
Viviana Vivarelli
Riportero’ ogni tanto su Masada le lezioni di un corso popolare che ho tenuto anni fa in un centro sociale di Bologna, su 13 personaggi che hanno liberato il mondo dal conformismo, insegnando nuove strade di liberta’, 13 maestri spirituali che hanno aiutato gli uomini a liberarsi dall’egoismo, dall’ignoranza, dalla pigrizia morale, dal pregiudizio…maestri d’anima di cui ancora si deve parlare.
-SOCRATE- lo spirito critico e la partecipazione civile
-PLATONE- lo sviluppo della conoscenza
-MARTIN LUTHER KING-la tolleranza
-EINSTEIN-la creativita’
-GANDHI- la non violenza
-GIOVANNI XXIII-l’ecumenismo
-MADRE TERESA DI CALCUTTA-la pieta’
-KANDINSKY- l’arte spirituale
-JUNG-l’autorealizzazione
-KRISHNAMURTI-l’autonomia
-AUROBINDO-l’evoluzione dello spirito
-MERE-l’evoluzione della materia
Questo e’ il luogo dell’evolvere. Tutti i nostri livelli sono chiamati a un’opera alta, che e’ la nostra stessa vita.
L’aiuto ci viene da vicino da quelli che incontriamo sulla nostra strada. Siamo sulla Terra in molti per aiutarci. L’aiuto ci viene anche da lontano, grazie a quelli che si portarono avanti, ognuno per la sua qualita’ di energia e missione, per il bene di tutti.
Cosi’ il tempo e lo spazio si chiudono a corolla e gli uomini si uniscono agli uomini in un viaggio comune per migliorare il mondo.
CONFORMISMO E LIBERTA’
Ogni giorno la vita esterna ci aggredisce col suo lato peggiore: risorge la miseria economica, culturale e morale, l’ignoranza diffusa, l’appiattimento del gusto, la prevaricazione del potere, i falsi idoli, la glorificazione dei disvalori, la perpetuazione dei reati, le illegalita’ conclamate…
Una quantita’ incredibile di risorse e’ impegnata ad alimentare il negativo del mondo, a pubblicizzarlo, mitizzarlo, perpetuarlo, in uno spreco colossale di vita volta al male.
In Italia da 15 anni almeno stiamo assistendo a una pericolosa involuzione: crimini di potere, esibizione di volgarita’, allergia alla cultura, regressione nei rapporti umani, bieco confessionalismo, razzismo, misoginia, xenofobia, fascismo, nazismo, idiozia e arroganza presentati a modello da personaggi che stanno in alto. Non si gareggia piu’ con l’avversario politico, lo si insulta. Non si governa piu’ il cittadino, lo si coarta. Non si usa piu’ la ragione, si bastona col manganello. Alla fine tutto risulta dequalificato. Sembra non ci siano limiti alla mancanza di intelligenza, di bellezza e di umanita’. Sembra non si arrivi mai al fondo del peggio.
Ogni giorno siamo bombardati non solo da un inquinamento costante dell’aria e del cibo ma anche da un bombardamento costante della mente. E non abbiamo difese fisiologiche contro questo attacco. La mente umana reagisce all’inquinamento con l’assuefazione che e’ una delle peggiori disfatte, cosi’ il peggio ci penetra e ci omologa contro noi stessi. Beppe Grillo diceva: “Abbiamo gli anticorpi che ci difendono dai virus del corpo, ma non abbiamo gli antimente”. La mente beve tutto. Ma mente e’ indifesa. Non si forma, si conforma.
“Conformista e’ chi non ha una forma propria e si adegua, per mancanza di solida forza morale o di idee o per pigrizia, a imposizioni mentali esterne.”
Jung diceva che lo scopo dell’uomo deve essere la propria individuazione, che ognuno sia cio’ che e’ per natura propria e realizzi cio’ per cui e’ nato. Ma diceva anche che la maggior parte degli uomini vive in uno stato di coscienza parziale e non porta avanti le proprie peculiarita’.
Avere una forma propria non e’ cosa facile, e’ piuttosto una meta che l’uomo libero puo’ proporsi e non e’ un compito accessibile alla maggioranza delle persone. Come la natura ci da’ una forza propulsiva che porta a realizzare in atto cio’ che in noi e’ potenziale, cosi’ c’e’ anche una forza inerte che ci trattiene a quel poco che siamo temporaneamente e a quella forma che il contesto ci induce. Alla spinta evolutiva si contrappone un freno conservativo. Allo slancio realizzativo di noi stessi si oppone un impedimento che all’originalita’ preferisce l’omologazione.
Il conformismo si associa a questa inerzia, alla stasi mentale, al lasciarsi andare, a non far nulla, non pensare nulla e seguire la corrente, la massa, l’ultimo leader, la chiesa, il partito, l’ideologia, il costume, la tradizione o anche, semplicemente, il proprio piu’ facile vantaggio. Il conformista copia, subisce, e’ a misura di altro, non conosce se stesso, non partecipa a se stesso, non esprime tutto cio’ che potrebbe, non crea il mondo.
Se l’imprinting e’ la prima forza con cui l’animale, e dunque anche l’uomo, ripete quello che gli sta davanti per una legge di identificazione del gruppo (imprint vuol dire stampa, impronta), l’imprinting puo’ diventare, in seguito, il nemico maggiore dell’uomo che dal gruppo non vuole essere divorato, perche’ mentre l’animale ripete identicamente i propri stereotipi per sempre, la caratteristiche umana e’ quella di progredire e dunque di pensare pensiero nuovo e di agire azioni nuove. In questo sta massimamente la sua liberta’.
L’uomo e’ dotato di una mente. ‘Mente’ e’ una bella parola, che contiene il prefisso, ‘men’, indoeuropeo, che vuol dire ‘uomo’. La mente, cioe’ la bella intelligenza, e’ la prerogativa dell’uomo vero, non robotico, non animale, non condizionato, non succube.
Non e’ mente la furbizia, l’arroganza, l’arrivismo, il cinismo, la soperchieria, la protervia… La mente e’ o almeno dovrebbe essere lo strumento nobile, che rende l’uomo migliore, lo eleva, fa evolvere il mondo e lo rende piu’ evolutivo.
Oggi vediamo spesso cervelli in azione, ma raramente vediamo belle menti. Notiamo magari abili furbizie, astute strategie di vantaggio personale, arrivismi, domini e manipolazioni, ma raramente abbiamo a che fare con liberi pensieri al servizio della liberta’ collettiva e del bene universale. E la’ dove ci sono giochi di potere personale o di vantaggio individuale, protagonismi assoluti o personalismi sfacciati, la’ non sara’ mai l’Uomo vero. La differenza tra opportunismo e intelligenza e’ quella tra ego e insieme.
Il conformismo piu’ diffuso che vediamo oggi in Italia e’ quello che circola attorno al potere, essendo massimamente da noi il potere una costruzione artificiosa che non tanto si pone al servizio della comunita’ quanto costituisce un feudo in cui la comunita’ vine posta al servizio degli sprechi, i privilegi, gli abusi e le anomalie di chi comanda. Questa sfalsatura del sistema Stato si e’ amplificata negli ultimi 15 anni come un bubbone malefico che ha fagocitato ogni partito e luogo di potere contro i diritti del cittadino e i valori della collettivita’, del territorio, dei beni di uso sociale.
In questa situazione sciagurata gli interessi hanno talmente prevalso sui diritti che la societa’ ha finito per dividersi in due classi, coloro che hanno a che fare dal potere, o gestendolo direttamente o ricevendone vantaggi per contiguita’, nepotismo o clientelismo, e coloro che sono fuori da questo circuito vizioso e dallo Stato ricevono svantaggi in misura crescente, peggiorando progressivamente la loro sopravvivenza.
Essendo il potere l’unico punto di forza che rigenera se stesso e basandosi tutto sul vantaggio e nulla sul merito, le due classi sociali tendono ad accentuare i loro status, in una pericolosa deriva verso un sistema intrinsecamente feudale, dove il fondamento stesso della democrazia viene deteriorato. La democrazia si basa infatti sull’uguaglianza di tutti sotto la legge, mentre i potenti sempre piu’ stanno sopra la legge e la usano per comodi personali. La democrazia si basa inoltre sul bilanciamento tra i massimi poteri, con un meccanismo per cui i tre poteri maggiori dello Stato si controllano a vicenda, impedendo che nessuno di essi sfori a svantaggio degli altri, mentre accade adesso che uno solo di questi poteri, il Governo, accentra su di se’ tutte le funzioni, esautorando gli altri due, Magistratura e Parlamento, delle funzioni loro proprie. Il risultato e’ uno squilibrio enorme che tende ad aumentare a dismisura il capo dell’esecutivo volgendo la democrazia al principato. Si tende dunque a un sistema feudale, una rigida piramide dove tutto discende dall’alto e sono sempre meno riconosciuti i diritti di chi sta in basso. Il sistema si basa su concussi e concussori.
In questo sistema ogni sforzo e’ rivolto a ricevere i favori di qualcuno che sta piu’ in alto nella scala gerarchica e chi riesce in questa impresa tende a difendere il sistema stesso, si vende per questioni di comodo, addormenta la coscienza e chiude gli occhi alla verita’, ovviamente non possiamo aspettarci che sia guidato da senso morale o si curi del bene comune. L’abbassamento di etica generale che ne consegue e’ l’ovvia conseguenza di questa prassi. Non si corrompe solo chi comanda ma l’intero Stato.
Chi invece il potere non ce l’ha e l’appoggio del potere non lo riceve, e’ abbandonato a se stesso e spesso si astrae dall’interesse sociale, smette di curarsi della cosa pubblica, si rinchiude in informazioni marginali, fittizie, sensazionali o emozionali, la cronaca, lo sport guardato, il pettegolezzo… e non contribuisce a nulla che sia collettivo; abbandonando la speranza di valere qualcosa, di cambiare qualcosa, non si sente piu’ parte attiva di uno stato ma schiacciato e annullato da quel sistema che sfracella i piccoli per proteggere i potenti.
Non possiamo che provare una grande ribellione nel vedere come oggi l’uomo sia distrutto nei suoi valori, volto a merci di basso livello, volgarizzato o annientato, manipolato da leader indegni se non addirittura criminali, privato del senso critico, tenuto in una costante disinformazione.
C’e’ una diseducazione falsa e mirata che lo bersaglia con falsi messaggi. La moltiplicazione delle apparenti informazioni lo frastorna o lo dirige verso sfiziosi bersagli, non produce conoscenza e scelta come non da’ verita’ e giudizio, ma addormenta la coscienza: scandali manovrati, manipolazioni coatte, indignazioni indotte, falsificazioni dei fatti… A questo dobbiamo ribellarci, perche’ tutto cio’ che ferisce l’uomo e lo diminuisce, deve far sentire ognuno di noi menomato e ferito e qualunque involuzione coatta dell’intelligenza colpisce l’umanita’ intera.
In realta’ il potere, qualunque potere, e’ per sua natura portato a rafforzare se stesso aggredendo l’uomo. Ogni leader in carriera, ogni governo in carica, ogni istituzione autoritativa, ogni chiesa, ogni Stato.. finisce con l’apprezzare piu’ i vantaggi e la superiorita’ del proprio ruolo che il servizio che esso comporta, tanto da considerare l’essere umano solo in quanto succube e dipendente; per questo alla fine qualunque potere si associ ad una autorita’ spinge la stessa a sentire nemico l’uomo che pensa e che critica, a coartarlo, a tenerlo lontano dalla conoscenza e dalla verita’.
Ogni potere cerca percio’ di manovrare il consenso uccidendo la coscienza, convogliando l’emozione e la sensazione in modo distorto. Questo e’ sempre esistito e oggi si ripete con strumenti e possibilita’ anche peggiori.
Ma noi ci ribelliamo ad una storia sempre uguale dove il potere imperversa e l’uomo comune conta sempre meno. Noi attacchiamo il conformismo del potere.
Ma dobbiamo attaccare anche il conformismo della pochezza e dell’ignoranza, una miseria culturale e morale che i media contribuiscono ad alimentare, una televisione che non apre mai gli occhi sui fatti e abitua al cattivo gusto, alla volgarita’, alla mercificazione; una stampa venduta e insincera, sorretta da grossi gruppi confindustriali; una scuola che a volte nasconde piu’ che rivelare e rende servili piu’ che liberi. Noi ci ribelliamo alla debolezza umana gestita come strumento di dominio.
L’uomo ignorante e’ oggi il debole da salvare, la sua ignoranza e’ la sua debolezza, quella che gli impedisce di essere pienamente se stesso, di capire e di volere in proprio. Noi ci ribelliamo alla sua impotenza in cui vengono offuscate liberta’ e autonomia, alla sua fragilita’ e dipendenza che lo spingono a credere a tutto in modo superficiale, contentandosi di poco, alla sua inerzia per cui per difendere il poco che ha rischia di perdere anche quello. Noi ci ribelliamo al rifiuto passivo e indotto di usare la propria mente, il propria senso critico, di liberare la propria ricerca, le propria pulsioni ideali.
Ci sono tempi in cui lo slancio in avanti, la speranza e la bellezza si diffondono come un vento in un paese e disperdono i fumi delle cose stantie, finite, inquinate. Ci sono tempi in cui la stasi della sopravvivenza ripiegano gli uomini su se stessi negando loro futuro. E’ allora che la politica perde la sua carica ideale per diventare il luogo dell’opportunismo e dell’ingiustizia. E tutto un popolo sembra ripiegarsi sul quotidiano e sul ripetitivo, nella conservazione sterile delle cose che vengono meno in un morire di speranze e di ideali. E’ allora che la politica da luogo dell’ideale diventa luogo del vantaggioso, ma, in quello, fa scivolare il cittadino sempre piu’ lontano da chi ha le redini del potere, mentre chi comanda cerca connubi intestini tanto piu’ vantaggiosi quanto piu’ spregevoli per rafforzare la roccaforte dei protetti.
Quando si crea una crepa troppo grande tra il cittadino e il potere, o tra la verita’ dei fatti e l’informazione, o tra la delusione e le illusioni, nasce un’atmosfera di generale sconfitta che si manifesta come disfatta di una civilta’.
Nelle societa’ occidentali avanzate cio’ appare sempre piu’ spesso, nella crescita della disaffezione politica, del non voto, dell’abbandono di coloro che non fanno sentire piu’ la loro voce. All’ultimo referendum francese il 70% dei cittadini non e’ andato a votare, prima di Obama il 60% degli Americani non ha rivendicato il suo diritto di voto. La percentuale di non votanti in Italia alle ultime elezioni politiche e’ stata del 20%. C’e’ un conformismo del rifiuto, del tirarsi indietro, dell’arrendersi. L’uomo comune delega o rinuncia, si chiude in se stesso, nel ‘suo particulare’. Non conto, dunque mi astengo.
Ma anche chi e’ al centro del gioco politico o sociale spesso sembra incapace di giudizio critico e segue i proclami del leader di turno. Si ha l’impressione che molti politici non abbiano nemmeno piu’ idee o programmi, ma si copino l’un l’altro cercando probabili vantaggi.
Si parla di democrazia e di opinione pubblica ma nei fatti le scelte sono ancora nelle mani di gruppi sempre piu’ ristretti di persone, spesso non note, sostanzialmente indifferenti ai bisogni sociali, piu’ spesso al seguito di multinazionali o di gruppi di interessi che coartano governi e partiti.
Oggi l’uomo e’ ancora piu’ che mai l’uomo con la stampella, che non cammina da solo, che continua a subire la storia, la politica, l’economia, la religione, l’ideologia, il mercato… come qualcosa di inevitabile che gli piove sul capo senza la sua partecipazione, sotto un potere che si realizza sempre altrove, e questo uomo deprivato e sfiduciato mi sembra il fattore piu’ pericoloso di regresso, conservatorismo e involuzione del mondo contemporaneo.
L’uomo subisce passivamente la storia cattiva, quella storia che fa i propri esami di coscienza sempre ‘dopo’, come la chiesa coi suoi rituali penitenziali, ma mai durante e spesso nemmeno dopo gli eventi.
L’uomo con la stampella, senza volerlo e senza saperlo, e’ il primo complice dell’infelicita’ del mondo. E’ quello che si conforma agli altri o al nulla, e non e’ mai per se’, non e’ mai in prima persona, non si fa da se’. ‘Conformarsi’ vuol dire arrendersi, adeguarsi, abdicando alla propria mente, alla propria scelta, al proprio essere. Noi non vogliamo solo esistere ma essere.
Da piccoli cominciamo ad esistere in quanto copiamo, riceviamo un imprintig, un modello sociale da cui siamo educati e a cui ci adeguiamo. Impariamo per imitazione, ma diventiamo adulti solo quando cominciamo a esistere al di fuori dell’imitazione, in modo creativo, personale, trovando la nostra misura, i nostri valori, la nostra impronta individuale. L’imitazione e’ passivita’, rinuncia a essere se stessi, l’emancipazione richiede attivita’, movimento, fatica.
L’autonomia e’ un lavoro non facile che esige sforzo e volonta’, e’ un voler essere.
L’uomo comune, per pigrizia o desiderio di sicurezza, tende a ripetere l’imprinting, a identificarsi con la massa. Le parole d’ordine oggi, anche per i giovani, sono: successo, riconoscimento, imitazione, omologazione.
Martin Luther King diceva: “Noi, e specialmente noi cristiani abbiamo il mandato di essere non conformisti, dobbiamo essere convinti, non conformi. La convinzione viene dal di dentro, la conformita’ da fuori. Abbiamo coltivato una mentalita’ di massa e siamo passati da un rozzo individualismo a un rozzo collettivismo. Ma in questo mondo o siamo incudine o martello, o facciamo la storia o ne saremo schiacciati.”
C’e’ nella societa’ un momento conservativo potente, che si esplica nella perpetuazione delle leggi, del costume, della religione, delle credenze. Ma ci deve essere anche un momento di sviluppo e di progresso, che porta le cose avanti in modo evolutivo.
Azione e’ cambiamento, reazione e’ arresto. Evoluzione e’ di piu’: esce dalla mera sopravvivenza per cercare di cambiare le cose in meglio.
Noi dovremmo essere evolutivi. Non schiacciati su modelli del passato, che hanno gia’ mostrato la loro inaffidabilita’, o su modelli deteriori del presente imposti da chi non ha interesse a liberare gli uomini e a renderli consapevoli, ma inventare soluzioni nuove e migliori.
Mai come ora c’e’ stato questo bisogno di cambiamento. Obama che vince in USA si presenta come il modello di questo cambiamento: “Change!”.
Le istituzioni religiose, civili o sociali, sono fisiologicamente molto conservative, il potere e’ reazionario, ostacola ogni azione di progresso, perche’ ha come fine se stesso, fagocita ogni elemento della societa’ per amplificare la propria presa dominante, aborre la critica, la satira, l’innovazione, il dissenso. Cerca di manovrare il consenso e addestrare l’uomo a reagire in modo automatico, indotto. Il primo modo, il piu’ facile, per tenere assoggettato un popolo e’ l’odio, l’invenzione di un nemico, interno o esterno, la paura. Michael Moore lo spiega chiaramente nel suo documentario “Bowling for Coulombine”.
Gli Stati uniti sono un paese che sembra retto sulla paura, paura di un nemico interno ed esterno, paura che ha posto tra i diritti fondamentali del cittadino americano il diritto di avere delle armi da fuoco. Ma questa paura, alimentata da governi viziosi, ha spinto l’America ad aggredire tutto il mondo, a rinunciare a parte dei diritti civili, a mantenere gravi peccati storici come il razzismo, la xenofobia, il militarismo.. che rendono potenti grandi lobbyes di industriali in grado di coartare i governi. Dice Moore: “Noi viviamo in un’epoca fittizia. Viviamo in un tempo in cui si tengono votazioni fittizie che eleggono un presidente fittizio. Viviamo in un tempo in cui c’e’ un uomo che ci manda in guerra per ragioni fittizie. ” La societa’ fittizia e’ quella dove la propaganda vince sui fatti e la gente crede a costruzioni artificiali. “Il fatto e’ che gli Usa sono una società in cui 45 milioni di persone non hanno il diritto umano alla cura. Il che e’ piu’ di un reato, e’ un crimine. E anche tutti gli altri, quelli che hanno una polizza assicurativa, spesso fanno bancarotta, perche’ la copertura non e’ totale. Milioni di persone muoiono perché non viene loro data assistenza. Certo, voi avete lunghe liste d’attesa, magari per una protesi all’anca o una liposuzione: ma se e’ questione di vita e di morte, venite curati subito. Da noi, invece per sfoltire le liste, abbiamo eliminato 50 milioni di poveri.”
Moore e’ un non conformista, ma gli altri sono immersi nel conformismo dell’ostilita’ che agisce sul cervello libico e rettile, le basi animali primitive del nostro cervello, poco assoggettate al controllo razionale superiore.
Il cattivo potere puo’ avere come proprio elemento base l’aggressione, la divisione; molto raramente e’ propositivo o pacificatore. Anche la chiesa ha usato piu’ volte questo strumento della divisione, del nemico.
Un cattivo sistema anche quando parla di riforme non innova ma porta la societa’ indietro. E piu’ e’ di basso livello, piu’ la sua aggressione e’ vile, viscerale e volgare e la sua regressione e’ profonda verso un passato oscuro dove i diritti civili non hanno dimora. Ma il basso gioco ha i suoi frutti, eccita gli istinti inferiori, perche’, se l’uomo e’ portato in basso ed e’ agito nella sua parte egocentrica animale, e’ piu’ facile manovrarlo. Piu’ invece egli si libera e si porta in alto, e’ propositivo, sociale e ideale, piu’ riesce a liberarsi dall’asservimento fanatico al potere e dalla prigionia nei suoi istinti inferiori.
Le strategie del potere conseguono i loro risultati migliori sulle masse amorfe, poco acculturate, scarsamente abituate a pensare e a scegliere e le rendono ancora piu’ passive.
L’allineato o il fanatico sono soggetti che non pensano, che si conformano con facilita’ non avendo una forma propria, che ragionano con la parte istintiva e bassa del cervello. Chi in particolare non ha una solida forma morale, si omologa facilmente al potere e ai suoi media e diventa senza sforzo il burattino di qualcuno.
Il conformismo, l’omologazione, la massificazione sono il contrario della liberta’.
Hitler diceva: ”Io uso l’emozione per i piu’, e serbo la ragione per pochi” e ancora: “Piu’ grossa e’ la bugia, piu’ prontamente sara’ creduta”. O Berlusconi: “Se ripeti una falsita’ un numero considerevole di volte, alla fine sara’ presa per vera”.”Io parlo a un elettore medio che ha un livello mentale non superiore alla terza media”.
Mantenere il popolo nell’ignoranza, fanatizzarlo, impaurirlo, dire menzogne e creare divisioni e odio e’ una strategia del cattivo potere.
Come si sfugge a questo pericolo? Ci sono molte vie: uscire dalla nostra egoicita’ piu’ ristretta, crescere in se’ stessi, aumentare il mentale alto a scapito dei radicamenti inferiori, vivere per valori e non per vantaggi, conoscere come via di crescita perenne, imparare ad analizzare i fatti, usare il confronto e il senso critico, avere una piu’ alta coscienza morale, avere una piu’ ampia coscienza sociale.
Liberta’ e’ crescita. Chi e’ legge a se stesso procede su una strada di liberta’ in quanto arriva a valori che tende costantemente ad affinare verso l’universalita’ e la sua non e’ una liberta’ anarchica in quanto la sua meta e’ il benessere di tutti e non quello di se stesso. Questa differenza di ampiezza che lo allontana dal proprio desiderio egoistico per spaziare sul bene del mondo e’ la misura del suo valore etico.
Piu’ il livello conoscitivo e morale si abbassa, piu’ la gente pensa col proprio ristretto vantaggio, con la pancia, con gli istinti, la paura, l’ego ma non l’anima; piu’ cerca quello che le fa comodo o la rassicura, piuì’ si allontana da cio’ che e’ giusto per tutti.
L’etica e’ come lo sguardo di chi sale un monte e spazia su un panorama sempre piu’ largo.
Ma se gli uomini non vedono come bene proprio quello della comunita’ in cui vivono, dell’universo umano che li comprende, del pianeta che abitano, rischiano di mettere in crisi i loro stessi beni fondamentali: la democrazia, la liberta’, il progresso morale, i diritti universali, la sopravvivenza stessa del pianeta.
Dobbiamo evitare di diventare i supporti inconsapevoli dei piu’ scaltri.
Il mondo occidentale non sta molto bene. E’ uscito da grandi tragedie storiche: il nazismo, il comunismo, il fascismo, le dittature, il colonialismo, il razzismo, i fanatismi politici, le intolleranze religiose, i liberismi incontrollati, gli statalismi ciechi e prevaricanti, le grandi guerre…. ma ora ha allentato la guardia, c’e’ in giro una massificazione senza precedenti, una rinuncia al pensiero proprio, un rifiuto della scelta, una assuefazione al peggio.
Non ci sono diritti acquisiti, dell’uomo, del cittadino, del lavoratore… niente e’ al sicuro. E’ cresciuto l’attacco di gruppi potenti a valori universali che per loro sono etichette vuote da mettere nei proclami elettorali come parole civetta.
E’ come quando viene debellata una malattia endemica come la polio, e si pensa che possiamo fare a meno di vaccinarci e abbandoniamo le difese e magari la stessa malattia ci aggredisce con un altro nome, con un’altra forma.
Negli ultimi anni e’ avvenuto un abbassamento pauroso del livello di guardia, una specie di nebbia che ha invaso tutto: l’informazione, la politica, il mercato, la borsa, la legge, la chiesa… mentre si perdeva il dovere umano del controllo, abbiamo lasciato che il peggio si allargasse piegandoci ad un senso di rinuncia e disfatta; la cultura ha abdicato alla sua funzione di alfiere della civilta’, la politica ha perso lentamente i suoi connotati democratici, i media si sono allontanati dalla loro funzione di sorveglianti sociali, persino la religione e’ regredita a forme oscurantiste del passato.
In America la stagnazione del pensiero e’ avanzata per decenni in modo ancora piu’ grave. Chi vinceva lo faceva per il 30% per voti, una stretta minoranza andava al potere, sostenuta da multinazionali, mentre la maggioranza dei cittadini rinunciava a far sentire la propria voce, perdeva grado a grado i propri diritti. E’ stata la degradazione della democrazia. Perche’ essa non consiste in una costituzione messa li’ una volta per tutte. E’ un sentire che si esplica nella partecipazione attiva e crescente di tutti. La democrazia o e’ di tutti o non e’ di nessuno. E se non cresce, muore. Muore quando lo societa’ si addormenta, quando si cade nel conformismo della rinuncia, del disimpegno, del lasciar andare.
Il soggetto morale non puo’ rinunciare a vigilare e a partecipare, deve porsi come punto di resistenza di fronte alle assurdita’ del potere o sara’ complice del caos.
Oggi l’opportunismo e il servilismo serpeggiano ovunque, nella religione, nelle istituzioni sociali e civili, nel mondo del lavoro, nella stampa… Il mondo va male perche’ lo abbiamo abbandonato. L’uomo che abdica ai suoi diritti e doveri si allontana dalla difesa delle cose migliori, dalla sua partecipazione al progresso sociale. E in questo disfattismo di ognuno il male avanza. Al punto che una minoranza aggressiva e compatta puo’ prendere il potere usando proprio gli strumenti democratici e deviandoli. E’ sucesso in America. Sta succedendo in Italia.
La democrazia cessa di essere democrazia se il popolo non la difende, se perde il senso che essa respira sul respiro di tutti.
Socrate diceva: “Atene e’ come un bel cavallo, che ha la tendenza ad addormentarsi e io sono il tafano che lo tiene sveglio!”. Ma oggi dove sono i nostri custodi? Cerchiamoli dentro di noi! Raggruppiamoci tra migliori!
Oggi in Italia, la clonazione, il servilismo, lo spirito cortigiano hanno preso il posto della individuazione e della partecipazione democratica, e non solo nel paese ma anche nelle istituzioni, si veda il parlamento, che e’ stato trasformato in un consesso dequalificato che ha ormai solo il compito di assentire a cio’ che il capo del governo impone alla fiducia o che mostra vuoti paurosi di inefficienza e assenteismo. L’organo che dovrebbe essere il massimo rappresentante degli interessi dei cittadini e’ disertato o usato come strumento di vantaggio privato, fatto ormai la palude, il luogo del nulla, dove si agitano interessi solo particolari.
Noi non diremo che un paese ha il governo che si merita, noi non possiamo accettare in alcun modo che un paese democratico che rinuncia a esercitare i suoi diritti di democrazia e di controllo, meriti di perdere la sua liberta’.
I dittatori salgono al potere per l’inerzia dei popoli. Ma l’inerzia e’ una colpa. La disinformazione e’ una colpa. Rinunciare al cambiamento e non fare nulla contro il peggio e’ una colpa.
Il conformista non fa del male solo a se stesso, danneggia la comunita’ intera, perche’ ognuno ha la responsabilita’ di tutti.
Ognuno di noi ha una responsabilita’ sociale. Ognuno ha il dovere della resistenza morale contro il male, il dovere di denunciare quello che non va bene, di smuovere le acque, di essere propositivo, di bloccare la distruzione sociale., non per essere disfattisti o polemici ma per migliorare ognuno un pezzetto di mondo. Siamo milioni, miliardi, siamo una forza. Dobbiamo sfruttare questa forza. I malvagi sono pochi, e senza la nostra acquiescenza sono come giganti di argilla. Ognuno ha una piccola battaglia che puo’ affrontare: il rispetto per l’ambiente, la giusta viabilita’, il controllo dei prezzi, la salvezza della scuola, la cura degli anziani, la conservazione della salute, le protezioni sociali, la lotta all’inquinamento, la sicurezza del lavoro, la difesa dei bambini, l’informazione, la compassione… ognuno ha il dovere di far sentire la sua voce e di chiedere, protestare, proporre, darsi da fare. Ogni cittadino deve far capire che esiste, guarda e giudica e vuole che le cose siano migliori.
Noi siamo l’opinione pubblica, siamo milioni, miliardi; se questi miliardi si muovono, il mondo si muove e non c’e’ potere che possa resistergli. Ogni ingiustizia, ogni prevaricazione giace sul silenzio-assenso di chi lascia fare. L’inerzia e’ il piu’ grande pericolo sociale.
C’e’ un incrocio pericoloso, vi manca un semaforo? Una tassa vi sembra ingiusta? Un ospedale non da’ il servizio che dovrebbe? Una scuola sta per essere chiusa? Parlate. Chiedete, rompete le tasche al potere, protestate, e continuare a protestare finche’ le cose migliorano. La voce di una persona nessuno la sente, ma se sono due e tre e mille, alla fine non possono continuare a far finta di nulla. Scrivete ai giornali, fate proteste, votate, informatevi di quello che succede, leggete, discutete, parlate tra voi, riprendetevi in mano la vita, perche’ la vita e’ vostra e nessun potere ha il diritto di rovinarvela. Ponetevi in relazione gli uni con gli altri e unitevi gli uni agli altri superando quelle barriere che sono state inventate per dominare meglio o quelle che il vostro solipsismo ha inventato per dare alla vostra ideologia una presunzione di superiorita’.
Un uomo e’ tanto piu’ libero quanto piu’ lavora socialmente, quanto piu’ coopera insieme ad altri, quando piu’ supera le divisioni superabili in vista di un risultati piu’ alto, per creare un mondo piu’ giusto, piu’ sano, piu’ democratico, piu’ civile, un mondo che funzioni meglio.
Quando le istituzioni pubbliche prevaricano sull’assenza delle masse producono escrescenze maligne, come tumori non curati: i politici, i preti, i sindacalisti, i produttori, i venditori.. sempre peggio, ma nessuno di loro puo’ sopravvivere se non piace, se viene rifiutato, se scontenta l’opinione pubblica, se non riscuote un sufficiente consenso.
Abbiamo le lettere, le telefonate, i fax, le e mail, i blog, i giornali, i comitati, le associazioni, gli scioperi, i boicottaggi, i non acquisti, le piazze… Diciamo quello che pensiamo. Non consideriamo il potere come il sacro di una chiesa dove e’ lecito solo ascoltare. Parliamo anche in chiesa! Il sacro siamo noi! Lo Stato siamo noi! La Chiesa siamo noi!
L’opinione pubblica e’ una forza che e’ fatta del mio pensiero, del tuo, di quello di chiunque. L’opinione pubblica non puo’ tollerare perversi regressi sociali, giochi sporchi del potere. L’opinione pubblica deve riscattare la propria liberta’ di far avanzare il mondo!
Abbiamo una sola alternativa alla perdita progressiva della liberta’ e dell’umanita’, riprenderci il diritto di pensare, di scegliere, di giudicare, di bocciare, secondo le nostre teste.
Che ognuno ricominci da se stesso e si riprenda le sue responsabilita’ sulla vita! Ogni cittadino e’ un soggetto attivo, responsabile, una forza propulsiva e non deve essere bloccato.
Riprendiamoci il senso della nostra forza collettiva. Una alluvione e’ fatta di tante gocce d’acqua. Una valanga di tanti granelli di terra.
Non esiste potere che non debba fare i conti con la collettivita’. Nessuno di noi e’ nessuno. Ognuno di noi e’ un cittadino, consumatore, un compratore, un elettore, un utente, uno scolaro, un lavoratore, un contribuente… Dunque e’ una potenza.
Il primo punto mi sembra quello di restituire ad ognuno la consapevolezza di cio’ che e’, la grandezza di cio’ che vale, il potere di cio’ che puo’ fare.
Uscire dalla passivita’ e dalla rinuncia e’ il primo dovere individuale e il primo compito sociale: interessarsi, diventare attivi, criticare e proporre, non solo per noi, per tutti!
Vedo un grosso pericolo nell’inerzia del conformismo. E poi vedo un’altra catastrofe che l’inerzia si porta dietro: la scomparsa del genio, l’appiattimento dell’immaginazione. Quando la situazione politico-sociale e’ amorfa, quando il vigore della democrazia e’ spianato dalla massificazione totalitaria, tutto si appiattisce e sembrano sparire i picchi di eccellenza, i grandi geni, le grandi personalita’.
Da 15 anni, almeno, se ci fate caso, ne’ la chiesa, ne’ la politica, ne’ la cultura ci danno personalita’ emergenti, persone innovative, idealisti che credano in qualcosa, persino il cinema che ha sempre dato grandi registi e attori sta segnando il passo, persino l’arte tace e la televisione berlusconizzata sta dando il peggio di tutto. L’Italia e’ entrata in un grande deserto, come se i suoi 56 milioni di abitanti fossero diventati una massa amorfa di automi che corre, lavora, consuma, ma e’ depressa, sfiduciata, priva di spinta per il futuro, in una specie di brusio indistinto di mera sopravvivenza dove non spiccano voci soliste.
Ma i geni sono necessari, perche’ senza di loro il mondo ristagna, essi sono la forza propulsiva del cambiamento, perche’ focalizzano su se stessi quell’esigenza diffusa che milioni di persone hanno contribuito a creare e sono ancora incapaci di esprimere. Ma questa focalizzazione in America, con Obama, e’ avvenuta. Egli ha restituito a un paese morto la capacita’ del sogno.
C’e’ nella vita evolutiva umana un grande momento di azione che in genere e’ nella giovinezza, quando l’essere sente vibrare in se’ il desiderio di pensare da solo e di creare cose nuove, e’ il momento degli ideali senza potere, poi questo si spegne, e le velleita’ rientrano nella routine, nella massificazione, casa, carriera, lavoro, obblighi sociali. Lo vediamo in tanti politici che fecero il ’68 agitando nuovi ideali, movimentando l’etica, la politica, le istanze sociali, e che adesso sono i servitorelli di questo o quel leader. Il sistema ha questa capacita’ perversa di assorbire i ribelli cooptandoli cosi’ che essi tradiscano i loro ideali diventando le sentinelle piu’ astiose del regime. Questo e’ il momento del potere senza ideali. Chi fu progressista diventa reazionario. Chi si proclama progressista copia i programmi piu’ conservatori e rinnega la propria matrice storica e ideale. Chi aveva iniziato difendendo valori si ritrova a proteggere interessi. L’egoismo che era stato superato nello slancio ideale della giovinezza torna ad essere la meta limitata, l’interesse di comodo. I piu’ fervidi nel denunciare i mali sociali, le ingiustizie della legge, le disparita’ economiche… sono ora appagati in ruoli sicuri in cui per vantaggi personali si vendono l’anima e la faccia, crescendo nell’egoismo e nella difesa di piccoli privilegi. Al posto degli innovatori ecco i cortigiani. La destra e’ piena di ex ribelli della sinistra assoggettati a un conveniente regime. La sinistra residua si stempera, rinnega cio’ che era e traveste di progressismo un conservatorismo peggiore di quello che prima denunciava.
Non ci sono eroi seduti, si siedono solo i cortigiani, e la sedia diventa il loro cervello, il piccolo ego il loro mondo.
La prima cosa che vedremo nei grandi spiriti del mondo e’ che non avranno sedie, che sono disinteressati, che sono pronti alla generosita’ d’intenti fino al sacrificio estremo… Ma nessun eroe sara’ mai un cortigiano.
Si puo’ avere conformismo da imitazione nei confronti di un leader, di una ideologia, di una moda, di una tradizione, di un costume, di una chiesa… Piu’ e’ basso il senso di identita’ e limitato il mondo dei valori, piu’ la persona tende ad appoggiarsi ad altri.
“L’ho letto, dunque e’ vero!” “L’hanno detto in televisione”, dunque e’ giusto. “Lo fanno tutti dunque lo faccio anch’io”. Intanto cominciamo a dire che non tutto cio’ che e’ diffuso, propagandato, scritto o apparso in tv per cio’ stesso e’ buono, e’ vero, e’ giusto, anzi…vale ormai spesso il contrario.
Un messaggio non si giustifica per la sua fonte ma per la sua verita’.
Nemmeno il fatto che milioni di persone seguano una prassi o difendano un’idea o si esaltino per una guerra ne comprova la validita’ o la giustezza. Una domanda che invece dovremmo fare piu’ spesso e’ “Cui prodest?”, ‘A chi giova?” Oggi piu’ che mai, in un mondo di disinformazione e manipolazione, abbiamo il dovere della diffidenza, del senso critico, del sospetto. Se uno ci fa una promessa, dobbiamo pensare o che non sara’ mantenuta o che copra un interesse privato. Nessuno fa regali. Se pagheremo meno tasse, avremo meno servizi sociali. Due piu’ due fa sempre quattro. Se pagheremo meno allo Stato, avremo meno dallo Stato e ci pagheremo da noi pensioni, ospedali e scuole… Si deve smettere di credere a Papa’ Natale. Dobbiamo cominciare a usare il cervello, non credere ciecamente a facili promesse.
In quanto alle credenze generali, quelli che tutti seguono, ricordiamo che la storia ha commesso le sue atrocita’ peggiori in nome di affermazioni ideologiche e teologiche che sembravano assolute e necessarie. Questo e’ il conformismo dell’ignoranza.
“Esistono le streghe e bisogna ucciderle!”. Per due secoli sei milioni di donne torturate e uccise, l’Europa sconvolta dai roghi dell’inquisizione,la demonizzazione di un gruppo usata come strumento di potere.
‘Gli Ebrei sono una razza inferiore!’ I Nazisti erano antisemiti, odiavano gli Ebrei. In Germania seri scienziati affermavano con tanto di prove in seri testi scientifici che il cranio di un ebreo era piu’ piccolo di quello di un ariano. La teoria della relativita’ di Einstein fu bollata come ebraica e comunista, nello stesso tempo i Sovietici con lo stesso odio dicevano che Einstein era da condannare perche’ non si conciliava col materialismo dialettico. Milioni di uomini furono indotti a odiare gli ebrei. Ai lager nazisti si unirono i pogrom sovietici. La chiesa cristiana non fu meglio, Pio IX bollo’ gli ebrei come cani infedeli e deicidi e li chiuse in un ghetto.
Queste affermazioni erano pure storture! Affermare che gli Ebrei erano una razza inferiore e che in Germania c’era una razza pura era folle, come dire oggi che i Veneti discendono dai Celti e che c’e’ una nazione padana, o che i comunisti sono mangiabambini. Dichiarazioni folli, che servono solo a convogliare la paura contro qualcosa, distogliendo l’attenzione da cio’ che e’ fondamentale: l’intelligenza, per esempio; la liberta’, per esempio. La razza pura e’ una follia, l’idea stessa di nazionalismo oggi e’ una follia, dovremmo cominciare a pensare in termini mondiali e rinascono gli odi di campanile. Follia! Le razze si sono sempre mescolate e oggi piu’ che mai, e’ un movimento storico eterno, che e’ sempre esistito e non saranno i nuovi nazionalismi a bloccarlo. Il mondo tende a una ibridazione di razze e culture. Eppure c’e’ chi crede ancora agli isolazionismi. Ma chi riattiva ciechi odi viscerali? Non ci basta quello che e’ successo? I fanatici che predicano odio non cercano la verita’, usano l’odio per avere vantaggi personali. Balle!
‘I bianchi sono una razza superiore ai neri! Balle! Non esiste la superiorita’ della razza bianca, discendiamo tutti da una Eva nera, i bianchi sono solo dei negri scoloriti e riprenderanno pian piano il colore nero, che e’ un colore vincente. Il mondo sta andando verso il meticciato e a sparire sara’ il colore bianco, non il nero. In Francia e in Inghilterra sta per avvenire il sorpasso degli immigrati sugli autoctoni. E’ inevitabile, e’ una cosa da gestire, non da combattere. Dobbiamo elaborare forme di integrazione e di complementarita’ nuove. Chi si isola nel proprio campanile o in proclami deliranti e’ fuori del tempo, e’ anacronistico.
E’ solo dall’incontro tra diversi che possiamo maturare e crescere. All’opposizione cieca deve seguire il confronto e l’integrazione intelligente. I problemi non scompaiono, se non si risolvono.
Einstein diceva che per stare in un gregge bisogna avere una mentalita’ da pecora. Ma un uomo non e’ una pecora.
“Il maschio e’ superiore alla femmina!” Balle! Non esiste la superiorita’ del maschio sulla femmina, il maschio e’ una femmina il cui ovulo ha perso dei pezzettini, in cui una X ha perso un gambetto ed e’ diventato una Y, quindi una femmina mancata. Ma i nuovi integralismi ci marciano sulle divisioni, sulle pretese superiorita’. Milioni di donne vengono castrate con l’infibulazione o segregate in ambiti di vita bestiali o umilianti o vendute come schiave o fatte oggetti sessuali da stuprare o usare o comunque emarginare dagli ambiti di potere della religione, dell’economia, della politica, della dignita’. Meta’ della popolazione mondiale non riceve il rispetto che si deve a ogni persona, perche’ non e’ considerata persona. Come posso ritenermi libera, se avviene tutto questo?
Eppure l’uomo e’ disposto a credere a queste falsita’ pur di sentirsi qualcosa col minimo spreco energetico, qualcuno a spese di qualcun altro, che e’ il modo piu’ bestiale di esistere.
La religione crea verita’ di comodo per surrogare il potere. 2.500 anni fa il greco Aristotele definiva la donna “una incubatrice”, diceva che il figlio non prende nulla dall’incubatrice ma e’ solo figlio del padre. Con tutto il rispetto per Aristotele, questa e’ una fesseria, che poi qualcuno ha accompagnato con opportunismo a interpretazioni faziose della Bibbia o del Corano, rafforzative di un potere maschile. Un interesse e un potere ingiusto, come ingiusto e’ ogni potere che divide e prevarica. Smascheriamo quell’interesse, abbattiamo quel potere e riprendiamoci la verita’!
Dio ci ha dato la mente per scegliere, non per mandarla all’ammasso. Altrimenti ci avrebbe fatto senza testa. Se le chiese integraliste islamiche hanno imposto dettami disumani, nemmeno la Chiesa cattolica e’ stata molto amante della verita’ visto che ha rifiutato l’anima alla donna fino al 1300 e ancor oggi tende a considerarla uno strumento diabolico o un’incubatrice di figli, sciocchezza che ha fatto comodo a qualcuno ma che non diventa vera per questo.
Il primo modo con cui i sistemi religiosi hanno cercato di dominare gli uomini e’ passato attraverso il cibo e il sesso, da noi il cibo e’ un po’ in ribasso, resta il controllo del sesso. Ma quando la norma
va troppo oltre non e’ piu’ uno strumento di ordine ma di prevaricazione.
Kant dice: “Non trattare mai l’uomo in te stesso o nell’altro come un mezzo ma sempre come un fine”.
Il male prolifera fin quando non lo combattiamo. Nessun male e’ inevitabile. Dipende solo da noi cedere. Ma non ci sarebbe mai stato nessun progresso in nessun campo se tutti si fossero arresi. E’ inevitabile solo cio’ contro cui non combattiamo. Solo allora la battaglia e’ persa. L’inevitabile sta solo nell’arrendersi. Tutto e’ perduto solo se ci diamo perduti. Chesterton dice: “E’ impossibile. Ma tentero’!|” E questo dovrebbe essere il motto dell’UOMO. L’assurdo mostruoso finisce se lo combattiamo, se gli diciamo di NO!
Abbiamo accettato senza reagire troppe cose mostruose: come la globalizzazione che ha imposto la distruzione progressiva di ogni tutela del lavoro. Cinquant’anni di lotte per difendere il lavoro e in pochi anni tutte le garanzie sono andate all’aria per un liberismo che afferma con enorme impudenza che l’unico modo per mandare avanti l’economia e’ ridurre la spesa sociale e aumentare la precarieta’, annullando ogni garanzia per i lavoratori, con un lavoro dato a chi accetta la paga minima e la precarieta’ massima.
Allo stesso modo sono state vendute come inevitabili le privatizzazioni della sanita’, della scuola, della pensione… con uno stato sociale che andava in pezzi. In nome del dio mercato ogni aberrazione e’ stata possibile. E solo ora che la crisi della Borsa manda in frantumi un sistema iperliberista, il cittadino scopre che quella divinita’ era in realta’ un mostro contro cui bisognava coalizzarsi e difendersi.
Non riusciamo nemmeno a credere che anche la sinistra desse per scontate le privatizzazioni dell’acqua, della sanita’, della scuola, delle pensioni? E che anche ora ci sia chi continua a difendere una globalizzazione incontrollata della produzione, senza limiti da parte dei governi? Ma chiunque dovrebbe capire che portare le retribuzioni ai livelli piu’ bassi portera’ a un aumento della miseria, a un crollo dell’economia, a un dilagare della disoccupazione.
Non possiamo accettare questo. Non possiamo accettare tutto. Non possiamo sacrificare la sopravvivenza di troppi all’avidita’ smisurata di pochi. Non possiamo votare solo per slogan senza pensare.
Se non impariamo a usare la nostra testa, se non diventiamo promotori di storia, saremo distrutti. Questo dobbiamo capire. Se permettiamo a un numero ristretto di speculatori di avere il potere sul mondo, la loro avidita’ distruggera’ il mondo.
I partiti sono ormai carrozzoni insufficienti o controproducenti, che fanno sempre meno i nostri interessi e sempre piu’ i loro. Lo stesso le chiese. La pieta’ per l’uomo che soffre e’ scomparsa.
Pompeo Biondi diceva: “Ci sono solo due classi, quelli che hanno il potere e quelli che non ce l’hanno.” Se e’ cosi’, riprendiamoci il potere. Riprendiamoci il giudizio. Riprendiamoci il mondo
Hitler ci sembra un pazzo, Mussolini un esaltato, Stalin un despota; i filmati storici sono grotteschi, destano ilarita’ o orrore, eppure milioni di brave, oneste e intelligenti persone hanno seguito questi pupazzi folli come idoli e ora tutto si ripete, acriticamente, con gli applausi ad altre macchiette consimili, altrettanto pericolose, come se non avessimo imparato niente. Di ignoranza e buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno. Gli orrori di Dachau riposavano sulle buone massaie tedesche, gli orrori dei gulag siberiani sui buoni socialisti russi. Gli orrori delle chiese integraliste sui buoni fedeli osservanti. Per questo io dico: guai all’uomo di buona volonta’ se non ha un cervello con cui pensare! Essere buoni non serve a niente, bisogna essere vigili! Non c’e’ differenza tra un buono che dorme e un malvagio, se entrambi sono complici del male.
La massa e’ un fiume senza testa che un abile leader puo’ portare dove vuole. L’unica difesa che possiamo e’ riprenderci la mente.
Solo l’uomo che pensa ha speranza di essere libero. Governo, esercito, religione, scuola, economia…, odiano l’uomo che pensa come un avversario temibile, perche’ chi pensa e’ meno succube, di ribella alle ingiustizie, e il potere cerchera’ in ogni modo di intimorirlo, isolarlo, metterlo in condizione di non opporsi. L’uomo senza etichetta, il cane sciolto, e’ un pericolo perche’ sospetta, capisce, critica, indica, provoca mutamenti, e’ l’elemento scisso che rompe la catena e senza la solidita’ della catena il potere e’ niente.
Attaccare l’uomo che pensa, che non ha etichetta, che non ha partito, e’ facile, perche’ l’uomo che pensa e’ solo e dunque e’ debole. Gandhi, Martin Luther King, Madre Teresa non furono conformisti, tentarono l’intentabile. Non presero la debolezza come un alibi, cominciarono a fare qualcosa. Nel punto del mondo dove erano, cominciarono a fare qualcosa. Se il lavoro e’ grande, se non sai da cosa cominciare, fai la prima cosa che ti sta davanti: pulisci il tuo marciapiede, aiuta chi ti sta vicino, sorreggi l’infelice, fa’ sentire la tua voce, pensa a cio’ che puo’ essere bene per tutti.
Noi non possiamo accettare qualsiasi legge, noi non possiamo accettare qualsiasi imposizione. Vogliamo governanti che siano degni. Vogliamo una legge che sia morale. E non e’ morale quello che fa comodo solo a uno. Lo dico con Kant: “E’ etica quella legge che vorrei fosse universale e la cui applicazione non viola la liberta’, il rispetto, la dignita’, la sopravvivenza di un altro, chiunque esso sia. E’ etica quella legge che aumenta il bene del mondo. Quella che vorrei fosse data anche a me se fossi nelle condizioni dell’altro. ” Il Vangelo non dice “Non fare all’altro quello che non vorresti ti fosse fatto”. Il Vangelo di Matteo dice chiaramente: “Fai all’altro quello che vorresti ti fosse fatto se tu fossi nei suoi panni”. Immagina di essere tu nel dolore, nel pericolo, nel bisogno, nell’esilio, nell’abbandono, nella malattia, nella vecchiaia! Cosa vorresti ricevere? E’ solo per caso che sei nato nella parte protetta del mondo, avresti potuto essere nato altrove, e allora? Non daresti a te stesso schiavitu’, miseria, prostituzione, lavoro precario, mancanza di difese, mancanza di rispetto, mancanza di democrazia… non ti tratteresti da stupido, non ti chiameresti ‘consumatore’ invece che cittadino. Non faresti false promesse. Non tenteresti di dare meno difese sociali, meno ospedali, meno trasporti, meno scuola, meno sicurezza… Nessuno regala niente. Non fatevi imbrogliare. Cercate sempre la fregatura. Quello che sembra un regalo, nasconde una sottrazione. State attenti, a rispettare la giustizia, non per voi, per tutti.
La schiavitu’ viola la liberta’ dell’uomo debole, l’infibulazione viola la salute e la dignita’ della donna, la globalizzazione viola il diritto al lavoro, l’intolleranza calpesta il rispetto dell’uomo, la riduzione dello stato sociale lede il diritto a una vita sana e ordinata e senza paure. Non date troppo potere all’arroganza. Pensate di piu’ con la vostra testa e soprattutto pensate col vostro cuore!
Abbiamo fatto anche troppi errori, troppe guerre, troppe divisioni, guerre di religione, ideologiche, di inquisizione, fascismo, nazismo, stalinismo, colonialismo, multinazionali, grandi compagnie internazionali… e oggi si affacciano i nuovi mostri: gli integralismi religiosi, la globalizzazione, l’asservimento al petrolio, la distruzione ecologica, i presidenzialismi assoluti, la crisi della democrazia, il connubio tra criminalita’ e politica, l’idolatria del successo, lo strapotere dell’immagine, i liberismi sfrenati, le guerre infinite…. qualunque aberrazione si affacci sulla ribalta della storia e’ sempre qualcosa che serve agli interessi di pochi, peggiora la vita di molti, rallenta l’evoluzione di tutti.
Il potere e’ una funzione scellerata che crea un legame simbiotico tra chi lo esercita e chi lo subisce. Bisogna guardarsi dal potere e tenerlo sotto controllo. Ed evitare come la peste di renderlo assoluto.
Come insegnante, il mio compito e’ aumentare la consapevolezza e stimolare il senso critico. Ognuno ha un compito: fare se stesso, non per se’ ma per tutti. Ognuno ha una responsabilita’ che comincia da lui e comprende tutto il mondo.
Per questo ho voluto fare un corso sui LIBERATORI. Ho scelto dodici uomini che non si sono conformati, che hanno deciso di cambiare le cose, hanno avuto un ideale e hanno vissuto per quello. Li ho scelti in modo istintivo, evitando i fondatori di religioni e di partiti.
Essi hanno avuto un pensiero paradossale, cioe’ para doxa, diverso dall’opinione comune.
“Non siate conformati!”, diceva S.Paolo. Pensiero non conformato vuol dire emancipazione, autoriconoscimento e anche solitudine, uscire dalla massa, dal partito, dalla classe, dalla casta, dal gruppo, dalla tribu’, dal clan…da qualunque ambito protetto e omologato, restare soli per assumersi la responsabilita’ di cambiare il mondo da soli. Cio’ richiede un grandissimo coraggio. E’ molto facile essere un “NOI”, ma ci vuole un grandissimo coraggio a essere un “IO”.
Essere nel consenso collettivo e’ come essere in un grembo protetto. Pensare pensiero critico e’ uscire nella precarieta’ di un Io responsabile. Ma Buddha ebbe la sua illuminazione quando vide la ciotola messa sull’acqua che andava contro corrente.
L’uomo che pensa, che crea, che innova, non puo’ farlo altro che usando se stesso, partendo da se’. Ma non ci sarebbe nessun progresso umano se non ci fossero uomini che fanno proprio questo.
I grandi maestri spirituali hanno avuto il coraggio della solitudine, di seguire una propria idea, ma sono loro che hanno fatto la storia dello spirito. Le masse non fanno storia.
I Grandi Maestri hanno avuto la forza di pensare e di difendere i loro ideali, andando contro tutti, per il bene di tutti. Hanno avuto il CORAGGIO di essere Uomini.
Ogni volta che sarete in crisi, uno di questi Grandi puo’ dare anche a voi coraggio e fede nel futuro. Essi sono le sorgenti del mondo. Possono fare capire che tutto e’ possibile, che il mondo puo’ ricominciare, che con la volonta’ e l’intelligenza possiamo fare miracoli, e soprattutto che la crescita e’ una esperienza collettiva, una responsabilita’ storica, in cui possono avvenire miracoli.
Martin Luther King diceva che occorrono uomini che non siano tanto fedeli a ideologie ma seguano la voce della propria coscienza. Socrate seguiva la voce del proprio spirito interiore.
King diceva: “Siamo testimoni di un nuovo Umanesimo, in cui l’uomo si definisce anzitutto per la sua responsabilita’ verso i suoi fratelli e verso la storia, l’Umanesimo della responsabilita’”.
Il mondo e’ da rifare, ognuno ricominci da se’. Questi uomini sono ancora vivi per dirmi che si puo’, si puo’ ancora, fare grandi progetti e credere in grandi ideali, ma il piu’ grande ideale che possiamo perseguire e’ quello di essere buoni e giusti lavorando su se stessi.
Ognuno di questi Grandi ha difeso un valore e si e’ dato totalmente a quel valore. Avremo sempre bisogno di loro, punti di riferimento, ideali che rafforzino la nostra etica, che rinfranchino il nostro coraggio. Se non li troviamo nel presente possiamo trovarli nel passato. L’uomo deve avere un codice di valori. Non puo’ servire solo interessi materiali. Non puo’ valutare un fatto pensando solo al proprio vantaggio. Occorre che trovi un codice universale che guardi al bene universale. Occorre possa valutare in nome di una visione piu’ alta, un regno di valori, come diceva Kant, che pensi possa valere per tutti. Altrimenti diventera’ come tanti che distruggono il mondo e trovano bene ingannare, mentire, rubare, illudere, stare sopra la legge, fare bilanci falsi, nascondere capitali, manipolare coscienze, bramare il potere… fino al caos.
Noi abbiamo bisogno di valori, non solo di interessi, perche’ se non avremo valori ci fregheranno anche sugli interessi.
Ma non si puo’ restare passivi e aspettare di essere liberati. Nessuno liberera’ l’uomo salvo lui stesso.
Io credo profondamente che il BENE come la VERITA’ sia una scala ascendente, e che il compito di ognuno sia salire al gradino superiore.
Ricordate il Vangelo: “E’ piu’ facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco vada in Paradiso!”. Ricordate Socrate che diceva che il potere corrompe. Si puo’ crescere in egocentrismo e vanita’ in modo smisurato, non c’e’ fine al desiderio di ricchezza o potere, l’amore di se’ puo’ essere una voragine senza fondo; oppure si puo’ crescere nel bene sociale, evolvere per il mondo, ma le due cose non si sono mai identificate.
Martin Luther King era un uomo di chiesa eppure parlo’ contro la sua chiesa: “In nessun luogo la tragica tendenza al conformismo e’ piu’ evidente che nella chiesa. La chiesa ha dato l’appoggio alla schiavitu’, alla segregazione razziale, alla guerra e allo sfruttamento economico, perche’ ha prestato l’orecchio piu’ all’autorita’ del mondo che a quella di Dio. I Cristiani primitivi erano non conformisti e rifiutavano di adattare la loro testimonianza agli schemi mondani. La speranza in un mondo migliore riposa sui non conformisti, che si sono dati una disciplina e si sono impegnati per la causa della giustizia, della pace e della fraternita’. I pionieri della liberta’ umana, culturale, scientifica e religiosa sono stati non conformisti. Ogni uomo che accetti ciecamente le opinioni della maggioranza e, per paura o timidezza, segua un cammino di adattabilita’ e approvazione sociale e’ mentalmente e spiritualmente uno schiavo. Il nostro pianeta oscilla sull’orlo dell’annientamento. Le pericolose passioni dell’orgoglio, dell’odio, dell’egoismo sono ormai insediate nella nostra vita. Gli uomini si inchinano ai falsi dei del nazionalismo e del materialismo. La salvezza puo’ venire solo da una piccola minoranza. In questi giorni di tremenda confusione universale c’e’ un gran bisogno di uomini e donne che diano coraggiosamente battaglia per la verita’”.
Chiudo con questi versi:
“Questo e’ il tempo per fare il futuro, proprio perche’ tutto si sta muovendo.
Questo e’ il momento dell’azione”
( P. F. Drucker )
“Qual’e’ il luogo se non questo?
Qual’e’ il momento, se non ora?
Qual’e’ l’uomo, se non tu?”
..
http://www.masadaweb.org
Carissima Viviana, ci permetta di esordire così, questo intervento ci (io e mia moglie) ha colpito profondamente, per la lucidità dell’analisi, per le appropriate parole usate, per il tentativo di svegliare le persone (a proposito dello svegliare mi viene in mente G. I. Gurdjieff).
Nel mio piccolo era da tempo che la vedevo così ma Lei ha saputo usare le parole, quanto sono importanti le “parole” e quanto sarebbe importante che i giovani sapessero usarle e capirle (importanza della Scuola, della Famiglia, di un Maestro). Purtroppo al momento mi sento impotente e pessimista, ma Lei mi infonde un nuovo coraggio.
Saluti di cuore
Commento di Nuova alba — Novembre 14, 2008 @ 12:37 pm |
Vi ringrazio. Conosco Gurdjieff almeno da quello che è stato scritto di lui. Ho insegnato per una vita e, qualunque fosse la materia ufficiale, credo di aver in fondo sempre insegnato etica civile. E il tema dell’uomo dormiente che deve essere risvegliato è fondamentale in Jung che è stato il mio grande maestro di sempre. Svegliarsi a noi stessi ma non per noi, per il mondo.
Da Gurdjieff cito alcune frasi:
“L’uomo può nascere, ma per nascere deve prima morire, e per morire deve prima svegliarsi.”
“Beato colui che ha un’anima. Beato chi non l’ha. Ma sventura e dolore per chi ne ha solo l’embrione.”
Vi consiglio un libro che a me ha fatto molto bene e che, in tempi tristi, mi ha dato una ventata enorme di entusiasmo: “Esperienze delle vette” di Piero Ferrucci, Astrolabio.
Copio: In un’ampia rassegna di fenomeni basata sullo studio della vita dei più grandi artisti, mistici, saggi, scienziati, educatori e atleti, l’autore dimostra l’esistenza in noi tutti di un Sé superiore, un Centro che rappresenta insieme le potenzialità che dobbiamo realizzare e il nostro essere più autentico.
La psicologia transpersonale studia le esperienze e le facoltà superiori della mente umana quelle esperienze di vetta che non sono monopolio di rari individui d’eccezione, ma anzi l’espressione più vera del nostro essere
cari saluti
viviana
Commento di MasadaAdmin — Novembre 14, 2008 @ 1:21 pm |