Nuovo Masada

giugno 17, 2009

MASADA n° 942. 17-6-2009. Italiamara

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:00 pm

La censura di B colpisce internet- I misfatti di Impregilo – Il silenzio del Parlamento- Morales e i diritti di Madre Terra- Don Aldo da l’Aquila

La poetessa iraniana Sashinka manda a Masada:

IRAN

China la testa,
il busto al suolo,
schiavo, martire di professione.

Terra che di sotto brucia,
ma implode e rimane immobile
come la sua musica.

Qualcuno non ha dimenticato
le migliaia e migliaia di tombe anonime
e i naufragi fuori dal mare
.

Madri, mogli e sorelle
che vivono per concessione,
uomini che del maschilismo
hanno fatto una vocazione
.

I terremoti tremano sia
nel profondo che in superficie,
popolo triste e splendido:
sulla tua schiena un’eterna cicatrice
.

Rivoluzione e’ solo un termine
pagato dalla zizzania,
era meglio regalare oro nero
a chi sbavava come un ricco affamato
.

Vedo nascosto nel deserto
quel grido muto che attende, pavido,
di alzare con almeno un alito di vento
la sabbia liberatrice
.
..
Numero formato da Mariapia Folli per Masada:
Quando ci sveglieremo da questo incubo..saremo morti… che pace!
..
Vanja Strle, nata a Capodistria nel 1960, vive e lavora a Loz in Slovenia.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesia e la plaquette Nisi sam, nisi (Non sei solo, no).
e’ presente anche nell’antologia bilingue Tja in nazaj (Andata e ritorno, 2000), curata e tradotta da Jolka Milic ed edita dall’Associazione dei letterati sloveni litoranei, nella recente Antologija slovenskih pesnic (Antologia delle poetesse slovene), in tre volumi, curata da Irena Popov Novak, nonche’ nell’antologia della lirica erotica slovena V tebi se razrascam (In te cresco rigogliosa, 2008) curata da Alojzija Zupan Sosic

I doni
le cose piu’ belle
ci sono date
gratuitamente,
che peccato che tu non lo sappia
quando ti vengono offerte -
- un’unica volta -
- se non te ne accorgi e le perdi -
- forse non le riceverai mai piu’
.

Vania Strle

Il bavaglio colpisce anche la rete
Giuseppe Giulietti

Considerazioni relative all’art. 18 relativa alla estensione a tutti i siti informatici delle procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti.

Non bastava il controllo assoluto dell’informazione radiotelevisiva ma era necessario colpire anche la rete.
Le recenti elezioni hanno dimostrato come Internet sia oramai rimasto il solo strumento utile per accedere ad una libera informazione, priva di controllo o censura, anche sui temi della politica. Evidentemente il Governo ha ritenuto di dover intervenire per reprimere anche l’ultimo spazio di democrazia attraverso un provvedimento che, pur non riguardando affatto la Rete, imbriglia e censura la liberta’ di opinione e di accesso alle informazioni, tutelata dalla Costituzione. Altro che conflitto di interessi.
Sotto il profilo giuridico, se ci riferiamo all’attivita’ di informazione svolta dai mezzi di informazione tradizionali, la disciplina dell’accountability delle informazioni in vigore e’ gia’ molto rigida ed ampiamente disciplinata poiche’ i giornalisti sono soggetti alla legge sull’ordinamento della professione di giornalista (legge n. 69/1963) e alla Carta dei doveri del giornalista e alla vigilanza da parte dell’Ordine.
La tutela dell’informazione in ambito comunitario arriva al punto che la stessa Corte europea ha dato risalto all’interesse generale alla divulgazione dei documenti nonostante la loro provenienza illecita.
Per quanto riguarda invece i siti di informazione “non tradizionali” costituiti perlopiu’ da semplici utenti (blogger amatoriali) va evidenziato che:

1. La norma proposta e’ in violazione di uno dei principi fondamentali espressi dalla nostra carta costituzionale (art. 21 Cost.) che autorizza la libera manifestazione di pensiero in tutte le sue forme salvo che non si tratti di attivita’ contrarie al buon costume.
2. In caso di informazione veicolata attraverso siti informatici “non tradizionali”, la norma in vigore (art. 16, D.Lgs. 70/2003) dichiara che il prestatore del servizio (hoster) non e’ responsabile dei contenuti memorizzati salvo che non sia a conoscenza dell’illiceita’ dell’informazione. Con “informazione illecita” si intende una informazione contraria alla legge: le informazioni non veritiere o lesive della persona non sono sempre illecite.
3. L’articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali sancisce, infatti, che il diritto alla liberta’ di espressione, tra cui si menziona la liberta’ di ricevere informazioni (dalle fonti della notizia), e’ tutelato senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorita’ pubbliche.
Ulteriore criticita’ e’ la concreta applicazione della norma proposta relativamente a:
1. La definizione e identificazione di siti di informazione, poiche’ la norma stessa risulterebbe di difficile applicazione nel caso di piattaforme che tipicamente ospitano contenuti realizzati da utenti terzi, perlopiu’ non identificabili direttamente ma tramite un indirizzo e-mail, come Youtube, Facebook, ecc.
2. La vigilanza per il rispetto del dettato normativo, soggetta ad eccessiva discrezionalita’, o che rischierebbe di creare facili discriminazioni tra alcuni siti, probabilmente i piu’ diffusi o gestiti da utenti “scomodi” rispetto all’intero universo dei blogger presenti in rete.

Tra l’altro giova portare a conforto di tale considerazione, il dibattito in corso a livello internazionale:
1) negli Stati Uniti, l’accountability dell’informazione fornita da siti di informazione “non tradizionali” o non di stampo giornalistico viene demandata alla capacita’ di discernimento della stessa utenza, con il risultato di perdita di utenti/credibilita’ di fronte ad una costante veicolazione di informazioni ritenute non veritiere;
2) in Francia, la Corte Costituzionale ha censurato proprio ieri la discussa legge su Internet, ribadendo la validita’ dei diritti fondamentali della liberta’ di espressione e comunicazione (che puo’ essere limitata solo dall’Autorita’ giudiziaria) e confermando – al contrario di quanto sostenuto dal Ministro della Cultura francese – che Internet e’ un diritto fondamentale.

In queste ore tutti questi temi sono rimasti in ombra e le informazioni sostanziali non sono neppure arrivate ai diretti interessati. Le norme relative alla rete costituiscono un altro aspetto della aggressione in atto nei confronti del pluralismo editoriale gia’, profondamente sfigurato dai conflitti di interesse e dalle concentrazioni della proprieta’ e delle reti in pochissime mani. Per queste ragioni l’associazione Articolo21 ha deciso di costituire, insieme con Libera Informazione, un comitato composto da avvocati, da giuristi e da costituzionalisti con il compito non solo di disattivare le norme ma anche di creare le immediate condizioni affinche’ la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea possano esprimere l’inevitabile giudizio di bocciatura.
..
Impregilo! Si’, sempre lei

La stessa che ha causato l’emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che e’ riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi.
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri 3 anni, ottenendo ovviamente altri fondi.
La stessa che ha vinto l’appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovra’ costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.
E’ l’Impregilo che ha costruito l’ospedale San Salvatore de L’Aquila caduto come se fosse di cartapesta.
Chi diavolo e’ questa societa’ dell’enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlera’ di lei?
Anche questa volta la passera’ liscia?
Rabbia. Rabbia. Rabbia.

PS: Basta andare sul sito dell’Impregilo e ricercare “Ospedale” per leggere:
In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
•Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 post letto, 21 camere operatorie.
•Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
-Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
•Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
•Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
•Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto.
•Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.
Inoltre, ospedali a Cerignola e Menaggio.

Oppure ricercare direttamente “San Salvatore” per leggere:
Tra le acquisizioni effettuate giova ricordare:
Autopista Oriente Poniente (Cile), RSU Campania, Rio Chillon (Peru’), Ospedale St. David’s (Inghilterra), Chattahoochee tunnel e Laboratorio Fermi (Stati Uniti), Strada Ebocha-Ndoni (Nigeria), Ospedale San Salvatore (L’Aquila) e ristrutturazione Hyatt Hotel (Milano)
..
Vania Strle

Oggi sono
una vuota particella dell’universo,
non cerco niente
e non pongo domande,
tutto mi e’

chiaro
da
voler solo
la pace,
la pace,
la pace

..
Le scosse e i silenzi
Sandra Bonsanti

Quando “sono in ballo i fondamenti primi” come scriveva Carlo Rosselli nel ’28, quando i mezzi per reagire appaiono tanto inadeguati rispetto allo scontro, coloro che non si rassegnano al potere dominante trovano sollievo nell’organizzare l’opposizione. In giornate come quelle che stiamo vivendo ad esempio, con una tensione istituzionale mai vista, non puo’ non colpire il “silenzio” del Parlamento. L’approvazione alla Camera dell’orrida legge sulle intercettazioni, che con un unico colpo di spugna cancella possibilita’ di indagare e possibilita’ di informare e gli annunciati progetti di approvare prima della pausa estiva la riforma della giustizia e del Csm dovrebbero convincere Pd, Idv e forse anche Udc che e’ venuto il momento di costringere B a spiegare in aula quale e’ il suo progetto politico. Deve dire ora se intende davvero abbattere l’autonomia della magistratura. Deve dire ora a deputati e senatori se intende azzerare insieme ogni loro potere di decisione e di controllo e la nostra Repubblica parlamentare.

Liberta’ e Giustizia gia’ da tempo chiede che un terzo dei deputati o senatori chiami il presidente del Consiglio in aula a rendere conto della sua strategia. Tanto piu’ adesso che lui stesso lamenta tentativi di “eversione” nei confronti del suo governo. Quali sono i suoi veri progetti? Aspetta forse di decidere sulla base del risultato del referendum?
L’aria mefitica che si respira nelle stanze della politica, alla vigilia dei ballottaggi, ha avuto una bella conferma nella dichiarazione di D’Alema che sono in arrivo “scosse” istituzionali e che dunque bisogna che l’opposizione sia pronta.
Cosa vuol dire? Pronti a cosa?
Quello che e’ difficile spiegare ai dirigenti del Pd, gia’ impegnati nella gara congressuale, e’ quel sentimento di disamore che colpisce tanti italiani di csx.
Un senso di appartenenza forte li aveva quasi fin qui convinti a sentirsi partecipi di un progetto comune, un’idea di democrazia e di buona e onesta amministrazione.
Il rifiuto della cultura Berlusconiana non era il solo motore del voto, dello schierarsi con Margherita e Ds e poi Pd o anche piu’ a sx.
C’era, fra tanti cittadini elettori, una solida certezza sulle radici e sull’appartenenza a un’idea di Paese che era stata propria, persino su fronti contrapposti, di un certo mondo cattolico della Dc dei repubblicani lamalfiani, di compagni socialisti e comunisti, questi ultimi appartenenti al partito comunista meno comunista d’Europa e forse per questo il piu’ forte.
L’appartenenza a questo mondo postresistenziale che agli albori della Repubblica si era fatto le ossa, aveva conferito a questi elettori democratici la sicurezza di appartenere a una storia: insieme questi cittadini hanno a lungo condiviso i fondamenta dello Stato: valori costituenti, difesa dei diritti dei piu’ deboli, pluralismo dell’informazione, rispetto e sostegno alla magistratura. Insieme queste forze superarono le crisi economiche, le crisi istituzionali dovute alle tentazioni golpiste, la crisi del terrorismo nero e rosso, la crisi di Tangentopoli.
Il nostro Paese era riuscito a superare ogni emergenza e a darsi un sia pur confuso progetto di modernita’ perche’ poteva contare su questo substrato comune. Sentimenti, valori, speranze, educazione, storia sono stati per piu’ di 60 anni assai piu’ condivisi di quanto oggi si sia portati ad ammettere.
Voglio dire che qualsiasi forza governasse, qualunque fosse la coalizione o l’alleanza al potere non si sarebbe mai vista la vergogna di leggi ad personam, di discredito internazionale, di parlamento mortificato, di leggi contro l’informazione, di provvedimenti di respingimento. La protesta sarebbe stata urlata, lo scempio impossibile.
Poi tutto e’ cambiato e nell’affievolirsi della comune cultura democratica ha fatto irruzione la spregiudicatezza del tycoon, gli imbrogli del prestigiatore, le barzellette dell’intrattenitore, l’abilita’ del grande imprenditore e corruttore. Molti italiani si sono lasciati affascinare, e si sono ribellati alla “antipatia” e alla lontananza della sinistra. Molti altri hanno trovato invece nella forza di quel substrato l’energia e l’impulso a resistere.
Oggi i guerrieri sono stanchi.
Stanchi e delusi. Le fondamenta comuni sono troppo spesso tradite dalla classe politica che doveva coltivarle e custodirle come il bene piu’ prezioso.
I vecchi sono li’, non a difendere e diffondere i valori, ma le loro poltrone, i luoghi da cui si amministra il potere. Impassibile il Pd si prepara ad esempio a un congresso di resa dei conti e non di ricerca di un leader, di un messaggio che ripartano dalla storia migliore del paese. Hanno rinunciato a seminare e invece hanno consumato tutto il raccolto.
Sono cosi’ presi da questa sfida che hanno perso di vista la partita sul referendum. Ma se al Pd non importa di consegnare a una sola lista, a un solo partito il 55% del Parlamento, perche’ l’elettore deve ancora sentire quell’appartenenza comune?
Se sottovaluta i rischi per la Costituzione e per l’informazione o la violenza di un sistema che cancellerebbe forze oggi rappresentate in parlamento, cosa lega ancora il cittadino di csx a quella classe dirigente il cui progetto non conosce e non condivide?
Se tutti non abbiamo piu’ in comune qui “fondamenti primi” tanto cari a Carlo Rosselli perche’ non rifugiarsi in quella terra dell’oblio (affetti, musica, cultura, natura) che accoglie da sempre il riposo del guerriero?
..
Maria Oro manda
I Diritti della Madre Terra:
un’utopia realizzabile?

E’ necessaria una Dichiarazione dei Diritti della Madre Terra sostiene Evo Morales,
presidente della Bolivia.
I fiumi, i laghi e i ghiacciai “hanno il diritto a vivere in un ambiente sano”, dichiara il presidente boliviano Evo Morales. Questo diritto dovrebbe far parte della Dichiarazione Universale sui Diritti della Madre Terra.
Durante il sue discorso alle Nazione Unite del 22 aprile, Evo Morales ha parlato della necessita’ di una tale dichiarazione, poiche’ “cio’ che sta accadendo adesso a causa del cambiamento climatico e’ legato al mancato rispetto della Madre Terra”.
L’idea del presidente boliviano e’ piu’ fondata di quel che sembra. A suo parere questa dichiarazione non sarebbe altro che la continuazione della storia dei diritti. “Il XX secolo e’ stato il secolo dei diritti umani, innanzi tutto con l’approvazione dei diritti civili e politici nel 1948, ed in secondo luogo con l’approvazione dei diritti economici, sociali e culturali nel 1966. Adesso il XXI secolo deve diventare il secolo dei diritti della Madre Terra e di tutti gli esseri viventi.”
“L’Organizzazione delle Nazioni Unite e’ l’ente che deve far rispettare i diritti della Madre Terra e degli altri esseri viventi. […] So che questo compito non sara’ facile. Molte persone, specie gli avvocati, affermano che solo noi esseri umani abbiamo diritti. So che questa nostra convinzione e’ difficile da accettare perche’ alcuni esseri umani credono di essere l’ombelico del mondo e… dell’universo. Tuttavia so anche che alla fine saranno la ragione, il buon senso e la realta’ a prevalere.”
Il presidente della Bolivia continua elencando 4 diritti che dovrebbero essere presenti nella Dichiarazione:

- Il diritto alla vita. Nessun ecosistema, nessuna specie animale o vegetale, nessun ghiacciaio, fiume o lago puo’ essere eliminato o sterminato a causa di un atteggiamento irresponsabile degli esseri umani. […] Il nostro diritto termina quando incominciamo a provocare l’estinzione o l’eliminazione della natura.

- Il diritto alla rigenerazione delle sue bio-capacita’. L’attivita’ umana sul Pianeta Terra e le risorse della terra non sono illimitate. […] C’e’ un limite, dato dalla capacita’ di rigenerazione delle specie animali, vegetali, forestali, delle fonti di acqua e dell’atmosfera. Se non lo rispettiamo “distruggeremo lentamente la nostra casa, asfissieremo poco a poco il nostro Pianeta, tutti gli esseri viventi e noi stessi.”

- Il diritto ad una vita pulita. I fiumi, i pesci, gli animali, gli alberi e la stessa terra hanno il diritto a vivere in un ambiente sano.

- Il diritto all’armonia e all’equilibrio tra tutti e tutto. Esistono milioni di specie viventi, ma solo noi esseri umani abbiamo la coscienza e la capacita’ di controllare la nostra evoluzione.

Morales accusa il capitalismo che “considera l’uomo il padrone indiscusso del pianeta”, e conclude il discorso annunciando: “E’ giunta l’ora di riconoscere che la terra non ci appartiene, bensi’ siamo noi ad appartenerle.”

L’uomo non e’ piu’ una delle numerose specie presenti sul pianeta, e’ la natura ad essere diventata una di tante: una di tante attivita’, uno di tanti luoghi di vacanza, uno dei tanti hobby. “A me piace passare la domenica nella natura” dice uno, “a me coi videogiochi”, risponde l’altro.

Siamo noi esseri umani a controllare tutto, ogni altro essere e’ solo una frazione della nostra ‘civilizzazione’: se esiste ancora qualche macchia di natura e’ perche’ noi vi abbiamo costruito attorno un recinto e l’abbiamo chiamata “parco nazionale” o “area protetta”. http://www.terranauta.it/

Berlusconi aveva selezionato dai book per veline e letteronze una dozzina di bellegnocche da candidare al parlamento europeo, tanto e’ lo spregio in cui tiene le istituzioni da farne una passerella per le sfilate delle sue belle, come se non bastasse la vergogna di un parlamento e di un governo italiani in cui ha mandato cani e porci, ovvero amanti, mafiosi e pregiudicati, ma velocemente i suoi consiglieri lo hanno dissuaso da quest’ultima provocazione bordellara, cosi’ che la rosa delle bellegnocche si e’ ridotta a tre “Tutte con due o tre lauree”, giurava Berlusconi, ma un articolo del Corriere segnalato da Brunopol ci da’ un’dea dello squallore con cui questo individuo tratta le alte cariche dello Stato.
Patrizia D’Addario, candidata nelle li¬ste di «La Puglia prima di tutto», schieramento del Pdl a Bari ha partecipato alla campagna elettorale al fianco del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e degli altri politici del Pdl. Poi ha rinunciato raccontando la sua versione. Non ha due o tre lauree ne’ e’ stata selezionata per meriti politici, ma solo per aver partecipato a d due feste a palazzo Grazioli, ha avuto anche un cachet di 2.000 euro per andarci. L’invito comprendeva un aereo per Roma, dove avrebbe trovato un autista per portarla alla festa organizzata a B con una auto dai vetri oscurati e un nome d’arte. Alla festa c’era una ventina di ragazze, pizza e champa¬gne. E naturalmente c’era B che l’ha intrattenuta, ha mostrato i video del suo incontro con Bush, le foto delle sue ville, ha cantato e raccontato barzellette. Per la notte e’ tornata in albergo ed e’ stata penalizzata con mille euro in meno. E’ poi tornata a un’altra festa un paio di settimane dopo, la sera delle elezioni di Obama con altre due ragazze, buffet, dolci e il soluto pianista. Questa volta e’ rimasta la notte. Il tutto e’ registrato. La ragazza aveva chiesto un permesso edilizio, non lo ha ricevuto, ora sventola il fatto che ha queste registrazioni. Il che suonerebbe come un ricatto, forse. Ma a quel punto viene fuori che B ha chiesto il suo curriculum per candidarla alle Europee. Ristretto il numero delle candidate finali e’ avanzata la candidatura alle Comunali. Sembra evidente che non e’ stato proprio per meriti politici, anche perche’ la sua casa e’ stata svaligiata, un furto molto strano, perche’ ladri normali non portano via vestiti e pc ne’ biancheria intima.
Ora ci chiediamo: quante ragazze avranno preso prove (registrazioni, foto ecc.) dei loro incontri con B? Quante cose strane ci saranno che girano in Italia e che servono come ricatto a strane candidature, a incarichi senza giustificativi, a scalate strabilianti? Ma perche’ ci dobbiamo tenere sulla testa un uomo tanto debole e ricattabile? E perche’ un parlamento di centinaia di persone accetta senza fiatare derive antidemocratiche in leggi che gettano il nostro paese nell’orrido di una minaccia fascista? E come fanno gli elettori di B a continuare a difendere un tomo simile? Dove e’ finita la vergogna in questo paese?
..
George Bernard Shaw diceva che un uomo e’ tanto piu’ rispettabile quanto piu’ sono le cose di cui si vergogna. Da questo punto di vista il nostro cavaliere e’ l’uomo meno rispettabile d’Italia perche’ non solo non si vergogna dei suoi vizi ma pretende che gli altri ne ridano come di una barzelletta, ma ridurre le persone a ridere del vizio ridicolizzandolo e’ solo un passo avanti nella dissolutezza delle coscienze.
Viviana

Secondo De Magistris

Napolitano potrebbe respingere il Ddl sulle intercettazioni perche’ presenta profili di incostituzionalita’ indiscutibili. Intacca un fondamentale mezzo di ricerca della prova. Mina l’indipendenza della Magistratura e il principio dell’obbligatorieta’ dell’azione penale, principi previsti dalla Costituzione. Infine, entra in contrasto con l’art. 21 della Carta repubblicana, quello che garantisce la liberta’ di pensiero e il diritto di cronaca dei giornalisti. Il Pd ha presentato 17 franchi tiratori. L’Italia dei Valori invece si e’ presentata in maniera assolutamente ferma e compatta. Non mi meraviglia che parte dell’opposizione abbiano votato a favore della legge. Non dimentichiamoci che il disegno di legge Alfano e’ in continuità con il ddl Mastella, la riforma sull’uso delle intercettazioni approvata nel 2007 dal governo di csx molto simile a quella che ora e’ all’esame in Parlamento. C’è una spinta trasversale che non vuol far lavorare la magistratura e che non vuole una libera informazione.
(Gli dicono che molti lo indicano come successore di Di Pietro, ma lui nega).
E’ una cosa che non sta proprio sul tappeto. Il leader e’ Antonio Di Pietro. Con lui e con altri personaggi del partito stiamo portando avanti questo progetto. C’e’ grande entusiasmo, siamo una grande squadra. Non si pone proprio il problema, e questa e’ una grande vittoria di Antonio Di Pietro.
..
DON ALDO DALLA TENDOPOLI

Sabato scorso sono tornato nella tendopoli di Fossa. Mano a mano che passa il tempo la situazione si va deteriorando… con il passar del tempo, passano anche i sorrisi e la spigliatezza e la socievolezza della gente che, rinchiudendosi nel proprio particolare, sembra come frustrata e “militarizzata”.L’impressione non e’ solo mia.Il Governo ladro (e’ proprio il caso di dirlo), guidato dal ladro di professione, lo psiconano, ha atteso l’esito delle votazioni, per ritirare parte delle disposizioni sulle quali aveva giocato la propria attendibilita’. Ora ci sara’ una manifestazione a Roma.
Bertolaso sul centro storico ha detto: “Campa cavallo, prima di dicembre non se ne fa niente”. E intanto i crolli continuano, la citta’ e’ bloccata e inaccessibile e nulla si muove per tutelare il nostro patrimonio abitativo, gli studi professionali, i negozi, i palazzi antichi…”
Parlavo di militarizzazione. C’e’ una disposizione che vieta qualsiasi volantinaggio nelle tendopoli, “per non allertare la gente” si dice, per cui anche questa manifestazione di domani, viene propagandata col passa-parola.
E’ stato dato lo stop alla distribuzione dei pasti a coloro che non vivono nelle tendopoli.
Si stanno ritirando le tende singole, consegnate cioe’ a quanti avendo lo spazio nei pressi delle loro abitazioni, hanno scelto di attendarsi nei propri tenimenti.
Ormai la maschera della dentiera ridens sta cadendo per cedere il posto al ghigno sadico del sanguisuga. Lentamente sta montando la protesta anche contro la costruzione della “New Town”. Alla riunione tenutasi l’altro giorno a Roseto, Paolo Mannetti, del Comitato Ara, urla: «L’Aquila e’ finita e non verra’ ricostruita. Le tende non sono una soluzione da starci mesi. Un Prg fatto in due giorni ha disegnato una nuova citta’. Le 3500 nuove case abbatteranno il valore delle altre. Non ci sono soldi per le seconde e terze abitazioni. Chi verra’ a ricostruire? Nessuno. Per questo dobbiamo reagire e ribellarci».
Cio’ che fa tristezza e’ che di quei pochi che sono andati a votare, la stragrande maggioranza ha votato Lui!
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GIOVANI GENI

- Aveva 5 mesi quando ha fissato attentamente suo padre negli occhi e ha detto: “Papa’”. Al genitore per poco non e’ venuto un colpo, ma le sorprese non sono finite li’. A 7 mesi si e’ alzata sulle gambe e ha cominciato a camminare. A dieci correva. A undici sapeva dire il proprio nome. A un anno e due mesi sapeva contare fino a 10. A un anno e mezzo contava fino a 20, e in piu’ sapeva recitare l’alfabeto, dire poesie a memoria e nominare la capitale di 6 paesi. Oggi, che ha due anni e quattro mesi, di capitali ne conosce 35, distingue un triangolo equilatero (“ha tre lati lunghi uguali!”) da uno isoscele, sa contare anche in spagnolo e quando una sua coetanea, indicando un animale su un libro, dice che e’ un rinoceronte, lei la corregge con gentilezza: “No, non e’ un rinoceronte. Quello e’ un triceratopo”. Un dinosauro quadrupede vissuto 70 milioni di anni fa in Nord America, per chi non lo sapesse.
Elise Tan Roberts, 28 mesi d’eta’, cresciuta in una modesta famiglia di lavoratori nella parte settentrionale di Londra, e’ la bambina “piu’ intelligente di Gran Bretagna”, secondo quanto scrive in prima pagina il quotidiano Daily Mirror, che ha scoperto la sua storia. Ha un QI, come si dice in gergo scientifico (cioe’ un quoziente d’intelligenza), di 156, decisamente superiore alla media, la media non tra i bambini della sua eta’ bensi’ tra gli adulti, che e’ 100, e leggermente inferiore al QI che aveva, da grande beninteso, Albert Einstein, 160. Insomma e’ un prodigio, un genio, una bambina decisamente fuori dal comune. Elise e’ tanto speciale che Mensa, l’organizzazione fondata nel Regno Unito nel 1946 per riunire le persone piu’ intelligenti della nazione (per iscriversi bisogna essere nella fascia del 2 per cento della popolazione con il QI piu’ alto), l’ha accettata trai suoi membri facendo un’eccezionale alla regola: bisognerebbe avere come minimo 10 anni per essere ammessi.
Louise, sua madre, che ha 28 anni ed e’ bianca, ed Edward, il padre, che ha 34 anni ed e’ nero, dicono di essere una famiglia normale. Lei lavora part-time in una compagnia di traslochi e la domenica in un supermercato; lui vende auto usate in cattive condizioni ai garage che le riparano e poi le rivendono. Nessuno dei due genitori e’ laureato. Tra i parenti ci sono medici e ingegneri, ma nessuno con un quoziente d’intelligenza da record. “Non abbiamo mai fatto niente per trasformare Elise in un prodigio”, dice la mamma. “Non siamo i tipi di genitori che da quando il figlio e’ nella culla cercano di insegnargli l’alfabeto, l’aritmetica o una lingua straniera. Non le riempiamo la testa di nozioni. Ci limitiamo a rispondere alle sue domande. E lei ne ha tante. Ha una curiosita’ insaziabile. E una memoria incredibile”. I coniugi Roberts si erano accorti che Elise, fin da quando era piccolissima, aveva qualcosa di insolito: una capacita’ di concentrazione sorprendente per un neonato, un desiderio di apprendere senza limiti.
Qualche settimana fa, guardando un programma tivu’ sui bambini prodigio, alla madre e’ venuto un dubbio: cosi’ ha contattato uno psicologo per l’infanzia, la professoressa Joan Freeman, che ha incontrato Elise, l’ha sottoposta a una serie di test e ha calcolato il suo QI. “Ha la mente di una bambina che ha il doppio della sua eta’ – afferma l’esperta – puo’ bruciare le tappe a scuola e mettere a frutto le sue straordinarie capacita’”. Ma i genitori dicono che se il QI di Elise, quando sara’ piu’ grande, scendera’, e la loro bambina prodigio diventera’ una ragazza assolutamente normale e nella media, saranno contenti lo stesso. “L’importante per noi – dice la mamma – e’ che sia felice”.
..
RIDIAMARO : – )

L’Italia e’ una repubblica solidamente fondata sul precariato
(Paolo Rossi)
ma anche sul clientelismo, sul nepotismo e sul velinismo
(Viviana)
..e un po’ di tafazzismo non ce lo mettiamo?
..

http://www.masadaweb.org

2 commenti »

  1. ciao maria oro. sono d’accordo con quello che hai postato.

    GAIA VIVE

    ..sempre più persone avremo l’umiltà di sentirci parte di lei, sue cellule.

    ricordo nel libro, “la condizione umana” di hannah arendt, la definizione che la filosofa tedesca dà della condizione umana. parafrasando: la condizione umana è tale perché tutti condividiamo lo stesso territorio, le stesse regole chimico fisiche, cose semplici come l’aria che respiriamo o la gravità. se una persona nascesse sulla luna non sarebbe umana perché non ne condividerebbe la condizione. GAIA appunto.

    umbe@economiagaia.it

    Commento di 'mbe bi — giugno 18, 2009 @ 10:54 pm | Replica


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