Nuovo Masada

ottobre 30, 2008

MASADA n. 815. 30-10-2008. Un piano diabolico: la distruzione della scuola

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E ritorna la stessa sensazione di impotenza che ho avuto per molto tempo dopo essere stata a Genova, al G8. La polizia guarda, aspetta. Aspetta. Aspetta. Aspetta. Dopo che qualche infiltrato ha dato il via, i FASCISTI, quelli di sempre , protetti, hanno cominciato a fare piazza pulita. Allora mi chiedo quante volte ancora dovremmo vedere scene simili. Quante volte ancora la democrazia risultera’ essere una dittatura? Quante volte ancora dovremmo far parte di questo piano studiato a tavolino? Adesso e’ ora di cena. I manifestanti, gli studenti, i professori, i genitori stanchi e inumiditi magari stanno guardandosi a blob. Loro, i potenti, hanno avuto una giornata come tante. Ma che gli ha dato una piccola soddisfazione. Anche questo movimento che si stava e si sta formando tra studenti di tutta Italia sara’ stroncato. E la pelle d’oca e il senso d’impotenza ritorna. Come 7 anni fa…

Silvia Maiorani
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La distruzione della scuola, un piano diabolico
Viviana Vivarelli

Quella di Berlusconi e’ stata una grandissima puttanata.
Quando qualcuno ti vuole ingannare spezza l’inganno in 2 parti e mentre tu stai attento alla prima ti da’ una pugnalata con la seconda.
E’ come quando ti fanno firmare un documento scritto a caratteri grandi apparentemente positivi mentre il capestro e’ contenuto nelle note a pie’ pagina in lettere quasi illeggibili
Il volpone nonche’ delinquente Berlusconi ha acceso i riflettori sul decreto Gelmini (i cui argomenti sono veramente miseri e pochini) mentre iniziava il grande attacco fraudolento alla scuola pubblica. E la pugnalata, intanto, la dava all’Italia coi tagli della Finanziaria di Tremonti.

Non e’ la prima volta che Berlusconi o prepara una legge omnibus in cui caccia dentro di tutto o infila nella legge finanziaria gravi e pesantissime riforme, ricordate la legge Giovanardi-Fini sulla droga infilata nel finanziamento delle Olimpiadi di Torino? Un modo di fare che non e’ solo scorretto ma delinquenziale. E poi fa passare tutto con la fiducia, quella fiducia che dovrebbe essere tassativamente negata ai decreti, proprio perche’ i decreti sono atti anomali che il governo dovrebbe veramente prendere in casi di necessita’ e urgenza (come un’alluvione) e che invece con Berlusconi stanno diventando l’unica o quasi arma del governo, di un governo per di piu’ che non ne dovrebbe avere bisogno, vista la sua ampia maggioranza. Ma a Berlusconi gli emendamenti del parlamento rompono le scatole, preferisce la via breve del diktat dittatoriale o teme qual che colpo di coda perfino dei suoi e preferisce coartarli con la forza.
Cosi’, in modo subdolo, la grande manovra di distruzione della scuola italiana (leggi privatizzazione neoliberista e morte della scuola pubblica) si e’ sviluppato su 2 fronti: il decreto che apparentemente si occupava solo di voti in condotta e maestro unico (che poi misteriosamente e’ diventato,a parole, ‘prevalente’) e non mostrava gli 8 miliardi di tagli ne’ il totale stravolgimento del diritto alla scuola, e dall’altra parte la Finanziaria, votata in 9 minuti e mezzo, che la scuola italiana la uccideva senza pieta’ e di cui pero’ il volpone Berlusconi non parla mai quando fa la bianca verginella al tg e “finge di stupirsi” delle migliaia di persone in piazza dichiarando che ” sono state manipolate da una sx menzognera”. Il furbone sa benissimo che quello che sta facendo non si riduce ai voti numerici o ai libri di testo per 6 anni. E che la manovra di distruzione della scuola non sta solo nel decreto della Gelmini (altra finta innocentina) ma anche in quel documento che si guarda bene dal nominare e che si chiama “Atto del Governo sottoposto a voto parlamentare”, il quale prevede una riduzione del personale docente di 87.000 persone e del personale ATA di 44.500, e che in pratica da’ il via alla grande privatizzazione della scuola, quella che trasformera’ in fondazioni (enti privati) non solo le universita’ ma “tutte” le scuole italiane.

Di questa grandissima puttanata su due fronti: FINANZIARIA e DECRETO, la Gelmini e’ responsabile diretta in quanto Ministro, anche se i corrotti sono 4: lei, Berlusconi, Tremonti e Brunetta, ma lei ne prendera’ tutto il demerito di fronte alla storia, perche’ tutto cio’ che la Finanziaria tratta in materia di scuola e’ di sua competenza e stava a lei battersi per impedire lo scempio.
Ma se molti sono abbagliati dal trucco di un Berlusconi che parla solo di 5 in condotta o libri di testo (o del grembiulino che non compare da nessuna parte), per fortuna un milione e duecento mila persone della scuola (minorenni o maggiorenni), che tonti non sono, hanno capito benissimo dove si andava a parare, loro e le loro famiglie.
E se tutti questi milioni di cittadini italiani vedono il premier che fa la sceneggiata sulle bugie della sinistra, insieme ai media compiacenti, loro non cascano affatto nel trucco e le piazze mostrano chiaramente che qui si legge tutto, anche le noticine a pie’ pagina, anche le infamie della Finanziaria, e lo smantellamento della scuola pubblica e’ bello chiaro e Berlusconi non ci ciurla nel manico dicendo che si tratta solo di minuzie (variazioni minime, secondo la Gelmini). Distruggere una scuola non e’ una minuzia! Distruggere un valore democratico, un diritto di tutti (anche dei ricchi, se mi permettete) e’ un atto gravissimo! Qui si sta dicendo che si trasformeranno in fondazioni le universita’, ma la Gelmini si e’ gia’ allargata a trasformare in fondazioni ‘tutte’ le scuole esistenti!
Perche’, se le scuole diventano enti privati, chi ci manda i figli dovra’ pagare rette altissime, come avviene in USA (dove per un anno di universita’ si pagano in media 50.000 $) e i non ricchissimi se lo sogneranno di mandare il figlio all’universita’, ma anche alle superiori, ma anche alle elementari, perche’ la scuola “buona” diventera’ un lusso per i piu’ ricchi e sopravvivera’ (come in USA) solo un mozzicone di scuola pubblica di base senza fondi che sembrera’ piu’ un parcheggio del Bronx che un istituto formativo e da cui si uscira’ senza saper nemmeno leggere, scrivere o far di conto (esattamente come in USA dove peraltro il 50% degli universitari ha borse di studio che qui non esistono).

Proprio bellino oggi Cossiga al Senato che godeva come un sadico e si divertiva come il gatto col topo, dalla sua sacra impunita’, mentre dettava la lezione al grande allievo, la grande lezione fascista che non muore mai (mentre i cloni-bestia della dx ridevano e applaudivano). La lectio magistralis era sempre la solita:

1° fare lo gnorri e fingere che stiamo parlando d’altro (“Ho letto il decreto – diceva il logorroico, fingendo di cadere dalle nuvole – ma nemmeno parlava dell’universita’, ma contro cosa stanno protestando queste piazze?” Cosi’ da far parere che un paese intero si stesse ribellando come uno scemo contro piccoli atti legislativi insignificanti, cosi’, solo per far casino).

2° infiltrare i disturbatori (e li abbiamo visti quei 30 fascisti di Blocco Studentesco armati di spranghe di ferro arrivare indisturbati col loro bel camioncino bianco, con la polizia che faceva lo gnorri anche lei, come gia’ aveva fatto a Genova coi black bloch, e aspettava che il pestaggio andasse bene avanti per intervenire e che i manifestanti raccogliessero la provocazione e si ribellassero.

3° insistere con le azioni di disturbo fino a produrre una bella guerra urbana e a quel punto far intervenire la polizia con le armi, per ripristinare l’ordine, si intende, e se ci scappa il morto e’ meglio, e poi si dira’ che erano tutti facinorosi della sx venuti li’ solo a fare vandalismi e pestaggi (della sx!! Ma lo sentite Mantovano, l’altro fascista, come era pronto a provocare!)
Ma il bel servizio dei furboni, il pestaggio durato mezz’ora a Piazza Navona, con quelli con le spranghe di ferro contro i manifestati disarmati, finisce con quella ragazza che grida:
“Ecco, abbiamo fatto tutto al di fuori di tutti i partiti, per il bene di tutti, e ora tutti i giornali vedranno solo questo e diranno solo che c’e’ stato uno scontro tra fascisti e comunisti. E questi, fascisti e comunisti, per difendere i loro begli ideali, hanno mandato tutti a puttana, tutto quello che avevamo fatto! Ma vaffanculo tutti!”

Ma, si obietta, le universita’ USA sono rinomate come le migliori del mondo. I nostri fisici o chimici o matematici farebbero un voto alla Madonna pur di andare a far ricerca in una universita’ americana..
Prima di tutto, nei tempi passati nelle universita’ americane il dollaro abbondava (e non e’ che ci arrivassero con studi di base migliori dei nostri, che’ anzi era proprio il contrario, qualunque italiano abbia lavorato o studiato in USA lo puo’ dire se i loro titoli di studio equivalgono ai nostri, e gli americani sono sempre stati ben lieti di assumere ricercatori preparati in Italia, dai tempi di Fermi) e persino adesso in tempi di crisi Obama promette di aumentare le sovvenzioni alla scuola di 14 miliardi di dollari..Noi facciamo tagli per 8! E la Gelmini ha anche la faccia di parlare di scuola-Obama!
Poi.. gli USA la ricerca l’hanno sempre curata (noi no, ce la siamo messa sotto le scarpe grazie ai quei somari al governo da sempre), loro sono sempre andati a caccia di brevetti perche’ anche cosi’ si domina il mondo, noi un Rubbia lo abbiamo licenziato per sostituirlo con un elettricista non laureato della Lega, e gli USA hanno sempre avuto sponsor privati della ricerca e della scuola (noi no, abbiamo solo distruttori e feudatari).
Ma ce li vedi la Marcegaglia o Berlusconi o Impregilo o Matarrese che finanziano la ricerca o la scuola o che danno borse di studio al 50% degli universitari meritevoli come avviene in USA? Piuttosto finanziano una squadra di calcio o una squadra di veline, sono allergici alla cultura. ALLERGICI!
Dov’e’ che noi abbiamo mecenati del valore di un Bill Gates o dei due di Google? Gli imprenditori italiani sono piu’ pidocchiosi dello Stato e ciechi come talpe ed e’ da quel di’ che hanno dismesso ogni forma di ricerca! Tanto li campa lo stato di sovvenzioni o di tagli ai diritti dei lavoratori..
Lo Stato ha dato agli Agnelli in 30 anni 287 miliardi di vecchie lire. Che interesse avevano a finanziare la ricerca? Erano parassiti dalle vacche perpetuamente grasse. Se ne potevano infischiare della scuola italiana o della ricerca scientifica!
E dove sta poi il premio al merito in Italia? DOVE STA IL MERITO?
Hanno il coraggio di dire che 8 milioni di tagli e la privatizzazione della scuola premieranno il merito e distruggeranno le baronie! E come di grazia? Affidando a rettori e direttori la nomina diretta dei dipendenti? Senza quella pagliacciata dei concorsi, dei punti, dei titoli, degli obblighi di legge..? Voi pensate che in un sistema che si basa tutto e solo sul nepotismo e il clientelismo, eliminare quel po’ di controlli, di leggi, di graduatorie che c’e’ ora e rimettere tutto alla libera gestione dei privati, pensate che questo premierebbe il merito? Dovete essere marci per pensarlo! E non produrrebbe piuttosto dei piccoli feudi dove il nepotismo e il clientelismo di rettori o direttori sarebbero ancora piu’ grandi?
Quando si fanno confronti tra due Stati, si dovrebbe avere la compiacenza di ricordare che se tutto il contesto cambia, confrontare un particolare diventa assurdo.
Dove lo vedete in America, almeno nel business della ricerca, il nepotismo, la corruzione, il clientelismo, il feudalesimo partitico che esiste in Italia? Credete che un Rubbia in America lo avrebbero cacciato? Non pensate, invece, che lo avrebbero riempito d’oro, perche’ portasse avanti le sue ricerche sull’energia solare?
Perche’ ha dovuto costruire le sue centrali pulite a specchi in Spagna e in Cina? E da noi no? E’ questo il merito che si vuole premiare? E’ questo il merito o l’eccellenza di un partito come la Lega che vuole ‘regionalizzare’ le nomine, cosi’ che ogni regione si nomini quelli del proprio dialetto? E’ con queste coordinate mentali da sottosviluppati che riusciamo anche a cacciare dei leader internazionali della ricerca dalle universita’ trattandoli come extracomunitari.
Ma quali confronti volete fare nella situazione in cui siamo messi?
E questi difetti cronici sono quelli su cui poggia il potere di questi partiti, i quali manderanno a fondo l’Italia piuttosto che smettere di rendere un popolo servile e di gestire il lavoro come fosse un privilegio e non un diritto.

E quando ho parlato di nepotismo e clientelismo, esentando gli USA per la ricerca, non mi riferivo certo alla politica. Perche’ proprio l’America ci da’ l’esempio super di uno scimmione vestito da uomo come Bush figlio, alcoolizzato, fanatico e stupido, che diventa presidente dello stato piu’ arrogante del mondo in virtu’ delle spinte date da suo padre Bush Senior, che ha imbrogliato i voti e si e’ fatto aggiudicare la nomina da quei giudici federali che egli stesso aveva fatto eleggere! Piu’ nepotismo di cosi’!
Ma almeno quando si deve nominare un primario di cardiochirugia in America nominano il piu’ bravo. Noi: il piu’ raccomandato politicamente! E’ questa la nostra sciagura! E domani sara’ pure quello piu’ ricco! Perche’ il povero non ci arrivera’ mai a diventare nemmeno medico della mutua, continuando cosi’!
E la Lega scegliera’ piuttosto un cafone padano che un genio della cardiochirurgia calabrese, per farsi operare al cuore, che pero’ parla bergamasco, sai che eccellenza!

Un gigantesco piano di privatizzazione della scuola! Ecco cosa sono l’orrenda Finanziaria di Tremonti e il decretino della Gelmini!
E perche’ si parte proprio dalla scuola primaria? Perche’ qui le scuole sono tante. Perche’ qui lo Stato ha finora investito un enorme capitale che si vuole riprendere. Perche’, se si vuole tagliare le gambe al popolo, si comincia col dargli una pessima scuola di base, come avviene nel Bronx, cosi’ sara’ spiantato in partenza. Un anno di meno per la scuola dell’obbligo, due ore di meno per l’orario di classe, un anno di meno per arrivare al diploma. Il popolo deve abituarsi a restare suddito. Se la scuola di base e’ corta e pessima il povero non imparera’ a parlare, non imparera’ a capire, non riuscira’ mai a difendersi, restera’ per sempre somaro, un somaro che puo’ solo portare una soma, mai un uomo libero.
E non saranno certo 8 miliardi di tagli e la perdita di 87.000 docenti a rendere migliore la scuola primaria, come la Gelmini puntigliosamente pretende.
E non sara’ certamente il 5 in condotta o i voti numerici a diminuire la criminalita’ e il pericolo sociale. Le disagiate e fatiscenti scuole del Bronx, scuole per neri o per bianchi poveri, lo dimostrano benissimo. Le disadattate scuole delle banlieux francesi lo provano benissimo che dove non c’e’ cultura, investimento e civilta’; dove il disagio sociale aumenta, aumenta la criminalita’, oppure, come nelle scuole austriache, aumenta l’estremismo di destra, che e’ un’altra forma di disadattamento sociale e culturale.
Non c’e’ certo da gioire a fare confronti con altre scuole europee. La nostra scuola primaria era la prima in Europa. Questi cafoni la vogliono distruggere!

Qualcuno, meno idiota degli altri, si e’ reso conto benissimo che il problema e’ la Finanziaria di Tremonti e non solo il decretino della Gelmini. E allora, sentendo parlare di referendum, trema di fronte alla potenziale forza d’urto di milioni di italiani, operatori della scuola e parenti vari, e si affretta a dire che contro la Finanziaria un referendum non si puo’ fare, perche’ la Costituzione vieta referendum contro leggi finanziarie. Allora coerenza vorrebbe che nella legge Finanziaria non si infilassero delicatissime riforme sociali. Ma la Bindi e’ furente e dice che una forma si trovera’, oh se si trovera’! Tutto pur di non farla passare liscia, perche’ questa e’ troppo grossa!
Ma il massimo dell’impudenza e’ che siamo in piena crisi mondiale di quel liberismo che la banda dei 4 vuole imporre a ogni costo! E il grottesco e’ che quello spocchioso Tremonti ha appena pubblicato un libro “La paura e la speranza”, in cui finge di voltare gabbana ideologica, sembra quasi uno diventato no global sulla via di Damasco, finge di avversare proprio quel mercatismo che ora vuole imporre alla scuola italiana, farne una merce che si deve comprare e vendere e non piu’ un diritto dei cittadini, un diritto di democrazia!
Ma si puo’ essere piu’ serpentini di cosi’?
E questo piano diabolico di mercatismo della scuola e di affossamento di un intero paese viene imposto con un decreto di necessita’ e urgenza, senza sentire il parere di nessuno, usando, come fosse una invalida mentale, una trentacinquenne senza esperienza, e viene fatto votare alla fiducia da un parlamento di zombi, senza che sia dato all’opposizione alcuna facolta’ di emendarlo democraticamente e anzi con lo sfotto’ di chi dice: “Non avete nemmeno proposte!” Pure lo sfotto’ ci fanno!

Ultima chicca:
Anche il Vaticano e’ arrabbiato.
Sembra che i tagli di Tremonti gli porteranno via 500 milioni alle scuole confessionali. sembra…
Vorrei che fosse proprio vero!
E che questi si tagliassero il ramo su cui sono appoggiati.
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Corto Maltese (bloggher)

BASTA CON QUESTA MENZOGNA DEL MAESTRO PREVALENTE
CHE CONTINUANO A PROPINARCI DAPPERTUTTO. MA QUALE INSEGNANTE DI INGLESE?
Nel piano programmatico attuativo al decreto c’e’ scritto che “nella scuola primaria va PRIVILEGIATA l’attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali”. Poi il piano recita che vi sono due opzioni organizzative: una a 27 ore e una 30 ed e’ solo per quest’ultima che si prevede il maestro prevalente, ma…”nei limiti dell’organico assegnato, integrabile con le risorse disponibili presso le scuole”. Dicitura che volutamente non garantisce nulla. Infatti le vere intenzioni del governo le si possono poi cogliere nella relazione tecnico-finanziaria di accompagnamento al piano programmatico dove si recita che solo il taglio “di 13.000 posti e’ dato dalla differenza tra l’attuale orario di lezioni nel tempo normale (30 ore) e quello previsto dal D. Lgs. N. 59/2004 e dal presente piano programmatico di 27 ore settimanali: nel primo anno la riduzione ammontera’ a 10.000 posti. Una ulteriore riduzione per assestamento del sistema si raggiungera’ nel secondo anno e riguardera’ ulteriori 4000 posti.” (notare l’incongruenza: 10000 + 4000 fa 14000 e non 13000). Dopo di che si fa riferimento alla possibilita’ di estendere ad un massimo di 10 ore l’orario settimanale compresa la mensa, senza specificare se tale estensione e’ da sommare alle 24 ore o alle 30 e, se pure in questo caso, l’opzione e’ vincolante alle risorse disponibili presso la scuola.
Inoltre uno dei capitoli sempre della relazione tecnico-finanziaria e’ titolato: “Graduale eliminazione dei posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria”, dove si afferma che “L’insegnamento della lingua inglese dovra’ essere affidato all’insegnante della classe ( il maestro unico per intenderci) opportunamente specializzato.” Il capitolo termina: “Si prevede di ridurre, nel triennio, 11.200 posti di specialista di lingua inglese.”
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Francesco Saverio Borrelli

Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della olontà’ generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, e’ dovere della collettivita’ resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave
Curzio Maltese da repubblica tv ha appena denunciato di aver visto con i propri occhi che la Polizia ha ignorato e quasi scortato un gruppo di Non studenti 30/40 enni armati di tutto punto che si dirigeva a Piazza Navona a suon di Mazzate e aggressioni contro il corteo di studenti. STANNO ATTUANDO IL PIANO PROPOSTO DA COSSIGA NEI GIORNI SCORSI
Il governo ha mandato le loro squadriglie di destra mascherate da studenti armati di manganelli (si’ proprio di manganelli) caschi e cinture per disperdere la pacifica manifestazione studentesca. Gli serviva un po’ di materiale da mandare in onda al TG5. Vergogna!
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La Gelmini ha avuto la faccia di chiamare scuola-Obama la fetenzia che ha permesso, vero stuoino del potere alla pari di Alfano. Obama promette 14 miliardi di dollari in piu’ per la scuola: “I nostri ragazzi e il nostro paese”, dice, “non possono permettersi altri 4 anni di trascuratezza e indifferenza. In questo momento decisivo della sua storia, l’America ha di fronte a se’ poche sfide cosi’ urgenti come la preparazione dei nostri figli a competere nel mondo dell’economia globale”.
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Chiudiamo i conservatori

Settanta Conservatori Musicali Statali in tutta Italia….troppi per la Barbie di ghiaccio Maria Stella Gelmini.
Le regioni Italiane sono 20, quindi una media di 3 conservatori per ogni regione ( in Toscana ad esempio ve n’e’ uno solo, a Firenze ) .
«Ci sono troppi conservatori musicali» da Giornale .it
”Settanta conservatori musicali in Italia sono troppi. E’ la convinzione espressa dal ministro per la Pubblica istruzione Mariastella Gelmini durante l’audizione davanti alla commissione Cultura della Camera. Il titolare del dicastero ha annunciato di voler intervenire per definire una strategia in un settore da tempo abbandonato a se stesso. Le reazioni dell’opposizione, di fronte alla prospettiva di tagli, non si sono fatte attendere. «Una grave superficialita’ – hanno commentato i deputati del Pd – anche se condividiamo invece la necessita’ di avere in questo campo una chiara strategia». “
Non e’ chiaro quali risparmi intenda ottenere, con una operazione di riduzione.
Sicuramente il settore musicale necessita di un riordino, tenendo conto che molte scuole private o pareggiate sopperiscono a cio’ che lo Stato non riesce ad offrire sul territorio.

laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2008/08/23/la-patetica-di-beethoven-per-il-ministro-gelmini-che-ritiene-che-i-conservatori-musicali-70-in-tutta-italia-siano-troppi/
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Cretini in malafede

Come dice Gasparri: “Ci sono molti cretini in malafede” (ed e’ uno esperto del campo)
Ci dicono che i manifestanti sono pochi e facinorosi e che sbagliano i conti.
Tra chi protesta ci sono anche 500 matematici riuniti a convegno (dico matematici).
Anche loro sono facinorosi?
Anche loro sbagliano i conti?
Giurano che il decreto Gelmini non fa perdere il lavoro a un solo insegnante, non chiude 3600 scuole e addirittura aumenta il tempo pieno del 50%. Si e’ mai visto una legge che aumenta cio’ che gia’ c’e’ risparmiando 8 miliardi di euro?
E quando il tempo pieno lo dovranno pagare le scuole o gli enti locali, cosa accadra’?
Le scuole riverseranno il costo sulle famiglie perche’ soldi non ne hanno. Ma s enon hanno nemmeno in fondo per comprarsi una stampante!
Gli enti locali sono stati gia’ devastati dalla perdita dell’Ici e dai tagli sulla sanita’. Dove li trovano i soldi per il tempo pieno? Mettendo altre tasse?
Hanno avuto il coraggio di trovare un miliardo e 800 milioni per ripianare i debiti di Roma e Catania.
Hanno avuto il coraggio di trovare 300.000 euro al giorno per pagare le multe di rete4.
Hanno avuto il coraggio di trovare 5 miliardi per salvare Alitalia.
Hanno avuto il coraggio di chiudere gli occhi in modo bypartisan sui 98 miliardi di euro scippati dai gestori(AN e Coop rosse) delle lotterie.
E sempre in modo bypartisan sui 20 miliardi di fondi europei scippati in Calabria.
Hanno avuto anche la brutta faccia di autovotarsi un ulteriore aumento di stipendio solo poco tempo fa.
Stanno per raddoppiare la pubblica amministrazione col federalismo leghista, che ci costera’ il doppio in burocrazia e conflitti di competenza di quanto gia’ avevamo.
Aumentano senza discernimento la macchina parassitaria dello stato.
Aggravano la nostra spesa in armi e il nostro intervento bellico.
Stanno reintroducendo ogni sorta di abuso e privilegio parlamentare e ministeriale.
Procedono con un programma massacrante di privatizzazione dello stato.
E se il popolo protesta, agitano la bandiera di una sinistra che non c’e’ per convincere gli allocchi che e’ in corso uno scontro tra facinorosi.
Tra poco sara’ come sotto il Duce, che se uno si lamenta che il pane e’ cattivo lo incarcererano come comunista.
Questo schifo del decreto Gelmini e’ passato e la Lega minaccia di aggravarlo ancor piu’, per es. con la regionalizzazione degli insegnanti, per cui ogni regione deve scegliere gli insegnanti del suo territorio “che sappiano il dialetto del posto”. Cosi’ la prossima mossa sara’ l’abolizione dell’italiano.
I popoli civili procedono verso l’intero mondo, come patria comune. Noi retrocediamo verso la tribu’ delle scimmie.
Poco male se nella Comunita’ Europa hanno abolito le traduttrici di italiano, andremo in Europa parlando catanese o padano! Gia’ ci considerano poco!

Trascinante il discorso della Finocchiaro!
Li ha storditi con citazioni latine, greche, bibliche, letterarie, un’ondata di cultura sbattuta in faccia alle bestie!
“!Un provvedimento tombale, quando fuori c’e’ la vita!” (in piazza tumultuavano gli studenti)
Un elogio della parola. La Bibbia in primis, la parola di Dio. Il logos, il dia-logos calpestati!”
E citava Quasimodo con baldanza:
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento
.”
E Montale:
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
si’ qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
cio’ che non siamo, cio’ che non vogliamo
. “

…cio’ che non siete, cio’ che non volete
una scuola libera
che entri a pieno titolo
nel futuro del mondo!

Peccato che sia lei che e’ corsa ad abbracciare Schifani per baciarlo dopo la sua elezione!
..
Mariapia

Cara amica, questo s-governo e’ costituito da esseri tutti stonati, cantano e suonano una musica infernale. Certo che per sentire le trombe degli angeli noi italiani dobbiamo lasciare trascorrere un certo tempo, poiche’ siamo stati contagiati dai cantori infernali e cantiamo il coro dell’egoismo, dell’indifferenza e del lavoro trascurato.
Forse abbiamo una predisposizione genetica a quel contagio?
Ognuno con la propria responsabilita’ e il proprio biglietto, senza sconti e lacrime di coccodrillo.
Basta entrare in un ufficio pubblico o semi pubblico per sentire cattiva musica. Anche nel mondo privato, visto che l’occhio del padrone non c’e’ piu’, la musica non e’ buona.
Mio padre, comunista e confinato per due anni, morto nel 1992, alla fine della sua vita diceva che il padronato in Italia bisognava reinventarlo per via degli italiani che…..
E non raccontiamoci sempre storie di buonismo, noi di sinistra.
Ho lavorato in un ente pubblico retto dalla sinistra e c’era gia’ da piangere nel 1975, ora poi c’e’ da strapparsi i capelli.
Quando ero iscritta al P.C.I. prendevo della socialdemocratica non appena parlavo, ora prendo della vecchia strega.
L’Italia e’ affetta da un buonismo dietro a cui noi italiani ci nascondiamo, e questo buonismo e’ una droga che ci addormenta.
Di Vittorio oggi non sarebbe contento dei suoi compagni, Berlinguer, Pasolini……nemmeno
Delle volte mi assale un dubbio: non sara’ che la sinistra abbia generato l’idea che con i governi di sinistra si possa consumare molto e lavorare poco?
I paesi dell’Est ci dovrebbero avere ammaestrato o no? NO.

Ho ascoltato un poco Veltroni.
Veltroni parla bene e razzola male?
Sono stanca di belle parole, non ascolto piu’ e attendo la rinascita degli italiani. Sara’ dura poiche’ l’egoismo, l’indifferenza, la noncuranza verso il sociale, l’atteggiamento leggero verso il proprio lavoro – che sia studio, che sia lavoro d’artigiano, lavoro dipendente o di professionista – stanno ad indicare un degrado civile elevato…. e qualcosa di piu’.
Ciascuno di noi lo misura sulla popria pelle.Basta che entri un lavoratore o artigiano in casa nostra e siamo gia’ con il fiato sospeso.Basta che entriamo il un banale ufficio, pubblico o privato, e abbiamo gia’ la sudarella.
E noi, che vediamo gli altri, come siamo……per il 90% siamo uguali a quanti ci disgustano.
A meno che non sia vera una certa cecita’ che ci fa dire: ci sono delinquenti, omicidi, stupratori, farabutti, ladri, ma in casa mia nessuno e’ di quella specie……
La nostra italianissima rissosita’, unita a una vena polemica molto alta, non ci consente di sentirci una nazione.
Non c’e’ fretta, i secoli ci attendono e del tempo in avanti ce ne’, il nostro Sole ha ancora molto combustibile, siamo circa alla meta’ sua vita.
Ma da quanti secoli il berlusconismo ha conquistato l’Italia?
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Pulitori d’Italia
Doriana Goracci

Andar per strade e piazze, in autunno e in inverno, puo’ essere di “Disdoro”: sulle spiagge sono rimasti solo certi sbarcati e ne arrivano altri per anomalo turismo.
Se per sbarcare il lunario, difenderlo, cercarlo… ci si avventura in passeggiate collettive, bisogna attenersi a certe regole comportamentali di decoro urbano e rispetto del codice della strada. I vigili urbani di Bologna hanno compilato il verbale sulla base dell’ art.21, in Piazza San Francesco ad un senzatetto, romanticamente detto clochard, che punisce “opere, depositi e cantieri stradali” non autorizzati, anche temporanei, che avvengano su aree destinate alla circolazione o sosta di veicoli e pedoni, per cui il signore male in arnese dovra’ pagare 742 euro per aver occupato e violato il Codice della strada con ostentazione di materiali (quali cartoni, carrelli, indumenti, bottiglie e zaini, dice il verbale) senza autorizzazione.
Ci sono anche quelli, specie in queste giornate, che per marinare la scuola o saltare le lezioni, creano turbative alla viabilita’, che conduce alle aule, alle case, ai luoghi di lavoro: che sappiano anche loro, che c’e’ chi difende l’onore del suolo pubblico e pulisce l’Italia. Veltroni, annunciando molto anticipatamente, il suo 25 ottobre, aveva detto e l’ha fatto :” Io seguo uno stile anglosassone”. Berlusconi ha gia’ dato a Maroni, o viceversa, istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere”: l’occupazione delle scuole e delle facolta’ universitarie. Lui non ha scioperato mai ed e’ stato sempre un diligentissimo allievo.
La Mara Carfagna, a breve speaker del Cdm, sara’ la portavoce delle Pari opportunita’ che ci forniscono sicurezza e ordine.
Gli studenti che cingono d’assedio il Senato, ricordino piuttosto di cingersi la chioma con l’elmo di Scipio e ascoltino gli avvisi dell’esimio saggio Cossiga ai Pulitori d’Italia che possono e devono diventare anche Punitori, per chi infrange l’Ordine. Il 4 novembre ci saranno le elezioni in America e in Itaglia: l’evento romano, Progetto Talenti, giornata di selezione di alti potenziali per candidati che avranno la possibilita’ di sostenere colloqui di selezione individuali con le aziende presenti, il 90° anniversario 1918-2008 della fine della Prima guerra Mondiale, un certo Tour Operator inizia la stagione invernale 2008-2009 proponendo una partenza speciale il 4 novembre per l’ Antartide sulla rompi-ghiacci Akademik, a Milano ai Magazzini Generali – i Supergrass in concerto, alla mezzanotte del 4 il tradizionale rito del de’blocage, Anteprima Novello,a Verona nel Palazzo della Gran Guardia, il Roma-Chelsea gara di Champions League allo Stadio Olimpico di Roma, nella stessa citta’ la Manifestazione Antirazzista…insomma un bel po’ di eventi e manifestazioni, mi sembra opportuno quindi avvisare come ha fatto ed esposto il Comune di Cantu’, che al fine di ottimizzare l’utilizzo del Macello, ha esposto con chiarezza, non solo gli orari della Macellazione ma anche quello del Ritiro Carni.
Per cui presentate sempre domande, autorizzazioni e idonee richieste per le Fiere locali e la deambulazione sul suolo Pubblico Italiano e perfavore continuate a cantare:” Uniamoci, amiamoci L’unione e l’amore Rivelano ai popoli Le vie del Signore Giuriamo far libero Il suolo natio: Uniti, per Dio, Chi vincer ci puo’?” Sono accettate anche le sforbiciate: “Dall’Alpe a Sicilia, dovunque e’ Legnano; ogn’uom di Ferruccio ha il core e la mano; i bimbi d’Italia si chiaman Balilla; il suon d’ogni squilla i Vespri suono’”.
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Il bivio del PD dopo il Circo Massimo
Pubblicato da homoeuropeus su Ottobre

Non mi interessa piu’ di tanto sapere se ieri al Circo Massimo erano duecento mila o due milioni e mezzo (ragionevolmente erano una cifra piu’ vicina alla seconda, anche se non cosi’ alta) ma mi interessa invece capire che cosa succedera’ del Partito Democratico ora.
La manifestazione di ieri infatti segna un punto di partenza molto importante per il PD: con i due cortei che hanno attraversato Roma e il comizio finale di Veltroni si conclude definitivamente la fase embrionale del partito, quella dedicata alla sua costruzione, alla definizione delle regole, al tesseramento, alla crescita di un sentimento di identificazione collettiva (perche’ a questo serviva la manifestazione di ieri, non certo a salvare l’Italia, ne’ tantomento a far cadere il governo).
Conclusa quindi la fase di costruzione, e conclusa anche definitivamente la fase elettorale (con una sonora sconfitta che ci costringe ad anni di dura opposizione parlamentare, politica e culturale), ora davanti al Pd ci sono due strade: la strada della demagogia, come dice Massimo Cacciari, fatta di manifestazioni, slogan, attacchi al governo, altre manifestazioni e frequente ricorso alla piazza. E’ una strada che potrebbe anche permetterci di riaggregare una forte insoddisfazione sociale che sta montando nel paese, che potrebbe aiutarci a costruire la nuova e ancora debole identita’ del partito attorno ad un comune nemico (sia esso Silvio Berlusconi come persona, o il suo progetto politico) e un domani, se la situazione economica contuinuasse a peggiorare, potrebbe anche permetterci di vincere le prossime elezioni.
C’e’ invece un’altra strada davanti al PD, la strada della costruzione di un progetto politico alternativo, di proposte reali e concrete (detassare le tredicesime ha detto Veltroni al Circo Massimo: una proposta furba, che da un sollievo immediato a larga p[arte della popolazione, ma che non puo’ essere il cardine delle nostre ricette economiche per uscire dalla crisi). E’ una strada piu’ lunga, piu’ faticosa, piu’ difficile: una strada che comporta discussioni vere all’interno del partito, divisioni (forse anche lacerazioni), che richiede maggiore riflessione, maggiore concentrazione, maggiore capacita’ di giocare di squadra. Ma ci permettera’ sicuramente non solo di vincere le prossime elezioni, ma anche di vincere politicamente, radicando il progetto di un nuovo riformismo democratico in Italia.
Usciti dal Circo Massimo, ora dobbiamo scegliere se andare al circo, o se andare al massimo
homoeuropeus.wordpress.com/2008/10/26/il-bivio-del-pd-dopo-il-circo-massimo/
Tra le opere di Vittorio Foa ce n’e’ una a cui sono particolarmente legato, “La Gerusalemme rimandata. Domande di oggi agli inglesi del primo Novecento” (Rosenberg & Sellier, 1984), un libro che nasce come un saggio di storia politica e sindacale e finisce per essere una riflessione universale sul rapporto tra lavoro e potere.
Lo stesso Foa descrive cosi’ la sua ricerca:
Nel corso della mia ricerca sugli inglesi del primo Novecento mi e’ parso che essi mi insegnassero, col loro esempio, che gli uomini e le donne riescono sempre a riservarsi degli spazi di liberta’ nel consumo del loro patrimonio vitale, che e’ il tempo. E che quindi il vero problema e’ quello di sorreggere quella liberta’. Nella loro storia mi pareva di scoprire il declino delle ideologie classiche della trasformazione sociale sulla base della riappropriazione dei mezzi di produzione e della riappropriazione del pluslavoro, di scoprire che la discriminante del conflitto sociale e’ stata anche ieri, come oggi, il governo del tempo. Poi mi e’ venuto il dubbio che ero io che avevo interpretato le vicende inglesi del 1900-1920 con quella chiave di lettura, con quella mia convinzione. In altri termini gli inglesi non avrebbero risposto alle mie domande, mi avrebbero rinviato alle mie piu’ o meno esplicite certezze.
Ma l’attenzione per la vita di quella gente e’ stata per me una fonte ricchissima di gioia, a volte di esaltazione, sempre di affetto. Il mio impegno e’ stato certo limitato, per ragioni oggettive e anche di insufficienza personale. Ma quei minatori, quei protuali, quei meccanici, nella pace come nella guerra, nel duro lavoro come nella vita di ogni giorno nelle buie dtrade e negli abituri delle malsane concentrazioni urbane, quelle donne cosi’ intelligenti e sensibili, mai rassegnate nonostante ogni apparenza, quei bambini indipendenti e fieri, quel continuo intreccio di sofferenzae di allegria, di sottomissione e di combattivita’, di tradizione e di autonoma capacita’ creativa, mi hanno detto cose importanti sul significato della vita presente. Io mi sono sempre occupato di politica. Quegli inglesi mi hanno aiutato a capire meglio quella che nel corso di una lunga vita mi e’ parsa una distinzione importante: che la politica non e’solo comando, e’ anche resistenza al comando, che la politica non e’, come in genere si pensa, solo governo della gente, politica e’ aiutare la gente a governarsi da se’.
Mi sembrava una bella citazione per ricordare Vittorio Foa e il suo impegno politico e sindacale, il suo modo originale e innovativo di essere di sinistra.

homoeuropeus.wordpress.com/2008/10/20/vittorio-foa-e-gli-inglesi/
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Mariapia manda
Elsa Morante

1. Un mostro percorre il mondo: la falsa rivoluzione.
2. La specie umana si distingue da quella degli altri viventi per due qualita’ precipue. L’una costituisce il disonore dell’uomo; l’altra, l’onore dell’uomo.
3. Il disonore dell’uomo e’ il Potere. Il quale si configura immediatamente nella societa’ umana, universalmente e da sempre fondata e fissa sul binomio: padroni e servi – sfruttati e sfruttatori.
4. L’onore dell’uomo e’ la liberta’ dello spirito. E non occorrerebbe precisare che qui la parola spirito (non foss’altro che sulla base delle scienze attuali) non significa quell’ente metafisico-etereo (e alquanto sospetto) inteso dagli “spiritualisti” e dalle comari; ma anzi la realta’ integra, propria e naturale dell’uomo.
Questa liberta’ dello spirito si manifesta in infiniti e diversi modi, che tutti significano la stessa unita’, senza gerarchie di valori. Esempio: la bellezza e l’etica sono tutt’uno. Nessuna cosa puo’ essere bella se e’ un’espressione della servitu’ dello spirito, ossia un’affermazione del Potere. E viceversa. Cosi’ per esempio il Discorso sulla montagna, o i Dialoghi di Platone, o il Manifesto di Marx-Engels, o i Saggi di Einstein sono belli; allo stesso modo che sono morali l’Iliade di Omero, o gli Autoritratti di Rembrandt, o le Madonne di Bellini, o le poesie di Rimbaud. Difatti tutte queste opere (ne’ piu’ ne’ meno delle tante possibili azioni che le equivalgono) sono tutte, in se stesse, affermazioni della liberta’ dello spirito, e di conseguenza, qualunque siano le contingenze storiche e sociali nelle quali vengono a esprimersi, esse non sono determinate essenzialmente da nessuna classe e appartengono finalmente a tutte le classi. Giacche’ per definizione esse negano il Potere, di cui la divisione degli uomini in classi e’ una delle tante pretese aberranti.
5. In quanto onore dell’uomo, per definizione la liberta’ dello spirito sia come espressione che come godimento, e’ dovuta a tutti gli uomini. Ogni uomo ha il diritto e il dovere di esigere per se’ e per tutti gli altri la liberta’ dello spirito.
6. Tale esigenza universale non puo’ essere attuata finche’ esiste il Potere. Difatti e’ evidente che essa e’ negata in principio sia allo sfruttato che allo sfruttatore, sia al padrone che al servo.
7. Ne deriva l’assoluta necessita’ della rivoluzione, che deve liberare tutti gli uomini dal Potere affinche’ il loro spirito sia libero. Il solo fine della rivoluzione e’ di liberare lo spirito degli uomini, attraverso l’abolizione totale e definitiva del Potere.
8. Per una legge inevitabile (e sempre confermata dai fatti) e’ impossibile arrivare alla liberta’ comune dello spirito attraverso il suo contrario. La rivoluzione, per attuare il proprio fine di liberazione, deve porselo anzitutto come inizio e principio. Chiunque schiavizza il proprio e l’altrui spirito con una promessa di una liberazione “mistica” e postrema e’ lui stesso uno schiavo, e in piu’ un truffatore e uno sfruttatore. Ne’ piu’ ne’ meno dei Gesuiti e controriformisti – di Maometto che mandava i suoi “fedeli” a distruggersi in vista del “Paradiso” delle Uri’ – di Hitler e Mussolini che sterminavano le nazioni in vista delle “glorie nazionali” – di Stalin che castrava e martirizzava i popoli in vista del “bene del popolo” ecc. ecc. ecc.
9. Una rivoluzione che ribadisce il Potere e’ una falsa rivoluzione. Nessun proletariato (ne’ piu’ ne’ meno che se fosse una monarchia, o aristocrazia, o teocrazia, o borghesia, o via dicendo) potra’ mai attribuirsi o attuare la rivoluzione, se non ha lo spirito libero dai germi del Potere. Nessuno infatti puo’ comunicare agli altri quello che non ha, e non si puo’ presumere di far crescere la guarigione coi semi della peste.
10. In una societa’ fondata sul Potere (come TUTTE le societa’ finora esistite e oggi esistenti) un rivoluzionario non puo’ fare altro che porsi (foss’anche solo) contro il Potere, affermando (coi mezzi e dentro i limiti personali, naturali e storici che gli sono concessi) la liberta’ dello spirito dovuta a tutti e a ciascuno. E questo, e’ suo diritto e dovere di farlo a qualunque costo: anche, in ultima istanza, a costo di creparci. E’ quanto hanno fatto Cristo, Socrate, Giovanna D’Arco, Mozart, Cechov, Giordano Bruno, Simone Weil, Marx, Che Guevara, ecc. ecc. ecc. E’ quanto fa un bracciante che si rifiuta a un sopruso, un ragazzino che si nega a un insegnamento degradato, un insegnante idem, un fabbro che fabbrica un chiodo quadripunte contro gli automezzi nazisti, un operaio che sciopera per opporsi allo sfruttamento, ecc. ecc. ecc. Simili opere, o azioni, nell’affermare, ciascuna coi propri mezzi, la liberta’ dello spirito contro il disonore dell’uomo, sono tutte allo stesso titolo belle e morali. E per definizione, esse non sono distinzione e proprieta’ di una classe, ma dell’uomo assolutamente in quanto tale, secondo quanto e’ affermato ai paragrafi 2 e 4.
11. Se in nome della rivoluzione si riafferma il potere, questo significa che la rivoluzione era falsa, o e’ gia’ tradita.
12. Qualunque rivoluzionario (foss’anche Marx o Cristo) che si riadatti al Potere (o assumendolo, o amministrandolo, o subendolo) da quel momento stesso cessa di essere un rivoluzionario, e diventa uno schiavo e un traditore.
13. Supponiamo adesso un individuo solo, davanti a un fabbricato in preda a un incendio. Attraverso una finestra aperta (unico adito accessibile, anche se rischioso) l’individuo scorge un bambino solo, che sta per essere investito dalle fiamme. L’uomo penetra nel vano e a proprio rischio salva il bambino. E sarebbe evidentemente un pazzo criminale, chi lo accusasse di avere commesso un atto antisociale e ingiusto, perche’, nell’impossibilita’ di salvare gli altri abitanti del fabbricato, non ha lasciato bruciare vivo anche quest’unico bambino. L’uomo che (c.s. coi mezzi e dentro i limiti personali, naturali e storici che gli sono concessi) afferma la liberta’ dello spirito contro il Potere, e dunque anche contro le false rivoluzioni, compie la vera Lunga Marcia, anche se rimane chiuso tutta la vita dentro un carcere. Questo ha fatto Gramsci. In mancanza di compagni o di seguaci, di ascoltatori o di spettatori, lo spirito libero e’ tenuto alla sua lunga marcia lo stesso, anche solo di fronte a se’ stesso e dunque a Dio. Niente va perduto (v. il granello di senape e il pizzico di lievito); e, in conseguenza, chiunque schiavizza, sotto qualsiasi pretesto, il proprio spirito, si fa agente con questo del disonore dell’uomo. Doppiamente disgraziato e’ chi si adopera a diffondere il contagio fra gli altri e tanto piu’ miserabile se lo fa in vista o per il gusto di un proprio potere personale.
Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) e’ la peggiore forma di sfruttamento possibile. Peggio per chi lo fa a proprio beneficio personale. Proclamare il proprio amore per gli operai puo’ riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, e nessun uomo.
Una folla consapevole che afferma la liberta’ dello spirito e’ uno spettacolo sublime. E una folla accecata che esalta il Potere e’ uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenita’ farebbe meglio a impiccarsi.

rebstein.wordpress.com/2008/07/11/elsa-morante-piccolo-manifesto-dei-comunisti-senza-classe-ne-partito/
..
RIDIAMARO : – )

EXIDOR

ANCHE A SCUOLA LISTE BLINDATE.
CI POTRANNO ANDARE SOLO I FIGLI DEI RICCHI
PER GLI ALTRI
SBARRAMENTO AL 60%
DOPPIO TURNO CON MAESTRO UNICO
E PER ANDARE AL CESSO
SI ANDRA’ AL BALLOTTAGGIO.

Buongiorno blog.
Caffè a volontà.
Per il cappuccio esibire tessera della P2,
Grazie.
..

http://www.masadaweb.org

3 commenti »

  1. Viviana Vivarelli 10 brava! Mariastella Gelmini 0 spaccato! Da un insegnante precario presto disoccupato.
    177

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 30, 2008 @ 11:31 am | Replica

  2. Capisco che non dico la stessa cosa…per questo non capisco perchè tanto accanimento…per i bambini è giusto al 300% che ci sia il maestro unico, è solo una violenza per un bambino avere tante maestre, come può abituarsi..una maestra per quanto imperfetta potrà conoscere sino in fondo il bambino, il bambino potrà essere rassicurato, ma tante maestre, tanti compiti, tanti risultati, tanta depressione a queste povere creature…Dopo è giusto avere più insegnanti….MA PERFAVORE ACCETTATE 1 SOLA INSEGNANTE PER I NOSTRI INDIFESI BAMBINI, UN GENITORE POTRA’ FIDELIZZARE UN MAESTRO MA TANTI E’ IMPOSSIBILE. RIFLETTETE BENE, NON BOCCIATE TUTTO MA SIATE SELEZIONATORI COME SAGGI E UOMINI VERI.

    Commento di idea3online — ottobre 30, 2008 @ 2:16 pm | Replica

  3. Anche in una famiglia non c’è solo la madre come figura di riferimento. Le figure di riferimento possono essere molte: sorelle o fratelli, il padre, i nonni, gli zii, gli amici più stretti.. A scuola più figure corrispondono a più competenze, l’aritmetica e la scienze, l’inglese, la musica o l’arte, il computer, la logopedia, la psicologia.. A scuola il bambino non deve trovare una vice mamma ma stimoli a crescere che raramente possono incentrarsi in modo soddisfacente in una sola persona. Senza contare che se quella persona ha delle mancanze o col bambino non ha un buon rapporto, pensare che egli sia costretto ad avere rapporti con solo lei per 5 anni diventa una agonia.
    Ma anche un rapporto monopersonale finisce col diventare claustrofobico e disincentivante.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 30, 2008 @ 2:39 pm | Replica


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