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(Davvero un bellissimo sito!)
Un anno a puttane
Conosciamo già il record di Papi, eppure quest’anno ci sono parecchie cose che sono andate a puttane persino più di lui. L’occupazione e l’economia, per esempio, cosa però alla quale siamo così abituati che non ci stupirebbe affatto vederne ministro la D’Addario. Farebbe meglio di Tremonti, oltretutto. Non ci ha stupito nemmeno la Protezione Civile affidata ai Templari da Giacobbo. Questi ultimi 12 mesi però hanno crudelmente sputtanato anche alcuni punti fermi del nostro immaginario collettivo.
Gorilla nella nebbia
Se l’anno scorso ci avessero chiesto chi fossero i tre personaggi famosi più potenti, e di conseguenza più protetti del mondo, molto probabilmente avremmo risposto il presidente USA, il Papa, e Berlusconi. Quest’anno abbiamo invece scoperto che tirare una scarpata a Bush, spaccare la faccia a Berlusconi, e atterrare in area il Papa è più facile che entrare in discoteca. Cos’è successo ai mitici bodyguards, gli occhiuti e implacabili gorilla celebrati da tanti film hollywoodiani?
La risposta può darcela forse il più emblematico di questi film: ’’Guardia del Corpo’’, il cui protagonista perde lucidità a causa della sua relazione amorosa con la star che protegge, e proprio per questo rischia di farsela ammazzare sotto il naso. La fantozziana inefficienza dimostrata quest’anno dai gorilla potrebbe quindi essere dovuta a una loro troppo personale interpretazione del termine ’’guardaspallè’.
Io ero leggenda
Annunciata come l’Ottava Piaga d’Egitto, il Quinto Cavaliere dell’Apocalisse, e il prequel live di ’’I am Legend’’ messi insieme, l’influenza AHAHAH!1!!1 ha fruttato miliardi alle case farmaceutiche con la prevendita dei vaccini, ma una volta sul terreno di gioco, come virus s’è dimostrata la peggiore pippa del secolo dopo Ronaldo. La falsa Suina era un’autentica bufala, ma questo non farà differenza per i veri tifosi: al prossimo campionato, quando arriverà il nuovo virus straniero preceduto dalla solita campagna pubblicitaria, correranno di nuovo a fare incetta di gadget costosi e inutili, tipo mascherine da E.R. e spray alla cipolla e candeggina, si faranno di vaccini tagliati col detersivo, seguiranno con passione tutte le trasmissioni specializzate, commentando animatamente la moviola dei vetrini al microscopio. E vinceranno un’altra Coppa del Tonto.
Per l’anno nuovo i media comunque ci consigliano ottimismo. Dopo un 2009 a puttane, ci aspetta un 2010 a trans.
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Facciata
- Non c’è più niente da fare – disse il dottore, esaminando il volto pesto del premier. Poi ne prese la testa tra le mani, e con uno strattone violento la staccò. – Si deve sostituire tutta.
- Ma è solo scheggiata – protestò l’uomo in blu.
- No, il danno non è limitato alla facciata – spiegò il dottore, staccando i cavi che ancora collegavano la testa al tronco – il contraccolpo ha compromesso la centralina. Va cambiata.
- Quanto ci vorrà? – chiese quello in grigio.
- Almeno una settimana.
L’uomo in blu fece una smorfia d’insofferenza
- Ma non ne tenete sempre pronta una di ricambio?
- Questa era quella di ricambio – rispose il dottore – Non dimentichi che avevamo già sostituito la testa dopo il vertice.
- Ah, già…era andato di nuovo in crash, e si era messo a disegnare mutande…
- Stavolta potremmo approfittarne per fare dei miglioramenti.
- Non se ne parla, dottore, agli italiani piace esattamente com’è. Ci serve così.
- Mi riferivo alla solidità della struttura esterna – il dottore prese dal supporto una testa metallica con le fattezze del premier, ma ancora priva del rivestimento in similpelle e setole – ci stavamo giusto lavorando – la inserì sul tronco, senza però collegarne i cavi. Poi da una sorta di portaombrelli estrasse una mazza da hockey, la impugnò, e sferrò una violenta bastonata di taglio sulla testa metallica. Il sim-premier parve assorbire il colpo senza danni.
- Bene! – commentò l’uomo in blu. Poi sogghignò – ci servirà.
- Ancora per poco – disse quello in grigio. Sollevò per le setole la vecchia testa guasta del premier macchiata di similsangue – la transizione è quasi terminata, l’ho già superato nei sondaggi generali – aggiunse guardandola – anche l’opposizione mi preferisce ai suoi stessi leader. – Poggiò la testa sul pavimento – Gli italiani avranno me, un allievo di Almirante, come premier – continuò – E mi acclameranno come un liberatore! – Rise. Tolse la mazza da hockey dalle mani del dottore, e colpì la testa di piatto, facendola rotolare come una pallina da golf. Poi uscì dal laboratorio sorridendo.
L’uomo in blu diede un’ occhiata al dottore.
- Quello non ha proprio idea di essere anche lui una testa di latta e circuiti.
- Certo che no – confermò il dottore. Poi si mise al lavoro sul sim-premier
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Ripasso generale
- Le so, le so, le so a memoria – cantilenò il ministro con aria supplichevole. Il Prop-trainer scosse la testa, severo
- Mi dispiace, ma dobbiamo ripassarle bene tutte di nuovo. Dunque: la criminalità?
Il ministro partì deciso
- Dilaga! Impazza! Straripa! Straborda! Srb..sbr….sburdega!
Il Prop-trainer annuì. Il ministro continuò
- Tolleranza zero! Il cittadino è in allarme, e noi saremo inflessibili! La gente ha paura a uscire di casa! I musulmani ci pregano contro! Gli sbarchi nelle periferie urbane di negri rumeni e zingari cinesi non sono più tollerabili! Sono dappertutto! Sono dappertutto! Escono dalle fottute pareti!…
- E la corruzione?
- Dilaga!…Cazzo, no, stavolta ho sbagliato!…
- La corruzione politico-economica è….- suggerì il Prop-trainer
- …tutta una montatura delle toghe rosse! – si corresse il ministro – La magistratura è pericolosamente politicizzata! È una casta fuori controllo! Il cittadino è in allarme, e noi saremo garantisti!
- Anche coi latitanti?
- Quali “latitanti”? Gli esuli, come lo fu il grande statista Craxi, si sono giustamente sottratti al minaccioso clima di linciaggio giustizialista e forcaiolo qui in Italia! …
- Anche Battisti?
- Sì…No! Porca puttana troia, ho sbagliato di nuovo! Ma lei mi fa le domande troppo in fretta – protestò il ministro – i giornalisti non fanno così!…
- Io non sono un reggimicrofono – disse il Prop-trainer, serio – sono il suo personal propaganda-trainer, e il mio dovere è tenerla sempre ben allenato. Allora, Battisti?
- In galera! Ci vorrebbe la pena di morte! Il Belgio deve ridarcelo!
- Il Brasile
- Il Brasile deve ridarcelo! È un terrorista islamico…
- Non è islamico
- È un terrorista comunista, e la scusa che qui in Italia ci sarebbe un minaccioso clima di linciaggio giustizialista e forcaiolo è pretestuosa e del tutto infondata! Battisti non corre assolutamente nessun rischio qua! Deve tornare subito, che gli facciamo un culo così!…
Il Prop-trainer alzò gli occhi al cielo.
- Ministro, quante volte le ho detto di non fare quel gesto?…- sospirò. Poi riprese
- Eluana Englaro?
- In galera! Ci vorrebbe la pena di morte!
- Eluana Englaro è la ragazza in coma vegetativo.
- Allora no..deve vivere!..La vita è sacra!
- Bene. I subprime?
- Malati! Non devono potersi sposare né tanto meno adottare bambini!…
- I subprime sono dei mutui. Si ricorda la crisi economica?…
- Ah sì, la gente non arriva a fine mese!…
- Ma no, quello è il programma dell’anno scorso, col passato governo! Col nuovo invece…
Il ministro sfoderò i denti in un rictus porcellanato – Bisogna essere ottimisti!…
Il Prop-trainer annuì – Bene. Gli intellettuali?
- Devono smetterla di approfittare del fatto che noi non riusciamo a capire una parola di quello che dicono, per tramare alle nostre spalle!
- Ma ministro! Quelli sono i musulmani che pregano nella loro lingua!…
- E gli intellettuali allora?…Aspetti, la so! Sono tutti antisemiti! Come osano pensare di boicottare il commercio con Israele? Non lo sanno quanto ci tengono gli ebrei al com…cosa c’è, ho sbagliato di nuovo?
Il Prop-trainer lo fissava con le mani nei capelli.
- Mi sono confuso.. – bofonchiò il ministro – lo sa, io per anni degli ebrei ho detto anche molto di peggio, adesso ho imparato a controllarmi, ma ogni tanto mi scappa!…
Il Prop-trainer scosse la testa, sconsolato.
- Lasciamo perdere. Passiamo a Obama. Perché ci preoccupa?
- Perché è negro?…
- Per le sue recenti iniziative a sostegno del diritto di aborto. L’ aborto è…
- Un crimine! – scattò il ministro – Il crimine più infame, uccidere un bambino non ancora nato! Uccidere un bambino! – ripetè con voce grave.
- Nella striscia di Gaza i bombardamenti israeliani hanno ucciso centinaia di bambini.
- Che c’entra, quelli erano già nati. E poi erano comunisti. Cioè, no, zingari. Insomma, negri. – il ministro sbuffò, asciugandosi la fronte – Basta negri, basta tasse, la gente ha paura a uscire di casa a fine mese, in galera Baglioni!
- Battisti.
- Sì, giusto. – il ministro chinò la testa. – Giuro che a casa le sapevo.
- Per fortuna ha ancora un po’ di tempo per ripassare.
- Non vado in onda stasera?
- No. La notizia che i militari per le strade con funzioni di ordine pubblico aumenteranno di dieci volte la darà direttamente il premier al Tg, dopo i soliti stupri.
- Ma il premier non dice sempre che le donne gliela danno volentieri?…
- Le solite notizie di stupri.
- Ah. Quindi io domani dovrò annunciare solo il divieto di manifestare in tutte le piazze d’Italia.
- Sì. È preferibile separare almeno di un giorno questi due annunci, perché il nesso non risulti troppo evidente. E poi lei non dovrà parlare di “divieto di manifestare in tutte le piazze d’Italia”, ma solo in quelle dove c’è….ricorda? L’abbiamo studiato ieri, in quelle dove c’è?….
- …una piazza? – provò il ministro
- Esatto – annuì il Prop-trainer.
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Fine stagione
Mentre il nostro Danilo Arona s’interroga sulla Grande Onda, l’Italia si rincoglionisce col Fuori Onda, chiedendosi se in caso di irrimediabile rottura con Berlusconi, Fini gli costerebbe di alimenti quanto Veronica. La Lega intanto propone di mettere il crocifisso su quella che ha sempre dichiarato di usare come carta igienica, e gli economisti governativi minimizzano la crisi, esortandoci a vedere il bicchiere mezzo pieno, benché pieno di merda.
L’ennesima stagione del serial ”Italia”si avvia alla fine.
Ci sono serial che all’inizio promettono bene: plot avvincente, personaggi interessanti, trame ben costruite, begli effetti digitali. Poi però, una stagione dopo l’altra, se ne vanno a puttane, peggio di un presdelcons.
Le trame si fanno sempre più stiracchiate e farraginose, i personaggi perdono ogni spessore umano diventando stereotipi grotteschi, il budget subisce tagli drastici che riducono gli effetti digitali a roba da videogame anni 80.
Compaiono tutti i sintomi tipici del declino terminale, colpi di scena fiacchi e prevedibili, incongruenze sgangherate, derive mistiche pretestuose, trasgressioni farlocche.
Le principali svolte narrative del periodo migliore vengono riciclate in versione sbiadita e patetica: proprio come la Storia, ogni serial morente rimette in scena le proprie passate tragedie riducendole a farse.
Qualunque possa essere considerata la prima stagione dell’Italia, a quella attuale non manca quindi nessun requisito per essere l’ultima.
Tranne uno: personaggi coi superpoteri. Che però sono in arrivo. Attenzione, spoiler!
Assumendo le sembianze dell’idrovora umana Carfagna, il mutaforma Fini cercherà di infiltrarsi a Villa Certosa per sottrarre al cerebrofago Berlusconi il suo potere telecinetico di spappolare i cervelli a distanza per mangiarli. Bloccato però a metà della mutazione da un’eclisse parziale che smorza i poteri, verrà scambiato per un trans da Marrazzo, l’uomo-polpo. Un rutto megasonico di Calderoli sposterà l’orbita lunare, e interromperà l’eclisse, restituendo i loro pieni poteri a tutti, compresi quelli che avrebbero preferito evitarlo, come Rifondazione, che tornerà del tutto invisibile, e Scajola, che ricomincerà a portare una sfiga tremenda. Liberatosi dal multiplo abbraccio di Marrazzo, Fini proseguirà col suo piano, congelando Berlusconi con un’iniezione di superbotulino mutante rubato alla Santanchè. Papi riuscirà però a scongelarsi grazie al potere di rigenerazione e riciclaggio trasmessogli da Mastella, e scatenerà contro Fini sia Brunetta, l’uomo-pulce, che Belpietro, l’uomo-stronzo, finché un’esplosione cronocinetica innescata dal moto retrogrado di Saturno e di La Russa cronotrasporterà tutti gli italiani indietro nel ventennio fascista. La maggior parte di loro non si accorgerà della differenza.
La stagione si concluderà con la rivelazione che Alessandra Mussolini è la nonna di se stessa.
Poi l’Italia sarà cancellata.
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La storia siamo loro
- Non vieni in piazza per il diritto all’istruzione?
Scuote la testa – Ma no, è una menata comunista…
- L’istruzione?
- Manifestare, andare a fare casino in piazza. Si comincia sfasciando bancomat, e si finisce a decapitare Moro.
- Moro non è stato decapitato.
- Come no? L’hanno pure messo su YouTube!
- Non c’era YouTube….
- Ah già, era ancora vietato dai comunisti che volevano solo la Rai in bianco e nero. Meno male che poi è arrivato Berlusconi, e ha liberato la televisione…
- La lavatrice e il frigorifero invece sono rimasti ai domiciliari.
- Che vuoi fare, satira?… Voi comunisti cominciate con le vignette, e finite a decapitare Falcone Borsellino.
- Falcone e Borsellino li ha ammazzati la mafia.
Alza gli occhi al cielo – Il solito complottismo comunista…”le Bierre erano infiltrate dalla Yakuza, bla bla bla….” ma di Stalin che ha fatto uccidere Lady Diana non dite niente, eh?
- Quando è morta Lady Diana, Stalin era già defunto da 40 anni.
Sogghigna – Questo è quello che vogliono farvi credere!
- È nei libri di Storia.
- …che ha fatto scrivere il PCI quand’era al governo.
- Il PCI non è mai stato al governo.
- Certo che c’è stato, anche se allora si chiamava ancora PDS, Partito Democristiano della Sinistra. Poi Bush ha bombardato il muro di Berlino, sono scaduti i diritti d’autore del nome ”Partito Comunista” , e se lo sono presi loro. Gli storici ufficiali sono tutti comunisti, per questo non dicono niente dei finanziamenti occulti del KGB alla Rivoluzione Francese, o dei kamikaze eretici che si facevano saltare in aria nelle piazze del medioevo – sbotta – altro che roghi dell’Inquisizione!
Guarda l’altro mettersi la mano sugli occhi.
- Di cosa ti disperi? Voi comunisti state sempre a lamentarvi, e poi vi iscrivete ad Alkadia. Come i romeni che si lamentano del razzismo, e poi buttano gli italiani nelle foibe.
- …I rumeni non c’entrano niente con le foibe..
Sbuffa – Vabbè, albanesi, romeni, è tutta una razza, tutti islamici integrali che ci vogliono mettere il burka, e togliere il crocifisso. Ma non ci riusciranno, noi li fermeremo – annuisce energicamente – Difenderemo la nostra cultura!
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I CRISTIANOIDI
Atei devoti, puttanieri familisti, liberisti bigotti, polemisti baciapile.
È così grottesco vedere travestiti da templari i tri-riciclati democraxiani.
Sentirsi fare la Morale da Jabba The Hutt.
La classe diGerente più corrotta d’Europa, che beccata con le mani nel sacco grida alla “persecuzione inquisitoria”, un attimo dopo si camuffa da Sant’ Uffizio, e tuona contro il relativismo morale, correndo a reggere lo strascico di un papa che condanna la “cultura dell’immagine” vestito da Barbie Principessa degli Asburgo.
Sepolcri imbiancati, e pure imbiancati male, pieni di crepe e macchie d’umido, gonfi di bolle, neri di muffe, striati di fumo e zanzare spiaccicate.
I mercanti nel tempio hanno cacciato Gesù, dev’essere in un CPT, in attesa dell’espulsione.
FUTURE FLASH NEWS
Riforma elettorale: il disegno di legge PD-PDL propone un significativo incremento del potere decisionale dei cittadini. Prevede infatti un parlamento a una sola Camera, per eleggere la quale però ogni singolo elettore possa dare non uno, ma ben due voti con la stessa scheda.
Un voto al PD, e uno al PDL.
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Che ingiustizia
Come tutti sanno, Silvio Berlusconi ha appena subito una grave ingiustizia. Un grigio consesso di loschi figuri lontani anni luce dagli autentici voleri del popolo, gli ha sottratto ciò che gli spettava di diritto, con una decisione palesemente viziata dal pregiudizio comunista.
Il Nobel per la Pace è stato assegnato a Barack Obama.
La decisione ha sconcertato lo stesso Obama, ben consapevole di non meritarlo, non tanto per via della sua propensione a incrementare le truppe USA in Afghanistan, ma per l’enorme sproporzione fra i suoi crediti, presenti, passati, e futuri, e quelli di Silvio Berlusconi, fin troppi per essere elencati tutti.
Ricordiamo fra i più recenti la riconquista della Libia, sui cui cieli sono tornate a volare le frecce tricolori, e nei cui campi di concentramento sono tornate a morire le faccette nere sgradite al suolo italico.
La riappacificazione fra Russia e Georgia, ottenuta anche grazie ai servigi di un validissimo consulente originario di Riga, inviato a Berlusconi da Putin, in nome della profonda amicizia che lega i due statisti. Quel lèttone di Putin, sul quale l’infame sinistra bigotta, zitella, e comunista, ha laidamente spettegolato falsificando l’accento.
La mediazione fra Usa e Turchia, divenuta oggi contemporaneamente membro dell’Unione Europea, e 51° Stato Unito d’America.
La soluzione del conflitto israelo-palestinese, con la costruzione di Palestina 2 al largo di Israele.
La raccolta, lavorazione, e trasformazione dei rifiuti di Napoli in pasta per la pizza.
La valorizzazione delle rovine de L’Aquila come stupendo set per le riprese tv del riuscitissimo G8.
La ricostruzione dell’Abruzzo con i pezzi del plastico di Cogne.
Silvio Berlusconi non ha dunque soltanto il già immenso merito di aver liberato l’Italia dalla sanguinosa dittatura comunista che l’opprimeva da secoli. Benefattore di proporzioni planetarie, egli è il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 65 milioni di anni.
L’ultimo leader al suo livello di rilievo e carisma è stato il Triceratopo del Cretaceo, oggi purtroppo estinto come tutti gli altri dinosauri, a causa dei comunisti.
Meno male che invece Silvio c’è, e non molla. Combattivo come sempre, s’è già rimesso in corsa per il Nobel del prossimo anno, questa volta per la medicina: la sua campagna contro la pandemia di influenza AAAH!!1!!!1 comincerà col rendere più efficaci gli spot sulla prevenzione, sostituendo Topo Gigio con la sorella bionda.
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Digitale terrestre
Affacciati a balconi e terrazze, assiepati in piazze e locali all’aperto, i cittadini della capitale scrutavano il cielo notturno con ansia festosa. La nube azzurrina di ologas, sparata dall’emettitore in cima al traliccio televisivo, si espanse rapidamente fino all’orizzonte. Poi si illuminò, trasformando l’intera volta celeste in un megaschermo olografico.
Salutata da un corale oooh di meraviglia, una rapidissima sequenza di immagini balenò sulla città, mentre dagli altoparlanti installati su tutti i palazzi una voce suadente annunciava: ”comincia oggi l’era del Digitale Celeste! Presto su tutte le città del paese”.
Le immagini si susseguivano, occupando tutto il cielo, proiettando luci e ombre multicolori su strade e case. Goal della Nazionale, divi sorridenti, pontefici benedicenti, dinosauri, astronavi, rockstar, sponsors, e cartoni animati.
La folla applaudiva, sorridendo estasiata.
Particolare entusiasmo suscitò la scena più nota di Basic Instinct, che per un attimo riempì il firmamento di figa, e la città di cori da stadio.
- Benissimo – commentò dalla sua terrazza il ministro della Visibilità, assestando una pacca sulle spalle al responsabile del progetto.
La carrellata di immagini sfumò in un azzurro intenso solcato da poche nuvolette bianche. Una sorta di cielo virtuale che sostituiva quello reale. Al centro di esso apparve il volto del Presidente.
- Guardi come sorride – ridacchiò il ministro, col naso all’insù – non vede l’ora di potere andare in onda a cieli unificati!
Un fulmine violaceo attraversò la faccia gigantesca.
- Che succede?
- Non si preoccupi, – rispose il responsabile del progetto – l’ologas è testato per resistere ai temporali.
- Ma se piove perdiamo audience!
Un’altra scarica saettò attraverso l’immagine del Presidente, e poco dopo altre due, in rapida successione.
- Resiste anche alle tempeste elettriche?…- chiese il ministro. L’altro lo guardò allarmato.
- …Ma sono rarissime qui… – disse – forse però la concentrazione di ologas ha causato… – il resto della sua risposta fu coperto dai tuoni.
I fulmini proseguivano ininterrotti, ramificandosi per tutto il cielo.
L’ologas cominciò a surriscaldarsi, distorcendo il volto presidenziale. Chiazze scure comparvero al posto degli occhi, e il sorriso si trasformò in una sorta di ghigno.
Un fulmine violento lo tagliò in due.
L’ologas s’incendiò.
Il cielo si trasformò in un inferno.
Per un attimo, mentre la combustione risucchiava l’aria dai loro polmoni facendoli implodere, i cittadini della capitale intravidero un enorme teschio di fuoco abbattersi su di loro.
Poi la tempesta di fiamme li spazzò via.
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Doppiolitano
“Per fortuna in Italia ci sono tanti terreni che lo scontro politico non può contaminare. Questa è l’Italia che serve soltanto all’interesse comune, senza cadere nella spirale dello scontro politico. L’Italia dell’impegno civile non partigiano è l’Italia migliore”
Se questa dichiarazione di Napolitano suona tanto sinistramente familiare è perché pare ricalcare nello spirito, e a tratti anche nella lettera, il famigerato cartello del ventennio fascista ”qui si lavora, non si parla di politica’.
È tipicamente fascista infatti l’idea che ”parlare di politica’ sia un infame vizio da fannulloni disfattisti, quando non un crimine da sovversivi degenerati, qualcosa di schifoso e appunto contaminante. Un’idea che suona ancora più assurda, espressa da qualcuno che, come Napolitano, di politica è vissuto, e con la politica – presumibilmente antifascista – ha fatto carriera fino ad arrivare alla più alta carica dello Stato.
Eppure la sua dichiarazione sembra non lasciare dubbi: ”L’Italia dell’impegno civile non partigiano, è l’Italia migliore”. Non partigiano.
Come ci insegna la moderna documentaristica televisiva però, l’evidenza non deve fuorviarci.
La spiegazione di questo oscuro fenomeno è in realtà contenuta nella famosa agenda rossa di Nikola Tesla, trafugata dall’FBI subito dopo la sua misteriosa morte nel 1943, e di recente ritrovata da Voyager inspiegabilmente murata nella tomba del cognato di Nefertari
Alcuni esperimenti di Tesla con l’elettromagnetismo causarono infatti uno strappo interdimensionale, attraverso il quale periodicamente riescono a penetrare esseri provenienti da altri universi, in grado a volte di sostituirsi ai loro corrispettivi autoctoni.
Il Napolitano autore di quella dichiarazione non è quindi quello nostrano, bensì un suo doppio, appartenente ai Savoia. Un Doppiolitano, proveniente da un universo parallelo nel quale il golpe progettato negli anni ’70 ha avuto successo, e l’Italia è un’oligarchia neofascista, che intraprende imprese neocoloniali tragicamente fallimentari, mentre in patria perseguita, imprigiona e deporta stranieri e minoranze etniche e religiose, usandoli come capro espiatorio per la disastrosa crisi economica.
Un’Italia dove l’informazione è monopolizzata dalla propaganda, l’immagine della donna è ispirata all’estetica del bordello, e ”parlare di politicà’ è appunto considerato un crimine ”antitalianò’.
Un interessante caso di universo parallelo coincidente.
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Il Giudizio
Appena passato il confine tra la vita e la morte, Italo si ritrovò di fronte a ciò che subito gli apparve come il Tribunale Supremo.
Si accorse di avere ancora consistenza fisica, e la cosa lo fece sentire anche più vulnerabile.
Immersi nella lattiginosa luce accecante, tre giudici sedevano scrutandolo con aria severa.
- Come ti presenti? – gli chiese il primo.
Italo rabbrividì.
- In che senso?… – azzardò.
- Cosa sei?
- …Cattolico?…
Il primo giudice fece un gesto d’insofferenza, che raggelò Italo.
- Non ci siamo capiti – intervenne il secondo giudice – in che cosa ti presenti, cosa sei? Cosa sai fare? – scandì – Cantare, ballare, recitare?…
Italo rimase allibito.
- Ma…è come…un’audizione?…
- Preferisci essere giudicato per le tue colpe? – gli chiese il terzo giudice.
- Di Battisti-Mogol canterò “Il tempo di morire” – Italo si schiarì la voce e partì – Mo-tocicle-tta-a! Dieci-acca-pi! Tutta cro-ma-ta-aa! È tua se dici si!”..
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La Scelta
- Desidera? – chiese la commessa in tono incolore.
- Una vita felice – rispose Leo.
La commessa digitò sulla tastiera, poi diede un’occhiata allo schermo
- Mi dice qui che la felicità non è di questo mondo.
- No? E di quale allora?
- Un attimino che guardo – digitò ancora – non me lo dice. Le cerco un articolo simile?
- Si…una vita importante, piena di significato – disse Leo – utile al futuro dell’umanità.
La commessa digitò, e lesse.
- Esaurito.
- Cos’è esaurito? Il futuro dell’umanità?…
- Non lo so, qui mi dice solo “esaurito”.
- Va bene, allora mi dia una bella vita – disse Leo, stizzito – lunga, comoda, divertente.
La commessa digitò, e chiese
- Come paga?
- Con la mia anima?…
La commessa trafficò un po’, e poi rispose
- Mi dispiace, il lettore della cassa non l’accetta. Lei non ha abbastanza credito.
Leo chinò la testa.
- Per cosa basta il mio credito?
La commessa controllò lo schermo
- Una vita mediocre.
- Allora mi dia quella – disse Leo cupo.
- Esaurito.
- Ma…me l’ha proposta lei!
- Nel tariffario c’è ancora, ma è esaurito. – la commessa lo guardò senza espressione – È l’articolo più venduto da queste parti – spiegò.
- Che cosa mi resta?
La commessa si voltò di nuovo verso lo schermo.
- Ci sono rimaste delle vite di merda. Ne prende una?
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Crociprecario
La sentenza della Corte di Strasburgo, contraria alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, ha suscitato energiche proteste da parte del Vaticano e di tutto l’arco parlamentare. ”Il posto crocifisso è un valore. Non ci toglieranno i nostri simboli!” hanno affermato in particolare gli esponenti della maggioranza,
In effetti, l’immagine di qualcuno massacrato e ucciso dai suoi carcerieri è uno dei simboli che meglio rappresentano l’Italia.
La ministra Gelmini ha assicurato: gli unici cristi a essere sbattuti fuori dalle aule scolastiche saranno gli insegnanti precari licenziati.
Ospite a ”Che Tempo che fà’ Gianfranco Fini ha dichiarato ieri: ”nei confronti di Berlusconi siamo leali, ma non supini. Casomai a 90°”. Memore dei suoi trascorsi al G8, Fini ha poi sostenuto di non gradire “il clima da caserma’ nel Pdl, poiché non si tratta della Caserma di Bolzaneto.
Ancora una vittima dell’influenza AAAH!!1!1!!1. Il fatto che il paziente soffrisse anche di varie altre gravi patologie, avesse subito l’asportazione di entrambi i polmoni, e fosse già morto da sei anni, potrebbero avere aggravato il quadro clinico. Il viceministro della Salute viceconsiglia però di non abbassare la guardia e continuare a cagarsi sotto, comprando litri di bava disinfettante che ulcera le mani, costosissimi antivirali che necrotizzano il fegato, e correndo in ospedale al primo starnuto, per finire ricoverati nel reparto infettivi accanto a qualcuno con la dissenteria. La salute innanzitutto.
L’economia italiana dà forti segnali di ripresa. Aumentate in particolare le vendite di bava disinfettante che ulcera le mani, costosissimi antivirali che necrotizzano il fegato, e carta igienica. ”In questo settore – ha annunciato con orgoglio il premier – abbiamo superato anche l’Inghilterra, nonostante l’handicap di avere il bidet”.
L’Unione Europea dà tempo all’Italia fino al 2012 per riportare il deficit entro la soglia del 3%. Poi distruggerà il pianeta.
Riaperto il caso dell’assassinio di Simonetta Cesaroni. I nuovi indizi accusano Claudio Amendola.
Vent’anni fa crollava il Muro di Berlino. I profughi sono ancora nelle baracche.
Sarkozy dichiara d’essere stato presente a Berlino la notte del crollo, e pubblica su Facebook una foto che lo ritrae col piccone in mano. La presenza nella stessa foto di Noemi Letizia che brinda coi suoi genitori, delle gemelle Cappa di Garlasco, di una modella di Ralph Lauren con la testa più grande dei fianchi, e di un’astronave Cylon all’orizzonte, getta però qualche dubbio sull’autenticità della foto.
Concluse le indagini sulla morte di Stefano Cucchi. È stato un’altra vittima dell’influenza AAAH!!1!1!!1.
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Il costo della vita
- Fascia C? Come farà mio figlio a sopravvivere con un salario così basso?
L’impiegata dell’Anagrafe Salariale allargò le braccia.
- Mi dispiace, ma l’analisi del DNA parla chiaro: suo figlio avrà diritto solo a quello. Guardi – gli mostrò la tabella sullo schermo – il suo salario è regolarmente equiparato a quello che sarà il suo reale costo della vita. Sarà magro, e alto sotto il metro e settantacinque, quindi risparmierà sui vestiti. Sarà di carnagione olivastra, perciò non spenderà molto per creme solari e lampade. Sarà un tipo serio, tranquillo, e onesto, quindi non butterà i soldi in divertimenti costosi, né gli toccherà farseli mangiare dagli avvocati.
L’impiegata sorrise. Il neo padre si avvicinò allo schermo, sul quale danzava una spirale di piccole sfere colorate che s’illuminavano a turno.
- Sarà pagato di meno perché onesto?…
- Non soltanto – precisò l’impiegata, indicando una delle sfere – avrà anche una discreta salute, quindi l’assicurazione sanitaria privata gli costerà meno. E poi sarà gay.
- Gay?…
- Sì, gay. Perciò, non essendo legalmente riconosciute le convivenze fra persone dello stesso sesso, non avrà mai una famiglia a carico. Né mogli divorziate, o figli segreti – aggiunse con un sorrisino.
- E per questo mio figlio dovrà fare la fame. Se invece fosse alto, biondo, ladro e puttaniere…
- Beh…non avrebbe bisogno di un salario – ridacchiò l’impiegata.
Il proiettile le sfiorò l’orecchio, e colpì lo schermo davanti a lei, facendolo esplodere in una nuvola di schegge e gas. L’impiegata urlò, mentre il fuoco incrociato degli agenti della sicurezza abbatteva il neo padre con la piccola pistola stretta in pugno.
- Cazzo, come ha fatto a farla passare al metal detector? – disse il primo agente.
- Non è di metallo – rispose l’altro, frantumandola sotto lo stivale, insieme alle dita di chi, a terra, la stringeva ancora.
- Ma perché l’ha fatto? – gridò l’impiegata, semi accecata dalle schegge.
- …Fattori acquisiti… – disse rauco l’uomo a terra, rigurgitando sangue scuro – non è solo il DNA a decidere quello che saremo. E con un padre morto in questo modo…col cazzo che mio figlio resterà un tipo da fascia C.
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Macerie
In Abruzzo più di un centinaio di morti, e decine di migliaia di senzatetto.
In Parlamento il solito accordo bipartisan: ”questo non è il momento delle polemiche’.
Certo, sarebbe assurdo parlare di norme antisismiche dopo un sisma.
Parliamo di norme antiforfora.
Poi magari diamo fuoco anche alle baraccopoli degli abruzzesi sfollati come facciamo con quelle dei rom.
Questo non è il momento di parlare di speculazione edilizia, incuria, ecomafia, corruzione, per riflettere su quanto sia appropriata la definizione “condono tombale”.
È il momento di dare al governo la possibilità di sfruttare la tragedia come ennesimo spot “sociale” per le elezioni europee.
Qualcosa tipo la strappona sdraiata sulla monnezza che ringrazia il governo di avere “ripulito Napoli”, ma più in grande, e a reti semi-unificate.
I pezzi grossi da Vespa, il gran sacerdote del Cordoglio Controllato, l’imbalsamatore capo d’ogni tragedia da mummificare nella retorica istituzionale.
Gli sfigati al tavolo tondo da seduta spiritica di Lerner e Gruber, accanto all’inquietante materializzazione dell’ectoplasma di Zamberletti.
Questo non è il momento di dare la colpa ai colpevoli, di attribuire le responsabilità ai responsabili.
È il momento di intervistare gli esperti, e domandargli basiti e increduli come sia possibile aspettarsi un terremoto in un paese che da sempre trema come un parkinsoniano all’ultimo stadio.
Ci faranno una puntata di Voyager. Lo chiederanno a Titor, alla setta dei Cugini di Satana, al sagrestano di Rennes-le-Château: com’è possibile aspettarsi un sisma in zona sismica?..
Questo non è il momento di chiedere conto a chi costruisce palazzi con lo zucchero a velo al posto del cemento, sarebbe indelicato verso chi sotto le macerie di quei palazzi c’è morto.
Il loro ultimo desiderio è stato di certo un accordo bipartisan in Parlamento che evitasse le polemiche.
Questo è il momento di ravanare tra le macerie delle vite altrui, a caccia di reperti strappalacrime da esibire alle telecamere, e poi accusare di sciacallaggio chi quelle vite le avrebbe volute salvare.
Questo è il momento di pregustare il business per la ricostruzione, condito dalla deregulation del nuovo piano casa.
È il momento di preparare il prossimo condono tombale.
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Nuda proprietà
L’impiegato indicò il piccolo tatuaggio sulla spalla della ragazza.
- Vedo che lei ha fatto delle modifiche alla facciata.
La ragazza annuì.
- Sì, ma sono autorizzate.
L’impiegato del Catasto Biologico controllò sul terminale, poi tornò a guardarla da sopra gli occhiali.
- E quelle, le ha condonate?
- Cosa?…
- Sarà minimo una quarta. Oltretutto sporgono sull’area del suolo pubblico.
La ragazza si guardò il seno.
- Ma no, queste sono mie!…Cioè, non sono una modifica…
L’impiegato alzò un sopracciglio con aria scettica.
- Come sa, lei ha soltanto l’usufrutto del suo corpo, la nuda proprietà appartiene allo Stato. Per quelle, potrebbe ottenere il condono rendendole disponibili all’ufficio della Presidenza del Consiglio, o registrandone l’immagine ai Ministeri del Turismo, della Comunicazione, o dei Beni Culturali.
- Sono vere – ripetè la ragazza, cupa.
- E allora perché è qui? – chiese l’impiegato, controllando il terminale con aria infastidita – Ha intenzione di restare incinta? Non può – la guardò di traverso – il suo utero non corrisponde ai criteri statali di abitabilità.
- Lo so. Non sono qui per me.
- E per chi allora?
- Per mio padre.
L’impiegato sbuffò – Poteva dirlo prima.
La ragazza continuò.
- È completamente paralizzato da anni, e il danno sta per estendersi anche al cervello.
Mio padre vorrebbe interrompere l’alimentazione forzata.
L’impiegato si voltò a guardarla indignato.
- Ma non può! È illegale, danneggia la proprietà dello Stato!…La procedura di alimentazione forzata va proseguita, ed è a carico del locatario, cioè vostro.
- Mio padre vorrebbe solo essere lasciato…
- Lasciato cosa?…- la scrutò da sopra gli occhiali.
- Lasciato in pace – disse lei.
L’impiegato scosse la testa.
- No, non se ne parla proprio – si girò, e diede un’altra occhiata allo schermo – Piuttosto….sua nonna mi risulta pericolante.
La ragazza impallidì.
- Ha solo il diabete…
- È stata erroneamente considerata di interesse storico, e quindi puntellata a spese della Sanità pubblica.. – l”impiegato scosse la testa – Sarà abbattuta.
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Riforme condivise
C’è un buco nel gobbo.
- Eh?…
Il vicedirettore si gira.
- Manca una notizia nel gobbo elettronico da cui devo leggere stasera – si lamenta l’anchorman – poco fa per la prova c’era, adesso è sparita. Non la diamo più?
Il vicedirettore si rigira verso il pc.
- Basta troie.
- ….L’aveva scritta quella nuova assunta?….
- Basta notizie sulle troie. Ha detto il direttore che seguiremo anche noi la linea Minzolini, la Minzolinea – il vicedirettore cantilena in tono cupo – “Basta notizie sulle cavalle del Cavaliere, basta pettegolezzi sordidi e indegni d’un Tg serio”.
- Allora dopo il pastone di politica, saltiamo la giudiziaria, e passiamo direttamente alla nera, col porno-blog della squartatrice di Galbiate?…
- Perché di Galbiate? E’ di Milano, e il delitto è stato a Milano.
- Sì, ma i suoi nonni sono di Galbiate, e “squartatrice di Galbiate” suona meglio, fa più torbida provincia – l’anchorman sorride soddisfatto – è un’idea mia.
Il vicedirettore annuisce.
- Il resto della scaletta allora rimane invariato, tranne il francobollo del Portavoce?
Il vicedirettore si rigira con una smorfia.
- Già, è vero! La dichiarazione lampo del Portavoce va tagliata dal pastone di politica!….
- Eh sì, parla delle tro..cioè, smentisce la notizia che abbiamo insab…eliminato! – conferma l’anchorman.
- Cazzo…allora vanno tagliati anche tutti gli altri francobolli che commentano la stessa notizia! ….
- Ma così il pastone si squaglia, ci resta solo il leghista!..
- Parla di un’altra faccenda?
- Per la verità non si capisce di che parla.
- Perché è in dialetto?
- No. E’ sempre così.
Il vicedirettore sbuffa.
- Facciamo un voice-over globale, sostituiamo l’audio originale di tutto il pastone con un doppiato riassuntivo.
- Riassuntivo di che?….
- Di una cazzata qualsiasi! Una di quelle di cui parlano sempre, la Devolution, le Riforme, una qualunque, purché non c’entrino le troie!…Ah, ecco, l’altro ieri Naporsocapo ha sparato uno dei suoi soliti pipponi presidenziali abbastanza vacui da piacere a tutti, una roba nostalgica tipo “tornare ai principi della Costituzione”…lo facciamo su quello.
- Vado in redazione a dire…
- No, non c’è tempo, vai subito a scriverlo.
L’anchorman deglutisce.
- Scrivere…Ma io veramente dovrei passare al trucco…
Il vicedirettore allarga le braccia.
– Io devo telefonare al Portavoce per spiegargli la faccenda. Se non vai subito a scriverlo e a registrarlo tu, ci tocca mandare il pastone muto.
L’anchorman torna alla sua scrivania, e s’accascia davanti al pc. Si sente come il giorno del tema di Maturità, e senza neanche i foglietti nei calzini. Poi alza gli occhi sulla schermata di Google, e si illumina: il più grande foglietto nei calzini del mondo! Inserisce una chiave di ricerca, e clicca ”Search”. Il suo entusiasmo si spegne subito. Milioni di risultati di tutti i tipi, quale sarà il foglietto giusto?… Mentre giocherella col mousepad ergonomico, si ricorda d’un blog un po’ strano sempre pieno di politica, molto copiato dai colleghi più arguti: perfetto! È lì che la chiave di ricerca va inserita. Poi non resterà da fare che un po’ di spensierato copincolla.
Quella sera, il pastone va in onda in perfetto orario.
L’indomani, il gobbo non ha più buchi:
“Buonasera. La notizia del giorno è ancora quella annunciata in anteprima nella pagina politica della nostra edizione di ieri. Dopo anni di estenuanti dibattiti, finalmente una riforma condivisa. Tutto l’arco parlamentare concorda sulla necessità d’una modifica costituzionale che consenta il ritorno alla monarchia. L’insinuazione che questo sia derivato da un qui pro quo fra prìncipi e princìpi è ovviamente destituita di ogni fondamento.
..

Plurinquisito
L’ometto si aggirava per la grande stanza vuota. Non sapeva come ci fosse arrivato. L’ultima cosa che ricordava erano due pasticche di Viagra e una riga di coca tra le tette di una bionda dallo sguardo bovino. Poi buio. Dolore, e buio. Si portò istintivamente la mano al petto. Sperò di essere in un ospedale.
Un fascio di luce lo investì di colpo, e una figura alta e ammantata di nero gli comparve di fronte. L’ometto si sforzò di sorridere.
- Salve padre… lei fa assistenza qui?….E’ della Caritas?…
La figura si scoprì il capo, con un’espressione di profondo disprezzo sul volto affilato.
- Il mio nome è Nicolas Eymerich. Inquisitore. – sibilò.
- Inquisitore?…Cribbio, esistete ancora? – L’ometto forzò una risatina.- E poi dicono che la Chiesa non si rinnova! – si guardò attorno, come in cerca dell’applauso d’un pubblico invisibile.
- Padre, scusi la stranezza della domanda, ma potrebbe dirmi dove mi trovo?
- Esattamente dove meriti.
Il sorriso dell’ometto si trasformò in una smorfia.
- Senta padre, io non ho tempo….
Un colosso calvo e nerboruto sbucato dal nulla lo afferrò per il collo, e glielo chiuse in una sorta di collare rugginoso. Poi con uno strattone ne fissò la catena a un anello sul pavimento. L’ometto finì in ginocchio.
- Che cazzo fate? – strillò
Accanto all’inquisitore apparvero altri due domenicani.
L’ometto si sforzò di tirarsi su senza riuscirci. La catena era troppo corta anche per lui.
- Questa la pagate carissima, stronzi maniaci cattocomunisti di merda! Che cazzo vi illudete di fare? Cosa volete?
- 1816 – disse Eymerich.
- 1816 cosa?… Milioni?….
- Tessera n.1816 – scandì Eymerich – loggia massonica P2 – tese il braccio e gli puntò contro l’indice – Il tuo marchio d’appartenenza alla setta. Adoratori di Satana per sete di potere.
- Satana?…
- Il vostro “Grande Architetto” – disse l’inquisitore, in tono sarcastico.
L’ometto si agitò, cercando di non strozzarsi col collare.
- Macché setta! Erano solo affari, io sono cattolico!…E poi da decenni non ho più alcun rapporto….
- Allora suppongo sia solo una coincidenza il fatto che, raggiunto il potere, tu abbia realizzato passo dopo passo tutti i loro piani architettonici – Eymerich tolse un documento dalle mani del domenicano alla sua destra, e lo mostrò all’ometto – È tutto qui, nero su bianco, fin dall’inizio: “Piano di Rinascita Democratica”
- Calunnie comuniste!…- gridò l’ometto. Poi s’accorse che, in risposta a un’occhiata dell’inquisitore, l’energumeno aveva impugnato delle grosse tenaglie.
- …E se anche fosse vero?… – riprese, in tono conciliante – La Chiesa non ci ha rimesso niente, anzi ci ha guadagnato! Le scuole cattoliche sono piene di soldi, e le mie fiction Tv piene di santi! E la massoneria è piena di cardinali! Perché il Vaticano ce l’ha tanto con me? Ancora per colpa di quelle maledette puttane?…
L’inquisitore afferrò la catena dell’ometto, e con uno strattone violento lo mandò a sbattere la faccia sul pavimento.
- Non ho alcun interesse per le tue ripugnanti squallide fornicazioni – disse, con una smorfia di disgusto – non scambiarmi per uno dei tuoi soliti patetici avversari. E non mi importa neanche delle tue ruberie, non sono un gendarme che puoi comprare o uccidere. – girò le spalle all’ometto, e aggiunse – In realtà, non mi interessi molto nemmeno tu, ma la macchinazione di cui sei un ingranaggio. Il più appariscente, non il più importante.
- Voi non siete del Vaticano, siete del KGB!…O di come si chiama adesso….
Eymerich si voltò con l’ombra d’un sorriso sarcastico.
- Il KGB?…Ma Putin non è il tuo migliore amico?…
L’ometto si tirò su per quanto glielo consentiva la catena.
- Esatto! E non è l’unico dei miei amici potenti! – disse, sforzandosi di suonare minaccioso.
Il sorriso accennato di Eymerich assunse l’aspetto d’un sottile ghigno lupesco.
- Bene, lo ammetti. È proprio di loro che intendo farti parlare.
Il colosso nerboruto infilò le tenaglie in un braciere, con un sinistro rumore di ferraglia.
- Prima la corda, Mastro Gombau – disse Eymerich – Rispettiamo la procedura. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo. – poi aggiunse rivolto all’ometto – La tua profezia s’è avverata, resterai al tuo posto per sempre. Questo è il tuo posto.
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Cristmas Karol
Fu svegliato da uno strano clangore di ferraglia.
Aprì gli occhi, e lo vide davanti al suo letto, in piedi, vestito di bianco, alto ma curvo, come negli ultimi anni. Coperto di grosse catene rugginose.
- Salve Joseph – disse. La sua voce inconfondibile sembrava provenire dal fondo dell’inferno.
Joseph biascicò un urlo strozzato
- Karol? ..Non è possibile! Sei morto!…- a fatica si tirò su dal cuscino, poi spalancò la bocca – Allora anch’io sono morto!…Maledetti, lo hanno fatto di nuovo, hanno avvelenato nel sonno anche me come quel povero stronzo!….
- No Joseph, tu non sei ancora morto. Non più del solito, almeno. Sono stato mandato qui per annunciarti che quest’anno non te la sei cavata con la messa, la tua notte di Natale non è ancora finita, e sarà peggiore di quanto previsto dal cerimoniale. Peggiore persino del concerto di Canale 5.
Lo spettro sghignazzò, facendo cigolare le catene, e svanì.
Joseph si ritrovò seduto nella neve, davanti a una casa in stile bavarese. La casa dov’era cresciuto.
Con uno sforzo si girò a quattro zampe, si alzò rabbrividendo, e si guardò attorno: non c’erano automobili o antenne, tutto era come nei suoi ricordi d’infanzia. Quasi senza rendersene conto, sorrise.
Come sbucato dal nulla, un uomo gli si avvicinò. Alto, sulla cinquantina, cappello, occhiali, bastone, e un lungo cappotto.
- Professor Goldstein!…Mi ricordo di lei!…
L’uomo sorrise
- Anch’io mi ricordo di te. Eri così studioso, educato, disciplinato. Sempre in ordine. Anche l’ultima volta che ti ho visto eri in ordine. Avevi la divisa impeccabile.
L’uomo gli sferrò una bastonata di taglio, sbattendolo a terra
- La divisa della Hitlerjugend. Sì Joseph, mi ricordo di te.
- Ero un ragazzino! Avevo quattordici anni! Non è stata una mia scelta, reclutavano tutti!…
L’uomo sferrò un’altra bastonata.
- No, non tutti. Mio figlio non l’hanno reclutato, l’hanno preso. Ti ricordi anche di lui? Aveva la tua età di allora. E non ne avrà mai un’altra. E’ morto soffocato dal gas, insieme a me, a sua madre, e a sua sorella di cinque anni, mentre tu lucidavi i bottoni della tua divisa nuova.
L’uomo assestò una terza bastonata. Joseph si girò cercando di sottrarsi. Vide che attorno a loro le case in stile bavarese erano sparite. Restava solo una sconfinata distesa di neve percorsa da filo spinato.
- Non lo sapevo! Non lo sapevo!…- piagnucolò.
- Giusto. Allora non lo sapevi. Adesso lo sai però, vero?…Quindi perché beatifichi quel viscido farabutto del tuo pio collega? Lui lo sapeva allora. Lui non era un ragazzino.
L’uomo sollevò a due mani il bastone, e fece per abbatterlo sul cranio di Joseph.
Joseph strillò coprendosi la testa con le braccia.
Fu assalito da un’ondata di calore bruciante.
Si ritrovò in una piazza deserta e assolata.
Accanto a lui un ragazzo bruno, dai grandi occhi neri, scuoteva la testa.
- Scommetto che quel babbione di Karol non ti ha spiegato quello che ti sarebbe successo stanotte. Voleva lasciarti la sorpresa – accennò un sorriso – sì, lui ha sempre avuto il senso dello spettacolo. Beh, come penso avrai capito, quello che hai appena incontrato era il fantasma del tuo passato. Io invece…sono quello del tuo presente.
Improvvisamente la piazza si riempì di persone vocianti. Perlopiù uomini baffuti, e qualche donna velata. La folla afferrò Joseph e il ragazzo, li trascinò brutalmente, e li issò su di un patibolo improvvisato.
- Ehi, no, un momento! – gridò Joseph, dibattendosi – questi sono fanatici musulmani! Non c’entro niente con loro!
Il ragazzo sospirò, mentre ad entrambi legavano le mani dietro la schiena
- Ma Joseph, non senti come ci stanno chiamando?…Ah, già, tu non sei poliglotta come Karol, non li capisci…beh, traduco io: nella città in cui abiti si dice “froci”. Già, quelli che tu preferisci vedere impiccati, che sposati. L’hai detto chiaro anche all’ONU.
- …e tu sei?…
- Sì. Dici che non si vede? Certo che non si vede, stronzo. Non andiamo mica sempre tutti in giro vestiti da Drag Queen…come te.
Un paio di baffuti infilarono un cappio al collo del ragazzo, altri due fecero lo stesso con Joseph, che si torceva scalciando e urlando.
- Lasciatemi andare! Io questo frocio non lo conosco! Non lo toccherei mai!…
- Che c’è Joseph, sono troppo vecchio per te?…Su, non ti agitare, la morte per impiccagione è un’esperienza che non può mancarti….la sensazione di soffocamento, l’osso ioide che si spezza, gli occhi spinti fuori dalle orbite….io ci sono già passato, ma per te sarà meno doloroso. A te non toccherà veder morire nello stesso modo accanto a te anche la persona che ami.
La botola sotto i loro piedi si aprì con uno scatto secco.
Joseph sentì lo strappo della corda.
Poi si ritrovò avvoltò dall’oscurità.
Non riusciva più a percepire il suo corpo, né nient’altro attorno a se. Era come fluttuare nel nulla più angoscioso e assoluto.
«Ecco, adesso sono davvero morto» pensò.
«Errato» disse una voce metallica nella sua testa.
«Sei…Dio?» pensò Joseph
«Errato» ripetè la voce metallica.
«Chi sei allora?.. »
«DIMON»
«Cosa?.. »
«Dspositivo Integrato di Mantenimento Organico Neuronale»
«Cosa?.. »
Joseph sentì un click, poi ancora la voce:
«Guida tecnica…attendere prego… Guida tecnica…. – partì una sorta di spot introduttivo – DIMON, il cyber-supporto che mantiene in vita ciò che resta del vostro cervello anche dopo l’incidente più devastante. Neanche un solo neurone attivo rimasto è troppo poco per noi, la vita è sacra! DIMON, approvato dalla Chiesa Rinata Unificata Cristiano-Capitalista d’Occidente!»
«Aspetta…tu saresti il fantasma del futuro?.. – pensò Joseph – Vuoi dire che sono condannato a un’eternità di coma meccanico?…Eh no, basta! Karol! Vecchio bastardo, dove sei? Noi abbiamo fatto un accordo! Tu mi hai lasciato il tuo posto, e in cambio io, quand’è arrivata la tua ora, t’ho fatto staccare la spina senza accanimenti. Ti ricordi? Beh, ho già fatto lo stesso accordo col mio successore, quindi non ci sarà nessun “DIMON” nel mio futuro, quest’incubo finisce qui, io me ne torno nel mio letto…e domattina lo faccio bruciare!»
Un altro click interruppe i suoi pensieri.
«Alterazione percettiva in atto. Schema consueto: il paziente rivive l’allucinazione avuta la notte di Natale in cui è stato colpito dall’emorragia cerebrale, e crede di poterne uscire come da un incubo, ritrovandosi nel suo corpo di allora. Terapia consigliata: elettroshock.»
La scarica trasformò la marea di nulla in un oceano di dolore.
«Alterazione percettiva cessata. Il paziente è tornato consapevole della sua condizione attuale».
Mentre riemergeva dal dolore al nulla, a Joseph sembrò di sentire un lontano rumore di catene, e l’eco ghignante di una frase.
«Buon Natale a tutti quanti».
..
Democrazia diretta
Claude fu bloccato da un paio di agenti davanti all’uscita del terminal.
- Benvenuto al confine dell’Italia, il paese più democratico del mondo! – gli sorrise la donna.
- Fra qualche minuto le diremo il risultato della votazione – disse l’uomo.
- Quale votazione?
- Gli italiani stanno decidendo se permetterle di entrare nel nostro paese.
- E perché?… Non sono mica un famigerato criminale!…Sono solo un turista qualunque!
La donna annuì.
- Lo sappiamo, ma i nostri cittadini hanno il diritto costituzionale di decidere direttamente su chiunque venga ammesso nel nostro paese.
- Chiunque?… – disse Claude, basito – Ma c’erano più di duecento passeggeri sul mio volo, come possono gli italiani…
L’uomo estrasse dalla tasca una sorta di telefonino, e glielo mostrò.
- Col DemoPhone! – sul touch-screen Claude vide la foto del suo passaporto, una stringa dei suoi dati personali, e due pulsanti, uno rosso, e uno verde. – Ogni cittadino italiano ne ha uno, e ogni volta che riceve la chiamata dal ministero può votare dovunque si trovi semplicemente toccando il pulsante scelto. Il Demoph ha rivitalizzato la democrazia, e debellato l’astensionismo. Naturalmente si può dare un solo voto per volta, e il touch-screen riconosce solo l’impronta del suo legittimo proprietario.
Claude scosse la testa.
- Non è possibile comunque, ci saranno decine di migliaia di persone che ogni giorno chiedono di entrare in Italia….
- Non più. Le nostre frontiere sono solide adesso – disse la donna, con una punta di orgoglio – Si entra quasi esclusivamente su invito. Il suo aereo è l’unico a essere stato autorizzato ad atterrare sul nostro suolo oggi.
- Autorizzato da chi?
La donna sorrise.
- Dal voto popolare, naturalmente.
- Ma…questo sarà un disastro per l’economia… – obiettò Claude. La donna s’irrigidì.
- La crisi c’è per tutti, e in Italia non è peggiore – scandì – noi siamo ottimisti! – tornò a sorridere – Si accomodi pure nella sala, non ci sarà molto da aspettare.
Un paio d’ore dopo, l’ agente richiamò Claude. Gli sorrise, e gli indicò lo schermo del Demoph divenuto tutto verde.
– Congratulazioni, lei è stato ammesso con una percentuale del 54%
- Benvenuto in Italia, il paese più democratico del mondo! – sorrise ancora la donna, e gli aprì la porta del terminal.
Appena uscito, Claude fu infastidito dallo sbalzo di temperatura. Si precipitò all’ interno di un taxi, comunicando l’indirizzo del suo albergo. Il tassista non accese il motore. Si voltò lentamente verso di lui, e disse
- E’ zona gialla.
- Cosa?…
Il tassista si rigirò verso il volante, e cantilenò con aria di annoiata sufficienza.
- I cittadini italiani hanno il diritto costituzionale di decidere quotidianamente in quali zone consentire il traffico, e sulle zone gialle oggi s’è votato no.
Claude notò che il tassametro era già partito. Fece per protestare, ma il tassista gli mise sotto il naso il suo Demoph, dallo schermo tutto rosso, dove campeggiava un inequivocabile “No 61%”.
- Mi dispiace. La posso portare solo fino al limite della zona. All’albergo ci deve arrivare a piedi.
- Ma chi l’ha deciso? Chi l’ha dato questo voto?…
- Gli italiani
- Quali?
- Tutti quelli che hanno diritto di voto.
- Ma che ne sanno tutti gli italiani dei problemi urbanistici di ogni singolo quartiere? – disse Claude, stranito – Li conoscerà chi ci abita, no? Che ne sanno tutti gli altri?
Il tassista si voltò verso di lui con aria torva.
- Guardi che noi siamo informati.
- Informati da chi?…
Il tassista gli diede un’occhiata di disprezzo. Poi si rigirò, mise in moto, e partì.
- La porto al limite della zona. – ripetè – Il resto a piedi.
Scaricato a più di due chilometri dalla sua meta, Claude sentì il bisogno di mettere subito qualcosa sotto i denti. Entrò in una pizzeria, e si sedette. Una cameriera molto giovane e vistosamente incinta gli portò un menù diviso in due colonnine. Poi estrasse il suo Demoph.
- Non mi dirà che adesso gli italiani devono decidere a maggioranza quello che devo mangiare?
La ragazza ridacchiò
- Ma no. L’hanno già deciso stamattina il menù giornaliero per le pizzerie di tutta Italia. Stavo solo controllando.
Claude si alzò, esasperato
- E se io volessi mangiare un’altra cosa?
- Lei è straniero, vero? – gli chiese un tipo corpulento, uscendo da dietro il bancone.
Claude si rimise seduto. Era affamato e stanco, e decise di abbozzare.
Si sforzò di sorridere alla cameriera.
- Mi scusi. Porti pure…quello che c’è. E auguri per il bambino!…E’ il primo, vero?
- Veramente è il terzo, ma gli italiani hanno deciso che lo dovevo tenere.
Claude chinò gli occhi sul menù, e finse di leggerlo.
Cenare prima di camminare non era stata una buona idea. A metà strada dal suo albergo, Claude sentì il bisogno di riprendere fiato. Era ormai buio, e le vie s’andavano svuotando. Si fermò davanti a un videonoleggio che esibiva la scritta: “Solo i film più votati!”, poggiò sul marciapiede la grossa valigia, e ci si sedette sopra. Sentì una pacca sulla nuca.
- Ce l’hai una sigaretta?
Si girò, e vide tre ragazzotti dalle facce anonime e i vestiti firmati.
- Non fumo – rispose.
- Neanche io – ridacchiò il primo dei tre, e gli sferrò un cazzotto con un tirapugni di metallo, sbattendolo a terra.
- Cazzo, hai sentito che accento? Ma da dove viene questo? – disse il secondo – Perché l’hanno fatto entrare?
- E’ che sul Demoff l’ accento non si sente, e di faccia sembra bianco – rispose il terzo. Poi sferrò due calci nello stomaco a Claude che si stava rialzando.
- Cazzo, dobbiamo rimediare – disse il secondo, e impugnò la spranga.
Il primo annuì, ed estrasse un Demoph.
Claude provò di nuovo ad alzarsi. Il terzo lo bloccò con una bastonata. Il secondo gli sferrò un altro paio di calci. Poi disse al primo
- E allora?
Il primo gli si avvicinò esibendo il DemoPhone.
- Ecco il risultato! – disse. E lesse ad alta voce – “Eliminare barbone immigrato? Sì 78%”.
- Come da pronostico – commentò il secondo, sollevando la spranga.
Claude vide la luce verde del piccolo schermo brillare nel buio.
Poi non vide più nulla.
..
Ultime dalla Terra
- Terrestri, come i più accorti fra voi avevano intuito da tempo, siete sempre stati osservati.
L’inviato alieno, dall’apparenza umanoide elegante e ieratica, si guardò attorno con aria solenne.
I dodici componenti del comitato d’accoglienza, scelti fra i leaders più influenti della terra, cercarono di sostenere il suo sguardo severo.
- La Civiltà Galattica che rappresento vi ha osservato per millenni, seguendo ogni vostra evoluzione, e ogni vostro regresso. – riprese l’alieno in tono grave – Ora tutto questo sta per finire. La vostra razza sta per essere cancellata.
Il papa bestemmiò in quattro lingue.
Il re saudita accanto a lui gli mollò una gomitata, e ingoiò un paio di pillole con un bloody mary.
Il presidente della Banca Mondiale annuì con un grugnito.
- Me l’aspettavo. Ecco a cosa servono davvero quelle enormi astronavi. E quelle delegazioni dei vostri che stanno sbarcando in tutto il mondo.
- Cancellata? E perché? – chiese in tono neutro il premier russo, con aria impassibile.
L’inviato alieno lo fissò.
- Perché non abbiamo più voglia di osservarvi.
- In che senso?.. – obiettò il premier cinese.
L’ alieno socchiuse i grandi occhi scuri, e sembrò riflettere un attimo, come a cercare le parole. Poi disse:
– All’inizio, quasi tutte le specie che compongono la nostra Civiltà Galattica seguivano costantemente le vicende terrestri. Ma poi, col passare del tempo, un millennio dopo l’altro, si sono rese conto che in fondo si ripetevano sempre uguali, prive di un autentico significato. Così, hanno perso interesse in voi, e una dopo l’altra hanno smesso di seguirvi. Ormai, terrestri, non vale più la pena osservarvi. E’ tempo che facciate posto a qualcun altro.
- Un crollo di audience! – disse il presidente USA – Volete cancellarci perché abbiamo avuto un crollo di audience!…
- Ma se vi siete stufati di guardarci, non potete semplicemente…cambiare canale? – obiettò il guru informatico. L’alieno scosse la testa, e fece per rispondere. Il tycoon dei media lo anticipò:
- No, non è così che funziona. Dovremo essere….rimpiazzati.
L’alieno annuì – La Terra è uno scenario stupendo, merita di essere utilizzato meglio. Da una nuova specie.
- Ma non c’è niente che possiamo fare per recuperare l’ audience perduto?.. – chiese il saudita.
- Sesso! – ringhiò il papa – Lo so io cosa vorrebbero osservare questi laidi finocchi marziani! Ingroppate planetarie! Animalfistingpedointerracialgangbang! – farfugliò.
- Cazzo, santità! – protestò la premier tedesca – C’è un bambino! – indicò il sonnolento ragazzetto calvo considerato la reincarnazione di Buddha. – Si controlli, porca puttana troia!
- Volete più azione? Mi pare che non ve ne abbiamo mai fatta mancare – il presidente USA fece un cenno al re saudita – Ma possiamo sempre fare di più!…
L’alieno scosse ancora la testa.
- Ma se volete una nuova specie non c’è bisogno di farle posto sterminandoci, per averla. – disse la direttrice dell’Organizzazione mondiale della Sanità – Noi stessi possiamo diventare una nuova specie. Possiamo indurre qualche interessante mutazione genetica nei terrestri. Non importa che siano consenzienti. Sarà per il loro bene.
L’alieno sospirò.
- Terrestri mutanti?…No, basta. Ne abbiamo già visti fin troppi rappresentati nelle vostre storie.
- Ma voi osservate anche la nostra Tv?… – chiese la leader tedesca
- Certo. Infatti vogliono sterminarci. – commentò il tycoon dei media
- Per salvarci serve un’idea davvero nuova! – disse il guru informatico – fatemi fare qualche telefonata…- si girò verso il piccolo Buddha – e tu, non è che sei almeno un po’ ibrido alieno, o cose così?…
Il bambino sbadigliò.
- Non avete capito – disse l’inviato alieno – Il nostro non è un ultimatum. E’ un annuncio. La nostra decisione è già presa. Non c’è più niente che possiate fare.
- No – disse il corpulento leader latinoamericano, rimasto in silenzio fino a quel momento – I miei compagni hanno preso il controllo della vostra astronave atterrata nella nostra capitale, e sono appena riusciti a decollare – Si tolse l’auricolare del blue tooth, e si alzò – Quindi c’è ancora una cosa che possiamo fare.
Estrasse una pistola, e fece saltare la testa dell’alieno in un’esplosione di poltiglia grigiastra
– Un bel reboot.
..
Raccontini venefici
Percentuale accettabile
- Avete trovato la testa? – chiese Magni guardando il cadavere decapitato.
Longo alzò le spalle – Macché. Solo poltiglia.
- Niente segni di effrazione, o di lotta?…
- Come al solito. Sangue e cervella dappertutto, ma solo qualche soprammobile rotto, e il televisore sfondato.
Magni annuì – Dev’essere così che li ammazza – mimò il gesto col braccio – prima gli afferra la testa, e gliela sbatte violentemente contro lo schermo, e poi gliela spacca come un cocomero.
- Che stronzo…
- Già
- No, dicevo che stronzo a sfasciare questi – disse Longo, indicando il grande televisore a parete – Questo è l’ultimo modello di bioplasma home-theatre ultrapiatto LivingColors della Sunya.
Magni sospirò – L’avevo riconosciuto
Tornato a casa stanco, Magni si stravaccò sul divano, e si addormentò di colpo. Fu svegliato da una musichetta irritante. Si cercò a tentoni il telefonino nelle tasche, ma non lo trovò. Riaprì gli occhi. Chi aveva acceso la tv? Pensò d’essersi sdraiato sul telecomando. Si alzò con un grugnito, ma non c’era niente sul dIvano. S’avvicinò al suo home-theatre Sunya per spegnerlo dal tasto centrale.
Lo schermo esplose in una tempesta di schegge, e una massa di tentacoli pulsanti di plasma luminoso schizzò fuori avvolgendogli la testa.
Magni annaspò freneticamente alla cieca cercando di liberarsi. La massa di bioplasma si strinse attorno al suo cranio come per stritolarlo.
Poi improvvisamente perse densità, facendosi più rarefatta. Quando fu diventata appena una piccola nube di gas luminescente, Magni riuscì a riprendere fiato. Respirò in fretta, ansimando.
Aspirandola a grandi boccate.
Poi si sedette sul divano.
«Questa fusione è riuscita – disse una voce suadente nella sua testa – Non è necessario distruggere il ricettacolo. Finora i casi di rigetto sono stati soltanto sei. E’una percentuale accettabile »
Magni non ci fece caso. Gli sembrava di non riuscire a pensare più a niente.
Al centro del mondo
Il generale Haggart si godeva l’aria tiepida dell’emisfero orientale di Freya Gamma. Le folate di brezza entrate dalle feritoie si rincorrevano nel dedalo di corridoi del Palazzo centrale. Complicati intarsi di vari materiali preziosi decoravano tutte le pareti. Quella costruzione aliena aveva una struttura bizzarra, pensava Haggart, ma era una magnificenza. Per questo ne aveva fatto il suo quartier generale.
- Signore, l’allineamento dei pianeti sta avendo inizio – disse il colonnello Tanzi, entrando. Haggart voltò la sua poltrona girevole verso la feritoia più grande, inforcò gli occhiali schermati, e vide sul bordo di Freya, il sole del pianeta, una piccola ombra semicircolare.
– Sarà una sorta di doppia eclisse. …sì, interessante – disse con voce incolore – ma come procedono gli interrogatori dei nativi?
Tanzi intrecciò le dita dietro la schiena con aria imbarazzata.
– A rilento. L’idioma di questi alieni ci risulta particolarmente…ehm…alieno.
Il generale Haggart si rigirò verso di lui, e si tolse lentamente gli occhiali schermati.
– Colonnello, lei sa perché siamo qui, vero?.. Quando è stato scoperto Freya Gamma dalle sonde UniNASA s’è subito capito che le risorse energetiche di questo pianeta erano l’ultima speranza per il nostro. Noi dobbiamo scoprire da cosa i nativi ricavino la loro energia, e non c’è traccia di generatori su tutto il pianeta.
- Generale, il problema non è riuscire a farli parlare, è riuscire a capirli!
La luce nella stanza riccamente istoriata s’era fatta più tenue. La doppia eclisse procedeva rapidamente.
- L’unica cosa che finora siamo riusciti a capire chiaramente è il loro panico irrazionale per gli eventi celesti come l’eclisse imminente. – continuò Tanzi – tutti quelli che hanno potuto sono fuggiti dalla città. Mi chiedo come sia possibile che una specie così culturalmente arretrata possa disporre di una rete di accumulatori di energia sofisticata come quella che abbiamo trovato qui.
- Della loro ottusa superstizione non mi lamento, scappando dalla città l’hanno lasciata a noi.
La stanza era ormai in penombra. Haggart rimise gli occhiali schermati, e guardò dalla feritoia. L’ultimo spicchio di Freya sparì dietro i due pianeti allineati. La stanza piombò nelle tenebre.
Il generatore alieno sul lontano Freya Alpha entrò in funzione.
- Dove l’ha messa? – chiese Ranzi, cercando a tentoni la lampada alogena a muro appesa dal generale tra gli arabeschi che ricoprivano ogni parete, soffitto, e pavimento del palazzo.
Il trasformatore alieno sul vicino Freya Beta ricevette il flusso, e si preparò a ritrasmetterlo.
- Questi intarsi metallici sono belli da vedere quanto l’obelisco sul soffitto, ma toccarli alla cieca dà l’impressione di poter… – Tanzi terminò la frase in un filo di voce – prendere la scossa…
Il terminale alieno sul soffitto del Palazzo-Centrale energetica di Freya Gamma ricevette la gigantesca scarica elettromagnetica, e attraverso tutti i suoi circuiti la convogliò alla rete di accumulatori cittadina.
Del generale e i suoi uomini non restò che qualche brandello bruciacchiato.
..

Dead Red
La ragazza si precipitò dentro chiudendosi la porta alle spalle
- Sono dappertutto! – urlò. – Siamo circondati!
Gli altri tre cominciarono ad aiutarla a barricare la porta, già scossa da scariche di colpi furibondi, misti a disarticolati grugniti ululanti. Fuori, un migliaio di zombies a caccia di cibo. Soltanto una piccola compagine delle sconfinate, brulicanti schiere di morti viventi che s’erano impadronite del pianeta. A solo sei mesi dal primo contagio, tutto quello che restava dell’umanità non era che qualche sparuto gruppo di sopravvissuti. Assediato da milioni di zombies.
- Che facciamo?! – gridò ancora la ragazza, spingendo freneticamente una scrivania sconnessa contro la porta. Il vecchio la guardò.
- Io l’ho visto cominciare. – disse – C’è solo una cosa che li ferma. – Si indicò la fronte. – Un colpo in testa.
- Scusa compagno – disse l’uomo bruno. – Io capisco la tentazione al soggettivismo, ma accettare la logica dello scontro rischierebbe di radicalizzare ulteriormente il conflitto, e dati i rapporti di forza in atto sarebbe avventurismo controproducente.
- E oltretutto perderemmo completamente l’appoggio delle masse – disse l’uomo stempiato.
- Quali masse?…- chiese la ragazza con un filo di voce.
- Io sono per la non-violenza – aggiunse lo stempiato. – Non possiamo certo rischiare di ripetere i tragici errori del ‘900. Evitiamo i catastrofismi, le priorità sono ben altre.
- Ma di che cazzo state parlando?! – chiese il vecchio.
- Compagno, noi rispettiamo la tua esperienza, ma oggi risulta decontestualizzata. – disse il bruno. – Siamo in mezzo al guado e tocca fare un passo alla volta per creare l’alternativa. Capisco che questo potrebbe essere capziosamente interpretato come una sorta di immobilismo, ma…
Un colpo più forte alla porta scosse la pila di seggiole accatastate sulla scrivania, facendo sobbalzare tutti. L’uomo bruno deglutì, e riprese:
- …ma può anche essere un orizzonte politico accettabile, se sostanziato da pratiche condivise dalle masse.
- Quali masse?…- ripeté la ragazza, rauca
Scariche di colpi sempre più violenti cominciarono ad abbattersi anche sulle finestre inchiodate. Il coro di ululati ringhianti crebbe d’intensità.
- Occorre un cambiamento di paradigma. – disse l’uomo stempiato. – Potremmo interpretare in chiave metaforica il suggerimento del compagno…diversamente giovane: “colpirli” alla testa, attraverso una strategia comunicativa che li raggiunga al cervello, ma anche al cuore…
Un braccio semi scheletrico orlato da brandelli di carne decomposta riuscì a sfondare di colpo l’asse che bloccava una delle finestre, e artigliò l’uomo per il collo. In un attimo decine di altre braccia livide, a volte ridotte a moncherini putrescenti, sbucarono dalla finestra ormai scardinata, e lo trascinarono fuori urlante. Poi gli zombies cominciarono a entrare.
La ragazza afferrò un bastone. Il vecchio rovesciò un materasso, ed estrasse da sotto un fucile.
- Compagni, non accettiamo provocazioni! – disse il bruno. Un paio di non morti gli addentarono il braccio sinistro, staccandoglielo a morsi. Il suo sangue zampillò con violenza dall’arteria recisa, tingendo di rosso anche l’aria.
La fragile barricata davanti alla porta cedette di schianto.
La stanza si riempì di zombies.
Fra le grida e gli ululati, risuonarono un paio di colpi di fucile.
Poi il rumore delle mascelle prevalse su tutto.
..

Con un altro nome
- Quel fottuto ometto grottesco e maligno! – La ragazza scaglia il giornale attraverso la stanza.
L’uomo seduto segue con lo sguardo la parabola discendente, poi commenta sarcastico
- Il paese è con lui…
- Stronzate!
- Ti ricordo che il mio omonimo è stato regolarmente eletto con un’ampia maggioranza
- Ha approfittato delle paure della gente, paure che aveva creato lui stesso, insieme alla sua banda di criminali! – dice la ragazza. L’uomo si appoggia allo schienale
- Ha fatto anche di meglio. Gli ha dato un capro espiatorio – dice cupo.
Lei scuote la testa – ma non può continuare così, tutto questo è troppo assurdo per durare…
L’uomo alza improvvisamente la voce – Da quanti anni lo dite? Per quanti lo direte ancora? – La ragazza trasale. La voce di lui torna cupa e sarcastica – Prima vi siete illusi che quel mostriciattolo fosse solo una moda, un fenomeno folkloristico. Poi, che fosse semplicemente il nuovo volto della solita vecchia minestra, corrotta e autoritaria ma sopportabile. Poi che fosse soltanto un’esplosione di barbarie sì, ma passeggera. Non avete ancora capito con che cosa abbiamo davvero a che fare? -
L’uomo si alza, spinge via la sedia.
– Fino a quando continuerete a illudervi? Finché ogni opposizione sarà stata spazzata via dal paese come è stata spazzata via dal parlamento? In che cosa sperate? Che la brava gente delle fottute verdi lande che l’ha votato a valanga gli si rivolti contro per salvare gli zingari, o qualcun’altra di quelle che considera “razze inferiori”? – L’uomo fissa la ragazza – No, il suo popolo continuerà ad applaudirlo. Continuerà ad applaudirlo fino alla rovina. E agli altri penserà l’esercito..
– Cosa possiamo fare? – chiede la ragazza.
- Qui niente. – risponde l’uomo. Si avvicina al giornale e lo calcia via con disgusto, come la carogna di un topo morto. – Io me ne vado.
- Dove?
- Dovunque quelli come lui non siano ancora arrivati. Francia… no, meglio Inghilterra.
La ragazza sospira
- Per te è più facile, sai le lingue, hai già un nome…
- Il nome lo cambio.
- Ma è con questo che sei conosciuto!…
- Non importa. E’ come il suo. Lo cambio – ripete lui. La sua voce diventa dura e tagliente – Non intendo assolutamente venire associato a quel ripugnante pezzo di merda di Adolf Hitler.
..

Imprenditore modello
Selenio Bruscoli aveva molti nemici, e se ne vantava. “Molti nemici, molto amore!” diceva, storpiando il motto fascista per ignoranza. e si vantava anche di quella. Ciò di cui andava più fiero però erano i miliardi, ereditati dal padre banchiere d’organi, e moltiplicati col suo analogo traffico di frattaglie clonate per trapianti. Certo, all’inizio aveva avuto un periodo di crisi: la liberalizzazione genetica aveva fatto crollare i prezzi. Per ogni due reni venduti toccava darne un terzo in omaggio. Ma poi i suoi sostanziosi finanziamenti al partito centro-centrista La Cosa Giusta avevano dato il loro frutto. La Cosa Giusta aveva vinto le elezioni, e varato una legge proibizionista capace di rendere le frattaglie clonate Bruscoli pregiate quanto proibite, facendone schizzare il prezzo là dove nessun euro era mai giunto prima.
Insieme ai guadagni però erano aumentati anche i nemici, sia in numero, che in pericolosità, tanto che Bruscoli aveva deciso che gli servisse un Kagemusha.
- Un cosa?! – domandò stranito Bogi, Capo Clonatore dello stabilimento principale
- Un caghe-muscia – scandì Selenio. – L’ ho visto alla TV, gli imperatori giapponesi del medioevo si portavano sempre dietro questa specie di sosia incaricato di beccarsi le pallottole dirette a loro.
- Le pallottole nel medioevo?…
Bruscoli fece un gesto d’insofferenza.
- Bogi, non mi faccia perdere tempo con le cazzate, mi serve subito un clone a mia immagine e somiglianza che faccia da bersaglio per i miei nemici.
Il CaClo scosse la testa.
- Mi dispiace, ma lei ha settant…- vide l’occhiataccia del boss, e si corresse precipitosamente – lei ha sessant… cinquant’anni, per far crescere un clone che possa davvero essere scambiato per lei ce ne vorrebbero almeno altri cinquanta
- Ma i reni li facciamo in un mese! – protestò Bruscoli.
- Non si può adoperare lo stesso enzima di crescita accelerata per un organismo intero!
Selenio sbuffò. Poi alzò il sopracciglio destro, e assunse l’espressione indignata e minacciosa che usava per i pochi magistrati che osavano inquisirlo
- Voglio quel clone. Trovi il modo!- ordinò.
Poi girò i tacchi, e uscì.
* * *
Quando Bogi entrò nell’ufficio del boss per portargli la lieta novella Selenio Bruscoli si era quasi scordato di lui. Il partito centro-centrista La Cosa Giusta aveva preso una batosta alle elezioni amministrative mensili dall’alleanza centro-centrista Parliamone Insieme. Questo per Bruscoli significava amministratori (semi)nuovi da corrompere da capo, una grossa spesa imprevista.
- Ce l’abbiamo fatta!
- Bogi? Che ci fa qui?
- Il clone! Abbiamo trovato il modo!
Selenio ricordò – Oh, bene! Dica, dica, ho proprio bisogno di una buona notizia!
- Siamo riusciti a risolvere il problema dell’età… aggirandolo – sorrise Bogi. – Dato che risultava impossibile far sviluppare in poco tempo un uomo di sett… cinquant’anni dal suo DNA, l’abbiamo inserito in un virus da iniettare in un qualsiasi soggetto già cinquantenne. Questo virus transgenico distruggerà progressivamente il DNA dell’ospite, sostituendolo col suo – indicò Bruscoli – e innescando una mutazione che trasformerà rapidamente il soggetto in una sua copia quasi perfetta!
Bruscoli rimase in silenzio a riflettere per qualche secondo. Poi s’illuminò.
- Procedete! – disse con un largo sorriso.
* * *
Erano passati solo sei mesi da quando il virus clonante era mutato, diventando a trasmissione aerea.
Ma erano bastati perché il contagio si diffondesse su tutto il pianeta.
Il fatto che anche tutte le donne che incontrava ormai fossero sue copie quasi perfette non era un problema per Selenio Bruscoli, aveva sempre amato molto se stesso. Il vero guaio per lui era stata l’impennata verticale del costo delle tangenti. I politici fatti a suo modello erano terribilmente ingordi. Ma Bruscoli era stato capace di risolvere anche quello: si era candidato personalmente, e fatto eleggere imperatore assoluto.
Dopotutto l’umanità non aveva mai avuto un leader che la rappresentasse più fedelmente.
..
Italik
Ho letto di questi biscotti fatti col grasso derivato dalla liposuzione. Allora stamattina sono andata al discount per vedere se qualche feticista s’era messo a cercarli sognando di dare un morso alle chiappe di Britney Spears. Già che c’ero, ho preso una scatola di cereali, quelli che avevo a casa, appena aperti, sapevano già di vecchio. Ho trovato solo cereali transgenici, del tipo che s’ammazza i parassiti da solo. Spero non consideri un parassita anche me.
Sono già arrivate le action-figures del Presepe, i soliti pastorelli, le solite madonne, più le guest stars di quest’anno: Obama e Sarah Palin, Olindo e Rosa Bazzi. Alla cassa c’era la fila, e ho incontrato il mio vecchio amico Chip. Ci siamo messi ad aspettare che il solito esattore della camorra col telefonino calibro 22 avesse finito di riscuotere il pizzo. Chissà che piano tariffario hanno quei telefonini. Ogni tre morti mille sms gratis e una ricarica di pallottole?… Chip aveva l’ aria depressa.
- Sono un fallito, Ale. Ho trentadue anni, e ancora non ho combinato niente.
- Anche Gesù Cristo a trentadue anni non aveva ancora combinato niente.
- Per la verità, ne ho già fatti trentatrè. Alla mia età, Gesù Cristo era già stato crocifisso.
- Beh, lo sanno tutti che quel posto gliel’ha trovato il padre.
Accanto a noi, uno scaffale di libri da discount: barzellette vip, revisionismo sul ventennio fascista, piramidi marziane, revisionismo sul ’68, vampiri pornosoft, revisionismo su Tangentopoli, manuali di uncinetto zen, revisionismo sul Medio Oriente, apparizioni & miracoli. Chip ha letto un titolo a voce alta:
- “Ecco come Dio guida la Storia”
- Ubriaco. – Ho detto io.
Tornata a casa con Chip, ho aperto il pacco dei cereali. Dentro però ci ho trovato solo un biglietto in corsivo.
Diceva così:
Della regressione vi sarete certamente già accorti. Si recede sempre più velocemente verso una versione plastificata dell’Italietta fascista, razzista, colonialista, e clericale. I gerarchi sono tragiche macchiette circondate da sottane, in egual misura di preti e di puttane. Ogni tentativo di dissenso reale viene ridicolizzato, o criminalizzato. La rozza violenza verbale dei gerarchi diventa poi fisica nelle strade per mano delle squadracce, che polizia ed esercito lasciano indisturbate, dedicandosi a rastrellare poveracci: il capro espiatorio di turno, gli “Stranieri”.
Di pari passo a questa regressione, avanza la disgregazione. Logica, con notizie sempre più assurde e grottesche. Fisica, con strutture che crollano, che franano, si sbriciolano, come vinte da secoli di incuria, di abusi, di logorio incontrollato. Mentre la crisi diventa povertà, e la povertà miseria, e tutto, a cominciare dalle cariatidi incartapecorite della gerontocrazia, nonostante i lifting, sembra invecchiare a vista d’occhio.
Sono le due facce della stessa entropia.
Vi starete chiedendo il motivo di tutto questo. E’semplice:
SIETE MORTI.
Vi credete vivi, ma questa, come l’Italia che vi circonda, è solo un’ illusione collettiva indotta dal sonno criogenico nel quale siete immersi, mentre giacete in semivita al Moratorium FateEuro Fratelli. Se tutto sembra regredire, invecchiare, e disfarsi attorno a voi, è perché qualcuno dei semivivi da più tempo nel Moratorium ha preso il controllo di questa allucinazione collettiva, e la manovra per assorbire la vostra energia vitale residua. E non vi resta più molto tempo.
Avrei voluto trascrivere e postare queste parole col mio pc, ma è sparito. Al suo posto ho trovato un vecchio telegrafo, e il ritaglio ingiallito di un giornale che lo definisce uno strumento del demonio.
Così sto adoperando il portatile di Chip che non è ancora regredito, secondo lui perché ha su un OS freeware.
- Credi davvero che siamo tutti morti? – m’ha chiesto
- Se siamo ancora vivi, facciamo meglio a dimostrarlo subito – gli ho risposto.
..
http://masadaweb.org
«The Time to Hide is over. The Time to Regret is Gone. The Time to Live is Now.»
«Il tempo di nascondersi è finito. Il tempo di rimpiangere è andato. Il tempo di vivere è adesso.»
Dal film THE HOURS (Le Ore)
Grazie per quello che ogni giorno dai a tutti noi, Viviana.
Ti auguro davvero con tutto il cuore che questo sia un anno giusto…in tutti i sensi
E’ un augurio che estendo a tutti coloro che ti leggono e che scrivono con te e….è un augurio che faccio a questa italia ridotta a brandelli per cupidigia, disonestà e mancanza di valori.
Sereno Anno
Emanuela
Commento di MasadaAdmin — dicembre 31, 2009 @ 10:39 pm |
Magari bastasse un feticcio, Viviana
)
Serena giornata
Emanuela
P.S.: Apri il link e trovi l’immagine
Il feticcio infilzato di Silvio Berlusconi Augusto Imperatore
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Come riempire di spilloni la bambolina di Berlusconi e abbattere il governo:
dài, simpatico antiberlusconiano, prova anche tu rifare la Storia!
Questa bambolina Vudu deve essere adoperata con cura e solo seguendo un particolare rito propiziatorio.
La bambola, dotata di spilloni da utilizzare a piacimento del fruitore, viene dal futuro: è il mezzo di magia nera con cui i maledetti comunisti hanno abbattuto nel 2021 l’impero di Silvio Berlusconi. Era l’unico modo, d’altronde. Affinché l’incantesimo funzioni è consigliato dotarsi dell’apposito libretto nella scatola e leggerlo ad alta voce (non è necessario essere iscritti al Pd, ma aiuta).
Il libretto risale al 2057 . E’, in realtà, il diario segreto di un noto accademico e racconta con particolari agghiaccianti ed inediti le vicende della caduta di Silvio: il tradimento di Mara Carfagna, di Maria Stella Gelmini, dei fedelissimi di Striscia la notizia che passarono con D’Alema (tranne il Gabibbo) e di Sandro Bondi alleato con Vladimir Luxuria; il ritorno di Patrizia D’Addario; la crocefissione di Emilio Fede alle antenne di Cologno Monzese; il cambiamento di gusti sessuali di Bossi; il suicidio di Michele Apicella sotto una pressa di Pomigliano d’Arco; la fuga in Svizzera travestito da fantino di Vittorio Feltri; la soppressione di La Russa e Gasparri che si dà al cinema nei ruoli che furono di Marty Felmann; la nomina a vice-Papa del principale cospiratore Gianni Letta.
Sono, questi, solo alcuni dei particolari terrificanti venuti alla luce dal futuro, e senza passare dal controllo dell’avvocato Ghedini, sulle ultime fasi de governo Berlusconi. L’autore stesso fu in seguito soppresso dalla Brigate della Morte di Palazzo Chigi. Il rito con bambolina Vudu qui espresso è di pubblica utilità affinché l’umanità non ricada negli stessi errori.
(ps Si specifica, ad uso esclusivo degli avvocati del Presidente del Consiglio che la suddetta bambolina con testo annesso è satira. …)
http://www.scacciapensierivudu.it/
Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2010 @ 3:02 pm |