Nuovo Masada

dicembre 9, 2007

MASADA n. 588. 9-12-2007- I CHING

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Quel che e’ dentro e’ fuori, quel che e’ sopra e’ sotto
(Tavola smaragdina)

Mentre in Occidente la conoscenza scientifica si basa sul PRINCIPIO DI CAUSA, in Oriente l’elemento esplicativo del reale e’ IL PRINCIPIO DI SINCRONICITA’. Esso e’ il fondamento di uno dei piu’ grandi testi della cultura cinese: l’I CHING, un codice di lettura dell’universo e uno dei testi fondamentali del Taoismo e del Confucianesimo.
Il Taoismo e’ un’antica conoscenza di sviluppo interiore con origini magiche, probabilmente risale allo sciamanesimo delle maghe Wu. Non nasce a una data fissa o con un profeta iniziale ma affonda nella notte dei tempi. I due testi piu’ remoti, il Tao-Te-Ching e lo Zuang-Te-Ching, contengono pratiche esoteriche antichissime.
Il Taoismo e’ una forma di pensiero ed uno stile di vita, da esso discendono una filosofia, una medicina, una disciplina spirituale e una alchimia.
Il principio prevalente e’ l’armonia tra uomo e Universo, pervasi da una stessa energia vitale, il Ch’i (o Ki).
Occorre che l’uomo armonizzi il fluire della propria energia con tecnico psico-fisiche e dinamiche, come il qi gong e il taijiquan, cosi’ la sua vita diverra’ lunghissima, sana e serena, aprendolo all’immortalita’ spirituale.
Le pratiche per arrivare a cio’ erano un tempo esoteriche, insegnate dai maestri a pochi allievi o scritte su testi ermetici. Se si aggiunge a questo la riluttanza dei Cinesi ad insegnare le loro dottrine agli stranieri si comprende che quello che arriva in Occidente e’ solo un pallido riflesso del pensiero originario.


Gli antichi avevano scoperto i segreti della forza intelligente che scorre in tutte le cose e che e’ l’origine della vita stessa. Nell’organismo umano essa scorre nelle due correnti di yin e yang in canali invisibili, detti meridiani. Se fluisce bene, abbiamo salute, benessere e longevita’; se scorre male, si formano dei blocchi energetici che danno la malattia.
Ogni nostro pensiero, emozione e atto influisce sul Ch’i, per cui, se una vita presenta degli squilibri, anche il Ch’i sara’ squilibrato e avremo un eccesso o un difetto di yin o di yang. Le pratiche di vita taoiste intervengono sul Ch’i rendendolo piu’ armonioso.
La Meditazione taoista si dirige all’energia interna. La tecnica dei Sei Suoni Segreti del Qi Gong purifica gli organi interni dall’energia negativa e insegna ad aprire i due principali meridiani. Altre pratiche mitigano le emozioni negative: la paura, la tristezza, l’ira, l’odio, che indeboliscono il Ch’i.
Il Tao Chi Chuan e’ lo stile dei tredici movimenti, creato dagli eremiti taoisti per armonizzare la propria energia con quella universale, entrare in stati modificati di coscienza e difendersi dai nemici. Con movimenti molto aggraziati crea la coscienza del proprio Ch’i e migliora lo stato di salute fisica, mentale e interiore.

Il Taoismo non ha un corpo di dottrine ma presenta uno stile di vita, per cui si puo’ essere taoisti senza saperlo. Ci sono dei testi ma sono di lettura troppo difficile per noi occidentali.
Nel sesto secolo a.C. fiorirono moltissime scuole taoiste e apparvero Lao-Tzu e Chuang-Tzu.
Verso il quinto secolo d.C. il Taoismo era consolidato come chiesa al pari del Buhhismo e del Confucianesimo.
Il principio e’ il Tao, flusso vitale che origina l’universo, di cui non si puo’ dire nulla, nemmeno che si chiama Tao, e’ il dio prima della creazione, l’energia trascendente, simboleggiata da due spirali opposte. Quando il Tao entra nel mondo delle cose create, si duplica in due qualita’ fondamentali, lo yin e lo yang.
Tao vuol dire Via, Verita’ e Vita, cosi’ come Cristo e’ la Via, la Verita’ e la Vita. L’unico modo per parlarne e’ quello di Castaneda: “Se una via (Tao) ha un cuore, va seguita, altrimenti non e’ nulla”.

Lao Tzu (o Lao Tze) fu contemporaneo di Confucio e forse si conobbero. Il sesto secolo a. C. fu il periodo della decadenza della dinastia Chou. I due saggi non fecero che fissare principi gia’ esistenti. Lao-Tzu forse non e’ nemmeno un nome, vuol dire ‘vecchio maestro’ e si riferisce ad un pensiero mitico piu’ che a un personaggio reale.
La leggenda dice che Lao-Tzu, durante un viaggio, si fermo’ presso un guardiano che gli chiese di scrivere un libro e Lao-Tzu gli detto’ il Tao-Te-Ching, dopodiche’ scomparve.
Questo libro descrive il Tao, la Via, di cui non si sa nulla anche se e’ tutto, e che e’ cio’ che consente alle cose di essere. Se l’uomo vuol vivere bene, in armonia con l’universo, segua il Tao. Se tutti si adeguassero al Tao, non ci sarebbe bisogno di leggi ne’ di guerre. Seguire il Tao e’ una via mistica, non facile, che permette all’uomo di entrare nell’essenza dell’universo.
Nel mondo cinese non c’era il concetto dell’immortalita’, ma si penso’ che le pratiche del Tao facessero conseguire non solo longevita’ e salute ma anche immortalita’ spirituale. Le pratiche in seguito compresero l’astensione dai cinque cereali, la respirazione controllata, la ritenzione del seme maschile e l’ingestione di solfuro di mercurio (cinabro).

Jung conobbe l’I Ching grazie al suo amico, Richard Wilhelm, un missionario protestante, che era stato in Cina per 30 anni e ne aveva studiato il pensiero con l’aiuto di grandi dotti. Nel 1929 Richard Wilhelm torno’ in Europa e tradusse in tedesco e in inglese l’I Ching’ o ‘Libro dei Mutamenti’, facendolo conoscere anche all’Occidente. Si tratta di un antichissimo testo di meditazione scritto in versi, la cui simbologia e’ legata all’organizzazione familiare e sociale dell’antica Cina e ai cinque elementi che costituiscono i principi qualitativi del mondo cinese: acqua, aria, terra fuoco, piu’ un elemento duttile, detto legno o metallo.

Dal 1929 questo libro di saggezza ha stimolato la riflessione di molti uomini di cultura europei; tra i suoi estimatori citiamo, oltre a Jung, intellettuali moderni come Federico Fellini, che lo teneva in grande considerazione.
Non e’ un testo di facile consultazione ed e’ a torto considerato un libro di mantiche, cioe’ di divinazioni; in realta’, piu’ che dare predizioni, il libro incoraggia la ricerca interiore e la meditazione stimolandola per mezzo di simboli.
Jung usava questo oracolo come una guida per se’ e per i propri pazienti, traendone indicazioni per la loro diagnosi e terapia.
Il testo contiene una sequenza di 64 gruppi di versetti, che furono composti nell’arco di 4000 anni, con interpretazioni attribuite a varie scuole e a vari imperatori.

L’Essere creato si presenta a noi come alternanza di qualita’ opposte. Questa polarita’ e’ riunita nel simbolo del TAO, un cerchio che rappresenta il TUTTO, un mondo entro cui nascono una qualita’ dell’energia e la sua opposta, esse non sono separate da una linea netta ma confluiscono l’una nell’altra secondo un diaframma sinuoso che mostra come il bianco diventi nero e il nero bianco, e l’uno scivoli sempre nell’altro. La separazione netta in natura non esiste, e’ solo una finzione della mente razionale che distingue e stacca l’Essere in parti tra loro non comunicabili, mentre la linea sinuosa del Tao mostra la capacita’ dell’intuizione di collegare ogni parte dell’Essere con la parte polare, cosi’ da comprendere l’infinita coesistenza di tutto in tutto.
Le due qualita’ sono rappresentate in modo simbolico con una linea intera e una linea spezzata. La linea intera e’ lo yang, principio operatore, energia solare, maschile e attiva del mondo, forza progettuale e momento creativo. La linea aperta e’ lo yin, principio ricettivo e accogliente, energia lunare o femminile del mondo, momento tenero e riflessivo. Le due polarita’ unite formano l’Eterno, cioe’ la Vita. L’eternita’ manifesta e’ un continuo fluire, da una polarita’ all’altra, un sistema binario in divenire costante. Come e’ binario il respiro cosi’ l’essere e’ alternanza di vita e morte, agire e subire, bianco e nero, maschio e femmina, luminoso e oscuro… parti mai divise e separate ma confluenti l’una nell’altra.
Jung aveva dato a questo fluire costante il nome greco di enantiodromi’a = corsa contrapposta, facendone una caratteristica della dinamica psichica.

l’I CHING e’ uno dei testi base della civilta’ cinese, e’ un’opera insieme religiosa e filosofica.
La sua storia e’ molto antica e comincia con una leggenda.
Nel 3° millennio a.C. viveva in Cina FU HSI, uno dei mitici fondatori della civilta’ cinese. Era chiamato l’Imperatore Giallo, perche’ le sue terre erano presso il Fiume Giallo. Era uomo di grandissima sapienza e invento’ le unita’ di misura, era un razionale, un misuratore, come Pitagora. Sempre come Pitagora, scopri’ le relazioni matematiche tra le note musicali. La leggenda narra che, ascoltando il canto di due uccelli, una fenice maschio e una fenice femmina, vi distinse 12 suoni diversi, che riprodusse con canne di bambu’ di lunghezza diversa (mentre Pitagora costrui’ similmente una cetra). Alternando le 6 canne corrispondenti al canto della femmina alle 6 corrispondenti al canto del maschio ottenne la doppia scala musicale, che sta alla base della complessa teoria musicale cinese, basata sul numero 12, 6X2. Come si vede, anche la musica discende dall’unione di un principio femminile con un principio maschile.
Ma l’Imperatore FU HI non era contento. Sapeva tante cose e tante ne aveva scoperte, ma la sua intelligenza non aveva risposto alle domande principali: chi siamo, dove andiamo, qual’e’ il senso della vita, qual’e’ la natura dell’Essere.
Una mattina, prima dell’alba camminava irrequieto sulle sponde del fiume Giallo, pensando che tutto quello che sapeva era inutile, che la sua razionalita’ non bastava e la sua ragione era sconfitta, ma, appena arrivo’ a questa amara conclusione, ecco che ebbe una visione: dalle acque del fiume si levo’ un enorme drago giallo oro. Era il sole nascente.
Il drago e’ un grande archetipo in Cina, rappresenta l’energia cosmica e la grande forza dell’Essere. In Cina il drago e’ d’oro e l’oro e’ il colore del Sole e del divino. L’acqua invece rappresenta l’inconscio, l’oscuro essere profondo.
Anche nelle saghe nordiche europee il drago e’ l’energia che deve essere domata dall’eroe che si bagna nel suo sangue per parteciparne (Sigfrido). Il drago e’ l’energia allo stato puro, che puo’ distruggere l’uomo o essere usata da lui. Se non siamo in armonia con l’Essere il drago ci distrugge, ma se conduciamo bene la nostra vita, possiamo partecipare della sua luce.
Il drago e’ duplice. E’ dotato di ali quindi capace di sollevarsi, e’ fatto di fuoco dunque possiede una luce che puo’ portare la conoscenza come la distruzione. A volte l’eroe lo vince con una spada con due lame, una per la vita materiale, l’altra per quella spirituale.
In Excalibur, il mago Merlino mostra al re il fuoco del drago, ma questa e’ l’avventura di ogni uomo, che deve destare e domare la forza del suo inconscio profondo. Siamo noi il drago. Entrando in contatto con il Se’ conosciamo la grande forza che vive in tutte le cose.
Il drago di FU HSI era magnifico, si alzo’ in volo sotto i raggi del sole e mostro’ le scaglie della sua pancia. Erano linee intere e linee spezzate. Vedendo quelle linee, di colpo, FU HSI intui’ la natura dell’Essere. Aveva posto tante domande, ora capiva improvvisamente che le risposte non c’erano perche’ le domande erano formulate male.
L’alternanza di linee intere e spezzate mostrava cio’ che era la vita: una continua alternanza tra polarita’ diverse, un continuo passaggio, dal giorno alla notte, dal caldo al freddo, dall’inverno all’estate, dal maschile al femminile, dal bene al male, ma tutto era necessario per formare l’unita’ dell’Essere.
La vita era la coppia di due energie polari, yin e yang, ma entrambe erano necessarie per formare il tutto e questo non era ne’ yin ne’ yang, ma l’unione di tutti i contrari. Questo vuol dire che la massima saggezza e’ accettare la vita in tutte le sue parti perche’ l’essere e’ esattamente questo: alternanza di momenti contrari, di energie diverse, e non puo’ esserci l’una senza l’altra.
La linea intera e’ lo yang, principio attivo, o forza maschile del mondo, elemento progettuale e dinamico. Lo yin e’ la linea aperta o spezzata, il principio femminile, ricettivo, passivo, riflessivo del mondo.
Le due polarita’ insieme formano l’Eterno. L’eterno e’ un continuo fluire di energia da un polo all’altro, ed e’ formato da istanti diversi, come il respiro, che e’ fatto di inspirazione e espirazione,cosi’ la vita e’ alternanza di vita e morte, agire e subire, bianco e nero, maschio e femmina, luminoso e oscuro.
FU HSI rimase folgorato da questa concezione dell’universo che gli era apparsa come una rivelazione.
La sua mente ordinaria fu sbalzata alla mente mistico-intuitiva, dal livello della materia a quello del sacro.
L’esagramma dell’I Ching manifesta il mondo umano e cosmico cosi’ come si presentano nell’istante, permettendo in modo simbolico la valutazione del momento per poter scegliere meglio il futuro, cosi’ come si fa con l’immagine di un sogno. Come il sogno esso e’ tramite tra il mondo personale e il dover essere dell’universo, e’ l’evento che sincronicamente riproduce i legami del singolo con l’intero.
Noi possiamo solo supporre il pensiero di FU HSI, perche’ di scritto non lascio’ nulla. Ma ci lascio’ 64 esagrammi, ognuno combinazione di 6 linee, in pratica tutte le combinazioni che si possono fare con insiemi di 6 linee intere o spezzate (2 alla sesta). Questi 64 esagrammi sono i modi con cui le energie yin e yang si possono combinare. Esse rappresentano i modi dell’Eterno.

Si era nel 3° millennio a. C., sarebbe passato un tempo lunghissimo fino al 6° secolo a. C., quando un altro saggio, sopra un monte dell’Asia Minore avrebbe avuto la rivelazione di una teoria simile, la teoria degli opposti e dell’eterno divenire, quel saggio sera greco e si chiamava ERACLITO.
Il drago era il simbolo dell’eterno mutamento per FU HSI, il fuoco fu il simbolo del divenire universale per Eraclito. Nel suo stesso tempo, sempre in Cina, un altro saggio cinese enuncio’ la stessa filosofia di Eraclito con le stesse identiche parole. Diceva Eraclito: “panta rei“, “tutto scorre“, “la realta’ e’ come un fiume e non ci si puo’ bagnare due volte nella stessa acqua“. Diceva Confucio: “Tutto fluisce e scorre come questo fiume, senza sosta, giorno e notte“.

FU HI pose se stesso col viso rivolto a Nord, dunque dietro aveva il Sud. Alla sua destra l’Est, dove sorge il sole; alla sinistra l’Ovest, dove il sole tramonta. Segno’ cosi’ i 4 punti cardinali, i quali, con i 4 punti intermedi, danno le 8 direzioni fondamentali dello spazio.
Simbolicamente l’Est e’ l’inizio del nuovo giorno, della vita, del seme, dunque e’ il segno del Padre, il potere creatore, la forza, il sole, l’alba, il nascere dell’energia, il Cielo.
L’ovest e’ invece il tramonto, la fine del giorno, la morte, il calo dell’energia, l’oscurita’, la Madre, la Terra.
Il Nord e’ il luogo del freddo, il Sud quello del caldo.
E allo stesso modo ogni altro punto avra’ la sua collocazione simbolica.
Dagli 8 punti cardinali nascono gli 8 venti principali, che mi danno la rosa dei venti, le 8 direzioni principali, necessarie alla navigazione.

Ma da dove nascevano i due segni ‘linea intera e linea spezzata’?
Nell’antico mondo cinese si usavano moltissimo gli oracoli, come in tutti i mondi antichi. Il piu’ semplice rispondeva a una domanda con un “si’” o un “no”.
Il si’ corrispondeva alla linea intera, il no a quella spezzata.
Ma le risposte della vita sono spesso piu’ complicate di un si’ o un no.
Per cui gli indovini aumentarono i tipi di risposta portando le linee a 3 e poi a 6. dall’unione di due trigrammi nacque l’esagramma.
Cio’ che avveniva sulla Terra corrispondeva a movimenti dell’energia del Cielo.
Come la vita e’ un continuo succedersi di mutamenti, cosi’ i 6 segni indicavano questi mutamenti.
A poco a poco nel tempo si formo’ un vero libro, che e’, appunto, il LIBRO DEI MUTAMENTI, che in cinese si dice I CHING, ed esso divenne fondamentale nella filosofia cinese, al punto che nemmeno la rivoluzione di Mao pote’ eliminarlo.

Per arrivare a un responso, si usano oggi 6 lanci di 3 monete, ma un tempo si usavano mazzetti di steli, piu’ corti o piu’ lunghi, dell’Achillea, che era una pianta sacra, convinti che la natura stessa rispondesse.
Ma perche’ linee intere e spezzate?
Dal mondo cinese piu’ antico ci arrivano i gusci di tartaruga.
Etruschi e Romani usavano, nell’antica arte aruspicina, il fegato degli animali sacrificati agli dei per trarne vaticini, gli antichi Cinesi invece gettavano nel fuoco la scapola di una pecora o il guscio di una tartaruga. Il fuoco li crepava, gli indovini esaminavano le crepe, ne studiavano la direzione e guardavano e la linea era intera o spezzata. In linea di massima una linea intera equivaleva a un si’, e spezzata a un no; se le linee erano piu’ di una le combinazioni potevano essere diverse.
Quattromila anni fa gli sciamani della dinastia Shang praticavano la ‘piromanzia’, la divinazione del fuoco, applicando un’asta rovente a gusci di tartaruga o ad ossa di animali che si spaccavano producendo delle fenditure. Lo sciamano, in leggero stato di trance, leggeva queste fenditure come la configurazione delle energie e dava il responso. Spesso la sentenza era registrata sul guscio stesso della tartaruga o sulle ossa, alcuni di essi sono arrivati fino a noi come i piu’ antichi esempi della scrittura cinese.
(Erano considerate linee femminili la spezzata mobile=6 e la spezzata fissa = 8; linee maschili l’intera fissa = 7 e l’intera mobile = 9)
Poiche’ vi sono tartarughe che vivono cento anni, la tartaruga era presa a simbolo dell’eternita’ dell’universo. I miti indiani dicono che il mondo riposa sul dorso di una enorme tartaruga.

FU HSI creo’ una suddivisione dello spazio che e’ anche suddivisione del cielo, dell’anima, dei caratteri ecc., basata su numeri sacri, il 2, il 6, il 12, numeri metafisici che rappresentano l’Essere.
La divisione simbolica dello spazio parla in un mondo visibile ma si rapporta a una realta’ invisibile.

I Ching vuol dire “I Mutamenti”. L’I Ching e’ dunque un oracolo cinese antico di 5000 anni. Non e’ proprio un testo di divinazione, cioe’ utile a vedere il futuro, anche se, nella prefazione della versione di Richard Wilhelm del 1924,
L’Essere e’ fatto di istanti, se voglio capire il senso della vita devo partire dall’istante. Io sono formato da infiniti mutamenti, ognuno e’ diverso. Nulla e’ ma tutto diviene, tutto cambia. In ogni momento io sono diverso. Il mio continuum mentale e’ una somma geometrica di istanti, ovvero una successione di mutamenti. Il pensiero cinese si basa su questo principio. Osservando i mutamenti, il saggio si distacca dal tempo e contempla dietro ad esso l’eterna ed immutabile legge, che e’ il Tao, cioe’ il senso universale dell’Essere.
Affinche’ questo principio cosmico si realizzi, occorre la trave maestra, il Tai Chi. Prima dell’inizio del mondo c’e’ qualcosa, di cui non sappiamo nulla, l’Essere prima del tempo e dello spazio, il principio divino prima della creazione. Esso e’ raffigurato da un cerchio vuoto, la creazione avviene quando entrano in azione le due forze propulsive del mondo, lo yin e lo yang.
Il mondo creato e’ rappresentato da un cerchio non piu’ vuoto ma distinto in due polarita’, il tai chi, l’Uno polarizzato in tutte le coppie esistenti: maschio-femmina, luce-ombra, caldo-freddo, ecc.

Nel loro significato originario, lo yin indica l’oscuro, il nuvoloso, lo yang significa “vessilli che sventolano al sole”, dunque cose chiare e luminose. Piu’ tardi le due parole indicarono i due versanti di una montagna, settentrionale e meridionale, in luce e in ombra, cioe’ due stati fondamentali e alternativi dell’essere manifesto.
La vita si ha in quanto passaggio dall’uno all’altro, cosi’ come il tempo e’ passaggio dal giorno alla notte, dall’estate all’inverno, dal caldo e freddo e viceversa. La vita si manifesta come passaggio da uno stato a quello opposto.
La teoria dei due principi e’ molto antica, ce n’e’ gia’ traccia in un calendario del III sec. a.C., ed era gia’ usata dagli indovini nel 5° sec. a.C.

Noi viviamo nell’attimo. L’oracolo aiuta a percepire il senso del qui, ora, che e’ una delle tante posizioni transitorie dell’Essere. L’I Ching aiuta a capirsi meglio, a riflettere su se stessi nel profondo, oltrepassando quello che la mente crede.
Il libro dei mutamenti non prevede propriamente il futuro, anche se qualche volta lo fa, ma aiuta a comunicare con l’inconscio. Per questo e’ una tecnica di meditazione raffinata, evoluta, per intellettuali o saggi.
Tutti gli eventi materiali terreni sono il corrispettivo di eventi soprasensibili nel mondo dell’energia. L’intuizione del saggio puo’ accedervi cosi’ da modificare in meglio i suoi comportamenti successivi.
Ad ogni esagramma e’ collegata una sentenza che dice com’e’ la situazione del momento dal punto di vista delle energie e cosa si dovrebbe fare per migliorarla.

L’I Ching e’ considerato un testo sacro che va usato ritualmente, va tenuto in una scatola di legno avvolto in una seta rossa, va consultato col viso rivolto a Nord, perche’ e’ cosi’ che si apre la ricezione delle energie sottili, non va consultato se si e’ malati o se c’e’ una tempesta.

Dalla prima scuola confuciana ad oggi, i saggi hanno lavorato sul commento di questi esagrammi.
Confucio visse tra il 551 e il 479 a.C., ebbe cariche pubbliche, poi fu un letterato itinerante e alla fine della sua vita insegno’ i testi classici del passato come la migliore via per riprendere gli antichi ideali. Probabilmente era agnostico, valorizzo’ moltissimo lo stato, la grande famiglia con a capo l’imperatore, la struttura gerarchica, le convenzioni sociali, fu fortemente conservatore, tanto da essere accusato di eccessivo formalismo .
Non fu un riformatore ne’ un innovatore, ma esercito’ un enorme influsso sulla civilta’ cinese, cosi’ che gli furono eretti templi e gli fu riservato un culto ufficiale che duro’ fino ai primi anni della repubblica.
La dottrina confuciana ha dominato per 2000 anni la vita etica, politica e religiosa della Cina, prescrivendo i riti della casa imperiale, il culto degli antenati, il codice pubblico di comportamento di re e funzionari e il codice privato della vita familiare. Col passare del tempo, anche per l’influsso del buddismo, il confucianesimo subi’ nuove interpretazioni.
Per quanto in vita Confucio non avesse quasi discepoli e fosse sconosciuto, dopo morto entro’ nella leggenda trasformandosi in un grande sapiente con 5000 discepoli riverito da tutti.
Nel 4° sec. il suo pensiero fu sistematizzato da Mencio nel periodo delle Cento scuole. Mencio elaboro’ l’insegnamento di Confucio sullo Jen (bonta’ di cuore) e sull’importanza sociale dei valori morali. Egli sosteneva che la natura umana e’ sostanzialmente buona ma per diventarlo di piu’ occorreva un processo di autocritica e di auto-realizzazione.
Tra il 300 e il 200 a.C. Hsun-tzu dichiaro’ al contrario che la natura umana e’ cattiva e sono necessari riti e istruzione.
Intorno al 200 a.C. il confucianesimo si arricchi’ di una cosmologia e di una metafisica, allegati al libro dei Mutamenti, il dualismo tra yin e yang si completo’ con i 5 elementi: acqua, fuoco, legno, metallo, terra, finalizzati al Tao.
Questa concezione servi’ a giustificare filosoficamente l’Impero, la burocrazia, la meritocrazia.
Appoggiato dal potere pubblico, il confucianesimo divenne religione di Stato. E, poiche’ nel frattempo era arrivato il Buddismo, fini’ per essere un pensiero che sintetizzava tutti gli orientamenti.
Intorno al 1100 la scuola della ragione di Chu Hsi, il piu’ grande dei filosofi confuciani, distinse: Legge (li), Materia (chi’) e Forma (hsing).
La Legge esiste sopra la Forma, ed e’ l’origine di tutte le cose. La Materia sta sotto la Forma ed e’ il mezzo con cui le cose sono create. Uomini e cose ricevono alla nascita la Legge che da’ loro la natura di cio’ che sono, e la materia che da’ loro una certa Forma. Se la Materia e’ difettosa, abbiamo il male.
Ci sono analogie con le cause materiale, efficiente, formale e finale di Aristotele ma, mentre Aristotele fa scienza, l’esortazione di Chu Hsi a leggere i principi del mondo porta ai principi sociali e di convivenza migliori, alla scoperta dei “li” del buon governo.
I commentari di Chu Hsi restarono i testi ufficiali per l’esame dei candidati fino al 1908.

I libri canonici di Confucio sono 6: l’I CHING, Il Libro della Poesia, il Libro della Storia, il Libro dei riti, il Libro della musica, e gli Annali.
Il confucianesimo fu una dottrina moralistica e severa, contro cui si pose il Taoismo. Ma tanto Lao-tzu che Confucio meditarono a lungo sull’I CHING e molti aforismi di Lao-tzu ne trassero ispirazione.
Il Libro dei Mutamenti arrivato a noi e’ quello commentato dalla scuola confuciana, in cui i 64 esagrammi formano un canone morale.
Le frasi di commento agli esagrammi sono simboliche e lontane nel tempo, rivolte al saggio cinese del tempo di Confucio, il quale usa antichissimi simboli dell’inconscio. Ci parla di un uomo nobile che vuole continuare ad esserlo.

Ci sono analogie tra gli 8 segni dell’I CHING e gli 8 segni della scrittura cinese.
Si ricordi che nel mondo una persona su quattro parla cinese. La Cina e’ un enorme continente dove la lingua ufficiale e’ il Cinese mandarino, ci sono pero’ 750 varianze dialettali, in cui le stesse parole hanno pronunce diverse. La scrittura e’ uno dei maggiori fattori di coesione della Cina. La letteratura si serve di una lingua scritta che e’ rimasta invariata per duemila anni. La lingua parlata invece e’ cambiata nel tempo e nei luoghi producendo molti linguaggi diversi.
Il sistema di scrittura cinese non indica la parola per mezzo del suono (fonema) ma ne indica il senso graficamente cioe’ procede per ideogrammi. Per es. uomo e’ indicato da due virgole unite alla sommita’ (le gambe) sopra una linea piatta (la terra). Non e’ un sistema alfabetico ma ideografico. Gli ideogrammi sono la rappresentazione stilizzata dell’oggetto ma soprattutto sono relazionali, cioe’ rappresentano azioni, rapporti tra azioni, rapporti tra azione e cose.
(Per una descrizione piu’ esaustiva leggi
http://http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Cinesi/scrittura.html)

I simboli sono semplici o composti. I simboli semplici sono imitativi (pittogrammi), quelli composti sono aggregati logici (somma di piu’ caratteri semplici). Poi ci sono segni particolari per i concetti astratti. Questi segni vengono scritti dal basso verso l’alto, per cui un giornale cinese e’ formato da tante righe verticali di scrittura che si leggono partendo dal fondo. Diventa difficile fare una macchina da scrivere o la tastiera di un computer in queste condizioni. In pratica piu’ una persona e’ colta piu’ ideogrammi conosce.
La lingua cinese e’ formata da monosillabi, ogni parola e’ formata da una sola sillaba invariabile. Questi monosillabi si possono modulare in 4 toni diversi. (Nel dialetto antico erano addirittura 8). Nella lingua parlata i monosillabi sono aggregati con varie tonalita’. Queste variano da luogo a luogo, mentre non compaiono nella scrittura, cosi’ accade che due cinesi possono non capirsi affatto se parlano, ma si capiscono se scrivono. Dunque la scrittura cinese non e’ molto pratica pero’ e’ un fattore di coesione nazionale molto importante.
Attualmente lo standard di lingua parlata e’ il dialetto di Pechino, ma non tutti lo parlano. Nel 1958 fu approvato un progetto di alfabeto latino di 26 lettere.

L’esame comparato delle culture antiche mostra varie affinita’ tra l’Oriente e l’antico Occidente, pero’, dopo il 6° sec. a. C., la via cinese e quella occidentale si separarono, la prima resto’ rivolta all’interiorita’ e alla morale, la seconda devio’ verso il controllo della natura e dunque la scienza.
Oggi anche in Occidente c’e’ stato un ritorno ai valori dell’interiorita’ e della riflessione intrapsichica. Dopo tante divisioni cerchiamo di nuovo un tessuto connettivo comune e proviamo interesse per le culture dell’anima, per ritrovarci in un’umanita’ simile nel tempo e nello spazio. L’uomo colto occidentale comincia a uscire dalla segregazione delle culture nazionali e a cercare legami universali.

Torniamo all’Imperatore Giallo.
Sulle 8 direzioni fondamentali dello spazio FU HSI costruisce una famiglia simbolica: il Nord e’ la casa del padre, colui che fa; il Sud quella della madre, colei che accoglie. Gli altri punti saranno i 6 figli. Figlio maggiore, intermedio e minore; figlia maggiore, intermedia e minore. Abbiamo una famiglia di 8 persone, padre, madre, 3 figli e 3 figlie. Le 8 direzioni dello spazio diventano 8 personaggi di una Famiglia Celeste, una famiglia simbolica. Ogni membro rappresenta un carattere, tipo psicologico, un modo di essere.
Il padre e’ il Cielo, forza e creazione.
La madre, la Terra, ricettivita’ e devozione.
Il 1° Figlio = l’eccitante Tuono, il movimento verso le cose nuove (impulso che smuove e scuote).
Il 2° Figlio = l’Acqua abissale e pericolosa (luogo instabile dove non ci possiamo appoggiare).
Il 3° Figlio = e’ lo stabile Monte, la quiete (il punto di pace).
La 1° Figlia = il Vento o il Legno, qualcosa di mite, facile da penetrare (come il legno che pero’ cresce e si adatta a tutto).
La 2° Figlia = e’ il luminoso e ardente Fuoco.
La 3° Figlia = il Lago sereno e distensivo.
In questi temperamenti compaiono i 5 elementi fondamentali del cosmo cinese: terra, acqua, aria, legno e fuoco.
La terra equivale al legno. Si cita anche il metallo, per indicare un uomo che sta tra il mondo visibile e quello invisibile. Anche nell’alchimia l’uomo metallo indica la sublimazione dalla materia allo spirito. Nelle cosmologie antiche spesso il dio creatore e’ un fabbro che nel crogiolo col fuoco fonde i metalli per farne armi magiche e divine. L’uomo-metallo e’ l’uomo che si trasforma. E l’alchimia parla della materia che si libera delle proprie scorie attraverso il fuoco e fa emergere l’essenza di base.

La doppia linea intera e’ il Padre, il Sole, il Cielo, l’elemento forte, che dona il seme della vita.
La doppia linea spezzata e’ la Madre, la Luna, l’assenza di luce che assorbe la luce del Sole, l’attira a se’ cosi’ come attira a se’ le maree ecc., e’ l’elemento ricettivo, il luogo dove si ara e si semina e si miete.

L’I Ching spinge sempre a superare la posizione acquisita. Non si e’ mai a un punto di arrivo ma sempre in un punto di partenza. Niente e’ stabile e fisso. Anzi c’e’ un’immagine dell’I CHING che e’ ‘il ristagno’ che dice: “Stai bene, stai tanto bene che rischi di morire in te stesso.”

Torniamo alla storia cinese. Attorno al 1150 a. C. in Cina la situazione era fortemente disgregata per la presenza di feudatari che si comportavano con arroganza e arbitrio contro la declinante dinastia Shang. L’Impero cinese era come l’Impero romano prima del suo disfacimento.
Viveva a quel tempo un re molto buono che era detto Wen il giusto, era un piccolo signore feudale della provincia di CHOU, molto popolare, cerco’ di contrastare i potenti ma fu vinto da un tiranno e incarcerato per 40 anni. In carcere si mise a studiare la vecchia tavola di FU HSI e a commentare gli esagrammi. Quando venne scarcerato e dette origine alla dinastia dei CHOU.
40 anni dopo suo figlio, il duca di CHU, scopri’ il canone e vi si appassiono’, completando l’opera, aggiunse ad ogni esagramma la spiegazione e costrui’ 384 sentenze. Il suo testo entro’ in modo fondamentale nella cultura cinese e si arricchi’ poi di commentari attribuiti alla scuola di Confucio o ad altri saggi.
Da allora la fortuna del libro-oracolo non e’ mai tramontata.
Quando l’imperatore Qin Shi Huangdi che costrui’ la Grande Muraglia, nel 213 a.C. decise di gettare al rogo tutta l’antica letteratura, per controllare la mente del popolo, e di seppellire vivi i letterati che idee diverse dalle sue, in modo da tutelare il potere della dinastia Qin, si salvarono solo i classici che trattavano di divinazione, medicina e agricoltura e si salvo’ l’I CHING.
Anche la repubblica cinese lo ha rispettato.

I commenti dell’I Ching sono pratici ed etici. Wilhelm osserva che alcuni di essi coincidono coi principi cristiani.
La tradizione narra che Confucio in tarda eta’ abbia detto: “Se potessi avere altri anni da dedicare agli studi, li metterei nell’esame dell’I CHING perche’ esso e’ una fonte infinita di saggezza”.

Abbiamo dunque 8 simboli fondamentali, derivati da 8 direzioni dello spazio, che indicano 8 membri di una famigli simbolica e 8 temperamenti.
Il 4 rappresenta l’uomo visibile (gambe e braccia), un altro 4 rappresenta le 4 funzioni dell’uomo invisibile. 8 ci da’ la totalita’ dell’uomo completo.
L’I CHING ripropone il numero otto. Si noti come la scrittura cinese sia composto da 8 segni fondamentali combinati tra loro. Una sola parola e’ composta da tutti e 8 questi segni presi insieme, e questa parola vuol dire Eterno. I maestri lo usano come primo segno grafico; quando l’allievo ha imparato a tracciarlo bene, ha imparato a tracciare tutti i segni che gli servono.

Le tre monete dell’I CHING vanno gettate in situazione tranquilla, con la mente vuota da ogni pensiero, in un momento di meditazione. L’uomo deve smettere per un istante di pensare e abbandonarsi al ritmo del suo respiro, che e’ un ritmo binario, formato anch’esso da due momenti di yin e yang: inspirazione e espirazione. Per arrivare al nostro Se’ dobbiamo spogliarci delle sopravvesti culturali e ritornare alla potenza semplice del respiro. La meditazione del respiro ci mette in armonia col respiro dell’universo. Attraverso la meditazione possiamo portare dentro l’universo e dare all’Universo cio’ che noi siamo. Quando inspiriamo disegniamo una linea spezzata. Quando espiriamo una linea intera. Nei due momenti il corso del pensiero si interrompe. Questo deve essere lo stato di chi getta le monete.

Si da’ una valenza alle due facce della moneta, una varra’ 2, l’altra 3.
Si tirano sul tavolo le 3 monete.
Sommando i tre valori avremo un 6, o 7, o 8, o 9. Si scrivono in colonna le somme dal basso verso l’alto per sei volte (6 tiri) e si disegnano le linee corrispondenti.
6= –x– | 7= —- | 8= — — | 9= –o–
7 e 9 sono linee maschili e intere.
6 e 8 sono linee femminili aperte, spezzate.
7 e 8 sono linee fisse mentre 6 e 9 sono linee mobili, cioe’ si trasformano nei loro opposti e danno luogo a un secondo esagramma.
Le linee instabili preludono al mutamento.

Due linee intere = il sole, l’elettricita’, l’essenza.
Due spezzate = la luna, il magnetismo, il particolare.
Altre posizioni danno stelle o pianeti, poiche’ i pianeti sono poco visibili e le stelle lo sono molto, si va dal massimo della luce, sole, al massimo dell’ombra.

64 esagrammi manifestano la totalita’ dell’Eterno, secondo 64 modi in cui le cose possono divenire, 64 strutture simboliche, o prototipi, della natura come della psiche, in cui si puo’ rappresentare tutto cio’ che diviene. In particolare 64 figurazioni psichiche umane, ognuna col suo problema e col suo consiglio.
Per questo il libro e’ formato da 64 capitoli, ognuno governato da un segno o esagramma.

Nel 1923 arriva in Europa la traduzione di Richard Wilhelm. Jung legge quest’opera, conosce Wilhelm che gli da’ altri insegnamenti e la studia per 30 anni, trovandovi conferme del suo principio di sincronicita’. Quando pone la sua prefazione al libro di Wilhelm, Jung ha 80 anni.

Secondo l’I CHING e la filosofia cinese, qualunque cosa avvenga in un certo momento possiede le qualita’ peculiari di quel momento. Un sorso di vino dira’ al sommelier di che annata e’ quel vino, dove stava la vigna, quale era la qualita’ del terreno. Un astrologo in base a un’ora di nascita dira’ come erano situati i pianeti e i luminari e che influenza hanno avuto sul nascituro.
Le cose stanno insieme. Cosi’ un esagramma elaborato in un istante possiede tutte le informazioni che riguardano quell’istante. E’ uno specchio dell’universo e dell’uomo unito all’universo. L’esagramma e’ l’indicatore di una situazione globale. Il pensiero cinese ha una visione unitaria del cosmo, l’evento microfisico include l’osservatore nella totalita’ della situazione momentanea.
L’I CHING ci da’ 64 situazioni tipo. 64 situazioni psichiche e 64 consigli su come comportarsi. Si e’ certi che le monete cadano esattamente come devono cadere, in corrispondenza allo stato d’animo del consultante, poiche’ ogni cosa e’ esattamente come deve essere.
Noi usiamo i numeri come misuratori delle cose, ma per gli antichi essi erano simboli dell’ordine del mondo, e ogni cultura predilesse numeri particolari. L’uso metafisico del numero ne fa una cifra sacra, intuita in un livello adimensionale, attraverso l’inconscio collettivo. Gli antichi Cinesi usarono la cifra 64 come cifra dell’ordine psichico e di quello cosmico, tale da riunire anima e natura.

I Cinesi pensano che degli spiriti parlino attraverso questo libro, per cui esso e’ vivo, e’ considerato un essere animato. Se viene consultato con serieta’ e fede, da’ risposte intelligenti, ma non puo’ essere consultato in modo sciocco.
Il saggio cinese interroga il suo I CHING ogni mattino appena si alza e lo prende molto sul serio come aiuto alle sue scelte morali. Puo’ darsi che l’I CHING non risponda direttamente a una domanda, forse intende spostare la nostra attenzione su qualcosa che per noi potrebbe essere piu’ importante. Non sempre l’uomo sa cosa gli serve. A volte si fissa su dettagli che nel tempo scompaiono o mutano. Il libro vuole che noi conosciamo noi stessi. Ci esorta ad osservare con cura il nostro carattere. Dobbiamo guardare il responso cosi’ come fosse un sogno, esso e’ piu’ vicino all’inconscio e ai suoi simboli che alla nostra parte razionale, e’ una comunicazione dell’Inconscio universale, che non parla mai in termini chiari ma e’ allusivo, ci richiama a una ricerca che riguarda piu’ la nostra interiorita’ che il mondo esterno.
L’I CHING non predice in genere eventi futuri, ma indica esattamente la situazione presente come se entrasse nell’inconscio molto piu’ profondamente della domanda stessa.

Il principio base dell’I Ching e’ che le cose visibili sono in rapporto con quelle invisibili, vi e’ perfetta corrispondenza tra la configurazione dell’anima e il modo con cui le monete cadono o gli steli sono estratti. La mantica vale se c’e’ fede nell’analogia tra dentro e fuori, tra materiale e immateriale. Tutto il sistema e’ retto dalla sincronicita’. Il mondo invisibile dell’anima e anche il futuro ignoto possono essere rappresentati dal lancio delle sorti, perche’ non c’e’ differenza tra dentro e fuori, e il futuro si genera nel presente; le due polarita’ esprimono lo stesso senso, sono connesse e rappresentano il respiro di uno stesso essere.
Anima e natura sono sincroniche, cio’ che e’ nell’anima puo’ essere visibile nella natura e viceversa, come uno stesso messaggio che si manifesta su vie parallele. Ma l’essere e’ sempre uno e globale. Questo e’ alla base di tutto ed e’ il principio fondamentale del Tao come dell’alchimia.
Poiche’ tutto si corrisponde, l’ordine che l’uomo trova nella sua anima puo’ essere anche l’ordine del mondo e l’ordine della natura puo’ riflettere l’ordine dell’anima.

L’I Ching e’ una struttura ordinativa, che da’ una suddivisione dello spazio, una suddivisione del cielo, della psiche, dei temperamenti, della societa’, della religione, secondo i numeri sacri, 2 e 3, e i numeri derivati 6 (2×3), 12 (2×6), 64 (due alla sesta), che raccolgono in ordini metafisici e simbolici l’universo visibile e invisibile. Come in Pitagora, il numero e’ cifra dell’universo, ordine e meta.
L’I Ching piu’ che un oracolo e’ una via che dovrebbe mettere in armonia la propria anima col senso delle cose e aiutarci a capire la direzione del nostro movimento entro il movimento dell’universo.
L’Essere e’ fatto di istanti, se voglio capire il senso della vita devo rifarmi all’istante, l’istante e’ il punto del mutamento, ognuno e’ formata da infiniti mutamenti, tutti diversi e tutti collegati. Questo concetto e’ presente tanto nel Taoismo che nel Buddhismo. L’impermanenza, cardine del Buddhismo, e’ il perenne fluire della vita attraverso continui cambiamenti per cui l’estrema saggezza e’ vedere chiaramente che nulla e’ permanente. Nulla e’, ma tutto diviene, tutto muta. In ogni momento io sono diverso e il mondo e’ diverso. Il mio continuum mentale e’ una somma geometrica di istanti spazio-temporali, una somma di mutamenti. Il saggio cinese si stacca da questi mutamenti e contempla dietro ad essi l’eterna e immutabile legge, che e’ il Tao, il senso eterno dell’Essere, che non si muove e non diviene e di cui nulla si puo’ dire, e di cui non si puo’ nemmeno pronunciare il nome, “perche’ il Tao che io chiamo Tao non e’ il Tao”.
Noi viviamo nell’attimo, istante transitorio tra due modi di essere. La saggezza dell’I Ching ci aiuta a percepire il senso di questo attimo, precario e impermanente, che e’ una delle tante posizioni di movimento dell’Essere, dentro di noi come anima, fuori di noi come natura.
Il libro-oracolo ci aiuta a capire chi siamo, a riflettere su noi stessi nel profondo, oltrepassando quello che la mente separa e guardando quello che la mente ignora per una prospettiva piu’ grande.
Qualche volta l’I Ching prevede il futuro ma non e’ proprio questo il suo compito quanto comunicare con l’inconscio per mostrare cio’ che esso suggerisce all’intuizione. Piu’ l’intuizione conosce i simboli, piu’ l’I Ching aiuta a crescere; piu’ l’intuizione e’ opaca e materiale, piu’ il responso e’ arduo e di difficile comprensione. Per alcuni il libro e’ di grande conforto, per altri e’ stravagante e incomprensibile; e’ molto considerato dagli spiriti che sono su una strada di ricerca interiore, ma risulta inutile per chi vive solo nella superficie dei fatti e lo interroga per avere risposte pratiche o di comodo.
Il testo mostra l’unione del mondo della natura con quello dell’anima, ma per capirlo bisogna aver gia’ sperimentato questa unione dentro di se’.
Tutti gli eventi terreni sono la riproduzione di eventi soprasensibili, per l’analogia che esiste tra terra e cielo, tra basso e alto. L’intuizione del saggio puo’ accedere ai sensi soprasensibili e manifestarne il movimento cosi’ da inserirsi nelle scelte con maggiore autoconsapevolezza.

Il consultante dovrebbe accedere al libro come a un oggetto sacro, ponendosi in uno stato d’animo particolare, con una lieve modificazione di coscienza, e solo allora potra’ presentare la sua domanda che tuttavia puo’ non essere la domanda giusta. Il consultante lancia le sorti, cosi’ da proiettare fuori di se’ la sua energia d’anima e renderla visibile. Il lancio decide le linee, queste creano l’esagramma. L’esagramma ci guida ad una sentenza in versi, che mostra cosa sarebbe consigliabile fare.
L’uomo vive nella temporalita’ e nella precarieta’ ma l’I Ching lo connette alla parte piu’ profonda della vita, dunque all’inconscio che abita una terra senza spazio ne’ tempo dove sono contenuti tutti gli spazi e tutti i tempi.
L’antica ritualistica prevede che il testo sia usato come un rito: disponendosi verso Nord, come aveva fatto FU HSI, e tenendo il libro fasciato di seta rossa, perche’ il Cina il rosso e’ colore sacro, riponendolo in una scatola di legno, perche’ il legno e’ l’elemento dell’adattabilita’ e indica la possibilita’ dell’anima di adattarsi al mutamento. La consultazione richiede una meditazione profonda e una condizione di diligenza e rispetto, perche’ solo modificando il proprio stato di coscienza si puo’ penetrare il significato simbolico, solo predisponendo le proprie onde mentali a un livello superiore si puo’ unire implicito e manifesto. Il rito e la modificazione di coscienza sono cio’ che permette l’unificazione tra anima e natura, altrimenti nulla accade, le parole restano vuote e l’anima non impara.
Come in ogni rito, l’oggetto e’ solo un tramite, ma la comunicazione avviene solo se sintonizziamo cio’ che e’ in noi a cio’ che e’ fuori di noi, l’I Ching non dira’ nulla se l’anima del consultante non e’ collegata all’anima del mondo.
L’uomo banale avra’ risposte banali, il saggio avra’ risposte sagge. In fondo riceviamo sempre dal mondo cio’ che gli mandiamo; fare tante cose in fretta e’ come non fare alcuna cosa. L’unica trasformazione possibile non e’ l’affastellamento dei beni o dei dati ma il mutamento interiore che e’ lento e sottile e richiede tempo e pazienza; esso non si compra e non si vende, ma alla lunga e’ l’unica cosa che conta. Il senso del vivere riposa nel modo con cui noi ci poniamo rispetto alla vita. La relazione con gli altri o con le cose riposa nel modo con cui noi ci poniamo rispetto agli altri e alle cose. Non e’ la vita fuori di noi che trasforma noi, e’ la vita dentro di noi che trasforma cio’ che e’ fuori di noi. Ma, naturalmente, chi non comprende questo restera’ sempre a un livello inferiore di conoscenza e non potra’ usare l’I Ching.

I simboli con cui l’I Ching parla sono legati in sentenze, che appaiono come versetti. Le sentenze creano una immagine simile a quella dei sogni o degli acquerelli, l’anatra che attraversa il lago, l’albero che cresce sul monte… l’immagine e’ come la visione del sogno, parla oltre le parole, comunica l’invisibilita’ dell’anima.
Il divenire e’ la legge della vita. Non si e’ mai a un punto di arrivo ma sempre a un punto di partenza, dice che non si puo’ e non si deve stare fermi.

Quando Jung interrogo’ l’I Ching, usci’ l’esagramma del CROGIOLO, cio’ voleva dire che egli era all’inizio di una grande trasformazione interiore che si realizzera’ negli studi dell’alchimia; il crogiolo e’ l’immagine del cambiamento alchemico. E’ analogo al calderone o pentolone di un dio celtico, il dio buono Dagda. Dagda e’ enorme, altissimo e grosso, con sette mantelline nere, come i druidi, simbolo dei sette strati dell’essere. I simboli che porta con se’ sono la clava e il calderone, il primo maschile, fallico, l’altro femminile e cavo. Essi rappresentano le due polarita’ dell’energia, come lo yin e lo yang. Anche la clava e’ duplice, da’ la vita e la toglie, da’ la morte ma fa resuscitare, e’ dunque l’archetipo vita \ morte o morte \ resurrezione. Il calderone e’ il pentolone delle streghe, il mezzo per costruire i filtri magici, il luogo alchemico dove le energie vengono mescolate per creare nuovi poteri. In senso lato rappresenta il nostro inconscio, dove facciamo operazioni su noi stessi. Nella dimensione alchemica il crogiolo e’ la cavita’ dove la materia ferrosa viene scaldata e liquefatta, cosi’ che le sue componenti si separano, le scorie possono essere individuate e tolte e il metallo puro puo’ emergere. L’alchimia non e’ solo estrazione dei metalli; in senso simbolico e’ la ricerca che trasforma il ferro in oro, metafora della vita nel suo percorso trasformativo in cui a poco a poco l’anima elimina le proprie scorie e si purifica in una ascesa progressiva verso la luce.

Jung termina cosi’ la sua prefazione:
L’I CHING non si fa avanti con dimostrazioni e risultati… quasi fosse una parte della natura, aspetta di essere scoperto. Non offre ne’ fatti ne’ potere, ma per chi desidera conoscere se stesso e per chi ama la saggezza sembra essere il libro giusto. Ad una persona il suo spirito appare chiaro come il sole, ad un’altra, vago come il crepuscolo, ad una terza buio come la notte. Chi non lo trova di suo gusto non e’ tenuto ad usarlo, e chi vi si oppone non e’ obbligato ad accettarlo per vero. Vada questo libro nel mondo a beneficio di coloro che ne sanno capire il significato“.

http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. sbalorditivo

    Commento di . — maggio 24, 2008 @ 10:34 pm | Rispondi

  2. senza parole…senzo il dovere di allegare questo link http://www.gxhouse.com/html/ss_jiaju/temp/200622111234701.jpg

    Commento di hui — giugno 8, 2010 @ 12:09 am | Rispondi

  3. fantastico

    Commento di emilia — dicembre 25, 2014 @ 11:38 pm | Rispondi


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