Nuovo Masada

agosto 10, 2010

MASADA n° 1177. CARLOS CASTANEDA E LA PRESUNTA VISIONE TOLTECA

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Viviana Vivarelli

L’arte degli stregoni non sta nello scegliere quanto nell’essere abbastanza sottile da acconsentire”.
(Castaneda)

“Ho desiderato allontanarmi
dal sibilo delle trascorse menzogne
e dall’urlo eterno degli antichi terrori
che più mostruoso ingigantisce mentre il giorno
s’inabissa oltre le colline del mare profondo…

Ho desiderato allontanarmi ma ho paura:
un alito di vita, ancora non spento, potrebbe esplodere
dalla vecchia bugia che brucia ai miei piedi,
e, scoppiando alto nell’aria, spegnermi lo sguardo.”

Dylan Thomas

Ognuno di noi può compiere un movimento dal visibile all’invisibile, pur restando nel campo delle possibilità umane, ma c’è chi ha fatto di più e ha tentato di oltrepassare anche il mondo strutturato a misura umana.
Questo avanzamento oltre ogni limite del conoscibile, è lo sciamanesimo, possiamo considerarlo l’estremo tentativo della mente di penetrare l’ignoto.
C’è stato un ricercatore, o forse un sognatore, che ha affermato di essere penetrato per 37 anni nella visione magica di una civiltà perduta, prima come apprendista e poi come sciamano, si chiama Carlos Castaneda ed è uno degli scrittori più famosi del mondo.

La sua opera consiste in tredici libri e forma un progressivo diario di iniziazione magica, un vero e proprio testo esoterico, sconcertante manuale di magia che ha affascinato milioni di lettori in tutto il mondo.

I suoi libri sono:
1971 – Una realtà separata
1972 – Viaggio a Ixtlan
1974 – L’Isola del Tonal
1977 – Il Secondo Anello del Potere
1981 – Il Dono dell’Aquila
1984 – Il Fuoco dal Profondo
1987 – Il Potere del Silenzio
1993 – L’arte di Sognare
1997 – Tensegrità
1997 – Il lato attivo dell’infinito
1998 – La Ruota del Tempo.

Poiché essi costituiscono un intero sistema magico, dovrebbero essere letti uno dopo l’altro nel loro ordine. Non sono un romanzo, non sono stati scritti per divertire, sono il diario di una iniziazione, cosa lenta e precaria, che non tutti possono capire.
Noi non abbiamo abbastanza elementi per dire se Castaneda ci abbia realmente descritto il sistema magico dei Toltechi, popolo ormai scomparso dal Messico, il che farebbe dei suoi libri un documento eccezionale sull’esoterismo antico, o se abbia creato dal nulla in modo immaginifico una complessa e sistematica visione metafisica. Non abbiamo sufficienti elementi di scelta o giudizio per valutare la sua opera, ma su un piano sottile forse questa precisazione non ha nemmeno importanza e chi ha già sperimentato in sé un percorso di magia può ravvisare nelle sue descrizioni qualcosa che ha conosciuto direttamente, anche se solo pochi riescono a identificarsi in tutte le sue visioni magiche fino alle ultime incredibili esperienze.
Nei suoi tredici libri Castaneda costruisce anche un vero sistema filosofico, un sistema cognitivo di incredibile potenza, che sfora dall’ambito della percezione umana ordinaria per entrare nella percezione paranormale.
Se questo diario possa funzionare anche per altri come sistema propedeutico alla magia, non saprei dire. Non credo che la sensitività sia una facoltà che si sviluppi per osmosi, per insegnamento o per imitazione, anche se Castaneda ha un suo maestro Don Juan, che lo avvia alla percezione magica del mondo. Purtroppo nel nostro mondo occidentale non ci sono Don Juan, non ci sono iniziatori di magia, ci sono solo falsi maestri che non insegnano alcuna pratica magica, vendono solo fumo, ed è quindi per noi molto più difficile capire che i confini del mondo sono molto più ampi di quello che siamo abituati a considerare, e che la nostra mente può superare se stessa e spaziare in modalità sconosciute e affascinanti.
Ogni iniziazione ha i suoi tempi e il suo enigma, ma noi viviamo in una civiltà arida e senz’anima, dove anche le chiese hanno perso carisma e spiritualità e dove l’uomo rimane solo davanti al mistero dell’universo, di cui comprende una parte troppo piccola per definirsi interamente umano, ma se l’essere umano si pone di fronte all’universo con la modestia e l’arrendevolezza del neofita, lasciando cadere incredulità e disprezzo per ciò che non conosce o che non capisce, io credo che l’universo possa premiarlo, aprendo la sua mente oltre ai limiti del suo conosciuto.
C’è chi ha una facoltà magica per nascita, e chi, come me, si è ritrovato immerso di colpo in una diversa percezione del mondo senza sapere come questo fosse avvenuto, e che, dopo una morte annunciata, si è ritrovato miracolato nel corpo e sbalzato di colpo in 29 anni di esperienze paranormali, e poi abbia perso di colpo la sua magia rientrando nella normalità senza spiegare nemmeno come questo sia successo.
Stiamo qui parlando di una forma di conoscenza che si apre solo a poche persone, che conserva tutto il suo enigma, che è preclusa alla maggioranza e più spesso, nella nostra cultura, viene vilipesa e derisa dall’ignoranza delle masse.
Avendo avuto esperienze da sensitiva, mio malgrado,a per 29 anni, ho trovato di estremo interesse Castaneda e ho riscontrato tante rispondenze tra le cose che lui racconta e le mie percezioni, anche se non ho raggiunto le sue vette e ho fatto fatica a capire i suoi ultimi libri.
Mi è piaciuto anche il modo con cui ha descritto certe percezioni, come quella di se stesso come una cipolla, o dell’energia fiammeggiante che circonda gli esseri umani.
Ormai sono passati alcuni anni da quando ho perso di colpo tutte le mie facoltà e a volte penso di essermi solo sognata questo periodo lunghissimo di sciamanesimo naturale, eppure questo c’è stato e ha attratto verso di me centinaia e centinaia di persone da tutte le parti d’Italia, persone che volevano essere raccontate, che volevano che qualcuno mettesse insieme la loro storia col suo senso, persone che volevano ritrovare il proprio centro e sentirsi dire per quale motivo erano venute a nascere, quali erano le loro risorse, e quale era il compito della loro vita. Molte di queste persone erano disperate, qualcuna pensava al suicidio, e io spero veramente di averle aiutate a comprendersi, a volersi bene, a vedere una luce nel loro futuro. Poiché di molte di queste persone non ho saputo più nulla, se qualcuna di loro mi legge, avrei piacere che mi dicesse se le predizioni sul loro futuro si sono avverate e se l’incontro con me li ha aiutati nella loro vita di allora.

Castaneda è morto il 27 aprile 1998, a 73 anni, è vissuto lontano dal mondo e dalla curiosità della gente, sempre circondato da un alone di mistero. Solo dopo la sua morte si è conosciuto il suo viso, perché la moglie ha pubblicato la sua fotografia, era un uomo di cui non si sapeva nulla, ma che dal suo eremo ogni tanto pubblicava una tappa del suo straordinario diario personale, diario che in tutto il mondo milioni di lettori fedeli hanno letto avidamente.
Castaneda era peruviano, etnologo e antropologo all’Università della California, uno studioso universitario di tipo occidentale.
Nel 1968, a 43 anni, andò nel deserto del Messico (a Sonora) per studiare una pianta allucinogena, il mescal o meztcal, considerato dagli indigeni uno dei 12 dèi messicani.

Castaneda arriva dunque nel deserto messicano per studiare il peyote. Gli viene indicato come esperto un vecchio indio Yaqui, di nome DON JUAN MATUS, uno yerbero, cioè un conoscitore di piante. L’indio ha il viso cotto dal sole, la pelle molto scura e profonde rughe, i suoi capelli sono corti e bianchi. All’inizio parla un dialetto assurdo, poi il suo eloquio diventa sempre più fluido ed esatto. Castaneda attraversa una crisi esistenziale. L’indio gli chiede: “Cosa sai della conoscenza?”, lui risponde che ha una laurea universitaria, ma l’indio non parla dei titoli accademici, parla della conoscenza diretta del mondo.
Sai qualcosa del mondo attorno a te? Senti mai il mondo attorno a te? Devi sentire tutto altrimenti il mondo perde il suo senso”.

Agave del mescal

Comincia il primo insegnamento, cambiare la percezione può voler dire cambiare il senso della vita.
Quando Castaneda avanza dei dubbi, l’indio gli dice: “Tu parli come uno stupido. Vuoi tenerti stretto ai tuoi argomenti anche se non ti sono di nessuna utilità. Vuoi rimanere te stesso o vuoi stare meglio?… Tu non sei completo. Tu non hai pace. Pensi troppo a te stesso. E questo ti dà una strana stanchezza e ti lascia solo problemi”.
Un anno dopo Don Juan gli rivelerà di essere un brujo, uno stregone, un uomo di conoscenza magica. Don Juan è un nagual, uno degli ultimi iniziati dell’antichissima conoscenza magica tolteca. I due uomini sono molto diversi ma forse lo stregone vede qualcosa nell’aura di Castaneda che gli fa capire che può prenderlo come allievo. Un veggente sa capire quando un altro può diventare veggente, c’è un’affinità per cui due nature simili si riconoscono. Dunque da studioso esterno Castaneda diventa un apprendista stregone e comincia a studiare “l’arte di plasmare l’universo“.
Don Juan è uno sciamano. Lo sciamanesimo è un insieme di credenze diffuso ovunque nel mondo. ‘Sha man’ vuol dire uomo di conoscenza, uomo che sa, uomo di sapere ma anche di potere. Il termine ‘sciamano’ nasce in Siberia presso i Tungusi ma la sua funzione si ripete inalterata presso molti popoli dell’Asia, America, Oceania ecc.
Lo sciamano è un medium che nella sua comunità gode di alta considerazione perché ha capacità cognitive superiori, è guaritore, sacerdote e messaggero degli spiriti.
Noi siamo circondati da energie intelligenti, invisibili, forze spirituali consapevoli, che possono essere evocate e controllate e stanno in altre dimensioni, parallele alla nostra. Lo sciamano è un viaggiatore interdimensionale, un essere di energia straordinaria che riesce a entrare in questi altri mondi e a contattare le forze aliene che li abitano, è un intermediario tra dimensioni, che usa il viaggio mentale o lo spostamento dell’energia per attingere o manifestare poteri, per avere la vera conoscenza del mondo o per aumentarne il benessere.
Carlos inizia così il suo viaggio iniziatico con lo stregone, un viaggio all’interno della magia tolteca, l’antico sciamanesimo, come fu tramandato attraverso lunghissime generazioni.
Con vari rituali, nel tempo, gli sciamani hanno perfezionato l’arte di arrivare a uno stato di consapevolezza intensa, in cui è possibile spostarsi nell’energia e contattare mondi alieni.

L’iniziazione di Castaneda dura 13 anni e la sua applicazione nello sciamanesimo durerà 37 anni, oltrepassando la morte del maestro.
Castaneda è l’ultimo allievo, quello che chiude la serie degli sciamani toltechi. Egli non è stato scelto dallo stregone ma dalle forze impersonali dell’universo. Così Castaneda avanza nel sistema di conoscenza esoterico e i suoi libri descrivono le tappe della sua iniziazione.
Dapprima lo stregone gli provoca rapide modificazioni di coscienza con tre piante psicotrope, peyote, herba del diablo e psylocybe, un fungo allucinogeno, poi gli insegna tecniche più elaborate per destrutturare la mente e posizionarla su una nuova percezione di realtà.
Ingerendo il peyote, Castaneda entra in uno stato di realtà modificata.
Don Juan gli spiega che non ha allucinazioni ma vede gli aspetti concreti di un’altra realtà. Il mescal lo guida a incontrare certi poteri, il mescal è un maestro che sconnette la coscienza dalla parte corporea, ma quello che Castaneda percepisce è così assurdo che non ha categorie per capirlo e deve trovare ‘nuove unità di significato’.
Le piante psicotrope gli mostrano in modo rapido che c’è non una sola realtà ma tante.

Peyote

Nel suo lungo diario, per 37 anni, Castaneda descrive puntualmente tutto quello che avviene tra lo stregone e lui con la progressiva apertura a nuovi livelli di realtà. Dapprima è spettatore di quei mondi, poi lentamente ne diventa protagonista, cioè si fa stregone, entrando nella realtà separata.
I suoi tredici libri vanno letti in ordine, come capitoli successivi di un apprendistato e formano una delle opere più originali del mondo, lo studio della magia di una civiltà perduta attraverso l’esperienza di un uomo moderno, un diario progressivo, molto dettagliato, che apre a poco a poco all’attenzione la struttura di un esistente stupefacente, attraverso una percezione modificata, una realtà parallela.
Noi abbiamo molti scritti su taoismo, tantrismo, lamaismo ma non sappiamo nulla della magia tolteca e, se questi libri di Castaneda fossero veritieri, avremmo qui per la prima volta un intero sistema sciamanico, la testimonianza di un sistema sapienziale ormai scomparso, un’opera unica nel suo genere.

Don Juan è uno strano personaggio, brusco ma anche amorevole, beffardo ma anche paziente, a poco a poco conduce l’americano sulle soglie di un altro mondo possibile. Castaneda è l’allievo perfetto, testardo, tenace, profondo, ubbidiente, coraggioso. L’ambiente è il deserto sassoso collinare del Messico nord occidentale, luogo primitivo e povero, spoglio e pauroso, con secchi cespugli, sole a picco, coyote, serpenti, aquile… Gli altri personaggi del diario sono indios poveri e macilenti, soprattutto donne indie selvagge dalle personalità potenti, vere streghe inquietanti in grado di operare trasformazioni terribili.
Castaneda dice: “Don Juan minacciava la mia idea del mondo”. Lo stregone lo destrutturava. Ciò che chiamiamo ‘REALTA’ ’’ non è un dato oggettivo che ci limitiamo a ricevere ma un costrutto mentale, il risultato di un lavoro storico sociale di elaborazione del pensiero, frutto di cultura e abitudine, in cui anche le modalità percettive più elementari sono condizionate.
Noi non riceviamo la percezione oggettiva del mondo, ma costruiamo un mondo per induzione sociale e culturale. L’albero che vediamo non è l’albero come è ma una interpretazione mentale strutturante, una interpretazione storica e personale, e l’intero mondo è un repertorio infinito di interpretazioni.

Noi lanciamo sguardi distratti alle cose ma sappiamo ben poco dell’intero flusso di energia che ci viene da esse… Tutti guardano, ma ben pochi vedono. Essi sono i veggenti… Lo sciamano è un uomo che mette tutto se stesso in ciò che fa e qualunque cosa faccia lo fa per la conoscenza. Ogni sciamano segue la sua via della conoscenza. Può darsi che conosca ballando, ma allora non ballerà come un uomo comune, ballerà con tutto quello che ha, e ballare sarà il suo particolare modo di conoscere, cioè di essere nell’energia.”

Tutto ciò che siamo, tutto ciò che vediamo, l’uso dei sensi più ordinari, tutto viene imparato, è frutto di un imprinting continuo che è stato esercitato su di noi. Siamo strutturati e programmati come un computer, per cui impariamo ad usare le nostre funzioni, i nostri organi, la nostra mente in un modo culturale prestabilito e non in un altro.
Questo produce una certa visione della realtà.
Don Juan mostra a Castaneda come questa percezione sia relativa. Ma, per cambiare la visione ordinaria, occorre prima di tutto cambiare comportamento, lasciarsi andare ad una nuova mobilità e leggerezza.
Tu sei spaventato – gli dice Don Juan- perché ti senti troppo maledettamente importante. Sentirsi importanti fa diventare pesanti, sgraziati e vani. Un uomo di conoscenza deve essere leggero e fluido”.

La nostra mente crea la configurazione di un mondo possibile, uno degli infiniti mondi percepibili, ma soggetti di cultura o tradizione diversa possono percepire realtà diverse. Se poi si confrontano le visioni di culture molto lontane tra loro nel tempo o nello spazio le differenze aumentano, e differenze enormi esistono tra la visione ordinaria del mondo e una visione sciamanica.
Mentre l’uomo comune usa la percezione in modo superficiale, attingendo scarsamente al flusso di energia che forma le cose, lo sciamano cerca di raggiungere una realtà completa, vive nell’energia, attingendo a una forza universale molto difficile da definire che Don Juan chiama l’INTENTO,qualcosa che non appartiene alla fisicità dei sensi né a quella del cervello e trascende il mondo come lo conosciamo… una forza dell’universo smisurata e indescrivibile”.
L’Intento è uno strumento diretto di conoscenza dell’energia dall’interno, la visione diretta di essa da parte del nostro corpo energetico. “Il corpo- dice lo stregone- è un’unità energetica, un’onda, ed è con esso che possiamo percepire gli altri corpi come unità energetiche.”
Lo stregone usa strumenti cognitivi diversi da quelli ordinari e percepisce realtà diverse, passa da un mondo a un altro, anch’esso coeso e intrinsecamente necessario, dimostrando che quella che crediamo realtà oggettiva è solo una costruzione mentale, una delle tante possibili. Noi non sapremo mai cosa sia l’energia in sé, possiamo solo sapere come il nostro pensiero costruisce il mondo. Cambiare le coordinate conoscitive apre mondi alternativi.
Noi costruiamo un certo tipo di realtà, ma potremmo costruirne altre. Non c’è nulla di oggettivo in quello che percepiamo. La realtà è il frutto di una programmazione mentale. Se cambia il programma, cambia la percezione della realtà. Qualche volta noi siamo in grado di fare questa variazione, altre volte essa semplicemente accade, senza che abbiamo fatto nulla per attuarla.
La magia è il potere di comunicare con altre realtà. “Mag” è una radice antichissima che vuol dire “potere“, “potenza”. Lo stregone, come lo sciamano, come lo yogi o il guru, è un “uomo di potere“. Non abbiamo qui solo un sistema di conoscenza, ma un sistema di potere.

La magia è uno stato di consapevolezza intensa. E’ l’abilità di concepire qualcosa che sfugge alla percezione ordinaria…Non c’è bisogno che venga nessuno a insegnarci la magia. Occorre solo che un maestro ci convinca dell’incalcolabile potere che abbiamo sulla punta delle dita.”
Il passaggio dalla sensazione come abitudine alla percezione come viaggio è un evento magnifico ma rischioso. Modificare il programma mentale può portare alla follia e alla disgregazione psichica.
Anche un folle percepisce altre realtà come un tossico o un alcolizzato, la differenza con lo sciamano è che il folle o il tossico o l’alcolizzato sono dominati dalle loro visioni mentre lo sciamano le controlla.
Ma per entrare nella via del controllo occorre un maestro, affinché l’uomo si muova attraverso forze che non lo distruggano.
Il potere è creativo ma anche distruttivo, è una energia terribile i cui limiti confinano con la follia, con la morte, col non ritorno. Guai a chi tenta con forze insufficienti e debole controllo mentale di forzare il mondo della percezione con droghe assunte al di fuori di un contesto sciamanico ritualizzato! Non lo aspetta una magnifica avventura ma la disgregazione della propria mente. I sensitivi visualizzano l’aura dei tossici come grigiastra e morta. Le droghe, in particolare quelle chimiche, uccidono l’energia vitale e in luogo di visioni producono allucinazioni patogene.

Nell’iniziazione vengono spostati i confini tra materia e spirito, soggetto e oggetto, dentro e fuori, energia densa e sottile, come avviene nel Buddhismo tantrico o tibetano, che implicano grandi destrutturazioni della realtà psichica.
Si parte da tecniche apparentemente fisiche e si arriva a effetti trasformativi profondi.
Sotto la guida dello stregone, Castaneda si apre a nuove percezioni e le sue esperienze diventano strane, abnormi, aliene, gli producono disorientamento e nausea e anche un vero terrore, mentre Don Juan ride di lui e della sua ignoranza.
Dapprima Castaneda si aiuta col mescalito, poi impara pratiche rituali atti a modificare il lavoro della mente senza la droga. Questo richiede un impegno fortissimo, è una via di esperienza dove si può solo essere testimoni o protagonisti.
Lo stregone gli dice: “Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore/ Lungo questo io cammino /e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza”
( y la unica prueba che vale es attraversar to su largo!) “E qui io cammino guardando, guardando senza fiato!” ( y por hai recorro, mirando, mirando sin aliento!
)”

All’inizio c’è solo la contemplazione, limitarsi a guardare. Non si può far altro, si guarda la direzione della strada e si dà testimonianza di quello che si vede. A più riprese lo stregone fa entrare Castaneda in stati di coscienza modificata che gli fanno percepire realtà non ordinarie.
Castaneda penetra in altri esseri, animali o piante, corvi o peyote, impara a volare o a diventare invisibile.
L’ALLEATO è l’energia che prende una forma di animale o vegetale per aprirgli altre esperienze.

Ritroviamo qui un equivalente delle siddhi indiane del 4° chakra, o chakra del cuore: essere invisibili, entrare nel corpo di un animale, volare…

La prima prova sembra semplice: i due sono nel patio della povera casa dello stregone e questi dice a Castaneda di cercarsi il “suo” posto, il posto dove si sentirà forte e sicuro, e poi se ne va. La cosa sembra senza senso, Castaneda impiega 6 ore per cercare, in quei pochi metri quadri, questo “suo” posto di cui non ha nessuna idea. Si mette in tutte le posizioni, si sdraia, si rotola, sentendosi sciocco e stanco, ma non cede. Alla fine, a forza di storcersi e guardare sopra e sotto e di lato, intravede nell’aria sopra il pavimento due punti, una piccola luminescenza verde (energia buona) e una piccola luminescenza rossa (energia cattiva). Quando sta nel secondo punto si sente male, gli si rizzano i capelli e le mani gli diventano artigliate. Ma nel primo cade in un sonno profondo. Il sito buono è il luogo del suo benessere, il semplice fatto di stare lì lo fa stare bene, accresce la sua conoscenza e il suo equilibrio.
La sua ostinazione paziente ha avuto un risultato, il premio della ricerca sarà ogni volta “vedere” l’energia. Ma nessun progresso è facile. Ci sono progressi che arrivano dopo anni di sforzo.
Carlos ha paura e allora lo stregone gli dice: “Così hai paura? Non c’è nulla di nuovo nell’aver paura. Non pensare alla tua paura, pensa alle meraviglie del vedere. La tua ragione non è la paura.. Il modo migliore per vivere è vivere come un guerriero. Preoccupati e pensa prima di prendere una decisione, ma una volta deciso segui la tua strada libero da preoccupazioni o pensieri. Ci saranno ancora milioni di altre decisioni ad aspettarti”.

Un altro ostacolo è l’attaccamento all’ego; quando si cerca di riportare tutto a sé stessi la strada si ferma e il cammino non procede, il movimento verso se stessi è contrario al movimento in avanti.
C’è nella mente una forza progressiva ma anche una forza conservativa. L’evoluzione richiede un certo grado di spersonalizzazione. Bisogna saper lasciare indietro l’io vecchio e non è facile.

Don Juan è maestro della magia dei Toltechi, grandi guerrieri di una civiltà guerriera, insegna dunque al suo allievo a “diventare un guerriero spirituale“, addestrandolo come se dovesse andare alla guerra e insegnandogli a essere “vigile, con giusto timore, rispetto e assoluta sincerità”.
Per procedere l’iniziato ha bisogno di “un ALLEATO”, ma la droga non è un buon alleato, il mescalito è veloce, produce rapidi movimenti di coscienza, ma è infido e pericoloso, non è controllabile, occorre suscitare un “alleato interno”, una precisa disposizione dell’energia, l’INTENTO, solo l’intento porterà l’uomo oltre i confini di sé, aprendo il contatto con una energia universale, ma questo è un lavoro lungo e paziente che nessuno ha voglia di fare, perché ognuno è pigro, non ama lavorare su se stesso e cerca miracoli veloci e a buon mercato.
Più veloce il miracolo, più inconsistente. Ciò che non cambia nel profondo non trasforma affatto. Ma l’uomo è impaziente e la ricerca è faticosa, è un lavoro di pazienza e di ostinazione, che solo pochi riescono a reggere. Il giusto adepto è quello che è più forte degli altri, si impegna più a lungo, dà tutto se stesso, resta umile, non si perde al primo ostacolo, non si ferma mai. Solo la sua pazienza e la sua purezza raggiungerà alla fine un sapere esoterico, cioè limitato a pochi, indicibile, interiore, modificativo, un sapere d’anima, non trasmissibile e inesplicabile.
Ogni cosa di grande valore comporta un gran costo in termini di energia, e il costo dei veri beni non ha un prezzo economico, è un costo interiore che impegna profondamente il cuore, richiedendo dedizione totale, lungo tirocinio, capacità di affrontare il dolore e grande pazienza.

Quando Castaneda trova il “suo” posto nel patio, ha realizzato una conquista personale. Lo stregone avrebbe potuto dirgli subito quale era il posto giusto, tanto che lo aveva segnato da subito con una piccola pietra, ma il buon maestro non è quello che dà la soluzione, è quello che spinge a cercarla. Il novizio deve trovare cercando perché ciò che non entra nella sua esperienza non entra nella sua vita, la ricerca fa parte del risultato, e senza ricerca personale non si trova nulla che abbia significato. Solo ciò che esce dal nostro travaglio, dai nostri errori, dal nostro sforzo, diventa “POTERE”, e quello è l’unico “SAPERE” vivente perché è il potere dell’energia.
A volte potere e potenza si mescolano e abbiamo cattivi stregoni, molto potenti ma molto pericolosi, che possono plagiare gli altri e farne dei servi, creature affascinanti ma infide come serpenti. Il maestro non deve essere piacevole. Il maestro deve essere duro, così farà scappare i falsi allievi.

Il percorso iniziatico che l’allievo deve compiere è molto difficile e implica la perdita di tutte le sue sicurezze, la sua destabilizzazione estrema, dunque la paura della morte. La conoscenza è terribile, ma cosa più terribile ancora è vedere un uomo senza conoscenza, perché costui vive vegetando in un sonno profondo, in uno stato di nescienza, simile a un morto vivente. Un uomo senza conoscenza è un uomo senz’anima, può avere potenza sul mondo ma non ha potere sul proprio mondo e agisce infine contro l’uomo stesso perché lo illude e lo addormenta. L’uomo che sviluppa la Vera Conoscenza ha invece il giusto potere e lo esercita su se stesso e in aiuto agli altri.
L’uomo vive per imparare, è lo scopo che ha avuto in sorte ma non impara mai ciò che si aspetta di trovare.
Ogni passo verso la conoscenza è una fatica nuova verso l’ignoto, nella trasmutazione di se stesso e dunque nell’abbandono di ciò che non serve più. Per questo tanti si fermano alla prima cosa che imparano diventando fanatici di quella, con una nuova forma di radicamento. Imparare è fatica, la fatica è più grande della bellezza, ma se l’uomo fugge da questo compito, o per terrore, o per stanchezza, per pigrizia, superficialità o presunzione, non vedrà mai la bellezza.
L’iniziato deve sfidare la paura del cambiamento e della morte, deve vincere l’inerzia, superare la pochezza, rendere più forte l’intento, solo così acquisterà la vera consapevolezza e diventerà un vero guerriero.

Un altro ostacolo è LA POTENZA, cioè l’uso del potere per gestire gli altri ed aumentare il proprio EGO. Solo colui che rifiuta la potenza esteriore per il potere spirituale e capirà che egli è solo uno strumento dell’energia, diventerà “Uomo di Conoscenza“.
Solo alla fine si evidenzierà “l’escogìto“, l’eletto, colui che è stato scelto, l’iniziato.
Essere guerrieri è una forma di autodisciplina in cui l’uomo ha profondo rispetto per tutto ciò che inerisce alla conoscenza “in quanto nel suo percorso si confronta con l’Ignoto ed è egli stesso un Ignoto.”
La paura è necessaria perché dà il senso della grandezza di ciò che si sta facendo; chi non ha paura è nell’incoscienza, la paura genera rispetto della vita ed è necessaria come la morte.
L’iniziato è colui che sta per cambiare e la morte è il supremo cambiamento che ostacola tutti i cambiamenti, ma senza di questi non c’è crescita, non c’è evoluzione.
Ogni nostro mutamento si nutre di piccole morti, non essere più quello che si era prima per diventare più evoluti di quel che eravamo.
Per questo l’iniziato sa che la morte gli cammina a fianco e che per trasformarsi deve morire. “Nel suo cammino il guerriero è solo e procede attento, oltre i suoi limiti, equilibrando terrore e ammirazione.

Ma perché entrare in mondi paralleli?” chiede Castaneda e Don Juan risponde: “Perché sei una creatura magica di consapevolezza, il cui viaggio evolutivo è stato momentaneamente interrotto da forze esterne che hanno trasformato gli uomini in vortici e li hanno fissati nel loro girare attorno”, perché noi partiamo da confini angusti ma miriamo all’assoluto, in quanto siamo creature di luce.
Energia interna ed esterna possono unirsi creando l’insperato. Il fine del viaggio è l’ampliamento della coscienza.

Don Juan dice che nella stregoneria c’è una parte concreta, di rituali e tecniche, e una parte astratta, che è la ricerca della libertà, la libertà di percepire senza condizionamento tutto quello che è possibile percepire, percepire l’essenza energetica delle cose, vedere.
Non ha molta importanza che il viaggiatore sia già un sensitivo, importa che arrivi alla purezza del guerriero, col giusto lavoro del tempo e con la totalità di se stesso. Non è lui che procede verso il sapere, è il sapere che lo cerca e che lo trova se resta puro. Occorre che egli sia fluido, duttile e non rigido, che sappia abbandonare gli schemi percettivi e conoscitivi, e si apra lasciando il riflesso distorto delle sue idee; occorre che si abbandoni al nuovo che si rivela, tenendosi vigile ma duttile, paziente ma inflessibile, mettendo da parte ciò che non comprende e lasciando che tutto si faccia chiaro nella necessità del tempo.
Il suo dovere è l’impeccabilità.
L’azione più umile è significativa se rafforza la sua impeccabilità.
Impeccabilità vuol dire perfezione.
Con la perfezione l’energia si focalizza e diventa una forza formidabile che raggiunge il sapere, e il sapere non significa nulla se non diventa ‘potere’ cioè trasformazione.
Perfezione vuol dire dare importanza a ciò che si fa e non essere mai superficiali, cialtroni, frettolosi, impazienti o pigri.
Qualunque cosa deve essere fatta bene.

Lo sciamanesimo è un sistema magico. Qui la parola più semplice può produrre molto se diventa energia pura, mentre il sistema più sapienziale resta morto se cade in un’anima morta.
Ma se il potere esterno e il potere interno si incontrano e si alimentano possono nascere grandi cose.
Parola o azione o rito non sono magici di per sé, ma solo se entrano nel fuoco dell’anima e la trasformano.
Un’ostia è solo farina e acqua, è solo pane, ma l’ostia assunta dal puro durante la Messa ha nella sua anima una forza catartica immensa. Nulla senz’anima. Il mondo senz’anima è una cosa morta.

Lo stregone insegna a Castaneda a “MODIFICARE LO SGUARDO” accorciando la messa a fuoco: occorre camminare fissando l’aria o guardare con la coda dell’occhio, così da cogliere gli impercettibili guizzi di ciò che si muove fuori dalla nostra portata visiva.
In questo modo si può cominciare a vedere le luminescenze che circondano i corpi fisici, cioè le aure sottili.
Se il guerriero cancella la propria storia personale, le proprie aspettative, i propri schemi egoici, le abitudini interpretative, le percezioni ordinarie… se è attento e aperto, coraggioso e paziente, allora gli può accadere di superare lo spazio e il tempo e l’apparenza delle cose e può diventare ciò che realmente egli è: un essere luminoso in un mondo luminoso.
Vedere l’energia vuol dire vedere ‘con’ l’energia e ciò che appare è il corpo splendente della vita.
Quando l’uomo libererà la sua consapevolezza dai legami d’ordine sociale, l’intento potrà avviarla su una nuova via evolutiva”.

Noi siamo a un passo di distanza dal mondo. Tra noi e la realtà vera c’è il VELO DI MAIA, di cui parlano le tradizioni indiane, il compito è squarciare il velo che ci separa dall’energia assoluta così da contattarla direttamente.

Nessuno nasce guerriero, guerrieri si diventa lentamente e non basta una vita. Per questo compito dobbiamo usare molte intelligenze.
Lo stregone Don Juan insegna: “Noi pensiamo con la testa che è il centro della ragione ma sentiamo con il cuore.” La volontà sta sotto l’ombelico: “Noi sogniamo col fianco destro e vediamo col fianco sinistro.”
Solo l’esperienza convincerà la ragione e gli atti della volontà ci porteranno a vedere ciò che veramente siamo: esseri luminosi, percettivi, consapevoli, e senza limiti…
Il mondo degli oggetti apparenti, il mondo come ci appare, è solo una rappresentazione ma non esaurisce tutta la realtà, è solo ‘una’ costruzione della mente in cui restiamo intrappolati così che poi siamo incapaci di uscirne per vedere le cose in un altro modo e, quando ci accade di avere dei flash diversi di percezione, li scartiamo o rimuoviamo perché non sono inseribili nell’ordine noto. Ma il mondo che percepiamo è illusorio proprio perché è artificiale.

“Noi, dice lo stregone, siamo nati con due anelli del potere, la ragione e la volontà; se usiamo solo la ragione per creare un mondo, essa poi non ne vorrà altri, solo la volontà può fare esperienze che possono aprirci a conoscenze diverse”.
Lo stregone usa la volontà in senso magico, come spada di energia in un mondo di energia, cambiando la sua visione.

La realtà è formata da due parti, IL TONAL e il NAGUAL.
Il Tonal è il principio di coscienza, che nel neonato è solo potenziale; crescendo, l’io a poco a poco costruirà il mondo; il Tonal è il principio che organizza, codifica e configura gli oggetti di conoscenza, è l’io che conosce ovvero il principio di coscienza con i suoi contenuti.
Il Tonal prende il materiale della realtà assoluta e lo elabora trasformandolo in rappresentazione personale, ordina il caos, e dalla vacuità dell’indifferenziato trae il mondo della realtà conosciuta.
Senza il Tonal nulla di ciò che chiamiamo mondo esisterebbe, esso è l’energia che crea il mondo come conoscenza e oggetto conosciuto. Ma a un certo punto diventa geloso e totalitario e pretende che tutta la realtà sia ciò che ha elaborato, come se un ragno pretendesse che la sua tela comprendesse il mondo intero.
Tutto ciò che siamo, tutto ciò per cui abbiamo un nome, tutto ciò che facciamo o sappiamo è Tonal.
Ma non possiamo pretendere che esso esaurisca l’intera totalità dell’essere.
La costruzione operata dal Tonal, cioè dal nostro principio di coscienza, comincia con la nascita e finisce con la morte.
Il Tonal ha la funzione di creare il mondo secondo le proprie leggi ma diventa sempre più dispotico e assolutista.
Il Tonal è ciò che conosco, è l’isola della mia coscienza, la mia realtà, l’insieme dei contenuti di consapevolezza, l’azione continua di costruzione della realtà.
Il Tonal pone in essere tutto ciò che siamo e sappiamo.
Questo insieme conoscitivo è come un’isola; l’isola è la fetta di realtà che crediamo totale. Alcuni hanno realtà più ampie, altri meno, le isole non sono simili, e ognuno vede solo la propria, ha il proprio territorio di conoscenza.
Il Tonal è come una tavola apparecchiata, su cui alcuni hanno più cose, altri meno.

Il Nagual invece è l’ignoto, tutto ciò con cui non abbiamo a che fare, che non conosciamo, che non immaginiamo nemmeno, tutto quello che cade fuori dalla nostra consapevolezza, che non è messo a fuoco dal nostro sguardo, il pensiero che pensa fuori di noi, la parte di realtà per cui non abbiamo percezione, né descrizione, o parola o sospetto.
Tutto questo avviene dentro o attorno alla mente. Ma anche la mente è un elemento della tavola e anche l’anima è un elemento della tavola e anche i pensieri sono un elemento della tavola. Anche Dio è sulla tavola, se penso a Dio.
Il Tonal è tutto ciò che penso sia il mondo, compreso l’io e Dio, è la totalità dei pensieri che penso, il conoscibile in quanto entra nella mia mente.
Il Nagual è invece ciò di cui non sono cosciente, il pensiero che fuori di me si pensa, la realtà a me inconscia, tutto ciò che non appare nell’arco del mio sguardo, che non entra nella mia consapevolezza, la realtà oscura oltre la soglia di ogni possibile percezione e idea.

Ognuno di noi ha una zona di realtà abitata, controllata e conosciuta, un’isola coi suoi confini, ma il Guerriero andrà oltre i confini, entrerà nel Nagual, diventando ‘nagual’ egli stesso, dunque sciamano, affrontando l’ignoto.
Il Nagual è l’energia che può essere a servizio del guerriero, che ne può essere testimoni ma non ne può parlare, è indicibile perché non sta sulla tavola ma fuori di essa. Là il potere si libra.
All’istante della nascita siamo tutti Nagual, realtà inconscia, poi il Tonal comincia il suo paziente lavoro per delimitare il mondo, per ritagliare l’isola del conosciuto.
Dall’oceano inconscio iniziale comincia a individuare una zona di controllo che è la nostra realtà di coscienza; alla fine questa cresce e si sviluppa tanto da negare che l’oceano inconoscibile esista e la volontà le crede perché non vuole aver paura.
Ma il Guerriero abbandona ogni sponda sicura e sfida l’oceano, si immerge nella conoscenza totale col rischio di essere travolto, perché il Guerriero sa che la nostra isola è una realtà piccolissima rispetto alla realtà assoluta e il Guerriero, sopra ogni altra cosa, è curioso. La curiosità in lui vince la paura. Perché fa questo? Perché la sofferenza di non sapere è per lui troppo forte, perché non sopporta i propri limiti, per un amore irrefrenabile di libertà.

Quando noi viviamo solo in ciò che siamo, senza andare oltre, finiamo col soffrire un senso di incompletezza, di insufficienza, una inquietudine che a volte diventa lacerante, siamo depressi e angosciati, qualcosa ci chiama oltre il conosciuto, soffriamo un senso di mancanza.
Non è facile vivere solo nel Tonal, perché la nostra stessa natura è infinita e anela a qualcosa che sta oltre, anela all’infinito.
Se questo cammino non avviene, qualcosa muore dentro di noi e noi non stiamo più vivendo, stiamo vegetando, ci ripieghiamo su noi stessi nella ripetizione del nostro conosciuto, smettiamo di evolvere.

L’uomo ha tre facoltà, la capacità di creare, di conservare e di trasformarsi.
Se resta a un livello di mera conservazione, qualcosa dentro di lui comincia a soffrire e a morire.
L’amore è la prima forma di trasformazione, la conoscenza è un’altra grande via, lo sciamano intende ciò che fa come una via del cuore, che non coinvolge solo la sua mente ma tutto il suo essere.
Su chi lo avvicina eserciterà l’amore con vari mezzi: la guarigione dalla malattia, l’insegnamento liberatorio, la protezione contro le forze pericolose, l’evoluzione delle energie, perché ogni immobilità è morte.

Ogni cultura non ha fatto che occuparsi di Tonal e Nagual chiamandoli in molti modi: coscienza e inconscio, materia e spirito, mondo e Dio, Atman e Brahman, Tonal o Nagual, Io e Non Io… Noi riusciamo a fare coppie solo di ciò che appare sulla tovaglia, ma in fondo nessuna coppia esiste, né Tonal né Nagual, la realtà è una sola, energia che appare o non appare.

Il Nagual non lo vediamo ma il Nagual ci chiama, noi ne sentiamo la mancanza, esso è innanzitutto proprio questo senso di mancanza, la sua presenza è l’assenza, come il Dio ignoto di cui S. Agostino dice: “Quando io non ti conoscevo, tutto il mio essere aveva sete di te, tu eri questa sete”.
Come Jung aveva fatto scrivere sul frontone della sua casa: “Vocatus aut non vocatus Deus aderit”, “Chiamato o non chiamato il Dio sarà presente”

Noi non possiamo dire cosa sia il Nagual, così come un taoista non può dire cosa sia il Tao e “Il Tao che si chiama Tao non è più il Tao”, perché ciò significherebbe porlo sulla nostra tavola, nominandolo lo faremo essere altro da sé. Non sarebbe più l’inconoscibile.
Anche nel Buddhismo tibetano il mondo che conosciamo è una realtà virtuale, una proiezione del pensiero. Il pensiero può elaborare mondi e può creare o cogliere fasce di realtà diverse che corrispondono a elaborazioni mentali, ma ogni mondo non è in fondo che una costruzione mentale, una realtà ideale.
Il mondo è apparizione o rappresentazione.
L’uomo comune crede che questa sola sia la realtà oggettiva e che ogni altra realtà sia virtuale, ma lo sciamano sa, perché lo sperimenta, che le realtà possono essere molte e tutte possono sembrare vere e oggettive.

Nel Buddhismo tibetano la ruota delle vite è divisa in sei spicchi, ognuno dei quali corrisponde a una sfera di realtà, che è insieme un tipo di esistenza e un tipo di rappresentazione, ognuna è allo stesso tempo un modo di vedere il mondo e un mondo.
Ciò che uno è determina ciò che vede e viceversa.
Ogni fascia di pensiero, ovvero ogni fascia vibrazionale, individua una posizione dell’energia e un tipo di realtà percepita.
Le sei fasce vibrazionali buddhiste sono sei modi simbolici cui l’energia originaria può vibrare. Ogni vibrazione crea esseri che vedono il mondo in un certo modo, dunque vivono e sono in mondi diversi.
Queste sei fasce sono chiamate LOKA e sono: esseri infernali, spiriti affamati, animali, uomini, divinità gelose, divinità celesti.
Un giorno, presso un fiume, si incontrarono i rappresentanti delle sei Loka. Ognuno vide una cosa diversa: l’essere infernale vide fuoco e ghiaccio, lo spirito affamato vide carne e sangue, l’animale animali e pesci, l’uomo acqua da bere, il dio geloso un campo di battaglia, il dio celeste un paradiso di luce. Ognuno vide secondo ciò che e e vide il mondo per come lui era.”

I Toltechi di Castaneda parlano di 48 forme di struttura organizzata, ognuna con un colore dell’energia prevalente, per es. l’aura delle piante è rosa-giallina, quella degli insetti è verdognola…
L’aura umana ha colori fluorescenti, forti ma sottili, come i colori della luce al neon. Il tono prevalente e anche il più facile a vedersi, per la sua maggiore intensità, è quello dorato, per questo la radiazione umana si chiama AURA, luce dorata.

Il veggente vede i colori della consapevolezza, come sfumature ambrate, di un leggero rosa o verde o azzurro, come lampi o fuochi pallidi, fluorescenti o evanescenti, flash rapidi e non persistenti, movimenti o baluginii.
Con un certo allenamento dello sguardo è possibile per noi svegliare questa seconda vista, almeno per quel che riguarda le fasce di radiazione più vicine alla frequenza del corpo materiale.

(segue in http://masadaweb.org/2010/08/12/masada-n%C2%B0-1178-carlos-castaneda-la-presunta-visione-tolteca-parte-seconda/)
..

http://masadaweb.org

22 commenti »

  1. grande viviana !!!!
    grazie infinite per questa splendida sintesi.
    viva carlitos, viva don juan e tutti i liberatori delle coscienze.
    ciao
    Leonardo

    Commento di MasadaAdmin — agosto 10, 2010 @ 6:29 pm | Rispondi

  2. Viviana puo’ fare cio’ (una sintesi meravigliosa come questa)perche’ lei stessa e’ Sciamana !!:-)) forse lei stessa ancora non lo sa ma lo e’ !!

    Secondo molti ricercatori e antropologi le antiche popolazioni indigene cosidette “native” del nord e sudamerica provengono dall’altipiano tibetano, parliamo di migrazioni di centinaia di migliaia di anni fa, troppe sono le similitudini: dai caratteri somatici, alle combinazioni dei colori nei tessuti, e sopratutto al forte sviluppo dello sciamanesimo, nella ricerca e realizzazione dell’occulto ( a noi !!)che in queste popolazioni viene spontaneo e naturale !!

    un libro interessante:
    “Mistici e Maghi del Tibet” Alexandra David Neel

    Commento di juan miranda — agosto 11, 2010 @ 4:20 am | Rispondi

  3. …Sorry….ho finito di leggere la pagina…..LO SA’ ..LO SA’ …Viviana sa’ di essere Sciamana, d’altronde e’ impossibile rendere comprensibile e trasmettere quanto sopra se non sei diventato quello che dici.

    Commento di juan miranda — agosto 11, 2010 @ 4:34 am | Rispondi

  4. Viviana carissima….mi permetto di darti un consiglio: molla la politica, il sociale ecc….non farti il fegato amaro e torna a ricongiungerti al filo d’oro a cui eri collegata in passato !! L’Evoluzione e’ come uno schiacciasassi ..popolazioni, culture che non stanno al passo vengono cancellate naturalmente !! Quanti sono scomparsi nei millenni fino a oggi ?? Una forte avanguardia puo’ cambiare le cose, puo’ trainare una societa’ di ebeti e ignoranti, poche persone perdono solo tempo…. e loro stessi !!

    Tempo fa chiesi personalmente al Dalai Lama come e’ stato possibile che il Tibet con un Potere Occulto enorme (forse il piu’ potente sul pianeta !) sia potuto finire cosi’ ?? Il Dalai Lama mi rispose che stanno pagando il karma e l’attaccamento ad una societa’ feudale quale era il Tibet !!

    Commento di juan miranda — agosto 11, 2010 @ 4:55 am | Rispondi

  5. Ciao Juan
    come racconto in altri numeri di Masada, che puoi trovare a lato nei Masada consigliati, sono stata una sciamana naturale per 29 anni, poi tutti i presunti “poteri” sono scomoarsi di colpo, dopo l’uso di una piastrina magnetica contro le infestazioni e non sono mai più tornati

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 11, 2010 @ 6:11 am | Rispondi

  6. Ciao Viviana, …una piastrina magnetica *?? contro le infestazioni di cosa ??
    La perdita dei poteri puo’ essere pure il segnale di essere passati o evoluti ad un piano piu’ elevato piu’ sottile dove i poteri sono solo un fardello ! Non abbiamo bisogno di poteri dobbiamo essere naturalmente IL POTERE !!

    * Gustavo Rol vedeva nel colore verde lo sfacelo !!

    Ciao,
    Juan

    Commento di juan miranda — agosto 11, 2010 @ 10:51 am | Rispondi

  7. Caro Juan
    erano delle piastrine magnetiche tipo quella di sky, ognuna con la sua frequenza, le vendeva a 30 euro l’una un vecchio raioestesista di Udine, con cui ho fatto sei corsi di radioestesi, che racconto in una serie di masada sempre in http://masadaweb.org , ce n’erano per smettere di fumare e sembra funzionassero, facevano diventare prive di gusto le sigarette, ce n’erano per dimagrire. La mia doveva servire per eliminare le infestazioni di entità non umane, nel mio caso spiriti di morti di morte violenta e suicidi che mi circondavano e che sono stati il motivo principale per cui ho fatto di tutto per perdere questi poteri. So che in India, paese dove tu abiti, le sinni appartengono a un grado meno evoluto di sviluppo umano e vorrei anche io che fossero scomparse perchè sono passata a un livello superiore, ma, visto come mi incazzo con chi mi dà torto, dubito molto che sia il mio caso.
    Bisognava metterla su un rettangolo aureo disposto verso nord su cui si poneva anche la propria foto. Normalmente io non faccio riti e non uso questi sistemi, comunque, era talmente grande il desiderio di non subìre più le apparizioni di queste entità che ho seguito i consigli, e in effetti qualcosa deve essere successo, perché dal momento in cui ho usato questa piastrina ogni effetto paranormale è totalmente scomparso.
    Ho fatto anche la controprova distruggendo il rito che avevo fatto, ma i poteri non sono tornati mai più, e, come ho subito detto di questa scomparsa, è scomparso anche il flusso continuo di persone che venivano da me da tutta Italia per farsi leggere il destino. In quel tempo io vedevo la loro storia come se passasse in una televisione che avevo davanti agli occhi. Poi anch’essa si è chiusa e ion non ho visto più
    nulla.

    In quanto a Rol, non l’ho conosciuto direttamente, ma ho scritto un Masada su di lui e non mi risulta che considerasse il verde come il segno dello sfacelo, piuttosto fu la chiave per fargli capire di colpo le analogie del creato, per es, tra colore e nota musicale, e fu la chiave con cui penetrò i segreti dell’energia e fu in grado di fare delle modificazioni di questa

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 11, 2010 @ 1:12 pm | Rispondi

  8. ciao viviana, forse i tipi che vedevi erano “alleati” e hanno capito la tua intenzione di rimanere tranquilla.
    rispettandoti, si son fatti da parte.
    mi sembra però che il “potere” sia nel “silenzio interiore”, quello capace di arrivare alla rinuncia del sè.
    puoi quindi ricominciare…se ti interessa.

    un caro saluto
    leo

    Commento di leonardo — agosto 11, 2010 @ 3:59 pm | Rispondi

  9. Caro Leonardo
    non credo proprio di aver visto degli alleati.
    Una volta, a Riccione, al convegno delle Mediterranee, dove si radunano molti tipi strani da tutto il mondo, ho incontrato uno sciamano messicano. Era seduto tranquillamente sul divanetto della piccola pensione dove ero anch’io e fu proprio un’apparizione: seminudo, col corpo abbronzato e muscoloso, i capelli lunghissimi, bellissimo per quanto non fosse proprio giovane e fosse nato con un solo occhio. Avrebbe fatto per noi uno spettacolo, una danza del fuoco, con dei compagni quella sera nel teatro, mentre una antropologa, Agnese Sartori, spiegava in cosa consistesse quel rito sacro.
    Mi fissò e mi disse nel suo spagnolo fluente: “Siamo spiriti di luce e veniamo di lontano. E questo non è un incontro, è un appuntamento”.
    L’amica che era con me era molto emozionata e allora, per attaccar discorso, gli disse che io vedevo i fantasmi dei morti. Io avevo giusto una di queste infestazioni in casa e lui mi regalò una specie di incenso molto greve, spiegandomi che chi moriva suicida o di morte violenta, restava in qualche modo attaccato a questa Terra e rimaneva in uno stato di sofferenza infinito, succhiando energia dai viventi.
    Io vedevo questo fantasma nel soppalco del mio salotto. Lui mi disse di andare al centro della stanza e di bruciare quell’incenso per purificarla, dovevo alzare e abbassare l’incenso invocando il dio del Cielo e quello della Terra, poi dovevo fare un giro in senso orario, cominciando da est, invocando gli dèi dei 4 angoli della Terra e infine dovevo tornare al centro della stanza, ponendovi un frutto, una coppa piena d’acqua e una candela accesa. Disse:
    “Lo spirito è affamato, mangerà l’essenza del frutto che sembrerà lo stesso ma sarà privo del suo sapore.
    Lo spirito è assetato, berrà l’essenza dell’acqua, che sembrerà la stessa ma sarà priva del suo spirito.
    Lo spirito infine vive nel buio, la fiamma della candela lo guiderà dove deve andare”.
    Io mi rammaricai di non avere con me qualcosa da regalargli in cambio. Non feci mai il rito sciamanico, perché non amo i riti e non ne faccio, ma si vede che qualcosa funzionò lo stesso, perché quando tormai a casa, lo spirito era sparito.
    Queste forme apparivano per pochi istanti, non erano tutte umane. Quando non lo erano, erano terrificanti o molto strane. Quando erano umane, si portavano appresso un’aura di dolore che tutti avvertivano come se nella stanza fosse entrata della depressione. Erano forme dolorose che divoravano l’energia delle persone. Io mi sentivo come risucchiata dalla loro energia vampirica. Non ho mai comunicato con loro e ho fatto di tutto per eliminarle dalla mia percezione.
    Credo di avere avuto una frequenza speciale che le attirava, ci sono stati due casi di suicidio tra i nonni, e io stesso per molta parte della mia vita ho desiderato suicidarmi. Credo di avere avuto due morti violente nelle vite precedenti. E questo può aver dato alla mia energia una frequenza che attira energie simili, di persone violente, di fantasmi morti di morte violenta, di persone vive prossime al suicidio, di fantasmi di morti che si sono suicidati.
    Ho avuto il raro talento che, quando le vedevo, se c’era nella stanza qualcuno che aveva delle facoltà medianiche, anche latenti, le vedeva anche lui, senza che io ne facessi parola.
    Una volta nel gruppo del martedì c’erano due signore che vedevano allo stesso tempo quello che vedevo io, e si mandavano bigliettini per dirselo, molto eccitate per questo fatto di avere delle visioni paranormali. Una volta videro insieme un guerriero con l’armatura che stava dietro le mie spalle, un’altra volta un bambino seminudo che stava seduto sul soppalco e penzolava le gambine fuori della ringhiera.
    Il fatto che altri vedessero quello che vedevo io (non tutti ovviamente) credo sia stata una dote molto rara, perché non l’ho mai sentita raccontare da nessuno, e rendeva le mie visioni in qualche modo ‘oggettive’, facendole uscire da una percezione solipstica e allucinatoria.
    Liberarsi da queste forme vampiriche, credimi, è una liberazione, anche se ha comportato almeno un ventennio di aiuto a persone disperate o in crisi di coscienza.
    Ma sono felice che tutto questo non mi appartenga più. Adesso ho una vita più tranquilla e non ho più tanta paura.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 11, 2010 @ 4:29 pm | Rispondi

  10. Interessante Viviana quello che scrivi !! Il suicidio infatti non e’ MAI una soluzione, uno spera di finirla ma invece rinnova nella vita futura la stessa esperienza, gli stessi ostacoli gli si riparano davanti ancora !! La Vita e’ uno sforzo, vivere puo’ essere difficile, gli ostacoli sono fatti per essere superati o non ci si toglieranno MAI davanti !! Una delle soluzioni con cui partire e non faticare in questa battaglia di Vita e’ appunto come dicono tutte le Tradizioni l’abbandono dell’Ego anche se qualvolta l’Ego puo’ essere d’aiuto, il troppo concentrarsi su noi stessi, ascoltare i movimenti della mente mai soddisfatta (certo mai soddisfatta perche’ non puo’ andare oltre, la mente e’ un limite anche se spesso puo’ essere di aiuto!!)la mente e l’Ego sono in simbiosi e creano paura nell’essere umano, perche’ sanno di essere piccoli e passeggeri e vogliono sopravvivere cosi’ creano paure e dipendenze, ….comunque vengo al punto, potrebbe essere Viviana che in una tua vita precedente ti sei suicidata, o l’influenza dei due nonni suicidi, bisogna anche considerare che ci sono esseri vitali, “formazioni vitali” create dalle stronzate che ci circondano che spesso si divertono alle nostre spalle creandoci scherzi e problemi che in un “silenzio interiore” come dice Leo dopo un po’ spariscono !! Dal mio punto di vista non bisogna dare troppa importanza e/o avere paura di questo (la paura e’ un richiamo, e’ un invito a cio’ che ci spaventa, e’ un desiderio piu’ o meno conscio a far accadere cio’ che ci spaventa !) Tutto cio’ che riguarda l’Occulto in India lo chiamano Tantrismo e non e’ mai consigliato (lo dicono pure Castaneda e Don Juan) avvicinarsi senza una guida esperta ! Ma se ti ci trovi in mezzo come era capitato a te in quello che dici….capisco che possono essere stati cacchi ….

    Viviana …INCAZZARSI e’ segno di salute spirituale non e’ negativo, ho conosciuto e conosco Maestri che si incazzano e bestemmiano come delle iene !!
    Il grande Ramakrishna una volta meditando con il suo giovane discepolo Vivekananda sentiva che la mente dell’adepto divagava…prese una pietra li’ vicino la sbatte’ sul terzo occhio nella fronte del povero Vivekananda urlando: QUI’ DEVI CONCENTRARTI …QUI !!

    Il rituale dell’incenso che descrivi per liberare l’ambiente da entita’ girovaghe e’ praticato identico anche in India, l’ho visto fare con i miei occhi….e in molti di questi rituali molta importanza ha pure il respiro e il soffio che lo sciamano/a spesso fa verso il cibo, o l’acqua o il fumo dell’incenso…..

    Vado a letto ciao e un abbraccio

    Juan

    Commento di juan miranda — agosto 11, 2010 @ 6:43 pm | Rispondi

  11. Buongiorno Viviana, a proposito di spiriti, fantasmi, entita’, spiriti guida ecc… bisogna andarci coi piedi di piombo nel senso che non bisognerebbe dargli importanza e non seguire le loro direttive, cio’ che dicono ecc…….il mondo dell’Occulto e’ pieno di formazioni, entita’ di ogni tipo, come parti dell’essere di qualcuno gia’ morto, entita’ tipo folletti che si divertono a prendere in giro facendosi passare per gente morta o per Napoleone, ci sono pure entita’ oscure con lo scopo di creare problemi alla gente, entita’ positive che cercano di fare muro alle oscure, insomma attorno a noi c’e’ un’autostrada di avvenimenti, situazioni invisibili ai nostri occhi, ma pure per loro la “vita” non e’ facile, Hitler per esempio aveva visioni quotidiane di un’entita’ oscura che si faceva passare per l’arcangelo gabriele, bellissimo luminoso fortissimo e terrificante diceva Adolf e che lo guidava e gli suggeriva sia direttamente che intuitivamente come muoversi nella guerra……ma un’entita’ positiva prese le sembianze di questo e apparve a Hitler dicendogli di conquistare la Russia avvisandolo che gli sarebbe apparso un’altro con stesse sembianze (l’originale malefico !) che gli avrebbe detto di fermarsi e che la Russia sarebbe stata la sua fine ma di non ascoltarlo e che lui era l”arcangelo originale !! Hitler era guidato, dopo la conquista lampo della Francia ando’ a Parigi, la resistenza gli organizzo’ decine di attentati ma lui faceva cambiare strada all’ultimo momento, perfino gli stessi tedeschi del seguito si meravigliavano di questi stravolgimenti improvvisi !! E d’altronde come si puo’ pensare che un popolo intelligente e pragmatico come quello tedesco si faccia comandare e portare allo sfascio da un marocchinetto isterico come Hitler se dietro quest’essere insulso non ci fosse stato “qualcos’altro ???

    (“il mattino dei maghi” di Pauwels e Bergier) cult, da leggere !!! che tu conoscerai sicuramente !!

    Vado a lavorare, CIAO
    Juan

    Commento di juan miranda — agosto 12, 2010 @ 5:13 am | Rispondi

  12. Ciao Juan
    non penso di essermi suicidata in una vita precedente, ma di essere morta di morti violente sì. Del resto una morte violenta mi aspetta anche in questa vita. Quando ricevevo il dettato automatico, vennero rivelazioni sul mostro di Firenze, con nomi e tutto, e le mandai in forma anonima a Vigna. Io non leggo mai la cronaca e mi sarebbe stato facile verificare se l’elenco di nomi di persone uccise che avevo ricevuto corrispondeva a quello reale, ma qualcosa mi ferma sempre dal fare verifiche. Forse temo, trovando riscontro nella realtà, di credere troppo alle mie rivelazioni, mentre lasciandole nell’incertezza, posso sempre pensare che siano mie fantasie allucinatorie. E’ la mia parte razionale che si ribella a quanto mi è successo, la stessa parte che ha lottato con tutte le forze affinché questa parentesi di paranormale cessasse finché è riuscita a chiuderla.
    Bene, l’ultimo nome in quel lugubre elenco di morti ammazzati era il mio, e la cosa mi turba ancora.
    In quanto a ciò che viene rivelato, ancora il dettato automatico mi disse una frase illuminante: “Anche nell’al di là ci sono ingannatori” e “Credi a tutto, ma come a un sogno”.
    Dunque non è dato all’uomo di avere assolute certezze su niente e il mondo dell’al di là è suppergiù come quello che conosciamo di qua: ci sono entità buone e entità cattive, ci sono spiriti che ingannano e mistificatori che si passano per ciò che non sono (non sapevo questi particolari su Hitler), ci sono forme illuminate e altre malvage, ci sono aiuti angelici e troll, poltergeist e demoni.
    Nel libro tibetano dei morti, Bar-do todol, si parla di queste forme ingannevoli che l’anima incontra dopo il momento del trapasso e che deve superare.
    Se uno pensa che entrare nel paranormale sia una passeggiata dove si incontrano solo spiriti di luce, occorre che si ricreda. E’ tutto più complicato, più pericoloso e più perturbante di quello che qualunque religione può insegnarti. Quel che si incontra è ogni sorta di strana forma e nessuno di noi è preparato e sa come difendersi. Certo, occorrerebbe inoltrarsi in questi strani mondo con una guida che ti aiuta, ma dove trovarne nella nostra civiltà arida e senz’anima, dove la maggior parte delle persone ti prende per pazza o mitomane e dove anche i preti, come i medici, sono senz’anima e negano qualunque cosa superi la gretta materia?
    Dopo che in sanatorio mi avevano detto che sarei morta entro due mesi per grave insufficienza respiratoria dovuta al fatto che sono nata erroneamente con 4 bronchi, ero entrata in uno stato di shock, e la notte vedevo delle forme biancastre tondeggianti, tipo grossi lombrichi volanti, forme vampiriche che aspettavano che dormissi per attaccarmisi al collo e suggermi la vita. Io credo che molti dei mostri che popolano le nostre saghe fantasy traggano la loro origine da reali forme esistenti in altre dimensioni intraviste in stati di trance. Ma io mi miracolai nel corpo, di colpo, da sola, senza fede e senza Lourdes, i bronchi tornarono ad essere due, come anche oggi sono, sparirono l’asma, la bronchite cronica e l’insufficienza respiratoria di cui soffrivo dalla nascita e da cui ho sofferto per 35 anni, e non morii in due mesi come i medici del sanatorio di Ornago avevano predetto, anzi continuai a vivere, senza più le patologie che mi avevano reso la vita impossibile e sono arrivata, sana, senza più asma né bronchiti, all’età di 68 anni. Il fatto non si spiega, né spero più che medici, psichiatri o preti possano spiegarmelo. E’ uno dei tanti fenomeni strani della vita e non posso che accettarlo. Del resto il 99% della vita è e resta inspiegabile, checché ne dicano i materialisti e noi, con tutto il nostro presunto sapere, non sappiamo un accidenti di niente.
    Però io non ho mai accettato che il miracolo di sopravvivere e di avere di nuovo un corpo sano si dovesse accompagnare alla ‘seconda vista’ con tutto quel che comportava, era cambiato il corpo ma era cambiata anche l’anima e io non avevo nessuna voglia di entrare in una percezione strana che solo pochi come me avevano e di cui il resto del mondo poteva prendersi beffa considerandomi una pazza o una contafrottole, cioè una spostata da rifiutare.
    Beh, ora tutto questo, deo gratias, è finito. Dopo una lotta di 29 anni contro il paranormale, il paranormale è scomparso.
    Ricardo Piana di Fuoriradio, che è anche lui un tipo strano e che vedeva la mia aura, predisse che tutto sarebbe tornato, ma io spero proprio che si sbagli. Non voglio più vedere i fantasmi dei suicidi che girano per casa, non voglio sentire strane mani fredde che mi toccano, o veder saltare in aria gli elettrodomestici o gli oggetti che si muovono o sentire strepiti di stoviglie invisibili che si fracassano o i mobili che crepitano al mio passaggio o le luci che ballano e le finestre che si spalancano o la porta di casa che si apre da sola nella notte. Amo essere normale, voglio invitare a casa mia solo chi desidero io e non vedere strane cose che volano in aria e minacciano di succhiarmi la vita, soprattutto non voglio questi esseri succhianti energia che mi hanno portata a una depressione durata 7 anni, da cui finalmente sono uscita con vigore e nuova passione nella vita.
    Tu dici che aver perso le facoltà è segno di evoluzione. Non saprei. Non credo ci siano regole certe per tutti.
    Dal 2001 ho lasciato i campi di studio di cui mi occupavo per volgermi a qualcosa di totalmente nuovo: la politica.
    Occuparsi di politica non mi sembra affatto una evoluzione, amareggia, fa incazzare, è depressivo, ti porta a litigare con un sacco di gente come quella che trovo su bellaciao.org/it che mi insulta in ogni modo possibile e mi amareggia. Ma ora il mio compito è questo e che lo faccia bene o lo faccia male, è questo.
    Certo non è così illuminante e gratificante come occuparsi di angeli o di spiritualità, è un campo ingrato di spine, ma ho sempre obbedito ai compiti interiori anche quando sono ingrati e amari, e alla fine troverò il modo di fare qualcosa di buono anche qui, anche se al momento non si vede come.

    baci, ti saluto
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 12, 2010 @ 7:53 am | Rispondi

  13. Ciao Viviana, a proposito di morti violente mi viene in mente qualcuno che conoscevo appena, che tempo fa ebbe un incidente stradale in moto di fronte casa, dopo 2 mesi di coma ne venne fuori, ci incontrammo per caso gli chiesi dell’incidente e mi racconto’ che subito dopo il colpo forte dell’auto si ritrovo’ a sedere sul cornicione della casa di fronte che guardava il suo corpo steso vicino alla moto e sua madre che urlava e piangeva su di lui, l’arrivo dell’ambulanza ecc….ma lui mi disse era tranquillo, guardava e non era toccato dagli avvenimenti che vedeva, poi mi disse che si “sveglio” nel letto d’ospedale, ma erano passati due mesi ! Un’altra in coma alcuni mesi che vedeva durante il coma un africano con tanti capelli ricci e vestito lungo arancione …..dopo a casa di un’amica ritrovo’ la foto di quel ‘nero’….era Sai Baba !! preciso che io non sono della linea di Sai Baba e questa ragazza me lo disse sapendo della mia vita in India ……..divento’ poi discepola di Sai Baba………
    C’e’ di tutto attorno sopra e sotto ….il mondo e’ energia pura che si manifesta e prende forme incredibili….tutto vuole il suo posto, percio’ vi e’ una lotta continua ….

    a dopo ciao ………

    Commento di juan miranda — agosto 12, 2010 @ 12:53 pm | Rispondi

  14. Ciao Viviana, bellissimo articolo ! Sempre molto interessante il tuo contributo alla conoscenza di fenomeni e mondi “altri”.

    Commento di Paola Lombardo — agosto 13, 2010 @ 5:58 pm | Rispondi

  15. Personalmente,pur non avendo ancora sviluppato alcun tipo di potere (anche se due volte mi sono apparsi,per poi fuggire rapidamente, alieni tipo -grigi-e dei quali parla anche domingo solorzano),mi sono ritrovato intorno ai 20 anni in una specie di -nebbia- che ha ribaltato completamente la mia visione del mondo:Ho perso ogni interesse verso le religioni (sono mosso anzi da un rifiuto istintivo e violento rispetto al cristianesimo e al cattolicesimo).Dopo un pò di tempo mi sono -imbattuto- in Castaneda. P.S. ho come il sentore che sia stato quello che don juan chiamava intento,a dirigere i miei passi fino a oggi,che ho 23 anni.Forse ho solo detto un mucchio di sciocchezze,tuttavia questa mi pareva la sede adatta.un saluto a tutti

    Commento di Antonio — agosto 15, 2010 @ 1:34 am | Rispondi

  16. Ciao Antonio
    le nostre percezioni non sono sciocchezze, e, se non siamo alterati da febbre, alcool, droga o simili, ciò che percepiamo, sia esso di tipo ordinario o no, è sempre degno di attenzione.
    A me si può raccontare di tutto, dal momento che ho avuto una antologia di esperienze paranormali, e sono sempre curiosa di confrontare le esperienze di altri con le mie, purché siano autentiche.
    Credo anche io, una volta, di aver visto delle forme che definirei come ‘alieni’. Ho abitato in dieci case diverse e in ognuna ho individuato un punto che chiamo ‘punto nodale’, dove era più facile che vedessi passare forme strane. Immagino che il nostro mondo e altri mondi possano anche essere compresenti ma avendo velocità (o frequenze) diverse, come due autostrade di scorrimento, una sopraelevata rispetto a un’altra, su cui le vite scorrono senza conoscersi reciprocamente. Ma ci possono essere dei punti dove le due autostrade si incrociano. In quei punti chi sta in un mondo può veder passare forme che sono di un altro mondo.
    In una di queste case il punto nodale era nel piccolo ingresso. Lo potevo vedere quando avevo finito i lavori di cucina e, dopo pranzo, mi sedevo su una sedia a sdraio di fronte ai fornelli. In genere il punto nodale è lungo circa un metro e mezzo e le forme che passano lo fanno in pochi secondi, abbastanza per vederle con chiarezza.
    Da qui una volta vidi passare due umanoidi. Erano molto aggraziati, alti e sottili, con grandi teste oblunghe, senza capelli e indistinguibili per sesso. La fronte era molto più alta della nostra, gli occhi enormi e leggermente oblunghi come quelli dei gatti, il naso e la bocca ridotti a fessure e quasi invisibili. Potrei dire che somigliavano al presunto alieno di Roswell.
    Portavano degli hot pants color pink molto aderenti di materiale plastico quasi fluido, e delle vaporose camicie bianche. Non so se avessero scarpe; se c’erano, erano trasparenti come cellofan, perché vedevo lunghi piedini arcuati come quelli nel quadro della Primavera del Botticelli. Parlavano tra di loro in un modo armonioso, cinguettante, e non mi degnarono di attenzione. Dopo pochi istanti erano spariti.
    Io non ho mai comunicato con queste forme aliene.
    Guardo con interesse i film tipo Gost Wisperer, o Medium, o Life after the life, ma per quanto mi riguarda li considero delle sciocchezze. Io non ho mai avuto alcuna forma di comunicazione con fantasmi o apparizioni strane. Più speso li vedevo passare, per es. li vedevo da dietro che entravano in bagno, un po’ come nel film Il sesto senso, ma senza le facce sanguinanti o bruciate. Solo due volte ho intravisto dietro la spalla destra del visitatore due suoi morti e ho ricevuto delle indicazioni di tipo telepatico. Una volta ho visto una madre morente, consumata dal cancro, ma non somigliava alla foto che la visitatrice mi fece vedere e che era stata fatta prima della malattia, perché, nella mia visione era ridotta a una larva, come era realmente prima di morire. Pregava la figlia di occuparsi della sorella schizofrenica, cosa che lei non fece.
    Nel secondo vidi un nonno piccolino, che viveva in una campagna vicino al mare che indicava alla nipote che sotto la scala c’era uno scaffale con tutte le foto di famiglia, foto che poi realmente furono ritrovate, forse voleva essere ricordato anche così, e le diceva che aveva dimenticato di fare una cosa importante. In effetti lei aveva dimenticato di pagare il mutuo, anche se non capisco come questa incombenza non sia affidata in automatico a una banca. Ma erano intuizioni mentali. Io non ho mai avuto comunicazioni dirette con le forme. Soltanto le vedevo e siccome questa cosa mi ha sempre spaventato, ho fatto di tutto perché cessasse, finché ci sono riuscita.
    In quanto alla nebbia, non so che dirti. Per me la nebbia è la morte. Quando sei morto, vedi i tuoi cari viventi, ma sei separato da loro da un muro di nebbia, è un muro trasparente e sottile ma abbastanza forte da impedirti di comunicare con loro. Li vedi, vedi magari che piangono perché sei morto e sono disperati. Tu stai benissimo, sei sereno, non capisci perché piangono. Vorresti dire loro: “Non piangete! Questa cosa mi fa male. Non siate in lutto! Vivete la vita bene perché la vita è una cosa bellissima. Siate felici” Non fatemi un funerale, fatemi una festa! La vita va festeggiata. Ognuno ha il dovere di essere felice. La morte non è nulla. Io vi vedo, Vi amore. Fatemi vedere che siete felici e anch eio starò meglio!” Ma loro non ti sentono e le loro lacrime ti legano e ti impediscono di essere libero e sereno.

    ciao
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 15, 2010 @ 7:41 am | Rispondi

  17. perfettamente esaustiva.grazie mille =).p.s. che ne pensi del 2012? ovviamente tenendoci a debita distanza da quel pastrocchio di new age e pseudo misticismo che ci viene proposto di questi tempi

    Antonio

    Commento di MasadaAdmin — agosto 15, 2010 @ 11:16 am | Rispondi

  18. Caro Antonio
    Ho scritto un Masada in proposito, ma con scarsa convinzione http://masadaweb.org/2008/10/13/masada-n-803-12-10-2008-la-profezia-maia/#more-1597. Ho anche preso un libro sull’argomento che un giorno forse riuscirò a riassumere.
    Non penso niente, mi dispiace. Non ho la più pallida idea di quel che avverrà. Spero niente. Tutte le profezie sulla fine del mondo si sono rivelate errate. Speriamo lo sia anche questa. Oppure speriamo in una Nuova Gerusalemme: la rivincita degli uomini di buona volontà.
    Una profezia di papa Giovanni dice che il mondo del futuro sarà dominata dalle donne. Io intendo le sue parole nel senso che anche gli uomini finalmente capiranno che per salvare se stessi e il mondo occorre abbandonare l’era della predazione, dell’egoismo possessivo e del potere incontrollato e dispotico, ed è più intelligente passare a valori quali la tutela del pianeta, la salvaguardia del clima, la protezione dei deboli, la partecipazione sociale, la misericordia…
    Forse con queste doti ci salveremo. Altrimenti l’uomo si suiciderà insieme a tutta la Terra

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 15, 2010 @ 11:16 am | Rispondi

  19. Buonasera Viviana e a tutti.
    Io ho uno stregone dentro di me…..
    Lo scrivo cosi’ perche’ questa e’ una sera che vorrei che tutto finisse, dove la stanchezza di questa mia vita mi fa pensare che non riusciro’ mai a liberarmi.che continuera’ ad usarmi ……

    Chiara

    Commento di chiara — maggio 2, 2011 @ 8:02 pm | Rispondi

  20. Ciao Viviana, parliamo sempre di noi come “Umano”, come fossimo il meglio, la summa, lo zenith, la realizzazione e il fine dell’evoluzione, UMANO di qua, UMANO di la’……Una delle ultime interviste a Konrad Lorenz il giornalista gli chiede se dopo tanti anni avesse scoperto l’Anello Mancante………Lorenz dopo alcuni secondi gli risponde: “L’HO TROVATO……SIAMO NOI L’ANELLO DI CONGIUNZIONE”

    Ciao e abbracci….

    Commento di juan miranda — maggio 12, 2011 @ 4:04 am | Rispondi

  21. Viviana sei un tesoro! ti faccio i mieicomplimenti per l’articolo che hai scritto,ho trovato molte analogie e similitudini con il libro che sto’ attualmente studiando(“oltre la paura” di Don Miguel Ruiz),sono stato letteralmente colpito dalla saggezza dei Toltechi e della loro concezione del mondo in particolare,l’evoluzione della storia dell’uomo,parte da molto lontano si parla di 20000anni fa!e non certo come vogliono farci credere. ciao ancora complimenti

    Commento di SvastiyaYoghi — settembre 24, 2011 @ 3:41 pm | Rispondi

  22. A proposito di Castaneda che ho letto in gioventù c’è un episdio inquietante riportato nella trasmissione Yoyager dedicata a Gustavo Roll. fellini voleva girare un film su Castaneda e Roll disse di non farlo. Avvennero degli incidenti abbastanza
    sul set che convinsero Fellini a desistere.

    Commento di Francesco — febbraio 15, 2013 @ 2:42 pm | Rispondi


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