
LE METAFORE ALCHEMICHE
“Adonde vas, peregrino, Dove vai , pellegrino,
sin Camino? senza il Cammino?
Voy afuera.” Vado fuori.
“Adonde vas, peregrino, Dove vai, pellegrino,
por Camino? nel Cammino?
Voy a lejas.” Vado lontano.
“Adonde vas, peregrino, Dove vai, pellegrino,
con Camino? con il Cammino?
Voy adentro.” Vado dentro.
(Dal Cammino di Santiago de Compostela)
Molti scritti alchemici sembrano esperienze allucinatorie e danno ragione a Jung che diceva che l’alchimia è un processo di proiezione psichica.
“Tam ethice quam fisice”, ciò che avviene nel cuore si manifesta nel mondo.
Con l’alchimia l’universo junghiano sembrò completarsi: simboli alchemici, visioni mistiche, miti arcaici, principi gnostici, significati onirici… misteriosamente tutto si collegava. La mente di Jung era naturalmente analogica, con una prevalenza dell’emisfero destro, e la rete di corrispondenze che produsse fu impressionante. Psiche e natura erano i due volti di una stessa energia che si manifestava. Il Grande Inconscio, o energia universale, si esprimeva non solo nella psiche ma in ogni cosa vivente e la natura intera poteva essere letta col suo linguaggio. La teoria dell’inconscio collettivo diventava una metafisica universale. L’alchimia è una scienza analogica, intuitiva e allusiva, che procede per metafore, create dalla mente irrazionale quando capta l’essenza dell’assoluto. Per Jung l’inconscio è una realtà obiettiva con un proprio codice di immagini e simboli, che si riferiscono indifferentemente alla natura e all’anima.
(continua…)