
(Modigliani)
(Lezione 8 del secondo corso su Jung, tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli, autrice del Libro “Lo specchio più chiaro” sulle opere e il pensiero di Carl Gustav Jung)
DUALISMO MATERNO
“Io sono la madre amorosa. Io sono la madre terrificante“
(Jung)
“Se non fossimo anche figli della madre negativa, non lasceremo mai il grembo della madre“
(V.)
Freud era un nevrotico sessuale e costruì una teoria della psiche basta solo sul sesso. In una lettera a Jung scrisse: «Mio caro Jung, prometti di non abbandonare mai la teoria della sessualità, è la cosa più importante di tutte, dobbiamo farne un dogma, un baluardo incrollabile».
Ma Jung viveva la propria sessualità in modo equilibrato e naturale, unendola ad altri elementi affettivi che fece sì che fosse fedele ai suoi amori fino alla morte e non aveva questa ossessione per il sesso in quanto sesso. Dunque, mentre Freud si occupa costantemente di sessualità, Jung lo fa di rado e si sente che non è il suo oggetto preferito. Considera la sessualità solo una delle pulsioni biologiche ma passa ad altro. Quando gli chiesero cosa dava valore alla sua esistenza, rispose: “L’Inconscio collettivo”. Siamo su un altro piano.
L’unica volta che Jung si occupa di sessualità, non lo fa come Freud, che studia la sessualità maschile in opposizione alla figura ambivalente del padre, ma fa alcune considerazioni sulla sessualità femminile letta nel rapporto con la madre, valutata in quanto archetipo.
Il mondo che interessa Jung è quello dei simboli e persino la pulsione sessuale è vista come manifestazione simbolica di un ignoto più vasto.
Lo stesso orgasmo non è che una delle manifestazioni dell’energia creatrice, secondo una concezione che è molto induista.
Si veda anche come la Louise von Franz interpreta sogni a carattere sessuale, che possono contenere anche aspirazioni amicali, affettive o persino mistiche. 1)
Del resto il modo con cui le mistiche cristiane parlano dell’unione con Cristo non è molto diverso dal modo con cui si parla di un orgasmo sessuale.
E’ noto che Freud dichiarava di non capire nulla sulla sessualità femminile. Incentrando tutto il sistema sul pene, e mancando la donna di questo organo, non era in grado di fare un’analisi della psiche femminile, Diceva: “La vita sessuale degli uomini è divenuta accessibile alla ricerca. Quella delle donne è nascosta dietro un’impenetrabile oscurità”. “La vita sessuale della donna è il continente oscuro della psicoanalisi”.
Il paradosso di Freud è che la sua teoria nasce su un modello maschile, su un aspetto fallico, sul complesso di Edipo, sulla minaccia di castrazione, ma poi, nella vita pratica, egli si ritrova, come analista, a curare soprattutto donne, le isteriche appunto, di cui a rigori non sa nulla. Insomma pensa che la nevrosi e l’isteria siano malattie solo femminili, pretende di curare delle donne nevrotiche e ha a disposizione solo una psicoanalisi fatta per maschi. 2)
In senso lato la sessualità femminile è un ignoto che l’uomo teme da sempre come qualcosa che può squilibrarlo, rovinando totalmente tutto il suo faticoso ordine interiore e quelle gerarchie di potere su cui fonda la sua identità. E tanto più egli ignora la sua controparte psichica femminile, tanto più vede la donna come un mistero inquietante. E cerca di domarlo oggettivarla, ridurla a oggetto di piacere, comprarla, venderla, stuprarla, ignorarla, emarginarla.. così da ridurre la forza destabilizzante che sente in lei.
Jung risolve il problema della contrapposizione tra sessi, affermando che in ogni psiche esiste una parte maschile e una femminile, che devono incontrarsi, conoscersi e integrarsi. La donna ha una controparte psichica maschile, l’uomo una controparte psichica femminile. Un uomo ha in questa controparte la sua idea di donna (Anima) e la donna la sua idea di uomo (Animus).
L’Anima dell’uomo contiene la madre, la figlia, la sposa, l’amante, come figure che l’uomo si porta dietro inconsciamente e che si attivano nella situazioni di vita. Se si indeboliscono, l’inconscio gliele rimanda in sogno per riattivarle e accendere così in lui il bisogno del femminile dentro di lui o fuori di lui.
Ogni uomo ha la necessità di una madre ma anche l’impulso a emanciparsi dalla madre, ha la necessitò di una compagna con cui fondare un progetto di vita in modo stabile e duraturo, l’impulso di generare figli e di prendere cura, ha la necessità di attivare emozioni, sentimenti, affetti, intuizioni, lati creativi o religiosi.
La donna ha in sé un Animus che la spinge a fare progetti, a prendere decisioni, ad assumersi responsabilità, ad attivare logica, ordine, forza, iniziativa.
Secondo Jung l’uomo è sotto la guida del LOGOS, la donna dell’EROS. E ognuno cerca la propria controparte psichica o esistenziale per integrare con la valenza contrapposta.
Il logos crea il pensiero, il significato, la connessione formale, l’ordine, la gerarchia.
L’eros spinge gli affetti, i sentimenti, l’intuizione, la creatività, la relazione, la fusione.
Jung, per valutare la sessualità della donna, parte della madre. La madre è un archetipo, che, come ogni archetipo, è ambivalente, con un aspetto accogliente e protettivo e uno disgregatore e perturbante, che erano poi le due modalità con cui la madre era stata vissuta da Jung bambino. Per lui il lato negativo della madre era dipeso dalla sua medianità, un aspetto che aveva ereditato ma che lo aveva spaventato non poco. Ma ogni bambino vive e amplifica una madre negativa. 3)
Il bambino nevrotico visualizza la madre negativa in fantasie, fobie o incubi, come fiera, strega, orchessa, spettro, orso, lupo… Il bambino sereno è invece in grado di assorbire i valori positivi della madre buona, riproducendoli nei suoi rapporti.
Quando Jung si trova davanti un bambino nevrotico, ansioso o insicuro, cerca in genere la madre, per vedere se tra lei e il bambino si sono frapposti elementi di difficoltà, mentre l’adulto può rivelare se stesso nel transfert, cioè nel blocco emozionale proiettato .4)
La madre archetipica è l’energia che il Taoismo chiama yin, la tana, l’oscuro, il recessivo, la notte, la terra, il freddo, il tramonto, il lato abissale o istintuale, l’umido, il recessivo, il passivo…
Il padre archetipico è l’energia che il Taoismo chiama yang, l’iniziativa, la nascita, l’alba, l’attività, il coraggio, il progettualità, la chiarezza, la determinazione, la luminosità, l’attività, l’intraprendenza…
Da migliaia di anni, in ogni tradizione, la madre è identificata con la terra e la materia; il padre col cielo e lo spirito.
Il mondo cristiano è dualista ma ha disprezzato la Madre-Materia esaltando il Padre-Cielo e costruendo una religione strutturata tutta al maschile. Il riconoscimento ufficiale delle caratteristiche divine della Madonna è avvenuto molto tardi come forme di spiritualizzazione tardiva e incompleta 5)
dell’archetipo, un tentativo di risollevare una realtà subalterna, ma teniamo conto che nel mondo cattolico la donna è la grande emarginata, fino al 1400 la chiesa non le riconosce un’anima e persiste tuttora l’allontanamento della donna dai sacramenti e il rifiuto della parità di potere religioso(la donna non può amministrare sacramenti né salire le vette della gerarchia ecclesiastica, una suora non può nemmeno dirigere il proprio ordine). Nel mondo cattolico la donna è tenuta in una posizione subalterna, nella gerarchia, come nella famiglia come nel lavoro, e questo disprezzo clericale produce poi leggi e situazioni che discriminano il mondo femminile e ci pongono agli ultimo posti nella graduatoria dei paesi civili per quanto riguarda la parità tra i sessi . 6)
C’è sempre stata alterigia e supponenza nel modo con cui le tre religioni abramitiche, cristianesimo, ebraismo e islamismo, hanno guardato alle donne nei loro estremi fondamentalisti, con ripercussioni sulla vita famigliare e sociale.
Questo squilibrio di valori crea nel mondo cristiano una disarmonia che si riflette nella realtà sociale e nel processo di individuazione femminile. Ma, contro questo atteggiamento reazionario e disturbante, l’immaginario popolare ha esaltato la figura di Maria, così, ben oltre gli intenti delle istituzioni religiose e contro ogni potere limitante, le donne reali hanno ripreso nelle loro mani la storia e l’archetipo.
Nel processo evolutivo, la persona deve emanciparsi dalle dipendenze da Madre-Terra e da Padre-Cielo, integrandone i valori costruttivi. La valenza negativa deve essere risolta, quella positiva deve essere introiettata. Quando l’integrazione non avviene, abbiamo il disturbo personale o sociale.
In analisi i pazienti sono invitati ad esprimere, con parole o immagini, in modo artistico, la madre positiva e la madre negativa e spesso emergono formazioni simboliche mitologiche.
Quando il rapporto con la madre è causa di disturbi psichici, si dice che c’è un COMPLESSO MATERNO NEGATIVO e abbiamo un disturbo per ciò che concerne l’energia femminile; un cattivo rapporto col padre porterà a un COMPLESSO PATERNO NEGATIVO e a un disturbo nell’uso dell’energia maschile. Ognuno deve liberare entrambe le energie e integrarle.
Il rapporto è cattivo quando produce una identificazione castrante o una opposizione paralizzante. I due estremi sono patologici.
Un COMPLESSO è una costellazione psichica al cui centro c’è una immagine fondamentale e attorno girano contenuti psichici attratti da quella. Questo sistema esercita un’interferenza col comportamento cosciente, succhiando l’energia, come fosse una subpersonalità con forza propria, così da alterare le scelte consapevoli.
In un complesso materno negativo, le dinamiche sono diverse a seconda che il figlio sia maschio o femmina. Nell’uomo, un complesso materno influenza la scelta del partner, colpisce cioè la relazione o capacità di rapportarsi con l’altra; nella donna un complesso materno negativo colpisce l’identità, la capacità di amare se stessa.
Dobbiamo tener conto che madre e figlio maschio rappresentano due modalità dell’energia polari tra loro, per cui determinano il problema della relazione tra due diversi, complementarità e non identificazione.
Nel caso di madre e figlia abbiamo invece una relazione tra energie dello stesso tipo, analoghe, per cui la madre diventa modello per l’identità.
Un complesso materno negativo può produrre nel figlio maschio omosessualità, dongiovannismo o impotenza, cioè di riverbera sulla valenza sessuale e affettiva. La madre significa per l’uomo il suo opposto psichico, un ignoto con cui deve confrontarsi. Può temerne la natura come teme l’abbandono al proprio inconscio, alla propria irrazionalità, al proprio lato ombra.
Un complesso materno negativo si riverbera, invece, per la figlia, sulla sfera degli istinti. La madre è lei stessa, non qualcosa di diverso, ma una realtà che ha la sua stessa qualità psichica, e che lei deve elaborare, riportandola alla sua sfera istintiva, all’apertura o chiusura al mondo delle pulsioni e dell’affettività; i disturbi ricadono sull’amore verso se stessa in quanto donna.
Mentre l’uomo può idealizzare la madre nella chiara madre celeste iperuranica, agli ideali, all’altruismo, all’arte, la donna può calarla nella scura madre terra, ctonia, collegata all’erotismo, alla sessualità, alle pulsioni istintive.
Jung isola nella madre due valenze: quella erotica e quella generativa.
Nel caso di una figlia disturbata ci possono essere casi estremi, secondo che la figlia si opponga a una valenza, all’altra o a entrambe:
-‘no Eros, solo figli’. La donna si oppone alla valenza sessuale della madre e non la assimila: questa figlia che rimuove il sesso e vive solo la maternità, è l’ape regina che pensa solo a fare figli, a proteggerli, a tenerli vicini a sé, e considera il marito solo come padre, esercitando una sottile possessività sui figli stessi, impedendo loro di andarsene o ostacolando la loro indipendenza 7). Abbiamo un’identificazione eccessiva con la valenza materna della madre. E’ come se questa figlia dicesse: “L’unica vera madre sono io”.
-‘no figli, solo Eros’. Qui c’è opposizione al lato materno della madre: questa figlia realizza solo il sesso, passando da una relazione all’altra e resta fondamentalmente incapace di amare, a meno che non si trovi nella condizione di sedurre un uomo sposato, perché allora scambierebbe per passione l’inconscio desiderio di rovinare una famiglia come proiezione della propria famiglia primaria. E’ come se dicesse: “Sono gelosa di mia madre in quanto femmina e vorrei soppiantarla” o: “L’unica vera femmina sono io”.
-‘no Eros e no figli’. Qui c’è l’opposizione a entrambe le valenze della madre e abbiamo una identità conflittuale, la figlia resta attaccata morbosamente alla madre tuttavia la tormenta e la critica in un gioco di poteri che le impedisce di realizzare se stessa. “L’unico potere sono io, diversa da te”. Questa figlia è sempre in posizione difensiva contro la madre, sa tutto quello che ‘non’ vuole essere, è talmente occupata a esprimere che lei non è come la madre che dimentica di sapere quello che è o che vuole. Il suo motto è: Tutto, purché non ricordi mia madre ’ . E’ spesso scontrosa e ribelle, nemica di tutto ciò che è indeterminato, spontaneo e leggero. E’ analitica, giudicante, inquisitrice, maschile e intellettuale. Sceglie attività o studi che hanno a che fare con la matematica, l’amministrazione, la gestione, il controllo, l’informatica, il diritto. Non scende mai dal ring. Aggredisce, tiranneggia e critica la madre, è molto attenta a rinfacciarle i suoi errori.
Il gioco di potere “O io o te” rischia di diventare alla fine una turbativa sessuale che si aggrava all’età; la ragazza non riesce ad abbandonarsi facilmente alla propria femminilità perché ciò significherebbe riconoscere in sé l’energia materna. Questo tipo di donna può avere disturbi e malattie sessuali, frigidità o eccessi ormonali maschili, vive male o in modo discontinuo la sessualità, fa fatica a decidersi per un compagno, a fare figli o a provare piacere, a identificarsi come donna. Rimanda il matrimonio o il parto. Tutte le sue energie sono talmente concentrate nel distinguersi dalla madre che non ne ha più per sé e a volte ha cedimenti improvvisi e fragilità emotive o isteriche. Jung dice di lei: “La pallida vergine conduce un’esistenza larvale, visibilmente risucchiata dalla madre”. Jung è spietato, dice che queste vergini inconsce sono attraenti sul mercato matrimoniale perché il loro inconscio magnetizza l’uomo che può proiettarvi ogni cosa e si innamora poi delle proiezioni di se stesso. L’incertezza di lei lo fa sentire certo, la sua indeterminazione determinato, la sua debolezza forte… Gli uomini adorano le femmine incerte, fragili e inconsapevoli; chiamano questo ‘innocenza’, mentre è inconscietà. Una fanciulla insicura è una grande tentazione, ma si deve vedere se poi vuole farsi sedurre. A volte questa ragazza finisce per sposare un tipo che ha un’energia simile a quella della madre, così può continuare la sua battaglia per trasposizione.
La sua opposizione può essere verso: la madre-famiglia \ la madre-utero \ la madre-affetto \ la madre-materia, pertanto mostrerà disturbi in relazione al farsi una famiglia, o ad avere una sessualità sana, a coinvolgersi negli affetti, o a occuparsi di cose inerenti ai lavori domestici o alla cura della casa. Ha facilmente disturbi mestruali, parti difficili o prematuri, frigidità, scompensi ovarici, cisti, eccesso di ormoni maschili…
Questa figlia può sviluppare molto l’intelligenza, soprattutto in campi dove la madre non può eccellere. Qualche volta risolve in parte il suo problema e diventa un’ottima moglie, consigliera del marito e collaboratrice di un buon matrimonio. In realtà la figlia che si identifica così conflittualmente con la madre, anche quando le si mette contro, deve continuare per un certo tempo a recitare il ruolo che si è assegnata e trovare poi un uomo che rappresenti parte della soluzione. Il problema è che la sua lotta è inconscia, ma se riesce a proiettare sull’uomo parte di sé, questo la guarisce e diventa poi fedele e devota al marito.
Poiché la madre rappresenta gli istinti oscuri e gli impulsi inconsci, questa donna cercherà il lavoro, il successo, l’intelligenza, l’affermazione di sé, la carriera; sarà quella che dirige, consiglia, programma, progetta, ma la lotta interiore le dà a tratti periodi di inerzia e stanchezza totale in cui la madre regressiva ancora la trattiene. Sviluppa una parte maschile perché in parte è una non-nata nel femminile. L’uomo è in genere attratto da lei e non ne ha paura, perché non gli rivela il lato oscuro e enigmatico del femminile ed è rassicurato dalla sua intelligenza di tipo logico.
La terapia consiste nel far vivere a fondo l’archetipo traendone il volto dimenticato, la potenzialità inconscia.
L’uomo nevrotico idealizza la figura della madre come diversa da lui e un giusto equilibrio dell’archetipo può permettergli rapporti affettivi più liberi e soddisfacenti, ma la donna nevrotica deve esplorare profondamente l’archetipo della madre perché solo attraverso questa via passa la sua femminilità e la sua possibilità di essere felice.
Questi giochi delle energie possono apparire paralizzanti, e può sembrare grave partire là dove abbiamo mancanze, ma noi diciamo che: “Colui che non è amato può amare, colui che non ha avuto può dare, là dove non abbiamo avuto acqua diventeremo sorgenti”.
..
NOTE
1) Per esempio è facile sognare che si è a letto o si fa l’amore con una persona anche dello stesso sesso che ci ha attratto emozionalmente, senza che questo sogno sia da intendersi come sessuale in senso stretto.
2) Da una parte abbiamo la favoletta maschilista biblica secondo cui Dio prima creò l’uomo, poi da una sua costola creò Eva, che quindi era un prodotto di recupero; dall’altra possiamo mettere la versione moderna per cui Dio prima fece un tentativo con Adamo, poi pensò: “Posso fare di meglio!” e creò Eva. In effetti la fece più resistente, meno malaticcia, più longeva, più collegata al mondo degli dei.. In verità il maschio nella storia degli ultimi tremila anni ha soverchiato, ha umiliato, ha mutilato, ha imprigionato, ha delimitato il “femminile” con evidenti ripercussioni sulla posizione sociale, politica, artistica e psicologica della donna. Neumann afferma: “Solo l’impossibilità dell’esistenza maschile senza il femminile ha impedito l’estirpazione, altrimenti così accarezzata, del ‘cattivo’ gruppo uma¬no (quello delle donne) costretto a portare su di sé la proiezione del pericoloso inconscio maschile.”
3) Sogno che sono andata a vivere in un castello (ampliamento della personalità), le sale sono moderne, ampie e luminose anche se poco arredate (necessitò di riempire spazi nuovi). Ci sono molte persone: gli abitati del castello (parti psichiche), i visitatori che vengono a vederlo (contatti) e un numero infinito di morti (parti vecchie che uno si porta dietro). Questi morti sono vivissimi, tanto che non si riesce a distinguerli dai vivi (parti psichiche passate ma coesistenti), io devo conoscerli uno a uno, come si chiamano, cosa fanno ecc. Sono morti simpatici, tanto che chiedo loro se tutti i morti del castello sono così buoni e simpatici. Mi dicono di no. In tempi passati alcune sale sono state adibite ad aule scolastiche, ma le cattive maestre hanno fatto morire di freddo i bambini. Infatti si sente un’eco di bambini che piangono mentre muoiono di freddo. Il sogno qui si interrompe perché diventa un incubo. Ovviamente il sogno parla di un freddo del cuore che è stato lasciato da madri anaffettive. Una parte di me continua a piangere quell’abbandono.
4) In realtà anche la figura paterna è duplice e sortisce effetti non desiderabili; se ci occupiamo qui di più della madre è perché questa è la scelta di Jung, ma ciò non deve portare a credere che l’influsso della madre negativa sia più deleterio di quello del padre negativo.
5) L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 e l’’Assunzione al Cielo è un dogma proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950. Dal che si vede come sia stato tardivo il riconoscimento della Madonna.
6) Persino nel campo della ricerca scientifica, in Italia, le ricercatrici sono pagata un 33% meno degli uomini. Il divario retributivo insieme al ‘tetto di vetro’ che impedisce alle donne di far carriera e arrivare a posti di comando, continuano ad essere una delle piaghe italiane. Il Parlamento europeo si occupa costantemente del problema della parità, chiedendo agli stati membri di predisporre servizi di assistenza per bambini e anziani (al sud mancano quasi completamente), di introdurre il congedo di paternità, di aiutare la donna nella programmazione delle nascite e di permetterle di accedere ai sistemi più moderni di contraccezione o aborto (l’integralismo cattolico chiuderebbe anche i consultori), di garantirle parità retributiva, di proteggerla da molestie sessuali o mobbing, di aprirle una quota legale nei posti di direzione e rappresentanza (questa esiste solo nei gradi della CGIL).
E’ impossibile parlare di parità tra sessi quando nella modernissima Europa una donna su quattro subisce violenza fisica e una su dieci è vittima di violenza sessuale. Nelle classifiche internazionali l’Italia nel 2009 risultava 72a per parità dei sessi, e 96a per pari opportunità. Tra l’altro, se in Italia ci fosse la piena parità, e se si permettesse alla donna, in caso di necessità famigliari, di passare dal tempo pieno al part time, il PIl crescerebbe del 35%.
Mentre paesi che tradizionalmente avevano emarginato la donna stanno recuperando, l’Italia va sempre più indietro. La Svizzera per es. ha dato il diritto di voto alle donne solo nel 1970 e, anche la donna che aveva un patrimonio proprio, doveva farlo gestire al marito. Ma in pochi anni ha rapidamente recuperato mandando tre donne al vertice del paese.
L’Italia invece nel 2009 ha perso altre posizioni. E tra i 134 paesi analizzati, è scesa altri 5 punti, dalla 67° posizione alla 72°.
Ci superano anche Vietnam, Romania e Paraguay. Gli indici considerati erano: la partecipazione a opportunità nell’economia (96mo posto), la differenza salariale rispetto agli uomini (116mo posto), il reddito da lavoro (91mo posto), la partecipazione alla forza lavoro (88mo posto).
7) Come disse una paziente di Jung cui era morto il figlio: “Preferisco sia morto piuttosto che pensare che un’altra me lo avrebbe portato via”.
..
JUNG 2 elenco delle lezioni
Lezione 2 : masadaweb.org/2010/01/19/masada-n%C2%B0-1072-19-1-2010-gli-archetipi-l%E2%80%99ombra/
Lezione 3 : masadaweb.org/2010/01/26/masada-n%C2%B0-1076-psicoanalisi-jung-casi-clinici/
Lezione 5 : masadaweb.org/2010/02/14/masada-n%C2%B0-1089-13-2-2010-psicoanalisi-test-dell%E2%80%99albero/
Lezione 6 : masadaweb.org/2010/02/16/masada-n%C2%B0-1090-psicoanalisi-jung-lezione-6-mente-logica-e-mente-intuitiva/
Lezione 7 : masadaweb.org/2010/02/23/masada-n%C2%B0-1094-23-2-2010-psicoanalisi-jung-2-il-sogno-e-il-simbolo/
masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B0-1101-6-2-2010-jung-2-sogni-e-segni-di-morte/
…
http://masadaweb.org
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA N° 1101. 6-2-2010. JUNG 2. SOGNI E SEGNI DI MORTE « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:02 am |
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA n° 1094. 23-2-2010. PSICOANALISI. JUNG 2. IL SOGNO E IL SIMBOLO) « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:04 am |
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA n° 1090. PSICOANALISI. JUNG 2. Lezione 6. Mente logica e mente intuitiva « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:05 am |
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA n° 1067- 12-1-2010. JUNG 2 – Lezione 1 -SOMMARIO. FREUD E JUNG. L’INCONSCIO INDIVIDUALE E L’INCONSCIO COLLETTIVO « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:08 am |
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA 1081- 2-2-2010-PSICOANALISI- JUNG 2 – Lezione 4- Il principio di individuazione- Confronto tra Jung e Freud « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:13 am |
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA n° 1076. PSICOANALISI. JUNG 2- Lezione 3- CASI CLINICI « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:20 am |
[...] Lezione 8 : masadaweb.org/2010/03/06/masada-n%C2%B01100-6-3-2010-psicoanalisi-jung-2-la-sessualita%E2%80%99-femm… [...]
Pingback di MASADA n° 1072. 19-1-2010. PSICOANALISI – JUNG 2 – Lezione 2-GLI ARCHETIPI: L’OMBRA « Nuovo Masada — marzo 6, 2010 @ 7:22 am |
vorrei saperne di più della patologia psicologica che riguarda l’altruista nevrotico e di come si può guarire
Commento di Loredana — luglio 23, 2010 @ 5:31 pm |
Cara Loredana
Diceva Aristotele che la giustizia sta nel giusto mezzo. Non si deve dunque pensare che se un segno comportamentale spiacevole è l’egoismo parossistico (o narcisismo esasperato), si trovi la salute nel suo opposto che si può chiamare ‘l’altruismo nevrotico’. Siamo in una nevrosi che spesso si accompagna a depressione, apatia, incapacità di lavorare, fallimento nei rapporti sociali. Eppure chi ne è affetto lo presenta come se avesse un pregio e una virtù. L’altruista nevrotico mostra se stesso come uno che vive solo per gli altri, che annulla o sacrifica se stesso per le persone di famiglia ecc. Al contrario è facile capire che questa immagine permette all’altruista nevrotico di pesare sulle persone che dice di beneficare e di vincolarle. Può essere per es. una madre che si fa vittima per ricattare i propri figli. Si tratta in genere di una persona non sana che non sa amare nel modo giusto e in genere non sa amare affatto e non è capace di godere dei beni della vita. Alla fine, poiché ogni estremo nasconde il suo contrario, l’altruista nevrotico non è altro che un egocentrico meschino, incapace di amare, incapace di vivere, privo di autonomia e dunque capace di limitare coi suoi ricatti la vita degli altri, arido di vero amore.
Non dici se il disturbo in questione riguarda te o qualcuno dei tuoi cari. Nel caso riguardi te, ti consiglio corsi e attività di autostima, come attività sociali o di arte ecc., per rafforzare l’io, la tua sicurezza, l’espressione dei tuoi talenti ecc. Se riguarda qualcuno a cui sei legata, cerca di allontartene, tanto più se si tratta di persona anziana o irrecuperabile.
Saluti
Viviana
Commento di MasadaAdmin — luglio 24, 2010 @ 3:27 pm |