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	<title>Nuovo Masada</title>
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	<description>Periodico di lotta e poesia</description>
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		<title>MASADA n° 1172. 24-7-2010. Ma quale informazione c’è in Italia?</title>
		<link>http://masadaweb.org/2010/07/26/masada-n%c2%b0-1172-24-7-2010-ma-quale-informazione-c%e2%80%99e-in-italia/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[Informazione giornalistica e televisiva oggi in Italia – Il Supercapitalismo – La globalizzazione civile – Il discorso del ventaglio – La beceraggine della Lega – Fede e le agende rosse ‘comuniste’ di Borsellino “Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4600&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infopal.it/writable/img/informazione%20manipolata.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Informazione giornalistica e televisiva oggi in Italia – Il Supercapitalismo –<br />
La globalizzazione civile – Il discorso del ventaglio – La beceraggine della Lega – Fede e le agende rosse ‘comuniste’ di Borsellino</strong></p>
<p>“<em>Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata</em>”<br />
Margaret Mead<br />
..<br />
“<em>Come diceva Churchill, la tesi più forte contro la democrazia è fare quattro chiacchiere con l’elettore medio</em>”.<br />
Ricardo<br />
..<br />
Thomas Jefferson nel 1787. “<em>Se fossi costretto a scegliere fra un governo senza giornali, o giornali senza un governo, non esiterei a preferire la seconda scelta</em>”.</p>
<p><span id="more-4600"></span></p>
<p><strong>Ma quale informazione c’è oggi in Italia?</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Sono lieta di aver scritto su Nuovo Masada l’articolo denuncia contro l’Aulin e, dalle risposte che mi sono arrivate, sembra ce ne fosse bisogno, perché moltissime persone, come me prima, non sapevano nulla della sua nocività ed esecro una stampa davvero miserevole e servile (vd. il Corriere) che per piaggeria pubblica intere pagine sulla laurea in filosofia della Barbara Berlusconi o fa titoloni sulle battutine più o meno idiote sui nostri leader e poi trascura completamente di riportare gli scandali legati ai conflitti di interesse sui farmaceutici e non ci mette in guardia con scoop sensazionali di denuncia su farmaci che possono ammazzarci e che gli altri paesi hanno bandito mentre noi continuiamo a venderli per i conflitti di interesse di Ministri come Sacconi.</p>
<p>Sono lieta anche di aver pubblicizzato la splendida invenzione del bioscanner, strumento per diagnosticare il cancro, su cui sulla stampa non ho letto parola.<br />
<a href="http://masadaweb.org/2010/07/23/masada-n%C2%B0-1171-23-7-2010-la-cricca-sgangherata/">masadaweb.org/2010/07/23/masada-n%C2%B0-1171-23-7-2010-la-cricca-sgangherata/</a></p>
<p>Ma come anche è avvenuto nella battaglia per salvare l&#8217;acqua pubblica non c’è giornale italiano (e qui si misura tutta la loro miseria e pochezza) che si sia preso l&#8217;incarico civile di sostenere il bene dei cittadini e di difendere in modo coerente un bene essenziale.<br />
In Inghilterra, la difesa dell&#8217;ambiente, l&#8217;ecologia, la difesa dei beni comuni sta al primo posto e non c&#8217;è giorno che i giornali (The Guardian, The Financial Times, The Independent, Evening Standard, The Sun, Daily Express, Daily Mail, Daily Mirror, Daily Telegraph, persino il piccolo Metro, free press, che trovi gratis sulla metropolitana, non mettano in prima pagina un articolo sulla difesa dell&#8217;ambiente. Si consideri che Metro che ora si sta diffondendo in tutto il mondo conta su 45 milioni di lettori. A Londra ci sono più quotidiani che in qualsiasi capitale della Terra.</p>
<p>In Italia il <strong>numero di copie vendute</strong> dei giornali è ferma dal dopoguerra. La diffusione dei quotidiani non è cresciuta col diminuire dell&#8217;analfabetismo, anzi la diffusione di copie vendute dal 75 al 65 è addirittura calata. Oggi in rapporto alla popolazione siamo sotto i livelli d’anteguerra. L’Italia era ed è fra i paesi più arretrati in Europa per diffusione e lettura della stampa. In Finlandia. Austria, Svezia, Inghilterra&#8230; la diffusione di quotidiani è 4 volte l&#8217;Italia.<br />
Molti sono invece i periodici di gossip che contribuiscono a rendere ancora più squallida la condizione culturale e informativa di questo paese.<br />
Per molti anni il periodico più diffuso in Italia è stato Famiglia Cristiana, con una catena di distribuzione privilegiata (le parrocchie) e una notevole modernità di contenuti rispetto alla tradizionale stampa cattolica. Ancor oggi è una delle testate di maggiore successo, con una diffusione di oltre 800.000 copie.<br />
Il periodico più diffuso in Italia è Sorrisi e canzoni (di Berlusconi) con oltre 1.500.000 copie.<br />
Regge da più di 40 anni l&#8217;Espresso.<br />
Oggi le edicole sembrano piene di ogni sorta di riviste e gadget ma il numero di giornali letti non è aumentato, anzi dagli anni 80 è sceso del 15%. L&#8217;Italia è l&#8217;unico paese al mondo dove la lettura dei giornali diminuisce. Per questo giustamente Beppe Grillo ha sbeffeggiato la recente manifestazione degli addetti alla stampa contro la legge-bavaglio di B. In questo paese il bavaglio la stampa se l&#8217;è messo da sola da sempre.<br />
Se l&#8217;Italia è un paese ignorante, incolto, teledipendente, dove la gente non legge, e di conseguenza non conosce e non pensa, è ovvio che non sappia nemmeno scegliere amministratori validi, e dunque, a maggior ragione, è vergognosa la responsabilità del csx di regalare la televisione a Berlusconi (vedi  D&#8217;Alema e i due governi Prodi che non hanno voluto regolare il conflitto di interessi e hanno permesso il servilismo della RAI ai diktat di Berlusconi).<br />
Si noti che, nemmeno con tutte le sentenze nazionali ed europee, Europa7 è riuscita ad ,andare in onda e oggi la Lega pretende la direzione anche di Rainews24 che dipende da Rai3, mentre due giorni su tre Berlusconi parla di chiudere l&#8217;insulsa e inerme Rai, pur dopo il licenziamento dalla RAI di qualunque voce critica, da Biagi a Santoro e il permanere di soggetti gravemente lesivi della libertà  di informazione come Masi e Minzolini, che stanno uccidendo la Rai per servissimo a Berlusconi.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/sfondogl.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Il primo quotidiano d’Italia per diffusione è Il Corriere della sera, fermo a 500.000 copie, su una popolazione di 60 milioni di abitanti.<br />
Seconda viene Repubblica con poco più di 400.000 copie, segue la Stampa con 264.000.<br />
E’ importante il gruppo dei giornali sportivi, la Gazzetta dello Sport con 300.000 copie, Stadio 200.000, Tuttosport 111.000 (questi tre da soli fanno 600.000 lettori e si posizionano come la lettura principale degli italiani).<br />
Sole 24 ore ha 176.000 lettori ed è sceso in caduta libera con la pessima direzione di Riotta. L’Unità ha una media di 50.000 copie.<br />
I famosi giornali di B pieni di falsità, propaganda e diffamazioni, il Giornale e Libero, vendono solo 280.000 copie, che sono anche fasulle in quanto spesso fasci di questi giornali sono esposti gratis in esterno e figurano come venduti.<br />
Roma capitale, invece di avere un giornale degno di stare a livello europeo, ha un giornalucolo di basso profilo, Il Messaggero, da piccolo buco di provincia, gestito da Caltagirone, il più grande costruttore d&#8217;Italia, la cui figlia ha sposato Casini.<br />
In Italia abbiamo poi vari giornaletti locali dall’ottica limitatissima che veramente non si sa cosa ci stanno a fare e rendono ancora più angusta e provinciale l’informazione.<br />
Su tutti è piovuto il sarcasmo durissimo di Beppe Grillo e la sua proposta ad iniziativa popolare di abolire il finanziamento pubblico ai giornali, che è uno dei tanti scandali d&#8217;Italia, perfettamente voluto dalla Lega per partecipare alla mangiatoia pubblica.<br />
E, se a Roma la situazione è squallida, va anche peggio nel Sud, in Sicilia o in Padania dove si leggono solo striminziti giornaletti locali, che in Padania sono retti dalla Lega, in Sicilia dalla mafia o da imprenditori corrotti come Ciarrapico, il re delle acque minerali e delle cliniche private che gestisce una serie di 12 giornalucoli nel Lazio per cui lo Stato gli regala 5 milioni l&#8217;anno, sempre per la serie degli sprechi di partito e di quella Roma ladrona tanto decantata in piazza ma che piace tanto alla Lega al punto che questo scandaloso finanziamento pubblico a giornali e bollettini è nato proprio con una legge della Lega.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/freepressvignacolor72.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>In Italia <strong>l&#8217;informazione la fa la televisione,</strong> di proprietà o sotto controllo di B e che raggiunge molte più persone di tutti i giornali di opposizione messi insieme, per cui il 99% degli italiani sa le cose dalla televisione.</p>
<p>Per gli italiani all&#8217;estero segnalo questo collegamento che permette di scampare alla tv tappetino di Minzolini:<br />
<a href="http://tvtoolbar.org/gadget_chrome/tvplayer.php?subcategory=368&amp;category=24">tvtoolbar.org/gadget_chrome/tvplayer.php?subcategory=368&amp;category=24</a></p>
<p>Uno scandalo tutto italiano è dato dai finanziamenti pubblici ai giornali (Beppe Grillo ne chiese l’abolizione con una legge a iniziativa popolare, cassata non si sa perché, o per aver raccolto 550.000 firme sulle tre proposte insieme, mentre dovevano essere su ognuna separatamente, o per essere stata la richiesta presentata nell’anno anteriore la scadenza di una Camera o nei 6 mesi dopo la convocazione dei comizi per elezioni successive (?).Essendo stata la legge sempre poco chiara, non  è facile dare giudizi su Grillo per eventuali errori. E&#8217; del resto visibile che quando ha fatto comodo, la legge è stata interpretata o variata secondo l&#8217;interesse del potere prevalente, si vedano le contestazioni alle liste di Formigoni o Polverini, o Formigoni eletto governatore per la quarta volta o Errani eletto per la terza volta, contro la legge vieta un terzo mandato consecutivo.<br />
Comunque sia, non c’è mai stata raccolta di firme per leggi a iniziativa popolare che sia stata esaminata dal Parlamento. Sono state fatte fuori tutte prima. E’ questo è un altro chiaro indizio che in Italia una democrazia non c’è stata mai. E ora, poi che il Parlamento è nominato dai capi partito, grazie all’immonda riforma elettorale di Calderoli, è stata scippato agli elettori anche il diritto di scegliere i propri candidati, in pratica è stata distrutta la sovranità popolare. E con un Berlusconi che non solo ha ridotto il Parlamento a un timbro da apporre coattivamente sui suoi diktat senza discussione alcuna, ma ha governato con 58 decreti, 30 voti alla fiducia, e 39 leggi ad personam, si può dire, con Sartori, che non siamo più in una democrazia ma in un Sultanato.</p>
<p><strong>La legge sul finanziamento pubblico ai giornali </strong>(che non si sa se brucia 200 milioni di danaro pubblico o 600) fu espressamente voluta nel 1981 dalla Lega, la stessa che nelle piazze finge di gridare contro Roma ladrona, ma che, per non perdere mangiatoie, si è opposto anche all’abolizione di enti inutili come le Province, una abolizione che da sola avrebbe significato il risparmio di ben 17 MLD sui 25 della manovra di Tremonti, evitando i micidiali tagli inferti alla scuola, alla sanità e alle forze di polizia con grave danno per tutto il paese.<br />
Naturalmente anche in tempo di crisi si è evitato con cura di eliminare lo sperpero di denaro pubblico regalato all’editoria e rubati dalle nostre tasche.</p>
<p>In nessun paese del mondo si finanziano i giornali, al contrario lo Stato offre loro importanti fette del <strong>mercato pubblicitario</strong>. Da noi Berlusconi, in quanto maggiore  concessionario televisivo, ha preteso che il grosso della pubblicità forse riversato sulla televisione, voce che costituisce una fondamentale ricchezza di Mediaset, mentre in Europa la televisione può assorbire al massimo il 30% del totale e il 70% è diviso tra stampa e radio.<br />
Sempre per favorire le casse di Berlusconi, una Rai in deficit è stata obbligata dallo stesso a rifiutare l’offerta di Sky di distribuire sul satellite i programmi di Raisat (e cioè, Extra, Premium, YoYo, Smash e Gambero Rosso) e che offriva alla Rai ben 475 milioni di € per 7 anni, per i prodotti di Raicinema e per i proventi pubblicitari ricavati dalla Rai sulla piattaforma di Sky.<br />
475 milioni di € è una cifra enorme (quasi il doppio del capitale sociale della RAI che è di 242 milioni di €), 5 volte superiore al buco pubblicitario stimato dal direttore Mauro Masi.<br />
Ma anche la Rai, sembra, deve fare gli interessi di Berlusconi, il capo del partito-azienda e il cda RAI è in maggioranza formato da persone di Berlusconi, messe lì per fare gli interessi di Mediaset e non di RAI.<br />
Masi, rinunciando all’offerta Sky, che non è sua concorrente sul mercato, perderebbe anche i 100 milioni di share sul satellite, per favorire Mediaset che è invece la sua concorrente e che farà di tutto per ammazzarla.<br />
Bisognerebbe a questo punto che le associazioni consumatori ricorressero al TAR per interruzione di pubblico servizio, dato che la legge impone alla RAI programmi disponibili su tutte le piattaforme distributive.</p>
<p>Si tenga conto che grazie all’obbrobrio del <strong>canone</strong>, la Rai ha un tetto pubblicitario del 5% mentre Mediaset ha un tetto del 15 %.<br />
Mediaset ricava dalla pubblicità il triplo della Rai, oltre a ciò è spesso Mediaset che fornisce gli spot anche alla RAI. Così Mediaset ricava dalla pubblicità il triplo della RAI. Anche sul canone alla fine ci guadagna Berlusconi con la sua azienda.<br />
Feltri ha lanciato la finta campagna per l’abolizione del canone Rai al grido di “Perché pagare per Santoro?”. Si dovrebbe rispondergli: “E perché pagare per Minzolini?” Ma la risposta vera che Lega e Feltri stanno bene attenti a non dare è: “Si paga il canone per assicurare gli incassi alle reti televisive del presidente del consiglio”.<br />
Mediaset dipende dalla pubblicità che le procura 1,9 miliardi di € su un giro di affari di 2,5 miliardi.<br />
La RAI, che ha un fatturato di 2,7 MLD, prende 1 MLD e 600 milioni dal canone e solo 900 milioni dalla pubblicità.<br />
In Italia le tv si accaparrano il grosso, lasciando solo gli spiccioli ai giornali, In tal modo i nostri giornali incassano la metà dei concorrenti stranieri, l&#8217;altra metà è risarcita tramite le nostre tasse. Anche qui noi paghiamo più tasse per permettere a Berlusconi di fare più incassi. Basterebbe fissare anche in Italia il tetto massimo di pubblicità in tv. Ma la condotta dell’attuale opposizione è stata solo squallida, permettendo tutto il peggio e anzi agevolando Berlusconi in ogni modo possibile nei suoi abusi.<br />
Ovviamente, se i giornali godessero di più introiti pubblicitari non avrebbero bisogno di finanziamenti statali e avremmo una tv più snella e non oberata da masse gigantesche di spot, che creano classi di consumatori e non di elettori.<br />
Comunque, grazie a questi finanziamenti leghisti, sopravvivono giornali che in qualunque paese dovrebbero sparire o essere rifondati per legge, come Il Riformista e Libero.<br />
Il Riformista si appoggia a un partito “Le ragioni del socialismo’ che non esiste più. Libero si basa addirittura sul Partito Monarchico, ugualmente inesistente.</p>
<p>Al di fuori di queste vantaggiose spartizioni politiche e imprenditoriali di fondi pubblici, non si capisce perché lo Stato italiano dovrebbe finanziare l’editoria privata, tanto più che il grosso dei contributi all&#8217;editoria va ai grandi gruppi editoriali e, invece di favorire la concorrenza, non fa che limentare un oligopolio.<br />
I contributi sono spesso assurdi, dati ad inutili giornali di partito che nessuno legge (provate a chiedere in edicola se solo sanno cosa sono &#8216;Il Socialista Lab&#8217; e &#8216;Il Campanile Nuovo&#8217;, che insieme hanno avuto nel 2008 oltre un milione e mezzo di €).<br />
Persino il quotidiano &#8216;Sportsman &#8211; Cavalli e Corse&#8217; solo nel 2008 ha avuto contributi pubblici per 2 milioni e 530.000 €.<br />
C’è poi la galassia di quotidiani e periodici clericali.<br />
Con questa furbesca leggina leghista, i soli quotidiani di partito, che sono lobbye e non organi di informazione, ci rubano 30 milioni di € l’anno.<br />
Ma ciò non basta: nel computo dei fondi da regalare ai giornali, si froda persino la legge, con contributi che la sforano ampiamente anche del doppio.<br />
Un giornale a caso, Europa, ex quotidiano della Margherita e ora del PD, calcolando il contributo di legge sul 40% dei costi fissi e il n° della tiratura, dovrebbe ricevere 1,7 milioni di €, invece ne ha avuti 3.599.00. Ed è così per tutti, allo stesso modo dei rimborsi elettorali che sono gonfiati o dell’8 per mille che è calcolato una tantum.<br />
La Lega parla tanto degli sprechi del Sud, ma su quelli dellla casta a cui appartiene non apre bocca. E persino la sua difesa della caccia allargata anche ai migratori e sforando i tempi dovuti o la sua richieste di un porto d’armi per tutti anche ai sedicenni nasconde un interesse a fondi pubblici, con una Federcaccia in rosso per almeno un milione di € malgrado riceva contributi pubblici per 1,8 milioni.<br />
Oltre ai 200 milioni di contributi diretti per l&#8217;editoria si aggiungono i contributi indiretti che sono enormi: tariffe postali e telefoniche agevolate (Mondadori, Sole 24 ore e RCS da sole, nel 2005 hanno avuto più di 50 milioni di contributi indiretti), contributi alle emittenti telefoniche e televisive ecc.</p>
<p>Visto il livello bassissimo di informazione e verità italiana e il condizionamento della stampa a interessi forti, politici o di mercato, non si può prendere come alibi il sostegno a chi favorisce la concorrenza, il pluralismo, e la diffusione dei fatti e quindi il processo democratico.</p>
<p>In Italia, con l&#8217;appoggio implicito o esplicito della cosiddetta opposizione, si è ottenuto il risultato di asservire un intero paese agli interessi finanziari e di potere di un solo individuo, o di una sola cricca che in quell&#8217;individuo si identifica, calpestando ogni interesse generale.</p>
<p>Il caso Mediaset-RAI è illuminante. Ma, dietro, non ci sono solo soldi che girano e affari a senso unico che corrono. C&#8217;è anche, per nostra sciagura, l&#8217;assassinio di diritti fondamentali, come una giusta e pluralistica informazione, una libera espressione del proprio giudizio, una auspicabile concorrenza di mercato, nella priorità che gli interessi generali di una Nazione prevalgano su quelli particolari di singoli e corrotti affaristi e nel diritto sacrosanto di un paese ad essere rispettato nella sua formazione culturale, nella sua crescita morale, nel suo aprirsi a ideali e valori sempre più limpidi e universali, che non siano quelli turpi di un magnate del mercato che antepone il proprio interesse e potere a quelli di un intero paese.</p>
<p>In Inghilterra i quotidiani nazionali sono quasi sempre indipendenti dai partiti.<br />
In Italia i giornali o fanno interessi personalistici di capipartito o dipendono dagli interessi di mercato di gruppi imprenditoriali. Il grosso dell&#8217;informazione la fa la televisione, dove tutto discende dagli ordini di un boss mafioso come B e parlare di Rai e di servizio pubblico, davanti a un Masi o a un Minzolini, è un’oscenità.<br />
In Inghilterra l&#8217;Evening Standard, principale quotidiano di Londra, vende 3 milioni e mezzo di copie, mentre in Italia il principale quotidiano della capitale, Il Messaggero di Caltagirone, vende 250.000 copie (il direttore Roberto Napoletano è stato scelto ovviamente da Caltagirone dopo il pessimo Gambescia, che passò persino all’Unità, tanto per parlate di scelte sbagliate).</p>
<p>Ma qualcuno arriva a credere che, se in nessun paese del mondo la stampa riceve finanziamenti da parte dello Stato, sono i vari paesi del mondo a sbagliare e che anzi l&#8217;esempio dell&#8217;Italia dovrebbe essere imitato &#8220;per non far morire la libera stampa. Assurdo! Sarebbe come dire che una stampa alternativa o di sinistra può vivere solo se sovvenzionata! Altro assurdo, smentito peraltro dai fatti. La stessa presenza di un quotidiano come ‘Il fatto’ che rifiuta i finanziamenti pubblici e se la cava benissimo lo stesso è chiara prova che se un giornale, per vivere, deve abbarbicarsi ai finanziamenti pubblici, merita solo di sparire. Come qualcuno dimentica che una televisione pubblica, per esistere, non richiede per forza il canone.<br />
E’ da dire che se in Italia la formazione e l’informazione la fanno la televisione, il canone televisivo italiano è il più basso dì&#8217;Europa: Svizzera: 311 €; Austria: 260; Norvegia: 241; Finlandia: 224; Germania: 215; Svezia: 191; Irlanda: 160; Inghilterra: 148; Francia: 116; Italia: 107.</p>
<p>In Gran Bretagna, la BBC, che propone 8 canali tv interattivi, 10 network radiofonici, più di 50 emittenti TV e radio locali, viene finanziata ogni anno esclusivamente attraverso il canone pari a 176 euro.  Particolarmente severe risultano, poi, le sanzioni per chi viene scoperto moroso o evasore della tassa sulla Beeb (come viene soprannominata dai Britannici la BBC) che arrivano anche alla custodia cautelare.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;è chi il canone lo ha abolito </strong>per la tv pubblica: Paesi Bassi, Portogallo, Ungheria e Spagna. Eppure queste tv vivono bene lo stesso.</p>
<p><strong>Publitalia</strong> è la concessionaria esclusiva di pubblicità del Gruppo Mediaset in Italia, raccoglie 3 miliardi di euro di introiti pubblicitari da più di 1.100 clienti su un totale di circa 5 miliardi di euro del mercato pubblicitario televisivo. La quota di mercato è pari a circa il 60% per il settore televisivo e al 36% del totale mercato pubblicitario su tutti i media nazionali; in pratica più della raccolta proveniente da tutta la carta stampata italiana.<br />
La sua quota di raccolta pubblicitaria rispetto al totale mercato nazionale è eccessiva da qualsiasi punto di vista la si guardi.<br />
E&#8217; anche in contrasto con la Direttiva Europea Televisione senza frontiere.<br />
Gentiloni provò a fare una legge che fissasse un tetto del 45% sulla raccolta pubblicitaria per ogni operatore televisivo. Ma l&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato si oppose e poi il Governo di csx cadde, del ddl non se ne fece di nulla e la posizione di Berlusconi restò predominante. Anzi l&#8217;Europa stabilì che il veto alle posizioni dominanti valeva solo per le grandi aziende ma non per il mercato pubblicitario televisivo, come se questo non fosse parificabile a una grande azienda e, nel caso di Berlusconi, lo è.</p>
<p><strong>Oggi l&#8217;unico modo per avere un’informazione pluralistica o critica è internet.</strong><br />
Di Pietro la usa ampiamente ma è davvero surreale che questo strumento sia quasi del tutto assente per far sentire la voce del PD o della sinistra estrema o dei verdi. E nessuno dei partiti ufficiali o extraparlamentari è stato in grado di fare dei blog seguiti e essenziali come quelli di Grillo o di Di Pietro.<br />
I blog hanno sostituito i giornali, e chi segue qualche blog interessante smette di guardare la televisione e di essere manipolato dalla propaganda mediatica di B (è curioso che all&#8217;emersione dei mandanti delle stragi di mafia e degli scandali della cricca, B abbia detto che era &#8220;sotto furibondi attacchi mediatici&#8221;, quando proprio lui è il mandante da 18 anni di manipolazioni mentali delle teste degli italiani).<br />
E&#8217; difficile stimare quanti italiani usino internet, si parla di più di 20 milioni di persone, ma non è detto che lo facciano per un’informazione migliore e non per chattare o cercare siti porno. Tuttavia B capisce benissimo il pericolo costituito dai blog come diffusori di notizie e screditanti l&#8217;informazione di regime e tenta sempre nuove leggi per censurare internet (ultima la legge-bavaglio che equipara i blog amatoriali alle testate giornalistiche chiedendo correzioni di eventuali notizie difformi entro 72 ore pena 12.000 euro di multa).<br />
La popolazione mondiale è di 6 miliardi di abitanti. Più di un miliardo usa internet.<br />
In testa Cina (pur con tutta la sua censura), Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra: 36.7 milioni, Francia 34, India, Russia, Brasile: 27.7 milioni, Corea del Sud: 27.3 milioni, Canada: 21.8 milioni, Italia: 20.8 milioni. Siamo dodicesimi sotto India, Corea del sud e Brasile, tra gli ultimi in Europa.<br />
In Italia non si investe nella diffusione della rete. Il disastroso monopolio di Telecom e gli intenti di censura dei vari governi dell&#8217;ultimo ventennio ci mettono all&#8217;ultimo posto nell&#8217;Europa occidentale insieme al Portogallo per numero di utenti e agli ultimi posti comprendendo anche i paesi dell&#8217;est per connessione internet (sotto di noi Grecia, Bulgaria e Romania). E con B siamo addirittura peggiorati. La diffusione della rete italiana è ancora molto lontana dai livelli dei paesi più evoluti e notevolmente al di sotto della media nell’Unione Europea.<br />
Dopo le dimissioni del pessimo Scajola, da tre mesi non abbiamo nemmeno un Ministro dello Sviluppo e delle Comunicazioni, i poteri sono stati assunti ad interim da B e vediamo che uso ne abbia fatto: incrementare gli utili e il potere della propria azienda. Il famoso programma delle tre I di B (internet, impresa e inglese) è stato una buffonata.<br />
Interessante la crescita delle donne in internet che ha superato il 50% e  che sta crescendo in tutto il mondo.<br />
..<br />
<strong>Il fatto quotidiano</strong><br />
Ai quotidiani italiani dal settembre 2009 (10 mesi) è da aggiungere Il fatto quotidiano (il nome è un riferimento alla trasmissione Il fatto di Enzo Biagi), fondato a diretto da Antonio Padellaro.<br />
L&#8217;editore ha rinunciato ai fondi del finanziamento pubblico per l&#8217;editoria e di sovvenzionarsi soltanto con i proventi della pubblicità e delle vendite e dimostra che un giornale può vivere anche senza sussidi di Stato.<br />
Il quotidiano è edito dalla Editoriale Il Fatto S.p.A., società per azioni priva di un azionista di riferimento. Secondo lo statuto societario il 70% delle quote è degli azionisti imprenditori, ognuno dei quali non può possedere più del 16% del capitale sociale che nel settembre 2009 ammontava a 600.000 €. Il restante 30% delle azioni è detenuto dagli azionisti operatori (giornalisti) i quali, grazie alle norme statutarie, sono determinanti per qualsiasi decisione rilevante riguardante il giornale. Lo statuto infatti prevede una maggioranza qualificata del 70% più uno per decisioni riguardanti la linea editoriale e la nomina del direttore.<br />
Privo di un azionista di maggioranza, Il fatto si pone come voce indipendente nel panorama giornalistico italiano, puntando a dare notizie e a trattare i temi che gli altri media trascurano.<br />
Il fatto ha una tiratura di 150.000 copie, numero notevole di fronte alle 50.000 copie vendute in media dall’Unità o alla 110.000 copie di Libero diretto da Feltri, che prende 3 milioni e 370.000 di € l’anno, e nei soli 7 anni 2003-2009 ha usufruito di 40 milioni di fondi pubblici, o alle 70.000 copie de Il giornale, per non parlare dei 7,8 milioni a Libero o dei 6 milioni di Avvenire.</p>
<p>Analogamente, le liste 5 stelle di Beppe Grillo hanno rinunciato ai rimborsi di Stato, che valgono 1,7 milioni di euro. Esse erano state presentate in 5 Regioni su 13, raggiungendo il 6% in Emilia, e il 3,66 % in Piemonte.</p>
<p><strong>Il Manifesto</strong>, che è da citare anche per la sua autentica forma cooperativa aveva nel 70 una tiratura di 70.000 copie.<br />
Nel 2006 (dopo 35 anni di pubblicazione) si aggravò la sua crisi economica e il giornale rischiò di chiudere. Chiese aiuto economico ai lettori e fece pagare 5 euro l&#8217;edizione del giovedì. Così raccolse 1.700.000 €.<br />
Loredana Bertè gli regalò 20.000 €. Ma nel 2008 era di nuovo in crisi.<br />
Attualmente vende 20.000 copie e manca totalmente in molte regioni italiane o nei comuni piccoli. Prende dallo Stato 4.441.529 euro.</p>
<p><strong>Liberazione</strong> nasce come settimanale nel 1971. Nel 2006 riceve 3.718.489 euro di contributi pubblici (i dati di questi contributi non sono mai aggiornati e facili da reperire). Pur non avendo rappresentanti in Parlamento, nella XVI Legislatura, ottiene questa somma grazie a un articolo inserito nel Decreto Bersani.<br />
Vende forse 6.000 copie. Non ho i dati più recenti. E&#8217; presente in pochissime edicole del paese.<br />
..<br />
In Spagna <strong>Zapatero ha fatto due manovre correttive della tv  pubblica </strong>combattendo contro un&#8217;opposizione durissima Nella seconda manovra ha ridotto drasticamente la pubblicità nella tv di Stato», i canali della Tve a un massimo di dieci minuti di copertura pubblicitaria ogni ora, un limite poi ridotto a 9 minuti nel 2010, annunciando una ulteriore «drastica riduzione».<br />
In Spagna non esiste un canone televisivo e le emittenti pubbliche sono finanziate dalla pubblicità, dallo Stato e dalla vendita ad altre televisioni di prodotti televisivi.<br />
Le tv spagnole, in particolar modo quelle private, abusano della pubblicità tanto da essere più volte richiamate dall&#8217;UE.<br />
Nella prima riforma tv, Zapatero promise appena eletto di aprire il mercato a nuovi soggetti. Il suo obiettivo era di sgominare la politicizzazione di RTVE, accusata di essere da sempre filogovernativa.<br />
La nuova legge del 2006 la finanziò con contributi di Stato al 50%, per il 40% con la pubblicità, il 10% con vendita programmi all&#8217;estero.<br />
Il cda dura 6 anni con 8 membri eletti in parti uguali tra Camera, Senato, sindacati e Consiglio audiovisivo ed elegge con maggioranza di 2/3 il direttore generale. La RTVE è diventata una fondazione.<br />
Lo ripeto: in Spagna non esiste canone.</p>
<p>E ora a peggiorare le cose, arriva in Italia la legge Bavaglio.<br />
Il Pd arriva alla turpitudine di appoggiarla.<br />
Ma, come dice Di Pietro, &#8220;Se una legge continueue 50 schifezze, e tu ne correggi 25, restano le altre 25. E questa legge ha tantee schifezze che può solo essere ritirata&#8221;.<br />
..<br />
<strong>Beppe Grillo</strong></p>
<p>Il Supercapitalismo è un tirannosauro in libertà incontrollata. La sua gabbia si è spalancata in modo definitivo con il crollo del Muro di Berlino il 9 novembre 1989. Da allora non ha più limiti, è diventato bulimico, divora quel che resta delle socialdemocrazie senza sosta. E cresce, cresce anno dopo anno. Il World Trade Organization (WTO) è nato nel 1995, sette anni dopo. Vi aderisce il 97% delle nazioni mondiali, ha l&#8217;obiettivo di abolire ogni barriera tariffaria al commercio internazionale per tutto : beni commerciali, servizi, proprietà intellettuali. La produzione si è delocalizzata ovunque nel mondo dove il costo del lavoro è più basso perché mancano controlli sulla sicurezza, diritti sindacali, tutela per l&#8217;ambiente. E spesso gli stessi diritti minimi con l&#8217;arruolamento sotto le bandiere del profitto di schiere di bambini schiavi.<br />
Le multinazionali hanno incassato i guadagni del Supercapitalismo, hanno protetto il loro TRex attraverso i media che ne hanno decantato, e ne decantano le virtù, e demonizzato i no-global. Il mercato e la democrazia si sono fusi, come se l&#8217;uomo fosse, egli stesso, diventato un prodotto in scadenza. Le conquiste di generazioni di persone per ottenere uno Stato sociale (che altro può essere uno Stato se non sociale?) sono state cancellate, e quelle che rimangono ancora sono trasformate senza sosta in disservizi per la gloria del TRex come è avvenuto per l&#8217;acqua pubblica: &#8220;Gli acquedotti non funzionano? Diamoli ai privati!&#8221;. Meno Stato, più Mercato.<br />
Si può controllare un TRex affamato? Il suo stomaco è il pianeta. I derivati, i futures, gli swap hanno potuto infettare per quasi un ventennio le banche mondiali nell&#8217;indifferenza degli organi di controllo degli Stati e delle organizzazioni internazionali. Un nuovo 1929 che è iniziato, ma non è ancora finito. Gli Stati sono diventati mercanti, fabbricanti di illusioni ottiche, specialisti del debito. Decine di Stati sono già falliti, altri seguiranno. Per il momento, per tranquillizzare il TRex, si fabbrica nuovo debito che si aggiunge al debito. Un controsenso.<br />
L&#8217;Italia nel suo piccolo non si sottrae al banchetto. Le immagini di Gianni Agnelli e Luciano Lama sembrano fotomontaggi. Marchionne e Rinaldini sono due rette parallele, non potranno mai incontrarsi. Marchionne ricatta il Governo, e può farlo, legittimamente, il TRex è alle sue spalle per proteggerlo. La Serbia e la delocalizzazione a 400 euro al mese per operaio lo aspettano. Il Supercapitalismo è un eccesso, morirà di sé stesso e sarà sostituito da un altro eccesso uguale e contrario. Questo, come è ovvio, se non moriremo prima noi.<br />
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<strong>La globalizzazione civile</strong><br />
<em>Claudio Martinotti Doria </em><br />
<a href="http://www.cavalieredimonferrato.it">www.cavalieredimonferrato.it </a></p>
<p>La vera globalizzazione in corso, quella che ha portato veramente un progresso nell&#8217;evoluzione della civiltà umana, a mio avviso è esclusivamente quella che ha riguardato l&#8217;informazione diffusa e la comunicazione della società civile internazionale, per il tramite della rete (Internet).<br />
Ha ottenuto più risultati sulla qualità della vita e sulla politica sociale di quanto non abbiano influito altri settori, compreso il tanto decantato &#8220;tecnologico&#8221; (nel quale si sono riposte troppe speranze risolutive), che ha finito per esasperare con la sua iperproduttività innovativa ad oltranza ed ha perso il contatto con la sensibilità e la cultura umana, inflazionando il mercato di prodotti ipertecnologici inutili e dannosi.<br />
Vi faccio un esempio concreto di cosa intendo.<br />
Su un blog di un gruppo della società civile che si oppone alla costruzione del previsto inceneritore di Parma, qualche giorno fa è comparso un messaggio a firma di Akemi Nishimura, giornalista giapponese: &#8220;Ho molto paura che inquina anche parmigiano reggiano e prosciutto di parma e curatello che entra anche in Giappone.&#8221;<br />
Questo commento incisivo ed inequivocabile, viene diffuso anche sui blog giapponesi, nei quali tradotti in giapponese iniziano ad essere pubblicati articoli di giornalisti locali italiani che riassumono la situazione parmigiana a rischio di contaminazione e di grave danno di immagine per i prodotti alimentari tipici locali, che ha causato anche l&#8217;invio di migliaia di cartoline e missive di famiglie seriamente preoccupate per le ripercussioni che ci saranno sui prodotti di eccellenza del made in Italy.<br />
I nostri politici, sempre schiavi del business e dello sviluppo cementificatorio e della produzione ad oltranza, che solitamente non vedono oltre la punta del loro naso, ovviamente una simile reazione non l&#8217;avevano neanche considerata. Ovviamente oltre al rischio di danneggiare le vendite dei prodotti locali, occorre aggiungere il serio rischio di perdere anche flussi turistici.<br />
Questo stato di cose spaventa i detentori tradizionali del potere, che in fondo non si sono ancora discostati molto dalla cultura e metodologia dell&#8217;Ancien Régime, i quali soprattutto in Italia hanno già presentato decine di proposte di legge per limitare le libertà della rete, per poter oscurare i siti discrezionalmente, per cercare di allontanare la gente dalla rete, e magari farla tornare alla TV spazzatura e lobotomizzante, che ha loro consentito di pervenire al potere politico e di rimanerci nonostante la loro ignavia, insipienza, corruzione ed incompetenza.<br />
Non che gli USA siano messi meglio che da noi, essendo notizia attualissima che l&#8217;FBI ha chiesto al provider americano BurstNet di oscurare alcuni siti per motivi di sicurezza nazionale, e questi applicando un&#8217;autocensura quantitativa urgente, ne ha oscurati ben 70 mila di colpo, forse per essere certi di non sbagliare bersaglio … che sarebbe come sparare sulla folla con una mitragliatrice di grosso calibro per colpire un moscone …<br />
Per farla breve, gli unici spazi di libertà rimasti sono in rete, finché non la oscureranno, ma in tal caso ci si sposterà su quei territori nazionali autonomi che si presteranno (e qualcuno lo ha già fatto, in primis l&#8217;Islanda, seguita da altri stati di piccole dimensioni) ad ospitare i server e a non applicare alcuna censura. Non si può impedire alle persone di pensare e di comunicare, si può solo cercare di indurle all&#8217;ignoranza ed alla demenzialità, come in Italia.<br />
Se i politici al potere avessero cultura ed intelligenza sufficiente, saprebbero che la rete oltre a fare da cassa di risonanza, consente anche di limitare e subliminare la rabbia e l&#8217;aggressività sociale di fronte alle loro scempiaggini, beceraggini, cialtronerie, abusi, parassitismi, ecc., che altrimenti si sfogherebbe nella realtà, elevando a livelli esponenziali le tensioni, i conflitti e le intolleranze sociali.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/granata.jpg?w=285" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Il discorso del ventaglio</strong><br />
<em>Napolitano</em></p>
<p><em>&#8220;Ci indigna e allarma l&#8217;emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, ma la nostra democrazia dispone di anticorpi: la reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per applicare tali principi&#8221;.<br />
&#8221;Occorre definire il miglior bilanciamento possibile tra i valori e diritti, tutti ugualmente riconosciuti in Costituzione. Questo è stato lo sforzo compiuto e ancora in atto a proposito della legge in materia di intercettazioni e non si può che apprezzarlo dandone merito alla dialettica parlamentare&#8221;.<br />
&#8221;Si deve intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o deviazione della vita pubblica o nei comportamenti di organi dello Stato ma senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni&#8221;.<br />
&#8221;L&#8217;istituzione Governo non puo&#8217; ormai sottrarsi a decisioni dovute, come quello della nomina del titolare del ministero dello Sviluppo economico o del presidente di un importante organo di sorveglianza come la Consob”.<br />
“Sono &#8221;certo&#8221; che il Parlamento stia per &#8221;procedere alla dovuta elezione dei componenti laici del Consiglio Superiore della magistratura”<br />
&#8221;Il problema dei giovani non impegnati&#8221; nel mondo del lavoro o in quello dello studio è il problema numero uno dell&#8217;Italia&#8221;<br />
&#8220;Non mi interessano scenari politici ipotetici di qualsiasi genere&#8221;.<br />
&#8220;Non c&#8217;è spazio per l&#8217;autosufficienza né per la contrapposizione totale&#8221;,.<br />
&#8220;Auspico che nel confronto emergano anche visioni diverse rappresentative sul piano politico delle attuali forze di maggioranza e delle attuali forze di opposizione non sottraendosi queste ultime alla prova e alle responsabilità cui sono chiamate in un quadre di feconda competizione come quello che dovrebbe caratterizzare la democrazia del&#8217;alternanza&#8221;.<br />
“E’ necessaria un’ampia condivisione sui grandi obiettivi&#8221;.<br />
&#8220;Per ora sicuramente vedo tanto squallore. Poi vedremo cos&#8217;altro emergerà &#8220;.<br />
“Anche circa lo scandalo su &#8216;Eolico-P3&#8242;, lo squallore è certo. L&#8217;importante è che si riesca a far fare alla magistratura il proprio lavoro fino in fondo per accertare fatti e responsabilità &#8220;.<br />
“Eventuali ritocchi alla Carta costituzionale devono essere ben mirati. Tra le riforme cruciali, vi sono certo anche le riforme istituzionali e modifiche ben mirate della Costituzione. Riforme che continuerò a sollecitare senza arrendermi al pessimismo. Peraltro quella vigente è una Costituzione che non impedisce ma consente e promuove interventi di forte carica innovativa come quelli dettati dal titolo V, in special modo per il federalismo fiscale nel quadro di una rinnovata unità nazionale&#8221;.</em><br />
..<br />
Di Pietro: &#8220;Ha fatto bene il Presidente a lanciare l&#8217;allarme sulle &#8216;squallide consorterie&#8217; , ma che l&#8217;Italia abbia gli anticorpi è ancora tutto da dimostrare&#8221;</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/delocalizzazione.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>La beceraggine della Lega</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Non possiamo separare le disgrazie italiane dalle colpe gravissime della Lega.<br />
Quando al potere sale l’ignoranza becera, unita all’arroganza e alla prepotenza, è la feccia peggiore del popolino basso che occupa le istituzioni per il male di tutti.<br />
Ma tra i tre mali, disumanità, avidità di potere e ignoranza, è proprio l’ignoranza ad avere il predominio, la barbarie di chi nulla capisce dei principi democratici e dei valori di uno stato civile, per incapacità e somaraggine, per incompetenza e rozzezza, e conquista i voti per aver eccitato istinti bassi di odio e separazione che parlano biecamente al ventre rettile degli elettori.<br />
Non dubito che nel grossolano programma piazzaiolo di Bossi abbiano figurato richieste di onestà e rettitudine, forse anche idee molto vaghe di controllo popolare sugli sprechi del fisco e gli abusi della cosa pubblica che nulla avevano però a che fare con una democrazia diretta ma piuttosto presentavano il governo delle Regioni come un bottino da arraffare e su cui mettere le mani, appagando un istinto di possesso e di potere, non dissimile da quello che porta il villano all’accaparramento della ‘roba’, del ‘campo’ o della ‘vacca’. Ma quello che è avvenuto poi non è stato dissimile dall’avidità predatoria di quella Roma ladrona che si diceva di voler punire e che veniva concentrata tutta su un fantomatico Sud e su una fantomatica mafia tutta e solo meridionalista di cui si è finto di non vedere l’infiltrazione dominante nel Nord, i feroci addentellati politici e le sporche collusioni criminali con quello stesso Governo che si sosteneva.<br />
In quattro e quattr’otto la Lega si è omologata a quei vizi di abuso politico che diceva di voler combattere: l’idea di uno Stato da poter saccheggiare impunemente nell’interesse di pochi, la protezione dei disonesti (il MLD e mezzo buttato nelle quote latte sono un vergognoso di insulto ai cittadini onesti), l’accaparramento delle cariche pubbliche e delle mangiatoie di Stato pur in una crisi feroce che penalizza i cittadini (il rifiuto di Bossi ad eliminare i 14 MLD buttati per le Province ci porta tagli dolorosi sulla sanità, sulla scuola)… gli sprechi di denaro pubblico (il quasi Miliardo regalato alla ‘scuola padana’ della moglie di Bossi è un pugno in faccia quando la scuola italiana è in ginocchio e i malati muoiono negli ospedali per mancata assistenza), abbiamo visto rinnegato persino quel proclama di ‘ordine e sicurezza’ che aveva agitato le ridicole ronde padane per accettare senza fiatare gli ulteriori tagli alle forze di polizia di un Miliardo e 650 milioni, alla faccia della lotta alla mafia e alla delinquenza….! La stessa cifra che Bossi regala impunemente per pagare le multe ai disonesti allevatori delle quote latte, anzi si parla addirittura di 4 Miliardi di multe condonate in 18 anni, un insulto agli allevatori onesti che per comprare le quote latte di sono svenati e che ora vedono la Lega premiare i disonesti e insultare gli onesti, nel peggiore stile berlusconiano.<br />
E tutto per soddisfare i caporioni della Lega nel loro desiderio di occupazione selvaggia e venale di potere di Stato.<br />
In brevissimo tempo il neopartito populista si è votato a tutto il peggio di B, proteggendo tutte le sue leggi ad personam, e assimilandone tutti i difetti, comprese i vizi dei corrotti, le pornostar come regalo di letto e la cocaina a chili, il nepotismo, il clientelismo, le ulteriori sovvenzioni alla stampa, gli ulteriori saccheggi e abusi, non è mancata nemmeno la servile e spudorata resa al Vaticano pur di averne i favori… una resa vergognosa pur di non scalfire il  potere personale di pochi, a costo di smantellare i fondamenti essenziali di una democrazia e di sostenere uno sconcio sultanato, fino alla frase fatidica di Bossi. “Berlusconi comanda. Qualcosa gli si deve pur dare!”, il che vuol dire: “Pur di mantenere il potere acquisito, la Lega si piega ad accettare di tutto!”<br />
Mi chiedo a questo punto cosa sia rimasto del programma iniziale. E in cosa la Lega si differenzi da quei partiti di Roma ladrona che diceva di voler combattere ormai non si capisce più.<br />
Nella sua corsa verso la dissoluzione di tutto quanto aveva promesso, per soddisfare un puro attaccamento al potere, Bossi non ha esitato a gettare alle ortiche tutti i suoi programmi di gestione dal basso del controllo del territorio, fino ad arrivare alla sconcezza di quel federalismo demaniale che permette il saccheggio sregolato del territorio stesso, la svendita delle sorgenti, dei parchi, delle spiagge, dei beni pubblici, dell’acqua pubblica (più del 50% dell’acqua italiana non appartiene più alle Regioni ed è stata svenduta a multinazionali aguzzine), lo scempio di quel territorio sulla cui difesa si era proprio pronunciata la Lega della prima ora, con quegli assessori leghisti che in preda a megalomania si triplicavano lo stipendio o buttavano soldi pubblici in attività insane e antidemocratiche, rinnegando la Costituzione e i diritti fondamentali dell’uomo, in uno sciocchezzaio indecente di regolamenti al limite dell’idiozia e della cretineria che ci ha fatto ridere dietro in tutta Europa… fino ad accettare anche lo smantellamento delle poche risorse disponibili, dalla sanità all’ICI ai più abbienti.. mentre un insano patto di stabilità impediva anche alle Regioni più virtuose di attivare i capitali accumulati o di essere fonte di lavori pubblici, e i nuovi tagli iniqui di Tremonti privavano proprio le Regioni di quelle risorse con cui dovrebbero esercitare quelle deleghe che si sono accumulate nel tempo, poteri che lo Stato ha loro delegato e di cui ora, proprio col consenso della Lega, tagliava bruscamente i fondi.<br />
Ma quando si è arrivati al dunque della restituzione delle deleghe, a cui tutte le Regioni avevano votato all’unanimità, proprio le Regioni leghiste (Cota, Zaia..) si sono negate, mostrando come a loro importasse non la gestione civile della cosa pubblica, ma una occupazione del potere per il potere a cui del bene del cittadino non poteva importare di meno. Tutto veniva buttato alle ortiche: gli asili pubblici, i trasporti comunali, i treni dei pendolari, gli aiuti alle famiglie povere, senza contare quei compiti di decentramento previsti dalla legge Bassanini e mai attuati. Insomma la Lega continuava a blaterare di federalismo proprio quando tagliava alle Regioni risorse e capacità, e proprio mentre votava leggi a catena per aumentare il centralismo autoritario e ladronesco di Berlusconi. Una contraddizione lampante. La Lega, pur di conservare il potere della sua cricca, si piegava a fare il federalismo ‘senza le Regioni’. Come diceva Vendola “Faceva il federalismo con il morto”.<br />
E dove sta in questa manovra schizofrenica il bene del cittadino, il controllo dal basso, il tanto decantato federalismo? Scomparso! Divorato dall’interesse privato di una cricca di ometti che si fa interessi molto privati con banche da derubare, mazzette da intascare, figli e cognati da sistemare, posti da occupare, interessi sporchi e collusi da difendere.<br />
I baluardi della Lega sono caduti uno dopo l’altro, mentre la realtà mostrava azioni che erano l’opposto dei proclami in una omologazione al peggio come non si è mai visto l’uguale.<br />
Oggi la Lega, forte del suo 12,5% è la padrona del Governo, si permette di ricattare Berlusconi, appoggia tutte le nefandezze di Tremonti, consente a Berlusconi di governare malgrado gli scandali, i pentiti, le atrocità, le stragi, la mafia, le cricche, le P3.<br />
Nelle sue mani indegne e indecorose stanno le sorti di un’Italia che ormai precipita in una rovina economica, sociale e morale senza fine, ma i nuovi barbari non se ne curano, paghi di quel potere per cui hanno saputo barattare culo e coscienza.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/850-finibavagli.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Brunilde segnala:<br />
<strong>Ma io difendo quella croce</strong><br />
<em>Marco Travaglio</em></p>
<p>Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.<br />
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.<br />
Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).<br />
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).<br />
Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci – a scatenare la guerra ai crocifissi.<br />
È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.<br />
Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”.<br />
Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.</p>
<p>da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009<br />
..<br />
<strong>Il cd per l’Aquila</strong></p>
<p>Jovannotti, Zucchero e altri cantanti registrarono un cd per l’Abruzzo, raccogliendo un milione e 200 mila euro. Li intascò il Ministro Bondi che dopo un anno non ha ancora dato conto della somma imboscata.</p>
<p>Scrive Jovannotti:<br />
On. Bondi<br />
Abbiamo pubblicato in tempi velocissimi un cd per manifestare la solidarietà del mondo della musica popolare italiana verso le vittime del terremoto e per raccogliere fondi per sostenere la ricostruzione.<br />
Tutti insieme abbiamo deciso di destinare il denaro che avremmo raccolto ad un progetto che avesse anche un valore simbolico, legato in qualche modo al nostro ambito di musicisti e performer: la ricostruzione del Conservatorio «Alfredo Casella» e del Teatro Stabile d&#8217;Abruzzo de L&#8217;Aquila.<br />
La canzone è diventata un grande successo e il cd è stato il più venduto del 2009 raccogliendo 1.183.377,35 euro. Questi soldi sono stati versati sul conto corrente del ministero dei Beni Culturali con l&#8217;impegno preciso di far utilizzare quel denaro per le ricostruzioni, rendendo tracciabile in totale trasparenza il percorso di ogni centesimo.<br />
Le ultime notizie da L&#8217;Aquila ci raccontano di una popolazione ancora alle prese con enormi problemi, aggravati dalle difficoltà e dalle lentezze con le quali si sta entrando nella fase di ricostruzione dei centri storici. L&#8217;Aquila e l&#8217;Abruzzo hanno ancora bisogno di molta attenzione e di impegno.<br />
I riflettori dei media si stanno spegnendo e la questione della ricostruzione pare avviata verso un cammino di politicizzazione che mette a rischio la coesione del Paese intero nei confronti di un dramma che ci riguarda tutti. La nostra iniziativa è stata una goccia nel mare del denaro raccolto per far partire la ricostruzione de L&#8217;Aquila ma ci rendiamo conto del suo valore simbolico e per questo Le scriviamo, senza nessuna volontà polemica e senza nessun tono inquisitorio, ma con la decisa intenzione di esigere una risposta chiara da Lei o dai funzionari incaricati di gestire il denaro raccolto nel fondo del ministero per la ricostruzioni dei luoghi della cultura a L&#8217;Aquila. Alle nostre ripetute domande sui tempi e i modi relativi all&#8217;utilizzo dei soldi raccolti il Suo Ministero non ha mai risposto in modo chiaro…Vista la situazione ancora drammatica in cui versa la popolazione abruzzese crediamo che sarebbe più sensato individuare insieme una destinazione più prossima e tangibile, che consenta ai cittadini d&#8217;Abruzzo di utilizzare SUBITO queste risorse che, seppur poche e di certo inadeguate alle dimensioni delle loro grandi difficoltà, potrebbero almeno contribuire a risolvere qualcosa e soprattutto nell&#8217;immediato.</p>
<p>Jovanotti, Pagani, Sangiorgi, Afterhours, Baglioni, Battiato, Baustelle, Bersani, Bluvertigo, Carboni, Caparezza, Albano, Caselli, Casino Royale, Consoli, Cremonini, Dolcenera, Elio e le storie tese, Elisa, Fabi, Fabri Fibra, Ferreri, Ferro, Finardi, Frankie hi- energy, Giorgia, Grignani, di-ax, Ligabue, Malika, Mango, Maroccolo, Marracash, Morgan, Morandi, Nannini, Negramaro, Negrita, Nek, Agliardi, Pacifico, Palma, Pausini, Paci, Pelú, Pezzali, Ranieri, Renga, Ron, Ruggeri, Ruggiero, Sud sound system, Tricarico, Vecchioni, Venditti, Venuti, Zucchero<br />
..<br />
<em>LA POESIA</em></p>
<p><strong>IL SUO PECCATO</strong><br />
<em>Gigliola</em></p>
<p><em>Il gorgoglio del mare<br />
s&#8217;inanella dolcemente<br />
fra gli scogli, come l&#8217;amante<br />
fra i solchi dell&#8217;amata.<br />
Grandi fronde ad ala<br />
filtrano immagini e suono.<br />
C&#8217;è uno strano silenzio<br />
sta notte, un totale abbandono,<br />
una magnificenza mai provata.</em><br />
<em>Sopra di noi, solenne<br />
la volta stellata.<br />
Chi è l&#8217;uomo ? &#8230;&#8230;..<br />
Che va cercando ?&#8230;.<br />
Dove fugge ?&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
Perchè si nasconde?.<br />
Perchè tanto affanno?<br />
&#8230;.Tutto è qua&#8230;&#8230;&#8230;<br />
Sentirsi creatura del Creato,<br />
partecipare alla sua bellezza<br />
per quanto intelletto</em><br />
<em>sensibilità, amore<br />
gli è stato dato.<br />
Ecco i talenti da spendere<br />
e non da ipotecare.<br />
Al centro della meridiana<br />
e non nascosto e fuggente<br />
come iena; ma lui non guarda,<br />
non vede, non crede, non ascolta<br />
e quindi, non lo sa.</em><br />
..<br />
<strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>Emilio Fede e il rosso</strong><br />
<em>Giancarlo Gismondo</em></p>
<p>Emilio Fede è talmente ossessionato dal rosso che ha identificato le Agende Rosse “comuniste”. Peccato che le agende rosse prendano il nome dall’agenda di Paolo Borsellino, misteriosamente scomparsa dopo la strage di via D’Amelio. In pratica, il comunismo non c’entra proprio niente. Il movimento delle Agende Rosse è apartitico.<br />
Se tanto mi dà tanto, come si comporterebbe Emilio Fede davanti ad altri oggetti rossi? Vediamo alcuni esempi.<br />
Il semaforo rosso è chiaramente comunista. Quando si accende impedisce il transito alle auto blu delle libertà.<br />
I toreri sono comunisti, perché utilizzano dei drappi rossi per domare e infilzare i tori delle libertà (facilmente riconoscibili dalle corna).<br />
Quando l’arbitro estrae un cartellino rosso è chiaramente un comunista, perché va contro il volere del popolo (cioè i tifosi di casa) che stanno tutti dalla parte del giocatore, beniamino del pubblico. I tifosi tengono per il calciatore, non per l’arbitro. Quindi perché mai deve essere espulso? Per andare contro il volere dei tifosi?<br />
I confetti per la laurea sono rossi. E’ un classico segno che gli studenti universitari sono comunisti e non perdono il vizio neppure dopo la laurea. Non si spiegherebbe il motivo per il quale dovrebbero protestare contro la Gelmini. In fondo è la sua legge ha soltanto permesso il licenziamento di migliaia di ricercatori e professori, l’aumento del precariato e la sospensione dei laboratori. Che volete che sia?<br />
Il rosso è il colore dell’amore. Insomma, anche San Valentino era comunista. L’azzurro è quello dell’amore a pagamento. Tra l’altro sembra che Fede abbia detto una volta a sua figlia: “Quando crescerai, devi trovarti un uomo ricco e potente che ti prenda in sposa così ti puoi fare i soldi, regalarti un loft a Milano, la Ferrari e vestiti alla moda”. E alla sua risposta “Papà, ma in amore non contano i valori, il corteggiamento, il romanticismo, le parole dolci, le rose rosse…”, lui replicò: “No, tesoro. Quella è una scusa inventata dai comunisti per scopare gratis”.<br />
Anche il fiocco dell’Aids è rosso. Il 1 dicembre infatti, una setta di medici comunisti esce allo scoperto mettendo voci devianti secondo le quali c’è il rischio che facendo l’amore ci si possa infettare. Niente di più falso. Sennò Berlusconi sarebbe già morto da un pezzo. Per non parlare delle ministre, deputate, segretarie, sottosegretarie e iscritte varie del Pdl che aspirano a diventare veline o politiche…<br />
Il rosso è il colore meteorologico del caldo. Dunque, quando un colonnello dell’aviazione vi dice temperature in aumento, non fidatevi. E’ sintomo della troppa libertà d’informazione in Italia. Sarà sicuramente un colonnello del tg3. E poi non c’è mica caldo. Fede gira in cappotto anche ad agosto.<br />
Il fuoco è rosso. I piromani, infatti, sono notoriamente comunisti. Ma grazie al cielo esistono i pompieri delle libertà. Ehi, ma anche le autocisterne sono rosse… uhm…<br />
Essere in rosso in economia è indice di debito. Ennesima invenzione dei comunisti, che la utilizzano come scusa per tassare tutti i possessori di yacht. Perché le tasse devono pagarle di più i ricchi? I poveri sono molti di più.<br />
La Ferrari è chiaramente comunista. (non aggiungo altro, perché già fa ridere così!).<br />
.<br />
Toni Troya a Emilio Fede</p>
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<p>..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/masadanew.wordpress.com/4600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/masadanew.wordpress.com/4600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/masadanew.wordpress.com/4600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/masadanew.wordpress.com/4600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/masadanew.wordpress.com/4600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/masadanew.wordpress.com/4600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/masadanew.wordpress.com/4600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/masadanew.wordpress.com/4600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/masadanew.wordpress.com/4600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/masadanew.wordpress.com/4600/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4600&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>MASADA n° 1171. 23-7-2010. La cricca sgangherata</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 17:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assurdo scuola &#8211; L’informazione del da da da &#8211; Gli indifendibili &#8211; L’ignobile Marchionne – Il mercato dell’acqua – Re Mida all’incontrario &#8211; Gli scandali dei medicinali. L’Aulin &#8211; Il bioscanner che scopre il cancro &#8220;Il senso della vita è dare senso alla vita” (R.Steiner) .. Don Aldo cita S. Agostino &#8220;Non si può governare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4587&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm5.static.flickr.com/4141/4796115002_bdb234d487.jpg" alt="" width="60%" height="60%" /></p>
<p><strong>Assurdo scuola &#8211;  L’informazione del da da da &#8211;  Gli indifendibili &#8211;  L’ignobile Marchionne – Il mercato dell’acqua – Re Mida all’incontrario &#8211; Gli scandali dei medicinali. L’Aulin &#8211; Il bioscanner che scopre il cancro</strong></p>
<p>&#8220;<em>Il senso della vita<br />
è dare senso alla vita</em>”<br />
(R.Steiner)<br />
..<br />
Don Aldo cita S. Agostino<br />
&#8220;<em>Non si può governare uno stato senza la più scrupolosa Giustizia. Tolta la Giustizia, che cosa sono infatti gli Stati se non grandi bande di ladri? La bande di ladri, difatti, che cosa sono se non piccoli stati?</em>&#8220;<br />
(Agostino: la città di Dio 4,4)</p>
<p><span id="more-4587"></span></p>
<p>Marchionne: &#8220;Andiamo in Serbia<br />
In Italia sindacati poco seri<br />
Erano poco seri anche i polacchi?<br />
..<br />
<strong>Assurdo scuola</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>L’università italiana ha perso un miliardo in un anno, spese già fatte che lo Stato rifiuta di coprire e Tremonti la penalizza con tagli per 8 miliardi, mentre la nuova riforma dell’Università toglie altro futuro alla ricerca. Le leggi Gelmini affossano la scuola pubblica: niente più tetto massimo per i disabili (1 ogni 25 allievi o 2 sotto i 20), sovraffollamento, niente continuità didattica, riduzione di insegnanti, supplenti e operatori, persino detersivi e carta igienica a spese delle famiglie, tagli al sostegno e al tempo pieno. Veramente una presa di giro i riferimento della Gelmini al “merito”. Però sono ritoccate di poco le pesantissime  spese militari (25 miliardi), mentre La Russa si diletta a ricreare i Balilla con i Gruppi Dux. Intanto le scuole private continuano a ricevere 19.000 euro a classe e agli insegnanti di religione si dà un aumento di 200 euro mensili. Si vede che al Vaticano la crisi non interessa. Ma non interessa nemmeno alla moglie di Bossi, che riceve 800.000 euro per una fantomatica “scuola padana”! E quale mai dovrebbe essere? Quella che privilegia la Lega di Pontida sull’Unità d’Italia? O boccia come essere inferiore e da discriminare chi è nato fuori della Comunità Europea o sotto la linea del Po? Quella che sputa sulla Costituzione, mette il tricolore al cesso o rifiuto l’inno di Mameli?  Quella dei riti del Dio Po e del nuovo arianesimo di fantasia che considera ‘razza pura’ i discendenti dei Galli Boi? Quella che vuole i giudici eletti dal popolo e l’insegnamento del dialetto? Quella che arraffa soldi per privilegi locali dimenticando che facciamo parte di un’unica Nazione?<br />
..<br />
<strong>L’informazione del da da da</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Il governo della propaganda a senso unico ha oscurato i dibattiti televisivi già da tutto marzo, impedendo l’informazione e il pluralismo proprio in tempo elettorale. E ora incredibili palinsesti ‘estivi’ stanno uccidendo ogni informazione che non si omologhi al nulla assoluto e inaccettabile di Minzolini per 4 mesi! E’ ‘l’informazione’ come la vuole Berlusconi! Via Augias, Fazio, Lerner, Santoro, Gruber, Gabanelli, Iovene, Ranucci persino Littizzetto e Dandini! Persino Vespa! Per lasciare il posto a triti telefilm, pellicole cento volte stantie, presentatori superflui alla Mirabella.<br />
E’ il da da da.<br />
Dove si scambiano per notizie i videomessaggi propagandistici del Presidente del Consiglio o di un Tremonti che giura sulla bontà della sua manovra senza contraddittorio, negando spudoratamente i rifiuti di tutte le categorie proprio mentre la manifestazione della polizia tumulta sotto le sue stanze e le Regioni minacciano di restituire le deleghe. Persino il tg sempre più blando della Berlinguer sfuma nel niente assoluto.<br />
Molto debole su Lasette l’Onda di un bonario Telese, spesso spiazzato da una Luisella Costamagna inutilmente esibizionista e spesso inopportuna e fastidiosa.<br />
Si salva alla fine solo il tg di La Sette, col buon dibattito politico del mattino dalle 7 alle 9,15 di Omnibus Estate. Ma è davvero poco.<br />
Mentre questa ‘disinformazione coatta’ va in onda, si decidono cose importantissime come la manovra finanziaria che stroncherà in modo iniquo ogni possibile ripresa del paese con tagli intollerabili a servizi e a diritti, si vota una legge anticostituzionale come la legge bavaglio contro la giustizia e l’informazione, che da sola ha occupato 18 mesi della discussione politica, si fanno attacchi iniqui ai lavoratori, e affiorano misfatti a catena di squallide cricche di affari che usano l’appoggio di Berlusconi per arricchimenti personali in un panorama di corruzione legalizzata e politicamente protetta che ci precipita al di sotto di ogni paese civile.</p>
<p><img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Wolf/clip_image019.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>strong&gt;Gli indifendibili<br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Con tutto quel che accade e un B sempre più schiacciato sotto l’emersione di un sistema di potere squallido e corrotto, molto peggiore di tangentopoli, con un partito corroso da risse interne e al minimo dei consensi, restano a difendere l’indifendibile ormai solo tre miserevoli soggetti; il condirettore de Il Giornale Sallusti, socio di Feltri, il becchino che speriamo sotterri questa immonda seconda Repubblica; il Presidente dei deputati Pdl Cicchitto (quello che fu assente nel 2006-2008 dal Parlamento il 90,4% delle volte ma che occupa ogni tg di Rai-Mediaset) e Gasparri, presidente del gruppo Pdl alla Camera, già traditore di Fini, l’uomo velina, la scimmia ripetitrice o uomo decerebrato, pronto a ripetere succubamente ogni nefandezza.<br />
A questa triade sconclusionata è affidato il compito di salvare l’onore di Berlusconi.</p>
<p>Elenco delle ripetizioni estenuanti e di difesa:<br />
Verdini o Cosentino o Lombardi o Bertolaso o Scajola o Brancher o altri cialtroni vari della cricca di B, con cariche o incarichi dati da B<br />
-non si possono accusare perché in Italia un indagato è innocente fino al 3° grado<br />
-quello che hanno fatto di illegale non c’entra con le cariche di partito o i carichi di impresa ottenuti politicamente, è tutt’altra cosa e non deve inficiare le loro posizioni all’interno del Pdl nemmeno quando tentano di distruggere un collega con laidi dossier diffamatori<br />
-possono aver avuto cariche o incarichi in passato anche da De Benedetti o persone del csx<br />
-non sono criticabili nemmeno quando Scajola parla in modo idiota di mazzette a sua insaputa o quando Verdini ammette di essersi fatto dare 2 milioni e 600.000 euro per ripianare i debiti dei suoi giornali in cambio di spinte illecite sull’eolico in Sardegna (affare da 80 milioni) e di pressioni per nominare magistrati di comodo a Milano, o coercire giudici della Corte Costituzionale per far passare leggi vergognose come il Lodo Alfano<br />
-è tutto un complotto delle toghe rosse e della sx<br />
-è un furibondo attacco mediatico<br />
Di fronte a tanta spudoratezza.. non ci sono parole. Il disgusto già basta e avanza.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/servi.jpg?w=217" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>L’ignobile Marchionne</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>E per fortuna che Napolitano nominò Marchionne Cavaliere del lavoro! Si vede che un titolo di Cavaliere ai peggiori non lo nega nessuno!<br />
Il grande amministratore del gruppo Fiat, l’abile gestore del patrimonio degli augusti rampolli Lapo ed Elkan, si è inventato un sistema davvero mirabolante per fare affari, un sistema che puzza di truffa e di cinismo sfrontato:<br />
impianta stabilimenti o ristruttura fabbriche già esistenti nei paesi dell’est o preda della crisi con governi incapaci o corrotti come quello italiano, promettendo investimenti e occupazione, si fa dare cospicui contributi governativi per tanto lavoro e sviluppo, chiede in cambio l’appiattimento dei diritti del lavoro e lo stato di similschiavitù degli operai, mette un paese contro l’altro, un mondo del lavoro contro un altro, addirittura uno stabilimento dello stesso paese contro un altro, poi, ottenuto quello che voleva, scappa col malloppo e chiude tutto, ricominciando la stessa manfrina da un’altra parte.<br />
Naturalmente, a quel punto, la colpa è dei sindacati, o degli operai che non si sono asserviti abbastanza.<br />
Così, per giustificare la chiusura di Pomigliano, incolpa i lavoratori italiani di assenteismo e di pratica sindacale impropria, nicchia sul risultato del referendum, dichiara che i sindacati sono inaffidabili, ma è una manfrina, visto che i giochi li ha tutti fatti prima, adduce i punti di qualità degli operai polacchi, e mette Mirafiori contro Pomigliano e sindacato contro sindacato (qui la connivenza di UIL e CISl gli fa il gioco facile), addirittura non gli basta avere dalla sua la sconcia e cinica Confindustria della Marcegaglia, ma riduce a succubi anche Bersani e lo stesso PD, cieco o incapace di capire i giochetti furbastri del tipo.<br />
Poi, però il gioco va avanti, non sono premiati nemmeno i famosi operai polacchi e la Fiat si trasferisce in Serbia. 400 milioni arriveranno dalla Banca europea degli investimenti, 250 dal governo serbo. Se i 400 milioni glieli desse B, Termini Imerese resterebbe aperta. E avanti così, la giostra continua. Anzi, il furto avanza.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/minimum2.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Don Aldo scrive:</p>
<p><em>Facce di tolla.<br />
Sfingi incallite.<br />
Negano ciò che affermano.<br />
Tirano la pietra e nascondono la mano.<br />
Balordi da suburra.<br />
&#8220;Privatizzare l&#8217;acqua?&#8221;<br />
&#8220;Che non si dica nemmeno!</em><br />
<em>E l&#8217;imbonitore, corrotto e corruttore,<br />
trescatore e millantatore di ciò che non è,<br />
spera negli italiani &#8220;brava gente&#8221;<br />
che sono al mare e che &#8220;non leggono i giornali&#8221;.</em></p>
<p><strong>Nel pugno del possesso</strong><br />
<em>Erri de Luca</em></p>
<p>«<em>La terra ha inventato la formula dell&#8217;acqua, combinando due parti di idrogeno con una di ossigeno. Due gas che, se accostati, esplodono, si sono ritrovati nella goccia, la materia prima della vita. L&#8217;acqua è il loro trattato di pace. Buffa e triste la presunzione di chi ne pretende il possesso, mettendo alle sorgenti il cartello di proprietà privata. Vorrebbe dimostrare diritto di possesso sulle nuvole, sulla neve, sulla pioggia. Non vuole ammettere di essere uno sputo di passaggio, la creatura umana, ogni volta trasecola di fronte all&#8217;evidenza di essere una pulce ammaestrata. È mia, è mia, strepita come un bimbo con la palla. Invece niente è suo, niente dura nel pugno del possesso. Amo ogni forza che me lo ricorda, amo i vulcani e tutta la magnifica energia che costringe il ritorno all&#8217;umiltà</em>»<br />
..<br />
<strong>L’acqua non è in vendita</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>“Nessuno ha venduto l’acqua pubblica”, ripeteva ossessivamente il Ministro per le Politiche Europee Ronchi, come se non avesse firmato lui l’orrendo decreto che stabiliva la vendita del bene più prezioso che un popolo possa avere, continuando a negare che ben il 51% della nostra acqua passava nella gestione dei privati con la conversione del suo decreto nella legge 166 del 16 novembre 2009, mentre non usciva una sola parola dal cosiddetto Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo e quella Lega che aveva fatto della difesa del territorio il suo principio elettorale fondamentale, ora sembrava in preda ad amnesia, troppo intenta in spartizioni di potere per ricordarsi proprio della tutela di quel territorio e dei diritti di chi lo abita.<br />
Ma il comitato del No in poche settimane ha raccolto ben un milione e 400.000 firme, il risultato più ampio mai raggiunto nella storia.<br />
Intanto lo stolido Pd reagiva fiaccamente, ancora una volta lontano dai bisogni e dalle necessità della gente, insieme ormai indistinto e amorfo connivente coi poteri forti delle multinazionali e del neoliberismo predatore, primo in Italia nella privatizzazione dell’acqua in Campania, nel Lazio, in Toscana, in Liguria coi suoi amministratori sciagurati che ormai non avevano più nulla di sinistra o di democrazia. Quel Pd in cui D&#8217;Alema, proditoriamente, per la seconda volta, aveva imposto come candidato il neoliberista Boccia favorevole alla privatizzazione dell&#8217;acquedotto pugliese.<br />
Fingevano, Bersani o d’Alema, di non vedere e di non sapere che ovunque l’acqua è stata privatizzata, è stato un macello, con aumento folle delle bollette e peggioramento della qualità e dell’erogazione, fino a veder colare dal rubinetto acque putride e colibatteriche, che costringevano la popolazione ad acquisti massicci di acque in bottiglia anche per cucinare (manna per i gruppi mafiosi o imprenditoriali italiani che detengono le nostre sorgenti a costi ridicoli, manna anche per i nuovi enti locali a cui il federalismo demaniale concede di vendere sin le sorgenti), acqua vendita nel mondo con ovunque risultati squallidi, nel malessere crescente delle popolazioni, fino a vere esplosioni di rivolta popolare, come a Cochabamba, con morti e feriti, che avevano costretto i governi a far tornare pubblica l’acqua. E così il processo era stato invertito persino a Parigi o in Olanda, perché lo capisce anche un idiota che se la gestione dell’acqua passa in mano a multinazionali private, svincolate da qualunque osservanza di controlli nazionali, il fine sarà quello di massimare i profitti e dunque elevare i costi, facendo scadere manutenzione e qualità, a danno dei cittadini. Lo capirebbero tutti, anche i deficienti dello sciagurato PD, che la vendita dell’acqua è la punta di impestamento di un mercato neoliberista dissennato che si arricchisce sulla pelle della gente. Ma ormai le ideologie sono morte, le filosofie politiche sono inesistenti, e tutto si confonde in una pappa sciagurata di cricche di interessi personali e corrotti.<br />
Ma prima Ronchi ha negato, poi Tremonti ha mentito, venendoci spudoratamente a raccontare che la svendita era voluta dall’Europa e che la raccolta di firme era illegittima. Tace il governo italiano quando la legge bavaglio con cui Berlusconi insulta verità e giustizia, per coprire i suoi cialtroni sgangherati, è rifiutata dal Governo Usa, dalla Corte Europea e perfino dall’ONU, ma Tremonti ha la faccia di attribuire all’UE la svendita dell’acqua e ci dice “Lo vuole l’Europa!”, lo sciagurato mentitore!<br />
Il mondo di domani sarà un mondo povero d’acqua. L’Italia è il paese dalle mille sorgenti. L’acqua sarà domani come oggi è il petrolio, una ricchezza infinita. E di questa ricchezza di tutti questo Governo disgraziato e questa opposizione sciancata vogliono far preda per il profitto delle multinazionali e della criminalità organizzata. Si può penare a uno scempio maggiore?<br />
Non svendere l’acqua si dovrebbe, ma piuttosto investire nel riparare il nostro acquedotto, che perde il 70% dell’acqua che trasporta o è inquinato da discariche putrescenti. Non svendere l’acqua si dovrebbe, ma spendere 60 MLD di euro per ammodernarlo, impresa che stava inutilmente al 2° punto del programma di Prodi e che per brevissimo periodo fu anche nell’agenda di Berlusconi, che l’abbandonò immediatamente dopo una inaugurazione plateale quanto di cattivo gusto in una Sicilia assetata dove troppi ricevono l’acqua solo poche ore la settimana e attorno all’acqua si muove il mondo del crimine mafioso.<br />
Ma Tremonti dichiara:  “Non legittimo il referendum contro l’acqua privatizzata. Ce lo chiede l’Europa!” Il referendum secondo lui non è valido. Secondo noi è Tremonti a non essere valido.<br />
..<br />
<strong>Referendum per l’acqua pubblica<br />
Le stronzate di Tremonti</strong><br />
<em>Beppe Grillo<br />
</em><br />
Prima stronzata: “Il referendum è falso come contenuto ideologico, non è cristallino come l&#8217;acqua”<br />
Seconda stronzata: L&#8217;acqua appartiene al popolo e dunque i presupposti su cui sono state raccolte oltre un milione di firme per i referendum abrogativo della legge sono &#8220;falsi”.<br />
Terza stronzata: La direttiva è applicazione di un trattato. Sulla materia dei trattati non ci può essere referendum abrogativo.</p>
<p>Il referendum non ha alcun contenuto ideologico, ma soltanto sociale. La proprietà e la gestione dell’acqua devono rimanere in mano pubblica, non affidate alle multinazionali che operano esclusivamente a scopo di lucro assistite dai partiti. I trattati di cui ciancia Tremorti (quali trattati?) non hanno impedito al sindaco di Parigi, lo scorso gennaio di far tornare pubblica la gestione dell’acqua con un risparmio di decine di milioni di euro.<br />
Il referendum si farà e gli italiani ritorneranno padroni dell’acqua, Tremorti e il comitato trasversale“Acqualiberatutti” Pdl/Pdmenoelle lo dicano ai loro referenti.</p>
<p><strong>Giuseppe Marino </strong>(sunto)<br />
Sono un giornalista autore di un libro: “La casta dell’acqua” che racconta la situazione delle risorse idriche in Italia. Di come vengono gestite, purtroppo assai male, e di alcune vicende recenti ma che affondano le radici all’inizio degli anni 90 che hanno visto anche una larga partecipazione popolare, un grande interesse riguardo a questo tema che si è riacceso per la raccolta firme per il referendum per abolire il Decreto Ronchi che apre la gestione dell’acqua al mercato.<br />
Mi sono interessato a questo.. perché l’acqua è prigioniera di molti luoghi comuni opachi, poi per le storie che ho incontrato.<br />
Ho scoperto che ’acqua è prigioniera di una vera e propria casta che è politico – economica. l’Italia è l’unico paese in cui l’acqua è di dx o di sx. Le gestioni dell’acqua sono state riorganizzate a partire dal 1994 con la cosiddetta Legge Galli, il cui intento era di riordinare il settore, innanzitutto cercando di renderlo a gestione industriale, cercando di fare sì che la tariffa pagata dai cittadini ripagasse il consumo dell’acqua, gli investimenti, la sua gestione. Fino a quel momento la gestione era invece così detta in economia: i comuni provvedevano in proprio, con i propri mezzi, questo faceva sì che le risorse per realizzare nuovi acquedotti fossero molto scarse, bisognava richiedere continuamente fondi allo Stato e quindi tutto dipendeva ovviamente dalle volontà politiche del momento.<br />
Alla fine del 1993, il parlamentare democristiano Galli, riesce a portare in porto questa riforma che diminuisce il numero delle società di gestione degli acquedotti che allora erano oltre le 10 mila a poco più di un centinaio, dividendo il territorio italiano in 91 circoscrizioni, ATO (ambiti territoriali ottimali), e in ognuna i comuni dovevano associarsi per controllare la gestione sotto un solo responsabile che facesse tutti gli investimenti necessari, e accorpando in un’unica gestione sia l’erogazione dell’acqua del rubinetto che la depurazione e la fognatura. Sembrò una rivoluzione ma fu subito tradita, perché questi ATO non vennero suddivisi in base a bacini idrografici. Se tutti beviamo dallo stesso fiume o dalla stessa fonte sarebbe logico che si mettano insieme tutti quelli che si approvvigionano a una stessa fonte con un unico gestore. Invece la suddivisione del territorio fu fatta secondo la logica amministrativa, secondo le province, ovvero i partiti. E furono i partiti a scegliere i gestori in casa propria.<br />
Attorno all’acqua proliferarono poi decine di consigli di amministrazione, anch’essi politici, per cui controllati e controllori si identificavano in un gran conflitto di interessi. Il risultato era un aumento dei costi delle varie mangiatoie che fece salire le bollette in 10 anni più del doppio del tasso di inflazione, mentre gli investimenti si dimezzavano.<br />
Ora il Decreto Ronchi intende mettere l’acqua sul mercato, e dunque in mano ad una maggiore partecipazione di aziende private. Ma nelle condizioni attuali, con le regole di adesso, i politici di adesso, la mancanza di autorità di controllo indipendenti e questi conflitti di interesse, la privatizzazione della gestione dell’acqua rischia di portarci a situazioni simili a quella delle autostrade o peggio, contro l’interesse dei cittadini.<br />
Il referendum richiesto non solo vuole bloccare la svendita di un bene essenziale, ma punta a coinvolgere i cittadini nella gestione della loro acqua.<br />
A Milano dove l’acqua è completamente pubblica c’è la bolletta più bassa d’Italia e anche le perdite dalle tubature più basse d’Italia.<br />
Ad Agrigento, al contrario, c’è una società mista pubblico – privato che amplifica le situazioni di conflitti di interessi in assenza di regole e a Agrigento i cittadini hanno la bolletta più alta d’Italia, si va oltre 400 Euro l’anno e al contempo ricevono l’acqua in molti quartieri una volta ogni 15 giorni. Nelle case di Agrigento è comune vedere spazi occupati da grosse cisterne per fare scorta di acqua e poter sopperire a questa continua mancanza.<br />
Colmo dei colmi nella zona di Agrigento negli ultimi anni è stata ceduta una fonte di acqua minerale, è stata data in concessione alla Nestlè, quindi gli agrigentini spendono un sacco di soldi per pagare la bolletta dell’acqua che non gli arriva, poi devono spendere un sacco di soldi per comprare l’acqua minerale e devono comprare l’acqua minerale che sgorga dal loro territorio pagandola alla Nestlè. Dopo il danno anche la beffa perché la Nestlè ha chiamato questa acqua con il nome di Santa Rosalia che è la santa di Palermo.<br />
A Frosinone si è chiesto ai cittadini di pagare gli aumenti retroattivi, come a Torino dove sono state incluse in bolletta delle spese che non c’entrano niente, addirittura dei soldi per le Comunità Montane. Gestioni invece come è successo in Versilia dove ai cittadini è stato detto che siccome era calato il consumo, allora bisognava aumentare la bolletta, mentre invece uno dei motivi per cui si riforma anche la gestione dell’acqua è proprio di spingere a evitare gli sprechi. In quanto alla qualità dell’acqua che beviamo, ricordiamo che l’acqua del rubinetto è molto più controllata dell’acqua minerale che paradossalmente non ha controlli così stretti.<br />
E’ paradossale che l’Italia sia il 3° consumatore al mondo di acqua minerale dopo Messico ed Emirati Arabi.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/minchionne2.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Re Mida all’incontrario</strong><br />
<em>Marco Travaglio</em></p>
<p>Se non fosse che ha sette vite come i gatti, il ducetto farebbe quasi pena. Il Re Mida che trasformava in oro qualunque cosa toccasse è diventato un Re Merda. Ha due ministri pregiudicati e cinque inquisiti o imputati (l’ultimo, Brancher, l’ha aggiunto lui per fare cifra tonda). Il coordinatore dei Servizi segreti De Gennaro l’hanno appena condannato in appello per il G8. I suoi ex capi dei servizi, Pollari e Mori, sono imputati rispettivamente per peculato e favoreggiamento alla mafia. Il suo cappellano don Gelmini va a processo per molestie sessuali. E il suo pappone di fiducia Giampi Tarantini per spaccio di coca. Il suo commissario Agcom, Innocenzi, è sotto inchiesta per i traffici anti-Annozero. Suo fratello Paolo, già pregiudicato, è di nuovo indagato per il nastro Fassino-Consorte. Sulla faccenda dovrà testimoniare obtorto collo il suo on. avv. Ghedini. Il coordinatore del suo partito, Verdini, è indagato un po’ dappertutto con la Cricca, mentre l’ex coordinatore Scajola è ancora lì che cerca chi gli ha pagato la casa.<br />
I fuoriclasse del Partito del Fare se la passano peggio di quelli del Milan. Gianni Letta, già “uomo della Provvidenza”, sbuca da un bel po’ di inchieste imbarazzanti. San Guido Bertolaso, l’uomo che insegnava la protezione civile agli americani e fermava le catastrofi con le nude mani, è indagato per corruzione; appena apre bocca si fanno tutti il segno della croce; e ha ormai l’immagine di uno scroccone che non paga non solo i massaggi e l’affitto, ma nemmeno le bollette. Come quell’altro genio dell’ingegner Lunardi: B. lo presentò a Porta a Porta come l’homo novus della politica del fare, il fulmine di guerra che avrebbe sbloccato le grandi opere, una gallina dalle uova d’oro. Ora scopriamo che anche lui faceva e riceveva favori dalla Cricca, ma – beninteso – “come persona, non come ministro, perché sono una persona corretta” (infatti è indagato).<br />
E Stanca? Ricordate Lucio Stanca? Il Cavaliere tenne il nome segreto per giorni e giorni, annunciò soltanto che aveva trovato un gigante del pensiero, un tecnico da paura, un cervello fuori misura che, con la sola forza del pensiero, avrebbe cablato e informatizzato l’Italia tutta, isole comprese, come ministro dell’Innovazione tecnologica (una delle tre “i”, quella dedicata a Internet, era tutta sua). Quando poi si seppe che era Stanca, e soprattutto se ne vide la faccia lievemente più inespressiva di un termosifone spento, qualcuno timidamente domandò: “E chi cazz’è?”. La risposta fu: “L’ex presidente dell’Ibm, che diamine, mica un pirla qualsiasi!”. Roba forte. Dal 2001 al 2006 passò talmente inosservato che a volte dimenticavano di invitarlo alle riunioni, senza peraltro accorgersi della sua assenza. Nel 2008, tornato al governo, B. si scordò sia di lui sia del suo ministero: dispersi.<br />
Fu recuperato come ad di Expo 2015, anche se è già deputato, ma ora pare che dovrà sloggiare pure di lì: dopo che Tremonti gli ha tagliato i fondi, commissariato le deleghe e asportato lo stipendio (deve accontentarsi di quello di parlamentare), la presidente Bracco gli ha inviato un’ingiunzione di sfratto per scarso rendimento. Un altro monumento che crolla miseramente, mentre i miracoli evaporano l’uno dopo l’altro. Quello della ricostruzione de L’Aquila, grazie ai pm, a Draquila e al popolo della carriole, è una tragica barzelletta: si sbriciolano anche le casette della leggendaria New Town a prova di bombardamenti, inaugurate in pompa magna sotto lo sguardo lubrico di Vespa.<br />
Il miracolo dei rifiuti scomparsi in Campania funziona a tal punto che ora la monnezza rispunta pure a Palermo, altra capitale del buongoverno grazie al sindaco Cammarata (ora è in Sudafrica: a casa c’era troppo tanfo). Persino Minzo fatica a nasconderla. E la legge bavaglio è talmente sfigurata che non la riconoscono più nemmeno i mafiosi. Ma B. insiste: “Approviamola comunque”. Come viene viene. Ormai è un pugile suonato che mena fendenti all’aria. Se non fosse che l’altro pugile ha abbandonato il ring, rischierebbe persino di perdere la partita.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/vento.jpg?w=256" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Riflessioni di una temporaneamente invalida</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Per fortuna che il pc, e persone a cui posso scrivere. Arrivata a questo punto della vita, non amo più ricevere visite e le voci delle persone mi stancano molto, anche odio telefonare ma il pc per me è pura gioia. E se lo avessi avuto prima nella vita avrei evitato 7 anni di tremenda depressione da giovane e tanta solitudine da bambina.<br />
A parte la gioia immensa di ricevere tante lettere interessanti da persone bellissime che non mi fanno sentire fuori del mondo, e che spesso mi chiedono aiuto o mi confidano le loro pene dando alla mia presenza un senso e un valore che senza il pc non avrei e che io sento con gioia vicine e affettuose, a parte anche il piacere ancora più grande di  informarmi e di scrivere (cosa che per me come cantare per un cantante o per un bambino giocare, una necessità naturale di cui non posso fare a meno da quando sono nata), a parte la presunzione di fare anch&#8217;io qualche piccolissima cosa per questo paese che è il mio paese e che io amo molto, c&#8217;è anche il fatto che camminare nel mondo non mi è mai piaciuto e che l’attuale invalidità con l’attuale tormento mi dà delle riflessioni inaspettate e positive.</p>
<p>Dopo questo intervento così doloroso da cui ancora non sono guarita, stanotte ho dormito, deo gratias, anzi stanotte abbiamo dormito, grande miracolo di cui nelle ultime settimane avevamo gran bisogno tutti e due perché se uno sta male non dorme nemmeno l&#8217;altro, come sanno tutti gli sposi che si amano. E&#8217; incredibile come dormire, non avere dolore, stare bene, fare pipì, digerire, siano a volte le cose più importanti della giornata.<br />
Prendo tremila attenzioni per evitare quel dolore bruciante e insopportabile ai nervi come una tortura, mi massaggio con l&#8217;arnica (molto meglio del Voltaren), la sera cerco con i polpastrelli eventuali noduli da crampo per scioglierli, e intervengo con i massaggi a ogni insorgenza del dolore, prendo un pizzico di cloruro magnesio sera e mattina per prevenire i crampi (bisogna scoprire tutti i prodotti basici e piantarla di comprare medicine con marchi famosi che ti portano via solo soldi e sono meno efficaci), metto un cuscinone sotto il materasso per tenere il busto alzato e un cuscino liscio sopra il guanciale da girare quando è caldo, cerco di non tenere mai le gambe stese perché i nervi subito impazziscono.<br />
Poi le iniezioni di cortisone e disinfiammante con un gastroprotettore. Una volta individuati come altamente tossici Voltaren e Toradol, appena qualche medico me li prescrive, mi rifiuto di prenderli e stop. E&#8217; incredibile con quanta leggerezza i medici ti prescrivano medicine pericolosissime che ti mettono a rischio di tossicità e di emorragia interna. Ma proprio se ne strafregano degli effetti collaterali e agiscono come zombi in preda ad abitudini coatte o di mercato. E mai uno che ti ordini una sostanza generica al posto di grandi marche!</p>
<p>In Inghilterra le farmacie sono stanzette vuote e disadorne con circa una ottantina di farmaci generici. Non esistono le marche e tutto lo sporco mercato delle multinazionali che gira attorno ad esse né esiste tutto il mercato di prodotti di bellezza a basi fortemente inquinate, giocattoli made in China, inutili prodotti sanitari e schifezze varie, con cui le farmacie italiane si fanno affari miliardari. Capisco il business, ma anche qui corre la corruzione di uno Stato che è abituato da sempre a prendere mazzette dalle società farmaceutiche.<br />
Se pensi che la moglie del Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, Enrica Giorgetti, è direttore generale di Farmindustria e il Ministro avrebbe dovuto provvedere agli scandali che hanno colpito AIFA (agenzia italiana del farmaco, quella che decide cosa è buono e cosa è cattivo in Italia nel settore farmacologico) siamo in pieno conflitto di interessi. Ma è così dappertutto. Il Governo è un insieme di comitati di affari che più sporchi non potrebbero essere. L&#8217;AIFA è stata graziata dopo lo scandalo delle mazzette e dei regali a Ministro e soci per scansare i controlli di legge su farmaci come l&#8217;Aulin.<br />
E sempre in cambio degli occhi chiusi sui controlli esce una sfilza di ristrutturazioni e riparazioni di case e altri favori in perfetto stile Bertolaso o P3. Ma tutta la sanità e i corredi di farmaci dei medici anche delle USSl sono pieni di favori, convegni, viaggi, vacanze, crociere con cui si impongono ai malati farmaci nocivi o più cari o peggio ancora già ritirati dalle farmacie europei perché altamente pericolosi.</p>
<p><strong>E questo è il caso dell&#8217;AULIN.</strong><br />
L&#8217;Aulin è uno dei farmaci più diffusi, è il marchio più famoso del Nimesulide. Te lo danno come fosse acqua fresca per ogni sorta di dolore, mal di testa, febbricola, dolore mestruale&#8230; E se ne vende talmente tanto che l&#8217;azienda produttrice, la svizzera La Roche, ci si è ingrassata ben bene. Ma l&#8217;AULIN è pericoloso e andrebbe tolto dal commercio. L&#8217;EMEA, agenzia europea del farmaco, dopo una interrogazione dell&#8217;Irlanda ha dichiarato che l&#8217;AULIN  può produrre casi gravi di epatite, in pratica ti ammazza il fegato e può provocarti emorragie gastrointestinali, ulcere e perforazioni. E ha prescritto che il suo uso sia ridotto al minimo, sia obbligatoria la ricetta medica, e il paziente sia bene avvertito dei rischi che corre e, insomma, farebbe meglio a non prenderlo affatto.<br />
Gli USA hanno rifiutato il Nimesulide (principio attivo dell&#8217;AULIN) su tutto il territorio nazionale. Stesso divieto in Giappone e in Canada. In Finlandia è stato vietato dal 98 dopo 3 casi, uno di morte e due che hanno richiesto un trapianto di fegato.<br />
E l&#8217;Italia? In Italia se ne vendono 24 milioni di confezioni l&#8217;anno, perché l&#8217;Italia deve fare gli interessi della moglie di Sacconi!</p>
<p>Ma se proprio sei un suicida e ti vuoi ammazzare col Nimesulide, perché comprare l&#8217;AULIN? Compera direttamente il Nimesulide, almeno ti ammazzerai spendendo il 20% di meno!<br />
Il Nimesulide è uno dei tanti &#8216;generici&#8217;. Si tratta di medicine identiche a quelle col marchio ma per cui il brevetto è scaduto e che dunque costano per legge &#8216;almeno&#8217; il 20% di meno, senza contare che sono state lungamente sperimentate mentre il nuovo marchio può non esserlo. Il medico te lo dice? Non ci pensa nemmeno? Il farmacista te lo dice? Il farmacista deve fare il suo business, non il tuo. E il Ministro? Sul business del Ministro non ci piove. E che del tuo bene se ne freghi, non importa che lo dica io.<br />
E avanti così! Fino alla follia!<br />
Grazie a questi comitati di affari, dove troviamo mogli, amanti, figli, cognati e famiglie allargate, l&#8217;Italia ha sempre avuto i farmaci più cari d&#8217;Europa, il minor controllo su medicine e ospedali e persino il latte in polvere più caro di tutta l&#8217;UE, come se non bastasse che abbiamo già tutte le bollette domestiche più care, assenza di tutela dentistica, meno asili e aiuti alle famiglie per anziani, handicap ecc (ora la Gelmini ha tagliato anche sui bambini con problemi), e meno aiuti alla disoccupazione e alle famiglie povere, con lo scandalo ricorrente di ospizi per vecchi che sembrano lager di tortura al di fuori di qualunque controllo statale e una Chiesa che si occupa di fare cliniche di super lusso alla Don Verzé o per correzioni estetiche alle signore del bel mondo, del tutto dimentica dei poveri che stanno male o degli anziani abbandonati&#8230; siamo dovuti arrivare agli scandali di Poggiolini e alle sacche infette di sangue alla De Lorenzo, alle truffe continue sulle ricette mediche o i falsi assistiti fino allo scempio finale di questa schifosa legge sulle intercettazioni che avrebbe oscurato anche i delitti della clinica Santa Rita di Milano, la clinica degli orrori, scoperta solo dopo le intercettazioni (e poi uno dice male del Sud!!!) che hanno portato all&#8217;arresto di ben 16 persone, per aver asportato organi sani a ben 83 persone. Con quel dottor Massone che sta alla pari della ferocia di un Mengele e che meriterebbe l&#8217;ergastolo.<br />
Ma, a parte questa vicenda agghiacciante, ci sono in Italia 35.000 morti l&#8217;anno per malasanità, 90 persone che ogni giorno muoiono per disfunzioni degli ospedali, mentre le pene non vengono aggravate, i controlli mancano e Tremonti con tagli dissennati colpisce ancora di più la sanità, cioè il luogo per eccellenza del dolore e del malessere di un paese, mentre non un centesimo viene tolto ai ricchi e ai dissoluti, e questo fetente ha anche il coraggio di dire che &#8220;il paese ha accettato volentieri la manovra&#8221; e che &#8220;Questa ha colpito solo i papaveri&#8221;. Ma di quali papaveri parla se ha tagliato solo salari e servizi ai più poveri senza scalfire evasori, corrotti e magnati? Ma che brutto fetente, questo Tremonti, mentitore cinico e spudorato!<br />
Nel frattempo, si taglia la scuola e la ricerca, i cervelli migliori d&#8217;Italia devono andare a portare le loro scoperte all&#8217;estero, la Lega si permette di cacciare dal CNR Rubbia che avrebbe iniziato a costruire la prima centrale solare italiana, quella che è stata costruita in Spagna e in Cina, per sostituirlo con un elettricista padano nemmeno laureato (sia maledetta l&#8217;ignoranza e la rapacità della Lega!).</p>
<p><strong>Il bioscanner che scopre il cancro</strong></p>
<p>Oggi l&#8217;ennesimo caso dell&#8217;ignoranza crassa e rossa della Lega.</p>
<p>Uno dei tanti incredibili ricercatori italiani di cui il nostro Governo se ne frega: Clarbruno Vedruccio costruisce una sonda contro le mine antiuomo e copre che interagisce col suo corpo. &#8220;Merito di un panino ingurgitato in treno e della gastrite&#8221;. Un tubo lungo 30 centimetri che permette di scoprire i tumori non appena cominciano a formarsi. Una sonda elettromagnetica che vede qualsiasi infiammazione dei tessuti. Un esame che dura appena 2-3 minuti, non è invasivo, non provoca dolore o disagi al paziente, e fornisce immediatamente la risposta. Un test innocuo, ripetibile all’infinito e senza togliersi i vestiti, che ha una precisione diagnostica come minimo del 70% ma, se eseguito da mani esperte, può arrivare anche al 100% di attendibilità. Uno strumento rivoluzionario, poco ingombrante, portatile, che si può usare ovunque e che non necessita di mezzi di contrasto radioattivi, lastre fotografiche o altro materiale di consumo. Un’apparecchiatura che si compra, anzi si comprava, con 43.000 euro più Iva, contro i 3-4 milioni di euro di una macchina per la risonanza magnetica, i 2 milioni di una Pet e il milione e mezzo di una Tac, tutt’e tre con costi di gestione elevatissimi.</p>
<p>E cosa fa l&#8217;emerito governatore Zaia del Veneto? Se ne frega! E cosa fanno i ministri della salute Fazio e Sacconi? Se ne fregano. Cosa fa la delirante Ministra della ricerca Gelmini? Se ne frega e gli taglia fondi. Se An avesse dato a Vedruccio un decimo delle attenzioni propagandistiche che dette a Di Bella saremmo al 1° posto nel mondo per rilevazione non invasiva di tumori. E&#8217;così che il pazzesco Berlusconi intende tener fede alla sua megalomane promessa di sconfiggere il cancro in 3 anni? Tagliando fondi alla ricerca e spingendo i migliori ricercatori a scappare all&#8217;estero? Ma andiamo!<br />
Perché il bioscanner non interessa? Perché non porta soldi privati alle tasche di questi ladri fetenti!  Eppure ha parlato bene del Trimprob anche Veronesi che lo ha sperimentato ottimamente nel suo istituto europeo di oncologia di Milano. E intanto, paradosso del paradosso, la Galileo Avionica, società del colosso Finmeccanica, ha annunciato la chiusura della Trim Probe Spa, l’azienda che lo produceva e lo commercializzava, messa in liquidazione in quanto ritenuta non più strategica nell’ambito di un gruppo internazionale specializzato nei mezzi di difesa militare. Meglio ammazzare la gente con le armi, naturalmente, che salvarla preventivamente dal cancro, meglio perché più redditizio! Ma nei profitti bellici c&#8217;è direttamente il Ministro Tremonti. Perché si spendono 20 MLD in armi ma si taglia la ricerca? Perché Il Ministro della Finanze è azionista di Finmeccanica per il 33,44%.<br />
Ecco come si giustificano le spese in armi, in guerre, o in Tav o in centrali nucleari e i tagli ai servizi essenziali al cittadino con un costante peggioramento di vita dei meno abbienti: col vorticoso giro di affari di comitati sporchi e sozzi attenti solo ai propri interessi e per cui la politica è solo un laido pretesto di arraffamento!</p>
<p>Copio:<br />
Questa è l’infelice historia di un cavaliere d’altri tempi, il professor Clarbruno Vedruccio, 54 anni, l’inventore del bioscanner, laureato in fisica e in ingegneria elettronica negli Stati Uniti, già collaboratore dell’Istituto di fisica dell’atmosfera del Cnr a Bologna e docente di metodologia della ricerca all’Università di Urbino, che nei tempi presenti avrebbe meritato i premi Nobel per la fisica e la medicina fusi insieme, se solo il mondo girasse per il verso giusto, e invece è costretto a prosciugare il conto in banca per tutelare la sua creatura.<br />
Vedruccio è arrivato al bioscanner per puro caso, mentre stava fornendo tecnologia militare avanzata ad alcuni reparti d’élite delle nostre forze armate. Pur di non lasciarsi sfuggire un simile cervello, nel 2004 i vertici della Marina hanno rispolverato la legge Marconi del 1932, così detta perché fu creata su misura per Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, che minacciava di passare armi e bagagli agli inglesi. Arruolato «per meriti speciali» nella riserva selezionata, con decreto del presidente della Repubblica, l’Archimede Pitagorico è diventato capitano di fregata ed è stato assegnato all’ufficio studi del Comando subacquei e incursori alla Spezia. Ha anche partecipato con l’Onu alla missione di pace Leonte in Libano, dove s’è guadagnato un encomio.<br />
Quando nel 2004 una serie di fenomeni impressionanti &#8211; elettrodomestici che prendevano fuoco, vetri delle auto che esplodevano, bussole che impazzivano, cancelli automatici che si aprivano da soli &#8211; sconvolse la vita di Caronia, nel Messinese, la Protezione civile chiamò Vedruccio per trovare il bandolo della matassa. Lo studioso accertò che il paesino dei Nebrodi veniva colpito da fasci di radiazioni elettromagnetiche con particolari caratteristiche. Se oggi gli chiedi chi fosse a emetterle, si limita a tre parole: «Non posso rispondere». L’inventore abita con la moglie Carla Ricci, sua assistente, a pochi chilometri dal radiotelescopio Croce del Nord di Medicina (Bologna). Quando si dice il caso.<br />
«Nel 1985 collaboravo col battaglione San Marco. Mi fu chiesto se ero in grado di mettere a punto una tecnologia per intercettare i pescatori di frodo che di notte approdavano sull’isola di Pedagna, zona militare al largo di Brindisi. Le telecamere non potevano essere installate per la troppa salsedine e le frequenti mareggiate. Stavo lavorando a una specie di radar antiuomo, come quelli che gli americani usavano in Vietnam, quando mi accorsi che alcune bande di frequenza in Uhf, fra i 350 e i 500 megahertz, quindi al di sotto dei canali televisivi, interagivano bene con i tessuti biologici delle persone».<br />
«Volevo sperimentare la possibilità di usare l’elettromagnetismo anche per rintracciare le mine antiuomo sepolte nel terreno: il rilevatore registrava qualsiasi discontinuità nella compattezza della sabbia fino a 20 centimetri di profondità. Mentre ero nel mio laboratorio, notai che sugli analizzatori di spettro una delle tre righe spettrali spariva completamente ogniqualvolta mi avvicinavo al banco di prova. Strano. Quel giorno avevo ingurgitato un panino col salame in treno ed ero in preda a una gastrite terribile. Mi si accese una lampadina in testa. Chiamai Enrico Castagnoli, ex radarista della Marina, mio vicino di casa, e gli chiesi come si sentisse in salute. “Benone”, mi rispose. Ripetei la prova su di lui: nessuna variazione di spettro. La conferma che cercavo».<br />
«Allora non potevo saperlo. Ma avevo appena provato in vivo ciò che gli scienziati Hugo Fricke e Sterne Morse intuirono e descrissero nel 1926 su Cancer Research e cioè che i tessuti sani hanno una capacità elettrica più bassa, quelli infiammati più elevata, quelli oncologici ancora maggiore. In pratica il mio bioscanner consente di fare una specie di biopsia elettromagnetica, quindi incruenta, dei tessuti biologici, grazie a tre frequenze in banda Uhf, intorno ai 460, ai 920 e ai 1350 megahertz. In particolare, il segnale sulla prima frequenza interagisce con le formazioni tumorali maligne, evidenziando un abbassamento della riga spettrale».<br />
“Lo strumento individua qualsiasi tipo di cancro a eccezione delle leucemie. Ma i tumori solidi su cui abbiamo indagato li ha letti tutti. Ho visto alcuni carcinomi del seno con due anni d’anticipo sull’ecografia e sulla mammografia».<br />
Il primo fu un fisico britannico che era venuto all’Università di Urbino per un congresso. Gli ho scoperto un tumore alla prostata. Nei giorni successivi gli studenti di medicina, farmacia e veterinaria facevano la fila per sottoporsi all’esame e lo stesso i miei colleghi docenti. Io insegnavo a loro e loro a me. Nel 2006 ho portato la macchina in Libano durante la missione Leonte. È stato un altro screening di massa».<br />
«Il bioscanner ha l’omologazione dell’Istituto superiore di sanità, che ne ha attestato la non nocività. Per ogni organo occorre poi una procedura di validazione presso enti accreditati dal ministero della Salute. Per le ovaie la sperimentazione avviata dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha dimostrato un indice di sensibilità del 91%, il che è particolarmente confortante, trattandosi di una neoplasia che non dà sintomi e in genere viene scoperta quando vi sono già le metastasi. Nello stesso istituto sono stati testati i tumori del retto: siamo sull’89% di attendibilità. Le prove per la tiroide e lo stomaco-duodeno, eseguite nelle Università di Catanzaro e Genova e nell’ospedale maggiore della Marina militare a Taranto, si sono rivelate esatte al 90% e in due casi al 100%. I tumori della vescica, testati all’ospedale Vito Fazi di Lecce, hanno restituito un dato sicuro nell’89,5% dei casi. Per la prostata e il seno siamo al 72%».<br />
«Il margine di errore è dovuto all’imperizia di chi esegue l’esame e alla fallibilità di tutti i sistemi diagnostici. Non dimentichiamo che anche un ecografo può sbagliare nel 45% dei casi: tanto varrebbe buttare in aria una monetina e fare a testa o croce. Da uno studio pubblicato sulla rivista Urology nel 2008, e relativo alla diagnostica della prostata, risulta che il bioscanner ha offerto un’accuratezza del 72% contro il 55% di un’ecografia transrettale, tanto invasiva quanto fastidiosa».<br />
“Se il Trimprob fosse dato in dotazione ai medici di base, si risparmierebbero miliardi di euro spesi per accertamenti diagnostici spesso inutili. Purtroppo è presente solo in 50 ospedali sui circa 2.000 esistenti in Italia».<br />
«Però si trova in Giappone, Brasile, Malesia, Turchia, Iran, Regno Unito, Francia, Belgio. Ma da due anni la Galileo Avionica ha smesso di produrlo e io mi ritrovo a pagare le spese per il mantenimento del brevetto internazionale dalla Cina al Sudafrica, dall’India al Canada. Si tratta di costi largamente superiori al mio stipendio».<br />
E dire che la Galileo Avionica era andata ad analizzare col bioscanner persino la prostata di Beppe Grillo&#8230;<br />
«Credo che il Trimprob sia stato testato anche su Umberto Bossi, che ne ha parlato benissimo a Silvio Berlusconi».<br />
«Il Trimprob utilizza una potenza 100 volte inferiore a quella dei cellulari: 10 milliwatt contro 2 watt. Però bisogna essere onesti: l’industria non ha alcun interesse a divulgare le indagini che invitano ad applicare il principio di precauzione all’elettromagnetismo».<br />
«L’esame dura poco o niente, non vi è un’esposizione cronica, e la frequenza ha uno spettro di assorbimento selettivo sui tessuti infiammati, non su quelli sani».<br />
«Da elettromagnetista ho sviluppato una particolare sensibilizzazione ai campi elettromagnetici anche deboli. Mi sono accorto che il mio vicino di casa aveva cambiato il modem per collegarsi a Internet perché ho cominciato a dormire male. Ho acceso l’analizzatore di spettro e ho visto che aveva installato una rete wi-fi. Gli ho chiesto di spegnerla almeno di notte e sono tornato a dormire bene».<br />
..<br />
<em>Giorgia Vezzoli</em><br />
<strong>Senile bellezza</strong></p>
<p><em>Vivo in trasparenza,<br />
le mie mani sussurrano gesti e tremori,<br />
i miei passi si levano dall&#8217;erba<br />
per predisporsi alla tenerezza.</em></p>
<p><em>Sono vecchia ed è un pensiero purissimo,<br />
come il mare che bagna più il cielo che la terra,<br />
come la neve che si dissolve nell&#8217;alba</em>.</p>
<p><em>Sono vecchia e lo sono dall&#8217;infanzia<br />
quando indugiavo sui battiti<br />
e li custodivo nel mio bisbigliare</em>.</p>
<p><a href="http://feeds2.feedburner.com/LorloDelSenso">feeds2.feedburner.com/LorloDelSenso</a></p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/papaveri2.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><em>Da luttazzi.it</em><br />
Bagnasco: &#8220;La Chiesa fa bene come una medicina&#8221;<br />
2. Eminenza, cosa possiamo dire alle famiglie dei bambini con tumori causati da Radio Vaticana? (<em>Marco Bressanini</em>)<br />
..<br />
Radio Vaticana, una perizia conferma il nesso tra le onde delle antenne e i tumori nei bimbi.E ancora non hanno indagato sulle conseguenze di un suo ascolto prolungato. (<em>Barbara Frisone</em>)</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/bersani.jpg?w=243" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>1.Moratti:&#8221;Purtroppo l&#8217;attenzione della &#8216;ndrangheta sull&#8217;Expo c&#8217;è ed è inevitabile laddove ci sono appalti e fondi. Ecco perche&#8217; ho chiesto al governo di avere una commissione che vigilasse sugli appalti&#8221;. (<em>radiocor</em>)<br />
2. «Expo, no alla commissione antimafia» La Moratti si schiera con il prefetto. (<em>tito darca)</em><br />
..<br />
Verdini indagato per aver partecipato a &#8220;un’associazione per delinquere volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale&#8221;. Che scoperta! Ne è uno dei coordinatori nazionali. (<em>Enrico Peano</em>)<br />
..<br />
1. Milano, per De Corato la &#8216;ndrangheta non esiste (nuovasocieta.it)<br />
2. Ecco il nuovo volto della &#8216;ndrangheta, 300 arresti tra Calabria e Lombardia (<em>Giuseppe Cossu</em>)<br />
1. La Moratti ad Annozero: la mafia a Milano non esiste. (<em>Repubblica</em>)<br />
2. Il prefetto: a Milano la mafia non esiste. (<em>Corriere</em>)<br />
3. &#8216;Ndrangheta: Milano capitale economica, cosche da anni &#8217;70. (<em>Gianni Zoccheddu</em>)<br />
..<br />
Fa talmente caldo che il papa benedice i fedeli coi gavettoni. (silvio perfetti)<br />
..<br />
Arrestato Flavio Carboni durante un indagine per corruzione che coinvolge anche il Presidente della regione Sardegna Cappellacci. Oggi mi piacerebbe pranzare a casa Soru. (<em>pasquale vicidomini</em>)<br />
..<br />
Denis Verdini : &#8220;Non faccio parte di associazioni segrete&#8221;<br />
2. Denis Verdini : &#8220;La P2 la conoscono tutti&#8221; (<em>Rita Giampaoli)</em><br />
..<br />
Obama: &#8220;Straordinaria l&#8217;Italia in Afghanistan&#8221; (<em>corriere.it)</em><br />
2.Afganistan: Abbiamo ucciso 1.200 persone (<em>Giovanni Pignatelli</em>)<br />
..<br />
Berlusconi in ospedale per una tendinite alla mano. La D&#8217;Addario: &#8220;Dovresti toccarti meno spesso&#8221; (<em>Alessandro Cai, Paola Marranzano</em>)<br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
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		<title>MASADA n° 1170. 20-7-2010. E a questo peggio non si vede mai la fine</title>
		<link>http://masadaweb.org/2010/07/20/masada-n%c2%b0-1170-20-7-2010-e-a-questo-peggio-non-si-vede-mai-la-fine/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 16:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno Stato criminale &#8211; C’è un momento per gridare – La P3 prodotto della P2 – Borsellino sconfitta dello Stato – Lo statista del male &#8211; Lo scandalo delle scorte – Dove sono gli italiani E a questo peggio non si vede mai la fine Viviana Vivarelli L&#8217;assassinio di Borsellino è stato politico in quanto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4575&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/titalic400_za.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Uno Stato criminale &#8211;  C’è un momento per gridare – La P3 prodotto della P2 – Borsellino sconfitta dello Stato – Lo statista del male &#8211;  Lo scandalo delle scorte – Dove sono gli italiani<br />
</strong><br />
<strong>E a questo peggio non si vede mai la fine</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>L&#8217;assassinio di Borsellino è stato politico in quanto Borsellino stava scoprendo i rapporti tra la criminalità di Stato (Berlusconi- Dell&#8217;Utri) e le stragi eseguite su comando politico dalla mafia.<br />
Questo stava scritto nella famosa agenda rossa di Borsellino che la polizia fece immediatamente sparire come fece sparire il famoso diario di Falcone.<br />
Nell&#8217;agenda rossa erano segnati gli incontri ed i colloqui che Borsellino ebbe con collaboratori di giustizia e rappresentanti delle Istituzioni, determinanti per mettere a fuoco le complicità di pezzi dello Stato con Cosa Nostra. Pezzi di Stato vuol dire politici di Governo, alti magistrati, polizia, membri togati addirittura del CSM, grossi imprenditori corrotti, servizi segreti. Collusi con la mafia, parte in causa addirittura nel proteggere o oscurare o deviare le indagini sulle stragi. Altro che toghe rosse! Non ci sono toghe rosse in quello che accade da 18 anni, ma solo criminali del giro berlusconiano!</p>
<p><span id="more-4575"></span></p>
<p>Chi ha rubato l&#8217;agenda oggi la può usare come potente strumento di ricatto nei confronti dei politici citati nel diario, che sono scesi a patti con la mafia, per destabilizzare il paese con le stragi e preparare la discesa in campo di Berlusconi.<br />
La sentenza definitiva Borsellino bis accertò che la strage di via D’Amelio partì dalla trattativa avviata dopo la strage di Capaci del 92 da rappresentanti delle Istituzioni (Berlusconi-Dell&#8217;Utri) con i vertici di Cosa Nostra.<br />
La 2a Repubblica nasce a colpi di bombe organizzati tra mafia e crimine berlusconiano insieme alla P2 e impresa corrotta.<br />
Un patto scellerato di cui non si riesce a vedere la conclusione fatale.</p>
<p>Nemmeno davanti a rivelazioni così tremende come la partecipazione di parte dello Stato con B come mandante alle stragi di mafia, e alla scoperta continua di sconce cricche di malaffare che inquinano persino i gradi più alti della magistratura, il paese sembra scuotersi dal suo coma.<br />
Il Pdl mantiene un 32% di consensi assolutamente insensati, anche perché non si riesce a capire come possa un italiano onesto sostenere ancora Berlusconi né come possa esserci un 32% di corrotti che dalla sua parte ci sta per un bieco interesse materiale, come la Lega.<br />
Il Pd, nemmeno davanti a tali crimini, riesce a crescere dal suo zoccolo fisso e abulico del 26% e appare ormai come un troncone morto, privo di progetto, di ideologia politica o sociale, di nerbo e di leader, un corpo agonico e inservibile che non riesce a disfarsi né a diventare opposizione, di cui non si vede l’ora di vedere la fine.<br />
In crescita Lega, Di Pietro e Grillo, che sale al 3%, troppo piccoli per costituire un’alternanza. E il tragico è che, mentre il corpo criminale di B si sta sciogliendo nell’acido dei suoi crimini, nessuna alternativa a B è visibile all’orizzonte. E di questo crimine politico, Bersani, Veltroni, Violante, Franceschini, Letta, tutti quelli che si sono rifiutati di attaccare o demonizzare B e che anzi si sono offerti per nuove bicamerali di merda, nuovi patti presidenziali, nuovi rifiuti ad autorizzazioni a procedere contro parlamentari inquisiti, nuove candidature disonorevoli come de Luca o Loiero, e soprattutto lo sporco e colluso D’Alema .. di questo porteranno la dannazione per sempre.<br />
Mentre fatti gravissimi scuotono il paese mettendo a nudo un livello intollerabile di corruzione e criminalità insediata ai vertici dello Stato, la Lega continua nella sua marcia verso il potere, insensibile a qualunque idea di giustizia o di onestà, protesa solo all’arraffamento di quanto più denaro e potere può, come nemmeno un criminale incallito potrebbe fare, indifferente alla rovina che sta abbattendo l’Italia.<br />
Ormai non siamo più allo scontro politico o alla differenza ideologica, siamo alla depredazione più abietta di tutto l’esistente. Bossi continua ciecamente a sostenere il criminale Berlusconi e il suo entourage di nani, puttane e cricche becere e spregevoli di faccendieri di infimo livello capaci di manovrare persino le più alte cariche del CSM o di fare nomine altissime in magistratura.<br />
Mentre il paese è stroncato dai tagli insensati e antidemocratici di Tremonti a servizi essenziali che dissangueranno i cittadini con sofferenza di tutti, prosegue la corsa infame alla rapina. Le Regioni si scannano per 5 o 7 MLD di tagli, mentre la sola eliminazione delle Province avrebbe dato 14 MLD di utili, rendendo inutili i tagli alla sanità, ma la Lega ferocemente si è opposta per non perdere le sue mangiatoie locali. 5 o 7 MLD di contenzioso, quando si regala quasi un MLD alla sola ‘scuola padana’ della moglie di Bossi !!!<br />
Oggi una neonata è morta per mancanza di un’autoambulanza. Questa è la prima bambina assassinata da Bossi, altre ne seguiranno. La Lega si vergogni! La sua disumanità e la sua ferocia farebbero vergognare un lupo famelico!</p>
<p>Si tagliano servizi indispensabili ai cittadini, mentre alla vigilia delle dimissioni l’immondo Scajola spendeva la spropositata cifra di 146 milioni per l’inutile porto di Imperia, stimato in 29 milioni, con 1.440 posti barca e 117 appartamenti insieme a Caltagirone, il consuocero di Scajola e la cricca Balducci e Fiorani.<br />
Intanto gentuccia come La Russa si diletta a creare i Nuovi Balilla, i gruppi DUX, e non pensa minimamente a chiudere l’atroce e inutile fronte afgano che ci costa 2 milioni di euro al giorno, più 30 MLD in nuove armi.<br />
Truffatori come Bertolaso che hanno speculato sul terremoto restano al loro posto. Non viene dimesso l’indegno Verdini che ogni giorno viene scoperto in nuovi scandali.<br />
Gentucola come la Meloni pensa a chiedere e ottiene soldi per il Fuan o Ordine Nuovo.<br />
Mentre i malati muoiono per tagli alla sanità, Berlusconi sfora senza vergogna di 1 MLD e mezzo per le spese della sua corte di faccendieri e sgualdrine.<br />
Mancano i soldi per le autoambulanze e la benzina della polizia, ma la Lega si fa versare un Miliardo e mezzo per pagare le multe europee degli allevatori disonesti che hanno sforato sulle quote latte, insultando gli onesti che hanno rispettato la legge.<br />
E l’inutile Napolitano, incapace persino di bloccare una legge anticostituzionale, continua a tenere una corte priva di senso che 10 anni fa era già di 1.859 addetti, 5 volte quella della regina d’Inghilterra, come non ha nessun capo di stato europeo, il cui costo è salito in 10 anni del 61% e per cui persino quest’anno si è provveduto a nuove assunzioni! Una assoluta vergogna! Il cui costo non ha fatto che aumentare! Alla faccia dei cittadini che soffrono o delle bambine che muoiono!<br />
Nella corte di Napolitano c’erano 274 corazzieri, 254 carabinieri, 213 poliziotti, 77 finanzieri, 21 vigili urbani e 16 guardie forestali. Che starebbero meglio altrove e non a fare la guardia a un vecchio bacucco!</p>
<p>E, intanto che queste gravissime cose accadono, a nulla pensa la Chiesa se non a tenere ben protetti i suoi scandalosi stupri pedofili, mettendoli al riparo dalla giustizia penale, mentre intasca facili e intollerabili guadagni per lo splendore dei suoi palazzi e l’aumento della sua ricchezza, insensibile anch’essa verso scandali e corruzione di una politica, contro cui il Papa non ha ancora espresso la minima parola di condanna, in un silenzio mortale e connivente, mentre sembra intenta solo a far parte ghiotta di spartizioni, per quanto infami esse siano, in cenette innominabili che vedono la seconda carica dei Vaticano in abboccamenti vituperevoli in nome di un potere per il potere senza misura e senza vergogna, ché ormai niente questa Chiesa ha a che fare non dico col cristianesimo, ma nemmeno con la dignità di una organizzazione che voglia minimamente chiamarsi “religiosa”.</p>
<p>Questa è l’Italia, insensata e disperata, ormai priva di valori e di senso.<br />
E di questo peggio non si vede mai la fine.</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_1229.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Don Aldo Antonelli</strong></p>
<p>&#8220;<em>C&#8217;è un momento per tacere ed un momento per parlare</em>&#8220;, si legge nel terzo capitolo del Qoelet. Ora penso sia il tempo per gridare. Gli scandali ormai all&#8217;ordine del giorno sono cronaca quotidiana in  questo paese in ginocchio al punto da non scandalizzare più!<br />
Ho voluto di proposito stare in silenzio, ma a che pro? La democrazia è stata sventrata di ogni coscienza. Lo Stato è in mano ad una banda di deviati e corrotti senza misura. La chiesa anch&#8217;essa in balia di cosche ormai fuori controllo da CL a Opus Dei.<br />
E il segretario del papa che fa? Vestito da clown, come se fosse in un eterno carnevale, se ne va a cena con i vampiri, i sanguisuga, i ladri e puttanieri di stato. Gli ho scritto questa lettera aperta che ho dato alle stampe e che comunico anche a voi.<br />
Cosa ci stavi a fare tu, cardinale di Santa Romana Chiesa, in quella casa trasformata in zoo, là dove famelicano in tresche e trame lupi rapaci come Geronzi, camaleonti bavosi come Casini, viscide bisce come Vespa, talpe prosseneti  come Letta e, sopra tutti,  la iena ridens, il corrotto corruttore per antonomasia: Silvio Berlusconi?<br />
Qualcuno, malignamente, ha parlato di un tuo ritorno in casa, considerato che quell’appartamento un tempo era di proprietà di Propaganda Fide, la Nuova Immobiliare per i VIP della Capitale. Immagino avrai anche benedetto la mensa, di sicuro avrai stretto la mano a tutti, benedicendo le loro rapine, consacrando le loro consorterie e legittimando le loro pratiche lobbistiche. E così, come se non bastasse alla chiesa il grosso problema della pedofilia nascosta, tu ti fai in mille pur di trasformarla in un centro di riciclaggio di rifiuti tossici. Cristo amava i peccatori, ma questi erano poveri cristi che toccati dentro erano capaci di conversione. I delinquenti con i quali tu ami sollazzarti sono irredimibili come i ricchi epuloni della parabola. Per costoro più che la mano benedicente del cardinale compiacente necessiterebbe la sferza pungente del profeta dissenziente: “<em>Le vostre mani grondano sangue… Allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni</em>” (Isaia 1, 15…).<br />
Ma tu non sei capace di tanto; abituato a tacere di fronte ai potenti, trovi invece la forza per alzare la voce contro i deboli. Il tuo silenzio di fronte a questi seviziatori di popolo si fa delitto alla stessa stregua del tuo strillare sulla testa dei deboli. Aduso come sei a coniugare delitto e solennità, ho paura che perfino tu sia irrimediabilmente perso.<br />
..<br />
<strong>Laidezze</strong><br />
<em>VV</em></p>
<p>Su La Sette chiedeva una giornalista a Sallusti, il viscido condirettore del Giornale, l’orrendo tizio smorto, così simile a un becchino o a un vampiro, quali riforme avesse mai fatto Berlusconi in 18 anni di governo politico del paese interrotto dai due faticosi bienni prodiani. Obama aveva detto di voler fare la riforma sanitaria e l’aveva fatta. Aveva detto di voler aprire alle energie alternative e l’aveva fatto. E lo aveva fatto, avendo contro gran parte del Congresso. Ma Berlusconi cosa aveva fatto in tutto questo lunghissimo tempo e con laute maggioranze, che non fosse solo di arricchimento alla sua azienda o di difesa della sua impunità? E Sallusti rispondeva con veemenza che Berlusconi aveva mantenuto tutte le sue promesse, a cominciare dalla prima riforma, la più importante, quella che il paese gli aveva chiesto come la prima cosa a cui teneva più di tutti per il bene di tutti: quella legge sulle intercettazioni che garantiva finalmente a ogni cittadino la sua privacy.<br />
Ribatteva a tanta nefandezza Padellaro che agli italiani onesti delle intercettazioni ai criminali non importava proprio nulla, e si preoccupavano invece dei giovani senza futuro, della crisi dello sviluppo, della sanità che andava a ramengo, della mancanza di lavoro, dello stato sociale che veniva meno, delle difese sociali che sparivano.<br />
Ma il laido ribatteva senza ombra di impudenza: le intercettazioni.. le intercettazioni.. gli italiani vogliono prima di ogni altra cosa  un blocco alle intercettazioni….<br />
Buona per una volta la battuta di D’Alema: “Sallusti, ma vada a farsi fottere!”</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00524.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Silvanetta segnala:<br />
<strong>La P3, prodotto della P2 </strong></p>
<p>Verdini, Dell’Utri, Cosentino, Carboni, Marconi, Marra, Gargani, Lombardi, Martino, Caliendo, Martone, Miller, la lista della P3, sospettata di fare affari alle spalle dei cittadini, secondo i magistrati che stanno indagando, è destinata ad allungarsi.<br />
Definizioni: “Quattro pensionati sfigati”, per il presidente del Consiglio Berlusconi; “Una cassetta di mele marce, ma l’albero è sano”, per il ministro Tremonti.<br />
Invece per il pm Capaldo: “Una società occulta, devastante, che condizionava le istituzioni”. Esattamente quello che avvenne con la P2 di Licio Gelli, una società segreta fatta di esponenti politici, delle istituzioni e della magistratura.<br />
Sarebbe un errore dire che nulla è cambiato. La P2 era l’inizio di un percorso che doveva servire a cambiare la società attraverso un potere in grado di sottrarsi al controllo democratico, la P3 è il suo prodotto, è la dimostrazione che da allora nulla si è interrotto, come ha sempre sostenuto lo stesso Venerabile, citando i piduisti presenti nel governo. La P3 è la dimostrazione che non sempre il bene vince sul male, e il male, purtroppo, attrae quando si trasforma in potere che addomestica sentenze, fa passare leggi, gestisce appalti (oggi l’eolico in Sardegna, prima la ricostruzione dell’Abruzzo, prima ancora i termovalorizzatori in Campania).<br />
Che differenza c’è tra la P3 e la camorra, tra la P2 e la mafia?  In comune hanno lo stesso fine: fare affari nella illegalità. Le parole di Tina Anselmi, che fu presidente della Commissione parlamentare sulla P2 sono illuminanti:<br />
“La Commissione aveva dato al Parlamento un rapporto, grazie al quale avrebbe potuto andare più a fondo nella conoscenza dei fatti. Questo ancora oggi lo stiamo pagando, purtroppo ancora non tutto è stato chiarito”.<br />
È morta la signora Eleonora, la vedova di Aldo Moro, che giustamente mai perdonò la Dc per la morte del marito. Per individuare il covo delle Br dove lo statista fu incarcerato si arrivò ad inventare una seduta spiritica (per non rivelare la fonte della soffiata), da cui emerse un nome: Gradoli. Qualcuno pensò al paese vicino a Roma e non alla via. Se quei servizi segreti, quei politici che si prestarono alla farsa, avessero fatto il loro dovere di cittadini, l’Italia avrebbe potuto avere una storia diversa. Quando un Paese non vive nella trasparenza delle istituzioni è un Paese che rischia la condanna di non essere democratico.<br />
<em>da Il Fatto Quotidiano </em><br />
..<br />
<strong>Canto e controcanto finale </strong><br />
<em>Lucio Garofalo<br />
</em><br />
B e alcuni esponenti della sua cricca, tra cui Dell’Utri, sono assediati da inchieste giudiziarie e campagne di stampa incalzanti.<br />
Il consenso dell’opinione pubblica è in netto calo, benché i recenti risultati elettorali non abbiano registrato un crollo verticale. Ed è sempre più facile cogliere segnali insistenti che attestano la parabola discendente di B, per cui dobbiamo temere un micidiale colpo di coda del boss di Arcore e della sua banda di malfattori. Infatti, è sempre più netta la presa di distanza nei confronti di B da parte dei cosiddetti “poteri forti”, soprattutto i centri occulti che da sempre condizionano in modo infausto e sanguinoso la vita del Paese: mafia, massoneria, servizi segreti anglo-americani, ecc.<br />
Un regime, quello di B, che non ha mai osato opporsi seriamente al potere della mafia, delle compagnie assicurative private, delle banche e della grande finanza, delle multinazionali del petrolio, delle armi e dei farmaci, dei servizi segreti, dell’establishment bellico americano, dei centri affaristici e criminali che condizionano inesorabilmente il destino di un sistema “democratico” in cui ci concedono semplicemente la &#8220;libertà&#8221; di votarli, ovvero la “libertà” di scegliere ogni 5 anni i padroni da cui farci sfruttare. Un regime corrotto fin nel midollo, che si è sempre mostrato &#8220;forte con i deboli e debole con i forti&#8221;, abituato a colpire i soggetti più indifesi, a cominciare dai più disperati, come i terremotati abruzzesi o i migranti visti come &#8220;indesiderabili&#8221; da perseguire alla stregua dei peggiori criminali, mentre sono ben accetti solo in quanto merce umana, cioè manodopera da sfruttare a bassissimo costo. Un regime che ha già evidenziato una matrice autoritaria e sovversiva nella volontà (dichiarata) di sfasciare le istituzioni, i diritti e le garanzie costituzionali.<br />
Il pericolo costituito dal nuovo fascismo al potere, si presenta in misura più grave ed inquietante rispetto al passato, specie se si considera il mix di populismo e neoliberismo sfrenato che caratterizza il blocco sociale che fa capo a B, per la semplice ragione che si maschera sotto una veste solo apparentemente legale e democratica… Si è compiuta la &#8220;metamorfosi&#8221; della dx neofascista e leghista per accedere al governo della nazione, sdoganata e traghettata al potere dal populismo berlusconiano. Quello di B è apparso sin dalla nascita come un regime isterico e demagogico, pronto a cavalcare gli umori delle masse inferocite da campagne xenofobe che istigano i peggiori istinti umani. Ma soprattutto pronto a servire ed ossequiare gli interessi che fanno capo ai centri capitalistici e finanziari dominanti, legali o illegali che siano. Altro che &#8220;governo forte&#8221;! Nella storia italiana non c’è mai stato un governo davvero forte e coraggioso, capace di contrastare e ridimensionare i poteri più influenti e determinanti. Sin dagli albori post-unitari, durante la cosiddetta &#8220;età liberale&#8221;, quindi nel periodo giolittiano, successivamente nel ventennio fascista, infine nell’epoca repubblicana, nessun governo ha avuto la forza e il coraggio di affrontare le sfide più ardue e decisive, provando a combattere in modo drastico lo strapotere della finanza massonica e della malavita mafiosa, evidentemente colluse con il potere politico istituzionale. La stessa dittatura di Mussolini esercitò un intervento repressivo solo verso le fasce più deboli della società, emarginando e perseguitando i dissidenti, mettendo al bando ogni opposizione politica, sociale e sindacale. Mentre fallì miseramente nel tentativo di combattere il banditismo e la mafia siciliana. A tale proposito è opportuno ricordare l’impegno militare svolto dal “prefetto di ferro” Cesare Mori, che fu la carta giocata da Mussolini, ma che presupponeva una lotta inflessibile contro le più alte gerarchie dell’apparato fascista. Un progetto impossibile, o velleitario. Mori adottò una strategia che infierì soprattutto sulla mafia rurale e sugli strati inferiori, lasciando intatto il sistema di potere dei grandi latifondisti agrari che avevano usato i mafiosi per soffocare nel sangue le rivolte e le rivendicazioni delle masse contadine, così come si avvalsero dello squadrismo fascista e dello stesso Mori. Il quale nel 1927 fu nominato senatore del regno mentre Mussolini dichiarava solennemente alla Camera che “la Mafia è sconfitta”. In effetti, i metodi brutali usati da Mori suscitarono un diffuso malcontento nella popolazione siciliana, che identificò nelle forze di polizia un esercito di occupazione e nello Stato un nemico straniero di cui diffidare a futura memoria. Una diffidenza acuta e viscerale che si è perpetuata nel tempo fino ad oggi.<br />
Il neoduce di Arcore non è stato capace di sottrarsi ad una logica di servilismo verso il sistema di potere massonico e mafioso che condiziona la vita del Paese. Nel contempo, oggi quel sistema cerca di sbarazzarsi di un personaggio che, dopo aver svolto il “lavoro sporco”, è diventato scomodo e ingombrante.<br />
Tra i limiti della leadership di B, al di là delle barzellette da viaggiatore di commercio, delle macchiette da avanspettacolo, dei comportamenti da camorrista e gestore di night club, affiora soprattutto un’immagine populistica, narcisistica e personalistica. Il sultano di Arcore ha una visione del potere politico molto originale, secondo cui contano solo i voti. La conta dei voti è essenziale in una democrazia parlamentare ed elettorale, ma non è determinante come aggiudicarsi l’appoggio dei poteri forti. Questa verità era evidente anche per la Dc che si procurò un’alleanza stabile con il Partito Repubblicano di La Malfa, che esprimeva gli interessi del gruppo Fiat, della Massoneria, dei servizi anglo-americani (CIA in testa), della Nato, di Mediobanca di Enrico Cuccia e di altri poteri centrali. Tutti sanno che è praticamente impossibile governare senza instaurare un rapporto organico con tali poteri, che B ha sempre temuto e ossequiato, ma di cui ora vorrebbero disfarsi. Questo dato B non sembra averlo compreso, o non sembra tenerne conto, anzi pare che abbia rifilato troppe “fregature” in virtù di un eccesso di megalomania e di narcisismo personale, per cui rischia di essere a sua volta investito da vendette e ritorsioni che potrebbero rivelarsi fatali. In tal senso vanno interpretate le recenti dichiarazioni rese da Gelli contro B, nonché alcuni atteggiamenti ostili e negativi provenienti da elementi della mafia e di altre associazioni occulte e criminali. Lo scenario politico che si affaccia all’orizzonte è un esecutivo utile a guidare la difficile transizione verso la fase post-berlusconiana e della Terza Repubblica, un’ipotesi prospettata nell’ottica della borghesia padronale italiana, sarebbe quella di un governo tecnico trasversale, appoggiato sia a dx che a manca. Per scongiurare la minaccia, già paventata da qualcuno, di elezioni politiche anticipate, si prospetterebbe l’ipotesi di un governo istituzionale per gestire l’attuale crisi economica ed approvare qualche riforma istituzionale ed eventualmente una nuova legge elettorale. L’ipotesi è caldeggiata dalle forze politiche che operano in modo trasversale per la formazione di un nuovo “grande centro politico” consacrato dai poteri forti, con in testa la Confindustria, il Vaticano e la Nato. Si tratta di un’ipotesi che procurerebbe solo iatture, lacrime e dolori alle classi lavoratrici, come dimostra la storia recente del Paese. Come insegnano le esperienze dei primi anni ’90 con i governi presieduti da figure prestate non dalla politica ma dall’economia, quali Ciampi e Dini. Occorre infine far presente che il berlusconismo è solo un effetto, non la causa del degrado antropologico, politico e culturale della società italiana, intossicata dai veleni generati da un capitalismo malato che non è più in grado di assicurare il benessere dei ceti medi che era fonte di consenso e stabilità sociale, ma al contrario sta accelerando e approfondendo la polarizzazione delle ricchezze e del potere ad esclusivo vantaggio delle oligarchie finanziarie e a discapito dei lavoratori. Perciò, l’unica alternativa utile agli interessi operai non può che essere un’opzione rivoluzionaria rispetto allo statu quo.</p>
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<p><strong>L’incantesimo che corrode la nostra democrazia </strong><br />
<em>Dino Greco</em></p>
<p>Il naufragio economico, sociale e persino morale cui è stato condannato questo Paese ha assunto dimensioni drammatiche e dio sa quanto ci vorrà per risalire la china, ammesso che la situazione non precipiti ulteriormente e che, giunti a toccare quello che parrebbe essere il fondo, non si debba scavare ancora. Al caos in cui ristagna la politica-politicante, assorbita in uno stucchevole, vacuo valzer intorno al vuoto, fa da contrappunto la chiarezza estrema, per chi ancora sia in grado di vederla, del segno che porta la manovra economica del governo.<br />
Proviamo a dividere, sommariamente, il campo fra chi ne viene colpito e chi, invece, beneficiato.<br />
Protestano i lavoratori dell’industria manifatturiera, del pubblico impiego, della ricerca, della scuola, della cultura, dello spettacolo, delle forze dell’ordine; protestano i pensionati, i giovani precari, le persone con handicap; manifestano, a costo delle botte, i terremotati dell’Aquila; insorgono le regioni e gli enti locali; scioperano i giornalisti e i magistrati; si mobilitano, come è loro possibile, i carcerati quando il loro grido inascoltato non si risolve tragicamente nel gesto estremo di togliersi la vita.<br />
Lo spettro del dissenso è amplissimo. Specularmente troviamo, sulla sponda opposta, coloro che non hanno nulla, proprio nulla, di cui lagnarsi e che, anzi, sentitamente ringraziano. Sono i padroni, risparmiati da qualsiasi obolo da pagare al cosiddetto risanamento e affiancati con servizievole passività dal governo nelle politiche antioperaie. Sono gli evasori fiscali, già graziati dallo scudo fiscale e del tutto certi di vedere garantita la propria impunità. Sono i ricchi, di cui l’Istat rivela la crescente opulenza, che vedono i loro patrimoni al riparo da pur minime incursioni tributarie. Sono i faccendieri e gli speculatori di ogni risma che prosperano nel sottobosco del potere politico, che vivono di corruzione e di malversazione.<br />
La domanda cui si deve provare a rispondere è come mai di fronte a questo scempio che devasta la vita dei molti onesti e remunera quella dei pochi manigoldi o privilegiati non trasformi l’indignazione in un rigetto ed in una rivolta corali.<br />
Ancora: bisogna interrogarsi su come sia possibile che di fronte ad una sentenza della magistratura che conferma la provenienza mafiosa del capitale di rischio grazie al quale l’imprenditore Silvio Berlusconi costruì la propria fortuna, non susciti una reazione morale, prima ancora che politica, tale da mettere istantaneamente fine all’anomalia “bokassiana” che ingessa, come in un incantesimo, la vita civile dell’Italia, sprofondandola fra miasmi e veleni che ne stanno minando profondamente la tenuta democratica.<br />
La risposta più immediata è che non esiste una via giudiziaria al riscatto democratico se, nel medesimo tempo, non entra in campo un soggetto, o una pluralità di soggetti, politici e sociali, capaci di organizzare e dare sbocco ad un’azione continua e risoluta, ad una lotta che non si risolva in una questua di corporazioni, o di lobbies, le une estranee e talvolta contrapposte alle altre, dove i più deboli fra i deboli saranno inesorabilmente destinati a soccombere.<br />
C’è poi una risposta più remota, che racconta di come la deriva moderata ed incolore dell’opposizione parlamentare abbia nel corso degli anni sbiadito a tal punto il proprio carattere antagonistico e la propria alterità programmatica da perdere qualsiasi capacità di insediamento territoriale, di rappresentanza e di guida di un blocco sociale potenzialmente alternativo, per ridursi a vivere di pura improvvisazione. La diaspora a sinistra, come è noto, ha fatto il resto. E da quella perniciosa frantumazione non si è ancora trovato il modo di uscire.<br />
Eppure, dai magmatici e tuttavia sempre meno episodici sussulti sociali, c’è molto da raccogliere e da imparare. Senza indulgere a tentazioni populistiche e a scorciatoie leaderistiche che quando infettano la sinistra non lasciano traccia positiva, ma scorie tossiche da cui è faticosissimo liberarsi. Può darsi che il processo di autocombustione che sta logorando dall’interno la maggioranza arrivi al &lt;+Cors&gt;redde rationem&lt;+Tondo&gt; e che il governo getti la spugna.<br />
In tal caso, essendo difficile che la soluzione di un esecutivo emergenziale sciaguratamente proposto dal Pd possa avere qualche chance, occorrerà prepararsi.<br />
A sinistra, voglio dire. Per non arrivare al prossimo appuntamento elettorale senza nulla avere pensato.<br />
O peggio, per replicare la triste messa in scena dei celeberrimi capponi di Renzo.</p>
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<p><strong>DI PIETRO</strong><br />
<strong>Borsellino, sconfitta dello Stato</strong></p>
<p>Sono a Palermo per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta, a 18 anni da quel giorno funesto, in via D&#8217;Amelio.<br />
In via D’Amelio e a Capaci saltarono in aria i valori dello Stato, non soltanto le macchine investite dalle esplosioni.<br />
Aveva ragione Antonino Caponnetto, fondatore del pool antimafia di cui facevano parte Borsellino e Falcone, quando, ripreso a caldo dalle telecamere, disse con la voce strozzata dal dolore: «E&#8217; finito tutto, è finito tutto».<br />
Borsellino, così come Falcone e molti altri dopo di loro tra forze dell’ordine e fedeli servitori dello Stato, furono uccisi da facce ancora senza volto che sappiamo essere oggi nelle istituzioni.<br />
Celebrare questa giornata è un dovere morale per un Paese in cui la legalità sembra essersi dissolta nell&#8217;acido, ascoltando le sentenze e le testimonianze registrate nei processi degli ultimi anni.<br />
Un senatore della Repubblica che definisce &#8220;veri pentiti&#8221; due assassini come i fratelli Graviano (guarda il video), può bastare per farci capire chi siede oggi in Parlamento. Dov’è la legalità? La legalità rappresenta ancora un valore per gli italiani? O è rimasto solo un gruppo di cosiddetti “manettari” a difenderla?<br />
Se Borsellino fosse tra noi, oggi, avrebbe un gran da fare, forse. Certamente, però, sarebbe ancora vivo.<br />
Nel XXI secolo la criminalità non ha più bisogno di uccidere, poiché elegge i suoi rappresentanti in Parlamento, li colloca nella magistratura, nelle Forze dell’Ordine, nell’imprenditoria.<br />
E se Paolo fosse arrivato a scoprire realtà scomode, allora sarebbe stato semplicemente rimosso dall’incarico come è successo con de Magistris, Apicella, Forleo. Ma sarebbe ancora vivo.<br />
Borsellino è morto nel &#8217;92 perché rappresentava gli italiani che non volevano trattare con la criminalità.<br />
Oggi essere un rappresentante della criminalità organizzata significa essere importanti e muovere le sorti del Paese. Oggi avere rapporti con la criminalità ti garantisce un posto in prima fila, un posto da senatore o addirittura da sottosegretario. Un posto al sole, insomma.<br />
Oggi la criminalità è arrogantemente presente in ogni settore ed è la prima industria del Paese.<br />
E’ presente più dello Stato tra la popolazione, offre lavoro, appalti, soldi e fortuna, e celebra anche lei la morte di Borsellino distruggendone le icone che lo ricordano.<br />
Se Paolo fosse riuscito a portare a termine il suo lavoro, tenendo lontano lo Stato dalle mafie, vivremmo in un&#8217;Italia diversa. Borsellino aveva gli strumenti per cambiare le cose, e intorno a lui c’era una popolazione che lo sosteneva. Nel cuore dei cittadini lui era un eroe, mentre coloro che lo volevano ammazzare erano topi che si muovevano all’ombra delle fogne.<br />
Oggi gli incontri tra politici e criminali avvengono alla luce del sole. I topi sono usciti allo scoperto e sono entrati in Parlamento.<br />
Paolo in quel 19 luglio non aveva intorno solo la sua scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina) ma tutti gli italiani. Per questo con l&#8217;uccisione di Borsellino ha perso l&#8217;Italia intera.<br />
Le agende rosse innalzate in cielo, oggi a Palermo, devono essere un punto da cui ripartire. Gli italiani, in questo giorno di ricordo, hanno una grande occasione per riflettere. I vari Dell’Utri, Cuffaro, Cosentino sono il prodotto di una deriva democratica per cui diversi servitori dello Stato hanno perso la vita negli anni &#8217;90.<br />
Il miglior omaggio alla memoria di Borsellino che i cittadini possano fare è quello di assumersi l’impegno di rigettare i topi nelle fogne. E con loro chi gli ha aperto i tombini.</p>
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<p><strong>Di Pietro</strong><br />
<strong>Lo statista del male</strong></p>
<p>Tutti continuano a parlare dell’importanza della libertà di stampa, ma di questi tempi con questo Presidente del Consiglio, che ha asservito a sé l’intera informazione in Italia, diventa difficile richiamare questo principio. Berlusconi, e ciò è chiaro a tutti, fa un uso distorto delle funzioni assegnategli dalla Carta Costituzionale e utilizza il suo ruolo per trarne profitto personale.<br />
Il conflitto d’interessi che pende sul Presidente del Consiglio rischia di diventare la tomba della nostra democrazia. La responsabilità di tutte le forze politiche, esclusa l’Italia dei Valori, che non hanno voluto risolverlo, nemmeno durante la scorsa legislatura, è grandissima.<br />
E’ una questione che va di pari passo con quella della legge elettorale attuale. Disposizioni che hanno ridotto le nostre Camere a serve del padrone e del Cesare di turno. Infatti, grazie a quella legge, la maggior parte dei parlamentari ha annullato la propria coscienza e dimenticato il senso di responsabilità che dovrebbero avere di fronte ai cittadini.<br />
Il dittatorello di Arcore ordina e i suoi fedeli obbediscono. Così il TG 1 propina solo ciò che riportano le veline di Palazzo Chigi, sbianchetta la voce dell’Italia dei Valori e parla di un Paese che non esiste.<br />
In Parlamento la situazione è analoga: Berlusconi chiama e i suoi fedeli eseguono: presentando norme per garantire l’impunità al dittatorello e per eliminare gli ultimi residui di libertà. Così ci ritroviamo il disegno di legge intercettazioni con lo scopo di mettere il bavaglio ai giornalisti, di bloccare il lavoro dei magistrati e di zittire uno degli ultimi baluardi del sistema informazione, ossia la rete.<br />
Non so se in Parlamento riusciremo a rivoltare come un calzino questo provvedimento liberticida, ci proveremo con tutte le forze, ma ho i miei forti dubbi, conoscendo i numeri della maggioranza e soprattutto i cuor di leoni che stanno nel Pdl.<br />
Sono disposizioni criminogene e in quanto tali vanno ritirate. Questa legge elettorale calza a pennello a questo dittatore perché rende succubi i suoi parlamentari e rende forte lo statista. Si, ho detto proprio “statista” perché oggi i suoi lacché gli hanno assegnato il premio di miglior statista, e forse hanno ragione in fondo è uno statista però del male perché è riuscito in poco tempo a mettere tutti gli italiani nel suo sacco, prendendoli in giro e privandoli di risorse economiche e di libertà. Il cambiamento della legge elettorale e la risoluzione del conflitto d’interessi sono i due temi su cui costruire la coalizione che dovrà proporsi come alternativa a questo Governo.<br />
Si parte da qui e non con un Governo delle larghe intese perché i numeri di questa maggioranza sono schiaccianti e sono sicuro siano pochissimi i parlamentari del Pdl disposti a disobbedire a chi li ha messi in Parlamento.<br />
A questo punto prima si va a votare è meglio è, se no questo statista ‘de noantri’ rischia di trovare l’ennesima scappatoia.</p>
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<p><strong>Casta, non se ne può più</strong><br />
<em>Giuseppe Ideni segnala</em></p>
<p>Scorte, l&#8217;Italia non ha paragoni con il resto d&#8217;Europa: 100 milioni l&#8217;anno per tutelare anche chi non ne ha bisogno. In tutto 650 persone, soprattutto giudici e politici. Intanto a Roma molti commissariati chiudono alle 20 per mancanza di personale. Passi per le più alte cariche dello Stato, passi per i magistrati Antimafia, ma quando si vedono i servizi di scorta assegnati a “semplici” politici o ai figli di qualche personaggio importante, i conti non tornano. L’Italia ha un apparato scorte che non ha paragoni col resto d’Europa, una macchina che ci costa circa 100 milioni di € ogni anno. Ma che soprattutto toglie uomini delle Forze dell’ordine a servizi che sarebbero molto più utili per la popolazione, vedi il controllo del territorio, e che invece sono e saranno sempre più carenti. Fonti bene informate riferiscono che nel nostro Paese sarebbero circa 2.500 gli uomini (tra poliziotti, carabinieri e finanzieri), impegnati quotidianamente nei servizi di scorta e tutela, e in quelli di vigilanza ai luoghi sensibili. 650 le persone che ne usufruiscono: al 1° posto i magistrati, poi politici, diplomatici, generali, testimoni di giustizia, giornalisti, sindacalisti, imprenditori e qualche religioso. Solo a Roma ci sono 3.500 persone che ogni giorno scortano qualcuno. Oltre alle tutele fisse, quelle che vengono predisposte giorno per giorno con turni di accompagnamento di qualcuno. E tra questi qualcuno ci sono anche il figlio di Schifani (20 uomini per la sua scorta) e quello di Paolo Berlusconi, che quando vengono a Roma hanno diritto a 2 agenti di scorta al giorno.<br />
Il numero complessivo delle persone da proteggere si aggira attorno a un centinaio. Questo significa poco più di 500 uomini delle Forze dell’ordine, cui vanno sommati quelli che prestano servizio di vigilanza sotto punti sensibili o sotto le abitazioni di persone da proteggere. Si tratta comunque di numeri poco giustificabili. Il godimento della scorta è, naturalmente, bipartisan. Sempre secondo il Consap, tra i politici ci sarebbero per esempio l’ex ministro Pdci Oliviero Diliberto, il capogruppo dei senatori della Lega Federico Bricolo (che ha una scorta di 4 persone), il presidente della Commissione Difesa del Senato Giampiero Cantoni (2 uomini), l’onorevole Marco Minniti (5 agenti). Il senatore Carlo Vizzini ha 8 uomini al seguito, l’onorevole Mario Baccini ne ha 5. Stesso numero per Maurizio Costanzo“. L’ultima assegnazione è arrivata proprio ieri ed è toccata al da poco sottosegretario alla Semplificazione amministrativa, il leghista Francesco Belsito.<br />
L’assegnazione delle scorte viene decisa dall’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale (Ucis), che fa parte del dipartimento di Pubblica sicurezza, quindi del Viminale. Lo spreco è sotto gli occhi di tutti. Soprattutto in un momento in cui, sia a livello centrale sia a livello periferico, si taglia per mancanza di risorse e si chiudono a Roma gli Uffici emergenza e Pronto intervento nei turni serali e notturni in diversi commissariati. Mentre l’ex ministro Scajola gira ancora con la scorta di 8 uomini, i cittadini di Trastevere (come quelli di altri 18 commissariati) dalle 20 in poi troveranno le porte chiuse in caso di necessità.<br />
La casta continua a proteggere solo se stessa.</p>
<p><em>Da Il Fatto Quotidiano del 17 luglio 2010</em></p>
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<p><em>Di Pietro</em><br />
<strong>Dove sono gli italiani<br />
</strong><br />
La seconda Repubblica sta cadendo sotto i colpi di un nuovo scandalo giudiziario. L’inchiesta sull’eolico e sulla cosiddetta P3 ha messo all&#8217;angolo il governo. Esponenti di prim&#8217;ordine di questa classe dirigente fanno politica per il loro tornaconto, nulla di nuovo. Sono affaristi che tramutano il potere ottenuto col consenso elettorale in quattrini. Ma in tutto questo bailamme senza fine mi chiedo dove sia finito il cittadino italiano.<br />
L&#8217;Italia è una nazione che non si indigna più. La rabbia è un sentimento che sembra non appartenere più al Paese. Dov&#8217;è finita, ad esempio, l&#8217;Italia ferita e arrabbiata che ho visto durante i funerali di Paolo Borsellino? B nega l&#8217;esistenza della P3 e parla di una montatura. Smentisce, con una bella faccia tosta, il certo e il provato. Nonostante le carte processuali, infatti, e le intercettazioni, le stesse che vorrebbe abolire e dalle quali emerge il quadro di una situazione indecente e preoccupante. Eppure alcuni cittadini mantengono delle riserve e dei dubbi sulla disonestà di questo governo. Eppure i sondaggi sembrerebbero non punirlo, lo darebbero ancora capace di vincere le elezioni.<br />
In Inghilterra un ministro si è dimesso perché nella sua nota spese sono finite due cassette porno, in Italia Brancher viene fatto ministro per evitargli un processo per ricettazione.<br />
Nel nostro Paese chi prende e dà mazzette fa carriera, dentro e fuori le istituzioni. Sembra che la mazzetta non sia un problema dei cittadini. Alcuni non comprendono che le tangenti tolgono loro scuole, marciapiedi, servizi, ospedali.<br />
L&#8217;Italia non ha più spirito collettivo. L&#8217;unico motivo che ha scaldato le piazze è quello del lavoro. Il cittadino scende in piazza solo quando il suo stipendio è a rischio. Quando i suoi interessi vengono toccati direttamente. Se poi c&#8217;è un Paese che cade a pezzi, sotto i colpi di un governo di imbroglioni, tutto scorre con tranquillità, quasi fosse normale.<br />
Sono diventate una prassi anche questioni scottanti e delicate come quelle che riguardano la Rai. Con la direzione sciagurata di Minzolini il Tg1 non informa più. Non ha parlato della P3, ha nascosto le vergogne di Brancher e Cosentino, non parla di Cesare, non ha mai detto ai telespettatori che pagano il canone a chi si riferiscono i membri dell’associazione segreta quando usano questo pseudonimo. Un quadro desolante che coincide con lo share in picchiata. L’Italia dei Valori non ha voluto partecipare alla spartizione delle poltrone dell’azienda pubblica e per questo è stata penalizzata in termini di presenze sui tg. Le forze d’opposizione dovrebbero ritirare dal Cda Rai i propri rappresentanti e fare in modo che il servizio pubblico ritorni in mano ai cittadini e che la gestione venga affidata ai professionisti dell’azienda. Altrimenti si rischia di essere complici del ‘direttorissimo’ Minzolini che sta distruggendo la storia del Tg1. Fra le sue malefatte ricordiamo l’isolamento e la cacciata di professionisti come Margherita Busi e Tiziana Ferraro ed altri, giornalisti dalla schiena dritta che hanno la &#8216;colpa&#8217; di aver deciso di contrastare la deriva minzoliniana.<br />
L’italiano è fatto così: finché qualcuno non lo tocca personalmente, riesce a tollerare di tutto. E questa si chiama complicità. Per fortuna non tutti sono così.<br />
Comunque, a prescindere dal lavoro dei magistrati e da quello che ne verrà fuori, a prescindere da Cesare e dai suoi fedeli, l&#8217;Italia oggi ha un bisogno primario: cambiare cultura. Il nostro Paese deve riscoprire la rabbia e l’indignazione. E lo deve fare ogni giorno. Perché indignarsi è un diritto ed un dovere. Perché indignarsi è l&#8217;unica strada per rivoltare l&#8217;Italia e rifarne una nazione civile.<br />
Finché gli industriali non cacceranno via Berlusconi dalle loro convention, fischiandolo invece di applaudirlo, l&#8217;Italia sarà sempre terra fertile per i corruttori, e non ci sarà solo la P3, ma anche la P4 e così via.<br />
Il problema è culturale. Il problema della mafia è anche un problema del cittadino lombardo, il problema della Val di Susa è anche un problema del cittadino calabrese, come l&#8217;acquedotto pugliese è anche un problema dei piemontesi. Finché non ci sarà questa convinzione, l&#8217;Italia rimarrà sempre terra di concime per la corruzione. Non credo, in questo senso, che mandare a casa Berlusconi senza riscoprire una nuova cultura dello Stato, possa risolvere il problema.</p>
<p>http://4.bp.blogspot.com/_xcRsz0B2BXw/TDzCTc6EweI/AAAAAAAABHs/YIFyXTkxVys/s400/13-07-2010+correnti,+cosche,+cupole.jpg</p>
<p>Renato Mazza segnala:<br />
<strong>Marco Travaglio</strong></p>
<p>Ricapitolando. Il premier B. ha due processi per frode fiscale e appropriazione indebita, uno per corruzione giudiziaria e un’indagine per minaccia a corpo dello Stato, senza contare prescrizioni, reati depenalizzati (da lui), amnistie, insufficienze di prove, le archiviazioni per decorrenza termini. Il suo braccio destro Previti è un pregiudicato per due corruzioni giudiziarie. Il suo braccio sinistro Dell’Utri è un pregiudicato per false fatture e frode fiscale, poi ha una condanna in appello per mafia, un processo per estorsione mafiosa, uno per calunnia pluriaggravata e un’inchiesta per associazione segreta (la P3). Il suo coordinatore Verdini è indagato per corruzione e P3. Il suo vicecoordinatore Abelli l’hanno appena beccato a prender voti dalla ‘ndrangheta. I suoi ministri Matteoli e Fitto sono a processo, l’uno per favoreggiamento, l’altro per corruzione. Altri due, Bossi e Maroni, già pregiudicati.<br />
Fra i sottosegretari, Letta e Bertolaso sono indagati, Brancher è imputato, Cosentino ha un mandato di cattura per camorra e i pm di Roma stanno valutando la posizione del viceministro della Giustizia Caliendo, detto “Giacomino” dai compari di P3. Questo governo-lombrosario gode della piena fiducia (35 volte in 2 anni) del Parlamento, e ci mancherebbe: lì siedono 24 pregiudicati e 90 fra imputati, indagati, prescritti e condannati provvisori. Anche al Parlamento europeo ci rappresentano condannati (Patriciello, Borghezio, Bonsignore) e indagati (tipo Mastella). In omaggio al federalismo penale, frequentano assiduamente procure e tribunali un bel po’ di sindaci: dalla Moratti (indagata per smog e abuso) a Tosi e Gentilini (condannati per razzismo), da De Luca (imputato per associazione per delinquere, concussione, truffa, falso) a Cammarata (inquisito per abuso). E sono indagati 5 governatori regionali su 20: Formigoni (smog),Lombardo (mafia e abuso), Scopelliti (imputato per omissione d’atti d’ufficio e di recente beccato a cena col boss), De Filippo (favoreggiamento), Iorio (concussione e abuso). L’ex governatore siciliano Cuffaro, condannato in appello a 7 anni per favoreggiamento mafioso, è imputato per concorso esterno e il pm ha appena chiesto per lui altri 10 anni di galera. I vertici della Protezione civile vagano fra l’ora d’aria e i domiciliari. Indagati pure il cardinale Sepe e un paio di gentiluomini di Sua Santità.<br />
L’erede al trono Vittorio Emanuele di Savoia è imputato per associazione a delinquere. Ottimi anche due presidenti emeriti della Corte costituzionale: Mirabelli era intimo del faccendiere Pasqualino Lombardi; Baldassarre è indagato per millantato credito. L’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, è sotto processo per l’aggiotaggio delle scalate bancarie. Ben piazzato il Gotha di Confindustria, col gruppo della presidente Marcegaglia che ha patteggiato per corruzione e il padre della Emma, Steno, fresco indagato per smaltimento illegale di rifiuti tossici. Il gruppo Fiat-Agnelli sfila in tribunale con Gabetti e Grande Stevens, la Telecom modelloTronchetti con gli spioni della Security, e poi Fastweb, Parmalat, Finmeccanica, Unipol, Impregilo, Ligresti, Geronzi…<br />
Ottime le performance di forze dell’ordine e servizi segreti: il Sismi di Pollari &amp; Pompa alla sbarra per i dossier illeciti; il capo del Dis, De Gennaro, condannato in appello a 16 mesi per istigazione alla falsa testimonianza sui pestaggi del G8, per i quali hanno collezionato 73 condanne fra dirigenti e agenti della Polizia; una dozzina di 007 indagati per i depistaggi sulle stragi; l’ex comandante della Gdf, Speciale, ha rimediato in appello 18 mesi per peculato; il comandante del Ros, generale Ganzer, s’è appena guadagnato 14 anni in 1° grado per traffico internazionale di droga, mentre il predecessore Mori è imputato per favoreggiamento a Provenzano e indagato perché ai tempi delle stragi trattava con Cosa Nostra, infatti godono entrambi della “piena fiducia” del governo, e anche del Pd. Ma noi, dico noi miseri incensurati, dove abbiamo sbagliato?</p>
<p><em>www.ilfattoquotidiano.it </em><br />
..<br />
<strong>Don Ado ci scrive</strong>:</p>
<p>Padre Ernesto Balducci scriveva: &#8220;<em>Quando non ci sarà lo schiavo che alimenta i profitti del padrone e quando non ci sarà l&#8217;uomo che dovrà vergognarsi del colore della propria pelle, quando queste cose non ci saranno, allora potremo parlare di Dio</em>&#8220;.<br />
E&#8217; per questo che voi non mi sentite mai, o quasi, parlare di Dio. Sto zitto anche per riparare a tutte le scempiaggini che si dicono di Lui. &#8220;Credo nell&#8217;esistenza di Dio, malgrado tutte le sciocchezze che mi hanno detto per farmelo  credere&#8221;. (Pitigrilli).<br />
Dovrei quindi stare zitto, ma il vangelo di domani mi impone di parlarne. Si tratta del famoso passo della visita di Gesù alle sorelle Marta e Maria; vi ricordate?<br />
L&#8217;evangelista Luca scrive: “Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».<br />
Non voglio restare prigioniero della classica, ma tutta clericale, disputa tra l&#8217;&#8221;Ora&#8221; e il &#8220;Labora&#8221;, tra la vita &#8220;attiva&#8221; e quella &#8220;contemplativa&#8221;, distinzione che ha impoverito il lavoro dentro i parametri delle &#8220;opere servili&#8221;, proprie degli schiavi da una parte ed ha romantizzato la riflessione-meditazione-pensiero nei compiti alti delle caste privilegiate dall&#8217;altra. Quello che emerge chiaro da questo brano e che non si dice da nessuna parte è che il Dio che si manifesta in Gesù non è un dio che vuol farsi servire ma un Dio vuol essere ascoltato!<br />
I cristiani, allora, non possono ridursi ad essere i fattorini di chicchessia, schiavi di ordini sovrani, ma devono avere antenne speciali per ascoltare voci che provengono da ogni dove, soprattutto dalla parte povera, oppressa, schiavizzata della società. Là dove ha detto di risiedere: Lui, il Dio di coloro che non contano.<br />
Buona domenica.<br />
Aldo<br />
.<br />
<strong>Notizie flash</strong><br />
<em>Paolo De Gregorio</em></p>
<p>-Nelle nuove disposizioni del Vaticano contro il fenomeno delle numerosissime deviazioni sessuali (di ogni genere) dei preti, non c’è l’OBBLIGO  di denunciare alla magistratura ordinaria i fatti di pedofilia e molestie sessuali, di cui i vescovi vengono a conoscenza.<br />
Siamo alle solite! La Chiesa si chiude a riccio nei suoi fumosi e verbosi tribunali ecclesiastici, così omertosi e così disposti a omettere, celare, perdonare, riparare, sopire, in una immutata e immutabile tradizione di silenzio e omertà.<br />
Sento invece, dai soliti leccapied,i di una svolta severa ed intransigente voluta dal “pastore tedesco” che però si “dimentica” che i preti sono cittadini come gli altri, usufruiscono di assistenza sanitaria e pensioni, e se commettono reati penali devono essere denunciati alla magistratura ordinaria, mentre i tribunali ecclesiastici si devono occupare solo di questioni legati ad interpretazioni della fede e della dottrina.<br />
La “svolta” di severità non c’è stata, come al solito ha vinto la Curia degli affari e dei politicanti, che ha il solo scopo di nascondere i problemi e gli scandali, e lasciare le cose come sono sempre andate.</p>
<p>-Philippe Daverio, quel pallone gonfiato che se non ci fosse la TV nessuno conoscerebbe, specialista nel vestire eccentrico e nello sparare idiozie sull’arte e la cultura, e per questo gonfiato di soldi dalla nostra assurda società dell’immagine, viene assunto dal sindaco di Palermo quale direttore artistico del “Festino di Santa Rosalia”. Il Comune di Palermo, in dissesto finanziario, con la monnezza per le strade, con i disoccupati sotto il palazzo comunale, per bocca del Sindaco Cammarata dichiara: Daverio è un tassello importante nel mio progetto di qualità. Sta di fatto che i disoccupati, accampati davanti al Comune, venuti a diverbio con il pallone gonfiato, sono stati apostrofati come “disoccupati di merda, provocatori, non avete la casa perché non avete le palle”, ricambiato dai disoccupati con sputi e insulti vari.<br />
Mai la politica è stata così distante dai veri problemi sociali e sembra veramente ballare sul ponte del Titanic.</p>
<p>p.s.<br />
Propongo di dare il Nobel per la PACE ai disoccupati di Palermo. Venire insultati da un satollo intellettuale, un essere socialmente inutile, un parassita, che prende soldi dal Comune che non li trova per i disoccupati, e non linciarlo è un atto eroico che merita il massimo riconoscimento.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/manovra.jpg?w=186" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Don Aldo</strong></p>
<p>Ho sempre pensato che i ricchi, poveretti, si accontentano di poco.<br />
Quelli che, malati di bulimia predatoria, vanno appresso al denaro e alle cose che sono il suo surrogato, coloro che presumono di possedere quando invece sono posseduti dai loro possessi.<br />
Lo scrittore norvegese Arne Garborg il 12 dicembre 2005 scriveva: &#8220;Si dice che col denaro si compri tutto. No, non è vero. Potete comprarvi il cibo ma non l&#8217;appetito, la medicina ma non la salute, un letto soffice ma non il sonno, il sapere ma non il senno, l&#8217;immagine ma non il benessere, il divertimento ma non la gioia, i conoscenti ma non gli amici, i servitori ma non la fedeltà, i capelli grigi ma non la reputazione, giorni tranquilli ma non la serenità. Il denaro può comprare la buccia di tutte le cose. Ma non il seme. Quello non si può avere col denaro&#8221;.<br />
E&#8217; un problema di sensibilità, oserei dire &#8220;culturale&#8221;.<br />
Così come culturale è il problema delle volgarità che lo psiconano vuol farci passare come &#8220;conquiste&#8221;.<br />
..<br />
<strong>LA ZANZARA</strong><br />
<em>Gigliola</em></p>
<p><em>Pulviscolo d&#8217;ali, ci riserva<br />
la natura, intorno ai rami,<br />
ai fiori, gli stagni, gli animali.<br />
Nei climi umidi e caldi,<br />
le zanzare, di noi nutrono<br />
le loro larve, perlustrando<br />
ogni millimetro di pelle,<br />
con quei ronzii d&#8217;assedio<br />
ripetuti, avidi, insistenti</em>,<br />
<em>lasciandoci ponfi, bruciori,<br />
risvegli, malcontenti.<br />
Poco, valgono le usanze<br />
di tener basilico<br />
e copiosi vasi di geranei<br />
ai davanzali, sui balconi.<br />
Nei giardini, la magnolia<br />
dai fiori bianchi, dal sapor citrino.<br />
Lunghi filari di lavanda<br />
ai bordi del giardino.</em><br />
<em>N&#8217;eran ghiotte le rondini<br />
ormai lontane,<br />
i pipistrelli, le rane.<br />
L&#8217;uomo prova a combatterle<br />
preventivamente,<br />
con prodotti sconvenienti,<br />
sia per loro che per l&#8217;ambiente.<br />
Lui, ha raggiunto le più alte mète,<br />
è approdato sulla luna.<br />
Ha modificato a suo piacere</em><br />
<em>le armonie della natura.<br />
Loro, sono la misura<br />
di un limite evidente.<br />
Chi si crede un dio,<br />
non ha capito niente</em>.<br />
&#8230;&#8230;<br />
<strong>Sauro manda</strong><br />
Ieri sera sono stato alla corte di via Pietralata, a Bologna dove si è esibito Rudy Marra, cantautore che non conoscevo.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rudy_Marra">it.wikipedia.org/wiki/Rudy_Marra</a></p>
<p>Ha cantato numerose canzoni del suo pur breve e succinto repertorio ( 4 album all’attivo) ed il brano che più mi è piaciuto e che trovo rappresentativo del suo modo di cantare è questo:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=cjCprOIlQSI">www.youtube.com/watch?v=cjCprOIlQSI</a></p>
<p><em>Facciamo finta, eh, facciamo solo finta.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che un giorno mi sveglio e dico quello che voglio<br />
come un pazzo senz&#8217;arte né parte, come uno che viene da Marte<br />
che bussa alle porte, si mette in disparte e parla del mondo.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che mi venga da dire che c&#8217;entra Dio col potere<br />
col denaro, le scuole, le guerre, il pudore, il peccato mortale.<br />
Ma chi è l&#8217;uomo vestito in bianco che parla al balcone<br />
e quello in turbante che spiana il cannone cos&#8217;è? Ah religione?</em></p>
<p><em>Facciamo finta che mi venga da dire che è tutto un inganno<br />
è un bisogno dell&#8217;uomo che non si spiega se stesso<br />
e lo sciamano più furbo ha preso il comando<br />
e si è inventato il mistero del cielo, del paradiso e l&#8217;inferno.<br />
Facciamo finta.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che per rilassarmi accendo la televisione<br />
e guardando spettacoli vari mi turbi la coscia di quella che balla<br />
e mi venga l&#8217;angoscia di un dubbio che striscia d&#8217;importanza vitale.<br />
La differenza che passa tra una showgirl ed una mignotta<br />
o quantomeno se mostrare il culo su un calendario<br />
è diverso che mostrarlo in strada sul raccordo anulare.<br />
Facciamo finta eh.</em></p>
<p><em>Cioé non mi viene neanche lontano pensare che in TV ci sono stelle firmate<br />
che vanno in vacanza su barche da sogno parte dell&#8217;harem dello scieicco di turno<br />
e che una volta, a suo tempo che era vivo mio nonno, si chiamavano zoccole</em>.</p>
<p><em>E&#8217; che l&#8217;umano ha bisogno sempre di fare finta<br />
è un animale imperfetto ha bisogno del falso per vivere a quello che c&#8217;è,<br />
limitare lo sguardo a qualcosa che sembra reale,<br />
mentre invece è soltanto illusione è un trompe l&#8217;oeil.</em></p>
<p><em>Ah, facciamo finta, solo finta.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che mi vengano in sogno le pecore in gregge<br />
e i cani lupo che fanno da guardia che tutto converga sia in fila perfetto<br />
sia senza difetto sia dentro il recinto respinto ogni attacco da fuori.<br />
E che mi vengano in mente certi signori che stanno al comando<br />
seduti al governo con gli apostoli intorno<br />
a destra, a sinistra, in alto, in basso, al centro, di lato, di sopra, di sotto.<br />
Ma che facce di merda! Dicono il falso sapendo di dirlo ma sono convinti, ed è questo qui il punto, che sono convinti e convincono il mondo<br />
e a me mi scappa di metterci il medio nel buco profondo</em>.</p>
<p><em>Facciamo finta facciamo solo finta.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che mi metta a sentire canzoni alla radio<br />
e a vomitare su tutto quello che passa il dj.<br />
Facciamo finta eh.<br />
Se no t&#8217;immagini quelli del coro che vengono a dire<br />
&#8220;Perché tu chi sei? Ma quanto hai venduto? Ma chi ti conosce?<br />
Né pop né rock né carne né pesce&#8221;.</em></p>
<p><em>E&#8217; che l&#8217;umano ha bisogno sempre di fare finta<br />
è un animale imperfetto ha bisogno del falso per vivere a quello che c&#8217;è,<br />
limitare lo sguardo a qualcosa che sembra reale,<br />
mentre invece è soltanto illusione è un trompe l&#8217;oeil.</em></p>
<p><em>Ah, facciamo finta.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che io non abbia nient&#8217;altro da dire<br />
per esempio sui giornalisti sportivi, sulla foglia maria,<br />
sulla vita in diretta, sulle fotomodelle, gli stilisti finocchi, sull&#8217;inquinamento, sugli americani e sui talebani,<br />
sui global, no global, i glocal, i marchi, i parchi, i porci, i piercing, i girotondisti.<br />
Facciamo finta eh.</em></p>
<p><em>Facciamo finta che un giorno mi sveglio e dico quello che voglio.<br />
Facciamo finta facciamo solo finta.<br />
Anche perché sono convinto che la maggior parte non sa nemmeno cos&#8217;è un trompe l&#8217;oeil.</em></p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/premio.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p>La P2: tre dame della San Vincenzo.<br />
La P3: quattro pensionati sfigati<br />
Era meglio la P1: Pippo e Peperino.<br />
<em>VV</em><br />
..<br />
Berlusconi: “ Irresponsabili che giocano partite personali”<br />
E infatti il mercato delle vacche e i giudici corrotti per il Lodo Alfano riguardavano solo verdini e soci!<br />
..<br />
E per fortuna che Scalfari vedeva l’antistato nelle piazze dei grillini!<br />
..<br />
<strong>JENA</strong><br />
<em>ERE</em><br />
Per un paio di millenni abbiamo vissuto nell’era volgare,<br />
poi è arrivato Berlusconi ed è diventata volgarissima.<br />
..<br />
<em>CESARE</em><br />
Cercasi Bruto disperatamente.<br />
..<br />
<em>DISPETTI</em><br />
Berlusconi vuole vivere fino a 150 anni ma la sinistra ha già preparato un&#8217;efficace contromossa: &#8220;Facciamogli un dispetto, suicidiamoci&#8221;.<br />
..<br />
<em>PIU’</em><br />
Sostenere che Dell&#8217;Utri sia mafioso più che sbagliato è riduttivo.<br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/masadanew.wordpress.com/4575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/masadanew.wordpress.com/4575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/masadanew.wordpress.com/4575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/masadanew.wordpress.com/4575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/masadanew.wordpress.com/4575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/masadanew.wordpress.com/4575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/masadanew.wordpress.com/4575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/masadanew.wordpress.com/4575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/masadanew.wordpress.com/4575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/masadanew.wordpress.com/4575/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4575&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Avviso</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Per alcuni giorni Masada non sarà aggiornato né potrà registrare i nuovi iscritti alla newsletter, a causa di un intervento chirurgico del gestore. Ci aggiorneremo il più presto possibile<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4539&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per alcuni giorni Masada non sarà aggiornato né potrà registrare i nuovi iscritti alla newsletter, a causa di un intervento chirurgico del gestore.<br />
Ci aggiorneremo il più presto possibile</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/masadanew.wordpress.com/4539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/masadanew.wordpress.com/4539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/masadanew.wordpress.com/4539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/masadanew.wordpress.com/4539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/masadanew.wordpress.com/4539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/masadanew.wordpress.com/4539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/masadanew.wordpress.com/4539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/masadanew.wordpress.com/4539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/masadanew.wordpress.com/4539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/masadanew.wordpress.com/4539/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4539&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>MASADA n° 1169- 12-7-2010. La violenta cricca del crimine</title>
		<link>http://masadaweb.org/2010/07/12/masada-n%c2%b0-1169-12-7-2010-la-violenta-cricca-del-crimine/</link>
		<comments>http://masadaweb.org/2010/07/12/masada-n%c2%b0-1169-12-7-2010-la-violenta-cricca-del-crimine/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[(Massimiliano Pelletti) Ogni giorno un nuovo scandalo della cricca di B – Mercato delle vacche con Casini – E pure con Bertone &#8211; Maledetta sia la vostra violenza. L’Aquila tornerà a volare – Il patto della prostata &#8211; I sindaco Cialente querela Stracquadanio – Sulle stragi – Il comandante dei Ros condannato a 14 anni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4531&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.massimilianopelletti.com/img/Pittura/The-King.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>(Massimiliano Pelletti)</p>
<p><strong>Ogni giorno un nuovo scandalo della cricca di B – Mercato delle vacche con Casini – E pure con Bertone &#8211; Maledetta sia la vostra violenza. L’Aquila tornerà a volare – Il patto della prostata &#8211; I sindaco Cialente querela Stracquadanio – Sulle stragi – Il comandante dei Ros condannato a 14 anni per traffico di droga e peculato &#8211;  800.000 euro alla scuola padana della moglie di Bossi – Rinascono i Balilla</strong></p>
<p>“<em>Molte sono le cecità umane, ma certamente quelle del pregiudizio e dell’opportunismo sono le più folli”</em><br />
<strong>Viviana</strong><br />
..<br />
<em>In un Paese dove la logica si è ribaltata, dove la guerra si chiama missione di pace e i morti effetti collaterali, dove i magistrati onesti vengono cacciati e i disonesti promossi, dove le leggi che proteggono i mafiosi vengono spacciate per leggi indispensabili agli italiani, dove faccendieri formano società segrete per sventrare la nazione, dove manager pagati milioni per salvaguardare le imprese le fanno fallire, dove si distrugge il territorio per arricchire le cosche, dove i campi di grano devono lasciare posto a inutili ipermercati e oltretutto costringendo la popolazione a pagarne i servizi. Un mondo dove la conoscenza è diventata inutile e si cancella la ricerca, dove laurearsi non serve perché costretti a non lavorare mai. Tutto si è ribaltato tranne la popolazione rimasta statica, ancorata ad assurda e cieca obbedienza di regole contro, un rispetto per lo Stato a senso unico perché lo Stato disprezza apertamente il popolo. Il popolo non è mutato e da secoli continua a rispettare quelli che considera superiori. E&#8217; folle! Non si può continuare a rispettare chi detiene il potere beneficiando spudoratamente sé stesso a danno del Paese. In questo mondo all&#8217;incontrario è sacrosantamente giusto rovesciare questo atteggiamento supino e subordinato e prendere coscienza, che non è più accettabile che un pugno di uomini, distrugga la vita di milioni di uomini. E&#8217; necessario adeguarsi ai tempi. Non esiste rispettare potenti che disprezzano noi, non esiste che organi di governo depredano il Paese e il popolo resti a guardare. Si impone una rivolta, Il popolo deve imparare a disobbedire a non rispettare quando non si viene rispettati. Essi sono cambiati, adesso tocca a noi cambiare con le buone o con la forza.</em><br />
<em>IL POPOLO DEVE ESSERE CONTRO LO STATO QUANDO LO STATO E&#8217; CONTRO IL POPOLO!</em></p>
<p><strong>Maria Pia Caporuscio</strong></p>
<p><span id="more-4531"></span></p>
<p><strong>La violenta Cricca del crimine</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Indagato B come mandante delle stragi ad esecuzione mafiosa del 92-93, finalizzate a destabilizzare il paese per favorire la discesa in campo dell’uomo dell’ordine.<br />
La strage di Bologna costò 85 morti e 200 feriti. La strage di Via D’Amelio costò 6 morti e 24 feriti. Uccisi Falcone e Borsellino. La strage di Via Capaci costò 5 morti e 23 feriti. La strage di Via dei Georgofili costò 5 morti e 48 feriti.</p>
<p>Il consigliori Dell’Utri, ponte tra B e la mafia: condannato in 2° grado a 7 anni  per concorso esterno in associazione mafiosa per fatti gravissimi fino al 1992, avendo trattenuto continuati e stretti rapporti con le vecchie organizzazioni mafiose di Bontade, Riina e  Provenzano. I giudici si fermano all’alba degli assassinii di Falcone e Borsellino stragi e non lo condannano solo perché evitano di proposito di accettare le confessioni e le testimonianze a suo carico dopo il 92.<br />
Malgrado ciò, né Dell’Utri si dimette, specificando bene che è entrato in Senato solo ed esclusivamente per salvarsi dalla galera, né B intende minimamente dimetterlo.</p>
<p>Davanti a simili orrori e a simili imputazioni, chiunque, con un minimo di onestà morale, si allontanerebbe da B come da un appestato.<br />
Invece la Lega lo sostiene, Maroni arriva con arroganza a dichiarare che lui la mafia la combatte, e la maggior parte dei finiani tradisce il proprio partito per schierarsi con lui.</p>
<p>Scandalo Telecom-Sismi: dipendenti Telecom, poliziotti, Carabinieri e Guardia di Finanza tramano con redattori di B, insieme a agenti deviati, in un gigantesco piano di spionaggio dei cittadini a fini di ricatto, una associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto d&#8217;ufficio, appropriazione indebita, falso, favoreggiamento e riciclaggio.<br />
La cricca di B ha spiato in 7 anni 24.000 persone. Ha però la spudoratezza di presentare la legge-bavaglio come norma ‘a difesa della privacy’</p>
<p>Vergognosa campagna diffamatoria falsa su Boffo e Avvenire dei giornali di B<br />
Spionaggio e ricatto di Marrazzo con l’uso di carabinieri.</p>
<p>Si dimette Scajola che si fa pagare a mazzette a sua insaputa.<br />
Si dimette il Ministro Brancher, già carcerato per falso in bilancio e finanziamento illecito al PSI, oggi indagato per appropriazione indebita e ricettazione, fatto Ministro del niente solo perché non testimoni sulle mazzette  con cui B come Fazio compravano i partiti, specie la Lega o salvavano banche fallite come la banca leghista.</p>
<p>Travolto nello scandalo della cricca delle Grandi Opere, Bertolaso, fiore all’occhiello degli spot di B.</p>
<p>Indagato già dal 2009 Cosentino, oggi sottosegretario all’Economia, per concorso esterno alla camorra. La Corte di Cassazione conferma la richiesta di misure cautelari che B respinge, mentre il Parlamento nega ogni autorizzazione a procedere.</p>
<p>Il faccendiere Carbone arrestato in una cricca per lo scandalo sull’eolico in cui è indagato anche il governatore sardo Cappellacci.<br />
La stessa cricca avrebbe fatto pressioni sulla Corte Costituzionale per riammettere il Lodo Alfano, favorire la nomina del pres. della Corte d’Appello di Milano e la candidatura di Cosentino in Campania, spiando e diffamando un altro candidato del Pdl, Caldoro.</p>
<p>Si dimette l’assessore campano Sica, coinvolto nell&#8217;inchiesta romana sulla banda specializzata in campagne diffamatorie, interferenze su giudici e appalti dell&#8217;eolico.</p>
<p>Ogni giorno: un nuovo merdaio sulla cricca di delinquenti capeggiata da B.<br />
Ogni giorno: un nuovo scandalo, un nuovo abominio.<br />
Non c&#8217;è uno nella cerchia del gaglioffo che prima o poi non risulti incriminato per qualcosa di grave.</p>
<p>Spionaggio, ricatti, mazzette, diffamazioni, compravendite di cariche pubbliche, corruzione, inquinamento delle istituzioni, rapporti con mafia e camorra, abuso di droga e narcotraffico, furti di stato, abusi di ogni tipo, crimini pesantissimi che arrivano fino alle stragi.</p>
<p>Cosa aspettiamo d&#8217;altro?<br />
..<br />
<strong>Di Pietro</strong></p>
<p>L&#8217;inchiesta sull&#8217;eolico in Sardegna è l&#8217;ennesima prova che il Pdl è il partito della P2 e del malaffare. Denis Verdini, che del partito dell&#8217;amore è coordinatore nazionale è finito nell&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto di Flavio Carboni, imprenditore vicino a B. Un fatto quasi sistematico. (ormai non passa giorno che emerga un po’ della merda del Pdl-Viviana)<br />
All&#8217;interno del Pdl avere guai con la giustizia è un segno di merito, una questione di curriculum. Come per Brancher, il ministro più breve della storia repubblicana, nominato per rendergli omaggio di quanto fatto. O come per Bertolaso, ancora ai vertici della Protezione Civile nonostante lo scandalo aquilano, e non solo.<br />
Ma B chiude gli occhi ed è magnanimo quando a finire nelle mire della magistratura è qualcuno che porta con sé un buon pacchetto di voti (non importa se dalla camorra: Cosentino -Viviana). Questa è la logica massonica.<br />
Oggi il Pdl è un partito lacerato. Un rottame che perde pezzi a ogni curva. B lo sa. Sa che la fine della corsa potrebbe essere questione di settimane, giorni, ore. E cerca di aggrapparsi in ogni modo a chiunque possa prolungare l&#8217;agonia. Prova ad abbracciare Casini, ma la Lega lo trascina dall&#8217;altra parte. Prova a recuperare i dissidenti del suo partito, ma non ci riesce.<br />
Questo Governo ha un solo scopo: sopravvivere, attaccato al potere. Non  gliene frega niente di riforme, ripresa economica o futuro del Paese. L&#8217;unico scopo è il potere perché con quello si fanno affari d&#8217;oro. non è un caso se le imprese di B non conoscono crisi. Una smania di potere che sta passando Italia  e Stato sociale al tritacarne. E mentre noi cittadini &#8220;passammo &#8216;e guaje&#8221;, come canta Pino Daniele &#8220;chiste, invece &#8216;e dá na mano, s&#8217;allisciano, se váttono, se mágnano &#8216;a cittá!&#8230;&#8221;.<br />
..<br />
<strong>DI PIETRO</strong><br />
Mercato delle vacche</p>
<p>B:  &#8220;Chi vota Casini vota la sx&#8221;.<br />
E Casini su B: &#8220;E&#8217; un po&#8217; disperato&#8230;tratta gli alleati come un padrone del Settecento trattava gli schiavi&#8221;.<br />
Sono avversari o sono amici? Comunque sono  i protagonisti di una compravendita politica. Il governo è in piena campagna acquisti. Quale sia la merce di scambio nessuno lo saprà mai.. sarà un assessorato, un ministero, un appalto per la gestione dell’acqua o per una colata di cemento, settore in cui Casini ha ottime entrature in famiglia. L’Udc sancirà l&#8217;alleanza con il Pdl. Chi lo siglerà? Dell’Utri e Cuffaro?<br />
La manovra di bassa lega è chiara e mostra come il governo sia in debito di ossigeno e di consensi, fa di tutto pur di scongiurare il rischio di andare a casa o di tornare alle urne perdendo le elezioni. A Casini tocca il ruolo della stampella e i centristi sono pronti a seppellire anche l&#8217;ultimo fiato di coscienza, assetati come sono di poltrone e d’affari.<br />
Casini: “Sì a un governo di larghe intese. Occorre realizzare riforme importanti per il bene del Paese&#8221;.  Quali? Intercettazioni? Legittimo impedimento? Tagli a scuola,  cultura e ricerca? Scudo fiscale?<br />
Una alleanza di natura subordinata e affaristica tra un “padrone e uno schiavo”, come ha detto lo stesso Casini. Possiamo immaginare che con questi presupposti l&#8217;accordo durerà da Natale a Santo Stefano.<br />
..<br />
Ma pure vedere il Cardinal Bertone dentro questo mercato di vacche!!!?<br />
Se pure avesse ricevuto B in Vaticano, avrebbe potuto farla passare come una normale visita di un capo di Stato. Se pure avesse ricevuto Letta o Casini nelle sue stanze, sarebbe stata normale amministrazione vaticanizia. Ma andare a una cenetta serale, come una qualsiasi squinzietta, a casa di Vespa col mandruccone, già grandissimo peccatore, dissacratore di ostie, mafioso e stragista, il suo fido e i due da abboccare.. che vergogna, Cardinale! Che scadenza di gusto!<br />
E come si è messo? Senza trucco e in nero corto?<br />
<em>VV.</em></p>
<p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_AIODOG7JLmM/TDqygUiWAiI/AAAAAAAABV8/E5rCf2ng8zo/s400/IL++BUON++PASTORE.JPG" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Maledetta sia la vostra violenza. L’Aquila tornerà a volare</strong><br />
<em>Alessio Di Florio</em><br />
www.bellaciao.org/it/spip.php?article27043</p>
<p>Sia maledetta la vostra violenza, la violenza dei vostri manganelli. Mercoledì siamo scesi a Roma in migliaia, con la nostra voglia di vivere, la nostra determinazione, l’amore per la nostra terra, l’amore per il futuro della nostra terra. E abbiamo trovato i vostri maledetti manganelli, l’oscena violenza del vostro potere. Manganelli maledetti, che sull’asfalto della Città Eterna hanno lasciato il nostro sangue, hanno ferito i nostri corpi per uccidere il nostro futuro. Ma noi non taceremo. La vostra maledetta violenza non ci impedirà di gridare ancora, sempre, fin quando non sarà fatta giustizia e non saremo nuovamente liberi. Torneremo alle vostre porte e grideremo ancora più forte, perché anche se vi credete assolti sarete per sempre coinvolti. Per sempre sarete colpevoli dello scempio e del tentato assassinio della terra d’Abruzzo.<br />
Maledetta sia la vostra violenza, la violenza della vostra propaganda. Che ieri esaltava la menzogna e una ricostruzione che ha definitivamente tentato di assassinare la nostra città. E che oggi tenta di dividerci, di separare i &#8220;buoni&#8221; dai &#8220;cattivi&#8221;, chi s’inchina al potere e chi lo denuncia.<br />
Maledetta sia la vostra violenza, la violenza che prima dei manganelli si è chiamata affarismo, militarizzazione, autoritarismo. Quella violenza che ha imprigionato la nostra città e le sue strade, le nostre vite e le nostre case. Maledetta sia la vostra violenza. Una violenza che grida giustizia davanti agli uomini e al cielo. Quel cielo che l’inverno scorso ha pianto con noi, quel cielo da cui è calato il freddo che ha gelato le nostre speranze e ha svelato l’assurdità del vostro potere.<br />
Maledetta sia la vostra violenza. Tutta. Fin in fondo. Il 6 aprile 2009 alle 3 e 32 l’Abruzzo è stato ferito dal terremoto della terra. Ma noi eravamo lì, pronti a rinascere e ricostruire. Con la fierezza, l’entusiasmo, la forza e la determinazione delle nostre genti. Ma poi siete arrivati voi. Ci avete rinchiuso nei campi, ci avete disperso a migliaia di chilometri di distanza. Da oltre un anno siamo prigionieri di un presente che non ci appartiene e di un futuro che viene costantemente assassinato. E’ il terremoto delle anime e del potere, immensamente più devastante di quell’istante maledetto. Maledetta sia la vostra violenza. Quella violenza che prosegue tutt’ora, che ci perseguita. La violenza degli affari, delle mafie, della speculazione, della menzogna. Ma noi non la subiamo e non la subiremo. Ci ribelliamo e ci ribelleremo, grideremo ancora e torneremo nelle piazze, nelle strade. Indignati, arrabbiati, fieri e mai domi. Maledetta sia la vostra violenza. Che non ci fermerà e non assassinerà la nostra terra.<br />
L’Aquila siamo noi. L’Aquila risorgerà. La vostra maledetta violenza non ci impedirà la speranza e il sogno. Perché noi rivogliamo il nostro sacrosanto diritto ad avere una città libera, ad avere giustizia, alla socialità. Non aspetteremo che prosegua l’opera di annientamento della nostra L’Aquila. Stiamo organizzando la speranza, stiamo impastando il sogno. E non abbiamo paura dei vostri manganelli e della vostra violenza. Torneremo ancora alle vostre orte. E grideremo ancora più forte. L’Aquila tornerà a volare&#8230;</p>
<p><img src="http://www.massimilianopelletti.com/img/Pittura/Adessononhopiupaura.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Silvanetta segnala:<br />
Da Il Fatto Quotidiano di oggi<br />
<strong>Il patto della prostata </strong><br />
<em>Marco Travaglio </em></p>
<p>Chiuso per lutto il salotto di Maria Angiolillo, chiuso per ferie il salotto di Porta a Porta, il tenutario Vespa ha dovuto aprire quello di casa sua, anzi di Propaganda Fide, con vista su Trinità dei Monti, e apparecchiare un frugale pasto per alcuni noti senzatetto, strappandoli alla mensa della Caritas: il signor B., la figlia Marina, Piercasinando, il banchiere Geronzi, il governatore Draghi, Letta-Letta con gentil consorte e il cardinal Bertone che passava di lì in sottana di ordinanza a riscuotere la pigione (10 mila € al mese).<br />
Assente giustificato Flavio Carboni, trattenuto da un precedente impegno a Regina Coeli. Sempre schivo e modesto, l’insetto ha spiegato di aver voluto festeggiare i suoi primi “cinquant’anni di giornalismo” (lui lo chiama così) con “pochi amici”: la prova che B. è perseguitato dai poteri forti e Vespa è un giornalista equidistante.<br />
O, come dice Gian Antonio Stella, equivicino. In realtà la soirèe doveva riattizzare la passione fra due vecchi amanti un po’ in freddo: Silvio e Pier.<br />
E il mezzano à pois si è volentieri prestato, con la collaborazione della sua signora Augusta Iannini, giudice distaccata al ministero della Giustizia per mettere in italiano le leggi ostrogote che escono dalla penna di Al Fano su misura per Al Nano.<br />
La sora Augusta sfaccendava in cucina, raccomandando agli ospiti di mettere le pattine per non sporcare in giro, chè poi tocca a lei lucidare in mancanza di Anemone.<br />
La notizia ha sovreccitato i retroscenisti di palazzo, scatenati nella caccia al menu dell’imperdibile serata, già paragonata per la sua portata storica alla cena in casa Letta del 1997, quella del “patto della crostata” tra B. &amp; Max D’Alema in fregola di Bicamerale.<br />
Ora, vista l’età media dei commensali, siamo al patto della prostata.<br />
Ma si diceva del menu.<br />
Il Geniale parla di “una forchettata di spigola e un sorbetto al limone”.<br />
La Stampa aggiunge “una pasta col pesce, un’immancabile caprese di cui il Cavaliere è assai goloso” e poi un imprecisato “gelato”.<br />
“Discordanti”, per La Stampa, “le testimonianze sul vino”: è certo che fosse bianco, forse un Greco di Tufo.<br />
Il sensale Bruno, vestito da pinguino con le code di rondine, svolazzava felpato tra gli ospiti coi piedi dolci e il tovagliolo bianco sul braccio:<br />
“Vogliamo cominciare con un prosciutto e melone? Abbiamo anche degli antipastini caldi.<br />
Signori, facciano loro, sono qui per servirli”.<br />
Come sempre, del resto.<br />
Nessun cronista da riporto fa cenno ai piatti tipici della casa: la lingua d’insetto in tutte le salse e il leccalecca al gusto di tuttifrutti.<br />
Pare che B. avesse chiesto un Fini alla vaccinara, ma non c’è stato il tempo.<br />
A fine pasto, a un segnale convenuto dell’anfitrione maculato, Bertone attaccava a illustrare il dogma dell’Immacolata concezione del cardinal Sepe.<br />
Draghi spiegava gli standard di onorabilità dei banchieri a un incuriosito Geronzi.<br />
Letta e Vespa discutevano animatamente della legge bavaglio, concludendo che per loro non cambia nulla.<br />
Le tre pie donne si ritiravano in tinello a caricare la lavastoviglie.<br />
La consegna infatti era di consentire ai due piccioncini Silvio &amp; Pier di appartarsi dietro il separé, nella speranza che riscoccasse la scintilla dei bei tempi che furono.<br />
Per agevolare il compito a Cupido, il dàlmata dei mezzibusti metteva su un disco romantico e modulava luci soffuse.<br />
Silvio, per fare colpo, si ritirava in bagno a incipriarsi il naso e rifarsi il trucco.<br />
Poi passava ai preliminari, insistendo molto sulla benedizione vaticana e sulla comune appartenenza al Ppe.<br />
Ma Pier faceva la ritrosetta, allora il premier le ha offerto la vicepresidenza del Consiglio più lo Sviluppo Economico, vacante per le dimissioni di Scajola, o gli Esteri, vacanti per la presenza di Frattini Dry.<br />
Intanto, in punta di piedi, gli altri ospiti si dileguavano l’uno dopo l’altro, lasciandoli soli.<br />
Quel che è accaduto dopo, a luci spente, lo lasciamo all’immaginazione dei lettori.<br />
Per saperne di più, dovremo attendere il prossimo libro di Vespa.<br />
A meno che Piercasinando, memore di un illustre precedente, abbia registrato tutto.<br />
..<br />
Memorabile!<br />
<em>Dopo il patto della crostata<br />
quello della prostata!</em><br />
<strong>Viviana</strong><br />
..<br />
Silvanetta segnala:<br />
<strong>Ricostruzione all’Aquila, il sindaco Cialente querela Stracquadanio</strong> (Pdl)</p>
<p>Il sindaco dell’Aquila e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, ha annunciato la presentazione di una querela nei confronti del parlamentare del Pdl Giorgio Celio Stracquadanio per le parole pronunciate nel corso dell’intervento alla Camera dei Deputati nella seduta del 7 luglio scorso, in concomitanza con la manifestazione di protesta di circa cinquemila aquilani a Roma durante la quale vi furono scontri con la polizia.<br />
Lo ha reso noto lo stesso sindaco in una conferenza stampa.<br />
Cialente si e’ presentato con gli atti parlamentari relativi al discorso dell’esponente del Pdl che ha attaccato il sindaco affermando che ”ha qualche interesse in gioco nella partita della non ricostruzione e poi cerca di scaricare questi interessi sul governo che lo ha nominato dall’inizio commissario straordinario”.<br />
Il parlamentare del Pdl aveva anche attaccato gli aquilani per la protesta denunciando che la ricostruzione non puo’ essere fatta attraverso la manifestazione delle carriole e sottolineando che L’Aquila ”era una citta’ che stava morendo, indipendentemente dal terremoto, e che il terremoto ne ha certificato la morte civile”.<br />
Per Cialente, l’esponente del Pdl ha detto sciocchezze e cose non vere, ”ma lo querelo per difendere la citta’ definita morente, cosa non vera perche’ L’Aquila, dopo una crisi industriale comune a molti altri centri, si stava rilanciando”.<br />
”So che con l’immunita’ parlamentare non succederà nulla – ha continuato Cialente – ma querelerò Stracquadanio, il cui intervento dimostra a quali umiliazioni sono costretti gli aquilani e che cosa pensa il Pdl dei terremotati.<br />
Possono anche mandarmi via, ma sappiano che troveranno 40mila aquilani più arrabbiati di me”.</p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/terremoto-laquila-cialente-querela-stracquadanio-464765/">www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/terremoto-laquila-cialente-querela-stracquadanio-464765/</a><br />
..<br />
&#8220;<em>L&#8217;essere umano è l&#8217;unico che inciampa due volte nella stessa pietra</em>&#8220;<br />
<strong>Josè Saramago</strong><br />
..<br />
B ha dichiarato che il diritto di stampa non è un diritto assoluto.<br />
Quando al G8 di Genova disse che l’habeas corpus era stato sospeso, dichiarò in pratica che anche il diritto alla vita non era un diritto assoluto.<br />
L’unico diritto assoluto in Italia sembra che sia il suo a comandare.<br />
<em>Viviana</em><br />
..<br />
“<em>La rivoluzione deve cominciare da dentro, e non dal fuori. Quando scoppia un tumulto, la gente, la prima cosa che fa, va a rubare un televisore. Vuole lo stesso veleno che ha rincoglionito l’avversario</em>&#8220;<br />
<strong>Charles Bukowski </strong><br />
..<br />
“La difesa assoluta della privacy di B è di per se un reato, un crimine, un&#8217;azione a delinquere. Il boss mafioso ha diritto alla privacy altrimenti diventa galeotto e perde potere. La legge è solo un intralcio, grande capo del governo, democratico affarista senza scrupoli, ci porterà allo stremo delle forze e ci vorranno decenni per ricostruire le macerie berlusconiane.”<br />
<strong>Cesare Beccaria</strong><br />
..<br />
<strong>SULLE STRAGI</strong><br />
<strong>Beppe Grillo</strong></p>
<p>Attilio Bolzoni fa una considerazione inquietante: come è possibile che all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 un gruppo di corleonesi guidati da Totò Riina abbia sterminato in breve tempo le famiglie mafiose rivali e ucciso 1500 persone senza subire neppure una perdita, un solo ferito? Senza un aiuto esterno è impossibile, lo dice il buon senso. I mafiosi stragisti di Riina furono sepolti nelle carceri del 41 bis dopo aver portato a termine le stragi di Capaci, di via D&#8217;Amelio, dei Georgofili di Firenze e del PAC di Milano. Non serviva più. Il traghettamento alla Seconda Repubblica era ormai avvenuto. Le più potenti famiglie mafiose del dopoguerra sono state cancellate dalla faccia della terra o rinchiuse in galera con decine di ergastoli. Cui prodest?<br />
Gli scricchiolii, i segni premonitori della fine della Seconda Repubblica ci sono tutti. Tra questi le dichiarazioni di Spatuzza e Ciancimino e l&#8217;accertamento della trattativa Stato Mafia degli anni &#8217;90. La transizione è già in atto e i poteri (sempre meno occulti) sono già al tavolo della trattativa. Aspettiamoci di tutto.</p>
<p>Lo Stato attentò alla vita di Giovanni Falcone<br />
Blog: &#8220;Attilio Bolzoni uno dei passaggi chiave nella vicenda che poi porta a parlare di trattativa tra Stato – mafia, tra pezzi dello Stato che non sanno cosa fanno altri pezzi dello Stato, è il fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura, cosa avete scoperto?&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Giuseppe Falcone è stato ucciso il 23 maggio 1992 a Capaci, ma ha cominciato a morire 3 anni prima all’Addaura, all’Addaura c’era qualcuno che voleva Falcone morto, qualcuno che non era solo un mafioso, le ultime indagini ci raccontano che c’era un pezzo di Stato che lo voleva morto e un pezzo di Stato che per fortuna quel giorno ha salvato Falcone.&#8221;<br />
Blog: &#8220;In particolare un agente di polizia che poi…&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Da quello che si è capito l’attentato ha cambiato scena dopo più di 21 anni, si era sempre pensato che i killer venissero dal mare su un canotto color arancio, giallo, a quanto pare invece i killer sono venuti da terra, i mafiosi dell’Acqua Santa, della Vergine Maria, dell’Arenella insieme a presenze estranee molto probabilmente, uomini degli apparati, loro hanno messo quei 58 candelotti esplosivi sugli scogli davanti alla villa di Falcone e a quanto pare due poliziotti, Antonino Agostino e Emanuele Piazza del giorno se ne accorsero e in qualche modo salvarono la vita a Falcone. &#8220;Blog: &#8220;Distruggendo però un piano, una strategia probabilmente, pagarono a caro prezzo quell’intervento.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;La strategia era doppia, l’attentato all’Addaura era stato accuratamente preparato con una serie di lettere anonime che servirono a delegittimare Falcone lo indicavano lui e il Vicecapo della Polizia del tempo Gianni De Gennaro come i mandanti di killer di Stato, il ritorno del pentito Contorno in Sicilia, sarebbe ritornato per uccidere i rivali di cosca, un delirio, una follia, mai il giudice Falcone avrebbe neanche immaginato una cosa di questo tipo, ma un corvo scrisse queste cose delegittimandolo, le voci della Palermo più infetta fecero il resto e poi si arrivò all’Addaura, la cosa stupefacente dopo 20 anni è che si è intuito, scoperto che anche apparati dello Stato erano lì per uccidere Falcone. Poche ore dopo l’attentato all’Addaura Falcone però aveva già intuito tutto quando parlò delle menti raffinatissime e parlando di menti raffinatissime che avevano organizzato l’attentato all’Addaura certo non si riferiva ai boss di Cosa Nostra.&#8221;<br />
Blog: &#8220;Sembra che ci sia un unico filo conduttore da Portella della Ginestra fino quasi alla strage di Via D’Amelia.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Portella è stata la prima strage di Stato, partirei dalla fine degli anni 70, quando un gruppo di mafia non è più servito e è stato cancellato dalla faccia della terra dai corleonesi di Totò Riina pensate, tra la primavera del 1981 e l’autunno del 1983 nelle 4 province della Sicilia occidentale: Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta sono stati uccisi circa 1500 mafiosi, non conto le lupare bianche, i sequestri senza ritorno. Contemporaneamente Cosa Nostra lancia per la prima volta nella sua storia un attacco senza precedenti allo Stato, da una parte lo Stato, dall’altra parte l’aristocrazia mafiosa e dall’altra parte ancora i vincitori di queste due guerre, una interna a Cosa Nostra e una esterna, Totò Riina con 70 caproni scesi dalle montagne per conquistare Palermo e la Sicilia, così ci hanno raccontato la storia, la storia non è andata così. Totò Riina era l’espressione di un gruppo di potere che serviva in quel momento, a qualcuno serviva una mafia stragista, l’avremmo capito tanti anni dopo, nel 1992 quando c’è stato Capaci e poi Via Marino D’Amelio.&#8221;<br />
Blog: &#8220;Eppure la sentenza d’appello a carico di Marcello Dell’Utri sembra in qualche modo dire che non ci fu alcun burattinaio dietro alla discesa in campo di Forza Italia e ai collegamenti con la mafia, nessun padrino e nessuna stretta di mano inconfessabile.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;La sentenza Dell’Utri è la sentenza di un processo, intanto ritengo che sia una sentenza importante perché ci conferma quello che già sapevamo, 25 anni di relazioni, un periodo molto lungo, strettissime tra l’uomo che è stato l’ombra di Silvio B imprenditore e i capi della Cosa Nostra siciliana, questo ci dice la sentenza, ci dice anche che secondo quei giudici della Corte d’Appello di Palermo, questo rapporto si è interrotto secondo loro all’improvviso dal 1992 in poi, ma questa è la storia del processo Dell’Utri. Ci sono in questo momento investigazioni, inchieste aperte in diverse procure italiane oltre a Palermo, Caltanissetta, Firenze per le bombe in continente del 1993 che raccontano un’altra storia che soltanto ieri il Presidente della Commissione parlamentare antimafia Pisanu ha rilanciato: le stragi non sono state solo stragi di mafia, ma c’è stato un groviglio di apparati, deviati dello Stato, logge massoniche, lobby. La verità è questa, che Cosa Nostra soprattutto per le stragi del 1992/1993 è stata usata e sacrificata, dove è finito Totò Riina? Dove sono finiti i suoi 70 corleonesi? Perché di 70 uomini d’onore si parla, sono tutti seppelliti, sono tutti sepolti nei bracci del 41 bis, dopo avere fatto il lavoro sporco.&#8221;</p>
<p>Gli smemorati tornano a ricordare<br />
Blog: &#8220;Non sarà una prova ma è certamente un indizio l’imbarazzo che la storia della trattativa tra Stato – mafia provoca nelle istituzioni, chi perde la memoria, chi prima dice una cosa e poi ci ripensa? &#8220;<br />
Bolzoni: &#8220;Quello è l’aspetto più sconcertante della trattativa, a distanza di 17 anni ex ministri, ex alti funzionari dello Stato ritrovano la memoria casualmente quando Ciancimino parla e piombano a Palermo a testimoniare su fatti così gravi, è una cosa che mi lascia senza fiato! Dopo 17 anni personaggi ai massimi livelli delle istituzioni, si ricordano dettagli così importanti che probabilmente erano dettagli che hanno fatto la differenza tra la vita e la morte, mi riferisco a Borsellino, quest’ultimo molto probabilmente muore perché viene a conoscenza di quella trattativa. &#8220;Blog: &#8220;Il fatto che Dell’Utri abbia ribadito ancora una volta, ove non fosse stato chiaro, la sua idea su Mangano, è un eroe fosse un messaggio per esempio per un Giuseppe Graviano che non ha detto nulla quando doveva essere interrogato dai magistrati?&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Il senatore Dell’Utri ci ha impartito una grande lezione di mafiosità: la migliore parola è quella che non si dice, non si stanca mai di ripetere che Mangano è un eroe perché non ha parlato e ha fatto sapere a tutti , anche dopo la sentenza che lui non parlerà. &#8220;<br />
Blog: &#8220;Però ci sono altri pentiti che potrebbero cambiare idea circa la loro collaborazione, a Spatuzza viene negata e si parla di un pentito che a 24 ore dalla chiusura del processo Mori ha deciso di non parlare più a Palermo.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;La vicenda Spatuzza è un’altra di quelle vicende stupefacenti che riguarda lo Stato, mai si era visto che tre Procure ritenessero affidabile un collaboratore di giustizia e che collaboratore! Sta riscrivendo la storia delle stragi, e che una commissione ministeriale decidesse, senza l’assenso dei due magistrati della Procura nazionale antimafia che erano presenti, di non inserirlo nel programma di protezione, una decisione di una gravità inaudita, però penso a proposito di Spatuzza che questa decisione non sia tanto scaturita da quello che Spatuzza ha detto pubblicamente anche, prima ai procuratori di Firenze, poi pubblicamente a proposito delle stragi in continente, quando ha fatto i nomi di Dell’Utri e del nostro Presidente del Consiglio coinvolti in qualche modo in quell’altra trattativa nella stagione delle bombe italiane, perché Spatuzza dice una cosa che sente de relato, che sente da Giuseppe Graviano, da madre natura, dal suo padrone e probabilmente noi non sappiamo se quello che gli ha detto Graviano è vero o non è vero, comunque anche se fosse vero, mettiamo per ipotesi che fosse vero, sa solo quel pezzo perché Spatuzza è un sicario, però è un sicario che il 18 luglio 1992, 24 ore prima che il Procuratore Paolo Borsellino saltasse in aria con 5 agenti della sua scorta, tra poliziotti e una poliziotta, c’era anche una donna poliziotto, Spatuzza vede in un garage di Brancaccio i suoi compari e una presenza estranea che ha individuato come un agente dei servizi segreti. Sappiamo che era il vicecapo del Sisde con incarichi operativi in Sicilia, mentre caricano di esplosivo la FIAT 126 che sarebbe servita il giorno dopo per l’attentato. Vogliamo non farlo entrare nel programma di protezione? Ho fatto un pezzo su Repubblica parlando con un titolo “Il sasso in bocca” questo mi ha ricordato! &#8220;<br />
Blog: &#8220;Così torniamo anche all’inizio della nostra chiacchierata e all’Addaura, le presenze estranee e le presenze… &#8220;<br />
Bolzoni: &#8220;In tutte le stragi e gli omicidi eccellenti siciliani ci sono state queste presenze estranee, da Dalla Chiesa a Chinnici, da Falcone a Borsellino, da Pio La Torre, dirò di più anche la guerra di mafia degli anni 80 non è stata raccontata come bisogna adesso raccontarla dopo 25 anni. Credo che ci siano state delle presenze estranee anche in quella carneficina, 1500 morti da una parte, feriti e morti dall’altra zero!&#8221;<br />
&#8230;.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/12/news/ganzer_condannato-5537207/">www.repubblica.it/cronaca/2010/07/12/news/ganzer_condannato-5537207/</a><br />
<strong>Ganzer condannato a 14 anni per traffico di droga e peculato</strong></p>
<p>Il generale, attuale comandante del Ros, è stato processato per la costituzione di associazione a delinquere finalizzata alla vendita di stupefacenti. Condannato anche all&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici.<br />
MILANO &#8211; Il generale Giampaolo Ganzer, attuale comandante del Ros, è stato condannato a 14 anni di carcere a Milano nell&#8217;ambito del processo su presunte irregolarità in operazioni antidroga condotte negli anni &#8217;90 da un piccolo gruppo all&#8217;interno del reparto speciale dell&#8217;Arma. Ganzer è stato inoltre interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. &#8220;Le sentenze non si possono che rispettare. Aspettiamo le motivazioni&#8221;, è stato l&#8217;unico commento del generale.<br />
Giampaolo Ganzer era accusato insieme ad altre 17 persone di aver costituito un&#8217;associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati. Per Ganzer è scattata anche l&#8217;interdizione perpetua ai pubblici uffici.<br />
Condannato anche l&#8217;ex colonnello del Ros e attuale membro dell&#8217;Aise (servizi segreti) Mauro Obinu, a cui è stata inflitta la pena di sette anni e dieci mesi di carcere, oltre che l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici.<br />
La Corte, presieduta da Luigi Capazzo, dopo una settimana di camera di Consiglio, ha dunque accolto solo in parte le richieste del pm Luisa Zanetti che sosteneva che &#8220;all&#8217;interno del raggruppamento operativo speciale dei carabinieri c&#8217;era un insieme di ufficiali e sottoufficiali che, in combutta con alcuni malavitosi, aveva costituito una associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati, al fine di fare una carriera rapida&#8221;.<br />
..<br />
<strong>800.000 EURO DALLO STATO ALLA SCUOLA &#8220;PADANA&#8221; DELLA MAESTRA MANUELA MARRONE IN BOSSI</strong></p>
<p>Ottocentomila euro di aiuti statali alla scuola Bosina di Varese. Lo scrive il Giornale in edicola questa mattina. Un generoso regalo del ministero dell’Economia concesso lo scorso 9 giugno a quella che è chiamata anche la “Scuola libera dei Popoli Padani”: un istituto scolastico che segue gli allievi dalle materne alle medie, improntando gli insegnamenti sulla cultura locale. Con un particolare: la Bosina è stata fondata nel 1998 da Manuela Marrone, “maestra di scuola elementare di lunga esperienza”, come si legge sul sito dell’istituto, ma anche moglie di Umberto Bossi.<br />
La signora Marrone è tuttora tra i soci della cooperativa che dà vita a quest’istituto. Il presidente della scuola è Dario Galli, già senatore della Lega. Proprio la commissione Bilancio al Senato, di cui la Lega ha la vicepresidenza, ha formalizzato l’elenco di enti beneficiari dei contributi stanziati nel Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio creato nel 2008. Un elenco lunghissimo che comprende, oltre a qualche scuola, associazioni culturali, case di riposo, comuni, fondazioni, diocesi, parrocchie, università.<br />
Alla Bosina, in particolare, sono stati destinati trecentomila euro per il 2009 e cinquecentomila euro per il 2010, rubricati alla voce “ampliamento e ristrutturazione”.<br />
Il provvedimento della commissione bilancio che li ha fissati ha anche un nome più popolare, “legge mancia”, perché in quel modo senatori e deputati assegnano contributi e fondi a enti o amministrazioni che hanno particolarmente a cuore, naturalmente anche a fini elettorali. Il valore totale delle “mance”, tra Senato e Camera, si aggira intorno ai 200milioni di euro.<br />
Gli ottocentomila euro alla scuola Bosina serviranno per sostenere un progetto in cui il Carroccio crede molto; “coniugare l’insegnamento previsto dagli organismi competenti con le esigenze del tessuto sociale locale,</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00515.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Sauro manda:<br />
<strong>Contro la legge Balilla</strong></p>
<p>Il suo vero nome è “legge Balilla” e porta la firma congiunta di ben tre ministri: La Russa (Difesa), Meloni (Giovani) e Tremonti (Economia). Obiettivo? Organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani. Costo previsto per i primi tre anni di sperimentazione: 20 milioni di euro. Niente male per essere tempo di crisi.<br />
L’idea del governo è semplice: invitiamo i giovani per tre settimane in caserma, gli facciamo indossare per la prima volta la divisa e gli spieghiamo quanto sia bello far parte delle Forze Armate e andare in missione in giro per il mondo. In questo modo riusciremo a selezionare nuovi volontari per l’arruolamento, ad “assicurare nuova linfa e continuità d’azione” alle associazioni combattentistiche e d’arma e, alla peggio, a promuovere un po’ di sana cultura militare. Dio solo sa, coi tempi che corrono, quanto ne abbiamo bisogno!<br />
Per riuscire nell’operazione bisognerà solo aprire le caserme e renderle un po’ più accoglienti. C’è il rischio che se i giovani vedono in che condizioni sono realmente gli venga voglia di non tornarci più. Per il maquillage delle caserme destinate al loro alloggiamento è prevista una spesa di più di 4 milioni di euro. Per il materiale didattico bastano 350.000€. Ne serviranno invece 850.000 per le attività addestrative. Sì, perché i corsi dei giovani militari non saranno solo chiacchiere. Agli ignari che cadranno nella rete degli uffici propaganda delle forze armate verrà offerta la possibilità di impugnare una pistola (una di quelle vere, non più quelle giocattolo di quando eri bambino) e di imparare ad ammazzare. Se riesci a centrare il bersaglio, naturalmente. Si chiameranno “Lezioni di tiro con l’arma individuale”.<br />
Non si irritino i soliti pacifisti, antimilitaristi e utopisti. Questo progetto (udite, udite!!!) “si pone nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni”. Straordinario!<br />
I corsi, assicurano i nostri tre ministri, saranno una “esperienza di vita unica” che contribuirà “ad avvicinare i giovani ai valori delle Forze Armate, con una formazione specifica al rispetto e alla difesa dei valori costituzionali”. Immagino che si comincerà dallo studio di quell’articolo che comincia con le parole “L’Italia ripudia la guerra…”.<br />
Per togliere ogni dubbio sul cuore degli insegnamenti a cui saranno sottoposti i giovani malcapitati, il disegno di legge ridefinisce a modo suo i compiti istituzionali delle Forze Armate specificando (fate molta attenzione!) che ci si riferisce alle “missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali (!), di contrasto del terrorismo internazionale (!), di soccorso alle popolazioni locali (!) e di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni (!), in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza (!).” Scusate l’ignoranza: dove sta scritto che questi sono i compiti delle FFAA? Ero rimasto all’articolo 11. Quali sono gli interessi nazionali che dobbiamo difendere? Da chi? Quali sono le libere istituzioni che dobbiamo salvaguardare? E poi, quali sono gli altri casi di straordinaria necessità e urgenza in cui dobbiamo intervenire?<br />
I ministri presentatori giurano che i corsi non sono diretti alla promozione o all’acquisizione di titoli per l’arruolamento nelle Forze Armate. Poi però la legge precisa che la partecipazione ai corsi sarà riservata ai giovani più bravi, competenti e atletici, che risiedono nelle aree tipiche di reclutamento e che hanno il più alto titolo di studio. La vera legge Balilla, quella fascista del 1926, era meno discriminatoria. Ma si sa i tempi cambiano, oggi c’è la crisi e le risorse disponibili non sono più quelle di un tempo. Sarebbe bello poterli indottrinare tutti. Ve lo immaginate? Ma non ci sono i soldi. Vedremo più in là. Intanto partiamo con la sperimentazione.<br />
Scherzi a parte (anche se la legge è stata depositata il 1 aprile 2010 non è uno scherzo), questa legge non s’ha da fare. In queste ore il governo sta tentando di far passare il tutto, baipassando la discussione parlamentare, con un emendamento alla finanziaria. Con il risultato paradossale che da un lato taglia  i fondi per l’addestramento (quello vero) dei soldati e dall’altro butta 20 milioni per l’addestramento ideologico delle possibili nuove reclute. Fai sentire la tua voce. Chiama i parlamentari eletti nel tuo collegio e digli di intervenire subito. Unisciti alla Tavola della pace. Diciamo no alla legge Balilla. E se ci sono 20 milioni per la formazione dei giovani, pretendiamo che siano spesi per educare veramente alla cittadinanza e alla Costituzione ovvero alla pace e ai diritti umani, alla legalità e alla giustizia.</p>
<p><em>Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace </em></p>
<p><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/ kpm3/eol/eol2-extra/2010/07/07/jpg_2130461.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>JENA</strong><br />
TROPPE</p>
<p>Nessuna libertà è un diritto assoluto,<br />
neanche quella di dire<br />
troppe cazzate.<br />
..<br />
Dai blogger sul web</p>
<p>&#8220;Bossi dice che ci sono 10 milioni di persone pronte a scendere dalle valli alpine per la secessione. Ma nelle valli ci sono al massimo 6 milioni di persone&#8230; E gli altri 4 milioni? &#8230; Non c&#8217;è problema, li prendiamo dal Sud col contratto a termine&#8221;<br />
<em>Spioncina</em><br />
..<br />
Come l&#8217;Italia era un’espressione geografica, la Padania è solo un&#8217;espressione economica.<br />
I suoi confini infatti variano in base all&#8217;andamento del reddito pro-capite.<br />
<em>Gridu81</em><br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
<p><strong>La violenta Cricca del crimine</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Indagato B come mandante delle stragi ad esecuzione mafiosa del 92-93, finalizzate a destabilizzare il paese per favorire la discesa in campo dell’uomo dell’ordine.<br />
La strage di Bologna costò 85 morti e 200 feriti. La strage di Via D’Amelio costò 6 morti e 24 feriti. Uccisi Falcone e Borsellino. La strage di Via Capaci costò 5 morti e 23 feriti. La strage di Via dei Georgofili costò 5 morti e 48 feriti.</p>
<p>Il consigliori Dell’Utri, ponte tra B e la mafia: condannato in 2° grado a 7 anni  per concorso esterno in associazione mafiosa per fatti gravissimi fino al 1992, avendo trattenuto continuati e stretti rapporti con le vecchie organizzazioni mafiose di Bontade, Riina e  Provenzano. I giudici si fermano all’alba degli assassinii di Falcone e Borsellino stragi e non lo condannano solo perché evitano di proposito di accettare le confessioni e le testimonianze a suo carico dopo il 92.<br />
Malgrado ciò, né Dell’Utri si dimette, specificando bene che è entrato in Senato solo ed esclusivamente per salvarsi dalla galera, né B intende minimamente dimetterlo.</p>
<p>Davanti a simili orrori e a simili imputazioni, chiunque, con un minimo di onestà morale, si allontanerebbe da B come da un appestato.<br />
Invece la Lega lo sostiene, Maroni arriva con arroganza a dichiarare che lui la mafia la combatte, e la maggior parte dei finiani tradisce il proprio partito per schierarsi con lui.</p>
<p>Scandalo Telecom-Sismi: dipendenti Telecom, poliziotti, Carabinieri e Guardia di Finanza tramano con redattori di B, insieme a agenti deviati, in un gigantesco piano di spionaggio dei cittadini a fini di ricatto, una associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto d&#8217;ufficio, appropriazione indebita, falso, favoreggiamento e riciclaggio.<br />
La cricca di B ha spiato in 7 anni 24.000 persone. Ha però la spudoratezza di presentare la legge-bavaglio come norma ‘a difesa della privacy’</p>
<p>Vergognosa campagna diffamatoria falsa su Boffo e Avvenire dei giornali di B<br />
Spionaggio e ricatto di Marrazzo con l’uso di carabinieri.</p>
<p>Si dimette Scajola che si fa pagare a mazzette a sua insaputa.<br />
Si dimette il Ministro Brancher, già carcerato per falso in bilancio e finanziamento illecito al PSI, oggi indagato per appropriazione indebita e ricettazione, fatto Ministro del niente solo perché non testimoni sulle mazzette  con cui B come Fazio compravano i partiti, specie la Lega o salvavano banche fallite come la banca leghista.</p>
<p>Travolto nello scandalo della cricca delle Grandi Opere, Bertolaso, fiore all’occhiello degli spot di B.</p>
<p>Indagato già dal 2009 Cosentino, oggi sottosegretario all’Economia, per concorso esterno alla camorra. La Corte di Cassazione conferma la richiesta di misure cautelari che B respinge, mentre il Parlamento nega ogni autorizzazione a procedere.</p>
<p>Il faccendiere Carbone arrestato in una cricca per lo scandalo sull’eolico in cui è indagato anche il governatore sardo Cappellacci.<br />
La stessa cricca avrebbe fatto pressioni sulla Corte Costituzionale per riammettere il Lodo Alfano, favorire la nomina del pres. della Corte d’Appello di Milano e la candidatura di Cosentino in Campania, spiando e diffamando un altro candidato del Pdl, Caldoro.</p>
<p>Si dimette l’assessore campano Sica, coinvolto nell&#8217;inchiesta romana sulla banda specializzata in campagne diffamatorie, interferenze su giudici e appalti dell&#8217;eolico.</p>
<p>Ogni giorno: un nuovo merdaio sulla cricca di delinquenti capeggiata da B.<br />
Ogni giorno: un nuovo scandalo, un nuovo abominio.<br />
Non c&#8217;è uno nella cerchia del gaglioffo che prima o poi non risulti incriminato per qualcosa di grave.</p>
<p>Spionaggio, ricatti, mazzette, diffamazioni, compravendite di cariche pubbliche, corruzione, inquinamento delle istituzioni, rapporti con mafia e camorra, abuso di droga e narcotraffico, furti di stato, abusi di ogni tipo, crimini pesantissimi che arrivano fino alle stragi.</p>
<p>Cosa aspettiamo d&#8217;altro?</p>
<p><img src="http://1.bp.blogspot.com/_syA7LNI8jMM/TDuBXjz1cPI/AAAAAAAAA9k/7khth8uR_fo/s400/silviostampa.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Di Pietro</strong></p>
<p>L&#8217;inchiesta sull&#8217;eolico in Sardegna è l&#8217;ennesima prova che il Pdl è il partito della P2 e del malaffare. Denis Verdini, che del partito dell&#8217;amore è coordinatore nazionale è finito nell&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto di Flavio Carboni, imprenditore vicino a B. Un fatto quasi sistematico. (ormai non passa giorno che emerga un po’ della merda del Pdl-Viviana)<br />
All&#8217;interno del Pdl avere guai con la giustizia è un segno di merito, una questione di curriculum. Come per Brancher, il ministro più breve della storia repubblicana, nominato per rendergli omaggio di quanto fatto. O come per Bertolaso, ancora ai vertici della Protezione Civile nonostante lo scandalo aquilano, e non solo.<br />
Ma B chiude gli occhi ed è magnanimo quando a finire nelle mire della magistratura è qualcuno che porta con sé un buon pacchetto di voti (non importa se dalla camorra: Cosentino -Viviana). Questa è la logica massonica.<br />
Oggi il Pdl è un partito lacerato. Un rottame che perde pezzi a ogni curva. B lo sa. Sa che la fine della corsa potrebbe essere questione di settimane, giorni, ore. E cerca di aggrapparsi in ogni modo a chiunque possa prolungare l&#8217;agonia. Prova ad abbracciare Casini, ma la Lega lo trascina dall&#8217;altra parte. Prova a recuperare i dissidenti del suo partito, ma non ci riesce.<br />
Questo Governo ha un solo scopo: sopravvivere, attaccato al potere. Non  gliene frega niente di riforme, ripresa economica o futuro del Paese. L&#8217;unico scopo è il potere perché con quello si fanno affari d&#8217;oro. non è un caso se le imprese di B non conoscono crisi. Una smania di potere che sta passando Italia  e Stato sociale al tritacarne. E mentre noi cittadini &#8220;passammo &#8216;e guaje&#8221;, come canta Pino Daniele &#8220;chiste, invece &#8216;e dá na mano, s&#8217;allisciano, se váttono, se mágnano &#8216;a cittá!&#8230;&#8221;.<br />
..<br />
<strong>DI PIETRO</strong><br />
Mercato delle vacche</p>
<p>B:  &#8220;Chi vota Casini vota la sx&#8221;.<br />
E Casini su B: &#8220;E&#8217; un po&#8217; disperato&#8230;tratta gli alleati come un padrone del Settecento trattava gli schiavi&#8221;.<br />
Sono avversari o sono amici? Comunque sono  i protagonisti di una compravendita politica. Il governo è in piena campagna acquisti. Quale sia la merce di scambio nessuno lo saprà mai.. sarà un assessorato, un ministero, un appalto per la gestione dell’acqua o per una colata di cemento, settore in cui Casini ha ottime entrature in famiglia. L’Udc sancirà l&#8217;alleanza con il Pdl. Chi lo siglerà? Dell’Utri e Cuffaro?<br />
La manovra di bassa lega è chiara e mostra come il governo sia in debito di ossigeno e di consensi, fa di tutto pur di scongiurare il rischio di andare a casa o di tornare alle urne perdendo le elezioni. A Casini tocca il ruolo della stampella e i centristi sono pronti a seppellire anche l&#8217;ultimo fiato di coscienza, assetati come sono di poltrone e d’affari.<br />
Casini: “Sì a un governo di larghe intese. Occorre realizzare riforme importanti per il bene del Paese&#8221;.  Quali? Intercettazioni? Legittimo impedimento? Tagli a scuola,  cultura e ricerca? Scudo fiscale?<br />
Una alleanza di natura subordinata e affaristica tra un “padrone e uno schiavo”, come ha detto lo stesso Casini. Possiamo immaginare che con questi presupposti l&#8217;accordo durerà da Natale a Santo Stefano.<br />
..<br />
Ma pure vedere il Cardinal Bertone dentro questo mercato di vacche!!!?<br />
Se pure avesse ricevuto B in Vaticano, avrebbe potuto farla passare come una normale visita di un capo di Stato. Se pure avesse ricevuto Letta o Casini nelle sue stanze, sarebbe stata normale amministrazione vaticanizia. Ma andare a una cenetta serale, come una qualsiasi squinzietta, a casa di Vespa col mandruccone, già grandissimo peccatore, dissacratore di ostie, mafioso e stragista, il suo fido e i due da abboccare.. che vergogna, Cardinale! Che scadenza di gusto!<br />
E come si è messo? Senza trucco e in nero corto?<br />
<em>VV.</em></p>
<p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_AIODOG7JLmM/TDqygUiWAiI/AAAAAAAABV8/E5rCf2ng8zo/s400/IL++BUON++PASTORE.JPG" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Maledetta sia la vostra violenza. L’Aquila tornerà a volare</strong><br />
<em>Alessio Di Florio</em><br />
www.bellaciao.org/it/spip.php?article27043</p>
<p>Sia maledetta la vostra violenza, la violenza dei vostri manganelli. Mercoledì siamo scesi a Roma in migliaia, con la nostra voglia di vivere, la nostra determinazione, l’amore per la nostra terra, l’amore per il futuro della nostra terra. E abbiamo trovato i vostri maledetti manganelli, l’oscena violenza del vostro potere. Manganelli maledetti, che sull’asfalto della Città Eterna hanno lasciato il nostro sangue, hanno ferito i nostri corpi per uccidere il nostro futuro. Ma noi non taceremo. La vostra maledetta violenza non ci impedirà di gridare ancora, sempre, fin quando non sarà fatta giustizia e non saremo nuovamente liberi. Torneremo alle vostre porte e grideremo ancora più forte, perché anche se vi credete assolti sarete per sempre coinvolti. Per sempre sarete colpevoli dello scempio e del tentato assassinio della terra d’Abruzzo.<br />
Maledetta sia la vostra violenza, la violenza della vostra propaganda. Che ieri esaltava la menzogna e una ricostruzione che ha definitivamente tentato di assassinare la nostra città. E che oggi tenta di dividerci, di separare i &#8220;buoni&#8221; dai &#8220;cattivi&#8221;, chi s’inchina al potere e chi lo denuncia.<br />
Maledetta sia la vostra violenza, la violenza che prima dei manganelli si è chiamata affarismo, militarizzazione, autoritarismo. Quella violenza che ha imprigionato la nostra città e le sue strade, le nostre vite e le nostre case. Maledetta sia la vostra violenza. Una violenza che grida giustizia davanti agli uomini e al cielo. Quel cielo che l’inverno scorso ha pianto con noi, quel cielo da cui è calato il freddo che ha gelato le nostre speranze e ha svelato l’assurdità del vostro potere.<br />
Maledetta sia la vostra violenza. Tutta. Fin in fondo. Il 6 aprile 2009 alle 3 e 32 l’Abruzzo è stato ferito dal terremoto della terra. Ma noi eravamo lì, pronti a rinascere e ricostruire. Con la fierezza, l’entusiasmo, la forza e la determinazione delle nostre genti. Ma poi siete arrivati voi. Ci avete rinchiuso nei campi, ci avete disperso a migliaia di chilometri di distanza. Da oltre un anno siamo prigionieri di un presente che non ci appartiene e di un futuro che viene costantemente assassinato. E’ il terremoto delle anime e del potere, immensamente più devastante di quell’istante maledetto. Maledetta sia la vostra violenza. Quella violenza che prosegue tutt’ora, che ci perseguita. La violenza degli affari, delle mafie, della speculazione, della menzogna. Ma noi non la subiamo e non la subiremo. Ci ribelliamo e ci ribelleremo, grideremo ancora e torneremo nelle piazze, nelle strade. Indignati, arrabbiati, fieri e mai domi. Maledetta sia la vostra violenza. Che non ci fermerà e non assassinerà la nostra terra.<br />
L’Aquila siamo noi. L’Aquila risorgerà. La vostra maledetta violenza non ci impedirà la speranza e il sogno. Perché noi rivogliamo il nostro sacrosanto diritto ad avere una città libera, ad avere giustizia, alla socialità. Non aspetteremo che prosegua l’opera di annientamento della nostra L’Aquila. Stiamo organizzando la speranza, stiamo impastando il sogno. E non abbiamo paura dei vostri manganelli e della vostra violenza. Torneremo ancora alle vostre orte. E grideremo ancora più forte. L’Aquila tornerà a volare&#8230;<br />
..<br />
Silvanetta segnala:<br />
Da Il Fatto Quotidiano di oggi<br />
<strong>Il patto della prostata </strong><br />
<em>Marco Travaglio </em></p>
<p>Chiuso per lutto il salotto di Maria Angiolillo, chiuso per ferie il salotto di Porta a Porta, il tenutario Vespa ha dovuto aprire quello di casa sua, anzi di Propaganda Fide, con vista su Trinità dei Monti, e apparecchiare un frugale pasto per alcuni noti senzatetto, strappandoli alla mensa della Caritas: il signor B., la figlia Marina, Piercasinando, il banchiere Geronzi, il governatore Draghi, Letta-Letta con gentil consorte e il cardinal Bertone che passava di lì in sottana di ordinanza a riscuotere la pigione (10 mila € al mese).<br />
Assente giustificato Flavio Carboni, trattenuto da un precedente impegno a Regina Coeli. Sempre schivo e modesto, l’insetto ha spiegato di aver voluto festeggiare i suoi primi “cinquant’anni di giornalismo” (lui lo chiama così) con “pochi amici”: la prova che B. è perseguitato dai poteri forti e Vespa è un giornalista equidistante.<br />
O, come dice Gian Antonio Stella, equivicino. In realtà la soirèe doveva riattizzare la passione fra due vecchi amanti un po’ in freddo: Silvio e Pier.<br />
E il mezzano à pois si è volentieri prestato, con la collaborazione della sua signora Augusta Iannini, giudice distaccata al ministero della Giustizia per mettere in italiano le leggi ostrogote che escono dalla penna di Al Fano su misura per Al Nano.<br />
La sora Augusta sfaccendava in cucina, raccomandando agli ospiti di mettere le pattine per non sporcare in giro, chè poi tocca a lei lucidare in mancanza di Anemone.<br />
La notizia ha sovreccitato i retroscenisti di palazzo, scatenati nella caccia al menu dell’imperdibile serata, già paragonata per la sua portata storica alla cena in casa Letta del 1997, quella del “patto della crostata” tra B. &amp; Max D’Alema in fregola di Bicamerale.<br />
Ora, vista l’età media dei commensali, siamo al patto della prostata.<br />
Ma si diceva del menu.<br />
Il Geniale parla di “una forchettata di spigola e un sorbetto al limone”.<br />
La Stampa aggiunge “una pasta col pesce, un’immancabile caprese di cui il Cavaliere è assai goloso” e poi un imprecisato “gelato”.<br />
“Discordanti”, per La Stampa, “le testimonianze sul vino”: è certo che fosse bianco, forse un Greco di Tufo.<br />
Il sensale Bruno, vestito da pinguino con le code di rondine, svolazzava felpato tra gli ospiti coi piedi dolci e il tovagliolo bianco sul braccio:<br />
“Vogliamo cominciare con un prosciutto e melone? Abbiamo anche degli antipastini caldi.<br />
Signori, facciano loro, sono qui per servirli”.<br />
Come sempre, del resto.<br />
Nessun cronista da riporto fa cenno ai piatti tipici della casa: la lingua d’insetto in tutte le salse e il leccalecca al gusto di tuttifrutti.<br />
Pare che B. avesse chiesto un Fini alla vaccinara, ma non c’è stato il tempo.<br />
A fine pasto, a un segnale convenuto dell’anfitrione maculato, Bertone attaccava a illustrare il dogma dell’Immacolata concezione del cardinal Sepe.<br />
Draghi spiegava gli standard di onorabilità dei banchieri a un incuriosito Geronzi.<br />
Letta e Vespa discutevano animatamente della legge bavaglio, concludendo che per loro non cambia nulla.<br />
Le tre pie donne si ritiravano in tinello a caricare la lavastoviglie.<br />
La consegna infatti era di consentire ai due piccioncini Silvio &amp; Pier di appartarsi dietro il separé, nella speranza che riscoccasse la scintilla dei bei tempi che furono.<br />
Per agevolare il compito a Cupido, il dàlmata dei mezzibusti metteva su un disco romantico e modulava luci soffuse.<br />
Silvio, per fare colpo, si ritirava in bagno a incipriarsi il naso e rifarsi il trucco.<br />
Poi passava ai preliminari, insistendo molto sulla benedizione vaticana e sulla comune appartenenza al Ppe.<br />
Ma Pier faceva la ritrosetta, allora il premier le ha offerto la vicepresidenza del Consiglio più lo Sviluppo Economico, vacante per le dimissioni di Scajola, o gli Esteri, vacanti per la presenza di Frattini Dry.<br />
Intanto, in punta di piedi, gli altri ospiti si dileguavano l’uno dopo l’altro, lasciandoli soli.<br />
Quel che è accaduto dopo, a luci spente, lo lasciamo all’immaginazione dei lettori.<br />
Per saperne di più, dovremo attendere il prossimo libro di Vespa.<br />
A meno che Piercasinando, memore di un illustre precedente, abbia registrato tutto.<br />
..<br />
Memorabile!<br />
<em>Dopo il patto della crostata<br />
quello della prostata!</em><br />
<strong>Viviana</strong><br />
..<br />
Silvanetta segnala:<br />
<strong>Ricostruzione all’Aquila, il sindaco Cialente querela Stracquadanio</strong> (Pdl)</p>
<p>Il sindaco dell’Aquila e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, ha annunciato la presentazione di una querela nei confronti del parlamentare del Pdl Giorgio Celio Stracquadanio per le parole pronunciate nel corso dell’intervento alla Camera dei Deputati nella seduta del 7 luglio scorso, in concomitanza con la manifestazione di protesta di circa cinquemila aquilani a Roma durante la quale vi furono scontri con la polizia.<br />
Lo ha reso noto lo stesso sindaco in una conferenza stampa.<br />
Cialente si e’ presentato con gli atti parlamentari relativi al discorso dell’esponente del Pdl che ha attaccato il sindaco affermando che ”ha qualche interesse in gioco nella partita della non ricostruzione e poi cerca di scaricare questi interessi sul governo che lo ha nominato dall’inizio commissario straordinario”.<br />
Il parlamentare del Pdl aveva anche attaccato gli aquilani per la protesta denunciando che la ricostruzione non puo’ essere fatta attraverso la manifestazione delle carriole e sottolineando che L’Aquila ”era una citta’ che stava morendo, indipendentemente dal terremoto, e che il terremoto ne ha certificato la morte civile”.<br />
Per Cialente, l’esponente del Pdl ha detto sciocchezze e cose non vere, ”ma lo querelo per difendere la citta’ definita morente, cosa non vera perche’ L’Aquila, dopo una crisi industriale comune a molti altri centri, si stava rilanciando”.<br />
”So che con l’immunita’ parlamentare non succederà nulla – ha continuato Cialente – ma querelerò Stracquadanio, il cui intervento dimostra a quali umiliazioni sono costretti gli aquilani e che cosa pensa il Pdl dei terremotati.<br />
Possono anche mandarmi via, ma sappiano che troveranno 40mila aquilani più arrabbiati di me”.</p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/terremoto-laquila-cialente-querela-stracquadanio-464765/">www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/terremoto-laquila-cialente-querela-stracquadanio-464765/</a><br />
..<br />
&#8220;<em>L&#8217;essere umano è l&#8217;unico che inciampa due volte nella stessa pietra</em>&#8220;<br />
<strong>Josè Saramago</strong><br />
..<br />
B ha dichiarato che il diritto di stampa non è un diritto assoluto.<br />
Quando al G8 di Genova disse che l’habeas corpus era stato sospeso, dichiarò in pratica che anche il diritto alla vita non era un diritto assoluto.<br />
L’unico diritto assoluto in Italia sembra che sia il suo a comandare.<br />
<em>Viviana</em><br />
..<br />
“<em>La rivoluzione deve cominciare da dentro, e non dal fuori. Quando scoppia un tumulto, la gente, la prima cosa che fa, va a rubare un televisore. Vuole lo stesso veleno che ha rincoglionito l’avversario</em>&#8220;<br />
<strong>Charles Bukowski </strong><br />
..<br />
“La difesa assoluta della privacy di B è di per se un reato, un crimine, un&#8217;azione a delinquere. Il boss mafioso ha diritto alla privacy altrimenti diventa galeotto e perde potere. La legge è solo un intralcio, grande capo del governo, democratico affarista senza scrupoli, ci porterà allo stremo delle forze e ci vorranno decenni per ricostruire le macerie berlusconiane.”<br />
<strong>Cesare Beccaria</strong><br />
..<br />
<strong>SULLE STRAGI</strong><br />
<strong>Beppe Grillo</strong></p>
<p>Attilio Bolzoni fa una considerazione inquietante: come è possibile che all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 un gruppo di corleonesi guidati da Totò Riina abbia sterminato in breve tempo le famiglie mafiose rivali e ucciso 1500 persone senza subire neppure una perdita, un solo ferito? Senza un aiuto esterno è impossibile, lo dice il buon senso. I mafiosi stragisti di Riina furono sepolti nelle carceri del 41 bis dopo aver portato a termine le stragi di Capaci, di via D&#8217;Amelio, dei Georgofili di Firenze e del PAC di Milano. Non serviva più. Il traghettamento alla Seconda Repubblica era ormai avvenuto. Le più potenti famiglie mafiose del dopoguerra sono state cancellate dalla faccia della terra o rinchiuse in galera con decine di ergastoli. Cui prodest?<br />
Gli scricchiolii, i segni premonitori della fine della Seconda Repubblica ci sono tutti. Tra questi le dichiarazioni di Spatuzza e Ciancimino e l&#8217;accertamento della trattativa Stato Mafia degli anni &#8217;90. La transizione è già in atto e i poteri (sempre meno occulti) sono già al tavolo della trattativa. Aspettiamoci di tutto.</p>
<p>Lo Stato attentò alla vita di Giovanni Falcone<br />
Blog: &#8220;Attilio Bolzoni uno dei passaggi chiave nella vicenda che poi porta a parlare di trattativa tra Stato – mafia, tra pezzi dello Stato che non sanno cosa fanno altri pezzi dello Stato, è il fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura, cosa avete scoperto?&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Giuseppe Falcone è stato ucciso il 23 maggio 1992 a Capaci, ma ha cominciato a morire 3 anni prima all’Addaura, all’Addaura c’era qualcuno che voleva Falcone morto, qualcuno che non era solo un mafioso, le ultime indagini ci raccontano che c’era un pezzo di Stato che lo voleva morto e un pezzo di Stato che per fortuna quel giorno ha salvato Falcone.&#8221;<br />
Blog: &#8220;In particolare un agente di polizia che poi…&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Da quello che si è capito l’attentato ha cambiato scena dopo più di 21 anni, si era sempre pensato che i killer venissero dal mare su un canotto color arancio, giallo, a quanto pare invece i killer sono venuti da terra, i mafiosi dell’Acqua Santa, della Vergine Maria, dell’Arenella insieme a presenze estranee molto probabilmente, uomini degli apparati, loro hanno messo quei 58 candelotti esplosivi sugli scogli davanti alla villa di Falcone e a quanto pare due poliziotti, Antonino Agostino e Emanuele Piazza del giorno se ne accorsero e in qualche modo salvarono la vita a Falcone. &#8220;Blog: &#8220;Distruggendo però un piano, una strategia probabilmente, pagarono a caro prezzo quell’intervento.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;La strategia era doppia, l’attentato all’Addaura era stato accuratamente preparato con una serie di lettere anonime che servirono a delegittimare Falcone lo indicavano lui e il Vicecapo della Polizia del tempo Gianni De Gennaro come i mandanti di killer di Stato, il ritorno del pentito Contorno in Sicilia, sarebbe ritornato per uccidere i rivali di cosca, un delirio, una follia, mai il giudice Falcone avrebbe neanche immaginato una cosa di questo tipo, ma un corvo scrisse queste cose delegittimandolo, le voci della Palermo più infetta fecero il resto e poi si arrivò all’Addaura, la cosa stupefacente dopo 20 anni è che si è intuito, scoperto che anche apparati dello Stato erano lì per uccidere Falcone. Poche ore dopo l’attentato all’Addaura Falcone però aveva già intuito tutto quando parlò delle menti raffinatissime e parlando di menti raffinatissime che avevano organizzato l’attentato all’Addaura certo non si riferiva ai boss di Cosa Nostra.&#8221;<br />
Blog: &#8220;Sembra che ci sia un unico filo conduttore da Portella della Ginestra fino quasi alla strage di Via D’Amelia.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Portella è stata la prima strage di Stato, partirei dalla fine degli anni 70, quando un gruppo di mafia non è più servito e è stato cancellato dalla faccia della terra dai corleonesi di Totò Riina pensate, tra la primavera del 1981 e l’autunno del 1983 nelle 4 province della Sicilia occidentale: Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta sono stati uccisi circa 1500 mafiosi, non conto le lupare bianche, i sequestri senza ritorno. Contemporaneamente Cosa Nostra lancia per la prima volta nella sua storia un attacco senza precedenti allo Stato, da una parte lo Stato, dall’altra parte l’aristocrazia mafiosa e dall’altra parte ancora i vincitori di queste due guerre, una interna a Cosa Nostra e una esterna, Totò Riina con 70 caproni scesi dalle montagne per conquistare Palermo e la Sicilia, così ci hanno raccontato la storia, la storia non è andata così. Totò Riina era l’espressione di un gruppo di potere che serviva in quel momento, a qualcuno serviva una mafia stragista, l’avremmo capito tanti anni dopo, nel 1992 quando c’è stato Capaci e poi Via Marino D’Amelio.&#8221;<br />
Blog: &#8220;Eppure la sentenza d’appello a carico di Marcello Dell’Utri sembra in qualche modo dire che non ci fu alcun burattinaio dietro alla discesa in campo di Forza Italia e ai collegamenti con la mafia, nessun padrino e nessuna stretta di mano inconfessabile.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;La sentenza Dell’Utri è la sentenza di un processo, intanto ritengo che sia una sentenza importante perché ci conferma quello che già sapevamo, 25 anni di relazioni, un periodo molto lungo, strettissime tra l’uomo che è stato l’ombra di Silvio B imprenditore e i capi della Cosa Nostra siciliana, questo ci dice la sentenza, ci dice anche che secondo quei giudici della Corte d’Appello di Palermo, questo rapporto si è interrotto secondo loro all’improvviso dal 1992 in poi, ma questa è la storia del processo Dell’Utri. Ci sono in questo momento investigazioni, inchieste aperte in diverse procure italiane oltre a Palermo, Caltanissetta, Firenze per le bombe in continente del 1993 che raccontano un’altra storia che soltanto ieri il Presidente della Commissione parlamentare antimafia Pisanu ha rilanciato: le stragi non sono state solo stragi di mafia, ma c’è stato un groviglio di apparati, deviati dello Stato, logge massoniche, lobby. La verità è questa, che Cosa Nostra soprattutto per le stragi del 1992/1993 è stata usata e sacrificata, dove è finito Totò Riina? Dove sono finiti i suoi 70 corleonesi? Perché di 70 uomini d’onore si parla, sono tutti seppelliti, sono tutti sepolti nei bracci del 41 bis, dopo avere fatto il lavoro sporco.&#8221;</p>
<p>Gli smemorati tornano a ricordare<br />
Blog: &#8220;Non sarà una prova ma è certamente un indizio l’imbarazzo che la storia della trattativa tra Stato – mafia provoca nelle istituzioni, chi perde la memoria, chi prima dice una cosa e poi ci ripensa? &#8220;<br />
Bolzoni: &#8220;Quello è l’aspetto più sconcertante della trattativa, a distanza di 17 anni ex ministri, ex alti funzionari dello Stato ritrovano la memoria casualmente quando Ciancimino parla e piombano a Palermo a testimoniare su fatti così gravi, è una cosa che mi lascia senza fiato! Dopo 17 anni personaggi ai massimi livelli delle istituzioni, si ricordano dettagli così importanti che probabilmente erano dettagli che hanno fatto la differenza tra la vita e la morte, mi riferisco a Borsellino, quest’ultimo molto probabilmente muore perché viene a conoscenza di quella trattativa. &#8220;Blog: &#8220;Il fatto che Dell’Utri abbia ribadito ancora una volta, ove non fosse stato chiaro, la sua idea su Mangano, è un eroe fosse un messaggio per esempio per un Giuseppe Graviano che non ha detto nulla quando doveva essere interrogato dai magistrati?&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;Il senatore Dell’Utri ci ha impartito una grande lezione di mafiosità: la migliore parola è quella che non si dice, non si stanca mai di ripetere che Mangano è un eroe perché non ha parlato e ha fatto sapere a tutti , anche dopo la sentenza che lui non parlerà. &#8220;<br />
Blog: &#8220;Però ci sono altri pentiti che potrebbero cambiare idea circa la loro collaborazione, a Spatuzza viene negata e si parla di un pentito che a 24 ore dalla chiusura del processo Mori ha deciso di non parlare più a Palermo.&#8221;<br />
Bolzoni: &#8220;La vicenda Spatuzza è un’altra di quelle vicende stupefacenti che riguarda lo Stato, mai si era visto che tre Procure ritenessero affidabile un collaboratore di giustizia e che collaboratore! Sta riscrivendo la storia delle stragi, e che una commissione ministeriale decidesse, senza l’assenso dei due magistrati della Procura nazionale antimafia che erano presenti, di non inserirlo nel programma di protezione, una decisione di una gravità inaudita, però penso a proposito di Spatuzza che questa decisione non sia tanto scaturita da quello che Spatuzza ha detto pubblicamente anche, prima ai procuratori di Firenze, poi pubblicamente a proposito delle stragi in continente, quando ha fatto i nomi di Dell’Utri e del nostro Presidente del Consiglio coinvolti in qualche modo in quell’altra trattativa nella stagione delle bombe italiane, perché Spatuzza dice una cosa che sente de relato, che sente da Giuseppe Graviano, da madre natura, dal suo padrone e probabilmente noi non sappiamo se quello che gli ha detto Graviano è vero o non è vero, comunque anche se fosse vero, mettiamo per ipotesi che fosse vero, sa solo quel pezzo perché Spatuzza è un sicario, però è un sicario che il 18 luglio 1992, 24 ore prima che il Procuratore Paolo Borsellino saltasse in aria con 5 agenti della sua scorta, tra poliziotti e una poliziotta, c’era anche una donna poliziotto, Spatuzza vede in un garage di Brancaccio i suoi compari e una presenza estranea che ha individuato come un agente dei servizi segreti. Sappiamo che era il vicecapo del Sisde con incarichi operativi in Sicilia, mentre caricano di esplosivo la FIAT 126 che sarebbe servita il giorno dopo per l’attentato. Vogliamo non farlo entrare nel programma di protezione? Ho fatto un pezzo su Repubblica parlando con un titolo “Il sasso in bocca” questo mi ha ricordato! &#8220;<br />
Blog: &#8220;Così torniamo anche all’inizio della nostra chiacchierata e all’Addaura, le presenze estranee e le presenze… &#8220;<br />
Bolzoni: &#8220;In tutte le stragi e gli omicidi eccellenti siciliani ci sono state queste presenze estranee, da Dalla Chiesa a Chinnici, da Falcone a Borsellino, da Pio La Torre, dirò di più anche la guerra di mafia degli anni 80 non è stata raccontata come bisogna adesso raccontarla dopo 25 anni. Credo che ci siano state delle presenze estranee anche in quella carneficina, 1500 morti da una parte, feriti e morti dall’altra zero!&#8221;<br />
&#8230;.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/12/news/ganzer_condannato-5537207/">www.repubblica.it/cronaca/2010/07/12/news/ganzer_condannato-5537207/</a><br />
<strong>Ganzer condannato a 14 anni per traffico di droga e peculato</strong></p>
<p>Il generale, attuale comandante del Ros, è stato processato per la costituzione di associazione a delinquere finalizzata alla vendita di stupefacenti. Condannato anche all&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici.<br />
MILANO &#8211; Il generale Giampaolo Ganzer, attuale comandante del Ros, è stato condannato a 14 anni di carcere a Milano nell&#8217;ambito del processo su presunte irregolarità in operazioni antidroga condotte negli anni &#8217;90 da un piccolo gruppo all&#8217;interno del reparto speciale dell&#8217;Arma. Ganzer è stato inoltre interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. &#8220;Le sentenze non si possono che rispettare. Aspettiamo le motivazioni&#8221;, è stato l&#8217;unico commento del generale.<br />
Giampaolo Ganzer era accusato insieme ad altre 17 persone di aver costituito un&#8217;associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati. Per Ganzer è scattata anche l&#8217;interdizione perpetua ai pubblici uffici.<br />
Condannato anche l&#8217;ex colonnello del Ros e attuale membro dell&#8217;Aise (servizi segreti) Mauro Obinu, a cui è stata inflitta la pena di sette anni e dieci mesi di carcere, oltre che l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici.<br />
La Corte, presieduta da Luigi Capazzo, dopo una settimana di camera di Consiglio, ha dunque accolto solo in parte le richieste del pm Luisa Zanetti che sosteneva che &#8220;all&#8217;interno del raggruppamento operativo speciale dei carabinieri c&#8217;era un insieme di ufficiali e sottoufficiali che, in combutta con alcuni malavitosi, aveva costituito una associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati, al fine di fare una carriera rapida&#8221;.<br />
..<br />
<strong>800.000 EURO DALLO STATO ALLA SCUOLA &#8220;PADANA&#8221; DELLA MAESTRA MANUELA MARRONE IN BOSSI</strong></p>
<p>Ottocentomila euro di aiuti statali alla scuola Bosina di Varese. Lo scrive il Giornale in edicola questa mattina. Un generoso regalo del ministero dell’Economia concesso lo scorso 9 giugno a quella che è chiamata anche la “Scuola libera dei Popoli Padani”: un istituto scolastico che segue gli allievi dalle materne alle medie, improntando gli insegnamenti sulla cultura locale. Con un particolare: la Bosina è stata fondata nel 1998 da Manuela Marrone, “maestra di scuola elementare di lunga esperienza”, come si legge sul sito dell’istituto, ma anche moglie di Umberto Bossi.<br />
La signora Marrone è tuttora tra i soci della cooperativa che dà vita a quest’istituto. Il presidente della scuola è Dario Galli, già senatore della Lega. Proprio la commissione Bilancio al Senato, di cui la Lega ha la vicepresidenza, ha formalizzato l’elenco di enti beneficiari dei contributi stanziati nel Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio creato nel 2008. Un elenco lunghissimo che comprende, oltre a qualche scuola, associazioni culturali, case di riposo, comuni, fondazioni, diocesi, parrocchie, università.<br />
Alla Bosina, in particolare, sono stati destinati trecentomila euro per il 2009 e cinquecentomila euro per il 2010, rubricati alla voce “ampliamento e ristrutturazione”.<br />
Il provvedimento della commissione bilancio che li ha fissati ha anche un nome più popolare, “legge mancia”, perché in quel modo senatori e deputati assegnano contributi e fondi a enti o amministrazioni che hanno particolarmente a cuore, naturalmente anche a fini elettorali. Il valore totale delle “mance”, tra Senato e Camera, si aggira intorno ai 200milioni di euro.<br />
Gli ottocentomila euro alla scuola Bosina serviranno per sostenere un progetto in cui il Carroccio crede molto; “coniugare l’insegnamento previsto dagli organismi competenti con le esigenze del tessuto sociale locale,</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00515.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Sauro manda:<br />
<strong>Contro la legge Balilla</strong></p>
<p>Il suo vero nome è “legge Balilla” e porta la firma congiunta di ben tre ministri: La Russa (Difesa), Meloni (Giovani) e Tremonti (Economia). Obiettivo? Organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani. Costo previsto per i primi tre anni di sperimentazione: 20 milioni di euro. Niente male per essere tempo di crisi.<br />
L’idea del governo è semplice: invitiamo i giovani per tre settimane in caserma, gli facciamo indossare per la prima volta la divisa e gli spieghiamo quanto sia bello far parte delle Forze Armate e andare in missione in giro per il mondo. In questo modo riusciremo a selezionare nuovi volontari per l’arruolamento, ad “assicurare nuova linfa e continuità d’azione” alle associazioni combattentistiche e d’arma e, alla peggio, a promuovere un po’ di sana cultura militare. Dio solo sa, coi tempi che corrono, quanto ne abbiamo bisogno!<br />
Per riuscire nell’operazione bisognerà solo aprire le caserme e renderle un po’ più accoglienti. C’è il rischio che se i giovani vedono in che condizioni sono realmente gli venga voglia di non tornarci più. Per il maquillage delle caserme destinate al loro alloggiamento è prevista una spesa di più di 4 milioni di euro. Per il materiale didattico bastano 350.000€. Ne serviranno invece 850.000 per le attività addestrative. Sì, perché i corsi dei giovani militari non saranno solo chiacchiere. Agli ignari che cadranno nella rete degli uffici propaganda delle forze armate verrà offerta la possibilità di impugnare una pistola (una di quelle vere, non più quelle giocattolo di quando eri bambino) e di imparare ad ammazzare. Se riesci a centrare il bersaglio, naturalmente. Si chiameranno “Lezioni di tiro con l’arma individuale”.<br />
Non si irritino i soliti pacifisti, antimilitaristi e utopisti. Questo progetto (udite, udite!!!) “si pone nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni”. Straordinario!<br />
I corsi, assicurano i nostri tre ministri, saranno una “esperienza di vita unica” che contribuirà “ad avvicinare i giovani ai valori delle Forze Armate, con una formazione specifica al rispetto e alla difesa dei valori costituzionali”. Immagino che si comincerà dallo studio di quell’articolo che comincia con le parole “L’Italia ripudia la guerra…”.<br />
Per togliere ogni dubbio sul cuore degli insegnamenti a cui saranno sottoposti i giovani malcapitati, il disegno di legge ridefinisce a modo suo i compiti istituzionali delle Forze Armate specificando (fate molta attenzione!) che ci si riferisce alle “missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali (!), di contrasto del terrorismo internazionale (!), di soccorso alle popolazioni locali (!) e di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni (!), in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza (!).” Scusate l’ignoranza: dove sta scritto che questi sono i compiti delle FFAA? Ero rimasto all’articolo 11. Quali sono gli interessi nazionali che dobbiamo difendere? Da chi? Quali sono le libere istituzioni che dobbiamo salvaguardare? E poi, quali sono gli altri casi di straordinaria necessità e urgenza in cui dobbiamo intervenire?<br />
I ministri presentatori giurano che i corsi non sono diretti alla promozione o all’acquisizione di titoli per l’arruolamento nelle Forze Armate. Poi però la legge precisa che la partecipazione ai corsi sarà riservata ai giovani più bravi, competenti e atletici, che risiedono nelle aree tipiche di reclutamento e che hanno il più alto titolo di studio. La vera legge Balilla, quella fascista del 1926, era meno discriminatoria. Ma si sa i tempi cambiano, oggi c’è la crisi e le risorse disponibili non sono più quelle di un tempo. Sarebbe bello poterli indottrinare tutti. Ve lo immaginate? Ma non ci sono i soldi. Vedremo più in là. Intanto partiamo con la sperimentazione.<br />
Scherzi a parte (anche se la legge è stata depositata il 1 aprile 2010 non è uno scherzo), questa legge non s’ha da fare. In queste ore il governo sta tentando di far passare il tutto, baipassando la discussione parlamentare, con un emendamento alla finanziaria. Con il risultato paradossale che da un lato taglia  i fondi per l’addestramento (quello vero) dei soldati e dall’altro butta 20 milioni per l’addestramento ideologico delle possibili nuove reclute. Fai sentire la tua voce. Chiama i parlamentari eletti nel tuo collegio e digli di intervenire subito. Unisciti alla Tavola della pace. Diciamo no alla legge Balilla. E se ci sono 20 milioni per la formazione dei giovani, pretendiamo che siano spesi per educare veramente alla cittadinanza e alla Costituzione ovvero alla pace e ai diritti umani, alla legalità e alla giustizia.</p>
<p><em>Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace </em></p>
<p><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/ kpm3/eol/eol2-extra/2010/07/07/jpg_2130461.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>JENA</strong><br />
TROPPE</p>
<p>Nessuna libertà è un diritto assoluto,<br />
neanche quella di dire<br />
troppe cazzate.<br />
..<br />
Dai blogger sul web</p>
<p>&#8220;Bossi dice che ci sono 10 milioni di persone pronte a scendere dalle valli alpine per la secessione. Ma nelle valli ci sono al massimo 6 milioni di persone&#8230; E gli altri 4 milioni? &#8230; Non c&#8217;è problema, li prendiamo dal Sud col contratto a termine&#8221;<br />
<em>Spioncina</em><br />
..<br />
Come l&#8217;Italia era un’espressione geografica, la Padania è solo un&#8217;espressione economica.<br />
I suoi confini infatti variano in base all&#8217;andamento del reddito pro-capite.<br />
<em>Gridu81</em><br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
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	</item>
		<item>
		<title>MASADA n° 1168. 10-7-2010. Sangue e orgoglio</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 12:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[Saviano e la legge-bavaglio – La legge iniqua colpisce i blog – La marmaglia è fuori – Ma chi sono gli antagonisti? &#8211; Bagni di sole – Festa del Pdl alla Montagnola – Sciopero permanente dalla realtà – Anche l’uomo abbandonato ha diritto a un delitto d’onore &#8211; Strobalazione del faramelzio &#8220;Vi chiedo di essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4520&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://2.bp.blogspot.com/_w14qZnlblrs/R-5n37V64jI/AAAAAAAACPk/bkVc9Y1_WXI/s320/+rosso++e+nero+N2" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Saviano e la legge-bavaglio – La legge iniqua colpisce i blog – La marmaglia è fuori – Ma chi sono gli antagonisti? &#8211;  Bagni di sole – Festa del Pdl alla Montagnola – Sciopero permanente dalla realtà – Anche l’uomo abbandonato ha diritto a un delitto d’onore &#8211; Strobalazione del faramelzio<br />
</strong></p>
<p>&#8220;<em>Vi chiedo di essere essenzialmente umani, ma così umani da avvicinarvi al meglio di ciò che è umano, purificare il meglio dell&#8217;uomo attraverso il lavoro, lo studio, l&#8217;esercizio della solidarietà continua con il popolo e con tutti i popoli del mondo</em>&#8220;<br />
El Che<br />
Dal blog <a href="http://miskappa.blogspot.com/">miskappa.blogspot.com/</a><br />
..<br />
“<em>Tutto di me finirà, tranne quell’ultimo centimetro di libertà per cui vale la pena di vivere, un centimetro è piccolo e fragile, ma è l’unica cosa al mondo che vale la pena di avere, non dobbiamo mai perderlo, svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino</em>.”<br />
Alan Moore<br />
Citato nello stesso blog</p>
<p><span id="more-4520"></span></p>
<p>&#8220;Davanti alle cose più chiare e più semplici, gli esseri umani rimangono ciechi come i pippistrelli&#8221;<br />
Aristotele<br />
..<br />
<strong>Roberto Saviano contro la legge-bavaglio</strong><br />
<em>La difesa della democrazia</em></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CM255rqTxxw">www.youtube.com/watch?v=CM255rqTxxw</a></p>
<p> <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/10/masada-n%c2%b0-1168-10-7-2010-sangue-e-orgoglio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/CM255rqTxxw/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em>Beppe A</em><br />
Il britannico Guardian: “<em>Le minacce alla libertà di stampa in Italia sono un problema anche per l’Europa</em>“. &#8220;<em>Si tratta di un insulto a qualsiasi cosa si possa chiamare libertà di stampa in una democrazia che funziona solo a metà. In qualche putrescente vecchia dittatura del Terzo Mondo chiamata Berlusconia forse: ma questa è l’Europa, la nostra Europa</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.guardian.co.uk/media/2010/may/30/italy-press-freedom">www.guardian.co.uk/media/2010/may/30/italy-press-freedom</a><br />
..<br />
“<em>Come governerà Berlusconi? Con la corruzione, la menzogna e il manganello</em>”.<br />
<strong>Indro Montanelli</strong><br />
..<br />
<strong>LEGGE – BAVAGLIO E ATTACCO AI BLOG</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Ritirato l’emendamento D’Allia, girato erroneamente sul web, la legge-bavaglio presenta un altro attacco ai blog.<br />
L’Art. 1 comma 29, tratta le Rettifiche, ed equipara i diktat alla stampa a quelli dei blog:</p>
<p>“<em>Le rettifiche dovranno essere pubblicate per intero e senza commenti. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono. Per la stampa non periodica l&#8217;autore dello scritto provvede, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro 7 giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l&#8217;ha determinata</em>”.</p>
<p>In 48 ore uno può non accorgersi nemmeno della richiesta di rettifica, può essere all’ospedale o in viaggio ecc. e, se volesse contestarla giudizialmente, in 48 ore non riesce nemmeno a metter su un avvocato.</p>
<p>La legge impone una inammissibile limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete che spingerebbe rapidamente l&#8217;Italia in una posizione ancora più arretrata di quella odierna (72° posto) nelle classifiche internazionali sulla libertà di informazione. Grazie ai baluba locali, abbiamo leggermente superato Tonga, ma siamo a livello dei Hong Kong, Benin e India. Ci aspettano Timor est, Serbia, Namibia e Bulgaria.<br />
La norma suddetta assoggetta il responsabile di qualsiasi &#8220;sito informatico&#8221; (anche un blog amatoriale) allo stesso obbligo di rettifica che la Legge sulla stampa (n. 47 dell&#8217;8 febbraio 1948) pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche. L&#8217;omesso adempimento a detto obbligo entro 48 ore &#8211; come nel caso di una testata giornalistica &#8211; comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria. Non capisce se per i blog sarebbe di 12.500 o di 25.000 € o più, come per la stampa.<br />
Questa legge metterebbe l&#8217;intero web italiano sotto una spada di Damocle chiaramente pericolosa: «Non si può esigere da chi fa informazione online in modo amatoriale l&#8217;adempimento ad un obbligo tanto stringente come quello di provvedere alla rettifica di ogni inesattezza eventualmente pubblicata sul proprio sito o blog, ed egualmente, non si può pretendere che a ciò provvedano i responsabili di siti informatici che ospitano contenuti pubblicati da soggetti terzi».</p>
<p>Come si scampa a questo rischio? Non è facile. Occorrerebbe un sito assolutamente anonimo con la capacità di spostarsi continuamente su altre piattaforme, insomma quello che fanno, per non essere perseguitati, certi siti umanitari in quei paesi dittatoriali che non rispettano le libertà umane, o come fanno, per sfuggire alla giustizia, i siti pedofili.<br />
A questo è ridotta la libertà di espressione in Italia? A sfuggire a persecuzioni come vittime politiche o come pedofili?</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/bandanax/bandanax_3899.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>SANGUE E ORGOGLIO</strong><br />
<em>Anna Pacifico</em><br />
<em>Miss Kappa</em><br />
<a href="http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article27028#forum23527">www.bellaciao.org/it/spip.php?article27028#forum23527</a></p>
<p>Eravamo in tanti, a Roma. Ieri, 7 luglio. Tutti sfollati, più di cinquemila. Sveglia all’alba, nelle nostre case di fortuna. E 15 euro il biglietto dell’autobus. E tante automobili private. E il caldo. Il Comune di Roma ci fa scortare lungo l’autostrada, fino a piazza Venezia. E lì ci consegna nelle mani delle forze dell’ordine.<br />
Armate fino ai denti e caricate ad arte, di fronte a gente stremata che non immagina neanche lontanamente cosa sia un posto di blocco nel quale i poliziotti hanno ricevuto l’ordine di caricare. Senza guardare in faccia nessuno: donne, bambini, anziani. E gli Aquilani cercano di parlare civilmente. Di contrattare l’ingresso verso palazzo Madama. E invitano i giovani, i nostri giovani, a far cordone per improvvisare una sorta di servizio d’ordine, per scongiurare eventuali tafferugli. Vogliamo arrivare alla Camera e poi al Senato, dove si discute, in finanziaria, della nostra sorte. Chiediamo di ricevere lo stesso trattamento che hanno ricevuto tutti gli altri terremotati.<br />
Un governo iniquo ci impone di tornare a pagare tasse e balzelli. Come se nulla ci fosse accaduto. E non mette soldi sulla nostra disgrazia. Per ricostruire case. E vite. Nasconde la verità di una città morta. E, come ha sempre fatto dall’inizio della nostra tragedia, soffoca la ribellione con la violenza. Occulta o manifesta. La prima della protezione civile, sulla nostra stessa terra, ora quella di stato, armata di manganelli. Scaltri, imbottigliano i manifestanti nel primo tratto di via del Corso. Li tolgono dalla visibilità di piazza Venezia. E li picchiano una prima volta. Manganellate e sangue. Ma gli Aquilani non si fanno intimorire. Vedo in prima linea professionisti insospettabili che urlano VERGOGNA alle forze dell’ordine che picchiano. E donne coraggiose. E gli amici dei paesi. E i nostri ragazzi. Accanto ai genitori. Alle mamme. Tutti ad urlare. Ed a sventolare le nostre bandiere nero verdi. Nero, il lutto. Verde, la speranza della rinascita.<br />
Davanti a palazzo Grazioli, quando ripieghiamo verso Largo Argentina, altri scontri. Li guardo in faccia quei ragazzi sottopagati per picchiare i disperati. E vedo il mio ex vicino di casa. Mi affacciavo dal terrazzo, quando entrambi avevamo una città, e lo osservavo lavorare nel suo giardino. A volte si fermava a bere una birra, all’ombra di un albero. Lo vedo, ora, preso per un braccio e strattonato da un poliziotto che brandisce il manganello. Lo sta per picchiare. Ma lui urla. E alza le mani. Tutti alziamo le mani. Arrestateci tutti. Siamo noi i &#8220;delinquenti&#8221; dei centri sociali.</p>
<p><a href="http://miskappa.blogspot.com/2010/07/sangue-ed-orgoglio.html">miskappa.blogspot.com/2010/07/sangue-ed-orgoglio.html</a></p>
<p>Guarda due video girati da aquilani durante la manifestazione. Quello che Minzolini e Fede non ci farà vedere mai (ma gli altri direttori di tg non sono stati molto meglio). Come si vede chiaramente un manifestante è stato colpito da un manganello sulla testa mentre addirittura voltava le spalle ai poliziotti e dunque si vede chiaramente da che parte stava l’aggressione.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/10/masada-n%c2%b0-1168-10-7-2010-sangue-e-orgoglio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/w7fFs_59bfQ/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SjzYJjoyIAc">www.youtube.com/watch?v=SjzYJjoyIAc</a></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/10/masada-n%c2%b0-1168-10-7-2010-sangue-e-orgoglio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/SjzYJjoyIAc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Le autorità hanno parlato di ‘qualche intemperanza della polizia dovuta a eccesso di difesa’. Ma chi ha aggredito chi? Notate gli slogan della gente che prevalentemente si riassumevano in “Aquila! Aquila!”, motto tipicamente antagonista!? Ormai è un intero paese ad essere antagonista a Berlusconi.<br />
Dice Di Pietro: “Voi esercitate un legittimo diritto di sciopero. Chi ve lo impedisce va denunciato perché sporca la divisa”.<br />
Da notare anche, come a Genova c’erano picchiatori della polizia in borghese.<br />
Ma per quanto ancora il diritto di manifestazione e di sciopero riuscirà ed essere un diritto in Italia? Il G8 di Genova ce lo ha fatto vedere cosa pensano di questi diritti e anche dell’habeas corpus Berlusconi, Fini, Scajola e il resto della banda.</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/vesdan/vesdan_00077.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Dai commenti a Miss Kappa<br />
</strong><br />
<em>Giuliana</em><br />
Cara Anna, sono di origini abruzzesi e all&#8217; Aquila vive una parte della mia famiglia. Il terremoto ci ha portato via una vita (e siamo stati fortunati), case e tranquillità.<br />
Lo stato (con la minuscola di proposito) ci sta portando via la speranza di rivedere a breve la nostra città viva di nuovo.<br />
..<br />
<em>Alessandra</em><br />
Mio marito è volontario della Protezione Civile. Ha visto, conosce la situazione reale. E ha cominciato a denunciare, nel suo piccolo, le nefandezze commesse da questo governo già da giugno dello scorso anno. Gli è stato detto che delirava perché comunista, che comunque questo governo aveva garantito le case, e che poi cosa di meglio c&#8217;era da fare? Lui continua a parlare, io continuo a diffondere i suoi racconti, la parola è l&#8217;arma vincente che abbiamo. Usiamola!<br />
..<br />
<em>Le Cochon Qui Rit </em><br />
E&#8217; desolante constatare la vigliaccheria di coloro che insultano e continuano a &#8220;manganellare&#8221; persone che civilmente esigono i loro diritti civili, morali e sociali rispettati.<br />
Costoro usano una violenza becera e ignorante, come tutte le forme di violenza, ancor più aggravata dal colpire vigliaccamente chi è in difficoltà senza metterci né la faccia né il nome.<br />
Finché ci saranno &#8220;persone&#8221; come queste il nostro paese non ha speranze di maturità, democrazia e cultura.<br />
Finché ci saranno governi come questo, politici come questi e poliziotti come quelli che hanno usato violenza l&#8217;altro giorno, si sentiranno legittimati a perorare la loro repressione socio-culturale.<br />
..<br />
<strong>Manifestazione dell&#8217;Aquila. Ma chi erano questi &#8216;autonomi&#8217;?</strong></p>
<p>Sotto il fascismo chiunque diceva che il pane di segala era cattivo diventava nemico del regime. Oggi, per la serie che chiunque contesti il potere è un eversivo, B ha subito parlato di &#8216;strumentalizzazione&#8217; degli aquilani e la polizia gli ha subito dato manforte, dicendo che in testa a corteo c&#8217;erano dei provocatori degli &#8216;autonomi&#8217; (?) ben noti</p>
<p>Copio un commento da www.bellaciao.org/it/<br />
&#8220;I due &#8220;autonomi&#8221; erano in realtà un anarchico di L’Aquila, pizzaiolo e militante dell’Associazione Epicentro Solidale, nata proprio in occasione del terremoto come struttura di soccorso e volontariato<br />
E’ il ragazzo con la faccia insanguinata che appare nelle foto e, tra l’altro, essendo Epicentro Solidale tra gli organizzatori del corteo, faceva parte del servizio d’ordine ufficiale della manifestazione<br />
L’altro &#8220;autonomo&#8221; sarebbe Manolo, romano (anche lui assiduo nella mobilitazione aquilana sin dai primi soccorsi dopo il sisma), che era presente anche su una nave della Freedom Flotilla in occasione del massacro fatta dalle truppe israeliane &#8230; presente sia lì come alla manifestazione degli aquilani anche come fotoreporter freelance<br />
Siamo quindi alla strumentalizzazione più bieca &#8230; due assidui organizzatori della mobilitazione intorno al terremoto, uno peraltro aquilano terremotato che dal 6 Aprile 2009 vive in roulotte, e l’altro sempre presente come reporter in tutte le manifestazioni romane, fatti scambiare per &#8220;agitatori di professione&#8221;!<br />
.<br />
Raf<br />
Aggiungiamo questo all&#8217;osceno e intollerabile Minzolini che parla della manifestazione al 19° minuto dopo lo sciocchezzaio solito, presentandola come &#8220;una manifestazione che ha contestato Bersani&#8221;, il quale almeno c&#8217;era, e non si ricusava come sembra faccia sempre e comunque quel vigliacco del signor Berlusconi o quell&#8217;altro vile di Tremonti che si fa votare una manovra sciatta e indecente alla fiducia e non ha mai avuto la faccia di presentarsi nemmeno alle votazioni dei suoi obbrobri.<br />
..<br />
<strong>La marmaglia è fuori</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Dice Travaglio che, nel 92, con tangentopoli, la classe politica, per recuperare un minimo di credibilità, resuscitò la “questione morale”, rinunciando all’autorizzazione a procedere e chiedendo i 2/3 per le autoamnistie con cui ogni 2 o 3 anni onorevoli e compari si ripulivano le fedine penali, alla faccia di chi dice che uno è innocente finché al 3° grado non sia dichiarato colpevole.<br />
Altri tempi! Oggi B straparla di continuo di lotta a corruzione, evasione e mafia, mentre i fatti lo sbugiardano clamorosamente e lui continua a sfornare a getto continuo decreti e fiducie per proteggere proprio gli iniqui, saldamente sostenuto da quella Lega che sulla questione morale ci ha fatto la sua piazza.<br />
L’opposizione è marcia o floscia o collusa, e sarebbe meglio buttarla in discarica prima che oltre che scoria diventi anche tossica.<br />
Non solo si guarda bene dai tempi di Berlinguer (26 anni) dal pronunciare la parola tabù “questione morale”, ma gareggia con B in governatori alla Bassolino e Loiero, candidature alla Boccia o De Luca, svendita di acqua pubblica alla Domenici e Martini, blocchi di inchieste su fondi pubblici alla De Magistris, no a qualsiasi autorizzazioni a procedere, leggi salva-Berlusconi, protezionismi della casta e altre schifezze, tipo legge Mastella peggio della legge-bavaglio, spese militari record alla Prodi, conflitti di interesse condonati e frequenze televisive regalate, e, per non farsi mancare niente, ci aggiunge oggi anche il Ceccante, vero capolavoro non si sa se di idiozia o di “concorso esterno”.<br />
La Casta sarà anche bipolare, ma è un compatto monovolume saldamente saldato in unicum per abusi, sprechi e difese impunitarie.<br />
Di Pietro sembra una mosca bianca, ma anche lui, ogni precisa volta che segue il socio di maggioranza, cade nella merda e si imbratta.</p>
<p>B boccheggia in acque alte (ma non camminava sull’acqua come Gesù Cristo?).<br />
Bersani dice che potrebbe affogare. Bene, ma perché continuano a tendergli la ciambella?<br />
Riunioni convulse a Palazzo Grazioli.<br />
Fallito l’incontro con le Regioni.<br />
Crollato miseramente lo spot sull’Aquila. Bertolaso rinuncia alla ricostruzione abruzzese perché se si fa vedere lo seppelliscono nei calcinacci.<br />
Buttato alla Lega come l’osso al cane l’ennesimo rimando sulle quote latte.<br />
Bocchino dice che ha una conta segreta con una coalizione che ha un punto più di Berlusconi. Poi ritratta. Chi era quell’Uno?<br />
B fallisce l’incontro con Draghi e Geronzi.<br />
Brancola. Offre a Casini il Ministero dello Sviluppo, infila nella compravendita anche il cardinal Bertone per convincere l’UdC a passare con lui. Offre a tutti escort e ministeri. Speriamo non anche al cardinal Bertone.<br />
Ormai siamo al “Il mio regno per un cavallo!”<br />
Particolare preoccupante: sono diversi giorni che non tira fuori i sondaggi.<br />
Tutti i fedelissimi sono nella merda: Dell’Utri, Cosentino, Scajola, Verdini, Bertolaso, Cappellacci…Torna a galla come gli stronzi il mariuolo faccendiere fallito Carbone, che entra ed esce dal carcere come un misirizzi, in attesa- dice Travaglio- di diventare Ministro dei rapporto con la P2, ma anche Gelli lo schiferebbe. Travaglio: “Ogni volta, Carbone è accolto in carcere da boati di giubilo: “A Fla’, te possino! Chi nun more se rivede! E Sirvio? Quanno ariva Sirviotto nostro?”<br />
Come si scriveva sulle porte dei manicomi: “La pazzia è fuori”, si dovrebbe scrivere a San Vittore: “La marmaglia è fuori”. Nei Palazzi, specialmente.<br />
..<br />
<strong>Antagonisti e strumentalizzatori</strong><br />
<em>Viviana</em></p>
<p>Berlusconi ha abbandonato i nemici “comunisti”. Il nuovo termine da demonizzare è “antagonista”, parola molto vaga che comprende non groppuscoli  di estrema sx ma interamente chiunque lo contesti, fosse pure il Padreterno. Lo sappiano i troll che fanfalucano di sinistri buonisti. Si aggiornino col linguaggio!<br />
Da questo punto di vista, erano venuti a Roma dall’Aquila “5.000 antagonisti”!<br />
Ora possiamo solo sperare che “5000 antagonisti crescano”!</p>
<p>Bellissimo anche il termine “strumentalizzato”. La manifestazione dei terremotati era stata “strumentalizzata”! Non si capisce da chi. Dalle toghe rosse? Dai sinistri buonisti? Da agenti stranieri? Da Bersani no, ma forse da Di Pietro? Di Pietro riesce a strumentalizzare gente che dal terremoto è uscita benissimo e che è stracontenta della sua posizione, che è fiera degli strani affari di Bertolaso e della cricca, poi è arrivato il cattivissimo Di Pietro e l’ha plagiata. O forse i terremotati sono stati “strumentalizzati” dal terremoto stesso.<br />
Si immagina anche la manifestazione di oggi dei giornali e dei tg sia stata “strumentalizzata”. Non si sa bene da chi, ma sicuramente qualunque contestazione a Berlusconi viene strumentalizzata dal “Partito dell’odio”, altro termine vago in cui probabilmente si cela un solo grande anti-berlusconiano. Travestito da Grillo.<br />
..<br />
<strong>BAGNI DI SOLE</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Berlusconi dichiara la manifestazione aquilana strumentalizzata da infiltrati<br />
La polizia riconosce 2 autonomi<br />
Gli altri 5000 erano lì per fare i bagni di sole!</p>
<p>(“Bagni di sole” riporta a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati in Somalia mentre indagavano su un traffico internazionale di veleni, rifiuti tossici e radioattivi, che coinvolgeva imprenditori del Nord Italia. I veleni venivano scaricati nei Paesi poveri dell&#8217;Africa, dando tangenti e armi ai capi delle guerre locali. L’inchiesta parlamentare durò 2 anni condotta da Carlo Taormina, il quale concluse che i due assassinati non sapevano nulla di questi traffici ed erano andati in Somalia “per fare i bagni di sole”!<br />
La commissione fu una emerita truffa della dx in cui la sx non si fece onore. Pur essendo la commissione un organo solo di indagine e non di polizia, Taormina ottenne l’applicazione di  certe misure di polizia, per decisione addirittura di una minoranza della commissione, e ordinò perquisizioni illegali e intercettazioni anche telematiche per tempi lunghissimi, con grave attacco ai diritti della libertà individuale. Nessuno parlò in quei giorni di ‘privacy’, al contrario Taormina disse che “la brutalità dei numeri (cioè il voto di maggioranza) è qualcosa che cozza con l&#8217;esigenza dell&#8217;accertamento dei fatti”. Disse dunque che pochi avevano il diritto di violare le libertà del cittadino pur di accertare i fatti. Oggi al contrario torna comodo esaltare la privacy contro i fatti con la legge-bavaglio.<br />
Notiamo che prima abbiamo avvelenato l’Africa coi nostri rifiuti tossici, poi l’abbiamo piagata con le guerre interne regalando armi a capitribù o guerriglieri locali, poi ancora abbiamo privilegiato dittatori come Gheddafi, e oggi se i disgraziati scappano e ci arrivano morenti in Italia li ricacciamo in quell’Inferno che abbiamo contribuito a costruire, senza nemmeno rispettare il diritto di asilo, mentre gli sciagurati leghisti si gloriano persino dei loro abomini.)<br />
..<br />
<strong>Dx e sx</strong><br />
<em>Viviana</em></p>
<p>Vaglielo a spiegare ai dinosauri ancorati alla contrapposizione dx-sx!<br />
La manifestazione dell&#8217;Aquila cos&#8217;era? una manifestazione di sx?<br />
Il referendum di Pomigliano contro un padrone schiavista, col PD che addirittura affiancava Confindustria calpestando lo statuto dei lavoratori, cos&#8217;era? Di dx o di sx?<br />
La legge-bavaglio che era stata preceduta dal disegno di legge Mastella che era anche peggio, cos&#8217;è? Di dx o di sx?<br />
I tentativi di Berlusconi di imbavagliare la rete che erano preceduti dai tentativi di Fioroni di imbavagliare la rete cos&#8217;erano? Di dx o di sx?<br />
Il precariato selvaggio che fu introdotto da D&#8217;Alema e allargato ad spropositum da Berlusconi di quale parte era?<br />
La difesa bipartisan della casta a non cedere nessun privilegio e abuso, a non essere criticata, indagata, processata e punita cos&#8217;è? Di quale parte è?<br />
L&#8217;autorizzazione parlamentare a procedere contro onorevoli indagati è a 360° la consideriamo di dx o di sx?<br />
E la lottizzazione della RAI che ha avuto come garante Petruccioli di sx nominato direttamente da Arcore e che per anni avrebbe dovuto vigilare sulla Rai cos&#8217;era?<br />
Le candidature di indagati, corrotti o pregiudicati chi le ha presentate&#8217; dx o sx?<br />
I figli, parenti, nipoti, amanti candidati alla politica.. chi ha fatto uso di questa pratica perversa?<br />
E come colmo dei colmi il maggioritario bipolare chi lo ha proposto la dx o la sx?<br />
E il presidenzialismo forte a diretta elezione popolare, portato avanti da Berlusconi come da D&#8217;Alema e Franceschini, in quale parte lo mettiamo?</p>
<p>Qua ci sono solo due partiti: chi ha il potere e chi non ce l&#8217;ha. E chi ha il potere prima o poi è tutto uguale.<br />
..<br />
<strong>SCIOPERI PERMANENTI DALLA REALTA’</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Il vero sciopero che avrei voluto vedere era quello dei giornalisti del repellente Tg1 di Minzolini, perché è intollerabile che un servizio pubblico e soprattutto, Rai 1, mostri uno schifo simile e che sia quello che si vede in tutte le parti d&#8217;Italia (in molte zone non si prende Rai 3 né La 7) e anche all&#8217;estero!<br />
Minzolini andrebbe radiato dall&#8217;ordine dei giornalisti e cacciato dalla RAI!<br />
Ma anche l&#8217;ordine giornalisti o gli organi di garanzia della RAI a questo punto sono da prendere a calci in culo e dovrebbero vergognarsi di quello che fanno!<br />
Lo si è visto col caso Dell&#8217;Utri, col caso Cosentino, con la manovra fiscale, con la manifestazione contro la legge-bavaglio e con la manifestazione dei terremotati! Uno schifo insopportabile, che viene addirittura subdolamente imitato dagli altri tg, persino dal tg3, che ormai è piegato a 90° in una vigliaccheria da amebe come quella del PD e non mostra più nessuna manifestazione di protesta nazionale.<br />
Per le due manifestazioni di Roma non si sono visti nemmeno quei salottini con finti dibattiti ipocriti tra veri incompetenti, che almeno facevano sapere che qualcosa era successo, non si è visto nulla!<br />
Dobbiamo invece veder ripetuti 3-4 volte servizi di poco conto o di nessun interesse sui gelati o le granite o rispolveri del delitto di Via Poma, per non parlare dei saldi che sembrano l&#8217;unica emergenza italiana.<br />
Il risultato dell&#8217;informazione televisiva è squallido.<br />
Ciò indica, nei partiti e nei giornalisti di partito, a quale grado di piaggeria e di cialtronaggine e di resa inqualificabile sono arrivati<br />
Sono inesplicabili i motivi per cui a partire da giugno il già deleterio palinsesto Rai debba smobilitare del tutto, come se tutti gli italiani emigrassero all&#8217;estero, con la chiusura dei programmi di informazione di Santoro, Floris, Gabanelli, Augias ecc, mentre la politica continua la sua corsa sfrenata e nessun dibattito politico prende il posto di quelli sospesi (Telese è una flatulenza), e chi vuole sapere qualcosa è rimandato a sconcezze come il tg di Minzolini.<br />
..<br />
Sauro segnala (articolo troppo carino)<br />
<strong>Bologna. Ispezione di La Russa in Montagnola</strong><br />
<em>Serafino D’Onofrio</em></p>
<p>Se esistesse un tribunale speciale per i politici, i vertici del centro dx di Bologna  sarebbero fritti. Due sentenze recenti sembrano fatte su misura per loro. La prima sentenza ha assolto Tartaglia, aggressore di B, perché incapace di intendere e di volere. La seconda sentenza ha condannato Dell’Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa. I responsabili del PdL bolognese che con divisioni e rivalità favoriscono la vittoria dei post-comunisti, sono colpevoli di concorso esterno ma sono anche incapaci di intendere e di volere. Il giudice Ingroia, dopo la sentenza Dell’Utri, ha spiegato la fondatezza giuridica del “concorso esterno”, ricordando che già nel diritto borbonico era previsto il reato di “comitiva armata”.<br />
In una calda mattina di giugno, una comitiva armata ha ispezionato il Parco della Montagnola. L’autorevole plotone era guidato da Ignazio La Russa, ministro della Difesa e da Filippo Berselli, ex sottosegretario alla Difesa. Con loro, due sottosegretarie belle, bellicose, belligeranti: Laura Ravetto e Daniela Santanché. Immancabile, Galeazzo Bignami, che aveva messo su la faccia dura da rastrellamento. Gli esploratori dovevano valutare l’idoneità del parco ad ospitare la festa nazionale del Pdl. La Russa non conosce la storia della Montagnola. Che, nel dopoguerra, ha ospitato la Fiera di Bologna e le più sovietiche feste dell’Unità. E’ stata meta privilegiata per convegni omosessuali. E’ stata colonizzata dagli spacciatori magrebini. E’ stata evangelizzata da un’associazione della Curia. Ora è abbandonata a se stessa. In Tv, il Ministro ha ringraziato tutti, dimenticando il nome di Garagnani, coordinatore cittadino. Tomassini (organizzatore di una festa al Baraccano) non era stato chiamato. Enzo Raisi (finiano) non c’era. Mancava anche Alberto Vecchi, che è semi-raisiano, semi-berlusconiano, alemanniano, amico di Matteoli (che lo ha invitato a pranzo, ma senza Raisi). Noi ringraziamo tutti, di cuore, per non avere invitato quel simpaticone di Gasparri. La presenza della Santanchè (dopo 6 mesi di estrema dx, è tornata al centro) lascia prevedere un evento molto glamour. Con le interviste del giornalista Alfonso Signorini. Con una sfilata di punkabbestia sul Pincio. Con l’arrivo dello yacht di Briatore (con moglie e figlio) dal canale Navile. Ma serve un titolo, suggestivo come quelli dei Meeting dell’Amicizia. Lo rubo a Marcello Veneziani, intellettuale di dx arguto, antipatico, anticonformista: “In fondo a dx c’è sempre la toilette. In fondo a sx c’è sempre il comunismo”.</p>
<p><a href="http://www.aicsbologna.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1133&amp;Itemid=69">www.aicsbologna.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1133&amp;Itemid=69</a><br />
..<br />
Lalla di Arezzo segnala<br />
<strong>La normalissima mafia</strong></p>
<p>Articolo di Giustizia, pubblicato mercoledì 30 giugno 2010 in Germania.<br />
Marcello Dell’Utri viene condannato a 7 anni di reclusione e se ne rallegra.<br />
Uno show del genere al momento ce lo si può aspettare soltanto in Italia. L’uomo di fiducia di B, Marcello Dell’Utri, viene condannato a 7 anni di carcere per aver aiutato la mafia e lui se ne rallegra. Con lui esulta anche la frangia politica berlusconiana ed esulta il telegiornale sul canale di Stato Rai Uno che non parla di “condanna” ma di “assoluzione dal più importante capo di imputazione”.<br />
Paradossalmente qualcosa di vero nella menzogna propagandistica c’è. Cioè gli adulatori sorvolano sul fatto che Dell’Utri, secondo la sentenza, era l’uomo di congiunzione tra cosa nostra e l’impero B. Ma il punto scottante, il capo d’accusa più pericoloso per il capo del governo italiano, è stato davvero fatto cadere. In ogni caso, asseriscono i pm, B grazie all’aiuto di Dell’Utri, con la benedizione della mafia e proprio in stretto legame con essa, ha potuto compiere la sua discesa in politica.<br />
Non era proprio mai successo che un tribunale italiano osasse addentrarsi nelle implicazioni tra politica romana e mafia. Anche testimoni chiave, sinora considerati affidabili, diventano improvvisamente inaffidabili non appena si parla dei collegamenti tra i boss e la DC di Andreotti prima, e di quelli con la FI di B poi. Una tradizione che non vuole interrompere nemmeno il Tribunale di Palermo, che ha giudicato Dell’Utri.<br />
Relativamente a ciò l’entusiasmo dell’uomo di fiducia di B è comprensibile, ma rimane pur sempre un’oscenità. Danno invece per scontato che l’amico della mafia Dell’Utri continui a rimanere parlamentare, e giudicano di secondaria importanza che un tribunale abbia riscontrato che il loro Presidente del Consiglio ha avuto, grazie a Dell’Utri, decenni di contatti con la mafia.<br />
All’estero potrà sorprendere, in Italia no. Lì, del resto, anche l’anziano informatore della mafia Andreotti continua ad essere considerato un politico di tutto rispetto.</p>
<p><a href="http://italiadallestero.info/archives/9728">italiadallestero.info/archives/9728</a><br />
..<br />
<em>Vita da streghe di Giorgia Vezzoli</em><br />
<strong>Se mi lasci ti accoltello</strong> (da Lameduck)</p>
<p>E&#8217; lei. Quella che le cantò a Paolo Barnard per aver dato della &#8220;cretina&#8221; ad una sconosciuta che non aveva risposto ai suoi complimenti (Barnard, Barnard&#8230;Tu quoque Barnard!). Oggi voglio riportarvi un suo bel post a commento delle recenti cronache di violenza sulle donne, dall&#8217;eloquente titolo &#8220;Se mi lasci ti accoltello&#8221;:<br />
&#8220;Non riescono proprio a domandarsi perché lo fanno soprattutto quando lei dice basta, è finita. A chiedersi perché, non sopportando che a lasciare e chiudere una relazione non siano loro ma le loro donne, la reazione sia letale. Eppure il fenomeno è interessante, visto che il contrario, ovvero la donna che accoltella l&#8217;uomo che la vuole lasciare, checché ne dicano gli statistici alle vongole, è quasi una rarità. Basterebbe ragionare su questo.<br />
Beh, il delitto passionale, ti illuminano i negazionisti del femminicidio, è sempre esistito, che vvuo&#8217; fa.<br />
Come ai tempi della Carmen. &#8220;Ne me quitte pas, Carmen&#8221;. Nun me lassà. Lui la scanna nel finale perché si è stufata, si è incapricciata del torero Escamillo e non vuole più il bel soldatino José, vuole lasciarlo. Capirete, lui per lei si è rovinato, ha infranto il corazon della fidanzatina angelicata che gliela faceva solo immaginare. Si è messo con una zingara. Ora il torto va lavato con il sangue. &#8220;Vous pouvez m&#8217;arréter&#8230; c&#8217;est moi qui l&#8217;ai tuée!&#8221; Potere arrestarmi, sono stato io. Gli daranno quanto, tre anni come per il delitto d&#8217;onore?<br />
Che carino, l&#8217;accoltella ma l&#8217;ama ancora. &#8220;Ah! Carmen! ma Carmen adorée!&#8221; In fondo è un bravo ragazzo caduto nella rete di una donnaccia. Al processo saranno tutti dalla sua parte. E&#8217; lei che lo ha provocato.<br />
La Carmen è prodotto dell&#8217;immaginario dell&#8217;Ottocento ma poco è cambiato da allora. Diciamo che, a leggere le ultime cronache, la capacità del maschio di accettare il benservito, atteso all&#8217;inizio del Secolo ventunesimo, per prolungato ritardo, viaggia con circa un secolo e mezzo di ritardo.&#8221;</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00513.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p>Da Brunopol: Raccontino breve trovato online &#8230; troppo carino per non riportarlo!<br />
<strong><br />
STROBALAZIONE DEL FARAMELZIO</strong><br />
<em>Alessandra Daniele</em></p>
<p>-Finché si trattava di piazzare le ragazze&#8230; adesso però, con tutti questi a cui evitare la galera, il nostro governo è già arrivato a diciottomila e seicentoventisette ministri &#8211; disse il segretario.<br />
-E allora? Ho abolito ogni limite massimo &#8211; commentò il premier con aria annoiata &#8211; e me ne servono altri sette entro giovedì.<br />
-Con quali competenze?<br />
-Ma devo dirvi tutto io? Inventatevele, come al solito!<br />
Il segretario scosse la testa con imbarazzo.<br />
-Abbiamo un problema col Generatore automatico di ministeri.<br />
-Generatore automatico di misteri?&#8230;<br />
-No, quello lo adoperavano gli autori di Lost. Dicevo ministeri. Dato l&#8217;alto numero di risultati richiesti, stiamo cominciando a esaurire gli abbinamenti. Per esempio, abbiamo già un ministero per l&#8217;Attivazione del Federalismo, uno per la Federazione dell&#8217;Attività, uno per la Federazione del Federalismo, e uno per l&#8217;Attivazione dell&#8217;Attività. Non possiamo averne un altro di questo tipo&#8230;<br />
-Allora trovatelo di un altro tipo, mi serve! Il rompicoglioni ha un altro parente che non riesce a passare l&#8217;esame di maturità, e pretende che glielo piazzi, o non mi vota la legge sulla Legittima Insaputa!<br />
-Al nipote del rompicoglioni avevamo già dato in anticipo sia la traduzione della versione dal latino, che lo svolgimento del tema sui Teschi di Cristallo &#8211; obbiettò il segretario. Il premier allargò le braccia.<br />
-Ha scambiato i foglietti! Li ha confusi l&#8217;uno con l&#8217;altro, ha copiato il testo di Orazio come tema, e quello di Giacobbo come traduzione.<br />
Il segretario si copri la faccia con le mani.<br />
-Allora bisognerà proprio farlo ministro &#8211; disse. Poi estrasse un palmare &#8211; Vediamo cosa si riesce a cavare ancora dal MiniGen &#8211; cliccò &#8211; &#8221;Ministero per la Gestione delle Riforme&#8221;&#8230;no, questo è già uscito.<br />
-Quando?<br />
-La settimana scorsa, si ricorda? Quell&#8217;assessore inquisito per cannibalismo. Adesso è ministro per la diges..gestione delle riforme.<br />
-&#8221;Ministero per la Riforma delle Gestioni&#8221;?..- propose il premier.<br />
Il segretario controllò.<br />
-Già uscito. C&#8217;è la figlia del cardinale.<br />
Il premier stese le braccia in avanti, con le mani aperte rivolte verso il petto. Il segretario scosse la testa.<br />
-No, la tettona è a Raidue &#8211; rispose &#8211; L&#8217;altra, la secca.<br />
Il premier abbassò le braccia, deluso.<br />
-Vorrei averli potuti scegliere tutti personalmente, i miei ministri.<br />
Il segretario cliccò di nuovo.<br />
-&#8221;Ministro per l&#8217;Ottimizzazione della Sussidiarietà&#8221;&#8230;<br />
-E che vuol dire? &#8211; Chiese il premier.<br />
-Non lo so, ma qualcosa significherà. Abbiamo inserito nel MiniGen solo parole presenti nel dizionario.<br />
Il premier s&#8217;illuminò.<br />
-Ecco dove avete sbagliato! Rimuovete quest&#8217;assurda limitazione! Riprogrammatelo per mescolare sillabe a caso, e le possibilità diventeranno infinite!<br />
La mattina seguente, il nuovo ministro per la Strobalazione del Faramelzio prestò il giuramento istituzionale, e assunse le sue importanti funzioni.</p>
<p><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/06/003531.html">www.carmillaonline.com/archives/2010/06/003531.html</a><br />
..<br />
<em>Viviana</em><br />
Ma qual è la base sociale e politica che consente a Tremonti di mandare a fare in culo i soci di Governo, i cittadini, le Regioni, i Comuni, i magistrati, i lavoratori dipendenti, i poliziotti, i lavoratori della PA, i pensionati, i poveri, i malati, gli operai e i disoccupati?<br />
Non lo sa che certi limiti si devono rispettare e che anche i berlusconiani, nel loro piccolo, si possono incazzare?<br />
..<br />
<em>Bimba nuda nel pc del cardinale<br />
A sua insaputa?</em><br />
..<br />
Se in Italia ci sono più avvocati che medici .. beh, qualche ragione ci sarà.<br />
..<br />
<strong>Da neuro</strong><br />
Ceccanti, il parlamentare PD che aveva proposto di rafforzare lo scudo totale per Napolitano con effetto retroattivo, con vive rimostranze seccate del Quirinale, sembra abbia detto: “L’emendamento sarebbe stato giusto e sacrosanto se fosse passato di nascosto senza che l’opinione pubblica ne fosse venuta a conoscenza.”<br />
(<em>Il fatto quotidiano</em>)<br />
..<br />
<em>Carlo Carli</em><br />
Oggi ho visto il filmato del DUCE appeso a testa in giù a P.le Loreto, ho quasi avuto un orgasmo.</p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/staino/20100708.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>luttazzi.it</em><br />
Manifestanti ricevono a Roma le botte del G8 dell’Aquila. (<em>Massimo Famularo</em>)<br />
.<br />
Intercettazioni, l&#8217;apertura di Frattini: «Il testo non è intoccabile». Mi chiedo quanti sinonimi esistano per &#8220;Lasciategli fare i cazzi suoi.&#8221; (<em>Christian Padula</em>)<br />
..<br />
Obama: &#8220;Straordinaria l&#8217;Italia in Afghanistan&#8221; (<em>corriere.it</em>)<br />
Afganistan: Abbiamo ucciso 1.200 persone (<em>espresso.it/Giovanni Pignatelli</em>)..</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_1216.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>Viviana</em><br />
Si stimano 1.500 gli assassinati dai militari italiani in Afghanistan.<br />
D’Alema disse che interveniva in Kosovo per evitare una strage etnica.<br />
In Afghanistan invece ci siamo andati a farla..<br />
..<br />
Predilezioni<br />
I resti dell’assassino De Pedis restano in Basilica a Roma<br />
Invece quelli di San Clemente Martire finiscono tra i rifiuti a Ercolano.<br />
..<br />
Berlusconi: “La libertà di stampa non è un diritto assoluto”<br />
E infatti è condizionata dai reati di Berlusconi.<br />
&#8230;<br />
Vito Farina segnala<br />
“In Italia le donne non hanno alcun ruolo in politica, a meno che non siano così sexy da essere personalmente sostenute da Silvio Berlusconi“.<br />
(<em>Michelle Hunzike</em>r alla tv tedesca ZDF)<br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/masadanew.wordpress.com/4520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/masadanew.wordpress.com/4520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/masadanew.wordpress.com/4520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/masadanew.wordpress.com/4520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/masadanew.wordpress.com/4520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/masadanew.wordpress.com/4520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/masadanew.wordpress.com/4520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/masadanew.wordpress.com/4520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/masadanew.wordpress.com/4520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/masadanew.wordpress.com/4520/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4520&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>MASADA 1167. 7-6-2010. L’anticamera della rivolta sociale</title>
		<link>http://masadaweb.org/2010/07/08/masada-1167-7-6-2010-l%e2%80%99anticamera-della-rivolta-sociale/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[Manifestazione degli Aquilani a Roma Contro di Germano Bonaveri &#8211; Morte alle energie verdi della manovra di Tremonti &#8211; Come restituire l&#8217;acqua alla gestione pubblica –Il Pdl, un partito quasi senza iscritti &#8211; L&#8217;Algeria caccia la TV di B dal Maghreb- Tagli alla Difesa- Manifestazione degli aquilani a Roma – Un paese senza politica &#8211; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4510&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/AREA2_300x200/quilanisangue.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Manifestazione degli Aquilani a Roma</p>
<p><strong>Contro di Germano Bonaveri &#8211; Morte alle energie verdi della manovra di Tremonti &#8211; Come restituire l&#8217;acqua alla gestione pubblica –Il Pdl, un partito quasi senza iscritti &#8211; L&#8217;Algeria caccia la TV di B dal Maghreb- Tagli alla Difesa- Manifestazione degli aquilani a Roma – Un paese senza politica &#8211; Film: Un tocco di zenzero</strong></p>
<p><span id="more-4510"></span></p>
<p>Germano Baniveri è un giovane cantautore bolognese che raccoglie nei suoi ritmi e nei suoi versi la rabbia di una generazione contro uno stato iniquo dominato da un potere spregevole che ha messo il male sul trono.<br />
Questa sua canzone nacque con parole diverse che sono state cambiate dopo la legge-bavaglio ma esprime un identico anelito di libertà.</p>
<p><strong>CONTRO </strong><br />
(Testo di Germano Bonaveri, Musica Guercio &#8211; Bonaveri)</p>
<p><em>Contro ogni bavaglio all’informazione<br />
Contro chi ha paura della verità<br />
contro giornalisti servi di un padrone&#8230;<br />
contro opinionisti senza libertà </em></p>
<p><em>Contro grandi marchi e multinazionali<br />
Contro i terroristi delle pandemie<br />
Sono contagiosi più di quei maiali<br />
che hanno macellato nelle farmacie</em></p>
<p><em>contro gli incentivi alla rottamazione<br />
contro sfruttatori della precarietà<br />
contro ogni delirio di globalizzazione<br />
e l’azzeramento di ogni identità</em></p>
<p><em>Contro ogni razzismo etnico e sociale<br />
Contro i paladini dell’italianità<br />
Che hanno rinnegato l’inno nazionale<br />
Pare per questioni di musicalità<br />
</em><br />
<em>Contro chi deplora le intercettazioni<br />
Causa primigenia di lesa maestà<br />
sono più immorali le conversazioni<br />
dei politicanti di questa società</em></p>
<p><em>contro gli evasori e i loro paradisi<br />
contro chi ha scudato la loro impunità<br />
paghino loro adesso il prezzo della crisi<br />
a noi è rimasta solo la nostra dignità</em></p>
<p><em>Contro chi tradisce la costituzione,<br />
sotto giuramento d’eterna lealtà:<br />
contro chi fa scempio della mia nazione<br />
non ci siano sconti, non ci sia pietà.</em></p>
<p><em>Contro chi non crede che si possa fare<br />
contro il pessimismo e l&#8217;immobilità<br />
Contro chi decide le regole del gioco<br />
contro chi partecipa e regole non ha.</em></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dp9rFTLT1GQ">www.youtube.com/watch?v=Dp9rFTLT1GQ</a></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/08/masada-1167-7-6-2010-l%e2%80%99anticamera-della-rivolta-sociale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Dp9rFTLT1GQ/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>Delle diversità</strong> (Bonaveri)</p>
<p><em>C&#8217;è una precisa scala di valori:<br />
ci sono i perdenti ed i vincitori&#8230;<br />
e per ognuno un preciso colore<br />
che devi imparare a classificare&#8230;<br />
C&#8217;è una chiara distinzione<br />
tra migliore e peggiore&#8230;<br />
c&#8217;è l&#8217;urgenza, che è dell&#8217;uomo,<br />
di appartenere</em>.</p>
<p><em>Sappi che i buoni non perdono mai:<br />
hanno il sostegno del cielo,<br />
perciò ricorda devi stare con noi,<br />
noi siamo nel vero&#8230;<br />
C&#8217;e&#8217; questo strano disegno umano<br />
che crea il nemico e il diverso,<br />
questa violenza del quotidiano,<br />
questo gioco perverso.</em>..</p>
<p><em>Ci sono terre di confine da esplorare<br />
oltre il senso comune<br />
ed altri popoli da rieducare<br />
finché giunga la fine,<br />
perché nel nome dell&#8217; ideologia<br />
tutto si può giustificare<br />
ma che la colpa non sia solo mia,<br />
tutti dovrete partecipare</em>.</p>
<p><em>Siete le ombre cinesi sul muro<br />
proiettate da un&#8217;altra mano,<br />
avrete tutte un radioso futuro<br />
con un fucile a canne mozze in mano.<br />
Vi insegneremo la disciplina<br />
ipnotizzati dalle televisioni,<br />
vi lasceremo uscire ogni mattina<br />
solo a determinate condizioni.</em></p>
<p><em>Terre di confine<br />
senza telefoni, senza vetrine.<br />
Oceani da esplorare<br />
senza una spiaggia per naufragare.<br />
Mari senza vento,<br />
da un portolano del quattrocento.<br />
Terre come stagioni<br />
senza condanne né assoluzioni</em></p>
<p><em>Ma c&#8217;è un&#8217; incognita da contemplare<br />
nel compilare una strategia,<br />
c&#8217;e&#8217; sempre uno che non vuole ubbidire,<br />
non sta allineato, non percorre la via:<br />
il cane sciolto che ha perso un orecchio<br />
mentre lottava per un pezzo di pane</em><br />
<em>allungato dalla mano di un vecchio<br />
che nell&#8217;altra nascondeva un bastone</em>.</p>
<p><em>E non ci sono scale di valori,<br />
neanche il tuo dio ti appartiene:<br />
ci sono differenze e colori<br />
che sanno e possono vivere assieme:<br />
e non sarà una divisa<br />
e non saranno gli eroi,<br />
e una coscienza rinchiusa<br />
si sveglierà prima o poi.</em></p>
<p><em>Siate l&#8217;incognita non contemplata<br />
nei manuali dell&#8217;autorità,<br />
siate la forza che giunge insperata,<br />
siate la vera possibilità.<br />
Siate il sorriso dell&#8217;incoscienza,<br />
la leggerezza dello stupore,<br />
siate la voce dell&#8217;inesperienza<br />
ma una voce pulita d&#8217;amore.</em></p>
<p><em>E non cedete alle mode<br />
e non abbiate rancore,<br />
che non si ama per fede<br />
ma solo per amore&#8230;<br />
E allora forse scriverete una storia<br />
dove bellezza è nelle diversità<br />
e non parlate di vittoria<br />
ma solo di libertà.</em></p>
<p><em>Terre contadine<br />
senza telefoni, senza vetrine.<br />
Terre da esplorare<br />
con cieli azzurri a capofitto sul mare.<br />
Terre senza vento,<br />
da un portolano del quattrocento.<br />
Terre da seminare<br />
per una storia tutta da inventare</em>.<br />
..<br />
<strong>Dissolutezze verdi della manovra di Tremonti</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Il pacchetto europeo su clima ed energia del 2008, dice che entro il 2020 i Paesi UE dovranno usare rinnovabili per almeno il 20%, alzare l&#8217;efficienza energetica e ridurre le emissioni di CO2. Ma siccome siamo governati da baluba, in Italia tutto questo nemmeno arriva.<br />
Entro il 2020 i 27 leader si sono impegnati a portare dall&#8217;8,5% al 20% le energie rinnovabili utilizzate, a diminuire del 20% le emissioni di CO2 e ad aumentare del 20% l&#8217;efficienza energetica. Per ogni Paese ci sono 27 obiettivi interni per aumentare le rinnovabili, e quello dell&#8217;Italia è del 17%. Ogni 2 anni i paesi UE devono presentare un rapporto sui progressi fatti. E questo piano porterà anche 2 milioni e mezzo di nuovi occupati.<br />
Oltre agli interventi diretti del Governo, ci devono essere incentivi fiscali ed economici ai pannelli solari, l’energia eolica, le coibentazioni di edifici, la sostituzione di vecchie caldaie, la messa a norma di edifici pubblici i certificati verdi ecc.<br />
Obama ha detto che per la ripresa avrebbe puntato su energie verdi, scuola,  ricerca e sviluppo. Lo stesso dice l’Europa. B, al contrario, penalizza tutti questi settori. In controtendenza col mondo progredito, la manovra di Tremonti non è solo punitiva del presente e del futuro al punto da ammazzare ogni crescita economica, ma riporta l’Italia a vecchie e costose dipendenze con energie non pulite e non sostenibili, stroncando di fatto il vasto movimento privato verso un mondo più sostenibile.<br />
Non solo questa manovra è fatta a casaccio, tagliando servizi indispensabili ai cittadini, punendo categorie già in difficoltà e abbattendosi sulle classi medio-basse senza toccare i grossi cespiti, le rendite finanziarie, gli enti inutili come le Province e gli abusi della casta, ma taglia servizi pubblici senza aprire sviluppo, persistendo su principi vecchi e obsoleti, che hanno nella corruzione e nella mafia i loro primi mandanti e fruitori.<br />
Quando sia l’Europa che l’America, per non parlare dell’Inghilterra, puntano sulle energie verdi, anche di fronte ai rischi crescenti del petrolio e del nucleare e, ovunque, dalla Svezia alla Cina, si realizzano intere città ad economia pulita, con architetti italiani che sono i migliori e i più ricercati del mondo, non solo noi cacciamo le eccellenze come Rubbia, grazie alla ristretta cultura nepotistica del Pdl e della Lega, ma Tremonti esce addirittura dal piano delle energie verdi europee e con la manovra fiscale praticamente lo ammazza.<br />
Lo scopo è chiaro: eliminare ogni possibilità di gestione democratica e diffusa  dell’energia, che col piano verde allarga le scelte del cittadino, e concentrare, invece, tutto nelle Grandi Opere, che sfuggono ai controlli di giustizia e permettono alla Cricca di procurarsi forti ricavi privati con la truffa e la maggiorazione dei costi, come abbiamo visto per tutte le grandi opere, dai trafori di Lunardi alla Tav, dalla Salerno-Reggio Calabria alla Maddalena, dall’Expo al terremoto dell’Aquila.<br />
La manovra di Tremonti, con l’art. 45 smantella tra l’altro i certificati verdi, cosa che non solo non dà un € allo Stato ma ne toglie molti. Vista la follia della scelta, si fa capire che, pur di portare avanti un nucleare proficuo per i grossi ricavi che permetterebbe ai ladri di Stato, si tagliano addirittura le energie pulite così da eliminare concorrenze. Il piano mostra che l’unico scopo della cricca sia continuare sulla linea dissoluta dei Piani-Obiettivo, delle Grandi Opere fuori controllo alla Bertolaso, della spartizione di soldi tra compari.<br />
Ci sono già impianti di rinnovabili per 4,6 MLD già realizzati e altri per 2,7 MLD in fase di completamento. Bloccando i certificati verdi, si bloccano i pagamenti. &#8220;E&#8217; come se si rendesse impossibile pagare le rate del mutuo di una casa&#8221;, dice Simone Togni, segretario dell&#8217;Anev, l&#8217;associazione dei produttori eolici. &#8220;Vorrebbe dire consegnare gli impianti alle banche, che non avrebbero la possibilità di gestirli e li chiuderebbero. Tradotto in termini energetici ed economici approvare l&#8217;art. 45 porterebbe a 3 danni.<br />
1°: si rinuncia a 3,5 miliardi di kw di energia pulita. 2°: si toglie dal bilancio dello Stato il gettito fiscale garantito dalle industrie che vengono chiuse che al 2020 saranno 8 MLD. 3°: scatterebbero le sanzioni di Bruxelles per alcuni MLD che saremmo costretti a pagare per il mancato rispetto degli obiettivi europei.</p>
<p>Un altro peggioramento ambientale con tutte le conseguenze di costo successive verrà dall’orrendo federalismo demaniale che consegnerà alla speculazione privata dei poteri locali (spesso a collusione mafiosa o ad avidità corruttiva) ben 11.000 beni pubblici, tra cui sorgenti, coste e spiagge, parchi ecc, con conseguente allargamento di speculazione, cementificazione, rovina del paesaggio, arricchimento dei soliti pochi e distruzione o contaminazione dell’ambiente.<br />
Oggi lo Stato dà ai parchi 50 milioni di €. Tremonti li dimezza. Tutelare il 10% del territorio non dà solo benefici ambientali, ma mozza un indotto turistico in continua crescita. E, visto che l’Italia è povera di materie prima e il turismo è una delle sue voci prevalenti, ciò equivale a un suicidio. Tagliare la forestale e i mezzi antincendi sembra folle, sia per i costi dell’incuria e degli incendi, sia perché i boschi salvati assorbono 500.000 t di CO2.<br />
Dunque Tremonti intende:<br />
-punire le rinnovabili e le imprese o le famiglie che le vogliono usare, privilegiando petrolio e nucleare;<br />
-dimezzare i parchi nazionali, annullando 30 anni di sforzi per preservare clima, ambiente, aria pulita e bellezza;<br />
proseguire con condoni illegittimi (82.000 nel 2001-2002, 40.000 nel 2003, con annullamento del senso di legalità e protezione dei cantieri mafiosi e dell’abusivismo edilizio, che già costa al Governo troppo in termini di disastri ambientali e di potere delle ecomafie);<br />
-svendere zone demaniali, acque, sorgenti, fiumi, arenili… alla speculazione privata, che già imperversa nel controllo dell’acqua e nei cantieri abusivi con scarsi introiti per lo Stato e con scempio dell’ambiente, e che consolida nuovamente le associazioni criminali con le cosche politico-imprenditoriali che già hanno dissestato il paese.<br />
Come si vede, nulla viene al cittadino da questa manovra scellerata, molto viene alle parti peggiori del paese che tendono a ricavi illeciti e inquietanti.</p>
<p>Molti sono i motivi per cui Comuni, Province e Regioni hanno chiesto con forza a B un incontro per una concertazione di tagli più intelligenti che non li obblighi a rimettere le loro funzioni. B si è rifiutato di riceverli, insultando organi costituzionali che hanno tutto il diritto di essere ascoltati, soprattutto davanti a piani che tagliano ogni ripresa al paese, svuotando ancor più le casse dello Stato e consegnandolo alla criminalità speculativa o mafiosa. Il No di B dimostra solo da che parte sta e che è fuori da ogni accettabilità democratica. Il No dimostra che, malgrado inchieste e processi svelino la crescente corruzione e il crescente controllo sul paese di cosche criminali, non solo B le protegge, ma ha tutta l’intenzione di proseguire sulla stessa strada, con arretramento delle tutele, dissoluzione dei servizi, attacco al bene pubblico e disastro ambientale. E che intende farlo con un autoritarismo assolutistico ormai non più sopportabile, calpestando ogni garanzia costituzionale di istituzioni e cittadini.<br />
La manovra sarà imposta alla fiducia, senza dunque discussioni ed emendamenti, contro ogni filo di democraticità. E la Lega la sosterrà, dimostrando fino in fondo che la sua difesa delle realtà locali e del territorio è solo la grandissima bufala di un gruppuscolo di arrivisti a cui interessa solo mantenere il potere e fare soldi illeciti.<br />
..<br />
Andrea Agostini segnala:<br />
<strong>Come aprire l&#8217;acqua alla gestione del pubblico</strong><br />
<em>sbilanciamoci.it</em></p>
<p>Acqua pubblica o privata, è necessario pensare un sistema che ne permetta una gestione sostenibile. Chi difende la gestione pubblica dell&#8217;acqua è a maggior ragione interessato che questo sia fatto nel modo più efficiente possibile: considerando che la gestione dell’acqua è simile ad altri beni e servizi a carattere monopolistico come energia elettrica, gas, rifiuti, trasporti ecc; che la gran parte degli enti gestori sono società di diritto privato ma di proprietà pubblica; e infine che il costo individuale è relativamente basso (la tariffa), ma quello collettivo (le tasse) è alto.<br />
La finanziaria del 2008 stabilisce che al fine di garantire qualità, universalità ed economicità dei servizi gli enti locali devono prevedere: obbligo della redazione della carta dei servizi da parte dell’ente gestore in accordo con le associazioni dei consumatori; consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori; verifica periodica con la partecipazione delle associazioni dei consumatori; monitoraggio permanente da parte dell’ente gestore con la partecipazione delle associazioni dei consumatori; istituzione di una sessione annuale di verifica dei servizi tra gli enti locale e di servizio e le associazioni dei consumatori ed infine un costo delle attività da addebitare all’ente gestore.<br />
Il sistema di gestione e controllo delle aziende municipalizzate prevede la fornitura di un servizio ad un cliente/utente, allo stesso tempo socio, attraverso i propri rappresentanti che siedono nel Consiglio di Amministrazione.<br />
I consiglieri di Amministrazione sono nominati dall’Ambito Territoriale Ottimale (Ato). Nell’Ato siedono i rappresentati dei Comuni dell’Ambito dove si redige il piano di gestione. I rappresentati dell’ambito sono gli assessori eletti dai cittadini. C’è una sorta di rapporto circolare tra cittadini, politici, amministratori delle imprese municipalizzate, clienti/utenti i quali sono i cittadini in un’altra veste.<br />
Di conseguenza i clienti/utenti/cittadini dovrebbero essere in grado di controllare le società di gestione in due modi. In quanto cittadini, eleggono gli amministratori che controllano le società. In quanto clienti/utenti attraverso l’acquisto del servizio. Tuttavia essendo l’acqua un bene necessario ed allo stesso tempo messo in sistema di monopolio, è difficile per i clienti/utenti far valere le proprie ragioni. Diventa allora importante il ruolo delle associazioni dei consumatori per servizi migliori a un costo individuale e collettivo minori.<br />
Da qui l’esigenza di formare i cittadini ad una cittadinanza attiva ed i clienti/utenti ad un consumo responsabile e consapevole.<br />
Sulla carta il sistema potrebbe dare buoni risultati. Ma sappiamo quanto sia difficile realizzare la democrazia partecipativa. Da una parte i cittadini non sono in grado di controllare gli amministratori (politici e aziende). Dall’altra, i clienti/utenti hanno scarsa conoscenza del sistema. Infine, chi sulla carta dovrebbe fare i controlli non li fa. E le associazioni dei consumatori sono troppo deboli mentre i politici sono troppo distanti.<br />
Se le associazioni dei consumatori avessero i fondi, cooperassero con gli istituti di ricerca e si impegnassero a far rispettare le attuali normative si potrebbero ottenere alcuni risultati. Il 1° passo è la comparazione dei piani d’ambito, industriali e della carta dei servizi, da parte delle associazioni dei consumatori. L’organizzazione di un tavolo di contrattazione permanente con gli enti gestori dando indicazioni e suggerimenti pratici e puntuali. Nel frattempo occorrerebbe la somministrazione periodica di un questionario ai cittadini di valutazione dei  servizi offerti.<br />
..<br />
<strong>Gli anni mentali</strong><br />
<em>Viviana</em></p>
<p>Verdi compose fino a 84 anni, Monet dipinse fino a 77, Ungaretti scrisse le sue più belle poesie d’amore a 68 anni, Edison fece a 81 la sua ultima invenzione e Chaplin a 83 vinse l’Oscar. Il problema del mondo non è l’età, ma la stupidità.<br />
Berlusconi a 73 anni dimostra di essere un cretino di 12 anni e parla a un pubblico di dodicenni e che anni mentali dimostrano quelli che votano Lega?<br />
&#8230;.<br />
<strong>Roma ladrona, la Lega non perdona</strong><br />
<em>Viviana</em></p>
<p>Non solo la Lega ha tradito tutti i suoi proclami. non avanzando economie di sprechi o controlli di abusi o proposte dei democraticità, ma ha fatto celermente parte del peggio: nepotismo, spartizioni, mazzette, sostegno a mafiosi e corrotti, appoggio alla casta, imbrogli bancari.. unendo a tutto questo lo sprezzo verso la patria comune e una ipocrisia di facciata per cui si proclama il contrario di quello che poi si fa.<br />
La Lega si è opposta addirittura all’abolizione di enti inutili come le Province, che da sole avrebbero alleggerito la manovra di ben 14 MLD sui 24 previsti nella prima tranche, rendendo del tutto superflui tagli dolorosi o paralizzanti.<br />
Anzi la Lega ha preteso l’ennesima Provincia: Monza, dimostrando che alla grande mangiatoia politica si è omologata benissimo.<br />
Per colmo di incoerenza con i loro stessi ruoli e compiti istituzionali, all’inaugurazione trionfalistica del 1° anniversario della Provincia di Monza, i sindaci leghisti si sono tolti la fascia tricolore ripudiando l’Inno di Mameli. Stupidità, incoerenza, rinnegamento dei loro stessi proclami, tradimento di quei doveri che hanno ottenuto ricoprendo come barbari le cariche di quello Stato che nei fatti rinnegano e taglieggiano.<br />
Poi uno chiede: come mai ce l&#8217;avete coi leghisti?<br />
&#8230;&#8230;..<br />
Silvanetta segnala<br />
<strong>SOLO 730 MILA EURO DALLE QUOTE PDL, IL PRIMO BILANCIO DI UN PARTITO QUASI SENZA ISCRITTI </strong><br />
<em>Il Fatto Quotidiano</em></p>
<p>(Ricordate quando in P.zza Duomo a Milano Berlusconi perorava il tesseramento auspicando un milioni di tessere?  Il giorno in cui la duomata di Tartaglia pose in essere una ridicola pagliacciata? E quel tesseramento che fine ha fatto?)</p>
<p>Il Pdl è un partito leggero, senza immobili, né dipendenti (questi sono ancora in carico in gran parte a FI che, giuridicamente, esiste ancora), e soprattutto senza iscritti.<br />
Il Secolo d’Italia ha pubblicato i bilanci del Pdl, della Casa delle libertà (esiste ancora) e di quel che resta di FI, un partito con due residui, per la serie “B non butta via niente”.<br />
Il dato più curioso è la voce “quote associative annuali”: 730.577 €.<br />
Ora non vi sembra un po’ poco per un B che dichiara di avere il 63% del consenso? O per un Pdl che nel 2008 ha preso 13 milioni di voti? Dunque ogni elettore avrebbe contribuito in media con 5 centesimi. Un po’ poco da gente  che da B si aspetta vantaggi economici pure illegali!<br />
È vero che nell’ottica di B sono tesserati simbolici tutti ma i paganti sono proprio pochini.<br />
Solo la Camorra conta 7.200 affiliati e 82.000 fiancheggiatori. Cosa nostra 5.400 affiliati e 65.000 fiancheggiatori. La &#8216;Ndrangheta 6.000 affiliati e 72.000 fiancheggiatori. La Sacra Corona Unita 1.600 affiliati. Fanno 237.600 delinquenti.<br />
Poi ci sono tutti i politici del Pdl sparsi a Roma e nel paese. E tutti i bottegai e gli imprenditori fieri di evadere le tasse. Qualcosina potevano dargli.<br />
Solo con i parlamentari del Pdl che pagherebbero 1.000 € l’anno e sono 420, se  fossero iscritti al partito si avrebbero 420.000 €.<br />
Presidenti di giunta e di consigli provinciali, assessori, consiglieri e  sindaci  pagano 300 €.<br />
Di comuni cittadini quanti ne restano? Quasi nessuno.<br />
Secondo il dep. Valducci: “il Popolo della libertà non può essere strutturato come un partito novecentesco, basandosi unicamente sul tesseramento”.  E allora su cosa?<br />
..<br />
<strong>L&#8217;Algeria caccia la TV di Berlusconi dal Maghreb</strong><br />
<em>Lalla</em></p>
<p>&#8216;Nessmà è l&#8217;emittente televisiva maghrebina di proprietà di B, elogiata dallo stesso (chi si loda s&#8217;imbroda) in un ridanciano intervento e in un pessimo francese. Questa emittente però è stata letteralmente cacciata dal suolo algerino, perché evidentemente in Algeria il senso dell&#8217;onestà è più forte che da noi. L&#8217;ingiunzione pone un limite di 15 giorni entro cui lasciare il territorio, pena sanzioni. La tv di Berlusconi è infatti accusata di attività illegale e il direttore della rete, Nabil Karoui, è stato raggiunto da procedimenti giudiziari a causa di un uso illecito dei numeri telefonici (Telecom Algeria) nei quiz e nei giochi televisivi. Ma c&#8217;è anche una tentata frode ai danni dello Stato a causa di un contratto con l&#8217;operatore di telefonia mobile Djezzy.<br />
Inutile dire che nel gran Maghreb questa TV rappresenta il non plus ultra dell&#8217;illegalità catodica, anche in termini di propaganda. Si è persino visto il ministro Frattini ospite in una trasmissione durata un giorno intero in onore di Bettino Craxi.<br />
Che fine farà Nessma, adesso? Semplice, sbarcherà in Italia, dove nessuno avrà il coraggio di cacciarla. Il lupo perde il pelo&#8230;</p>
<p><a href="http://italianimbecilli.blogspot.com/2010/05/lalgeria-caccia-la-tv-di-berlusconi-dal.html">italianimbecilli.blogspot.com/2010/05/lalgeria-caccia-la-tv-di-berlusconi-dal.html</a><br />
..<br />
<strong>TAGLI ALLA DIFESA</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Il Ministro della Difesa La Russa annuncia tagli in armi, navi da guerra e aerei senza piloti per 5 MLD. Ci fa piacere. Quando annuncerà il ritiro dalla missione afgana che costa 2 milioni di € al giorno e che ha ‘ucciso’ 1500 afgani, cosiddetti “terroristi”, nella nostra cosiddetta ‘missione di pace’, ci farà un piacere ancora maggiore.<br />
Il numero degli afgani uccisi da soldati italiani (notiamo che sono morti nel ‘loro’ paese combattendo contro un esercito ‘straniero’ che li ha invasi per depredarli delle ‘loro’ risorse) è attribuito al direttore di &#8216;Rid&#8217; (Rivista Italiana Difesa) Andrea Nativi, uno dei più autorevoli e informati analisti militari, autore tra l&#8217;altro del dossier sulle forze armate della Fondazione Icsa, che ha come presidente onorario Cossiga e come presidente l&#8217;ex sottosegr. e parlamentare Pd  Minniti.<br />
E NOI SAREMMO UNA FORZA DI PACE?<br />
Notiamo che con soli 25 giorni di astensione da questa guerra si salvano tutti i parchi d’Italia, o, con altri tot giorni a scelta di non guerra, potremmo migliorare le condizioni dei malati in attesa di un posto letto nei corridoi degli ospedali, o la vergogna dei down a cui sono stati tagliati i miseri sussidi di Stato o dei ragazzi con handicap privi di assistenti di sostegno.<br />
Ma sembra non nasca mai l’alba del giorno in cui i Governi decideranno di spendere per la vita e non per la morte.<br />
E, se qualcuno rimpiange il Governo Prodi, ricordiamo che batté il record delle spese militari e fu B che cominciò ad abbassarle.<br />
Nel 2005 le spese militari furono 33,5 MLD e nel 2006 29.9. Con B l’Italia era scesa un po’ dal 7° all’8° posto nella classifica mondiale, superata dalla Russia. Ma con la prima finanziaria Prodi del 2007, ecco che si risale fino a 23 MLD nel 2008 e poi fino a 30.<br />
Prodi fa anche un fondo pluriennale di investimenti in armi di 3 MLD che lascia in eredità a B, ponendo l’Italia al 10° posto per spesa militare, e al 6° spesa procapite.<br />
Ricordiamo il piano faraonico del programma del caccia F-35 dell’americana Lockheed, che costa da solo 15 MLD, contratto firmato al Pentagono, prima, nel 1998, dal governo D&#8217;Alema, poi, nel 2002, dal governo B, infine, nel 2007, dal governo Prodi e ancora nel 2009 dal governo B, che delibera l&#8217;acquisto di 131 caccia, già deciso da Prodi. E bravi tutti! E intanto il caccia F-35 è salito da 50 a 113 milioni di dollari per aereo. Tutta roba destinata a missioni d&#8217;attacco. Altro che missioni di pace!<br />
Inutile parlare di radici cristiane o di rispetto all’art. 11 della Costituzione o di dx guerrafondaia e di sx pacifista. Questi, dei gran maiali sono!</p>
<p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_10sZMyoccRA/TDRu8uTzseI/AAAAAAAADko/cWeynEJELmI/s400/Terremotati.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Precisazioni</strong></p>
<p>Non è vero che tutto l’Abruzzo ha votato Pdl. All’Aquila e dintorni hanno votato contro Berlusconi. I suoi show non hanno incantato nessuno.<br />
Non è vero, come è stato detto, che all&#8217;Aquila e comuni lesionati abbia vinto il Pdl. Nella città dell&#8217;Aquila e zona limitrofa la Pezzopane, candidata della sx, ha preso quasi il 60%. Lo sconosciuto Del Corvo i voti li ha presi nella zona della Marsica non coinvolta nel terremoto. Come a dire: se colpito non sono, a me  che me frega? E bravi abruzzesi!<br />
Basta allontanarsi un poco dall’epicentro di un terremoto e l’irrealtà di Berlusconi vince sulla realtà dei fatti.<br />
..<br />
<strong>Rissa in Parlamento</strong></p>
<p>Barbato (IdV) all’ospedale.<br />
La Meloni presenta un ddl per dare fondi alle comunità giovanili, in realtà alla corrente del suo partito. Barbato contesta immediatamente laatruffa. Una decina di deputati del Pdl, uomini e donne, si butta contro di lui insultandolo, e uno, da dietro, gli sferra un violento pugno sullo zigomo, facendolo svenire così che deve essere portato all’ospedale. Intanto Fabio Rampelli del Pdl era impegnato in un corpo a corpo con un collega dell&#8217;Idv, mentre Maurizio Bianconi indirizzava un &#8220;pezzo di merda!&#8221; a Barbato gridando a squarciagola. Anche la Mussolini, che si era opposta al ddl, è stata insultata e minacciata da Rampelli e Marsilio, gli stessi che si sono scagliati contro Barbato.<br />
Scene dal Partito dell’Amore.<br />
..<br />
<strong>Di Pietro</strong></p>
<p>Sono al fianco degli aquilani che stamattina hanno protestato a Roma contro un Governo che li ha illusi e abbandonati. Gli scontri con le forze di Polizia sono vergognosi. Questa è una battaglia della disperazione. Una battaglia tra poveri che porta solo dolore. L&#8217;errore è aver bloccato i manifestanti e alzato il livello dello tensione. Anche i terremotati hanno il diritto di manifestare.<br />
E mentre in piazza alcuni manifestanti venivano feriti durante gli scontri, in Parlamento un deputato di Italia dei Valori (Franco Barbato) veniva colpito con un pugno da un esponente del Pdl (il partito dell&#8217;amore). Questo è il governo dell&#8217;odio e del manganello.<br />
Dobbiamo organizzare la resistenza, la strada per una rivolta sociale in Italia è alle porte rispetto a un governo sordo e cieco.<br />
..<br />
<strong>DELIRI</strong><br />
<em>Viviana</em></p>
<p>Roma, botte ai terremotati. Guerriglia, premier blindato.<br />
Giovanardi alla Pezzopane e a Cialente:<br />
“Se i suddetti capipopolo se ne stessero all&#8217;Aquila a lavorare per la ricostruzione, sicuramente non dovremmo registrare questi vergognosi, incredibili ritardi per la realizzazione di strutture che per loro responsabilità sono ancora totalmente al palo. Ma vadano a lavorare!».</p>
<p>Intanto Frattini nega che 250 deportati eritrei e somali in parte respinti dell’Italia  senza asilo politico stiano morendo seviziati come bestie nelle prigioni sotterranee di Gheddafi. Dice che ha avuto dal dittatore libico “le massime rassicurazioni e garanzie ” e che “di lui si fida ciecamente”.<br />
A Gheddafi Berlusconi ha regalato un miliardo, baciandogli le mani.<br />
Matteoli addirittura afferma che i disgraziati stanno benissimo, e che non sono nemmeno in condizioni di bisogno, “visto che informano il mondo con un telefono satellitare!”</p>
<p>Ma basta! Ma per quanto si deve ancora tollerare da questi pezzi di m…a simili deliri?<br />
..<br />
<strong>Un Paese senza politica</strong> (sunto)<br />
<em>Ernesto Galli Della Loggia</em></p>
<p>C’è una sensazione che domina su tutte le altre: che sono finiti i tempi felici. Fino a ieri il Paese… appariva orientato ad una visione positiva del proprio futuro. Aveva dei punti di riferimento sicuri.. Ora..l’Occidente, l’Europa stessa, stanno svanendo. E con loro la sensazione di forza, che per tanto tempo hanno incarnato. Compaiono nuovi giganti mondiali lontanissimi da noi. Indifferenti ai modi nostri e alle nostre esigenze. E di nuovo, dopo decenni che non accadeva, soldati italiani muoiono combattendo in remote contrade, di nuovo senza molte speranze di vittoria.<br />
La Chiesa e la famiglia stesse..sono alle prese con forze corrosive che ne stanno alterando il profilo sociale e attutendone la voce. Insieme è finita.. la speranza di un lavoro ragionevolmente sicuro nel tempo.<br />
L’industrializzazione sembra ormai giunta a fine: interi settori produttivi sono scomparsi nell’ultimo ventennio mentre non si contano gli impianti, le fabbriche del Paese passati in mani straniere nel disinteresse generale.<br />
E’ come se stesse cambiando sotto i nostri occhi la moralità di fondo del Paese e al medesimo tempo il valore del nostro stare insieme.<br />
Il moltiplicarsi senza freno dei casi di corruzione pubblica, di malversazione, di sperperi, non fa altro che rafforzare il senso di una disgregazione.<br />
Da quanto tempo un libro, un film, un’architettura, una rappresentazione, insomma una cosa nuova pensata o fatta in Italia, non fa parlare di sé il mondo? Siamo un Paese in declino?<br />
Senza dubbio siamo un Paese che sente di essere in mezzo a un passaggio assai difficile della sua storia. E senza guida, abbandonato agli eventi, al giorno per giorno. Nessuno è in grado di dirgli qualcosa circa il futuro che ci aspetta. Nessuno vuole o sa parlare alla sua mente e al suo cuore. Nessuno è capace di indicargli una via e una speranza.<br />
Ma che cos’è questo se non il compito della politica? Questa è il cuore duro della nostra crisi.<br />
Ciò di cui l’Italia è oggi drammaticamente e specialmente priva è la politica.<br />
Non riusciamo a farci una ragione del presente e a vedere come affrontare il futuro perché ci manca la politica: un progetto per la comunità, un’idea del suo destino.<br />
Il discorso cade su B che ha rappresentato la politica in tutti questi anni.<br />
Ma B è mai riuscito a iscrivere quello che fa in un discorso generale rivolto a tutto il Paese, che fosse capace di parlare al suo animo, di comunicargli quel senso della sfida e quell’esigenza di mobilitano in tempi difficili.<br />
Egli è rimasto fino in fondo l’uomo di una parte ( o di se stesso), convinto che in ciò consistesse l’ascendente sul suo elettorato.<br />
Alla fine si è ridotto ad essere l’uomo della non-politica.<br />
Ma in questo non è solo: il suo non essere un politico nazionale ha corrisposto alla crisi di tutti i suoi oppositori. I quali sanno solo parlare ossessivamente di lui e contro di lui, ma oltre non sanno andare. Sicché il Paese ascolta anche l’opposizione nella più totale indifferenza. Neppure da lei questa gli viene  l’indicazione di una via, di una proposta.<br />
L’Italia accetterebbe anche medicine amare, se qualcuno gliene spiegasse il senso e la necessità: se qualcuno sapesse parlare di politica.<br />
..<br />
<strong>La Corruzione </strong>(sunto)<br />
<em>Ernesto Galli della Loggia</em></p>
<p>La corruzione italiana appare invincibile. Rinasce di continuo perché non muore mai, dal momento che a tenerla viva ci pensa l&#8217;enorme serbatoio del Paese. La verità, infatti, è che è l&#8217;Italia la causa della corruzione italiana.<br />
Chi si ostina a credere che il problema è politico, che tutto si riduca a dx e sx,  sa che le tangenti continuano a girare vorticosamente anche nel privato: che dappertutto qui da noi, quando ci sono soldi in ballo, non si dà e non si fa niente per niente. Lo sa che i concorsi più vari (non solo le gare d&#8217;appalto!) sono sempre manipolati. Riservati agli amici e ai protetti quando non truccati.<br />
Sa che l&#8217; evasione fiscale dilagante non ha colore. E che gli italiani in modo bipartisan fanno di tutto per violare i regolamenti urbanistici ed edilizi anche con mazzette. E che indipendentemente dal partito siamo taglieggiati tutti allo stesso modo da chi ci offre una merce o un servizio, dall’artigiano al commerciante, dal pediatra allo specialista, dalle società autostradali alle  assicurazioni, dai telefoni al petrolio, dalle medicine agli aerei, per non parlare degli abusi e arbitrii delle banche, delle società del gas o dell’acqua o dei telefoni.. è tutta una serie di tariffe esagerate, contratti truffaldini, balzelli supplementari, clausole capestro, sicure dell&#8217; impunità.<br />
Come non chiamare corruzione tutto questo?<br />
In altri Paesi comportamenti del genere sono severamente sanzionati anche sul piano penale. Da noi no, sono considerati normali. Perché?<br />
Poca legalità, assenza di Stato, molto individualismo anarchico, troppa famiglia, e via enumerando.<br />
Oggi che l’Italia ha perso gli ultimi pezzi delle sue fedi e dei suoi usi antichi, appare come un paese più terribile e incarognito che mai. Più corrotto<br />
L’ ultimo film di Pupi Avati, ‘Il figlio più piccolo’, ci dà un ritratto spietato di che cosa siamo diventati: una società dove gli unici «buoni» sembra non possano che essere dei disadattati senz&#8217; arte né parte; dove, nell&#8217; ultima scena, dal volto pur devastato e ormai annichilito di un grandissimo De Sica, ladro e canaglia ridotto all&#8217; ozio forzato su un terrazzino di periferia, non cessa tuttavia di balenare il guizzo di un&#8217; inestinguibile mascalzonaggine.<br />
È di una lucida resa dei conti del genere che abbiamo bisogno; di guardare a fondo dentro di noi e dentro la nostra storia. Non di credere, o di fingere di credere, che cambiare governo serva a cambiare tutto e a diventare onesti.</p>
<p><img src="http://digilander.libero.it/RettoStinto/renato%20brunetta%20hood%2072dpi.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Da <a href="http://www.mamma.am">www.mamma.am</a></p>
<p><em>Bologna città più cara d’Italia. Dopo Bolzano.<br />
E per fortuna che c’erano giunte di sx e la Coop che doveva calmierare i prezzi!</em><br />
..<br />
<strong>De Luca non ci pensa due volte. Prescritto in Appello</strong></p>
<p>Grave atto di scempiaggine quello di Bersani di candidare un lestofante come de Luca e quello di Di Pietro di seguirlo. De Luca aveva solennemente giurato che se il processo fosse andato avanti si sarebbe immediatamente dimesso dimostrando la sua innocenza senza usufruire della prescrizione. Per fortuna il mariuolo non è stato eletto. Ma, nel processo sullo stoccaggio dei rifiuti i una discarica abusiva, ha immediatamente accettato la prescrizione..accettando che la Corte d’Appello di Salerno mettesse una pietra tombale sul processo, 6 anni dopo le 5 condanne in 1° grado per le violazioni del decreto Ronchi. Condanne con le quali si concluse il dibattimento per la discarica di Ostaglio, un sito di stoccaggio di immondizia utilizzato oltre la scadenza delle autorizzazioni, fino all’incendio del 2 agosto 2001 che avvelenò di fumo e miasmi una fetta del territorio salernitano e mandò in tilt la circolazione sulla Salerno-Reggio Calabria (il sito era stato ricavato su un’area nei pressi dell’autostrada).<br />
Antonio ma di chi cacchio ti volevi fidare? Vergogna!</p>
<p><img src="http://digilander.libero.it/RettoStinto/INTRODUZ%20MILITARI_luglio08_moneta_rid72.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Da <a href="http://www.mamma.am">www.mamma.am</a></p>
<p><em>Lettera di Ennio</em><br />
<strong>I segreti delle parole</strong></p>
<p>..vorrei fare qui un esempio di riflessione sulla parola. La parola può essere inganno. Può&#8217; distorcere, distrarre, nascondere, non solo con la dialettica beninteso..    Apprendendo un po&#8217; di Inglese mi risultò piu facile ricordare i giorni della settimana ai nomi dei pianeti in loro nascosti, sì il giorno di Giove si cambiava in quello di Thor e quello di Venere nella dea femminile nordica Fry è vero.. ma cosa è questa monomania, paranoia continua degli Antichi per tutti questi dei-pianeti, per la loro astronomia? Sempliciotti o ingenui?<br />
La parola sensibile (sempre in lingua Inglese) si la traduce con sensitive..il termine sensible sta per sensato, giudizioso&#8230;<br />
Ennio.<br />
..<br />
<strong>UN TOCCO DI ZENZERO</strong><br />
<em>Viviana</em><br />
Ho sempre amato i segreti e le profondità delle parole. Le parole sono molto più che segni o suoni, sono mondi nella cui scoperta riemerge la storia dell&#8217;umanità e della sua psiche collettiva. Le parole sono parti della magia dell&#8217;universo. All&#8217;origine del mondo stavano i suoni e un suono creò il mondo. In ogni parola è contenuto un frammento della storia del mondo. E i suoni delle parole sono storie che disvelano altre storie e collegano le creature umane tra loro e col tutto.<br />
Una volta una filologa mi consigliò come terapia la ricerca dell&#8217;etimo delle parole.<br />
E ricordo che, da piccola, nella mia lunga prigionia anomala durata 29 anni, in cui mi si impediva di uscire salvo scuola e lavoro e di avere contatti umani, e ho dovuto vivere in una solitudine da eremita, paradossale per qualunque creatura umana, quando non esisteva il pc e nella mia casa non entravano libri né giornali, ricordo che, ogni volta che mi imbattevo in una parola nuova, me la segnavo religiosamente per usarla nei miei pensieri, come l&#8217;indizio topografico di una mappa misteriosa e affascinante, un frammento del potere dell&#8217;uomo che cammina col mondo e con se stesso come parte del mondo.<br />
Mi è sempre parso di vedere nella storia delle parole qualcosa che univa non solo l&#8217;uomo all&#8217;uomo e alle sue diverse espressioni semantiche, ma gli uomini tutti a una magia sottile pervasiva in cui si poteva intravedere il mistero dell’essere e in cui le parole erano un filo sottile che univa l&#8217;uomo ad una essenza universale comune.</p>
<p>Ho visto da poco un film delicato e sensibile, &#8220;Un tocco di zenzero&#8221;, del greco Tassos Boulmetis, sullo scontro dei turchi contro la comunità greca che poi venne cacciata dal quella Turchia che essa considerava ormai una seconda patria, pur conservando l&#8217;amore per il cibo della madre originaria come una passione patriottica, in cui metteva se stessa come poesia, bellezza e identità.<br />
Nel film si snoda il rapporto tra un nonno venditore di spezie, finissimo diplomatico, filosofo e poeta, e il nipote a cui il nonno insegna fin da bambino i segreti delle spezie in termini universali e trasmette l&#8217;amore per il cibo in un modo in cui i 5 sensi si uniscono all’affettività e alla meditazione in una visione amica.<br />
“Gastronomia – gli dice il nonno- contiene la parola astronomia”.<br />
E, nella soffitta odorosa di spezie, gli pone sui disegni di pianeti e luminari pizzichi di spezie che simboleggiano i significato esoterici degli astri e i loro effetti sull’animo umano.<br />
Il bambino diventerà un gourmet e un astronomo, unendo due mondi solo in apparenza lontani, come sembrano lontane tutte le cose che invece in questo mondo stanno insieme e come dovrebbero unirsi tutti gli umani.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5OZpgiSzJW8">www.youtube.com/watch?v=5OZpgiSzJW8</a></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/08/masada-1167-7-6-2010-l%e2%80%99anticamera-della-rivolta-sociale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/5OZpgiSzJW8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>UNA RECENSIONE DEL FILM</strong></p>
<p><a href="http://www.lankelot.eu/cinema/boulmetis-tassos-un-tocco-di-zenzero.html">www.lankelot.eu/cinema/boulmetis-tassos-un-tocco-di-zenzero.html</a></p>
<p>“<em>Ho imparato i primi segreti delle spezie nella bottega del nonno sulle rive orientali del Bosforo. Per imparare i segreti della nostra cucina bisogna partire dalle spezie. A volta bisogna usare quelle sbagliate per ottenere l’effetto desiderato. Il cumino è forte ed aggredisce, induce le persone a chiudersi. Lo zenzero è delicato e pungente, spinge a guardarsi negli occhi</em>”</p>
<p>Grecia dei nostri giorni.<br />
Fanis sta aspettando, per l’ennesima volta, l’arrivo del nonno Vassilis che non vede da quando aveva 7 anni.<br />
Durante i preparativi di un banchetto in onore di Vassilis e dei suoi antichi amici, riceve una telefonata che lo riporta 30 anni dopo nel paese che aveva lasciato. I ricordi si riaprono in attesa di quel nonno che gli aveva insegnato i segreti della vita e del carattere delle persone attraverso l’accostamento delle spezie ai pianeti: “<em>Il pepe è caldo e scotta: è il sole che illumina ogni cosa; ecco perché va in ogni cosa. Venere era la più bella di tutte le donne; Venere è la cannella che è dolce e amara come le donne. Poi c’è la terra dove c’è la vita e di cosa ha bisogno la vita? Del cibo che necessita del sale per essere più gustoso</em>”</p>
<p>Turchia, 1959. Una famiglia di origini greche deve lasciare Istanbul per le tensioni tra i due Stati che si contendono Cipro. I greci li accolgono come turchi ed i turchi li scacciano come deportati. Il nonno resta nella terra amata promettendo al nipote di raggiungerlo presto. Passano gli anni…ogni volta il nonno si annuncia, ma non arriva mai.<br />
Fanis lo attende, pur conoscendo la verità delle cose. Mantiene, tuttavia, la promessa di guardare le stelle ogni volta che il nonno tarda, perché, come il nonno ha detto: “<em>Se per qualche ragione dovessi tardare, ricordati di guardare le stelle, ovunque tu sia. Lassù ne cielo ci sono cose che possiamo vedere e ci sono anche cose che non possiamo vedere, parla sempre delle cose che gli altri non possono vedere, alla gente piace ascoltare le storie di cose che non possono vedere. Lo stesso vale per il cibo: a qualcuno importa se non si vede il sale quando il cibo è saporito? Certo che no, ma la sostanza sta nel sale</em>”.<br />
E tanto guarda il cielo che diventa astronomo, ma un astronomo della bellezza.<br />
Senza radici, senza terra, senza legami, Fanis vive nei ricordi di quei primi 7 anni di vita, continuando i suoi sperimenti culinari con la combinazione di spezie inusuali, come lo zenzero nelle polpette, come se allo stesso modo si potessero combinare gli uomini separati dalle differenze politiche e culturali.<br />
Il bambino Fanis cucina di nascosto, prepara manicaretti invece di applicarsi nelle materie in una scuola che tenta di estirpare la cultura turca dalla sua mente per instillarvi il patriottismo greco. Scoperto a causa delle pressioni del prete cattolico ortodosso e della sua maestra, viene sottratto alla cucina e al piacere di guardare le stelle, interrompendo di fatto quel legame spirituale con il nonno lontano.<br />
Il bambino soffre perché represso nelle sue passioni…<br />
Ciò che tiene ancora viva la speranza è il sentimento tenero ed infantile per una bambina rimasta in Turchia, Saime, a cui un tempo confidava i segreti della cucina in cambio di un ballo. Ed è per ritrovare la serenità di un tempo che prima tenta di scappare e poi si trova a cucinare in un bordello. …<br />
Una storia malinconica e delicata, con quell’ombrellino rosso che si alza in volo, tra le stelle, e che si apre tra tanti ombrelli neri ad un funerale per farsi riconoscere, come quelle spezie sepolte dalla polvere che si sollevano con il soffio di un Fanis ormai adulto nella soffitta dove un tempo c’era la vita del nonno.<br />
….Quando arriva la notizia che il nonno sta molto male, Fanis torna a Istanbul e capisce perché il nonno non è mai staccato dalla sua terra, e perché lui non è mai andato a trovarlo: il nonno aveva paura di non rivedere più la sua patria, lui aveva paura di doversene staccare di nuovo.<br />
Intenso il momento del ritorno in Turchia con un Fanis che ripercorre la geografia dei ricordi dei suoi primi anni, tentando di afferrare una memoria evanescente. La bellissima Istanbul con i suoi vicoli, le moschee, i viali eleganti, i suoi ponti, i suoi profumi, è nelle sue mani, ma gli sfugge. Triste destino il suo, nel vedere il passato allontanarsi del tutto proprio nel momento del ritorno in Turchia, dopo aver tentato di conservarlo ad ogni costo durante gli anni della Grecia: restano quei residui di spezie che pone sul tavolo a formare una galassia su cui soffiarci affinché possano assumere la forma di pianeti sospesi nell’aria.<br />
“<em>Sui binari del treno ci voltiamo e quell’immagine resta come una promessa</em>”</p>
<p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_Cw4JzAqgIC8/TDMDZihUQVI/AAAAAAAABH4/9IXHxW8CeUw/s400/dimissioni.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; ) </strong></p>
<p><em>Viviana</em></p>
<p>5000 aquilani inferociti hanno assaltato Palazzo Grazioli.<br />
Il blocco della polizia è stato così duro che non è passata neanche una velina.<br />
..<br />
Presenti tra gli Aquilani Ferrero, Franceschini e Di Pietro.<br />
D’Addario non pervenuta.<br />
..<br />
Contemporaneamente si svolgeva la manifestazione degli inabili, derubati dalla manovra di Tremonti.<br />
Berlusconi non ne ha capito le motivazioni, essendo il discorso sul palco tenuto da una sordomuta.</p>
<p><img src="http://1.bp.blogspot.com/_mgLlpDUsvYc/TDSvvqPILlI/AAAAAAAADdU/mi7xQBoZxWc/s320/striscia+manganelli.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Protestano a Roma 5000 aquilani: 5 disabili secondo la Questura.<br />
Minzolini lascia la notizia della manifestazione aquilana per ultima; dicendo che è stato contestato Bersani. Su tre feriti e sulla rissa in Parlamento si perde la notizia.<br />
Non è stato contestato Berlusconi per legittimo impedimento. Era troppo occupato a non presentarsi alle Regioni.<br />
..<br />
In azione a Roma contro gli Aquilani il Partito dell&#8217;Amore.<br />
Il partito del fare&#8221;.<br />
Del manganellare, pareva.<br />
..<br />
Un proverbio cinese dice: “Siediti sulla riva del fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico”.<br />
Certo. Ma Bersani quant’è che aspetta su quel fiume?<br />
..<br />
<strong>POESIA</strong></p>
<p><strong>LENTAMENTE MUORE</strong><br />
<em>Pablo Neruda</em></p>
<p><em>Lentamente muore<br />
chi diventa schiavo dell’abitudine,<br />
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,<br />
chi non cambia la marcia,<br />
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,<br />
chi non parla a chi non conosce.</em></p>
<p><em>Muore lentamente chi evita una passione,<br />
chi preferisce il nero su bianco<br />
e i puntini sulle “i”<br />
piuttosto che un insieme di emozioni,<br />
proprio quelle<br />
che fanno brillare gli occhi,<br />
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,<br />
quelle che fanno battere il cuore<br />
davanti all’errore e ai sentimenti.</em></p>
<p><em>Lentamente muore<br />
chi non capovolge il tavolo,<br />
chi e’ infelice sul lavoro,<br />
chi non rischia la certezza<br />
per l’incertezza per inseguire un sogno,<br />
chi non si permette<br />
almeno una volta nella vita<br />
di fuggire ai consigli sensati.</em></p>
<p><em>Lentamente muore chi non viaggia,<br />
chi non legge,<br />
chi non ascolta musica,<br />
chi non trova grazia in se stesso.</em></p>
<p><em>Muore lentamente<br />
chi distrugge l’amor proprio,<br />
chi non si lascia aiutare;<br />
chi passa i giorni a lamentarsi<br />
della propria sfortuna o<br />
della pioggia incessante.</em></p>
<p><em>Lentamente muore<br />
chi abbandona un progetto<br />
prima di iniziarlo,<br />
chi non fa domande<br />
sugli argomenti che non conosce,<br />
chi non risponde<br />
quando gli chiedono<br />
qualcosa che conosce.</em></p>
<p><em>Evitiamo la morte a piccole dosi,<br />
ricordando sempre che essere vivo<br />
richiede uno sforzo<br />
di gran lunga maggiore<br />
del semplice fatto di respirare.</em></p>
<p><em>Soltanto l’ardente pazienza porterà<br />
al raggiungimento<br />
di una splendida felicità</em>.<br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
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		<item>
		<title>MASADA n°1166. 6-6-2010. Berlusconi e il punto G</title>
		<link>http://masadaweb.org/2010/07/06/masada-n%c2%b01166-6-6-2010-berlusconi-e-il-punto-g/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[Il punto G delle donne potrebbe essere quello del piacere. Ma il punto G dei potenti potrebbe essere la Gelida paura di essere scalzati dalla loro potenza. Avrà anche Berlusconi un suo punto G? .. BASTA BIPOLARISMO! – Giochi da caimani – Il Pallore Gonfiato &#8211; Rito abbreviato a Brancher- Santa madre Chiesa della Magliana [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4500&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://3.bp.blogspot.com/_wV9IMcO9ME0/TDLmCrbMbPI/AAAAAAAAAgw/CuCT76rkLEE/s400/bavaglio_galileo400_za.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>Il punto G delle donne potrebbe essere quello del piacere. Ma il punto G dei potenti potrebbe essere la Gelida paura di essere scalzati dalla loro potenza.<br />
Avrà anche Berlusconi un suo punto G?</em><br />
..<br />
<strong>BASTA BIPOLARISMO! – Giochi da caimani – Il Pallore Gonfiato &#8211; Rito abbreviato a Brancher- Santa madre Chiesa della Magliana – Napoli, vincono i boss e la Chiesa manda via il prete degli scugnizzi &#8211; Refusik – La tela del ragno nero – La legge Mastella era anche peggio della legge-bavaglio – Le nomine di regime – Berlusconi e il punto G, di Iacopo Fo</strong></p>
<p>Fedele Confalonieri intervistato su la Repubblica del 25 giugno 2000, p.11:<br />
«<em>La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l&#8217;accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori».</em></p>
<p><span id="more-4500"></span></p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/staino/06bobo.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Di chi il merito?</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Diamo a Fini il merito delle dimissioni ‘obbligate’ di Brancher. Ma se Fini non si fosse impuntato e se il Cavaliere non avesse temuto una conta disonorevole che sconfessava il suo presunto consenso?<br />
La cosiddetta opposizione esulta come di un successo proprio. Non considera l’assioma secondo cui per vincere è necessario esistere.<br />
E il Pd di Veltroni, Franceschini e Bersani, esce da una larva fantasmatica senza spina dorsale, assolutamente inadatta al ruolo. E addirittura contro l’unico alleato certo, contro la piazza che dovrebbe essere sua referente naturale e contro i lavoratori che dovrebbero essere suoi elettori di riferimento. Troppo spesso questo PD è stato neutro o silente, se non complice di B, che insegue in malaffare, candidati inaccettabili, atroce linea neoliberista e una difesa dell’impunità della Casta che ogni giorno risulta più vomitevole.<br />
Ma vi pare normale che la legge consenta a un lestofante come Brancher, e ad altri come lui, le facilitazioni del rito abbreviato, che viene celebrato a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali, e che dà diritto a uno sconto di un terzo della pena?<br />
Più delinqui e più lo fai in alto, coi compari giusti, più una legge iniqua B ti premia, la pena ti scansa, e la cosca ti loda. E sei persino presentato ai cittadini come un emerito cittadino “che rispetta i giudici”, “ha un vivo senso dello Stato” e “ stima le istituzioni”!<br />
Ormai al posto delle fedine sporche e del ludibrio pubblico, abbiamo il rovesciamento di ogni valore, che porta all’elogio del reato e al premio del reo. E, quando si esaltano i delitti e si glorificano i delinquenti, vuol dire che siamo arrivati al totale pervertimento delle coscienze.<br />
Il merito verso lo Stato è sostituito dal servizio verso il Signore. Le cariche, i ruoli e le carriere dipendono ormai da quanto male fai per contentare i peggiori, in quanto questi governano e il bene dello Stato si identifica solo nel loro vantaggio.<br />
Questo Governo non ha nemmeno la pudicizia di nascondere le proprie vergogne e le esalta come virtù.<br />
Cosa vogliamo ancora di peggio?<br />
..<br />
Ma come è possibile che un Pdl, che ha 170 voti più dell’opposizione, abbia avuto talmente paura della conta dei voti contro Brancher da indurlo a dimettersi?<br />
E abbia talmente paura della reazione parlamentare alla manovra di Tremonti da imporla alla fiducia?<br />
Berlusconi fa il gradasso. Nega i dati della crisi e spaccia bugie grosse come case.<br />
Ma le apparenze dicono chiaramente che se la fa sotto.<br />
..<br />
<strong>GIOCHI DA CAIMANI</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>I caimani sono subdoli. Chi ha detto che devono per forza vincere? Quando perdono non te lo vengono certo a dire, fanno piani rettiliani. Strisciano nel profondo. E poi azzannano.<br />
Non c&#8217;è solo Brancher che si dimette per non affrontare una conta disonorevole. Non c&#8217;è solo la manovra fiscale presentata alla fiducia. Non c&#8217;è solo la furia sulla legge-bavaglio. Ci sono altre manovre sospette.<br />
B ha paura e si sente. Si sente il puzzo della sua paura. Noi non sappiamo per cosa. Lui lo sa benissimo. Il grande ricattatore non può non essere anche un grande ricattato. Il gioco è troppo grande. Qualcosa si muove e non è solo Fini con tutto il suo disprezzo palese contro B e la Lega.  Né Spatuzza con gli altri 20 pentiti che lo accusano di essere mandante delle stragi. Non  c&#8217;è la compravendita di onorevoli a cui B si dedica con vizio distorto in questi giorni. O il posto di Scajola offerto a Casini.<br />
C&#8217;è puzza di disastro e di incastro.<br />
Così non può restare. Noi non sappiamo perché ma non può restare. E a nuove elezioni non può andare. Rischia davvero di ritrovarsi il grande Centro con Fini transfuga.<br />
Può solo aspirare al Colle. Ma prima deve far fuori Napolitano. L&#8217;attacco di Ghedini a &#8220;uno che non è stato eletto&#8221; non è strafottenza, è strategia.<br />
Si deve trovare la possibilità di incriminare Napolitano (le toghe non sono solo rosse), e spingerlo a dimettersi, poi, forte della maggioranza parlamentare, B prenderà il suo posto e sarà al sicuro per 7 anni.<br />
Ma qui scatta il rebus: il Pd chiede scudo totale per Napolitano!? Per difenderlo? E&#8217; una cosa mai vista. Che cosa sa il PD che non dice che minaccia il presidente della Repubblica? Che può aver fatto Napolitano? O di che può essere accusato anche ingiustamente? Quale altra pioggia di merda sta per arrivare?<br />
Perché se su Napolitano si chiede una assurda immunità totale, questa lo potrebbe difendere ma anche no. E in caso di successiva elezione di B, l&#8217;immunità difenderebbe totalmente proprio B.<br />
Che altri sporchi giochi di potere ci aspettano? E perché dentro c&#8217;è proprio il PD?<br />
..<br />
<strong>Il Pallore gonfiato</strong></p>
<p>Dice Travaglio che “il Pallore gonfiato” soffre per la solitudine politico del presidente.<br />
Cavolo!  Era con 7 ballerine di lap dance, quante ne voleva?<br />
<em>“Alla solitudine del Capo, più che i divorzi da Veronica e Fini, deve aver contribuito il venir meno dei suoi angeli custodi: prima Previti, falciato nel fiore degli anni da due condanne per corruzione giudiziaria; poi Brancher, prematuramente mancato all’affetto dei suoi cari per aver tentato di imitare l’Inimitabile – ah, la hybris! – profittando del legittimo impedimento in un processo (le leggi ad personam valgono solo per quella Personam lì, cribbio); e prossimamente, forse, pure Dell’Utri che già si porta avanti col lavoro, rammentando l’eroismo di Mangano per far capire che lui, in galera, potrebbe non garantire la stessa tenuta stagna”</em><br />
Povero Bondi ”<em>affaticato dall’emergenza caldo, spossato dai viaggi in treno con cui percorre in lungo e in largo l’Italia per coordinare un partito che non c’è, deve fare tutto lui: devastare la cultura, rovinare il cinema, sventrare gli enti lirici, rincuorare Cosentino (resti sottosegretario per scongiurare “la vittoria del comunismo”). Ora gli tocca pure colmare col suo consunto corpicino l’incolmabile solitudine del premier. La struggente elegia si chiude con un’agghiacciante minaccia: quella di “una nuova rivoluzione berlusconiana”, dalle conseguenze incalcolabili. Non sappiamo ancora che cos’ha in mente, ma lui sì. Non resta che sperare che il Cavaliere respinga cortesemente le profferte bondiane: che insomma, dinanzi alla terrificante prospettiva di chiudere i suoi giorni su questa terra fra le braccia di un simile damo di compagnia, opti per il harakiri, o per l’aspide, o per la cicuta. Non appena gli avranno spiegato che roba sono.</em></p>
<p><img src="http://img382.imageshack.us/img382/6461/vauro13aprile2008or4.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Rito abbreviato a Brancher</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Brancher chiede il rito abbreviato. Con esso evita il dibattimento e ottiene la decisione immediatamente nell’udienza preliminare.<br />
Ora però le condizioni per chiedere il rito abbreviato sono: la flagranza, la richiesta del PM che ha già ottenuto convalida di arresto, o la confessione. Brancher non è stato colto in flagrante con la mazzetta in bocca, non è in carcere. Ha forse confessato di essere colpevole? Altrimenti non vediamo qui nessuna di queste ipotesi.<br />
Comunque sia, Brancher non solo ci guadagna a 360° ma così facendo evita di far testimoniare Fiorani che potrebbe mettere nei guai Calderoli, visto che dice di avergli portato 100.000 euro nel 2004. Con questo escamotage la Lega si salva. In fondo era lei che voleva Ministro Brancher per salvarsi il culo dalle accuse di corruzione, con tanto di Tremonti e di Calderoli come “testimoni dello sposo”. E i leghisti vengono qui a rompere gli zibidei vantando una presunta onestà della Lega ??!! Ma vadano a dare via el cu</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/marco_vuchich/marco_vuchich_00509.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>NULLA OSTA</strong></p>
<p>Nulla osta da parte dell&#8217;Autorità ecclesiastica che, su richiesta dell&#8217;Autorità giudiziaria italiana, la tomba del Signor De Pedis possa essere ispezionata. Nulla osta a che, su richiesta dell&#8217;Autorità giudiziaria italiana competente o della famiglia del signor De Pedis, la salma possa essere traslata altrove.<br />
Osta qualcosa che si sappia anche noi il motivo per cui tanto onore è stato concesso a uno dei peggiori assassini italiani? Sembra che le autorità ecclesiastiche non lo abbiano chiarito alla polizia. Possiamo essere in diritto di saperne qualcosa? Forse fu ucciso nei pressi della basilica? Se ci prende un coccolone vicino a S. Pietro, ci seppelliscono a S.Pietro anche noi?<br />
..<br />
<strong>Santa madre Chiesa della Magliana</strong></p>
<p>Renatino De Pedis, boss della banda della Magliana, la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma: omicidi, sequestri, rapine, narcotraffico, intrecci con Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta, relazioni poco chiare coi servizi e con Gelli e la P2 nonché con terroristi neri, coi servizi e anche con settori della finanza vaticana (IOR) attraverso Marcinkus.<br />
Ma che ci faceva il Vaticano col De Pedis? Possibile che per fare più soldi al Vaticano non bastassero delinquenti come Marcinkus e truffe come il Banco Ambrosiano (crack di 1200 miliardi di lire e 8 morti)?<br />
Renatino viene ammazzato in un agguato nel 1990 a Roma, quando è un efferato criminale in pensione che pensa di riciclarsi come uomo di affari ed evidentemente fa giochi sporchi denaro col Vaticano.<br />
“Lo tumulano al Verano e poche settimane dopo, lo trasferiscono in segreto a sant’Apollinare. Solo 5 anni dopo ne parlerà Il Messaggero e solo dopo altri 2 si conosceranno i documenti di autorizzazione al trasferimento e si vedrà una foto della tomba nei sotterranei della basilica.<br />
Da subito il Vaticano lo ripulisce lo santifica. “In una lettera del 1990 il rettore di sant’Apollinare, Mons. Vergari, attesta che “è stato un grande benefattore e ha aiutato concretamente tante iniziative sia di carattere religioso che sociale, stando bene attento alla formazione cristiana ed umana dei giovani”!!!<br />
La Chiesa dice che la tomba è un ringraziamento al De Pedis per aver donato 600 milioni alla Chiesa. Scusa scarsa. Per di più dopo il rapimento della giovanissima Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario vaticano e mai più ritrovata e le accuse della donna del De Pedis.<br />
Ora la polizia è stata autorizzata ad aprire la tomba.<br />
Dubitiamo che ciò serva a chiarire qualcosa. Ma anche rivangare quei fatti truci di lucro, morte e corruzione non rinverdirà l&#8217;oscurata reputazione della Chiesa.<br />
Ma possibile che in questo paese, ovunque si scavi, Stato o Chiesa, emerga solo una enorme montagna di merda?</p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/speciale/2003/sillabario/images/ellekappa.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Gianni segnala:<br />
<strong>Napoli, vincono i boss e la Chiesa manda via il prete degli scugnizzi</strong><br />
<em>Susanna Ambivero</em> (da ARCOIRIS TV)</p>
<p>Quando per le istituzioni le situazioni sociali diventano intollerabili e non si riesce più ad amministrarle, spesso si rivolge la propria speranza alla Chiesa. La Chiesa, grazie sopratutto al suo radicamento sul territorio e al suo intimo rapporto con la gente, spesso riesce a sopperire alle mancanze dello Stato. Ma anche quando si parla di «Chiesa» occorre distinguere tra i messaggi ufficiali che dalla tranquillità dei palazzi vengono emanati delle gerarchie ecclesiastiche; e i sacerdoti che vivono insieme alla gente comune condividendo con loro la miseria di un territorio.<br />
E’ il caso del parroco della chiesa di S. Maria della Provvidenza nel rione Don Guanella a Scampia, Napoli, un prete tutto pelle e ossa che sfodera un’energia incredibile quando si tratta di proteggere i ragazzi e di contrastare non solo la mentalità mafiosa ma anche i camorristi stessi.<br />
Si chiama Don Aniello Manganiello e dal 1994 ha fatto delle strade di Scampia e Secondigliano la sua casa. E si, perché lui non si limita ad officiare messa all’interno delle mura della sua chiesa, lui è per strada a portare speranza a chiunque ha la fortuna di incontrarlo. O almeno questo è quello che ha fatto senza risparmiarsi fino ad oggi, oggi che i vertici ecclesiastici hanno deciso che è meglio trasferire questo indomito prete lontano, da un’altra parte.<br />
Normale avvicendamento dicono, decisione politica poiché ha fatto più lui con pochi e poveri mezzi piuttosto che tutte le amministrazioni cittadine messe insieme, si legge.<br />
E la gente di Scampia? Chi ci pensa a loro? Chi glie lo spiega che le istituzioni, dopo averli abbandonati, ora allontana una delle poche speranze del quartiere perché gli causa imbarazzo e mette in luce le sue manchevolezze?<br />
Don Aniello Manganiello.<br />
Lo stesso anno in cui Don Peppe Diana viene barbaramente ucciso a Casal di Principe per il suo impegno nel salvare i giovani dalla camorra, lui accetta di diventare parroco di Scampia e Secondigliano, quartieri che non hanno bisogno di presentazioni per sapere che si tratta dell’inferno, territori malati tenuti in ostaggio dalla camorra. Da che è arrivato in questi luoghi Don Aniello non si è dato un attimo di sosta, non è mai stato con le mani in mano, non sarebbe stato possibile qui. Si è prodigato in mille modi per dare una reale e concreta alternativa ai giovani, l’hanno minacciato, boicottato, ma lui non si è mai fermato. Agli scissionisti e agli uomini del clan Di Lauro, che fino al suo arrivo non avevano avuto rivali nel predominio del territorio, don Aniello ha imposto caparbiamente la sua presenza. O gli sparavano un colpo in pieno volto, rischiando però di far scoppiare una sommossa da parte dei cittadini di cui ha saputo conquistare l’amore e il rispetto, o lo sopportavano cercando altre strade per liberarsi di lui. Non ci si aspettava che fossero proprio gli alti prelati a correre in soccorso dei camorristi levandogli questa spina dal fianco.<br />
Don Aniello nel frattempo continua a tuonare dal pulpito facendo nomi e cognomi, durante l’omelia parla di pizzo e droga, rifiuta di dare la comunione ai camorristi. Ha organizzato una squadra di calcetto composta da scugnizzi che personalmente va a prendere per le strade del quartiere, ha messo in piedi un semiconvitto diurno per togliere i ragazzi dalla strada, aperto a chiunque ne abbia bisogno. Lui è quello che si dice “un uomo con le palle”, ha fatto (e lui vorrebbe tanto continuare a fare) quello che quasi tutti noi non avremo mai il coraggio di fare.<br />
E allora perché? Perché?<br />
La speranza che don Aniello ha dato ai ragazzi di Scampia non può essere a termine, non si può interrompere questo percorso che tanti risultati ha dato.<br />
Non c’è burocrazia che tenga, se Don Aniello verrà trasferito a vincere sarà stata la camorra e a perdere, prima ancora della gente di Scampia e Secondigliano, sarà stata la chiesa, quella con la “c” minuscola. Avrà perso la fiducia ma avrà anche definitivamente smarrito l’intimo significato della dedizione verso il prossimo che invece Don Aniello così degnamente incarna<br />
..<br />
(Ecco uno che in Basilica non ci finirà mai!)<br />
..<br />
<strong>CASI</strong><br />
Il figlio di sei anni di Massimo Ciancimino è stato rifiutato alla prima elementare dell’istituto religioso ‘Collegio San Luigi&#8217; di Bologna.<br />
“Mentre ancor oggi si inneggia a falsi eroi, dopo aver pagato l’iscrizione del mio bambino, ho ricevuto la telefonata della segretaria della scuola perché il preside, dopo aver visto il mio cognome, ha rifiutato il bambino senza voler dare spiegazioni. Sicuramente il figlio di Anemone o di Mangano lo avrebbero accolto. Purtroppo non appartengo a nessuna cricca, nè ho rapporti con il Vaticano».<br />
Beh, se De Pedis, il boss della banda della Magliana, avesse iscritto suo figlio, come sarebbe andata? Idem per un eventuale figlio di Dell’Utri.<br />
Per un figlio, anche illegittimo, di Berlusconi poi ponti d&#8217;oro.<br />
..<br />
<strong>BASTA BIPOLARISMO! </strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Ormai il problema non è più nemmeno Berlusconi, che prima o poi per morte clinica o per morte politica, si leverà di torno!<br />
Qui occorre rendersi ben conto che il bipolarismo è pernicioso, inadatto all’Italia,  e porta ad abusi di potere che alla fine, qui, distruggono la democrazia.<br />
Occorre dunque eliminare il sistema bipolare con quel maggioritario che, grazie alla perversa riforma elettorale di Calderoli, ha espropriato gli elettori anche della loro scelta di lista e ha dato troppo vantaggio alla fazione vincente dotandola del potere di annientare il Parlamento e di svuotare di senso le istituzioni.<br />
A questo punto non mi fa differenza che al potere abusi Berlusconi o Prodi, quando la legge Mastella è identica alla legge-bavaglio, quando le spese in armi di Prodi sono identiche a quelle di Berlusconi, quando con D’Alema o con Franceschini si tende allo stesso presidenzialismo forte a diretta elezioni popolare che vuole B, quando si abusa allo stesso modo del decreto legge imposto alla fiducia, quando non si riesce a far capire alla gente in che la sx è diversa dalla dx, quando solo uno comanda ignorando tutti gli altri che o si adeguano o escono, quando oggi Berlusconi difende Cosentino o Dell’Utri come ieri l’altro D’Alema difendeva Bassolino o ieri Bersani candidava Loiero o De Luca, quando le Regioni in modo bipartisan hanno messo all’incanto i beni pubblici o hanno arraffato fondi europei o italiani o hanno stroncato indagini sulla corruzione politica.<br />
Che garanzie mi dà un presidenzialismo dove la maggioranza chiede per sé una impunità assoluta e l’opposizione chiede la stessa cosa per Napolitano per poterla poi estendere a Berlusconi? Qui chiunque vada al potere, ormai tende a renderlo assoluto, a sentirsi casta e a difendere la casta, distorcendo la legge a proprio vantaggio contro il bene di tutti. E basterebbe vedere la virulenza con cui la Chiaromonte che è di sx difende il ritorno dell’immunità parlamentare per capire chi e cosa questa gente difenda.<br />
Se il bipolarismo doveva assolutizzare il polo vincente e se deve portare a questi risultati che si possono ripetere oltre Berlusconi, allora il bipolarismo deve essere eliminato, perché è un sistema insano, eliminato, prima che ammazzi totalmente la democrazia.</p>
<p><img src="http://1.bp.blogspot.com/_5WI71-11Q5w/TDHNweegCrI/AAAAAAAAFE0/KRlnay806mc/s400/lula.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>REFUSIK</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Le cazzate del governo Tremonti continuano, con dichiarazioni di tagli o di norme che destano allarme e sono subito sconfessate come ‘errori’. Sembra che la manovra si in mano a incompetenti. Il povero portavoce di Tremonti si prende tutte le colpe, ma, essendo un portavoce non fa che riportare quanto deciso da Tremonti stesso, il quale ormai sembra strafatto.<br />
Prima l’annuncio che per andare in pensione ci volevano 40 anni di contributi. Falso allarme, non è vero.<br />
Poi che si tagliavano le tredicesime a magistrati, poliziotti e insegnanti. Falso allarme, non è vero.<br />
Poi che facevano tagli agli handicappati. Falso allarme, non è vero, anche se l’indice di invalidità è stato aumentato all’85%, il che è gravissimo.<br />
Ora se hai un debito dei riguardi della pubblica amministrazione hai solo un tempo che va da 150 a 300 giorni per chiarirti e evitare che la PA ti pignori i beni, quando la durata media dei soli procedimenti di 1° grado supera i 700 giorni e la maggior parte le pretese risultano infondate. Confindustria e Confartigianato erano già in rivolta. Si avrebbe poi il problema che già al 1° grado scatterebbe la pena.<br />
Tremonti poi avrebbe vietato la compensazioni fra crediti e debiti fiscali in presenza di accertamenti anche di importo modesto (1.500 Euro). Quindi anche per cifre basse, se il fisco deve a te più di quanto tu devi a lui, ti pignorano lo stesso.<br />
Ora ci manca che Tremonti si affacci in stato delirante a qualche balcone come Zaccai. E speriamo non sia anche trans.</p>
<p><strong>La tela del ragno nero</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Davvero non so come possano i berlusconiani ritenere attendibili gli sporchi giochi di questo Governo, dove tutto è appeso al fio di un criminale il cui unico pensiero è scapolare la giustizia e continuare a delinquere senza pena, portando per di più al Governo altri delinquenti o portaborse di mazzette per far godere loro analoghi benefici!<br />
Tremonti attacca &#8220;le cialtroni regioni del Sud, che hanno inventato uno scandaloso percorso nella gestione dei fondi comunitari&#8221;. Verissimo! La gestione di fondi pubblici è stata sempre scandalosa al Sud da quando esiste l’Italia. Il Sud è sempre stato un pozzo senza fondo di sprechi, abusi, truffe e rapine, con politici corrotti, mafiosi o non mafiosi, che si sono sempre spartiti tutto quello che potevano, in modo indecente e senza mai un solo piano di sviluppo serio. E in 16 anni di dominanza di B mai abbiamo visto rigore o severità, controlli o programmazione. Ma con Prodi non è andata meglio! Basti pensare a come Bassolino e a Loiero hanno rovinato le loro Regioni o a Dominici e Martini che svendevano fin l’acqua pubblica.  O D’Alema che per ben due volte ha appoggiato il neoliberista Boccia e il piano delle centrali nucleari e della privatizzazioni dei beni pubblici in Puglia!<br />
Dello sviluppo e della legalità di questo paese sembra che non gliene fregi mai a nessuno!<br />
E persino il tentato golpe delle stragi del 92 e 93 è passato, quando lo sapevano cani e porci, ma nessuno della cosiddetta sx si è presa la briga di dircene qualcosa. Anzi hanno fatto ponti d’oro al golpista e con lui D’Alema si offre a tutt’oggi di fare una seconda bicamerale con un bel presidenzialismo forte e senza contrappesi a diretta elezione popolare!<br />
Addirittura da tre mesi il Ministero dello Sviluppo è vacante e B ancora se ne frega o ne fa merce di scambio.<br />
Al Sud la truffa e la rapina non hanno prodotto nessun aumento di controlli sulla gestione privatistica o mafiosa di fondi pubblici, anzi B si è opposto allo scioglimento di giunte a collusione mafiosa, nell’indagine calabrese di De Magistris il Pdl ha smorzato di brutto ma il Pd non è stato da meno e persino RC ha dato la sua manazza, per sotterrare l’enorme furto di 20 MLD di fondi comunitari, e qualunque propaganda elettorale di B come di Fini è sempre stata finalizzata al Sud alla promessa di più MLD da spartire. Lo stesso Tremonti, quando voleva attrarre voti al Pdl, non ha esitato a resuscitare la Banca del Mezzogiorno.<br />
Che il sistema ‘assistenziale’ sia uno dei capisaldi che porta voti a Fini, lo sappiamo. Ma oggi l’attacco di Tremonti al Sud prelude a sporchi ricatti interni. Prima di tutto vuole togliere la base elettorale a Fini, il quale dissente su troppi punti dal piano centralistico e monocratico di B. Ora il ricatto, che si evince dall’attacco insultante di Tremonti alle Regioni del Sud, è questo: noi ritiriamo i tagli al Sud, tu, Fini, fai passare la legge-bavaglio, zitto e mosca!<br />
Per fortuna Brancher si è dimesso, evitando lo scontro palese sul suo nome, scontro che B voleva evitare ad ogni costo perché voleva evitare un conta di voti persi, che avrebbe scalfito il suo presunto record del 63% e della grande unità del Pdl,  e perché, se dai inizio a una frana, non sai mai dove puoi andare a finire.<br />
Ma il malcontento tra le due tranche del Pdl cova da tempo e si è fatto rovente.<br />
I cavalli di battaglia di Fini sono sempre stati legalità e assistenzialismo.<br />
La legalità, con 58 decreti, 30 voti di fiducia e 39 leggi ad personam, è ormai da rottamare. Fini ha dovuto votare e digerire una serie infinita di leggi che incaprettavano giudici e poliziotti, da sempre suoi elettori. E quando i tagli hanno più volte colpito o minacciato queste due categorie, i referenti naturali di Fini hanno cominciato a rumoreggiare.<br />
La stessa presenza in Piazza Navona dei sindacati di polizia contrari alla legge-bavaglio e lo sciopero dei magistrati sono chiari segni che anche le classi più succubi al potere della destra non ne possono proprio più.<br />
La manovra fiscale di Tremonti è stata come quella di una sarta folle che prende un vestito da sera da accorciare e manda fendenti a caso rendendolo non più indossabile.<br />
E poi tutti quei tentativi mozzati di tagli presunti poi ritirati ha finito con l’irritare tutte le categorie…non bastano 40 anni di contributi… si taglieranno fondi agli handicappati… via la tredicesima a insegnanti, magistrati e poliziotti…pignoramento se non chiarisci dei debiti con la Pa entro 30 giorni..pedaggi anche sui raccordi anulari… Sembra uno che butta là manciate di tagli a caso, senza il minimo criterio in preda a raptus nervosi.<br />
Per la verità, di fondi pubblici ne ha avuti molti di più il Nord ma a Nord qualcosa hanno fruttato di benessere al paese; a Sud, Pd e Pdl hanno permesso ogni sorta di distrazione, accanendosi anche a riconfermare candidature disonorevoli. Campania, Sicilia e Calabria, pure a direzione politica diversa, sono state rapinose e fallimentari allo stesso modo.<br />
Oggi Brancher dà la dimissioni, pur avendo avuto come padrini Tremonti e Calderoli, quel Calderoli a cui portava, si dice, mazzette o favori alla Banca della Lega perché la Lega sostenesse Fazio. Ma B forse darà il Ministero dello Sviluppo a Galan, cedendo quello dell&#8217;Agricoltura a un leghista, con gioia della Lega che ci teneva.<br />
Insomma tutto si tiene con lo sputo, ma le trattative personali e partitiche continuano, con reciproci accomodamenti, sempre più indecenti, fregandosene del paese.<br />
Sul fondo il grande ragno nero Berlusconi tesse la sua rete affinché i suoi ragnetti, salvando se stessi, salvino anche lui da una lacerazione senza rimedio.<br />
Nemmeno la crisi economica, l’impoverimento progressivo del paese o la dequalificazione continua dei partiti ha frenato l’andazzo, nemmeno il 40% di non votanti e lo schifo che ormai pervade anche i loro sostenitori. E ora a questo sono arrivati!</p>
<p><img src="http://img238.imageshack.us/img238/9432/ellekappa13aprile20082oe6.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Ricordando la legge Mastella</strong><br />
<em>Marco Travaglio</em></p>
<p>Ma com’è che nella manifestazione di Pzza Navona c’era anche il PD?<br />
…visto che la legge-bavaglio è figlia naturale della legge Mastella, proposta dal csx e votata alla Camera nel 2007 da tutti i partiti, con soli 9 astenuti o non partecipanti al voto (Giulietti, Grillini, Nicchi, Cannavò, Zaccaria, Carra, De Zulueta, Poletti e Caldarola) e nessun contrario su 630.<br />
La Mastella, se possibile, era ancora peggio dell’ultima versione dell’Alfano: vietato pubblicare, anche parzialmente o per riassunto, tutti gli atti di indagine anche se non più coperti da segreto, fino al processo (l’Alfano, almeno, il riassunto lo consente per tutti gli atti, escluse le intercettazioni); per i cronisti, galera fino a 30 giorni o multe fino a 100 mila euro; quanto agli atti del fascicolo del pm, top secret addirittura fino alla sentenza d’appello. A parte il sindacato, l’Ordine, l’Unione cronisti, il Giornale, l’Unità e Annozero, la grande stampa (anche le testate che oggi si fanno belle sul palco di Piazza Navona) dormiva sonni profondi, e così gli editori.<br />
Quando poi si andò alle urne, nell’aprile 2008, il programma elettorale del Pd al punto 4 (“Diritto alla giustizia giusta, in tempi ragionevoli”) prevedeva “divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia e di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini”. Il tutto per “tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali”. Dulcis in fundo, “sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali per renderle un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati”.<br />
Chi oggi marcia contro il bavaglio con chi ora lo combatte solo perché ha perso le elezioni non fa una bella figura…<br />
Ora si parla di uscita dei giornali per protesta con una pagina bianca.. Non sarebbe meglio uscire tutti in edizione straordinaria, listata a lutto, in forma di dossier con le intercettazioni e gli atti d’indagine più importanti di questi anni che, col bavaglio in vigore, non avremmo potuto pubblicare?</p>
<p><img src="http://ilmale.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/33420/Altan25052009.jpeg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Le nomine di regime</strong><br />
<em>Massimo Giannini</em></p>
<p>Nel Paese della Cricca può capitare qualunque cosa, e nessuno si scandalizza più. È normale che un presidente della Consob come Lamberto Cardia, rimasto in carica per ben tredici anni filati ai vertici del principale organo di controllo dei mercati finanziari, non si rassegni alla pensione alla venerabile età di 76 anni. È normale che venga invece nominato presidente delle Ferrovie dello Stato, un colosso con le rotaie d&#8217;argilla impegnato nella grande sfida dell&#8217;Alta Velocità. Allo stesso tempo, è altrettanto normale che al suo posto, alla Vigilanza di Borsa, venga spostato Antonio Catricalà, ex segretario generale della presidenza del Consiglio, e attuale presidente dell&#8217;Autorità che vigila sulla concorrenza. Ed è altrettanto normale che si pensi di spostare all&#8217;Antitrust forse un viceministro dell&#8217;Economia come Giuseppe Vegas, o forse l&#8217;attuale direttore generale della Rai Mauro Masi, o forse il primo presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, o forse l&#8217;ex segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo.<br />
Di fronte a questo vorticoso e del tutto autoreferenziale valzer delle poltrone c&#8217;è da restare basiti. Sembra di assistere a una scena del &#8220;Todo Modo&#8221; di Sciascia, dove una collaudata compagnia di giro, sempre la stessa da anni, si spartisce le nomine più importanti del Paese. Organismi cruciali per il destino della democrazia politica ed economica, come le autorità amministrative indipendenti, sono appannaggio fisso dei soliti noti, che ballano<br />
tutti sullo spartito di un unico direttore d&#8217;orchestra: Gianni Letta, che distribuisce gli incarichi tra giuristi di Corte con la logica della pura e semplice affinità personale o contiguità politica. A prescindere dalle competenze specifiche, dalle esperienze professionali, dalle esigenze anagrafiche. Sia detto con tutto il rispetto, e al di fuori da qualunque profilo giudiziario: ma anche questa è diventata una cricca, che si conserva e si riproduce per partenogenesi con un solo obiettivo: non disturbare i manovratori di regime.</p>
<p><img src="http://ilmale.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/33420/Chiappori08032009.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><em>Max</em><br />
Non avrò pace finché non vedrò Renato Vallanzasca al Dicastero del Bilancio.<br />
..<br />
E i soldi per i 150 anni dell’Unità d’Italia?<br />
Finiti per i festeggiamenti per i 7 anni di Dell’Utri<br />
<em>Viviana</em><br />
..<br />
Ecco come B fa dare le informazioni in tv.<br />
Questo è il 1°genere di informazioni che riceveremo dalla tv di stato e non, dopo la legge bavaglio.<br />
Nel 2° step i giudici che attenteranno alla reputazione di Berlusconi saranno messi alla gogna e il loro giudice sarà Dell&#8217;Utri in persona, tra gli sghignazzi di Sgarbi e con le ballerine che mostrano il culo rigorosamente scoperto da fili interdentali tricolori</p>
<p><a href="//www.youtube.com/watch?v=2uXTIrKyGZc">www.youtube.com/watch?v=2uXTIrKyGZc</a></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/06/masada-n%c2%b01166-6-6-2010-berlusconi-e-il-punto-g/"><img src="http://img.youtube.com/vi/2uXTIrKyGZc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>Brancher e i nipotini</strong><br />
<em>Viviana</em><br />
Però all&#8217;ultimo almeno una deleghina potevano dargliela!<br />
Passerà alla storia come un ministro senza portafoglio e nemmeno un ministero. Un bel record!<br />
Cosa racconterà ai nipotini?<br />
-Nonno, ma quando eri ministro, che cosa facevi?<br />
-Scappavo, tesoro, tacevo e scappavo.<br />
-E sei diventato ricco per questo?<br />
-Ricco e anche molto elogiato. Berlusconi mi baciava con le lacrime agli occhi. La Lega, poi, mi mangiava nella mano. mangano mi benediva dalla tomba. So&#8217; soddisfazioni ! Se parlavo io, cadevano tutti come pere marce.<br />
-E parlasti?<br />
-Non parlai, cocco bello di nonno. C&#8217;è chi diventa potente per quello che dice e chi diventa potente per quello che non dice.<br />
-E tu non dicesti?<br />
-Zitto stiedi e molto elogiato fui. Hai mai sentito dire che un bel tacer non fu mai scritto?<br />
Sbagliato era. E io lo realizzai. Mi chiamarono &#8216;il mafioso di Trichiana&#8217; e mai miglior qualifica fu più meritata.<br />
..<br />
<strong>Walter</strong><br />
Un ubriaco sbatte con un militare e :<br />
- Mi scusi appuntato &#8230;<br />
- Ma che appuntato non vedi le stelle ?<br />
- Oh, scusami, mio cielo &#8230;<br />
..<br />
<strong>Paolo B</strong><br />
SALDI: 30%, 50%, 70%, SCONTI INCREDIBILI!!<br />
&#8220;Al giudice monocratico Annamaria Gatto, Brancher chiede quindi di essere giudicato con rito abbreviato, che viene celebrato a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali. E che dà diritto a uno sconto di un terzo della pena.&#8221;<br />
PS: cos&#8217;è un giudice monocratico? Non era meglio uno democratico?</p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/staino/20100705.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>ALESSANDRO ROBECCHI</em><br />
<strong>Urge premio per la satira politica</strong><br />
www.alessandrorobecchi.it/</p>
<p>Come ci assicurano le principali agenzie del regime (Tg1 e Tg5), il cuore di B batte ancora. Anzi, il grande timoniere è tornato, e adesso ci pensa lui a risolvere tutti i problemi sul tavolo (possiede un tavolo di otto chilometri quadrati). Il programma è semplice: sacrificare i finiani, fare una pernacchia al Quirinale, mandare in galera i giornalisti, zittire la magistratura, fermare le indagini, accontentare Bossi, sconfiggere la crisi, vincere il concorso “miss maglietta bagnata” di Cesenatico, e persino capire cosa dice Quagliariello, che è la cosa più difficile. Mentre lui fa tutte queste cose insieme, i suoi alleati, amici, famigli, camerieri e Cicchitto si agitano per assicurarsi almeno qualcosa di quel che rimarrà dopo il disastro, fosse anche soltanto la comproprietà di Ronaldinho e le cravatte di Galliani. Nel tempo libero fondano correnti politiche il cui programma dice al primo punto: basta con le correnti. Ora, io vi prego di capire il mio dramma: come fare satira su una cosa simile? Come creare un paradosso più potente di questa catastrofe umana e politica di nome Silvio Berlusconi? Mi arrendo, gente: ci vuole uno più bravo, un principe dell’umorismo, un maestro della satira. E dunque gli cedo volentieri la parola. Ecco qui: “La determinazione con cui questo governo ha saputo affrontare la crisi economica e finanziaria e alcune riforme importanti come il federalismo e l’università dimostra che, senza scuse e accuse di complotti, le cose positive sono alla sua portata”. Ragazzi, questa sì che è satira politica. La prendo di peso dal fondo del Corriere di ieri. Da collezione. Perché chiedere ancora, nel 2010, “riforme liberali” a un tizio che sta per abbattere la libertà di stampa, o che si vanta dei suoi successi economici mentre un giovane su tre non ha lavoro, è come chiedere a uno squalo di diventare vegetariano di colpo. Su, mangia le alghe, amico! E già che ci sei, fai le riforme. Delizioso. Urge premio per la satira politica.</p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/staino/20100704.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>IACOPO FO</strong><br />
<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/berlusconi-non-sa-nulla-del-punto-g/35797/comment-page-1/">www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/berlusconi-non-sa-nulla-del-punto-g/35797/comment-page-1/</a><br />
<strong>Berlusconi non sa nulla del Punto G</strong></p>
<p>La sinistra, la ciulatina di B con la cameriera e i muscoli pelvici.<br />
Come fa l’amore Silvio? In maniera patetica. Ecco le prove. Il suo livello di conoscenza dei misteri del sesso è fermo a quello di un adolescente che ha frequentato i corsi di educazione sessuale della Gelmini. Tragico.<br />
Il 1°campanello d’allarme mi è suonato ascoltando le registrazioni della notte brava con la D’Addario:  tu sei lì nel lettone che ti ha regalato Putin, con una ragazza dalle curve portentose, e lei ti dice che non ha raggiunto l’acme del piacere. E tu cosa le dici? di esercitarsi un po’ di più da sola! Un vero principe. Già questo mi fece intravedere una logica erotica un po’ calcistica: se non sei bravo nei calci di rigore tocca che ti eserciti.<br />
Lungi da lui pensare che ci siano magari anche questioni psicologiche, emozionali, sentimentali. Il panorama erotico del pres., la sua visione del desiderio, è un deserto dei tartari. Il nulla per centinaia di km.<br />
Se fosse un uomo di mondo, un vero amante delle donne, avrebbe potuto dire  ben altro. Ad es. chiederle se c’erano situazioni nelle quali provava un maggior trasporto. Cercare di farle comprendere che solo se c’è un abbandono mentale profondo scattano i meccanismi dell’ascolto delle sensazioni corporee e quindi si può innescare la meravigliosa spirale del piacere.<br />
Se poi il Pres. avesse proprio voluto entrare nel tecnico avrebbe potuto spiegarle che esiste anche un nesso tra tensione muscolare e piacere sessuale. Circa il 50% delle donne occidentali ha un tono muscolare insufficiente. Il sesso, culturalmente negato viene dimenticato anche muscolarmente. La muscolatura si atrofizza e anche la sensibilità al piacere diminuisce. Il dottor Kegel dimostrò che le donne frigide possono recuperare la capacità orgasmica imparando a considerare il sesso in modo positivo e rieducando al movimento la muscolatura pelvica.<br />
Occorre individuare il muscolo pubococcigeo che è quello che tutti usiamo, anche i maschi, se facendo pipì blocchiamo il flusso delle orine.<br />
Basta contrarlo per circa 5 secondi e rilassarlo per 15. Questo esercizio NON va eseguito facendo pipì.<br />
Poi Silvio avrebbe potuto continuare ad aiutare la D’Addario a superare il suo problema di insensibilità spiegandole anche che tonificando il cosiddetto pavimento pelvico, si ottiene anche di rendere sensibile un’area che si trova tra l’interno dell’osso pubico e la parete superiore del sesso femminile, a circa 3,5 cm di profondità. Quest’area è il Punto G che esiste veramente…Proprio il fatto che le donne che non muovono i muscoli pelvici hanno quell’area atrofizzata ha reso così complesso dimostrare l’esistenza di questo punto orgasmico.<br />
Infine B avrebbe potuto spiegare alla D’Addario che anche la parte emotiva è essenziale e che se lei continua a accoppiarsi con vecchi babbioni economicamente e politicamente molto potenti, non può pretendere anche di essere travolta dal trasporto emotivo indispensabile per una piena soddisfazione.<br />
Sarebbe stato grandioso. Ma non sarebbe stato Berlusconi.<br />
Ma facciamo il caso, giusto per scherzare, che B avesse un po’ più di sensibilità emotiva. Avrebbe magari potuto chiedersi se vi era della responsabilità da parte sua nell’insoddisfazione della ragazza.<br />
Da quel che ne sappiamo l’idea del sesso di Silvio è analoga a quella che un muratore ha del martello pneumatico. Reciprocità zero.<br />
Veramente Silvio pensa che avere 7 amplessi e fare 7 docce fredde in una notte sia il massimo per far raggiungere l’estasi a una femmina?<br />
Il suo problema non è solo che non sa nulla dell’anatomia e delle emozioni femminili. E’ anche che vede la donna come un utensile.<br />
Testuale: “Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: “presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa…”. Vedete che scherzi che fa l’età?”.<br />
Ora lasciamo stare le facili ironie sul fatto che forse dalla seconda più alta carica dello Stato, in un momento di grande crisi internazionale, ci si aspetterebbe qualche cosa di più alto profilo. Quel che ha detto E’ SPAVENTOSO!<br />
Partiamo dalla parola “ciulatina”. Innanzi tutto mi sembra usata nel modo più volgare possibile. Non usa far l’amore, che implica almeno formalmente anche un trasporto emotivo, non usa il termine ciulata che allude a un caldo, focoso rapporto fisico, comunque in grado di smuovere l’emotività, se non i sentimenti. No, il Presidente fa la ciulatina, cioè una robina, un trak trak da 5 minuti. Uno sfogo. Non c’è stupore per la donna che si schiude al contatto con te, non c’è estasi nell’ascolto del miracolo divino del dettaglio delle sensazioni fisiche di piacere, non c’è disponibilità a stupirsi per il tripudio dell’incontro tra i corpi vivi e pulsanti. Non c’è niente. Solo il virile affermare la propria supremazia, il diritto d’uso. E’ un sesso consumato. Basato sulla scarica di adrenalina che accompagna la trasgressione di una sveltina. E’ una visione del sesso senza neppure l’ombra di reale coinvolgimento. Puro uso fisico dell’oggetto donna. Per di più una povera cameriera.<br />
A chi chiedi di farti da ricettore se hai una fase erettile in un albergo?<br />
Alla cameriera. A chi sennò? Un caffè, un cornetto e una passera.<br />
A questo punto mi viene una domanda: B è frigido? E se lo è, lo sa?<br />
E’ un problema enorme che colpisce moltissimi uomini e che io ho sofferto in prima persona. A un certo punto da ragazzo ho iniziato ad avere rapporti senza orgasmo. Intendiamoci, non parlo di impotenza né di assenza di eiaculazione. Ho sofferto anche di questi problemi, certo, ma si tratta di questioni diverse. In questo caso la meccanica era ok ma io non sentivo piacere…Poi scopro che non sono io l’unico con questo problema. E’ noto. Su un vocabolario medico trovo adenia: eiaculazione senza orgasmo, malanno psicologico, che riesco ad arginare col tempo, applicandomi appunto all’ascolto delle sensazioni fisiche.<br />
Poi scopro anche che anche nell’uomo c’è un problema muscolare, speculare e contrario a quello femminile. Noi maschi tendiamo a contrarre troppo i muscoli pelvici. Strozziamo i capillari e perdiamo il piacere. E questo viene aggravato se mentre faccio l’amore invece di godermi le sensazioni sono lì con lo spirito di un ciclista che vuole battere il record di arrampicata. Il sesso mentale, la ricerca delle scariche di anfetamina autoprodotta dal nostro organismo sono collegati alla frigidità maschile e alla contrazione del muscolo pubococcigeo. Cioè, non cerco il piacere orgasmico ma quello provocato dalle scariche di droghe fisiologiche, prodotte dal mio corpo. E secondo alcuni, questi problemi di contrazione eccessiva nei maschi sono la causa principale dei problemi alla zona prostatica che colpiscono il 50% degli uomini dopo i 50 anni.<br />
Come ho detto, la  parola “ciulatina” mi fa venire in mente il sesso mentale e la contrazione perineale. E Silvio è stato proprio operato alla prostata. Tutto torna.<br />
E probabilmente anche lui avrebbe gran giovamento a eseguire gli esercizi del dottor Kegel e ad ascoltare le sensazioni invece di ripetersi continuamente: “Sono il più grande ciulatore del mondo e sto esibendomi nella posizione n° 21 del Kamasutra, poi passerò alla 24, transiterò per la 17 e chiuderò in 56!”.<br />
Sospetto che per Silvio l’attività sessuale sia una fatica pazzesca.<br />
E sinceramente mi sono stupito vedendo che dopo la conferenza stampa di Silvio sul tema “cameriere e ciulatine” Bersani non sia insorto dichiarando: “B non ha il minimo senso dei sentimenti, dell’ammirazione mistica della natura femminile e della reciprocità del piacere!”<br />
Ma la sx non ha nessuna intenzione di sforare nei territori erotici. Che c’entra COME fa sesso Silvio? Il problema è che va con fanciulle a pagamento pagate da altri! Se gode o no chissenefrega?”<br />
A me mi frega. Tantissimo.<br />
Se voglio lottare per una società diversa devo costruire una cultura diversa e non posso parlare di cultura se non mi occupo di emozioni, sensazioni e modalità di amarsi. Dimmi come fai l’amore e ti dirò chi sei.<br />
E se voglio costruire un mondo nuovo DEVO sapere che c’è un nesso fortissimo tra la violenza sulle donne e la frigidità maschile (vedi: Lo stupratore è frigido! Gli piace la passera inanimata e non conosce l’estasi dei sentimenti!<br />
E devo sapere che l’educazione sentimentale e sessuale è essenziale per la crescita emotiva dei giovani e DEVO occuparmene nelle scuole. Anche perché esiste un nesso tra incapacità di vivere serenamente la sessualità, criminalità e incapacità di relazioni sociali.<br />
Il modello ottocentesco della politica come categoria perfetta, superiore e distante dai fondamentali problemi che riguardano la felicità delle persone, va finalmente buttata alle ortiche.<br />
Ecco allora che non possiamo proprio immaginare un nuovo modo di far politica che continui a considerare non politica la sessualità, i sentimenti e l’emotività.<br />
E allora io pretendo che Bersani e Di Pietro si esprimano una volta per tutte in maniera chiara: il punto G è un terreno essenziale di iniziativa politica per il movimento progressista? Ci si impegna finalmente a parlare d’amore ai giovani? Si organizzano corsi di ginnastica di Kegel nelle case del popolo?<br />
Ma poi mi viene un dubbio.<br />
Ma Bersani lo sa dei muscoletti pubococcigei?<br />
E qui il sospetto si fa atroce. Vuoi vedere che certi leader della sx fanno l’amore come B? Di Bersani in effetti non so niente. Ma di D’Alema sono praticamente sicuro. Non lo sa.<br />
Quando era lui Presdelcons lanciò una campagna per convincere le donne che soffrono di incontinenza a farsi operare. Uscì proprio un pieghevole. La cosa mi sembrò mostruosa e chiesi un incontro. Andai a spiegare a una cortese portavoce, con gli occhi fuori dalle orbite, che il Pres. D’Alema aveva fatto un errore pazzesco. Lei cercò di difendere Massimino spiegandomi che la decisione era dettata da precise necessità economiche. In Italia sono milioni le donne che soffrono di questo disturbo e se ne vanno MLD di lire in pannoloni. Con le operazioni chirurgiche di massa si sarebbero risparmiati molti soldi. Quindi si trattava di buon governo e di risparmio!<br />
Io le spiegai che era una boiata stellare. Infatti, come dimostrò Kegel nel 1936, l’incontinenza è anch’essa legata alla mancanza di tonicità dei muscoli pelvici e si cura senza intervento chirurgico, con la semplice ginnastica. E non è un mio delirio. Lo dimostrano 30 anni di sperimentazione in Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia che insegnano la ginnastica di Kegel a tutte le donne che hanno problemi nell’area sessuale. E un sistema eccellente anche per ridurre drasticamente i dolori mestruali.<br />
Nei paesi scandinavi addirittura si tengono regolarmente corsi per le ragazzine in prima media inferiore. E lì non le operano. E non pagano conti miliardari per i pannoloni.<br />
La cosa triste è che non ne sapeva niente nessuno. Eppure nel 1987, ai tempi di Tango, il supplemento satirico dell’Unità, io provocai un grande scandalo osando scrivere un articolo: “Muscoletti Vaginali”.<br />
Ora dico: caro D’Alema, ma come fai a fare il segretario di partito e non ti leggi neanche l’Unità!?! Va beh, non pretendo che tu legga la pagina economica che è difficile. Ma almeno il supplemento con le vignette!”<br />
E poi mi chiedo: ma perché l’allora PCI non capì l’importanza di lanciare una grande campagna di informazione sul pavimento pelvico? Ti rendi conto quante sofferenze fisiche e psicologiche avrebbero risparmiato a milioni di donne italiane? Quanti soldi dello Stato si sarebbero risparmiati sostituendo decine di migliaia di interventi chirurgici e milioni di t di pannoloni con un po’ di ginnastica?<br />
Ma la scelta del partito fu diametralmente opposta. Quando “Tango”, troppo estremista e ingovernabile grazie al coraggio di Staino, fu sostituito dal più consono “Cuore” venni allontanato.<br />
..<br />
<em>Francesco Pace</em><br />
Video in cui berlusconi, alla tv tunisina, invita i maghrebini a venire a lavorare in italia promettendogli accoglienza, casa, lavoro, sanita&#8217; e scuola gratis per loro e le loro famiglie.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4">www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4</a></p>
<p>Leghisti, guardatevi il video!</p>
<p><a href="//www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4">www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4</a></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://masadaweb.org/2010/07/06/masada-n%c2%b01166-6-6-2010-berlusconi-e-il-punto-g/"><img src="http://img.youtube.com/vi/9blS8S_J_I4/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em>Viviana</em><br />
Quando Berlusconi prenderà anche l&#8217;interim di Brancher, sapremo finalmente che Ministero è.<br />
..<br />
Arrestato il mullar Omar<br />
Fioccano offerte per la sua motocicletta<br />
Idem per il lettone di Putin<br />
..<br />
Il premier impone la manovra alla fiducia e rifiuta l&#8217;incontro con Comuni, Province e Regioni.<br />
Ormai non vuole più vedere nessuno.<br />
Se non sei una escort minorenne te lo puoi anche friggere!<br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
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		<title>MASADA n° 1165. 4-6-2010. La democrazia è una piramide rovesciata</title>
		<link>http://masadaweb.org/2010/07/04/4496/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 16:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[(Edoardo Baraldi. Gentiluomini) La democrazia partecipata: no global e leghisti – Esempio di cooperativa – Morte del futuro – Italia fuori dal G20 – Il Consiglio d’Europa ha bocciato la legge-bavaglio – L’imbroglio dei rimborsi elettorali – le frasi ingloriose di Bossi e Alfano “Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4496&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm5.static.flickr.com/4137/4744881183_d04a1bab13.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>(Edoardo Baraldi. Gentiluomini)</p>
<p><strong>La democrazia partecipata: no global e leghisti – Esempio di cooperativa – Morte del futuro – Italia fuori dal G20 – Il Consiglio d’Europa ha bocciato la legge-bavaglio – L’imbroglio dei rimborsi elettorali – le frasi ingloriose di Bossi e Alfano</strong></p>
<p>“<em>Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere e l&#8217;omicidio rispettabile, e per dare una parvenza di solidità all&#8217;aria</em>”<br />
<strong>George Orwell</strong><br />
..<br />
A un popolo morto, ma, forse, non tutto morto<br />
<strong>Massa</strong><br />
<em>Cesar Vallejo</em></p>
<p><em>Finita la battaglia,<br />
e morto il combattente, un uomo gli venne incontro<br />
e disse: «Non morire; ti amo tanto!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.<br />
Gli si accostarono due ripetendo:<br />
«Coraggio! Non lasciarci! Torna in vita!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.<br />
Ne accorsero venti, centomila, cinquecentomila,<br />
gridando: «Tanto amore e non poter nulla contro la morte!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.</em><br />
<em>Milioni di individui lo attorniarono,<br />
con una stessa supplica: «Rimani, fratello!».<br />
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.<br />
Allora, tutti gli uomini della terra<br />
lo circondarono; li vide il cadavere triste, emozionato;<br />
si alzò lentamente,<br />
abbracciò il primo uomo; e si avviò&#8230;</em></p>
<p><span id="more-4496"></span></p>
<p>Bossi e Berlusconi (sembra una canzoncina)<br />
come due amanti / abbracciati al bar&#8230;</p>
<p>Che si amino tanto non c&#8217;è dubbio<br />
compagni di porno<br />
compagni di coca<br />
compagni di truffa<br />
compagni di razzia<br />
compagni in distruzione<br />
della Costituzione<br />
insomma compagnoni<br />
Li differenziano solo le canottiere<br />
ma non si può fingere di fare un partito nuovo<br />
solo perché si porta la canottiera</p>
<p>Berlusconi abbraccia Bossi<br />
bacia la mano a Gheddafi<br />
dorme nello stesso letto di Putin<br />
scodinzola con gli emiri<br />
ricicla coi corrotti<br />
fa affari coi narco<br />
papella con Cosa nostra<br />
bacia in bocca Provenzano<br />
adora Mangano<br />
si tiene Dell’Utri per la mafia<br />
e Cosentino per la camorra &#8230;</p>
<p>ma dovete proprio vedere materialmente il suo patto col diavolo per credere che non sia una persona seria?<br />
VV.</p>
<p>http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/alloggi-rid.jpg?w=300 &#8221; alt=&#8221;" width=&#8221;50%&#8221; height=&#8221;50%&#8221; /&gt;</p>
<p>I<strong>l declino di Berlusconi è evidente. Ma sarà una cosa lunga e dolorosa</strong><br />
<em>(Damilano)<br />
..</em></p>
<p><strong>LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA E’ UNA PIRAMIDE ROVESCIATA<br />
NO GLOBAL E LEGA</strong><br />
<em>Viviana Vivarelli</em></p>
<p>Ognuno può avere una vaga tendenza ideologica. Precisarla è un obbligo morale. Io nasco a un’attenzione più vivida alla politica dopo il macello di Genova, primo segno violento di un sistema virulento, che, nato dalla mafia e da una visione fascistica e dispotica del potere, non poteva che tendere ad un regime autoritario monocratico, associandosi alle peggiori forze del paese.<br />
Nasco coi no global, col movimento dalle 800 associazioni di volontariato di Lilliput, con la campagna per le bandiere di pace per impedire il nuovo massacro dell’imperialismo americano in Medio Oriente. Nasco dall’avversione profonda alle guerre del petrolio, alle trame esiziali della CIA, alla falsa democrazia USA che in realtà è un plutocrazia, nemica delle democrazie altrui e aggravata dall’oscurità demenziale di Bush. Nasco dalla lotta contro la globalizzazione economica che sta distruggendo il mondo anche come pianeta, come clima, come risorse, e sta distruggendo l’uomo come essere libero, dignitoso e consapevole.</p>
<p>Mi pongo, insieme a milioni nel mondo, come Davide contro Golia, contro i grandi potentati della Borsa, della Banca, delle multinazionali, della BM, del FMI, del WTO e anche della parte più iniqua dell’UE e della BCE, strumenti di quel neoliberismo esiziale che sta distruggendo la Terra e immiserisce l’umanità economicamente e moralmente, piegandola ad una visione distorta di se stessa, del suo senso, del suo merito, delle sue possibilità, sotto la crescente spada dell’intimidazione, della paura e della fame. Una visione, quella neoliberista, quella di Marchionne per intenderci o di Berlusconi, che al centro non ha l’uomo e i suoi valori e diritti, il suo progresso economico o morale, ma il potere, la merce, il lucro, il capitale, nel cui nome si è pronti a fare ogni sorta di abominio, ad accettare gli incesti più blasfemi, in una visione distorta e demoniaca della supremazia di pochi su tutti, che schiaccia ogni altro nel regno degli schiavi o dei succubi, o lo spinge ad omologarsi al male per non perire, infettando come una marea nera e vischiosa che uccide l’uomo libero o lo cambia nel contrario di se stesso, infettandolo, mentre perverte gli stessi mezzi democratici, stravolge le parole, svuota i controlli, aumenta la crescente impunità dei potenti.</p>
<p>E’ orribile notare come a questo crescente abuso che il potere politico fa del mondo, dell’uomo e della sua centralità fondamentale, corrisponda la parallela crescita di arroganza di una Chiesa sempre più superba, impunita, venale e dissoluta. E che ciò sia conforme all’essere la Chiesa l’unica dittatura teologica rimasta al mondo non la giustifica né la assolve.</p>
<p>Il movimento no global, che si dia o no questo nome, parte da una premessa fondamentale:<br />
LA PIRAMIDE DEL POTERE DEVE ESSERE ROVESCIATA.<br />
Il suo simbolo è esattamente il contrario della piramide massonica.<br />
L’intento no global intende smascherarla la falsa mitologia neoliberista e il suo abuso deviato di quella democrazia, che, nata precaria e asfittica già nelle mani dei Padri Fondatori americani (che stettero bene attenti a non dare troppo potere alle masse), in luogo di trovare maggiori forme di garanzia dei cittadini e della loro autodeterminazione, è stata progressivamente svuotata di ogni significato, fino a convertirsi oggi in una veste solo formale che nasconde il suo opposto.<br />
Oggi il concetto di democrazia deve essere ricreato.</p>
<p>Il movimento no global è in sintonia con quasi tutte le istanze marxiste, ma è la stessa storia a negare le conclusioni di Marx quando egli dà per scontato che quando il proletariato, che è l’ultima classe, prende il potere, la lotta di classe è finita. I fatti hanno mostrato anche troppo che il risultato non è stato la scomparsa degli abusi della classe egemone ma solo la ricostruzione di una nuova piramide di potere, nuove nomenclature, nuove violazioni dei diritti umani e nuove distruzioni della democrazia.<br />
Occorre dunque ripartire dal basso con una visione concettuale che non ripeta vecchi errori e che rovesci veramente la visione centralistica e verticistica che è contraria ad ogni democrazia vera.</p>
<p>I no global partirono dai Nuovi Municipi, esperimenti locali di democrazia partecipata in cui almeno l’elettore cominciava a dire la sua sui problemi del territorio, gestendo anche un minimo di finanza, perché, se manca l’elemento decisionale ma soprattutto quello finanziario (si ricordino le pagliacciate dei consigli scolastici) la democrazia è solo una burla.</p>
<p>La democrazia è un potere effettivo solo se si basa:<br />
sulla conoscenza dei fatti e delle persone (SAPERE),<br />
sul potere di scegliere i tuoi rappresentanti e di licenziarli se si dimostrano indegni (ELEZIONE E CONTROLLO),<br />
sul potere di decidere tu, attraverso di loro, cosa è meglio per te (DELIBERAZIONE INDIRETTA)<br />
ma soprattutto sul potere di decidere come spendere i soldi (FINANZE).</p>
<p>Quando emerse la Lega, fu evidente da subito che non si potevano fare accostamenti con alcunché di democrazia partecipata.<br />
Si cominciò subito con l’infame riforma elettorale di Calderoli che eliminò d’un botto il diritto alle preferenze elettorali, rimettendo tutto nelle mani di una dozzina di gerarchi, da cui discese un Parlamento scelto da loro e dipendente da loro (nel cdx addirittura scelto da uno), senza più alcun legame o mandato popolare, e in cui tutti, ma proprio tutti, difesero i loro cloni da processi o condanne, fino agli ultimi casi eclatanti di Brancher, Cosentino, Dell’Utri per non parlare dello stesso B, accusato addirittura di stragi senza che i suoi  battano un ciglio o che l’opposizione si svegli dal coma.<br />
Proprio il punto supremo di qualunque democrazia dal basso, la scelta elettorale e il controllo, è stato ammazzato dalla Lega, con l’aggiunta di un premio spropositato alla fazione vincente (che ora non supera il 30%). Che a quel punto le elezioni fossero carta straccia lo ha dichiarato quel 46% di cittadini che non sono andati a votare.<br />
Dei presupposti di democrazia, nella Lega, mancava tutto.<br />
Il sapere latitava per motivi culturali ed era sostituito dal plagio di piazza e dall’unione attraverso obiettivi di odio sociale.<br />
Il controllo sui rappresentanti è sempre mancato fino alla dichiarazione odierna di Bossi su Dell’Utri, Brancher, Cosentino o altri soci di mafia e camorra, per cui: “B ha il peso del Governo, qualcosa gli si deve dare!”<br />
In quanto alle delibere, sono 16 anni che la Lega non fa che votare leggi ad personam nel solo interesse di B, che la tiene attaccata all’esca del federalismo.<br />
Quando poi passiamo al lato finanze, si vede che, non solo gli enti locali, che dovevano essere il pernio portante del federalismo, sono stati depauperati di tutte le loro finanze fino ai tagli attuali che hanno suscitato la reazione bipartisan delle Regioni, perché senza finanze c’è solo la paralisi, ma è continuato quell’accentramento di potere su Roma ladrona a cui la Lega partecipa ormai attivamente, unendosi alla corruzione, alle mazzette (Fiorani-Brancher-Banca di Lodi-mazzette per salvare Fazio), agli scambi allegri di favori comprensivi di escort e coca, al mantenimento di enti inutili (Province), alle mangiatoie di Stato che si dilatano senza che se ne vedano tagli o freni.</p>
<p>Insomma, se la democrazia dal basso doveva essere il rovesciamento della piramide del potere accentrata a Roma e ormai nel solo B, con la Lega abbiamo visto il formarsi di altre piramidine analoghe che riproducevano gli stessi vizi di accentramento del potere ladrone nelle mani di pochi, pronti subito ad aumentarsi emolumenti e poteri, per di più impuniti e improcessabili, mentre al resto del paese il potere veniva tolto completamente: di sapere, di decidere, di controllare e di gestire i mezzi per governare.<br />
A questo aggiungiamo la legge-bavaglio contro indagini e informazione, lo scempio del territorio con l’adesione delle Regioni leghiste al nucleare, il federalismo demaniale che consegnerà 11.000 beni ‘pubblici’, persino sorgenti, isole e porti.. all’avidità mercantile di giunte, che possono essere barbare come mafiose o camorriste, derubando la Nazione di un suo bene fondamentale, bene su cui oltre tutto è fondato il patrimonio dello Stato e dunque anche il debito….(immaginare un uomo che mette un’ipoteca sulla casa e poi vende la casa).. a quel punto mi chiedo cosa resta nella Lega che parli, non dico di democrazia dal basso o di federalismo, ma anche solo di intelligenza.</p>
<p><strong>Che VIVA MARINALEDA </strong><br />
<em>Paolo De Gregorio</em></p>
<p>In Spagna, a metà strada tra Cordoba e Siviglia, i 2700 abitanti di Marinaleda sono impegnati in una cooperativa agricola, dove tutti guadagnano lo stesso stipendio, 47 euro al giorno, su un terreno di 1200 ettari, già di proprietà del latifondista duca dell’Infantado, espropriato dopo anni di lotte, dove si coltivano fave, peperoncini e carciofi, che sono raccolti dagli uomini e inscatolati in fabbrica da 50 donne.<br />
Per le case il sindaco Gordillo ha avviato un programma di autocostruzione: il Comune mette a disposizione il terreno, i materiali, una scavatrice, il progetto e due muratori e il cittadino fa il resto.<br />
Con questo sistema sono state già costruite 300 villette a schiera e il Comune riceve 15 euro al mese per i prossimi 133 anni.<br />
La polizia municipale è stata sciolta perché inutile e costosa.<br />
Una cosa è certa, quando i lavoratori, quelli veri, prendono sulle proprie spalle il loro destino, si accorgono di non aver bisogno di padroni, di preti, di ideologie, e sono in grado di fare con le proprie mani le cose fondamentali per vivere: le case e il cibo.<br />
Né padroni, né preti sono in grado di farlo, né quelle moltitudini di intellettuali che, fingendosi di sinistra, hanno inquinato tutta la comunicazione politica, complicando le cose semplici, scrivendo e parlando linguaggi astrusi e da iniziati, mettendosi a dare ordini alla classe operaia con l’evidente risultato di averla portata, di sconfitta in sconfitta, fino alla svolta di Pomigliano, che ci porta all’annullamento delle conquiste del movimento dei lavoratori, ricetta da estendere a tutto il Paese.<br />
Se il lavoro salariato assomiglia sempre di più alla schiavitù (è più moderno secondo padroni e sindacati), il problema è quello di emanciparsi incominciando a rifiutare una vita da schiavo, e progettarne un’altra, possibile, con la propria famiglia o in cooperazione con altri, per una indipendenza economica ed alimentare che rifiuti i ricatti del padrone e del mercato.<br />
Nessuno pensi ad una strada facile.Gli abitanti di Marinaleda ottennero l’esproprio delle terre dopo anni di lotte e di fame, ma qui in Italia ci sono molti terreni demaniali che possono essere concessi su richiesta dei cittadini, i beni sequestrati ai mafiosi possono essere dati in “comodato d’uso”, vi sono molti terreni abbandonati che costano poco, si tratta solo di impegnarsi a fondo per averli.<br />
Oggi vi è una grande opportunità per tutti coloro che desiderano uscire dal lavoro dipendente, ed è quella di diventare “produttori di elettricità” con le rinnovabili, fondando MODERNE “fattorie solari”, che anche le banche finanziano facilmente, in quanto la considerano una attività sicura e con un futuro. Certo bisogna trasferirsi fuori città, ma, pensando a quale qualità di vita abbiamo oggi in certe periferie, potrebbe trattarsi di una liberazione e non di un sacrificio. E sarebbe bello pensare a collegarsi, via Internet, con altre persone che vogliono fare questa scelta, e presto si potrebbe parlare di “Villaggi solari” e non solo di fattorie.</p>
<p>Dimostrare, come hanno fatto a Marinaleda, che un altro modo di vivere è possibile è l’unica strada da prendere.<br />
Le ideologie, le religioni, gli intellettuali, le filosofie, le analisi sociologiche, la politica, hanno dimostrato di essere al servizio del capitale e tutti concorrono a mantenere lo “status quo”.<br />
Chi vuole veramente cambiare le cose, cominci a cambiare la propria vita e lo faccia in collaborazione e condivisione con altri.<br />
Dal basso, perché dall’alto non verrà mai niente.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/alloggi-rid.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Investire nel futuro </strong><br />
<em>Paolo De Gregorio</em></p>
<p>Molti di noi, abbrutiti dalle difficoltà e dalle scadenze quotidiane o impegnati a testa bassa, con il cervello confuso dalle superficialità che ci impone la comunicazione televisiva, delusi dalla politica e rassegnati ad adattarsi all’esistente, non sognano più un mondo diverso, gelati dall’individualismo diffuso che non fa intravedere nulla di condivisibile.<br />
Il fallimento storico del comunismo e la scomparsa degli ideali ad esso collegati sono una parte della crisi, ma anche il cosiddetto “liberismo” capitalista, arrivato nella sua fase suprema della globalizzazione e delle multinazionali, ha generato crisi finanziarie, situazioni debitorie al limite della bancarotta, crisi ambientale, senza riuscire, non dico a risolvere, ma ad affrontare fame e sovrappopolazione, che aveva garantito di risolvere con la forza onnipotente del “mercato” globale.<br />
L’economia ha preso il sopravvento sulla politica, e questa non riesce neppure ad imporre al sistema industriale globale una limitazione dei danni ambientali ed un contenimento della Co2, senza il quale gli scienziati ci dicono che arriveremo presto su una strada di non ritorno (vedi il fallimento del trattato di Kyoto e di Copenaghen).<br />
Tutte le economie nazionali sono legate al sistema finanziario internazionale, Fondo Monetario in testa, e quelle più deboli ed esposte sul piano debitorio sono oggetto di una feroce speculazione (Argentina e ora la Grecia, etc.),con l’obiettivo di impossessarsi a prezzi stracciati di interi settori economici (industrie elettriche, compagnie telefoniche, acqua, ecc.) e di renderli così paesi satelliti e sotto ricatto.<br />
L’obiettivo è quello di garantire ai paesi più forti finanziariamente ed economicamente la possibilità di uscire dalla crisi debitoria (USA in testa), scaricandola sul sistema internazionale e schiacciando i più deboli.<br />
La frantumazione dell’Europa e la scomparsa dell’euro sono nei piani della grande speculazione finanziaria internazionale, guidata da anglofoni e sionisti.<br />
L’ingresso di nuovi paesi produttori sulla scena internazionale con offerta di merci a prezzi bassi sta creando, anche in Italia, una strategia capitalista di aumentare la produttività e annullare i diritti, compreso quello di sciopero, con imbarbarimento dei rapporti di lavoro, che avvicina sempre più il lavoro salariato alla schiavitù, come dimostra bene la FIAT a Pomigliano.<br />
E’ questo lo scenario che ci offre la dominazione capitalista: una vita sempre più incerta, precaria, ritmi di lavoro sempre più intensi, pochi diritti,più disoccupazione (per l’emergere di intere nazioni che si producono da sole le merci che prima noi gli vendevamo), disastro ambientale causato da un consumismo insostenibile.<br />
E’ proprio questo il PUNTO FERMO che dobbiamo mettere, se vogliamo impegnarci per avere un futuro: questo sistema produttivo e distributivo è INSOSTENIBILE. Lo è per l’ambiente e per la qualità della vita degli uomini.<br />
Il brutto è che nessuna forza politica, considerata progressista o di sinistra, fa il punto sulla situazione generale, e tanto meno elabora una strategia di uscita dalle logiche suicide di un capitalismo senza freni.<br />
Ciò che fa apparire ridicola e sorpassata l’opposizione che oggi abbiamo in Italia, che il moderato De Benedetti considera una “balena arenata”, è che essa parla la stessa lingua del governo, parla di rilanciare l’economia, più produttività, i sindacati collaborano, nessuno mette in discussione la dittatura dell’economia, il nucleare si può fare, come la TAV e il Ponte sullo stretto. Oggi è evidente che sono generali senza esercito, la classe operaia non li considera più, anche perché in questa situazione non vi è alternativa al modo di produrre capitalista.<br />
Intendiamoci però, il peso della classe operaia e la sua centralità nel ciclo produttivo è sempre lo stesso, anche in termini numerici. E’ venuto meno il suo peso politico e sociale da quando è scomparso dall’orizzonte una qualsiasi alternativa rivoluzionaria o riformista, e la “sinistra” si è accucciata nel comodo “Palazzo”, nella RAI, e si accontenta di sopravvivere (ancora per poco).<br />
L’unico scenario antagonista che si può immaginare, di fronte alla evidente crisi finanziaria, sociale e ambientale provocata dal ciclo produttivo globalizzato, è quello di pretendere che in due settori economici vitali per la sopravvivenza, quello dell’energia e quello dell’agricoltura, si mettano regole protezioniste, in grado di far camminare un progetto di autosufficienza energetica ed alimentare su gambe italiane, dalla progettazione, alla manifattura, alla installazione, e parliamo di energie rinnovabili e di agricoltura totalmente biologica.<br />
Noi viviamo in una situazione di incertezza e di insicurezza, basta che per 3 giorni non camminano più i camion e ci troviamo con i supermercati vuoti e le automobili ferme. Quindi possiamo immaginare in che guaio saremmo nel caso di una crisi del petrolio, con la dipendenza energetica ed alimentare che abbiamo dall’estero.<br />
Chiunque sarà in grado di proporre agli italiani un credibile progetto che ci porti alla autosufficienza energetica ed alimentare, e che questo piano non preveda la concentrazione in poche mani, ma la segmentazione diffusa su tutto il territorio, facendo di milioni di italiani dei produttori di elettricità, pianificando una agricoltura legata ai bisogni del territorio, a km zero, pulita, con vendita diretta, ebbene chiunque lo farà, porterà un clima nuovo e lungimirante che ci spingerà finalmente a progettare il nostro futuro nazionale che ci dia delle certezze portando salute alle persone e all’ambiente.<br />
Naturalmente non parlo di un piano quinquennale sovietico, ma di milioni di privati che diventano produttori di energia e di piccoli agricoltori non più in mano alle mafie dei mercati generali.<br />
Il grande difetto, sia del capitalismo che del comunismo,è quello di aver bisogno di masse di schiavi salariati che non sono trattati come esseri umani, ma sono parte di una macchina produttiva, spesso nociva o letale, che non ti chiede di pensare ma di obbedire e tacere.<br />
Questo si chiama il “grande modo di produrre” e va sostituito dal “piccolo modo di produrre”, che può essere costituito da singoli, da famiglie, da piccole cooperative, in grado di produrre ogni bene materiale necessario, escludendo la schiavitù salariata con le sue degenerazioni di violenza agli individui e all’ambiente.<br />
Avere questo orizzonte strategico consente già ora a molte persone di incamminarsi su questa strada, collegarsi e aiutarsi tra loro, per gettare le basi di un umanesimo con radici materiali ed etiche, dove ci si riconosce nel principio di non essere sfruttati e di non sfruttare nessuno, di non nuocere alla salute dell’ambiente né a quella degli uomini.<br />
Nelle energie rinnovabili e nella agricoltura biologica c’è questa etica, si butta al cesso la competitività e il potere dei padroni e dei soldi, ci sono le basi materiali della collaborazione tra le persone e del loro riconoscersi come nuova categoria sociale omogenea e solidale.<br />
Vedo in giro una profonda insoddisfazione nelle classi subalterne, c’è grande incertezza per il futuro, c’è passività, rassegnazione, ci sono molti suicidi, molti si ammazzano con le droghe o con l’alcool.<br />
Tutti i “leader” prima o poi diventano tiranni, nessuno può agire al nostro posto, bisogna cominciare a vivere e lavorare facendo la pace con gli uomini e l’ambiente, e dimostrare che un altro mondo è possibile anzi è necessario.</p>
<p><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2010/07/01/jpg_2130074.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>De Benedetti ha detto che il Pd è una balena arenata.<br />
Tutt’al più un pesce scatola.</em><br />
<em>(Viviana)</em><br />
..<br />
I<strong>ndice mondiale della prosperità: Italia fuori dal G-20</strong><br />
<em>Beppe A</em></p>
<p>Non finisce (purtroppo) sulle prime pagine dei giornali e non è (purtroppo) &#8220;market mover&#8221;, pur fornendo preziose informazioni sullo stato dei principali paesi del pianeta. Stiamo parlando del Global prosperity index, l&#8217;indicatore della prosperità mondiale. L&#8217;indice, che coniuga crescita economica, benessere sociale e qualità della vita in 104 paesi, è calcolato dal think tank britannico Legatum Institute ponderando nove fattori chiave che contribuiscono alla crescita economica e al benessere sociale.<br />
Usa al 9° posto, ma primi per innovazione. Italia 21°. Nonostante la crisi, gli Stati Uniti restano al top tra i big dell&#8217;Occidente, figurando al 1° posto assoluto nella capacità di innovare. L&#8217;Italia, che fa anche parte del G-8, è al 21°dietro Hong Kong, Spagna e Slovenia, dunque fuori dal G-20 della prosperità.<br />
Va meglio per la sanità, all’11° posto in classifica, ed educazione 17°, ma ancora peggio in altri: 23° in istituzioni democratiche, 25°per i fondamentali economici, 26° in imprendotorialità e innovazione, 31° in sicurezza, al 35° in governante (leggi e regole), al 37°in capitale sociale e addirittura al 40° in libertà personale.</p>
<p><a href="http://www.prosperity.com/rankings.aspx">www.prosperity.com/rankings.aspx</a></p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/bandanax/bandanax_3855.gif" alt="" width="30%" height="30%" /></p>
<p>Silvanetta segnala:<br />
<strong>Il Consiglio d’Europa boccia la legge bavaglio: “Favorisce mafia e corruzione”</strong></p>
<p>Dopo la condanna di Dell&#8217;Utri, la maggioranza prova il tutto per tutto. Vuole discutere il ddl intercettazioni il 29 luglio, scavalcando la manovra economica. Ma arriva la terza bocciatura internazionale.<br />
Dopo gli Usa (Dipartimento di Giustizia americano) e l’Ocse, oggi è il Greco (Gruppo di stati contro la corruzione) a dire &#8220;in Italia i politici, per ragioni personali, approvano leggi che favoriscono corruzione e mafie&#8221;.<br />
“Questa legge potrà creare gravi difficoltà alla lotta alla criminalità organizzata”, dice Drago Kos, ex dirigente della polizia slovena, detto lo zar della guerra alle tangenti, dal 2002 Presidente di questo importante organo interno al Consiglio d’Europa, che ha il compito di sorvegliare le politiche nella lotta alla corruzione e identificare le lacune nelle norme, indicando i provvedimenti da prendere.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/%E2%80%9Cil-ddl-intercettazioni-favorisce-mafia-e-corruzione%E2%80%9D/34349/">www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/%E2%80%9Cil-ddl-intercettazioni-favorisce-mafia-e-corruzione%E2%80%9D/34349/</a><br />
..<br />
<strong>Rapine in banca, Italia maglia nera</strong><br />
<em>Beppe A</em></p>
<p>Nel 2009 ci sono state nel nostro Paese 1.744 rapine, il 42,02% del totale di 4.150 in tutta Europa.<br />
Grazie signor Maroni!<br />
Dopo il megafono sulle rapine in villa… più nulla?</p>
<p><img src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_1207.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Silvanetta segnala:<br />
<strong>Partiti ingordi, l’imbroglio legale dei rimborsi elettorali</strong><br />
Spendono 600, incassano 2 miliardi e duecento milioni di euro</p>
<p>Era il 1993, l’ultimo anno in cui i partiti politici italiani incassarono quel che allora si chiamava “finanziamento pubblico”, lo stesso anno in cui un referendum popolare “abolì” quel finanziamento.<br />
Quell’anno i partiti politica incassarono circa 80 miliardi di lire, più o meno 45 milioni di euro.<br />
All’opinione pubblica sembrarono troppi e comunque mal spesi.<br />
Il referendum bocciò il principio stesso dei soldi pubblici a sostegno dell’attività politica.<br />
Ma i partiti hanno continuato a essere ingordi. Oggi la loro ingordigia ha preso la forma del “raggiro legalizzato”.<br />
Tolto il ‘finanziamento’ è arrivato il ‘rimborso’. Ora chiunque in qualunque situazione voglia un ‘rimborso’ cui ha diritto, in un mondo normale,  deve documentare la spesa relativa. Il concetto di rimborso non può prescindere dalla prova della spesa che si rimborsa. Senza spesa e senza documentazione  non ci dovrebbe essere rimborso. Elementare, ovvio. E invece no: fino al 2008, i partiti hanno presentato documentazione di spesa per 600 milioni ma hanno incassato 2 miliardi e 253 milioni!<br />
Tremonti ha fatto alcune finte: prima ha detto che tagliava la metà di questo surplus, poi il 10%, poi zero. Come volevasi dimostrare. La casta non taglia se stessa.  Meglio operai e pensionati.</p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/partiti-politici-rimborsi-finanziamento-imbroglio-legale-450175/">www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/partiti-politici-rimborsi-finanziamento-imbroglio-legale-450175/</a></p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/staino/20100701.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>Viviana</em><br />
<strong>Ultimamente le figuracce di Tremonti si ammucchiano.</strong><br />
Prima ha detto che non si poteva andare in pensione con 40 anni di contributi. Poi: dietrofront. Era un errore.<br />
Poi ha detto che avrebbe tagliato la tredicesima a poliziotti, magistrati e insegnanti. Altro dietrofront. Era un altro errore.<br />
Aspettiamo la prossima figuraccia, con la convinzione che una sana scrematura del Governo e del Parlamento con provvedimenti antidroga, anticorruzione e antidemenza sia sempre più necessaria.<br />
Ormai questi sono in pieno delirio. Non so se di onnipotenza, inettitudine o stupidità ma sempre delirio è.<br />
E&#8217;una gara dura: vedere chi vince tra l&#8217;incapacità a fare del governo del fare e l&#8217;incapacità a capire dei sudditi del non farsi capire.<br />
..<br />
Sante Marafini<br />
<strong>«Tutto il sesso (segreto) sotto l’ombra del Vaticano»</strong><br />
<em>Luciana Cimino</em></p>
<p>17 papi pedofili, 10 incestuosi, 10 ruffiani, 9 stupratori. E poi ancora pontefici sposati, omosessuali, travestiti, concubinari, sadici, masochisti, voyer.<br />
Nei giorni in cui la Corte Suprema Usa stabilisce che i preti possono essere processati per i reati di pedofilia e non si placano le polemiche per le perquisizione predisposte dalla magistratura belga nelle sedi episcopale del paese (definite da Benedetto XVI «deplorevoli») esce in Italia il nuovo libro di Eric Frattini, giornalista, professore universitario a Madrid, autore di saggi sui sistemi spionistici tradotti in tutto il mondo.<br />
Frattini, originario di Lima, torna a occuparsi della chiesa cattolica con il documentatissimo “I papi e il sesso”.<br />
Pagina dopo pagina, secolo dopo secolo, dai primi versi della Bibbia a Benedetto XVI, sfilano gli indicibili vizi passati all’ombra del Vaticano. Sottaciuti e nascosti, «non c’era internet &#8211; dice Frattini – ora la Chiesa non può far finta di niente e lo scandalo pedofilia gli è esploso in mano, il papa ha dovuto condannare pubblicamente la pedofilia ma è lo stesso che da cardinale definì i pederasti semplici peccatori e non delinquenti contribuendo ad alimentare così la congiura del silenzio. Lo trovo più efficace con la corruzione, Sepe lo ha allontanato subito». Ma non c’ solo la pedofilia. Nel libro si racconta di Giovanni XII, stupratore di pellegrine e bambine, di Innocenzo III, collezionista di giochi erotici, di Leone X, papa omosessuale&#8230;..</p>
<p><a href="http://www.unita.it/news/culture/100582/tutto_il_sesso_segreto_sotto_lombra_del_vaticano">www.unita.it/news/culture/100582/tutto_il_sesso_segreto_sotto_lombra_del_vaticano</a></p>
<p>Non c&#8217;è più religione!!</p>
<p><img src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/micromega-online/Image/giudici_bassa.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>RIDIAMARO : &#8211; )</strong></p>
<p><strong>JENA</strong><br />
PREDATORI<br />
Gli scienziati hanno scoperto che dodici milioni di anni fa esisteva un enorme predatore marino con denti lunghi trentasei centimetri&#8230;<br />
E poi si è estinto?<br />
No, è entrato in politica.<br />
..<br />
BEATI<br />
Direbbe oggi Bertolt Brecht: «Beati quei mafiosi che non hanno bisogno di eroi».<br />
…<br />
<em>luttazzi.it</em></p>
<p>Italia da record per le rapine in banca. Da entrambi i lati dello sportello. (<em>Augusto Rasori</em>)<br />
..<br />
Assolto Tartaglia per l&#8217;aggressione a Berlusconi: quel giorno in piazza Duomo non era in grado di intendere e di volere. Ma nemmeno Tartaglia era molto lucido. (<em>Alessandro Bielli</em>)<br />
..<br />
L&#8217;Iran avrà l&#8217;atomica tra due anni. Sono gentili ad aspettare che noi sconfiggiamo il cancro. (<em>nico donisi</em>)<br />
..<br />
<em>spinoza.it</em><br />
Molti quotidiani hanno titolato “Ridotta la condanna a Dell’Utri”. Che è un po’ come titolare “23 maggio 1992: danneggiata l’autostrada Palermo-Capaci”.<br />
..<br />
(Al Tg1 hanno parlato così bene di Dell’Utri che ho pensato fosse morto)<br />
.<br />
B: «Adesso che sono ridiventato single ho la fila di ragazze che mi stanno addosso per sposarmi”<br />
Perché non hai visto la fila di quelle che ti stanno addosso per sputarti”<br />
(<em>Viviana)</em><br />
..<br />
Siamo soli nell’universo?<br />
No, c’è anche qualche trans.<br />
(<em>Viviana</em>)</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/tomas_240c.jpg?w=293" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Le frasi ingloriose di Bossi </strong><br />
(praticamente ha detto tutto e il contrario di tutto, specie su B, ma è la rozzezza che spaventa)</p>
<p>I lombardi sono trattati da schiavi, la Lombardia è una vacca da mungere.</p>
<p>I partiti sono lo strumento attraverso cui i meridionali gestiscono lo stato.</p>
<p>Milano è una città con forte immigrazione, che ha poca identità e perciò la gente parla poco, è poco coraggiosa&#8230;</p>
<p>(A B) Dovrai scappare dal Nord di notte con tua moglie e i tuoi figli e le valigie. Hanno capito che tu sei mafioso.</p>
<p>Quell&#8217;uomo (B) ha fatto tanti imbrogli nella sua vita. Oggi è solo il servo di quel fascista di Fini. Parlare di costituente era un modo per &#8220;toccare&#8221; la Lega. Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. B sa che chi tocca la Lega guarisce e spera di dare di sé l&#8217;immagine del guaritore. B e Fini sono i figli del dio degenere della restaurazione, questo dio si chiama maggioritario e oggi puntano sul maggioritario e sul presidenzialismo per mettere una pietra tombale sul cambiamento.</p>
<p>Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore</p>
<p>(Sulle nozze celtiche di Calderoli) Finalmente una grande occasione storica per ricordare che non siamo latini, ma che fummo sconfitti dai latini.</p>
<p>Il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in €pa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l&#8217;idea stessa di €pa garantendo i propri interessi attraverso l&#8217;economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo</p>
<p>Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo</p>
<p>La Lega non è razzista e non è xenofoba. Noi siamo democratici. Io sono tranquillo, queste accuse le respingo al mittente. Razzista e xenofoba è la sinistra. Noi siamo in regola, non siamo Le Pen. Noi siamo il contrario di Le Pen e chi ci accosta è un farabutto. Altro che razzisti e xenofobi</p>
<p>Se non passa il federalismo il nord torna alla secessione ma quella dura, senza mezze misure, senza alcuna mediazione con lo Stato italiano</p>
<p>Sulle tangenti auguriamo al giudice Di Pietro di andare avanti a tutta manetta; senza la Lega ora Di Pietro sarebbe in un pilastro di cemento armato</p>
<p>Bisogna che si mettano in testa tutti, anche il B-Berluskàz, che con i bergamaschi ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto, che sarei arrivato fino in fondo, per avere il cambiamento. E non c&#8217;è villa, non c&#8217;è regalo, non c&#8217;è ammiccamento che mi possa cambiare strada&#8230; B deve sapere che c&#8217;è gente che ne ha piene le tasche e che è pronta a far il culo anche a lui</p>
<p>Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà.</p>
<p>Il nostro popolo è pronto ad attaccare. Si dice che il Paese stia andando a fondo, ma io conosco un solo Paese, che è la Padania. Dell&#8217;Italia non me ne frega niente.</p>
<p>Si va al voto, oppure facciamo la rivoluzione. Facciamo la lotta di liberazione. Ci mancano un po&#8217; di armi ma le troviamo.</p>
<p>Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili.</p>
<p>Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester</p>
<p>Ho fermato trecentomila bergamaschi pronti a imbracciare il fucile.</p>
<p>Se B mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver.</p>
<p>Avremo tutti il mitragliatore in mano e sarà un piacere portarmene un po&#8217; all&#8217;altro mondo.</p>
<p>Questa è l&#8217;ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo&#8230; mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi. Se la sinistra vuole scontri, io ho 300mila uomini. I fucili sono sempre caldi»,</p>
<p>B: Ha voluto sposare la Lega e ora deve eseguire gli ordini.</p>
<p>Il popolo della Padania condivide con quello del Tibet l&#8217;aspirazione ad essere ciascuno padrone a casa propria.</p>
<p>Io sono un uomo che tratta. Se però non ci fosse un accordo ricordo che c&#8217;è un milione di persone disposte a combattere per il federalismo, persone che non hanno paura di niente. La libertà se non viene data dal Parlamento si conquista.</p>
<p>Andrò con Calderoli in Vaticano per avere un chiarimento con la Chiesa per ricordare che le nostre radici sono cristiane. La matrice della Lega è cristiana e cattolica e siamo gli unici che veramente hanno radici cristiane.</p>
<p>Non vorrei mai tra cinque anni e un mese trovarmi un presidente [di regione] abbronzato. Gli immigrati hanno dei diritti, però solo a casa loro.</p>
<p>È chiaro che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo.</p>
<p>La Lega non si interessa al potere come tale. Non pensa solo a conservarlo, ma se ne serve per mettere in pratica certe idee. Noi non cerchiamo gli applausi del pubblico. Mai la superficialità ha prevalso sui progetti di lungo impegno, capaci di trasformare la società. Questo è il nostro stile, ruvido magari, ma onesto. Questa è la nostra fede.</p>
<p>Si tratterà di una battaglia durissima. Ma noi della Lega non siamo soldati di ventura. Non siamo mercenari. Siamo degli idealisti pronti a qualunque scontro, a batterci all&#8217;arma bianca, ad uscire all&#8217;assalto in ogni momento attorno alle nostre bandiere. Il nuovo periodo storico deve arrivare presto e deve essere illuminato dalla grande luce del federalismo!</p>
<p>Un principio fondamentale che sta alla base di tutte le Costituzioni, è quello della resistenza che i cittadini e i popoli hanno diritto di fare nei confronti di uno Stato quando commette ingiustizie, e nei confronti della Padania di ingiustizie, a mio parere, ne sono state fatte un&#8217;infinità.</p>
<p>B era il portaborse di Craxi. È una costola del vecchio regime. È il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava per il Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è il tubo vuoto qualunquista. Ma non l&#8217;avete visto oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre? B è bollito. È un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all&#8217;Ulivo, segue anche lui l&#8217;esercito di Franceschiello dietro il caporale D&#8217;Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è B?<br />
La trattativa Lega-Forza Italia se l&#8217;è inventata lui, poveraccio. Il partito di B neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, B)<br />
B è l&#8217;uomo della mafia. È un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra.</p>
<p>B mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. È un Kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Perón della mutua. È molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio.</p>
<p>La &#8220;Padania&#8221; chiede a B se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera. Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con B sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l&#8217;Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni.</p>
<p>La folla: Bos-si- Bos-Si….</p>
<p>Piazza del Popolo 2010, Bossi, abbracciando B sul palco:<br />
«Siamo qui con un alleato forte, con un amico cui mi sento legato non solo da amicizia ma anche da fraterno affetto»,<br />
«La nostra alleanza terrà e Umberto è uomo di grande equilibrio e lealtà. Non c’è stato un solo caso in questi due anni di governo in cui non siamo stati d’accordo»,<br />
«È un uomo del popolo, uno di noi che ha gli stessi principi e valori, lontano dai salotti chic». «Ci fu un ministro in €pa che chiese la famiglia «trasversale e B non firmò. Da quel momento io e Silvio diventammo amici»,<br />
«Io e Silvio siamo grandi amici, non credete ai giornalisti che scrivono delle stupidaggini&#8230;».</p>
<p>La folla: Bos-si..Bos.si</p>
<p><img src="images3.wikia.nocookie.net/__cb20090519100255/nonciclopedia/images/thumb/0/04/Angelina_Jolie_volto_Angelo_Alfano.jpg/250px-Angelina_Jolie_volto_Angelo_Alfano.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Al Capone</strong></p>
<p>Una volta c’era Al Capone. Oggi abbiamo Angelina Jolie detta Al-fano o Al-fango.<br />
Ah, non ci sono più gli Al di una volta. E anche Al-Berlusconi al G8 ha detto che è un povero vecchio. E quando mai Al Capone lo avrebbero preso al G8?<br />
(<em>Viviana</em>)</p>
<p><strong>Nonciclopedia</strong><br />
Attualmente Al-fango sta lavorando su una serie di disegni di legge:<br />
-Fornire agli immigrati dei simpatici braccialetti, simili a quelli da loro spacciati sulle bancarelle, che però somministrano saltuariamente una frizzante scossa elettrica<br />
-Fornire agli zombie il diritto alla non-vita. Sebbene l’opinione comune ritenga che uno zombie sia privo di attività cerebrale, ma sia invece interessato ai cervelli altrui, essi possono, con un po’ di fiducia, lavorare, procreare e persino diventare ministri.<br />
-Assegnare a tavolino i prossimi 10 scudetti al Milan<br />
-Creare svariati milioni di posti di lavoro (in politica o nei ministeri, curriculum richiesto: un reato finanziario a scelta, ma anche non finanziario. Chi è mafioso vince anche una paperella)<br />
Il caso Alfano è studiato con interesse da eminenti psichiatri. Sembra infatti che il nostro, come  altri del Pdl, sia affetto una particolare forma di daltonismo. I sintomi di questa patologia sono:<br />
-Incapacità di distinguere un mafioso da un cittadino comune, confondendo le categorie<br />
-Assidua e costante frequentazione di comizi antimafia  (secondo la richiesta di Cosa Nostra: “Qualcuno di noi ci deve essere”)<br />
-Frequentare a titolo personale individui poco raccomandabili<br />
-Appassionarsi su chi entra ed esce da San Vittore e soprattutto su chi non ci deve entrare anche se si è dato da fare per entrarci.<br />
Purtuttavia, molti studiosi filogovernativi contestano l’esistenza stessa della malattia. La mafia, infatti, non esiste.  Dopo i mondiali, nemmeno l&#8217;Italia, forse.</p>
<p><img src="http://masadanew.files.wordpress.com/2010/07/nncapaci.jpg?w=300" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Lasciando perdere gli scherzi, Alfano ha realmente detto:<br />
</strong><br />
&#8221;L&#8217;innocenza del prefetto Gianni De Gennaro, fino a condanna definitiva è sancita dalla Costituzione&#8221; (come la verginità della D’Addario)</p>
<p>&#8220;Ho stima e fiducia in De Gennaro che ha servito lo Stato con dedizione” (praticamente gli ha dedicato un morto e centinaia di feriti)</p>
<p>(A New York) “Non sono qui per celebrare il nostro governo ma oggi tutti i più grossi esponenti della criminalità organizzata sono dietro le sbarre con condanne gravissime” (gli altri sono al Parlamento o direttamente al Governo)</p>
<p>“Noi vogliamo colpire il patrimonio in nero. Il mafioso mette in conto il rischio di finire in galera, ma non mette in conto quello di perdere il proprio denaro..” (Aspetta solo lo scudo fiscale)</p>
<p>«Forza Italia non ha mai avuto collegamenti con la mafia» (infatti Ciancimino e i 20 pentiti sono risultati tutto comunisti)</p>
<p>“Nella guerra alla mafia il modello Italia è diventato esempio per i paesi del G8” (sì, su come non fare)</p>
<p>&#8220;B non si sottrarrà alla giustizia. Lui è uno che vorrebbe andare in tribunale sempre. Quando avrà finito di governare si farà processare dai tribunali italiani&#8221;.  (nel 3000?)</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo è quello di non sottrarre nessuno alla giustizia e giusto processo&#8221;.</p>
<p>“La sentenza Mills non vuol dire nulla. Il programma del governo sarà portato avanti e dovrà essere realizzato, dalle intercettazioni, alla ragionevole durata dei processi, al legittimo impedimento&#8221;</p>
<p>“Con troppe intercettazioni avremmo uno stato di polizia” (Molto meglio uno stato di mafia)</p>
<p>Il Ministro di disgrazia e ingiustizia Angelino Alfano ha detto che il Premier è troppo impegnato per farsi processare. Giusto! Come far attendere Noemi Letizia e Patrizia D’Addario o la nuova ‘segretaria’ bionda fornita dalla Polverini? Non sarebbe giusto nei confronti dell’Italia. (C.Siracusano)<br />
..</p>
<p>http://masadaweb.org</p>
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		<title>MASADA n° 1164. 3-6-2010. Tutto è mafia</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 10:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masada]]></category>

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		<description><![CDATA[La mafia al potere &#8211; Il PD contro i lavoratori della FIOM &#8211; La sentenza Dell’Utri e il Senatore Pisanu – Il capitalismo è barbarie &#8211; Il cavaliere impunito e la regola del silenzio – Il federalismo demaniale che serve solo a far cassa – Arrestato per aver fotografato una discarica – Le mazzette di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=masadaweb.org&blog=1974180&post=4485&subd=masadanew&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://files.splinder.com/a51f43b1d90cfdeb33bcea71c994fa79.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>La mafia al potere &#8211; Il PD contro i lavoratori della FIOM &#8211; La sentenza Dell’Utri e il Senatore Pisanu – Il capitalismo è barbarie &#8211; Il cavaliere impunito e la regola del silenzio – Il federalismo demaniale che serve solo a far cassa – Arrestato per aver fotografato una discarica – Le mazzette di Fiorani alla Lega &#8211; Miracolo del Tg1: Dell&#8217;Utri assolto </strong></p>
<p>&#8220;<em>C&#8217;è da chiedersi cos&#8217;è più scandaloso: se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere, o la apolitica passività del Paese ad accettare la loro stessa presenza fisica&#8221;</em>.<br />
<strong>Pasolini</strong><br />
..<br />
<em>E si deve anche stare a sentire delle bestie malsane difendere sia la Lega che Berlusconi!!??? Quando Berlusconi, con l&#8217;appoggio sostanziale della Lega, porta la mafia ai vertici dello Stato e fa leggi come questa immonda legge-bavaglio, che oscureranno le indagini, favorendo i criminali.</em></p>
<p><span id="more-4485"></span></p>
<p><strong>La mafia al governo</strong><br />
<em>Riccardo Orioles</em></p>
<p>Il partito di Berlusconi è stato fondato da un mafioso. Da esso è nato un regime, che è quello al governo tuttora. Il regime italiano attualmente in carica ha questa radice e questa carenza etica e sostanziale di legittimità.<br />
Nessun cittadino, nè soprattutto alcun cittadino investito di responsablità, può oggi ignorare questo dato di fatto, che è stato formalmente accertato dalla Magistratura.<br />
Attendendo rispettosamente le decisioni del Presidente Napolitano, fidando nella lealtà alla Repubblica di tutti gli ufficiali civili e militari che hanno giurato fedeltà ad essa, consapevoli del momento drammatico della nostra Nazione, noi cittadini italiani chiediamo le immediate dimissioni di questo governo nemico del Paese.</p>
<p><img src="http://www.lombardiabeniculturali.it/img_db/bcoa/A0020/1/l/295_548.jpg" alt="" width="60%" height="60%" /></p>
<p>(Pino Chimenti)</p>
<p><strong>Il PD assedia la Fiom</strong><br />
<em>Pietro Ancona</em></p>
<p>Si svolgerà a Pomigliano un Convegno del PD per discutere la situazione determinatasi dopo il referendum dei lavoratori che pur dando la maggioranza dei voti al &#8220;si&#8221; non è stato sufficiente a convincere la Fiat ad andare avanti con l’investimento. Investimento che resta avvolto nelle nebbie. Non si capisce perché la Fiat vorrebbe spostare a Pomigliano la produzione della Panda mentre afferma che lo stabilimento polacco è in grado di fornire auto di grande qualità a costi assai più contenuti di quelli italiani.<br />
La Fiat pretendeva un grado di adesione più alto al suo progetto già condiviso da Cisl ed Uil. Il 61% non gli è bastato e non vorrebbe avventurarsi con una opposizione tanto forte tra i lavoratori. Singolare modo di concepire la maggioranza. Non si voleva un referendum con libertà di adesione ma una accettazione di tutti o quasi tutti per potere giustificare il regime di ferro e di oppressione che il successore di Valletta vorrebbe instaurare, un regime ancora più rigido di quello di Melfi e di introduzione in Italia del sistema WMC che riduce i dipendenti a muli da fatica, a macchinario vivente.<br />
Perché il PD, che si è distinto per la sua latitanza da tutte le grandi vertenze che si sono sviluppate nel nostro Paese negli ultimi anni, interviene a Pomigliano con una iniziativa ufficiale dopo un referendum che in qualche modo costituisce l’inizio di una resistenza attiva e di una riscossa dei lavoratori e del sindacalismo non servile del nostro Paese?<br />
C’è stata la grande vicenda della Scuola in cui sono stati licenziati e sono ancora in discussione diecine di migliaia di licenziamenti ed il PD non si è fatto vivo tranne che per qualche comparsata nelle manifestazioni più eclatanti. C’è stata la fioritura delle proteste operaie in cima ai tetti e si è visto soltanto Franceschini quando era in corsa per la segreteria per farsi un pochino di propaganda.<br />
All’Isola dei Cassintegrati ed in Sardegna, dove si è creato un enorme bacino di sofferenza, o nelle vicende di Termini Imerese, non si può dire che il PD abbia brillato per la sua partecipazione, per avere dato un aiuto ai lavoratori ed alle loro famiglie.<br />
Centinaia di migliaia di lavoratori italiani travolti dalla crisi non sono stati assistiti dal PD se non con qualche distratto comunicato.<br />
Ora a Pomigliano D’Arco si fa un Convegno non certo per rafforzare la posizione della FIOM, che ieri ha ribadito il suo no all’accordo e riproposto le sue condizioni (rispetto delle leggi e del contratto), ma appunto per dare a Cisl ed UIL la cornice di un sostegno politico alle loro posizioni e sostenere la CGIL che vorrebbe aggiungere la sua firma a quella di Bonanni ed Angeletti.<br />
La riunione dovrebbe sottolineare l’isolamento della Fiom ed indurne il gruppo dirigente a soddisfare le pretese di Marchionne. E’ possibile che il PD si presenti a Pomigliano d’Arco con qualcosa in tasca. E’ possibile che abbia ottenuto da Marchionne il ritiro dei punti del suo decreto che violano la legge e che comunque non potrebbero reggere ad un ricorso al Magistrato. Ma, per tutto il resto, tira la volata alla Fiat nel suo progetto, sostenuto dalla Confindustria e dal Governo, di totale cancellazione di ogni diritto e di riduzione delle fabbriche e dei posti di lavoro a vere e proprie caserme militari in cui il peso della gerarchia sia schiacciante.<br />
Il PD dice sì al sistema WMC ed accetta l’idea dello scambio diritti contro lavoro.<br />
Sarà dunque ancora più difficile per la Fiom continuare a resistere..<br />
Il peso del PD interviene nella vicenda non più con il pronunciamento di singoli dirigenti ma con una decisione ufficiale. Un Partito che di schiera apertamente dalla parte della Fiat e delle sue pretese e ricatta i lavoratori: se non accettate resterete senza lavoro. La certificazione del più grande partito di opposizione di una volontà aziendale che non si può rifiutare.<br />
L’intervento del PD stronca anche il ritorno della speranza a possibili alternative ad una crisi che viene pagata dai lavoratori. Il voto di Pomigliano aveva detto che i lavoratori continuavano a difendere i loro diritti anche nelle condizioni più gravi, anche se l’alternativa è la disoccupazione. Questa posizione di fiducia in se stessi e nella possibilità di una strada diversa da quella imposta dal padronato aveva incoraggiato i lavoratori italiani e li aveva indotti ad alzare la testa. Il PD interviene per dire che nessuno si faccia illusione. Dalla crisi si esce come vogliono i padroni ed alle loro condizioni. Meno diritti, meno salari, meno welfare.<br />
Naturalmente gli Oligarchi del PD a cominciare da coloro che hanno rovinato Pomigliano e la Campania con venti anni di sperperi della gestione Bassolino continueranno a fare parte dell’establishment, a godere dei loro privilegi ed a bacchettare coloro che si permettono di non ubbidire con immediatezza agli ordini dei Marchionne.</p>
<p>medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it</p>
<p><img src="http://terradinessuno.files.wordpress.com/2007/09/722px-trionfo_della_morte_gia_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_palazzo_abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato.jpg?w=493&amp;h=416" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>La sentenza Dell’Utri e il Senatore Pisanu</strong><br />
<em>Pietro Ancona</em></p>
<p>La relazione Pisanu ha gelato quanti si erano gettati a capofitto sulla sentenza Dell’Utri per mondare la nascita di FI da ogni possibile sospetto di incubazione e partecipazione mafiosa.<br />
La pirandelliana sentenza della Corte di Appello di Palermo aveva decretato che Dell’Utri era stato amico e sodale della mafia fino al 1992. Da quella data in poi avrebbe chiuso con le sue frequentazioni di cattive compagnie, avrebbe cominciato una nuova e virtuosa vita dedicandosi alla costruzione del partito di B e conquistandosi una vittoriosa carriera politica.<br />
La sentenza ha messo in dubbio la trattativa Stato-Mafia e un tentativo di fare luce sulle stragi e sugli attentati del periodo 92/94 e slegato la fine dello stragismo dal fortunato esordio del nuovo Partito in grado di riempire il vuoto creato da tangentopoli e dalla fine della Prima Repubblica.<br />
La sentenza Dell’Utri fa una periodizzazione di un prima e di un dopo 1992 che sembra una forzatura come fu una forzatura quella creata con la sentenza Andreotti.<br />
Perché questa periodizzazione? Evidentemente per sganciare FI da ogni sospetto di essere in qualche modo un partito della mafia.<br />
Se Dell’Utri dopo il 1992 non è più uomo di collegamento della mafia con il mondo degli affari e delle professioni è conseguente che il partito di cui è cofondatore è pulito e deriva da altro e da altre cause.<br />
Il senatore Pisanu, Presidente della Antimafia, riapre la discussione su quegli anni che la sentenza avrebbe voluto chiudere per affermare non solo che la trattativa Mafia-Stato ci fu, ma anche che la mafia non ha mai dismesso di occuparsi di politica.<br />
Certo non lega la nascita di FI alla mafia ma chiede un approfondimento di quanto è successo allora. Che forze dello Stato abbiano contribuito alle stragi sembra oramai quasi acclarato.<br />
La luce che si è fatta su un importante personaggio della Questura di Palermo, capo della mobile ed uomo dei servizi segreti è uno dei tanti tasselli che confermano una convergenza Stato-Mafia in determinati obiettivi e quanto è stato raccontato da Massimo Ciancimino e dal pentito Spatuzza.<br />
Perché Pisanu riaccredita una interpretazione dei fatti che i maggiorenti del suo Partito si erano affrettati a smentire?<br />
Perché interviene in un massiccio bombardamento massmediatico volto a fare della sentenza di Palermo la negazione di quanto scoperto o intuito o scritto sul biennio 1992/94 uno dei più terribili della storia patria?<br />
Perché probabilmente prevale in lui l’uomo di Stato su l’uomo di Partito. E’ di provenienza DC e nella DC personaggi devoti allo Stato più che al Partito ne abbiamo conosciuti: Fanfani, Moro, Andreatta e molti altri.<br />
Inoltre la sua relazione è un prodotto collegiale del Parlamento e come tale credo che abbia molta più importanza politica di una sentenza che potrebbe essere capovolta o smentita dalla Cassazione e che comunque riguarda un collegio limitato di persone.<br />
In ogni caso l’intervento di Pisanu è stato tempista, opportuno e provvidenziale. Ha tagliato le gambe subito a coloro che vorrebbero oscurare un periodo terribile della nostra storia, il periodo al quale è seguito lo sfascio del Paese, la sua perdita di identità democratica, la sua frattura interna, la sua svendita attraverso il federalismo, le cartolarizzazioni e le privatizzazioni.<br />
Sbaglia, a mio parere, il Procuratore Grasso quando dice che ci vogliono le &#8220;prove&#8221;. Innanzitutto le prove dovrebbe essere lui a cercarle ed a procurarle. In ogni caso anche se ancora non esiste una prova di tutto, esistono prove di tanti singoli eventi. L’uccisione degli eroici poliziotti Di Piazza e Agostino che salvarono la vita di Falcone all’Addaura è una. La condanna di Contrada è un’altra&#8230; I processi a carico del generale Mori, la villa di Riina lasciata incustodita e di fatto affidata alla mafia etc..etc&#8230;etc&#8230;<br />
Condivido quindi la dichiarazione di Rita Borsellino che afferma. ’’Le parole di Pisanu smentiscono palesemente chi appena ieri, con ragionamenti paradossali, ha cercato di leggere, nella pesante condanna inflitta al senatore Dell’Utri, la negazione della trattativa tra Stato e mafia&#8221;.</p>
<p><a href="http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it">medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it</a></p>
<p>Accludo alla presente il testo integrale della relazione della Commissione Antimafia che dovremmo tutti leggere <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/Rel.Stragi-30-giugno-2010.doc">www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/Rel.Stragi-30-giugno-2010.doc</a><br />
..<br />
<em>Commento di Michele</em><br />
Quando leggo queste sentenze resto basito. Possibile che la Mafia sia una specie di circolo degli scacchi dove se ne fa parte per dieci o vent’anni facendo i suoi interessi in ogni dove e poi, tutto d’un tratto, scrivi che da quel giorno lasci e ti iscrivi al circolo dell’uncinetto perché gli scacchi ti sono venuti a noia?<br />
..<br />
<em>Commento di Raf</em><br />
E’ più o meno la storia del processo Andreotti, giudicato favoreggiatore di Cosa Nostra fino al 1980 (reato naturalmente prescritto) e poi non più.<br />
Ma in quel caso è almeno vero &#8211; non nel 1980 ma qualche anno dopo &#8211; che con l’omicidio di Salvo Lima e poi di Ignazio Salvo, capintesta in Sicilia della corrente andreottiana della DC, una qualche svolta nei rapporti tra politica e mafia c’era comunque innegabilmente stata &#8230;. non che Andreotti fosse diventato buono, però qualcosa indubbiamente ad un certo punto sembra cambiata &#8230;. Falcone chiamato al Ministero di Giustizia &#8230; la legge Rognoni/La Torre sul sequestro dei beni &#8230;. l’istituzione delle carceri speciali per i mafiosi &#8230;.<br />
Nel caso di Dell’Utri, invece, niente del genere si può dire, anzi fu proprio a partire dal 1992, con l’imperversare di Tangentopoli, che si rese necessario, per Cosa Nostra, trovare e favorire nuovi referenti nei palazzi del potere a Roma.<br />
..<br />
<em>Commento di v</em><br />
…ma questo Pisanu che scopre la mafia 18 anni dopo, com’è che di questo patto “ben conosciuto” tra stato, mafia, impresa e crimine non ha fatto parola nella sua lunga permanenza al Governo accanto a Berlusconi? E com’è che Ciampi finora su questo stesso patto ben conosciuto non ha proferito verbo?<br />
E com’è che nemmeno la sx si è mai fatta sentire o ha comunicato qualcosa?</p>
<p><img src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/57577/brando%20DELL%27UTRI%20VIGNETTA.JPG" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Il cavaliere impunito e la regola del silenzio</strong><br />
<em>GIORGIO BOCCA</em></p>
<p>Giù la maschera. Quello che vuole, che pretende la maggioranza al potere è l&#8217;impunità totale, il silenzio sui suoi furti e malversazioni. Ai tempi di tangentopoli la maggioranza al potere si accontentava di far passare i suoi furti per legittima pubblica amministrazione. Ricordate la tesi del craxiano Biffi Gentili? Se i politici sono chiamati ad amministrare grandi città, grandi problemi con competenze da tecnocrati perché non devono essere pagati come tali? E se non lo sono perché si vuole impedire che si autofinanzino? Oggi la maggioranza al potere non ha più bisogno di questi sofismi. Rivendica il diritto di rubare attraverso la politica come un normale, dovuto diritto di preda. Al tempo di tangentopoli i socialisti craxiani ma anche quelli di altri partiti avevano nascosto i furti per mezzo della politica nei conti &#8220;protetti&#8221; cioè segreti in Svizzera a Singapore a Hong Kong. E avendo messo il bottino al sicuro si erano tolti anche il gusto di prendere per i fondelli i loro concittadini con la tesi assurda che l&#8217;autofinanziamento dei partiti non era solo una necessità ma un dovere di chi si faceva carico di amministrare lo Stato e la democrazia.<br />
Oggi nella Italia berlusconiana il furto attraverso la politica è scoperto, normale. Appena si può si ruba e viene il sospetto che sia avvenuta una mutazione antropologica, che la maggioranza al potere sia convinta che l&#8217;uso della politica per rubare sia non solo normale ma lodevole e che le istituzioni abbiano il dovere di proteggerlo.<br />
L&#8217;Italia un tempo paese dei misteri, delle società segrete, delle congiure massoniche sotto l&#8217;egida del cavaliere di Arcore sta diventando una democrazia autoritaria dichiarata e compatta a difesa dei suoi vizi e dei suoi furti.<br />
Perché opporsi al bavaglio che viene imposto all&#8217;informazione? Non aveva ragione Mussolini ad abolire la cronaca nera e a coprire gli scandali del regime? Esiste un modo più efficace di lavare i panni sporchi in gran segreto senza che le gazzette li mettano in piazza? L&#8217;imprenditore Anemone che si rifiuta di rispondere ai magistrati che indagano sui suoi affari non è la pecora nera, l&#8217;eccezione ma la norma della società berlusconiana del fare tutto ciò che comoda ai padroni, senza pagare dazio.<br />
La conferma della mutazione antropologica viene dal fatto che i politici presi con la mano nella marmellata mostrano più stupore che vergogna. La loro corruzione era normalissima, candida, da buon padre ladro di famiglia. A uno era bastato pagare una garconnière al centro di Roma, un altro aveva lasciato mano libera agli impresari edili dopo il terremoto in cambio di una revisione in casa sua dei servizi igienici, diciamo del funzionamento del cesso e del bagno. Ad altri ancora la possibilità di avere a spese dello Stato qualche mignotta, insomma la grande crisi della politica italiana, il grande rischio di una democrazia autoritaria, di una dittatura mascherata, morbida starebbe nella banalità del male, nei piccoli vizi nelle piccole tentazioni della cosiddetta classe dirigente.<br />
Un&#8217;Italia senza misteri con un capo del governo schietto, schiettissimo. Che vuole? Che pretende? Il minimo di un uomo del fare più che del pensare: di non avere controlli, di non avere intralci e se gli viene in testa di allevare un cavallo nessuno si permetta di obbligarlo a tirar su una mucca. Che cosa ha scoperto il Cavaliere? Quello che avevano scoperto prima di lui tutti gli uomini autoritari del fare, che i controlli sono fastidiosi e a volte insopportabili. In una parola: che la democrazia è più complicata e faticosa della dittatura.</p>
<p><img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2004/12_Dicembre/14/vignetta.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>Doppio Lodo alla regimental</strong><br />
<em>VV</em></p>
<p>Si migliora il Lodo Alfano: scudo totale a premier e ministri, prima, durante e dopo, per il già fatto, il fatto e l’ancora non fatto.<br />
Il senatore Berselli della Commissione Giustizia deposita oggi un allargamento che copra anche i processi iniziati &#8216;prima&#8217; delle nomine.<br />
Ma quanti reati deve condonarsi costui? Ma quando ha cominciato a delinquere?<br />
Una sospensione retroattiva che dovrebbe sanare la disparità di trattamento tra il Presidente della Repubblica, inserito senza sua richiesta, nel Lodo Alfano e le varie cariche di Governo.<br />
La questione si sana alzando la portata dello scudo per tutti.  Il nuovo Lodo Alfano è una sanatoria sine limite per soggetti sine verecundia.<br />
Ora basta trovare un ministero anche a Dell&#8217;Utri, relazioni tra Governo e Mafia,  e ci chiude anche il fastidio di quel processo, oltre alle bocche dei pentiti.<br />
Bando alle ostruzioni! O Fini si adegua o è la rottura!<br />
Sperem! Ma in che sperem?<br />
Ma il cortocircuito mai?<br />
..<br />
<em>Cettina</em><br />
Berselli è il pro-pedofilia, quello che insieme a Gasparri ed altri 5 (Quagliariello compreso) ha proposto la &#8220;violenza sessuale lieve per abusi su minori&#8221;. Di che cosa ci meravigliamo? Questi vogliono poter abusare dei minori, figuriamoci che cosa sarebbero capaci di fare a uno Stato!<br />
..<br />
<strong>Paolo de Gregorio</strong><br />
<em>Il cadavere della sinistra è ormai in putrefazione e, senza opposizione, una condanna per mafia di un senatore PDL diventa quasi assoluzione.</em><br />
..<br />
<strong>Come nascono le leggi e come abortiscono</strong></p>
<p>Dal 1996 sono state presentate 101 leggi d&#8217;iniziativa popolare: 6 sono state riassorbite in progetti di legge parlamentari e 4 sono divenute leggi.<br />
Le altre sono ferme nelle Commissioni.<br />
Per un confronto, nello stesso periodo sono state promulgate circa 5200 leggi di iniziativa parlamentare e governativa (più o meno).<br />
Quindi le leggi popolari sono lo 0,2%, comprendendo quelle assorbite.<br />
I progetti di legge parlamentari e governativi sono stati circa 13.200, che rapportati ai 101 popolari, danno una proporzione dello 0,8% dei popolari sui parlamentari.<br />
Quindi un progetto di legge parlamentare ha una probabilità del 40% di divenire legge, uno popolare del 4% o, nella migliore ipotesi, del 10% se esiste un&#8217;iniziativa parlamentare che lo assorbe.</p>
<p><em>Gazzetta Ufficiale</em></p>
<p><img src="http://web.tiscali.it/scudit/mdfalcone_file/vignetta.gif" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><strong>I soliti transfughi</strong></p>
<p>La mozione contro Brancher è stata sottoscritta da 222 deputati: tutti quelli del Pd e dell’Idv.<br />
Non è stata firmata dall’Udc. “Vedremo in Aula che atteggiamento tenere” spiega l’esponente centrista, Michele Vietti.<br />
L’Udc, però, aveva subito stoppato l’ipotesi di un affiancamento al partito di Antonio Di Pietro, tanto più alla luce della rinuncia di Brancher di avvalersi del legittimo impedimento.<br />
..<br />
<strong>Le mazzette di Fiorani alla Lega</strong></p>
<p>Fiorani parla. Da gennaio racconta agli inquirenti dei favori sparsi ai politici, anche della Lega, affinché difendessero il presidente di Bankitalia Fazio dalle sue accuse. C’è un po’ di tutto: prestiti di favore, finanziamenti senza garanzie ai politici, alle loro mogli e fidanzate e vere e proprie mazzette, portate dallo zelante Brancher, che di professione faceva il pusher di mazzette e ne distribuiva anche a Bossi e Calderoli, come a Giancarlo Giorgetti, segretario lombardo della Lega, che durante l’ictus di Bossi gli faceva da sostituto.<br />
“Decidemmo di pagare quei signori perché ci serviva il loro appoggio per difendere Antonio Fazio.Il governatore della Banca d’Italia era sotto tiro e per noi era essenziale che restasse al suo posto e nei suoi poteri”.<br />
E difatti la Lega nord mutò di 180 gradi la sua linea nei confronti di Fazio:a botte di quattrini. L’esborso più consistente, racconta Fiorani, fu quello per salvare Credieuronord, la banca leghista assorbita dalla Bpi quando era sull’orlo della bancarotta. “A noi di rilevare Credieuronord non importava assolutamente nulla”,ha spiegato Fiorani: l’operazione era merce di scambio con la Lega per il suo sostegno al numero uno di Bankitalia. Fiorani pagò alla Lega quasi 3 milioni di € per l’avviamento di Credieuronord: un avviamento che consisteva in un’unica agenzia a Milano, un negozio finanziario a Gandino, nel bergamasco, una esattoria a Erbusco, in provincia di Brescia, e in una filiale non ancora aperta a Treviso.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/banche35/fioraniaipm/fioraniaipm.html">www.repubblica.it/2006/a/sezioni/economia/banche35/fioraniaipm/fioraniaipm.html</a></p>
<p><img src="http://files.splinder.com/3c34349500e6b2abe45d96439a0b8cbc.jpeg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Segnalato da Don Aldo Antonelli<br />
<strong>Se c’è un Futuro sarà Socialista</strong><br />
<em>Atilio Boron su Rebelìon </em></p>
<p>Il capitalismo ha legioni di apologeti. Molti in buona fede, per ignoranza e per il fatto che, come diceva Marx, &#8220;<em>il sistema è opaco e la sua natura sfruttatrice e predatoria non appare evidente agli occhi degli uomini e delle donne del mondo&#8221;</em>. Altri lo difendono perché ne sono i grandi beneficiari, accumulando enormi fortune grazie alle sue ingiustizie e iniquità. Vi sono anche quelli (guru finanziari, analisti, giornalisti specializzati, accademici ben pensanti e diversi rappresentanti del pensiero unico) che conoscono perfettamente ciò che il sistema impone in termini di costi sociali e di degradazione umana e ambientale, ma sono ben pagati per ingannare la lente e proseguono instancabilmente il loro lavoro. Essi sanno molto bene che la &#8220;battaglia delle idee&#8221; di cui ha parlato Fidel Castro è assolutamente strategica per la preservazione del sistema e non risparmiano sforzi per vincerla.<br />
Per contrastare la proliferazione di versioni idilliache sul capitalismo e sulla sua capacità di promuovere il benessere generale esaminiamo alcuni dati ottenuti da documenti ufficiali delle Nazioni Unite. È molto istruttivo ascoltare, soprattutto nel contesto dell&#8217;attuale crisi, che la soluzione ai problemi del capitalismo si ottiene con più capitalismo; o che il G20, il Fondo Monetario Internazionale, l&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio e la Banca Mondiale, pentiti per gli errori del passato, risolveranno i problemi che opprimono l&#8217;umanità.<br />
Tutte queste istituzioni sono incorreggibili e irriformabili e qualunque speranza di cambiamento non è altro che un&#8217;illusione. Continuano a proporre le stesse cose, solo con parole diverse e con una strategia di &#8220;relazioni pubbliche&#8221; disegnata per nascondere le loro vere intenzioni.<br />
Chi ha ancora dubbi veda quello che stanno proponendo per &#8220;risolvere&#8221; la crisi in Grecia: le stesse ricette che hanno applicato e continuano ad applicare in America Latina e in Africa dagli anni &#8217;80 del secolo scorso.<br />
Di seguito, citiamo alcuni dati con le rispettive fonti recentemente sistematizzati dal Programma Internazionale di Studi Comparativi sulla Povertà dell&#8217;Università di Bergen, in Norvegia, che opera un grande sforzo per combattere, in una prospettiva critica, il discorso ufficiale sulla povertà elaborato da più di trent&#8217;anni dalla Banca Mondiale e riprodotto instancabilmente dai mezzi di comunicazione, dalle autorità governative, da accademici e &#8220;specialisti&#8221; vari.</p>
<p>Su una popolazione mondiale di 6,8 miliardi di abitanti<br />
-1,02 miliardi di persone sono denutrite croniche (FAO, 2009);<br />
-2 miliardi di persone non hanno accesso ai farmaci (v vw.fic.nih.gov);<br />
-884 milioni di persone non hanno accesso all&#8217;acqua potabile (Oms/Unicef 2008);<br />
-924 milioni di persone sono &#8220;senza tetto&#8221; o risiedono in abitazioni precarie (Onu Habitat 2003);<br />
-1,6 miliardi di persone non hanno accesso all&#8217;energia elettrica (Onu Habitat, Urban Energy);<br />
-2,5 miliardi di persone non sono beneficiate da sistemi di fognatura e drenaggio (Oms/Unicef 2008);<br />
-774 milioni di adulti sono analfabeti (www.uis.unesco.org);<br />
-18 milioni di persone muoiono ogni anno a causa della povertà, in maggioranza bambini con meno di cinque anni (Oms);<br />
-218 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni lavorano in condizioni di schiavitù e svolgono compiti pericolosi o umilianti, come soldati, come domestici, nella prostituzione infantile, in lavori insalubri in agricoltura, nell&#8217;edilizia o nell&#8217;industria tessile (Oit: &#8220;L&#8217;eliminazione del lavoro infantile, un obiettivo alla nostra portata&#8221;, 2006);<br />
-Tra il 1988 e il 2002, il 25% più povero della popolazione mondiale ha ridotto la propria partecipazione al prodotto interno lordo mondiale (Pil mondiale) dall&#8217;1,16% allo 0,92%, mentre il 10% più ricco ha accresciuto i propri beni personali passando a disporre dal 64,7% al 71,1% della ricchezza mondiale.</p>
<p>L&#8217;arricchimento di pochi ha come suo risvolto l&#8217;impoverimento di molti;<br />
-Solo questo 6,4% di aumento della ricchezza dei più ricchi sarebbe sufficiente a duplicare il reddito del 70% della popolazione mondiale, salvando innumerevoli vite e riducendo le sofferenze dei più poveri. Si intenda bene: ciò sarebbe possibile avendo appena la possibilità di ridistribuire la ricchezza aggiuntiva prodotta tra il 1988 e il 2002 del 10% più ricco della popolazione mondiale, lasciando comunque intatte le sue esorbitanti fortune. Ma neppure questo risulta accettabile alle classi dominanti del capitalismo mondiale.<br />
Conclusione: se non si combatte la povertà (non si parli neppure di sradicarla sotto il capitalismo!) è perché il sistema obbedisce a una logica implacabile centrata sull&#8217;accumulazione del lucro, che concentra la ricchezza e aumenta incessantemente la povertà e le disuguaglianze socio-economiche.</p>
<p>Dopo cinque secoli di esistenza è questo che il capitalismo ha da offrire. Che aspettiamo per cambiare il sistema? Se l&#8217;umanità ha un futuro, questo sarà chiaramente socialista! Con il capitalismo, invece, non ci sarà futuro per nessuno! Né per i ricchi né per i poveri! La sentenza di Friedrich Engels e anche di Rosa Luxemburg: &#8220;<em>socialismo o barbarie</em>&#8221; è oggi più attuale che mai.<br />
Nessuna società sopravvive quando il suo impulso vitale risiede nella ricerca incessante del lucro e il suo motore è dato dal profitto. Presto o tardi ciò provocherà la disintegrazione della vita sociale, la distruzione dell&#8217;ambiente, la decadenza politica e la crisi morale. Siamo ancora in tempo, ma non ce ne resta più tanto.<br />
&#8230;.<br />
<strong>Rincaro pedaggi</strong><br />
<em>Viviana</em></p>
<p>Rincaro ai pedaggi autostradali. Il colmo per chi a Firenze o Roma deve andare 4 volte al giorno da un quartiere all’altro passando da un’anulare, che prima non pagavano! Come se non fosse una tassa anche questa!<br />
In Germania le autostrade sono gratuite.<br />
Qua c&#8217;è la foia delle privatizzazioni. Anche la pseudo sx non ha pensato ad altro: privatizzare, privatizzare&#8230;.<br />
C&#8217;è la nomea che tutto ciò che è gestito dallo Stato è una fogna.<br />
Hai mai visto una privatizzazione che sia stata di utilità al cittadino?<br />
Quando pensi alle privatizzazioni, pensa all&#8217;acqua, pensa alle autostrade, pensa alla Telecom, pensa a come sono gestiti ora luce, acqua e gas, che non riesci nemmeno ad avere una lettura ufficiale in regola, o a farti riconoscere la lettura che hai fatto te, e ti ci vuole un mese (?) per un allacciamento, e continui a pagare cifre &#8216;presunte&#8217; fantascientiche, e parli con call center creati solo per non darti risposte e fare un muro di incomunicabilità!<br />
Il problema non è passare dalle fogne del pubblico alle fogne del privato. Il problema è ripulire il pubblico dal marciume dei politici che hanno avvelenato tutto!</p>
<p><img src="http://4.bp.blogspot.com/_pZJ2Wae3Hkc/TC7MKYrC12I/AAAAAAAAEaI/sW4MZUPRPm8/s400/CHIROMANTEINPS-RID.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p><em>Sauro scrive:</em><br />
Cara Viviana,<br />
le chicche di oggi direi che sono essenzialmente due.<br />
La prima chicca è: &#8220;piccoli berluschini crescono&#8221;<br />
“Se qualcuno mette qualcosa per far pagare un pedaggio sul Grande raccordo anulare, io vado lì con la macchina e lo sfondo”. Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inteso manifestare la sua contrarietà alle voci sugli annunciati aumenti delle autostrade.<br />
Ora probabilmente è vero che il governo si è impegnato a non mettere pedaggi sul G.R.A., e probabilmente ha ragione il sindaco a difendere le tasche dei cittadini che rappresenta, e probabilmente il famoso pedaggio alla fine non ci sarà. Ma in via preliminare il primo cittadino di una capitale europea dovrebbe spiegare ai cittadini che anche le leggi sbagliate si rispettano, e poi magari si cercano di cambiare con le proteste democratiche o con il voto. E non prendendo la macchina e “sfondando tutto”.<br />
La sola cosa che si può aggiungere è che la disabitudine paroliera alla prassi democratica prima o poi si ritorcerà contro chi la pratica. Nel caso di un sindaco, basterà aspettare il prossimo sgombero, la prossima contravvenzione, il prossimo ultrà che assalta una caserma.<br />
E’ questa la cecità di Berlusconi e dei berluschini cresciuti con Mussolini e infine approdati al populismo da strapaese. E’ non vedere che quando si mina il senso diffuso della legalità, si finisce per minare anche la propria autorità.<br />
Con tanti saluti a legge, ordine e disciplina.</p>
<p>La seconda chicca di oggi è la presa di posizione nientepopodimeno che del signor garante della Privacy, ebbene sì, il signor Francesco Pizzetti. E lui, di Privacy, dovrebbe proprio intendersene… Ebbene, in sintesi, il garante si sente “espropriato” del proprio lavoro, che in buona sostanza è la corretta tenuta dei dati personali delle persone, siano esse fisiche che giuridiche.<br />
Ma la sostanza è che se con il nuovo decreto i dati non debbano nemmeno più essere raccolti, lui che Privacy sarà chiamato a garantire?<br />
In pratica lui dice: “qui si va oltre il concetto di garantire la riservatezza dei dati, qui si previene non raccogliendo i dati…” !<br />
Che paese meraviglioso!<br />
Italia sì, Italia no, il paese dei cachi…..<br />
..<br />
<strong>Soprannumerari</strong><br />
<em>VV</em><br />
Nella sola Emilia 500 insegnanti sono stati dichiarati soprannumerari.<br />
Ma i Ministri non sono soprannumerari mai?<br />
Con quello che ci costano i Ministri soprannumerari Brancher, Bossi, Brunetta, la Carfagna, Rotondi, Fitto, Pisolo e Mammolo… quanti insegnanti ci uscirebbero?</p>
<p><img src="http://3.bp.blogspot.com/_0ZlemIMLlDk/TC48xYmxNLI/AAAAAAAAAks/4E7RPi8JtFU/s320/Copia+di+politasntas.jpg" alt="" width="50%" height="50%" /></p>
<p>Andrea Agostini segnala da Eddyburg:<br />
<strong>Settis: «Uno Stato senza territorio»</strong><br />
<em>Maria Elena Vincenzi </em></p>
<p>«Siamo davanti a uno svuotamento e smantellamento dello Stato solo per fare cassa». Salvatore Settis, archeologo e direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, boccia il federalismo demaniale senza mezzi termini.<br />
I beni vengo trasferiti agli enti locali. Ma l´obiettivo di questa legge è la mercificazione dello Stato.<br />
o visto che nella lista figura il museo di Villa Giulia. Ecco se il museo di Villa Giulia fosse una fonte di reddito per lo Stato, questo non avrebbe bisogno di alienarlo. Se invece non lo è e lo cede ad esempio al Comune di Roma, il Campidoglio, già in difficoltà economica, come potrà sobbarcarsi i costi di manutenzione? Succederà che il museo di Villa Giulia, o qualsiasi altro bene, verrà messo in un fondo immobiliare in cui potranno entrare anche i privati. E così accadrà che qualche palazzinaro metterà nel fondo un complesso residenziale nella periferia di Roma di pari valore economico e potrà disporre della maggioranza di Villa Giulia. D´altronde anche le ridicole valutazioni al ribasso che vedo sono fatte in quest´ottica.<br />
Nell´elenco figurano anche le Dolomiti… Quello che mi dispiace è che il Paese non abbia ancora capito che, con questo federalismo demaniale, veniamo tutti borseggiati. Le Dolomiti non sono solo di chi abita lì, sono anche dei siciliani. Di questo passo, rimarremo uno Stato senza più territorio. Ora c´è questa legge, poi ne arriverà un´altra. Ma nessuno se ne accorge, nemmeno l´opposizione. Rinunciare all´idea di un bene pubblico è rinunciare alla nostra storia e al nostro futuro. Come cittadino non so rinunciare a beni pubblici che sono tali da migliaia di anni. Che i nostri padri ci hanno lasciato e che noi dobbiamo lasciare ai nostri figli.<br />
11 mila beni pronti a passare dal demanio agli enti locali.<br />
Dalle Dolomiti alla spiaggia del lago di Como. Dal Museo romano di Villa Giulia al mercato di Porta Portese che ispirò Claudio Baglioni. Dall´Idroscalo di Ostia dove morì Pier Paolo Pasolini all´ex forte Sant´Erasmo di Venezia. È un vero tesoro quello che dall´Agenzia del demanio rischia di essere trasferito alle autonomie locali. Di quelli che non hanno prezzo, nonostante una stima che supera i 3 miliardi di euro.<br />
L´elenco, stilato dal demanio e ora in commissione bicamerale, ancora non è definitivo, la versione ufficiale verrà pubblicata a fine luglio. Ma ci si può fare un´idea del patrimonio di cui presto potrebbero disporre Comuni, Province e Regioni. A patto che ci sia un progetto di valorizzazione.<br />
Per il momento, infatti, i beni vengono solo trasferiti (e per alcuni di essi, soprattutto quelli &#8220;naturali&#8221;, c´è il vincolo che restino demaniali), ma la maggior parte potrà essere venduta a patto che l´alienazione serva a risanare il debito pubblico.<br />
Circa 11mila &#8220;pezzi&#8221; che nella coscienza collettiva non hanno prezzo, ma che, secondo l´agenzia, un prezzo ce l´hanno, eccome. Innanzitutto spiagge e isole. Tra cui gli isolotti intorno a Caprera e l´isola di Santo Stefano vicino a Ventotene. Poi, parti di Palmaria vicino a Portovenere, dell´isola dell´Unione di Chioggia e di quella di Sant´Angelo delle Polveri a Venezia. Ancora, un pezzo di arenile di Sapri e &#8220;la spiaggia del lago di Como&#8221; a Lecco.<br />
Dal mare ai monti, anche le vette sono &#8220;in vendita&#8221;. Ecco così gran parte delle cime che circondano Cortina d´Ampezzo. Le Tofane, il monte Cristallo, la Croda Rossa, il Sorapis e l´Alpe di Faloria. A rischio &#8220;cambio di proprietà&#8221; non solo la natura. Anche storia e arte cercano un nuovo padrone. A Roma lo cercano il Museo di Villa Giulia, dove rischia il trasloco la coppia di sposi etruschi e la facoltà di Ingegneria accanto a San Pietro in Vincoli. Poi, ancora, l´ex convento della Carità a Bologna (330 mila euro), l´Archivio di Stato di Trieste (5 milioni), l´ex cinta fortilizia &#8220;Mura degli angeli&#8221; di Genova, Villa Gregoriana a Tivoli, l´ex forte di Sant´Erasmo che affaccia sulla laguna di Venezia (il costo è di 7 milioni di euro), la piazza d´Armi di Reggio Calabria e quella di L´Aquila.<br />
Non stupirà che nella lista figurino anche molti immobili. Roma ha un vero patrimonio. Oltre al mercato di Porta Portese, la tenuta di Capocotta a Castelporziano, un edificio da 22 milioni di euro in centro ora in uso al Senato, l´Archivio generale della Corte dei Conti (67 milioni di euro), l´ex forte Ardeatino e un complesso immobiliare alla Rustica, uno dei pezzi più pregiati della lista con i suoi 90 milioni.<br />
Una specie di supersaldo da fine stagione che non risparmia nemmeno il cinema: rischiano di essere alienati il cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti a Roma (4,5 milioni di euro) e l´Idroscalo di Ostia dove morì Pier Paolo Pasolini, il cui prezzo è fissato a 6,7 milioni. Svendita anche per le infrastrutture: i fari di Mattinata sul Gargano, di Punta Palascia a Otranto, di Spignon a Venezia e &#8220;l´antico semaforo della Guardia&#8221; di Ponza. Trasferibili anche il campo da golf da 18 buche sull´isola di Albarella di proprietà del gruppo Marcegaglia (oltre 4 milioni), l´antico binario della direttissima Roma-Napo