Nuovo Masada

giugno 16, 2009

MASADA n° 941. 15-6-2009. Il golpe continua

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:56 pm

Cesare Beccaria
Le leggi che si fanno da 15 anni a questa parte sono utili ed essenziali per la vita libera di B, per il resto servono agli evasori, alle corporazioni, ai falsari in bilancio, ai corruttori, ai delinquenti, agli interessi di chi e’ ricco.
Le intercettazioni, come la giustizia e le carceri e le leggi e le pene vanno abolite per i suddetti.
Tutti zitti, Napolitano sta bene, D’Alema e’ preoccupato per il suo potere, Casini dorme bene senza lavorare, i comunisti sono stupidi.
Panorama desolante, all’estero riconoscono che B e’ un bandito psicopatico, ma non capiscono perche’ lo tolleriamo.

La pazzia arrivata al comando
spargeva uova di serpenti neri
Il giusto pallido in un angolo
sotto un profilo mannaro
Carte scompagnate
facevano giochi sinistri
contavano trenta denari
nel prezzo della putrefazione
sotto questo cielo d’agosto
Quando l’Italia cadde nel pozzo
Quando l’Italia cadde nel pozzo.

Viviana Vivarelli

Cresce la spesa militare nel mondo ma non cresce la sicurezza

“Il 2008 ha visto un incremento delle minacce alla sicurezza, alla stabilita’ e alla pace in quasi ogni parte del globo”. E’ la preoccupante introduzione del SIPRI Yearbook 2009, l’annuale rapporto presentato nei giorni scorsi dall’autorevole Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma. Una considerazione ancor piu’ grave considerato che “gli effetti della crisi finanziaria globale tenderanno a esacerbare queste sfide mentre i governi e le organizzazioni non-governative faticheranno a rispondervi efficacemente”.
Nell’ultimo anno le spese militari mondiali sono cresciute del 4%, raggiungendo nel 2008 un nuovo record dalla fine della Guerra Fredda: si tratta di 1.464 miliardi di dollari ( 2,4% circa del Pil lordo mondiale) 217 dollari per ogni abitante del pianeta. Dieci anni fa la stessa spesa non toccava i 1000 miliardi di dollari e l’incremento dal 1999 ad oggi e’ stato del 45%.
L’Italia si posiziona infatti all’8°posto a livello mondiale tra i paesi con le maggiori spese per la difesa, mentre le esportazioni di armamenti ci confermano al 7°posto nel mondo.
La produzione di armamenti e’ andata aumentando e nel 2007 la vendita complessiva delle 100 maggiori industrie a produzione militare ha toccato quota 347 miliardi di dollari. Tra le prime dieci aziende troviamo, nell’ordine, Boeing, BAE Systems, Northrop Grumman, General Dynamics, Raytheon, EADS, L-3 Communications, Finmeccanica e Thales, tutte statunitensi o europee.
Nelle spese militari, troviamo per primi gli Stati Uniti non solo in termini assoluti (il 41,5% della spesa complessiva), ma anche relativamente all’incremento, che tra il 1999 e il 2008 e’ stato ben il 58% di tutto l’incremento di spesa mondiale. Altro dato preoccupante sono i budget per la difesa della Cina, ormai posizionatasi al 2° posto con quasi 85 miliardi di dollari, seguita poi da Francia (65,7 miliardi), da Gran Bretagna (65,3) e dalla Russia (58,6). Cina e Russia, con un incremento assoluto rispettivamente di 42 miliardi e 24 miliardi di dollari, hanno triplicato la loro spesa militare nell’ultimo decennio. Anche nel continente africano (20,4 miliardi di dollari nel 2008) si riscontra un preoccupante incremento delle spese militari nell’ultimo decennio del 40%.
La Guerra al Terrore condotta da molti governi in termini puramente militari ha contribuito a creare questo incremento. Le armi non risentono della crisi economica, restano 16 grandi conflitti, concentrati in Asia, Africa e Medio Oriente, mentre quasi 190.000 soldati sono impegnati in 60 operazioni di peacekeeping multilaterale.
Permane la minaccia di 23.300 armi nucleari possedute di 8 paesi.

Ma la nuova amministrazione Obama sembra indirizzata a ripensare le priorita’ della propria politica nazionale.
La Rete Italiana Disarmo ritiene pertanto importante continuare nelle azioni per un miglioramento del controllo degli armamenti in una prospettiva di vero e complessivo disarmo. In particolare le azioni che come Rete e come organizzazioni aderenti intendiamo continuare a proporre riguardano:
1) l’istituzione di un Trattato internazionale sul commercio di armamenti (ATT) gia’ oggetto di dibattito in sede ONU e per il quale negli anni scorsi si e’ condotta la mobilitazione internazionale Control Arms
2) la ripresa e la forte intensificazione di un percorso di disarmo nucleare anche sulla spinta della nuova politica a riguardo dell’amministrazione Obama negli USA
3) Accogliere le richieste della societa’ civile mondiale per la messa al bando delle munizioni di tipo “cluster” eredi dirette di quelle mine anti-uomo ormai universalmente poste fuori legge
4) Operare una decisa riduzione delle spese militari e delle risorse cosi’ sottratte ad investimenti piu’ utili ed importanti a vantaggio delle popolazioni.
Su quest’ultimo punto la Rete Italiana per il Disarmo ricorda che cio’ si puo’ fare anche direttamente a partire dal nostro paese e rilancia la mobilitazione in corso per chiedere al Governo di non procedere all’acquisto di 131 caccia bombardieri JSF F35 per circa 15 miliardi di euro. Con gli stessi soldi si potrebbero costruire 3000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennita’ di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese e procedere in tempi rapidi alla completa ricostruzione dell’Abruzzo colpito dal terremoto.

http://www.disarmo.org/rete/a/29138.html

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Da Vita da streghe

Siamo in emergenza Rete. Se passa la legge sulle intercettazioni i blog come questo chiuderanno in pochissimo tempo: possiamo salutarci anche subito.

“Il disegno di legge sulle intercettazioni puo’ far chiudere la Rete. Se questo succedera’, la responsabilita’ di cio’ che verra’ dopo sara’ del Governo e del Parlamento. La Rete e’ lo strumento, lo spazio, il media che ha permesso a milioni di italiani di credere a un cambiamento democratico. Di illudersi di essere cittadini e non sudditi. Senza la Rete, con le televisioni e gran parte dei giornali in mano allo psiconano e ai suoi amici piduisti e mafiosi questo Paese si avvia verso una dittatura senza controllo e dagli esiti sociali imprevedibili.
I gestori di siti informatici dovranno procedere entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato. Non dar corso alla richiesta da parte di blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e di chiunque sia definibile “gestore di sito informatico” avra’ come conseguenza una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire. Si potra’ richiedere a questo o a un altro blog, per ogni commento, per ogni video pubblicato su YouTube, per ogni fotografia, una rettifica. Piu’ informazione pubblichi, piu’ rettifiche puoi ricevere e dover pubblicare. Ci potrebbe essere il caso di chi invia un commento con un nickname e poi chieda lui stesso la rettifica.
E’ una legge insensata e chi l’ha scritta e’ un analfabeta di Internet o uno che vuole metterle il bavaglio. I blog di liberi informatori come Martinelli o Byoblu chiuderanno dopo le prime multe e con loro centinaia di altri. Solo per gestire le richieste di rettifica entro 48 ore dovrei assumere 10 persone, e forse non sarebbero sufficienti. In un anno dovrei pagare probabilmente alcuni milioni di euro di multa. Una legge che non esiste neppure in Cina o in Birmania, concepita per fottere la liberta’ di espressione. Se passa, sara’ la morte della blogosfera italiana.
Se dovesse avvenire non dimenticheremo chi l’ha firmata, chi l’ha votata e chi, eventualmente, la controfirmera’. La Rete non e’ un ballo delle debuttanti, questi golpisti se ne accorgeranno. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Leggi l’articolo diPunto Informatico.

Riceviamo da don Mario Bandera, responsabile Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Novara, questa nota della diocesi sul tema degli F35.

“Con la decisione presa dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’iter per la costruzione degli F35 e’ ormai avviato e quasi sicuramente irreversibile. Come credenti ci preme sottolineare che anche se tutto si e’ svolto nel rispetto di leggi e trattati internazionali la profezia evangelica dell’amore e della pace spinge i cristiani a non adeguarsi alla logica dei piu’ forti ma di impegnarsi sempre per costruire un mondo di pace dove le armi ed in modo particolare quelle nucleari non abbiano nessuna cittadinanza”.
L’8 aprile scorso le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato in via definitiva l’acquisto di 131 cacciabombardieri da combattimento denominati F35. Il programma di spesa per il completamento dell’acquisizione dei velivoli si aggira attorno ai 15 miliardi di euro, vale la pena sottolineare che questa spesa e’ stata sancita due giorni dopo il terremoto dell’Abruzzo! Nel progetto sono coinvolti diversi paesi (USA, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Turchia, Canada, Olanda, Danimarca, Norvegia) che oltre a mettere i capitali per la costruzione degli aerei, si attiveranno per produrre in loco nei rispettivi sistemi industriali, parti e componenti diversi degli aerei che verranno assemblati come atto finale a Cameri (Novara).
La Commissione Diocesana Giustizia e Pace rinnova pertanto l’attualita’ dell’appello formulato nel gennaio del 2007 a nome dei Vescovi del Piemonte, da Mons. Fernando Charrier, Vescovo di Alessandria e Presidente della Commissione Regionale Piemontese per la Pastorale Sociale e del Lavoro e Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne, Presidente di Pax Cristi Italia. In tale appello si legge: “Desideriamo riaffermare come comunita’ cristiana, la necessita’ di opporsi alla produzione e alla commercializzazione di strumenti concepiti per la guerra”. Per questo crediamo sia importante promuovere una maggior conoscenza di cio’ che significa la corsa agli armamenti e di conseguenza attivare tutti i canali a nostra disposizione per aiutare la comunita’ cristiana a riflettere su un tema delicatissimo, coinvolgendo nel contempo anche la piu’ vasta opinione pubblica novarese.
Gia’ nei giorni immediatamente successivi alla delibera parlamentare, autorevoli Istituzioni ecclesiali e prestigiose testate cattoliche mettevano in evidenza la contraddizione di questa scelta: mentre l’azione di Governo era rivolta a far fronte al dramma del terremoto e la generosita’ degli italiani si trasformava in sostanziosi contributi da devolvere a chi aveva perduto tutto, si decideva di acquistare i cacciabombardieri con una cifra che da sola sarebbe stata sufficiente alla ricostruzione degli edifici distrutti in Abruzzo. La medesima somma basterebbe a mettere in sicurezza meta’ delle scuole italiane, oppure garantire la produzione di 8 milioni di pannelli solari, generatori di energia pulita per gran parte della popolazione italiana.
La Commissione Diocesana Giustizia e Pace e’ intervenuta a piu’ riprese negli anni scorsi su questo tema, basti ricordare l’articolata presa di posizione presentata durante la Veglia per la Pace al Monte Mesma (Novara) del 2006/07; lo stesso Mons. Renato Corti si e’ espresso in maniera inequivocabile contro il commercio delle armi e la corsa agli armamenti in diverse occasioni, non ultima la toccante omelia del 28 aprile scorso durante la celebrazione della Santa Messa in suffragio delle vittime del lavoro celebrata presso la Parrocchia di San Giuseppe in Novara: “Ai fedeli laici il Vangelo affida un compito grande: quello di essere, in campi come quelli dell’economia, dell’impresa, del lavoro, artefici di un mondo nel quale si possa dire che all’uomo e alla sua dignita’ viene riconosciuto il primo posto. E richiede a livello culturale e politico di essere promotori di un mondo di pace dove il fiume di denaro che viene indirizzato al commercio delle armi ed alla guerra, venga deviato verso opere concrete in favore dell’educazione, della salute, di un reddito pro capite sufficiente ad una vita decorosa e serena.”
In un’altra recente circostanza la follia della corsa agli armamenti e’ emersa con chiarezza quando, per un singolare privilegio, la nostra diocesi ha avuto l’opportunita’ di ascoltare dalla viva voce di Akira Fukaori la sua testimonianza di sopravvissuto all’esplosione atomica di Nagasaki, nella quale egli ha messo in evidenza quanto sia folle la potenza distruttiva delle armi atomiche e quanto sia fondamentale per ogni cristiano non adeguarsi alla “logica dell’Impero” che vuole armi sempre piu’ potenti e sofisticate, ma piuttosto vivere e testimoniare fino in fondo la profezia biblica del trasformare le lance in falci e le spade in vomeri. In quella sera della Veglia per la Pace del 31 dicembre scorso a Gravellona Toce, Mons. Corti dava risonanza alla testimonianza di Akira Fukaori con queste parole: “La tragedia del 6 e del 9 agosto 1945 a Hiroshima e a Nagasaki, non deve ripetersi piu’: e’ questo cio’ che sento urgente dire al termine di questa Veglia cosi’ intensa e che ha messo in primo piano la questione della guerra e soprattutto dell’uso delle armi nucleari”.
Un grande profeta di pace dei nostri tempi, Raul Follereau, il 1 di settembre 1954 scrisse al Presidente degli Stati Uniti, Eisenhower e al Presidente del Consiglio dell’Unione Sovietica, Malenkov le seguenti parole: “Signori Presidenti, cio’ che vi domando e’ cosi’ poco… quasi niente… Datemi un aereo, ciascuno di Voi un aereo, uno dei vostri aerei da bombardamento. Perche’ ho appreso che ciascuno di questi velivoli costa all’incirca cinque miliardi di franchi… E ho calcolato che, col prezzo di questi due aerei di morte, si potrebbero risanare tutti i lebbrosi del mondo”. Facendo nostre queste profetiche parole, come Commissione Diocesana Giustizia e Pace riteniamo nostro dovere agire in tal senso: piu’ che unirci a coloro che invocando l’imminente scontro di civilta’ si adeguano passivamente alla logica delle armi e della violenza, riteniamo piu’ evangelico mobilitarci per testimoniare coerentemente un impegno di pace che ha i suoi germi di giustizia nelle parole, nell’azione e nella vita di Gesu’ di Nazareth.
Aderendo ad un invito di Mons. Renato Corti, la nostra Commissione prossimamente curera’ una riflessione piu’ articolata sul tema della giustizia e della pace, sull’impegno per raggiungerle e sugli orizzonti profetici che devono guidare l’agire pastorale delle nostre comunita’.

www.mosaicodipace.it
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La follia del cucu’
ha ipnotizzato la nazione
Il jocker impazzito
lancia tibie a forma di birillo
in una mori’a di teste cadute
L’avvocato Mavala’
ha occhi di bottiglia
e una bocca a forma di cuore
Ninfette rosa sangue
si offrono a fiotti

i satiri le divorano
profanando le bianche carni
L’Italia e’ uno stivale nero
che galleggia in una piscina
tra erezioni di vecchi in calore
e iniezioni ogni due ore
Agli angli delle strade
rap di giovani senza testa
ripetono sigle sui muri

senza il senso di un domani

Viviana Vivarelli
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Nicolai Caiazza ci scrive
La “scossa”di D’Alema

In Italia vari fattori indicano che si sta arrivando a una situazione di resa dei conti tra diverse tendenze del capitalismo. B ha denunciato l’esistenza di un “complotto”contro di lui, che sarebbe partito proprio dalle dichiarazioni della moglie Veronica, scoperchiando poi il pentolone con la ragazza Noemi e il padre di lei, tale Letizia, che risulta legato alla camorra.
La rivista mensile “La voce delle voci”(www.lavocedellevoci.it) in una lunga analisi sulla vicenda della partecipazione di B alla festa della famiglia Letizia, rilevava che nel linguaggio della camorra, proprio come sottolineato da Saviano, i gesti, i messaggi comportamentali rivestono una particolare importanza. La partecipazione di B si spiega quindi come un segnale dato da questi alla camorra, dove starebbe a significare che lui non ha intenzione di voltarle le spalle e che stará alle promesse eventualmente fatte, agli impegni presi.
Per il suo potere B e’ debitore del resto sia alla criminalitá organizzata, sia all’apparato della P2, che adesso esigono che venga portato avanti il loro progetto.
Ma e’ pensabile che il loro progetto non sia in armonia con quello del gruppo Bilderberg (www.fourwinds10.com).
Questo gruppo riunisce i rappresentanti piú potenti del capitalismo mondiale e ha per scopo portare avanti la realizzazione di un “ordine mondiale”esente da contraddizioni sociali di classe e in cui i capitalisti possano fare i loro affari senza dover tenere conto degli interessi dei lavoratori. Per questo uno dei loro obiettivi basilari e’ decomporre la classe operaia e le organizzazioni a cui essa puó riferirsi. Assidui frequentatori per l’Italia sono il governatore della Banca d’Italia Draghi, Padoa-Schioppa, R. Prodi, Elkann, M. Monti, Bernabe’. Nel 2008 anche Veltroni era tra gli invitati. L’ultima riunione del gruppo Bilderberg si e’ tenuta a maggio e aveva come punto principale il piano per “convincere”gli Irlandesi a votare per il Trattato di Lisbona. Ma non e’ escluso che abbiano parlato anche di B. Il quale sta portando avanti una agenda (accordi con Putin, Gheddafi, per es.) che non e’ quella del grande capitalismo mondiale. Non e’ impensabile quindi che abbiano deciso un piano per farlo fuori.
I vari interventi di Draghi, “preoccupato”per i salariati che guadagnano troppo poco, per le conseguenze della disoccupazione galoppante alle porte, sono da una lato una giusta constatazione che, senza una adeguata politica, bisognerá aspettarsi processi insurrezionali,
d’altro canto con questa sua “preoccupazione”vuole presentarsi con un aspetto democratico, magari per usufruire dell’appoggio dei sindacati e dei partiti detti di opposizione: nella ipotesi che egli si voglia presentare come successore al governo di B. Il quale evidentemente non se ne andrá per sua volontá e anzi la intensificazione dei suoi rapporti con la Lega sono proprio in previsione di uno scontro che da istituzionale potrebbe diventare fisico. Del resto non a caso la Lega sta intensificando la preparazione delle sue ronde. La Lega sa che ormai si gioca tutto: la caduta di B sarebbe anche la sua fine.
D’Alema ha infatti dato l’allarme sulla possibilitá di “scosse”. Nel cui caso l’opposizione dovrebbe essere pronta a reagire e ad assumersi le responsabilitá. Appello opportuno e al momento giusto. Purtroppo peró D’Alema non tiene conto che un appello all’”Opposizione”potrá avere solo effetti simbolici se resta circoscritta alle forze presenti nelle istituzioni.
Una reazione effettiva contro tentativi golpisti sia dell’uno che dell’altro contendente, puó solo basarsi sulla mobilitazione della classe dei lavoratori a tutti i livelli per rivendicare una propria posizione di classe sociale indipendente da quella capitalista gestita sia dall’una che dall’altra tendenza. Ma per questo sará necessario, insieme alla mobilitazione, rivendicare un programma di difesa e creazione dell’occupazione, di garanzia del reddito di base, della adozione del salario legale minimo per tutti i lavoratori, indigeni ed esogeni, un piano generale di edilizia popolare, un piano statale per garantire la pensione a tutti i cittadini indipendentemente dai contributi. Ma in caso di “scossa”anche i sindacati e l’Onda degli studenti dovranno essere chiamati a intervenire. Combinando l’opposizione a B e ai Draghi di turno con le proprie rivendicazioni di categoria.
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Non c’e’ suono dalla terra di nessuno
Le alte cariche si sono zittite da sole
La mia voce tagliata a meta’
sulle braccia monche e mozze
Non ci sono amici e nemici
nessuno di cui fidarsi
Nel buio di commenti vuoti

sto perdendo la direzione
Solo il despota domina tutto
L’orizzonte e’ nero
In una manciata di stelle cadute
Solo il suo sghignazzo rintrona
nell’appiattimento di ogni luce
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Viviana Vivarelli
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Viviana Vivarelli
Costui da’ chiari segni di squilibrio mentale Rinchiudetelo!

E cosi’ la strategia e’ quella di commettere tutti i misfatti che vuole, contro la legge, contro la Costituzione, contro l’etica, contro la morale pubblica e privata e contro il buon senso; quando per caso emergessero alla conoscenza dell’opinione pubblica, bastera’ chiamarli fandonie e calunnie e usarli come puzzle di un fantomatico complotto contro di lui
Insomma non e’ lui l’infame che fa porcherie, sono gli altri che usano calunnie e lo infamano
Ma quanto puo’ resistere una gherminella di questo tipo? Non e’ troppo inverosimile e scoperta?
Il gioco e’ brutto, sporco e cretino.Per crederlo ci vuole davvero una malafede troppo grossa ed essere brutti, sporchi e cretini
Ha il culo di fuori e vuol far intendere che il difetto sta nel nostro sguardo?
Ma quanto a lungo possono tirarla quelli che gli reggono bordone? La strada dell’inferno e’ tale che una volta imboccata esige che si faccia sempre peggio?
Sanno benissimo anche loro che negare l’evidenza fino a questo punto non e’ lecito ne’ accettabile
Non possono davvero credere alle bugie che dicono e non possono nemmeno sperare che ripetendole riuscirebbe a cancellarle e non possono fare a meno di vedere che il male sta diventando peggio oltre ogni ordine di verosimiglianza e legittimita’. Siamo ormai in pieno delirio, un delirio che fa intravedere scenari solo orridi di un futuro che nessuno vorrebbe mai
Ma quale malfattore si potrebbe scusare davanti a un giudice o a un censore addebitando alla malafede degli altri quello che lui ha commesso?
Un presidente che delira sule mani senza sudore e sulla politica del cucu’? Siamo al manicomio! A quale persona di buon senso puo’ sfuggire che qui siamo alla paranoia di un tiranno arrivato alla neurodeliri? Davvero voglia buttare questo paese in un abisso neurologico senza fine? Con un duce matto da legare che biascica e farfuglia col senno perduto? E una massa di malfattori che fingono che questo delirio abbia un senso?
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Di questi galantuomini..
Viviana Vivarelli

Ne ho piene le palle di falsi galantuomini alla Napolitano, che dovremmo riverire per protocollo senza vedere mai qualche merito. Se avessimo avuto la minima speranza che Napolitano ci tutelasse contro le efferatezze di B, l’avremmo persa da tempo e non per solo sospetto. Non crediamo proprio che Napolitano restera’ nella storia come un garante della Costituzione e della Magistratura e che il suo nome sara’ ricordato con rispetto.
A parte che ho seri problemi mentali a capire come mai il Lodo Alfano n° 1 era incostituzionale e e come invece il Lodo Alfano bis doveva essere firmato a passo di carica, ho cessato da un pezzo di ritenere che ci sia dell’affinita’ tra Napolitano e alcunche’ di democratico.
Quando l’ho sentito rampognare i Pm malati di protagonismo con gli inquisiti di De Magistris ancora al loro posto, quando Napolitano stesso ha affossato l’inchiesta Why not, quando ho visto come e’ stato zitto vedendo sotto accusa anche la procura di Apicella, mi sono chiesta che posizione avesse questo pres. della Repubblica nel famigerato e aggiornato elenco della P2.
Non sara’ certo con individui come Napolitano che il golpe di B sara’ arrestato, anzi…
Oggi dobbiamo vedere un B micidiale che distrugge a passo di carica ogni residuo di democrazia e che ha la faccia di dire che il golpe lo tenta qualcuno contro di lui, nel rovesciamento totale dei fatti dove il carnefice diventa vittima e il dittatore si identifica con lo stato violato.
Se non ci fosse questa claque di malaffare che applaude ogni demenza di un leader strafatto e ebbro di se’ fino al delirio, tutti vedrebbero con chiarezza la fine ingloriosa e spaventosa di un uomo ridicolo fino al ludibrio che sta infangando il nome dell’Italia e sta uccidendo la democrazia e ogni rispetto alla verita’ e alla giustizia mentre esalta ogni propria demenza come atto di stato.
B sara’ ormai in piena follia ma chi lo applaude e’ reo di tradimento verso lo stato italiano.
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Non retorica ma voglia di nuovo
Paolo De Gregorio

Mi si accusa di insistere con la retorica anticapitalistica. Come se questo fosse un aspetto secondario della nostra societa’. come se la proprieta’ capitalista di tutti i mezzi di informazione fosse un dettaglio, come se l’esproprio dalla politica delle decisioni economiche sia normale, come se i guasti della immigrazione non siano stati provocati da un modello di sviluppo deciso dagli industriali, come se sia giusto che le banche (uno dei poteri forti di proprieta’ capitalista), responsabili di truffe e raggiri, siano finanziate da soldi pubblici per evitare il giusto fallimento.
Mi rendo conto che oggi in Italia nessuno mette in discussione la dittatura del capitale per l’inesistenza di una sinistra di opposizione e per l’assenza di una visione strategica dell’evoluzione sociale che bolli il capitalismo come regime vecchio, responsabile di guerre colonialiste, di squilibri ambientali, che non ha mai risolto problemi come la fame e la sovrappopolazione, che nell’attuale momento di massima crisi ricorre a soldi pubblici destinati a opere sociali, per iniziare un nuovo ciclo distruttivo.
Quando facciamo finta di indignarci per le migliaia di operai che crepano sul lavoro o si ammalano per condizioni nocive, nessuno sostiene con chiarezza che sono tragedie provocate da chi per avidita’ e disprezzo per la vita altrui omette di spendere per la sicurezza, e questa e’ la fondamentale etica degli industriali, proprio quelli che affidano alla mafia i loro rifiuti tossici che uccidono anche altri cittadini, visto che vengono sversati nelle campagne.
Questo orrendo modo di produrre le merci, quasi sempre inutili e non essenziali, prevede altresi’ la schiavitu’ del lavoro salariato in cui grande parte della popolazione vive l’incubo degli incidenti, delle malattie, del licenziamento, in una generale precarieta’ determinata dai mercati globali dove e’ possibile che il tuo posto di lavoro venga delocalizzato all’estero, o venga cancellato dall’ingresso di altre potenze economiche che producono le stesse merci a costi inferiori, senza che tu conti nulla.
Non porsi il superamento di questo modello sociale, barbaro e distruttivo, classista e fallito, significa non incidere su niente, parlare del nulla, e condannarsi alla subalternita’ a vita.
E qui non si tratta di contrapporre i vecchi modelli di falso comunismo che hanno sostituito ai padroni capitalisti i funzionari di partito che hanno mantenuto lo stesso modello di schiavitu’ salariata, trattando se possibile ancora peggio le masse operaie.

Il discorso rivoluzionario, l’unico possibile, che segni l’evoluzione umana e non ci divida nelle categorie di chi comanda e chi obbedisce, e’ cambiare il modo di produrre, abolendo ogni gigantismo nella produzione, ossia i grandi modi di produrre che generano i monopoli e la globalizzazione, passare ai piccoli modi che sono sempre esistiti: individuale, familiare, in collaborazione cooperativa. Sistemi collaudati che non prevedono padroni, ma che sono in grado di produrre qualsiasi merce che sia essenziale alla nostra vita.
Ma cio’ non basterebbe, bisogna collocare questi giusti rapporti di lavoro nella cornice ineludibile della SOSTENIBILITA’, che deve prevedere uno sviluppo in cui ogni nazione raggiunga un equilibrio tra la sua popolazione e le risorse del territorio, e produca in modo diffuso energia rinnovabile e cibi per raggiungere una piena autosufficienza.
Le basi per la pace, la fine della distruzione dell’ambiente, la fine delle emigrazioni, sono questo.

E ora non c’e’ da prendersi in giro con le teorie e le analisi.
Milioni di schiavi salariati in Italia potrebbero emanciparsi dalla loro schiavitu’ fondando modernissime “fattorie solari”, ripopolando le campagne, dove possono produrre e vendere energia fotovoltaica, ed integrare con qualche attivita’ agricola, facendo una vita indipendente, sicura, a contatto con la natura, legandosi strettamente al territorio.
Chi produce elettricita’ dal sole si puo’ scaldare, puo’ cucinare, puo’ illuminare la sua casa e collegare il suo pc, puo’ rinfrescarsi, puo’ alimentare una piccola auto elettrica, e con un po’ di agricoltura artigianale puo’ essere veramente indipendente contando anche su un reddito proporzionale al numero di metri quadrati di pannelli installati.
In Germania gia’ lo fanno e queste attivita’ hanno un impatto zero sull’ambiente.
Proporre ed organizzare questa evoluzione sociale, sarebbe un grande passo in avanti, che ci emancipa tutti dalle inutili parole sulla politica e sull’ambiente, e ci proietta in una dimensione di concretezza e lungimiranza.

Vaticano contro paradisi fiscali

Il Vaticano contro «lo scandalo dei paradisi fiscali e delle banche off shore, che sono tante e diffuse». A pochi giorni dal monito lanciato dal vescovo Gianpaolo Crepaldi, segretario del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace, il Papa, ricevendo la «Centesimus Annus-Pro Pontifice», fondazione impegnata nell’attivita’ caritativa, anticipera’ stamattina i temi dell’enciclica sociale in uscita tra due settimane. Secondo papa Ratzinger, i guasti di un sistema basato sull’idolatria del denaro e sull’egoismo oscurano la ragione e la volonta’ dell’uomo conducendolo su strade sbagliate. Nella bufera dei mercati, la crisi e’ l’occasione per ripensare l’economia tenendo conto delle esigenze di tutti gli strati della societa’. Una linea testimoniata da chi, come Crepaldi, ha riflettuto con il Pontefice su una crisi per uscire dalla quale «occorre non solo riattivare i sistemi finanziari dei Paesi sviluppati ed emergenti, ma anche bloccare la volatilita’ dei capitali e lo scandalo dei paradisi fiscali e delle banche off shore». Con una critica a «Paesi come l’Italia che tuonano contro i paradisi fiscali ma, invece di sopprimerli, li ospitano e li adoperano». Intanto e’ silenzio nei Sacri Palazzi sul libro-choc «Vaticano spa», basato sull’archivio segreto di monsignor Renato Dardozzi (consigliere economico della Segreteria di Stato), che documenta come un fiume di denaro, tra contanti e titoli di Stato, sia stato veicolato dallo Ior in una ragnatela «off shore» di depositi paravento intestati a fondazioni inesistenti. Tra l’89 e il ’93 vengono compiute operazioni su questi depositi per 275,2 milioni di euro di oggi, movimenti in contanti per 100 milioni, e transitano 100 milioni di Cct. Su uno dei conti aveva la firma Giulio Andreotti in un deposito intestato alla «Fondazione cardinale Francis Spellman
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Giuseppe Ideni manda
Veltrusconi degli anni ’80 – Il Baratto, il Pci e le televisioni
Kaos edizioni
Da Radio Radicale

La politica italiana e’ una grande finzione? Il libro di Michele De Lucia sui rapporti tra la Fininvest e il Pci delinea una realta’ che pochi conoscevano attraverso le relazioni e i rapporti tra il giovane Walter Veltroni e l’attuale Presidente del Consiglio B nel corso degli anni ’80. Il “Ventrusconi” di cui tutti hanno parlato in queste elezioni politiche ha un’origine lontana che sono in pochi a ricordare e a conoscere. Nell’intervista a “Radio Radicale” l’autore ne parla spiegando come e’ nato “Il baratto…il finto scontro per le televisioni negli anni 80 tra la Rai e la Fininvest fosse in realta’ (fu) scontro meno aspro di quello che potevamo immaginare. Noi siamo in collegamento con Michele De Lucia membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani […] Con la Kaos edizioni ha gia’ pubblicato il libro “Siamo alla frutta” sull’ex presidente del Senato Marcello Pera.
Michele De Lucia, come e’ nata l’idea di questo libro e volevo sapere anzitutto se concordi sul fatto che la politica italiana sia …una finzione.
“Ma si’, credo che in grandissima parte lo sia e credo che questo possiamo spiegarlo riconducendo tutto a quella che e’ storicamente l’analisi radicale del Regime italiano: del partito unico della partitocrazia articolato poi nelle sue varie sezioni in competizione tra loro per il potere, ma molto piu’ spesso in consociazione tra loro per il potere. Quindi, sia che ci sia un vincente, sia che ci sia un perdente di volta in volta ci si accorda per garantire in ogni caso cosa spettera’ al vincente e cosa al perdente. Questo, dalla cosa piu’ grande alla cosa piu’ piccola . E le televisioni sono state uno dei terreni preferiti e rispetto alle sorti della cosiddetta democrazia italiana che democrazia non e’ abbiamo avuto proprio il momento topico che sono questo tipo di rapporti tutti interni alla partitocrazia. Il Baratto e’ un libro su un sistema di potere che descrive aspetti di un sistema di potere.
Come e’ nata questa idea che la Kaos aveva gia’ sviluppato con un altro libro che era Il rosso e il nero che evidenziava le relazioni tra Silvio B e le Cooperative rosse nel corso degli anni 80? E’ stato lo scontro politico delle ultime elezioni o che tipo di altra considerazione c’e’ stata?..
Guarda, il progetto e’ nato alla fine di ottobre del 2007 quandi quando eravamo lontani dallo scioglimento delle Camere e anzi quando sembrava che il governo Prodi potesse durare almeno un altro anno che in realta’ era in via di disintegrazione, lo avevamo visto poi nel dicembre piu’ il centro destra che il centro sinistra questo per dire subito che e’ un libro indipendentemente dal momento elettorale in una fase in cui ilmomento elettorale sembrava che non dovesse esserci nel 2008. I fattori sono stati due: da una parte un po’ casualmente per la verta’, mi era caduto l’occhio su lla vicenda parlamentare della conversione del secondo decreto salva B del governo Craxi : avevo letto solo un trafiletto dove si diceva che il partito comunista non e’ che avesse fatto questa grande opposizione. Contemporaneamente, era iniziata la fase del tete a tete B Veltroni , questa propagandata fase di grande dialogo, questo “nuovo ecumenismo” potremmo chiamarlo. Unendo i due dati, mi sono insospettito e mi sono messo a cercare in modo certosino, molto ‘alla radicale’ chiudendomi letteralmente nelle biblioteche di mezza Roma, tirando fuori articoli interventi, ricercando sullo storico ANSA , spulciando la serie storica di Rinascita quella de Il moderno e di altri periodici e quotidiani e naturalmente il ricchissimo archivio di Radio Radicale, che ringrazio che e’ veramente una miniera d’oro. E li’, cominciando a scavare, e’ venuto fuori di tutto, ma…sono venute fuori informazioni notizie documenti testimonianze che hanno preso forma via via…Cioe’, io, quando ho iniziato, ho iniziato per curiosita’ e non pensavo minimamente di mettere le mani sulle cose sulle quali io ho messo le mani. Quindi, il libro si e’ fatto strada facendo, e’ stato un work in progress e, quel che tengo a dire e’ che questo non e’ un libro “a tesi” ; non ci sono teoremi, e’ cronaca e’ la ricostruzione con il rigore del cronista potrei dire, di fatti accaduti…Non e’ un libro sulle intenzioni bune o cattive, e’ un libro sui documenti, sui fatti , su quelle che poi sono state di volta in volta le prese di posizione ufficiali. E, attraverso questa ricostruzione per le contraddizioni del “dichiarato”, per esempio i comunicati stampa e del “fatto”, i comportamenti nelle aule parlamentari, le dichiarazioni rese durante occasioni pubbliche, sono riuscito a ricostruire una vicenda che a mio avviso e’ davvero inquietante, perche’ e’ una pantomina , o un minuetto, se volete. Qual e’ il cuore del “baratto”…fermo restando che il titolo del libro e’ singolare ma parla di molti baratti… Lo ripetoe’ un sistema di potere che viene descritto, che viene ricostruito . All’inizio dell’85 dopo quello che e’ passato alla Storia come l’oscuramento delle Reti Fininvest da parte dei Pretori , in realta’ un auto-oscuramento, nel senso che i Pretori erano intervenuti soltanto per impedire quella che era una sorta di diretta-differita, una trasmissione generalizzata su tutto il territorio nazionale che non era consentita dalla legge…Se B. avesse rinunciato , se avesse cessato di fare questo collegamento tra tutte le Reti (col sistema delle cassette) del suo network, avrebbe potuto tranquillamente continuare a trasmettere. B invece scelse di creare ”il caso” e gia’ allora uso’ le sue televisioni per condizionare l’opinione pubblica rivendendogli una balla perchee’ nessuno aveva oscurato nessuno.

– L’allora presidente del Consiglio Craxi si tuffo’ letteralmente in aiuto del suo amico B e…questo e’ un altro episodio tipicamente italiano…Io spesso ho parlato di “committenza normativa” per quanto riguarda le grandi imprese nel nostro Paese, a cominciare dalla Fiat e devo dire che anche la Fininvest non si e’ sottratta. Craxi cosa fa: Craxi adotta un decreto legge e vi pone poi la questione di Fiducia…Adotta un decreto legge e salva B letteralmente, su misura per la Fininvest . Il Decreto doveva essere convenrtito entro la mezzanotte del 4 di febbraio e, ricorrendo all’ostruzionismo, non ci vorrebbe praticamente nulla per farlo saltare. Invece, che cosa accade: accade che il Partito Comunista a piu’ riprese garantisce il numero legale e poi, al momemto della votazione, dopo avere rinunciato all’ostruzionismo, abbandona l’aula in finta polemica col presidente del Senato che era allora Francesco Cossiga che aveva effettivamente strozzato i tempi del dibattito. Morale della favola: in tempo utile il Decreto viene convertito con l’aiuto fattivo del Partito Comunista . E perche’ il Partito Comunista aiuta Craxi e aiuta B? perche’ – e questo e’ l’oggetto del baratto – nello stesso Decreto Legge da convertire non c’erano soltanto le misure pro B, ma tutta una parte del Decreto riguardava la modifica delle norme che disciplinano i vertici della RAI. Per il Partito Comunista significava il perfezionamento di quella che era gia’ avviata prassi consociativa, vale a dire sancire organizzare potenziare questo sistema. D’altra parte, il Pci ha sempre parlato di pluralismo rispetto alla informazione radio televisiva. Non ha mai parlato di democrazia, ma il loro pluralismo e’ consociazione. Loro storicamente per “pluralismo” hanno inteso la consociazione. E cosii’ sono andati avanti e cosi’ hanno consolidato e chiuso il loro assoluto controllo su Rai 3.
Allora possiamo dire che TeleKabul fu una coproduzione B PC.
Ma Telekabul e’ figlia di quella vicenda, senz’altro.
Quali altri sono i baratti che tu descrivi nel libro…? Ma, soprattutto, ritieni un elemento di debolezza della nostra democrazia il fatto che oggi l’espressione delle piu’ grosse leadership italiane siano frutto del mercato massmediatico…come si potrebbe dire?

Ma guarda, la situazione della informazione, anzi della non informazione in Italia e’ nota. Io leggo ancora in queste ore le dichiarazioni del ministro Melandri, del Ministro –Ombra delle telecomunicazioni Melandri che mi pare rischiare, – come tutto il governo ombra di essere – piu’ che un ministro ombra , l’ombra del ministro vero e l’ombra del governo vero:all’ombra del governo vero…Pensare di intervenire sulla Rai senza intervenire sul privato e viceversa e’ qualcosa che non sta assolutamente in piedi. Di fatto, Rai e Mediaset si legittimano l’una con l’altra col 3+3: io non credo che nel regime italiano ci sia la possibilita’ di adottare qualsivoglia nuova norma sulla Rai che sia capace di fare uscire i partiti , il controllo partitocratico dal cosiddetto servizio pubblico.
Io penso che l’unica soluzione sia quella di dare seguito al referendum promosso e vinto qualche anno fa dai radicali, quello che eliminva dall’ordinamento italiano le norme che impedivano di privatizzare la Rai. (Il modello e’ Radio Radicale, ce l’abbiamo sotto gli occhi e tutti i cittadini possono constatare come funziona).

Mi convince molto di piu’ e funziona molto meglio un sistema per cui si da’ un servizio pubblico con delle regole precise , con un contratto ben fatto ben articolato che dia tutte le garanzie: un servizio pubblico in concessione a un privato. Credo che questo sia l’unico modo per liberarci dalla cappa di piombo che abbiamo. D’altra parte, in Italia abbiamo il sistema delle tre televisioni piu’ tre . In Paesi come la Francia un privato non puo’ possedere piu’ del 25 per cento di una Rete televisiva…

Senti ci spieghi…Io ho sentito diversi commenti su questo libro..L’impressione che hanno detto alcuni e’ che sei stato piu’ impietoso nei confronti di Veltroni che di B. E’ cosi’, o e’ una interpretazione sbagliata questa?
Ma sai… da cosa puo’ essere determinato questo che io considero un “effetto ottico”? Dal fatto che, su B si e’ detto e si e’ scritto gia’ molto : in fondo questo e’ il primo libro che esce che riporti tutta una serie di notizie anche su Walter Veltroni. E credo che sia l’effetto novita’. Da un certo punto di vista sono piu’ le cose nuove le cose inedite su Veltroni che non su B; anche se questo e’ vero solo in parte, e magari tra poco ci verremo, perche’ ci sono delle assolute chicche. Per esempio, rimanendo su Veltroni: gli scritti del giovane Veltroni per Roma Giovani, mensile ufficiale dei Giovani Comunisti romani sono assolutamente introvabili . Io piu’ che…mi sono sentito un concorrente di una caccia al tesoro perche’ Roma Giovani che per legge la Biblioteca Nazionale dovrebbe avere , be’ alla Biblioteca Nazionale Centrale non ce n’e’ traccia. Presso la Fondazione Gramsci depositaria dell’archivio del fu PC esiste solo il primo numero e ricercando su tutto il sistema bibliotecario nazionale non se ne trova traccia. Poi, siccome Veltroni s’e’ fatto molti amici in questi anni, ho avuto un insperato colpo di fortuna e un privato che sono riuscito a rintracciare mi ha gentilmente prestato tutta la collezione di questa rivista. E ci sono delle chicche incredibili: Veltroni che attacca Kennedy, Veltroni che accusa la DC di avere svenduto il Paese agli americani. Veltroni che fa l’apologia del compromesso storico e del governo di unita’ nazionale di Berlinguer. D’altra parte, il lupo perde il pelo ma non il vizio e Veltroni abbiamo visto come proprio nelle ultime due settimane sia tornato su questo punto, sia tornato a celebrare la politica berlingueriana dell’Unita’ nazionale. In questo devo dire, almeno in questo, in assoluta coerenza con la sua storia. E quindi questo materiale si trova attualmente nel Baratto e’ disponibile solo li’.

Ma poi c’e’ tutto l’archivio di Radio Radicale, cito due episodi che sono poi la parte principale del libro. Il primo e’ la partecipazione di B e Veltroni insieme alla Festa Nazionale dell’Unita’ a Milano nell’86 dove Veltroni a mio avviso realizzo’ un capolavoro di ambiguita’. In pratica Veltroni dice a B : tu sei una vittima, tu sconti il padrinato politico soprattutto del PSI e di una parte della Dc, e quindi sei tu B (questa e’ la tesi del Veltroni modello 86) tu B sei vittima nelle loro mani ma come sai noi abbiamo posizioni molto piu’ aperte.Perche’ non parli anche con noi. Perche’ non ne discutiamo? E nel libro trovate poi la sbobinatura del dibattito alla Festa dell’Unita’ …E B che risponde: mi fa caldo al cuore sentire queste parole eccetera…

Ancora: 1988: audizione di Silvio B prsso la Commissione Cultura in Parlamento e lo stesso Veltroni rivolge delle domande a B ma e’ esilarante come Veltroni esordisce nel suo intervento, poi magari avremo modo anche con Radio Radicale di farlo ascoltare ai nostri ascoltatori. Veltroni inizia cosi’: “Ritengo che al dottor B vadano rivolti i complimenti, complimenti sinceri di stima per le sue capacita’. Il primo riguarda le sue capacita’ di imprenditore che e’ riuscito a inventare un settore realizzando effetti ritenuti positivi; il secondo complimento va alla sua capacita’ di avere imposto attraverso una alto grado di egemonia i tempi della decisione politica in un settore cosi’ delicato come e’ quello nel quale opera .
Cioe’ in pratica Veltroni celebra positivamente quello che e’ stato il metodo Bano dei fatti compiuti e delle semplici ratifiche da parte del parlamento attraverso i suoi rapporti con il Potere, con la partitocrazia.
Cosa serviva? Serviva la norma x y? Serviva la norma Z? I suoi amici al potere gli davano le norme di cui aveva bisogno. Cosi’ son sempre andati avanti. Veltroni apprezza questo modo di procedere evidentemente. Glielo dice chiaro, e’ negli atti parlamentari.
Quindi, nessun teorema, nessun libro “a tesi” ma l’esposizione di fatti che si volevano dimenticati, censurati e lasciati nell’oscurita’. E credo molte chiavi di lettura per comprendere quello che accade oggi: noi abbiamo da una parte la questione Rai che e’ subito stata posta da Veltroni e vedremo per fare cosa e per arrivare a quale punto ma dall’altra abbiamol a questione della legge elettorale. Allora il problema e’ questo: se B non da’ a Veltroni lo sbarramento alla legge elettorale per le europee il PD il 33 per cento alle europee non lo vede nemmeno col cannocchiale. Questo e’ un problema molto piu’ per Veltroni, ne ha bisogno molto piuu’ Veltroni che non B.
Quindi pensi che non fara’ opposizione fino a quando non gli da’ questo sbarramento…
Io questo non lo so , nessuno puo’ saperlo, ma qualcosina ce la scommetterei. Che, a parte qualche sceneggiata, e oggi qualcosa sulla Rai abbiamo visto, io non credo che ci saranno…Magari ci sara’ molto fumo ma non ci sara’ l’arrosto. Oggi Veltroni ha drammaticamente bisogno di B. Poi potra’ accadere qualcosa di questo genere: B che continuera’ a pronunciarsi per uno sbarramento al 5 per cento. Veltroni a quel punto vestira’ i panni che gli sono consueti dell’agnello, del buono della situazione rispetto alla Sinistra comunista e dira’ ma no il 5 e’ troppo : facciamolo al tre al due al quattro, Poi, se B glielo dara’ andra’ da questi altri e dira’: “Vedete che vi ho dato una mano”
Se B andra’ direttamente al cinque per cento come sbarramento lui potra’ dire : Cattivo B io pero’ ci avevo provato”
In realta’ stapperanno una cassa di bottiglie di champagne.
Senti cosa ne pensi del B che alla fine degli anni ’80 entra nel mercato pubblicitario comunista. Glielo hanno rinfacciato in molti questo compromesso, con il mondo comunista che fu senz’altro sostenuto dal Pci e da quello che era il presidente della Lega delle Cooperative…che in quel periodo era Lanfranco Turci. Ci vedi qualche cosa di contraddittorio rispetto al B che poi e’ diventato politico. O per un imprenditore e’ naturale abbracciare tutti i mercati che si aprono?

Ma, per un imprenditore e’ assolutamente naturale. Poi c’e’ da dire che B e’ un imprenditore molto particolare ed era un impenditore molto particolare ben prima di entrare in politica . Nel capitolo iniziale dedicato a B, ho inserito il titolo: l’affarista del potere. Perche’, che si tratti di rapporti con persone risultate, cone B, iscritte alla P2, che si tratti di rappe’oirti con la partitocrazia nel suo insieme ; che si tratti di finire nelle agende non solo di Gelli ma anche di Pecorelli…Agli atti parlamentari – e qui cito puramente e semplicemente atti parlamentari basta andare alla biblioteca della Camera e mettersi a scartabellare i faldoni degli Atti della Commissione di inchiesta sullaP2 -….Ma questo per dire cosa..Per dire che B come la stessa P2 sono epifenomeni di Regime. Da questo punto di vista lui rappresenta proprio la summa di quello che non va di quello che non funziona in questo Paese. Il politico B poi ha fatto dell’anticomunismo una bandiera, anche se l’imprenditore B in realta’, nelle interviste che concedeva negli anni 70 e 80 non di rado aveva punte molto marcate di anticomunismo. Contemporaneamente pero’ B che cosa faceva…Nell’88 per esempio, il contratto in esclusiva tra Publitalia 80 e l’Unione Sovietica, B ci dice nella conferenza stampa estera che le trattative erano iniziate un anno e mezzo prima , quindio nell’86 ben prima della caduta del muro …B stipula questo accordo per cui Publitalia ha l’esclusiva per tutta Europa per la pubblicita’ nel mercato dell’Unione Sovietica che pian piano Gorbacev andava aprendo. Contratto in esclusiva di tre anni rinnovabile per altri tre ; in partica qualunque azienda europea che avesse voluto fare pubblicita’ in URSS avrebbe dovuto passare obbligatoriamente per Publitalia. Nel libro poi c’e’ l’anastatico del manifesto celebrativo di questocontratto, con uno schermo televisivo scritto in russo, il logo Publitalia 80 e la falce e martello. Non malecomecolpod’occhio.

Senti, il Partito comunista ha ricevuto finanziamenti attraverso la pubblicita’ da parte della Fininvest?

Nel libro riposto una intervista a Ludoivico Festa realizzata dal Corriere della Sera nel 2003 dove Lodovico Festa, che era ai vertici de Il Moderno , il mensile poi settimanale dei miglioristi lombardi del Partito Comunista…poi e’ passato al Foglio e dice in questa intervista che B prestava soldi al PC non soltanto dava soldi al giornale Il Moderno, e ci torno tra un attimo, ma anche acquistando pubblicita’ alle Feste dell’Unita’.
Ora la cosa delle Feste dell’Unita’ e’ anche piu’ comprensibile e meno sorprendente, se vuoi. Lo e’molto di piu’ invece la vicenda di questo giornale Il Moderno, nel senso che a un certo punto su ogni numero compaiono settimanalmente fino a tre pagine pubblicitarie fornato A3 di Publitalia, della Finivest, dei giornali delle Reti di B. Ma anche Mediolanum Assicurazioni, ma anche Centri Commerciali.
Piccolo particolare: Il Moderno vendeva poche centinaia di copie, Noi ci troviamo, per anni, tre pagine pubblicitarie giganti a settimana e molto spesso insereti di oltre 10- 15 pagine dedicate alle trasferte del Milan in Coppa dei Campioni realizzate assieme all’Ufficio Stampa del Milan. Oltre a articoli che compaiono sul Moderno contemporaneamente a quando B viene beatificato e santificato in un’unica soluzione.
Piu’ moderno di cosi’…
Si’, i miglioristi del PC erano la corrente dell’attuale presidente della Repubblica
Diciamo, il presidente della Repubblica e’ al di sopra delleparti!
pero’ era la corrente nella quale all’epoca era NAPOLITANO. Diciamolo chiaramente
No no e’ detto molto correttamente nel libro. D’altra parte noi abbiamo reso anche in questo caso un servizio pubblico semplicemente andando ad acchiappare e a ricostruire una vicenda che – lo ripeto – stava sepolta nelle biblioteche o, come ricordavo prima, in qualche caso nell’archivio privato di qualche persona di buona volonta’, ma tutte cose che sono state pubbliche e pubblicate e dichiarate e si e’ trattato semplicemente di recuperare tutto questo materiale , stabilire dei collegamenti tra i vari documenti e renderli disponibili.
Ma tanto ritengo questo lavoro corretto che con l’editore abbiamo deciso di inserire un’appendice che copre 120 pagine . Il titolo di questa sezione del volume e’. “Testuali parole”: E abbiamo fatto una cosa davvero radicale e cioe’ noi abbiamo ricostruito questa vicenda e vi diamo questa chiave di lettura ma vi diamo anche con un apparato sterminato di note e con tutti i documenti in appendice o almeno quelli che e’ stato possibile riprodurre senza fare magari due volumi o un’enciclopedia…Quindi quanto era sufficiente senza appesantire troppo…di modo che poi ciascuno possa trarre le sue conclusioni.

E, per chi li sappia leggere,credo che ci sia anche qualche utile spunto per [...] assolutamente incredibile anche per il basso profilo che ha…D’altra parte non solo di questo si tratta. Un’altra cosa che secondo me va portata all’attenzione degli ascoltatori e’ come, a un certo punto, il Partito comunista cerchi copiando lo schema B, quello delle cassette, preregistrate e diffuse poi su tutto il territorio nazionale, il Pci prova a imitare il metodo B e prova a costruire il proprio network, la Net, diretta proprio da Veltroni.
Ora, secondo la testimonianza di Primo Greganti nel libro parla Greganti e quella cito ne Il Baratto…quando poi il Pci si accorge che la Net diretta da Veltroni non ce la fa, chiaramente comincia a vendere le televisioni e, secondo la testimonianza di Greganti, alcune di queste televisioni sono state acquistate proprio da B. Ma, ripeto,e’ il dato di consociazione che e’ caratteristico della partitocrazia, che e’ caratteristico del regime italiano. Cioe’, in questi decenni, da una parte ci sono stati i radicali con il bavaglio di Pannella, con il fantasma della democrazia, con la nonviolenza, con i digiuni, con le denunce, in Italia e presso le Istituzioni europee e la denuncia in Italia, dall’altra c’e’ stata la partitocrazia, e il mondo imprenditoriale ha fatto da perfetta interfaccia ; e’ stato ed e’ una componente essenziale del regime, del sistema partitocratico…Voglio dire, chi ci ha rimesso, allafine…

Ci hanno rimesso i cittadini.

Mentre questi si spartivano tutto , lottizzavano tutto e si distribuivano anche il piu’ piccolo e ammuffito dei sottoscala, i cittadini italiani erano privati del diritto a essere informati, del diritto a conoscere per deliberare e tante delle iniziative radicali sono passate sotto censura e anche per questo oggi ci ritroviamo nella Italia in cui ci ritroviamo. Io spero che questo libro, soprattutto per Veltroni (su B non ho sperae) …ilmessaggio che voglio dare e’: Basta! [...]
Senti l’annotazione che tu facevi su Net Tv , e’ in qualche modo la metafora che la forza di B e’ venuta anche dai fallimenti del Pci in cui c’era Veltroni che non ha saputo fare quello che poi e’ stato abilissimo a sfruttare Berlisconi?
Mah, sulla ailita’ di B non ci piove, la combinazione e’ stata che B. oltre a essersi introdotto in tutti i gangli del potere italiano, gia’ pienissimamente negli anni 70…ha unito al suo essere l’affarista del potere anche una capacita’ e una spregiudicatezza con poche pietre di paragone. B e’ uno che gioca al gatto e al topo…Non ricordo chi lo ricordava recentemente. Ma e’ vero che B. e’ bravissimo a fare con te trattative e accordi da cui tu hai tutto da perdere e lui tutto da guadagnare. In realta’ qui il PC non e’ che abbia perso granche, ma ha avuto come pedina di scambio del baratto la piena lottizzazione della Rai con la piena partecipazione del Partito comunista. Lo ripeto, il loro e’ pluralismo, quello degli altri e’l ottizzazione. Eh non funziona cosi
Senti un’ultima annotazione…Quando e’ uscito il libro quale era la volonta’ dell’editore per fare uscire questo libro..

La volonta’ comune era quella di uscire piu’ presto possibile. Dopo di che e’ stato un libro complicatissimo, e’ stata la cosa sicuramente non la piu’ faticosa anche se e’ stata molto faticoso, ma piu’ complicata … perche’ era un tale intrico di dati, di materiale, di possibili chiavi di lettura, di fonti, di giochi e giochetti, di detti e non-detti, di pubblico enon-pubblico. Oltretutto abbraccia un arco di tempo cosi’ ampio perche’ in realta’ parte da meta’ anni 70 (su questo forse l’occhiello del titolo inganna un po) Il libro parte da meta’ degli anni 70 e arriva fino al 2008 . La complessita’ e’ stata tale per cui quando stavamo per chiudere stavamo per andare in stampa, ho deciso io di prendermi un altro po’ di tempo , un altro paio di settimane perche’ ho voluto riscrivere delle parti e il libro e’ andato in stampa quando sono stato soddisfatto di quello che era venuto fuori.

Poi chiaramente ora la parola e’ agli ascoltatori , ai lettori e faro’ tesoro di ogni giudizio , di ogni reazione che arrivera’, dalla piu’ positiva alla piu’ negativa. Quello che mi interessa e’ fare informazione e dare alcune chiavi di lettura possibili di questa legislatura magari per scongiurarle…Io ritengo che questa legislatura possa essere davverola pietra tombale per lo stato di diritto in Italia, quel che ne resta se c’e’ rimasto qualcosa, credo che ci siano grandissimi pericoli.
Credo che tanti di questi pericoli possano essere compresi leggendo Il Baratto. Spero che avere fatto questo libro possa se non rimane completamente clandestino aiutare a scongiurare il peggio e anche magari aiutare qualcuno dei protagonisti a combinare qualcosa di meglio che in passato. D’altra parte il vecchio Pci era stato addirittura contrario alla televisione a colori.
Quello era La Malfa…I Sindacati gli diedero ragione, insomma pero’
Ricorda un po’ i papi che erano contro le Ferrovie
Be’ non e’ vero che i papi erano contro le Ferrovie perche’ Pio Nono aveva inaugurato la Roma Ancona, ha creato la Stazione Termini…Un’ultima cosa, per quanto riguarda l’alleanza tra Radicali e partito Democratico, questo libri ha creato qualche frizione, qualche problema, ne hai avuto sentore, oppure si e’ scelto, come si fa in queste circostanze per moltilibri della Kaos …il silenzio?
Ma che io sappia non c’e’ stata nessuna reazione. E d’altra parte l’imbarazzo in questo caso non sarebbe radicale ma sarebbe della controparte, Il problema non e’ di chi denuncia queste cose , le documenta e le porta alla luce del sole. Semmai di chi le ha fatte, In parte perche’ non e’ stato capace di leggere fino in fondo le situazioni, che vi via andava ad affrontare ed in parte perche’ c’e’ stato, anche da parte di Velroni, un eccesso di realpolitik che ha portato di volta in volta il Partito Comunista di volta in volta di quella che era la convenienza , la politica del momento, invece di fare una battaglia veramente per la liberta’ di informazione, per il diritto dei cittadini ad essere informati. Quindi, no…l’imbarazzo di certo non e’ nostro, temo che si stia scegliendo, come giustamente ricordavi tu propriola via del silenzio, della censura. Credo che cercheranno in ogni modo di evitare che se ne parli e noi cercheremo di fare di tutto perchee’ se ne parli e se ne parli nei termini corretti. E che sia una utile occasione di riflessione e di dibattito che consenta di leggere la situazione di oggi, di evitare che si compiano di nuovo inciuci, e gli errori e non solo gli errori drammatici del passato. Che si possa riprendere finalmente a fare quel millimetro al giorno nella direzione giusta che oggi e’ proprio di la’ da venire. Mi pare che stiamo facendo un chilometro al secondo nella direzione sbagliata.
Io ti ringrazio di aver discusso con noi de Il Baratto di quest sorta di Veltrusconi degli anni 80 e qui hai rivelato, trovate tante fonti che forse sarebbero andate perse, sarebbero rimaste nell’oblio. Ringrazio l’Autore del Baratto edito dalla Kaos: Michele De Lucia.
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