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	<title>Commenti a: MASADA n. 832. 28-11-2008. Il legno storto</title>
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	<description>Periodico di lotta e poesia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 11:23:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: MasadaAdmin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MasadaAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 14:04:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentile Viviana,
questa tua lunga considerazione sul genere umano si ricollega, incredibilmente, ad una mia lettura che, in questa notte, mi ha accompagnato a lungo nei momenti di insonnia prolungata. Il volume che leggevo è un breve saggio su &quot;la dimensione esistenziale dell&#039;&#039;uomo nuovo&#039; nella lirica greca&quot;, che, al di là del titolo altisonante, prelude ad una lettura piacevole e fortemente introspettiva. L&#039;Autore, L. Arvese, stigmatizzava l&#039;incredibile salto culturale (ma non solo), che portò ad un cosiddetto &#039;cambio di obiettivo&#039; e cioé, dalla poesia epica, che cantava le gesta degli eroi, seguì una comunicazione poetica nuova, interprete della mutata visione del mondo e dell&#039;uomo, determinata dalla scoperta del valore della personalità umana, cioé dell&#039;uomo come individuo, non più soggiogato dal fascino di gesta eroiche, ma attento e consapevole dell&#039;importanza dei propri pensieri, dei propri sentimenti, delle proprie azioni, anche quelle semplici e quotidiane.
Un balzo culturale immenso, e credo che la tua cultura e sensibilità concorderà su questo, avviato da persone di oltre 3000 anni fa.
E oggi? Quella sensibilità introspettiva, quel valore nuovo dell&#039;uomo, quel porre al primo livello d&#039;importanza l&#039;animo umano, che fine ha fatto?
Un salto indietro di millenni, questo ha procurato culturalmente e umanamente la &#039;nostra civiltà&#039; ultramoderna, l&#039;invincibile tecnologia ha assorbito e fagocitato l&#039;uomo, restituendocene solo i resti inutilizzabili e irriconoscibili.
Siamo ritornati al tribale: è triste.

Un saluto.

Fulvio

Caro Fulvio
Credo che non possiamo tornare al tribale, malgrado i tentativi di restarci della Lega nostrana, perché lo sviluppo storico dell&#039;umanità non si misura per fortuna nella scarsa evoluzione di qualche gruppo né si conta sui piccoli numeri e sui tempi brevi, ma si collega col procedere dell&#039;evoluzione della mente umana considerata molto più in generale. Anzi la facilità delle comunicazioni e la struttura del villaggio globale possono rendere molto più rapido lo sviluppo dell&#039;inter-mente oggi più di prima.
Il tempo degli eroi sublimava e oggettivava bisogni ed esigenze umane in un limbo che trapassava dai sogni ai grandi miti. Oggi la nuova soggettività crea una forma di responsabilità individuale che, se da una parte tocca il fare e il maturare del singolo nella sfera propria, dall&#039;altra si lega a forme di sentire comuni che oltrepassano qualunque limite di spazio e tempo. Si esce dal fantastico per entrare in un ideale condiviso più pragmaticamente alla cui attuazione ognuno di noi può partecipare. La realizzazione del sogno è diventata più concreta e fattuale. Non abbiamo più bisogno dell&#039;eroe e del condottiero mitico che sta nel cielo degli dei, siamo noi stessi in ogni passo del quotidiano eroi che possono salvare il mondo.
viviana]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Viviana,<br />
questa tua lunga considerazione sul genere umano si ricollega, incredibilmente, ad una mia lettura che, in questa notte, mi ha accompagnato a lungo nei momenti di insonnia prolungata. Il volume che leggevo è un breve saggio su &#8220;la dimensione esistenziale dell&#8221;uomo nuovo&#8217; nella lirica greca&#8221;, che, al di là del titolo altisonante, prelude ad una lettura piacevole e fortemente introspettiva. L&#8217;Autore, L. Arvese, stigmatizzava l&#8217;incredibile salto culturale (ma non solo), che portò ad un cosiddetto &#8216;cambio di obiettivo&#8217; e cioé, dalla poesia epica, che cantava le gesta degli eroi, seguì una comunicazione poetica nuova, interprete della mutata visione del mondo e dell&#8217;uomo, determinata dalla scoperta del valore della personalità umana, cioé dell&#8217;uomo come individuo, non più soggiogato dal fascino di gesta eroiche, ma attento e consapevole dell&#8217;importanza dei propri pensieri, dei propri sentimenti, delle proprie azioni, anche quelle semplici e quotidiane.<br />
Un balzo culturale immenso, e credo che la tua cultura e sensibilità concorderà su questo, avviato da persone di oltre 3000 anni fa.<br />
E oggi? Quella sensibilità introspettiva, quel valore nuovo dell&#8217;uomo, quel porre al primo livello d&#8217;importanza l&#8217;animo umano, che fine ha fatto?<br />
Un salto indietro di millenni, questo ha procurato culturalmente e umanamente la &#8216;nostra civiltà&#8217; ultramoderna, l&#8217;invincibile tecnologia ha assorbito e fagocitato l&#8217;uomo, restituendocene solo i resti inutilizzabili e irriconoscibili.<br />
Siamo ritornati al tribale: è triste.</p>
<p>Un saluto.</p>
<p>Fulvio</p>
<p>Caro Fulvio<br />
Credo che non possiamo tornare al tribale, malgrado i tentativi di restarci della Lega nostrana, perché lo sviluppo storico dell&#8217;umanità non si misura per fortuna nella scarsa evoluzione di qualche gruppo né si conta sui piccoli numeri e sui tempi brevi, ma si collega col procedere dell&#8217;evoluzione della mente umana considerata molto più in generale. Anzi la facilità delle comunicazioni e la struttura del villaggio globale possono rendere molto più rapido lo sviluppo dell&#8217;inter-mente oggi più di prima.<br />
Il tempo degli eroi sublimava e oggettivava bisogni ed esigenze umane in un limbo che trapassava dai sogni ai grandi miti. Oggi la nuova soggettività crea una forma di responsabilità individuale che, se da una parte tocca il fare e il maturare del singolo nella sfera propria, dall&#8217;altra si lega a forme di sentire comuni che oltrepassano qualunque limite di spazio e tempo. Si esce dal fantastico per entrare in un ideale condiviso più pragmaticamente alla cui attuazione ognuno di noi può partecipare. La realizzazione del sogno è diventata più concreta e fattuale. Non abbiamo più bisogno dell&#8217;eroe e del condottiero mitico che sta nel cielo degli dei, siamo noi stessi in ogni passo del quotidiano eroi che possono salvare il mondo.<br />
viviana</p>
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