Nuovo Masada

Novembre 23, 2008

MASADA n. 829. 23-11-2008. La fiducia inesistente

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 10:42 am

La crisi incalza e nessuno fa nulla – Traditori di giornata: Villari e La Torre – Genova, la superba umiliata – Il successo di una manifestazione delle donne – 144 sindaci si ribellano alla privatizzazione dell’acqua – Gli USA eleggono un nero e noi facciamo le classi differenziali

La fiducia inesistente
Viviana Vivarelli

Non solo la crisi finanziaria fin troppo annunciata e’ scoppiata tirandosi dietro una gravissima crisi economica, ma nemmeno adesso si vede un barlume di soluzione, grazie ai collusi criminali che stanno al governo. Perche’?
Per le piccole aziende la causa del ristagno e’ semplice: la banca anticipava i soldi con cui compravano il materiale e pagavano gli operai, ora le banche non anticipano piu’ quei soldi e la produzione chiude. Lapalissiano! In Italia le piccole imprese sono 6 milioni. Chiudere loro l’accesso ai capitali significa mettere sul lastrico un numero enorme di famiglie e dunque bloccare completamente gli acquisti non di mera sopravvivenza, il che significa bancarotta del mercato.
Occorre ripristinare il flusso del credito alle piccole e medie imprese. Si fa forse qualcosa per questo? Nulla! Berlusconi e Tremonti non stanno facendo nulla. Berlusconi e’ tutto preso ad attaccare Di Pietro, l’unico avversario che ha, incettare la RAI, imbavagliare l’informazione, mettere le mani sul web e a tagliare tutti i rami dell’albero Italia finche’ non secchera’ completamente mentre lui puo’ sempre salvarsi all’estero col malloppo.

Intanto spende miliardi per una squadriglia di 133 bombardieri americani, aumenta gli sprechi della casta, tenta di condonare loro anche i reati gravi fino a 4 anni, non fa nessun piano di evacuazione dal Medio Oriente e continua a blaterare di TAV e Ponte di Messina.
I porci governi fanno chiacchiere ma si guardano bene dal fare fatti e mettere regole. Non avendo essi per primi un’etica, sarebbe strano ne mettessero una ad un sistema finanziario che finora e’ stato il loro piu’ lauto alleato. Ma anche in quei paesi dove i governi danno dei soldi alle banche, quelle li mettono nel caveau e se li tengono. Fine del discorso. Inutile insistere a dire che spetta agli Stati porre finalmente regole al sistema bancario e finanziario.
I mesi passano, i governi non fanno nulla, si sprecano in inutili convegni e roboanti discorsi come fa Berlusconi che non ha tirato fuori una lira per far riprendere al credito il suo giusto corso, e non parliamo dell’inettitudine di Draghi, ma anche dove, in UK o USA, i governi qualche soldo alle banche lo hanno dato, il risultato e’ rimasto a zero. In USA le banche hanno inglobato i fondi, hanno abbassato il tasso di interesse, ma chi aveva contratto un mutuo se lo ritrova sempre al 6,5 e continua sempre a perdere la casa, non un penny e’ andato a frenare la voragine mentre i Trichet o i Greenspan del momento, i grandi geni finanziari che ci hanno portato a questo disastro, dimostrano di non saper fare un’emerita cippa e Obama affida le finanze americane a un collega del precedente che seguira’ lo stesso corso suicida.
Perche’ non si e’ imposto che quella massa di nuova liquidita’ fosse vincolata ad emissione di nuovo credito? Perche’ si continua col sequel di fondi pubblici dilapidati a favore di imprese o istituti finanziari “da salvare” senza mai un corrispettivo in etica e buona condotta? Perche’ questi fondi che sono nostri, vengono dalle nostre tasche e sono soldi sudati da noi devono essere sempre dispersi “a fondo perduto”?
Cosi’ si prosegue con una sceneggiata tutta fumo e niente arrosto, talmente niente arrosto che nemmeno la Borsa finge di credere alle promesse e continua a crollare. E i grandi organismi internazionali che hanno fin qui sostenuto e imposto il sistema perverso dell’iperliberismo suicida, la BM, il WTO, il FM, la BE, la FED, ora si guardano bene dal modificare dall’alto lo status quo e decidere anche la piu’ piccola regola che freni le sregolatezze abbondantemente dimostrate della Borsa e del sistema.
Il vulcano e’ esploso e chi aveva sinora ravvivato le fiamme ora non ha la piu’ pallida idea, o voglia, di spegnerlo. Si aspetta che le cose si aggiustino da sole! Il che vuol dire crisi ad libitum! E questo la dice lunga sull’irresponsabilita’ cinica e criminale del sistema stesso e di chi dovrebbe regolarlo.
A questo punto cosa stiamo aspettando? Babbo Natale? L’ipocrisia generale e’ massima e, fra tutti, questi capi di Stato fanno l’emerita figura dei complici ipocriti. Stanno tutti fingendo di fare qualcosa ma in realta’ si guardano bene dall’imporre a questo mercato suicida e criminale la piu’ piccola regola di buona condotta, non un derivato e’ stato eliminato, non un mutuo impossibile e’ stato vietato, non la piu’ piccola regola di trasparenza bancaria e’ stata ordinata. Nulla di nulla! La grande fiera dell’ipocrisia continua e distruggera’ tutti noi, mentre i principali responsabili continueranno a prosperare in un lusso concordato e connivente in cui e’ ormai scomparsa la piu’ piccola traccia di distinzione politica.
Capitale con capitale, interessi di casta con interessi di casta… e dei cittadini o dei lavoratori o degli investitori o degli elettori chi se ne frega! Il capitale riesce a fare guadagni anche dalla crisi come ne ha sempre fatto dalla guerra. E cosi’, senza fare nulla e lasciando un mercato corrotto e perverso senza il minimo correttivo, il capitalismo proseguira’ i suoi giochi distruttivi e i governi, di qualunque colore siano, si guarderanno bene dall’intervenire su una giungla che, se non esistesse, segnerebbe anche la loro fine di parolai inutili e malefici.
Ora stanno tutti a vedere cosa fa Obama. E allora? Obama ha promesso 2 milioni e mezzo di posti di lavoro mediante opere pubbliche, ripristino degli edifici scolastici, investimenti nella scuola pubblica, nella ricerca e nelle energie alternative e ritiro dalla guerra… forse che qualche governante europeo lo sta imitando?
In Italia si fa addirittura il contrario. Berlusconi deprime scuola, ricerca e energie alternative e annunzia nuove spese belliche e nuovi sprechi del carrozzone di regime. I tagli li fa solo sulle nostre tasche e sui servizi pubblici indispensabili, mentre aumenta indecentemente gli emolumenti di parassiti della politica e non passa settimana che non ritenti nelle pieghe di qualche legge un nuovo condono penale ai reati di Stato.
Roma ladrona si rinforza e riassicura grazie anche all’appoggio della Lega, e ormai anche il duello col Pd e’ diventato un minuetto in cui sotto i fini attacchi retorici stanno gli abbracci e ritornano i collusi di sempre con nuove strategia spartitorie piu’ indecenti di prima, nuove bicamerali, nuove svendite di pubblici interessi, nuove alleanze per far fuori la democrazia, nuove ferite alla Costituzione, un sistema ormai cosi’ imbastardito che i Bruto che ti pugnalano alle spalle sono ormai la prassi piu’ acclarata e il trend piu’ diffuso (Villari e’ un serial, i Mastella, i Violante, i Grillo, i de Gregorio o lo stesso D’Alema), e vince chi e’ piu’ corrotto e compra piu’ corrotti e il popolo ciuco pure lo applaude, corrottissimo anch’esso. Il popolo muore a causa delle vergogne pubbliche ma continua a votare per i massimi autori di quelle vergogne, mentre chi potrebbe staccarsi dal sistema marcio e combatterlo (quel che resta dell’unione arcobaleno) e’ intento solo a dilaniarsi in lotte intestine (sgradevolissima la scissione di Vendola o di Liberazione) perche’ anche nella piu’ piccola piega dell’impero, l’egoismo piu’ sfrenato e’ ormai l’unico protagonista. E questa e’ la massima follia.
Si dice che l’unica ricetta per far riprendere vita a un morente sia la fiducia.
Fiducia in chi? In cosa? Il lavoratore, che resta disoccupato per le mostruosita’ di un sistema che non si autocorregge e che per le follie di questo sistema vede a rischio la propria famiglia, in cosa potrebbe avere fiducia? Una Chiesa attenta solo ai diritti di una Eluana, gia’ morta da 16 anni, e indifferente all’agonia di un intero paese, in cosa dovrebbe dare fiducia? Quando riduci un popolo a una massa di egoisti, ognuno attento solo al proprio piccolo e ristretto interesse e potere e pronto ad ogni mercato pur di conservarlo, parlare di fiducia diventa una bestemmia.
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In Italia la tortura non e’ reato
Come si dice, l’Italia e’ la culla del diritto e la tomba della giustizia
!
.51.
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Godi e soffri!

Video: Tolleranza Zoro, lettera a Veltroni da un comunista non si sa se piu’ incazzato o piu’ depresso

it.youtube.com/watch?v=AZVs2L3lDOI&feature=related
it.youtube.com/watch?v=bCcwY3H-Wtc&NR=1
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Se io non spero piu’ speriamo che la speranza speri per me
E’’ un po’ la parafrasi di: se io non credo in Dio, speriamo che Dio creda in me
Insomma: speriamo comunque che qualcosa accada

Viviana
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Marco Nuoro

Da tempo avevo perso le speranze.
Negli uomini, nelle istituzioni.
In ogni cosa!
Ora l’ho ritrovata! ho di nuovo speranza!
in che cosa?
nella chiesa?
no…nei gratta e vinci!!!!!!!
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Morto Curzi

Ho criticato Curzi senza sapere che era morto altrimenti mi sarei astenuta per una forma elementare di rispetto
Bene non posso dirne. Era un moderato? Essere un moderato in Italia non e’ piu’ un vanto. E’ grazie a questa opposizione di moderati che l’Italia da ammalata diventa morente. E’ meglio un medico brusco che sa combattere la malattia che mille medici moderati che la lasciano prosperare.
In tempo di diritto essere moderati e’ la norma, di fronte al crimine restare moderati e’ una sconfitta.

E’ morto Curzi. Aveva 78 anni.
Ha lavorato moltissimo in RAI. Di fronte alle scempio che la Rai e’ diventata, non riesco a dire una parola di lode per uno che ha contribuito alla sua rovina.
Riesco a pensare solo una cosa: la morte e’ ormai l’unico motivo per cui qualcuno in questo paese lascia una carica pubblica.
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Pizzini
Viviana

Ci mancavano anche i pizzini di La Torre nel caso Villari e i complotti traditori di D’Alema contro Veltroni sul caso della Viglanza RAI. Queste lotte del potere sono sempre piu’ disgustose.
Io ne ho piene le tasche del complottismo di D’Alema e del buonismo collaborazionista di Veltroni che hanno portato ambedue con metodi diversi al fallimento della democrazia.
Con D’Alema perdemmo il governo, con Veltroni abbiamo perso le elezioni e in pochi mesi il Pd e’ andato sotto di altri 5 punti. Il biasimo popolare non potrebbe essere piu’ grande, ma la prospettiva di tornare alle turpitudini di D’Alema al suo progetto in bicamerale di distruzione dello Stato democratico lascia sbigottiti.
Se guerra ci deve essere, spero sia con la sconfitta di entrambi e con la loro totale sparizione dalla scena politica e c la riscossa di una vera opposizione pulita e netta a Berlusconi senza tutti gli inciuci e le concessioni che abbiamo visto, che hanno favorito come piu’ non si poteva un fascismo dilagante. Vogliamo una opposizion,e comunque si chiami, e che non si chiami di sx solo per la posizione che occupa nell’emiciclo, che riporti in auge la democrazia, le libere preferenze elettorali, un referendum piu’ snello e vincolante, la lotta decisa al clientelismo e agli abusi politici, la tortura come reato pubblico, la difesa dei beni comuni e dei diritti civili, la difesa del lavoro e non del capitale, la lotta a oltranza all’iperliberismo e ai diritti feroci di un mercato senza controlli e di una Borsa piratesca. Nulla di quello che si inscena oggi sotto i nostri occhi in qualsivoglia schieramento ha qualche senso di civilta’, di democrazia e di onore. Tutto fa egualmente schifo e Villari come La Torre sono parte dello schifo comune. Questa non e’ democrazia, queste sono beghe tra feudatari in un regime feudale che portera’ il nostro paese dritti nel terzo mondo sempre che non ci siamo gia’ a pieno titolo.
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LA CRISI
Mauro Maggiora

In realta’ il tessuto produttivo in Italia non e’ in crisi, semplicemente non esiste piu’.
Le aziende che facevano produzione in grado di “forgiare” beni con alto valore aggiunto sono state vendute a multinazionali estere, si sono trasformate in multinazionali italiane o sono state smembrate in spezzatini nauseabondi .
E’ il caso dell’Olivetti, ad esempio…
Dopo queste fasi, si e’ provveduto a fondere le societa’ che venivano di volta in volta acquisite dalle multinazionali e poi si e’ cominciato a delocalizzare ed esternalizzare , prima timidamente, poi sempre piu’ violentemente.
Oggi siamo all’ultimo capitolo della storia del capitalismo e dell’industrialismo.
Vi sono piccole oasi dove un po’ di valore aggiunto italiano si continua a vedere , ad esempio nella produzione dei macchinari del settore alimentare e dell’imbottigliamento, soprattutto in Lombardia ed Emilia Romagna e qualche azienda esangue assistita dallo stato, qualche boccone dello spezzatino , pieno di grasso e nervetti..
Il resto e’ piccola impresa che produce stracci senza alcun valore , esposta alla concorrenza del “far east” e inguiata con gli strozzini legalizzati.
La grande tradizione metalmeccanica italiana e’ stata ridotta ai minimi termini, perche’ al saccheggio delle multinazionali ci si e’ messa pure la globalizzazione oltrecortina, quella che, con il crollo del muro, doveva garantire pace, amore e benessere.
Chissa’ quanti imprenditori rimpiangono il bel tempo in cui il mondo era diviso in due blocchi!!
Comunismo e capitalismo, complementari, a tal punto che crollando uno e’ crollato tutto.
Non c’e’ crisi per le industrie multinazionali, che non esistono piu’ in quanto industrie, ma si sono trasformate in mostri che inghiottono miliardi e il cui unico problema e’ il budget.
I Giacosa della Fiat degli anni sessanta sono stati sostituiti da tronfi laureati in economia e commercio o ingegneria gestionale etc
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Efficienza criminogena
Cesare (bloggher)

Dimostrazione di grande efficienza ed intelligenza: Berlusconi liquida Forza Italia in 10 minuti, costruisce un nuovo partito in 3 minuti, comanda l’Italia in un minuto, fa gli affari suoi ogni secondo del giorno con la complicita’ dell’opposizione.
L’era berlusconiana morira’ solo con la morte fisica del suo padrone miliardario e speriamo presto per la nostra rinascita.
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Le zanzare morirono tra gli applausi.
Sic fiat tirannis

Mafalda
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Don Aldo manda

Mi alzo e vedo la neve sui monti,
anche a bassa quota.
Gelida.
Come i sorrisi sadici
del nano giocoliere.
Bianca come il volto di plastica
dei suoi servifacenti
e come non mai le loro coscienze
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Articolo 11 Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo

1. Ogni individuo accusato di un reato e’ presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
2. Nessun individuo sara’ condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potra’ del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso
“.

Si tratta di una norma di contenuto molto denso, una sorta di sintesi delle sintesi dei principi che devono informare il giusto processo. Anche in questo caso si tratta di principi, che nel loro insieme, appartengono a quella parte del diritto consuetudinario che qualifica il progredire della ‘civilta’ del diritto’. Innanzitutto la presunzione d’innocenza, la quale deve sussistere fino a quando la colpevolezza dell’accusato non sia stata provata legalmente. E’ un principio delicatissimo, che pero’ puo’ essere nullificato da uno ’strillo’ di mass media. Ne va della dignita’, spesso della stessa vita fisica, della persona.
Il secondo comma dell’articolo richiama altri importanti principi in materia di diritto e procedura penale, in particolare ‘nulla poena sine lege” (irretroattivita’ della legge penale). Ma questo non vale per i crimini di guerra, i crimini contro l’umanita’, il crimine di genocidio.
Il lungo e dettagliato articolo 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici stabilisce il diritto dell’accusato alle seguenti garanzie processuali ‘minime’: di essere informato sollecitamente, ‘in una lingua a lui comprensibile’, della natura e dei motivi dell’accusa; di disporre del tempo necessario per preparare la difesa; di essere giudicato ’senza ingiustificato ritardo’, cioe’ in tempi ragionevoli; di essere presente alle udienze; di beneficiare di gratuito patrocinio (difensore d’ufficio) in caso di necessita’; di interrogare o fare interrogare i testimoni a carico; di farsi assistere gratuitamente da un interprete; di non essere costretto a deporre contro se stesso; di potere ricorrere ad un tribunale di seconda istanza (in Italia, oltre che in appello, anche in Cassazione); dopo la eventuale condanna, che venga riesaminato il caso in presenza di fatti nuovi; di essere adeguatamente indennizzato in presenza di errore giudiziario.
L’articolo 10 del Patto internazionale dispone che chi e’ privato della propria liberta’ deve essere trattato “con umanita’ e col rispetto della dignita’ inerente alla persona umana”, che gli imputati devono essere separati dai condannati, e che gli imputati minorenni “devono essere separati dagli adulti e il loro caso deve essere giudicato il piu’ rapidamente possibile”. Per i minorenni, piu’ dettagliate disposizioni sono nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dei minori del 1989.
Un principio di grande civilta’ giuridica e’ quello che bilancia gli strumenti dell’accusa con quelli della difesa.
Con l’avvento del Diritto internazionale penale, in fertile interazione con il Diritto internazionale dei diritti umani e il Diritto internazionale umanitario, e l’entrata in funzione della Corte penale internazionale e dei Tribunali internazionali speciali, si va affermando il principio di “universalita’ della giustizia penale” per quanto riguarda i crimini di guerra, i crimini contro l’umanita’ e il genocidio. Le giurisdizioni sopranazionali e le giurisdizioni interne degli stati sono egualmente competenti a perseguire i presunti criminali.
In Italia, i processi sono lenti, quelli civili hanno tempi escatologici, le carceri sono sovraffollate, con grande maggioranza di immigrati, quasi ciclicamente scattano periodi di ‘manette facili’. Al processo giusto, equo e in tempi ragionevoli, condotto da giudici indipendenti e imparziali, cosi’ come a luoghi di detenzione che facciano salva la dignita’ umana dei reclusi, tutti abbiamo diritto in virtu’ non soltanto del Diritto costituzionale (interno) ma anche del Diritto internazionale dei diritti umani. La qualita’ dello “Stato di diritto” si misura proprio su questo terreno.
Nella casa di reclusione ‘Due Palazzi’ di Padova , insieme con l’affollamento, c’e’ anche un ‘polo universitario’, con giovani che si sono brillantemente laureati nel Corso triennale di “Scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani” e ora stanno studiando per conseguire il diploma di Laurea magistrale (biennale) in “Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace”. La speranza, unita all’intelligenza e alle fede in ideali universali, e’ una virtu’ molto fertile.”
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Paolo Farinelli prete

Care Amiche e Amici,
Abbiamo appreso con nostra somma gioia che non abbiamo solo un presidente del consiglio imprenditore, impiegato, operaio, cortigiano, americanservile, abbronzato, donnaiolo e pifferaio, ma anche un presidente «cu-cu’». Dicono le cronache per fare ridere la Merkel si sia nascosto dietro un palo e sia comparso all’improvviso facendo «cucu’». Lascio a voi il tempo di ridere, se ne avete voglia, ma io prendo atto che ormai precipitiamo verso l’arrembaggio del si salvi chi puo’ perche’ non vi basta essere gli ultimi della classe per decreto della Enterogelmini, ma dobbiamo anche essere ridicoli, anche oltre i 73 anni. Che Dio ce ne scampi e liberi al piu’ presto.
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GENOVA. LA SUPERBA UMILIATA
di don Paolo Farinella
pubblicato su la Repubblica

«Quella sentenza blasfema che violenta ancora la nostra citta’»
Oggi avrei voluto parlare della riunione dell’Assessore ai servizi sociali Roberta Papi con le Associazioni di volontariato e altri volontari per la programmazione del soccorso ai senza fissa dimora per il prossimo inverno. Sono convinto che i barboni siano un oltraggio per una citta’ come Genova che si vanta di essere citta’ civile e di Diritto. Invece!… all’improvviso ecco l’attesa sentenza sui fatti del G8 del 2001…voglio partecipare i lettori del sentimento profondo che ho provato nell’ascoltare la sentenza proclamata «in nome del popolo italiano». Essa mi tocca l’anima perche’ come privato cittadino fui spettatore inerme dei fatti di allora e testimone del «golpe» tentato dalla polizia di Stato (espressione onnicomprensiva di tutte le sigle delle forze del «dis»-ordine), su mandato del governo della corte berlusconiana, impunito ieri e spavaldo oggi. Sette anni sono trascorsi e abbiamo lo stesso governo che allora difese a spada tratta le malefatte, i misfatti e i reati di polizia e carabinieri assumendosene la responsabilita’ politica, cioe’ negando ogni addebito anche di fronte all’evidenza e scaricando ogni colpa sui manifestanti senza alcuna distinzione tra infiltrati protetti e manifestanti pacifici. Si’, io c’ero e ho visto. Se dovessi scolpire un’immagine, inviterei i Genovesi e i «Foresti» che ancora coltivano l’utopia della Democrazia e del Diritto, di fare ogni anno, il 14 novembre, un pellegrinaggio a Piazza Acquaverde, davanti alla stazione ferroviaria di Principe. Al centro della piazza c’e’ un monumento dedicato a Cristoforo Colombo. Le quattro figure vestite ai piedi della statua sono la Nautica, la Religione, la Prudenza e la Forza. Colombo nella mano sx tiene un’a’ncora su cui poggia il piede sinistro, simbolo della stabilita’ di Genova anche quando naviga sull’instabilita’ del mare. Con la mano dx a palmo aperto punta una donna quasi del tutto denudata, simbolo della gloria di Colombo che fu solo contro tutti. Oggi invece indica la Superba umiliata esposta alla pubblica gogna e al disprezzo dei passanti. Storicamente sembra che si tratti di una storia di corna nel casato di Marcello Durazzo, ma simbolicamente la donna svergognata, oltre che la fedifraga di casa potrebbe indicare la Patria quando viene meno ai suoi doveri di verita’ e giustizia. Il complesso artistico ben rappresenta la sentenza emanata nel giorno della vergogna, il 13 novembre 2008 che restera’ nella memoria dei Giusti il giorno osceno in cui la Superba Genova e’ stata stuprata, oltraggiata ed esposta al pubblico ludibrio internazionale. I giudici parlano per sentenze e hanno parlato. Noi ora commentiamo la loro parola con sentimenti di fuoco e la respingiamo al mittente: sulla Forza della Legge e del Diritto ha prevalso la Prudenza di giudici timidi che hanno voluto rappresentare lo status quo dell’Italia di oggi.
Hanno colpito i manovali fascisti e razzisti di uno squadrone senza legge e senza onore, assunto dallo Stato che li ha armati per una guerra dichiarata ad una citta’ e ad un popolo che doveva difendere dagli infiltrati, mentre sono stati aggrediti e violati dai tutori macellai della Legge.
Assolvendo i mandanti di squadristi fascisti hanno detto che a Genova non e’ successo nulla: solo una scampagnata degenerata in gazzarra, dove alcuni facinorosi «calienti» hanno un poco ecceduto. Non hanno tenuto conto della presenza, quella notte, di politici al piu’ alto livello che hanno avallato le scelte dei subalterni, ma ovviamente non hanno visto nulla. Assolvendo i vertici, i giudici hanno scelto di stare dalla parte del governo antidemocratico per mettersi al sicuro da garantite rappresaglie, ma hanno cessato di esercitare il magistero della Legge «in nome del Popolo Italiano».
Il governo berlusconista e i suoi compagnucci di merenda ringraziano sentitamente i giudici e i poliziotti picchiatori che durante lo stupro collettivo cantavano inni fascisti. La sentenza blasfema e’ la prova che il Diritto e la Legalita’ sono emigrati dal nostro paese. Mi appello al sindaco di Genova perche’ faccia votare una mozione per dichiarare il 14 novembre di ogni anno «Giorno del duplice stupro di Genova, la Superba», citta’ simbolo di un’Italia che ripudiamo insieme al suo governo, alla polizia, al suo capo e a questa sentenza. Non ci restano che le parole del Poeta per definire l’Itala e Genova, la Superba denudata: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!

Il successo di una manifestazione di donne
Doriana Goracci

Al giornale Rai 3 di stamattina 22 novembre 2008, ore 6,45, si e’ detto che le femministe e lesbiche cercheranno oggi di ripetere il successo dell’altr’anno. Grazie della menzione?
Chiariamoci, a noi donne non ci paga nessuno, non siamo in tournee, non siamo attrici di nessuna telenovela o animali da circo da contenere in una gabbia: saranno piu’ quelle che rimarranno a casa per molte giustificate ragioni che quelle che potranno essere in piazza. Noi ci saremo e con molte difficolta’ economiche e personali, per dar voce proprio a quelle che non ce l’hanno, tantomeno visibilita’, dati i Muri che vengono febbrilmente eretti e le Porte che si chiudono, sbattute in faccia. Non siamo per niente felici di riesibirci, gridando o in silenzio denunciando i numeri delle violenze che le donne subiscono quotidianamente in questa e in altre parti del mondo e non siamo per niente felici di denunciare, con innumerevoli difficolta’ di spazio ed espressione nel farlo, quale politica mortale di controllo, a titolo di Vita e di Bene, reprime e imperversa sulle nostre esistenze.
Non siamo per niente grate dell’attenzione dei Media che continuano a contarci e immortalare la nostra diversita’ di esistenza: siamo e saremo dentro e fuori questo sistema che fa della nostra vita uno sbandieramento di “consumo”, grazie alla “carita’ ” sempre piu’ precaria del nostro lavoro e impegno. Siamo e saremo in piazza, tra tutte e tutti, a denunciare la violenza maschile, delle Istituzioni, delle Amministrazioni, del Vaticano, delle Chiese tutte che da sempre impongono l’Adorazione Perenne della santita’ e del martirio. Non siamo bambole insanguinate, non siamo manichini da esporre o bersagli di continue aggressioni fasciste, ne’ i figli che abbiamo sono bambolotti di pezza, tantomeno le nostre compagne di cammino, come i nostri compagni di vita sono numeri di morti da giocare al Lotto o buttare in un cassonetto dopo aver grattato le Cifre e aver vinto un buon “pezzo” sui Media. Manchiamo volutamente di quella “intelligenza politica e folle coraggio” che delega al potente di turno, il nostro presente e futuro, sfruttando il passato, scritto nella Costituzione Italiana e nella Carta dei Diritti Umani. Non ci preserva nessuna Cappellina o Cupola misericordiosa, continueremo a lottare e denunciare e resistere, decidendo noi quando stare in silenzio o gridare e come condurre la lotta per la liberta’ di pensiero e una vita dignitosa, per tutte e tutti, senza chiedere la Grazia e tantomeno dire grazie a chi sfrutta e usa, quotidianamente, la protesta. Non paghiamo e non pagheremo noi la crisi e la guerra: i conti li sappiamo fare e li facciamo ogni giorno, con un’esistenza sempre piu’ precaria e un presente indegno, che preconizza futuri da incubo e allegri banchetti e balletti al Tavolo delle Contrattazioni: non siamo merce, tantomeno di scambio e bottino, per nessuna e nessuno.

Andrea Agostini manda
da la Repubblica

Acqua spa la rivolta dei sindaci
PAOLO RUMIZ

Giu’ le mani dall’acqua del sindaco. Dal Piemonte alla Sicilia, nell’Italia bastonata dalla crisi e’ nata una nuova resistenza, contro la privatizzazione dei servizi idrici, che parte dal basso e contesta non solo il Governo, ma il Parlamento, che il 6 agosto, mentre il Paese era in vacanza, ha approvato una norma-bomba (unica in Europa) con il “Sl’ ” dell’opposizione. Non se n’e’ accorto quasi nessuno: si obbliga i Comuni a mettere le loro reti sul mercato entro il 2010, anche quando i servizi funzionano perfettamente e i conti tornano. Art. 23 bis, legge 133, firmata Tremonti. La stessa che privatizza mezza Italia e ha provocato la rivolta della scuola.
Ora i sindaci hanno letto. Quelli di dx e quelli di sx. E subito hanno mangiato la foglia. «Ci avete gia’ tolto l’Ici. Se ci togliete anche questo, che ci rimane?» Non e’ solo una guerra per l’acqua, ma per la democrazia. Col 23 bis perdono contemporaneamente una fonte di entrate e la sorveglianza sul territorio. Il federalismo si svuota di senso. Il rapporto con gli elettori diventa una burla. Lo scenario e’ inquietante: bollette fuori controllo, e i cittadini con solo un distante “call center” cui segnalare soprusi o disservizi. Insomma, l’acqua come i telefonini: quando il credito si esaurisce, il collegamento cade.
La storia parte dal 2002, con una legge che obbliga i carrozzoni delle municipalizzate a snellirsi, diventare S.p.a. e lavorare con rigore. L’Italia viene divisa in bacini idrici, i Comuni sono obbligati a consorziarsi e le bollette a includere tutti i costi, che non possono piu’ scaricarsi sul resto delle tasse. Anche se i Comuni hanno mantenuto la maggioranza azionaria, nelle ex municipalizzate entrano banche, industrie e multinazionali. Ma e’ una delusione. Nessuno rifa’ gli acquedotti, le reti restano un colabrodo. Il privato funziona peggio del pubblico; Mediobanca dimostra che le due aziende pubbliche milanesi, Cap ed Mm hanno le reti migliori d’Italia e tariffe tra le piu’ basse d’Europa.
Col voto del 6 agosto si rompe l’ultima diga. L’acqua cessa di essere diritto collettivo e diventa bisogno individuale, merce che ciascuno deve pagarsi: scenari tutti italiani: per esempio i contatori regalati ai privati (banca, industria o chicchessia che incassano le bollette) e le reti idriche che restano in mano pubblica, con i costi del rifacimento a carico dei contribuenti. La polpa ai primi e l’osso ai secondi. Il peggio del peggio.
E’ contro questo che si stanno muovendo i sindaci d’Italia; a partire da quelli della Lombardia, che la guerra l’hanno cominciata prima.
144 Comuni attorno a Milano han fatto muro contro la giunta Formigoni, la quale gia’ nel 2006 aveva anticipato il 23 bis con una legge che separava erogazione e gestione del servizio. Quasi sempre all’unanimita’ — dx, sx e Lega unite — i consigli comunali hanno chiesto un referendum per cancellare l’aberrazione; e proprio ieri, dopo una lotta infinita e incommensurabili malumori del Palazzo, davanti al muro di gomma della giunta che apponeva alla legge solo ritocchi di facciata, hanno dichiarato di non recedere in alcun modo dalla richiesta di una consultazione popolare lombarda.
«Si va allo scontro, non abbiamo scelta» spiega Giovanni Cocciro, iperattivo assessore del Comuni-capofila di Cologno Monzese, e delinea il futuro della rete in mano privata. «Metti che i contatori passino a una banca, e questa stacchi l’acqua a un condominio che non paga. Il sindaco, per questioni sanitarie, deve garantire il servizio minimo ma, non potendo piu’ ordinare la riapertura del rubinetto, puo’ solo intervenire con autobotti, con acqua che costa tremila volte di piu’… Per non parlare dei problemi di ordine pubblico che ricadono sul Comune se la gente perde la pazienza».
Nei bar di Cologno la gente chiede “acqua del sindaco” rivendicandola come diritto, non come merce. E, attorno a Milano, crescono le “case dell’acqua”, dove il bene piu’ universale viene distribuito gratis, rinfrescato e con bollicine, in confortevoli spazi alberati dove la gente puo’ sedersi e chiacchierare. Un “water pride” in salsa lombarda, che ora sta contagiando anche il Piemonte.
Premane in Valsassina, in provincia di Lecco, comune di montagna a maggioranza leghista gia’ assediato da privati in cerca di nuove centraline idroelettriche, e sul tema dell’acqua ha i nervi scoperti. «Nel servizio idrico solo la gestione pubblica puo’ garantire equita’ all’utente» sottolinea con forza Pietro Caverio, che ha firmato la protesta dei 144 Comuni.
Segnali di insofferenza arrivano da tutto il Paese; situazioni paradossali si moltiplicano. A Firenze il Comune ha accettato di fare una campagna per il risparmio idrico e un anno dopo, di fronte a una diminuzione dei consumi, ecco che la “Publiacqua” manda agli utenti una lettera dove spiega che, causa della diminuita erogazione, si vede costretta ad alzare le tariffe per far quadrare i conti. Ovvio: il privato premia lo spreco, non il risparmio. L’unica cosa certa sono i rincari: ad Aprilia in Lazio sono scattati aumenti del 300 per cento e un conseguente sciopero delle bollette che dura tuttora contro la societa’ “Acqualatina”. Stessa cosa a Leonforte, provincia di Enna, paese di pensionati in bolletta.
A Nola e Portici, nel retroterra napoletano, la societa’ “Gori” ha quasi azzerato la pressione in alcuni condomini insolventi, senza avvertire il sindaco; e lavoratori della ditta hanno impedito ai partigiani dell’acqua pubblica di tenere la loro assemblea. A Frosinone gli aumenti sono stati tali che il Comitato di vigilanza e’ dovuto intervenire e alzare la voce per ottenere la documentazione nei tempi previsti. Piu’ o meno lo stesso a La Spezia, che ha le bollette piu’ care d’Italia. Per non parlare di Arezzo, dove la privatizzazione si sta rivelando un fallimento.
L’Acquedotto pugliese, dopo la privatizzazione, si e’ indebitato con banche estere finite nelle tempeste finanziarie globali. A Pescara, da quando e’ scattato il regime di S.p.a., s’e’ scoperto un grave inquinamento industriale della falda e la magistratura ha fatto chiudere l’impianto. A Ferrara il regime di privatizzazione e’ coinciso col trasferimento a Bologna del laboratorio di analisi, con conseguente allentamento dei controlli in una delle zone piu’ a rischio d’Italia, causa la falda avvelenata del Po. Ma se gia’ ora la situazione e’ cosi’ grave, ci si chiede, cosa accadra’ col “23 bis”? 64 ambiti idrici territoriali — sui 90 in cui e’ compartimentata l’Italia — tengono duro, rimangono pubblici, e organizzano laddove possibile la difesa contro i compratori dell’acqua italiana. Ma e’ battaglia tosta: l’acqua e’ il business del futuro. Consumi in aumento e disponibilita’ in calo, quindi prezzi destinati infallibilmente a salire. Conseguenza: nelle rimanenti 26 S.p.a. miste le pressioni sulla politica sono enormi, tanto piu’ che nei consigli di amministrazione il pubblico e’ rappresentato da malleabili politici in pensione, e il privato da vecchie volpi capaci di far prevalere il profitto sulla bonta’ del servizio.
Dai 26 ambiti che hanno accettato la privatizzazione sono cresciuti intanto 4 colossi: l’Acea di Roma che ha comprato l’acqua toscana; l’Amga di Genova che s’e’ alleata con la Smat di Torino e ha dato vita all’Iride; la Hera di Bologna che cresce in tutta la Padania; la A’2Ana-ta dalla fusione dell’Aera milanese e dell’Asm bresciana. In tutte, una forte presenza di multinazionali come Veolia e Suez, banche, imprenditori italiani d’assalto, e una gran voglia di crescere sul mercato.
«Ormai il sistema idrico non segue piu’ la geografia delle montagne ma quella dei pacchetti azionari» dice Emilio Molinari, leader nazionale dei comitati per il contratto mondiale per l’acqua. Il che porta sorprese a non finire. Del tipo: il Fondo pensioni delle Giubbe Rosse canadesi che entra nella Hera e quello delle vedove scozzesi che trova spazio all’interno dell’Iride. E colpi di scena politici: l’Acea guidata a suo tempo dal sindaco Veltroni mette le mani sull’acqua toscana, costruendo nel Centro Italia un potentissimo polo dell’acqua”rossa”, ma poi ti arriva Alemanno a sparigliare i giochi, e l’acqua di una regione di sx oggi e’ in mano alla dx.
Anni fa a Firenze sarebbe successo il putiferio. Oggi tutto tace. Motivo? Lo spiega la Commissione Antitrust, che gia’ nel 2007 ha individuato nei 4 attori forti i pilastri di una situazione di oligopolio. C’e’ un cartello, che ora e’ pronto a comprarsi tutto il mercato proprio grazie al “23 bis”. Dietro alle Quattro Sorelle esiste lo stesso intreccio finanziario e lo stesso collegamento — rigorosamente bipartisan — con i partiti. I quali, difatti, il 6 agosto hanno votato in perfetta unanimita’. Per questo i sindaci si sentono truffati. «L’acqua e’ il nuovo luogo dell’inciucio» ti dicono al bar di Cologno Monzese.
Quando i comitati per l’acqua pubblica, sparsi in tutt’Italia, hanno raccolto 400 mila firme e depositato in parlamento nel luglio 2007 una proposta di legge di iniziativa popolare, sia sotto il governo Prodi che sotto quello di Berlusconi non s’e’ trovato uno straccio di relatore, nemmeno d’opposizione, capace di esaminare e illustrare la volonta’ dei cittadini cosi massicciamente espressa. La melina del palazzo sul tema dell’acqua e’ trasparente, cristallina.
Con l’acqua che diventa un pacchetto azionario, c’e’ anche il rischio che un bene primario della nazione passi in mani altrui, nel gioco di scatole cinesi della finanza. In Inghilterra e’ accaduto: le bollette si pagano a una societa’ australiana, che ha triplicato le tariffe. Vuoi protestare per un guasto? Rivolgiti a un operatore agli antipodi. Puo’ capitare anche qui. Ormai niente isola piu’ l’acqua dai fiumi avvelenati delle finanze che affondano l’economia mondiale, e in molti Paesi si sta correndo ai ripari.
Persino in Francia, che pure e’ la sede delle multinazionali Suez e Veolia che comprano l’acqua italiana. «Torniamo all’acqua pubblica», proclama il sindaco di Parigi Delanoe, che impernia su questo la campagna elettorale per la riconferma. Anche li’ si rivuole l’acqua del sindaco.
E che dire della Svizzera e degli Stati Uniti, i Paesi della Nestle’ e della Coca-Cola che imbottigliano fonti italiane. Non sono mica scemi: l’acqua e’ protetta come fattore strategico e tenuta ben fuori dal mercato.
Ormai si stanno muovendo tutti, anche la Chiesa. I vescovi di Brescia e Milano sono intervenuti proclamando il concetto del pubblico bene. La conferenza episcopale abruzzese ha messo per iscritto che l’accesso all’acqua «e’ un diritto fondamentale e inalienabile». In Campania e’ battaglia dura e la difesa dell’acqua si intreccia nel modo piu’ perverso con gli interessi della camorra e l’affare della monnezza. Al Nord, in piena zona leghista, sindaci come Domenico Sella (Mezzane, nella pedemontana veronese) deliberano che l’acqua e’ cosa loro, ed e’ il perno del rapporto con i cittadini. «Se xe una perdita, la gente me dama, e mi fasso subito riparar». Piu’ chiaro di cosi’.
Sul territorio sx e dx parlano ormai la stessa lingua. Nelle Marche il presidente della provincia di Ascoli Massimo Rossi (Rifondazione) spiega che «non si puo’ imporre la privatizzazione». E sempre ad Ascoli Paolo Nigrotti, An, presidente della societa’ di gestione (tutta pubblica), una delle migliori del Paese, osserva che «la privatizzazione non e’ stata gran che in Italia» e va applicata solo la’ dove serve. La qualita’ costa, ma la puo’ garantire anche un pubblico responsabile.
Nel Friuli-Venezia Giulia, l’ex pres. della provincia di Gorizia Giorgio Brandolin—uno che ha resistito alle pressioni privatrizzatrici della Regione e ha messo insieme una S.p.a pubblica tutta goriziana che da 2 anni e mezzo gestisce la rete in modo impeccabile ora si ritrova capofila dei movimenti anti “23 bis”. In Puglia, 38 Comuni e due Province (Bari e Lecce) hanno formato un robusto pacchetto di mischia per la ripubblicizzazione e chiedono a Niki Vendola una legge regionale che definisca l’acqua «bene privo di rilevanza economica». Ragusa e Messina battono la stessa strada. A Parma e’ scesa in piazza pure la gioventu’ italiana della Dx di Storace. Succede che di fronte alla bolletta, la gente — toccata nel portafoglio — sta ripescando un concetto passato di moda, quello di BENE COMUNE. Nell’acqua il cattolico vede la vita e il battesimo; il nazionalista un bene non alienabile agli stranieri; il leghista l’autogoverno del territorio. Altri vi trovano il benessere, il dono ospitale, la pulizia e la sanita’. «Tutti sentono l’acqua come l’ultima trincea» ammette Rosario Lembo, segretario del Contratto per l’acqua. Tutti vi scoprono un simbolo potente, e quel simbolo e’ capace di rompere i giochi del Palazzo con nuove alleanze.
Giuseppe Altamore — autore di bei libri-inchiesta sul tema, come “Acqua S.p.a.” — osserva che «il vero dramma e’ la mancanza di un’authority capace di affrontare l’emergenza di un Paese dove un abitante su tre non ha accesso all’acqua potabile». Quattro ministri se ne occupano, ma intanto nessuno pone rimedio a perdite spaventose e nessuno mette in sicurezza le falde avvelenate. Per esempio l’arsenico oltre il limite a Grosseto e Velletri. E poi il fluoro, i cloriti, i tria-lometani… Servono formidabili investimenti, o la rete va al collasso».

Gli appalti
L’Italia e’ divisa In 92 Ato, Ambiti territoriali ottimali, che sono porzioni di territorio, spesso
coincidenti con le province, dove viene pianificato un programma di Intervento sul servizio idrico. L’Ato ha il compito di affidare la gestione del servizio idrico alle Spa, che possono essere pubbliche, private o miste. Le societa’ private estere nel business dell’acqua. In italia: le francesi Suez e Veolia, la spagnola Aqualia. Recentemente il Covin (Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche) ha inviato un questionario sulle tariffe a tutti i 92 Ato italiani. Hanno risposto In 56, evidenziando una differenziazione delle tariffe e della gestione che risulta In 356 diverse categorie

Le italiane piu’ importanti
Maggiori societa’ italiane nel settore, fatturato 2006 in euro per 1.000 me d’acqua trattati
Acea (Italia centrale) 1.199,1
Aceagas (Italia centrale) 1.000,9
Acquedotto Pugliese (Pi-gli’a) 1.088,9 Asm (Parma) 795,5
Hera (Emilia Romagna) 1.635,4
Iride (Genova) 1.574,0
Smat-acque pot. (Torino; 980,2

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ALTO MARE
Da Paola (lettera)

Mi ritrovo, politicamente parlando, di giorno in giorno sempre piu’ in alto mare.. mentre Forza Italia e AN si sciolgono in un mortifero abbraccio (in funzione anti Lega e anti tutto immagino) e mi chiedo, ma Fini e gli altri con che faccia guardano i loro militanti (anche se di fatto non me ne puo’ frega’ di meno) e Scilvio si commuove, che tenerezza! che uomo sensibile!……
Dall’altra parte, dopo un ottobre denso di manifestazioni all’opposizione, inclusa quella sindacale, ci ritroviamo con una Cisl e una Uil che se ne vanno per i fatti loro, Rifondazione che deve ancora ricomporre il dissidio tra vendoliani e ferreriani, Vendola venuto a piu’ miti consigli dopo le sparate del congresso.. Sx Democatica e Verdi ancora tra color che son sospesi, un pezzo con Rifondazione e un pezzo col PD?, Di Pietro che continua per la sua strada e che il cielo ce lo conservi, e infine il PD che dopo aver portato 2 milioni in piazza, si ritrova impantanato, congresso si’, no, quando? tra un Villari e un Latorre che sarebbero da cacciare a pedate, e soprattutto un Dalema che, sentivo stamattina, con la sua RED, in Sicilia e Calabria e’ piu’ organizzato del PD stesso… e’ molto difficile andare avanti quando qualcuno rema contro…e in tutto cio’ il paese sta andando allegramente alla deriva!!! Grillo non sa piu’ a che santo votarsi, lui continua a denunciare, Travaglio ogni settimana da’ una coltellata, per non parlare di Report, ma neanche loro piu’ di tanto possono fare.
Non mi resta da sperare che nei movimenti, gli studenti, le donne.. leggo che centinaia di sindaci si sono costituiti contro la privatizzazione dell’acqua, benissimo!… ma sono sempre stata dell’idea che i movimenti hanno bisogno di una sponda politica a cui appoggiarsi, qualcuno che coaguli le loro istanze, ma qui di sponde proprio non se ne vedono proprio!! Torneremo all’autosufficienza alimentare? i ragazzi migliori se ne andranno? programmare il futuro? ci salvera’ l’Onda?.
Buon fine settimana a tutti “comunque la pensiate” :-)
Paola

Il suo blog e’: mimuovofacciocose.splinder.com/
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Il compagno Berlusconi, futuro “imperatore” d’Europa
Paolo De Gregorio

“I missili in Polonia provocazione contro Mosca”. Elementare verita’ che, se esistesse una sx, andrebbe ripetuta ogni giorno, ma sorprendentemente e’ il “compagno” Berlusconi che si smarca dal moribondo Bush e fa una affermazione, che se fosse coerentemente sviluppata significherebbe il primo passo verso la fine dell’egemonia americana in Europa.
La cosa avviene in un momento di debolezza politica degli Usa, con un presidente uscente praticamente senza poteri, mentre e’ diffusa convinzione che gli Usa sono all’origine e responsabili della crisi finanziaria ed economica mondiale, e il cavaliere, con raffinato intuito politico, e probabilmente in sintonia con il pensiero di Obama, approfitta per far emergere la necessita’ della autonomia europea e la distensione con Mosca, che e’ nostro essenziale partner economico e fornitore di energia.
Anche Sarkozy, pochi giorni fa, affermava: “e’ finita l’epoca in cui un solo paese, l’America, dettava la direzione al mondo, non esiste piu’ solo il dollaro, paghiamo per un loro errore, ora ci ascoltino”.
Incredibilmente queste esternazioni vengono da dx, che sembra aver capito l’elementare verita’ che una sorta di nazionalismo e di autonomia europea sono essenziali per uscire dalla crisi che gli americani ci hanno rovesciato addosso, e si approfitta di questo interregno nel potere politico americano per porre qualche paletto impensabile fino a ieri.
Bisognerebbe approfittare di questo momento e pretendere un coerente seguito a queste dichiarazioni. Dare ragione e appoggio a questo sussulto di dignita’ europea, e intraprendere da subito un percorso che veda i maggiori paesi fondatori e integrati nell’Euro (Francia, Germania, Spagna, Italia), funzionare subito come motore di quelle necessarie riforme che portino questi paesi ad avere un funzionamento come in una normale democrazia, dove tutto venga deciso a semplice maggioranza, e dove si lasci liberi gli altri paesi di entrare o meno in Europa, ma con le regole stabilite dai fondatori e realizzatori della moneta unica.
Sono anni che insisto che l’integrazione europea, l’autonomia da Washington e l’abbandono della Nato, l’apertura verso la Russia e il mondo arabo, la PACE, sono fattori decisivi per il nostro futuro, e che solo gli anglo-americani si sono alacremente impegnati ad impedire questo cammino fino alla incredibile provocazione di mettere i missili in Polonia e di incoraggiare la Georgia ad impossessarsi di territori abitati da russi.
Certo sentire la dx filoatlantica dire certe cose, mi procura un po’ di depressione e di nostalgia per una sx che non c’e’, e quindi non approfitta delle occasioni della Storia.
Sono disposto a votare Berlusconi “Imperatore” d’Europa se riesce a far chiudere la Nato, le basi militari americane in Europa e a lasciare fuori dalla UE l’Inghilterra (d’altronde e’ stato socialista craxiano, ha sdoganato la dx,, oggi che il capitalismo e’ in crisi non gli resta che il “sendero luminoso” del marxismo-leninismo).
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Notizie del giorno
Paolo De Gregorio

-mentre la cultura barbarico-longobarda, dei nordisti al potere, produce perle come il ritorno al nucleare, dopo aver affidato ai camorristi i propri rifiuti industriali tossici, ecco una luce dalla Regione Toscana, che, per tutte le famiglie toscane, un milione circa, installera’ gratuitamente su ogni casa pannelli fotovoltaici, usando i fondi comunitari, attivando finanziamenti agevolati, chiedendo ai cittadini di rinunciare per 20 anni alle agevolazioni di “conto energia”(legge nazionale che prevede un rimborso maggiorato per chi produce il kilowattora con le rinnovabili), a favore della Regione.
Ricordiamo che il 30% di tutto il petrolio o gas bruciati in Italia e’ destinato ai consumi familiari. Per produrre questa energia con l’atomo ci vorrebbero 40 grandi centrali nucleari, 15 anni di lavori, con stoccaggio delle scorie irrisolto ed esaurimento dell’uranio imminente, e pericoli per incidenti.
Se si imitera’ la Regione Toscana i dottori Stranamore della Lombardia saranno battuti e ridicolizzati. Altro che liberismo, qui bisogna far funzionare le istituzioni!

-Varese Ligure, 2.400 abitanti, e’ stato il primo comune in Europa a usare, gia’ dal 2002, SOLO energie rinnovabili.
4 pale eoliche, 141 pannelli solari, una centrale idrica, garantiscono tutto il fabbisogno energetico (fonte Corriere della Sera Magazine).
Cio’ dimostra che il passaggio dai combustibili fossili alle rinnovabili, ossia dalla barbarie alla civilta’, e’ solo una volonta’ amministrativa.

-in Inghilterra si sta studiando una legge che concedera’ la licenza edilizia solo alle case che strutturalmente siano indipendenti energeticamente (con le rinnovabili) e siano costruite con materiali isolanti che riducano drasticamente sprechi di energia.
Quei gaglioffi di governanti che abbiamo in Italia, irresponsabili verso l’ambiente e inadempienti alle regole firmate a Kyoto, si guardano bene dal fare una legge simile. Il loro obiettivo e’ non danneggiare la classe dei palazzinari.L’ambiente puo’ aspettare.

-il nuovo presidente americano ha messo tra i primissimi punti l’indipendenza energetica degli Usa: si investiranno, nei prossimi 10 anni, 150 miliardi di dollari nel campo della energia pulita, creando 5 milioni di nuovi posti di lavoro.
Certo una inezia rispetto ai 700 miliardi di dollari per non far fallire le banche e i 600 miliardi di dollari ANNUI spesi per l’apparato militare imperiale. Le banche andavano fatte fallire, i crediti potevano essere direttamente erogati dal governo. Facendo due conti, eliminare l’apparato militare e investire quei soldi nella economia interna, avrebbe il risultato di far diventare gli Usa una democrazia, prospera, senza bisogno di inseguire alcuna globalizzazione o egemonia.
In Italia il lungimirante cavaliere chiede all’Europa una proroga per diminuire le emissioni di gas-serra perche’ senno’ i poveri industriali vanno in crisi.
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Aldo Antonelli
La corte e i suoi servi

Nell’introduzione al libro di Massimo Giannini “Lo Statista. Il Ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo”, in questi giorni in libreria, vengono elencati dei perche’.
“Ci sara’ un motivo se fino ad oggi, nonostante un’episodica eccezione nell’ultimo 25 aprile, lo Statista non e’ mai riuscito a dichiararsi apertamente e serenamente «antifascista». Ci sara’ un motivo se oggi ci sono sindaci che rivalutano il Ventennio e ministri che celebrano Salo’. Ci sara’ un motivo se un gruppo di giovani squadristi neofascisti fa irruzione negli studi Rai di via Teulada per una «spedizione punitiva» contro un programma televisivo. E ancora, ci sara’ un motivo se oggi, 27 anni dopo la scoperta della famosa lista nella villa di Castiglion Fibocchi, rispunta fuori Licio Gelli, addirittura in un suo spettacolo in tv: «Sono nato sotto il fascismo, sono fascista e moriro’ fascista… L’unico che puo’ portare avanti il Piano di rinascita democratica e’ Berlusconi»”.
Per me questi perche’ non sono interrogativi ma assertivi tout-court.
Il motivo e’ Berlusconi stesso e il suo fascismo funzionale con i suoi interessi e compatibile con l’ignavia degli italiani.
Giustamente, nella stessa introduzione, viene riportato un tagliente giudizio dell’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi: “Gli italiani sono presi da una strana cupidigia di servitu’. E piu’ Berlusconi straccia il tessuto istituzionale, piu’ loro chiedono di essere servi”.
A cio’ si aggiunga la sindrome di Stoccolma di cui la maggior parte degli italiani sembra essere afflitta, e la frittata e’ fatta, cucinata e servita; con tanto di cuochi, camerieri, facchini e fattucchuieri, damerini e damigelle, servi di corte e compagne di sollazzi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!
C’e’ solo da sperare che si arrivi quanto prima alla frutta.
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Cupe previsioni
Viviana Vivarelli

La CIA fa previsioni cupe sui prossimi 20 anni degli USA: crisi economica, mancanza di risorse, declino politico, perdita di influenza nel mondo, caduta del dollaro.
Sono le migliori intelligenze americane a dirlo in un dossier di 120 pagine. Gli USA avranno sempre meno valore mentre avanzeranno Brasile, India, Russia e Cina che imporranno nuove regole mondiali a danno degli USA.
Tutto questo si deve alla politica scellerata di Bush, il peggiore presidente americano, e all’avanzata incontrollata del neoliberismo e della sua politica di economia fatta con la guerra e di mercificazione di ogni bene, persona, valore e diritto.
Posso ricordare che in Italia ci sono i piu’ tenaci difensori proprio dello scellerato Bush e al 1° posto proprio Berlusconi, Ferrara, Fini, Bossi e tutta la corte infame? Quelli che ancora oggi continuano ad avere per Bush e la sua governance solo elogi, contro ogni evidenza e realta’? E posso ricordare che sui blog quelli che delirano di “inesistenti comunisti italiani” non hanno fatto una, dico una, critica all’operato di Bush, alle sue guerre e all’immiserimento dell’America? e continuano ad accanirsi per introdurre nel nostro paese applicazioni iperliberiste che lo manderanno sicuramente a picco?
Posso ricordare che su questa linea fallimentare e’ messo saldamente anche il governo europeo che continua imperterrito a comandare le stesse privatizzazioni suicide? E che su questa linea abominevole rimane stolidamente fermo il governo italiano, che oggi privatizza le universita’ e domani privatizzera’ la sanita’ e tutto il resto?
Ci chiediamo: come si puo’ essere spregevoli fino a questo punto e continuare con accanimento perverso su una linea che il mondo intero ha dimostrato essere un totale fallimento, gravido solo di dolore e miseria?
E come puo’ il Pd rinnegare tutte le sue radici per diventare un partito neoliberista seguendo questa linea mortale, contro ogni intelligenza, ogni lettura della crisi, ogni speranza di progresso civile?
Sbagliare e’ umano ma perseverare nell’errore e’ diabolico. Di fronte a un Pd che ancora difende le guerre in Medio Oriente, non si oppone duramente alle privatizzazioni e collabora ottusamente con l’avanzata del fascismo e la distruzione dei diritti costituzionali ci cadono le braccia e ci sentiamo colpiti da una cieca follia.
Ma cosa vuole questa gente? Questi berlusconiani immondi? Non hanno vergogna di continuare a difendere un deliquente?
Non vedono la crisi progressiva del nostro paese?
Ma possibile che nulla crei in loro un minimo di coscienza morale? Di critica positiva? Di valutazione dei fatti? A quale grado di degenerazione civile sono arrivati?
Ora B tenta di condonare i reati fino a 4 anni di pena! E vuole imbavagliare l’informazione! E proteggere in ogni modo la mafia! E assolvere i criminali! Nemmeno questo li sveglia dal loro fanatismo cieco e stolido?
Non lo vedono con la massima chiarezza che al potere c’e’ una cricca di criminali che tenta di affossare ogni giustizia, abolire ogni diritto, privatizzare ogni settore dello stato, distruggere ogni diritto costituzionale e ogni uguaglianza democratica?
Quando in altri paesi ci si e’ pentiti delle privatizzazioni, delle guerre, del neoliberismo convulso, si ricomincia a parlare di diritti condivisi e di uguaglianza di tutti di fronte alla legge e di regole, qua si marcia, concordi tutti i partiti, al rafforzamento di una casta piena di privilegi iniqui contro i diritti leciti di una intera Nazione!? Una casta che manda la gente a morire di fame mentre acquista 133 aerei da guerra, si aumenta gli stipendi, regala miliardi all’Alitalia e parla di nucleare e ponti fasulli!?
Ma come possono queste persone sopportare e accettare la crisi morale che avanza? la crisi delle istituzioni? la distruzione programmata dello stato? Come possono essere cosi’ privi di coscienza collettiva, cosi’ chiusi in un fanatismo feroce che giustifica ogni abominio solo per la regola “tutto e’ lecito contro il comunismo”? Ma quale comunismo? Ma dove? Ma da parte di chi? Quando l’unica cosa visibile e’ questo suicidio e demoniaco che ci portera’ tutti al macello?
Cosa e’ successo a queste menti deviate? E’ un fenomeno di ipnosi collettiva? O il Male e’ cosi’ avanzato in questo paese da ottenebrare le menti, allagare le coscienze, uccidere le anime?
..
Passeggiata
Armando Di Napoli

Passeggio fra alberi lividi
e fiori sterili di ogni profumo
fra stracci di bambini smunti
corrosi da malattie
fra palazzi abusivi
fabbriche che producono
micidiali veleni
case decrepite
tuguri intonacati
di miasmi di sudore
fame e miseria
fra fogne invase
da orsi affamati
che cacciano astute zoccole
fra manicomi
e campi di concentramento
truccati in musei
fra ghiacciai smebrati
e le viscere malate
del buco dell’ozono
fra false notizie
e corruzioni costruite
da assessori
vestiti di maghi e pagliacci
che non fanno ridere a nessuno
fra iene vermi e parassiti
sazi di carne innocente
fra spacciatori drogati
ladri e operai
che non sanno cosa fare
fra nuvole e cieli
dove Angeli viziati
siedono fuori a un bar di periferia
a giocare a carte
fumando sigarette
bevendo whisky
e bestemmiando Dio
fra i cuori straziati
e torturati delle madri
delle giovani vittime
procurate dalle guerre
accuso puntando il dito
contro chi si e´arricchito
e chi si sta arricchendo
alle spalle dei giovani caduti
fra carceri vestiti di liberta´
fra preti travestiti e puttane
che chiedono giusta misericordia
per i loro miracolosi servigi

passeggio immaginando
la piu´catastrofica guerra
che abbiamo incubato
che sara´piu´orribile
di quelle presenti
mi fa veramente paura
la guerra per l’acqua
piantategli un coltello
nel cuore
iniettateci un chilo d’eroina nelle veni
fracassategli la testa con una spranga
mettetegli una bomba in bocca
e cucitela con del filo spinato
sparategli un colpo alla testa a bruciapelo
interrompete
questa romantica passeggiata
piena di verita´…


Gli USA eleggono un nero e noi facciamo le classi differenziali!?

A parte che nessuno sa in che lingua si dovrebbe fare un test a un bambino di pochi anni per valutare sia la sua conoscenza della lingua italiana che dei principi di democrazia del nostro paese e che tutta la proposta della Lega appare un puro atto barbaro e incivile di bieca discriminazione razzista, ma persino da un punti di vista tecnico e di rendimento la proposta e’ folle.
Copio: “I linguisti italiano bocciano le classi ponte. Dalle esperienze condotte da anni in scuole e universita’ italiane e’ emerso che l’acquisizione di una 2a lingua e’ tanto piu’ facile, rapida, completa quanto piu’ giovane e’ l’eta’ del soggetto apprendente e quanto piu’ piena e’ l’immersione nella nuova realta’ linguistica e culturale”. Full immersion, il sistema migliore per una giovane mente di imparare. La bocciatura di classi differenziali e’ totale da parte degli esperti. Molto meglio usare a fianco dei maestri normali dei facilitatori linguistici per alunni e genitori sia in classe che fuori dall’orario scolastico.
Totale e’ poi la bocciatura morale e democratica della pensata. Senza contare l’effetto disastroso di una apartheid che non e’ certo la via migliore per provare i principi democratici e civili di questo paese
Ma alla Lega non interessa un fico secco ne’ dell’apprendimento ne’ della democrazia, le interessa solo manifestare attraverso leggi il suo odio feroce per il diverso, quell’odio che e’ la sua unica connotazione, perche’ senza di quello si massificherebbe in modo anonimo al piu’ inumano berlusconismo, quell’odio che e’ il cemento delle sue piazze e che e’ capace di sopportare senza better ciglio qualunque nefandezza di Berlusconi, appoggiandolo in ogni modo nella sua corsa spaventosa al potere, quell’odio che e’ l’unica sostanza, ormai, dei leghisti e l’unica matrice comune, essendosi dissolti i primitivi appelli a una morale politica piu’ seria, a una distribuzione dei poteri sul territorio, a una democrazia dal basso, a un controllo di Roma ladrona. Tutto buttato meno il razzismo
..
RIDIAMARO : – )
E quando Cesare, pugnalato dai facinorosi, scorse tra i visi dei suoi assassini quello del figlio Bruto esclamo’: “Tu quoque, Brute, fili mi…” e mori’ senza aggiungere “gnottae”.
….
Ravera

Veltroni dice a Dalema:
“Cazzo Massimo! Obama ha nominato Villari segretario di Stato!!!”
Dalema risponde:
“Hillary, Walter!! Hillary! Non Villari!
Villari lo hai fatto eleggere tu, testa di cazzo!!”
..
E’ INUTILE CHE SBRAITATE TANTO.
PURE DIO
NEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE DELL’UNIVERSO
CIA’ PIAZZATO:
- IL FIGLIO,
DOPO AVERGLI FATTO FARE ESPERIENZA SUL CANTIERE
- E UN PICCIONE BIANCO
PER MANDARE ORDINI IN TERRA
SENZA ESSERE INTERCETTATO.

PERCIO’ ADEGUATEVI
O RIBELLATEVI CON GARBO,
CHE STANNO LAVORANDO PER NOI.

EXIDOR
..
http://www.masadaweb.org

2 Commenti »

  1. Cara Viviana, Tu giustamente osservi che “Tremonti, già in campagna elettorale, mise in chiaro che poteva promettere poco e che l’Italia avrebbe avuto dei problemi che dipendevano dalla crisi internazionale, crisi che poi è esplosa come nemmeno lui aveva previsto e per cui però non ha cambiato un euro in Finanziaria, regolandosi su una politica tutta di tagli a servizi essenziali, che ha stremato il paese, tagliando posti di lavoro e welfare, mentre lasciava intoccati sprechi, abusi, condoni e protezionismi infami,….”

    L’Italia è vero sta crollando a picco, ma non tutta !! L’elite dominante , proprio per effetto di quella politica, vedrà non solo rimanere inalterato il proprio status economico e sociale, ma addirittura troverà il modo per lucrare sopra il quello che Tu chiami “crollo a picco” , incrementando i propri privilegi e le proprie rendite di posizione .

    La crisi finirà con l’accellerare il processo di concentrazione delle risorse e della ricchezza in un numero sempre minore di mani, ai danni e con il conseguente impoverimento di una crescente quantità di persone !!

    L’impressione è che questa crisi globale non sia casuale , ma sia proprio voluta e pilotata dai grandi ed infami “trust” finanziari, per dare il definitivo colpo di grazia a quel poco che c’era rimasto nel mondo di democrazia e di welfare !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — Novembre 25, 2008 @ 9:05 pm | Replica

  2. ma infatti! non è “l’italia” a colare a picco… una sua parte bene precisa sta lucrando su questa crisi alle spalle degli altri. Dobbiamo riprendere analisi di classe degli avvenimenti, non le classifiche “onnicomprensive”, socialmente parlando, di lorsignori. laura

    Commento di MasadaAdmin — Novembre 25, 2008 @ 9:06 pm | Replica


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