Nuovo Masada

aprile 5, 2008

MASADA n. 665. 5-4-2008. RADIOESTESTESIA – Lezione 2

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Viviana Vivarelli

Calligaris- Risonanza tra i 3 livelli dell’uomo – Risonanza tra energia dell’uomo, del mondo e del cielo – Ologramma – Akasha – Risonanza e sincronicita’

A questo punto dovreste aver comprato o costruito alcuni strumenti semplici di radioestesia.
-Un pendolino (un pesetto attaccato a un filo sottile o a un capello di 30 cm.)
-Due antenne uguali tipo quelle di Lecher (con due elle fatte con le stampelle di alluminio della lavanderia, nel cui braccio corto avete infilato un cilindretto di cartone o plastica, piegando poi la terminazione sotto perche’ il colindretto non scivoli via). Se il punto ha forte energia positiva le aste si incrociano, se ha energia negativa si allargano, se l’energia e’ molto negativa si aprono al massimo e questo puo’ essere un punto nodale, buono per la visione dei fantasmi.
-Un biotensor, fatto con un’asticella metallica infilata in un sughero, con saldata in cima una pallina o un cerchietto metallico, o acquistato.
-Una forcella di legno o plastica per cercare l’acqua che va impugnata per i due rebbi corti.

Abbiano notato che mettendo le due antenne di Lecher parallele e muovendole lentamente sopra il corpo di una persona sdraiata, le aste si incrociano sui chakra principali e il modo con cui si incrociano cambia a seconda dell’attivita’ dei chrakra, debole, equilibrata o eccessiva. Ognuno ha il suo modo di far muovere le bacchette, come avviene col bastone rabdomantico a ipsilon, per cui l’unica e’ provare e imparare a riconoscere la reazione.

Potete cominciare ad esercitarvi, per es. testando lentamente e con attenzione vari punti della casa, alcuni cibi che vi interessano, o alcune medicine (liberate da scatole o incarti e messe su un foglio bianco o su un piatto bianco) o le foto delle persone a voi care o catenine, anelli o orologi che portate di solito, per vedere se la vostra energia e’ compatibile a quella di questi oggetti.
Se usate il pendolino su un oggetto sopra un tavolo, state seduti comodi, tenete il gomito ben appoggiato e i piedi ben aderenti a terra, meglio se scalzi. Se il pendolino gira verso destra vuol dire Si’ o bene. Se gira verso sinistra No o male, se sta fermo o traballa puo’ essere che la domanda sia sbagliata o che ancora non siate padroni dello strumento.
Se usate il biotensor, ricordate che state confrontando l’energia dell’oggetto o del luogo con la vostra, per cui la mano sinistra va tenuta sopra il biotensor che sta sopra l’oggetto, in verticale, mettendo 10-20 cm tra l’una e l’altro. Se il biotensor si muove parallelo al piano, si dice che “taglia”, e vuol dire no; se si muove in verticale, si dice che “chiama” e vuol dire “si’”.

Le regole sono: stare tranquilli e rilassati, con la testa vuota, non pensare niente, diventare neutrali, non desiderare alcuna risposta determinata, non influenzare il movimento dello strumento con la mente, non fare i test quando non state bene o siete nervosi o agitati o arrabbiati, ne’ quando c’e’ tempesta o aria fortemente elettrica. Fare il test quando siete soli e in silenzio.
Se testate un oggetto sul tavolo, il tavolo deve essere sgombro, senza altre cose sopra, dovete essere rivolti a nord perche’ e’ la posizione in cui la captazione umana e’ maggiore, state lontani da cellulari, televisioni, computer, microonde o altri aggeggi elettronici. Non dovete avere accanto altre persone, il cui campo d’onde puo’ perturbarvi. Non dovete portare addosso anelli, collane, oggetti metallici, orologi e simili.
Magari cominciate da due punti della casa, uno in cui vi sentite bene, uno in cui non state volentieri, notate le differenze tra le reazioni degli strumenti, testando con strumenti diversi, passate poi a testare i vari punti del letto dove dormite e del luogo dove lavorate.
Se si e’ in un punto patogeno e ci si sta per molte ore al giorno, si rischia di far impazzire le cellule, che saranno alla fine cosi’ perturbate da dimenticare il programma originario, dando luogo a malattie. A volte basta spostare di mezzo metro un letto o una sedia per avere un netto miglioramento. Osservate le differenze tra un luogo e un altro e riprovate a testare i vari patogeni con strumenti diversi. Provate le rilevazioni col pendolino, con le due antenne parallele, impugnate nel lato breve e tenendo le mani sopra i cilindretti, col biotensor e vedete se c’e’ corrispondenza.

Se avete degli animali in casa, osservate dove si mettono di solito a dormire il cane o il gatto, ricordando che il cane ha la nostra stessa energia e sceglie istintivamente luoghi buoni per lui ma anche per l’uomo, mentre l’energia del gatto e’ contraria alla nostra, per cui il gatto sceglie luoghi che per noi sarebbero nocivi. Gatti, formiche e vespe amano luoghi la cui energia fa male all’uomo. I formicai per es. sono costruiti in luoghi che stanno sopra acque sotterranee e da cui si alzano campi elettromagnetici negativi per gli esseri umani. Ogni volta che si e’ sulla verticale di acque sotterranee la nostra energia ne risente negativamente.

Inizialmente qualcuno di voi fara’ i test con facilita’, qualcun altro scoprira’ che lo strumento non si muove affatto. Bisogna avere pazienza e continuare a provare. Ognuno puo’ attivare la facolta’ di relazionarci con quanto ci circonda, ma a volte ci vuole piu’ tempo per far muovere lo strumento.
La cosa curiosa e’ che se un radioestesista gia’ allenato mette la sua mano sulla spalla destra del novizio, questi nota una immediata reazione nello strumento, come se la capacita’ gli venisse trasmessa..
..
Noi non sappiamo cosa sia la radioestesia, possiamo solo constatare certi risultati. Essa penetra nel mondo sottile di energie che sono spesso ignote alla scienza attuale.
Esiste un geiger per misurare la radioattivita’, ma non esiste, per es., un misuratore delle allergie o delle intolleranze o anche delle antipatie.
La radioestesia non e’ una scienza, ma non puo’ essere definita nemmeno un’applicazione del paranormale, in quanto comprende elementi che fuoriescono sia dalla definizione di scienza che da quella di paranormale.
Occorrerebbe un nuovo sapere in grado di accogliere entrambi.
La radioestesia usa degli strumenti. Questi possono costare alcune migliaia di euro e non essere facilmente reperibili, o possono essere semplici antenne fatte in casa.
Noi abbiamo visto che si puo’ fare radioestesia anche con strumenti fai da te.

Ma esistono anche macchinari complessi.

Donatella, che e’ una sensitiva e ha lavorato con medici che usano la radioestesia, usava una macchina di Calligaris, che costa molto ed e’ pressoche’ introvabile.
Questa macchina misura attraverso elettrodi le frequenze dell’energia dei vari organi (una frequenza, notare, che e’ diversa da uomo a donna) ed e’ corredata di un prontuario che collega le varie frequenze ad eventuali disturbi d’organo. La diagnosi puo’ essere fatta anche su una mappa del corpo umano mettendo delle coppelle con sopra dei capelli del soggetto esaminato, cosa ovviamente che farebbe arricciare il naso a uno scienziato materialista.
Il primo medico con cui Donatella ha lavorato per molti anni praticava la terapia a distanza e lei stessa era in grado di fare sia la diagnosi a distanza, mediante l’uso di una foto, e di migliorare le condizioni degli organi malati con la terapia a distanza. Notare che questa terapia puo’ essere usata anche per le emozioni, i ricordi….
Una volta individuato l’organo malato, si puo’ mettere su una mappa, su quell’organo, una piramide orientata a nord, oppure si scrive su in un cartoncino il nome del malato e della sua malattia scrivendolo senza staccare la penna dal foglio e in modo da formare un cerchio, dentro cui si pone la sua foto, e ci si mette sopra la piramide, anche una semplice piramide di cartone, per 7-10 giorni. Il fatto curioso e’ che la cosa funziona. (Vedremo poi il valore terapeutico della piramide).

Ma cos’e’ la macchina di Calligaris?
Giuseppe Calligaris nacque nel 1876 e si laureo’ in medicina a Bologna con una tesi piuttosto insolita: “Il pensiero che guarisce”.
A Roma segui’ da vicino il Prof. Mingazzini, direttore dell’istituto di Neuropatologia della Facolta’ di Medicina dell’Universita’ e comincio’ ad osservare fenomeni particolari su malati con lesioni al sistema nervoso, arrivando a definire quelle che chiamo’ “le catene lineari del corpo e dello spirito”, che studio’ per 20 anni.
La sua scoperta metteva alla luce un fatto curioso: se si stimolava la linea assiale di un dito o una linea interdigitale si aveva sempre lo stesso riflesso fisico, una immagine mentale, un sentimento, una determinata reazione viscerale, in totale: un riflesso psico-cerebro-viscero-cutaneo.
Nel 1931 Calligaris stava premendo un punto del corpo di una paziente quando essa vide di colpo cosa avveniva dietro la parete. Altre persone, con la stessa pressione, ebbero lo stesso tipo di visualizzazione. Insomma, premendo certe zone della pelle abbastanza a lungo, si manifestavano facolta’ extrasensoriali.
Un punto su lato destro del torace premuto per 15 minuti permetteva di vedere oltre la parete. Un punto sul lato del ginocchio destro attivava la telepatia. Altri punti davano una vista anche piu’ lontana di cose totalmente escluse alle possibilita’ percettive ordinarie.
Lentamente, con infinite prove, Calligaris mappo’ la pelle umana scoprendo un reticolato di linee verticali ed orizzontali in cui c’era minore resistenza elettrica e che formavano dei pattern (disegni) geometrici e scopri’ che alcuni di questi punti erano collegati a facolta’ paranormali. Non solo, ma essi erano anche connessi all’energia di alcuni pianeti, confermando addirittura l’oroscopo natale, come influenza dell’energia di certe costellazioni sull’energia del nascituro e dipendenza del suo umore dalle variazioni di quelle.
Calligaris fondo’ un clinica per malattie nervose, dove continuo’ le sue ricerche. Ebbe una certa fama. Il suo testo sulla neuropatologia fu per 20 anni il testo base degli studenti di medicina di Roma. Scrisse 19 libri sulle sue scoperte, libri di difficile lettura, che oggi sono pressoche’ introvabili, sono caduti in dimenticanza e non piu’ pubblicati in Italia, mentre si dice siano stati studiati all’estero, specie in Russia, producendo notevoli scoperte. Almeno cio’ si dice, perche’ in seguiti su Calligaris furono dette le cose piu’ strane.
Calligaris scopri’ che il corpo umano e’ attraversato da moltissime linee di energie che formano un fitto reticolo. Queste linee energetiche con punti di particolare valore compaiono in varie culture, sia che si chiamino meridiani o chrakra o nadi.. e formano un reticolo che e’ analogo ad un reticolo simile che unisce le vie dell’energia sulla superficie della Terra. Come dicevano gli alchimisti: “Tutto quello che e’ sopra e’ sotto e viceversa”, “Il microcosmo corrisponde al macrocosmo”. Il corpo dell’uomo si relazionava col corpo della Terra e col Cielo visibile.
Calligaris cerco’ le linee di particolare sensibilita’ del corpo umano, dette linee iperestesiche, in cui ogni incrocio determinava una placca cutanea. Queste placche potevano essere stimolate producendo riflessi fissi di vario ordine, fisico, mentale, emozionale…
L’energia del corpo umano risultava cosi’ scorrere in un reticolo cosi’ come l’energia del pianeta Terra scorreva in un reticolo di linee di energia a maglie quadre o l’energia del Cielo scorreva di stella in stella.
Questi reticoli erano in risonanza tra loro.
Stimolando un certo punto del corpo si attivavano determinate facolta’, emozioni, reazioni viscerali. Calligaris scopriva un sistema di risonanza tra pelle-mente-sistema emotivo e visceri.
(Questa intuizione dei visceri esiste anche in Jung che nel fegato individua la capacita’ di sognare e di divinare, in corrispondenza di molte culture antiche, etrusca, assiro-babilonese ecc., che considerano il fegato l’organo della divinazione).
Il corpo umano non solo era risonante in se stesso ma era risonante con l’universo.
Unendo le placche si rinvenivano figure geometriche fondamentali, ognuna con una precisa funzione e un preciso significato, secondo quella che nel mondo antico, presso i popoli piu’ sviluppati come gli Egizi, si chiamava “geometria sacra”. La geometria sacra svela le leggi universali che sottostanno a tutte le cose. Gli antichi le ponevano nella costruzione dei templi, che diventavano veri testi filosofici scritti in pietra. Le proporzioni armoniche di alcune forme geometriche svelavano le leggi dei processi creativi della natura.

Calligaris stimolava il punto prescelto con uno spillo innestato ad un reoforo con una leggera corrente faradica appena percettibile, mentre l’esaminato impugnava un elettrodo indifferente. Poteva usare anche un piccolo cilindro calamitato, che quando incontra il punto ipersensibile da’ una leggera sensazione di pizzicore, o anche un martelletto metallico come a quello per i riflessi, con gli estremi circolari uguali di 12 mm che il soggetto avvertiva in alcuni punti come piu’ freddo.
Trovati e stimolati questi punti, si potevano avere vari tipi di riflessi: dolori all’emifaccia sinistra, peso all’addome, formicoli’o attorno alle narici ecc.
Calligaris trovo’ e sperimento’ 10.000 di questi punti o placche.
I suoi sperimenti scoprirono cose molto strane, come il fatto che ognuno puo’ essere in grado di diagnosticare le proprie malattie con visione endoscopica; si poteva fare una diagnosi a distanza; l’uomo poteva oltrepassare i limiti di tempo e spazio…
Piu’ Calligaris studiava, piu’ scopriva cose molto diverse dalle scienze ufficiali, e piu’ gli ambienti scientifici diventavano freddi e ostili verso di lui e le sue strane scoperte e gli chiudevano tutte le porte.
Alla fine le sue ricerche furono boicottate al punto che dovette chiudere la sua clinica.
Mori’ nel ‘44.
Malgrado il discredito scientifico, esistono tutt’oggi medici che usano la macchina di Calligaris per l’individuazione delle energie dei vari organi e la loro misurazione.
La frase sintetica della ricerca di Calligaris e’: “L’essere umano e’ costituito da corpo, mente ed anima. Questa triplice essenza e’ riflessa sulla sua pelle”.
Un reticolo di energia attraversa la pelle, attraverso questo reticolo possiamo leggere e curare corpo, mente e anima, come 3 piani collegato e risonanti.
Gli squilibri patologici possono essere organici, mentali o psichici, ma i tre livelli sono connessi, ognuno e’ in risonanza con gli altri. Per cui si puo’ curare una persona partendo da uno di essi e si influira’ sugli altri.
Riarmonizzare il corpo vuol dire anche riarmonizzare la mente o l’anima. Nel mondo dell’energia non esiste distinzione tra i 3 livelli, che sono manifestazioni apparentemente distinte di una stessa energia.
Nel suo testo sulla telepatia e le onde cerebrali, Calligaris dice:
“… il labirinto delle Catene Lineari del corpo e dello spirito, nel quale mi aggiro da tanti anni, rinchiuso prigioniero insieme con i miei critici, non e’ altro che un circuito oscillante delle irradiazioni dell’Universo…”
Come i tre livelli dell’uomo sono in risonanza tra loro, cosi’ l’energia dell’uomo e’ in risonanza con l’energia dell’ambiente. I tre livelli uomo/Terra/Cielo comunicano a livello sottile e possono parlarsi sul piano energetico in modi cha vanno al di la’ dei 5 sensi.

Potremmo dire che la radioestesia si basa su questa risonanza tra energie interne ed esterne, come se corpo, mente e anima vibrassero all’unisono con le energie esterne contattate, come avviene tra due diapason.
Secondo Calligaris, in presenza di radiazioni idriche si accenderebbe una placca cutanea specifica sul corpo del rabdomante.
Radioestesia significa sensibilita’ alle radiazioni, ma questa sensibilita’ e’ proprio la caratteristiche delle “catene lineari del corpo e dello spirito”, che sono anche lineari, cioe’ parallele e sincroniche con le catene energetiche del mondo.

Questa capacita’ di irradiare, cioe’ di emettere radiazioni (che sono informazioni) non e’ propria solo dell’uomo o degli esseri viventi, ma di tutto cio’ che esiste, animato o inanimato, anche simbolico.
A questo punto cade la distinzione tra radioestesia fisica e mentale. La differenza tra corpo e mente, animato e inanimato e’ solo una dei paradigmi con cui una scienza materialista ha tentato di ridurre tutto alla materia, respingendo come illusori o inesistenti tutti quei fenomeni che alla materia sembrano irriducibili.
Ogni esistente emette e riceve radiazioni, causate sia dalle oscillazioni tipiche degli atomi che dalle emissioni luminose della materia vivente sia da altri elementi di lettura che ancora non conosciamo.
Il sensitivo Rol diceva: “In natura tutto e’ energia, movimento e illusione”.

La realta’ e’ anche interazione in quanto tutti gli esistenti comunicano tra loro. Noi abbiamo un concetto molto materialistico di questa interazione ma le informazioni che costituiscono gli esistenti appartengono a un piano diverso da quello della materia in cui non c’e’ probabilmente nessuna differenza tra una pietra, una emozione, un concetto, un disegno, un simbolo.
La radioestesia si propone di verificare proprio questa comunicazione o interazione, cercando di capire cosa avviene nel rapporto soggetto-oggetto, dal punto di vista dell’io percipiente, sia pur formato da parti inconsce, e della sua compatibilita’ o meno con un oggetto dato o non-io.
La radioestesia puo’ analizzare questo rapporto ponendosi da un punto di vista sperimentale, come una pratica di frontiera che pero’ non sta tutta nel mondo scientifico ne’ tutta in quello parascientifico, e alla fine e’ tanto fisica quanto mentale proprio perche’ mente e corpo, come diceva Calligaris, sono solo le apparenze fenomeniche di un piano di realta’ indifferenziato, in cui si pone anche l’anima, e che puo’ manifestarsi i vari modi tra i quali c’e’ comunque una risonanza.

Abbiamo visto che in radioestesia l’ipotesi di ridurre tutto alla materia non regge, non si puo’ nemmeno dire che il biotensor amplifichi micromovimenti del sistema nervoso, perche’, con le bacchette di Lecher, per es., non abbiamo nemmeno un contatto diretto delle mani con lo strumento, mentre sappiamo che la mente pensante puo’ influenzare gli strumenti e che il problema maggiore e’ proprio neutralizzare la su ainfluenza, ma non possiamo nemmeno ridurre la pratica radioestesica a parapsicologia perche’ abbiamo una reazione del soggetto in prossimita’ di un oggetto che e’ ripetibile e verificabile, mentre i fenomeni parapsicologici non lo sono, sono spontanei e casuali, e dunque non suscettibili di analisi scientifica.
Da una parte “Il paradigma della materia e’ impotente a spiegare tutto cio’ che esiste” e si dice che “Col metodo scientifico si puo’ osservare solo il 5% della realta’.”
Dall’altra non siamo nemmeno sicuri che la radioestesia sia una pratica che dipende da specifiche doti paranormali e verifichiamo che i risultati migliorano con l’uso ripetuto degli strumenti.
La soluzione probabilmente sta nel paradigma di Calligaris che considera i livelli o le forme in cui la realta’ ci appare (per es. corpo-mente-anima) come manifestazioni distinte di uno stesso piano in cui l’energia e’ indifferenziata, e che nelle manifestazioni nella realta’ visibile restano in risonanza tra loro.
Dunque puo’ essere che il biotensor amplifichi i micromovimenti del sistema nervoso, come puo’ essere che l’inconscio conosca o trovi le risposte che cerchiamo proprio partendo da una ricezione parapsicologica della realta’ oppure che tramite gli strumenti contattiamo il piano indifferenziato che sono matrici degli oggetti esistenti, una codificazione energetica che possiamo tradurre nel linguaggio del corpo o della mente o dell’anima.
Messa cosi’, la radioestesia diventa illimitata e non c’e’ fine a cio’ che lo strumento radioestesico puo’ conoscere, proprio perche’ il piano in cui si “conosce” e’ tale da eliminare le dimensioni spazio-temporali. Naturalmente cio’ crea un senso di ebbrezza, quale devono aver provato gli alchimisti rinascimentali e si ha l’impressione di entrare veramente nella fantascienza.
Ed e’ qui che la scienza ufficiale ovviamente vota l’ostracismo a Calligaris.

Noi tentiamo delle ipotesi perche’ vorremmo dare delle spiegazioni anche ai fatti inspiegabili della radioestesia. Una di queste ipotesi e’ quella olografica.
Alcuni dicono: se l’universo e’ un ologramma, ogni parte di esso ripete l’intero.
L’ologramma e’ una foto tridimensionale che ha la caratteristica che se del negativo prendo solo un frammento, ottengo sempre l’ologramma intero anche se piu’ piccolo e meno definito. Ma l’intera informazione e’ distribuita su tutta la lastra e ogni piu’ piccola parte puo’ contenerla interamente.
Se l’universo fosse olografico, si potrebbe dire che in modo inconscio ognuno di noi possiede, confusamente, tutte le informazioni di tutto l’universo e, in situazioni apposite, puo’ accedere ad alcune di esse.

Cos’e’ un ologramma?
Un ologramma e’ un oggetto tridimensionale che sembra solido ma non lo e’, in quanto e’ privo di solidita’ anche se visibile, e’ una fotografia di luce a 3 dimensioni, proiettata da due rubini. Un rubino e’ un cristallo di corindone con cromo, una struttura di silicio e ossigeno i cui elettroni hanno una trama molto debole. Se si agita un cristallo o lo si riscalda, esso scioglie il suo cuore, passando dallo stato solido a quello liquido, e in cio’ cede elettroni. Essi non sono materia, ma luce, energia… La proprieta’ di cedere elettroni si chiama proprieta’ piezoelettrica. Il rubino possiede un po’ di silicone, il silicone e’ un semiconduttore cioe’ puo’ cedere o trattenere elettricita’. I conduttori dei computer sono di silicone. E la centrale di produzione di computer IBM in America si chiama SILICON VALLEY.
Un cristallo puo’ vibrare in modo ritmico, si accende e si spegne, rilasciando o no energia. A causa di questa vibrazione ritmica, si usano cristalli liquidi per computer o orologi (rubini, quarzi…). I cristalli permettono al computer di lavorare secondo un sistema binario, ON-OFF, immagazzinando informazioni.
Secondo la teoria delle energie sottili, i cristalli liquidi permettono anche alle nostre menti di immagazzinare informazioni sotto forma di energia. Una pranoterapeuta dovrebbe portare a contatto della propria pelle un quarzo ialino o citrino che le cedera’ elettroni, rigenerando le energie che la terapia dissipa.
In un rubino appositamente trattato, gli elettroni saltellano, ma ognuno con un movimento ondulatorio diverso. Dopo un certo tempo si sincronizzano e si dispongono tutti in un’onda di un solo tipo, entrano in fase. Allora, accade un fatto straordinario.
Gli elettroni sono particelle di luce, informazioni luminose. La luce e’ radiante, cioe’ si irradia da una fonte luminosa a 360°. Ma, quando gli elettroni danzano tutti allo stesso modo, la luce si allinea, si potenzia, diventa mirata e dal rubino nasce un filo sottilissimo di luce pura: il raggio laser. Il laser e’ una luce amplificata, continua, allineata, dove gli elettroni non balzano su e giu’ a caso, ma sono tutti in fase e vengono sparati come i proiettili di un fucile. La sua mira e’ precisissima e puo’ avere un diametro piccolo a piacere, l’onda e’ coerente, in ogni suo punto i campi elettrici vibrano in fase, esso spara dunque in modo esattissimo il massimo dell’informazione col massimo della potenza. Un raggio laser puo’ fare un foro piccolissimo a piacere in qualunque materiale, puo’ tagliare un velo piccolissimo di cellule da un occhio, puo’ saldare tra loro materiali diversi, puo’ distruggere cellule tumorali, saldare la retina attraversando il bulbo oculare senza sfiorarlo, o lavorare in superficie senza penetrare all’interno di un organo, arrestare un’emorragia interna, coagulare uno strappo, perforare una cassaforte. Il laser e’ usato nelle fusioni nucleari, in elettronica, in chirurgia, puo’ trasmettere informazioni, creare strumenti di precisione ecc.
Con due raggi laser si puo’ creare un ologramma, una proiezione di luce a tre dimensioni. Su una lastra riproduciamo le informazioni luminose di un oggetto, poi, con un laser, possiamo fare il processo inverso e riprodurre l’oggetto, un oggetto che sembra vero e reale, con tutti i suoi punti luminosi e oscuri, perfettamente identico all’originale, in tutti i suoi dettagli, incrinature, sporgenze, rugosita’, colori….Cosi’ perfetto che l’ologramma di uno specchio e’ ancora uno specchio che specchia.
L’ologramma registra i campi ondulatori della luce e li ricostruisce. E’ una fotografia di luce nello spazio. L’immagine ha profondita’ e l’osservatore puo’ anche girarvi attorno per guardarla da dietro. Si ha l’impressione di un oggetto sospeso per aria.

L’oggetto da fotografare viene immerso in un raggio laser, un 2° raggio e’ fatto rimbalzare dal riflesso del primo, il punto di incontro tra i due e’ impresso su una pellicola, che, sviluppata, appare come un insieme di linee scure e di punti luce.
Se un terzo laser la illumina, appare in aria l’immagine tridimensionale dell’oggetto originale.
Per ora abbiamo inventato solo l’ologramma fisso. C’e’ chi ha visto in una fiera l’ologramma di un rubinetto che versa acqua ed ha allungato la mano per chiuderlo.
Nel film Guerre Stellari il protagonista riceve un ologramma della Principessa Bianca, la vede come fosse reale, alta 30 cm, che si muove e parla, e puo’ ricominciare da capo a ripetere il messaggio come una segreteria telefonica tridimensionale. Questo e’ il nostro futuro.
Immaginate un pilota che deve atterrare con scarsa o nulla visibilita’ di campo.. nessuno strumento moderno oggi riesce a fargli vedere il campo di atterraggio cosi’ com’e’ veramente, ma se i piloti ne avessero una immagine olografica…
Un giorno potremo avere schermi per film o tv olografiche che fanno sorgere davanti ai nostri occhi immagini virtuali, una realta’ con cui forse anche interagire. Viene da chiedersi se le famose apparizioni (le visioni mariane) non siano proiezioni di questo tipo. E ci chiediamo anche se i nostri sogni non siano la stessa cosa. Tutto in essi sembra solido, reale, interagente, ma niente e’ vero.
Probabilmente il nostro cervello funziona come un ologramma, riceve frequenze e le converte in proiezioni. Il velo di Maia di cui parla la tradizione induista potrebbe essere il corrispondente religioso di un ologramma. Se il sogno fosse l’ologramma di una notte, il mondo potrebbe essere l’ologramma di una vita.
Anche in un sogno vedo le immagini calate in coordinate spazio-temporali, ma dove sono quello spazio e quel tempo? Dove stanno? Semplicemente non esistono, sono un’illusione percettiva soggettiva, una dilatazione percettiva soggettiva, un fenomeno allucinatorio. Il mio sogno e’ un film interiore, ma allora anche la mia vita da sveglio potrebbe esserlo. E ogni realta’ percepita potrebbe essere dunque una realta’ virtuale.
Il fisico inglese David Bohm ipotizzo’ che una realta’ oggettiva non esistesse e che l’universo fosse un gigantesco ologramma.
(“Ma allora”-chiese Andreina-“se la realta’ e’ una proiezione, chi e’ che mi sta proiettando?”)
Il neurofisiologo americano Karl Pribam ipotizza una doppia conversione, l’oggetto percepito e’ convertito in frequenze mentali, che sono convertite in immagini davanti alla coscienza.
Dal punto di vista olografico il mondo potrebbe essere un’enorme illusione, la materia non esisterebbe, tutto sarebbe maya, miraggio, come dicono le filosofie orientali, realta’ virtuale di cui faccio parte. E’ un’illusione che noi siamo persone fisiche che si muovono in un mondo fisico, potremmo essere sogni che si muovono in un sogno e un giorno potremmo svegliarci e scoprire di aver sognato la vita.
Ma se l’universo fosse una proiezione interconnessa, in cui ogni punto ha l’informazione totale, allora cio’ che succede altrove potrebbe essere conosciuto qui. E un’esperienza di telepatia o di conoscenza diretta, una visione, un’inferenza della mente sulla materia, un atto di sincronicita’ diventerebbero spiegabili.
L’esperienza mistica sarebbe l’immissione improvvisa in una coscienza olografica, il passaggio da una coscienza personale a quella olografica. Non piu’ una limitata vista periscopica, ma una visione d’insieme (come la coscienza akashica indiana).

In una realta’ unica e interconnessa, l’interazione diventa implicita, come la risonanza.
Quando ho paura, ho reazioni tanto sul piano organico che mentale che psichico. Corpo, mente, anima interagiscono con simmetrie di senso, isole di significato, picchi di corrispondenza, cio’ che Calligaris chiamava risonanza. Allo stesso modo l’organismo olografico universale reagisce in modo sincrono. Risonanza e sincronicita’ sarebbero le due leggi del reale. (Jung in psicoanalisi si occupo’ di sincronicita’, scoprendo che essa e’ una delle leggi fondamentali della scienza taoista).
Ma se sono agitato da sentimenti forti, non e’ finita li’, mi si rompe l’auto, si blocca la lavatrice, mi cade un piatto ecc., accadono istantaneamente eventi che trasmettono lo stesso significato. Gli eventi non sono piu’ accidentali ma connessi. C’e’ la giornata in cui ci si alza storti e tutto va storto, e quella in cui ci si alza radiosi su ore radiose e colpi di fortuna.
Dunque, se tutto e’ energia, e questa energia e’ informazione, l’universo e’ un oceano di informazioni, in cui ogni cosa comunica con l’altra, molte esprimono lo stesso senso, e tutto comunica con tutto.
Se queste sembrano ipotesi filosofiche, la nuova fisica ci prova pero’ a dimostrarle.

Nel 1982 all’universita’ di Parigi i ricercatori hanno scoperto che in certe condizioni gli elettroni comunicano a distanza. Ogni particella sa quello che sa l’altra. Gli elettroni si comportano non come fossero separati ma come fossero in uno stesso campo con una memoria comune. Forse l’idea di distanza e separazione sono solo preconcetti di una mente che ragiona in termini di materia e che dovrebbe allargare le proprie coordinate.
Noi concepiamo la trasmissione come passaggio da un luogo a un altro, mentre la realta’ e una sola e comunica in se’.
In verita’, nelle esperienze paranormali, la conoscenza simultanea abolisce l’idea di spazio, di tempo e di velocita’ come le insegna Einstein. E’ per questo che nella Nuova Fisica comincia a delinearsi il concetto di realta’ come campo di informazione totale.
Ovviamente non e’ detto che questa informazione totale coincida con la coscienza. Che la conoscenza ci sia non vuol dire che io la conosca.
La coscienza e’ solo quel poco che affiora alla luce della visibilita’ interiore. E’ come il periscopio che sbuca da un mare profondo. La realta’ e’ totale e la conoscenza e’ totale, ma il periscopio (l’io cosciente) ne vede solo una parte. Ma Calligaris prova che premendo un certo punto del corpo la coscienza si allarga e si puo’ vedere oltre, il periscopio aumenta il suo campo di azione.
Se io vedessi tutto, non sarei piu’ un periscopio ma l’oceano intero. Ma vedere tutto e’ impossibile, perche’ siamo contenitori piccoli e una visione totale ci annichilirebbe. Siamo troppi piccoli per contenere l’universo.
Ma puo’ darsi che a certi livelli inconsci si acceda a parti dell’ologramma, saltando da un limitato universo spazio-temporale legato alle percezioni ordinarie ad un universo aspaziale atemporale, che contiene tutti gli spazi e tutti i tempi, il famoso akasha delle filosofie indiane o il Mimir, la gigantesca conoscenza del mondo delle tradizioni celtiche.
La divinazione, quando funziona, sembra un accesso allargato all’ologramma.
E la radioestesia puo’ essere un modo per ampliare l’accezione cosciente.

Ma accedere all’ologramma totale forse vuol dire anche modificarlo, per es. accedere all’informazione di una cellula tumorale puo’, da maligna, farla divenire benigna? Conoscere le cose potrebbe significare poterle modificare.
La chiave d’accesso potrebbe essere non solo cognitiva ma trasformativa.

Viviana Vivarelli
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(Nella foto: la mano e il suo ologramma)
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RADIOESTESIA INDICE

LEZIONE 1 : https://masadaweb.org/2008/03/26/masada-n-660-27-3-2008-la-radioestesia-%E2%80%93-lezione-1/

LEZIONE 2: https://masadaweb.org/2008/04/05/masada-n-665-5-4-2008-radioestestesia-lezione-2/

LEZIONE 3: https://masadaweb.org/2008/04/17/masada-n-679-17-4-2008-radioestesia-lezione-3/

LEZIONE 4 : https://masadaweb.org/2008/04/21/masada-n-683-21-4-2008-radioestesia-lezione-4/

LEZIONE 5: https://masadaweb.org/2008/05/23/masada-n-703-23-5-2008-radioestesia-lezione-5/

LEZIONE 6: https://masadaweb.org/2008/05/23/masada-n-704-23-5-2008-radioestesia-lezione-6/

LEZIONE 7: https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=MASADA+RADIOESTESIA+LEZIONE+7

LEZIONE 8 : https://masadaweb.org/2008/05/14/masada-n-699-14-5-2008-radioestesia-lezione-8/

LEZIONE 9 : https://masadaweb.org/2008/05/25/masada-n-707-24-5-2008-radioestesia-lezione-9/

LEZIONE 10 : https://masadaweb.org/2013/01/22/masada-n-1437-2212013-il-pendolino-lezione-10-di-parapsicologia/

http://www.masadaweb.org

2 commenti »

  1. […] che si rifacevano alle teorie di Calligaris (“Il pensiero che guarisce”, vedi Masada 661, masadaweb.org/2008/04/05/masada-n-665-5-4-2008-radioestestesia-lezione-2/ , […]

    Pingback di MASADA N° 922, 12-5-2009. STATI MODIFICATI DI COSCIENZA N° 9: LA SCRITTURA AUTOMATICA « Nuovo Masada — maggio 12, 2009 @ 12:33 pm | Rispondi


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