Nuovo Masada

Novembre 7, 2008

MASADA n. 820. 7-11-2008. Panzanella Kid e “l’abbronzato”

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 8:46 pm

“Barack Obama? Giovane, bello e abbronzato”. Parola di Silvio Berlusconi
Gaffe clamorosa!
Poi vede le facce sgomente si incazza e insiste:
“il mio era un grande complimento, una carineria assoluta nei suoi confronti”
Le facce diventano ancora di piu’ sgomente.
Allora sbotta: “Se non hanno il sense of humour allora vuol dire che gli imbecilli sono scesi in campo, che se ne vadano a…”.
Ma qui ci buttano fuori anche dall’ONU!
A forza di stare con Gasparri gli e’ presa la gasparrite acuta!
Ma mandateli tutti e due al bagaglino!
E se non ci vogliono restare fate venire l’esercito!

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L’America va meglio ma l’Italia va sempre piu’ indietroMichele Derra su repubblica

Non e’ per contraddire Barack Obama, ma “il Paese dove tutto e’ possibile” non sono gli Usa. E’ l’Italia. Do¬ve e’ possibile che il capogruppo del partito di mag¬gioranza commenti l’elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. E’ possibile che il leader di un altro par¬tito di governo abbia definito “bingo bongo” gli africani. E’’ possibile che un altro autorevole leader di quel partito ab¬bia definito “culattoni” gli omosessuali. E’ possibile che un sindaco del Nord inviti a trattare gli immigrati come “le¬protti”, a fucilate. E’ possibile che Marcello Dell’Utri (inter¬detto dai pubblici uffici, e pero’ senatore della Repubblica: e’ possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perche’ abbassano il morale della Nazione. E’ possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. E’ possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. E’ possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. E’ possibile che un expre¬sidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni stu¬dentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto e’ possibile. Cosi’ possibile che si e’ gia’ avverato.
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Battuta greve di striscia la notizia:
“La moglie di Obama per fare la first lady ha dovuto levarsi i pantaloni. Da noi c’e’ chi per fare il ministro ha dovuto togliersi le mutande”

Quando Berlusconi incontra Obama gli dira’: “Anche io da giovane sono stato negro”

Da un blog:”E se Berlusconi incontra Mandela e’ capace di dirgli: “Troppe lampade, eh?”

La battutaccia di Berlusconi ha fatto immediatamente il giro del mondo, blog e giornali.
L’Herald Tribune dice: “Berlusconi, che personalmente porta una abbronzatura perenne, e’ famoso per le sue battute inappropriate” e le elenca.
La solita figura di merda.
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Occorre ricordare a Berlusconi e alla Lega che in Occidente esiste un termine, “political correct”, che indica una correttezza del linguaggio politico. Sara’ meglio che se la imparino prima di rischiare l’incidente diplomatico! Ma che anche la mettano in pratica!
Sempre se non si vuol fare la figura dei baluba.
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Il Manifesto: “E ci e’ anche andata bene che non lo ha chiamato faccetta nera!”
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Titolo: Obama abbronzato. Veltroni nero.
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Questo individuo, questa ‘opera pop’, come lo chiama Ferrara, e’ la dimostrazione che i ‘quatrini’ non ti danno la classe ne’ l’intelligenza. Col DNA non c’e’ nulla da fare e questa classe di governo ha il DNA dei cafoni.
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La battuta folgorante di Parisi: “Conquistare l’Abruzzo saranno cavoli amari ma intanto l’Ohio e’ nostro”.
Come dicevano gli albanesi, “Noi e i cinesi siamo un miliardo di abitanti”.
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L’unica funzione delle previsioni economiche e’ quella di far apparire rispettabile l’astrologia.
John Kenneth Galbraith
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Povero berlusca
Muscolo grosso e cervello meschino!
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Visto il coro di critiche, Berlusconi ha dato di imbecille a tutti!
Dovrebbe stare attento B a non dare di imbecille a chi lo recrimina visto che lo fa tutta la stampa mondiale ed e’ partita una nota ufficiale da Washington.
Dato che non e’ possibile che sia imbecille tutto il mondo meno lui, e’ piu’ probabile che l’imbecille sia lui.
Nel coro di rampogne, l’unico a favore e’ il Foglio di Ferrara, che si chiede: “E che sara’ mai?” E che sara’ mai un par di zeri! Ci sono guerre che sono scoppiate per una virgola spostata, le battute di B non ci procureranno delle guerre ma certo non favoriranno delle amicizie. Intanto Obama penseraa’ che il governo italiano sia in mano a dei razzisti e questo non conciliera’ buoni rapporti. Che poi nell’acclamazione di tutto il mondo l’unica nota stonata sia venuta proprio dal nostro paese non e’ cosa che ci procura grande soddisfazione. Cresce il rigetto di questo leader incapace che e’ indegno del ruolo che copre e che ogni giorno cresce nella propria ignominia. Difficile fare il signore quando si nasce buffone, ma ci sono dei buffoni di vaglia che danno punti anche al re e altri che guitti sono e guitti restano.
La posizione di Ferrara comunque e’ “appecorata”, termine che B ha voluto usare per la stampa a lui nemica e da cui Augias si e’ sottratto con molta dignita’, aggiungendo che la lingua italiana e’ una delle piu’ belle e ricche del mondo e non sarebbe il caso di involgarirla con neologismi poco raffinati!
In ogni caso se un leader si deve valutare dal tipo di aggettivi che rivolge agli altri, ‘imbecille’ e ‘appecorata’ non danno l’idea di una gran levatura morale o linguistica, a meno che costui non intenda parlare di se stesso

Sempre in attacco ai giornalisti non allineati Dell’Utri si e’ lamentato delle giornaliste di rai3 che a dir suo dovrebbero apparire piu’ frivole e dare le notizie con maggior gaiezza per tirare su il tono del paese. Al che le giornaliste di rai3, irate, si sono tutte vestite a lutto, e, visto che nella grande depressione europea noi siamo proprio gli ultimi e’ pure appropriato.
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Fede fede
Veltroni dice che negli USA il vento e’ girato, ci dice che anche da noi girera’, che la gente anche in Italia capira’ e allora….
Veltroni si dimentica di dire che Obama il suo passato come senatore dell’Illinois, come primo oppositore alla guerra in Iraq, come avversario della pena di morte (grazie a lui 13 condannati furono riconosciuti innocenti), come promotore di un sistema sanitario universale per tutti, rappresenta veramente il cambiamento agli occhi di milioni di americani, soprattutto a quelli di quei milioni di elettori che sono andati per la prima volta alle urne!! Era dal 1961 che non si raggiungeva una tale affluenza alle urne negli States.
Veltroni, Rutelli e compagnia cantante cosa ci rappresentano!? Quale passato hanno da offrirci? Cosa pensano? Che gli elettori come sempre alla fine voteranno loro contro quell’altro perche’ e’ peggio di loro? Votare loro contro i fascisti, contro i piduisti, contro contro contro…
Gran risultato sig. Veltroni! Eccoci qua con questo governo, questa opposizione, quest’Italia che sta naufragando, dove vengono messe in discussione tutte le conquiste dei nostri padri e persino dei nostri nonni!
Chi puo’ rappresentare il nuovo, il cambiamento, l’audacia della speranza in questo paese di vecchi egoisti? Quale 40enne potra’ farsi largo in questa gerontocrazia? Altro che meritocrazia! A parte chi va a comprarsi il titolo a Reggio Calabria e chi dai calendari e da sotto le scrivanie passa impunemente ai ministeri?
Caro Veltroni, cerca di non essere ridicolo, tra voi tutti saltimbanchi della democrazia, che in meno di 20 anni avete cambiato nome al partito 4 volte, che avete abiurato tutto cio’ in cui credevate in gioventu’, che avete tradito milioni di operai e pensionati, ma che avete sempre conservate le vostre poltrone e prebende, della vostra generazione di 50enni opportunisti ne’ carne ne’ pesce, non ce n’e’ uno che possa dire di valere un decimo di un Barack Obama, non uno che abbia fatto una battaglia in nome di qualcosa!
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Gli Stati uniti escono da 150 anni di razzismo e questa e’ una riabilitazione in piena regola che, al di la’ degli indubbi meriti di Obama, viene salutata con entusiasmo dai popoli di tutto il mondo. Puo’ indicare veramente in modo forte la rottura di un pregiudizio molto radicato che ha portato al pianeta orrore e desolazione.
E a chi viene in mente di fare una battuta razzista?
A Berlusconi!
Davvero siamo al di sotto di qualunque intelligenza minima. Siamo nel regno degli imbecilli. E che l’imbecille dia di imbecilli agli altri e’ grottesco. Ma puo’ guardarsi allo specchio e vedere che cosa e’ al di sotto di tutti i suoi orpelli? Noi lo vediamo benissimo.
Comunque.. per la regola del contrappasso, sentirsi dare di imbecille da Berlusconi e’ quasi una laurea ad honorem.
Presidente! Sentitamente contraccambiamo!

Preghierina della sera:

Mio caro dio, se ci sei
ti prego di convincere Berlusconi a lasciare il governo e qualunque carica pubblica ci fosse gia’ o venisse inventata; ma se dovesse accanirsi con questa attivita’ contro natura, ti prego caro dio, rendigli la voce fioca, ma cosi’ fioca che nessuno nel mondo abbia a sentirlo quando dice le sue cazzate del cavolo!

Io capisco Maciste contro il resto del mondo.
Ma Berlusconi contro il resto del mondo la vedo proprio persa.
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Igor
Dalla Rep. Dominicana un mio amico: “Ogni canale televisivo, di qualsiasi parte del mondo, dalla televisione locale dominicana, la televisione francese, australiana, tedesca, spagnola, tutte erano collegate per il primo discorso di Obama come presidente degli Stai Uniti. Tutte le emittenti di tutto il mondo hanno seguito in diretta l’evento. E Rai Italia, la televisione che rappresenta l’Italia nel mondo, la voce degli italiani all’estero cosa stava trasmettendo? UNA REPLICA DI LINEA VERDE – LA RACCOLTA DEI POMODORI IN COSTIERA AMALFITANA… Che vergogna…”
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Ed ecco la lista di 10 promesse fatte in campagna elettorale da Obama che riguardano il mondo intero:

Ridurre le emissioni di anidride carbonica degli Usa dell’80% entro il 2050 e svolgere un ruolo forte e positivo nel negoziare un trattato vincolante per rimpiazzare il Protocollo di Kyoto in scadenza
Ritirare le truppe dall’Iraq entro 16 mesi, senza mantenere basi permanenti nel paese
Stabilire l’obiettivo chiaro di eliminare le armi nucleari dal pianeta
Chiudere il centro detentivo di Guantanamo Bay
Raddoppiare gli aiuti Usa per dimezzare la poverta’ estrema entro il 2015 ed accelerare la lotta a Aids/Hiv, tubercolosi e malaria
Aprire relazioni diplomatiche con paesi come Iran e Siria, per perseguire la pacifica risoluzione delle tensioni
De-politicizzare i servizi segreti in modo che non si ripetano mai piu’ manipolazioni come quelle che hanno spinto gli Usa in Iraq
Lanciare uno sforzo diplomatico all’altezza di fermare le stragi in Darfur
Accettare di negoziare solo nuovi accordi commerciali che contengano protezioni ambientali e del lavoro
Investire 150 miliardi di dollari in 10 anni per supportare le energie rinnovabili e raggiungere un milione di auto elettriche in strada entro il 2015
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Ora la Lega vuole anche la schedatura dei barboni.
E vuole che si comprino un permesso di soggiorno a punti che costa 200 euro e puo’ essere loro rifiutato se non lo meritano.
In realta’ la schedatura dei senza dimora esiste gia’ presso le anagrafi, ma alla Lega non basta: odio per i poveri, odio per i colorati, odio per i diversi, odio per gli omosessuali, odio per gli islamici, odio per i migranti. Si muovono solo spinti dall’odio. Ma che animali sono?
Ma quanti punti credono di meritare sul piano dell’umanita’?
Finira’ mai questo accanimento da pazzi?
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Comincia a produrre i primi effetti concreti la protesta del mondo universitario e della scuola. I tagli agli atenei e il blocco del turn over saranno mitigati e salta, almeno per quest’anno, il dimensionamento della rete scolastica che mette e rischio le mini-scuole.

Sono le decisioni del Consiglio dei ministri che ha approvato i provvedimenti sulle linee guida sulla riforma dell’universita’, il decreto legge su “diritto allo studio, reclutamento del personale ed efficienza del sistema universitario”, nonche’ il decreto presidenziale per l’autorizzazione ad assumere docenti presso le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Lo slittamento al 2010 del dimensionamento della rete scolastica (accorpamento degli istituti con meno di 500 alunni e cancellazione delle scuole con meno di 50 alunni) fara’ parte di un emendamento che, nel corso del dibattito parlamentare sulla conversione in legge del decreto-legge 154, modifichera’ l’articolo 3. Il primo round del braccio di ferro governo-Regioni (che all’indomani del provvedimento hanno annunciato il ricorso alla Corte costituzionale) e’ appannaggio di queste ultime. Per il prossimo anno restano salve le piccole scuole (con meno di 50 alunni) e gli istituti con meno di 500 alunni. E entro il 15 giugno 2009, sulla questione dimensionamento verra’ stipulata una intesa in Conferenza unificata Stato-Regioni.
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Sartori diceva cinicamente che i due partiti americani sono come due bottiglie con lo stesso contenuto ma di etichetta diversa, ma persino Sartori dovrebbe ammettere che tra Kennedy e Bush qualche differenza c’e’ stata.
Capisco quelli dell’estrema sx per cui sempre capitalismo e’ e i presidenti americani stanno nello stesso paniere, ma all’interno del mondo cosiddetto democratico, le differenze ci sono e grandi, e se si considera il programma di Obama diventano smisurate. Per questo ci sono tante speranze. Per questo lo ha votato anche gente che a votare non c’era andata mai.
Notiamo anche come il 90% degli europei tifavano per il programma di Obama, non sappiamo se lo realizzera’ e non lo sapra’ nemmen lui, ma questo programma e’ esattamente l’opposto di quello che fa Berlusconi, e mette Berlusconi fuori non solo dall’Italia ma da tutto l’occidente. Lo mette fuori proprio dal corso della storia.
Obama ormai e’ diventato il Superman, un essere trasumanato, un’icona che raccoglie talmente tante speranze da dimostrare prima di ogni altra cosa che quelle speranze ci sono, sono altissime e che il mondo non ne puo’ piu’ di mercato, liberismo, pescecani, speculatori, tasse solo sui poveri, banche, borse, privatizzazioni, distruzione dei diritti civili, confessionalismi, regressi etici, apartheid, guerre e altri abomini della destra.
E’ stato un plebiscito generale che mostra la catastrofe della destra iperliberista, 94,5% in Francia, 92,5 in Germania, 92% in Italia.. persino 88% in Cina. E’ una svolta epocale.
Quello che Obama fara’ o non fara’ riguardera’ lui, ma quello che il mondo sta dicendo preferendolo e gettando su di lui le sue speranza e’ che e’ stanco del sistema che ha imperversato finora distruggendo tutto il mondo e dice basta.
Se la destra conservatrice, razzista, integralista, plutocratica e fascista voleva un sondaggio nei suoi riguardi, dalla scelta di Obama le viene una bocciatura completa e irreversibile.
Un bell’esame di coscienza non farebbe male.
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Ma insomma questo Obama chi e’?
Chi lo vuole nero, chi abbronzato.
Ma soprattutto cosa e’?
E’ un sogno?
Una immaginazione?
Una speranza?
E’ uno che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo?
E’ un mito?
E’ uno tipo-dio?

Godetevi questa intervista fatta ai bambini (ma i grandi saranno poi diversi?) su cosa e’ Dio

it.youtube.com:80/watch?v=0JBFo58esCQ
(la manda Graziano)
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Enrico Pedemonte – Espresso
“Si parlava di crollo dell’interesse politico dei giovani. Dopo l’11 settembre ecco la ripresa e da allora quel capitale sociale e’ sempre cresciuto. L’11 settembre uni’ i giovani americani, dette loro il senso di una solidarita’ nazionale, creo’ un imprinting generazionale. Nessuno ha capito cosa avvenisse nella loro mente ma sono diventati una miscela pronta a esplodere. Obama e’ stata la scintilla perfetta, col suo carisma e’ riuscito a creare un’organizzazione di base come non si era mai vista. Somiglia alla rete capillare diffusa in tutta l’Italia dal PCI o dall’azione cattolica. Per questo queste elezioni segnano un punto di svolta epocale. Un presidente eletto a maggioranza schiacciante, con una base sterminata come non era mai avvenuto. L’abulia dei giovani si accompagno’ al reaganismo che portava avanti l’ideologia della ricchezza facile, l’individualismo, la lotta allo stato sociale.. Oggi Obama parla di lottare contro l’inuguaglianza sociale. Cade un sistema che sull’ineguaglianza sociale aveva posto l’arricchimenti spaventoso dei piu’ ricchi e l’immiserimento dei piu’ poveri.
L’uragano Katrina dimostro’ che 30 anni di scarsi investimenti pubblici avevano distrutto la protezione civile, poi crollarono ponti fatiscenti a provare l’abbandono delle infrastrutture, infine la crisi finanziaria provo’ che un’economia senza regole puo’ solo collassarsi.
Il reaganismo e’ morto. Non vediamo ancora nulla al suo posto. Ma Obama porta avanti un’altra America, quella di chi fa servizio civile e si occupa degli anziani o dell’ambiente, quella delle energie alternative che danno lavoro a 5 milioni di persone, quella dei diritti sindacali… e’ un salto culturale ed etico immenso dove il principio base non e’ il lucro e il potere ma la solidarieta’. Ora pensiamo che dopo 30 anni di capitalismo senza regole il pendolo della storia abbia cominciato a oscillare in senso contrario.
Ora che Obama e’ stato eletto anche la destra deve cambiare. Ha perso gli elettori piu’ giovani e piu’ istruiti, deve diventare piu’ pragmatica in economia, e smettere di riproporre slogan che sono falliti. Scrive David Frum, ex speech-writer di Bush e cervello della destra neocon: “La destra e’ ormai perdente. Per entra nel XXI secolo deve uscire dall’ideologia reaganiana. Non puo’ pensare di risolvere problemi di oggi con slogan vecchi di 40 anni.”
La nuova ricetta della destra americana e’ una pagina bianca. Quella dei progressisti la sta scrivendo Obama.
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Alessandra manda:

Barack Obama; il discorso integrale della vittoria.. Bello, davvero!

Salve, Chicago.

Se c’e’ ancora qualcuno la’ fuori che ancora dubita che l’America sia un luogo in cui ogni cosa e’ possibile, che ancora si chiede se i sogni dei nostri Padri Fondatori siano ancora vivi ai giorni nostri, che ancora si interroga sulla reale potenza della nostra democrazia, stanotte ha trovato le sue risposte.
E’ la risposta che viene dalle code che si sono allungate intorno alle scuole e alle chiese, con numeri che questa nazione non aveva mai visto, formate da persone che hanno aspettato 3, 4 ore, molti per la prima volta nella loro vita, perche’ hanno creduto che questa volta dovesse essere diversa, che la loro voce potesse fare la differenza.
E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi, neri, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, eterosessuali, disabili e non disabili, Americani che hanno lanciato un messaggio al mondo che dice che noi non siamo mai stati solo un insieme di stati blu e stati rossi ma che siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d’America.
E’ la risposta di chi si e’ sentito dire per tantissimo tempo che bisognava essere cinici, spaventati e dubbiosi in merito a quanto avremmo potuto ottenere, e che hanno messo la loro impronta sul corso della storia, e che si sono mossi verso la speranza di avere giorni migliori.
E’ stata dura, ma stanotte, proprio grazie a cio’ che abbiamo fatto in questo giono, in queste elezioni, in questo momento cruciale, il cambiamento e’ arrivato in America.
Poco fa ho ricevuto la straordinaria e gentile chiamata del Senatore John McCain.
Il sen. McCain ha combattuto a lungo e duramente durante questa campagna e ha combattuto ancor piu’ a lungo e piu’ duramente per la nazione che ama.
Ha affrontato sacrifici per l’America che molti di noi non possono nemmeno iniziare ad immaginare. Siamo diventati migliori anche grazi ai servizi resi da questo altruista e coraggioso leader.
Mi complimento con lui e con la governatrice Palin per tutto cio’ che hanno ottenuto e guardo alla prospettiva di lavorare con loro per rinnovare le promesse fatte a questa nazione nei prossimi mesi.
Voglio ringraziare il mio compagno in questo viaggio, un uomo che ha fatto campagna con il cuore e che ha combattuto per gli uomini e le donne con cui e’ cresciuto. Il Vice Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.
Non sarei qui oggi senza l’instancabile supporto della mia migliore amica da 16 anni a questa parte, la roccia della nostra famiglia, l’amore della mia vita, la nuova first lady, Michelle Obama. Sacha e Maliya, vi amo entrambe piu’ di quanto immaginate e vi siete meritate un nuovo cagnolino che verra’ con noi alla Casa Bianca.
Sebbene non sia piu’ con noi, so che mia nonna ci sta guardando insieme alla famiglia che mi ha reso quello che sono. Stanotte sento la loro mancanza e so che il mio debito nei loro confronti e’ smisurato. Mia sorella Mya, mia sorella Almond, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, grazie mille per tutto il supporto che mi avete dato. Gli sono molto grato.
Un grazie va al manager della mia campagna elettorale, l’eroe silenzioso di questa campagna che l’ha resa la migliore di sempre; al mio consulente capo di strategia, che mi e’ stato accanto ad ogni passo.Grazie al miglior team mai messo insieme nella storia della politica, voi avete reso tutto cio’ possibile e vi saro’ grato per sempre per tutto cio’ che avete sacrificato per arrivare fino a qui.
Ma soprattutto non dimentichero’ mai a chi realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi. Non sono mai stato il candidato perfetto per questo incarico, sin dall’inizio, senza tanti soldi e con nessun supporto importante. La nostra campagna non si e’ tenuta nei salotti di Washington ma e’ iniziata nei cortili di DeMoines, nei soggiorni di Concorde e nei portici di Charleston, costruita da lavoratori e lavoratrici che hanno scavato nei loro risparmi per trovare 5, 10, 20 dollari da devolvere alla causa.
E’ cresciuta forte fra i giovani che rifiutavano il mito che vorrebbe descrivere la loro generazione come una generazione apatica e che hanno lasciato le loro famiglie per lavori che offrono pochi soldi e ancora meno riposo.
E’ cresciuta forte grazie agli anziani, che hanno affrontato il freddo pungente e il caldo assoluto per bussare alle porte di perfetti sconosciuti e grazie ai milioni di Americani che hanno contribuito come volontari e hanno organizzato tutto dimostrando che oltre 200 anni dopo la nostra fondazione un governo che nasce e cresce dal popolo non e’ un’illusione irrealizzabile.
Questa e’ la vostra vittoria!
So che non lo avete fatto solo per vincere un’elezione e so che non l’avete fatto per me.
Lo avete fatto perche’ avete compreso l’enormita’ della prova che ci troviamo ad ffrontare.
Anche se siamo qui a festeggiare, oggi, conosciamo gia’ le sfide che si presenteranno domani e sappiamo che sono le piu’ importanti della nostra vita.
Due guerre, un pianeta in crisi, la peggior crisi finanziaria del secolo.
Anche se siamo qui a festeggiare, oggi, sappiamo che ci sono americani coraggiosi che si stanno svegliando, adesso, nel deserto dell’Iraq, nelle montagne dell’Afghanistan e rischiano la loro vita per noi.
Le madri e i padri che, una volta messi a letto i bambini, si raccapezzano per capire come fare a pagare il mutuo, o le spese mediche., o per risparmiare abbastanza per garantire l’educazione ai loro figli.
Bisogna reperire nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole.
La strada di fronte a noi e’ lunga e ripida, potremmo non raggiungere l’obiettivo in un anno o forse nemmeno in un mandato ma, America, non sono mai stato tanto speranzoso come oggi.
Vi prometto che noi come popolo, ce la faremo.
Ci saranno ostacoli, ci saranno false partenze e molti potranno non concordare con molte delle decisioni che prendero’ da Presidente, e sappiamo che il Governo non puo’ risolvere ogni problema ma saro’ sempre onesto con voi sulle sfide che affronteremo.
Vi ascoltero’, specialmente quando non saremo d’accordo e vi chiedero’ di unirvi a me nell’opera di ricostruzione di questa nazione nell’unico modo in cui e’ stato fatto da 220 anni a questa parte: quartiere per quartiere, mattone per mattone.
Cio’ che e’ iniziato 21 mesi fa nel pieno dell’nverno non puo’ finire in questa sera d’autunno.
Questa vittoria da sola non rappresenta il cambiamento di cui abbiamo bisogno, e’ solo la possibilita’ che abbiamo per creare quel cambiamento ma cio’ non avverra’ se torneremo indietro allo stato in cui erano prima le cose. Non puo’ avvenire senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, senza un nuovo spirito di sacrificio.
Costruiamo quindi un nuovo spirito fatto di patriottismo, di responsabilita’ in cui ognuno di noi risolve un piccolo tassello del problema e lavora duro, e non si preoccupa solo di se stesso ma anche degli altri.
Indirizziamo questo nuovo spirito ai responsabili di questa crisi finanziaria affinche’ sia chiaro che non possiamo avere una strada (Wall Street) che si gonfia mentre la strada principale della citta’ muore (nel senso di centro del commercio, NdS).
In questo paese noi cadiamo e ci rialziamo come una sola nazione, come un unico popolo.
Dobbiamo resistere alla tentazione di cadere di nuovo sui vecchi passi sbagliati, sull’immaturita’ che ha avvelenato la nostra politica per cosi’ tanti anni.
Dobbiamo ricordare che fu un uomo di questo Stato che per primo isso’ la bandiera del Partito Repubblicano sulla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della liberta’ individuale, dell’autonomia e dell’unita’ nazionale. Valori che noi tutti condividiamo e sebbene il Partito Democratico abbia ottenuto una grande vittoria oggi noi ci presentiamo con umilta’ e con la volonta’ di ricucire le divisioni che hanno rallentato il nostro progresso.
Lincoln disse ad una nazione molto piu’ divisa della nostra:
“Non siamo nemici ma amici. La passione che ci anima non potra’ spezzare l’affetto che ci unisce.”
A tutti gli Americani che non mi hanno supportato dico che potro’ non aver avuto il vostro voto oggi ma ascoltero’ le vostre voci. Ho bisogno del vostro aiuto e saro’ anche il vostro Presidente.
A tutti coloro che ci guardano stanotte dall’estero, da Parlamenti e Palazzi stranieri, a tutti coloro che ci ascoltano per radio da qualche sperduto angolo del mondo io dico che le nostre storie sono diverse ma il nostro destino e’ uno e una nuova alba nella leadership Americana sta sorgendo.
A coloro che vogliono distruggere il mondo dico che li sconfiggeremo. A coloro che cercano la pace e la sicurezza dico che li aiuteremo. E a tutti coloro che si chiedono se la fiamma dell’America brucia ancora io rispondo che la forza di questa nazione non arriva dal livello della nostra potenza o della nsotra sanita’ ma arriva dal potere dei nostri ideali.
Democrazia, liberta’, opportunita’ e un’instancabile speranza.
La vera genialita’ dell’America sta nella capacita’ che ha di cambiare.
La nostra unione puo’ essere perfezionata e cio’ che abbiamo gia’ ottenuto ci da’ forza e speranza per cio’ che dobbiamo e possiamo ottenere domani.
Quest’elezione ha tanti record e molte storie in merito verrano raccontate alle prossime generazioni.
Cio’ che e’ nella mia mente oggi e’ una donna che ha votato ad Atlanta. E’ simile ai tanti che hanno atteso in fila per far sentire la propria voce eccetto per una cosa: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.
E’ nata una sola generazione dopo la schiavitu’, in un tempo in cui non c’erano auto per le strade ne’ aerei nei cieli, in un tempo in cui una persona come lei non poteva votare per ben due ragioni: perche’ e’ una donna e per via del colore della sua pelle.
Stanotte penso a tutto cio’ che lei ha visto durante questo secolo Americano. I giorni difficili e la speranza, la fatica e il progresso, i tempi in cui ci veniva detto “Non potete” (You can’t) e il tempo in cui una parte dell’America rispose “Possiamo” (Yes, We can).
In un tempo in cui la voce delle donne era zittita e le loro speranze ignorate, lei ha vissuto abbastanza per vedere le donne alzarsi e reclamare i loro diritti, fino a raggiungere le urne e dire “Noi possiamo”.
Quando c’era sconforto e la depressione si spandeva nella nazione, lei ha visto l’America rialzarsi sulle proprie gambe con nuovi obiettivi, nuovo lavoro, un nuovo senso di intento comune. “Noi possiamo”
Quando le bombe sono cadute sui nostri porti e il terrore ci ha attanagliati lei era li ad osservare una generazione cresciuta per salvare la democrazia. “Noi possiamo”
Era li durante le rivolte di Montgomery, gli scontri di Birmingham, le impiccagioni di Selma e era li di fronte ad un pastore di Atlanta che disse <> (noi ce la faremo). “Noi possiamo”
Un uomo e’ arrivato sulla luna, un muro e’ caduto a Berlino, un mondo intero e’ stato avvicinato dalla scienza e dall’immaginazione e quest’anno, in queste elezioni, lei ha avvicinato il dito ad uno schermo e ha votato. Perche’ dopo 106 anni in America, attraverso i tempi belli e i momenti peggiori, sa come l’America puo’ cambiare.
Yes we can.
America, siamo arrivati molto lontano, abbiamo visto cosi’ tanto, ma c’e’ molto altro ancora da fare.
Quindi stanotte chiediamoci:
Se i nostri figli vivranno fino a vedere il nuovo secolo, se le mie figlie saranno cosi’ fortunate da poter vivere quanto Ann Nixon Cooper, quali cambiamenti vedranno? Quali progressi avremo compiuto?
Questa e’ la nostra occasione per dare delle risposte. Questo e’ il nostro momento. Questo e’ il nostro tempo.
E’ il momento di riportare la nostra gente al lavoro, di creare opportunita’ per i nostri figli. Il momento di ricreare la prosperita’ e di promuovere la causa della pace. Per ricreare il sogno americano e riconfermare la verita’ che tutti insieme siamo una cosa sola, che respiriamo e speriamo e che risponderemo a coloro che con cinismo e dubbio ci dicono che non ce la faremo con un unica voce che racchiude lo spirito del nostro popolo:
YES WE CAN.
Grazie, che Dio vi benedica e che benedica gli Stati Uniti d’America.
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Alfonso
Le elezioni vinte da Obama, sono l’avverarsi della profezia scritta da Marx 160 anni fa: “gli oppressi diventeranno dominanti” o cosi’ sembra e ben venga. Siamo tutti in attesa del 20 gennaio 2009, quando iniziera’, praticamente il suo mandato, sia per la nostra economia e sia per vedere cosa fara’ quest’uomo, finanziato dagli americani stessi con una offerta media di 100 dollari, a differenza del suo predecessore che fu finanziato dalle multinazionali e poi corrotto da esse (vedi Sicko).
In Italia, stiamo assistendo alla legittimazione di squadristi destrorsi che attaccano la parte avversaria, senza che nessuno pubblichi i fatti. Movimenti militanti cattolici che affiggono striscioni antisemiti e si coprono dietro al nome del primo socialista della storia: Gesu’ Cristo. A questo punto, anche se non sono associazionista/socialista, devo affermare la necessita’, della costruzione di un movimento antifascista (fascista inteso come concetto di non egualitarismo e contro il pluralismo) che veda tutti gli italiani uniti, e per la difesa pratica dagli attacchi e per una identita’ utile per combattere l’uragano Silvio. Movimento che dovra’ servire piu’ per dare ordini alla propria parte che per contestare la parte opposta.
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Se non avete mai trovato una cosa che sia talmente cara e preziosa per cui dareste in cambio la vita, non siete adatti alla vita. Potreste avere trentotto anni, come si da’ il caso che ne abbia io, e un giorno vi trovate di fronte una grande occasione, che vi sollecita a schierarvi a favore di qualche grande principio, di una grande questione, di una grande causa. E voi vi rifiutate di farlo perche’ avete paura. Vi rifiutate di farlo perche’ volete vivere piu’ a lungo. Avete paura di perdere l’impiego, oppure avete paura di essere criticati o di perdere la popolarita’, o avete paura che qualcuno vi pugnalera’ o vi sparera’ addosso o vi fara’ saltare la casa. E quindi rifiutate di prendere posizione. Ebbene, puo’ darsi che continuiate a vivere fino a novant’ani, ma a trentotto siete gia’ morti quanto lo sarete a novant’anni. E nella vostra vita l’arresto del respiro non sara’ che l’annuncio tardivo di una morte dello spirito che e’ gia’ avvenuta. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della verita’. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della giustizia…”

Martin Luther King, sermone pronunciato nella chiesa di Ebenezer il 5 novembre 1967
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Mariapia
Ciao Vi,
risento dell’evente di ieri, il tuo Masada su Obama mi tira verso l’alto, l’Italia pero’ mi fa sempre male al cuore.
Questo nostro governo, con un capo che ci siamo eletti (che risulta essere un despota, un tiranno con la testa di un caporale e con tale testa risultano i suoi elettori) e tutti i suoi kapo, dimostra come negli anni che vanno dai primi anni ‘70 del secolo scorso ad oggi, la politica di sinistra in Italia non e’ stata di sinistra. E quindi e’ risultato insensato votare a sinistra, ma d’altro canto risulta folle e demenziale votare a destra.
Il nostro dubbio e’: preferisco morire di miseria e di mille altri affanni a destra o a sinistra?
Questa cosa di uomini ai vertici della sinistra che si lasciano comprare, corrompere, che rincorrono ricchezze ed onori trasformandosi in forze perverse, l’abbiamo gia’ lungamente sperimentata e mi rendo conto che quando si prende una cattiva deriva il cambiamento di rotta risulta difficile.
Tutti i paesi che scelsero la sinistra nel secolo scorso oggi sono i paesi piu’ “sinistrati”. dell’occidente.
Non e’ certamente l’ideale della “sinistra” ad essere sbagliato, come non e’ sbagliato il cristianesimo, ma sono gli umani a non essere adatti alle idee che producono e a tradurle quindi in progetti e attuazioni.
Forse noi italiani siamo particolarmente inadatti a realizzare le idee traducendole in fatti concreti : siamo fanfaroni, leggeri (e molto altro che preferisco non sottolineare), simpatici ma fanciulli….
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Il dubbio
Oggi, piu’ che mai in qualsiasi altra epoca storica, l’umanita’ si trova a un bivio. Una strada conduce alla disperazione piu’ assoluta; l’altra alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta.” (Woody Allen)
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Sanita’ – all’estero ne sanno sempre piu’ di noi su di noi
Moore – Berlusconi

Vi ricordate Poggiolini e De Lorenzo? Tra poco li rivedrete all’opera. Lo psiconano ha rimosso Nello Martini, capo dell’AIFA, l’agenzia autonoma che ha il compito di approvare i farmaci. Martini era troppo indipendente, troppo competente e, fatto imperdonabile, troppo onesto. I farmaci sono un prodotto e le case farmaceutiche vogliono mani libere sul mercato della salute. L’AIFA determina il prezzo dei farmaci in base alla loro efficacia. Ma in futuro non sara’ piu’ cosi’. I prezzi potranno essere decisi dai ministeri della Sanita’ e del Welfare in modo indipendente dai benefici. Dopo la stagione di “Mani Pulite” abbiamo la stagione di “Mani Libere”.
Enrica Giorgetti, moglie del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, e’ direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche. Nessun conflitto di interesse? La voglio proporre al posto di Martini. Se porcata deve essere, lo sia fino in fondo.

La prestigiosa rivista Nature e’ piu’ informata sull’Italia di noi. Di seguito riporto l’articolo: “Clean hands, please” tradotto dal sito Italiadallestero:
“Quindici anni fa al culmine di ‘Mani Pulite’, la polizia irruppe nell’abitazione di Duilio Poggiolini, il capo del comitato nazionale per la registrazione dei farmaci e trovo’ lingotti d’oro nascosti sotto il suo pavimento. Per molti italiani l’immagine di quei lingotti lucenti e’ ancora vivida, a simboleggiare in modo permanente i tempi in cui i funzionari del governo, compreso il Ministro della Sanita’, prendevano mazzette dalle industrie farmaceutiche per approvare farmaci e stabilirne i prezzi.
… oggi risulta preoccupante la scelta del governo Berlusconi di rimuovere Nello Martini, farmacista senza legami politici, dalla gestione dell’AIFA, l’agenzia autonoma creata nel 2004 per approvare i farmaci e monitorarne l’impiego. Martini e’ riuscito con successo a limitare l’incremento della spesa farmaceutica al 13% dell’intero budget della spesa sanitaria, ma cosi’ facendo ha scatenato le ire dell’industria…
Martini e’ stato rimpiazzato a meta’ luglio dal microbiologo Guido Rasi, membro dell’amministrazione dell’AIFA e descritto dalla stampa italiana come vicino ad Alleanza Nazionale… In modo ancor piu’ preoccupante il governo, insediatosi a maggio, dichiara di voler ridurre i poteri dell’AIFA separando la determinazione del prezzo dei farmaci dalla valutazione tecnica sulla loro efficacia, restituendo il potere decisionale sui prezzi al Ministero della Sanita’ e del Welfare.
In un momento in cui tutte le Nazioni faticano per riuscire a pagare, con budget ridotti, i prezzi sempre piu’ alti dei farmaci di nuova generazione, questa scelta ha poco senso. Se l’Italia vuole effettuare un’efficace politica sui costi sanitari allora l’agenzia indipendente deve essere in grado di integrare tutte le informazioni tecniche con quelle economiche. Per di piu’ le connessioni tra i Ministeri della Sanita’ e del Welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette: per esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi e’ direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche.
Infatti il Governo Berlusconi ha gia’ manifestato l’inquietante tendenza di permettere a interessi industriali di estendere la loro influenza su agenzie dello Stato.. Il governo dovrebbe pensare due volte se e’ davvero il caso di riaprire la porta che e’ stata sbarrata dopo il caso Poggiolini.”
Da Nature del 7 agosto 2008

.beppegrillo.it/2008/09/le_mani_sulla_salute/index.html
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Elettori di Berlusconi
dove siete? Non vi vergognate? Possibile che ancora non capite? Che cosa deve succedere, vi vengano a rubare in casa o vi uccidano un parente?
giancarlo b
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Marco Travaglio
Quelli che l’avevano detto

Il primo a sbilanciarsi, il 7 marzo, fu Gianfranco Fini: “Gli Stati Uniti non sono ancora pronti per un presidente nero”. Ma il momento decisivo per le sorti delle elezioni americane fu la discesa in campo di Giuliano Ferrara, stregato da Mc Cain, ma soprattutto da Sarah Palin: “L’abbiamo scoperta noi”, gongolava il Platinette Barbuto, noto esperto in fiaschi, esaltando le virtu’ profetiche del suo talent scout addetto alle catastrofi, Christian Rocca, gia’ noto per aver annunciato il trionfo in Irak e per aver scoperto i neocon quando negli States non osavano piu’ mettere il naso fuori di casa. Ecco, quello fu il momento della svolta per Obama. Li’ fu chiaro a tutti che McCain era spacciato.

Per chi avesse ancora dei dubbi, provvidero a dissiparli gli interventi in extremis di due noti analisti padani, Roberto Castelli (“Mc Cain e’ una garanzia per la difesa della civilta’ cristiana sotto attacco dei musulmani”) e Roberto Cota (“John offre maggiore sicurezza contro l’Islam”), nonche’ del noto stratega Maurizio Gasparri (“Dovesse vincere Obama, prenderei le distanze della Casa Bianca”). Non che la palma delle previsioni sballate sia un’esclusiva italiana. Ancora il 2 novembre John Zogby, “il guru dei sondaggi”, comunicava che “Mc Cain e’ in rimonta e puo’ vincere, ormai ha superato Obama, 48 a 47%”. Ma i provincialotti italioti che scambiano le speranze per la realta’ e pensano di orientare dall’Italia il voto americano, non ci han fatto mancare proprio nulla. Soprattutto sugli house organ di Berlusconi, che solo un mese fa passeggiava mano nella mano con l’amico Bush, lo sguardo rapito, il cuore palpitante, ripetendogli che “sei stato un grande, presto ti verra’ riconosciuto, passerai alla Storia”, mentre persino George lo guardava scettico e persino McCain pregava il presidente piu’ impopolare del secolo di non farsi vedere dalle sue parti.

Sull’immancabile sconfitta di Obama, il Giornale ha dato il meglio di se’. Mauro della Porta Raffo, il “gran pignolo” che fa le pulci ai giornali e ci azzecca sempre, ma con gli oracoli un po’ meno, non aveva dubbi: “Adesso vi dico: John Mc Cain il prossimo 4 novembre vincera’”. E Paolo Granzotto, entusiasta: “Resto anch’io dell’opinione che il vecchio eroe sbaragliera’ il giovane vagheggino… Sarah Palin trascinera’ Mc Cain alla vittoria”, anche per via della “veltronizzazione della campagna del damerino Obama: e con Veltroni, si sa, si va dritti alla sconfitta”. Insomma, “Mc Cain gli fara’ la festa”. Mario Giordano, rabdomante dal fiuto infallibile, produceva titoli del tipo: “Ecco perche’ la strana coppia Mc Cain-Palin puo’ arrivare alla Casa Bianca”. E rimbeccava i lettori rassegnati alla vittoria di Obama: “Ma lei e’ cosi’ sicuro che vincera’ Obama? Io ho qualche dubbio”. Immediatamente avvertito a Chicago, Barak faceva i debiti scongiuri. Anche perche’, ad allarmarlo vieppiu’, c’erano gli editoriali di Maria Giovanna Maglie, che ha con i dati elettorali lo stesso rapporto elastico dimostrato con le note spese alla Rai. La generalessa, che scrive con l’elmetto e il colpo in canna, non ci poteva proprio credere che gli americani votassero per quell’”estremista inesperto e poco capace”, “contrario infantilmente alle centrali nucleari”, uno che “ritirerebbe incoscientemente le truppe dall’Irak”, che “rappresenta solo una fetta minoritaria di radicali”, per giunta negro, tant’e’ che “gli elettori democratici sono i primi a dubitarne”, ma “dubitano pure gli indecisi, gli indipendenti, i fan di Hillary”. Mentre “Old John” (cosi’ lei chiama McCain, nell’intimita’) “parla da Presidente”, “puo’ vincere le elezioni perche’ e’ un candidato credibile” e poi “ha trovato un vice ideale in Sarah Palin, la donna tutta valori, determinazione e capacita’ oratoria”, ma soprattutto “e’ pronto a costruire 45 centrali nucleari e aumenterebbe le truppe in Irak”, dunque “io dico che ce la fa”, “nonostante il can can dei media nazionali e internazionali”, tutti in mano al Comintern. Se invece “dovesse farcela Obama, sara’ una vittoria di misura” (infatti avra’ la maggioranza parlamentare piu’ ampia dalla notte dei tempi). La Maria Giovanna lo vedeva gia’ alla Casa Bianca, l’amato Old John: “Da presidente ridurra’ il potere di Washington e, da vero patriota, difendera’ la sicurezza degli Usa”. Pazienza, la difendera’ da casa. Ma, nei momenti di sconforto, potra’ sempre consolarsi con qualche visita di Maria Giovanna Maglie.

Anche il Foglio ci ha lasciato pagine indimenticabili, tutte sull’inevitabile disfatta del nero Barak. Il Platinette, dall’America, ispirava titoli tambureggianti: “Ed e’ subito Sarah”, “Vi fareste governare da Obama?”, “Perche’ l’idraulico Joe e’ il miglior alleato del soldato Mc Cain”. Sotto, le meglio firme del bigoncio si esercitavano nell’arte dell’oracolo.

Marina Valensise, altra neocon de noantri, credendo di farle un complimento, scriveva che “la Palin somiglia alla nostra Gelmini: una tigressa dura, determinata, sicura di se’, temprata dal gelo polare, travolgente come un animale selvaggio… una mamma che si batte contro un parolaio idealista”. Stefano Pistolini la definiva “l’ultima arrivata, forse la predestinata”. Infatti, e’ stata la palla al piede del povero McCain. Ma Christian Rocca, lo scopritore: “La Palin e’ un Obama al quadrato”, donna dall’”appeal a tratti profetico e messianico”, un incrocio fra “Bob Dylan e Erin Brockovich”, come pure il suo presunto gemello Barak, insomma “pare lei la candidata presidente e Mc Cain il suo vice”. E Obama: per l’esperto Rocca, “il candidato perfetto per una serie televisiva”, “elitario, intellettuale, troppo di sinistra e incapace di connettersi con il paese”, una “bolla che potrebbe sgonfiarsi rapidamente” visto che “da mesi viene rifiutato stato dopo stato, primaria dopo primaria, dalla working class del suo stesso partito, dai poveri, dagli ispanici, dai cattolici, dagli anziani, dalle donne, dagli ebrei e da qualsiasi categoria sociale e razziale a cui non appartengano afroamericani, studenti, intellettuali, miliardari, divi di Hollywood e fighetti”. E queste – si badi bene – “non sono opinioni”. Tie’. Resta da capire chi diavolo abbia votato per Obama. All’insaputa di Rocca fra l’altro.

http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
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Manuela Bellandi
IL DATO IMPORTANTE SULLE ELEZIONI AMERICANE: LA RETE

La prima campagna dell’era YouTube
Come ha scritto fra gli altri Adam Nagourney sul New York Times, questa e’ stata la prima campagna elettorale nel’era internet, e la rete “ha fondamentalmente stravolto il modo in cui le campagne presidenziali si sono sempre combattute” negli Stati Uniti.
Questa corsa verso la Casa Bianca “ha riscritto le regole”, ha cambiato “il modo di raggiungere gli elettori, di raccogliere fondi, di organizzare i supporters dei candidati, di gestire le notizie diffuse dai media, di analizzare e cercare d’influenzare l’opinione pubblica”.
Lo staff di Obama e’ riuscito nell’impresa di avvicinare al voto, soprattutto grazie alla rete, un nuovo bacino elettorale fatto di giovani, afroamericani e ispanici. Un cambiamento epocale che “avra’ ramificazioni durature riguardo a come i partiti agiranno d’ora in poi per costituire coalizioni solide”. Il New York Times riporta le parole di Mark McKinnon, senior adviser delle campagne elettorali di Bush nel 2000 e nel 2004. “Credo che queste elezioni saranno oggetto di studio per gli anni a venire”. Secondo Nagourney repubblicani e democratici concordano sul fatto che un tale stato di cose sia “in larghissima misura un risultato del modo in cui la campagna di Obama ha cercato di comprendere e sfruttare le potenzialita’ di internet e di altre nuove forme di comunicazione per organizzare i propri supporters e per far giungere il proprio messaggio a quegli elettori che non fanno piu’ primario riferimento all’informazione fornita dai giornali e dalla televisione”.
Tra i “nuovi media” che di fatto la campagna democratica e’ riuscita a sfruttare proficuamente Nagourney cita YouTube, “una realta’ che nel 2004 non esisteva, e gli sms inviati ieri ai cellulari dei supporters per ricordar loro di andare a votare”. “Sono pronta a dichiarare un vincitore di queste presidenziali USA.

Spaceboy

Prima di oggi, almeno, potevamo difenderci guardando l’America con disprezzo. Adesso non ci resta che la nostra italietta.
I nostri leader politici che scopiazzano gli slognan altrui, scimmiottando senz’anima “si puo’ fare” . (Prendervi per il culo? Si puo’ fare!)
Abbiamo gerontocrati imbottiti di viagra che assumono ministre scegliendole da book fotografici. Il copione sembra scritto da un Boccaccio redivivo…
Incapaci, bassi, corrotti, ignoranti.
Mi chiedo se avremo mai in Italia qualcuno capace di farci sognare come Obama ha fatto sognare l’America.
Mi chiedo onestamente se ci meritiamo davvero questi politici di professione disperatamente aggrappati alle poltrone come vampiri alla giugulare.
Noi ci meritiamo di piu’
Noi ci meritiamo di piu’
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Guendalina
Gandhi ha detto: Sii il cambiamento che vorresti nel mondo.
E’ in questo che dobbiamo credere.
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“Ai margini del vostro mercato”

“Ultimi” scrive:
Non siamo violenti, anche se conosciamo la violenza del vostro denaro, quello che usate per comprare ogni cosa. Noi non amiamo la proprieta’ privata se non in quanto svolge una funzione sociale, e vediamo la pura avidita’ con cui accumulate e recintate case e palazzi e citta’. Non siamo razzisti, e vediamo le vostre distinzioni tra bianchi e neri, ricchi e poveri, regolari ed irregolari, sudditi e clandestini. Noi non vi combattiamo con la violenza che legittima la vostra reazione, noi non vi combattiamo con la superficialita’ e l’ opportunismo che legittimano il vostro nepotismo.
Noi cerchiamo di costruire ogni giorno, nelle piccole cose quotidiane, un mondo che si allontana dalla vostra prigione, dove gli esseri umani nella loro semplicita’ sono autentici, dove l’uguaglianza significa uguaglianza, dove la solidarieta’ significa solidarieta’, dove la dignita’ significa dignita’. Queste parole sono un sentiero su cui cammina la gente piccola, quella che vive ai margini del vostro mercato. Ci perdonerete se non amiamo la vostra violenza, ci perdonerete se non amiamo i vostri soldi, la vostra arroganza, la vostra competizione truccata.
Non siamo eroi, non siamo niente, il fatto e’ che semplicemente il vostro mondo vuoto ci fa schifo.
..
Neruda
“La primavera e’ inevitabile”
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Viviana

E ora ?… Non ce la faccio piu’ a sopportare la volgarita’ di Berlusconi, l’idozia di Gasparri, la protervia di Sacconi, la spudoratezza della Carfagna, l’ipocrisia di Alfano…
Ma cosa ci e’ successo?
Passato il momento di euforia per Obama,
la sciaguratezza della situazione attuale mi e’ tornata a pesare sulla testa come una tonnellata di piombo
Gli americani oggi esultano e sperano in un futuro migliore
E noi?
Domani Berlusconi presentera’ il secondo decreto Gelmini contro l’universita’ italiana come se nulla fosse successo, i leghisti proporranno di chiudere il pronto soccorso agli extracomunitari, Gelli o qualche altro zozzone verranno in televisione a prenderci per il culo.. e l’incubo riprendera’ peggio di prima.
Le rivoluzioni non si fanno quando le cose vanno male, ma quando si intravede un futuro segno di speranza per qualcuno ma la speranza e’ chiusa a tutti gli altri.
No, non possiamo continuare cosi’.
L’esasperazione non puo’ crescere all’infinito.
Non si puo’ all’infinito tirare la corda che strozza il collo del popolo.
Alla fine qualcosa esplodero’ perche’ ha il diritto di esplodere e dopo saranno cavoli amari per tutti.
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La Finocchiaro attacca l’infelicissima frase dell’idiota Gasparri “Al Qadea sara’ contenta” e gli chiede di ritrattarla, preoccupata che tale frase possa minare i rapporti fra Italia e Stati Uniti.
Gasparri le risponde che lei non non ha il diritto di fare da nuovo portavoce di Orbama.
Vetroni dice che se Berlusconi pensa di passare di colpo per uno pro-Obama “e’ grottesco”. Ricorda che «Berlusconi e’ stato l’unico a definire Bush il piu’ grande statista del millennio, una cosa che non riesce a pensarla nemmeno Bush stesso”
Poi un augurio: «Se il vento gira in America poi gira anche da questa parte. Questa notte ce la ricorderemo per tutta la vita. L’America ha fatto una scelta di coraggio ed e’ una buona notizia per il Mondo intero. La vittoria di Obama e’ la vittoria della speranza. E noi siamo figli di questa cultura e non della cultura della paura»
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Cacciari: “Che nessuno sia cosi’ patetico da appropriarsi della vittoria di Obama. Spero che alcuni esponenti del nostro governo abbiano quel residuo senso del pudore di non dire che assomigliano a Barack. Ma neanche il Pd ha niente a che fare con Obama. Quando vedro’ il Pd rinnovarsi, non dico a livello di presidenti, ma di consiglieri comunali, con qualche quarantenne in piu’, allora ne parleremo. Per quanta stima e affetto io abbia per Veltroni, e’ comico metterlo accanto a un evento di questa portata epocale. E sarebbe vergognoso se il tentativo di dire assomigliamo a Obama venisse da chi fino a ieri diceva di essere amico di Bush»
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Franco Giordano: «La netta vittoria di Obama e’ una splendida notizia che sigla la fine di un lungo e cupo ciclo politico, negli Usa, nel mondo e in Italia. E’ arrivato al capolinea il neoliberismo selvaggio imposto all’inizio degli anni ‘80 dall’amministrazione Reagan. La vittoria di Obama e’ la promessa diun nuovo New Deal, di una nuova politica economica finalmente attenta anche agli interessi e alle necessita’ delle fasce piu’ svantaggiate e povere del popolo americano».
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C’e’ nero e nero
Obama, e noi

Leonardo Coen
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Appunto. Obama, e noi. Loro, gli americani, possono sempre sperare. L’hanno votato per quello che rappresenta, e sperano che faccia di conseguenza. Ho trascorso qualche giorno in Italia. Noi avanziamo come i gamberi. Un passo avanti e due indietro. L’opposizione italiana e’ pallida, esangue: non seduce i giovani, li indispettisce. L’economia dei furbetti sta sbriciolando il Paese, e non sono affatto ottimista, sul futuro: perche’ i nostri opinionisti non vanno a parlare con la gente? Perche’ non pensano alla meta’ del Paese che arranca, al 13 per cento che e’ povero, al 30 per cento che ha paura di restare senza lavoro? C’e’ chi elogia Mussolini, dimenticando che il 14 luglio del 1930 venne pubblicato su un quotidiano di Roma un manifesto firmato da alcuni scienziati in cui si proclamava la necessita’ di un razzismo italiano e si definivivano gli ebrei come non appartenti alla razza italiana. La politica antisemita di Mussolini era necessaria per tenere il Paese in stato di mobilitazione permanente. Il metodo resiste: Berlusconi e soci ricattano l’Italia con la scusa delle “emergenze”: la monnezza napoletana, la camorra, l’immigrazione, la scuola, la politica energetica, Alitalia, la scuola, etc. Sino all’ultimo i tiggi’ mediaset e rai hanno cercato di non dare troppo peso ai sondaggi Usa che davano Obama in netto vantaggio su McCain, ricordo in particolare una corrispondenza da New York del Tg2 in cui ineffabilmente si affermava che se “certi” sondaggi mostravano il vantaggio di Obama, in realta’ i network che ne parlavano bene perdevano share, e in giro non e’ che fossero tutti schierati con il candidato democratico…le piccole miserie quotidiane di un giornalismo asservito, di un’opposizione moscia, incapace di rinnovarsi, di offrire volti nuovi, ecco, cosa delude i nostri ragazzi. Cioe’ il nostro futuro. Torno a Mosca: almeno li’ il regime e’ conclamato. E nessuno si illude piu’ di tanto.
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Vivo a New York.
ieri sera, da voi mattina, guardando la televisione abbiamo apperso la vittoria di Obama.siamo scesi in strada.
La citta’ era in festa, davanti all’universita’ in Washinton Square , ragazzi di ogni eta’ e di ogni etnia erano contenti, si abbracciavano e festeggiavano al grido di NO MORE BUSH.
La gente piangeva, pareva come quando noi si ha vinto il mondiale.
A Chicago, davanti ad un parco gremito di folla ancora piu’ emozionata di quella per le strade, Obama ha tenuto il suo discorso.
oggi e’ un gran giorno per l’America e io mi sento molto triste e invidioso guardando il mio paese.
un saluto
Davide Gianfelice
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Berlusconi, Gelli, Andreotti, Cossiga, Tronchetti Provera, Gasparri, Geronzi, Moggi, Bossi, Cuffaro, Riina..
L’America si rialza
Noi sprofondiamo
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Libero della Guerra
Intervista in diretta a Berlusconi dopo la vittoria di Obama (finta)

Giornalista: “Allora Presidente, come vede la vittoria di Obama?”
Berlusconi: “Era prevedibile. Sicuramente ha seguito i consigli che gli ho dato quando e’ venuto in Italia.”
G: “Mah… veramente Presidente, Obama si e’ fermato in Francia e Regno Unito, ma in Italia non e’ venuto.”
B: “Cribbio! Ecco la solita disinformazione della Sinistra. Io non ho mai detto che Obama e’ venuto in Italia.”
G: “Bene Presidente, passiamo ad un altro argomento. Cosa ne pensa delle dichiarazioni di Gasparri?”
B: “Il Ministro Gasparri, che ha avuto l’onore di dare il suo nome ad un ottima legge, dice cose sempre ragionate e sensate, ed io condivido in pieno le sue dichiarazioni.”
G: “Ma veramente Presidente, Gasparri e’ nella bufera per aver associato Obama ai terroristi di Al Qaeda.”
B: “Diamine! Si Contenga! Non mi metta in bocca parole che non ho detto. Io non approvo quello che ha detto Gasparri. A proposito cosa ha detto?”
G: “Lasciamo stare Presidente. Cosa ne pensa di un nero alla Casa Bianca?”
B: “Siamo solidali con gli USA per il problema dell’immigrazione clandestina. Chiedero’ al Ministro Calderoli di recarsi negli USA per offrire il nostro aiuto per arrestare e cacciare questo immigrato da questa Casa Bianca.”
G: “Ma Presidente… il nero e’ Obama e la Casa Bianca e’ la residenza Presidenziale.”
B: “Basta!!! Voi giornalisti appecoronati alla sinistra dite sempre falsita’ per screditare il governo con frasi ed azioni mai compiute. Si vergogni. Voi fate un USO CRIMINOSO della tv pubblica pagata col canone dei cittadini.”
G: “Ma Presidente… io sono Riotta, non mi riconosce???”
B: “Ecco, lei e’ un Eversivo Riottoso. Daro’ istruzioni dettagliate al Ministro dell’Interno su come usare la forza pubblica contro voi sinistri, ma io non l’ho mai detto.”
PUBBLICITA’
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Sentire i baroni geriatrici del governo che dicono che vogliono contrastare i baroni geriatrici delle universita’ e’ troppo comico.
Ma basterebbe mettere un limite invalicabile di 65 anni per entrambi e ce li leveremmo ugualmente dai coglioni
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http://www.masadaweb.org

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