Nuovo Masada

agosto 21, 2007

MASADA n° 519. 21-7-2008. Da quale pulpito viene la predica

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:13 pm

L’evasione fiscale (legalizzata) della Chiesa raggiunge i 7 miliardi l’anno, piu’ le concessioni varie, piu’ i soldi che lo Stato versa alla Chiesa , piu’ un miliardo preso arbitrariamente con l’8 per mille, piu’ le sovvenzioni alle scuole private, più le bollette di acqua e gas pagate dal Governo italiano allo Stato del Vaticano. ecc. Unico caso al mondo di chiesa alimentata da uno Stato e che incorre nei divieti europei di sovvenzionare chiese o imprese. Miliardi che vengono sottratti ai bisogni del cittadino per arricchire uno Stato estero. Miliardi che non consentirebbero al cardinal Bertone di fare prediche moralistiche sulle tasse.

Due cose ormai risultano insopportabili:

-l’ipocrisia di chi predica agli altri cio’ che non fa,

-e l’insulto all’uguaglianza, per cui alcuni ritengono di essere dei privilegiati che possono stare sopra la legge, condannando gli altri uomini a stare sotto.

Queste due nefandezze si presentano nella Chiesa come nella politica e devono essere estirpate.

Chi cade in un tale peccato di presunzione e di superbia non e’ degno non solo di porsi come guida agli altri esseri umani ma nemmeno di pretendere di essere ascoltato.

L’ipocrisia si collega alla menzogna.

La superbia all’abuso di potere.

Entrambe non devono avere posto in una democrazia, perche’ ne distruggono le fondamenta.

Viviana Vivarelli

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Bertone

Tarcisio Pietro Evasio Bertone: arcivescovo e cardinale della Chiesa Cattolica, Segretario di Stato Vaticano e Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

Ha preso il posto di Sodano. E’ il numero due della Chiesa, dopo il Papa. Ha accompagnato Ratzinger nelle trattative per la riconciliazione con monsignor Marcel Lefebvre, capo dell’ala piu’ oltranzista e destrorsa della Chiesa.

Presidente della CEI dal 93. Nel 95 e’ Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Nel 2001 si occupa di riaccogliere nella Chiesa l’arcivescovo Milingo, che ha sposato la giapponese Maria Sung, una adepta della Chiesa dell’unificazione del reverendo Moon.

Nel 2002 diventa arcivescovo di Genova.

Nel 2003 Voitila lo fa cardinale. Nel 2006 Ratzinger lo chiama al ruolo di segretario di stato della Santa Sede.

Tipo un po’ particolare, questo Bertone, uno che da ragazzino era diffidato dai carabinieri perche’ collezionava pistole Mauser, mozzava le canne ai fucili 91 e sparava con gli Stein nelle cave di pietra del Canavese .

Uno che faceva la cronaca di Genoa e Sampdoria sulle tv locali.

Che ha affrontato il 3° segreto di Fatima, il segreto di Ali’ Agca e quello del matrimonio di Milingo e che guidando il Santo Uffizio di segreti ne deve avere incontrati parecchi.

Tipo tosto questo Bertone. Contro chi ha fatto le vignette islamiche commenta: “Certe persone andrebbero mandate ai lavori forzati in Cirenaica”.

Ha fatto parlare di se’ per aver espresso su Radio Maria dubbi sulle apparizioni di Medjugorje e Civitavecchia.dove, dice, non vede nessun intervento soprannaturale e vede invece eccessi di fanatismo.

Poi fa scandalo per aver detto che l’omosessualita’ era a un passo dalla pedofilia e l’incesto. Dopo questa assurda dichiarazione passa da vittima per aver ricevuto una pallottola con una svastica da un maniaco che risulta essere un ex poliziotto squilibrato.

Riguardo ai molti e gravissimi casi di pedofilia negli Stati uniti, parla di “falsificazioni” e di un “disegno anticlericale”.

Insomma se Ruini di proteste ne ha prodotte parecchie, Bertone promette di non essere da meno

Dopo che Prodi ha esortato la Chiesa a predicare che l’evasione fiscale e’ un peccato, Bertone, parlando alla platea del meeting di Rimini, dice che “si devono pagare le tasse “giuste”. Solo quelle “giuste”? La precisazione scatena una ridda di commenti.

Calderoli prende la palla al balzo per dire: “”Le dichiarazioni odierne del cardinal Bertone rappresentano il miglior viatico per la rivolta fiscale che intendiamo mettere in atto”.

Si scatena la bagnare perche’ la Chiesa di tasse ne paga proprio pochine e non ha dunque titolo di fare dei moralismi fiscali agli altri, anche se si questo tema Prodi ce l’ha tirata per i capelli. Ma l’evasione fiscale legale della Chiesa e’ troppo sfacciata perche’ la gente la possa perdonare.

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Bertone, Bertoldino e cacasenno…

Leo

Che il cardinal Bertone abbia esternato, come sono oramai soliti fare i “principi” della chiesa in questo paese, non mi stupisce affatto, questa e’ una prassi consolidata.

Quello che invece mi colpisce e’ l’importanza che gli stessi politici danno all’elettorato cattolico, ed al peso che la chiesa esercita su di esso.

A tal punto che Prodi nelle scorse settimane ha sollecitato la chiesa a fare la sua parte, affermando che:

«Un terzo degli italiani evade. E’ inammissibile. Per cambiare mentalita’ occorre che tutti, a partire dagli educatori, facciano la loro parte, scuola e Chiesa comprese.

Perche’, quando vado a Messa, questo tema non e’ quasi mai toccato nelle omelie?…”

E dopo la “divinis sollecitazionem” di Prodi al clero, sono subito giunti i primi commenti dai vari esponenti della chiesa, fino alla dichiarazione del cardinal Bertone.

E qui casca l’asino…o meglio il cardinale di turno.

Infatti non mi sembra normale che un presidente del consiglio (Prodi) propone…e che subito la chiesa dispone.

E’ oramai palese che un potere sostiene l’altro e viceversa, perche’ di potere si tratta…

Altro che dare a Cesare quello che e’ di Cesare, altro che stato laico !

Quello che accade e’ uno scambio di favori che avviene sotto la luce del sole senza vergogna alcuna, dove una mano lava l’altra…insomma questi fanno comunella, come il gatto e la volpe !

E noi a fare la parte delle povere pecorelle smarrite, o meglio dei poveri pecoroni smarriti !!!

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L’imbroglio dell’8 per mille

Manuela Bellandi

Il finanziamento dello Stato Italiano alla Chiesa Cattolica, deciso con la revisione concordataria del 1984 fu sottoscritto da Craxi per acquisire benemerenze presso il Vaticano. E con l’imbroglio dell’otto per mille nella formulazione italiana, tale finanziamento non puo’ che essere definito una colossale truffa. Infatti la percentuale dei contribuenti italiani che firmano in calce alla denuncia dei redditi l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica e’ di circa il 45% che poi in sede di liquidazione dell’importo calcolato diventa come d’incanto il 90%.

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Piergiorgio Odifreddi

“..per capire l’entita’ dell’enorme cifra complessiva che la Chiesa Cattolica riceve dallo Stato Italiano in un anno, di 9 miliardi di euro,18.000 miliardi delle vecchie lire, basta notare che si tratta del 45% della manovra economica per la Finanziaria del 2006, che e’ stata di 20 miliardi: ovvero, senza la Chiesa, o almeno senza i suoi privilegi economici, lo Stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini!”

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In America non c’e’ l’8 per mille. Lo Stato non fa le regali’e. Non ci sono tutte queste “falsificazioni”, per dirla alla Bertone. I fedeli sono roba seria.

Non ci sono i Craxi e i Berlusconi che scambiano leggi dello Stato con voti elettorali.

Non ci sono gli atei devoti alla Ferrara.

Le chiese sono tante. I fedeli se le finanziano da se’ versando in genere il 10% dello stipendio.

Te, commenda, quanto guadagni al mese? 20.000 euro? Bene, 2.000 li versi ogni mese alla Chiesa cattolica. O al culto di Odino. Fai te.

Te, precario, quando guadagni? Solo 1200 euro? Ma che schifo! Bene, ti tocca darne 120 al tuo parroco senno’ nisba fede.

Te, gioiellino vicentino, non fare il furbetto con me, che non sono mica lo Stato bamba, non mi venire a denunciare 800 euro al mese, peggio della maestra d’asilo, e poi perche’ sei leghista mi fai pure lo sciopero fiscale e non versi niente, Dio lo sa benissimo quanto guadagni in nero e il 10% lo devi dare alla Chiesa su quello, altro che pippe!

Vedrai che fila dopo alla porta della Chiesa! Scomparirebbero anche quelle due beghine che mettono in casetta i centesimini del Duce.

E se i due culti, Cristo e Odino, aprono una libreria, un negozio di ricordini (pensa al suk di Assisi), una elegante e costosissima scuola privata.. sul mercato sono pari, no che una paga l’ICI, l’altra no. Una ha il controllo fiscale con la multa, l’altra regala il santino di Sant’Eusebio.

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ICI

Viviana Vivarelli

Non e’ vero che e’ esente da imposta ogni attivita’ commerciale di preti in quanto proprieta’ estera. L’esenzione dall’ICI e’ stata voluta da Berlusconi, Bersani aveva detto di toglierla ma e’ rispuntata con un cavillo, omologando a chiese qualunque esercizio commerciale (cioe’ a fini di lucro) che sia vicino a qualcosa di religioso.

La legge parla di fabbricati appartenenti agli Stati esteri per cui e’ prevista esenzione in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia.

Ora se l’Editrice Paolina decide di aprire una libreria, che e’ un esercizio di lucro, e’ come se la casa editrice Lamonnier aprisse in suo negozio, non posso pensare che su di essa ci sia un patto internazionale che esenta dal pagamento dell’ICI, questa sarebbe una mostruosita’ fiscale che calpesta la Costituzione, che vuole tutti i cittadini uguali davanti alla legge, e soprattutto quella fiscale. Quella libreria non e’ un’ambasciata che diventa ipso facto territorio estero.

Sta di fatto che i privilegi fiscali o contributivi di cui gode la Santa Sede sono una anomalia tutta italiana denunciata dall’UE che tanto fara’ che i nostri Prodi o Berlusconi dovranno eliminarla. Come faranno non si sa. La Chiesa e’ capace di fare una rivoluzione di bigotti.

Nei fatti la Chiesa ruba al popolo italiano almeno 7 miliardi di € l’anno, una cifra mostruosa, di piu’ se ci mettiamo la manutenzione delle chiese, gli stipendi di chi insegna religione ecc. Di piu’ ancora si ci aggiungiamo l’estorsione dell’8 per mille che viene dato alla Chiesa non in proporzione di chi lo ha scelto ma una tantum, che nel 2006 dovrebbe essersi aggirato sul miliardo di euro.

per cui la Chiesa cattolica risulta una enorme impresa che ha gia’ personale non pagato (preti o suore) o pagato malissimo (impiegati), spesso in nero, gode di volontariato gratuito, regalie, donazioni, contributi, eredita’, lasciti ecc. e ha un fatturato immenso, un vero cancro finanziario nel cuore dello Stato con mille attivita’ i cui proventi vanno solo in minima parte ai poveri e spesso grazie a quei missionari, come Zanotelli o padre Kizito che carriere da Cardinale non ne faranno mai

I patrimoni immensi della Chiesa sono stati investiti nell’azionariato peggiore (persino la Coca Cola), in una spettacolarizzazione costosissima (le immense piazze di Voitila nel mondo), in una propaganda capillare continua, dalle radio, alle tv, ai giornali, libri ecc.

e nell’aiuto a dittatori di destra per rovesciare governi democraticamente eletti. Il fallimento dell’Ambrosiano fu a causa di una eccesso di esposizione politica di Voitila che voleva coartare i governi del Sudamerica e dei Balcani.

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Raffaello Spiti

Con la revisione-riconferma del Concordato del 1929 sottoscritta nel 1984 dal governo Craxi, (due grandi errori commessi da due grandi uomini di Stato) il Cattolicesimo ha cessato (teoricamente) di essere in Italia religione di Stato, anche se nel nuovo testo l’art. 9 recita:

“La Repubblica italiana riconosce il valore della cultura religiosa (cattolica) e tiene conto che i principi del Cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano”;

ed anche se, per effetto della revisione della Convenzione economica annessa al nuovo Concordato e’ stata abolita la “congrua” di sostentamento del clero versata antecedentemente dalle casse dello Stato, tale esborso e’ stato subito sostituito con il finanziamento “volontario” dell’otto per mille sul gettito totale del patrimonio soggetto ad IRPEF, versato da ogni cittadino ed inserito d’ufficio nei moduli della denuncia dei redditi. Un tale meccanismo di denuncia “caritatevole” da’ modo al cittadino-contribuente di scegliere a chi devolvere la decima prescritta: se allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose (cristiane), con l’esclusione quindi di organizzazioni umanitarie laiche, enti di ricerca scientifica e quant’altro.

Ma qui scatta un’astuta trappola escogitata a suo tempo dai nostri “laici” politicanti sull’input dei (mon) signori della Gerarchia: siccome, com’era prevedibile e fu previsto, solo un terzo dei contribuenti, per pigrizia, menefreghismo o disperazione, sceglie a chi devolvere l’obolo, l’art. 37 della relativa legge di attuazione recita:

“In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione (dei quozienti da distribuire del gettito totale) si stabilisce in proporzione alle scelte (percentualmente) espresse”.

E poiche’, com’era prevedibile e fu previsto, tra la minoranza che opera una scelta solo il 35% non opta a favore della Chiesa Cattolica, questa oltre alla quota parte espressamente assegnatale ottiene di incassare anche l’85% dell’intero gettito relativo. L’ammontare di tale cifra, stornata dai redditi dei cittadini ed in un certo senso prelevata direttamente dalle loro tasche, e’ stato calcolato in circa un miliardo per anno.

In teoria, una tale enorme somma dovrebbe essere destinata ad opere di carita’; ma le stesse cifre ufficiali della C.E.I. relative al triennio 2002-2004 ammettono che il 46% dell’incasso viene destinato “alle esigenze del culto [del Papa]” (adunate oceaniche, viaggi papali, ecc.), il 34% al sostentamento del clero e solo il restante 20% ad interventi caritatevoli.

Ma in quest’ultima voce, e’ da notare come la maggior parte di una tale frazione sia destinata all’Opera Missionaria, e quindi ad un lavoro di propaganda e proselitismo in aree non cristiane del mondo.

All’ingente cifra scucita ogni anno dai contribuenti, va aggiunta una somma dello stesso ordine di grandezza sborsata direttamente dallo Stato (senza considerare quindi regioni, province e comuni) con le causali piu’ disparate: nel 2004 sono stati destinati 258 milioni per le scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque grandi universita’ cattoliche, 20 milioni per la sola Universita’ dell’Opus Dei (2), 478 milioni per gli stipendi dei 15000 insegnanti di religione passati di ruolo in tutte le scuole di ogni ordine e grado.”

Aggiungendo poi ai finanziamenti scolastici quelli relativi agli istituti di sanita’ gestiti da istituzioni cattoliche, si puo’ calcolare un altro miliardo di spesa da parte dello Stato. La Chiesa gestisce infatti oltre a 6000 centri di assistenza medica, suddivisi in 1853 ospedali e case di cura convenzionati; 729 orfanotrofi, 534 consultori medici, 136 ambulatori, 10 grandi ospedali (tra cui l’Agostino Gemelli in Roma che funge da nosocomio del Vaticano) nonche’ 111 ospedali di media dimensione, ecc. Nel campo poi della pubblica istruzione (o meglio, dell’istruzione cattolica) la Chiesa italiana dispone di 504 seminari, 6228 scuole materne ed asili, 1280 elementari, 1136 secondarie, cinque grandi universita’, la cui frequenza ai corsi, che assicura il collocamento post lauream, e’ ambitissima, e 130 altri atenei di media dimensione, di cui lo Stato paga i finanziamenti e le rette ai corsisti (4).

Ma come e’ naturale, un tale enorme patrimonio di produzione e riproduzione viene affiancato da un altrettanto grande apparato di gestione, costituito da 118 sedi vescovili, 12314 parrocchie, quasi altrettanti oratori, 360 case generalizie di ordini religiosi, un migliaio di conventi maschili o femminili (la meta’ dei quali, per le scarse vocazioni, finisce per diventare centri alberghieri a 4 stelle). Inoltre, nella sola area metropolitana di Roma, la Santa Sede e l’episcopato romano possiedono un vastissimo patrimonio immobiliare, dentro e fuori le mura aureliane, pari ad un quinto dell’area urbana che si estende dentro il circuito delle storiche fortificazioni. Solo lo Stato della citta’ del Vaticano possiede cospicue proprieta’ edilizie extra moenia solo in parte specificate dai Patti Lateranensi del 1929: ad es., il palazzo di Propaganda Fidei a P.zza di Spagna, l’Universita’ Gregoriana, il Collegio Lombardo, il Russicum ecc. ecc.

Immensa la cifra che lo Stato ed i Comuni provvedono a ripianare addebitandola in conto tassazione ai cittadini; ognuno di noi versa quindi ogni anno alla Chiesa Cattolica ben piu’ dell’8 per mille dei suoi redditi! Naturalmente si puo’ obiettare che se gli ecclesiastici dovessero pagare le tasse come i comuni cittadini e gli enti laici di ogni natura e finalita’, si troverebbero nell’impossibilita’ di farlo e andrebbero incontro alla bancarotta: istituto giuridico che per via del Concordato primo e secondo non si applica a nessun ente ecclesiastico. Che viene cosi’ proclamato immune dal rischio di fallimento e non sottoposto a giudizio del Foro di competenza. Ma a parte questo aspetto propriamente giuridico della faccenda, c’e’ da chiedersi quale sia il ritorno dell’immensa spesa economica sopportata dal popolo italiano per mantenere uno Stato estero (uno pseudo Stato, una finzione giuridica, un’entita’ fittizia ed artificiale) ed un apparato ecclesiastico che oltretutto si intromette di continuo in tutti gli aspetti della vita nazionale, e non solo esprimendo le sue opinioni, ma mobilitando concrete forze politiche e conducendo costose campagne di pressione che l’abbondanza di denaro disponibile rende possibile attuare. Per un carico finanziario, politico, giuridico e morale tanto schiacciante la controparte non puo’ essere costituita dalla semplice “salvaguardia del valore” di una cultura e dalla soddisfazione di “tener conto dei principi del Cattolicesimo”, nella convinzione (errata) che essi facciano parte (comprese le Crociate, la caccia alle streghe e l’Inquisizione) del patrimonio storico del popolo italiano. Io temo, ed a ragione, che il ritorno del costo sia appannaggio non del popolo, ma della classe politica italiana, che dai tempi della Legge delle Guarentigie e del Patto Gentiloni, pur nelle sue interne contrapposizioni punta sull’appoggio interessantissimo di S.R.C. alle proprie manovre di potere ed alla salvaguardia dei propri interessi politici e personali.

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Giancarlo Mola e Mario Reggio

In altre parole: l’87 per cento dell’otto per mille di chi non ha preso alcuna decisione e’ andato comunque alla Chiesa cattolica, il 10 allo Stato. E cosi’ via. «Il sistema non ci piace», dice Ignazio Barbuscia, tesoriere dell’unione delle chiese avventiste del settimo giorno. «Avevamo proposto che quei soldi andassero allo Stato, ma evidentemente hanno prevalso altre logiche».

Gia’, lo Stato. Anche sulla gestione del suo otto per mille non mancano le polemiche.

Nel 2001 i tre quarti dei 100 milioni di euro di sua competenza sono stati distolti, con un semplice decreto legge, dagli scopi prefissati. E sono stati impiegati per finanziare la missione in Albania (con i risvolti militari che ne conseguono). Nello stesso anno, appena 500 euro sono andati a progetti per combattere la fame nel mondo.

La denuncia arriva dai consumatori dell’Aduc, che contro l’attuale sistema dell’otto per mille hanno lanciato una campagna che va avanti da anni. «Non solo lo Stato costringe i cittadini a finanziare le religioni altrui. Ma si rende protagonista di una vera beffa», spiega il presidente Vincenzo Donvito.

«Se si va a vedere infatti il dettaglio delle spese dello Stato si scopre che, per esempio, nel 2002 un terzo dei 100 milioni di euro che i cittadini hanno dato allo Stato sono serviti per ristrutturare beni culturali di proprieta’, guarda caso, della Chiesa cattolica».

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La Cei ha illustrato nei giorni passati l’utilizzo della sua quota di otto per mille, a tredici anni dall’introduzione.

Analizzando le cifre si scopre cosi’ che gli introiti, dal 1990 al 2003, si sono praticamente quintuplicati. Ma la distribuzione nei tre compiti istituzionalmente fissati dalla legge non si e’ mossa in modo omogeneo.

E’ cresciuta notevolmente la voce «esigenze di culto e pastorale», che va dalla catechesi nelle parrocchie all’edilizia di culto: il fondo e’ passato da 38 a oltre 420 milioni di euro.

Piu’ modesto l’aumento delle somme spese per gli interventi caritativi (da 27 a 185 milioni di euro) e di quelle usate per il sostentamento del clero: (da 145 a 330 milioni di euro). «Si’, solo il 18 per cento del totale finisce direttamente in progetti umanitari», spiega ancora Moscarino. «Attenti pero’ a non fare semplificazioni: la carita’ cammina sulle gambe degli uomini, che la Chiesa deve formare e sostenere, anche economicamente».

Ma e’ il meccanismo di attribuzione a far discutere. Soprattutto per quel che riguarda l’otto per mille di chi hanno scelto di non scegliere, lasciando in bianco la casella della dichiarazione dei redditi. Si tratta della maggioranza delle persone che pagano le tasse.

In cifre: 22 milioni su 36 milioni di contribuenti del ’99 (che hanno determinato la spartizione dell’anno scorso). Ebbene, il loro otto per mille e’ stato diviso tra tutti i pretendenti in proporzione delle preferenze ottenute.

In altre parole: l’87% dell’otto per mille di chi non ha preso alcuna decisione e’ andato comunque alla Chiesa cattolica, il 10 allo Stato. E cosi’ via. «Il sistema non ci piace», dice Ignazio Barbuscia, tesoriere dell’unione delle chiese avventiste del settimo giorno. «Avevamo proposto che quei soldi andassero allo Stato, ma evidentemente hanno prevalso altre logiche».

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Eugenio Cocozza

Mistero della fede. Annunciamo l’ennesima presa per il culo da parte di preti e politici: ovvero la mafia dell’anima.

Questo e’ il paese del ‘peggio che da noi solo in Uganda’ di gaberiana memoria. E’ il paese dei portatori di valori. Mele docet.

E’ il paese dove dal pulpito vaticano (ambitissimo centro della politica italiana) da tempo immemorabile si esorta al ‘fate quello che dico io non fate quello che faccio io’ e dagli scanni del parlamento si elaborano leggine ad hoc la cui interpretazione varia dal punto di osservazione.

E’ il paese dove Corona lancia le sue mutande firmate alla folla che lo osanna e Saviano deve darsi alla macchia: Fabrizio e Roberto sono entrambi giovani ma producono due risultati generazionali diversi. Il primo, dopo aver spaparazzato Barbara oggi mercanteggia con suo padre (e domani, forse, siedera’ a Montecitorio con Michela, imprenditrice catto-liberal-animalista, degna erede del mitico Silvio). Il secondo, dopo aver fatto infuriare i clan camorristi con i quali la politica mercanteggia, riceve ipocritamente il premio Siani dalla Jervolino che nel consegnarlo lo definisce ‘simbolo di quella Napoli che lui denuncia’ offendendo in un colpo solo sia l’autore di Gomorra che la memoria del giornalista morto ammazzato.

Questo e’ il paese delle stragi e dei misteri rimasti tali. Dell’Italicus e di Calvi. Questo, a proposito, e’ il paese dove il barbiere di Bondi e Follini, stenografi amici degli amici e ragionieri pagati per omerta’ e non per competenza guadagnano piu’ di un ricercatore che, per colmo, potrebbe addirittura salvare la vita di uno di loro.

E’ il paese dei governi dei condoni e degli indulti, delle opposizioni che inneggiano lo sciopero fiscale.

Delle terrazze abusive e dei negozi incendiati dei Rossi e dei Capirossi.

Di un cancro talmente infetto da espandersi piu’ degli Italiani nel Mondo di De Gregorio oltre i confini di Napoli e della Calabria della Puglia e della Sicilia.

Un paese dove si parla, si parla, si parla…Tarcisio docet

Riccardo Galli

Ringrazio il Cardinal Bertone per avermi ricordato che da cittadino onesto devo pagare le tasse.

Da credente non praticante Le chiedo questo: se nel corso della mia vita continuero’ a fare diligentemente la parte del cittadino onesto (e quindi pagando le tasse), se saro’ corretto e rispettoso con tutti anche a costo di passare il Fantozzi di turno, sara’ sufficiente questo per evitare le pene dell’Inferno?

Sempre da Credente non praticante, secondo Lei, il fatto di arrivare a fine mese con l’acqua alla gola (e per fortuna che l’acqua arriva solo fino alla gola, a molti altri purtroppo arriva fin sopra i capelli) puo’ essere considerato gia’ un Purgatorio, e quindi la vita di tutti i giorni puo’ essere vista come un luogo nel quale gia’ paghiamo per i nostri peccati? Praticamente, quando tutte le persone oneste e corrette giungeranno alla fine dei loro giorni,potranno godere della pace e serenita’ del Paradiso?

Non voglio con questo mancare di rispetto nei confronti della Chiesa, perche’ sono convinto che questa annoveri Valorose Persone tra le quali i Padri Barnabiti, le Suore Carmelitane di Bologna e Don Ivo della Parrocchia di San Paolo di Ravone, che hanno aiutato tantissimo la mia famiglia nel momento in cui e’ morto mio padre.

Ultima cosa Cardinale: puo’ chiedere esplicitamente ai nostri “Dipendenti” (CHE DI ONOREVOLE PER ME HANNO BEN POCO!!!!) di cominciare a togliere le tasse inutili come ad esempio le accise sui carburanti e l’Ici? Non per niente, qui paghiamo ancora per l’alluvione di Firenze e del Polesine, per la missione in Irak del ’91, tanto per fare degli esempi.

Le pare giusto che le case (CHE SONO UN DIRITTO DI TUTTI COLORO CHE SI SUDANO LO STIPENDIO)abbiano dei costi astronomici e quindi ci si debba indebitare per 30 anni o piu’ con le banche e, ciliegina sulla torta, dover pagre pure l’Ici?

Se ho bestemmiato chiedo perdono.

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Manuela Bellandi

Non per niente spesso il Vaticano, sempre per quanto concerne lo Stato Italiano e’ rimasto implicato in vicende strane mai completamente chiarite, come il caso Calvi, il banchiere di Dio impiccato sotto un ponte di Londra, la vicenda del Banco Ambrosiano e dell’assassino di Marco Ambrosoli , il sinistro ruolo dello IOR attraverso il misterioso Marcinkus ed altri faccendieri di alto bordo tra i quali Michele Sindona.

Consulente finanziario del Vaticano e della mafia italo-americana, il finanziere siciliano Sindona negli anni 60 brucia le tappe e diviene un protagonista del mercato finanziario americano. Sospettato negli Usa di essere coinvolto nel traffico internazionale di stupefacenti e legato ad ambienti mafiosi, Italia puo’ continuare a gestire i suoi sporchi affari grazie ai rapporti con la democrazia cristiana ed alle credenziali che gli derivano dal suo legame personale con Paolo VI.

Quest’ultimo lo incarica di eludere la legislazione fiscale sottraendo alla tassazione l’ingente patrimonio azionario vaticano (che esulava dai privilegi fissati dal Concordato). Sindona non tradisce le aspettative del Pontefice trasferendo gli investimenti nel mercato esentasse degli eurodollari tramite un rete di banche off-shore domiciliate nei paradisi fiscali. Non si sa se la chiesa abbia beneficiato del condono sul rientro di capitali dall’estero ideato da Tremonti.

Il Vaticano ebbe rapporti anche con la banda della Magliana.

A questo riguardo assai strana e curiosa appare la vicenda di Enrico De Pedis appunto boss della famigerata banda. Dopo una vita costellata da una serie di gravi reati-quali, associazione per delinquere al traffico di stupefacenti, dalle rapine a mano armata agli omicidi- il due febbraio 1990 nella romana via del pellegrino viene ucciso da bande rivali. Il 9 luglio 1997 un’interrogazione parlamentare del leghista Borghezio invita il Ministro degli Interni ad accertare i motivi per i quali “il noto gangster Enrico De Pedis riposi nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare, un privilegio che secondo il diritto canonico spetta soltanto al Sommo Pontefice, ai cardinali ed ai vescovi.

Si accerta che il nulla osta per la sepoltura era stato richiesto al Vaticano da monsignor Pier Vergari, rettore della Basilica, cioe’ lo stesso prelato che ai funerali aveva impartito l’estrema benedizione al boss di testaccio secondo il quotidiano l’Unita’ questo enigma imbarazzante ha una soluzione politica-religiosa.

In particolare per quanto riguarda l’omicidio Pecorelli del 1979, la procura di Perugia ha ipotizzato l’esistenza di contatti organici tra la banda della Magliana, cosa nostra e ambienti politici romani che facevano capo a Giulio Andreotti e Claudio Vitalone (poi usciti indenni dai processi a loro carico). Comunque Pecorelli secondo testimonianze di un pentito sarebbe stato ucciso da un commando composto da sicari della banda della Magliana e cosa nostra.

“Per mantenere indenne il potere temporale della Chiesa, il Sacro Soglio e le sue propaggini diocesane, non scomunicarono mai le malversazioni e la pubblica corruttela che avveniva sotto gli occhi di tutti fino a diventare sistema di governo e sottogoverno.”

(Eugenio Scalfaro da La Repubblica)

“Non e’ mistero per nessuno ed anzi storicamente accertato che l’episcopato fu cieco e sordo di fronte al sistema della pubblica corruttela del quale era perfettamente consapevole e spesso direttamente beneficiario. Come accadde, tanto per ricordare un macroscopico esempio, in occasione del vero e proprio “sacco di Roma” che duro’ dagli anni cinquanta a tutti i settanta nel corso dei quali, appalti, piani regolatori, aree verdi o di destinazione estensiva furono manipolati per favorire Ordini religiosi, grandi famiglie papaline, dignitari della Santa Sede, societa’ immobiliari e palazzinari, dentro una rete di compiacenza di marca vaticana che spolparono la citta’ come si spolpano le ossa di un pollo” .

Cosi il vaticano ha potuto conservare e moltiplicare in Italia immense ricchezze. Gli innumerevoli immobili situati in tutto il territorio italiano e sopratutto a Roma, sono anch’essi favoriti da un regime fiscale che ha del ridicolo.

Le chiese sono semivuote ma le casse sono piene. Un fiume inesauribile di denaro affluisce in Vaticano dall’Italia e da tutte le nazioni e comunita’ dove vi sia una maggioranza cattolica: offerte, donazioni, eredita’, quote di imposte.

Soltanto una piccola parte di tali ricchezze finisce in progetti umanitari. Il resto va alla catachesi nelle parrocchie, all’edilizia di culto, al sostegno del clero (circa 40.000 preti in Italia), ma anche alle banche amiche, da qui la liquidita’ si ricicla e si moltiplica in investimenti, in titoli, in immobili, in businnes disinvolti, in azioni di industrie etc…

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Michele Labate

Ma la chiesa non dovrebbe parlarci di Dio? Di Spirito? Di Amore Universale?

La Chiesa possiede in Italia soltanto circa il 25% del totale Patrimonio immobiliare sul quale non paga una lira (pardon un centesimo di euro) di tasse e poi viene a dirci che tutti devono pagare le tasse?

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Quanto ci costa il Vaticano SpA

Citta’ del vaticano e’ il piu’ piccolo stato del mondo ma anche il piu’ rispettato.

Si tratta di una monarchia assoluta elettiva. Grazie al carisma del Papa, all’organizzazione piramidale e non democratica ed all’esercizio delle attivita’ di apostolato e di beneficenza, la SantaSede amministra i suoi beni e le sue societa’ in tutto il mondo.

I suoi beni immobili (beni ecclesiastici) situati in altri stati godono in numerose nazioni, tra le quali l’Italia, di regimi privilegiati ed in alcuni casi di extraterritorialita’ che consentono l’esonero da imposizione di tasse.

Per questi regimi speciali, che valgono anche in temi di commerci, di contratti e di donazioni nonche’ per l’opacita’ della sua finanza,Citta’ del Vaticano, pur con le debite differenze, e’ stato spesso paragonata alle ” giurisdizioni off shore” (paradisi artificiali).

In Italia in particolare si intrecciano proprieta’ immobiliari, attivita’ bancarie, imprese industriali, finanziamenti diretti e indiretti a carico del bilancio dello Stato Italiano e di Enti Pubblici.

Cio’ crea una posizione di quasi monopolio del vasto mondo dell’assistenza, una presenza costante in tutte le iniziative a favore dei della gioventu’, della gestione di cliniche. di enti ospedalieri. Con il condizionamento operato dalla chiesa sul parlamento nella produzione legislativa, necessaria a creare una indispensabile cornice istituzionale e strutturale e sopratutto un confacente regime di privilegio tributario.

Attraverso i Patti Lateranensi del 1929 e successivo accordo,che hanno regolato i rapporti tra Stato Italiano e Chiesa, poi con la nascita della Repubblica e dei governi democristiani, lentamente l’Italia divenne la sede temporale del potere ecclesiastico, penetrato per delega nei governi, negli enti pubblici,nelle leggi, nella costituzione materiale. E con sola resistenza marginale. pagata a caro prezzo, di alcuni cattolici politicamente impegnati come De Gasperi e Moro.

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IOR

Manuela Bellandi

LO IOR (Istituto per le Opere Religiose)

E’ la banca della Citta’ del Vaticano. Dopo le vicende legate al banco Ambrosiano, al crac e al cardinale Marcinkus, nel 1990 papa Giovanni Paolo II lo ha riformato. Ora la responsabilita’ e’ stata affidata a persone laiche ma di credenze cattoliche; lo presiede, infatti, Angelo Caloia, professore dell’universita’ Cattolica di Milano, ex presidente del Medio Credito Lombardo e attualmente a capo di due societa’ di Banca Intesa. Lo Ior ha sede unica in Vaticano. Non ha filiali in nessun altro luogo. Non ha accesso diretto ai circuiti finanziari internazionali. Non aderisce alle norme antiriciclaggio sulla trasparenza dei conti. Il riferimento e’ la segreteria di Stato vaticana di monsignor Angelo Sodano. Oggi lo Ior amministra un patrimonio di circa 5 miliardi di euro. Ai suoi clienti (dipendenti del Vaticano, membri della Santa Sede, ordini religiosi, benefattori) garantisce un tasso annuo del 12%. Poco si sa sulle attivita’ della banca; dove investa, a chi dia crediti. Nel 2002 il dipartimento del Tesoro americano ha segnalato che il Vaticano ha 289 milioni di dollari in titoli Usa. L’advisor inglese Guthrie Group ha reso nota una joint venture tra Ior e partner americani per un valore di 273,6 milioni di euro. Ultimamente, si sa che le isole Cayman, il noto paradiso fiscale internazionale, sono passate dal controllo della diocesi giamaicana, guidata dal cardinale Adam Joseph Maida, membro del collegio di vigilanza dello Ior, a quello diretto del Vaticano.

L’APSA

L’Apsa e’ in pratica la Banca Centrale della Citta’ del Vaticano. Essa svolge funzioni di tesoreria e gestisce gli stipendi dello Stato. Fra i suoi compiti c’e’ anche quello di coniare moneta. Nel 1998 infatti, l’Ue ha autorizzato l’Apsa ad emettere 670 mila euro l’anno. Con la possibilita’ di emetterne altri 201mila in occasione di Concili ecumenici, Anni Santi o in occasione di un’apertura della Sede vacante. Secondo quanto riportato dai dati ufficiali della Prefettura per gli Affari Economici, per il 2002 il Vaticano e la Santa Sede sarebbero in deficit. 29,5 milioni di euro. Nel bilancio pero’ non figurano strutture come le universita’ pontificie, gli ospedali cattolici (Bambini Gesu’ di Roma, ad esempio), i santuari (Loreto, Pompei). Ma soprattutto non figura l’obolo. Una pratica che ha portato nel solo 2002 un gettito nelle casse della Citta’ del Vaticano di 52,8 milioni di euro.

La Citta’ del Vaticano si estende su 44 ettari di terreno. Ha 911 residenti di cui 532 cittadini, il cui reddito pro-capite ammonta a 407.095 euro. Non produce beni e i suoi servizi sono per lo piu’ gratuiti. La sua economia (con i suoi profitti) si basa sugli investimenti, mobili e immobili, sul patrimonio esistente, le rendite e sulle rimesse delle diocesi sparse nel mondo; sono 4 649 riunite in 110 Conferenze Episcopali. Il bilancio di tutto questo e’ tenuto dall’Apsa (Amministrazione patrimonio sede apostolica) e la Prefettura per gli Affari economici, guidata dal cardinale Sergio Sebastiani, lo controlla. A quest’ultima e’ anche demandato il compito di controllare i bilanci dello Ior (l’Istituto per le opere religiose), la banca Vaticana. Ogni diocesi inoltre gestisce un patrimonio a se’. Fatto di immobili, titoli e offerte dei fedeli. La Citta’ del Vaticano e’ composta da tre parti (a volte considerate personalita’ giuridiche altre no). Lo Stato, la Santa Sede e la Curia. Il primo e’ l’entita’ territoriale, la seconda e’ il vertice della Chiesa e la Curia e’ la struttura organizzativa. Tutte le istituzioni vaticane spesso rivendicano l’extraterritorialita’ e la non rispondenza alle leggi degli altri Stati-Nazione.

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Viviana Vivarelli

Il fatto che Dio esista o non esista non c’entra niente con le malefatte dalla Chiesa di Roma, che di giorno in giorno diventano sempre piu’ intollerabili, anche perche’ accompagnate da un eccesso di supponenza e di superbia che il mondo moderno vorrebbe vedere scomparse.

Tutto cio’ che la Chiesa di Roma propone, persino i modi, i toni, le parole, e’ un’offesa alla democrazia, alla liberta’ e all’uguaglianza.

Ergo: la Chiesa e’ il nemico numero uno di ogni democratico e di ogni liberale e come tale va combattuta sul piano politico e sociale.

Il problema di Dio appartiene alla coscienza individuale e, se dovesse essere risolto guardando a cio’ che fa l’alta gerarchia clericale, guardando il suo esempio, sarebbe perduto prima di iniziare.

Nulla puo’ offendere il significato di Dio quanto cio’ che la Chiesa di Roma ha perpetrato in duemila anni.

D’altro canto la’ dove non domina incontrastato il potere dell’alta gerarchia, il corpo dei cristiani ha prodotto in se’ e da se’ il massimo dello splendore spirituale. Quegli esempi fulgidi la Chiesa del potere li ha calpestati e puniti.

Dunque una sola cosa si puo’ dire: che nessun grande organismo statuale ha saputo contenere in se’, come la Chiesa di Roma, la santita’ e l’abominio.

Confonderli non si puo’, perche’ sarebbe come confondere Dio col suo contrario e sarebbe,

in cio’ stesso, una bestemmia.

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Giangi dei navigli

A proposito di preti: Uno, ogni tanto, riesce bene.

Albino Luciani, papa per soli 33 giorni.

Disse:

“Io non ho niente.I libri li lascio al seminario,il mio buon esempio ai parenti”.

Disse anche:

Uomini fratelli di tutto il mondo!

Tutti siamo impegnati nell’opera di elevare il mondo ad una sempre maggiore giustizia,ad una piu’ stabile pace, a una piu’ sincera cooperazione. E percio’ tutti invitiamo e scongiuriamo, dai piu’ umili ordini sociali che formano il tessuto connettivo delle nazioni, fino ai responsabili dei singoli popoli, a farsi strumenti efficaci di un ordine nuovo,piu’ giusto e piu’ sincero.

Un giorno gli servirono un caffe’ amaro.

Mori’,come Sindona.

In luogo di un papa che parlava di “cooperazione” ne hanno poi eletto uno che parlava e sparlava di “solidarieta’” con MarcinKus, Ruini e Casini.

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Marino Berengo

Solo a Roma gli enti religiosi che non pagano tasse in base al Concordato ed alle leggi successive sono i seguenti:

Istituti suore 400

parrocchie 300

scuole cattoliche 250

chiese

case generalizie

istituti religiosi 90

missioni 50

case di cura 55

collegi 43

monasteri 30

case di riposo 20

seminari 20

ospedali 18

conventi 16

oratori 13

confraternite 10

case procure 10

ospizi 6

Totale 1731 (da arrotondare a 2000 considerando il sommerso).

Da notare che fra i 2000 immobili sono ricompresi il vastissimo Ospedale Gemelli con annessa universita’ nonche’ l’enorme complesso di Radio vaticana attualmente sotto processo a causa dei danni elettromagnetici provocati dalle sue antenne di Cesano.

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Michele Vecchiocampo

A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo stato italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano, in virtu’ dell’articolo n. 6, che al primo comma dice che “L’Italia provvedera’, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati alla Citta’ del Vaticano un’adeguata dotazione d’acqua in proprieta’”.

L’Italia si fa carico da allora dei 5 milioni di metri cubi d’acqua consumati in media dallo Stato Pontificio. Per le acque di scarico, Citta’ del Vaticano si allaccia all’Acea, ma non paga le bollette, perche’ non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi. In soldoni, non riconosce Acea perche’ e’ “straniera”.

Il 6 ottobre 2005 e’ stato approvato al Senato, l’art 17,comma 2 , ora diventato art.6, del disegno di legge n.5736 denominato “Piano di azione dello sviluppo economico”. Un articolo che esonera gli enti ecclesiastici dal pagamento dell’Ici (Imposta Comunale sugli Immobili) viene contestato da alcuni settori dell’Unione perche’ in contrasto con il regime di rigore cui si ispira la Finanziaria.

Quindi, Tarcisio farebbe meglio a spiegare come mai il vaticano non vuole pagare le aziende di un altro stato ma si intromette nelle faccende interne dello stesso.

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Bruno

Sbaglio o Bertone da giovane era il segretario di Marcincus allo IOR banca vaticana?

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Tasse evase

Viviana Vivarelli

Sembra che le tasse che la Chiesa non paga (forse a suo dire non saranno giuste), siano parecchie

Bertone si e’ dimenticato di dire che Bruxelles accusa l’Italia di mantenere il Vaticano come “un evasore fiscale legalizzato”.

Nella Comunita’ Europea e’ fatto rigorosamente divieto di fare elargizioni di denaro o di dare privilegi fiscali (vedi anche esenzioni fiscali) a imprese e chiese (che sempre imprese sono), questo darebbe ad alcuni vantaggi iniqui nei confronti del lavoro di altri, rompendo le leggi del mercato.

Bruxelles ritiene “illegittimi” gli sconti concessi dall’Italia alla Chiesa cattolica sull’imposta comunale sugli immobili, che sono in totale violazione della legge europea sulla concorrenza. Prodi fa finta di non aver capito.

Cosi’ come non e’ accettabile che lo Stato faccia sconti all’Alitalia (Berlusconi li rifiuto’ dicendo che avrebbero violato le norme europee) cosi’ non e’ accettabile che si facciano esenzioni fiscali alla Chiesa cattolica.

Bruxelles non accetta vantaggi fiscali e concessioni di imposta e gia’ a gennaio e’ partita una inchiesta partita con lettera formale di richiesta informazioni sulle esenzioni della Santa Sede.

Peccato che di questo Prodi non parli.

E sul perche’ paghiamo anche gas e acqua al Vaticano tutto tace.

La Commissione Europea si e’ mossa sulla base di una denuncia ricevuta nel 2006 e attende queste informazioni per decidere se passare o meno ad un’inchiesta piu’ approfondita.

Forse Bertone ritiene che certe tasse siano sbagliate ma che tutte le esenzioni alla Chiesa siano giuste?

Quando Bertone dice “destinare i proventi delle tasse a opere giuste e all’aiuto ai piu’ poveri e ai piu’ deboli” fa della vuota retorica o ha dimenticato quei 7 miliardi di euro di tasse che la Chiesa si e’ trattenuta e che i piu’ poveri non hanno mai visto?

Non le sembra, Monsignore, che le azioni della Chiesa da qualche tempo siano piuttosto in ribasso?

Se fossimo in Borsa diremmo che lei e’ un agente infiltrato che fa autosabotaggio.

Ogni volta che parla sembra Luca Giurato che, come si muove, fa danno.

E’ difficile sballarle cosi’ grosse.

La Chiesa cristiana evade gia’ per 7 miliardi di €. Cosa dovrebbe fare di piu’? Ci vuole anche un incentivo morale?

La Chiesa toglie ai bisogni degli italiani molto piu’ di Valentino Rossi e sta alla pari di Berlusconi.

In quanti Stati lei crede possa esistere una situazione simile a quella italiana? Con una Chiesa che non paga nemmeno l’ICI sugli esercizi commerciali e dallo Stato si fa pagare persino le bollette di acqua e gas? E che risponde picche quando per mantenere ben 3 Radio Maria ha antenne cosi’ grandi che seminano morte!

Caro Monsignore, le sue parole sono state ben accolte da Calderoli che ha detto che non poteva esserci miglior viatico allo sciopero fiscale. Vuol diventare il santo degli evasori?

Prima mostra scetticismo sulle apparizioni di Medjugorje .

Poi mostra simpatia a Condoleeza Rice.

Intanto parifica omosessualita’ a pedofilia.

E afferma che non esistono preti pedofili in America e sono tutte falsificazioni.

Ora se ne esce a dire che si devono pagare le tasse “purche’” giuste…

E’ quel “purche’” che ci preoccupa. Anche io sarei del parere di seguire i preti “purche’” santi. E degli altri che ne facciamo?

Possiamo permetterci di discernere o Qualcuno ha detto che sara’ Lui a separare le erbe del campo? Non parlava di tasse, mi pare.

La sua e’ una posizione delicata, per quanto di delicatezza possa capire il papa. Forse vi intendete alla pari.

Sono stati gia’ offesi i perfidi ebrei dannati dalla nuova messa e gli islamici con la citazione del cattivo Maometto. Intendiamo offendere anche chi le tasse, giuste o ingiuste, e’ costretto a pagarle? Ma piu’ cautela no?

Con gli ipocriti che si inchinano ai suoi piedi perche’ il potere si incensa, non si discute.

Credevo che la legge si dovesse ubbidire perche’ era “la legge” e credevo che su cio’ si reggesse la forza dello Stato.

Credevo che, come cittadino democratico dotato di principi e valori, ma anche di ragione, mi spettasse di criticare una legge se ingiusta e di darmi da fare per cambiarla, ma di avere intanto l’obbligo di non trasgredirla o di subire la pena relativa.

Ma Bertone mi viene a dire che devo ubbidire una legge solo quando e’ giusta. E chi giudica che lo sia? Se non e’ il legislatore che l’ha fatta, posso farlo io? Non c’e’ del rischio in questo? Non sembra a Bertone che il suo discorso sia alquanto inquietante e che dissesti le basi stesse dello Stato, la stessa autorita’? Ma che dico dello Stato, anche della Chiesa!

Ma davvero Bertone vorrebbe che anche per la Chiesa valesse il principio per cui la legge “giusta” me la scelgo da me?

Diritto positivo vuol dire diritto che si basa sull’osservanza di una comunita’ che ad esso ubbidisce, jus in civitate positum.

E ora il braccio destro del Papa, che immagino parli in sua vece, mi scompiglia ogni fondamento del diritto e viene a dirmi che le tasse, che sono altrettante leggi, le devo pagare purche’ le ritenga giuste.

Ma questa e’ anarchia! Questa e’ eversione! Questa e’ rottura del pactum constitutum!

Allargando l’incauta affermazione (ma quante ne sbaglia questo Bertone!!) potrei dire che anche le leggi della Chiesa le osservero’ se le ritengo giuste e cosi’ ogni altra legge di ordine, grado e fonte.

Per es. non mi pare affatto giusto penalizzare lo spinello ne’ discriminare le famiglie di fatto o i gay, o pensare che il cattolicesimo sia la religione prima e assoluta e non penso affatto bene dei pedofili nella Chiesa ma gia’ che ci sono degli usurai nella Chiesa e dell8 per mille e nemmeno della messa in latino, sono invece convinta che la fecondazione assistita dove ci vuole sia un bene e mi pare giusto eliminare la teocrazia papale in nome di un sistema piu’ democratico.

E’ a questo che mi incita Bertone? Al caos?

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Il cardinal Bertone ne ha detta un’altra delle sue

Amnesty aiuta la donne violentate del terzo mondo, non risulta che abbia mai fatto campagne a favore dell’aborto, ma gia’ questo aiuto, e per di piu’ a donne, ha infastidito Monsignore che al meeting di Rimini ha attaccato Amnesty International come fose una associazione di assassini.

Amnesty ha ribadito le sue posizioni a favore dei diritti umani violati, non si e’ mai sognata di reclamizzare gli aborti, ma evidentemente l’indegno prelato sta cercando gente da incolpare ad ogni costo, in nome della vita, non certi delle donne, si immagina

In quanto alla pretofilia dilagante Bertone la nega (ma mentire non e’ un peccato?) ritenendola una macchinazione anti-clericale frutto di falsificazioni.

Si vede che la vita dei bambini violentati e delle donne abusate non rientra in quella difesa alla vita e in quell’aiuto ai deboli e agli oppressi che la Chiesa tanto propaganda.

Dietro di lui il cardinal Martino ha annunciato la sospensione dei finanziamenti cattolici ad Amnesty, scelta facile, visto che questi finanziamenti non ci sono stati mai.

Amnesty non opera per favorire l’aborto ma chiede agli Stati che hanno leggi punitive per le donne violentate che abortiscono di non aggiungere la pena dello Stato alla malvagita’ degli uomini, guarda caso queste leggi punitive per le donne sono quelle di Stati che la Chiesa appoggia.

Quanta ipocrisia in tutto questo! Quanto cinismo! Quanta faccia di sasso e cuore di pietra!

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Bertone ha detto che i casi di pedofilia dei preti americani sono “falsificazioni”.Sarcozy ha dichiarato che i pedofili francesi piu’ gravi subiranno la castrazione chimica.Occhio, Bertone, a casi di “falsificazione” dei preti in Francia.

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Ora Bertone, dopo averci detto

come pagare le tasse,

come trombare,

quando trombare,

con chi non trombare,

come curarci con le cellule staminali,

come difendere la famiglia anche se ne hai due,

aspetto che mi dica anche il colore che andra’ di moda questo autunno,

cosi’ mi muovo subito dopo i saldi.

Fabio Greggio

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I 2 piu’ grandi evasori d’Italia (leggi ladri) sono:

il Vaticano che ha rubato 7 miliardi di €.

B, il piu’ ricco d’Italia, che non sapremo mai quanti mld ha rubato a noi cittadini e quanti ne ha riciclati per la mafia.

E sentire questi 2 soggetti parlare anche di tasse o un tangentista come Bossi eccitare allo sciopero fiscale gli evasori fa veramente vomitare.

Per gli smemorati, mi pareva che un certo Mose’ avesse ricevuto certe tavole della legge direttamente dal Padreterno e che il 7° comandamento fosse “Non rubare”.

Che ai 2 maggiori ladri d’Italia si intendesse dare rispettivamente il potere sulle leggi italiane e quello sulle coscienze mi risulta leggermente ostico.

Che ci sia anche gente che lo trova bello e desiderabile mi fa pensare realmente che la follia sia fuori dei manicomi e non dentro.

E che in tale situazione ci sia anche chi vuol picchiare sui lavoratori dipendenti, sui pensionati, o sui precari come fa Ichino non lo sopporto piu’.

A Bertone che dice di pagare le tasse “giuste”, implicando tacitamente che si possa non pagare quelle ingiuste, dico che se non sa essere servo di Dio lo sia almeno della logica, perche’ il suo appello porterebbe a valutazioni soggettive che ridurrebbe a brandelli qualsiasi Stato e qualsiasi Chiesa, spingendo ognuno a scegliere cosa ubbidire e cosa no, con conseguenze anarcoidi.

Lo stesso vale per Bossi che non puo’ agitare forme di lotta che non sopporterebbe se al potere ci fosse lui.

Attenzione a scatenare la folla su cio’ che il potere poi non vorrebbe.

E finiamolo con questi atti di ipocrisia pura!

Ladri che fanno la morale.

Santi mafiosi.

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Dario Fo:

– Ho vist un villan.

– Sa l’ha vist cus’e`?

– Un contadino!

– Ah, beh; si`, beh.

– Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore,

persino il cardinale, l’han mezzo rovinato

gli han portato via:

la casa

il cascinale

la mucca

il violino

la scatola di kaki

la radio a transistor

i dischi di Little Tony

la moglie!

– E po`, cus’e`?

– Un figlio militare

gli hanno ammazzato anche il maiale…

– Pover purscel!

– Nel senso del maiale…

– Ah, beh; si`, beh.

– Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava!

Ah! Ah! Ah!

– Ma sa l’e`, matt?

– No!

– Il fatto e` che noi villan…

Noi villan…

E sempre allegri bisogna stare

che il nostro piangere fa male al re

fa male al ricco e al cardinale

diventan tristi se noi piangiam,

e sempre allegri bisogna stare

che il nostro piangere fa male al re

fa male al ricco e al cardinale..

E dunque non si puo’ attaccare la legge Treu-Maroni

senno’ Ichino piange

e sempre allegri bisogna stare

che il nostro piangere fa male al re

fa male al re e al capitale

e non si puo’ attaccare Ichino perche’ sarebbe come eccitare qualche testa calda a sparargli nei coglioni, dobbiamo ridere e pensare a Ichino..

perche’ il male, cari italiani, non e’ in chi ci fotte..ma in chi lo critica.

..e sempre allegri bisogna stare

Come ha detto Bertone? “Il cittadino deve pagare le tasse…giuste” Come a dire: che ognuno osservi le leggi che gli piacciono. Quelle che non gli sembran giuste, via! Bella concezione della legge! Non ubbidisco alla legge eprche’ e’ legge, ma perche’ per me e’ giusta! Ma quando mai?! Se mi va la osservo, se non mi va sono in diritto di trasgredirla!

Ma questa e’ eversione!

E l’altro? Sciopero fiscale!

E Ichino: diritto alla menzogna!

.. e sempre allegri bisogna stare

che il nostro pianto fa male al re

fa male a Ichino e al cardinale…

e sempre allegri bisogna star!

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