Nuovo Masada

dicembre 17, 2005

MASADA n° 210, 15-12-2005 . La legge obiettivo

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:18 pm

Non si vende la terra su cui
cammina un popolo

(Tashunka Witko ‘Crazy Horse’)

Una delle cose più sporche del governo B. è la Legge Obiettivo. La “Legge Obiettivo” (Legge n. 443) nasce il 21 dicembre 2001 per attuare le Grandi Opere.
Essa delega al Governo i lavori in materia di infrastrutture, insediamenti
produttivi strategici ecc., per rilanciare le attività produttive, aprendo
dei cantieri molto velocemente, con l’eliminazione di qualsivoglia intralcio. La delega è un atto che scavalca il Parlamento e si usa in casi di necessità e di urgenza. Per intralcio si intende anche quelle precauzioni mirate a salvaguardare il territorio, la vita dei suoi abitanti, l’ambiente, la salute, i principi democratici, l’informazione, le consultazioni con i rappresentanti locali ecc… che sono solitamente previsti dalle norme in proposito e massimamente dalle norme europee. Il concetto della 443 è: miriamo al nostro obiettivo (far soldi), all’inferno tutto il resto!
La legge, fortemente voluta da Lunardi, impone dunque procedure di urgenza e
drastici snellimenti procedurali così da tagliare come inutili tutti i
rallentamenti ai processi di decisione e autorizzazione che invece
sarebbero necessari in un ambito di interesse generale. Il ministro dei lavori pubblici Lunardi, di fatto, con questa legge, si dà il potere di scegliere da solo cosa, dove e quando costruire senza consultare nessuno. La legge 443 è stata combinata per mettere in moto una macchina potente con cui B. promette di fare in 10 anni 80 Grandi Opere, per un investimento complessivo di 236 mila miliardi di lire, e però, guarda caso, queste migliaia di miliardi nemmeno ci sono, per cui le opere saranno iniziate a mai finite !!!!
I soldi dovranno uscire dalla spesa corrente, il che vuol dire dalle nostre
tasche, con un feroce aumento delle tasse, tanto c’è chi le paga sempre e chi non le paga mai. Gli enormi fondi per l’opera saranno anticipati dalle banche con spaventosi tassi di interesse che pagheremo sempre noi contribuenti.
Delle 80 opere promesse sono stati aperti i cantieri solo di 4: Variante di Valico Bo-Fi (interrotta per mancanza di fondi), nuova autostrada Milano-Brescia (opera del tutto inutile), passante di Mestre (32 km sui cui si sono scannati i partiti) e autostrada Asti-Cuneo (in zona soggetta ad alluvione!).
La Legge Obiettivo introduce la figura del GENERAL CONTRACTOR, o contraente generale, soggetto unico a potere immenso, che decide a chi affidare la
realizzazione senza concorsi o aste, e che può scegliere per gli appalti
chi vuole lui al 100% e che ovviamente sceglierà in modo clientelare tra i
propri amici, magari concedendo qualcosa all’opposizione per averla dalla
propria parte come cointeressata agli utili. La Regione ha 90 giorni di tempo per presentare migliorie (cosa che il presidente del Piemonte, Ghigo, FI, si è guardato bene dal fare). “Una volta che una grande opera sia inserita nella Finanziaria nessuno potrà opporsi!” (parole di B).
La legge Obiettivo non si cura di violazioni in materia ambientale, non contiene alcun riferimento alle leggi europee, non si occupa dei rischi per gli abitanti né degli smaltimenti pericolosi delle scorie, non prevede rapporti con rappresentanze del territorio. Per quanto la legge sia antieuropea e anticostituzionale e violi i poteri di comuni e province, non ci sono state obiezione da parte della Consulta.
Si prevede una “intesa” solo con i presidenti di regione (Ghigo sappiamo, e
la Bresso l’abbiamo vista!). L’opposizione fece 2000 emendamenti. La legge passò con la fiducia.
Per vedere questa legge infame
http://www.edilportale.com/dossier/dos111201-9.asp
Ora dovremmo cercare di fare un passo avanti per capire le connessioni tra il traforo dell’Ambin o del Musinè e altre cose sporche che stanno dietro
queste Grandi Opere, come gli enormi movimenti di capitali, il riciclaggio
di denaro mafioso, le commesse a gruppi clientelari, e le tangenti
bypartisan che stanno facendo esplodere una seconda tangentopoli.
Dietro il traforo dell’Ambin non c’è solo l’enorme affare della famiglia
Lunardi, ma anche lo scandalo della finanza corrotta, basti vedere
l’enormità dello scandalo delle banche che sta esplodendo in questi giorni.
Dietro tutti gli abusivismi dei palazzinari italiani, dietro le improvvise
ricchezze di gente come Ricucci, Caltagirone o Impregilo, dietro anche le
Grandi Opere fatte con l’indecente Piano Obiettivo ci sono gli interessi
sporchi delle banche finanziatrici di tutti i reati finanziari italiani e
ora di questi lavori pubblici che di grande hanno solo le bocche degli
avidi che vi partecipano. Per la cronaca, Bersani (DS) ha appena detto:
“Bisogna che i giudici smettano di interessarsi delle banche!” (canale
radio Sole24ore) Molto istruttivo veramente!
Ricordiamo che la mordacchia ai magistrati era anche nella bicamerale di
D’Alema e che tangentopoli 2 non avrà confini come non ne ebbe tangentopoli n° 1.
Ormai i sogni e le ideologie e le illusioni bisogna lasciarli da parte e
pensare solo a salvare l’Italia! Ma perché qualcuno dice che non ci sono somiglianze tra traforo del Musinè e dell’Ambin e il Vaiont?
Il Vaiont fu costruito senza un esame attento delle conseguenze ambientali.
E’ perfettamente inutile dire che oggi abbiamo sistemi più moderni di
rilevazione, dal momento che, per questo traforo, B ha scelto proprio quel “Piano obiettivo” che è una legge perversa e autoritaria, rifiutata dall’Europa, che intende SALTARE proprio l’esame del piano di danni del territorio, quel VAI, Valutazione Impatto Ambientale, introdotta dalle direttive comunitarie che il Piano Obiettivo intende ignorare.
Se l’opera sarà avviata, un giorno qualche eroico Marco Paolini reciterà davanti a un gran pubblico attonito la storia di un grande disastro ambientale fortemente voluto da un gruppo di speculatori e che produsse molti morti e la rovina di un territorio. Noi vogliamo che quella rappresentazione tragica non abbia mai a venire.
Quando Lunardi ha detto che è stato per anni ad aspettare gli amministratori della Valsusa, ha detto una spudorata menzogna. Quando poi si sono decisi a fare la famosa riunione che ha avuto un nulla di fatto, i rappresentanti della valle erano solo 5, di cui solo 3 sindaci su 43, in netta minoranza con gli altri partecipanti. Ora questo è contro ogni regola democratica. Solo le dittature si permettono di devastare un territorio senza ascoltare i suoi abitanti. E in Cina, dove lo hanno fatto per un elettrodotto, senza consultare i comitati di villaggio, c’è stata una rivoluzione con un centinaio di morti e diecimila persone in rivolta.
Se vi piace chiamare questi cittadini “anarco-insurrezionalisti”, come ha fatto vergognosamente Pisanu, padroni! E se vi piace manganellarli e mandarli all’ospedale e svergognarli sulla stampa di regime, potete farlo!
Ma questi sono altri affronti che si aggiungono a quelli precedenti che spiegano chiaramente quale sia la linea autoritaria di questo governo! E infatti l’ordine, sia di diffamare i valsusini come terroristi, che di picchiarli all’impazzata è venuto espressamente dal premier e non si era manifestato nella linea precedente di Pisanu ma si è materializzato dopo che il ministro dell’interno ha conferito con B..
Ora noi non stiamo parlando solo della Valsusa ma dei diritti di un cittadino democratico, di democrazia vera o ipocrita. E se questo diritto è sentito perfino in Cina, dove la democrazia non esiste, figuriamoci in Italia, dove ci sono precise leggi che regolano i rapporti tra lo stato e i cittadini. Ed è proprio nei modi e con le cautele con cui si esercitano questi rapporti che una democrazia si distingue da una dittatura. In Svizzera i cittadini sono sentiti perfino se si variano i limiti di velocità, in Francia sulla TAV il governo ha cercato contatti e soluzioni per due anni, solo da noi la democrazia viene calpestata da destra come da
sinistra come una cosa da demonizzare. Quando si attaccano normali cittadini chiamandoli “anarco-insurrezionalisti” o “frange estreme della sinistra”, quando essi sono bastonati come delinquenti se difendono i loro diritti e il loro territorio, scatta un segnale di allarme che porta immediatamente a cercare i veri nemici del paese.
Quando Lunardi, ministro dei lavori pubblici, nonché fortemente interessato ai guadagni delle proprie aziende private, in preciso conflitto di interessi, quello stesso che dichiarò di voler convivere con la mafia, dice la menzogna che per anni ha atteso invano i sindaci della Valsusa… allora la coppa dell’ira trabocca e diventa urgente fare alcune precisazioni e dire che questi che dicono di rappresentare la volontà popolare e di governare in nome della democrazia, hanno inventato una Legge per scavalcare proprio questa volontà e questa democrazia.
Nel 2001 Cirino Pomicino costruisce la famigerata “Legge Obiettivo”, con cui
il governo può fare grandi opere o insediamenti industriali strategici, in modo aziendalista, senza concertare alcunché con i rappresentanti di territorio. Al csx la legge va bene. Prodi tace. B oggi la riprende. Con questa legge indecente si estromettono i cittadini insieme agli Enti locali dalle procedure di approvazione e valutazione dei progetti. E’ una vera e propria auto-licenza a devastare. Questa legge cancella in un solo colpo mezzo secolo di progresso civile in materia di governo del territorio e di lavori pubblici, e ferisce duramente la programmazione economica, la pianificazione urbanistica, la sostenibilità ambientale e la trasparenza delle procedure, i diritti costituzionali dei cittadini, in una parola il rispetto democratico. La Legge Obiettivo non è una procedura concorsuale o selettiva tra progetti, ma uno “sportello” per il finanziamento di iniziative già
stabilite tramite accordi politici, senza alcuna valutazione economica degli
effetti degli investimenti pubblici. I meccanismi “accelerativi” della Legge
rendono possibile che siano ammessi ai finanziamenti progetti perversi, vaghi, viziati.. e che uno solo ne disponga. Il problema dell’Italia non è la Valsusa ma questo indecente mercatismo, ad autoritarismo crescente, che sta trasformando le leggi difensive della Repubblica negli espedienti di un disonesto comitato di affari, in cui, per nostra disgrazia, sono dentro non solo quelli della Cdl ma anche i politici dell’Unione.
Ringrazio Roberto Cupidi per aver messo a fuoco il vero punto della situazione: “La contrapposizone non tanto tra destra e sinistra ma tra Potere e Democrazia! Democrazia, dice giustamente Roberto, non è votare ogni 4 anni ma occuparsi del proprio paese.” Il menefreghismo è il primo male del mondo; il secondo è l’ignoranza che fa credere agli slogan prezzolati. Ci aggiungerei l’incoerenza di chi ha creduto al buco del precedente governo, al buco prodotto dall’euro, al
deficit senza colpe governative che ci ha messo all’ultimo posto dell’Europa, alla necessità di diminuire i servizi pubblici e lo stato sociale aumentando tasse e bollette, e che, malgrado questo, ora, arriva a credere che si possano anche investire enormi capitali inesistenti in opere faraoniche del tutto inutili come il tunnel da 54 km o il ponte di Messina! Credere che tutto possa stare insieme, deficit profondo e spese alle stelle, dimostra una ingenuità straordinaria che sfiora la stolida follia .
Siate precisi: questa non e’ una TAV = linea per passeggeri, resa inutile
dalle linee aeree basso costo. E’ una TAC = alta velocità per merci.
La gente si riempie la bocca di paroloni: esportazione di democrazia, progresso, ordine, civiltà, pace, difesa della vita.. non riesce a vedere cosa c’è dietro i paroloni, essi sono come i paraocchi per il cavallo che lo costringono ad andare in una sola direzione.
COSTI
Per diventare legge dello stato, un’opera deve prevedere quanto costa, come
sarà pagata e da chi. Prima di parlare di progresso sarà meglio parlare di
conti. Troppo facile intascare le tangenti e poi riversare i costi sulla
collettivita’ ! Questo e’ cinismo!

Ricordiamo: l’Eurotunnel sotto la Manica e’ costato 3 volte la stima, ha
tre volte meno traffico del previsto, ha accumulato in 10 anni 9
miliardi di
Euro di deficit, ha rovinato migliaia di risparmiatori. E qui a pagare
saremmo solo noi!

Per capire quanto tengano all’opera basta il fatto che abbiamo 22 km in
Italia e il resto in Francia ma il governo si e’ offerto di pagare i tre
quarti dell’opera.
I soldi non ci sono (siamo o non siamo in recessione e con un deficit dello
stato che ha modificato addirittura i tassi europei?) eppure il governo
intende garantire, a nome nostro, un prestito enorme dalle banche, che
dovremmo pagare noi, per cui, come per ogni prestito, dovremmo pagare
interessi pesantissimi ora per un’opera ventennale che schianterebbero il
deficit rovinosamente con conseguente rialzo delle tasse e riduzione di
ogni
altro opera o servizio pubblico! Poiche’ le risorse sono poche (le tasse
che
possiamo pagare), trasferendo i nostri soldi a grandi opere inutili
l’economia
sara’ ancor piu’ depressa, in particolare peggioreranno, per mancanza di
fondi, i trasporti di tutto il resto del paese, specie il centro e il sud,
perche’ le ferrovie saranno costrette a ridurre ancora di piu’ gli
investimenti le manutenzione.

Il progetto si basa su presupposti surreali: un periodo di crescita
economica perenne, con un PIL che aumenta tra il 1,8 e il 2,4%, l’aumento
parallelo del traffico merci, l’utilizzo massiccio di questa linea a
discapito di altre.

Ma l’improvvisa urgenza non e’ un caso, dipende dalla riunione estiva
con l’UE
ma soprattutto dal fatto che si vuol mettere le mani sull’affare PRIMA
delle
politiche.

Due cose saranno intascate subito: i guadagni illeciti e gli interessi
bancari. A noi cittadini resteranno con calma vent’anni di tasse mostruose
da pagare.

Notiamo che:

-Il 60% delle merci trasportate su ferro passa gia’ in Piemonte, e
circa il
35 % del totale attraverso le Alpi passa già in Valsusa. Il progetto
ucciderebbe la valle riducendola a “corridoio di servizi”. In un regime
dittatoriale si puo’ fare (vedi Cina), in una democrazia no.

-Inutile citare la Francia, qua la contrattazione con le popolazioni e’
durata dieci anni con altissime compensazioni, la situazione e’ ben diversa
per territorio e politica: tutta pianura, scarsa popolazione alpina,
diverso operato del governo, preciso piano ambientale e di pagamento danni,
nessun massiccio contaminante, nessun traforo di 53 km, un progetto
chiaro e
a regola di legge. Qua siamo nella follia della rapina. Eppure sabato ci
saranno anche i francesi a protestare a Milano!

-Scorie: il tasso di tumori polmonari in zona e’ gia’ altissimo grazie ai
lavori precedenti con discariche a cielo aperto e scorie contaminanti. La
quantita’ minima di roccia amiantifera estratta dalla “Gronda” sarebbe di
1.151.000 metri cubi, si pensa di stoccarne la meta’ sempre in valle,
presso
un lago, a cielo aperto trasferendola con un sistema continuo di
carrelli a
cremagliera per vent’anni senza alcun progetto di sicurezza per la
dispersione di fibre d’amianto. E solo l’enorme cantiere per vent’anni
aumenterebbe del 3% le sostanze inquinanti da idrocarburi e polveri disperse

-Eppure PERCORSI ALTERNATIVI CI SONO ! Perche’ nessuno ne parla? Sono
meno
costosi e piu’ facili.

E’ stato scelto “di proposito” il progetto piu’
costoso e difficile, con la complicita’ di Prodi, i governi di centro
sinistra, Bersani, le coop rosse e Lunardi.
La moglie di Lunardi ha la commissione per i lavori in Francia.
Il conflitto di interessi e’ lampante. Per saltare ogni contatto coi
cittadini si e’ creato il totalitario “piano obiettivo’ nato da Cirino
Pomicino con l’appoggio di Prodi e respinto dall’UE. Altro che dialogo!?

-Ogni esperto puo’ dirci che non e’ progresso trasportare ogni giorno 500 t
di uova italiane in Francia e contemporaneamente 500 t di uova francesi in
Italia. Il progresso e’ ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Il
progresso e’ aumento della democrazia, non diminuzione!

Vistosi vizi:

-assenza di ogni connessione del treno coi luoghi di arrivo, costi
incredibili. L’UE ci metterebbe solo il 10%, il 90% sarebbe a carico dei
contribuenti con un cedimento del bilancio e un aumento di tasse per decine
di anni (chi e’ che diminuiva le tasse e non metteva le mani nelle tasche
degli italiani?!). Nessun privato ci ha ancora investito una lira.

-superficialità e grettezza: in 13 anni nessuno ha fatto un calcolo preciso
dei costi o una analisi di fattibilita’. Mancano: la soglia massima, la
spesa per le connessioni, i costi di esercizio, i pesantissimi costi di
manutenzione, il recupero dei danni ambientali, i pagamenti alla
popolazione, perfino l’esame del territorio!

Intanto il traffico merci su treno non fa che scendere, il treno costa
troppo ed e’ inaffidabile. Se il traffico fosse minimo l’opera sarebbe
inutile con costi insopportabili per il paese; se invece passasse un treno
ogni 2 minuti, 500 treni al giorno, come dicono, la valle sarebbe
invivibile
e il rischio di incidenti altissimo. Quando un tir pieno di carta igienica
ha preso fuoco nel Monte Bianco, il tunnel (11 km) e’ stato chiuso per tre
anni. Se un treno deragliasse o si incendiasse in un tunnel da 53 km
avremmo
una catastrofe inimmaginabile.

Ricordiamo che l’UE per “corridoio” intende un insieme di strutture
ferroviarie, magari ammodernando linee esistenti.
Ricordiamo che prima delle Alpi non esiste niente, dopo la Valsusa non
esiste niente, verso est nei paesi poveri dell’est non c’e’ niente.
Ricordiamo che non esiste TAV in tunnel o in montagna, la velocita’ deve
per
forza essere bassa. E pochi km dopo la TAV dovrebbe innestarsi sulla
ferrovia tradizionale.

Sfacciate bugie:

-il flusso Lisbona Kiev e’ inesistente, la linea Torino-Lione e’ inutile,
le ferrovie hanno addirittura soppresso la fermata a Lione. Il flusso delle
merci non e’ da Lione a Kiev, ma dal nord Europa al sud e viceversa.

-se passano piu’ merci in una zona nessuno se ne arricchisce ma si ha
l’effetto
Bronx.

-avere la TAC non porta automaticamente le merci dal tir al treno.
Bisognerebbe deprimere i TIR tassandoli e questo farebbe salire i costi
delle merci. Gli esperti italiani e francesi dicono che si sposterebbe al
treno solo l’1% delle merci. Ma ne vale la pena?
Intanto stanno sparendo i treni a minor costo, gli interregionali, e stanno
peggiorando sempre piu’ i treni per i pendolari che ricevono il 90%
dell’utenza
italiana. E’ questo il progresso?

-la linea passerebbe fuori da Torino senza fermate, proseguendo per Milano.
Non e’ stato previsto il collegamento con Orbassano. Torino sarebbe isolata
a livello ferroviario.

Allora non e’ meglio collegarsi con la Lione- Kiev con una ferrovia che
scelga i valichi del Friuli? O il Frejus? O il Mercantour? Addirittura il
primo progetto prevedeva una linea da Marsiglia.

Molti esperti hanno evidenziato i rischi di carattere geologico, ambientale, idrogeologico, esondabilita’ della Dora Riparia, e ribadito la
sismicita’
dell’area. E nessuno parla dei danni alle falde acquifere. Tutte
queste opere prosciugano le risorse indiche del territorio. Basta vedere
quel che accade sulla Linea Bologna Firenze dove la gente beve ormai
l’acqua
delle autobotti.

….

Gianni Donaudi:

*L’assemblea*

*Il sole tossisce rosso in volto*

*tra nubi dense di anidride solforosa*

*pulviscoli giallastri*

*terribili.*

*L’ assemblea davanti ai cancelli*

*e’ immensa.*

*Il cielo e la terra testimoniano*

*felici.*

*E’ tutta un grido preciso*

*inconfondibile.*

*Non vogliamo maschere antigas*

*ne’ a Porto Marghera ne’ altrove.*

*Impacchettate tutte le vostre fabbriche*

*il vostro progresso.*

*Non vogliamo la morte.*

*Portate via la morte immediatamente”*

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