
(Di Montlignon)
Viviana Vivarelli
“Sei tu stessa a riflettermi, io mi vedo così poco. Senza di te non vedo che un deserto.”
“Questo piccolo mondo assassino confonde i morti con i vivi, assolve il fango, grazia i traditori, la parola trasforma in rumore.”
Eluard, nome di vento, acque e libertà, fuga, crescere di cielo, sguardo, parola, volo… il fatto che ti amo, il fine, l’alto, il moto dell’anima, il delicato, l’elegante, guizzo sotto la pelle, occhi amorosi. Il malato di tisi, il non vinto, lunghi periodi in sanatorio, pause meditative di chi non vive malato ma ebbro, sempre presente sulla scena della storia, l’animatore, il dissacratore, l’entusiasta, il lieto. Amore, guerra, libertà, rivoluzione, rinascita, vita. Creatura sensibile e appassionata, così fragile, così persistente, con la sua bandiera di idealità, con quell’aria da novizio sulle ossa sottili, sul viso trasparente.
Figlio di un contabile socialista nasce al tempo dell’affare Dreyfuss, che divide la Francia tra sinistra e destra antisemita, fa crollare il governo e porta la sinistra al potere. Surrealista, ideologo della corrente del sogno, ma più di tutto amante della libertà.



