Nuovo Masada

marzo 9, 2007

MASADA n° 439. 9-3-2”7- Le donne. Il sesso respinto

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:52 am

La festa delle donne- Origine presunta- La donna in Italia, in Europa, nel mondo- Il genocidio nascosto

Ieri festa della mimosa. Oggi torniamo alle discriminazioni di sempre.


VIVA TUTTI!!
Viva i consapevoli perche’ sanno quello che si deve sapere!
Viva anche gli inconsapevoli perche’ imparini presto quel che si rifiutano
di capire!
..
Mariapia

Questa festa, quando lavoravo in sartoria, era proprio festa.
Si arrivava al lavoro, il maestro sarto ci rileggeva, come faceva ogni anno,
la storia dell’8 marzo dove quel giorno, nella fabbrica americana “Cotton”
morirono arse 129 operaie che scioperavano ed erano all’interno
dell’edificio. Il maestro faceva un commento, si piangeva un poco e poi si
usciva Ci veniva a prendere un suo amico che aveva un’auto capace, si
stringevamo in 9 a si andava in visita a Ravenna. La prima volta che vedemmo
la statua sepolcrale di Giudarello Guidarelli al museo d’arte, tutte a
piangere.
Un quella sartoria si rideva e piangeva con la stessa facilita’ e felicita’.
C’e’ un piangere che da’ grande felicita’, in particolare da giovani.
Si girava per la citta’ visitando i luoghi d’arte e poi, ecco……arriva
festissima!!!!
Tutti a mangiare il pesce a PORTO GARIBALDI!!! Per bambine e ragazze povere
era un evento. Quel cibo era Arte. Ogni opera umana, quando raggiunge un
alto livello, e’ Arte.
E il vino…….Zitta zitta zitta….dentro al vino c’e’ uno spirito!!!
Di questo gruppo soltanto io ero di citta’ e i miei genitori erano operai.
Le altre ragazze provenivano dal mondo contadino e per loro era ancora piu’
festa.
Si andava poi alla spiaggia e ci riempivamo di gelato. Troppo bello!
Nel ricordo di donne che lottavano per il lavoro, per uscire da una situazione ancora piu’ penosa di quella del mondo mondo del lavoro maschile, noi, a Ravenna respiravamo e costruivamo un mondo nuovo dove, senza saperlo; al nostro interno nasceva una donna che e’ ancora in gestazione e che nascera’ tra non molti anni.
Per modificare una cultura che ha migliaia di anni ed e’ stata costruita principalmente da maschi, serve un periodo piuttosto lungo e cosi’ noi donne senza saperlo, condizionate, come tutti e dalla nascita a questa cultura, ne ripetiamo i modi, mentre sappiamo che alcuni devono essere modificati, ma ancora non sappiamo come.
Quando con le amiche, ci accorgiamo di essere cadute in forme maschiliste,
ridiamo e diciamo, ci siamo cadute!!
Un mondo nuovo per tutti !
.
Wikipedia
La Giornata Internazionale della Donna, comunemente definita Festa della
Donna e’ una giornata di lotta: il simbolo delle vessazioni che la donna ha
dovuto subire nel corso dei secoli. Nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po’ sfumando, lasciando il posto ad una
ricorrenza caratterizzata anche – se non soprattutto – da connotati di
carattere commerciale e politico.
L’origine e’controversa. Forse nasce nel 1910 nel corso della II Conferenza
dell’Internazionale socialista di Copenaghen, quando Clara Zetkin propose di
dedicare questo giorno alle donne.
Alcune femministe italiane (Irene Giacobbe, Tilde Capomazza, Marisa Ombra)
sostengono tuttavia che di questo non c’e’ prova. Il movimento operaio e
socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse giornate
dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile. L’unica data certa
e’ l’8 marzo 1917 quando le operaie di Pietroburgo manifestarono contro la
guerra e la penuria di cibo. In seguito si rimosse il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti, un grave fatto di cronaca avvenuto nel 1908 a New York. Alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero prosegui’ per diversi giorni finche’ l’8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, blocco’ tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.”
..
La parita’
Mariapia

La parita’ tra i generi e’ ancora solo un programma, il progetto e la sua
attuazione vengono fatti a piccoli pezzetti e trovo che sia normale
(normale e’ cio’ che normalmente avviene tanto da costituire una norma).
Diecimila anni di storia e forse piu’, trascorsi in un continuo accrescersi della cultura maschile fino ad oggi, hanno lasciato segni che non si cancellano in 100 anni di rivendicazioni delle donne per ottenere pari diritti e dignita’, e anche questo e’ comprensibile.
Non si modifica una cultura millenaria e comoda ai piu’ forti in tempi brevi, ma un mano amichevole da tanti uomini gia’ evoluti e amanti del femminile io me l’aspetto e l’ho vista all’opera.
(Qualcuno dice che la storia delle 129 operaie arse vive non e’ vera, ma essa e’ verosimile e compendia in un mitico atto contro le donne tutte le angherie che da millenni si perpetrano contro di esse in una storia di atrocita’ che non ha fine a cui hanno partecipato famiglie, tribu’, stati e religioni. Cosi’ le 129 operaie di new York compendiano tutte le donne angariate del mondo in un evento archetipico. Nda).
Non si aiuta un necessario cambiamento discutendo un fatto marginale che
puo’ essere diverso di quello narrato. Quel fatto che si mette in dubbio e’
divenuto simbolico, e chi si chiede se quell’episodio sia vero, sembra piu’ voler a svilire la festa delle donne che accertare una realta’ storica.
Difficilmente comprenderemo le ragioni di chi avverte un fastidio per questa
festa o sembra esserne disturbato socialmente e politicamente. Basta che non
la festeggi ed e’ a posto.
Ci sono eventi universali per cui non e’ il dettaglio storico che conta.
Che Martin Luther King (o tanti come lui, morti ammazzati’), fosse “solo un
uomo” un uomo che moriva, mentre nel del mondo, nella stessa ora, per cause
naturali o meno ne morivano migliaia, non fa la differenza. Per molti fa
differenza in quanto quell’uomo “faceva qualcosa per tanti”.
Penso che ciascuno di noi abbia i propri simboli interiori, che sono le radici del senso che diamo alla nostra vita. Cio’ riguarda tutti, ognuno in modo diverso, ma uguali nella necessita’ di avere delle radici, di sentire gli archetipi o di avere degli ideali.
Mi auguro che quelle operaie della Cotton non siano mai morte in quel giorno di marzo; mi auguro anche che non sia mai morto Cristo e, come racconta una strana leggenda, sia fuggito in Cina. Ma anche il Cristo e’ un simbolo da rispettare.
L’otto marzo e’ un simbolo delle donne di questo tempo. Si deve rispettarlo!

“Diversita’ non e’ contrarieta’, ma il modo in cui l’Immensita’ si manifesta”
(Gregory Bateson)
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L’ITALIA
Viviana

Nel 2006, in Italia, ci sono stati 74.000 stupri.
-14 milioni di donne italiane, da 16 a 70 anni, hanno subito violenze fisiche o psicologiche nel corso della vita.
-6 milioni 743 mila sono state vittime di violenza fisica o sessuale (5 milioni hanno subito violenze sessuali, le altre hanno subito violenze fisiche o tentati stupri)
-2 milioni 77 mila donne hanno subito persecuzioni
-7 milioni 134 mila donne hanno subito violenze psicologiche
-1 milione 400 mila donne sono state violentate prima dei 16 anni
-moltissime hanno subito sevizie da bambine e dallo stesso padre che le ha
spesso vendute ad altri per altre sevizie
-oltre il 90% delle violenze subite non viene denunciato.
I giornali si occupano solo di stupri fatti da extracomunitari che costituiscono una minoranza, ignorando volutamente quelli commessi da italiani, che sono la maggioranza.
La Chiesa finge anch’essa di ignorarli, come finge di ignorare gli atti di pedofilia commessi dai suoi sacerdoti ai danni di bambini, per cui negli USA un enorme scandalo ha travolto la Chiesa di Roma, con migliaia di denunce di abusi, compiuti anche da vescovi e cardinali, e milioni di dollari di risarcimenti.
Malgrado questi incredibili misfatti, la Chiesa continua a non proteggere i bambini, cosi’ come continua a demonizzare e a emarginare le donne.
In Italia soltanto nel 2006 ci sono stati 203 stupri al giorno!!!!!
Le donne sono dentro una guerra e non la stanno vincendo.
Il 69,7% degli stupri e’ opera dei fidanzati e mariti !
Queste violenze sono tali che in molti casi le donne hanno temuto di non
uscirne vive e hanno subito ferite gravissime. Enormi le conseguenze
psicologiche: senso di colpa, autodistruzione, atti masochisti, depressioni
ricorrenti, perdita di fiducia e di autostima, senso di impotenza, difficolta’ a gestire la vita quotidiana, idee di suicidio, autolesionismo..
Le conseguenze sono piu’ gravi quando l’azione criminale proviene da persone di cui si ci si fida e che abusano di questa fiducia.
La maggior parte dei violentatori appartiene a fasce sociali medio-alte e gli stupri vengono compiuti tutti i giorni.
Mentre si punta il dito sullo “straniero”, vengono contemporaneamente perpetrati almeno altri 200 stupri da parte di italiani, ma nessuno ne parla, come se il maschilismo fosse, per incanto o per magia, scomparso dalla cultura occidentale. Nessun grido di allarme o di indignazione per i delitti quotidiani.
674 mila donne hanno subito violenze ripetute da parte del partner e, nella
maggior parte dei casi, i figli hanno assistito ad uno o piu’ episodi di violenza.
La violenza psicologica viene spesso esercitata dai partner anche contemporaneamente a quella fisica e a quella sessuale. Si esplicita in forme di isolamento, forme di controllo, forti limitazioni economiche, umiliazioni, offese, denigrazioni, intimidazioni, ricatti, minacce.
Si lede, cosi’, la liberta’ e la dignita’ delle donne.
Con la separazione non si risolve nulla anzi le violenze diventano piu’ gravi perche’ subentra la vendetta del marito estromesso dall’ambito famigliare.
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E’ la civile Emilia Romagna la Regione piu’ violenta contro le donne, seguita da Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Ma potrebbe essere solo che a Nord le donne hanno il coraggio di fare una denuncia e a Sud no.
Teniamo conto anche che la legge punisce con processi durissimi le vittime,
chi avrebbe il coraggio di affrontare una denuncia e un processo, sapendo che la sua durata in media sara’ di sei anni e che in tutto questo tempo il persecutore sara’ lasciato libero di vendicarsi? E che poi il delinquente non sara’ nemmeno incarcerato? E magari il padre violentatore delle figlie sara’ condannato agli arresti domiciliari?!
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Lo strazio
Viviana

…non ce la faccio..ora la nera macchina mentale e’ innescata e non mi e’
possibile fermarla..ce la metto tutta per vivere normalmente, per fare e dire cose normali, per dimenticare, ma non tutte le cose posso sopportarle…
Ho un’amica che ha meno di 30 anni, e’ una delle ragazze più buone o dolci
che conosca, una grossa ragazzona mite che lavora come una schiava e non si
lamenta mai.
Il nonno l’ha violentata in bagno a partire dai tre anni, lei urlava ma i genitori erano sordi.
Non e’ in grado di farsi una famiglia, non e’ in grado di difendersi, non e’ in grado di stimare se stessa, non e’ in grado di avere figli o di provare desiderio sessuale.
Scrive delle poesie bellissime e tenta, tenta disperatamente, ma ha sempre tre anni ed e’ sempre in quel bagno nelle mani di quel nonno mostro.
Io non so piu’ cosa dire.
Non e’ il male che mi dispera, e’ l’inerzia mentale di quelli che non vogliono vederlo.
Ma chi non riconosce il dolore delle vittime e’ come se le violentasse di nuovo.
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EUROPA
Siamo l’ultimo paese in Europa in fatto di aiuto alle donne madri, in fatto
di asili, in fatto di riconoscimento politico, sociale ed economico della donna e di tutela del bambino.
Siamo il paese dove il numero di asili e’ minore, in cambio stanno aperti meno ore e costano di piu’. Un asilo comunale costa in media, per ogni bambino, 290 euro al mese! Troppo! E migliaia di bambini non hanno un posto in un asilo comunale, specie al Sud.
Non ci sono aiuti per le ragazze madri, non ci sono aiuti per i figli di famiglie povere, non ci sono case popolari, non ci sono abbastanza sovvenzioni per i ragazzi non ricchi che svogliano proseguire gli studi (L’orribile frase di Berlusconi. “Ma volete che il figlio di un operaio abbia le stesse possibilita’ del figlio di un professionista?”).
Il governo Prodi fa qualcosa ma e’ sempre troppo poco rispetto al fabbisogno
e il carovita continua ad aumentare in modo pauroso senza che nessuno
intenda frenarlo.
La vita di chi ha poco reddito e vuole mettere al mondo figli e’ drammatica.
Si comincia dal parto con ospedali che rifiutano di accogliere la partoriente prima che le doglie siano quasi a termine e che la sbattono fuori subito dopo il parto, anche dopo un cesareo o un parto difficile. Si continua con la carenza di aiuti, di casa, di possibilita’ di studio o di lavoro, per arrivare alle discriminazioni sociali, economiche, politiche, in un crescendo, con una Chiesa che mentre figura come una delle massime sostenitrici della famiglia, in realta’ fornisce solo scuole e asili ad alto prezzo e si disinteressa totalmente delle donne e dei nati, concentrandosi solo in guerre assurde come quella a difesa degli embrioni o contro o i gay.

Gli asili
Nel panorama italiano, il Lazio costituisce un’isola felice.
Roma e’ la citta’ meno cara d’Italia per le tariffe del tempo pieno. A Roma
la retta e’ di 146 € al mese. Tuttavia il 40% dei bambini, anche a Roma,
resta esclusa dagli asili pubblici.
In tutto il Lazio solo il 6,5% dei bambini aventi diritto dispone di un asilo e questa percentuale e’ superiore alla media nazionale.
Giustamente il Governo Prodi ha predisposto nuovi asili. Gli asili nidi sono un vero banco di prova per Governo, Regioni ed Amministrazioni comunali in merito a tre questioni chiave: Sud, politiche per la famiglia e occupazione
femminile.
In Italia gli asili nido sono tremendamente pochi, con gli orari piu’ ridotti d’Europa, costano piu’ cari, hanno meno sovvenzioni statali degli altri e esistono solo in alcune regioni, per di piu’ non sempre la qualita’ del servizio e’ buona. E gia’ la Moratti taglio’ sui mezzi pubblici necessari per accompagnare i bambini a scuola, sugli insegnanti di sostegno, sui mezzi didattici… su tutto.
La Finanziaria prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro per ogni anno per le scuole della prima infanzia ma questi, secondo noi, sono veramente pochi. Possiamo commisurarli alle spese che la Finanziaria ha previsto per maggiori armamenti: 21 miliardi e 144 milioni di euro! Ogni commento e’ superfluo! La spesa in armi e’ 200 volte superiore alla spesa in bambini!
Mentre andiamo a sparacchiare chissa’ dove e chissa’ per chi, un nostro
bambino su tre non ha diritto alla scuola materna. E resta abbandonato da
uno Stato guerriero ma poco padre.
Nell’Europa dei 15 sugli asili siamo all’11° posto. Il numero dei posti e’ sotto il 10%, mentre in Europa e’ il 40-50%. Nel Sud non ci sono quasi asili, siamo all1%.
E ci sono assurde e anticostituzionali disparita’ di costi tra regioni per cui gli asili di una possono costare il triplo di un’altra. Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 572 €, più che tripla rispetto a Roma (146 €), piu’ che doppia rispetto a Milano (232 €). La Calabria e’ la regione piu’ economica (130 €), il Trentino la piu’ costosa (405 €). Dove sono i controlli?
Capite da voi che una famiglia a basso reddito non puo’ certo sostenere la spesa di 405 o 572% al mese per l’asilo, e cio’ si riversa sulla donna che e’
costretta a non lavorare. Queste disparita’ ledono il principio fondamentale
di uguaglianza della Costituzione (art. 3).
Le sovvenzioni statali in Europa sono tra il 90 e il 100%, in Italia dell’80%.
Persino i costi degli asili privati (quasi tutti cattolici) sono i piu’ alti d’Europa.
La regione che ha piu’ nidi e’ la Lombardia (603 strutture con 27.000 posti
disponibili), segue l’Emilia Romagna (513 nidi e 23.262 posti) e la Toscana
(397 strutture e 14.338 posti). Il servizio di asilo nido pubblico e’ presente solo nel 16% dei comuni italiani, il 58% e’ a Nord, il 28% al Centro e solo il 14% al Sud.
Nel 1979 si previdero 3.800 asili, oggi, 2007, ce ne sono 3.000.
I bambini sotto i 3 anni in Italia, 2 milioni, sono coperti per il 5,9%, ma
Campania e Calabria non arrivano all’1%. E’ una vergogna!
..
Donne e lavoro
.
Parallelamente alla carenza di strutture, l’incidenza del lavoro femminile e’
bassa, la peggiore d’Europa. Per aumentarla e portarla al 60% (obiettivi di
Lisbona) si dovrebbe aumentare l’offerta di asili del 33%.
L’Europa delle banche e delle corporazioni non e’ molto gentile con le
donne.
A parita’ di titolo di studio e di competenze, le donne in Europa guadagnano
ancora il 20% in meno degli uomini. In Inghilterra se resti incinta, sei
licenziata. Non esistevano permessi per maternita’ e solo da poco il governo
concede a certe categorie un anno di permesso non retribuito, che pero’
mantiene il posto di lavoro. Una donna che lavora, appena ha un figlio,
perde 45 punti rispetto a un uomo, e’ immediatamente squalificata se non
licenziata. Non sembra che le varie chiese cristiane si siano curate molto
della cosa. In genere la chiesa cattolica si limita a predicare la nascita
di molti figli e di vietare ogni sorta di contraccettivo non curandosi poi
di provvedere al dopo, in un menefreghismo cinico e assassino.
Ogni maternita’ penalizza la carriera. Ergo: il lavoro e’ possibile solo nei pochi stati dove la donna e’ riconosciuta nei suoi pieni diritti. Ma il cammino e’ lungo. Lo stesso governo Zapatero che ha 8 ministri donne e 8 uomini, vede 8 ministri che hanno in tutto 24 bambini, e 8 ministre che ne hanno solo 5.
Insomma se scegli di fare un figlio o magari due, la prima cosa che salta e’ la tua carriera, la seconda, facilissima e’ che salti anche il posto di lavoro, cio’ accade in Italia nel 5,6% dei casi e altrove anche di piu’.
Spesso i contratti non vengono rinnovati e la tua laurea, il tuo master o la
tua bravura sai dove te li puoi mettere, con tanti ringraziamenti a Stato e
Chiesa, che sono ugualmente privilegiati nel loro potere maschilista e
spregiudicato.
Le italiane sono brave e intelligenti, danno il 58% di laureati di tutta la Comunita’ europea, ma i poteri costituiti, Stato, Chiesa e partiti, le scoraggiano in ogni modo, e quando proprio non possono evitare che diventino eccellenze le spingono a lavorare all’estero.
La rigidita’ di questo sistema e’ la prima causa della denatalita’ italiana, inutile lamentare il calo demografico (negli asili il 17% dei bambini e’ ormai extracomunitario), se poi si continua con politiche di apartheid che, in casa come in chiesa come sul posto di lavoro, continuano a considerare la donna un essere inferiore.
….
Napolitano

L’8 marzo il presidente della Repubblica Napolitano ha detto:
“Intollerabile la violenza, occorre denunciarla!”
“Troppo poche le donne nei posti chiave. Anche in Parlamento sono solo
pattuglie.”
“Troppo poche le donne italiane che riescono a raggiungere i vertici della
pubblica amministrazione e nella politica.”
“Le donne italiane sono troppo poco occupate e quando lo sono fanno assai
piu’ fatica degli uomini ad avanzare in tutte le sfere di attivita’, dalle imprese private, alla pubblica amministrazione, alla politica.”
“La barriera che blocca l’accesso delle donne agli alti gradi e’ in Italia particolarmente robusta.”
“Continua la discriminazione sul lavoro riguardo agli stipendi, al trattamento e alla carriera.”
“Continua l’intollerabile violenza sulle donne, sessuale, fisica e psicologica, che spesso ha come autori partner e persone conosciute dalle vittime.”
“Per combattere questa piaga sociale, bisogna partire presto fin dai primi
gradi del sistema di istruzione, con un impegno collettivo e fortissimo di
educazione al rispetto alla donna, alla cultura della non violenza, a principio di parita’.”
Inutile dire che se questo impegno e’ sempre mancato, e’ prima di tutto colpa di una Chiesa feroce e misogina che la donna la espunge dal suo seno, rifiutandole da sempre il riconoscimento della piena dignita’.
Dice ancora Napolitano:
“Se non si crea innanzitutto tra i ragazzi, tra i giovani, nelle scuole e nel Paese, un nuovo costume civile, la battaglia della sicurezza e dignita’ delle donne non puo’ essere vinta.”.
..
Se non mi riconosci, non ti riconosco

Eppure e’ cosi’ semplice: basterebbe che le donne smettessero di riconoscere chi non le riconosce. E il potere dei maschilisti di Chiesa e Stato sparirebbe d’incanto.
Anche la piramide ha bisogno di una base.
Per la condizione femminile, l’Italia e’ al 52° posto nel mondo.
Che la Chiesa cattolica sia nemica delle donne e’ fuor di dubbio. La sua
ginofobia e’ conclamata.
Che la Destra non desideri affatto l’emancipazione femminile, la parita’ e
il riconoscimento dei diritti appare da qualsiasi atto, primariamente all’oggettivazione sessuale che Mediaset ha sempre fatto del corpo femminile (persino l’8 marzo i suoi tg non hanno saputo presentare che donne cretine e scollacciate).
Cinque anni di Governo Berlusconi non hanno prodotto una sola legge per la
donna e per la famiglia, mentre regrediva lo stato sociale, si tagliavano i
finanziamenti alle scuole, ai disabili e agli insegnanti di sostegno e le scuole regredivano paurosamente in un calo progressivo di finanziamenti, aumentando invece in esse l’interferenza vaticana con fondi pubblici che si riversavano dalle scuole pubbliche a quelle private.
Il problema grave e’ che anche la sinistra non si e’ mai impegnata seriamente su questo versante e nei suoi primi passi storici, a parte la battaglia per il voto alle donne, e’ stata strettamente conservatrice e reazionaria e le nomenclature del PCI sono state i primi ostacoli che le donne emancipate si sono trovate di fronte, con una grettezza maschile non diversa da quella fascista-clerical-borghese.
In Italia, le donne studiano di piu’, con meno difficoltà, e a volte con risultati migliori dei loro coetanei, tanto da costituire oggi una fetta preponderante, ancora non pienamente valorizzata, del nostro capitale intellettuale.
Oggi esse rappresentano il 52% della popolazione nella Comunita’ europea.
La loro vita si e’ allungata e supera spesso gli 80 anni, mediamente 6 anni di
piu’ della media maschile.
Per quanto siano la parte numericamente maggiore, piu’ intelligente e piu’ resistente dell’elettorato, le donne italiane in politica sono il numero piu’ basso della Comunita’ europea.
Nel duello televisivo Prodi-Berlusconi, ognuno fece promesse bugiarde, entrambi promisero il 50% dei posti di Governo alle donne, Berlusconi disse addirittura che avrebbe scelto un vicepremier donna. La realta’ si e’ rimangiata le promesse. Le donne continuano ad essere una minoranza nei posti che contano. Ogni paese europeo ha percentuali piu’ alte di cariche femminili (la Spagna di Zapatero ha un governo fatto al 50% di donne, l’Italia meno dell’11%), mentre da noi cresce persino l’astensionismo elettorale femminile. Con la riforma elettorale le scelte dei candidati gestite dalle segreterie dei vari partiti sono state imbarazzanti con nomine che coinvolgevano la moglie o l’amante.
Mentre i paesi africani eleggono presidenti donna, da noi il dominio delle segreterie di partito continua a essere dominato dal piu’ bieco maschilismo.
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MONDO

Il genocidio

Mauro
E’ difficile accettare il fatto che noi vecchi abitanti di questo infertile, cupo, satollo, disilluso continente siamo un’esigua latrante minoranza. Non mi permetto di definire tutto cio’ “aria fritta”, gioverebbe ricordare, pero’, che un 80 % delle donne del nostro pianeta e’ purtroppo alle prese con problemi molto piu’ gravi.
Queste donne, non solo non hanno superato,”dialetticamente, il post femminismo, ma vivono in un medioevo spietato e crudele, dove l’arbitrio,
esercitato dall’uomo e’ assoluto e incondizionato, dove la donna, contenitore a perdere, viene oltraggiata, affamata, assetata, contaminata, stuprata, ingravidata, assassinata di parto, fame, ignoranza, religione.
Contro la strumentalizzazione, la demagogia, il sofismo, il pregiudizio, la
superficialita’, c’e’ una dura e spietata legge, quella dei “numeri”.
I numeri ci parlano di un genocidio continuo, strisciante, planetario, che trascende le religioni, le razze, il credo politico.
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Il genocidio nascosto delle donne

Un Rapporto denuncia-Corriere della sera, 29 novembre 2005
Duecento milioni di donne sparite-Un rapporto denuncia gli orrori del genocidio nascosto

E` stato ribattezzato “The Hidden Gendercide”, il genocidio nascosto delle
donne ed e’ lo sterminio di massa piu’ spaventoso e drammatico della storia:
piu’ micidiale, per numero di vittime, sia dell`Olocausto ebraico, sia di tutte le guerre e i conflitti armati del XX secolo – secondo gli storici il periodo piu’ cruento della storia umana – messi insieme.
Ad occuparsene, per la prima volta, e’ il Centro per il controllo democratico delle Forze armate (Dcaf) di Ginevra, fondazione internazionale che si batte da anni per un mondo piu’ sicuro. “La comunita’ internazionale sta assistendo inerte al massacro di Eva”, rapporto di 335 pagine intitolato “Donne in un mondo insicuro”.
Mentre tra il 1992 e il 2003 il numero di conflitti armati gravi (con piu’ di mille morti in battaglia) e’ sceso dell`80%, la guerra quotidiana delle donne si e’ fatta ovunque piu’ cruenta e mortale.
Circa 200 milioni di donne, ragazze e bambine sono demograficamente
scomparse. L’eufemismo nasconde uno dei piu’ scioccanti crimini contro
l`umanita’: la sistematica eliminazione delle femmine, vittime di omicidi, fame, poverta’ e discriminazioni di ogni tipo. L`inoppugnabile soluzione finale, per molte, inizia gia’ prima di nascere. Almeno 60 milioni di bambine sono state cancellate con infanticidi o aborti selettivi di feti femmine, resi possibili dai progressi tecnologici, lo dice Amartya Sen, premio Nobel per l`Economia 1998.. (statistiche dall`Onu all`Oms).
In Paesi quali Cina, Corea del Sud, India e Nord Africa le pratiche anti-bambine sono all`ordine del giorno. Nell`ultimo censimento cinese il rapporto maschio-femmina era di 119 a 100, mentre le normali percentuali biologiche sono di 103 bambini ogni 100 bimbe. Lo stesso in India, dove il commissario del censimento stima che parecchi milioni di feti» sono stati abortiti negli ultimi due decenni in quanto di sesso sbagliato.
La condanna in base al sesso prosegue anche dopo la puberta’. Ogni anno 3
milioni di donne e ragazze sono uccise perche’ femmine. Ovvero piu’ dei 2.8
milioni di individui stroncati dall`Aids e dei 1,2 milioni falciati dalla malaria. Per non parlare delle 5 mila donne che ogni anno muoiono bruciate in incidenti di cucina provocati dalla famiglia dello sposo, quando la dote e’ giudicata insufficiente (olio bollente).
Dalla Cambogia agli Usa e dalla Thailandia alla Svizzera, la violenza domestica resta, in assoluto, la piu’ diffusa. Tanto che dal 40% al 70% delle donne assassinate intorno al mondo sono vittime di mariti e fidanzati.
La maglia nera appartiene ai paesi islamici. Il 47% delle donne uccise in Egitto sono eliminate da un parente dopo uno stupro che “infanga la reputazione della famiglia”. E in Pakistan almeno tre donne vengono freddate ogni giorno in “omicidi d`onore” che restano impuniti al 100% perche’, come denuncia l`attivista Nahida Mahbooba Elahi, “la polizia li giudica affari privati e si rifiuta regolarmente di perseguirli”.
Nel 2005 la violenza sessuale contro le donne continua ad affliggere una
donna su 5, e non solo nei Paesi in via di sviluppo, portando il totale delle donne violentate ad oltre 700 milioni; 25 milioni delle quali solo negli Stati Uniti. Un netto peggioramento si e’ registrato anche nel commercio illegale di schiave del sesso che oggi affligge tra i 700 mila e i 2 milioni di donne e ragazze, vendute ogni anno attraverso i confini internazionali. Un incremento del 50% rispetto a cinque anni fa. Nonostante le tante crociate internazionali, in aumento un po` ovunque sono anche i casi di mutilazione genitale: 6 mila al giorno (oltre 2 milioni l`anno per un totale di 130 milioni nel mondo).
E nei Paesi dove solo i maschi hanno un adeguato accesso alla sanita’, sono
600 mila le donne che muoiono durante il parto: una cifra uguale al genocidio del Rwanda nel ’94, ma ripetuta anno dopo anno.
Secondo il Dcaf questo quadro sconcertante e’ strettamente legato alla
mancanza di potere politico-economico rosa in un mondo dove le donne
costituiscono oltre i due terzi dei 2.5 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 2 dollari al giorno, nonche’ il 66% degli analfabeti.
Dove nonostante le battaglie decennali del femminismo hanno in mano soltanto
l`1% delle terre del pianeta, il 14% dei seggi parlamentari e il 7% dei ministeri di governo.

Alessandra Farkas

Un mondo con meno guerre ma piu’ abusi sulle bambine

Secondo un dossier compilato dal Liu Institute dell’Universita’ della British Columbia, tra il 1992 e il 2003 i conflitti armati sono calati del 40%.
Il Centro per il controllo democratico delle forze armate (Dcaf) sostiene che le violenze contro le donne restano atroci. Tra i 113 e i 200 milioni di donne sarebbero scomparsi, ovvero uccise o mai nate perche’ femmine
..
“Se non agisci approvi. Se non li combatti, allora non vinci. Non perdere
tempo a parlare della ‘causa’ bevendo gin al pub. Va la’ fuori e vincila”.

(Barry Horne)
..
“La storia e’ un incubo da cui vorrei svegliarmi.”
(James Joyce)
..
http://www.masadaweb.org

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