turni di 40 secondi l’uno. Dovevano uscire sul tetto, caricare a braccia un blocco di grafite di circa 50 chilogrammi di peso e buttarlo il piu’ rapidamente possibile nello squarcio. Alcuni dovevano invece, con l’ausilio di un badile, spalare i detriti sempre all’interno del reattore. Erano protetti da indumenti che potevano garantire soltanto un minimo di protezione dalle radiazioni. Fu promesso loro che al termine di un monte ore di servizio sul sito del disastro avrebbero avuto il diritto alla pensione anticipata di tipo militare. Tra i liquidatori c’erano numerosi civili provenienti da tutta l’ex Unione Sovietica.
Il 9 maggio 1986, le 5000 t di boro, dolomia, argilla e carburo di boro scaricate nei primi giorni sul reattore per spegnere l’incendio della grafite, gravarono tanto sul reattore gia’ distrutto e crollarono ulteriormente dentro la voragine. Da questo ulteriore crollo si sprigiono’ una nuova nuvola radioattiva che causo’ un rilascio di materiale di fissione che si sparse in un raggio di 35 km, gia’ evacuati, attorno alla centrale.
Secondo gli esperti vi erano buone possibilita’ che il nocciolo ancora incandescente e pieno di attivita’ potesse sprofondare ulteriormente arrivando a contatto con l’acqua delle falde, causando cosi’ nuove esplosioni e la fusione del nocciolo. Vennero chiamati dei minatori che lavorarono a braccia sotto il reattore scavando un tunnel per isolare la struttura soprastante dal terreno. Spesso mascherine protettive impedivano loro di respirare la sotto, in condizioni al limite del sopportabile. Molte precauzioni non furono adottate e anche tra questi minatori ci furono molte vittime.
Si costrui’ un sarcofago esterno. I primi due anni 240.000 persone si alternarono per la pulizia e la realizzazione dello scudo protettivo. Il reattore doveva essere isolato assieme ai detriti dell’esplosione, che comprendevano 180 t di combustibile e pulviscolo altamente radioattivo e 740.000 m3 di macerie contaminate. Fu impiegata una fila di camion come fondamenta delle pareti di cemento, per un totale di 300.000 t, erette per il contenimento del reattore e la struttura portante del sarcofago sono le stesse macerie del reattore Ogni anno, per la poverta’ dei materiali usati e per la mancanza di una piu’ seria progettazione, nuove falle si aprono sulla struttura, per un totale di oltre 1000 mq di superficie. Alcune fessure raggiungono dimensioni tali da potervi lasciar passare tranquillamente un’automobile, pari a circa 10/15 metri di diametro. La pioggia vi si infiltra all’interno e rischia di contaminare le falde seppur sotto il reattore sia stato costruito a braccia un tunnel per isolare il nocciolo fuso dal terreno. Circa 2.200 m3 cubi di acqua si riversano all’interno del sarcofago ogni anno facendo aumentare di 10 volte il peso delle fondamenta che va da un minimo di 20 fino ad un massimo di 200 t per mq. Il basamento e’ sprofondato di 4 m permettendo l’infiltrarsi di materiale radioattivo nelle falde acquifere che sono correlate ai fiumi Pripyat e Dniepr che a loro volta portano il loro carico fino al mar Nero. 30 milioni di persone lungo il corso dei fiumi si servono di essi. La temperatura all’interno del sarcofago, raggiunge in alcuni punti, ancora oggi, 1.000° centigradi in prossimita’ del nocciolo, e tale temperatura contribuisce al costante indebolimento e alla deformazione della struttura.
Ad aggravare la situazione e’ la sismicita’ della zona del Pripyat.
Se il sarcofago dovesse crollare le possibilita’ di un evento catastrofico sono molto piu’ che plausibili. Il 95% del materiale radioattivo ed ancora altamente contaminante e’ racchiuso nel sarcofago e nella massa fusa del piede d’elefante. Un evento di questo tipo sarebbe infinitamente piu’ grave di quello accorso nel 1986 e le sue conseguenze sarebbero impossibili da quantificare.

I tre referendum per il nucleare
Viviana

Nel 1987 si voto’ per 3 referendum sul nucleare.
Avevano fatto nuove leggi per facilitare l’installazione di centrali, con localita’ scelte dall’alto (come ora), ma i sindaci potevano opporsi e si voleva tacitarli con qualche regalino (come ora).
Si chiese se si doveva impedire al CIPE di scegliere lui metterle e, su 45.869.897, 20.984.110 dissero si’, l’80,6%.
Si chiese se si doveva abrogare la norma che dava compensi ai comuni ospitanti (come ora sulle bollette), e 20.618.624, dissero si’, il 79,7%.
E se si doveva impedire all’Enel di costruirne all’estero (come ora in Albania) e 18.95.852, il 71,9%,disse si’.

Il Governo, considerati i risultati del referendum, procedette alla sospensione dei lavori della centrale di Trino 2 (Vercelli), alla chiusura della centrale di Latina, alla verifica della sicurezza delle centrali di Caorso (Piacenza) e di Trino 1 (Vercelli) e della fattibilita’ di riconversione della centrale di Montalto di Castro.
Col referendum abrogativo del 1987 e’ stato “di fatto” sancito l’abbandono, da parte dell’Italia, del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico.

Un referendum ha piu’ valore di una legge ordinaria e non puo’ essere modificato che da un altro referendum.
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Radiazioni nucleari
Viviana
Da wikipedia

Le radiazioni nucleari spezzano il legame tra le molecole producendo danni gravissimi.
Il 1° tessuto colpito e’ il midollo osseo con conseguente crollo dei globuli bianchi e anche di quelli rossi, Segue infezione dei linfonodi e della milza. Con una radiazione leggera le mucose dell’intestino si riproducono in modo incontrollato fino a occlusioni e ulcerazioni che si infettano. Gli organi genitali sono colpiti da sterilita’, le donne possono generare figli deformi. Con forti dosi assorbite si puo’ avere una ischemia, per via del danno subito dai capillari cerebrali.
Negli occhi il cristallino perde rapidamente la trasparenza e sviluppa cataratte.
I polmoni inalano particelle radioattive.
La pelle riceve tutti e tre i tipi di radiazione (alfa, beta e gamma), e va da eritemi a neoplasie epiteliali. I capelli cadono.
Si possono sviluppare leucemie o tumori.
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Rapporto su Chernobyl

Due anni fa fu fatta una stima delle vittime di Chernobyl, a 20 anni dall’incidente. Fu pubblicato un rapporto: “Chernobyl: la vera dimensione dell’incidente” ( http://www.who.int/en Chernobyl Forum). Lo studio fu elaborato da un centinaio di scienziati di varia estrazione riuniti sotto l’egida di 8 agenzie delle Nazioni Unite (WHO, UNDP, FAO, UNEP, UN-OCHA, IAEA e UNSCEAR), la Banca Mondiale e i governi di Bielorussia, Russia ed Ucraina.
I risultati non furono favorevoli all’energia nucleare.
Si parlo’ di 3.000 morti, ma la Russia stento’ molto a dare dati controllabili. I governi stentano molto a dar ragione a chi contrasta i loro desideri e coprono tutto col segreto di Stato affinche’ la verita’ non si sappia.
Ma gli ambientalisti contestarono la cifra parlando di 500.000 persone uccise.

Copio:
“A Chernobyl oggi, 22 anni dopo il disastro, tra le vie di una citta’ fantasma si aggirano lupi che sopravvivono mangiando cani, rondini albine, gatte che non riescono piu’ a partorire cuccioli maschi.. l’ambiente e’ ancora fortemente contaminato. Il plutonio impiega 373.000 anni a dimezzare la propria radioattivita’, e lo fa in modo inquietante. Gli animali di Chernobyl sono geneticamente devastati dalle radiazioni. Animali di grossa taglia, che prima non abitavano queste zone, oggi sopravvivono grazie a mutazioni genetiche.
La razza umana e’ destinata a soccombere all’inquinamento se non invertira’ una rotta finalizzata sempre e solo a incrementare i consumi e con essi i profitti ed il sacro totem del P.I.L.
Chernobyl ci mostra i rischi connessi all’utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili. Scienziati come Rubbia ci insegnano che produrre energia nucleare tra pochissimi anni non sara’ piu’ conveniente, ma soprattutto dobbiamo considerare che la ricerca nucleare militare e’ sempre andata di pari passo con quella civile e nelle ultime guerre le armi all’uranio impoverito sono state l’unica e piu’ efficace via di smaltimento di t di materiale radioattivo prodotto dalle centrali”

tuttoblog.splinder.com/post/16886613
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Paola manda
Le varie balle di Scajola sul nucleare
Marcello Cini

Non credo che Scajola non sappia che sta raccontando un sacco di balle per giustificare la «storica» decisione di abbattere il «tabu’ del nucleare» nel nostro paese per portarlo finalmente (!) al livello tecnologico e produttivo dei paesi piu’ avanzati dell’Occidente. Sa benissimo in primo luogo che, proprio in questi paesi (Stati uniti e Europa) di centrali nucleari non se ne costruiscono piu’ dagli anni ‘70 (la Finlandia ne ha una in costruzione che ha gia’ sforato il costo previsto del 35%) perche’ costano troppo e dunque sa che non e’ vero che l’energia prodotta in questo modo costa meno di quella proveniente da altre fonti.
In secondo luogo Scajola sa benissimo che gioca sulle parole quando parla, per tranquillizzare l’opinione pubblica sui problemi della sicurezza e delle scorie, di centrali «dell’ultima generazione» da iniziare a realizzare entro cinque anni, facendo surrettiziamente pensare che si trattera’ di centrali all’avanguardia su queste questioni. In realta’, si tratta delle centrali di «terza generazione» disponibili oggi, che non contengono nessun sostanziale passo avanti avanti in termini di sicurezza e di quantita’ e qualita’ di scorie prodotte rispetto a quelle che oggi l’Europa sta gia’ in parte smantellando, mentre quelle di «quarta generazione» che dovrebbero incorporare importanti innovazioni su queste questioni dovrebbero essere disponibili soltanto e forse, fra 25 anni.
Infine Scajola sa benissimo che il contributo dell’energia nucleare alla riduzione dell’emissione di CO2 in tutto il mondo andra’ addirittura diminuendo nel futuro. E in particolare che quello che potrebbero fornire le centrali nucleari da realizzare in Italia – dato e non concesso che tutti i problemi di individuazione dei siti, di realizzazione di misure di sicurezza e di stoccaggio delle scorie possano essere risolti a colpi di bacchetta magica – sarebbe assolutamente irrisoria.
Non e’ un caso che l’Europa (con l’obiettivo del 20% di solare e di eolico nel 2020) escluda il nucleare come possibile contributo.
E, proprio su questo tema, Scajola sa benissimo che gli investimenti in centrali nucleari faranno abortire miseramente ogni speranza di raggiungere l’obiettivo europeo, ostacolando il decollo dell’industria del nostro paese nelle tecnologie energetiche dell’avvenire: il solare, l’eolico e soprattutto il risparmio energetico. Perderemo dunque la speranza non dico di competere, ma di rincorrere la Germania, che e’ all’avanguardia per il solare (ma non eravamo noi il «paese del sole»?) e la Spagna che e’ in testa alla classifica nello sviluppo dell’eolico. Perderemo soprattutto anche questa occasione per sostituire il miraggio, peraltro anacronistico, di uno sviluppo industriale fondato sul modello novecentesco dell’industria pesante e centralizzata con uno sviluppo economico centrato sulle tecnologie «morbide» e sulla soft economy diffusa sul territorio.
Bisogna dunque domandarsi che cosa c’e’ dietro questo colossale battage pubblicitario che improvvisamente esplode, coinvolgendo la politica (con preoccupanti contributi anche dell’opposizione), il mondo della produzione con in testa la nuova Confindustria della Marcegaglia, e, naturalmente, il coro pressochée’unanime dei media.
Non sono un esperto delle multidecennali faccende più o meno pulite dei protagonisti del capitalismo nostrano, che si e’ sempre ingrassato mettendo le mani – per usare uno slogan spudoratamente usato da uno dei maggiori esperti in materia – nelle tasche dei cittadini, ma non posso non rilevare collegamenti impressionanti tra questa operazione e alcuni episodi clamorosi di promesse mancate, di incompetenze clamorose, di colossali appropriazioni indebite di denaro pubblico.
Il ruolo dell’Impregilo, nello scandalo della «monnezza» in Campania ne e’ un recente esempio paradigmatico, ma i precedenti di imprese del genere sono numerosi. Non sara’ che anche in questo caso tutto si ridurrà a un altro progetto faraonico (una strana coincidenza con il rilancio del ponte sullo Stretto di Messina) finalizzato soltanto a far intascare miliardi di euro ai soliti noti (e ai loro amici)?

(Manifesto del 25.5.08)
www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/25-Maggio-2008/art39.html&word=scajola
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Paola Bassi
Anni ‘80
Peacelink

Gli anni Ottanta si aprono all’insegna di un ritorno alla guerra fredda e al riarmo atomico.
Il 27 febbraio 100.000 persone sfilano nella marcia da Perugia ad Assisi. Il suo successo diede il via al vasto movimento pacifista degli anni ’80.
A partire dal 1981 alcuni comuni italiani si autoproclamano “comuni denuclearizzati”. Il primo comune che si dichiara “zona libera da armi nucleari” e’ Robassomero (Torino): e’ il 17 dicembre 1981. Cinque anni dopo i comuni decunclearizzati saranno circa 500. Si dichiareranno denuclearizzate la provincia di Trento e cinque intere regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, Umbria e Calabria. Tali delibere, pur non avendo efficacia giuridica, hanno espresso l’indisponibilita’ di intere comunita’ a divenire sedi di basi atomiche. Rimane tuttavia l’ambiguita’ del nucleare civile, considerato “buono” da piu’ di qualcuno fino all’incidente di Chernobyl.
La mobilitazione tocca il mondo della cultura scientifica: nel 1981 800 fisici (docenti universitari e ricercatori) firmano un documento contro la corsa agli armamenti nucleari. Verra’ fondata l’Uspid (Unione Scienziati Per Il Disarmo) che, insieme all’Archivio Disarmo, costituisce negli anni 80 una delle piu’ qualificate fonti di contro-informazione pacifista.
Sempre nel 1981 Maurizio Saggioro, operaio di una fabbrica di Baranzate di Bollate, si rifiuta di stampare dei dadi per mine. Viene prima sospeso e poi licenziato, aprendo un caso che fa discutere nel sindacato e che suscita interesse nella stampa.

www.peacelink.it/pace/a/1635.html
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Razza padrona
Diego D.

I costi del nucleare dipendono in gran parte da chi si assume l’onere dell’arricchimento dell’Uranio: se, come in Francia, sono i militari a farlo, una bella fetta dei costi sembra scomparire. In realta’, cambia solo capitolo di bilancio e viene “spalmata” sulla fiscalita’ generale.
Il costo e’ di 65 $ il MWh, mentre in Europa ci si orienta fra gli 82 euro della Francia ed i 118 della Germania. Il prezzo dell’Uranio e’ in crescita esponenziale.
Ma cio’ che c’e’ di veramente allucinante in questa follia e’ quel numero – 20.000 – che corrisponde a grandi linee al tempo di decadimento delle scorie. Se le centrali inizieranno a funzionare nel 2025 e termineranno – poniamo – nel 2050, nel 22.050, finalmente, in uno dei fantastici 4 luoghi d’Italia potranno chiudere baracca e buttare tutto nel cassonetto.
Ma, qualcuno si rende conto di cosa sono 20.000 anni?
Nessuno, ovviamente, riflette un solo secondo sul significato reale di “20.000 anni” e nemmeno si sogna di comunicare che, negli USA, la produzione eolica reale (non la potenza di picco) ha superato di gran lunga quella nucleare. Che la Danimarca ha raggiunto il 20% di produzione elettrica di sola fonte eolica.
In questa “indicizzazione” della vita delle persone c’e’ tutta la protervia e la spocchia della razza padrona.
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Piu’ mi addentravo nella storia di Chernobyl, piu’ mi rendevo conto che quello che stavo annotando sul mio notes non era ne’ il presente ne’ il passato, ma il futuro”.
Svetlana Aleksievic
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Paesi virtuosi
Luca Popper

E’ vero che nessuno arriva a coprire il fabbisogno energetico totale, con il rinnovabile. Ma ci manca poco. L’Islanda, ad esempio, e’ gia’ a quota 99%.
La Svezia conta di arrivarci entro pochi anni. Se ha messo in programma un progetto di queste proporzioni, significa che SI PUO’. E lo ha fatto smantellando il nucleare!!
e pensare che basterebbe sostituire le lampade e lampadine ad incandescenza con quelle a led per avere un ritorno energetico di qualche centrale nucleare. Che ci vuole?

L’80% del nucleare in Francia rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Li, la diffusione delle centrali e’ cosi’ alta che – oltre a far incazzare 3/4 della popolazione – li ha portati a un punto di non ritorno, dove la riconversione ad altre forme di produzione elettrica e lo smantellamento delle centrali, verrebbe a costare, per il momento, molto di piu’.
Gli altri paesi, invece, come la Germania o anche gli Stati Uniti, stanno abbandonando o riducendo drasticamente il progetto del nucleare, perche’ sanno che diverra’ a breve assolutamente sconveniente. E’ risaputo che l’uranio non e’ una fonte inesauribile e la crescente domanda comportera’ un forte aumento del prezzo di mercato.
E qui casca l’asino. Sono coloro che vogliono lucrarci, infatti, che premono per il nucleare.
Ne’ fisici, ne’ scienziati. Ma multinazionali e affaristi, con il benestare dei politici. Assumeranno cosi’ il controllo del mercato dell’uranio e della produzione energetica da esso ottenuta. Ma non e’ detto che la fornitura di energia elettrica diverra’ conveniente! Quella e’ una illusione diffusa solo per avere consensi.
Esistono paesi che producono quasi tutto il loro fabbisogno energetico col rinnovabile. Ma non ne esiste uno che riesca a farlo solo col nucleare.
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La Spagna solare
Ace Gentile

La Spagna si appresta ad avviare la produzione del piu’ grande complesso di centrali solari termodinamiche d’Europa nel sito di Sanlucar La Mayor, vicino a Siviglia, per ridurre, grazie al contributo del sole dell’Andalusia, la dipendenza dal petrolio. «In Andalusia ci sono 320 giorni di sole all’anno», assicura il professor Valeriano Ruiz, direttore del laboratorio di termodinamica dell’universita’ di Siviglia. La prima centrale di questo complesso e’ gia’ stata completata e dovrebbe essere inaugurata prima della fine dell’anno. La sua potenza installata e’ di 11 megawatt, un po’ di piu’ rispetto a quella di Pocking, in Germania che con 10 Mw, sara’ ancora per poco tempo la prima centrale a produzione di energia solare europea. Ma a Sanlucar La Mayor e’ prevista la costruzione totale di 8 centrali per portare la potenza complessiva a 302 Mw da qui al 2010. Al completamento dei lavori, questo centro sara’ capace di fornire energia a 180 mila utenti, l’equivalente di una citta’ come Siviglia.

Dal 2007 in Spagna, per i palazzi di nuova costruzione e per edifici ristrutturati, saranno obbligatori i pannelli solari termici. E’ quanto prevede il nuovo Codice tecnico di edificabilita’ (Cte) entrato in vigore a fine settembre: le abitazioni dovranno essere dotate di pannelli solari termici per produrre dal 30 al 70% di acqua calda, mentre gli edifici pubblici, i complessi industriali e i centri commerciali saranno tenuti a installare anche i pannelli solari fotovoltaici per la produzione di elettricita’.
“Queste misure energetiche permetteranno un risparmio energetico compreso tra il 30 e il 40%, cosi’ come una riduzione di emissioni di C02 dal 40 al 55% per ogni palazzo”, ha detto il ministro dell’Ambiente Cristina Narbona durante l’inaugurazione di un seminario sul Cte.
Il ministro per le politiche abitative, Maria Antonia Trujillo, ha assicurato che le nuove norme rappresenteranno un aumento del costo della casa di solo l’1%, contrariamente a quanto dice l’Associazione dei promotori immobiliari di Madrid, che stima un aumento del costo pari al 12%.
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Miliardi buttati
Carmine

Il NO al nucleare e’ un valore innato in tutte le persone di buonsenso e di onesta’ intellettuale.
Chi e’ a favore deficita in una delle due.
-Spendere miliardi di euro per arrivare a coprire fra 15/20 anni il 15% del fabbisogno e’ pura follia.
Il 15% e’ facilmente raggiungibile prima entro tale data semplicemente con risparmio-solare-eolico e con investimenti immensamente inferiori.
-Chi dice che l’energia da nucleare costa poco mente allegramente perche’ non considera gli enormi costi di dismissione e gestione scorie.
-Il nucleare NON e’ una fonte rinnovabile e investire ingenti risorse, tempo e rischi in quella direzione, nelle condizioni in cui il pianeta si trova, e’ pura follia.
-L’uranio come il petrolio si esaurisce ma soprattutto aumentera’ il prezzo. Quanto? credo che nemmeno il piu’ grande economista sapra’ cosa costera’ fra 10, 20 anni. Perche’ i costi saranno interdipendenti uranio-petrolio-gas e sappiamo quante fluttuazioni si hanno in base a eventi imprevedibili.
-I fautori, tra l’altro, dicono che e’ per le emissioni di CO2. Lestofanti! quale CO2? Quella che producete con la fungaia di inceneritori? E’ il colmo, faccio le centrali nucleari per contrastare l’aumento di CO2 che produco con inceneritori. Che intelligenti! E poi le alternative (risparmio-eolico-solare) non hanno emissioni CO2!
-Se si investisse solo il 10% del badget per nucleare schizzeremmo in avanti sul know-how tecnologico, abbassando costi e aumentando rendimenti di solare, ecc.
Date un’occhiata:
futuroprossimo.blogosfere.it/2008/04/una-nuova-tecnologia-promette-pannelli-solari-lowcost-entro-un-anno.html
oppure
www.rinnovabili.it/xcpv-la-nuova-tecnologia-fotovoltaica-low-cost-701074
Ci saranno progressi che nemmeno immaginiamo su questo settore. E come al solito noi resteremo ancora indietro.
Come adesso andremo ad elemosinare tecnologia nucleare in giro, fra 10 anni, quando sara’ piu’ chiaro il fallimento nucleare, andremo ad elemosinare tecnologia solare!

Uscire dalla ossessione per la crescita e lo sviluppo e’ anche l’unica via per affrontare seriamente la questione dell’equita’. E’ ormai evidente che la polarizzazione della ricchezza tra Nord e Sud e dunque la tragedia della miseria e dell’emarginazione che investe almeno la meta’ della popolazione del pianeta, sono connessi all’attuale modello di sviluppo fondato sulla crescita competitiva (Latouche, 1993, Rist, 1997). Questo processo di crescente polarizzazione si verifica non solo tra Nord e Sud, ma piu’ in generale, all’interno di una determinata regione, tra centro e periferia (Amin, 2002), cosi’ come, a livello locale, tra citta’ e campagna. Come si e’ visto questo processo di polarizzazione della ricchezza e’ perfettamente coerente, e comprensibile, nell’ambito dell’approccio sistemico.
Cio’ che risulta assai meno evidente, in particolare ai leader della sx, che pure da sempre condividono questa lettura della sviluppo come processo sbilanciato, e’ la contraddizione di fondo tra gli obbiettivi enunciati di difesa del welfare, del lavoro e dell’ambiente, e le condizioni di competitivita’ crescente che caratterizzano il sistema economico nel contesto della globalizzazione.

www.decrescita.it/modules/article/view.article.php/a38
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Scadenze brevi

Nestor Machno

L’Italia ha bisogno di un piano energetico a breve scadenza e quello che si propone e’ un investimento a lunga cioe’ il nucleare. A prescindere il fatto che un referendum ha sanzionato che l’Italia non vuole il nucleare e quindi l’unica strada percorribile e’ quella di fare un nuovo referendum (altrimenti dovrebbe decadere anche il referendum sulla monarchia, sulla legge 194, sul divorzio e cosi’ via)oggi abbiamo bisogno di soluzioni energetiche di breve termine. Le tecnologie rinnovabili ci sono e allora perche’ intanto non metterle in atto? Perche’ non investire sul solare sul eolico in attesa del nucleare?
Perche’ probabilmente il progetto nucleare e’ solo per ingrassare alcuni, in questo caso a breve termine.
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Tromboni
Maksim

Non finiranno mai nemmeno la stanza del custode di una sola centrale nucleare. Come al solito, importante e’ pagare milioni per il progetto, stanziare un po’ di debito, intascare, spargere un po’ di cemento qua e la’ e infine lasciare tutto.
Niente paura.
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Impianti geotermici
Andrea

Gli impianti geotermici sono accorgimenti tecnici dell’ecoedilizia per trasformare le abitazioni in luoghi caldi in inverno e freschi d’estate senza ricorrere ai tradizionali impianti di riscaldamento o di climatizzazione.
Un mini impianto geotermico utilizza sonde nel sottosuolo delle abitazioni per sfruttare il naturale calore del terreno. Il calore della terra aumenta con la profondita’ ed e’ sempre costante in ogni periodo dell’anno. Le sonde sono collegate ad una pompa di calore e al sistema idraulico per estrarre il caldo o il fresco a seconda delle esigenze. Generalmente le sonde arrivano in profondita’ dai 5 metri fino ai 100 metri nel sottosuolo in base alla dimensione dell’impianto. Gli impianti geotermici nell’ecoedilizia sono gia’ realta’ in molti paesi europei. Un impianto di riscaldamento o climatizzazione consente forti risparmi sulla bolletta del gas e apporta minore inquinamento ambientale. Per questi motivi e’ diffuso nei paesi dove si riscontra una maggiore sensibilita’ ecologista (es. Svizzera).

Impianti eolici

In Inghilterra il piu’ grande parco eolico in mare aperto. La piu’ grande installazione di pale eoliche del mondo. Quasi 20 km di pale eoliche, per un totale di 350 turbine, saranno collocate nei mari inglesi dalla costa nord di Devon. L’impianto eolico, il piu’ grande del mondo, riuscira’ a fornire energia pulita a piu’ di un milione di case ed ogni anno, evitera’ che nell’aria si disperdano piu’ di 2,3 milioni di tonnellate di CO2. Un progetto fantastico che vedra’ sorgere le turbine in mare aperto, e che sara’ messo in comunicazione con la terra tramite cavi posti sott’acqua. Il progetto, il cui termine e’ previsto per il 2018, e’ davvero unico nel suo genere. Chissa’ se gli ambientalisti si ribelleranno all’idea di far sorgere 350 pale eoliche in mare aperto, di certo, visti i tempi, le energie alternative e ..
rinnovabili segneranno sicuramente il nostro futuro?
Indovinate di che nazionalita’ e’ l’azienda che si e’ aggiudicata la commessa PER 92 MILIONI DI EURO!
ITALIANA!!
..
E’ proibito…

E’ proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
E’ proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realta’.
E’ proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
E’ proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
E’ proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perchE’ le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
E’ proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.
E’ proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che cio’ che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo puo’ togliere.
E’ proibito non cercare la tua felicita’,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso
.

Alfredo Cuervo Barrero
Questa poesia, da molte parti attribuita a Neruda e’ in effetti di Alfredo Cuervo Barrero.
,,
http://www.masadaweb.org
—————–
..

3 commenti »

  1. Da antonio camuso
    Email: archiviobpetrone@libero.it
    Website: http://www.pugliantagonista.it

    auguri per il nuovo masada e grazie per aver scelto quel nome con tutto il significato che ha .
    vi segnaliamo che sulla open area del nostro sito http://www.pugliantagonista.it o cliccando sull’archivio storico benedetto petrone abbiamo inserito le foto delle manifestazioni antinucleari di Avetrana Taranto del 1982 e nelle pagine int dedicate a Brindisi e taranto movimenti troverete altre foto sulle lotte antinucleari pugliesi degli anni 80
    gradiremmo una vostra segnalazione e magari a vostro piacimento un link
    FORZA MASADA!!!!

    Commento di MasadaAdmin — maggio 30, 2008 @ 6:36 pm | Rispondi

  2. berlusconi è disperato userà una violenza totale

    Graziano

    Commento di MasadaAdmin — maggio 31, 2008 @ 6:53 am | Rispondi

  3. Il reciclaggio di materiali radioattivi in campo sanitario, odontoprotesico e ortopedico, di cui pressantemente si pubblicizza ingannevolmente, un materiale di solo ceramica mentre altro non’è una lega a base di ossidi metallici radioattivi.
    Come al solito gli interessi delle aziende sono troppo forti.
    http://www.odontotecnicanaturale.it -> forum

    Commento di Rosario Muto — luglio 23, 2008 @ 6:24 pm | Rispondi


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