Nuovo Masada

giugno 24, 2009

MASADA n° 945- 24-6-2009. Il presidente spazzatura

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Sono nato Italiano: fatalita’ o errore umano?
Altan

Sauro manda
ANAMNESI DEL VOTO (ANAMNESI.. SI FA PER DIRE) : – ))

Il trionfo immaginario di Franceschini (e altre sfighe assortite)….
Andrea Scanzi

Elezioni vinte dal Pdl, Christian De Sica che fa un film serio, la moglie di Mirka Vavrinec che festeggia il suo primo Roland Garros: manca solo un nuovo disco di Roberto Vecchioni e vivremo l’Armageddon totale.
Questo sara’ l’ultimo post di Un’idiozia conquistata a fatica. Poiche’ MicroMega e’ un covo di grumi eversivi, non e’ pero’ escluso che lo spazio diventi in qualche modo continuativo, ma solo perche’ l’autore e’ vittima del vile potere coercitivo delle sinistre illiberali. Ora pe’o’ ci sara’ una pausa. Ho gia’ detto a Mariano Apicella di tenermi il posto nel prossimo volo di Stato. Ammazzeremo l’attesa bevendo gazzosa e canticchiando Perche’ l’hai fatto di Paolo Mengoli in chiave lisergica. Io suonero’ la mandola, lui l’ukulele (usando le gonadi come grancassa). All’arrivo ci attenderanno il leghista Roberto Cota e il visagista David
Sassoli. Insieme giocheremo a rubamazzo brindando alla democrazia, ai tempi perduti e al primo 45 giri di Rita Pavone. Nel prossimo numero di MicroMega avro’ modo di analizzare dettagliatamente le reazioni dei protagonisti. In questa sede mi limitero’ a una appassionata anamnesi del voto.
Daje.

Pdl 35.26. Le attese erano per un 40 percento o quasi, quindi c’e’ delusione (parzialmente fugata dai rovesci del csx nelle amministrative).
Molti non sono andati a votare, altri hanno scelto Lega o Casini. Doveva essere l’apoteosi, e’ stato un coito interrotto. Daniele Capezzone ha gia’ stilato le 5 cause del quasi-insuccesso. 1) La campagna diffamatoria degli organi di informazione, notoriamente di sx (soprattutto le tivu’). 2) La cessione di Kaka’. 3) La cessione di Veronica Lario. 4) La
mancata cessione di Noemi Letizia. 5) El Pais.
Capezzone, il cui cognome e’ non a caso doppiamente fallico, ha come sempre ragione (lo stimo molto, mi ispiro a lui, soprattutto quando ho problemi di diuresi). Ci sono poi altre concause che hanno tramato contro il cdx: il buco nell’ozono, la fine delle mezze stagioni e la conformazione cranica a fagiolo zolfino di Sandro Bondi (nulla e’ piu’ triste di un fagiolo zolfino: non so perche’ e’ cosi’, ma e’ cosi’).
Da segnalare il trionfo di Barbara Matera e Lara Comi, a conferma che la Politica delle Veline non piace ai soloni ma attizza gli elettori. Voi, che siete snob e pure pallosi, direte: questo e’ sessismo. Risposta: andatevi a vedere la candidata alla provincia di Arezzo, Lucia Tanti (cognomen omen). Io l’ho vista e non mi riprendero’ mai piu’: ho smesso di mangiare, di bere, di respirare. Ho pure cominciato ad ascoltare Jovanotti. Capisco che la
forma non sia per forza di cose sostanza, ma se non c’e’ ne’ l’una ne’ l’altra vien quasi voglia di evirarsi. E non e’ bello.
Piace e abbacina il successo (112mila preferenze) di Clemente Mastella (ma gli italiani sono “contro la Casta”). Ultima annotazione. Si sente in queste ore affermare a sx: “Finalmente B ha perso”. Se questo e’ perdere, forse l’Apocalisse sara’ un discreto salvarsi in corner.
Pd 26.13. Al Partito Disastro sono contenti: “Abbiamo tenuto, pensavamo peggio”. Certo, in effetti poteva andare peggio. Poteva – che so – cadere un meteorite sulla Terra, uno tsunami poteva devastare il pianeta e Borghezio poteva succedere a Benedetto XVI col nome di Papa Demonio VI. Invece non e’ successo. Menomale e vai coi brindisi. In fondo e’ accaduto soltanto che il Partito Delusione ha perso 7 punti in un anno, che 17 amministrazioni sono passate alla dx e che il csx non ha vinto al primo turno
neanche a Firenze, Bologna, Prato e Arezzo (note cellule di Al Qaeda).
Perche’ dolersi per cosi’ poco? C’e’ di che festeggiare, anzi. Cortei per strada e tutti a cantare: “Piu’ Serracchiani per tutti”.
L’altro leit motiv del Partito Devastati e’: “Siamo il piu’ grande partito di opposizione in Italia”. Sarebbe come se il Milan, arrivato terzo, avesse detto: “Che gioia, siamo arrivati davanti al Lecce e al Sassuolo”. O ancora: “Siamo il piu’ grande partito di centrosx in Europa” (certo, se si escludono i socialisti e – piu’ in generale – tutti i partiti europei tranne
il Pd).
Il Partito Disintegrati e’ oltre qualsiasi ragionevole logica. Vivono quietamente nel Regno del Maigodi, tra un libro e una citazione colta, dove la verita’ e’ un apostrofo rosa tra le parole Scalfari e Maltese. Il prossimo obiettivo sara’ perdere con maggiore convinzione. La risposta alle esigenze degli elettori arrivera’ da un ballottaggio interno tra D’Alema
(ahahahahahah) e Bersani. In caso di parita’, come segno inequivocabile di apertura al nuovo, verra’ riesumata la salma di Kruscev e candidata a Palazzo Chigi.
Lega Nord 10.20. I grandi vincenti della tornata elettorale. Nessuno ha cavalcato la paura e la “sicurezza” come loro. Sobria l’esultanza del Carroccio.
Umberto Bossi, che dopo l’ictus – per motivi imprecisati – ha preso a pettinarsi come David Lynch, ha girato il remake di Twin Peaks. Ovazioni per l’interpretazione di Calderoli, nel ruolo del mefistofelico Bob, e di Matteo Salvini nella parte delle alghe che coprono il cadavere di Laura Palmer (un’immigrata senegalese).
Italia dei Valori 8. Il successo di Di Pietro e’ figlio della delusione a sx, un grido di dolore di chi vorrebbe un’opposizione piu’ unita e meno impalpabile. Ovviamente sara’ tutto vano, D’Alema ha gia’ fatto sapere di rincorrere il plauso dei moderati (Casini). Riuscira’ l’Idv ad andare oltre la fascinazione per De Magistris e l’antiBsmo? Cosa faranno da
grandi i giustizialisti? Nell’attesa, e’ rassicurante che in Europa finisca un Alfano che di nome non fa Lodo ma Sonia.
Unione di Centro 6.51. Dare ragione a Pierferdi Casini non e’ mai appagante, ma quando afferma che “questo voto ha sancito la morte del bipartitismo”, si fa fatica a dargli torto. Perdono i due grandi (?) moloch, vincono (o danno notizia di se’) le forze medio-piccole (e gli astenuti). L’affermazione di Casini, possibile futuro ago della bilancia (a conferma che moriremo grulli – oltre che democristiani), e’ figlia delle beghe ormonali di Silvio B e della scarsa credibilita’ di Partito Debora e Pdl. Che poi la cristianita’ sia rappresentata dai ricordi di Cosimo Mele e dal crociato Magdi Cristiano Allam, e’ probabilmente dato esemplificativo dell’epoca in corso. A conferma pero’ che c’e’ gioia anche nel dolore, suona rutilante il
flop di Emanuele Ficoberto in Salamoia, la cui forza politica lo rende perfetto quale nuovo leader del Partito Disastrati.
Lista Pannella – Emma Bonino. 3.12. Pensavano peggio. Pure loro. Al tempo dei ciechi, beato chi aveva un occhio.
L’autonomia-Mpa-Pension. Chi?
Altre Liste. Al circo.
Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani. 3.38 / Sx e Liberta’ 3.12. Insieme avrebbero preso il 6.5 percento. Cosi’ hanno reso inutile il voto di sei italiani e mezzo su cento (il mezzo e’ Brunetta). Le colpe della sx radicale sono pari alla sua ottusita’. Sommando i voti dei partiti (ahahahhahah) della sx massimalista (va be’) con quelli di Di Pietro, si ottiene poco meno del 15 %. Segno che i numeri ci sarebbero:
15% non voteranno mai B e al tempo stesso non si riconoscono nel Partito Dalema. Curiosamente e’ la stessa percentuale che in Francia e’ stata intercettata dai Verdi, che in Italia hanno pero’ l’appeal di un saggio di Alberoni e la credibilita’ di un vaticinio di Bertolaso.
All’estero si compatta, in Italia si spezzetta. Ognuno in sella al proprio ombelico, tra una masturbazione in finto cachemire e una erre moscia di ritorno. Qualcuno era comunista e oggi e’ solo incazzato. Cani sciolti e abbaianti, per un dolore a caso. Vamos.

Le 10 dichiarazioni da imparare a memoria (Titoli di coda)

Non avevo niente da dire quando ero in prima linea, figurarsi adesso“. Walter Veltroni.

Abbiamo vinto, quindi abbiamo ragione“. Maurizio Gasparri.

Sono contenta che mi abbino eletto, non lo avrei mai creso“. Barbara Matera.

Il futuro sono io. Ma a dire la verita’ sono anche il presente ed ero pure il passato. In breve, e senza voler peccare in immodestia, io sono tutto“. Massimo D’Alema.

Queste elezioni dimostrano che Franceschini e’ culattone e ce l’ha piccolo”. Vittorio Feltri (dal sobrio editoriale, “Chi di gossip ferisce, di pippe perisce”).

A me va bene tutto“. Fabio Fazio.

L’antiberlusconismo non paga“. Eugenio Scalfari.

Io non sono razzista, sono loro che sono negri“. Matteo Salvini.

Bene cosi’“. Cesare Salvi.

E ora scusate, vado a chiedere l’amicizia su Facebook a Dario Franceschini.

La tragedia di un uomo ridicolo
La tragedia di unj uomo ridicolo non c’e’
per colpa di un popolo ridicolo.
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La verita’ che non puo’ dire
Giuseppe D’Avanzo

B esige da noi, per principio e diritto divino, come se davvero fosse “unto dal Signore”, la passiva accettazione dei suoi discorsi. Pretende che non ci siano repliche o rilievi alle sue parole. Reclama per se’ il monopolio di un’apparenza che si cucina in casa con i cuochi di famiglia. Senza contraddittorio, senza una domanda, senza un’increspatura, senza la solidita’ dei fatti da lui addirittura non contraddetti, senza un estraneo nei dintorni. Vuole solo famigli e salariati. Con loro, il Cavaliere frantuma la realta’ degradata che vive. La rimonta come gli piace a mano libera e ce la consegna pulita e illuminata bene. A noi tocca soltanto diventare spettatori – plaudenti – della sua performance. B ci deve immaginare cosi’ rincitrulliti da illuderci di poter capire qualcosa di quel che accade (e’ accaduto) non servendoci di cio’ che sappiamo, ma credendo a cio’ che egli ci rivela dopo aver confuso e oscurato quel che gia’ conosciamo. Quindi, via ogni fatto accertato o da lui confessato; via le testimonianze scomode; via documenti visivi; via i giornalisti impiccioni e ostinati che possono ricordarglieli; via anche l’anchorman gregario e quindi preferito; via addirittura la televisione canaglia che da una smorfia puo’ rivelare uno stato d’animo e una debolezza.
B, che pare aver smarrito il suo grandioso senso di se’, si rimpannuccia sul divano di casa affidandosi alle calde cure del direttore di Chi. Insensibile alle contraddizioni, non si accorge dell’impudico paradosso: censurare i presunti pettegolezzi dalle colonne di un settimanale della sua Mondadori, specializzato in gossip. Dimentico di quanto poca fortuna gli abbia portato il titolo di Porta a Porta (5 maggio) “Adesso parlo io” (di Veronica e di Noemi), ci riprova. “Adesso parlo io” strilla la copertina di Chi. Il palinsesto e’ unico.
In un’atmosfera da caminetto, il premier ricompone la solita scena patinata da fotoromanzo a cui non crede piu’ nessuno, neppure nel suo campo. La tavolozza del colore e’ sempre quella: una famiglia unita nel ricordo sempre vivo di mamma Rosa e nell’affetto dei figli; l’amore per Veronica ferito – certo – ma impossibile da cancellare; la foto con il nipotino; una vita irreprensibile che non impone discolpa; l’ingenuita’ di un uomo generoso e accogliente che non si e’ accorto della presenza accanto a lui, una notte, di una “squillo” di cui naturalmente non ha bisogno e non ha pagato perche’ da macho latino conserva ancora il “piacere della conquista”.
Acconciata cosi’ la sua esistenza che il piu’ benevolo oggi definisce al contrario “licenziosa”, chi la racconta in altro modo non puo’ essere che un “nemico”. Da un’inimicizia brutale sono animati i giornali che, insultati ma non smentiti, raccontano quel che accade nelle residenze del presidente. Antagonisti malevoli, prevenuti o interessati sono quegli editori che non azzittiscono d’imperio le loro redazioni. C’e’ qualcosa di luciferino (o di vagamente folle) nella pretesa che l’opinione pubblica – pur manipolata da un’informazione servile – s’ingozzi con questo intruglio. Dimentico di governare un Paese occidentale, una societa’ aperta, una democrazia (ancora) liberale, il capo del governo pare convinto che, ripetendo con l’insistenza di un disco rotto, la litania della sua esemplare “storia italiana” possa rianimare l’ormai esausta passione nazionale per l’infallibilita’ della sua persona. E’ persuaso che, mentendo, gli riesca di sollecitare ancora un odio radicale (nell’odio ritrova le energie smarrite e il consenso dei “fanatizzati”) contro chi intravede e racconta e si interroga – nell’interesse pubblico – sui lati bui della sua vita che ne pregiudicano la reputazione di uomo di governo e, ampiamente, la sua affidabilita’ internazionale. B sembra non voler comprendere quanto grave – per se’ e per il Paese – sia la situazione in cui si e’ cacciato e ha cacciato la rispettabilita’ dell’Italia. Ha voluto convertire, con un tocco magico e prepotente, le “preferite” del suo harem in titolari della sovranita’ popolare trasformando il suo privato in pubblico. Non ha saputo ancora spiegare, dopo averlo fatto con parole bugiarde, la frequentazione di minorenni che ora passeggiano, minacciose, dinanzi al portone di Palazzo Chigi. Ha intrattenuto rapporti allegri con un uomo che, per business, ha trasformato le tangenti alla politica in meretricio per i politici. Il capo del governo deve ora fronteggiare i materiali fonici raccolti nella sua stanza da letto da una prostituta e le foto scattate da “ragazze-immagine”, qualsiasi cosa significhi, nel suo bagno privato mentre ogni giorno propone il nome nuovo di una “squillo” che ha partecipato alle feste a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli (che pressione danno a B, oggi?).
La quieta scena familiare proposta da Chi difficilmente riuscira’ a ridurre la consistenza di quel che, all’inizio di questa storia tragica, si e’ intravisto e nel prosieguo si e’ irrobustito: la febbre di B, un’inclinazione psicopatologica, una sexual addiction sfogata in “spettacolini” affollati di prostitute, minorenni, “farfalline”, “tartarughine”, “bamboline” coccolate da “Papi” tra materassi extralarge nei palazzi del governo ornati dal tricolore. Una condizione (uno scandalo) che impone di chiedere, con la moglie, quale sia oggi lo stato di salute del presidente del Consiglio; quale sia la sua vulnerabilita’ politica; quanta sia l’insicurezza degli affari di Stato; quale sia la sua ricattabilita’ personale. Come possono responsabilmente, questi “buchi”, essere liquidati come affari privati?
La riduzione a privacy di questo deficit di autorita’ e autorevolezza non consentira’ a B di tirarsi su dal burrone in cui e’ caduto da solo. Ipotizzare un “mandato retribuito” per la “escort” che ricorda gli incontri con il presidente a Palazzo Grazioli e’ una favola grottesca prima di essere malinconica (la D’Addario e’ stata prima intercettata e poi convocata come persona informata dei fatti). Evocare un “complotto” di questo giornale e’ soltanto un atto di intimidazione inaccettabile.
Ripetendo sempre gli stessi passi come un automa, lo stesso ritornello come un cantante che conosce una sola canzone, B appare incapace di dire quelle parole di verita’ che lo toglierebbero d’impaccio. Non puo’ dirle, come e’ sempre piu’ chiaro. La sua vita, e chi ne e’ stato testimone, non gli consente di dirle. E’ questo il macigno che oggi il capo del governo si porta sulle spalle. Non riuscira’ a liberarsene mentendo. Non sempre la menzogna e’ piu’ plausibile della realta’. Soprattutto quando un Paese desidera e si aspetta di sentire la verita’ su chi (e da chi) lo governa.
www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/B-divorzio-10/davanzo-24giu/davanzo-24giu.html

Famiglia Cristiana contro il premier “Indifendibile, ora parli la Chiesa”
Il direttore Don Antonio Sciortino parla di “emergenza morale”

Il settimanale cattolico era intervenuto anche sul caso Noemi. “E’ stato superato il limite della decenza”. Scrive cosi’ il direttore del settimanale Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino rispondendo alle lettere dei lettori, definendo “indifendibile” il comportamento del presidente del Consiglio Silvio B. La Chiesa italiana, continua Sciortino “non puo’ ignorare l’emergenza morale” di fronte allo scandalo-escort. “Non si puo’ far finta che non stia succedendo nulla, i cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati da questo clima di decadimento morale, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno disincantata”. Don Antonio Sciortino e’ duro anche nei confronti di chi pensa “di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: e’ il classico piatto di lenticchie da respingere al mittente. La Chiesa non puo’ abdicare alla sua misisone, nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perche’ non intervenga e taccia”. Gia’ nelle scorse settimane Famiglia Cristiana era intervenuta sulle vicende del presidente del Consiglio. Sempre don Antonio Sciortino, in un editoriale di fine maggio, aveva esortato il premier a dire la verita’ sui suoi rapporti con Noemi Letizia, parlando di “incongruenze e contraddizioni”. E il settimanale cattolico a gennaio aveva lanciato anche un attacco a tutto tondo contro un governo accusato di vivere “fuori dalla realta’. “Siamo un paese incredibile, meta’ fiaba e meta’ incubo” si legge nell’articolo, che ritraeva un Silvio B preoccupato piu’ dai sondaggi per la cessione di Kaka’ e del passaggio di Fiorello a Sky che dalle sfide della crisi economica.

Serieta’ Istituzionale
e = mc2

Quando le favorite del Sultano, scendendo dal letto, approdano direttamente ad incarichi nei quali poi rappresentano tutta la Nazione, un Paese che serio voglia definirsi, si mobilita e manda a casa il “mandrillo” (o aspirante tale, perche’ l’eta’ ed i suoi guai fisici depongono a favore della tesi difensiva del suo conoscente Direttore di testata circa l’impotenza). Opposizione, se ci sei batti piu’ colpi anche per destare dal sonno il Guardiano della Costituzione perche’ sia ridato il giusto prestigio al nostro Stivale anche all’Estero, al netto di questa tara.
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Paola segnala:

Se crolla il castello di carte
Ida Dominijanni

La melma sta montando e rischia di travolgere il capo del governo: ma l’opposizione e’ incerta e silente
Il manifesto
La notte del 4 novembre scorso, mentre piu’ o meno tutto il mondo scrutava proiezioni e risultati fino al discorso della vittoria del primo afroamericano eletto presidente degli Stati uniti, B riceveva Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli. Nel “letto grande” per la precisione, dopo una bella doccia e avvolto in un accappatoio. Snobismo e menefreghismo, o senso di sconfitta e bisogno di consolazione? Come tutto nella vita di B, anche questa coincidenza sta sul confine fra il ridicolo e il tragico. Piu’ tragica che ridicola, se si somma al fatto che quella notte il premier rapito da Eros manco’ senza spiegazioni la serata ufficiale organizzata a Roma dalla Fondazione Italia-Usa. Piu’ ridicola che tragica, se tanta strafottenza di allora si paragona alla postura non propriamente eretta in cui le telecamere della Casa bianca lo hanno immortalato pochi giorni fa – senza i trucchi delle tv di regime italiane – nello Studio ovale della Casa bianca, in cerca di un cenno di benedizione del Messia nero che lo tirasse fuori per un giorno dalla melma che lo sommerge.
Imprevedibili rovesciamenti della storia, ai quali uno come B, che ancora trova la faccia di raccontare barzellette in cui Dio deve accontentarsi di fare il suo vice, non riesce a rassegnarsi. Un altro imprevedibile rovesciamento vuole, ohibo’, che le donne parlino: mogli o escort, madonne o puttane, ragazze ma o ragazze squillo, prima o poi danno fiato alla voce e lo tradiscono, per motivi nobili, come denunciare il sistema di intrattenimento del sultano, o meno nobili, come vendicarsi per non aver ricevuto dal sultano l’aiuto sperato per una speculazione edilizia. Mogli o escort, le donne sono pur sempre, diceva il filosofo, “l’eterna ironia della comunita’”. Quando meno te l’aspetti strappano il velo. Il re e’ nudo, questa volta alla lettera.
B non e’ l’unico a fare l’incredulo di fronte al tifone che lo sta travolgendo, al quale replica di puntata in puntata con il suo alquanto ebete “che male c’e’?”. Sono increduli i suoi, che seguitano a demolire le testimoni dando loro ora della velina ingrata ora della puttana, ripetendo pateticamente l’argomento ormai risibile della privacy violata, farneticando di complotti internazionali e di servizi deviati pur di non ammettere che il castello di carte dell’incantesimo Bano sta crollando su se stesso. Ma sono increduli anche nell’opposizione, che a sua volta immagina trame e disegni imperscrutabili pur di non dare al tifone in corso la dignita’ di un caso politico di prima grandezza.
Agli uni e agli altri, bisognerebbe ricordare i fiumi di parole impiegati solo pochi anni fa per legittimare la guerra in Afghanistan con l’argomento che “lo stato di salute di una civilta’ si misura dal rapporto fra i sessi”: quella misura non vale da noi? Vale in guerra e non in pace? Vale a Oriente e non a Occidente? Che cosa dice dello stato della nostra civilta’ questo mercimonio sessuale organizzato dal potere, dai servi del potere come i Tarantini e dalle mediatrici del potere come le Ronzulli? Che cosa dice dell’emancipazione e della liberta’ femminile, ma ancor prima dello stato del mercato del lavoro e dell’economia, la fredda professionalita’ con cui Barbara Montereale svolge le sue prestazioni e contratta i suoi compensi di “ragazza immagine” e la glaciale prudenza con cui Patrizia D’Addario registra le sue performance da escort? Che cosa ci dice dello stato culturale della nazione l’ oscillazione dei giornali di dx fra la monumentalizzazione dell’”organo incostituzionale” (sic, su Libero) del premier e l’alibi del suo intervento alla prostata? O l’imbarazzato silenzio dell’opposizione che per non correre rischi non parla e non giudica, confidando che la giustizia faccia il suo corso senza scomodare la politica?
“Induzione alla prostituzione” e’ una faccenda seria, tanto seria che i piu’ seri opinion maker vicini a B lanciano l’allarme. Checche’ ne dica l’avvocato Ghedini, il problema non e’ se il premier sia perseguibile penalmente come “ultimo utilizzatore”, ma se sia perseguibile politicamente come primo mandante di un sistema che e’ parte costitutiva della sua macchina di potere e di consenso. La questione forse e’ giudiziaria, certamente e’ politica. La maggioranza puo’ fingere di ignorarlo e continuare a predicare, come un gregge di replicanti, che B ha dalla sua il voto popolare e solo questo conta in democrazia. L’opposizione invece non puo’ glissare e aspettare che sia la procura di Bari o un’altra a risolvere il problema. Silvio B non cedera’ il passo a nessuna soluzione d’emergenza istituzionale al ciclone che forse non lo fara’ arrivare neanche al G8: come nel Caimano, ricorrera’ a ogni mezzo lecito e illecito e si appellera’ al popolo prima di dichiararsi sconfitto. Se e’ questa la stretta che si profila, sara’ bene prepararsi a combattere, quantomeno con un discorso di verita’ piu’ forte del suo reality corrotto.
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Mariapia manda
Leo Buscaglia

Felice Leonardo Buscaglia detto Leo, nato negli Stati Uniti da genitori italiani (della Valle d’Aosta) (31 marzo 1924 – Glenbrook, Nevada, 11 giugno 1998) e’ stato un docente al Department of Special Education presso la University of Southern California e scrittore statunitense. Fu il primo ad istituire un corso universitario sull’amore negli Stati Uniti, e divenne per questo noto come “Il professore dell’Amore”.
Gli anni 60 furono un periodo incredibile, tutti mettevano in discussione tutto. Che momento per imparare!
Gli anni 70 furono un periodo di quiete, in cui la gente cercava in se stessa.
Buscaglia scrive:

Il momento per venire fuori e’ ora. Il momento per incominciare a costruire ponti che conducono agli “altri” e’ ora. La nostra salvezza sara’ lavorare insieme per fini comuni, e non dividerci.
Una delle mie scoperte di questi ultimi anni e’ che non devo avere sempre ragione. E’ magnifico? Possiamo avere ragione tutti e due. Ci sono due ragioni! E poi ho scoperto che possono esserci duecento ragioni, e che in realta’ non c’e’ una ragione ed un torto, ma una sterminata zona grigia con ogni sorta di gradazioni.
Scopriamo prima cosa abbiamo in comune. Non puo’ cadere una foglia senza influire su ciascuno di noi. Non ci sono posti dove nasconderci. Tutti noi influiamo l’uno su l’altro.
E’ meglio che cominciamo a costruire i nostri ponti, altrimenti i crepacci diventeranno cosi’ profondi che non riusciremo piu’ a scavalcarli.
Piango, mi sento solo. Non so se servira’ a qualcosa o no, ma voglio parlarne con voi.
In India quando vi accomiatate o incontrate qualcuno dite “Namaste”, significa “Io onoro in te il luogo dove risiede l’intero universo”. Sei tu quel luogo, io sono in quel luogo, siamo una cosa sola.

La vostra responsabilita’ piu’ grande e’ diventare tutto cio’ che siete, non soltanto per il vostro beneficio, ma anche per il mio. »

DIARIO AZZURRO
di SILVANO AGOSTI
L’arcivernice Alambicchi

Mia sorella Adriana Agosti non c’e’ piu’. Se n’e’ andata impaurita, all’improvviso, come fanno le tortore sorprese a beccare sul prato.
Il dolore si era ormai troppo avvicinato a lei e quando l’ombra fitta della sofferenza l’ha raggiunta, ha spiccato il volo.
Ora non c’e’ piu’ e la sua assenza ha fatto emergere in me, nella sua interezza, il piccolo continente delle memorie infantili di cui lei, Adriana e’ stata protagonista.
Avevo da poco compiuto i cinque anni di eta’ quando questa mia sorella si e’ inventata di possedere una bottiglietta dal contenuto misterioso.
Si trattava nientemeno che dell’Arcivernice Alambicchi, i cui poteri magici sovrastavano ogni mio incanto infantile.
Mettendo, infatti, poche gocce di questo portentoso liquido sull’immagine ad esempio di un coniglio, o di una nave anche solo disegnata, l’immagine sarebbe diventata vera.
E io sulle pendici della collina riuscivo a “vedere” apparire, reale e immensa, una gigantesca nave.
O piu’ agevolmente mi abbandonavo a immaginare il disegno del coniglio animarsi, pulirsi il muso con le zampette e correre via, perdendosi nell’erba alta del prato.
Ogni giorno Adriana ci tiranneggiava, noi cinque fratelli, convincendoci a svolgere al posto suo i doveri domestici che toccavano a lei : sistemare gli oggetti nell’armadietto del bagno, pulire i pavimenti, lavare i piatti.
Noi accettavamo soggiogati dalla promessa che alla fine ci avrebbe mostrato la mitica bottiglietta magica, capace di animare e rendere reale qualsiasi immagine.
Poiche’ col trascorrere del tempo cominciavo a dubitare che si trattasse di un inganno, Adriana si e’ messa a disegnare un magnifico anello, con rubini e diamanti. Poi, assicuratasi che lo avevamo ben visto e’ salita con aria misteriosa in soffitta.
Poco dopo e’ ridiscesa mostrando l’anello che aveva disegnato, reale e scintillante nella sua piccola mano. Non c’era dubbio, l’arcivernice Alambicchi era in suo possesso.
Anni dopo mi avrebbe rivelato che l’anello l’aveva perso la vicina di casa correndo col cofanetto dei gioielli verso il rifugio, in una notte di bombardamenti.
Cara Adriana, ora che sei li’, immobile, nel sonno della morte me ne andro’ a frugare fra i tuoi mille misteriosi oggetti, vedendo se trovo la boccetta magica. Basterebbe una sola goccia per rendere nuovamente vivo e reale questo tuo volto radioso di giovinezza, che appare sulla fotografia di te adolescente e che custodiro’ d’ora in poi nella memoria.
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GUARDA CHE SPLENDIDO ARTICOLO…
Mia triste Italia

Un paese che fu bandiera di liberta’ e cultura e’ comandato oggi da un politico che censura l’informazione che non gli e’ gradita. Che cosa e’ successo all’Italia? Perche’ coloro che l’hanno amata fanno cosi’ fatica a riconoscerla?

Di Juan Arias – El Pais

Ho vissuto in Italia piu’ che in Spagna: circa 50 anni. A questo paese che, secondo l’Unesco, riunisce il 36% dell’arte di tutto il pianeta, devo molto sia umanamente che culturalmente.
In Italia, dove studiai, dove ho respirato per la prima volta l’aria pura della liberta’ – arrivando dal paese della censura, delle condanne a morte arbitrarie, dell’inesistenza dei partiti politici – mi diedero la cittadinanza per meriti culturali. Li’ votai per la prima volta nella mia vita. Avevo piu’ di 40 anni. In Spagna non si votava, si viveva solo nel terrore.
Ricordero’ sempre quella mattina quando potei inserire la mia scheda elettorale nel segreto dell’urna. Il mio voto, mi dissero, ne valeva mille. Erano elezioni in cui gli italiani iniziavano a stancarsi dei politici, e questo invitava all’astensione. La Rai mi intervisto’ chiedendomi cosa provava uno spagnolo che poteva votare per la prima volta. Parlai della mia evidente emozione e osai chiedere a coloro che intendevano disertare le urne che andassero a votare come a risarcirmi per non averlo potuto fare a mia volta per cosi’ tanti anni. Dalla radio, in seguito, mi telefonarono per dirmi che migliaia di persone, comprese famiglie intere, volevano che io sapessi che erano andate a votare per me.

In Italia ho potuto pubblicare quello che nel mio paese non mi era consentito. Riviste e quotidiani mi hanno aperto le loro porte. Ho goduto del privilegio di conoscere e intervistare i personaggi della letteratura e dell’arte che in quel periodo facevano grande il paese di Dante e Leonardo, scrittori come Fellini, Pasolini, Sciascia, Italo Calvino; stilisti come Valentino, Armani, Missoni; grandi imprenditori come Agnelli o Pirelli; magnifici editori come Einaudi o Feltrinelli… e politici degni come Berlinguer o Moro, o giudici capaci come Falcone, con il quale parlai alcuni mesi prima che fosse assassinato. Durante il mio incontro con il giudice Falcone eravamo circondati da un sacco di polizia armata fino ai denti e di sirene: “E’ tutta scena. Quando la mafia decidera’, mi uccideranno lo stesso” mi disse il magistrato partendo con un mezzo sorriso triste. Lo uccisero.
Quella era un’Italia che io amavo appassionatamente e nella cui lingua scrissi i miei primi libri.
Fino a che arrivo’ Silvio B. Lo vidi atterrare a Palermo, capoluogo della Sicilia, cuore della mafia, in elicottero, come un dio pagano. Era alla sua prima candidatura. In pochi credevano che quell’istrione, che mai aveva avuto a che fare con la politica, in un paese tanto politicizzato come l’Italia potesse vincere. Io scrissi sul mio quotidiano che sarebbe stato eletto. Vidi quel giorno a Palermo quasi mezzo milione di persone alzare le braccia verso l’elicottero che portava il Salvatore.
La mafia siciliana aveva cambiato bandiera. Abbandonava la potente Democrazia Cristiana, fino ad allora la sua signora, per offrire il bacio e il suo voto all’imprenditore di cui si diceva che avesse l’arte magica di creare posti di lavoro dal nulla. Da quel giorno l’Italia inizio’ ad entrare nel tunnel della decadenza. Io me ne tornai in Spagna.
Ora vedo, come in un incubo, che gli italiani, che a me avevano dato il piacere della liberta’ di informazione e di espressione, devono leggere El Pais per poter conoscere le spudoratezze compiute dal loro Cavaliere. Dov’e’ quell’Italia che il mondo ammirava e amava?
L’Italia mi difese quando il governo del dittatore Franco voleva processarmi per aver pubblicato un articolo che riguardava il comportamento della Chiesa spagnola durante la dittatura militare. Mi convocarono a Madrid. Fui ricevuto dall’allora ministro Giron, a casa sua. Mi disse che un ministro aveva portato il mio articolo al Consiglio dei Ministri chiedendo la mia testa. Al termine del Consiglio, Franco si limito’ a chiamare il ministro Giron e gli disse: “Lascia vivo questo ragazzo, altrimenti andiamo a farne un martire in Italia. Pero’ chiamalo e raccontagli cosa e’ successo”. Era un avviso chiaramente mafioso. Cosi’ era allora in Spagna. Cosi’ e’ oggi, o quasi, in Italia.
Nelle mie notti insonni mi chiedo come sia potuta avvenire una tale metamorfosi. Come si sia arrivati a questa triste Italia di oggi. Posso solo farmi alcune domande partendo dalla mia lunga esperienza italiana.
Perche’ B vinse la prima volta, quando gia’ circolava un libro che raccontava i suoi misfatti e le illegalita’ commesse come impresario edile a Milano? Perche’, quando erano al potere, i socialisti di Bettino Craxi, che fini’ la sua vita in esilio ricercato per corruzione, permisero a B di creare il suo impero televisivo contro tutte le norme della Costituzione? Che fecero, o cosa non fecero, i comunisti, eredi del severo e onorato Berlinguer, quando dopo piu’ di 40 anni di lotte per avere il potere lo raggiunsero e lo gestirono cosi’ male che gli italiani preferirono eleggere B? In che cosa furono ingannati gli italiani? Perche’ persero cosi’ velocemente l’essenza di quel che era stato il maggior partito comunista d’Europa, che riuniva sotto le sue ali e proteggeva dalla mediocrita’ della dx tutta l’intelligenza, l’arte e la cultura del paese?
Un partito, insisto, che aveva come leader un Berlinguer sempre timido e schivo, come doveva essere un figlio dell’austera Sardegna, pero’ onesto, rispettato e tanto amato. Il giorno della sua morte si paralizzo’ la citta’ di Roma e due milioni di persone si riversarono per le strade come se la squadra nazionale di calcio avesse vinto il mondiale.
A quel tempo ero un critico severo dell’allora potente Democrazia Cristiana, che da 40 anni deteneva il potere e che fini’ travolta dagli scandali per la sua corruzione. Oggi, a tanti anni di distanza, devo riconoscere che quello che vedo ora e’ peggio. Ed e’ davanti agli occhi di tutti. La Democrazia Cristiana, profondamente conservatrice, aveva, comunque, un profondo rispetto per la liberta’ di espressione dei giornalisti. Conservo ancora alcuni biglietti, scritti con la calligrafia grande di Fanfani o quella minuta di Andreotti, entrambi piu’ volte a capo del Governo. Ogni volta che pubblicavo un articolo critico rivolto all’uno o all’altro, arrivava al mio ufficio un motociclista che mi portava uno di questi biglietti, dove mi ringraziavano per quello che avevo scritto su di loro.
Quando la Spagna stava per entrare nell’Unione Europea, il ministro degli Affari Esteri italiano era Andreotti. Nella ambasciata italiana a Madrid, alcuni piu’ realisti del re decisero di analizzare i miei articoli, concludendo che ero eccessivamente critico nei confronti dei politici italiani. Chiamarono l’ambasciatore spagnolo a Roma e, con evidente atteggiamento mafioso, gli ricordarono che l’assenso dell’Italia era fondamentale per l’entrata della Spagna nella Comunita’ Europea e che i miei articoli non piacevano.
La notizia arrivo’ alle orecchie di Andreotti, del tutto ignaro della vicenda. Quella mattina mi chiamo’ per offrirmi un’intervista. Mi ricevette a braccia aperte. Non si parlo’ della faccenda. Mi racconto’ aneddoti inediti sul suo rapporto con papa Giovanni Paolo II. Mi disse che il Papa polacco a volte lo invitava a pranzo o a cena, e ad assistere con lui alla messa nella sua cappella privata. Prima di congedarmi mi autografo’ un libro con queste parole: “Al mio caro collega giornalista Juan Arias, con amicizia”. Andreotti si vantava sempre di essere un giornalista professionista. E sulla porta mi disse. “La Spagna sara’ molto importante nella Comunita’ europea. Io votero’ a favore”. Lo ha fatto.
Andreotti, cio’ nonostante, soleva dire che i politici spagnoli mancavano di “finezza” (in italiano nel testo. NdR). Tristemente, questa “finezza” oggi manca a tanti politici italiani, a partire dal suo presidente e dalla sua corte faraonica, a cui l’informazione libera provoca orrore e panico.
Forse non e’ vero che agli italiani piace tanto B – per lo meno agli italiani che conosco io – e forse e’ vero che non piacciono loro nemmeno gli altri politici. A questi altri io diedi il primo voto della mia vita. Come direbbe Saramago: Triste cosa.

www.elpais.com/articulo/opinion/triste/Italia/elpepuopi/20090615elpepiopi_13/Tes

Suburra
Eugenio Scalfari

Mai il prestigio di B ha raggiunto un piu’ infimo livello.
Si e’ creata una situazione che ormai non e’ piu’ accettabile: il premier e’ ricattabile, e’ ricattato, e lo sara’ sempre di piu’.
Sono decine se non centinaia i probabili ricattatori.
Come possiamo tenere ancora un capo del governo in queste condizioni, che deve usare le istituzioni per soddisfare chi lo ricatta? Quante sono le persone che sanno cose innominabili su di lui, quanto sono coinvolti o compromessi e possono chiedergli di tutto? A cosa e’ ridotta la sua liberta’? A cosa si e’ ridotto lui stesso? Possono fargli fare di tutto. E’ inutile che dica a noi che i fatti che gli sono imputati non sono veri. Ci sono troppi testimoni, troppe persone coinvolte che possono affermare il contrario. E’ schiavo dei suoi stravizi, alimentati da una corte di ruffiani e gestiti da persone compensate con seggi al parlamento a Roma e Strasburgo, la sua condotta deturpa l’immagine dello Stato e del Paese in un modo che non puo’ essere piu’ sopportato.
Ma chi e’ oggi B? Un caimano che porta le sue truppe all’incendio della piazza e delle istituzioni? Un utilizzatore di prostitute? Dovrebbe dimettersi, e allora Napolitano chiederebbe al presidente della Camera di fare un governo provvisorio per salvare il salvabile. Ma B riuscira’ a farlo? O dovra’ essere dimesso a forza?
E come la mettiamo coi gravissimi problemi del paese, che sta sotto una crisi durissima che nessuno ha nemmeno riconosciuto?
Siamo in una suburra, abbiamo al governo un Trimalcione, un capo del governo ricattato e ricattabile, con un rischio incombente, con un sistema di potere esteso e colluso, un sistema da basso impero senza impero, non un Catilina, come ha detto una del Pdl che la storia la ignora, ma un Vitellio o un Eliogabalo, cioe’ siamo nella dissoluzione.
Mai il prestigio di B ha raggiunto un piu’ infimo livello.
Si e’ creata una situazione che ormai non e’ piu’ accettabile: il premier e’ ricattabile, e’ ricattato, e lo sara’ sempre di piu’.
Sono decine se non centinaia i probabili ricattatori.
Come possiamo tenere ancora un capo del governo in queste condizioni, che deve usare le istituzioni per soddisfare chi lo ricatta? Quante sono le persone che sanno cose innominabili su di lui, quanto sono coinvolti o compromessi e possono chiedergli di tutto? A cosa e’ ridotta la sua liberta’? A cosa si e’ ridotto lui stesso? Possono fargli fare di tutto. E’ inutile che dica a noi che i fatti che gli sono imputati non sono veri. Ci sono troppi testimoni, troppe persone coinvolte che possono affermare il contrario. E’ schiavo dei suoi stravizi, alimentati da una corte di ruffiani e gestiti da persone compensate con seggi al parlamento a Roma e Strasburgo, la sua condotta deturpa l’immagine dello Stato e del Paese in un modo che non puo’ essere piu’ sopportato.
Ma chi e’ oggi B? Un caimano che porta le sue truppe all’incendio della piazza e delle istituzioni? Un utilizzatore di prostitute? Dovrebbe dimettersi, e allora Napolitano chiederebbe al presidente della Camera di fare un governo provvisorio per salvare il salvabile. Ma B riuscira’ a farlo? O dovra’ essere dimesso a forza?
E come la mettiamo coi gravissimi problemi del paese, che sta sotto una crisi durissima che nessuno ha nemmeno riconosciuto?
Siamo in una suburra, abbiamo al governo un Trimalcione, un capo del governo ricattato e ricattabile, con un rischio incombente, con un sistema di potere esteso e colluso, un sistema da basso impero senza impero, non un Catilina, come ha detto una del Pdl che la storia la ignora, ma un Vitellio o un Eliogabalo, cioe’ siamo nella dissoluzione.

Harry Haller
Il puzzo di marcio ormai e’ insopportabile…anche lottare per mandare a casa questo infame bordello istituzionale, sembra inutile; l’”utilizzatore finale” puo’ far cio’ che vuole di questo immenso gregge velinaro, marchettaro e pallonaro;avanti cosi’, verso nuovi squallidi lidi….

Beppe Grillo
Povera patria

Italiani!!! E non rispose nessuno. Tra poco, nel 2011, ci sara’ il centocinquantesimo anniversario della nascita dell’Italia. Il tempo e’ volato. L’italiano non e’ mai nato. In compenso la Nazionale di calcio ha conquistato quattro mondiali, due li ha persi in finale. Un risultato apprezzabile, ma non tale da giustificare le guerre di indipendenza (da chi?), l’occupazione del Mezzogiorno, decine di migliaia di patrioti meridionali sterminati come briganti, la Cassa del Regno delle due Sicilie depredata dai Savoia, la nascita di mafia, ‘ndrangheta, camorra, la fame nel Triveneto con milioni di emigranti, il colonialismo straccione, due guerre mondiali, il fascismo, la perdita di sovranita’ nazionale dall’occupazione americana nel 1945, l’ingerenza e la prevalenza del Vaticano sullo Stato, la P2, le stragi di Stato, le migliaia di assassinati nel dopoguerra, da Ambrosoli a Impastato, da Dalla Chiesa a Pasolini, da parte dei poteri occulti, i servizi segreti deviati, Sindona, Andreotti, Lima, Ciancimino, Riina, Craxi, Gelli, Provenzano, Dell’Utri, il territorio e le citta’ devastati, i servizi pubblici inesistenti, i partiti politici autoreferenziali e predoni delle risorse pubbliche, B, la peggiore opposizione d’Europa, la distruzione del senso civico, la cancellazione dell’informazione, il debito pubblico tra i piu’ alti del mondo, un Parlamento che pullula di condannati, un tessuto industriale allo sfacelo, una immigrazione senza controllo e senza vera accoglienza, milioni di disoccupati, la burocrazia peggiore dell’Occidente. Il Re in fuga a Pescara, Craxi a Hammamet, Mussolini a piazzale Loreto, lo psiconano con il piede sul predellino dell’elicottero e l’altro nel lettone di palazzo Grazioli. L’italiano mafia, spaghetti, zoccole e mandolino.Italiani!! E non rispose nessuno. Rossi di vergogna, verdi di rabbia, bianchi di sgomento. Sentimenti tricolori. L’Italia e’ nata dal nulla e li’ e’ rimasta. Se 150 anni sembrano pochi per costruire una nazione, uno solo in piu’ potrebbe essere insopportabile. Il centralismo e le decisioni prese nell’interesse della nazione sono scatole vuote, utili per il Ponte di Messina, per la TAV o per le centrali nucleari, per le infiltrazioni mafiose negli appalti. Davvero vogliamo altri centocinquantanni cosi’? Italiani!!! E non rispose nessuno.

Marco b
lo psico-imperatore se non e’ nudo poco ci manca, e’ in mutande, forze anche coi calzini, fin quando ci sara’ qualcuno che tenta ancora di proteggerlo. Povero “malato”…Dalle mie parti si dice che tira piu’ un pelo di f..a che un carro di buoi. Lui e’ stato fregato proprio da un pelo di f..a. Si sta’ gia’ comportando come uno che e’ appena stato arrestato! Gli hanno letto i suoi diritti:”hai il diritto di tacere, tutto cio’ che dirati popra’ essere usato contro di te”…e lui zitto!! Nn risponde, per la paura!!! Chissa’, in questo momento come invidiera’ il potere di Ahmadinejad…Ciao

Il presidente spazzatura
Viviana Vivarelli

Vorremmo essere governati in modo serio e non esser derisi da pagliacci dissoluti. Vorremmo sentir parlare di economia e politica, non subire i gossip di un mandrillo, fissato con fighe, veline, letteronze, escort, modelle, prostitute, puttane d’alto bordo o basso bordo, ministre da camera e da giardino. Vorremmo qualcuno che pensa con la testa ai problemi del paese, e non col pene alle sue manie da malato, uno che cerca l’evoluzione non la dissoluzione, che si nutre di cultura e non di coca. Costui deride la crisi parlando di ottimismo e distrugge la democrazia con leggi ad personam, alimentando una corte parimenti viziosa e sfrontata. La sua lussuria e’ uno schiaffo in faccia agli italiani, la sua condotta offende milioni di persone per bene. E intanto che riempie gli schermi di una presenza ossessiva, strasbordante e imbarazzante, Draghi predica inascoltato e Tremonti scompare in qualche paradiso fiscale a rimpiattare patrimoni neri.
Odio un sultanato difeso da gente come Ghedini e Minzolini. Odio l’ipocrisia untuosa di Fede e Vespa. Odio il grande bordellaro stravizioso e coatto, che se ne fa un baffo del credito rifiutato, le imprese che falliscono, le famiglie in difficolta’, i poveri e i precari, i pensionati e i licenziati, tutta la gente che lotta e soffre, indifferente a tutto e preso solo nei giochi del suo piacere, inutile e vergognoso ingombro per un paese che meriterebbe ben altro rispetto, un vecchio licenzioso e volgare che pensa solo ai suoi festini, ai suoi stupidi cactus e vulcani, e alle migliaia di ciondoli di farfalle e tartarughe da disegnare personalmente per le sue ninfe da letto e da piscina. Odio che la ragazze italiane siano divise tra chi studia, lavora e fatica e queste farfalle licenziose del presidente e compari. Lo stolto Fini disse al convegno del Pdl che si era giunti al tempo delle farfalle, voleva dire che erano finite le crisalidi, ma quel che e’ stato prodotto da 15 anni di politica di B e’ stata proprio la moltiplicazione di queste inutili farfalle. E la tartaruga, piu’ che il simbolo di Villa Certosa, sembra essere il simbolo di un’Italia ormai peggio che al palo.
..
Censura
Viviana Vivarelli

Si parla tanto di censura, per anni abbiamo duramente criticato la carenza di informazione o la coatta disinformazione che infamano paesi come l’Iran o la Corea, la Cina o la Russia, pontificando con la puzza al naso dall’alto della nostra torre democratica elitaria che consideravamo piu’ il retaggio di un DNA inamovibile che una conquista di civilta’ da difendere coi denti giorno per giorno. E ora non sembriamo quasi accorgerci che tutte le nostre pretese di civilta’ e democrazia e liberta’ sono fatte a pezze da personaggi luridi e venduti che ci stanno avviando verso i regimi peggiori, che difendono il veto alle intercettazioni, tentano la censura dei blog, fanno sparire dal web i video sgraditi, corrompono la giustizia, e ci danno una stampa quasi tutta silenziata sui vizi del potere e una tv piu’ spregevole di settimana in settimana escludendo quello che al potere puo’ dare fastidio. Dov’e’ la nostra presunta superiorita’ morale? Dove abbiamo buttato la nostra democrazia? La via che costoro hanno imboccato e’ quella dei cani del potere, quella del regime crescente, quella che e’ l’esatto opposto della dizione ‘Popolo delle Liberta’? Quale popolo e quali liberta’ possiamo vedere in quello che accade? In una Rai in mano a individui come Minzolin? In giornali economici diretti da persone come Riotta? In presidenti dissoluti e noncuranti come questo presidente del consiglio? L’Italia e’ diventata il paese in funzione di un uomo solo, che indulge ai suoi vizi, e lo protegge da ogni critica, che nasconde i suoi misfatti e vuole gli italiani ciechi e sordi e muti. Un paese attorno a un sol uomo, e nemmeno dei migliori. Un paese ad personam! E’ davvero troppo rispetto a quello che questo popolo puo’ sopportare.

Vende o non vende?
Viviana Vivarelli

Ma B non aveva detto che Villa Certosa non era nemmeno sua ma di una immobiliare che gliela dava in uso? E ora parla di venderla per 200 milioni di euro e si lagna che non trova un compratore? Ma non l’aveva messa sotto segreto di stato come farebbe uno sceicco sul suo palazzo imperiale? Non ci aveva fatto tunnel sotterranei che gli consentissero una rapida fuga? Non ne aveva fatto un luogo di indicibili delizie? Certo ora Villa Certosa non e’ piu’ il decantato tesoro che lo metteva al di sopra di tutti gli uomini del mondo come fruitore di un amato paradiso, ora e’ diventata un ingombro infamante, si e’ rovinata la reputazione, e’ passata di bocca in bocca sui media internazionali come un bordello piccante e dissoluto, luogo di avvio di centinaia di prostitute affermate o nascenti, ha testimoniato come qui il premier cazzarolo passa il tempo invece di occuparsi di cio’ per cui un terzo di elettori gli ha dato oneri e onori. Ora e’ come la Capponcina di D’Annunzio o la Villa dei Misteri di Pompei, un luogo museale dove fare risatine licenziose sui vizi che furono.
E adesso che l’amato nido sardo e’ stato contaminato da 5.000 scatti fotografici che fanno il giro del mondo suscitando sghignazzi di riprovazione, il Cavaliere ci prova a proiettare su Villa Certosa la sua onta come fosse una merda da scaricare, e straparla di vendere l’amato rifugio e intanto ordina agli ossequienti media di non parlarne mai piu’. Certo ora sara’ difficile che qualche moglie di premier ci accetti inviti famigliari e non tutti i leader sono al livello di un Topolanek in erezione e hanno voglia di raccogliere altrettanta infamita’. Il luogo ha assunto una nomea postribolare. B forse la vende, forse trasloca il vulcano in un’altra delle sue cento ville. Non si accorge, il meschino, che puo’ cambiare la parete su cui si proietta ma l’ombra resta la sua e tutto puo’ cambiare con soldi e strafottenza fuorche’ la forma di quell’ombra che ormai e’ zoppa e mostra una coda biforcuta, puzza persino di zolfo. Quell’ombra ormai e’ la sua maledizione e se la portera’ sempre appresso e non sara’ certo vendendo Villa Certosa che se la scrollera’ di dosso. L’ombra e’ la coscienza e quando la vendi al diavolo, poi non e’ con un look d’ambiente che te la puoi riverginare.
..
Arch.Nugnes segnala:
DANNO RIFIUTI, 1500 EURO A TESTA. LA CORTE EUROPEA: «LO STATO RISARCISCA I CITTADINI CAMPANI

Scritto da R. F. da la Repubblica Napoli

ALTRO che Tarsu al massimo. Nel duello sulla spazzatura fra Comune e governo si inserisce la Corte europea per i diritti dell´uomo. L´organismo ha accolto ieri con procedura d´urgenza un ricorso presentato dagli uomini della Dx di Storace.
Il ricorso mirava a ottenere per i cittadini campani un rimborso a causa dei danni patiti nell´emergenza rifiuti. La Corte, con sede a Strasburgo, ha accolto la tesi e ha dunque disposto che lo Stato proceda a questo rimborso a vantaggio dei residenti in Campania. Il risarcimento sarebbe dovuto per il danno economico, biologico ed esistenziale subito dalla scorsa crisi rifiuti. L´importo e’ ovviamente variabile, in ragione del luogo ma anche della tipologia di contribuente. Ma la media si aggira intorno ai 1500 euro a testa.
I particolari del dispositivo saranno resi noti oggi dai dirigenti del partito, Bruno Esposito e Maurizio Bruno, assistiti dai legali che hanno curato la pratica. La Corte chiedera’ un incontro col governo italiano per vagliare come questo voglia mettere in pratica la sentenza, pena altre sanzioni in caso di inadempienza. D´altro canto la Corte, nell´accogliere il ricorso, ha anche chiesto che l´Italia individui e punisca patrimonialmente i responsabili del disastro che ha devastato l´immagine della regione.
Su strada intanto la crisi rifiuti registra una nuova recrudescenza con epicentro Quarto. Un caso non nuovo, gia’ foriero in passato di polemiche fra il sindaco e il sottosegretario Bertolaso. Ora il primo cittadino Sauro Secone torna a chiedere l´intervento del governo. In particolare Secone chiede «l´invio di una ditta che al piu’ presto provveda a eliminare i cumuli di spazzatura che sono ancora per strada». La situazione si sta facenda anche per le alte temperature e delle circa 90 tonnellate di spazzatura ancora in strada. Il tutto mentre prosegue la protesta dei dipendenti della “Quarto Multiservizi spa”: dopo lo sciopero dello scorso 17 giugno, sono stati proclamati altri due giorni di astensione dal lavoro per il 30 giugno e l´1 luglio. Intanto l´ex direttore del Termovalorizzatore di Acerra, Giuseppe Vacca, coinvolto nell´indagine sui collaudi degli impianti di cdr, ha rassegnato ieri le dimissioni. Il gip Aldo Esposito ha sostituito all´indagato (difeso dagli avvocati Giuseppe Fusco e Lucio Majorano) la misura dell´obbligo di dimora con un obbligo di firma.

Controinformazione a 4 mani: perche’ papi ha preso l’ultima curva prima della finale

B e l’Abruzzo sono legati dallo stesso processo di decomposizione : il nano raggiunse nei giorni del terremoto l’acme del proprio potere per poi iniziare la discesa e il progressivo sgretolamento, la povera ed orgogliosa regione della natura e delle arti dopo il terremoto si trova davanti un futuro terrificante di modificazione genetica che le cambiera’ completamente la fisionomia ed il tessuto organico, con un nuovo modello di “sviluppo” imposto da fortissimi poteri.
Vediamo come e perche’.
Come previsto il nano maledetto cadra’ per una storia di mignotte e di sbracamento da troppo potere.
Un esercito di escort in qualche ufficio di qualche procura ogni giorno racconta seduto sulle spine le imprese del cavaliere magari sperando di fare poi un calendario o qualche comparsata in tv per esser divenute nel frattempo famose.
Il livello di consapevolezza della rilevanza delle loro “confidenze” e’ sempre molto basso : non si rendono contro di quel che raccontano, credono di stare in un reality , tutte esaltando la disponibilita’ del papi mentre in realta’ lo stanno seppellendo .
Paradossi della storia che punisce colui il quale di incultura e di superficialita’ televisiva ferisce …
Certo e’ deprimente lo spettacolo delle madri che offrono le figli ai potenti e le sollecitano a darsi da fare, dei fidanzati che si ritirano in buon ordine deferenti davanti alle telefonate del nano-premier , delle centinaia di donne che vanno e vengono dalle case del premier piu’’ o meno tutte ricattandolo senza considerare gli annessi parenti ed affini.
Come puo’ governare un uomo in questa condizioni di ricattato e/o malato?
..
BLOGGHER
berluscamignotte

Potremmo anche dire al contrario che la quantita’ di pressioni e ricatti non e’ la prova del complotto quanto invece del fatto che B e’ alla frutta , non regge quel che egli stesso ha combinato, la merda nascosta a forza , pressata , esce fuori ” di botto “ come una valanga terrificante .
Il guaio e’ la gnocca diceva tempo fa Feltri nel suo giornalaccio di gossip politico – letto da chi ha ogni tanto voglia di ridere “facile” o da decerebrati incarogniti – e mai come allora era stato previggente : curate il malato e toglietelo di torno !

crazyhorse70
Mentre succede tutto cio’ , questo governo di inetti macellai del liberismo allo stato brado e mafioso finisce di polverizzare i diritti e le vite di milioni di cittadini fuori tutela , fuori cioe’ dal ristretto giro di contratti garantiti dal sindacato e dal complice centrosx di regime.
controinformazioneMigranti , oppositori antagonisti, lavoratori precari e cassaintegrati cominciano a passare dall’altra parte della linea di confine con la poverta’ , velocemente , in pochi mesi.
In molte aziende il periodo di cassa integrazione sta per scadere e sono in arrivo una valanga di licenziamenti dal prossimo settembre mentre l’OCSE rivede al ribasso le stime di crescita per l’italia nel 2009 col PIL giu’ del 5,3% .
La disoccupazione al 10 % ed il debito pubblico in aumento.
Sempre piu’ drammatico per il contesto della crisi il problema degli sfratti : ce ne sono 140.000 esecutivi e la morosita’ dal 2008 e’ aumentata del 25%.
E’ incredibile , inaccettabile e molto triste che B rischi di cascare per storie di sesso , di vizi privati e pubbliche virtu’ quando ci sarebbero decine di motivi politici ed economici per cui lo schifoso magnate dovrebbe andare a casa…
Gli sfollati d’Abruzzo forti gentili sono anche un po’ fessi.
Almeno fra quei pochi andati a votare molti infatti hanno premiato B per le promesse che aveva profuso in quantita’ ed ora dovrebbero essere solo loro quelli tenuti a sperimentare verso Natale come si vive nelle casette di compensato espanso che gli daranno.
Dovrebbero essere solo loro a ricevere non di piu’ delle due lire promesse per le case distrutte , soldi che gli arriveranno entro il 2032 , se andra’ bene qualche lotteria e gratta e vinci, si intende!
Altri cominciano a svegliarsi dal torpore delle illusioni e la situazione ormai ha contorni sempre piu’ chiari.
Comunque: niente restituzione ai comuni delle spese anticipate fino ad ora , niente cabina di regia unica con gli enti locali dentro, niente soldi alle case distrutte dei non residenti.
Nulla per il promesso sussidio mensile.
In ritardo le casette tipo costruzioni LEGO per gli abitanti del centro storico che non sara’ ripristinato.
Televisione di regime che fa apparire tutto in ordine e gli aquilani soddisfatti.
Tanti soldi e lavori velocissimi per la strada del G8 che porta alla caserma della finanza.
Lassu’, gli Illuminati ben ospitati e per loro operai che lavorano febbrilmente.
Giu’ in basso, la Gente. Che aspettera’ anni per rientrare nella propria casa , dentro la propria storia , la propria terra.
Senza mai che qualcuno rifletta sul fatto che, in assenza di Massa Umana, gli Illuminati esisterebbero solo per veder la propria immagine riflessa dentro uno specchio.
Nelle tendopoli c’e’ emergenza anziani che sono la maggioranza: un cronicario a cielo aperto
Elicotteri ed esercito blindano ancora tutto come fosse l’Iraq
Ma i soldi per la ricostruzione saranno dilazionati in 20 anni e comunque dovranno essere anticipati dai cittadini i quali verranno rimborsati sulle fatturazioni mentre aziende ed istituti religiosi saranno indennizzati in modo privilegiato.
femminista1Finanziati a vent’anni col gratta e vinci c’e’ da morire di attesa mentre una parte del Decreto in questione, propone ed approva veramente la creazione di nuove lotterie atte a raggranellare circa 500 milioni di euro da mettere nel novero degli stanziamenti per la ricostruzione. Un bel gioco delle tre carte.
Poco rassicura il fatto che si sia deciso – una volta in piu’ – di attingere circa due miliardi di euro dai FAS – Fondi per le Aree Sottosviluppate – quel “salvadanaio” che sarebbe dedicato da sempre allo sviluppo del Mezzogiorno, ma dal quale si attinge sempre come fosse quella che in alcune regioni del Sud d’Italia si chiama “Ammucciagghia”, cioe’, denaro sottratto alla gestione familiare quotidiana, ma messo da parte per i momenti di bisogno…
Le televisioni tacciono. I giornali parlano d’altro. I terremotati non hanno voce
Ma e’ un particolare che colpisce ed e’ cio’ che stanno facendo in un Abruzzo cavia di un modello di sviluppo deleterio ( riporto fedelmente il bello spunto di Nicoletta Forcheri da Stampa Libera , i Campi profughi in Abruzzo N. Forcheri ) e cioe’ un ” laboratorio per testare la palestinizzazione dell’Italia, per collaudare il (vecchio) concetto di “nuova frontiera” di un modello di sviluppo deleterio, che trasforma le persone, quelle considerate inutili, quelle che non collaborano ne’ con banche ne’ con multinazionali, ne’ con i loro eserciti di funzionari burocratici, legali, giornalistici, in nuovi indiani o in nuovi profughi .
..
POPPE RADIOATTIVE
“Le Poppe della Liberta’”
Marco Travaglio

Come dice Mavala’ Ghedini, “B ha grande rispetto per il mondo femminile”: infatti, in veste di “utilizzatore finale” della merce, “non ha bisogno di pagare 2000 euro per una ragazza…potrebbe averne grandi quantitativi, gratis”.
Notare la soavita’ dell’espressione “grandi quantitativi gratis”. Ponti aerei di gnocca.
A’ dotto’, c’avemo ‘n grande quantitativo de poppe gratis: che famo, scaricamo?
..
L’edizione online de La Vanguardia, autorevole quotidiano moderato di Barcellona, dedica al caso italiano un commento, “L’assoluzione attraverso le urne” a firma di Juan Maria Puertolas, paragonando B a Chavez e ai gemelli Kaczynski. Nel pezzo si sostiene che B e’ “l’esempio supremo” di come in certi paesi “sembra assumere diritto di cittadinanza il pericoloso imbroglio secondo cui il verdetto delle urne prevale su qualsiasi altro tipo di considerazione legale”. E “come Hugo Chavez in Venezuela o i fratelli Kaczynski in Polonia, l’emergere di queste figure grottesche si puo’ spiegare solo come reazione dell’elettorato a classi politiche nell’insieme inette o fallimentari”.

RIDIAMARO : – )
Il presidente ha detto che non vende piu’ Villa Certosa. Piuttosto fa come Empedocle. che si butto’ nell’Etna. Lui si buttera’ nel suo vulcanino personale.
Ha detto anche che tiene duro. Beh, dipendera’ dal Viagra.
Vi
..
Nel suo tour di ritocco a fianco del nipotino per migliorarsi l’immagine, una ignora gli urla: “Vergogna! Fategli le domande giuste sulle zoccole. E’ un puttaniere!”
..
Carmelo

Comunque Scilvio potrebbe essere contento, se presto uscisse dalla vita activa, perche’ una volta pensionato, potra’ incontrare tutte le piu’ belle escort che vuole e godere della sua rinnovata e gaia giovinezza, senza farci piu’ promesse da marinaio.E non fu lui a dire pubblicamente che non ama il mestiere di “Premier”? In questo suo “coming out” mi sembra incredibilmente credibile. Quindi diamoli una mano d’aiuto per uscire allo scoperto e diventare finalmente se’ stesso: bello, giovane e abbronzatissimo!

Lapidario e ineccepibile.
Da notare che la presidenza del parlamento europeo e’ in ballottaggio tra il candidato di B e quello di Kaczynski.
Jacopo della Quercia

Mark Kaps
Papi, non ti resta che i film a luci rosse
..

http://www.masadaweb.org

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