Nuovo Masada

luglio 10, 2009

MASADA n° 952. 10-7-2009. Banane e mafia

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:30 pm

Cattiveria e no global – Beppe e il G8 – B ricattato da mafia e camorra – Il G8 seduto sulle macerie del mondo – Quante possibilita’ ha Marino?- Proteste per l’incontro di B col Papa – Mister 3 per cento – La prostituzione di una nazione

Scappare quando le cose si fanno difficili non e’ mai stato un segno di responsabilita’ fuggire, ma sentirne la voglia e’ umano.
Se questo papa tedesco, che si dice odi gli italiani, concede l’udienza a Berlusconi, ci dimostrera’ la realta’ del passa parola che fino ad ora era solo una chiacchiera.
Ci mancava… una classe politica vergognosa, un presidente del consiglio inqualificabile e un papa che ci vuole male.
Non facciamoci mancare nulla… nemmeno la voglia di scappare
.”
Mariapia
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Paolo Ginsborg:
Mi sembra piu’ facile convincere i bambini piccoli a mangiare spinaci che persuadere la sx italiana a stare insieme.”
“.. la realta’ storica di questi ultimi 30 anni e’ quella di una progressiva atrofia dei partiti e una costante invenzione di forme di organizzazione politica promosse dai cittadini stessi – laboratori, comitati, social forum, gruppi di difesa ambientali e territoriali. L’atteggiamento dei partiti di sx verso queste forme di auto-organizzazione e’ sempre stato strumentale e sospettoso: sono un pericolo, possiamo penetrarle, incorporarle, guidarle, distruggerle?… Dietro tali atteggiamenti risiede la consueta forma della politica, l’agire dall’alto attraverso un centralismo democratico riverniciato…La sx e’ stata incapace di elaborare un codice di comportamento nella sfera pubblica che premi il rispetto reciproco, la collaborazione, l’uguaglianza al posto della competizione, del predominio maschilista, del disprezzo…Quest’insieme di fattori – atteggiamento strumentale verso la societa’ civile, competizione tra piccoli gruppi politici portatori di carriere individuali, assenza di una cultura di pace praticata a casa e non solo predicata per l’estero – sono alcuni degli elementi piu’ pregnanti per spiegare il fallimento storico della sx.

eddyburg.it/article/articleview/13397/0/350/


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Cattiveria e no global
Viviana Vivarelli

Il neoliberismo selvaggio ha raggiunto il suo peggio con la Thatchter e Bush, e Berlusconi e’ ancora sulla loro linea. Il neoliberismo ha portato il mondo alla rovina, ma sembra che questo non basti: certi stereotipi sono duri a morire e i media continuano a imporci in modo intollerabile l’equivalenza ‘no global’=’vandali’. I no global sono stati sempre contrari al neoliberismo e hanno previsto tutti i guai che esso ha procurato al pianeta: aumento della miseria nel mondo, inquinamento climatico, carestie, siccita’, devastazioni, depredazione delle risorse, mercificazione dell’uomo, crisi economiche, guerre per il petrolio, dominio delle multinazionali, perdita dei diritti umani.
I no global sono pacifisti, amici dell’ambiente e rispettosi di cose e persone. I loro rappresentanti piu’ insigni in Italia sono Padre Zanotelli, un santo, e Francesco Gesualdi, uno degli allievi di don Milani. Voi pensate che essi siano dei vandali?
L’ultima enciclica del Papa e’ una totale condanna degli eccessi neoliberisti e, in sunto, appare esattamente come un elenco di temi no global. Questo vuol dire che il Papa e’ un vandalo?
Lo stesso Tremonti, che pure nei fatti continua a proteggere gli interessi di certe caste, nel suo ultimo libro sembra quasi sostenere tesi no global. Questo vuol dire che egli e’ un blach bloch?
Quando il linguaggio viene distorto ci sono dietro idee distorte.
Sul Corriere della sera Sergio Romano sceglie tra tante lettere quella di un lettore imbevuto di certi stereotipi fraudolenti usati dalla stampa peggiore e attacca i no global come distruttori. C’e’ della malignita’ in questa scelta. Una confusione di questo tipo in altri paesi non esisterebbe. Nelle manifestazioni di piazza francesi, come quella contro il precariato o le scuole private, nessun giornalista francese ha fatto mai l’errore marchiano di confondere dimostranti con casseurs=vandali. Ma da noi si finge che l’identita’ sussista, per quanto si sappia benissimo che qualunque manifestazione ingente attira questi distruttori delinquenziali, in genere giovanissimi, che di no global non hanno nulla ma sono solo teppisti. Ma questa confusione persiste malignamente, come persiste la demonizzazione di chi critica un sistema che ormai ha poco da difendere. E sarebbe meglio che i media la piantassero con certi insulti o dovranno dire che anche Obama per aver accettato la pace, il disarmo e l’economia verde e’ un casseur.
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BERLUSCONI RICATTATO DALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Viviana Vivarelli

L’inchiesta di Bari su squillo e coca party potrebbe nascondere verita’ molto piu’ gravi: B e’ ricattato dalla mafia da molto tempo, forse da sempre, e non e’ accettabile che sia in tali condizioni uno che deve governare una Nazione. L’inchiesta di Napoli sui collegamenti dei Letizia va avanti, ma intanto tutto lascia pensare che B abbia le ore contate e che sia alle porte uno scandalo ben piu’ grosso delle escort e delle veline.
Il problema della sessualita’ montante di B che scuote le pruriginosita’ mondiali e’ il meno, quello che emerge con evidenza sempre piu’ schiacciante e’ che B e’ sotto il ricatto della criminalita’ organizzata che arrivo’ a chiedergli una televisione minacciando di morte un membro della sua famiglia e che sicuramente influisce sulla sua scelta di leggi, per non parlare di lavori pubblici, appalti, distribuzione del potere sul territorio, rientro di denaro sporco ecc.
Ma risulta evidente anche un’altra cosa: nel Pdl si stanno affilando le armi per farlo fuori. Sembrerebbe un controsenso, vista la sua popolarita’, e la moralita’ del partito c’entra poco con le faide interne che B finge di ignorare, gettando la colpa dei suoi scandali su presunti complotti di Murdock o dei media europei che ripeterebbero le bugie di Repubblica. Quello che trapela e’ che nel Pdl c’e’ chi teme scandali piu’ grosso e cerca di smarcarsi, mentre altri gongolano e aspettano la successione.
Intanto e’ apparso chiaro a tutti che lo scandalo delle escort e’ nato da un giornale di Fini, come che e’ chiaro che e’ proprio la dx che ha disffuso la voce di una sua sostituzione con Draghi, ma B silenzia questi fatti, mentre Bossi continua a trovargli giustificativi di fantasia, garantendo personalmente sulla sua integrita’. Trattandosi di uno che deve la sua infermita’ proprio a una pornostar procuratagli da B, e vista anche la scoperta di forti quantitativi di coca incettata dalla segretaria della Lega, e dovendo questo partito parte del suo successo al fatto che B gli ha permesso di partecipare al Governo malgrado le sue pretese xenofobe, omofobe e anti-italiane, abbiamo dei forti dubbi sulla sincera onesta’ di Bossi ma comprendiamo immediatamente la sua convenienza.
Piu’ sfuggente Fini che non perde occasione per smarcarsi delicatamente dalle prese di posizione piu’ incostituzionali della Lega e cerca di ammanicarsi la Chiesa.
L’opposizione interna dunque c’e’ ma e’ ancora poco visibile. L’opposizione europea puo’ essere stata assorbita dalle ipocrisie del G8. Ma la maretta continua e B sente il trono scivolargli da sotto. I nemici aumentano, palesi come Di Pietro o subdoli come i suoi stessi fiduciari, il delfino Fini che vuole prendere il suo posto, l’astuto Formigoni ed altri. Intanto la ridicolezza della sua condotta sessuale ha bruciato la sua candidatura al Quirinale e per la sua impunita’ deve confidare solo in rielezioni a Presidente del Consiglio. Ma il mondo cattolico non e’ piu’ fervente sostenitore come prima, mentre la stessa Cei cosi’ opportunista non ha potuto evitare di prendere posizione sotto l’onda di sdegno dei fedeli. E desta molto allarme l’altissimo assenteismo della Sicilia, un segnale molto brutto da una terra gestita dalla mafia e che costituisce la base elettorale di B.
Il fatto piu’ grave in questo momento e’ l’emersione della dipendenza di B dalla mafia. Puo’ darsi che gran parte dei suoi elettori lo ignorino e che persino i suoi detrattori lo neghino per mancanza di prove giudiziali definitive, ma se la stampa internazionale si impossessa anche di questo filone di accusa, avremo uno scandalo molto piu’ grande e sara’ difficile che gli riesca di rimanere in sella.
Il retroscena che sta dietro questo uomo impossibile che nessun Stato civile avrebbe trattenuto un minuto di piu’ in politica e’ la lotta tra due cosche: Corleonesi e Casalesi, e le vicende di B purtroppo si mescolano a questa faida. Non e’ forse un caso che il padre di Noemi sia un Letizia, nome famigerato nel clan di Casal Principe e nella frequentazione della casa di Noemi ci potrebbe essere molto di piu’ dell’attrazione senile per una ragazzina. Potrebbe essere un luogo imposto dove prendere contatti con un clan mafioso che lo ricatta. Il che disegnerebbe lo scenario di un Presidente del Governo dipendente dalla camorra.
La magistratura del resto non ha mai scavato abbastanza nella strana ospitalita’ forzata alla villa di Arcore del mafioso Mangano, pluriomicida pesantemente implicato nel narcotraffico al punto da gestirlo dalla villa stessa. Si parlo’ a suo tempo di un ricatto della mafia che avrebbe tentato di rapire un figlio di B e impose il suo avamposto in villa nella persona di un mafioso che mangiava alla stessa tavola di B, non come un ospite ma come un padrone che teneva la famiglia in ostaggio. Era il tempo in cui la mafia dava fuoco alle Upim di B in Sicilia, era un tempo che potremmo definire pre-accordo. Poi vennero i risultati strepitosi delle elezioni siciliane, il record dei 61 seggi su 61 a B, record che testimonia piu’ di ogni altra prova che la mafia era contenta di cio’ che le aveva concesso e considerava B proprio uomo di riferimento. Che il maggior consigliere di B sia dell’Utri, condannato a 9 anni per collusione mafiosa non e’ dunque un caso. Tutto si tiene. Ma il caso Letizia puo’ portare altre prove alla costruzione probatoria aprendo nuovi scenari con la camorra napoletana.
Anche nella furia con cui B vuole porre il veto sulle sue telefonate e sulla conoscenza dei suoi processi, ci potrebbe essere molto di piu’ del pudore di un uomo che vuole nascondere i propri vizi privati. Quella privacy sbandierata ai 4 venti come la massima tutela personale potrebbe nascondere prove giudiziali che lo condannerebbero come succube della massima organizzazione criminale del mondo e di conseguenza impossibilitato a governare.
Intanto abbiamo una telefonata di B in cui egli dice che si sono fatti avanti quelli che lo avevano gia’ ricattato dieci anni fa minacciando “eventi luttuosi” in famiglia, poi e’ tornato alla luce uno strano documento,una lettera di Provenzano a B, sequestrato nella casa di Ciancimino, un foglio strappato in alto, in cui egli viene chiamato famigliarmente ‘onorevole’ e gli si chiede una televisione dietro minacce di morte a famigliari. Stranamente quel documento fu trovato da Grasso quando era procuratore ma non emerse nelle indagini, perche’ avrebbe inchiodato B in supposizioni inquietanti sui suoi rapporti con la mafia. Grasso prudentemente lo eclisso’ per usarlo come arma di ricatto per ottenere la carica prestigiosa di Procuratore Nazionale, al punto che, per potergliela dare, B fece una legge apposita che escluse Caselli. Come si vede non sono tutte ‘toghe rosse’, ci sono anche toghe che piegano la giustizia per ottenere in cambio denaro, come i giudici di Roma o ambite cariche, come Carnevale o, appunto, Grasso.
La festa di Casoria dunque puo’ essere stata un segnale imposto. Dietro dobbiamo vedere quello che accade nella camorra. Tra Napoli e Caserta era scoppiata una guerra tra clan. Era stato ucciso un testimone, Noviello, che aveva fatto condannare forti come i fratelli Cirillo. Un altro, Orsi, decide di collaborare e viene ucciso. Termina in appello il processo Spartacus contro i Casalesi con molti ergastoli alla famiglia Bidognetti. E’il tempo della condanna a morte di Saviano. Si scoprono legami di affari tra Casalesi e Corleonesi: in gioco lucrosi traffici di rifiuti e attivita’ di riciclaggio attraverso villaggi turistici in Spagna.
B puo’ avere preso accordi con mafia e camorra, anche se in movimento contrario c’e’ Maroni che sferra alla mafia un attacco fortissimo, mai visto prima, incurante del fatto che in parlamento siedano uomini mafiosi come Cosentino, sottosegretario dell’Economia, indicato da un pentito come referente del clan. E’ il tempo della strage di Castelvolturno di 6 immigrati e scatta la prima maxioperazione: 127 ordini di custodia cautelare e sequestro di beni per 100 milioni di euro. In manette il gruppo di fuoco del clan, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. In un blitz successivo la Dda arresta 7 dei 10 ricercati del clan Bidognetti. Nuove operazioni fra marzo e aprile sgominano fazioni del clan operanti anche a Milano, Modena e Reggio Emilia. L’attacco al cuore dei Casalesi culmina il 29 aprile con l’operazione Principe, con l’arresto di Michele Bidognetti, fratello del capoclan, e il sequestro di beni per 5 milioni di euro. Preso anche Franco Letizia, reggente del gruppo criminale. Stesso successo contro gli scissionisti di Secondigliano, preso un personaggio chiave del traffico di stupefacenti: il transessuale Ketty, poi il boss Raffaele Amato e il pregiudicato Antonio Bastone, latitante dal 2006. Al clan dei Casalesi si sequestrano beni e capitali di provenienza illecita per oltre 231 milioni di euro, 10 volte piu’ che nel 2008. Maroni ha lavorato bene. Ma la camorra non puo’ essere contenta.
La stranezza e’ che i risultati del Ministro degli Interni sono eclatanti ma B tace, non lo loda, non ne parla, non se ne vanta. Silenzio. Del resto da parte di uno che e’ arrivato a dichiarare Mangano eroe nazionale, questo silenzio e’ persino coerente. Ma la camorra non puo’ vedere che la condotta di B e quella del suo Ministro sono in contrasto. Insomma si sta giocando un gioco sleale, da una parte le leggi di B favoriscono la criminalita’ (annichilimento dei processi,indulti, prescrizioni, piani obiettivo, appalti, condoni..) dall’altra Maroni sta sgominando i clan a forza di arresti come prima mai. Il signor 3% , come al solito, mantiene un 3% delle sue promesse a fa il furbo anche con la camorra. Ma per quanto potra’ farlo?
Noi vediamola chiara discrasia tra il comportamento di Maroni e quello di B. E non possiamo che capire meglio la furia di B sulle intercettazioni, sul bavaglio alla stampa, sul silenzio ai processi per tutta la loro durata. Qui c’e’ molto di piu’ che una storia di veline. La presenza di B alla festa di Casoria diventa una prova di fedelta’ che con Noemi c’entra poco, e’ di fedelta’ alla camorra che si parla, e’ di obbligo a farsi vedere alla festa di uno che potrebbe essere il tramite con un efferato gruppo criminale.
E che il padre di Letizia sia tutt’altro che un uomo comune lo prova già il fatto che il suo processo per concussione, per aver posto tangenti alla concessione di licenze per mezzo miliardo di vecchie lire, quando era nella PA, e’ stato sospeso e mai celebrato, ora prescritto.
Ci sono troppe cose che non sappiamo, puo’ essere che la faccenda incineritori abbia mandato in fumo grassi guadagni della camorra, si parla di milioni di euro persi dal clan dei Casalesi. L’inchiesta di Bari su cui c’e’ il top secret potrebbe svelare parecchi retroscena torbidi, in cui la parte sessuale e’ proprio il meno. La D’Addario, per es., non e’ solo una maitresse ma anche l’amica di una escort brutalmente assassinata e bruciata nelle campagne baresi. Che sanno queste prostitute d’alto bordo che noi non sappiamo? L’amica della D’Addario aveva delle rivelazioni da fare. E la D’Addario stessa viene minacciata coi segnali inquietanti della sua auto data alle fiamme e con la sua casa frugata e derubata. E come mai adesso tutta questa ridda di escort che si fanno intervistare con rivelazioni piccanti? C’e’ qualcosa di piu’ grosso da cui si deve deviare l’attenzione pubblica? La D’Addazio si muove da sola per una vendetta o qualcuno muove queste ragazze per colpire B? Troppi politici del Pdl risultano di colpo compromessi nel governo o nelle amministrazioni locali. E’ la debacle? Qualcuno sta buttando a mare qualcun altro?

vedi anche Rita Pennarola

www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=215
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Il G8 seduto sulle macerie del mondo
Pietro Ancona

Preceduto da ondate di arresti effettuati a scopo di “prevenzione” che hanno dato una impronta del tutto poliziesca e militare all’Italia che lo ospita si apre il G8, la parata dei potenti della terra o di coloro che continuano a ritenersi tali senza piu’ esserlo.
Averlo fatto a l’Aquila dentro le macerie del terremoto gli ha fatto assumere un significato fortemente simbolico ed evocativo del ruolo dell’Occidente in quale e’ assiso sopra le macerie dei bombardamenti del Libano, di Gaza, dell’Afghanistan, della Somalia, dell’Iraq ed ora del Pakistan, macerie e cataste di cadaveri giustificate dalla lotta al terrorismo e dalla esportazione della democrazia. In Iraq ed in Afghanistan la democrazia e’ stata importata mettendo due marionette al governo .
Come ieri la ricerca delle armi di distruzioni di massa “giustifico’” l’invasione dell’Iraq e l’impiccagione di Sadam Hussein e dei suoi collaboratori, oggi l’esigenza di impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari giustifica la crescente aggressita’ di Israele (che possiede un immenso arsenale di bombe atomiche e vuole restare la sola potenza nucleare della regione) e dell’Occidente e l’avvicinarsi a grandi passi di una catastrofica guerra.
Si prepara una iniziativa militare contro l’Iran preludio del grande scontro dell’ Apocalisse con la Cina e con la Russia.
In questo contesto vanno lette le zampate all’Italia minacciata di essere espulsa dal G8 per “incompetenza” e per la squalifica di B secondo il Guardian ma in effetti per avere avuto l’ardire di stipulare accordi con la Russia per il gasdotto che hanno fatto imbestialire gli angloamericani ed i tedeschi e per non essere molto solerte a ballare sulla corda quando Obama suona la fisarmonica per l’Iran.
L’invio di altri 500 soldati in Afghanistan e’ servito a placare solo per il momento gli Usa che esigono sempre obbedienza totale ed immediata dai loro “alleati”.
Il Presidente cinese Hu Jintau e’ stato costretto ad abbandonare l’Italia e rientrare di corsa in patria per occuparsi della ribellione degli Uiguri puntualmente scoppiata a ridosso del G8 come la rivolta dei monaci tibetani scoppio’ proprio durante le Olimpiadi e riusci’ a mettere sul banco degli imputati la Cina distraendo il mondo dalla sua raggiunta prosperita’ e dai suoi successi.
Bisogna dare atto al dipartimento americano che si occupa di questi problemi di avere una gamma di opzioni che vanno dalle “rivoluzioni colorate”, ai colpi di Stato, ai pogrom delle minoranze, alla guerriglia fino alle occupazioni militari precedute da bombardamenti e blocchi di strangolamento commerciali.
Il colpo di stato dei gorillas honduregni e’ servito ad ammonire i sempre piu’ riottosi ed indipendenti Stati dell’America Latina che la loro esistenza e’ sempre a rischio e che possono essere rovesciati.
La rivoluzione “verde” dell’Iran non e’ riuscita come quelle che la Cia ha organizzato nei paesi exURSS ma e’ riuscita a creare grosse difficolta’ al governo di quel disgraziato Paese da sempre nel mirino degli inglesi, dei tedeschi, degli americani a causa del petrolio.
Nel mondo del dopoguerra e della decolonizzazione si creo’ una coalizione di Stati indipendenti capeggiati dalla Jugoslavia del grande Tito che rifiutava l’allineamento con i due blocchi e rivendicava crescita e prosperita’ per i paesi poveri.
Cinquanta anni dopo e venti anni dopo la caduta dell’URSS le cose sono peggiorate e c’e’ la corsa ad ingraziarsi l’Occidente predone piuttosto che contestarne l’egemonismo e la violenza.
Gli Stati fanno la fila per essere ammessi al G8 magari per assistere in piedi mentre altri banchettano.
G8 fara’ un po’ di colletta per gli aquilani e distribuira’ qualche spicciolo ed un po’ di farina vecchia e piena di vermi e qualche cassa di medicinali scaduti ai poveri che diventano sempre piu’ poveri tanto poveri da essere ossessionati soltanto dal bisogno di mangiare qualcosa, qualsiasi cosa……
Il G8 non e’ un raduno di popoli liberi ma una corte riunita attorno al suo Imperatore. Una sorta di prosecuzione della “alleanza dei volenterosi” che e’ stata creata per combattere gli stati “canaglia” (ove per canaglia si intende uno Stato che interessa o per il petrolio o per la geografia gli USA che lo vogliono subito a loro disposizione ma che in qualche modo resiste alla loro irresistibile attrazione…
Nessuno protestera’ per essere stato truffato dai titoli tossici che hanno inquinato la finanza e l’economia mondiale. Non si faranno regole per “imbrigliare” il mercato. Gli squali continueranno a pascersi dei pesci piccoli. La richiesta del Papa di un liberismo etico restera’ priva di conseguenze pratiche come sa la Chiesa che scrive una cosa ma ne fa un’altra (vedi cardinale Maradiega in Honduras)

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
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Gianluigi manda:

Quante possibilita’ ha Marino?
PAOLO FLORES D’ARCAIS

Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito democratico, e’ solo un «terzo incomodo» o ha delle effettive possibilita’ di riuscire? …
..Se le primarie saranno un successo vedranno una partecipazione popolare oscillante tra i 4 e i 6 milioni di cittadini. Marino, per diventare segretario, dovra’ raccogliere 2 o 3 milioni di consensi. Una cifra enorme, in apparenza assolutamente proibitiva per chi non dispone di nessun apparato e meno che mai di significativi appoggi mediatici.
Tra quanti si recheranno ai gazebo vi sara’ una quota di cittadini che alle scorse elezioni hanno votato Pd in modo convinto. Tra loro Marino non potra’ raccogliere consensi, in questo settore saranno Bersani e Franceschini a dividersi l’en plein. Diversamente tra quanti hanno votato Pd «turandosi il naso». Qui Marino dovra’ essere in grado di competere e magari superare i suoi antagonisti, di risultare piu’ credibile come innovatore radicale rispetto alle divisioni tradizionali di una nomenklatura tanto rissosa quanto sclerotica (e sistematicamente perdente). Ma neppure questa notevole performance basterebbe a farlo prevalere nel conteggio finale.
Per vincere Ignazio Marino dovra’ essere capace di un autentico exploit: portare ai gazebo centinaia e centinaia di migliaia di cittadini (in realta’ piu’ di un milione, almeno) che ormai il Pd neppure lo votano, che di quel partito detestano l’intera casta dirigente, che alle europee hanno preferito votare Di Pietro (magari con mille riserve) o i due partitini della sx (malgrado la quasi certezza di un mancato quorum), o addirittura sono restati a casa, condannando Pd e B come sostanzialmente equivalenti.
Se non riesce in questo, Marino e’ condannato a una presenza di testimonianza. Piu’ o meno dignitosa ma programmaticamente perdente. Buona per garantire un futuro e una forza di «corrente» a qualche ambizioso «giovane» o meno giovane, ma nulla di piu’. Ignazio Marino e’ stato tuttavia tassativo: questo obiettivo non lo interessa. Vuole diventare segretario per voltare pagina e dare vita ad un Pd con una sola corrente, quella dei circoli, dei militanti di base, del popolo delle primarie.
Il 25 ottobre Marino dovra’ aver convinto 2 o 3 milioni di persone, in larga misura cittadini «anti-politica» o «anti-partito», secondo le definizioni correnti e d’ordinanza (altamente ingannevoli, in realta’). E molte decine di migliaia dovra’ addirittura convincerli ad iscriversi al Pd entro il 21 luglio, cioe’ subito, per partecipare alla prima fase congressuale (nella quale si deve raggiungere una certa percentuale di delegati, altrimenti si viene esclusi dalle primarie).
E’ dunque a questi cittadini, in genere stigmatizzati dai vertici Pd come girotondini, giustizialisti, sognatori estremisti, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, che Marino deve in primo luogo e prevalentemente rivolgersi, se davvero vuole vincere. Di piu’: deve convincerli, coinvolgerli, galvanizzarli, entusiasmarli. Essere ai loro occhi assolutamente e costantemente credibile, poiche’ si tratta di cittadini che fin troppe volte si sono spesi con passione civile e generosita’ e sono stati sistematicamente delusi e traditi da vertici che santificano un solo principio: «tra il dire e il fare c’e’ di mezzo il mare».
Si dira’ che e’ la quadratura del cerchio, perche’ Marino e’ un moderato e «quelli» sono estremisti. Falso. Il presunto estremismo di girotondi e giustizialisti si riduce nel considerare l’applicazione coerente della Costituzione il programma massimo per oggi e per domani, e la legge eguale per tutti, cioe’ egualmente garantista (o severa) per lo scippatore da strapazzo o gli infiniti Madoff nostrani, una politica irrinunciabile e non una chiacchiera retorica. E il welfare un bene da radicare e allargare, non da gettare al macero. E ogni posto e concorso da assegnare secondo merito, non secondo nepotismo (o peggio, «mignottocrazia», secondo la definizione di un berlusconiano d’annata quale Paolo Guzzanti, vicedirettore di Il Giornale).
Non credo proprio che Ignazio Marino trovi qualcosa di estremista in queste articolazioni di patriottismo costituzionale. La sua differenza radicale, quasi antropologica, rispetto a uomini e donne di nomenklatura e casta, e’ la serieta’, la coerenza tra dire e fare, il si’ si’, no no del vangelo di Matteo… Che e’ anche la bussola girotondina e giustizialista. Marino puo’ farcela, la quadratura del cerchio e’ possibile. Basta che lo voglia.
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Le lettere belle
Lettera di Mariapia

Ciao mio capitano, navigatore di mari poco solcati. La vita e’ una cosa che ci capita, non si puo’ scegliere troppo. Certamente il progetto di chi sara’ ogni essere umano e’ gia’ iscritto in ogni ovulo fecondato, ma tra le varie pagine e descrizioni del progetto, qualcosa si puo’ scegliere.
Tu hai scelto mari poco attraversati dalle donne e sulla tua nave ho incontrato navigatrici d’alto mare; per gli altre,occasionalmente salite a bordo, la manovalanza, nessuna critica, perche’ per trovare navigatrici di acque sconosciute occorre provare e cercare tra esseri umani.
Mi pare che anche quando non cerchi le acque sconosciute, e quindi pericolose, quelle vengano a cercare te. Ti chiedono forse di essere interpretate?
Mi lascio’ sorpresa il pensiero di Jung che afferma che non dobbiamo interpretare il creatore e perdonare.
Oggi non mi sorprende piu’ sapere che l’intelligenza cosmica chiede di interpretarsi anche attraverso di noi,che siamo un tutt’uno con lei, una particella dell’immensita’. Come il nostro inconscio che chiede di diventare coscienza.
Eppure a volte vorrei che tutte noi amiche, che siamo rimaste unite, e che siamo invischiate in storie molto dolorose e complesse, fossimo meno complesse e potessimo affrontare certe vicende della nostra vita con quella semplicita’ che vedo in tante persone.
E invece no, siamo fatte in maniera che la risposta data a vicende impegnative, dolorose e complesse deve sempre avere il colore del massimo impegno e responsabilita’.
Quello e’ il progetto assegnatoci dalla nascita e da quello non si scappa I liberatori, gli innovatori, gli esploratori… mai una storia da Grand Hotel.
Ti abbraccio.
Mariapia
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INCONTRI AL VERTICE
Viviana

Appena finisce il G8 il Papa ricevera’ B per rifargli la facciata. B ha chiesto. Benedetto ha risposto. Tra premier un accomodamento lo si trova sempre. Ci sono i cristiani alla B, ci sono i cristiani di potere, ci sono i cristiani. Questi ultimi sono un’altra cosa. E si indignano.
Dall’indignazione di uno di questi cristiani veri, don Aldo, prima che l’incontro ‘utile’ fosse confermato, un appello al Papa perche’ Sua Santita’ non ricevesse Sua Indegnita’.
Lettera aperta di don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI perche’ non riceva Berlusconi in udienza
MicroMega newsletter on 08 Luglio, 2009 12:21:00 | 139 numero letture
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Nessuna novita’ per questo articolo
L’appello di un prete ai cattolici: “Impediamo l’incontro tra Ratzinger e Berlusconi”
Lettera aperta di don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI perche’ non riceva Berlusconi in udienza ne’ pubblica ne’ privata dopo il G8 dell’Aquila.

“Con sgomento apprendiamo dalla stampa l’eventualita’ che lei possa concedere udienza privata all’attuale presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Egli per parare il diluvio di indignazione e disprezzo che gli si e’ scatenato contro a livello mondiale per i suoi comportamenti indecenti che sono anche la negazione della morale cattolica che tanto sbandiera nei suoi deliranti proclami, ha fatto capire che dopo il G8 cerchera’ di strappare alla Santa Sede un incontro con il Pontefice a conclusione del summit dell’Aquila. L’unico modo, a suo giudizio, per «troncare le polemiche».
Mons. Mariano Crociata, segretario della Cei, senza fare riferimenti personali, ha detto parole gravi che avremmo voluto ascoltare gia’ da tempo, ma non e’ mai troppo tardi. Il segretario della Cei afferma che stiamo assistendo «ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto cio’ che dice pudore, sobrieta’, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile». Non si deve quindi pensare che «non ci sia gravita’ di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori» (Omelia in memoria di Santa Maria Goretti, a Latina 5 luglio 2009).
Si’, perche’ tra le varie sconcezze del presidente del consiglio (compagnia con donne a pagamento), vi sono riferimenti precisi di rapporti con minorenni (testimonianza della moglie) e di cui il presidente ha dato diverse differenti letture, nonostante abbia spergiurato sulla testa dei figli.
Le parole del segretario della Cei hanno toccato nel segno la depravazione in cui e’ caduta la presidenza del consiglio italiana, disperatamente alla ricerca di un salvagente per salvare la faccia e offendere il mondo civile e cattolico con lo show dell’udienza. A Silvio Berlusconi nulla importa del papa e della Chiesa cattolica e della sua morale come della dottrina sociale, a lui interessa di farsi vedere «urbi et orbi» insieme al papa e cosi’ cercare di parare le richieste pressanti che da tutto il mondo arrivano perche’ esca di scena dignitosamente, se ne capace.
La supplichiamo, per amore della sua e nostra Chiesa, che e’ ancora inorridita e scossa, non lo riceva pubblicamente ne’ privatamente perche’ lei darebbe un colpo mortale alla credibilita’ della gerarchia della Chiesa che ha preso posizione solo dopo la mobilitazione del mondo cattolico e del mondo civile che in internet ha raggiunto livelli di esasperazione molto elevati.
Se lo riceve, la visita sara’ usata strumentalmente per dire che il papa e’ con Berlusconi e quindi tutte le sue ignominie, depravazioni e corruttele troverebbero facile copertura morale. La morale che lei dovrebbe rappresentare diventerebbe una farsa di copertura dell’immoralita’ di un uomo presuntuoso e malato che ancora non si e’ degnato di rispondere pubblicamente del suo operato come ha chiesto la libera stampa, mentre e’ andato in tv dove senza contraddittorio, ha esaltato le sue gesta di corrotto corruttore, aggiungendo sprezzante a sua giustificazione che «la gente mi vuole cosi’».
Inevitabilmente lei diventerebbe complice agli occhi dei fedeli semplici e dei non credenti ancora attenti alla Chiesa. In nome di Dio e della dignita’ del nostro popolo e della serieta’ dell’etica non lo riceva, perche’ se lo riceve, lei perdera’ moltissimi fedeli che gia’ sono sulla soglia”.
In fede
Paolo Farinella, prete
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www.politicamentecorretto.com/index.php?news=14291
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Si abbia il coraggio di dire dei NO!
No ai dittatori
No ai ghigliottinai
No ai sanguisuga
No agli sfruttatori
No ai libertini e agli sciupafemmine
No a colui che assomma in se tutte queste categorie di immoralita’ politica, sociale e di costume: Silvio Berlusconi.
Diversamente il Vaticano diventera’ sempre piu’ luogo di riciclaggio di personaggi sporchi, cosi’ come le banche lo sono per i soldi.

Aldo Antonelli
..
Armando di Napoli ci scrive:
Mercenari parlamentari senatori e affini

Voi mercenari ricottari e maitresse
vi fottete 20mila euro al mese
da noi italiani e non valete
nemmeno 700 euro al mese
mentre operai muoiono a 800 euro al mese
piattole immortali con indole di strozzinaggio
vermi di camposanto azzannate
la carne morta delle vostre vittime
con una voracita’ senza uguale
trangugiando con abilita’ anche le ossa
siete come i grandi della terra dei g8
che si riuniscono per scampagnate e mazzette
saranno pure grandi ma di una bassezza d’animo
che la puzza di putrefazione scavalca
l’odore emanato dai profumi costosi
che si spruzzano sui loro corpi marci
campano sulle disgrazie e la pelle
della povera gente
l’unica cosa che salveranno
sono le loro mesate da presidenti
la fame e la sete nel mondo non gli interessa
le catastrofi ambientali e i riscaldamento
del pianeta dovuto all’inquinamento
non è nella loro infame agenda
caso mai nella loro agenda avranno
qualche numero di qualche escort e pusher
come fatto del giorno
a loro come al nuovo ordine mondiale interessa
la fame la sete la distruzione la schiavitu’
il nucleare i disastri ambientali le guerre
e godono quando ci fottono all’infinito

..
Se volete ricontiamo
Viviana

B insiste a dire balle grosse come case: “2 italiani su 3 sono con me”
SBAGLIATO! Il Pdl ha preso il 35% dei votanti, che sono stati il 67% degli elettori,
35 per 67 fa 23,45.
Questo vuol dire che ha votato per il Pdl solo il 23% degli italiani, cioe’ meno di 1 su 4.
Se poi si scende alle preferenze, B e’ stato votato personalmente da 6 italiani su 100, altro che 2 su 3! Sarebbe l’ora di finirla con questa baggianate buone solo per i citrulli!
La maggioranza degli italiani non lo vuole o preferirebbe un Pdl guidato da un altro.
Personalmente poi B ha avuto solo 2.700.000 preferenze su 50 milioni di elettori, con tutto che si e’ presentato dappertutto contravvenendo alle leggi europee e ha dietro di se’ mafia e P2, piu’ tutti gli anziani rincoglioniti e gli evasori fiscali incalliti, e 2 milioni e 700.000 non e’ poi un gran che, visto che solo l’appoggio con la mafia gli frutta tutti i voti della Sicilia.
Lilli Gruber, senza il suo potere mediatico, finanziario e mafioso, ebbe 1 milione e 100.000 preferenze in 2 sole circoscrizioni del nord.
Se la mafia decidesse di colpo di non farlo piu’ votare, cadrebbe in un attimo come un castello di carte.
Per questo sara’ costretto a fare leggi che favoriscono sempre piu’ la mafia.Praticamente e’ nelle loro mani.
Per questo dovremmo fare di tutto per abbatterlo e per abbattere qualunque falsa opposizione che arrivi ad inciuci con lui.
Basta con gente come D’Alema che tento’ una infame bicamerale in cui svendeva parlamento,democrazia, sovranita’ popolare, magistratura e diritti fondamentali!
Basta con illusi come Franceschini che proseguono nel solco dalemiano e hanno chiesto il SI’ al vergognoso referendum mentre sono direzionati a chiedere un presidenzialismo forte a diretta elezione popolare! Non ne vogliamo piu’ di queste coglionate. Marino praticamente non ha parlato di niente. Ma Bersani e’ pur sempre un dalemiano e finche’ si continua su questa via ci aspetta solo il baratro o una dittatura.
..
La prostituzione di una Nazione
Viviana Vivarelli

Scrive Gad Lerner:
“La denuncia di Monsignor Crociata si sofferma sul dileggio di una moralita’ brandita cinicamente in materia di prostituzione e di codici familiari. Oggi Berlusconi non potrebbe mettere piede sulla piazza del Family Day (ne’, diciamo, aspirare al Quirinale). E’ venuto al pettina il nodo di una cultura berlusconiana che propone l’ascesa sociale e la felicita’ come raggiungibili solo attraverso la mercificazione di se’. La corda, tesa come in nessun’altra nazione, alla fine si e’ spezzata, imponendo all’Italia la condizione femminile come questione politica primaria, al di la’ di un’opposizione che in questo terreno e’ rimasta muta perche’ vittima anch’essa della medesima arretratezza culturale. Un paese in cui sono gli stessi genitori a promuovere la trasformazione delle figlie in veline per arricchirsi e’ senza dubbio malato.”
Come donna, devo denunciare come offensivo e insultante per il genere a cui appartengo il silenzio dell’opposizione nei confronti del comportamento scandaloso di Berlusconi. Di piu’ questo silenzio si e’ protratto da tempo verso una cultura amorale che si diffondeva sempre piu’ non solo da Mediaset ma anche dalla tv pubblica, senza che mai il Pd o chi per lui facesse una mossa, dicesse una parola, denunciasse un fatto, una cultura della mercificazione della donna e della sua prostituzione, la sua riduzione a oggetto sessuale, anche come immagine, in un modo tale che non esiste in nessun paese europeo e di fronte a cui l’opposizione e’ sempre stata appiattita e indifferente, abulica e complice, una cultura di infimo livello che traviava le ragazze fin da piccole (penso alla pubblicita’ pesante nei programmi infantili o a quei grembiulini da asilo della Coop con la scritta. “Da grande voglio fare la velina”), con le illusorie luci di spettacoli sempre piu’ volgari e avvilenti dove la danza scade nella lascivia da bordello, col miraggio di possibili arricchimenti facili ottenuti attraverso l’ostentazione della propria nudita’ e la vendita del proprio corpo.
Si e’ messo su un vero e proprio mercato del sesso a cui hanno partecipato non solo conduttori di Mediaset come Fede ma anche direttori della tv pubblica come Sacca’, senza che nessun uomo politico alzasse la voce contro questo scandalo. E alla fine e’ stata una donna di una Rivista di Fini a protestare.
E quando lo scandalo e’ diventato insopportabile, anche allora l’opposizione ha taciuto in modo pilatesco, dichiarando che si trattava di affari privati, mentre era un esempio di turpe morale pubblica che si allargava a pervertire il comportamento privato e faceva crollare la nostra immagine nel mondo.
L’abbassamento vergognoso della donna a mero oggetto sessuale va avanti da molto tempo e la tv berlusconiana l’ha perpetrato sulla scia della volgarita’postribolare di B. Un traviamento che ha contagiato la pubblicita’, il costume, la famiglia, il concetto di morale privata e pubblica.. fino ad entrare nelle stanze del potere come mezzo di carriera politica. Piu’ delle donne nude a Villa Certosa o delle prodezze sessuali di B, cio’ che e’ stato scandaloso e’ che le prestazioni sessuali diventassero addirittura via per ottenere cariche pubbliche e che a questo fine si adoperassero Ministri come La Russa o Frattini. Nella decadenza della donna-oggetto anche gli uomini hanno prostituito se stessi, perdendo ogni crisma di onorabilita’ e di dignita’, nella partecipazione attiva o da muti spettatori del grande bordello berlusconiano.
Ora che la Chiesa finalmente ha emanato la sua condanna, puo’ darsi che qualcuno si svegli da questa omologazione indecente, ma il danno che e’ stato fatto alle donne di questo paese, alla sua immagine nel mondo, alle ragazze di una intera generazione, non sara’ facilmente rimediabile. E in questo danno la sx ha interamente la sua parte. Non e’ infame solo chi fa il male ma anche chi assiste senza far niente.
..
Mister 3 per cento
Viviana Vivarelli

Mentre i berluscones si affannano a ripetere la parola ‘statista’, continua lo sghignazzo universale che affonda sempre piu’ l’Italia nella vergogna.
Penso a come si sia incazzato B col Guardian che incitava il G8 ad espellerlo in cambio della Spagna che ha piu’ meriti.
Purtroppo sentire B che fa dichiarazioni al G8 risulta di una ilarita’ irrefrenabile. Siamo alle comiche finali.
“Lanceremo una somma fra i 10 e i 15 miliardi di dollari per aiutare tutte le persone che nel mondo soffrono la fame”. Non si sa con che faccia lo dica dopo che ha azzerato l’aiuto al Terzo Mondo e ha fatto tanto arrabbiare Kofi Annan che gli ha scritto una lettera personale rimproverandolo per non aver mantenuto gli impegni presi al precedente G8 per l’Africa.
Bob Geldof, quello dei grandi concerti per l’Africa, lo chiama “mister 3%” perche’ mantiene solo il 3 per cento delle promesse fatte.
Il Daily Telegraph mette in prima pagina la gigantografia della Carfagna, nuda sotto una maglia a rete: “La modella in topless diventa ministro e riceve il compito di intrattenere le mogli al G8”.
L’illustre politologa Ulrike Guerot mette in guardia la Merkel che non si faccia fotografare accanto a B perche’ se la foto risultasse ridicolo o offensiva si giocherebbe la rielezione. Ormai e’come la peste suina.
Un settimanale francese titola: “Scandali a ripetizione. B mette la democrazia a nudo”. Piu’ a nudo di cosi’.
“In piena crisi economica i politologi discutono sulle relazioni tra lo Stato e le prostitute”.
Davvero un buon argomento di politologia!
E sul Tagesspiel si legge: “B e’ un megalomane che crede alle proprie bugie”. Lo aveva gia’ detto Montanelli. Ora vediamo quanto ci metteranno a dirlo anche tutti gli italiani.
Ma B infierisce: “Presenteremo una economia basata su moralita’, etica e trasparenza” (!?), proprio lui che deve la sua ascesa al riciclaggio del denaro sporco della mafia, che nasconde le sue malefatte con ogni sorta di censura e che ha l’etica di un caimano.
“Vieteremo il riciclaggio di denaro”. E il secondo scudo fiscale che protegge il rientro dei capitali sporchi dove lo mettiamo?
“Occorre che il segreto bancario non sia un ostacolo”. Tipo i 63 paradisi fiscali della Finivest?
Insomma non c’e’ cosa che dica che non sembri una barzelletta.
Ormai tutti i giornali europei segnano discredito a B e con lui all’Italia.
Non e’ solo un complotto dei media di Murdock, e’ un’ovazione al contrario, e’ la gogna mediatica. Persino i diplomatici come Kofi Annan dicono di non aspettarsi niente da questo vertice, di aver sempre stimato poco B e che serviva a Bush come compare di guerra per contrastare Francia e Germania, ma con Obama questo giochetto e’ finito.
Qui la plastica facciale non serve piu’, non resta che una cosa da fare: rottamarlo.
..
RIDIAMARO : – )
Beppe Grillo e il G8

Obama lo psiconano lo mette a posto a lui…
Il Canada e’ piu’ grande del Brasile, dell’India e della Cina…
Morfeo Napolitano la forte leadership e la reputazione meravigliosa…
Iio speriamo che me la chiavo…
Testa d’Asfalto ha fatto il miracolo…
La chiesetta di Onna la ricostruisce la Merkel, ma insieme a Bertolaso…
L’Italia si, ma la Spagna no e San Marino neppure…
La Carfagna riceve le first ladies…, insieme faranno un calendario contro la fame nel mondo…
Il Papa e’ contento…
I Grandi a tavola, ma senza il Terzo Mondo…
I no global avevano ragione, ma i si’ global fanno gli interessi delle banche e delle multinazionali…
Lo psiconano e le fotografie lesbiche sotto la doccia…
La base di Vicenza, i prigionieri di Guantanamo in Italia e centinaia di Carabinieri in Afghanistan… Yes, we can…
Lo psiconano lo tengono tutti per le palle, dalla D’Addario agli Stati Uniti…
Anche Mussolini fu elogiato da Churchill…
Sarkozy vuole una centrale nucleare in Abruzzo… per lo sviluppo…
Dell’agenda nessuno sa nulla, neppure i partecipanti…
I Grandi non sono responsabili del crollo economico…
I Grandi non sono responsabili della distruzione del pianeta…
Il monito di Napolitano a Hu Jintao per le stragi degli Uiguri…
La disoccupazione in Italia non esiste, lo dice Tremorti…
Il G8 lo pagano gli italiani…
lo psiconano e’ ripagato dalle amarezze, ma gli italiani no…
Il G8 si puo’ fare via skype…
..


Sauro manda:
La mia vita da cubista (e l’abbacinante storia del Pd)
Andrea Scanzi

Chiedo scusa per la lunga assenza. Cioe’, in realta’ non la chiedo, ma tra voi comunisti la finta educazione e’ di casa. Quindi mi adeguo.
In queste settimane ho avuto molto da fare come cubista di destra. Ho cercato di allietare, roteando gonadi e bacino, le feste di Villa Certosa e Palazzo Grazioli.
Ho davvero avuto molto da fare. Sono stati bei momenti, di grande spensieratezza. Esempi veri di democrazia, col sorriso sulle labbra e la mente sgombra.
Molti ricordi satollano (?) la mia mente, ottenebrandola di malinconia. Rammento come fosse ieri la festa in cui ho ballato tutta la notte sopra un cubo a forma di cervello di Gasparri (era un cubo molto piccolo). Ballavo con un tanga pervinca di Winnie The Pooh, e credetemi Winnie The Pooh mi dona un casino. Esalta eroticamente le mie adenoidi.
La musica riempiva la stanza, che era poi l’immensa sala di Villa Certosa. Gli altoparlanti in legno di comunista propagavano Luca era gay nella versione Padania Remix di Dj Maroni.
Quella sera abbiamo ballato fino a tarda notte. In un parossismo di ormoni azzurri, ricordo il mio muoversi sinuoso e ammiccante, con Mara Carfagna che mi guardava colma di vivido ludibrio.
Alla destra del mio cubo, Calderoli digeriva con fierezza il settantesimo falafel di gladioli bresciani, esalando tenui flatulenze forcaiole in segno di stima.
Alla sinistra del mio cubo, come Dimaco sul Golgota, Sandro Bondi declamava le sue poesie magicamente in equilibrio tra Gozzano e Don Lurio. Maurizio Lupi chiedeva sempre di ascoltarle un’altra volta, non per piacere personale ma perche’ alla prima non le capiva mai (e’ un po’ duro, Lupi, ma a noi piace cosi’).
Al centro, davanti a tutti noi, il Sultano raccontava per la trecentesima volta la sua barzelletta preferita. Noi fingevamo di non conoscerla, per donargli il piacere del nostro plauso convinto.
A fine festa, Niccolo’ Ghedini ci faceva firmare una liberatoria, nella quale dichiaravamo che non eravamo mai stati li’ e se un giorno un grumo giustizialista ce l’avesse chiesto, avremmo dovuto trincerarci dietro il mantra Mavala’, ripetuto come l’Om mani padme hum buddista.
Sono davvero stati bei momenti, soprattutto quando Lucia Tanti e’ uscita nuda da una torta-gigante a forma di Schifani. La torta era piena di panna e quella scena mi ha titillato l’ormone come neanche Kelly LeBrock ne La signora in rosso.
Di quelle feste, ora, serbo nel cuore la convinzione di essere stato parte attiva della Storia. Di avere fatto il mio dovere. Di non aver mulinato il bacino invano.
E questo ciondolo, in mezzo al collo, a forma di farfalla scandinava albina, sta li’ a dimostrarlo.
Lo guardo scintillare alla luce del sole, e l’orgoglio pervade le mie ariane membra. Sono davvero fiero di me. E ho al contempo (?) pena della vostra pochezza bolscevica. Non siete che rigurgiti del tempo, boli mal digeriti di un Percorso di cui mai farete parte. Siete solo carne morta (cit).
Esaurita questa premessa, di cui vado giustamente fiero, desidero parlare del vero evento di queste settimane. Non l’imminente G8, non le foto sovversive di Zappadu, non le rivelazioni criminose della D’Addario. No. L’evoluzione abbacinante del Pd. Cioe’ il Partito Disastro.
Ne sono affascinato. Tale crescendo rossiniano mi inebria. Neanche la rubrica di Don Vittorio Zucconi su Radio Capital mi piglia cosi’. Sono tutto un fremito, quando sento parlare il Pd dell’imminente redde rationem.
Il Pd e’ il faro della nostra coscienza, il baluardo della democrazia, l’ultima frontiera della politica. Il Pd e’ riuscito laddove tutti hanno fallito: si e’ definitivamente sganciato dalla societa’ civile. Anzi, dalla societa’ e basta. Si e’ emancipato dalla realta’. E’ avulso dalla manovra, laddove “manovra” e’ qui da intendersi come sinonimo di “Mondo”.
Se, prima del Pd, i partiti – banali – affidavano le loro mosse ai desideri dell’elettorato e agli alambicchi della storia, il Pd se ne disinteressa totalmente. E non per sbadataggine: per scelta.
Vive in un mondo tutto suo, ignifugo agli agenti esterni. Se la canta e se la suona.
Il Pd non e’ un partito: e’ un buco nero. Risucchia tutto, tranne i dirigenti. Loro sono immortali, come un meteorite fuori asse, tenacemente ancorato alla propria esistenza di tracciante stellare senza arte ne’ parte. Eppur vivo.
La loro capacita’ di gestire la crisi e’ meravigliosa. La maggioranza arranca, non ne indovina mezza, ma il Pd non affonda il colpo. No. E quando perde le elezioni, esulta perche’ “almeno non siamo scomparsi”. Un po’ come se uno, dopo aver scoperto di aver perso vista, udito e parola per un morbo incurabile, dicesse “eh si’, pero’ ho ancora l’alluce sinistro”. A suo modo, un capolavoro nell’arte di accontentarsi. Pragmatismo ruleZ.
Il Partito Disastro e’ oltre tutti noi. Loro sanno e noi no. Loro non sono antiberlusconiani (a differenza di voi rosiconi) perche’ e’ dimostrato che l’antiberlusconismo non paga (non si e’ mai capito CHI l’abbia dimostrato, ma loro sanno che e’ cosi’. E non e’ certo il caso di sottilizzare).
Loro sono nuovi, sono buoni, sono colti.
Loro sanno, a differenza di noi.
Loro sono loro e voi non siete un cazzo.
Ci attendono nuove magnifiche sorti e progressive.
Vagliamole (?).

Partito Dalema. Il mio preferito. D’Alema e’ uno che, da quando e’ nato, vive per minare dalle fondamenta la sinistra europea, con un sadismo – gli va riconosciuto – instancabile. Ma non e’ tanto questo, il suo merito. No: e’ piuttosto la capacita’ di ripresentarsi, ogni volta, come guaritore di quella stessa crisi che lui ha generato. Stupendo. Sarebbe come se io, un giorno, venissi in casa vostra, vi distruggessi i mobili con una mazza da baseball e poi me ne andassi. Dopodiche’, qualche giorno dopo, tornassi da voi come nulla fosse, e vi obbligassi a rifare il mobilio di casa secondo il mio gusto (e i vostri soldi). Per poi distruggervelo un’altra volta. E via cosi’, nei secoli dei secoli. D’Alema non e’ un politico: e’ un trojan horse. L’hardware sinistrato lo conosce, ma si rifiuta di combatterlo: per fedelta’ alla causa (persa).

Partito Rutelli. Avete preso appunti? Io si’. Con attenzione religiosa. Sono giorni, e settimane, che Rutelli finisce sui giornali per dettare le sue condizioni. Cioe’, pensateci: Rutelli detta le condizioni per rimanere dentro il Pd, “altrimenti lui se ne va”. E non lo dice come promessa, ma come minaccia. Anche questa e’ bellissima. Un po’ come Ronaldinho che va dai dirigenti del Milan, dopo una stagione da enfisema polmonare obeso, e gli dice: “O mi fate giocare o me ne vado”. E la societa’, invece di cacciare lui, caccia l’allenatore (ah gia’, e’ successo davvero: scusate). Non c’e’ pero’ da fare ironie, stavolta. Rutelli va ascoltato sul serio. Vanno trascritti tutti i suoi pensieri. Tutti. Va tenuto conto di ogni suo desiderio. Occorre sapere tutto, veramente tutto, della sua idea di partito. Per poi fare l’esatto contrario, levarselo di torno una volta per tutte e mandarlo nel Pianeta Cicoria a biascicare inglese come la controfigura improponibile di Albertone Sordi.

Partito Bersani. Ecco, a me Bersani non dispiace. Veramente. Ha questa presenza fisica che trasuda Lambrusco e tortellini, e’ uno emiliano vero, ha questo faccione da burocrate che si vergogna di essere burocrate e sa che le idee migliori gli vengono da ubriaco, al sesto giro di Nocino (fatto dal contadino di fiducia, lo stesso che alle Feste de l’Unita’ dorava il gnocco fritto). Bersani e’ quello che provo’ a bastonare le lobby dei tassisti, insomma c’e’ di peggio. Pero’ mi dicono che e’ solo l’ombra lunga di D’Alema, e allora mollo tutto e bevo il mio Lambrusco da solo. (Ps. Ho scritto “il gnocco fritto” perche’ vuole effettivamente “il” e per farvi capire quante cose so).

Partito Franceschini. Ah, Franceschini. Il mio Francy. What a man. Che uomo carismatico, che mattatore, che icona mediatica. Lo guardo e ho voglia di Fabrizio Frizzi. E che profondita’ di linguaggio. Neanche Alberoni una profondita’ cosi’. E poi Francy e’ bello. Quella pettinatura da diacono, quelle camicie che comunicano una precisa idea di Golgota e un chiaro cilicio penitenziale. Francy e’ uno che si strugge, che si arrovella. Che sta male e non lo nasconde. Incarna l’afflato masochistico catto-comunista (non so cosa ho scritto, e’ venuto cosi’). Quando lo vedi, pensi che siamo nati per soffrire. E ci stiamo riuscendo: alla grande. Franceschini e’ la proiezione olografica del concetto di carisma secondo Gentiloni. Sciaborda rutilanza (?). E’ il Luca Fusi della politica, pero’ piu’ triste. Vamos (cit).

Partito Veltroni. Aveva detto che non avrebbe fatto piu’ politica. E invece. Del resto aveva anche detto che sarebbe andato in Africa (come se il terzo mondo non avesse gia’ abbastanza problemi). E invece. Veltroni e’ l’uomo del “ma anche” e dell’ “e invece”. Perennemente a mezz’asta, in bilico con se stesso. Spietatamente vacuo. E’ l’Oblady Oblada’ della sinistra. La sua carriera e’ stata folgorante. In neanche un anno, ha resuscitato Berlusconi, ammazzato Prodi, strozzato sulla culla un partito neonato e augurato ai giovani militanti di finire come il protagonista di Into The Wild (cioe’ avvelenati da un fungo in Alaska, crepando tra gli stenti). Veltroni e’ un portatore sano di tsunami. A lui non succede niente, per gli altri e’ un disastro continuo. Eppure lui e’ sempre li’, mai fuori moda, pronto a dispensare consigli e farsi scrivere i testi da Jovanotti. Esce dal suo album Panini, nelle notti di plenilunio, per dettare le linee guida su come uscire dalla crisi che lui stesso ha generato. In questo senso, e non solo in questo, Don Walter e’ uguale al suo finto nemico D’Alema. Le due facce della stessa medaglia (bucata).

Partito Serracchiani. In un mondo ideale, ma anche solo normale, Debora Serracchiani sarebbe stata una anonima militante buona per far numero alle feste e con un concetto vedovile di look. In un mondo che di normale non ha nulla, la Serracchiani e’ stata fatta passare come la risposta italiana a Obama. Certo. E Antonello Venditti e’ la risposta romana ai Black Sabbath. La Serracchiani impersona l’idea di giovanilismo e vincentismo della sinistra riformista. Lady Debora e’ l’outtake di Rosy Bindi, il bootleg di Franceschini: il prodotto in saldo al Discount Veltroni, che va a ruba sotto le feste per poi stancare a neanche un mese dall’acquisto. Non ha nessuna colpa, come non ha nessun pregio particolare. Sta li’, messa non a miracol mostrare ma a bluff svelare. A conferma di come il Pd arrivi un po’ tardi alle cose, in sede ci sono rimasti male quando la Serracchiani – all’apice della sua elaborazione politica – ha detto di votare Franceschini “perche’ e’ simpatico”. Troppo labile come motivazione, hanno abbaiato i gran capi: allora tanto vale votare Checco Zalone. Vero, ma non e’ che uno dalla Serracchiani si aspetti anamnesi degne di Rosa Luxemburg. E anche questa storia dei “giovani” andrebbe ridimensionata: se i giovani sono Salvini e la Serracchiani, non ho poi questa urgenza del ricambio generazionale. Si noti poi come la Serracchiani reputi simpatico Franceschini. F-r-a-n-c-e-s-c-h-i-n-i. Ed io che ero rimasto a Daniel Cohn-Bendit.

Partito Marino. E questo chi cazz’e’? Dice: “il leader dei piombini”. Ah. Ma io continuo a non saperne molto. Pero’ la sua candidatura ha fatto arrabbiare Marini (MARINI!!!!!!!!!!!!!!!!!!). E questa, tutto sommato, non e’ una credenziale da poco.

Conclusioni. Comunque vada, sara’ un insuccesso. Con questi leader non vinceranno mai. E neanche faremo piu’ girotondi.
E ora scusate, torno sopra il Cubo Gasparri. Dj Maroni ha appena messo Datemi un martello. La ballero’ con Laura Ravetto, mi vida e mi corazon. Daje.

..e per fortuna che doveva trattarsi di un G8 sobrio!
Antonio Canova al g8

Ho letto che B ha regalato ai suoi ospiti del G8 una strenna del peso di 24 chili, un volume che suppongo riproduca le opere del nostro Antonio Canova ricoperto da una copertina di marmo e realizzato come un miracoloso oggetto da Mille e Una Notte con carta “fatta a mano” broccati di seta e fili d’oro. Trattasi di oggetto di grande pacchianeria e volgarita’ costosissimo ed esibizionista di una prodigalita’ del tutto sproporzionata consegnato in mezzo alle macerie di una citta’ in cui i cittadini sono riparati da tende e non hanno alcuna prospettiva di un recupero di condizioni “normali” di esistenza. Il fatto che riproduca opere di Canova non lo riscatta dal cattivo gusto del suo committente.
Il racconto che i giornali fanno della esibizione dell’Italia al G8 lasciano senza parola. Ho letto di una tovaglia di tavola preziosissima lunga 17 metri e mezzo e larga 2,80 di fattura straordinaria che sara’ esibita dalla Presidenza della Repubblica in occasione del pranzo di gala. Non credo che nessuno Stato al mondo tranne i sultanati di satrapi che riscuotono per se’ i proventi di tutto il loro Paese raggiungono livelli di esibizione di lusso e di raffinatezze come l’Italia del 2009 un paese in cui la stragrande maggioranza dei lavoratori guadagna attorno ai mille euro al mese ed in cui il welfare viene sforbiciato in continuazione a cominciare dalla sanita’ e dalla scuola per risparmiare soldi.
I grandi capi dell’ oligarchia politica di questo disgraziato Paese che conta decine di migliaia di membri superstipendiati come nessuno al mondo fanno regali cafoneschi e chiedono la colletta per la ricostruzione dell’Abruzzo. Non escludo che ognuno degli ospiti del G8 trovera’ nella sua stanza oltre ai tradizionali fiori di accoglienza anche un sostanzioso cadeaux immagino diverso da quello che hanno trovato le ragazze di Villa Certosa o di Palazzo Grazioli. Da come la raccontano i giornali c’e’ un’aria di vacanza da ricconi, di spensieratezza e di agi che pervade ogni momento del G8. Le signore che si riuniscono con la moglie del sindaco di Roma per apprezzare un menu’ circondato da angoscianti misteri (la coda alla vaccinara c’era o no?). La moglie di Sarkuzy che arrivera’ in ritardo ( domanda tipo Moretti: se arrivo dopo mi si notera’ di piu’?). Certo l’Italia di questo g8 e’ in cima alla graduatoria della volgare munificenza per “arrivati” ( in siciliano: arrinanzati) ma credo che chi riceve non sia diverso da chi da’ anche se probabilmente gli inglesi non avrebbero mai permesso a Brown di spendere in doni e pranzi la centesima parte di quanto sta spendendo Berlusconi. In ogni caso, mentre le signore di studiano le rispettive toilettes ed i loro servizi segreti le informano dei vestiti delle altre per regolarsi sui propri, i mariti fanno il loro lavoro tutt’altro che benefico per il pianeta e per l’umanita’. Ora hanno nel mirino Ahmanidejad al quale preparano un destino non diverso da quello di Saddam Hussein. Un destino tragico si sta preparando nella stranissima e surreale Versailles aquilana per il popolo iraniano che probabilmente sara’ liberato dai suoi tirannici teocrati con un magnifico bombardamento al quale assisteremo in televisione mentre gustiamo un gelato o una birra e che sara’ piu’ spettacolare di quello di Bagdad. Quale spettacolo e’ piu’ eccitante dell’apocalissi che cala dal cielo e traccia fantasmagorie con il fosforo e l’ranio impoverito ed il napalm? Quante opere d’arte, quanti Canova andranno distrutti dopo quelli che sono finiti in polvere a teheran? Ma i pozzi di petrolio resteranno intatti e potranno continuare a nutrire l’Occidente e tenere alte le sue idealita’ di liberta’ e democrazia.

www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/canova-regalo/1.html http://www.libero-news.it/adnkronos/view/150988
..
Molly Bezz
Cosa succede quando il re e’ nudo?
Si ammanta di vertici internazionali.

http://www.masadaweb.org

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