Nuovo Masada

giugno 20, 2009

MASADA n. 944. 20-6-2009. L’utilizzatore finale

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:57 pm

L’evoluzione della specie
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Da un articolo di Giuseppe D’Avanzo

Inoculare passioni e fobie attraverso format semplificati: “l’uomo del fare”, “i comunisti”. Ispirare finte idee: “Saremo tutti felici”. Fabbricare una scena di cartone: “I successi del governo che non lascia nessuno indietro”. Indurre decisioni e, naturalmente, una propensione al voto.
B aveva (e ha) il controllo pieno di un efficiente arsenale per affatturarsi il mondo e la realta’. Tv pubbliche e private; influenza diretta o indiretta su quotidiani e settimanali; dominio pieno dell’industria dell’intrattenimento che crea miti, stili di vita, desiderio, incantesimi. Indifferente a ogni self-restraint, B ha usato quel ferro semiotico senza parsimonia e con calcoli freddi. La’ dove c’era il “pieno” del potere (e la sua responsabilita’, i suoi doveri, anche la sua sofferenza) e’ nato un “vuoto” dove tutto – ogni magia, ogni promessa, ogni favola – poteva felicemente trovar posto per durare un solo giorno perche’ il “pubblico” e’ “educato” a dar fede soltanto a “credenze” che possono essere cancellate o sostituite il giorno successivo (“Tutti gli aquilani avranno le loro case in autunno”).

Le tecniche di questa nuova “civilizzazione”, che ha reso indifferente sulla scena politica e nel discorso pubblico la domanda “che cosa accade davvero?”, e’ stata manifesta nel corso del tempo. Il signore tecnocratico-populista scriveva l’agenda dell’attenzione pubblica. I media ubbidienti o gregari ne riproducevano l’eco. Discorsi precostituiti pronti all’uso ne assicuravano una “coda lunga”. Infine, maschere salmodianti (in assetto variabile, Gasparri, Quagliariello, Bocchino, Cicchitto, Bonaiuti) li recitavano come filastrocche all’ora del tiggì.
Bene, la diavoleria non funziona piu’. Da due mesi B e’ inchiodato su un’agenda che non ha scritto lui, che lo ha sorpreso e ancora lo stupisce. E’ costretto a inseguire una “realta’” (le feste di compleanno in periferia, le vacanze con le minorenni, l’ossessione per il sesso, le notti a pagamento) che non riesce a cancellare dalla pubblica attenzione. Piu’si rifiuta di rispondere a legittime domande e all’opinione pubblica per liberarsi delle ombre e delle contraddizioni che oscurano i suoi comportamenti privati, piu’ e’ chiaro che la questione e’ politica, e il capo di un governo non se ne puo’ sottrarre. I caudatari, nella corvee televisiva della sera, sono come intrappolati in un’alternativa del diavolo, in un gioco a perdere. La litania preconfezionata prevede di distruggere con parole arroventate la “realta’”, di ridurla a questione privata e dunque protetta allo sguardo di chicchessia. Ma quanto piu’ i corifei demoliscono tanto piu’ le loro parole provocano imbarazzo anche nella loro area di consenso e spargono la convinzione che, se il pres. tace, la ragione e’ nell’impossibilita’ di essere trasparente, di dire qualcosa senza correre il rischio di danneggiare se stesso.
Peggio accade quando la controffensiva si fa gaglioffa. Come d’abitudine l’informazione al servizio di B calpesta tutti coloro che sono in grado di dire una parola di verita’. Così la signora, ospite a pagamento del premier nel “letto grande” di Palazzo Grazioli, diventa nei resoconti una pazza, una squilibrata, per di piu’ puttana. Disegnata così la scena, crescono e non diminuiscono dubbi, domande, sconcerto. Ci si chiede quanto irresponsabile sia chi permette a un personaggio così avventuroso di entrare nella sua camera da letto, armato di videocamera e registratore.
Per liberare il Cavaliere dall’accusa di pagare prostitute, c’e’ poi chi (Feltri su Libero) si spinge a giurare sulla sua impotenza: che bisogno ha di pagare una donna se il sesso gli e’ impedito? Il polemista non si accorge che, per salvare il suo Cavaliere, gli infligge un’umiliazione. Come capita anche all’avvocato-consigliere che definisce il suo “principe” innocente e, se non innocente, soltanto “utilizzatore finale” di quel corpo-merce.
Il vivamaria ci racconta come la stregoneria politica e mediatica si e’ infranta. Chiunque ha potuto vedere, nelle immagini di Sky dal Consiglio europeo di Bruxelles, il nuovo B. Cupo, livoroso, spogliato del suo dinamismo estroverso. Il capo del governo freneticamente si inumidisce, sulle labbra, l’indice e il medio della mano destra. Sfoglia rapido la rassegna stampa. Con la sinistra regge il telefono e alza voce. E’ compulsivo. Nemmeno si accorge della telecamera. E’ a un consesso internazionale e deve occuparsi degli affari di bottega, da solo e direttamente, improvvisando, privo di una exit strategy. Non ha accanto consiglieri, spin doctor, staff. Il ministro che gli siede vicino, Frattini, finge di leggere e sembra imbarazzato da quel che sente. Sente che il premier deve rabbonire finanche l’avvocato finora bravo ad ingrassare soltanto le sue difficolta’, convinto com’e’ che l’affare sia penale e non politico.
Sono immagini che indicano l’isolamento del pres., la paralisi di chi – ripetendo come un mantra salvifico “spazzatura, spazzatura” – crede di poter esorcizzare le difficolta’ che lo affliggono e lo occupano in modo esclusivo a dispetto delle sue responsabilita’ di governo. I fotogrammi di Bruxelles possono essere la fine della magia cesaristica, possono essere la conclusione di un sogno bonapartista, evocato da Gianfranco Fini come “impotente e inefficace”, come nemico e minaccia di una democrazia “piu’ forte, piu’ rappresentativa, piu’ partecipata”. L’Italia Berlusconiana sembra abbandonare le tentazioni – da Secondo Impero – del plebiscito. Nessuno sentira’ l’assenza di Louis-Napoleon.
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Miss in Abruzzo
Doriana Goracci

Lo saprete anche voi, ne sono certa, che c’e’ stato un corteo a Montecitorio di attendati abruzzesi, con cartelli molto gustosi ma non so quali vi hanno fatto vedere in televisione (“B facci sognare, crepa”, “via Bertolaso,la ricostruzione agli abruzzesi”, “non atTENDEremo piu’”, “Aquilani espropriati, 2 volte terremotati”, “Berlusco’ non te fa revede’ all’Aquila”, “verba volant sisma manent”).
Lo saprete anche voi che Lui ormai sorvola come a Coppito dove arriva alla caserma planando da un elicottero, anticipato dalla contestazione da parte degli operai in mobilita’ della Transcom e dagli sfollati che avevano manifestato a Roma.
Ma poi una donna che racconta, la si trova sempre, spesso e’ Luigia dall’Abruzzo, per una rete di soccorso popolare, che scrive: “…La militarizzazione e’ sempre piu’ imponente, posti di blocco ovunque. Terreni prima coltivati a grano sono stati espropriati per ampliare l’aeroporto, per costruire una superstrada in funzione del G8, per costruire una trentina di case destinate ad alloggiare le delegazioni del G8 (per l’occasione B ha stipulato commesse con i migliori mobilieri italiani: “solo mobili di pregio per gli 8 grandi!”) Per questo maledetto G8 spenderanno piu’ di 400 milioni di euro. Per i terremotati invece niente, gli tolgono caffe’ e alcolici per evitare che si innervosiscano e li finiscono di intontire con le messe. Ma si sa, anche gli sfollati sono fatti di carne e l’occhio vuole la sua parte, cosi’ dopo i clown, gli spettacoli folkloristici e gli strizzacervelli hanno fatto un’altra bella pensata per “allietare” la loro prigionia: il concorso di bellezza “Miss tendopoli Abruzzo”.
Tutto vero ma forse questo non lo sapete: il concorso ci sara’ il 21 giugno, come riporta il Giornale:”Tra le file per il bagno e alla mensa e il caldo che fa bollire le tende nonostante i condizionatori, ci si iscrive alla gara, con l’entusiasmo delle cose nuove. «Una simpatica iniziativa – riprende Durastante -. E l’elezione della miss, con sfilata in passerella alla tendopoli di Pile, quella dove c’e’ “Globo”, e’ fissata per il 21 giugno». «E speriamo – e’ la conclusione – che presto potremo lasciare il posto ai parrucchieri del luogo. Ci auguriamo di ripassare loro il testimone nel piu’ breve tempo possibile»
C’e’ anche un’ altra Miss che scrive, e’ Miss Kappa ” Il terremoto, la protesta, la rabbia … L’imperatore ci ha semplicemente sorvolati in elicottero. Non lo abbiamo intercettato. Non e’ sceso fra la gente che voleva porgergli delle domande. Che voleva sapere dove fossero finite le sue promesse. In compenso, abbiamo dovuto subire il sarcasmo, gli sberleffi e anche gli insulti delle forze dell’ordine, rivolti col ghigno sulle labbra. “Poveri sciocchi, ma davvero pensate che passi di qui? Siete patetici”. Questo il succo, edulcorato, delle parole che ci siamo sentiti dire. Ecco lo stato delle cose. Ma non ci fermeremo. Siamo soli, siamo pochi per ora, che’ tanti hanno paura e sono sfiancati, ma andremo avanti. Li aspettiamo tutti al G8…”
Gia’, il G8: il 18 giugno, intorno alle 17, oltre cento rilevatori precari dell’Istituto di statistica hanno occupato gli uffici della presidenza. Attualmente, secondo quanto riferiscono i rappresentanti dei lavoratori, sarebbe in corso un intervento delle Forze dell’Ordine per sgomberare la presidenza dell’Istat.
C’e’ anche chi li aspetta mobilitandosi contro il summit dei Ministri degli esteri del G8Trieste tra il 25 e il 27 giugno.
Molte, moltissime donne sono nate prima e durante e dopo la colonizzazione, e l’hanno raccontata. Ho iniziato da un po’ ad ascoltarle, sono quelle brutte sporche e cattive e sopratutto invisibili, o meglio , poco gradevoli in Tv e ai concorsi, non vi partecipano, sia pure ad una giuria.
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Mariapia manda:
Mi colpisce e mi accompagna Betocchi quando dice…..”e a malapena respira” Eppure, senza acredine…….

Non ho piu’ che lo stento d’una vita

Non ho piu’ che lo stento di una vita
che sta passando, e perduto il suo fiore
mette spine e non foglie, e a malapena
respira. Eppure senza acredine.
C’e’ quell’amore nascosto, in me,
quanto piu’ miserevole pudico,
quel sentore di terra,che resiste,
come nei campi spogli: una ricchezza
creata, non mia, inestinguibile.
Nemmeno piu’ coltivabile, forse, ma vera
esistenza; cosi’ come pare sperduta
nel cosmo, con la sua gravita’, le sue leggi,
il suo magnetismo morente, che lo Spirito
non dimentica, anzi numera.
Non guardatemi, che son vecchio,
ma nel mio mutismo pietroso ascoltate come
gorgheggia, com’e’ fiero l’amore.

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L’impunita’ dell’utilizzatore finale
Viviana Vivarelli

L’avvocato Ghedini e’ proprio un figuro degno del suo cliente, il che vuol dire che sono entrambi ai livelli piu’ bassi di immagine e primeggiano talmente in spudoratezza da essere due facce da schiaffi o meglio da sputi, cosi’ che possiamo solo augurarci solo che questi arrivino presto a sommergerli in un’alluvione purificatrice. Ormai siamo molto oltre le monetine di Craxi,che era solo un ladro, siamo al pubblico ludibrio di un individuo che di vizi ne assomma troppi per meritarere la gestione della cosa pubblica e gettare il nostro paese in altri discrediti mondiali. Ma i due compari devono sparire insieme. Niente legalita’, niente onorabilita’, niente dignita’, niente rispettabilita’. Due bestie anti-Stato che ci vergogneremmo di annoverare tra le nostre conoscenze.
E costoro non intendono solo violare la legge sfuggendo poi vergognosamente ad ogni conseguenza di pena, il che e’ proprio delle menti criminali a cui sia dato il potere, ma pretendono addirittura di elevare le nefandezze a modello sociale, vantandole come un apogeo di comportamento stimabile o addirittura invidiabile.
Non e’ nemmeno piu’ solo un’assenza di coscienza e legalita’ che ormai grida a gran voce il grande marcio interiore, ma la pretesa putrescente e bieca di imporre l’incoerenza a dogma.
Solo ieri B faceva vanto di una inesistente moralita’, si faceva applaudire al famili day e presentava il ddl legge che puniva non solo la puttana ma anche il cliente. Oggi il bieco Ghedini se ne esce con un discorso talmente triviale da meritare la cacciata non solo dall’albo degli avvocati ma da quello del genere umano. Dunque, secondo Sua Immoralita’, B ha ogni diritto di usare Palazzo Grazioli e Villa Certosa indifferentemente come palazzi pubblici in cui invitare capi di stato e come bordelli privati dove invitare prostitute gia’ rodate o avviare alla prostituzione minorenni personalmente adescate per festini triviali, dunque il caro B non solo dispone di varie organizzazioni con prosseneti che si arricchiscono smisuratamente grazie alle forniture di carne fresca e di cocaina, ma sarebbe “NON PUNIBILE IN QUANTO, di tutto questo macchinario infernale, e’ l’UTILIZZATORE FINALE!”
C’e’ una tale smisurata offesa all’intelligenza umana in questa affermazione da lasciare di stucco. Allora nemmeno Riina sarebbe punibile dei reati o degli assassinii perpetrati grazie a killer e che gli hanno permesso di mettere insieme potere e patrimoni illeciti, in quanto della sua lunga serie di reati SAREBBE SOLO L’UTILIZZATORE FINALE! Ma Ghedini ha la faccia di dire che non ha fatto che usare una locuzione giuridica, di quale diritto vorremmo sapere, forse di quello di Satana.
Se la mente di questo Ghedini e’ cosi’ distorta da produrlo in tali contorsioni linguistiche e in tali insulti mentali, io esigo, in nome del rispetto al genere umano, in nome della dignita’ che ogni uomo possiede che l’avvocato Ghedini sia tolto dalla nostra vista e vada a prodursi in un altro paese, di scimmia ammaestrate o di pappagalli cretini, ma ben lontano da qui!

24 ore son 24 ore
Viviana Vivarelli

Io posso capire molte cose, posso capire che uno deleghi gran parte delle sue attivita’ ad equipe ferratissime di esperti in ogni disciplina e genere di attivita’, che sia personalmente un idiota ignorante di bassa cultura privo di coscienza a valori ma che sappia imparare a memoria qualunque discorso prefabbricato e recitare ogni parte, posso capire che ci sia chi gli scrive i discorsi, chi gli prepara le leggi, chi gli trapianta i capelli, chi lo massaggia, chi lo manda in orgasmo, chi lo riempie di coca, chi gli fa il belletto, chi gli prepara le risposte da studiare a memoria, posso capire che ci sia chi gli fa una iniezione ogni 2 ore di chissa’ quale intruglio di droghe ed eccitanti per tenerlo su, poi per tirarlo giu’, poi per rimetterlo su, e che sia pieno di rimedi strabilianti per conservarsi in uno stato di artificiale e meccanica giovinezza, come una specie di Frankestein moderno… ma una giornata ha 24 ore e sappiamo tutti quanto il Cavaliere sia pignolo quando organizza qualcosa e come si debba occupare maniacalmente di tutti i piu’ minuti particolari, dalle mani che non devono essere sudate a come si servono i tramezzini a come devono essere disposte le fioriere.. ora tornando alla giornata di 24 ore, e mettendoci le interviste tv, i viaggi di protocollo, i summit internazionali, l’avanti e indre’ da Palazzo Grazioli alle piscine sarde, il vulcano, i cactus,i 4 orgasmi al giorno, non voglio nemmeno citare la famiglia e i 5 figli, l’immenso impero che deve presiedere, i tremila processi, le fughe di capitali, la causa di divorzio, i book, le minorenni, i collier, i festini, i giornali.. ma dove lo trova il tempo di governare l’Italia costui?
Ma non possiamo averne uno piu’ regolare?
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Mariapia manda:

Vanja Strle
Perche’ esisto

Sai, io esisto per merito dell’amore.
questo amorea cui debbo l’esistenza
e’ costruito
come una piramide.
La sua base e’ larga
come lo spazio
tra i mondi
e il suo vertice
non ha fine.

Mi applico e costruisco questo amore
che e’ la mia unica opera.
Mi applico e costruisco
ed esisto – per merito dell’amore
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L’immagine che ogni uomo ha del mondo e’ e sempre rimane una costruzione della sua mente, e non si puo’ provare che abbia alcuna altra esistenza
Erwin Schrodinger- fisico – Nobel per la fisica 1933

Altan
C’e’ sempre una prima volta per fare cazzate
Pero’ non c’e’ mai l’ultima

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Giuseppe Ideni segnala

Alitalia, per i sindacati si rischia «una crisi irreversibile»
Sabelli parla, invece, di trend positivo

La Nuova Alitalia non decolla, lo dicono i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl alla dirigenza, che invece sembra soddisfatta dei risultati sin qui ottenuti
«L’Alitalia rischia di entrare in una crisi forse irreversibile, non solamente per la piu’ complessiva pesante crisi che sta interessando, a livello mondiale, l’intero settore del trasporto aereo». E’ quanto hanno affermato in una lettera ai vertici dell’Alitalia, i segretari generali di Filt-Cgil, Franco Nasso, Fit-Cisl, Claudio Claudiani, Uiltrasporti, Giuseppe Caronia e Ugl Trasporti, Roberto Panella. «Oltre a significative inadempienze negli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi e di ordine contrattuale, e’ pessima – proseguono i sindacalisti in una nota unitaria – la qualita’ delle relazioni industriali ascrivibile a dirette responsabilita’ di una gestione assolutamente verticistica e poco incline ad ogni confronto che non permette in alcun modo di affrontare utilmente le problematiche di una azienda che non riesce a decollare». La lettera e’ stata inviata all’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli e per conoscenza al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al presidente di Alitalia, Roberto Colaninno ed ai membri del consiglio di amministrazione.
Quello che era stato promesso nel piano industriale sembra essere molto lontano, e l’offerta della nuova compagnia non trova il favore della clientela. Inoltre, secondo i sindacati firmatari della lettera, l’azienda si sottrae al confronto. Rocco Sabelli, intanto, parla di trend positivo: «stiamo riducendo le perdite economiche, abbiamo superato la fase piu’ delicata e recuperato integralmente le nostre quote di mercato. Alitalia sta riducendo il livello delle perdite economiche mensili, mantenendo finora una traiettoria coerente con l’obiettivo di ritorno al pareggio nel 2011». Un’analisi, evidentemente, molto diversa da quella dei sindacati.
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Elezioni in Friuli
Sergio mi scrive

Ciao cara Viviana,
mi e’ venuta voglia di scriverti per mandarti un saluto e un abbraccio, ma anche per raccontarti cosa e’ successo politicamente nel mio piccolo Paese friulano di meno di 5.000 abitanti; te lo racconto perche’ qui qualcosa sta cambiando e in meglio a mio avviso, il perche’ bisogna ricercarlo nel fatto che l’ azione politica e’ partita dalla base e dai giovani che numerosi hanno fatto una campagna elettorale attiva e impegnata !!!
Il Sindaco uscente (ex margherita) con alle spalle 2 mandati, pur essendo un iscritto del PD che ricordo nel suo statuto nazionale prevede solo 2 mandati e cosi’ anche il ns. statuto comunale, ha voluto a tutti i costi forte della sua esperienza e appoggi vari, ripresentarsi per la terza volta costituendo una lista civica in contrapposizione a un’ altra con molti giovani sponsorizzata dal PD e non solo e apparentata con una seconda dal nome significativo “Sinistra per …….”; il risultato e’ che il Sindaco uscente che voleva trasformare il suo impegno politico in un “lavoro” redditizio e’ stato sonoramente battuto con un secco 32% contro il 68% del giovane (33 anni) Assessore uscente !
So che in alcuni altri piccoli comuni friulani e’ successa la stessa cosa, c’ e’ voglia di “ricambio” della classe “dirigente”; esempio nelle cosiddette roccaforti “rosse” friulane della Bassa dove il centro-sinistra ha presentato sempre le solite persone con i soliti programmi esso e’ stato battuto anche con uno scarto di soli 10 voti dal centro-destra, che grazie alla Lega ha intercettato i voti di tanti operai disgustati dalla “Casta” in generale ma anche dai notabili del centro-sinistra incapaci e ormai purtroppo inamovibili (vedi Fassino e moglie 5 e 6 legislature, per non parlare di D’ Alema e compagnia, etc.), non piu’ credibili a causa anche degli “inciuci” con B e & !!!
Ora per non alimentare ulteriormente il “fuoco” della tua ira, ti diro’ che in molte persone almeno qui’ da NOI c’ e’ la voglia di riscatto di riappropriarsi insomma dei propri spazi di VITA sana, dell’ ETICA e della vera POLIS !!!
Con questo messaggio e questa speranza in un futuro piu’ luminoso, ti invio un monte di BENE e di LUCE e un invito di CUORE a non lasciarti condizionare troppo dalla rabbia, dal disgusto e dall’ odio che ti porterebbero ad essere sempre piu’ simile a “loro” !!!
SDEI
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Dopo l’incontro con Domenico Gallo (magistrato consigliere di Cassazione, gia’ senatore) risulta che:

- I successivi sistemi elettorali di questi anni hanno modificato il sistema politico da democratico in oligarchico.
- Sono stati violati anche i principi della prima parte della Costituzione: un partito con maggioranza relativa grazie al forte premio premio in seggi, forma il governo, puo’ eleggere il Presidente della Repubblica, i giudici della Corte Costituzionale e puo’ modificare la Costituzione.
- Sono stati distrutti separazione e contrappeso dei poteri, garanzia essenziale di democrazia, resta solo un potere libero da vincoli e regole democratiche.
- Se il potere di governo diventa assoluto, siamo nella dittatura della maggioranza, e ancor piu’ di una maggioranza relativa trasformata in assoluta dal premio sproporzionato.
- Se il referendum riuscisse, la legge elettorale sarebbe peggiore della legge Acerbo, del 1923, che stabili’ il fascismo, la quale poneva almeno la soglia minima del 25% per avere il premio in seggi.
- Pia’ cresce l’oligarchia, piu’ aumenta il numero degli astenuti che non trovano rappresentanza e si trovano senza possibilita’ e prospettive di partecipazione politica
Il governo senza opposizione istituzionale alimenta l’opposizione sociale con ogni mezzo.
- Il terzo quesito di questo referendum (divieto candidatura in piu’ collegi) e’ uno specchietto per le allodole: non intacca minimamente il potere dei capi-partito di far elegge chi e’ scelto da loro.
A questo punto l’unica cosa giusta e’ non accettare nessuna delle tre schede per far fallire – nel modo previsto dalla legge – la sciagurata manovra.

Enrico Peyretti, Torino
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Da Barbara Poletti

una poesia per te

Momento

Gli uccelli alla finestra, le persiane
socchiuse: un’aria d’infanzia e d’estate
che mi consola. Veramente ho gli anni
che so di avere? O solo dieci? A cosa
mai mi ha servito l’esperienza? A vivere
pago a piccole cose onde vivevo
inquieto un tempo.

(Umberto Saba, da Quasi un racconto, 1951)

Il messia
Giorgia Vezzoli

Ogni uomo che nasce e’ un nuovo profeta

Io sono un essere umano,

mio principio e mia fine,
eroe della mia sofferenza,
traghettatore del mio viaggio
.

Sono un essere umano,
nemico e complice di me stesso
.

In me,
si radunano le cose del mondo
ed uno sguardo sul resto
.

Io sono un essere umano e non aspetto
poiche’ sono
il messia del mio tempo
:

mi compio
nella misura in cui mi credo possibile.

orlodelsenso.blogspot.com

L’utilizzatore finale
GIUSEPPE D’AVANZO

Una vita disordinata spinge sempre di piu’ e sempre piu’ in basso la leadership di Silvio B. In un tunnel da cui il premier non riesce a venir fuori con decoro. Nel caleidoscopio delle verita’ rovesciate le ugole obbedienti accennano al consueto e oggi inefficace gioco mimetico. Creano “in vitro” un nuovo “caso” nella speranza che possa oscurare la realta’. S’inventano cosi’ artificialmente un “affare D’Alema” per alzare il polverone che confonda la vista. Complice il telegiornale piu’ visto della Rai che, con la nuova direzione di un dipendente di B, ha sostituito alle pulsioni gregarie di sempre una funzione piu’ schiettamente servile.
Dicono i corifei e il Tg1: e’ stato lui, D’Alema, a parlare di possibili “scosse” in arrivo per il governo, come sapeva dell’inchiesta di Bari? Il ragionamento di D’Alema era con tutta evidenza soltanto politico. Chiunque peraltro avrebbe potuto cogliere lo stato di incertezza e vulnerabilita’ in cui e’ precipitata la leadership di B che vede diminuire la fiducia che lo circonda a petto del maggiore consenso che raccoglie non lui personalmente – come ci ha abituato da quindici anni a questa parte – ma l’offerta politica della destra.
Legittimo attendersi che quel nuovo equilibrio – inatteso fino a sette settimane fa, fino alla sua visita a Casoria – avrebbe prodotto ai vertici di quel campo un disordine, quindi un riassestamento. In una formula, sussulti, tensioni, una nuova stabilita’ che avrebbe ridimensionato il gusto del plebiscito, un cesarismo amorfo che, come e’ stato scritto qui, ha creduto di sostituire “lo Stato con un uomo, il governo con il comando, la politica con il potere assoluto e carismatico”.
Era questa idea di politica, questa fenomenologia del potere che, suggeriva D’Alema, ricevera’ presto delle “scosse” e gli esiti potrebbero essere drammatici.
Vediamo come questa storia trasmuta nella propaganda che manipola e distrae, ora che salta fuori come a Palazzo Grazioli, dove garrisce al vento il tricolore degli edifici di Stato, siano invitate per le cene e le feste di B donne a pagamento, prostitute. Le maschere salmodiano la solita litania: l’opposizione, e il suo leader, piu’ le immarcescibili toghe rosse di Magistratura democratica aggrediscono ancora il presidente del Consiglio. Ma e’ cosi’?
I fatti fluttuano soltanto se la memoria deperisce. Se si ha a mente che e’ stato il ministro Raffaele Fitto, per primo, a suggerire che B poteva essere coinvolto a Bari in un’inchiesta giudiziaria, si puo’ concludere che non D’Alema, ma il governo sapeva del pericolo che incombeva sul premier e oggi lo rovescia in arma contro l’opposizione e, quel che conta di piu’, in nebbia per abbuiare quel che tutti hanno dinanzi agli occhi: B e’ pericolosamente – per il Paese, per il governo, per le istituzioni, per i nostri alleati – vulnerabile. Le sue abitudini di vita e ossessioni personali (qual e’ il suo stato di salute?) lo espongono a pressioni e tensioni. A ricatti che il capo del governo e’ ormai palesemente incapace di prevedere e controllare, come ha fatto sempre in passato immaginando per se stesso un’eterna impunita’.
E’ soltanto malinconico il tentativo del presidente del Consiglio e degli obbedienti corifei di liquidare questo affare come “spazzatura”, come violazione della privacy presidenziale. Se il presidente riceve prostitute nelle sue residenze private diventate sedi del governo (e’ cosi’ per Villa Certosa e Palazzo Grazioli), la faccenda e’ pubblica, il “caso” e’ politico. Non lo si puo’ piu’ nascondere sotto il tappeto come fosse trascurabile polvere fino a quando ci sara’ un giornalismo in grado di informare con decenza il Paese. Di raccontare che la vulnerabilita’ di B e’ ormai una questione che interpella la credibilita’ delle istituzioni e minaccia la sicurezza nazionale.
Quante sono le ragazze che possono umiliare pubblicamente il capo del governo? Dove finiscono o dove possono finire le informazioni – e magari le registrazioni e le immagini – in loro possesso?
Da sette settimane (e a tre dal G8) non accade altro che un lento e progressivo disvelamento della vita disordinata del premier e della sua fragilita’ privata che si fa debolezza e indegnita’ della sfera pubblica. La festa di Casoria; le rivelazioni degli incontri con Noemi allora minorenne che lo costringono a mentire in tv; i book fotografici che gli vengono consegnati per scegliere i “volti angelici”; la cerchia di prosseneti che gli riempie palazzi e ville di donne a pagamento; migliaia di foto che lo ritraggono, solo, circondato da decine di ragazze di volta in volta diverse; i ricordi imbarazzati e imbarazzanti di capi di Stato che gli hanno fatto visita.
E ora, svelata dal Corriere della Sera, anche la confessione di una donna che e’ stata pagata per una cena e per una notte con in piu’ la promessa di una candidatura alle Europee e poi in consiglio comunale. La storia puo’ essere liquidata, come fa l’avvocato Ghedini, dicendo B comunque non colpevole e in ogni caso soltanto “utilizzatore finale” come se una donna fosse sempre e soltanto un corpo e mai una persona?
Che cosa deve ancora accadere perche’ la politica, a cominciare da chi ha sempre sostenuto la leadership di B, prenda atto che il capo del governo e’ vittima soltanto di se stesso? Che il suo silenzio non potra’ durare in eterno? Che presto il capo del governo, trasformatosi in una sola notte da cigno in anatra zoppa, non e’ piu’ la soluzione della crisi italiana, ma un problema in piu’ per il Paese. Forse, il dilemma piu’ grave e piu’ drammatico se non si riuscira’ a evitare che la crisi personale di una leadership divenga la tragedia di una nazione.

Prostitute o …puttane?
Salvatore Fassari

Da studente, con degli amici, quando non avevamo niente da fare, andavamo al centro di Catania, ove le “case chiuse” erano aperte e venivano tollerate per il solo fatto che erano discrete e concentrate solo in una zona: La Via delle Finanze… una casbah. Era una strada vecchia, le case erano anche dell’800, ridotte come tuguri e topaie e vi era un’ allegria combinata ad un frastuono creato dalle donne succintamente vestite ma sempre nei limiti e mai come oggi appaiono in TV molte ragazze con tette ed altro alla merce’ di tutti con grande appagamento di ominicchi, mezzi uomini, sfigati e maniaci. C’erano anche i suonatori ambulanti che dopo l’ esibizione domandavano qualche “spicciolo”, i venditori di sigarette di contrabbando e si giocava anche a carte: il famoso “tre oro tre oro”, oggi molto diffuso nella politica, in borsa e nelle banche. Praticamente non si vinceva mai. L’unico a vincere era il figlio di puttana e i suoi compari. Noi catanesi sapevamo dell’imbroglio ma molti dell’entroterra ci cadevano come allocchi. Oggi, anche a noi siciliani, vogliono insegnarci il gioco. Ma! Era un divertimento e noi non dicevamo mai andiamo a puttane o andiamo a prostitue ma andiamo in Via delle Finanze. Forse era un rispetto per quelle donne che facevano quel mestiere, spesse volte costrette dai loro papponi o forse perche’, in fondo, non volevamo ritenerci loro clienti. Noi in ogni caso le chiamavamo buttane, con la “b” e non puttane perche’ il vocabolo, malgrado possa apparire uguale, il significato e’ diverso. Infatti le puttane sono quelle donne che adulterano in cambio di niente o solo per il piacere di tradire il marito, a volte dette anche troie o meretrici. Oggi non puoi andare piu’ nei casini e visto che la prostituzione e’ stata vietata non ci resta che sintonizzarci in TV e ne vediamo di tutte le forme e di tutte le razze. Certo in qualche villa si possono invitare, nessuno lo vieta e difatti, sto pensando di organizzare una festa nel mio residence in Sicilia. Non invitero’ solo puttane ma anche prostitute, cantanti e perchenno’ muniti di “fumo” e de coca, dicono che aiuta la virilita’ e il mondo si vede diverso…beati loro…Un mondo positivo ove la crisi non esiste, ove ti dimentichi dei problemi degli invalidi anche se gli fanno lo sfratto (e’ di oggi una notizia che non riporto per don deprimere nessuno). Ti dimentichi di tutti i derelitti, i disoccupati, i cassintegrati, i pensionati, le carceri che stanno scoppiando.Ti dimentichi delle persone che si rimandono da Gheddafi o di quei bambini che nel mondo muoiono di fame. E se c’e’ la TV metto un disco di film porno, per non rischiare che gli ospiti ascoltino le puttanate di Santoro o vedere quelle facce serie di comunisti di merda, sempre ad attaccare i ricchi, come se tutto dipendesse dal mio denaro. …Ti dimetichi tutto, anche se sei un figlio di puttana o di Buttana…dimentichi tutto…! Ma il giorno dopo sarai recintato solo da puttante e allora ti sentirai un porco schifoso maiale e nessuna di loro ti aiutera’ ad essere uomo, nessuno!

www.sconfini.eu/Approfondimenti/lezione-di-giornalismo-telegiornali-italiani-bocciati-nel-riportare-il-caso-patrizia-daddario.html

Lezione di giornalismo: le 5W. I Tg italiani nascondono lo scandalo D’Addario
Giuseppe Morea

Questo intervento e’ un piccola e umilissima lezione di base di giornalismo, che dovrebbe essere compresa da tutti i nostri lettori. Senza addentrarci in concetti complessi come il valore-notizia, l’apertura, la retorica tipica di ogni settore del giornalismo e le mille sfaccettature che differenziano un buon cronista da un ottimo giornalista, vogliamo fare semplicemente riferimento alla famosa “regola delle 5W”.
Dall’inglese, le 5W stanno per: Who, When, What, Where, Why. Ovvero, in italiano: Chi, Quando, Cosa, Dove, Perche’. Se un articolo risponde (magari nella parte iniziale) a tutte queste domande allora e’ stato un redatto un buon servizio.
Chiaro? Bene, a scardinare e umiliare questa regola valida in tutto il mondo ci pensa il giornalismo italiano, in particolare televisivo, che ormai ha raggiunto un livello davvero infimo nel modo di esporre gli eventi, i fatti e i temi dell’agenda del giorno.
Come ben sappiamo, i direttori dei Telegiornali sono tutti (escluso il Tg3) manovalanza informativa al soldo di Silvio B. Ma fin qui nulla di strano: e’ il semplicissimo conflitto di interessi che rende l’Italia un paese semi-libero dal punto di vista dell’informazione.
Ieri, come abbiamo riportato, e’ scoppiato lo scandalo (piu’ etico-morale, che politico-giudiziario almeno al momento) legato all’intervista di Patrizia D’Addario, la ragazza che ha dichiarato di essere stata piu’ volte invitata a pagamento a casa del premier B (“utilizzatore finale” secondo l’avvocato Ghedini di un’eventuale induzione della prostituzione al vaglio della magistratura, e quindi non perseguibile penalmente). La notizia e’ una bomba al punto che i telegiornali avrebbero dovuto occuparsene per almeno meta’ del tempo disponibile sviscerando tutti gli aspetti della vicenda. In tutti i paesi occidentali il premier (come accadde per Cosimo Mele, l’onorevole Udc beccato qualche tempo fa a sniffare in camera d’albergo con due “ragazze a pagamento”) si sarebbe dimesso all’istante. Ma qui siamo in Italia e quindi non fa nulla, si puo’ far passare tutto…
Quello che non deve passare e’ invece il modo grottesco di descrivere la notizia da parte dei principali Tg. In questo ottimo video, che giustamente esclude per palese servilismo Tg4 e Studio Aperto, notiamo che questi giornalisti (che vengono pagati dai cittadini con le pubblicita’ e/o con il canone Rai) di servizi sono abituati a farne ben altri.
La regola delle 5W e’ completamente dimenticata: nel riportare la notizia, manca Chi ha provocato tutto questo tam tam, Perche’ l’ha fatto, Quando cio’ e’ accaduto e in che circostanze ma, soprattutto, Cosa riportano i fatti. In qualche caso si sa Dove si sono consumati gli eventi (tra Bari, la Sardegna e Roma) ma questo e’ evidentemente il lato meno piccante delle vicende.
In apertura di servizio del Tg1, senza che sia stata data la notizia, la giornalista riporta il duro commento del premier alla solita spazzatura pubblicata dai giornali. Impossibile per il telespettatore capire perche’ tanta rabbia verso i giornali. Neppure Nostradamus potrebbe capire perche’ il centro destra insorge compatto alla notizia che non c’e’, che non viene spiegata. Fantastico il Tg1 di Minzolini, che sottende l’intero servizio a una tesi mirabolante: e’ colpa di D’Alema, che manipola la magistratura. Da lacrimare dalle risate.
Ma in fondo anche l’attivita’ di nascondere una notizia (di cui anche Tg5 e Tg2 sono maestri) e’ giornalismo. O no?
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Il disagio dell’Iran
Paolo De Gregorio

Pur non sapendo nulla direttamente dal territorio, e quindi ordinariamente disinformato da Tv e giornali, ho pero’ la sensazione che in Iran non si giochi una partita orchestrata da USA e Israele, come nelle “rivoluzioni arancioni” dell’Est europeo, ma si tratti di un disagio profondo verso il radicalismo religioso di Ahmanedinejad, che mette a rischio la vita degli iraniani promettendo la distruzione di Israele, senza nemmeno possedere ami capaci di difendere il territorio iraniano da incursioni aeree sioniste.
In linea di principio e’ legittimo aspirare a possedere l’arma atomica, visto che Israele, con la complicita’ dell’Occidente, ne ha un arsenale, e visto che le potenze nucleari vogliono rimanere un club esclusivo e mantenere cosi’ in eterno la loro egemonia e minaccia verso chiunque alzi un dito verso di loro.
Ma oltre una legittima strategia esiste anche la tattica, e non e’ possibile formulare una ipotesi nucleare se non si e’ in grado di difendere il proprio territorio da incursioni aeree con una tecnologia difensiva (missili antiaereo) che dovrebbe avere il massimo dei finanziamenti e dei cervelli a disposizione.
50 anni di guerre in Medio Oriente hanno dimostrato che la superiorita’ aerea israeliana e’ totale e ha fatto di queste guerre delle passeggiate, fino agli ultimi feroci e sadici bombardamenti su Gaza.
Se l’ONU fosse un organismo democratico e non bloccato dal diritto di veto delle potenze nucleari, dovrebbe imporre un disarmo atomico globale e cosi’ avere credito per impedire ogni proliferazione.
E’ questa la battaglia da fare, il disarmo, e solo cosi’ puoi chiedere con legittimita’ a tutti di non costruire armi atomiche, ma possedere senza limiti solo armi di difesa.
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Giuseppe Ideni segnala

Nelle registrazioni audio che la D’Addario ha eseguito a Palazzo Grazioli sono raccontati gli incontri col premier. Si distingue la voce del premier
Quell’invito del premier a Patrizia : “Vai ad aspettarmi nel letto grande”
La mattina dopo, lui la chiama. Lei ha la voce rauca: “Strano, questa notte non ho sentito strilli”

di CARLO BONINI

Cosa documentano le registrazioni audio che Patrizia D’Addario ha clandestinamente inciso nell’autunno dello scorso anno a Palazzo Grazioli e quindi consegnato alla Procura di Bari a sostegno dell’attendibilita’ del racconto delle sue due visite?
La magistratura, mercoledi’ scorso, le ha secretate, apponendo i sigilli agli originali dei nastri su cui sono incise, e ha disposto che non ne venissero effettuate le trascrizioni. Negli ultimi otto mesi, quelle registrazioni sono state libere da vincoli, perche’ nella piena ed esclusiva disponibilita’ della donna.
Ora, tre fonti diverse e indipendenti che hanno avuto nel tempo accesso diretto all’ascolto delle registrazioni, o, quantomeno, ad alcuni dei loro passaggi salienti, riferiscono a Repubblica parte del contenuto. Con indicazioni coincidenti. A cominciare dalla cattiva qualita’ del sonoro, disturbato da fruscii di fondo.
Eccone dunque il dettaglio.
Ottobre 2008. Patrizia D’Addario e’ per la prima volta a Palazzo Grazioli. La si ascolta mentre si presenta con un nome di battesimo che non e’ il suo (“Alessia”, come raccontera’ al Corriere della Sera il 17 giugno scorso) al presidente del Consiglio, la cui voce, a sua volta, si riconosce benche’ sovrapposta ad una musica di fondo che accompagna la conversazione. La D’Addario dice di essere la titolare di un’agenzia immobiliare. Aggiunge che non e’ facile per una donna single mandare avanti un’attivita’ di quel genere. Si sente quindi ancora la voce del presidente del Consiglio impegnato a mostrare quelli che si intuisce siano dei quadri.
4 Novembre 2008. Patrizia D’Addario e’ per la seconda volta a Palazzo Grazioli. Non e’ un giorno qualunque. Mentre in Italia si fa notte, negli Stati Uniti mancano poche ore allo spoglio che dichiarera’ presidente eletto Barack Obama.
Si distingue la voce del presidente del Consiglio che si rivolge a Patrizia spiegandole che si assentera’ per fare una doccia e mettere un accappatoio. Il presidente invita la donna ad aspettarlo nel “letto grande”. Patrizia risponde affermativamente – “Si’ nel letto grande” – aggiungendo un dettaglio che si riferisce al letto e non risulta comprensibile all’ascolto.
Una successiva sequenza registra un qualche trambusto con voci di estranei che avvertono il presidente dell’elezione di Obama e lo sollecitano ai suoi impegni istituzionali. Patrizia – riferiscono due fonti diverse – spieghera’ che il personale di Palazzo Grazioli ha urgenza di ricordare al presidente che e’ atteso da un appuntamento esterno. Una circostanza, questa, che per altro trova conferma in un dato obiettivo. In quelle ore, Silvio B e’ atteso allo spazio Etoile a Roma dove la Fondazione Italia-Usa ha organizzato una serata ufficiale (ripresa in diretta da Skytg24) per la notte elettorale americana. Un evento cui partecipano almeno 500 ospiti, tra cui un centinaio di parlamentari, e onorata da un messaggio video dell’allora ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli e a cui il Presidente del Consiglio (la cui presenza era stata annunciata da almeno due settimane) non arrivera’ mai.
5 novembre 2008. Patrizia D’Addario registra una chiamata telefonica in entrata. Si riconosce la voce del presidente del Consiglio che le chiede “come va”. La donna risponde di essere “un po’ rauca”. Il presidente, di rimando, si dice ironicamente sorpreso perche’ la notte precedente non ha sentito “strilli”.
Quello stesso giorno, c’e’ una seconda telefonata registrata. L’interlocutore di Patrizia e’ Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore che le ha negato il compenso pieno (2000 euro) pattuito per la prima volta a Palazzo Grazioli (“Perche’ non ero rimasta”, spiega lei nella sua intervista al “Corriere della Sera”). La D’Addario e’ arrabbiata. Dice di aver ricevuto soltanto “una tartarughina” per la notte e chiede conto dei 2000 euro.
Alle registrazioni si accompagnano, come detto, anche delle fotografie, scattate dalla D’Addario con il suo telefonino all’interno di Palazzo Grazioli. Di queste, “Repubblica” ha avuto conferma solo di un dettaglio, per altro anticipato dal Corriere della Sera, due giorni fa. Vale a dire, un’immagine che ritrae la foto incorniciata di Veronica Lario. Le altre istantanee – per quanto e’ dato sapere al momento – ritraggono altrettanti dettagli delle stanze della residenza privata del presidente del Consiglio.
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Da vita da streghe
vitadastreghe.blogspot.com/

Francesca ci segnala questo bellissimo contributo per la rubrica “Storie di donne“:

“Imparo’ a leggere leggendo i numero. Giocare con i numeri era cio’ che piu’ la divertiva e di notte sognava Archimede.
Il padre proibiva: «Non sono cose da donne», diceva.
Quando la rivoluzione francese fondo’ il Politecnico, Sophie Germain aveva diciotto anni. Volle entrare. Le chiusero le porte in faccia: «Non sono cose da donne», dissero.
Per conto suo, da sola, studio’, ricerco’, invento’.
Mandava i suoi lavori, per posta, al professor Lagrange. Sophie si firmava Monsieur Antoine-August Le Blanc, e cosi’ evitava che l’illustre maestro rispondesse: «Non sono cose da donne».
Si scrivevano da dieci anni, da matematico a matematico, quando il professore seppe che lui era lei.
D’allora in poi, Sophie fu l’unica donna accettata nell’Olimpo maschile della scienza europea: nelle matematiche, approfondendo teoremi, e poi nella fisica, dove rivoluziono’ lo studio delle superfici elastiche.
Un secolo dopo, i suoi contributi concorsero a rendere possibile, fra l’altro, la Tour Eiffel.
La torre porta incisi i nomi di vari scienziati.
Sophie non c’e’.
Sul suo certificato di morte, del 1831, figuro’ come benestante, non come scienziata: «Non sono cose da donne», disse il funzionario.”

DA:
Eduardo Galeano – Specchi. Una storia quasi universale

RIDIAMARO : -)

JACQUES CHIRAC: “A CASA DI B FRA STORIE DI BIDET E FOTO DI DONNE NUDE”
“Caro Jacques, vedi questo bidet? Tu neanche immagini quante paia di chiappe ha ospitato!”.Questo e altri virgolettati sono presenti da ieri sul quotidiano francese L’Express e, come gran parte delle news “scandalo-politiche” degli ultimi mesi, riguardano il nostro premier.
Si tratterebbe, di preciso, di uno scambio di battute tra B e Chirac avvenuto in alcune delle ville del Cavaliere. L’ex presidente della Repubblica francese (in carica dal 17 maggio 1995 al 16 maggio 2007), in visita presso una delle residenze di B (e senza la propria first-lady, precisa L’Express), avrebbe infatti recentemente confidato a un “visiteur” i suoi “souvenirs” relativi “al nostro chiacchieratissimo”.
Oltre alla “perla” sul bidet citata in apertura, pare che Chirac sia stato impressionato da un’altra circostanza avvenuta durante un’altra visita in Italia. B, ormai sempre piu’ spesso etichettato dai francesi “Casanova rital” (Casanova non abbisogna di traduzione…rital e’ un dispregiativo, una distorsione del termine “italiano”), sembra sia stato interrogato da Chirac riguardo ad alcuni giornali ose’ sparsi per le stanze: “Silvio, ma perche’ lasci in giro queste riviste?”. “Jacques – pare abbia risposto il nostro premier sfogliandone una a caso dal mucchio – questa ce l’ho, questa pure, questa anche…”.
Per ora si tratta “solo” di un trafiletto pubblicato ieri sul noto quotidiano transalpino. Se tali dichiarazioni (che, sia chiaro, in questo caso non rivelerebbero alcun reato) dovessero trovare ulteriori conferme, si andrebbero ad aggiungere a quelle dei vari Gino, Noemi, Veronica e Patrizia. E Jacques non e’ un nome qualsiasi, non e’ una soubrette, non e’ una first lady, non e’ una hostess-candidata e non e’ un operario napoletano ventenne. Quanto durera’ la “Silvio-soap”? Per quanto tempo ancora Ghedini riuscira’ a respingere le accuse che piovono sulla testa del suo cliente, capo di partito e Presidente del Consiglio e a mantenerne in piedi la sempre piu’ precaria credibilita’ internazionale? Staremo a vedere.
http://gossip.excite.it/news/21624/Chirac-B-e-il-suo-bidet
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Roby
Oltre LA STUPIDITA’ UMANA: SACCONI, SULLA DISOCCUPAZIONE: TEMEVAMO DI PIU’
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Vi

Comunque il massimo del suicidio mentale e’ Calderoli che fa una legge elettorale porcata per fregare gli italiani e B, prima gliel’appoggia per massimare i suoi poteri, e poi si mette d’accordo con quel mantenuto di Segni per sabotarla in modo da fare le scarpe anche alla Lega.La Lega si e’ giocata la nostra sovranita’ popolare e quel furbone di B ora si gioca anche l’alleanza con la Lega ed e’ pronto a darle un bel calcione nel didietro. Insomma.. chi di porcata ferisce di porcata perisce. Spero solo che i leghisti si sveglino dalle loro allucinazioni sul celodurismo e la xenofobia e si rendano conto di che razza di compare si sono presi. Nelle lotte per bande, non e’ mai esistito che ne sopravvivessero due ma sempre uno solo con la distruzione di tutte le altre. Idioti!
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Zanna manda

Presentiamo in versione scaricabile una piccola guida illustrata per avventurarsi nei meandri della citta’ di Verona.
E’ un simpatico omaggio della quinta edizione di Brutti Caratteri rassegna di editoria e culture indipendenti.
Se, per puro caso, vi venisse in mente di fare cose contro natura, come mangiare un kebab vicino ad un monumento o suonare un qualsiasi strumento musicale in centro dopo le dieci di sera, questa piccola guida potra’ tornarvi utile per evitare di fare una figuraccia con la municipale o con i simpatici assistenti civici meglio definiti come ronde.
Quindi, scaricatela, tenetela sempre con voi e leggetela distesi su una panchina.

/*hardecoro. piccola guida all’osceno locale.*

/le migliori ordinanze del comune di Verona/

Leggere una dopo l’altra le ordinanze e i divieti dell’amministrazione – Tosi fa paura. Le parole hanno il ritmo incalzante di un’ossessione. L’ossessione del decoro, del fare pulizia che ha una lunga tradizione a Verona. E’ la pulizia di Abel e Furlan o di chi ammazzo’ a bastonate il Crea che dormiva nel cortile del Tribunale, fino ad arrivare alle squadracce di ragazzi annoiati del sabato sera e all’omicidio di Nicola Tommasoli. Le ordinanze perseguono quello stesso obiettivo su un piano piu’ rassicurante e quotidiano: non ammazzano ma rendono la vita impossibile. Molte sono talmente assurde da essere inapplicabili, ma non importa. L’importante e’ che veicolino un messaggio, che agiscano nella testa delle persone indicando i “nemici”, sostanziando nei piccoli divieti quotidiani quella percezione allucinatoria del pericolo che va continuamente alimentata. Abituandoci a considerare come disprezzabili e condannabili comportamenti del tutto normali. Non a caso in questi ultimi anni le politiche di repressione e discriminazione si sono servite sempre piu’ spesso dei regolamenti e delle ordinanze che — affermando di rispondere solo a esigenze pratiche, a piccoli problemi di convivenza — si sottraggono al rispetto dei diritti delle persone. Sono lo strumento ideale per mettere in atto quel capillare e pervasivo sistema di controllo della nuda vita che ha sostituito le tradizionali pratiche repressive. E le vite piu’ esposte al controllo sono quelle dei migranti o dei poveri o dei meno disponibili a farsi assorbire dalla logica totalizzante del consumo e dal prosciugamento della dimensione sociale dell’esistenza; sono le vite di tutti quelli che, per necessita’ o per scelta, ancora abitano gli spazi delle citta’, le strade e i parchi, si siedono su una panchina, girano a piedi, mangiano un panino.
Si vive meglio nelle citta’ strette dai lacci dei divieti? No, perche’ sono altre le cose che fanno la differenza: il verde, l’aria pulita, le case per chi ne ha bisogno, i servizi, gli spazi sociali. A queste esigenze non si da’ risposta. Ma le ordinanze ricoprono il ruolo proprio
di un grande illusionista: ti fanno vedere quello che non c’e’ e nascondono la realta’, con tutti i suoi problemi. Chiusi in un recinto sempre piu’ piccolo, impauriti e tristi, siamo pronti a sparare oggi ai piccioni, domani, chissa’, a chiunque ci terrorizzi, cioe’ l’altro differente da noi.

scarica hardecoro da:
veronainforme.noblogs.org/post/2009/06/16/hardecoro-le-migliori-ordinanze-del-comune-di-verona
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L’Orrido va in onda al tg1
Peggio di Fede, il che e’ tutto dire

Alfonso Balducci

Cinque minuti e 20 secondo dall’inizio del TG1 delle 13,30 di oggi (19 giugno), va in onda la farsa. Il conduttore introduce: “Nuovo sfogo del premier contro i giornali. Riferendosi ad articoli pubblicati sulla stampa, circa le indiscrezioni dell’inchiesta di Bari, B prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Europeo a Bruxelles ha smentito alcune frasi attribuite a lui dai quotidiani. Ripresa poi da una telecamera di Sky una telefonata fra il premier e il suo legale Ghedini”.
Poi viene mostrato il video scoop. Si vorrebbe far credere che B, a sua insaputa, sia stato ripreso casualmente da un cameraman (un capolavoro le inquadrature, da vedere) mentre telefona a Ghedini lamentandosi di quei “disgraziati” (testuali parole) di giornalisti che avrebbero attribuito a lui frasi mai dette.
Il meccanismo e’ molto raffinato: la presunta casualita’ dell’intercettazione ambientale (di questo si tratta!) di B avvalorerebbe l’assoluta buona fede delle parole che sta riferendo al suo avvocato. Ecco come si costruisce ad arte una prova di innocenza.
Ovviamente il premier si guardera’ bene dal chiedere il sequestro della ripresa di Sky. Ovviamente in questo caso non e’ stata violata la sua privacy. Macche’!
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Mariapia manda: Occhio ai nostri pargoli!


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http://www.masadaweb.org

6 commenti »

  1. Hai perfettamente ragione almeno questo lo può concedere ai cittadini !!!
    Savi

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2009 @ 4:00 pm | Replica

  2. Chi si occupa di molte cose è difficile, se non impossibile, che le svolga tutte con decente approssimazione. Poiché Egli eccelle nello “spettacolo” … Sta al popolo scegliere persona adatta al ruolo che non si addice al Re Travicello: ”

    Il Re Travicello Giuseppe Giusti 1841

    Al Re Travicello piovuto ai ranocchi, mi levo il cappello e piego i ginocchi;
    lo predico anch’io cascato da Dio: oh comodo, oh bello un Re Travicello!
    Calò nel suo regno con molto fracasso; le teste di legno fan sempre del chiasso:
    ma subito tacque, e al sommo dell’acque rimase un corbello il Re Travicello.
    Da tutto il pantano veduto quel coso, «È questo il Sovrano così rumoroso?»
    (s’udì gracidare). «Per farsi fischiare fa tanto bordello un Re Travicello?
    Un tronco piallato avrà la corona? O Giove ha sbagliato, oppur ci minchiona:
    sia dato lo sfratto al Re mentecatto, si mandi in appello il Re Travicello».
    Tacete, tacete; lasciate il reame, o bestie che siete, a un Re di legname.
    Non tira a pelare, vi lascia cantare, non apre macello un Re Travicello.
    Là là per la reggia dal vento portato, tentenna, galleggia, e mai dello Stato
    non pesca nel fondo: che scienza di mondo! che Re di cervello è un Re Travicello!
    Se a caso s’adopra d’intingere il capo, vedete? di sopra lo porta daccapo
    la sua leggerezza. Chiamatelo Altezza, ché torna a capello a un Re Travicello.
    Volete il serpente che il sonno vi scuota? Dormite contente costì nella mota,
    o bestie impotenti: per chi non ha denti, è fatto a pennello un Re Travicello!
    Un popolo pieno di tante fortune, può farne di meno del senso comune.
    Che popolo ammodo, che Principe sodo, che santo modello un Re Travicello! ”

    e=mc2

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2009 @ 4:01 pm | Replica

  3. Ho iniziato benino la mia giornata di 24 ore perchè il papi (polpo) si sta cucinando nella sua stessa acqua. Leggi su Repubblica on-line la seconda intervista uscita di una delle ragazze escort.

    E’ quasi a cottura ultimata!

    Pasquino

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2009 @ 4:01 pm | Replica

  4. E’ visibilmente alla frutta e ancora ne celebrate l’onnipotenza ….

    Se vi legge si rincuora ….

    K.

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2009 @ 4:02 pm | Replica

  5. E pensare che questi erano Persone dove sostenevano Famili Day con il consenso della Chiesa!!! Roba da matti.
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2009 @ 4:02 pm | Replica

  6. CREDO ANCHE IO CHE SIA COTTO, NONOSTANTE I SUOI EPIGONI LO DIFENDANO E SI RENDANO LORO STESSI RIDICOLI,
    MA VENDERA’ CARA LA PARRUCCA,VEDRETE DI COSA SARA’ CAPACE,E’ AL GOVERNO DA ANNI E DOPO UN G8 TRUCULENTO COME QUELLO DI GENOVA………. SPERO DI SBAGLIARMI. SERGIO

    Commento di SERGIO — giugno 22, 2009 @ 3:16 pm | Replica


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