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	<title>Commenti a: MASADA n° 1028. 7-11-2009. Un paese senza fede può ben pensare al Crocefisso</title>
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	<description>Periodico di lotta e poesia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 19:11:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Auro Mascella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Auro Mascella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 19:14:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cristo in croce? Ricordate la parabola del viandante trovato dal samaritano morente derubato e bastonato? Ricordate la frase:(quello che farete a qulsiasi di questi bisognosi sarà come lo faceste a me?) Ricordate di averci fatto cantare in chiesa:(se qualcuno ha dei beni in questo mondo e chiudesse il cuore agli altri nel dolore come potrebbe la carità di Dio rimanere in lui?)Cosa vuol dire avere dei beni da distribuire ai poveri. Quanto è lecito tenerne ancora per noi? Conosco la parabola della vedova che aveva poco e diede quel poco.Perchè non aiutate i poveri arrabbiati e disperati nel vedere i più poveri ancora e non poter dare più di quello che possono, per salvarli dalla morte per fame? E Cristo muore ancora. E voi accumulate montagne di soldi per acquisire più potere e per accumularne ancora di più! Sento gente ben pasciuta che litiga per la croce si o la croce no. Lo stesso tempo e denaro se si impiegasse per pensare, riflettere poi ragionare saremmo tutti sufficentemente umili per capire che non sarà mai un simbolo religioso qualunque sia a dividere gli uomini, ma tutti sanno che è L&#039; opulenza alle spalle dll&#039; indigenza che divide:]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cristo in croce? Ricordate la parabola del viandante trovato dal samaritano morente derubato e bastonato? Ricordate la frase:(quello che farete a qulsiasi di questi bisognosi sarà come lo faceste a me?) Ricordate di averci fatto cantare in chiesa:(se qualcuno ha dei beni in questo mondo e chiudesse il cuore agli altri nel dolore come potrebbe la carità di Dio rimanere in lui?)Cosa vuol dire avere dei beni da distribuire ai poveri. Quanto è lecito tenerne ancora per noi? Conosco la parabola della vedova che aveva poco e diede quel poco.Perchè non aiutate i poveri arrabbiati e disperati nel vedere i più poveri ancora e non poter dare più di quello che possono, per salvarli dalla morte per fame? E Cristo muore ancora. E voi accumulate montagne di soldi per acquisire più potere e per accumularne ancora di più! Sento gente ben pasciuta che litiga per la croce si o la croce no. Lo stesso tempo e denaro se si impiegasse per pensare, riflettere poi ragionare saremmo tutti sufficentemente umili per capire che non sarà mai un simbolo religioso qualunque sia a dividere gli uomini, ma tutti sanno che è L&#8217; opulenza alle spalle dll&#8217; indigenza che divide:</p>
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	</item>
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		<title>Di: MasadaAdmin</title>
		<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/#comment-2032</link>
		<dc:creator><![CDATA[MasadaAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:09:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Copio la parte fondamentale della sentenza della Corte Europea

&quot;Nel parere della Corte, « il simbolo del crocifisso ha una pluralità di significati tra cui il senso religioso è predominante. Il denunciante sostiene che il simbolo è un affronto alle sue convinzioni e viola il diritto dei suoi figli che non professano la religione cattolica. Le convinzioni di questi ragazzi hanno raggiunto un livello di serietà e di coerenza sufficientemente coerente tanto che la presenza obbligatoria del crocifisso potrebbe essere ragionevolmente intesa come in conflitto con le loro convinzioni. 

L&#039;interessato vede nell’esibizione del crocifisso il segno che lo Stato è dalla parte della religione cattolica. Questo significato è ufficialmente accettato nella Chiesa cattolica, che attribuisce al crocifisso un messaggio fondamentale. Pertanto, la preoccupazione del richiedente non è arbitraria. 

La presenza del crocifisso può essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso..ciò che può essere incoraggiante per alcuni studenti di una religione può essere emotivamente inquietante per gli studenti di altre religioni o di coloro che non professano alcuna religione. Questo rischio è particolarmente presente tra gli studenti appartenenti a minoranze religiose. 

La libertà negativa non è limitata alla mancanza di servizi religiosi o di istruzione religiosa. Essa copre le pratiche dei simboli che esprimono, in particolare, o, in generale, una credenza, una religione o ateismo. Questo diritto negativo merita una protezione speciale…

La Corte non vede come l&#039;esposizione nelle aule delle scuole pubbliche, di un simbolo che è ragionevole associare con il cattolicesimo (la religione di maggioranza in Italia) potrebbe servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una &quot;società democratica&quot;, come concepito dalla Convenzione, pluralismo che è stato riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana nel diritto interno. 

La Corte ritiene che l&#039;esposizione obbligatoria di un simbolo di una confessione nell’esercizio della funzione pubblica per quanto riguarda situazioni specifiche, sotto il controllo del governo, in particolare nelle aule, limita il diritto dei genitori educare i loro figli secondo le loro convinzioni e il diritto degli alunni di credere o di non credere. 

La Corte ritiene che ciò costituisca una violazione di questi diritti, perché le restrizioni sono incompatibili con il dovere dello Stato di rispettare la neutralità nell&#039;esercizio del servizio pubblico, in particolare nel campo dell&#039;istruzione »

L&#039;intera sentenza è qui

http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=155793

viviana.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Copio la parte fondamentale della sentenza della Corte Europea</p>
<p>&#8220;Nel parere della Corte, « il simbolo del crocifisso ha una pluralità di significati tra cui il senso religioso è predominante. Il denunciante sostiene che il simbolo è un affronto alle sue convinzioni e viola il diritto dei suoi figli che non professano la religione cattolica. Le convinzioni di questi ragazzi hanno raggiunto un livello di serietà e di coerenza sufficientemente coerente tanto che la presenza obbligatoria del crocifisso potrebbe essere ragionevolmente intesa come in conflitto con le loro convinzioni. </p>
<p>L&#8217;interessato vede nell’esibizione del crocifisso il segno che lo Stato è dalla parte della religione cattolica. Questo significato è ufficialmente accettato nella Chiesa cattolica, che attribuisce al crocifisso un messaggio fondamentale. Pertanto, la preoccupazione del richiedente non è arbitraria. </p>
<p>La presenza del crocifisso può essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso..ciò che può essere incoraggiante per alcuni studenti di una religione può essere emotivamente inquietante per gli studenti di altre religioni o di coloro che non professano alcuna religione. Questo rischio è particolarmente presente tra gli studenti appartenenti a minoranze religiose. </p>
<p>La libertà negativa non è limitata alla mancanza di servizi religiosi o di istruzione religiosa. Essa copre le pratiche dei simboli che esprimono, in particolare, o, in generale, una credenza, una religione o ateismo. Questo diritto negativo merita una protezione speciale…</p>
<p>La Corte non vede come l&#8217;esposizione nelle aule delle scuole pubbliche, di un simbolo che è ragionevole associare con il cattolicesimo (la religione di maggioranza in Italia) potrebbe servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una &#8220;società democratica&#8221;, come concepito dalla Convenzione, pluralismo che è stato riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana nel diritto interno. </p>
<p>La Corte ritiene che l&#8217;esposizione obbligatoria di un simbolo di una confessione nell’esercizio della funzione pubblica per quanto riguarda situazioni specifiche, sotto il controllo del governo, in particolare nelle aule, limita il diritto dei genitori educare i loro figli secondo le loro convinzioni e il diritto degli alunni di credere o di non credere. </p>
<p>La Corte ritiene che ciò costituisca una violazione di questi diritti, perché le restrizioni sono incompatibili con il dovere dello Stato di rispettare la neutralità nell&#8217;esercizio del servizio pubblico, in particolare nel campo dell&#8217;istruzione »</p>
<p>L&#8217;intera sentenza è qui</p>
<p><a href="http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=155793" rel="nofollow">http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=155793</a></p>
<p>viviana.</p>
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		<title>Di: MasadaAdmin</title>
		<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/#comment-2012</link>
		<dc:creator><![CDATA[MasadaAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:51:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://masadaweb.org/?p=3392#comment-2012</guid>
		<description><![CDATA[Sono un ragazzo di quattordici anni e oggi sul blog di Beppe Grillo ho visto un video messo da voi riguardante un fatto avvenuto durante il G8 di Genova.Con un solo video avete mostrato le vere brutalità sui fatti avvenuti al G8 e avete fatto tornare in me il ricordo  dei feriti, di Carlo Giuliani e la reazione violenta della polizia ingiustificata.  Subito dopo sono entrato nel vostro sito e vi faccio i miei complimenti più sinceri  perché  siti liberi e strutturati in questa maniera ce ne sono pochi. Voi siete un sito che apre gli occhi .Un grazie e spero che con il tempo continuerete a curare il sito.
Grazie dell&#039;attenzione prestatami.
Giacomo Gasparetto

Non ricordo il video di cui parli ma grazie
Viviana]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un ragazzo di quattordici anni e oggi sul blog di Beppe Grillo ho visto un video messo da voi riguardante un fatto avvenuto durante il G8 di Genova.Con un solo video avete mostrato le vere brutalità sui fatti avvenuti al G8 e avete fatto tornare in me il ricordo  dei feriti, di Carlo Giuliani e la reazione violenta della polizia ingiustificata.  Subito dopo sono entrato nel vostro sito e vi faccio i miei complimenti più sinceri  perché  siti liberi e strutturati in questa maniera ce ne sono pochi. Voi siete un sito che apre gli occhi .Un grazie e spero che con il tempo continuerete a curare il sito.<br />
Grazie dell&#8217;attenzione prestatami.<br />
Giacomo Gasparetto</p>
<p>Non ricordo il video di cui parli ma grazie<br />
Viviana</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MasadaAdmin</title>
		<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/#comment-2011</link>
		<dc:creator><![CDATA[MasadaAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:47:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://masadaweb.org/?p=3392#comment-2011</guid>
		<description><![CDATA[Caro Pino
trovo spassosa la tendenza minimale ad etichettare come &#039;comunista&#039; chiunque avanzi critiche al dominio materiale della Chiesa di Roma. Il &#039;comunismo&#039; (forse qualcuno prima o poi dovrebbe dirtelo) è scomparso da 20 anni. Sopravvive solo nelle teste di persone come te, programmate su poche idee ma false, fanatiche, semplicistiche, avvelenate dall&#039;odio, incapaci di analisi storiche e molto di più di autocritica verso quella Chiesa Madre che li abbraccia come una corazza e di cui intendono ignorare vizi e scempi. Buon pro ti faccia, ma questo atteggiamento non solo ti renderà cieco per sempre, ma ti impedirà anche di far valere le tue ragioni perché sbagli persone e modi.
Nel mio caso la critica è particolarmente demenziale, non solo non sono una &#039;comunista&#039; ma sono una &#039;no global&#039;, fatto di cui ti sfuggirà la differenza, e si dà il caso che sia particolarmente rispettosa di ogni religione (alcune le ho studiate a fondo) e ancor più dei Vangeli e dell&#039;archetipo del Cristo di cui avverto la grande forza salvica; si dà anche il caso, non per mio merito o richiesta, che nella mia vita, pe run atto di pura Grazia, abbia vissuto delle esperienze mistiche. Come vedi, non potresti essere più in malafede e fuori strada. Ma non credo che, coi paraocchi che hai, tu abbia capito alcunché di quello che ho detto o che io riesca a farti capire la vuotezza della tua mail. Comunque ti ho risposto lo stesso, per pura cortesia

cordialmente

viviana]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pino<br />
trovo spassosa la tendenza minimale ad etichettare come &#8216;comunista&#8217; chiunque avanzi critiche al dominio materiale della Chiesa di Roma. Il &#8216;comunismo&#8217; (forse qualcuno prima o poi dovrebbe dirtelo) è scomparso da 20 anni. Sopravvive solo nelle teste di persone come te, programmate su poche idee ma false, fanatiche, semplicistiche, avvelenate dall&#8217;odio, incapaci di analisi storiche e molto di più di autocritica verso quella Chiesa Madre che li abbraccia come una corazza e di cui intendono ignorare vizi e scempi. Buon pro ti faccia, ma questo atteggiamento non solo ti renderà cieco per sempre, ma ti impedirà anche di far valere le tue ragioni perché sbagli persone e modi.<br />
Nel mio caso la critica è particolarmente demenziale, non solo non sono una &#8216;comunista&#8217; ma sono una &#8216;no global&#8217;, fatto di cui ti sfuggirà la differenza, e si dà il caso che sia particolarmente rispettosa di ogni religione (alcune le ho studiate a fondo) e ancor più dei Vangeli e dell&#8217;archetipo del Cristo di cui avverto la grande forza salvica; si dà anche il caso, non per mio merito o richiesta, che nella mia vita, pe run atto di pura Grazia, abbia vissuto delle esperienze mistiche. Come vedi, non potresti essere più in malafede e fuori strada. Ma non credo che, coi paraocchi che hai, tu abbia capito alcunché di quello che ho detto o che io riesca a farti capire la vuotezza della tua mail. Comunque ti ho risposto lo stesso, per pura cortesia</p>
<p>cordialmente</p>
<p>viviana</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MasadaAdmin</title>
		<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/#comment-2010</link>
		<dc:creator><![CDATA[MasadaAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:23:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://masadaweb.org/?p=3392#comment-2010</guid>
		<description><![CDATA[Scrive don Salvatore Resca:
Sono viceparroco a Catania (chiesa dei santi Pietro e Paolo) e al sovrintendente del Teatro Bellini (che vuole esporre il crocifisso sulla facciata) dico: ti prego, togli la croce! Non so cosa ne pensano preti e vescovi ma credo che anche Cristo, dall’alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. La croce non si appende; i cristiani sanno che si carica sulle proprie spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all’interno delle sue mura, non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze. Il crocifisso è il simbolo della Fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali: abbiamo aule scolastiche piene di crocifissi appesi e vuote di cristiani, veri.

Come non dargli ragione?

Don Aldo Antonelli]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive don Salvatore Resca:<br />
Sono viceparroco a Catania (chiesa dei santi Pietro e Paolo) e al sovrintendente del Teatro Bellini (che vuole esporre il crocifisso sulla facciata) dico: ti prego, togli la croce! Non so cosa ne pensano preti e vescovi ma credo che anche Cristo, dall’alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. La croce non si appende; i cristiani sanno che si carica sulle proprie spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all’interno delle sue mura, non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze. Il crocifisso è il simbolo della Fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali: abbiamo aule scolastiche piene di crocifissi appesi e vuote di cristiani, veri.</p>
<p>Come non dargli ragione?</p>
<p>Don Aldo Antonelli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MasadaAdmin</title>
		<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/#comment-2009</link>
		<dc:creator><![CDATA[MasadaAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:05:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://masadaweb.org/?p=3392#comment-2009</guid>
		<description><![CDATA[Sauro manda:

Ma io difendo quella croce
Marco Travaglio
 
Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io. 
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”. 
Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). 
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”). 
Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. 
Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. 
A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali. 

da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sauro manda:</p>
<p>Ma io difendo quella croce<br />
Marco Travaglio</p>
<p>Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.<br />
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.<br />
Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).<br />
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).<br />
Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci &#8211; a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.<br />
Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.<br />
A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia &#8211; si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali. </p>
<p>da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pino Cremella</title>
		<link>http://masadaweb.org/2009/11/08/masada-n%c2%b0-1028-7-11-2009-un-paese-senza-fede-puo-ben-pensare-al-crocefisso/#comment-2008</link>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Cremella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:20:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[veramente, siete dei comunisti tristi, il comunuismo è morto, non esiste più, non avede più il vostro credo da seguire e vi &quot;arrogate&quot; di sostenere che più nessuno ha una fede.
Siete tristi voi e pretendete che tutti gli altri lo siano.
Continuate così, non fate altro che rafforzare Berlusconi e chi lo vota...
bravi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>veramente, siete dei comunisti tristi, il comunuismo è morto, non esiste più, non avede più il vostro credo da seguire e vi &#8220;arrogate&#8221; di sostenere che più nessuno ha una fede.<br />
Siete tristi voi e pretendete che tutti gli altri lo siano.<br />
Continuate così, non fate altro che rafforzare Berlusconi e chi lo vota&#8230;<br />
bravi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

