Nuovo Masada

gennaio 25, 2008

MASADA n. 621. 25-1-2008. Tonfi

Filed under: Consigliati,Masada — Viviana @ 11:41 am

Chi comanda cade. Chi lavora muore

Abre tus ojos y mira hacia dentro. Estas satisfecho con la vida que estas
viviendo? (..) vamos a caminar, de acuerdo, por los caminos de la creacion, pues somos la generación (¿dime por que’?), que cruza los tiempos de la gran tribulacion
“.
Exodus, Bob Marley

Il Governo e’ caduto. Riposera’ senza pace.
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Ve lo meritate
Alberto Sordi
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Crash
Viviana Vivarelli

Il Governo cade tra corna, risse e sputi. E’ la premiere del nuovo corso. Ma moralmente il Parlamento e’ caduto gia’ nella vergognosa ovazione a Mastella. Vista la violenta reazione popolare, c’e’ chi tenta dei ‘distinguo’. Patetica la Bindi che dice di aver applaudito il Ministro che si dimetteva non il fatto per cui lo faceva. Ma dopo 60 anni di dimissioni burletta e di fiero arroccamento del Parlamento a difesa dei suoi rei, i distinguo suonano oggi inverosimili.
Il Governo Prodi cade al Senato per 161 no e 156 si’. Decisivi Turigliatto, Dini, Mastella e Fisichella. Un extraparlamentare in Parlamento, un magnate che vuole depenalizzare la bancarotta fraudolenta, il padrino del clientelismo di Cappaloni e un monarchico antigay deluso nelle sue aspirazioni presidenziali.
Governo nato morto, ha agonizzato 20 mesi. Praticamente un accanimento terapeutico su uno zombi.
Non sara’ ricordato per il deficit lasciato a meno 1,3, il debito pubblico calato dal 106,4 al 104,6 (40 miliardi di euro in meno), l’avanzo primario cresciuto da zero al 3% e la disoccupazione al minimo, ma per l’ignobile indulto agli amici degli amici, la recessione senza freni, il precariato selvaggio, l’emergenza rifiuti, i 3 morti quotidiani sul lavoro, il carovita senza controllo, i 101 membri del Governo nel prolificare dei consigli di amministrazione, l’aumento degli sprechi pubblici, i 23 miliardi di euro in armi, i 98 miliardi mai riscossi dalle lotterie, i 28 pregiudicati in Parlamento, la Rai sotto Berlusconi, l’ovazione a Mastella, l’imbavagliamento di stampa e Magistratura, l’attacco unanime a Forleo, De Magistris e Boccassini… Restano intonsi conflitto di interessi e leggi vergogna. Ingrassano mafia, camorra e P2. Il teorema Mastella : “Cosi’ fan tutti” celebra il trionfo del clientelismo e del voto di scambio, codificandoli in prassi. Craxi non ci riusci’ con le tangenti. Un punto in piu’ alla degenerazione pubblica. Cresce l’invadenza di libera Chiesa in servo Stato. Maiani non diventa presidente del CNR per compiacere il Papa. Superstizione e fanatismo riprendono vigore e i teodem attaccano la 194 come il dissenso, i gay come i razionalisti. Tempi bui, moralmente e fisicamente, schiantati da protagonisti ignobili che hanno spento ogni luce.

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Ma perche’ Prodi poi ha voluto questa votazione?
A Bologna si dice che uno e’ ‘tamugno’ quando insiste su qualcosa fino alla morte.
Prodi non e’ coraggioso, e’ ‘tamugno’. Orribile vederlo impietrito nelle lunghe ore in cui e’ stato in balia degli scherni del parlamentari. Spettacolo miserando quanto inutile.
Ma perche’ si sara’ attaccato alla poltrona fino all’ultimo?
Aveva fatto un fioretto o gliel’aveva ordinato uno spirito in trance?
Oppure e’ entrato nell’Opus dei e questo era il suo cilicio?
Ora il centrosinistra e’ come un vaso etrusco che, tra pezzi persi e pezzi incompatibili, e’ di difficile ricostruzione. Passeremo dal grande orcio conviviale alle ampolle cimiteriali.
Brinda Berlusconi a Palazzo Grazioli. Cuffaro gli fa arrivare, premuroso, i cannoli.
Storace organizza raid di camion per Roma con squadristi inneggianti, che sembrano la fotocopia di “Fascisti su Marte”.
E pensare che era l’anniversario della Costituzione!

Per un piatto di lenticchie
Viviana Vivarelli

L’italiano e’ come quel cittadino di Ceppaloni, che, avendo ricevuto un posto di lavoro come favore, difende chi glielo ha dato, ignorando che il lavoro secondo competenza a capacita’ non e’ un favore, e’ un diritto. Per volere costituzionale.
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Attraverso squilibri successivi, un paese puo’ arrivare a vivere talmente male da convincersi che l’iniquita’ sia l’unico modo in cui sopravvivere. In tale sistema e’ fisiologico che gli iniqui tengano ben saldo il potere. Col plauso del popolo.
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Se un mezzo corrotto compete con un corrotto totale, vincera’ sicuramente quest’ultimo perche’ piu’ competente in materia.

Oltre un certo limite di bassezze consentite, la corruzione e’ l’unico sistema di governo possibile.

Si puo’ combattere contro un nemico esterno. Si puo’ combattere contro un tiranno. Si puo’ combattere contro un’oligarchia viziosa. Ma non si puo’ combattere contro un popolo che ha perso la propria coscienza o che non l’ha mai conquistata.

L’argomentazione che il proprio vantaggio personale sia preferibile al bene di tutti e’ sbagliata in partenza. La somma dei propri vantaggi personali non ha mai condotto al bene comune ma al disastro generale.

Il precariato del lavoro e il voto di scambio si legano indissolubilmente. Se togli a un uomo le garanzie del lavoro, avrai uno schiavo pronto a vendersi con riconoscenza.

Non c’e’ spettacolo piu’ ripugnante del cittadino che rinnega i suoi diritti per accettare un guinzaglio da cane, leccando la mano di chi glielo ha messo.

Per una dittatura due sono i modi di imporsi: accentrare tutti i privilegi in un gruppo ristretto, dominare tutti gli altri trasformando i diritti in concessioni. Infine c’e’ il modo tradizionale: corrompere piu’ gente possibile con la minaccia o con l’interesse.

Quando un popolo ha perso la coscienza dei propri diritti, chiunque vada al potere e’ indifferente, sara’ sempre un popolo schiavo. La liberta’ infatti non nasce dall’alto, ma dal basso.
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C’e’ una corruzione attiva che consiste nel violare i diritti degli altri. C’e’ una corruzione passiva che consiste nel lasciarselo fare.

Quando un popolo cade molto in basso, la strada dell’abuso di potere e’ tutta in discesa.

In tutto l’arco della storia la massa ha preferito i barabba al Cristo, ecco perche’ i barabba sono molti e i cristi molto rari.

Quando il bene comune e’ gettato nella polvere, possiamo fare solo un esame di coscienza per vedere quanto vi abbiamo contribuito.

Il cittadino che difende un sopruso dicendo “Cosi’ fan tutti”, puo’ stare a buon diritto accanto a chi aiuto’ i roghi dell’Inquisizione, i lager e i gulag.

La democrazia non e’ un bene che si riceve, e’ un bene che si fa.

Il peggio non e’ mai morto. Rinasce ogni mattina. Ma un giusto cittadino dovrebbe chiedersi ogni sera: “Cosa ho fatto oggi per produrre tutto questo?
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Per portare un paese al disastro nazionale basta convincere i cittadini che la domanda piu’ importante e’: “Qual’e’ il mio vantaggio personale’?” I governanti non devono essere convinti su questo. Lo sono gia’.

Uno Stato dove il bene dei governanti sopravanza quello dei cittadini, e il bene di ogni fazione sopravanza quello generale, e il bene di ogni individuo sopravanza quello di tutti gli altri, uno Stato fondato sull’egoismo di ognuno e sulla sopraffazione sugli altri, non e’ uno Stato che puo’ sopravvivere a lungo e francamente ci spaventa.
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Quello che piu’ ci intristisce non e’ la corruzione dei governanti. E’ la scomparsa dei giusti.

Quando i buoni latitano e la corruzione dei cittadini e’ pari a quella dei governanti, spariscono gli scienziati, gli artisti, i poeti, gli inventori.. come se la nebbia delle coscienze si portasse via anche l’ispirazione della mente. E’ allora che un paese tocca il livello piu’ basso della sua storia.

Ho trovato oggi il cassonetto delle lattine, della carta, del vetro, ingombro di raccolta indifferenziata. Devono essere arrivate nuove famiglie che fanno quello che vogliono. Questo fara’ si’ che in breve fare raccolta differenziata in questa strada non avra’ piu’ senso e torneremo al caos di prima. Ecco come la sciaguratezza di pochi rovina le buone intenzioni di molti.

Non esiste dittatura di uno che non si sia consolidata dall’egoismo di tutti.
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Convincere la gente che il proprio vantaggio e’ il primo comandamento e’ un modo molto facile di perdizione. In fondo nasciamo naturalmente egoisti e diventiamo migliori solo raramente e con molta fatica.
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Di fronte ad un Governo che cade dopo aver male operato e lascia il posto a un Governo perfino peggiore, i cittadini di ambedue le parti dovrebbero solo chiedersi: “In cosa abbiamo sbagliato?” Perche’ quando vince l’iniquita’, perdono tutti, da qualunque parte essa stia.
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Per quanto tu possa difendere il tuo posto di lavoro o il tuo vantaggio personale, ci sara’ sempre un momento in cui ti imbatterai in un treno che non funziona, una banca che fallisce, un aeroporto nel caos, un chirurgo scelto per meriti politici, un cibo inquinato, un amministratore delinquente, un impiegato assenteista… e allora quali valori di efficienza andrai a ripescare in un sistema che e’ cosi’ anche grazie a te?

E’ triste, ma si puo’ cementare la gente piu’ con i favori illeciti che con i diritti legittimi.

Dove domina l’interesse, muore la responsabilita’.

Se l’uomo perde il senso del senso sociale e vive solo per il suo interesse personale diventa peggiore di una bestia, perche’ l’animale ha un istinto che lo porta comunque a salvare il gruppo fino a sacrificare se stesso, ma l’egoista rovina sicuramente il gruppo umano a cui appartiene.

L’assenza di etica distrugge gli individui come rovina gli Stati. Per questo chi rinnega ogni etica dovrebbe essere considerato un nemico di tutti.

Un tempo c’erano nelle comunita’ dei saggi i cui discorsi erano guida morale per tutti gli altri.
Oggi ci sono nelle comunita’ dei magnati, i cui arricchimenti sono guida immorale per tutti gli altri
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Ricominciare da se’ non sembra facile.
Il giusto che insorge si sente debole e solo.
Dovrebbe avere un coraggio che non ha.
Una fede che tutti gli distruggono.
Una fermezza che tutti gli deridono.
Non ha potere, non ha numeri, non ha soldi.
Ha solo un’idea.
E’ come pensare di spianare una montagna. Sembra un compito insormontabile.
Eppure il progresso del mondo e’ stato fatto da persone che si sono messe contro il male. Erano sole davanti a un problema immane. E non si sono perse d’animo. Hanno fatto un passo avanti. E hanno cominciato a lavorare.
Non c’e’ mai stato problema cosi’ insormontabile che una volonta’ decisa non lo abbia risolto.
E vero che il male risorge. Ma e’ vero anche che il bene ricomincia e non si da’ mai per vinto.
Ed e’ vero altresi’ che chi combatte per un valore di molti diventa invincibile di fronte a chi si da’ da fare solo per un interesse di pochi. Il bene comune e’ alla fine un carburante molto piu’ forte del bene particolare e da’ all’uomo una forza che gli fa superare se stesso, grazie al fine che va oltre lui stesso
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Una “bella dittatura” e’ una contraddizione in termini. Una dittatura non e’ mai stata bella. Cosi’ come un delitto non e’ mai stato giusto. L’uomo non e’ nato per essere schiavo, ma per essere libero. E non esiste dittatura che possa rispettare la liberta’. In una dittatura, come in una oligarchia, sono liberi, cioe’ padroni, solo i pochi che comandano. Tutti gli altri soffrono. Per questo e’ stata creata la democrazia. Peccato che a tutt’oggi, nella maggior parte degli stati “democratici”, sia rimasta una parola solo estetica, che copre molti delitti.

La piu’ feroce contraddizione delle democrazie moderne e’ di fondarsi solo sul voto ma di averlo talmente snaturato da farne uno strumento del peggior potere.

Hanno reso il lavoro precario. Hanno reso la vita precaria. Hanno reso l’uomo precario.
In questa precaria democrazia, l’unica cosa non precaria e’ l’arroganza di chi governa
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Norberto Bobbio
La democrazia è governare la cosa pubblica in pubblico
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Ridiamaro :- (Mauro

Il sogno della “mezza” salma di Arcore:
La lungo-degenza del potere, alla Fidel Castro.
L’immagine del “lider maximo” ultra ottuagenario, in tuta Adidas, adagiato sul letto, che discute di politica estera con Chavez ha avuto un profondo valore immaginifico.
Ecco il vero obiettivo del nostro eroe.
Trasferire gli emicicli nel reparto emotrasfusi.
Spostare la Camera al San Camillo e il Senato al Fatebenefratelli..
ridisegnare gli assetti internazionali in corsia, adagiato sulla barella di ordinanza…
Ricevere capi di stato tra padelle e flebo, con le cannucce alle narici.
Il sogno proibito:la repubblica presidenziale?
Macchè, piuttosto la repubblica ambulatoriale..
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Viviana

Ma anche in Italia non si scherza
Un ultrasettantenne messo in crisi da un altro ultrasettantenne, con la defezione di altri ultrasettantenni. Ottimo modo per celebrare una Repubblica sessantenne. Viva la Repubblica geriatrica!
Penso con terrore a chi difendera’ la Repubblica quando compira’ i 70 anni!

Un paese dominato da vecchi che riesumano il peggio. Come dicono gli psicologi: piu’ sei vecchio piu’ perdi i ricordi recenti e ravvivi quelli antichi. Vuoi ricreare “i bei tempi”! Ormai siamo arrivati al Medioevo. E i cittadini di Ceppaloni se ne vantano! Per non parlare di chi rivuole l’Inquisizione!

Do ragione alla Chiesa: non e’ il sole che sta al centro del sistema solare. E’ il potere!
Il nostro e’ un sistema cratocratico.

Spesso mi sbriglio in sogni impossibili. Le utopie sono nulla a confronto. Sogno il potere di fulminare chi non mi aggrada. Sto facendo un’ecatombe. Mi rallegro che Dio sia piu’ prudente.
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Insopportabili paradossi

C’e’ un potere legittimo e un potere illegittimo. Il paradosso e’ che il nostro voto democratico garantira’ comunque la legittimita’ di un potere illegittimo.
Considerando che per legge di Stato Berlusconi non si sarebbe mai dovuto candidare, e considerando il modo con cui ha governato, rieleggerlo significhera’ sancire legalmente una illegalita’.
Del resto, considerando come il centrosinistra ha costruito le liste elettorali e ha candidato allo stesso modo parenti, inetti o delinquenti alle amministrazioni locali o centrali, calpestando la sovranita’ popolare, e considerando il modo con cui ha governato, anche votare per il centrosinistra sancira’ legalmente una illegalita’.
Comunque la giriamo la democrazia sara’ il sostegno di un abuso.
A comprova che le parole non bastano a creare il diritto. E neanche le leggi, quando sono fatte da iniqui.
Ma ritirarsi dalla democrazia non ha mai migliorato alcunche’. In molti casi ha consolidato i peggiori.

Carmelo

La scena dell’aggressione da parte dell’esponente UDEUR contro il suo oramai ex-collega di partito è stato davvero il momento culmine, nel quale abbiamo visto il massimo della qualità di certi parlamentari “cattolici”, “moderati” e “benedetti” dal Papa. Ho visto un tipo con gli occhiali da sole che si metteva ad urlare all’impazzata nei banchi del Senato, offendendo il senatore con parolacce grosse.
Poi, il momento nel quale Marini ha dato l’esito del voto è stato un altro highlight da cabaret: Marini è riuscito appena a dire la metà del risultato, che qualcuno della destra ha tirato fuori una bottiglia. Lì, Marini ha prontamente interrotto il comunicato per rimproverarlo, dicendo che loro non stavano mica in un’osteria. Manco fossimo all’asilo nido…!
Beh, se questa è lo stile, l’educazione ed il rispetto per la costituzione di coloro che dovrebbero governare l’Italia nei prossimi 5 anni, allora sono davvero contento di stare in Svizzera. Nonostante qui abbiamo una destra altamente xenofoba, almeno essa non fa scenate intrise di pura e semplice volgarità. Il rispetto per gli avversari politici, gli elettori ed il popolo sovrano, innanzitutto…
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Morti sul lavoro

La piaga degli incidenti sul lavoro in Italia ha causato piu’ morti della seconda Guerra del Golfo. Lo studio dell’Eurispes «Infortuni sul lavoro: peggio di una guerra», presentato nella mattinata alla Camera dei deputati, ha calcolato come dall’aprile 2003 all’aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre, dal 2003 al 2006, nel nostro Paese i morti sul lavoro sono stati ben 5.252. Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100 addetti: queste le cifre del fenomeno secondo l’Eurispes. ci mancano ancora, morte sul lavoro 1.017 persone e altre 25.447 sono rimaste invalide.
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Redazione GlobalProject Bologna
Il lavoro uccide anche a Bologna

Ma andate a lavorare!… questo uno dei frettolosi consigli che gli i(n)soliti ignoti si sono sentiti donare dal tumultuoso traffico che assediava porta S. Donato. Quella stessa porta a cui e’ stata cambiata l’abito la settimana scorsa, raccontando una storia piu’ vera del puerile “benessum” e del sorriso di Mingardi. Mostrando che sono le sbarre ad accogliere chi arriva in Italia e a Bologna per cercare una vita dignitosa.
Come un tarlo, quel ” Andate a lavorare!” e’ suonato come una minaccia: in una citta’ dove il lavoro ha gia’ ucciso dal 2002 al 2006 150 lavoratori e lavoratrici, andando a lavorare e’ possibile non tornare a casa. Si cade da una impalcatura, si ribalta il trattore, prende fuoco una fabbrica, si respirano delle esalazioni mortali. Ci si ritrova dalla statistica dell’occupazione a quella delle morti sul lavoro.
Il lavoro uccide in Italia mediamente 1376 uomini e donne, da inizio anno si contano già 50 vittime. Dal 2003 al 2006 il lavoro ha ucciso 5252 lavoratori e lavoratrici. Un numero inaccettabile, per di piu’ se paragonato, ad esempio, ai 3.520 militari della coalizione caduti in Iraq dall’inizio della seconda guerra del Golfo.
Militari e mercenari celebrati come eroi, con funerali in pompa magna alla presenza di tutti i rappresentanti politici, mentre i lavoratori uccisi vengono lasciati nell’indifferenza più assoluta e usati solo per dibattiti da salotto che durano il tempo di un giorno.
Media e politici continuano a chiamarle morti bianche invece che con il loro vero nome: omicidi, stragi, che hanno alle spalle responsabilita’ e responsabili precisi. Si parla di morti inevitabili, quasi dovute, come se la sicurezza sul lavoro fosse un optional!
La sicurezza per noi non passa per logiche securitarie, di controllo e repressive che questa amministrazione, nella maniera piu’ perversa, continua a esercitare, ma si conquista attraverso diritti sicuri, in primis, il diritto a non morire per lavorare.
E cosi rieccoci di nuovo in mezzo ai viali per mettere un punto interrogativo su tutto questo ottimismo che le porte della citta’ trasudano, per vedere se c’e’ qualcun’altro che a Bologna non sta benessum o se invece i dogmi che prescrivono allegria e spensieratezza per tutti hanno gia’ attecchito.
I(n)soliti ignoti

liste.rekombinant.org/wws/subrequest/rekombinant
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Family Day
Marco Travaglio

L’altra sera Bruno Vespa, marito di Augusta lannini che dirige gli Affari di giustizia del ministero per volonta’ di Mastella, ha organizzato una passerella per Mastella, cioe’ per il datore di lavoro della sua signora. Il quale lacrimava per le sorti della sua signora agli arresti. Annunciava il ritiro dell’appoggio esterno, anzi del concorso esterno, al governo. E insultava senza contraddittorio giudici, pm e cronisti (assenti) evocando complotti calabro-lucan-campani e sparando le solite corbellerie. La migliore: «Non si arresta mia moglie senza prima sentirla, lo dice pure Andreotti» (i giudici avrebbero dovuto convocarla, anticiparle le accuse e preannunciarle il suo prossimo arresto, sempreche’ la signora non avesse nulla in contrario).
Poi l’insetto ha mandato in onda il lungo battibecco fra la «iena» Alessandro Sortino ed Elio Mastella, figlio dei piu’ noti Clemente & Sandra. In studio gli squisiti ospiti si profondevano in complimenti per la performance di Elio, che dava del raccomandato a Sortino perché suo padre e’ membro dell’Authority delle Comunicazioni; mentre lui, Elio, e’ un umile «metalmeccanico» che tira avanti «con 1800 euro di stipendio». Il mondo alla rovescia. Sortino viene assunto a Radio Capital perche’ e’ molto bravo nel lontano ’98, sette anni prima che suo padre vada all’Agcom.
Le lene lo notano e lo ingaggiano nel 2000, cinque anni prima che il padre vada all’Agcom. Dunque non e’ un raccomandato. Non lo e’ nemmeno il padre Sebastiano, che vanta un curriculum di prim’ordine: laureato in legge, per 10 anni responsabile della Piccola impresa in Confindustria, per 5 anni dirigente Eni, dal ’77 direttore generale della Fieg (federazione editori giornali) e consigliere Cnel, esperto di antitrust e tetti pubblicitari tv, dunque nemico giurato del monopolio Mediaset e odiato da Confalonieri. Sortino figlio ha fatto carriera nonostante il padre e il padre ha fatto carriera nonostante Mediaset.
Nell’Agcom siede pure un rappresentante Udeur; si chiama Roberto Napoli, il suo curriculum fa sorridere: medico legale all’ospedale dì Battipaglia, consigliere comunale a Battipaglia, assessore a Battipaglia, sindaco di Battipaglia, senatore dal ’94 al 2001, poi trombato e sistemato all’Agenzia per l’ambiente della Campania. Dall’alto di questa spettacolare esperienza e in barba alla legge sulle Authority che pretende «persone di alta e riconosciuta competenza nel settore», nel 2005 Napoli entra in Agcom.
Appena arrivato, si da’ subito da fare e nomina sua segretaria Alessia Camilleri, promessa sposa di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente. Intanto la figlia Monica Napoli prende il praticantato presso Il Campanile, organo dell’Udeur finanziato dallo Stato con 1,3 milioni l’anno. Al Campanile fanno il praticantato anche Alessia Camilleri, il suo futuro sposo Pellegrino Mastella e l’ex fidanzata di Elio Mastella, Manuela D’Argenio.
Nel 2005 Il Campanile, secondo l’Espresso, versa a Clemente 40 mila euro per «compensi giornalistici»; 14 mila per pagare i panettoncini e torroncini della signora Sandra per i regali di Natale; 12 mila allo studio legale di Pellegrino; 36 mila in tre anni alla societa’ assicuratrice dello stesso Pellegrino. Il giornale rimborsa molti viaggi aerei alla famiglia Mastella (compresi Pellegrino, Elio e Alessia). Altri 2 mila euro al mese vanno al benzinaio di Ceppaloni che fa il pieno al Porsche Cayenne di Pellegrino.
Ora Elio lavora alla Selex, gruppo Finmeccanica, al modico stipendio – dice – di 1800 euro. Strano, perche’ ogni mese paga insieme al fratello una super-rata di 6700 euro per il mutuo acceso per acquistare uno dei sei appartamenti rilevati dalla famiglia Mastella nel centro di Roma a prezzi stracciati. L’appartamento ex-lnail, in largo Arenula, ospita Il Campanile ed e’ della societa’ omonima, intestata all’ex tesoriere Tancredi Cimmino e al segretario Mastella, poi girata ai due figli: 50% a Elio, 50% a Pellegrino. Valore dell’immobile: 2,4 milioni.
Ma i giovanotti lo hanno per 1,45 milioni, grazie a un mutuo di 1,1 milioni con rata mensile di 6700 euro. Come lo pagano? Con l’affitto versato dall’Udeur, 6500 euro mensili, il doppio dì quello pagato allora all’Inaii. Come l’hanno garantito? Con due dei 4 appartamenti delle Generali comprati in contanti in lungotevere Flaminio: 2 da Elio, 2 da Pellegrino. Ricapitolando: il giovane metalmeccanico da 1800 euro possiede mezzo mega-appartamento in largo Arenula, un intero terzo piano comprato per soli 200 mila euro e un alloggio costato 67 mila euro.
Sortino jr. si e’ fatto strada con le sue gambe, ha comprato casa con soldi suoi, a prezzi di mercato. Una vergogna nel Paese dei Ceppalones. Infatti per Porta a Porta il raccomandato e’ lui, la iena. Viva commozione invece per il metalmeccanico immobiliarista.
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I politici dovrebbero essere accusati di una quantita’ sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente: indegnita’, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di servizi segreti, responsabilita’ nelle stragi.. responsabilita’ della degradazione antropologica degli italiani…”

Pasolini
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CROOLLAAAAAA!!!
di Gianluca Freda

Quella appena trascorsa e’ stata una buona settimana. Una settimana di crolli. Prima e’ crollata la tracotanza del Papa, cacciato dall’Universita’ romana La Sapienza dove tutto era gia’ pronto per uno dei suoi comizi oscurantisti, complici le laicissime autorita’ dell’ateneo. Non e’ che io sia contro i comizi pontifici nelle universita’ italiane, ci mancherebbe. E’ solo che, in nome della buona creanza, gli scambi di cortesie fra stati sovrani dovrebbero essere reciproci. Permettiamo pure a B-16 di sproloquiare su aborto ed eutanasia dai pulpiti laici dei nostri templi della cultura. In cambio vorrei pero’ che il papa-sgorbio, in segno di riconoscenza, autorizzasse una conferenza di Piergiorgio Odifreddi dal balcone di Piazza San Pietro. O cosi’ o niente, nella vita non si puo’ solo ricevere senza mai ricambiare.
Poi e’ crollato Mastella, insieme alla “Fist Lady” Sandra, sotto il peso di cosi’ tante ipotesi di reato che faccio ormai fatica a tenerne il conto. Se qualcuno conosce qualche nuova ipotesi di reato a carico di Mastella, dei suoi familiari e/o dei soci di partito, per favore, me la comunichi per e-mail. Vorrei avere al piu’ presto la collezione completa e mi mancano pochissimi articoli del codice penale per ottenerla.
Poi e’ crollato per manifesta incompetenza gestionale il “Portale dell’Italia”, il sito web gestito da Francesco Rutelli, costato 45 milioni di euro (90 miliardi di lire). Pur dolendomi dello sperpero indegno (ma consueto) del denaro dei contribuenti, faccio notare, con un certo orgoglio, che per il mio piccolo blog non ho speso nemmeno una lira e ho avuto molti, ma molti piu’ utenti del sito gestito da Francesco Rutelli. So’ soddisfazioni. Il “Portale dell’Italia” doveva essere una vetrina in grado di mostrare al mondo le competenze, le qualita’ e le capacita’ tecniche del nostro paese, “riportando l’Italia al posto che le spetta”. Direi che l’obiettivo e’ stato perfettamente centrato.
Poi sono crollate, sotto l’avanzare di deliziosa e progressiva catastrofe, le borse europee. E’ stato uno spettacolo spassoso ed eticamente formativo. Ho portato mia figlia piu’ piccola di fronte allo schermo del PC e le ho mostrato, una per una, le foto degli operatori finanziari urlanti, sudati e con le mani nei capelli. A quell’eta’ sono cose che restano impresse per tutta la vita e si ricordano con affetto. “Guarda, bimba… quello e’ un trader milanese che ha perduto 30 milioni di euro investiti sui subprime. Come strilla! Lo vedi quant’e’ brutto, a papa’?”.
Il crollo delle borse mi e’ risultato tanto piu’ gradito in quanto araldo dell’avvento di un altro crollo, lungamente atteso: quello dell’economia USA, oberata dai debiti di guerra, dal declino morale e produttivo, dallo sperpero folle di orde di consumatori squattrinati, indebitati e imbecilli. Sara’ uno spettacolo indimenticabile veder schiattare l’economia statunitense come uno di quei pachidermici avventori americani di McDonalds, col culo largo quanto il ponte di decollo della Lincoln, che si sia ingozzato di cheeseburger fino a superare la massa critica. Sara’ una pirotecni’a di cartilagini, un tripudio di escrescenze carnose che schizzano verso la stratosfera come i fuochi del quattro di luglio. Non voglio perdermelo per nulla al mondo.
E’ crollata anche, secondo un sondaggio dell’Eurispes, la fiducia degli italiani nelle istituzioni. Sono vivo per miracolo. Ero infatti intento da anni a cercare di estrarla dalle macerie col pennellino da paleontologo quando ho scoperto, con somma sorpresa, che la fiducia era ancora in piedi ed e’ rovinata in frantumi soltanto oggi. C’e’ mancato poco che mi cascasse addosso, non vi dico lo spavento. Un pezzo di fiducia nella magistratura, franata sotto il 50 per cento, mi e’ passato a cinque centimetri dalla cervice, rischiando di schiacciarmi come un cocomero. Un venditore di souvenir che si trovava a poca distanza e’ stato travolto da un grosso detrito di fiducia nella scuola, crollata al 33 per cento, restando ucciso sul colpo. La fiducia nella Chiesa, resa pericolante dai demoniaci sorrisi di Ratzinger, e’ piombata sotto il 50 per cento, provocando alcune decine di feriti. Ecco perche’ ogni volta che Ratzinger stirava i muscoli facciali in quell’atroce sogghigno mi sembrava di sentire certi sinistri scricchiolii. Ma il botto piu’ forte lo ha fatto la fiducia nel governo, che si e’ schiantata sulla via sottostante, sfondando la sede stradale e precipitando sotto il 20 per cento. I vigili del fuoco, accorsi sul luogo della sciagura, non hanno potuto far altro che raccogliere le vittime, sgomberare la zona e proclamare lo stato di calamita’.
Dulcis in fundo, crollata la fiducia nel governo, e’ crollato anche il governo, investito da una carica di parlamentari dell’Udeur in fuga. “Prodi sull’orlo della crisi”, titolano con pietoso eufemismo i quotidiani stranieri, fissando orripilati il corpo del professore bolognese gia’ sfracellato in fondo alla scarpata. Si accalcano intorno alla scena del tragico incidente i litigiosi candidati alla successione: i Berlusconi mezzi morti, i Bossi redivivi, gli zombi diniani, i Giordano rantolanti. Domattina il cadavere verra’ composto alla Camera “per rendere comunicazioni sulla situazione politica generale”. Mosso da umana pieta’, vorrei risparmiare al morto quest’estrema, inutile fatica. La situazione politica ve la dico io, ed e’ la seguente: una situazione eccellente, come in ogni circostanza in cui sia grande il disordine sotto il cielo.
Non c’e’ piu’ il governo, stritolato dall’incriminazione del Ministro della Giustizia e del suo intero partito, come avviene in ogni Repubblica delle Banane che si rispetti.
Non ci sono piu’ gli Stati Uniti, nostri ex imperatori, che fin dall’epoca della loro occupazione d’Italia avevano tenuto in piedi con stragi e prebende la repellente pantomima di cialtroni che amavamo chiamare “democrazia”. E’ ufficiale: gli Stati Uniti sono morti, economicamente, militarmente, produttivamente e – soprattutto – moralmente. Che possano bruciare all’Inferno.
Non c’e’ piu’ la finanza allegra e caciarona, che negli ultimi vent’anni ci aveva garantito un’ebete sopravvivenza vegetale nel polmone d’acciaio delle sue bolle speculative. Siamo soli e affamati, con il pane che rincara, il denaro che si deprezza, la crisi petrolifera che incombe. Riaprite il vostro orticello, presto, se ricordate ancora come si fa a concimare una pianta di fagioli!
Non c’e’ piu’ la scuola, magistra vitae, che spesso non ci ammaestrava alla vita ma ci iniettava germi di pensiero, rendendo la vita e le sue traversie piu’ sopportabili. Quando saremo soli con l’inflazione e la fame, non avremo piu’ Seneca, Agostino, Petrarca, Pirandello e Gadda a consolarci. Solo grossi Suv senza carburante e telefonini millefunzioni che non squillano piu’. Potete imparare a leggere da soli o rassegnarvi a fissare uno schermo bianco. Vedete voi, io, tra un turno di lavoro e l’altro, ho imparato un po’ d’alfabeto per i tempi di crisi.
Non c’e’ piu’ la fiducia, e questo e’ grave, perche’ la fiducia era una cosa seria che si dava alle cose serie. Oggi la fiducia si da’ alla legge finanziaria di Prodi, mentre la Galbani, che voleva dire fiducia, e’ stata svenduta da Prodi agli angloamericani insieme al resto del Belpaese. La fiducia continua ad essere una cosa seria, solo che non ci sono piu’ cose serie a cui destinarla. L’emmenthal svizzero non e’ adeguato. Le cose serie dovrete cercarle e trovarle da soli. Non e’ poi un’impresa cosi’ disperata. Vi auguro buona fortuna, ma non ne avrete bisogno.
Non c’e’ piu’ la Chiesa, e dovrei dire “finalmente!” ma in questo momento non ne ho la forza. In tempi di vuoto pneumatico delle coscienze anche un dio decotto, impiccione e piagnucolante come il vecchio capellone appeso poteva tornare utile. Vabbe’. Tutti gli de’i muoiono prima o dopo, a maggior ragione quelli gia’ schiantati sul Golgota da duemila anni. Tocchera’ trovarne un altro. E non fate quella faccia come se fosse la fine del mondo! Avete idea di quante volte lo abbiamo gia’ fatto nei millenni passati?
C’e’ ancora l’Unione Europea, ma per poco, temo (o spero). Non appena la crisi economica si fara’ sentire e i rendimenti dei titoli di Stato tra nazione e nazione raggiungeranno un tale dislivello da creare concorrenza tra i paesi membri, i paesi piu’ disastrati (e quindi con i titoli a piu’ alto rendimento) come il nostro verranno accompagnati cortesemente alla porta. Abituatevi alla vita di periferia nel vecchio continente. Si e’ piu’ soli, ma molto meno male accompagnati e certe sere d’estate si riesce perfino a divertirsi.
Non c’e’ piu’ la scienza, asservita alla religione del profitto e del controllo delle masse fino a diventare essa stessa una religione, strapiena di dogmi antiquati e senza senso. La scienza: l’unica religione monoteista priva di divinita’ che la storia dell’uomo ricordi. Non c’e’ piu’ il lavoro, su cui la Repubblica Italiana era fondata e su cui e’ sprofondata quando le fondamenta hanno ceduto. Non c’e’ piu’ l’informazione, sostituita dal blaterare incessante del gossip e delle veline di regime, l’equivalente assordante di un silenzio di tomba. Non c’e’ piu’ l’Occidente. Non ci sono piu’ l’onore e il coraggio. Non ci sono piu’ le mezze stagioni.
Questa e’, in estrema sintesi, la situazione politica che, se fossi nel morto che cammina, mi sentirei di illustrare domani mattina alla Camera: non c’e’ piu’ l’Italia, ne’ il mondo come lo conoscevamo. Ci siete voi e solo voi, senza piu’ leader in cui credere, senza piu’ stelle avvelenate da seguire. Puo’ sembrare una situazione disperata.
Non lo e’ affatto. E’ eccellente, come diceva il vecchio Zedong.
E’ difficile spiegarvi il perche’.
Lo scoprirete solo vivendo.
..
Mauro

Cio’ che la sinistra, questa sinistra non ha avuto il coraggio di discutere, di affrontare come forza di maggioranza, come si puo’ pensare che possa sostenerlo come forza di opposizione, cioe’ in maniera incisiva ed organica?
Il mio distacco, che nasce molto prima di questo degrado veramente stupefacente, e’ profondo, ormai. Una distanza sempre piu’ siderale da questo progetto logoro ,consunto di sinistra, come forza antagonista, un progetto legato, almeno per me, a stilemi astratti, appesantiti, la contrapposizione tra capitale e lavoro collocata in una dimensione post-industriale, con il dogma dell’illimitata disponibilita’ di risorse della visione macro-economica, a blocchi granitici.
Il mio interesse va ad un’economia ridotta, ad una diversa concezione del lavoro, ad un risanamento del tessuto micro-produttivo, all’affrancamento dai diktat europei in termini di finanza, economia e sovranita’.
Non sono cose fantascientifiche,lo si puo’ pensare dando valore e dignita’ alle amministrazioni, ripulendole cioe’ dell’ultima forntiera clientelare, della trincea dove ci si scanna per il piu’ misero dei “loculi” , da piazzare al piu’ sfigato amico degli amici..
Temi quasi totalmente trascurati dalla sinistra radicale, appena lambiti nelle retroguardie, mal digeriti dai vertici attuali geneticamente modificati.
Ogni tanto trattati da uno dei pochissimi quotidiani che ti facciano ancora riflettere oggi, “il Manifesto”, ottimo a parte qualche tormentone “anti-berlusconiano ” di troppo , di cui non se ne puo’ francamente piu’..
Il futuro del PDCI e del PRC lo vedo assai fosco, ma la cosa come dicevo non mi riguarda piu’..
Credo pero che i militanti debbano prendere atto del fatto che, seppur nella grande confusione, una certezza c’e’. I vertici attuali vanno disintegrati, il loro fallimento e’ imbarazzante e inconfutabile. Urge, appunto una rifondazione, nuove teste pensanti, un nuovo approccio. Una “grosse koalitionen” di sinistra diretta da queste mummie produrrebbe un dissolvimento del movimento tale da rendere la scomparsa dei dinosauri un “coffee break”.
..
Storicamente, e’ stata l’inerzia di quelli che potevano agire, la indifferenza di quelli che avevano capito, il silenzio delle voci giuste che ha contato di piu’, che ha reso possibile che il male trionfasse

(Haile’ Selassie)
..
Mauro

Il Financial Times torna oggi a occuparsi dell’Italia scrivendo nella pagina dei commenti che si tratta del paese «peggio governato d’Europa», in ginocchio, con una classe politica «iper-pagata» preda del «trasformismo» che sta inesorabilmente perdendo «legittimita’» tra i cittadini stanchi e disillusi.
Mai e poi mai credo si possano rimpiangere governi passati, se non sotto l’effetto di sostanza allucinogene.
Sulla questione del voto, allo stato attuale io non esercitero’, come ho gia’ puntualizzato piu’ volte. Sulle differenze tra questa destra e questa sinistra, non mi interessa sapere che ce ne siano o meno, nell’essenza…
Non sono tempi adatti al cesello, alla dissertazione filosofica sui massimi sistemi e sulle differenze di genere..
Da neo-pragmatico, con un po’ di nausea, dico che nei fatti non ne ho viste, dopo questi due anni di tormento.
Il sistema elettorale non spiega tutto, prova ne sia che nessuno intende cambiarlo.
Nella logica del saccheggio e dell’assalto alla diligenza e’ quello che da’ migliori risultati e tutti ne hanno goduto i benefici.
Circa la riforma elettorale mi viene in mente un detto genovese: (a bella de Turriggia tutti a voan e nisciun a piggia) La bella di Torriglia, tutti la vogliono e nessuno se la piglia
(Torriglia e’ un paesino dell’entroterra genovese).
Ripeto, nulla di quello che avrei voluto e’ stato neppure preso in considerazione da questo governo.
Riposi in pace, amen..

Mai avrei pensato di rimpiangere un “bel” giorno la vecchia DC..
La vita e’ imprevedibile.
La cara Balena Bianca, furto si’ ma con destrezza e classe, clientela, baci , coppole e dettato costituzionale.
Censure sulla televisione e coraggiose aperture laiche, imprevedibili.
Mafia del cemento ed edilizia popolare.
Scoutismo e associazionismo a delinquere, ma da abatini.
Ricostruzione industriale e sfascio ambientale.
Sindacalismo e serrata.
Repressione scelbiana e solidarieta’.
Connivenza e lungimiranza.
Capitale e lavoro, caporalato e prebende.
Cristiana per definizione , eppure fatta da uomini che credevano in una vera separazione tra stato e chiesa senza sudditanza bavosa..
Come De Gasperi, che non si genufletteva dinanzi al papa di turno,come Casini,Cesa e Veltroni
Corruzione e sacco ma con DNA nobiliare…
Un bacino di voti clientelari, certo, ma una struttura vera, radicata, fortemente popolare ..
DC che ha inoculato malaffare e i prodromi dell’attuale annichilimento, questo e’ innegabile..
Ma i saltimbanchi squallidi che sbraitano nel salotto liso della misera televisione ITAGLIANA, che tristezza!!
Parvenus del ladrocinio, che gozzovigliano con i piedi sulla tavola, abbrutiti dal presenzialismo catodico, senza ritegno alcuno…
Rozzi, ignoranti, incolti e amorali, e non a corrente alternata …
Furto urlato, cafoneria, lenocinio, arroganza sguaiata, ricchezza ostentata, frutto di spartizioni spietate..
E sotto il tavolo, i giornalai servi, con la paletta, pronti a pulire le loro deiezioni….
..
Paola
Temo che questa agonia si prolunghera’, logorando i nostri nervi che gia’ non godono, credo, ottima salute. Ormai non riesco piu’ ad ascoltare la televisione, la mattina strepito con la radio…non riesco a leggere i giornali, a mala pena giro in rete… forse finiro’ in cima a una montagna come un eremita.
Tuttavia nessuno potra’ mai convincermi che destra e sinistra sono la stessa cosa!!!
Fate pure le vostre battaglie… io ho ricevuto sicuramente come tutti le mie delusioni da 18 mesi a questa parte, ma nessuno mai mi fara’ rimpiangere altri governi precedenti, men che meno ovviamente la destra e berlusca, ne’ mi convincera’ mai a votare scheda bianca o ad annullarla!
Sono tempi duri, si’,.. ma quando passa ‘sta nuttata? 🙂
..
Mariapia

Quello che aspettavamo e’ arrivato, ma i mattoni in testa fanno male.
Tutti noi italiani che abbiamo votato per questo governo ci siamo domandati che significato aveva mettere Mastella alla Giustizia.
In questi quattro giorni io ho capito benissimo non solo quel significato ma le mille cose che stentavo a capire, e le ho messe insieme ad altre diecimila che avevo gia’ capito.
Questo e’ un troppo che aspettavamo da tempo.
Io vorrei elezioni subito, questa situazione cilena mi allarma.
Oggi ero talmente assente che ho lasciato la borsa con portafogli, patente, libretto degli assegni e altro al supermercato Conad qui vicino a casa. Le chiavi di casa le avevo in tasca e cosi’ non mi sono accorta della dimenticanza.
Un ragazzo del Supermercato me l’ha portata a casa e non mancava nulla. Un piccolo miracolo. Ormai e’ su questo che confidiamo.
…….
Il Paese dell’anomalia
MASSIMO GIANNINI
Repubblica

Nell’esausta democrazia italiana, malata di opposti estremismi e di mutui immobilismi, e’ difficile anche morire. Tra grandi montagne di rifiuti materiali e piccole vendette personali, le ultime ore di vita del governo di Romano Prodi sono un tormento politico e un calvario mediatico. Nulla e’ normale, lineare, fisiologico, nell’irrisolta e mai realmente compiuta Seconda Repubblica.
In qualunque altro Paese dell’Europa moderna una maggioranza cade in Parlamento, per una rottura politica che gli elettori capiscono, e di cui comprendono le ragioni. Solo in Italia il leader di un piccolo partito puo’ annunciare la fine di una maggioranza politica in una conferenza stampa, e poi nel solito salotto di Porta a porta. Senza prima spiegare alle Camere le sue motivazioni, e senza rendere conto all’opinione pubblica delle sue decisioni.
La “rupture” di Clemente Mastella e’ il gesto irresponsabile di un ministro Guardasigilli che, colpito da una pesante e non del tutto convincente inchiesta della magistratura, ha trasformato se stesso in un martire, mai abbastanza “protetto” dai suoi stessi alleati. E fingendo di immolare se stesso sull’altare della persecuzione giudiziaria, ha finito per sacrificare il governo sull’altare della convenienza politica. Forse l’ha fatto per evitare comunque le forche caudine del referendum, come lasciano pensare le mosse dell’Udeur successive al via libera della Consulta ai quesiti. O forse l’ha fatto perche’ ha gia’ in tasca un accordo con Berlusconi, come lascia sospettare la sua pretesa, del tutto irrituale, di ottenere “la crisi di governo e le elezioni anticipate”.
Sta di fatto che questo, probabilmente, e’ l’atto finale con il quale si compie il destino di Prodi, e si avvera l’ormai celebre profezia di Fausto Bertinotti, che aveva paragonato il premier al Cardarelli di Flaiano, “il piu’ grande poeta morente”. E’ anche, verosimilmente, il rito di passaggio che finira’ per riportare gli italiani alle urne, con tre anni di anticipo sulla regolare scadenza della legislatura. Ma neanche quest’ultimo strappo, al momento, e’ ancora sufficiente a trasformare una crisi virtuale, che purtroppo dura ormai da qualche mese, in una vera e propria crisi formale. C’e’ modo e modo di morire. E se proprio gli tocca, Prodi vuol morire a modo suo. In un modo che lasci il segno, non solo sulla sua immagine personale di questi giorni, ma anche e soprattutto sull’anomala transizione italiana di questi anni.
Per questo la sua strategia, messa a punto nella notte insieme ai colleghi ministri e ai leader del centrosinistra, prevede una serie di tappe che non appaiono del tutto scontate, e che potrebbero riservare persino ulteriori sorprese.
Prodi oggi non andra’ a dimettersi nelle mani del Capo dello Stato, come gli chiede in coro il centrodestra ricompattato dall’eutanasia del centrosinistra. Si presentera’ invece alla Camera, per il dibattito sulla giustizia, o facendosi approvare un ordine del giorno, o chiedendo esplicitamente la fiducia. La otterra’, perche’ nonostante tutto il Pd e la sinistra radicale non hanno alcuna intenzione di staccare la spina, e perche’ a Montecitorio il governo ha i numeri anche senza l’Udeur.
A quel punto, forte di questo imprimatur di un ramo del Parlamento, affrontera’ le forche caudine del Senato. E a Palazzo Madama, se nel frattempo non fosse riuscito un tentativo estremo di far rientrare Mastella, o quanto meno di convincere i dubbiosi del suo partito a recedere dal proposito di uscire dalla maggioranza, il premier potra’ anche cadere. Ma nella caduta, marchera’ a fuoco l’intollerabile anomalia del sistema politico-istituzionale: un voto disgiunto tra la Camera che da’ la fiducia e il Senato che la nega, ultimo frutto avvelenato di una legge elettorale scellerata (il “porcellum”). E cosi’ segnalera’ una volta di piu’ l’urgenza di non interrompere il cammino del governo, perche’ anche ad esso e’ collegato il cammino delle riforme istituzionali ed elettorali necessarie a superare quell’anomalia di sistema.
Visto nell’ottica degli “addetti ai lavori”, in questo percorso tortuoso c’e’ un elemento di valutazione che anche il presidente della Repubblica, quando sara’ chiamato a decidere il da farsi, non potra’ trascurare del tutto. Ma non si puo’ negare che, visto invece in nell’ottica della gente comune, questo puo’ sembrare un inutile, disperato bizantinismo del Palazzo romano.
Si puo’ capire che Walter Veltroni, e con lui lo stato maggiore del Pd, faccia di tutto per sostenere il tentativo del governo. Ha vissuto con crescente disagio il dovere morale di intestarsene i problemi, dallo scandalo dei rifiuti a Napoli allo stesso caso Mastella. Ha dovuto procedere, con andatura a tratti schizofrenica, su un doppio binario: la condivisione forzata (esprimendo solidarieta’ politicamente “costose” perche’ altamente impopolari, per esempio a Bassolino e a Pecoraro-Scanio) e la vocazione maggioritaria (sostenendo costantemente la sfida ai “nanetti” dell’Unione sulla liberta’ del Pd di presentarsi da solo qualunque sia il sistema elettorale, che ha finito per far saltare i nervi all’Udeur).
Proprio oggi, nonostante tutto, Veltroni non puo’ permettersi il lusso di scaricare Prodi, senza pagare a sua volta il prezzo di una co-gestione dei suoi insuccessi piu’ recenti: dall’azione di governo allo stesso esito, purtroppo improduttivo, del dialogo sulla riforma elettorale.
Questo tema chiama in causa l’altro protagonista di questa fase cruciale. Non si capisce perche’ mai Silvio Berlusconi dovrebbe fermarsi, ormai a meno di un metro dal traguardo che insegue da un anno e mezzo di spallate fallite. Il Cavaliere ha tutto l’interesse a sbarrare la strada non solo alla sopravvivenza di Prodi, il che e’ fin troppo ovvio, ma anche a qualunque altra ipotesi che non contempli le elezioni anticipate. Governo tecnico-istituzionale compreso. Conoscendo il soggetto, gia’ pareva difficile individuare la sua convenienza a fare un accordo con Veltroni sul “Vassallum” o sulla bozza Bianco, che avrebbe allungato la vita a un Prodi solido al governo.
Figuriamoci dove puo’ essere il suo vantaggio ad assecondare l’operazione proprio adesso, appoggiando un tentativo ulteriore di un Marini o di chissa’ chi altro, con un Prodi ormai “morente” a Palazzo Chigi. Il richiamo della foresta, per il Cavaliere, e’ a questo punto troppo forte. E Fini e Casini, in queste condizioni-capestro, non possono resistergli senza dare ai rispettivi elettorati l’impressione di voler azzardare chissa’ quale inciucio.
Per questo, alla fine, l’epilogo di questa crisi saranno le elezioni anticipate. Solo dopo averle vinte, semmai, Berlusconi potra’ fare il nobile gesto da “costituente”. E aprire lui, a quel punto, da sovrano illuminato e autocandidato al Quirinale, la stagione delle “larghe intese”. E’ un’ipotesi suggestiva, che lo consegnerebbe alla Storia. Ma con il Cavaliere non si sa mai. In fondo, in lui si insinua sempre il dubbio che fu gia’ di Groucho Marx: perche’ dovrei fare qualcosa per i posteri? Cos’hanno fatto i posteri per me? Eppure, con l’ultimo audace colpo di dannunziano autolesionismo, e’ proprio a quest’uomo che un centrosinistra ormai a pezzi sta per riconsegnare le chiavi del Paese.
..
Annamaria

In un paese allo sfascio continuo ad esprimere tutta la mia ammirazione per uomini come Turigliatto. Ce ne fossero! Persone ancora capaci di dire “no”
Il padrone d’Italia non si e’ mai mosso dal suo trono. Qui non si tratta di andare, restare, o tornare. Questa classe politica, tutta, e’ al potere da oltre vent’anni, compatta, giocando al teatrino della politica, offrendo accapigliamenti virtuali per intrattenere il pubblico (panem et circenses). Le nostre chiacchiere sono la prova che il loro gioco funziona.
Finche’ rimarranno chiacchiere, le cose non cambieranno di una virgola. Vogliamo continuare a sostenere la via democratica e non violenta? Bene, usiamo l’unico strumento in nostro possesso, quello del voto. Andiamo alle urne, ed annulliamo le schede. Delegittimiamoli!
..
Carmelo

Da 10 anni, sempre le stesse facce. Gli stessi problemi strutturali. Le stesse instabilita’ di governo. Gli stessi “magno io che magni tu”. Lo stesso Mastellone sfasciacarozze e sfasciagoverni. Gli stessi opportunisti, litigiosi prima e poi ansiosi di coalizzarsi con i quali hanno litigato due giorni fa. Per assicurarsi la poltrona e la pensione d’oro. In TV sempre i soliti ScilvioProdiD’AlemaBertinottiFiniCasiniCeppaloni. Ma quando cambia questa classe, questa casta di nullafacenti superpagati? A volte mi alzo la mattina e penso a come potrebbe essere la vita fra 20 anni, senza di loro. Non mi viene facile, perche’ se, a quanto pare, sono longevi come Giulietto Andreotti… :- (
Avete visto come sono crollate le borse mondiali? Chissa’ quanta ricchezza virtuale ci sta in giro. Al minimo calo di fiducia e di consumi, blob, tutto quanto si dissolve come neve al sole. Viviamo nell’apparenza. Abbiamo perso di vista l’essenza della vita. Ed e’ questo che mi dispiace. Poi i prelati inneggiano al medioevo. E tutti ci cascano su.

http://www.masadaweb.org

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