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	<title>Commenti a: MASADA n° 1019. 27-10-2009. JUNG 1. PSICOANALISI. LEZIONE 3-4</title>
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	<description>Periodico di lotta e poesia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Jul 2010 01:09:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: MasadaAdmin</title>
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		<dc:creator>MasadaAdmin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:32:05 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, ho finito la lettura dell&#039; Inconscio collettivo e mi è passato per la mente il collegamento:
Sembra quasi che se accettiamo che un individuo &quot;viva&quot; svariate volte, ipotesi affascinante, l&#039;inconscio collettivo potrebbe essere il ricordo ancestrale di tanti avvenimenti accaduti o di tante storie raccontate. Vedi i Miti e gli archetipi che così assumono una dimensione &quot;reale&quot;.
Mi premeva renderti partecipe.

Mentre riflettevo sulle cose, ho ricordato, con piacere, come tutte le volte che mi è capitato, a due episodi (che si ricollegano a quello che hai detto nell&#039;ultimo incontro a proposito del non pensiero).
Questi due episodi sono temporalmente successivi e distano tra loro di circa una quindicina di anni:
 
Il primo è successo alla nascita di mia figlia e mi ricordo di essere rimasto da solo davanti alla vetrina della stanza dove riposava nella sua culla, ero affascinato da quella creatura che sembrava inerme ma nello stesso tempo potente nella sua nuova presenza nel mondo. Ho cercato di sgombrare la mia mente da ogni pensiero e di trovare un collegamento mentale con lei per tranquilizzarla, nel caso fosse impaurita,
e ricevere la forza del suo essere nel mondo. La cosa è durata, ritengo, almeno un&#039;ora ed al termine sono andato a casa con un piacevole senso di benessere e di sicurezza.
 
Il secondo invece è successo alla morte di mia madre. Quando fui chiamato, dal medico dell&#039;ospedale, al suo capezzale, in quanto mi fu detto che era alla fine la portarono in una stanza da sola e mi chiesero se volevo stare con lei. Io dissi di sì e quando chiusero la porta ci ritrovammo nella penombra e nel silenzio.
In un primo momento non sapevo cosa fare, come comportarmi, ma poi prendendo la mano di mia madre tra le mie isolai la mia mente e iniziò a trascorrere il tempo.
Lei aveva un respiro debole ed era in uno stato di torpore, ma io prima inizia a parlare con la voce ma poco tempo dopo le parlavo solo mentalmente.
Ricordo che in certi momenti la sua mano mi stringeva, debolmente, ma lo faceva, io sentivo la differenza.
Parlammo di tante cose e poi, poco prima della fine, mi sentii salutato e mi ringraziò della compagnia, infine spirò; era durato quattro o cinque ore.
Ore che ho sempre ricordato con infinito Amore, perché mi ha permesso di accompagnarla nel suo destino, mi ritengo un previlegiato, in quanto è un ricordo di serenità e non di lutto.
 
Che strano, due diversi episodi che hanno relazione con la Vita e la Morte.
 
Un caro saluto, spero di sognare la casa perché non sono un gran sognatore, mia moglie dice che quando vado a letto &quot;svengo&quot; e mi sveglio la mattina.
 
Albano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, ho finito la lettura dell&#8217; Inconscio collettivo e mi è passato per la mente il collegamento:<br />
Sembra quasi che se accettiamo che un individuo &#8220;viva&#8221; svariate volte, ipotesi affascinante, l&#8217;inconscio collettivo potrebbe essere il ricordo ancestrale di tanti avvenimenti accaduti o di tante storie raccontate. Vedi i Miti e gli archetipi che così assumono una dimensione &#8220;reale&#8221;.<br />
Mi premeva renderti partecipe.</p>
<p>Mentre riflettevo sulle cose, ho ricordato, con piacere, come tutte le volte che mi è capitato, a due episodi (che si ricollegano a quello che hai detto nell&#8217;ultimo incontro a proposito del non pensiero).<br />
Questi due episodi sono temporalmente successivi e distano tra loro di circa una quindicina di anni:</p>
<p>Il primo è successo alla nascita di mia figlia e mi ricordo di essere rimasto da solo davanti alla vetrina della stanza dove riposava nella sua culla, ero affascinato da quella creatura che sembrava inerme ma nello stesso tempo potente nella sua nuova presenza nel mondo. Ho cercato di sgombrare la mia mente da ogni pensiero e di trovare un collegamento mentale con lei per tranquilizzarla, nel caso fosse impaurita,<br />
e ricevere la forza del suo essere nel mondo. La cosa è durata, ritengo, almeno un&#8217;ora ed al termine sono andato a casa con un piacevole senso di benessere e di sicurezza.</p>
<p>Il secondo invece è successo alla morte di mia madre. Quando fui chiamato, dal medico dell&#8217;ospedale, al suo capezzale, in quanto mi fu detto che era alla fine la portarono in una stanza da sola e mi chiesero se volevo stare con lei. Io dissi di sì e quando chiusero la porta ci ritrovammo nella penombra e nel silenzio.<br />
In un primo momento non sapevo cosa fare, come comportarmi, ma poi prendendo la mano di mia madre tra le mie isolai la mia mente e iniziò a trascorrere il tempo.<br />
Lei aveva un respiro debole ed era in uno stato di torpore, ma io prima inizia a parlare con la voce ma poco tempo dopo le parlavo solo mentalmente.<br />
Ricordo che in certi momenti la sua mano mi stringeva, debolmente, ma lo faceva, io sentivo la differenza.<br />
Parlammo di tante cose e poi, poco prima della fine, mi sentii salutato e mi ringraziò della compagnia, infine spirò; era durato quattro o cinque ore.<br />
Ore che ho sempre ricordato con infinito Amore, perché mi ha permesso di accompagnarla nel suo destino, mi ritengo un previlegiato, in quanto è un ricordo di serenità e non di lutto.</p>
<p>Che strano, due diversi episodi che hanno relazione con la Vita e la Morte.</p>
<p>Un caro saluto, spero di sognare la casa perché non sono un gran sognatore, mia moglie dice che quando vado a letto &#8220;svengo&#8221; e mi sveglio la mattina.</p>
<p>Albano</p>
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