
Licenziamenti – Muore Miriam Makeba – Obama si’, Obama no – Corrado Carnevale – Le turpitudini di Cossiga – La crisi non tocca la spesa in armi – Intoccabili i grandi evasori -
“Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza piu’ neanche l’intenzione del volo perche’ ormai il sogno si e’ rattrappito. Due miserie in un corpo solo.”
Giorgio Gaber
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L’assoluzione complice
STEFANO MANUGUERRA:
Eccola urlata dal martello
Arriva spinta dal vento della forza di gravita’
Eccola primo urlo cupo di un servo vestito di nero
Sguardo perso nel nulla di decreti e corridoi di tribunali
Eccola l’assoluzione complice
Gradi che crescono ossa che si spezzano
Pubblico ombra lontano nel nulla assiste piangendo buio
Odore di dittatura sfiora la pelle
La pelle dove i manganelli hanno lasciato frasi ben chiare
Le urla genovesi attraversano le calle
Sangue dappertutto esplosione e fumo
E via sui muri risuonano all’infinito
Non trovano pace e non ne troveranno mai
Mani che sudano potere si strofinano e si scambiano strette
Sguardi di vetro tra occhiali come serpenti
Brulicano blatte perche’ la luce e’ arrivata sul terreno dove si riproducono a migliaia
La pietra che li nascondeva viene scoperchiata, possono tornare a galla dalla merda
Il sistema e’ pronto a riceverli e a perdonarli
Ritornano per le strade fieri animali
E di loro viscidamente i cronisti beffardi
sanno gia tutto e amandoli sperano in favori futuri stampando sangue nero su carta
E il tutto muore silenzioso attraversato da una pallottola
Eccoli i potenti a convincersi della realta’ appaltata al macellaio
Eccoli forti e potenti appoggiati giustificandosi a vicenda
Pronti a sfilare in piazza
Pronti a spaccare teste e sopprimere idee
Questo e’ il loro grande momento.
“Il mandante dell’omicidio della Democrazia Parlamentare in Italia si chiama Silvio Berlusconi.”
Di Pietro
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Il poster incriminato della donna crocefissa
Io lo trovo elegante e forte, come deve essere una denuncia vera.
Lo scandalo non sta nel poster ma negli occhi e negli atti di chi la donna l’ha crocifissa per 2000 anni e ora si attacca a presunti simboli della fede per non sentirselo dire, in una difesa della religione falsa e farisea, perche’ se non si capisce che il Cristo crocefisso e’ l’umanita’ sofferente, non si e’ capito nulla.
Cristo oggi e’ il migrante perseguitato, la donna violentata, il bambino stuprato, l’anziano derubato, la morta che non si lascia morire in pace, l’innocente violentato da una giustizia iniqua, Cristo e’ chiunque subisca la violenza di altri, la chiesa, le legge, la sentenza, la criminalita’, l’economia, il mercato, il potere…
Del resto se a Verona il sindaco leghista Flavio Tosi, gia’ condannato a due mesi per razzismo, ha vietato di esporre le bandiere della pace, considerandole terroriste (!?) ma accetta di buon grado le bandiere naziste, vuol dire che qualche distorsione molto grave e’ avvenuta nella mente di alcuni e ne pagheremo le conseguenze tutti.
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Annamaria Farina manda:
Il mercato nero delle lavatrici meccaniche
Come forse qualcuno sa (perche’ me ne vanto spesso) ho una lavatrice vecchia di 15 anni che fa benissimo il suo dovere. Qualche giorno fa si e’ bloccata, e pensando fosse giunta la sua ora mi sono rassegnata a sostituirla.
Vado da Trony, poi da Mediaworld. La scelta e’ fra decine e decine di lavatrici “moderne”, piene di ogni sorta di ammennicoli, con mille programmi surreali quali “igienizzazione bavaglini” o “risciacquo fodere auto” o “delicato per sottovesti nere”. Non mi servono, e non voglio microchip e schede che si sfasciano a guardarli. Chiedo all’addetto:”Mi mostra qualche lavatrice meccanica?”
Risposta: “Mi spiace, sono tutte elettroniche.”
Io: “Ma mi va bene anche una cinese da 200 euro, o una Miele da 1400, basta che sia meccanica!”
Lui: “Non esistono. Non le fanno proprio piu’.”
Torno a casa depressa, poi mi ricordo di un negozietto polveroso in zona, con l’insegna “Riparazione elettrodomestici”. Vado, e conosco Fausto.
Ora so cosa immaginate: il vecchietto simpatico, portatore di un’antica sapienza artigiana ormai scomparsa, ultimo reduce della filosofia di vita dei nostri nonni. Invece no. Fausto ha il codino, l’orecchino, ha trent’anni ed e’ piuttosto incazzato per lo spreco che vede in giro.
Mentre armeggia finalmente sulla mia lavatrice, mi spiega: “Le lavatrici elettroniche hanno schede che si rompono non appena prendono una bottarella. Il ricambio costa due o trecento euro, cosi’ conviene ricomprarla nuova. Ormai le lavatrici si cambiano ogni tre o quattro anni. Invece questa lavatrice che hai e’ eterna: ha pochi pezzi meccanici, quando se ne rompe uno si cambia con trenta o quaranta euro, va avanti decenni.”
Poi si ferma, e mi sussurra: “Ma se ti servira’ una lavatrice meccanica, noi le abbiamo. Teniamo un’officina apposita: le ritiriamo, le rimettiamo a nuovo e le rivendiamo. Sono perfette, costano 150 euro.” Quanto un’elettronica cinese. Non ci credo, mi viene la frenesia dello shopping, vorrei andare a scegliermi sottobanco una bella lavatrice “nuova” annata ‘99, magari con una centrifuga migliore… Ma non serve: Fausto ha finito, la vecchia Candy ha un tubo nuovo e torna a lavare perfettamente.
Mentre esce mi avverte: “Ripariamo tutto, lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere, e anche i ferri da stiro”.
Lo vedo andare via con la sua cassetta dei attrezzi e il suo codino, e penso che un ferro da stiro nuovo costa appena 15 euro. Buona fortuna Fausto, nella tua resistenza quotidiana contro un sistema assurdo e molto piu’ grande di te. E grazie per il servizio che rendi.
tinyurl.com/6mueya
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Da Annamaria Farina
Lavoratori di tutto il mondo, siete licenziati!
DHL Deutsche Post taglia 13.000 posti di lavoro
American Express taglia 7.000 posti di lavoro
Bank of America taglia 7.500 posti di lavoro
Nissan taglia 3.500 posti di lavoro
Volvo taglia 6.000 posti di lavoro
GM e Ford tagliano 5.600 posti di lavoro
Whirlpool taglia 3.000 posti di lavoro
Yahoo taglia 1.000 posti di lavoro
Hewlett Packard taglia 24.000 posti di lavoro
UBS taglia 9.000 posti di lavoro
Fidelity Investments taglia 1.300 posti di lavoro
Aer Lingus taglia 1.500 posti di lavoro
Chrysler taglia 4.300 posti di lavoro
Xerox taglia 3.000 posti di lavoro
Nortel taglia 3.000 posti di lavoro
New York City taglia 3.000 posti di lavoro
Motorola taglia 10.000 posti di lavoro
Nokia taglia 1.800 posti di lavoro.
Sony taglia 20.000 posti di lavoro
Virgin Media taglia 2.200 posti di lavoro
Glaxo taglia 600 posti di lavoro
Kodak taglia 5.000 posti di lavoro
Telekom Austria taglia 2.500 posti di lavoro
Austrian Post taglia 9.000 posti di lavoro
Henkel taglia 3.000 posti di lavoro
Hewlett Packard taglia 24.000 posti di lavoro
Renault taglia 1.100 posti di lavoro
Le scuole francesi tagliano 25.000 posti di lavoro
Le scuole italiane tagliano1 37.ooo posti di lavoro
Merck taglia 7.200 posti di lavoro
tinyurl.com/6eq7bj
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Il potere dei consumatori
Paolo De Gregorio
Il capitalismo e’ forte e resiste perche’ e’ in una situazione di fatto in cui i posti di lavoro, in maggioranza, dipendono dalla sua continuita’, mitici operai compresi, e, in assenza di una credibile alternativa, va avanti come una nave che, anche con i motori spenti, ha un forte abbrivio che la fa camminare a lungo.
Sembra invincibile e nessuno si scandalizza se si usano soldi pubblici destinati a scuola e sanita’ per far ripartire banche private, che hanno truffato i loro clienti.
Ma ha un tallone di Achille. E’ bastato vedere un decremento del 2-3% dei consumi che immediatamente si e’ parlato di emergenza, di licenziamenti, non piu’ di stagnazione, ma della temutissima recessione.
Lo stesso petrolio, il cui prezzo nessuno era riuscito a fermare (fino a 146 dollari barile), e’ stato fermato dalla diminuzione dei consumi, e quindi dalla minore richiesta sul mercato (fino agli attuali 60 dollari barile).
La mia non e’ una opinione personale, ma un fatto oggettivo. Se vi sono persone che hanno come obiettivo la fine del capitalismo (non della piccola iniziativa privata), esse hanno una arma micidiale, ridurre i propri consumi allo stretto essenziale e cercare di convincere altre persone con il proprio esempio, perche’ e’ indispensabile che il mondo esca dal ciclo capitalista che lo sta portando ad una crisi climatica di proporzioni disastrose.
Oggi siamo ad un bivio, o impariamo la lezione che ci viene dalla crisi finanziaria provocata dalla avidita’ criminale del grande capitale internazionale, crisi a cui si sommera’ quella ambientale perche’ non si sta facendo nulla per prevenirla, e qui parliamo del grande capitale industriale che trova troppo costoso rendere meno inquinanti le sue attivita’, oppure ne pagheremo amaramente le conseguenze.
Siccome in Italia non vi e’ alcun partito che voglia boicottare il capitalismo e sostituirlo con una forte politica che metta regole nella prospettiva della sostenibilita’ ambientale, dell’autosufficienza energetica con le rinnovabili, della autosufficienza alimentare con una grande riforma dell’agricoltura, occorre fondarlo dal basso e dire che se anche fossimo solo il 10% della popolazione italiana e cominciassimo a partire da noi stessi con uno sciopero generale continuato dei consumi non essenziali, il risultato sarebbe presto molto visibile.
Chiunque voglia cambiare questa realta’ non ha altra strada che prendere sulle proprie spalle la responsabilita’ di farlo, poiche’ la cosiddetta democrazia delegata oggi e’ solo un teatrino di mediocri che prendono ordini dalle forze economiche, e ai cittadini e’ stato tolto persino il voto di preferenza.
Oggi politica ed informazione sono espressione del grande capitale e non e’ un caso che il maggior capitalista italiano sia da 15 anni in politica e si sia persino fatto delle leggi per uso personale.
Crisi finanziaria, crisi economica, crisi ambientale sono strutturali, non passeggere, e sono creature del tanto decantato liberismo e della globalizzazione.
E’ un sistema che va fatto fallire, non aiutato a rialzarsi. In un sondaggio pubblicato da “Stern” in Germania il 70% dei tedeschi vorrebbe vedere nazionalizzati il sistema finanziario, energia, trasporti.
Molte persone oggi, sottraendosi alla schiavitu’ del lavoro salariato o stipendiato, magari vendendosi la casa in citta’, possono cominciare a vivere in modo moderno, alternativo, andando nelle campagne abbandonate, dove la terra costa molto poco, e cominciare una nuova vita indipendente producendo elettricita’ con pannelli fotovoltaici e vendendola all’Enel. Questa attivita’ abbinata ad un orto, un frutteto e qualche animale da cortile, non sarebbe una vita malvagia, nessuno ti puo’ dare ordini, ne’ licenziarti, e con la elettricita’ si cucina, ci si scalda, ci si rinfresca, e con una macchina con motore elettrico ci si sposta, e per il resto c’e’ internet.
Comunita’ di questo tipo legate al territorio, senza sfruttati ne’ sfruttatori, autosufficienti e a emissioni zero, potrebbero essere un grande esempio da imitare.
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Claudio Pagelli
GESU’ E LA LUCERTOLA
Ti nascondi dietro la croce
come un insetto all’ombra del sole
sgranando il canto del rosario
per celare il tuo vero volto,
la corona di spine che ti strozza le vene strette,
il flebile flusso delle virtu’ che s’increspa alla luce
ogni sguardo recita la cifra del calcolo,
la lucida fretta della lucertola
che scatta verso la mosca
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Insoddisfatto (bloggher)
Dolenti opinioni personali.
Il governo decide, da solo, il presidente della commissione di vigilanza rai; il governo non convoca il maggiore sindacato italiano al tavolo delle trattative per questioni di lavoro; il governo inasprisce subdolamente il controllo del web; il governo insegna a temere ed odiare gli stranieri (tranne quando sevono schiavi a buon prezzo da sfruttare). inoltre, grazie a questi fetenti tempi, non vengono piu’ puniti i vertici istituzionali che mandarono i macellai a Bolzaneto e alla Diaz, ecc ecc. Ogni giorno iniquita’, delusioni e profondo senso di schifo. Odio questo popolo telealienato e vile che, volontariamente, prosegue ed evolve verso forme di cretinismo sempre piu’ complesse. Per noi italici e’ dolcissimo farci governare da miliardari e inquisiti a go go: in fondo, sotto sotto, vorremo essere come loro (e’ il nostro sogno proibito, la nostra patetica ragione di vita). chissa’ se gli stenti, sempre piu’ palesi, di qui soffrono i lobotomizzati, non sveglino parte del popolo nostrano (quello meno sveglio). Ma, in attesa del momento di Damasco collettivo, viva i miliardari al potere, viva le veline, le isole dei famosi, il calcio, la gente che racconta i patetici e personali cazzi propri in tv. Che popolo di merda che siamo! All’estero facciamo giustamente schifo.
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Muore Miriam Makeba dopo il concerto per Saviano a Castelvolturno
La cantante sudafricana Miriam Makeba e’ morta a Castel Volturno, per un attacco cardiaco, al termine della sua esibizione al concerto anticamorra e contro il razzismo dedicato allo scrittore Roberto Saviano.
Aveva 76 anni. Era nata a Johannesburg nel 1932. Aveva speso tutta la sua vita per l’impegno civile ed e’ morta ’sul campo’, a Castel Volturno, luogo-simbolo della lotta alla criminalita’ ed alla sopraffazione, dove aveva voluto partecipare a tutti i costi, nonostante le non brillanti condizioni di salute, al concerto anticamorra a sostegno di Saviano.
Era divenuta famosa in tutto il mondo per essersi battuta contro il regime dell’apartheid che aveva dilaniato il suo Paese, il Sudafrica. Per questo era diventata delegato delle Nazioni Unite. Ambasciatrice di pace e aveva portato la voce degli oppressi nei luoghi del potere. Il suo impegno contro la segregazione razziale, ingigantito dalla sua fama mondiale, aveva causato la reazione del governo sudafricano che l’aveva messa al bando come sovversiva, e nel 1963 – in pieno regime di apartheid – l’aveva costretta all’esilio vietando tutti i suoi dischi.
Aveva dedicato la vita l’aveva affinche’ l’umanità intera prendesse coscienza di ogni forma d’ingiustizia e di violazione dei diritti umani. E’ stata una donna di grande spessore umano, culturale ed artistico. Non c’e’ uomo o donna al mondo che non glielo riconosca.
Per tornare in Sudafrica, dovette attendere quasi 30 anni: solo nel 1990, Mandela riusci’ a convincerla a tornare nella sua terra. Trasferitasi prima in Europa e poi negli Stati Uniti, incise le sue canzoni piu’ conosciute: Pata Pata, The Click Song e Malaika.
Nel 1968 si sposo’ con Stokely Carmichael, un attivista per i diritti civili. Il matrimonio scateno’ grandi polemiche negli Stati Uniti, che annullarono tutti i suoi contratti discografici. Si separo’ dal marito – con il quale si era trasferita in Guinea – nel 1973. Nel 1985, dopo la morte della sua unica figlia, torno’ a vivere in Europa.
Nel 2005 decise di dare il suo addio alle scene con un memorabile tour, che tocco’ tutti i Paesi del mondo nei quali si era esibita. Ma il destino, per l’addio definitivo, le aveva riservato un altro appuntamento. Quello che ieri sera l’ha condotta sul palco di Baia Verde, a Castel Volturno, dove un pubblico accorso per una grande testimonianza di impegno civile, le ha riservato l’ultimo, indimenticabile applauso.
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Ascoltala:
Pata pata
it.search.yahoo.com/search?ei=utf-8&fr=slv8-logi&p=youtube%20miriam%20makeba
Malaika
it.search.yahoo.com/search?ei=utf-8&fr=slv8-logi&p=youtube%20miriam%20makeba
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Miriam, morta nella Soweto d’Italia
Il suo ultimo canto e’ stato tra gli africani della diaspora, arrivati qui a migliaia
Ci ha insegnato la rabbia della fratellanza
ROBERTO SAVIANO
Cosa e’ il blues?, si chiede lo scrittore afroamericano Ralph Ellison. Il blues e’ quello che i neri hanno al posto della liberta’. Mama Africa e’ stata cio’ che per molti anni i sudafricani hanno avuto al posto della liberta’: e’ stata la loro voce. Nel 1963 ha portato la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Come risposta il governo sudafricano ha messo al bando i suoi dischi e ha condannato Miriam all’esilio. Trent’anni d’esilio.
Da quel momento la sua biografia si e’ fatta testimonianza di impegno politico e sociale, una vita itinerante, come la sua musica vietata.
Nelle perquisizioni ai militanti del partito di Nelson Mandela vengono sequestrati i suoi dischi, considerati “prova” della loro attivita’ sovversiva. Bastava possedere la sua voce per essere fermati dalla polizia bianca sudafricana. Ma la potenza delle sue note le conferisce cittadinanza universale fa divenire il sudafrica terra di tutti. E soprattutto l’inferno dell’apartheid un inferno che riguarda tutti. Negli anni Sessanta, approdata negli Stati Uniti, Miriam Makeba si innamora di Stokley Carmichael, leader delle Pantere Nere e i discografici in America le cancellano i contratti, perche’ Mama Africa non combatte con i mezzi della militanza politica ma con la voce. E questo fa paura. Lei arriva alla gente attraverso la sua musica, attraverso successi mondiali come Pata Pata che tutti ballano, che piacciono a tutti, con una forza dirompente e vitale che il governo dell’apartheid come i razzisti di tutto il mondo non sanno come arginare o combattere.
Cosi’, a 76 anni, e’ venuta a cantare persino in un posto che sembra dimenticato da dio, dove persone solerti hanno organizzato un concerto per portare un po’ di dignita’ a una terra in ginocchio. E l’altra sera mi hanno chiamato di notte. Checco che aveva seguito l’organizzazione del concerto, mi ha detto che Miriam Makeba non si sentiva bene, “ma la signora vuole cantare lo stesso, vuole il tuo libro nell’edizione americana nel camerino, Robbe’, e’ tosta!”. Quando mi avevano detto che Miriam Makeba aveva accettato di cantare a Castel Volturno nel concerto in mia vicinanza che chiudeva gli “Stati generali della scuola del Sud”, al primo momento stentavo a crederci. Invece lei che per anni aveva lottato e aveva viaggiato cantando per tutta l’Africa e il resto del mondo, voleva venire anche in questo angolo sperduto dove quasi due mesi prima c’era stata una strage di sette africani. Che’ per lei erano africani, non ghanesi, ivoriani o del Togo.
In questa idea panafricana che fu di Lumumba e che mai come oggi sembra per sempre purtroppo sepolta. Mama Africa si e’ esibita a pochi metri da dove hanno ammazzato l’imprenditore Domenico Novello, un morto innocente, nativo di queste terre, che invece e’ morto solo, senza partecipazione collettiva, rivolta, fratellanza. La morte di Miriam Makeba, venuta a portarmi la sua solidarieta’ e testimoniarla alla comunita’ africana ed italiana che resiste al potere dei clan, e’ stato per me un enorme dolore. Enorme come lo stupore con cui ho accolto la dimostrazione di passione e forza di una terra lontana come quella sudafricana che gia’ nei mesi passati mi aveva espresso la sua vicinanza attraverso l’arcivescovo Desmond Tutu. Invece, grazie alla loro storia, persone come Tutu o come Miriam Makeba sanno meglio di altri che e’ attraverso gli sguardi del mondo che e’ possibile risolvere le contraddizioni, attraverso l’attenzione e l’adesione, il sentirsi chiamati in causa anche per accadimenti molto lontani. E non con l’isolamento, con la noncuranza, con l’ignoranza reciproca.
Il Sudafrica vive una pressione dei cartelli criminali enorme, ma i suoi intellettuali e artisti continuano ad essere attenti, vitali e combattivi. Desmond Tutu stesso defini’ il Sudafrica “rainbow nation”, nazione arcobaleno, lanciando il sogno di una terra molto piu’ varia e ricca e colorata di un semplice ribaltamento di potere fra il bianco e il nero. Miriam Makeba era e rimane la voce di quel sogno. Se c’e’ un conforto nella sua tragedia si puo’ dire che non e’ morta lontano. Ma e’ morta vicina, vicina alla sua gente, tra gli africani della diaspora arrivati qui a migliaia e che hanno reso propri questi luoghi, lavorandoci, vivendoci, dormendo insieme, sopravvivendo nelle case abbandonate nel Villaggio Coppola, costruendoci dentro una loro realta’ che viene chiamata Soweto d’Italia. E’ morta mentre cercava di abbattere un’altra township col mero suono potente della sua voce. Miriam Makeba e’ morta in Africa. Non l’Africa geografica ma quella trasportata qui dalla sua gente, che si e’ mescolata a questa terra a cui pochi mesi fa ha insegnato la rabbia della dignita’. E, spero pure, la rabbia della fratellanza.
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Giovanni M. scrive:
A quelli che tanto le cose non cambieranno mai o tanto sono tutti uguali (e cosi’ vince sempre il peggiore) : Obama e’ presidente. Grazie America
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Obama, un cristiano americano
Raniero La Valle
Si’, e’ vero, in America tutto puo’ accadere, compreso il fatto che un nero divenga presidente degli Stati Uniti. Pero’ ci sono voluti 220 anni; all’inizio i neri erano incatenati come schiavi, e i padroni li tenevano in vincoli invocando gli stessi principi per i quali oggi possono diventare presidenti degli Stati Uniti. In quel bellissimo romanzo che e’ “La capanna dello zio Tom”, a chi contestava il modo in cui un padrone del Sud trascinava in catene i suoi schiavi, quello rispondeva: “Questo e’ un Paese libero; quest’uomo e’ mio ed io ci posso fare quello che mi pare”. Commentava Alessandro Portelli, in un recente seminario, che cio’ voleva dire intendere la liberta’ come proprieta’. E mentre la Dichiarazione di indipendenza americana proclamava che con tutta evidenza “gli uomini sono creati uguali, e che essi sono dotati dal loro creatore di certi diritti inalienabili, e tra questi sono la vita, la liberta’ e la ricerca della felicita’”, i due Padri fondatori Washington e Jefferson erano i piu’ grandi proprietari di schiavi d’America. E ancora pochi decenni fa, quando Martin Luther King alla marcia per i diritti civili gridava “I have a dream” (io ho un sogno), come oggi Obama dice “change I need” (abbiamo bisogno di cambiare), il sogno non poteva essere piu’ umile, era semplicemente che i neri potessero salire sugli stessi autobus dei bianchi e che i bambini neri potessero andare a scuola con i bambini bianchi, senza essere ne’ segregati ne’ “spalmati”, come ora si vorrebbe fare con i bambini stranieri in Italia.
Che cosa c’e’ di mezzo tra quella condizione di schiavitu’, di discriminazione, e la condizione di oggi? Non possiamo dire che c’e’ la Costituzione, perche’ la Costituzione c’era ieri come c’e’ oggi. Ma il fatto e’ che quando la Dichiarazione di indipendenza diceva che “tutti gli uomini sono creati uguali”, cio’ veniva interpretato nel senso che non tutti sono creati uomini, ma solo i liberi ed eguali lo erano, restandone esclusi i neri, gli indigeni, gli schiavi; ed e’ su questa linea che ancora oggi per l’amministrazione Bush esistono due categorie di uomini, gli americani e i non-americani, a cui si applicano due pesi e due misure ed anche due diritti penali diversi, senza di che lo scandalo di Guantanamo e il rifiuto di applicare le convenzioni di Ginevra ai nemici in quanto “combattenti illegittimi”, non sarebbero possibili.
Percio’ non bastano le Costituzioni, ma tra le Costituzioni che proclamano i diritti e il momento in cui essi diventano effettivi, c’e’ di mezzo la lotta per l’attuazione della Costituzione; c’e’ di mezzo la politica.
Ma la elezione di Obama non e’ solo un momento dell’attuazione in America di una democrazia costituzionale per tanti aspetti non ancora compiuta; e’ anche una grande sfida e una grande opportunita’ per la ripresa di una prospettiva di democrazia costituzionale sul piano mondiale. Questa prospettiva, che era stata aperta dall’istituzione dell’ONU nel 1945, era stata congelata dalla guerra fredda, era sembrata riaprirsi con la rimozione del Muro e la fine del conflitto tra i blocchi nell’89, e’ stata chiusa dalla Nuova destra religiosa e militarista americana che ha concepito, sul finire del Novecento, il progetto del “nuovo secolo americano”, ha cavalcato la tragedia dell’11 settembre, si e’ servita come braccio secolare del povero Bush e ha enunciato, con l’editto della “Strategia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti” del 2002, il principio che l’unica sicurezza per l’America era il dominio del mondo, ridotto a un’unica disciplina, a un’unica economia, a un’unica ideologia e a un unico Impero.
Questo disegno e’ fallito, nella catastrofe dell’Iraq e dell’Afghanistan, nel velleitarismo dello scontro di civilta’ e nella crisi economica e finanziaria globale. Le file di votanti mai viste prima in America hanno detto al mondo che questa fase si e’ chiusa e che ora che l’edificio e’ crollato, nulla davvero potra’ essere piu’ come prima.
Ma la stessa entita’ del disastro dice qual e’ l’entita’ del cambiamento necessario. Non c’e’ alcuna certezza che Obama ce la fara’, anche se ha cominciato bene annunciando la cancellazione di molti “ordini esecutivi” di Bush, a cominciare da Guantanamo; ma certo egli porta al vertice della politica americana una qualita’ nuova, che e’ quella di essere un cristiano che non sta dalla parte dei ricchi ma dalla parte dei poveri e della “classe media” impoverita; un cristiano che nel linguaggio europeo si direbbe “un cristiano di sinistra”; un cristiano che non sta con l’arroganza della fede e con le truppe crociate, ma rivendica a se’ una “vittoria umile”, e che in questa umilta’ potrebbe ritessere equi rapporti con il resto del mondo.
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Il fragile Obama
Paolo De Gregorio
Vorrei gettare qualche simbolico secchio di acqua sugli entusiasmi per l’elezione di Obama:
-il nuovo presidente e’ un po’ abbronzato ma la sua educazione e’ stata opera di bianchi, madre e nonna, praticamente senza alcuna influenza del padre keniota. Anche le universita’ frequentate sono a stragrande maggioranza bianche.
-vorrei ricordare anche l’adagio americano che annuncia la buona novella che hanno perso i repubblicani e contemporaneamente si dice che quella cattiva e’ che hanno vinto i democratici
-dal dopoguerra ad oggi, la politica estera americana non e’ mai cambiata, si e’ sempre basata sulla forza militare, sulle minacce, sui diktat, sulla rapina delle materie prime, sul primato del dollaro, sulle guerre
-Obama arriva in un momento delicato e forse epocale, in cui per la prima volta si tocca con mano la crisi del capitalismo, si vede gia’ un mondo multipolare, c’e’ l’Euro a contrastare il dollaro, le guerre non si vincono piu’ e costano troppo (3.000 miliardi di dollari solo quella in Iraq)
-la famosa globalizzazione che doveva risolvere ogni problema e’ in crisi finanziaria e strategica, e’ legata alla crisi energetica, produce sconquassi nell’ecosistema, e la prossima crisi ambientale sara’ figlia di questo modello di sviluppo assurdo e distruttivo
-Obama non ha conquistato un solo voto repubblicano. I poteri forti, i falchi pronti a tutto sono nei gangli decisivi del Pentagono, dei servizi segreti, delle industrie legate alle forniture militari, sono nelle televisioni, tutte private. La sola novita’ e’ che la candidatura di Obama ha portato alle urne i neri che tradizionalmente non andavano mai a votare, e questa partecipazione ha deciso la vittoria.
D’altronde bisogna ricordare che negli Usa, recentemente, i neri piu’ i latinos sono diventati piu’ numerosi dei bianchi.
-se ci sara’ una svolta (cosa che non credo), che chiuda con gli interventi militari e le relative enormi spese, una svolta in campo energetico per diventare indipendenti dal petrolio con le rinnovabili, un forte ridimensionamento della globalizzazione con la ripresa produttiva dell’industria americana per i bisogni interni, e’ molto probabile che una pallottola vagante e la capoccia di Obama si incontrino, democraticamente s’intende.
Naturalmente in cuor mio spero che Obama faccia delle cose veramente nuove, ma la speranza e’ astratta, mentre tutta la storia recente dimostra concretamente che l’America e’ rimasta sempre uguale a se stessa.
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Riccardo Orioles
Zombies
In questi ultimi tempi il nostro governo, che gia’ di solito non brilla per freschezza, si esprime principalmente attraverso personaggi alla Dario Argento: Corrado Carnevale (sorvegliante-capo in Cassazione, eta’ 72), Francesco Cossiga (reo confesso omicidio Masi, eta’ 80), Licio Gelli (ghost-writer del capo del governo, eta’ 88), Giulio Andreotti (interlocutore di Cosa Nostra, eta’ 89). Se poi si aggiunge Berlusconi in persona (eta’ 72, ma ormai incossighito), siamo a quota 400. Costoro, singolarmente e tutti insieme, si occupano confusamente di giovani ma senza riuscire a distinguere fra studenti, precari, carfagne e carfagnini.
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The Great Dummy
Dittatore? Neo-Duce? Tiranno Benevolo? Il Mule di Asimov? Il Regime? Puo’ darsi che tutte queste interpretazioni siano semplicemente una rimozione, e che la realta’ sia molto piu’ banale: chi ci governa e’, semplicemente, un Imbecille; e ci riesce perche’ ha investito molto tempo e denaro a rimbecillire anche tutti noi.
(All’estero, dove il suo denaro non arriva, non hanno il minimo dubbio di quanto Imbecille egli sia e ci scherzano amabilmente, arricchendo la vasta collezione delle barzellette sugl’italiani).
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Caverne
Mariapia
Uomini delle caverne, noi siamo questi, guastati da secoli di ambiente sociale dettato dai vertici sociali e religiosi, dalle forze dei potenti del sistema che ha creato situazioni e modelli che, ripetendosi all’infinito come un gioco di specchi, moltiplicandosi nel tempo, ci rende incapaci di sapere cosa significa “civilta’.
Armati di clave psicologiche e quindi invisibili, ci aggiriamo per il paese senza sapere che stiamo ritornando indietro e siamo uomini delle caverne.
Ma non lo sappiamo. Quale sara’ la clava che ci svegliera’ con una mazzata da tramortirci?
Passano leggi incredibili e nessuno se ne accorge?
…
Un libro per bambini.
Vincenza: vi segnalo un libro per bambini, scritto da una mamma e tre bambini si chiama LA RANA DALLA COVA GASTRICA, e’ una storia ambientalista…
La copertina e la prefazione sono visibili anche sul sito www.cogitoergodubito.it e su www.amicidellostagno.ch
E’ la storia di una rana che “partoriva” i suoi ranocchi dalla bocca…ora e’ estinta e si pensa che una della cause possa essere il riscaldamento globale. Il libro e’ stato scritto da piu’ mani (una mamma/zia, suo figlio di 9 anni e le nipoti di 9 anni e 6 anni) ed illustrato anche a piu’ mani, per gioco nelle domeniche d’autunno. “Man mano che si faceva, mi sono
resa conto che sarebbe stato utile farlo conoscere. La storia raccontata e’ la storia della magia della vita. Con tutto il mio spirito, spero che ancora migliaia di bimbi futuri possano goderne. Dipende da noi adulti salvare e insegnare a proteggere questa meravigliosa terra!”
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CHI E’ CORRADO CARNEVALE
La storia si ricordera’ di lui per aver polverizzato l’inchiesta di Falcone sulle rivelazioni del pentito Calderone, per aver scarcerato 43 mafiosi del maxiprocesso, per aver annullato la condanna all’ergastolo contro Michele e Salvatore Greco per l’omicidio di Rocco Chinnici, per aver respinto il ricorso di Enzo Tortora che chiedeva, per legittima suspicione, di far trasferire il processo alla camorra lontano da Napoli ecc ecc. Se ne potrebbero citare centinaia di esempi… In tantissimi anni di attivita’ casso’ lunghissimi e faticosi processi essenzialmente a imputati accusati di collaborazione con Cosa nostra, rimanendo sempre in carica, e finendo pero’ coinvolto nel processo Andreotti come collaboratore esterno della stessa Cosa nostra. Il 29 marzo 1993 la procura di Palermo gli invia un avviso di garanzia. Il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo ha dichiarato che “il senatore Andreotti aveva con lui uno speciale rapporto personale. E i boss erano sicuri che non ci sarebbero stati problemi.” Il magistrato venne sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal 23 aprile 1993.
La sentenza finale in Cassazione del 30 ottobre 2002 lo ha assolto con formula piena, senza rinvio, perche’ “Il fatto non sussiste”, ribaltando la sentenza della Corte di Appello di Palermo che lo aveva condannato, il 29 giugno 2001 per concorso esterno in associazione mafiosa a 6 anni di carcere, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale lungo l’arco della pena.
Nel 2007 e’ tornato a svolgere l’attivita’ giudiziaria presso la I/a sezione civile della Cassazione. Lo fara’ fino all’eta’ di 83 anni. Nel suo curriculum pero’ restera’ per sempre la personalissima opinione su Giovanni Falcone (un cretino, indegno di essere rispettato anche da morto) e la sua fama di operaio al servizio di Andreotti e dei suoi amici.
Ciccio Camicio.
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UOMO/DONNA
Filippo
Italia fanalino di coda dei Paesi dell’Unione Europea per la parita’ di genere tra uomo e donna: siamo al 67° posto nella classifica mondiale sulle disparita’ di genere: questo il risultato dello studio del World Economic Forum (Wef) che anche quest’anno ha pubblicato il Global Gender Gap Index, l’indice di misurazione del divario tra uomo e donna, relativo al 2008. E il divario aumenta ancora di piu’ se si e’ al sud di una nazione. E in Italia la differenza diventa quasi abissale.
Ci battono anche Nazioni come Sri Lanka, Mozambico, Cuba, Bulgaria. Ci ritroviamo un posto avanti al Vietnam, subito dopo viene la Repubbica Ceca.
Le Filippine, il cui presidente e’ una donna, sono al 6° posto e Irlanda, Olanda e Lituania si sono classificate a seguire.
Gli Stati Uniti sono arrivati al 27esimo posto e il Canada al 31 esimo.
Meno male che alle pari opportunita’ abbiamo la Carfagna.
Auguri.
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Notizie del giorno
Paolo De Gregorio
-dopo 30 anni gli studenti vanno a Mirafiori per far conoscere agli operai i motivi della loro protesta contro la legge Gelmini. Qualche vecchio operaio si ferma, i giovani operai passano indifferenti.
Berlusconi e le sue televisioni hanno lavorato in profondita’.
-sia Repubblica che Corriere della Sera titolano: prima minaccia di Al Qaeda al nuovo presidente “Convertiti e ritira le truppe”.
Non esiste alcuna “minaccia”, ma solo un sano e lungimirante consiglio. Quanto alla conversione, gli islamici si devono togliere dalla testa di fare come i cristiani che vogliono evangelizzare il mondo. Le religioni, tutte, se puntassero solo a far comportare bene i propri credenti, non farebbero gli immensi danni che continuano a fare
-il presidente francese Sarkozy pronuncia le seguenti frasi: e’ finita l’epoca in cui un solo paese, l’America, dettava la direzione al mondo. E poi: non esiste piu’ solo il dollaro, paghiamo per un loro errore, ora ci ascoltino.
Chi sostiene che la alleanza atlantica ci porta liberta’ e prosperita’ e’ servito!
A tutt’oggi l’Europa, incredibilmente, a 50 ANNI dalla sua costituzione, per mano e volonta’ anglo-americana, non ha trovato la sua autonomia, e’ sottomessa alle avventure Usa contro i nostri vicini russi e arabi, questo ci danneggia economicamente in modo pesantissimo, ci esportano le loro truffe e le crisi, limitando, con le ingerenze nella nostra area geo-politica, lo sviluppo naturale della integrazione economica con i nostri citati vicini.
La millantata amicizia e’ una truffa!
Temono come la peste l’autonomia europea,la chiusura di tutte le loro basi militari in Europa, temono la forza dell’Euro, che ha sostituito il dollaro, come moneta mondiale di riferimento, non vogliono un mondo multipolare, e Obama straparla come i suoi predecessori di necessaria “leadership americana”
-una conferma della grande fede democratica degli americani: mercoledi’ dopo la vittoria di Obama, i negozi hanno venduto il 50% in piu’ di pistole
-Gasparri si lamenta con il PD che ha fatto un manifesto che riportava una sua affermazione: con Obama alla casa Bianca Al Qaeda e’ piu’ contenta!
Invece di essere riconoscente che hanno propagandato il suo pensiero!
Sarebbe ora di ricominciare a mettere manifesti per le strade. Le risse televisive annacquano tutto. Molti anni fa il PCI fece un manifesto storico ed efficacissimo nella sua semplicita’: riportava le cifre ufficiali del Ministero delle finanze che dimostravano che in Italia, in media, i gioiellieri guadagnavano meno degli operai salariati. Dopo allora il nulla!
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Il Far West, a noi bastano le ronde
Doriana Goracci
Da casa quella mia, con le nostre New Venerabili Ronde, leggo che alla Casa Bianca dove hanno voluto come primo cittadino Obama, e’ scoppiato negli Stati Uniti il boom della vendita delle armi da fuoco, sono andati a ruba fucili semi-automatici, pistole e una valanga di munizioni.
I cittadini americani hanno “paura” di non essere piu’ Liberi di difendersi e sparare con il nuovo corso, tant’e’ che la Nra (National Rifle Association), la lobby delle armi statunitense, ha sostenuto apertamente John McCain. Negli States Uniti dalla Liberta’, circolano fumanti o spente, oltre 200 milioni di armi da fuoco: il numero piu’ alto al mondo.
Il 6 aprile del 2008, Carol Fanciulli scriveva su Megachip: Charlton Heston: “nessuno esce vivo dal mondo” (http://http://snipurl.com/593hl)
all’indomani della morte del longevo mito Ben Hur, quello a cui il presidente Bush diede nel 2003 la Medaglia della Liberta’, il capo e il testimonial della Nra, National Rifle Association, l’Americana sostenitrice del diritto dei cittadini a difendersi, con le armi e l’articolo dell’aprile 2008, che sembra di molto tempo fa, racconta che “L’anno del crollo delle Torri, il 2001, i morti ammazzati con armi da fuoco furono negli Stati Uniti, 11.127 “.
Parlando della cronaca di Viterbo dei bravi ragazzi bulli che ci vivono e benissimo anche loro, su Megachip snipurl.com/5939m
Carol Fanciulli, molti mesi fa, concludeva: “Lo Stivale sembra sempre piu’ attento ai principi degli affari e della repressione, delegando al volontarismo clerico-umanitario il disagio e il disastro culturale e territoriale di questi ultimi decenni e le piccole e grandi famiglie non sanno piu’ intorno a quale tavolo riunirsi e trovare una buona ragione di comprensione e ascolto.”
Chi non ha letto Tex Willer? Scrive Sergio Lo Gatto su “Italiani”, giornale on line nel 2007: “Anarchico e libertario per indole, Tex ha occupato le schiere del Nord durante la Guerra di Secessione, nonostante le sue origini sudiste. Questo perche’ e’ da sempre contrario a ogni forma di schiavitu’. Ha lottato anche per l’indipendenza del Messico, al fianco dell’amico Montales. Nemico di ogni ingiustizia e fieramente antirazzista, dopo l’incontro con Kit Carson e l’arruolamento nel corpo dei Rangers, sposa la Navajo Lilyth, che gli da’ un figlio, Kit. Divenuto quindi anche, col nome di Aquila della Notte, membro della tribu’ pellerossa, si avvale dell’aiuto di Tiger Jack. Quando Lilyth viene brutalmente uccisa da criminali bianchi Tex ne vendica la morte. Ed ecco come la disperazione di un uomo ferito si fa determinazione e senso della giustizia. Tex diviene un raddrizzatore di torti, che si batte contro ogni sopruso: crimine organizzato, politici corrotti, indiani sanguinari, pionieri senza scrupoli che coprono sordidi interessi. Ma Tex e’ prima di tutto un Ranger, un “braccio della Legge”, che all’occorrenza salva criminali certi dal linciaggio della folla inferocita, per assicurarli alla giustizia.
E se di giustizieri si parla, e’ necessario fare qualche precisazione. Non si tratta di un classico “spaghetti-western” all’italiana, Tex non e’ un solitario errante alla Clint Eastwood. La vena italiana di Bonelli-Galep pulsa di filmografia tutta americana D.O.C. E’ il Far West di Howard Hawks e John Ford. Compiendo cavalcate interminabili, spesso a fianco dei compagni d’avventura, all’interno di vignette che sembrano emanare la musica di Frank Harling e Richard Hageman, Tex Willer parla e si muove con lo sguardo fiero e attento di John Wayne e Charlton Heston, lasciando sventolare il fazzoletto oltre le falde larghe del cappello”.
Sventola anche con felicita’ rinnovata da europarlamentare, il fazzoletto verde al collo di Borghezio, per l’approvazione delle Ronde, non piu’ limitate alla Padania ma anche al resto del Nord e del Sud e del Centro dello Stivale.
Tex come Obama come Veltroni, come Fiore, come sindaci e scriffi e garanti, non e’ piu’ una striscia clandestina da nascondere tra i libri di scuola ma una proposta di giustizia e legalita’. L’ Eroe Audace non e’ mai scomparso dalla memoria dei Media, che ci raccontano cosi’ la Storia, dove tutto e’ possibile anche fare la guerra per vivere in pace e senza fine.
Di ronda in ronda, vengono scritte altre storie dalla cronaca, nazionale ed estera, altre strisce passano sulle televisioni e nel web, a “dialogare” dei nuovi vecchi furbetti. Prende sempre piu’ corpo e vita, la “democratica” figura del mazziere, del bastonatore gentile, del picconatore acuto, qualsiasi colore abbia la sua pelle: e’ arrivato quello che sogna e sa far sognare che tutto e’ possibile.
Un’ ultima annotazione, Carol Fanciulli non scrive piu’ su Megachip, e’ scomparsa come molte altre figure di donne e uomini, di anonimi scrittori, lettori ed interlocutori. La conosco “molto” bene ed e’ una fonte certa di stampa contro informativa che scompare, per fare posto al Bene locale che prevale sul Male globale e batte, le notizie, come una tragica meretrice che si avvale del migliore offerente. Appassionati incontri si ripetono nel ciclo della vita e della morte, come nel film La ronde – Il piacere e l’amore: era il 1950.
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Androidi
Viviana
Camilleri critica la Gelmini: “Non e’ un essere umano. Bisognerebbe chiamare un chimico per capire che cosa e’”.
Io direi piuttosto che bisogna chiamare un falegname, vista la sua somiglianza con un manico di scopa, tutta legno e niente cuore.
La Cortellesi lancia in tv la Gelmini androide.
La Gelmini parla a Confindustria ma prima chiede che siano allontanati tutti i giornalisti compreso quello che Sole24ore cioe’ di Confindustria. Quello che deve dire il ministro deve rimanere segreto, come se le sorti dell’istruzione pubblica riguardassero soltanto lei e gli imprenditori ?!
Questi ministri sono impresentabili: la Gelmini, appena si presenta in pubblico, legge negli occhi dei presenti il disprezzo di chi la considera una zoccola e se la immagina in pose oscene, la Gelmini e’ terrorizzata persino dalle domande dei giornalisti a cui non sa che cacchio rispondere, la Prestigiacomo sa solo fare le sue lagne a Ballaro’ poi quando va a Bruxelles e’ terrorizzata fa scena muta.
Ma che governo ha fatto Berlusconi? Non era proprio capace di mettere insieme una compagine apparentemente piu’ seria invece di questo circo ridicolo di pagliacci e ballerine?
Ma tale il capo tali i servi.
Mettere direttamente il Bagaglino al governo ci avrebbe forse dato un governo piu’ dignitoso, almeno avremmo avuto dei professionisti.
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Gli incitamenti sediziosi di Cossiga
Repubblica
Prima Cossiga consiglia infiltrati nei cortei e maniere forti delle forza dell’ordine. Oggi torna a dare suggerimenti non richiesti al capo della polizia:
“Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti. Per il consenso al governo serve la paura. Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. E’stato un grave errore strategico reagire con cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante.
L’ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita.
La gente deve odiare i manifestanti. Deve crescere la paura per i manifestanti e i loro mandanti ad es. contro la redazione dell’Unita’. Meglio se i danneggiamenti sono presso la sede dell’arcivecovo di Milano o della Caritas o di Pax Christi.
Io aspetterei ancora un po’ e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti.”
ma si puo’ essere piu’ fetenti?!
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Fallimenti
Viviana
Bush e’ stato il peggiore presidente degli Stati uniti d’America e ha portato a completo fallimento il suo paese dimostrando per di piu’ in modo eclatante la fallacia dell’ideologia liberista.
E’ difficile mettere insieme tanti e tali fallimenti: fallimento politico, morale e idoelogico, crisi finanziaria, indebolimento e indebitamento dello Stato, paese gettato nella depressione economica, perdita di autorita’ internazionale, caduta del dollaro, due guerre inutili e sterminatrici gestite nel modo peggiore…
Eppure non sentiamo una sola parola di autocritica da parte di coloro che sono stati fanaticamente dalla parte di Bush, i guerrafondai, gli iperliberisti alla Pannella, gli integralisti cristiani alla Binetti, gli iscritti a libro paga della CIA come Ferrara…
Oggi Bush riscuote la condanna dal mondo intero e viene rinnegato dal suo stesso partito, con un candidato repubblicano che non lo nomina una sola volta e prende bene le distanze da lui.
Eppure, a poche ore dal rendiconto delle elezioni, ci sono ancora in Italia gli ultimi esaltati aggrappati alla idiozia totale di una difesa a oltranza del peggio: il truffatore Berlusconi, il foglio di Ferrara aduso a costanti menzogne e quel voltagabbana di Adornato che scrive un elogio a Bush dalle pagine del Riformista! L’elogio funebre si adagia su un paradigma comune: L’Europa non lo ha capito!” Come le crisi militare e finanziaria fossero fraintendimenti della comunicazione!
Forse Bush ha lo stesso problema di Berlusconi. Non e’ vero che e’ proprio il peggiore di tutti, solamente non si spiega bene!
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La crisi non tocca la guerra
Armando Di Napoli
Evviva! Avremo anche noi una potente aviazione da guerra con la bellezza di 133 aerei da combattimento che abbiamo appena ordinato agli Stati Uniti. Qualche giorno fa il senatore Lorenzo Forceri, su incarico del Governo, si e’ appositamente recato, quasi in segreto, a Washington per firmare l’accordo. L’acquisto ci costera’ molto caro, ma alcuni tecnici della coalizione governativa ci assicurano che sara’ un affare. Ogni macchina da guerra volante verra’ assemblata in Italia, esattamente in un grande atelie’r di alta meccanica presso Novara. Ci lavoreranno circa 200 operai.
E’ importante sapere il nome con cui vengono ufficialmente chiamati questi apparecchi d’assalto: Joint Strike Fighter che, tradotto un po’ all’ingrosso, significa caccia bombardiere d’attacco e immediata distruzione.
Ma scusate: Prodi e il suo apparato governativo non ci avevano assicurato che tutte le nostre missioni all’estero, a cominciare dall’Afghanistan, sarebbero state assolutamente missioni di pace e profondamente umanitarie? Io mi credevo che “immediata distruzione” significasse cancellazione totale di obiettivi militari e anche civili casualmente abitati dalle solite vittime collaterali con lancio di napalm, bombe a grappolo e fosforo bianco. “No!”, sono stato subito corretto dalle dichiarazioni dei ministri della guerra Usa. Ci hanno spiegato che quelle bordate di luce accecante sono in verita’ luminarie per creare effetti festosi e rendere splendenti le immagini paesaggistiche della zona. Ma veniamo al dunque. Cosa costa in realta’ ogni singolo “Fighter Distructor”? Ecco la cifra: esattamente 100 milioni di euro cadauno. Ma non si concedono prototipi singoli: il contratto vale solo se si acquista lo stormo al completo. Nel nostro caso si tratta di 133 aerei. Prendere o lasciare! Cosi’ il blocco volante ci verra’ a costare 13 miliardi
13 miliardi di euro piu’ trasporto, assemblaggio, tecnologia di ricambio, macchine robotiche e uno staff di tecnici della casa costruttrice per la manutenzione e le varianti tecnologiche, giacche’ il vero collaudo dei volatili meccanici dovra’ svolgersi sulle nostre basi che evidentemente abbisogneranno di strutture e hangar speciali.
Alcuni tecnici da noi interpellati hanno sparato costi da capogiro. Sempre a livello di miliardi di dollari! Una cifra che da sola ci permetterebbe di risolvere d’acchito il problema della disoccupazione giovanile in Italia, aggiunto al problema delle pensioni, oppure finalmente finanziare la ricerca.
Il fatto curioso e nello stesso tempo sconvolgente e’ che nessun giornale, fra i numerosi cosiddetti indipendenti, ne abbia parlato, o almeno dato accenno, a partire da la Repubblica, il Corriere, il Messaggero etc. L’unico che ne aveva trattato largamente e’ il Manifesto. Ma prima di questo quotidiano, chi ha dato notizia dell’inqualificabile acquisto? Due vescovi del Piemonte che in un comunicato osservavano che l’acquistare un cosi’ gran numero di potenti aerei da combattimento, attacco e distruzione non era certo un amoroso segnale di pace e non faceva intravedere un programma consono alla costituzione italiana che “ripudia la guerra”.
Per finire con i diabolici Fighter, c’e’ un ultima notizia, naturalmente taciuta dal nostro governo libero e giocondo, una notizia tenuta nascosta dai quotidiani governativi e d’opposizione, radio, televisioni e svelata soltanto sul sito di Pax Christi, sul Manifesto, e da alcuni movimenti pacifisti nei loro blog. I velivoli in questione sono prodotti da una nota impresa aeronautica, la Lockheed, la stessa che una trentina d’anni fa pago’ nostri ministri e capi del governo della Dc, versando miliardi in tangenti, perche’ lo Stato italiano scegliesse di acquistare da loro speciali aerei da guerra. Bene, tutto si lega.
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RIDIAMARO: – )
Quel disastro della CAI
Armando Di Napoli
Uno sfascia carrozza di novara e’ disposto a pagare per la flotta aerea dell’ALITALIA molto piu’ della cordata CA-CAI
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Ormai gli aerei dell’Alitalia costano cosi’ poco che un falegname di Grosseto, invece di comprarsi la fiat Panda nuova, con gli stessi euro si compra un Boeing dell’Alitalia perche’ e piu’ spazioso e non deve nemmeno pagare il bollo dell’auto…
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Pippe
Letizia
L’America e’ il paese delle grandi contraddizioni.
L’America e’ l’egemonia del potere, la grande consumista, l’esportatrice della democrazia del petroldollaro… ma e’ anche un paese in cui il presidente si dimette se coinvolto in uno scandalo
Pensate a Clinton
Era anche un buon presidente
Ma per una pippa ha dovuto lasciare il trono
Da noi per una pippa, male che ti vada, diventi ministro.
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Obama: il nuovo migliore amico di Berlusconi
Berlusconi dara’ a Obama dei consigli
Per gli acquisti?
Per le veline?
Vi
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Primo Levi nel 1974 scriveva:
“Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non solo col terrore e l’intimidazione politica, ma anche distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, diffondendo la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine“
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98 Miliardi di Euro evasi!!!!
Ecco alcune delle societa’ che ci devono questi soldi nostri:
Il record era stato toccato da Atlantis con 31 miliardi. Seguono: Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi).
Qui nessuno ha fatto nulla prima (governo Prodi) visto che ad esempio le sale bingo sono in mano a PD e Lega, ne dopo con l’attuale governo. Cosa curiosa e’ che Atlantis detentrice del record per l’evasione e’ rappresentata da tale Amedeo Laboccetta, figura di spicco di Alleanza Nazionale in Campania, e’ stato eletto alla Camera. Bene, Laboccetta e’ il legale rappresentante della Atlantis, la societa’ concessionaria di slot-machine che piu’ di ogni altra sarebbe debitrice allo Stato: 31 miliardi e mezzo di euro, l’equivalente, per intendersi, di sei volte il Pil di una nazione come lo Zimbabwe.
Dopo che Prodi aveva a suo tempo assicurato che non vi sarebbero stati sconti di nessun tipo, e dopo che visto il pesante coinvolgimento di AN, l’attuale Governo si e’ ben guardato dal parlarne, la paura di un condono, sembra diventata realta’. Fra i coinvolti vi e’ anche il n°1 dei monopoli di stato, tal Giorgio Tino: it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Tino
DOVE SONO QUESTI SOLDI?
PERCHE’ SE NOI NON PAGHIAMO UNA BOLLETTA DELLA LUCE CI VENGONO A DORMIRE SULLO ZERBINO, MENTRE A QUESTI EVASORI MALAVITOSI NON SI FA NULLA!!
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Elezioni europee, un paradosso
Viviana
Il liberismo ha fallito e ci getta in una crisi profonda che nessuno sa risolvere. Bush, il suo maggiore rappresentante, e’ stato duramente sconfitto. Eppure tra poco dovremmo votare per un parlamento UE privo di poteri e per una cricca di burocrati bancari auto-eletti che governera’ l’Europa senza democrazia, imponendo quegli stessi principi liberisti che sono falliti su piano mondiale.
Ma nessun partito italiano solleva la gravissima questione e nessun partito sconfessa i burocrati europei che comandano la privatizzazione di acqua, scuola, sanita’.. cioe’ quei criteri liberisti fallimentari che ovunque siano stati applicati hanno portato alla rovina.
Tutti i nostri politici invece sono totalmente intenti a non far passare le soglie elettorali alte, per non perdere i lauti contributi elettorali degli eletti.
Insomma il problema dei problemi non e’ difendere il nostro paese dalle privatizzazioni selvagge per non ridurlo al livello dell’Argentina, ma difendere gli emolumenti privati di questi signori: la cassa.
Paradosso nel paradosso: il Trattato di Lisbona sancisce, peggiorandola, la Costituzione europea gia’ rifiutata da alcuni paesi, che passa solo perche’ il Trattato non e’ suscettibile di voto popolare, dunque “sopra” la testa dei popoli; malgrado cio’, i nostri vergognosi partiti lo hanno applaudito con ovazione unanime; eppure alcuni di essi criticano la distruzione della scuola italiana fatta dalla Gelmini. Qual’e’ la coerenza? Il Trattato Europeo impone la distruzione del welfare e la privatizzazione dello Stato, o sei a favore come la dx, o sei contro, come dovrebbe fare la sx; i nostri riescono a fare entrambe le cose, aderire al Trattato ma respingere la privatizzazione della scuola. Assurdo!
Scommettiamo che nella propaganda elettorale nessuno parlera’ di questo? E tutti fingeranno che in UE ci sia un parlamento dotato di poteri e nessuno dira’ che votiamo per un gruppo solo consultivo ma non certo per la Bce o per le multinazionali che avranno il potere effettivo?
Oggi sono tutti a congratularsi per la vittoria di Obama. Nessuno di loro nota che la scuola e’ stato il primo punto che egli ha detto di voler migliorare. Nessuno in Europa si ravvede contro la prevista riduzione della scuola a merce, e poi della sanita’ a merce e di tutto il resto a merce.
Nessuno in Italia contesta i capisaldi del governo europeo che sono e restano improntati a un feroce neoliberismo.
Difendere in Italia dei valori che sono calpestati in Europa dovrebbe essere la prima contraddizione da sanare per un politico di sinistra. Ma farlo da parte di un parlamento che il Trattato di Lisbona priva tutti i poteri e’ come pretendere di vincere una corsa accettando di partire senza gambe. Eppure sono stati tutti concordi nell’accettare che le loro gambe fossero tagliate.
E ora andremo in una Europa dove il principio fondamentale e’ il cinismo di quelle banche e di quelle corporazioni di cui misuriamo l’immane distruttivita’ sregolata nell’odierna crisi finanziaria, una Europa dove il primo punto non sono i diritti dei popoli ma i guadagni degli speculatori e la potenza delle banche, e dove il primo strumento non e’ la democrazia ma l’imposizione plutocratica, una Europa dove centrale non e’ l’essere umano ma il lucro e che per questo lucro “ordina” che siano ridotti a merce tutti i servizi fondamentali a partire dalla scuola.
Ma che logica ha tutto questo?
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NON CREDETE A TUTTI QUELLI CHE HANNO PAURA
Ivan Della Mea
il Manifesto
Loro non credono che tu sia uno scolaro del mondo insieme ad altri scolari del mondo. Loro non credono che tu sia la madre o il padre di uno scolaro del mondo insieme ad altre madri e padri di altri scolari e insieme a tutti gli scolari senza padri e senza madri dell’universo mondo. Loro non credono che tu sia studente del mondo insieme ad altri. Che tu voglia studiare il mondo per conoscerlo e per viverlo. Che tu voglia una scuola buona per la scienza e per la conoscenza. E che tu non voglia il potere.
Loro credono soltanto nel potere del denaro e per il denaro e credono soltanto nel denaro per il potere. Loro credono che chi non lotta per il potere e per il denaro sia molto piu’ pericoloso di chi lotta per il potere e per il denaro: loro hanno ragione, la loro ragione. Loro dicono «chi lotta contro di noi, ma non lotta per il potere e il denaro, ha in mente un mondo senza il potere del denaro e senza il denaro per il potere e questo e’ assurdo, e’ inaccettabile ed e’ pericoloso per noi e la nostra civilta’. Non possiamo ne’ combatterlo. Dobbiamo abbatterlo». Loro hanno ragione, la ragione della loro civilta’.
Nel nome della loro ragione e della loro civilta’, rubano, corrompono, inquinano l’uomo e la natura, affamano, ammalano, ammazzano, distruggono, e spesso dicono Gott mit uns e hanno ragione: il loro dio e’ con loro, e’ come loro, perche’ loro se lo sono fatto a propria immagine e somiglianza.
Ma loro hanno paura della vostra allegria, della vostra voglia di vivere, della vostra liberta’ e della vostra fraternita’ e della vostra uguaglianza. Hanno paura del vostro fare politica senza essere partito e senza partiti. Loro hanno paura perche’ siete la classe che non c’e’ il partito che non c’e’ la bandiera che non c’e’ il denaro che non c’e’ il potere che non c’e’ la giustizia che non c’e’ l’uguaglianza che non c’e’ la fratellanza che non c’e’ la caritas che non c’e’ la democrazia che non c’e’. Ieri hanno avuto paura di Siddharta il Buddha e di Gesu’ Cristo il Nazareno e di Mahatma Gandhi e di quel contadino di Melissa che disse «io il potere lo vedo abolito». Oggi hanno paura di voi.
Domani avranno paura della loro paura: gia’ nei loro occhi c’e’ la fissita’ opaca del potere e della morte, gia’ i loro sorrisi sono tirati e stretti e gelidi, come quelli di Pinochet, dei generali argentini, dei colonnelli greci, di Licio Gelli. Domani diventeranno violenti e assassini come tutti i potenti e i dittatori della storia. Dobbiamo saperlo. Ma noi non avremo paura. We are not afraid.
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Ne’ promesse ne’ fatti
Viviana
Quando in USA presentano un candidato sanno che vincono meglio se e’ un uomo nuovo.
E’ facile entusiasmarsi per uomini nuovi di cui si sentono solo le promesse.
Ma i nostri politici italiani sono una casta chiusa e gelosa e difendono solo lo spirito di casta e il feudo personale, si cooptano l’un l’altro ferocemente e hanno il terrore degli uomini nuovi, la democrazia e’ il loro comune nemico e l’innovazione la loro comune avversaria. Pretendono di imporci sempre e solo se stessi, con programmi che diventano sempre piu’ retrogradi e vecchi quando non siano totalmente rinnegati dopo il voto, negando il diritto dell’elettore alle preferenze e trattenendo il potere anche contro il diritto elettorale (vedi D’Alema) di scegliere dopo i fallimenti.
Essi pretendono che noi ci entusiasmiamo per uomini che ci hanno gia’ amareggiato con i loro fallimenti (Prodi o Berlusconi o D’Alema o Veltroni o Violante o Petruccioli).
E persino che decidiamo di votare per l’uno o per l’altro secondo opzioni praticamente identiche, che si sovrappongono quando si tratta di difendere i ‘loro’ abusi e privilegi, ma non presentano differenze sostanziali quando si tratta di difendere i ‘nostri’ valori e diritti.
A quel punto non appaiono un partito contro l’altro, ma una casta contro di noi.
Con queste premesse, e’ piu’ che logico che la passione politica si accenda negli USA ma si deprima tristemente in Italia.
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Contrordine cialtroni !
Viviana
Via Bush, tutti a osannare Obama!
Questa gente e’ squallida.
Lingue biforcute e coscienza a zero.
Fino alla vigilia Berlusconi strillava fedelta’ e stima a Bush.
E ora e’ pronto a prostrarsi davanti a Obama.
Ferrara poi gira come una trottola.
Non e’ che sia grasso, e’ che vediamo la parte tonda quando la trottola gira vorticosamente.
E’ giusto che il Pdl si porti dietro gente come Bondi (ex sindaco rosso), Capezzone (ex radicale), Adornato (ex comunista), Ferrara (ex leninista), e’ gente senza fede ne’ coerenza, che e’ fedele solo al pagatore di turno. E giustamente anche il loro capo si prostra al potente di giornata, Putin o Obama fa lo stesso.
Cio’ che conta e’ leccare per interesse.
Il Pdl e’ il Partito delle Libellule = l’estrema leggerezza di Berlusconi. Come a dire: oltre al vortice niente.
Lingue che mulinano, un bzzz di libellule in calore: Al centro del cervello: il vuoto assoluto.
Gasparri docet.
Pero’ la libellula e’ anche bella ed e’ simbolo di cambiamento. Questi piuttosto che abbandonare il lucro perdono i connotati.
Palloni sgonfiati piuttosto, che vanno dove li porta il vento dell’interesse e dell’opportunismo..Clientes li chiamavano nell’antica Roma, dove nessuno si sognava di pensare che fossero politici e non servi.
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