
Appello per il popolo iraniano- B respinge qualunque dato sulla crisi – Un anno terribile – Che cosa ci sarebbe da fare – La soluzione di Tremonti – 60 miliardi l’anno, la corruzione della Pubblica Amministrazione – Non violenza e Islam – Barbie compie 50 anni – B, l’uomo che sapeva troppo poco
“In Italia a fare la dittatura non e’ tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire. Lo diceva Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?“
Indro Montanelli
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“Il coraggio della verita’? Assomiglia molto a quel coraggio che distingue il vero artista dal buon artigiano, il fuoriclasse dall’ottimo atleta!
Oggi, la verita’ non viene nascosta! Sta li’ in bella vista! Insieme, però, a miriadi di menzogne luccicanti che gli rubano la scena.”
Sancho
APPELLO DI AVAAZ
Milioni di dimostranti iraniani in favore della democrazia stanno affrontando una violenta repressione. I leader del regime sono divisi, anche la minima spinta incide — abbiamo bisogno urgentemente che i governi del mondo condannino la repressione e neghino il riconoscimento al nuovo regime. Firma la petizione e inoltra questa email — Arriviamo questa settimana a un milione di voci contro la repressione:
Cari amici,
Oggi, i cuori e le speranze della gente in tutto il mondo sono con i dimostranti che corrono rischi terribili per le strade dell’Iran. Non importa chi abbia vinto le elezioni, la domanda adesso riguarda i diritti umani fondamentali.
I leader iraniani sono divisi, per cui anche la minima pressione incide. Con proteste nuove e massiccie imminenti, gli attivisti iraniani fanno appello urgente a una risposta internazionale unita contro la repressione violenta.
Firma la petizione facendo appello a TUTTI i governi per condannare le repressioni e negare il riconoscimento di qualsiasi governo iraniano fino a quando le incertezze elettorali siano risolte pacificamente. Poi inoltra questa email ad amici e familiari — costruiamo una protesta compatta e globale da 1 milione di voci contro la repressione:
www.avaaz.org/it/iran_stop_the_crackdown
Noi consegneremo la petizione direttamente ai leader dei maggiori partner commerciali dell’Iran, all’Organizzazione della Conferenza Islamica, all’ONU e ad altri gruppi internazionali rispettati in Iran. Una risposta internazionale unita smentira’ la scusa del regime che soltanto gli Usa e la Gran Bretagna sono dietro le critiche mondiali.
Il potere della gente sta ripulendo la politica mondiale. Ma quando i leader rispondono violentemente alle proteste non-violente, dalla Birmania allo Zimbawe fino all’Iran, la solidarieta’ mondiale e’ fondamentale per mostrare ai governi che la repressione indebolisce la loro autorita’, anziche’ rafforzarla.
Avaaz significa “voce” in Farsi, la lingua iraniana. Mostriamo al popolo dell’Iran che, per chiunque abbiano votato, sosteniamo il loro diritto a far sentire le proprie voci. Clicca in basso per firmare la petizione, e fai girare la voce inoltrando questa email:
Con speranza e determinazione,
Ricken, Ben, Milena, Paul, Raluca, Brett, Iain, Pascal, Raj, Graziela, Taren, Paula, Margaret, Veronique e l’intero team Avaaz.
www.corriere.it/esteri/09_giugno_24/teheran_video_viviana_mazza_c9fb4854-608f-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml
www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=63544&sez=HOME_NELMONDO
www.corriere.it/esteri/09_giugno_26/messaggio_cohelo_iraniani_montefiori_d890cdb4-6218-11de-8ba1-00144f02aabc.shtml
Avaaz.org e’ un’organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa “voce” in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed e’ composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229
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“Le masse non si avvedono di essere private della liberta’. Capiscono a fatica e lentamente, mentre dimenticano con facilita’. Pertanto la propaganda efficace deve limitarsi a poche parole d’ordine martellate ininterrottamente finche’ entrino in quelle teste e vi si fissano saldamente. Si e’ parlato bene quando anche il meno recettivo ha capito e ha imparato..”
Non l’ha scoperta Berlusconi. Lo ha scritto Hitler in “Mein Kampf”
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La crisi e’ eversiva
Viviana Vivarelli
Quest’uomo e’ folle! Respinge come eversivi i dati della crisi pubblicati dall’Istat, dall’Ocse o dagli altri istituti economici internazionali e anche le cifre allarmistiche di Draghi che prevede un 5% di Pil in meno. Ventila minacce contro chiunque nel mondo dia dati negativi sull’economia. Dunque minaccia anche il Papa che della crisi parla esplicitamente. Le parole e i numeri relativi al cattivo andamento dell’economia sono tabu’, eversive e devono essere censurate. Nemmeno il nordcoreano Kim II arriverebbe a tanta idiozia. Il piano di azione di B e’ tanto semplice quanto demenziale: la crisi non esiste. Punto. Parola del piu’ grande mentitore di questo Stato: il presidente non solo puttaniere ed evasore, non solo corrotto e corruttore, ma anche MITOMANE. Mitomane e’ chi mente in modo patologico e crede pure alle proprie menzogne. Qui il mitomane ordina agli altri di seguirlo nella sua follia e di mentire con lui. Il mondo non e’ come e’ ma come io me lo dipingo.
In questo contesto patologico da matto duro, visto che egli crede per primo alle sue menzogne e visto che ha deciso di negare la crisi, sara’ autorizzato anche a non far niente per uscirne. Facile! Invece di agire sull’economia si agira’ sulla censura. Sulla Pravda era vietato parlare persino dei terremoti, nell’Eden di Arcore sara’ vietato dare il numero dei disoccupati. Mussolini del resto per 1° aveva messo i disoccupati fuori legge dichiarando che non esistevano e se uno ne parlava era contro il regime. Chi non e’ d’accordo con B auto dichiarato ottimista e’ un catastrofista, suo nemico personale, nemico dello Stato, ovviamente dello Stato da barzelletta o da festino sardo di B.
Che gli orgasmi del sire non siano offuscati da voci malevole su crisi in corso che infastidirebbero le sue canzonette e i suoi giochino con escort e minorenni . E se e’ un giornale a informare B chiede alle imprese di punirlo tagliando la pubblicita’. Al muro i menagrami ! Cantiamo tutti con Apicella qualche canzone sdolcinata! Negli altri paesi daranno aiuti ai disoccupati, premeranno sul credito, apriranno lavori pubblici, abbasseranno le tasse, faranno un’economia verde. Noi staremo ben lontani da queste cose vili e dannati, tutti in fila belli a cantare” per fortuna che Silvio c’e’”. Non si vive di solo pane, di barzellette e’ meglio. Al novello Nerone non gliene frega un caxxo se Roma brucia. Gli basta cantare sulla cetra e farsi vellicare dalle veline! E’ un clown nato. E dopotutto e’ stato votato per questo.
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Michele
Quando Obama o la Merkel o Sarkoszy parleranno della crisi, Berlusconi intimera’ loro di tacere? Che fara’? Dira’: lei taccia o mi va giu’ la pressione? Dira’: gli italiani queste cose non le vogliono sentire perche’ preferiscono le mie favolette?
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Un anno terribile
Di Pietro
Un anno di governo B. Un anno terribile! Sul piano dell’economia, della giustizia, dell’informazione, dell’occupazione e del lavoro, sul piano della trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione. Un anno terribile perche’ questo governo e questa sua maggioranza asservita stanno pensando solo a emanare provvedimenti che servono a loro stessi, alla loro casta, tenendo come riferimento il progetto della P2.
“Noi ci prendiamo tutto e, quindi, utilizziamo le strutture statali per fini personali”, anzi, “utilizziamo pure gli aerei di Stato, i Top gun di Stato, per portare nani, ballerine e menestrelli in residenze private per i nostri godimenti”.
Insisto: L’IdV non vuol mettere “l’occhio nel buco della serratura” della camera da letto di B. Il problema e’ che non si tratta della camera ma della “sala da pranzo e della cucina” di tutti gli italiani, che, per lo piu’, sono rimasti con il “frigorifero vuoto”. Questo Parlamento ancor oggi si sta occupando delle intercettazioni telefoniche, di bavagli vari, ma non di economia e di lavoro.
Per questo abbiamo chiesto la sfiducia di questo Presidente.Perche’ ci sta ridicolizzando agli occhi del mondo, sta impoverendo l’economia reale del Paese, sta creando una giustizia a doppio binario: zero tolleranza per i comuni cittadini e tolleranza senza limiti per i potenti di Stato.
Il direttore del Tg1, Minzolini, lo conosco bene perche’ l’ho gia’ querelata tre volte. La cause che ha perso se le e’ fatte pagare dalla Mondadori di B. Oggi, Minzolini, e’ direttore del Tg1.
Prima ci liberiamo di questo governo e meglio e’! Anche con riferimento a questa squallida legge, che stanno per emanare e che chiamano “legge sulle intercettazioni”, quando in realta’ e’ una legge bavaglio all’informazione, e’ stata pensata affinche’ voi non possiate sapere piu’ niente. Solo attraverso la Rete, fin quando sara’ libera, potremo parlare liberamente. Le televisioni nazionali ufficiali non potranno neanche piu’ farvi sapere le malefatte che combina questa casta politica. D’ora in poi, con la scusa delle intercettazioni, nessuno potra’ piu’ far passare le notizie sui giornali.
E come dovremmo liberarci da questa zavorra al governo? Con il voto di sfiducia. Lo sapete che per discutere in Parlamento il voto di sfiducia bisogna avere 63 firme? Solo l’Italia dei Valori ha firmato, nessuno dell’opposizione lo ha fatto. Questi pavidi! Queste persone senza coraggio! Questi “Ponzio Pilato” che non hanno il coraggio di denunciare con i fatti, oltre che a parole, come stanno le cose. Ci dicono “ma non raggiungete la maggioranza dei parlamentari per votare la sfiducia”. Ma da qualche parte bisognera’ pur cominciare a parlarne, cosi’ l’opinione pubblica viene almeno a conoscenza di ciò che sta accadendo.
Ecco perche’ noi dell’IdV oltre al voto di sfiducia, ci accingiamo anche a raccogliere le firme per il referendum su questa “legge bavaglio” all’informazione. Perche’ e’ l’unico modo per parlare ad almeno un milione di cittadini che sottoscriveranno con noi questo referendum. Sara’ un modo per parlarne, nelle citta’, nelle piazze, un modo per far conoscere l’altra verita’, rispetto a quella ufficiale e menzognera. Fate una scelta: o ci date forza per poter essere voce della liberta’ in questo Paese o il regime ci travolgera’ tutti.
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L’estate dell’oblio
Antonio da Messina
E’ un momento storico terribile ed in piu’ e’ un periodo dell’anno che ciclicamente si ripresenta a sedare gli animi. l’estate e’ il tempo dell’oblio dei temi delicati e il nascondimento della cronaca degli sviluppi politici. Il 2008 e’ stato un anno vergognoso, in questo stesso periodo veniva approvato il primo gravissimo sgambetto alle logiche di convivenza civile orientate dai principi costituzionali beffati dal lodo Alfano. Gli italiani vengono regolarmente gabbati nei momenti di distrazione. E l’estate e’ tipicamente la stagione dello stato di trance mediatica che meglio si presta. Come l’anno scorso l’autunno e l’inverno sono stati cupi di seguito alla approvazione del lodo alfano quest’anno l’estate vedra’ fiorire il provvedimento sulle intercettazione e sara’ la foschia che anticipa inverni sempre piu’ duri per la democrazia e la giustizia. Non capisco perche autori di opposizione non pensano alla creazione di programmi di approfondimento ed informazione in palinsesto estivo, non e’ tempo di vacanza per una informazione fannullona e torpida come la nostra. Vorremmo una informazione che faccia emergere i temi della giustizia e della mafia che sono assi portanti per la comprensione del bene e del male sociale, rispettivamente: la democrazia ed il suo opposto ossia le mafie, organizzazioni criminali speciali che si fondano sulla adozione della sopraffazione, del nascondimento, della violenza per la conquista del potere.
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Che cosa ci sarebbe da fare
Rosellina
Chi parla solo delle sue veline dimentica la vera anima nera di Berlusconi. Non se ne può piu’ di queste storie delle veline del vecchio rincoglionito .
Mi pare che in questo momento l’Italia e’ divisa fra chi lo attacca sulla etica pubblica ( l’ho fatto anch’io ma mo’ basta ) e chi lo difende con sempre meno dignita’ .
Mettiamoci in testa che la bestialita’ del pagliaccio di Arcore non e’ solo ne’ tanto nei suoi atteggiamenti e comportamenti da satrapo sopra la legge quando ha a che fare con il parlamento, con la giustizia, con i giornalisti o con altri poteri che sono in grado almeno fino ad ora di reagire e contrattaccare.
Mettiamoci in testa che le contraddizioni sono altre .
Ci sono milioni di persone che non si possono difendere e che nessuno rappresenta con forza. Tantissimi co.co.co. e co.co.pro col contratto scaduto e non rinnovato con figli a carico e duecento euro l’anno di indennita’; cassa integrati in deroga ed in scadenza con prospettive lugubri di far la fame, altro che vacanze.
Disoccupati che al sud neanche si iscrivono piu’ al collocamento e spesso conoscono una sola agenzia lavorativa, la mafia.
Gente schiacciata dalla crisi e da Berlusconi che si e’ stancata di leggere storie di gossip e vorrebbe leggere la propria di storia.
Gente che per qualche segreto mistero della storia non si e’ ancora incazzata come si deve, organizzandosi, ma e’ ripiegata in se stessa e nei propri drammi.
Decenni di malcostume televisivo , sottocultura di regime ed assenza colpevole della sinistra ne ha minato le speranze e la convinzione, ne ha cambiato il dna combattivo, trasformandolo in quello di tristi telespettatori della vita che sognano enalotto e figlie veline.
Questa e’ la vera anima nera , la sua schifosa anima nera che entra ancor di piu’ in gioco nel concreto assetto di interessi economici che finisce per garantire e proteggere con la sua politica economica e finanziaria.
Spesso ci perdiamo nelle gustose e ridicole avventure del cretino che ci governa e perdiamo di vista alcuni fondamentali .
Partiamo dalla bugia piu’ evidente ma che lui ripete sempre piu’ spesso , quella sul fatto di “ non mettere le mani nelle tasche degli italiani”
Domandina facile facile: quanto costano la corruzione e l’evasione fiscale in Italia?
Secondo Furio Pasqualucci, Procuratore generale presso la Corte dei Conti (www.corteconti.it) la corruzione nella pubblica amministrazione italiana ha un impatto economico sullo sviluppo del Paese pari a 50-60 miliardi di euro l’anno. “Una tassa immorale e occulta” a cui ” se ne aggiunge un’altra riguardo all’evasione fiscale. Si stima che ogni anno l’evasione e’ pari a circa 100 miliardi di euro, cifra che corrisponde a circa il 7% del Prodotto Interno Lordo (Pil).
Inoltre dalla Banca d’Italia: «Se non succede niente, in altre parole se non continua a cadere», dice Mario Draghi (secondo il quale «consumi e lavoro sono essenziali per la ripresa»), «alla fine di quest’anno il pil sara’ sceso del 5% circa». «E’ la stessa previsione che per il 2009 abbiamo fatto come centro studi», commenta la presidente della Confindustria Marcegaglia, «se c’e’ qualche miglioramento nella seconda parte dell’anno».
Ed ancora Draghi«Si potra’ parlare di crescita solo se queste condizioni si realizzeranno: la tenuta dei consumi e la possibile tenuta del mercato del lavoro».
Bene, non si avra’ nessuna delle due condizioni ed il peso insopportabile dei 160 miliardi secondo voi chi dovra’ sopportarlo?
Come sempre se lo terranno sul groppone i lavoratori che pagano le tasse alla fonte e hanno i piu’ bassi stipendi di europa , impoveriti dal raffronto con la inflazione reale.
Il governo dei corrotti ed evasori non solo gli ha messo le mani nelle tasche ma li sta lasciando in mutande!
Almeno un po’ di sana politica di riforme fuori moda, socialisteggiante, sarebbe necessaria:
Cancellare il riferimento all’inflazione programmata, artificialmente bassa e rinnovare i contratti nazionali in base a una previsione realistica di inflazione. Idem per le pensioni
Abbassare le tasse sul lavoro.
Superare il PIL come parametro di misurazione della crescita: non solo la produttivita’ materiale e’ il segno della crescita ma va creato un nuovo modello di sviluppo e quindi fatta la riconversione ecologica della societa’ e dell’economia come elemento strategico. Occorre aggiungere nuovi criteri : l’impatto ambientale , il grado di distribuzione delle risorse e dei redditi , l’economia etica di cui si comincia a parlare nel mondo.
Un intervento che farei subito, immediatamente: se le rendite godono di un trattamento privilegiato ed i lavoratori e pensionati sono quelli che sostengono il peso sostanziale del sistema, occorre, semplice semplice, diminuire il prelievo fiscale sui redditi piu’ bassi (portando l’aliquota Irpef del 23% al 20%) e, contemporaneamente, elevare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, salvaguardando i piccoli patrimoni familiari
Il volano della economia capitalista ha bisogno di essere rimesso in moto? Ed allora bando alle cretinate e non perdiamo tempo a difendere dalla censura le istituzioni economiche “che danno i numeri” : trattasi di poteri forti che si sanno difendere da soli e che – ricordo agli smemorati – hanno creato tanti guai in giro per il mondo ( che dire del FMI, il fondo monetario ed i debiti dei paesi in via di sviluppo ?).
Far riprendere i consumi , dicevamo? Il sistema migliore e’ quello che corrisponde a principi di giustizia sociale e’ cioe’ proprio quello di pagare di piu’ i lavoratori, far pagare meno tasse ai pensionati ed ai lavoratori, consentendo in questo modo la ripresa della economia.
L’anima veramente schifosa di questo governo e’ quindi la sua anima liberista, non dimentichiamolo ed il suo atteggiamento verso il sud , visto come un bacino di voti mafiosi da conquistare e come territori da depredare e poi abbandonare dopo le illusioni.
Mentre lui ed i suoi accoliti liberalizzando di fatto l’evasione e spingendo alla corruzione hanno messo un macigno insopportabile e schiacciante sulle classi piu’ deboli noi ci occupiamo del fatto che il pagliaccio viene preso per il culo in tutto il mondo e lo facciamo pure con un fremito di soddisfazione, come se fosse merito nostro …
Egli non vuole che si citino i numeri della economia perche’ deprimono i consumatori .
Ma brutto scemo del villaggio chi credi chi siano i consumatori, se non la maggior parte dei lavoratori dei pensionati ed i piccoli commercianti ed artigiani?
Certo non sono i suoi amici del billionaire con cui fa le sue vacanza pedofile con cocaina e schitarrate di Apicella
Questo scemo ha confuso la sua vita con la nostra e dobbiamo ringraziare quei deficienti dei suoi elettori se abbiamo questo cancro che affossa il paese.
laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/06/27/2462/
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Cinzia
Dal Dialetto milanese…
Sa fa prima a pestaghel in del cuu
che metighel in coo
(Si fa prima a mettergliela nel culo che farglielo entrare in testa)
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Il costo della corruzione nella PA
Luigi Li Gotti- Italia dei Valori
Il costo annuo della corruzione nella PAQ e’ di 60 miliardi di €, lo denuncia il Procuratore Generale della Corte dei Conti, una somma impressionante che indica il livello insostenibile del degrado del paese. Una “tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini”. Con la corruzione, si verifica l’alterazione del mercato, della libera concorrenza, della sana competitivita’. Essa elimina dal mercato le imprese oneste e oltraggia il sacrificio e il lavoro.
E’ una malattia che infetta l’intero paese, l’economia, la burocrazia, lo Stato. Servono valori morali alti, senso della giustizia, rispetto per le istituzioni. Tutto ciò, oggi, e’ pesantemente pregiudicato in Italia. L’immoralita’ e l’amoralita’ hanno preso il sopravvento. Ne i’ prova eclatante il Disegno di legge sulle intercettazioni presentato dal Governo e gia’ approvato dalla Camera. Il Governo e la maggioranza escludono in questa legge di fare intercettazioni per la corruzione per atto d’ufficio. Si potra’ procedere solo in presenza di “evidenti indizi di colpevolezza” e per un massimo di 60 giorni, dunque solo e esistono gia’ prove di colpevolezza del corrotto, quando cioe’ le intercettazioni non servono piu’. Ecco una bella legge escogitata per facilitare la corruzione e non per combatterla
Il problema e’ complesso e richiederebbe un intero libro per sviscerarlo come meriterebbe ma fondamentalmente e’ che l’INPS non fa le funzioni proprie di un ente di previdenza. In pratica l’inps paga oneri non dovuti come per es. il TFR delle aziende fallite, il trattamento di malattia, l’assegno di disoccupazione, la cassa integrazione e decine di altre cose che sarebbero oneri assistenziali e che dovrebbero essere pagati da un ente ad hoc finanziato dallo stato( per es. col versamento dell’IVA opure una tassa specifica). Questo avviene in molti paesi europei dove appunto la previdenza vera e propria e’ staccata dall’assistenza. In Italia invece con i soldi dei lavoratori ( accantonati per le pensioni) si pagano tutti questi oneri che, ovviamente, vanno ad incidere sul monte capitale diminuendo drasticamente la prestazione pensionistica per cui abbiamo il paradosso dei contributi piu’ alti d’Europa ma le pensioni piu’ basse in rapporto al versato. A questo si aggiungono i casi di mala amministrazione per cui l’amministrazione degli immobili non rende quanto dovrebbe dato che un terzo degli inquilini INPS non paga l’affitto, gli immobili vengono dati ad amici ed amici degli amici, gli investimenti rendono pochissimo, non vengono comprati titoli di stato ( che rendono poco ma sicuro)ecc. ecc. L’unica soluzione sarebbe separare le amministrazioni pensionistiche da quelle assistenziali ma questo metterebbe in luce che, finora, gli imprenditori hanno fatto pagare ai lavoratori “oneri impropri” mentre loro hanno pagato mediamente il 2od 3% per quello che invece era onere soprattutto loro ma anche di tutti i cittadini e verrebbe chiaramente alla luce lo stranissimo fenomeno (tutto italiano) per cui il lavoro dipendente paga una percentuale astrusa di tasse sul monte complessivo delle entrate dello stato per cui pur rappresentando il 50% del pil paga il 70% delle entrate dello stato. Per ora quindi e’ assolutamente impossibile sapere quanto effettivamente del pagato torna al lavoratore sotto forma di pensione. Michele
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Viviana
La logica e’ una cosa e la storia e’ un’altra.
Dire che non e’ possibile che una dittatura poggi sul consenso popolare perche’ ciò e’ un ossimoro e’ come discutere sul sesso degli angeli. Nei fatti il regime di Hitler come quello di Peron furono esattamente dittature che erano nate sul consenso popolare. L’uomo ha sempre fatto ciò che la logica aborre.
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Da controcorrente satirica

Meno morti bianche per meno occupati
Da controcorrente satirica
Sono stati resi noti i dati delle morti bianche in Italia.
Nel 2008 sono diminuite del 7,2%. Tutti cantano vittoria.
Qualcuno vuole ricordare a questi geniali statistici che negli ultimi quattro mesi del 2008 … NON ha lavorato quasi nessuno?!?
E poi vogliamo dirlo una volta per tutte che questi numeri, queste cifre, queste percentuali spersonalizzano immani tragedie? Ci sono orfani, vedove e mamme che piangono i loro figli. Oggi in Parlamento si dicevano preoccupati e dispiaciuti per gli omicidi bianchi.
Ma vogliamo dirlo che quelli che oggi piangono come vitelli lacrime di coccodrillo sono sempre gli stessi che a giorni firmeranno la Legge salva Manager?!? Leveranno responsabilita’ al datore di lavoro e le addosseranno ai “preposti” (capi, capetti e capettini che molto spesso sono anch’essi tra i caduti in questa guerra di sfruttamento). Quelli che oggi si strappano le vesti sono gli stessi che firmeranno una Legge che probabilmente fara’ assolvere i Dirigenti della Tyssen Krupp.
La grande vittoria statistica del 2008 sara’ di certo largamente superata nel 2009, ma non perche’ siamo diventati piu’ bravi, solo un po’ piu’ disoccupati!
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Enrico Peyretti manda:
Un libro: Islam, violenza, nonviolenza. Un Gandhi musulmano e’ possibile?
Ramin Jahanbegloo, Leggere Gandhi a Teheran (Marsilio 2008, pp. 111, € 10,00)
Jahanbegloo e’ studioso di Isaiah Berlin, sul quale ha pubblicato Conversations With Isaiah Berlin nel 1992 (vedi anche La Stampa, 30 gennaio 2009, p. 37). In Iran e’ stato in prigione cinque mesi nel 2006, oggi lavora in Canada alla Toronto University.
Per il filosofo iraniano Ramin Jahanbegloo, il fenomeno del cosiddetto «scontro di civilta’» e’ solamente uno «scontro di intolleranze». «L’intolleranza verso i musulmani va di pari passo con la demonizzazione dell’Occidente da parte dei fondamentalisti islamici». L’Autore illustra bene il «paradigma di Cordoba», cioe’ i 7-8 secoli di convivenza civile, culturalmente molto fiorente, tra cristiani, ebrei e musulmani in Andalusia. Viene da immaginare cosa potrebbe essere oggi o domani l’Europa se, grazie alle migrazioni di popoli, potesse riprodursi un tale paradigma. Bisogna sperarlo e prepararlo, anche se «il nostro mondo offre ben pochi esempi all’altezza della esperienza andalusa».
Certo, come l’Occidente dovra’ abbandonare la profezia malefica dello scontro di civilta’, cosi’ «l’Islam dovra’ riscoprire la propria tradizione di scambio e dialogo con altre realta’ culturali e religiose». «E’ nelle dinamiche di civilizzazione dell’esperienza andalusa, dunque, che va ravvisato il nucleo filosofico della nonviolenza nell’Islam». Il guaio e’ la diffusa «tendenza a paragonare gli ideali della propria fede con le pratiche di quella altrui, e viceversa». Ecco allora l’assoluta necessita’ del dialogo, cioe’ «il coraggio di immergersi in una profonda esperienza interreligiosa con le diverse tradizioni contemplative del mondo. L’aspetto contemplativo della religione, infatti, e’ sempre latore di un sentimento di umilta’», percio’ di rispetto e di nonviolenza.
La nonviolenza non puo’ essere intesa come pura convenienza, ma va praticata anche «dinanzi a idee o azioni che disapproviamo o addirittura consideriamo odiose», cosi’ come la liberta’ di espressione esiste soltanto se vale per «quanti propugnano idee che non condividiamo». Soltanto, «non si puo’ ne’ si deve tollerare l’offesa alla natura umana», cioe’ agli esseri umani. La via per opporsi «all’inumano» e’ il dialogo nonviolento. Jahanbegloo propone una «tolleranza dialogica», diversa da una «tolleranza dialettica»: solo la prima riconosce l’altro in noi stessi e cosi’ «rende possibile comprendere visioni del mondo diverse dalla propria», percio’ il dialogo tra culture.
«Il mondo e’ eterogeneo, ed e’ fondamentale rispettare le diversita’». «L’essenza del dialogo sta nella capacita’ di considerare se stessi dalla prospettiva dell’altro». Cio’ richiede una «analisi decostruttiva volta a epurare gli aspetti violenti e distruttivi della propria coscienza e cultura». «La dignita’ umana ha una portata tale da non poter essere ingabbiata in un’unica cultura». La lotta all’intolleranza, che e’ la violenza culturale, e’ centrale nell’azione di Gandhi come nell’opera di Abdul Ghaffar Khan, il “Gandhi musulmano”, la cui «fede nella verita’ e nell’efficacia della nonviolenza scaturiva dal profondo della sua esperienza di fede islamica», e la cui vita «dimostra tuttora che e’ possibile conciliare l’identita’ musulmana e la pratica della nonviolenza». (pp. 33-37).
Molti attivisti e intellettuali musulmani hanno oggi «l’opportunita’ di unirsi in un fronte comune, al fine di esplorare alternative nonviolente alla violenza globale che contrassegna la nostra epoca». Nella stessa tradizione islamica si trovano ispirazione ed esperienze storiche di nonviolenza attiva. Dopo l’11 settembre, l’Islam e’ stato raffigurato come «una religione della violenza». Non si tratta di contrapporre un’apologia dell’Islam « religione della pace». Nessuna delle grandi religioni e’ immune, nella sua storia, da episodi, anche numerosi, di violenza..
Pero’ oggi «la civilta’ Islamica sembra aver perduto la bussola». Non solo ha dimenticato il suo antico splendore, ma «ha perso anche la capacita’ di comprendere le ragioni e i meriti di un passato cosi’ glorioso». Da creatori e promotori, come furono nella storia, i musulmani si sono ridotti a consumatori di idee. A cio’ si aggiunge che «la maggior parte degli occidentali sa poco o nulla dell’Islam e, pertanto, formula giudizi e impressioni sulla base delle immagini piu’ ripugnanti, esotiche e scioccanti che giungono dal mondo musulmano».
Ci sono componenti, pure in tempi a noi vicini, di nonviolenza musulmana, come il meno noto Maulana Abul Kalam Azad. Questi teorizza l’accoglienza verso fedi diverse e scrive: «La verita’ ha molteplici sfaccettature e il conflitto e l’odio sorgono perche’ gli individui rivendicano il monopolio della verita’ e della virtu’». «Il piu’ importante servizio reso da Maulana e’ stato insegnare ai popoli di qualsiasi religione che questa ha due nature. La prima divide e crea odio. Questa e’ la natura fasulla. L’altra, il vero spirito della religione, avvicina i popoli e favorisce la comprensione. Essa risiede nello spirito di servizio, nel sacrificio di se’ al prossimo, e implica la fede nell’unita’, nell’essenziale unita’ delle cose». Vi riconosciamo esattamente lo spirito di Gandhi.
Per Jahanbegloo e’ necessario e possibile che i musulmani riscoprano «la propria civilta’, affinche’ possano debellare la piaga culturale del fondamentalismo e tornino ad essere, in virtu’ di un’analisi critica dell’Islam, protagonisti della storia universale». Molti operatori della cultura e della religione islamica dispongono di valori e modelli pratici per «unire le proprie forze a quelle dei non musulmani e mettersi alla ricerca di alternative nonviolente alla conflittualita’ globale del nostro tempo».
«Un Gandhi musulmano e’ possibile?» si chiede Jahanbegloo. Si’, risponde. Il terrorismo islamico e’ stato accresciuto dalla risposta tutta e solo militare, nell’ideologia dello “scontro di civilta’”. Imparare la storia dell’Islam nonviolento aiuterebbe l’Occidente a capire e a migliorare il mondo. Se diciamo che tocca ai giovani musulmani, in ogni parte del mondo, considerare questa potenzialita’ di civilta’ e di pace propria dell’Islam, non pretendiamo certo di dare alcuna lezione, ma affermiamo soltanto quel compito che e’ di ogni cultura, di ogni religione, per assicurare un futuro al mondo, e un futuro piu’ giusto.
Qualcuno potrebbe giudicare ottimista questo libro di Jahanbegloo su Islam e nonviolenza. A me pare che non nasconda affatto problemi e difficolta’. Illudersi e’ un errore, ma errore pari e contrario e’ scoraggiare le speranze e soffocare le possibilita’, ignorandole. Invece di fare soltanto previsioni piu’ scure o piu’ chiare, merita lavorare e collaborare in modo costruttivo.
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Da vita di streghe
Barbie compie 50 anni
Laura Laurenzi
Barbie compie 50 anni. Un’icona senza tempo che invece sembra aver fatto il suo tempo. Perde terreno fra le bambine, affascinate da bambole piu’ ciniche, assorbite dal gorgo del computer e del mondo virtuale, fisse su MySpace, attratte da Second Life e da Facebook dei genitori, da Pet Society se sono piccole, da “Amici” se hanno qualche anno in piu’.
Le nostre figlie – figlie di internet – soffrono di adultizzazione precoce. Il loro tempo libero e’ molto piu’ frammentato. Smettono di giocare sempre piu’ presto, inseguono modelli piu’ trasgressivi e meno stucchevoli. Piu’ che vivere davanti alla televisione, come facevano le loro sorelle grandi, si scaricano dal computer i serial prediletti, a’ la carte. Quarant’anni fa c’era Topo Gigio, oggi c’e’ Hannah Montana, bionda protagonista dell’omonima sit-com tivu’: ha 14 anni, di giorno e’ una normale studentessa ma la notte, di nascosto, con una parrucca in testa fa la cantante rock.
Le bambole sono destinate alle bambine piccole, insomma, roba da asilo. Gia’ a sette anni non interessano piu’. Il bambolotto da cullare e accudire sembra ormai un residuato di guerra.
Fra le “tweens” oggi impazzano le Bratz, bambole allusive, sguaiate, truccatissime, con le caviglie svitabili per accessoriarle di zatteroni sempre piu’ trash e con labbra che sembrano gia’ ritoccate dal chirurgo plastico. E fanno furore anche le Winx, fenomeno tutto italiano che sta conquistando il resto del mondo, nipotine di Sailor Moon, cuginette di Harry Potter, apprendiste fatine o piccole maghe, sottili ed efebiche fino a rasentare l’anoressia.
Barbie a paragone sembra preistoria. Mezzo secolo e lo dimostra tutto. Cinquant’anni combattuti a colpi di ritocchi vari, restyling e lifting: un traguardo difficile, una svolta critica per una ragazza di plastica che e’ sempre stata perfetta. Ma le vendite sono in stallo, la richiesta rallenta, e’ debole, patisce la concorrenza, meno cinque per cento, sembra; si corre ai ripari creando un universo parallelo, un mondo Barbie online e interattivo, un cyberspazio che naturalmente e’ rosa, luccicante e impeccabile. Puoi creare abiti, accessori, case, citta’, parchi, castelli, e il tuo doppio.
“C’e’ purtroppo una regressione nei modelli in cui le bambine vengono indotte a identificarsi. Sono spinte sempre piu’ in avanti verso il lolitismo in questa generale accelerazione dei tempi di crescita – osserva Anna Oliverio Ferraris, ordinario di psicologia dell’eta’ evolutiva alla Sapienza di Roma – Barbie puntava sul look ma era anche un modello dinamico, una donna in carriera, emancipata. Oggi viene soppiantata dalle Bratz, che puntano esclusivamente sul look e sullo shopping, e questo e’ molto limitativo.
Inoltre, ben piu’ che negli anni 70 e 80, assistiamo a una stereotipizzazione dei giocattoli: un fenomeno che e’ pesante e deleterio, funzionale al mercato. C’e’ un ritorno a una divisione netta dei ruoli: basta entrare in un grande magazzino e vedere come sono separati e diversi fra loro i reparti per i maschi e quelli riservati alle femmine, in cui tutto e’ rosa, tutto e’ stucchevole, tutto e’ carico di lustrini, e l’unica aspirazione che viene incoraggiata e’ quella a diventare principessa”.
“Le Bratz sono agghiaccianti, ciniche, ammiccanti, disponibili e ‘squinzie’ quanto Barbie era ed e’ invece una signora – osserva Chiara Rapaccini, scrittrice e disegnatrice ed esperta del mondo dell’infanzia – Somigliano alle college girls di Tokyo e sono sempre piu’ spesso in mano a bambine che a nove anni gia’ sognano di fare le veline e a dieci rischiano di diventare anoressiche”.
Giampaolo Fabris, che insegna sociologia dei consumi all’universita’ San Raffaele di Milano, e’ colpito dalla carica di sessualita’ che, sia pure acerba e appena accennata, a suo parere si sprigiona con forza dalle fatine Winx. “Le paragonerei – dice – alle ragazze manga giapponesi. Indubbiamente sia loro che le Bratz, cosi’ adolescenziali e ribelli, rappresentano dei modelli culturali piu’ attuali. Invece andrebbe sottolineato come la Barbie interpreti un idealtipo di donna emancipata. Oggetto di idolatria fra le signore che hanno fatto il Sessantotto, ha con il suo muscoloso fidanzato un atteggiamento paritetico, se non di superiorita’”.
E’ stata una donna in carriera, anzi: dalle cento (almeno) carriere. Non solo party girl, accessoriatissima. Non solo star e topmodel vestita dai piu’ grandi stilisti del mondo. E’ stata veterinaria, poliziotta, vigile del fuoco, astronauta, paleontologa, regista, pilota d’aereo, acrobata, ambasciatrice Unicef, candidata presidente ben prima di Hillary, e anche sergente dei Marines.
Il fatto di essere condannata all’eterna giovinezza non le impedisce di invecchiare e di essere superata, sostiene Marino Niola, professore di antropologia dei simboli all’universita’ Suor Orsola Benincasa di Napoli. “La Barbie con il lettore mp3 incorporato e con la chiave Usb e’ una sorta di ibrido mitologico con due anime. Un restyling tecnologico, potremmo definirlo un lifting, per adattarla agli anni che stiamo vivendo, a quel digito ergo sum che e’ la forma perfetta dal nostro essere contemporaneo”.
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Le insignificanti soluzioni di Tremonti
Viviana Vivarelli
Inghiottito nelle oscurita’ di un governo che non governa, mentre il Sollazzatore prova contento altri quantitativi industriali di figa o fa cucu’ al convegno degli ambasciatori, Tremonti infine riemerge dalla montagna portando il solito topolino. Una robetta che, rispetto all’enormita’ della crisi, passera’ inosservata. Intanto l’Emerito che ci cogliona prosegue coi suoi attacchi all’informazione.
Vi immaginate uno che e’ malato e il direttore dell’ospedale impazzisce e gli fa portare una gazosa, mentre emana nuove regole sanitarie: ai malati non si faccia piu’ sapere che sono malati, li si dimetta immantinente come sani, invitandoli a canti a balli, si dichiari che non esiste alcuna malattia; se un medico si azzarda a diagnosi o terapie, sia licenziato in tronco e il potere ospedaliero sia dato a clown e buffoni.
Per quale bizzarro caso gli industriali abbiano applaudito tutto questo, restera’ un enigma come quello dei Templari. Forse non era un convegno di Confindustria ma un coca party.
Ovviamente, se dovessimo imitare l’esempio fulgido, del capo, due sole le terapie consentite per uscire dalla crisi: escort e coca.
Dubito che i disoccupati potranno praticarle a meno che non smercino coca e, se le mogli lo consentono, non le invitino a battere.
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RIDIAMARO : – )
Papi il Pedofilo ha detto: “La distensione Nato Russia e’ tutto merito MIO”. Ci sara’ uno scambio tra la mafia russa e quella siciliana ?
Il doge
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Viviana
Ghedini la bocca a cuore gia’ ce l’ha
proporrei che si rifacesse le puppe a pera
cosi’ la mostruosita’ e’ completa
un avvocato geneticamente modificato
l’avvocato iniquo =l’avviquo
deputato malsano= il depusano
detto anche avvocato puzzolente = il deputente
Certo che anche Alfano non scherza
Alfano, il rano dagli occhi a botta
chissa’ che botta prende a ogni legge che butta?
Previti, Belpietro, Capezzone, Ferrara, Dell’Utri..come nel film ‘La palude del caimano’.
“Tutti lo sanno quello che m’e’ successo dentro quella palude, tutti, pure i sassi. Un ponte de liane alto 40 m. va bene? Sotto una palude che faceva schifo, marone, piena zeppa de: barracuda, caimani, coccodril, piranhas, tutto!.. anaconde.. l’anaconda e’ n’animale che c’ha na capoccia grossa cosi’! A’n certo punto ariva il momento di fa’ la scena, il regista chiama l’atore americano, va be’? Ariva, monta sul ponte, dice “odio me gira la testa!” piglia e se ne va.. dice chiamate la controfigura inglese.. arriva, dice “odio me vegono i brividi” e se ne va.. il regista sbianca disperato e fa “aiutatemi, qualcuno ce se deve butta’!” Io me lo guardo e gli ho detto: “‘namo va’ batti er ciacke, va!”. Mi butto dentro, premetto che l’acqua era marone, uno schifo.. come entro dentro vado giu’ a picco.. immediatamente un tronco gelatinoso me sento che mi piglia il ginocchio e me lo porta giu’, poteva esse de tutto! A un certo punto me sento na scarica de morsi.. tatatatatata.. poteva esse n’anaconda, un baracuda, un serpente ad acqua, che ne so poteva essere qualsiasi cosa.. aò sò rimasto a fondo 3 minuti e mezzo a moro! Respiravo con una cannuccia de bambu’, come il protagonista di piranhas.. aò me sarò bevuto dai 6 ai 7 l de merda come minimo.. com’e’ ita a fini’? che mi hanno dovuto fare 12 sieri, dico 12! Perche’ non si sapeva che bestia era, hai capito? Roba che uno al 2° siero entrava gia’ in coma! Ma io ci ho i controcoglioni. Che ore sò? Le 10,30? A mezzogiorno e mezza l’ho sventrata!
Era Carlo Verdone, in Troppo forte). E speriamo che pure a noi vada cosi’
Potete rivederlo a www.youtube.com/watch?v=KxykEQgIvzg
A noi ci manca un Verdone cosi’, altro che Verdini!)
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Sante Pollastri
@Fini e Giovannardi
La cocaina che si tirano i vostri amici e che forse vi tirate voi non fa male vero?
Fanno male le canne vero?
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L’uomo che sapeva troppo poco
di Marco Travaglio
Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Niccolo’ Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico piu’ ingenuo o piu’ sfortunato della storia dell’umanita’.
Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e gia’ raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa.
Dal 1978 (almeno) al 1981 e’ iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita.
Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facolta’ di non rispondere.
Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 societa’ offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian.
Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina).
Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere.
Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest.
Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza.
E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale.
Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”).
Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’e’ che se li porta in Parlamento. Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confessera’ al commercialista).
Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).
Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”).
Ma lui scopri’ che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno.
Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, e’ una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?).
Ma lui non ne sapeva nulla, tant’e’ che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti.
E’ sempre l’ultimo a sapere.
Può un uomo cosi’ ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?
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Indovina chi viene a cena
Mario L
Immaginiamo un qualsiasi delinquente, in odore di processo e di carcere, andare a cena con il giudice che dovra’ giudicarlo. Vi sembra normale? In Italia pare sia normalissimo, a detta di Ghedini, l’avvocato di Berlusconi. Anzi, secondo il giudice della Consulta Luigi Mazzella nessuno deve permettersi di obiettare, poiche’ ognuno, a casa propria, e’ libero di invitare a cena chi vuole.
Il delinquente in oggetto e’ Silvio Berlusconi che si e’ portato a cena coloro che dovranno giudicare l’incostituzionalita’ del lodo Alfano. A cena, guarda caso, c’era anche Alfano. Secondo voi di cosa avranno parlato? Della ricetta delle triglie alla livornese?
L’Espresso ha riportato la notizia di questa cena, dove il menu era interamente basato sull’unico piatto, composto da ruoli privati affogati in quelli pubblici. Un bel fritto misto di connivenza e clientelismo, di associazionismo mafioso, di massoneria, di collusione e, probabilmente, di corruzione.
Il 6 ottobre prossimo, i due giudici della Consulta -presenti alla cena delle beffe- Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, dovranno giudicare il lodo Alfano. Su quali basi obiettive, ora? Quali saranno i criteri di valutazione di questo scandalo italiano? Quali saranno gli argomenti della Corte Costituzionale per affermare l’incostituzionalita’ del lodo o, peggio, la sua legittimita’?
Striscia una nuova beffa per gli italiani onesti che credono ancora nella Legge. Una Legge che, ormai, ha assunto in pieno le sembianze dell’episcopello di Arcore
QUESTA e’ BELLA!
CHIEDIAMO AIUTO ALLA STAMPA STRANIERA
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Draghi ci salverà!
Luisa
Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2009 @ 6:28 pm |
opps nella frase precedente mancava il
si trattava evidentemente di una battuta amara!
Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2009 @ 6:29 pm |
Non ti preoccupare, Luisa, il senso ironico era lampante Tra Draghi e Santi Salvatori, com’è che mi sento come la pulzella di Orleans al rogo? Due sole cose mi sollevano: una che si è fregato la presidenza della repubblica, due che si muore tutti e qualcuno prima
by
viviana
Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2009 @ 6:29 pm |
Ormai in Confindustria applaudono qualunque stupidaggine Berlusconi o Tremonti dicano. Evidentemente devono aver avuto la promessa dell’abolizione dell’art 18 dello Statuto dei Lavoratori(un vecchio pallino di B. e della Confindustria) per quando le cose peggioreranno per cui peggio vanno e meglio va per loro.
Michele
Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2009 @ 6:29 pm |
Cara Viviana, forse gli industriali vogliono proprio un escutivo debole e ridicolo !!
Possono così far facilmente passare tutti i provvedimenti e le iniziative che fanno a loro più comodo, senza dover star tanto a discutere e cotrattattare con controparti politiche più autorevoli e che godono della considerazione internazionale.
Al grande capitale industrial-finanziario serve più un governo che attui una deregulation di fatto, lasciando che sia poi “il mercato” a decidere , cioè loro, piuttosto che un potere statale forte e dirigista in grado di attuare anche politiche neo-keynesiane che danno frutti ( intendendo profitti per lor signori !!) a tempi medio-lunghi e potenzialmente in grado di contrastare le dinamiche speculative !!
MaxVinella
Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2009 @ 12:34 pm |
cara viviana, ormai ci avviciniamo o siamo alla mezza età e siamo in grado di avere una visione storica matura di ciò che è stata la politica ddel CAF craxi forlani andreotti. Sappiamo cosa è stato il tentativo di compromesso storico degli anni 70 e che cosa sono state le leggi liberiste del pacchetto treu degli nni 90 e quelle più recenti sulla sicurezza proposte e imposte da Veltroni a Prodi. Di queste cose occorre tenere conto quando si utilizza, da sinistra, la crisi come argomento di lotta politica.. ciao
Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2009 @ 12:38 pm |
L’unica cosa che ci rimane è unirci e rivendicare pacificamente i nostri diritti che sono stati cancellati completamente e siamo diventati il fanalino di coda in Europa come i diritti civili e sociali. Comunque quello che manca in Italia oggi per diventare di nuovo forti è la solidarietà tra di noi e nei confronti degli ultimi, a cominciare dagli immigrati. Non dobbiamo arrenderci e piangerci adosso altrimenti facciamo il gioco loro!
Nando
Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2009 @ 12:39 pm |
Eppure , in un certo senso, ha ragione:la crisi è eversiva!Berlusconi, nonostante tutto il male che se ne può pensare, è molto molto intellingente ed ha capito perfettamente che l’italiano è disposto e perdonargli praticamente tutto( mafia, evasione fiscale, leggi ad personam, veline, pedofilia, lo sfascio dei conti pubblici, la distruzione della scuola e dello stato sociale) ma si ribellerebbe se gli mancasse “l’argent de poche” i soldi in tasca. A quelli non rinuncia, se lo tocchi nella tasca l’italiano si incazza! Non è mica un caso se ha basato tutte le sue campagne elettorali sullo slogan ” la sinistra vi mette le mani in tasca” o sul Visco/ dracula.Ecco perchè meno se ne parla e meglio è per lui, l’italiano deve continuare a vivere in un mondo fatato ed un pò allucinatorio in cui tutti devono vivere felici e contenti. Quanto vogliamo scommetere che le televisioni parleranno sempre meno dei dati econometrici nazionali ed internazionali?
Michele
Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2009 @ 12:40 pm |