Nuovo Masada

ottobre 23, 2008

MASADA n. 810. 23-10-2008. Fiamme sulla scuola

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Simone
Calamandrei scrisse anche una bellissima poesia in cui avvertiva il camerata Kesselring che:
“…SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA ”

A me pare che il camerata sia tornato…
..
Non siete rinchiusi nel corpo….
Quello che siete dimora sui monti ed erra nel vento.
E’ qualcosa di libero, uno spirito che avvolge la terra e muove l’etere

Da Luisa
..
Nessuna cultura puo’ vivere se tenta di essere esclusiva.
Confondere lo spirito con la materia significa uccidere lo spirito.
Una cultura di mercato e’ la morte di ogni cultura.
E un paese che uccide la propria cultura e’ un paese che non e’ degno di esistere.

Viviana

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La scuola e lo Stato-azienda
Viviana Vivarelli

Ci ammazzano la democrazia. I nostri diritti stanno franando rapidamente giorno per giorno. E’ una distruzione metodica e mirata di un cinismo e di un’avidita’ spaventosi, che sta passando rapidamente nell’ignoranza voluta e indotta della massa attraverso l’imbonimento solido e distrattivo dei media e dei male-intenzionati.
Rendiamocene conto: nel sistema liberista non esistono i diritti dei cittadini o gli scopi alti di una Nazione, troviamo solo: gli squali del mercato, le merci e gli acquirenti.
Non ci sono i cittadini, ci sono solo “i compratori”, come disse Berlusconi una volta.
Il business di pochi pretende di controllare tutto e soverchiare tutti in nome del solo guadagno di quei pochi, usurpando ogni criterio di cautela e di civilta’.
La concezione aziendalista e’ distruttiva dei valori che fondano uno Stato democratico e cozza con tutti i valori etici su cui dovrebbero basarsi: una scuola pubblica, un ospedale pubblico, un treno, una strada, un ponte, un servizio d’ordine, un sistema bancario…uno qualsiasi dei servizi e delle funzioni per tutti che danno allo Stato il diritto “morale” di esistere come Stato democratico. Ed e’ per avere quei diritti e quei servizi che noi rinunciamo a parte della nostra liberta’ per assoggettarci alle leggi, pagare tasse, accettare delle regole di convivenza, subire sanzioni….
Il diritto etico di uno Stato e la sua sopravvivenza si basano su un patto storico molto esplicito in cui uno Stato, inteso come Potere e Apparato, ci danno “servizi”, sicurezza e diritti in cambio di ubbidienza, partecipazione e contributi. Ove questo patto venga a rompersi, ove i diritti scompaiano e i servizi si mercatizzino, lo Stato si svuota di ogni sua ragione di essere, cade la sua ragione sociale, si passa dalla democrazia alla dittatura, e la ribellione e’ giusta e necessaria.
Ove questi servizi e queste funzioni “morali” siano sostituiti dal mercato, lo Stato muore, usciamo dalla democrazia ed entriamo in un sistema di schiavitu’ da cui e’ giusto liberarsi.
Quello che sta avvenendo nel sistema scolastico italiano, come i tutti i settori dell’interesse pubblico, e’ l’ingresso massiccio e anticostituzionale del liberismo nell’insieme dei diritti fondamentali che fondano una democrazia che oggi vengono lesi profondamente. Neoliberismo e democrazia sono antitetici perche’ il primo distrugge il secondo. Il liberismo si basa sull’egoismo e il profitto di pochi, la democrazia persegue i diritti e il bene di molti. Le due cose insieme non possono stare. Sono opposte. Lo Stato (e la crisi finanziaria lo prova decisamente) ha pieno “diritto e dovere” di imporre leggi “morali” al mercato, perche’ il mercato esso e’ non a-morale, come pretende la teoria economica, ma e’ contrario a ogni morale.
Nel caso in cui il lucro abbia il sopravvento sui diritti della comunita’, lo Stato democratico perisce ed entriamo nello sfruttamento capitalista insostenibile e suicida.
Pretendere di gestire una scuola come un’azienda e’ folle. Pretendere di gestire un paese come un’azienda al punto da sacrificare i diritti di tutti all’interesse di pochi e’ dittatura.
Il liberismo e’ fallito. E’ in piena crisi. Eppure la Destra continua la sua marcia implacabile come se il fallimento non lo vedesse, come se non fosse davanti ai nostri occhi e per di piu’ cosi’ grande che la politica non vi trova rimedio. Non solo un fallimento finanziario, ma di democrazia, di pace, di sopravvivenza, di liberta’, di vita.
Il liberismo ha provato in ogni modo possibile la sua falsita’ e la sua capacita’ di distruzione fino all’autodistruzione, eppure la Destra italiana continua imperterrita ad applicarlo, tentando di trascinare i servizi dello Stato nella stessa rovina che ha preteso per il sistema bancario e finanziario o per lo statuto dei lavoratori o per la giustizia.
Berlusconi vuole, pretende con la forza delle armi di applicare il liberismo suicida della Comunita’ Europea e del Trattato di Lisbona, che ordina che tutti i servizi pubblici siano privatizzati, cioe’ consegnati agli interessi lucrativi dei grossi gruppi del mercato (e la Chiesa non e’ diversa da una multinazionale in cerca di lucro, con in piu’ l’aggravante dell’imposizione ideologica).
Se la scuola viene considerata solo un pezzo del mercato da occupare e svendere, il suo unico scopo non sara’ quello di aiutare la crescita formativa, culturale e morale dei cittadini ma quello di incrementare i profitti di pochi privati e privilegiati, che saranno sempre piu’ esenti dai controlli delle leggi nazionali, peggiorando ogni servizio e aumentando ogni costo.
Non e’ la teoria a dimostrarlo ma sono proprio i fatti a provare, senza il piu’ piccolo dubbio, che, ovunque il potere del mercato ha messo le mani sui servizi pubblici, questi si sono rapidamente deteriorati al punto da non mantenere piu’ alcuno degli effetti per cui si era costituito, cosi’ da peggiorare le condizioni di vita dei cittadini fino a spingerli alla rivoluzione (vd acqua nell’America latina, o scuola pubblica in USA o nelle periferie francesi).
Prima l’Europa ha permesso poche esportazioni ai paesi africani purche’ svendessero i loro servizi pubblici alle corporation, ora impone la spada del mercato liberista al welfare europeo che costituisce un ricco campo da saccheggiare.
Prodi permise l’ingresso degli OGM cosi’ da mettere a rischio la nostra produzione agricola. Spese poi 30 miliardi di euro in armi per favorire le lobbyes della guerra. Da D’Alema in poi, e senza una reale opposizione della Sinistra radicale, la guerra e’ entrata tra le nostre priorita’, contro ogni dettato costituzionale.
Ieri Berlusconi ha ordinato la privatizzazione dell’acqua, oggi intende svendere la scuola mentre porta avanti nello smantellamento della sanita’ (non ha nemmeno istituito un Ministro della salute!). Tutto saro’ mercatizzato. E quando l’Italia sara’ diventata un mercato, sara’ la fine della democrazia, per l’impero del business, ma sara’ la morte del cittadino, il suo impoverimento e la sua schiavizzazione, mentre i maggiori organi dello Stato diventeranno organi democraticamente fasulli alle dipendenze dei magnati interni e internazionali.
Non e’ solo la scuola. E’ un massiccio piano di svendita totale del Paese.
Si e’ cominciato coi 5 miliardi di tagli alla sicurezza, si proseguira’ con un esercito di mercenari come in USA o come nelle compagnie di ventura rinascimentali, pronte a vendersi al primo pagatore, poi con la privatizzazione delle carceri (USA) e con la mercificazione della vigilanza municipale.
Si comincia coi tagli alla sanita’, per chiudere i piccoli ospedali, fino alla concentrazione e privatizzazione dei rimanenti in mani private con la dissoluzione della sanita’ pubblica.
Si parte dai tagli di 8 miliardi alla scuola, la scomparsa di 137.000 lavoratori, la morte della ricerca e la chiusura di 4.600 piccole scuole, fino all’accorpamento delle rimanenti e alla loro privatizzazione mercatistica. Berlusconi parla gia’ subdolamente di aziendalizzazione delle scuole e cio’ prelude alla svendita del sistema scolastico al lucro dei privati.
Ci stiamo avviando a un regime in cui tutto sara’ privato: scuole, ospedali, treni, strade, ponti.. con la progressiva scomparsa del welfare e un immenso immiserimento della popolazione, incapace di provvedere da sola a quei servizi che prima era lo Stato a offrire, cio’ significhera’ la perdita di tutti quei diritti che sono solennemente sanciti dalla Costituzione e il ritorno a un feudalesimo in cui la differenza tra poche classi protette e agiate e una maggioranza misera e senza diritti sara’ spaventosa.
Qui non si sta parlando di maestro unico o di 5 in condotta! Stiamo parlando di un attacco massiccio e spudorato a tutto cio’ che costituisce diritto consolidato di un popolo, a tutto cio’ che e’ democrazia formale e sostanziale, per il ritorno ad una concezione feudale dello Stato in cui non ha piu’ alcun senso parlare di diritti del cittadino o di liberta’ umane.
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Demonizzare le piazze
Viviana

Facile la demonizzazione degli studenti! Troppo facile! Ovvia e diabolica, come quella dei pacifisti o degli ex socialisti o dei primi sindacalisti o delle sufragette. Anche Nerone demonizzo’ i cristiani per farli divorare meglio dai leoni e levarseli dai piedi.
E se si cominciasse a pensare, invece di dire banalita’?
A parte i soliti idioti che fingono di non capire per buttare tutto in vacca, i qualunquisti del pattume… la situazione e’ molto piu’ critica di quel che si puo’ pensare.
Le strategie del potere sono sempre le stesse e porteranno agli stessi abomini.
A Genova Berlusconi mando’ poliziotti travestiti da black block a mischiarsi con black block veri per atti vandalici sulla citta’ che legittimassero a priori i pestaggi, il morto, la macelleria messicana di Diaz e Bolzaneto, con la solita muta festante e latrante di falsificatori opportunisti del regime.
Oggi siamo sull’orlo di un tentativo analogo di legittimazione della dittatura attraverso lo scatenamento provocatorio delle piazze per invocare poi abilmente leggi speciali e sistemi violenti per “ristabilire l’ordine”. Gli studenti devono saperlo che tutto cio’ che diranno o faranno potra’ servire anche a legittimare atti di forza perversi di B, atti che sembrano adesso del tutto illegittimi, ma servirebbero ad accelerare la svolta piduista, trovando sempre giudici compiacenti dalle assoluzioni facili o organi dello Stato aperti a premiazioni opportune o finte opposizioni consenzienti.
Questi che insistono subdolamente sul maestro unico, sul grembiulini, sui bei tempi passati, sulle sciocchezzuole minimali della Gelmini o blaterano di crisi “comunista” della scuola italiana, saranno attentissimi ad accelerare il passaggio verso lo stato poliziesco, la distruzione dei servizi pubblici, la presa di potere da parte di un autarca assoluto, la fine della democrazia.
Attenzione a non fare il gioco del potere!

Questi i mali, quella la soluzione?!?
Viviana

Ci sono bloggher che giustamente elencano i mali di tanta scuola italiana: superficialita’, caos, disorganizzazione, impreparazione, baronie universitarie, esami taroccati, discipline inutili, carenza della ricerca, bassa posizione nelle classifiche universitarie del mondo.. Ma chiedo: poiche’ qui l’oggetto e’ il decreto della Gelmini, com’e’ che gli stessi danno a intendere che tale decreto sanerebbe tali anomalie? E come di grazia?
Una scuola italiana gia’ ridotta alla morte da progressivi tagli spietati e sanguinanti migliorerebbe tagliando altri 8 Miliardi?
Chiudendo 4.600 scuole pubbliche?
Togliendo un’ora di insegnamento al giorno?
Eliminando il tempo pieno?
Riducendo i maestri da tre a uno?
Eliminando gli insegnanti di sostegno?
Introducendo lavagne elettroniche?
Tagliando un anno alle superiori?
Riducendo le ore di lavoro scolastico?
Facendo diventare le scuole tante aziende?
E le universita’ delle fondazioni?
(Il che ovviamente privatizzera’ tutto il sistema e rendera’ tanto costoso iscriversi a una scuola da allontanare da essa tutti i poveri.)
O riducendo l’obbligo scolastico da 16 anni a 14 anni?
E qualcuno mi spieghi come e’ possibile che gli studenti scioperino per lavorare meno quando e’ proprio il decreto Gelmini che ridurrebbe le ore e gli anni di scuola e li farebbe lavorare di meno?
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Luca Popper

Cos’e’ diventata la scuola italiana nell’arco di pochi anni?
Si pensi solo che, per le universita’, lo Stato versa il 50% in meno rispetto a quanto investono in media negli altri paesi europei.
Mentre la Gelmini si preoccupa di far indossare i grembiulini e tagliare ancora i fondi, il governo Zapatero stanzia altri 35 milioni di euro per quegli studenti che hanno problemi a pagarsi le rette.
Andando avanti di questo passo, in Italia, la scuola superiore diverra’ solo privilegio dei ricchi. Inutile, quindi, mantenere aperti gli atenei pubblici.
Le riforme di questo governo nel settore scolastico, proietteranno l’Italia ad una situazione verosimilmente ottocentesca, scavalcando il diritto allo studio previsto per tutti, dalla nostra costituzione.
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Genitori in sciopero

Scioperiamo a favore della scuola
PERCHE’
•Perche’ noi genitori siamo i primi responsabili dell’educazione dei nostri figli
•Perche’ la scuola non puo’ essere un problema economico. E’ un diritto.
•Perche’ ci stanno dicendo il falso:
-i libri si pagheranno dalle elementari
-24 ore settimanali significa:
lun.–sab.8,00/12,30 (circa) oppure lun. ven. 8,00/13,00 (circa)
Il pomeriggio? A pagamento!
-Maestro unico e classi ponte (vi invito a informarvi su quello che significa a livello didattico e pedagogico. Per onor di cronaca NON E’ VERO che le classi ponte esistono in tutta Europa. In Germania esistevano le classi integrazioni dagli anni ’70. Sono state abolite perche’ non integravano nulla).
-NON E’ una riforma della scuola. E’ una manovra economica

Veronica Paciotto (genitore)
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Roberto

Dice in un discorso Calamandrei:
La Costituzione non e’ una macchina che una volta messa in moto va avanti da se’. La Costituzione e’ un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perche’ si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volonta’ di mantenere queste promesse, la propria responsabilita’. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione e’ l’indifferenza alla politica”.
Dalla Costituzione Italiana:
Articolo 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
articolo 33
-enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione,senza oneri per lo stato
-La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi
Vi rendete conto che oggi come oggi il nostro stato taglia 8 Miliardi di euro all’Universita’ pubblica e lascia intatti i soldi dati a quella privata. Questo e’ anticostituzionale! Ma non esiste una corte costituzionale che puo’ fare qualcosa contro le manovre finanziarie dei governi?
Sono uno studente di 21 anni, la mia universita’ qualora decidesse di trasformarsi in un associazione di diritto privato, avra’ la possibilita’ di alzare a dismisura le tasse che ogni anno devo pagare per poter studiare, si parla di cifre astronomiche visto che “come ci ha confermato il rettore del nostro ateneo in un’assemblea stamattina “non ci sono aziende in Italia pronte ad investire su di noi per mantenere il nostro sostentamento” quindi l’unico metodo per l’universita’ per sopravvivere sara’ quello di aumentare spropositatamente le tasse agli studenti. E infine la nostra ricerca sempre piu’ bistrattata che mai andra’ a finire nel baratro piu’ totale, con ricercatori e magari perche’ no anche professori precari, che dovranno fare i loro studi seguendo leggi di mercato, e non piu’ su quello che anche se per pochi, anche se non ancora compreso e’ il fondamento della ricerca.
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IN EUROPA, IL MAESTRO UNICO? NO, PREVALENTE! C’E’ UNA BELLA DIFFERENZA.

«La totalita’ dei Paesi europei ha ritenuto che la figura del maestro prevalente, – ben diversa dal maestro unico di deamicisiana memoria , sia quella piu’ consona», spiega Bottani. Dunque un docente prevalente, capace di essere una figura di riferimento, ma anche «in grado di coordinare l’intervento di altri docenti che comunque nella classe sono presenti. Penso a quelli di lingua straniera, religione, musica, educazione motoria, per fare qualche esempio». Insomma non un maestro isolato e solitario, ma «all’interno di una equipe, ma pur sempre una figura di riferimento ». Un filo rosso che si dipana tra i vari sistemi scolastici europei anche con qualche variante. Nel sistema inglese, ad esempio, «si cambia docente ogni anno – sottolinea Bottani –. Duplice il motivo: evitare che si possano creare situazioni di conflitto tra docente e studente che si trascinino per l’intero percorso formativo. In secondo motivo e’ legato alla modalita’ di insegnamento degli strumenti a seconda dell’eta’ dei bambini che richiedono impegni differenti ai docenti». In pratica una cosa e’ insegnare a un bambino di 6 anni e un’altra a uno di 10. Ma «tutti i docenti devono aver ben chiaro gli stadi di sviluppo dell’intelligenza concreta, cioe’ il suo sviluppo e le sue capacita’ di apprendimento». Un po’ come l’anatomia per i dottori, indipendentemente dalla specializzazione conseguita in seguito.
A differenza dell’Inghilterra, la scuola portoghese prevede che sia lo stesso insegnante ad accompagnare gli studenti dai 6 ai 10 anni).
In Germania, invece, il maestro prevalente e’ concentrato nei primi due anni, mentre dal terzo c’e’ un progressivo inserimento di altri docenti specializzati.
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«L’istruzione e’ pericolosa. Ogni persona istruita e’ un nemico futuro
Hermann Goering
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Privato
Eugenio

Le scuole private. Gia’. Ai miei tempi ci andavano taluni figli di papa’ (semmai anche intelligenti) e alcuni mentalmente limitati (imponendo sacrifici spaventosi alle famiglie), comunque la frequenza di quegli “esclusivi recinti” era ridottissima. Oggi, le scuole private son consigliate dal binomio “gerarchie-berluscones”, perche’ “li’ e’ fatto salvo il futuro della cultura in Italia: la maledizione del darwinismo; la rieducazione al creazionismo; l’abiura del laicismo; l’esaltazione dell’integralismo cattolico. Usciranno da siffatti “centri di cultura” individui a cui sara’ stato insegnato che Giuliano fu un deprecando imperatore romano (tanto da meritargli l’appellativo di Apostata) e non un “restauratore della civilta’ classica”, seppur in via transitoria; che Galileo Galilei subi’ un proceso “giusto”, perche’ “«canonicae leges suapte natura observantiam exigunt” (occorre rispettare la normazione canonica, costi quel che costi); che Giordano Bruno venne arso vivo per sanzione eccessiva, si, ma puranche per ostinazione a non riconoscer (con opportuna modestia) la “vera”‘autorita’ e indiscutibilita’ delle sacre scritture, ecc. ecc. Usciranno, codesti individui, con la benedizione della Chiesa e quella della pseudodestra italiota; entreranno nella societa’ senza aver il minimo senso di dove intanto siano giunte le “societa’ civili” e di quanto grande (gia’ accadde nel ventennio fascista) sia il divario fra il nostro e il loro “viver sociale”.
L’Italia e’ nuovamente a un bivio: ai giovani, come sempre nei momenti estremi, intender da quale parte andare, a noi adulti di sostenerli costi quel che costi.
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Mauro Maggiora

MODELLI DI SCUOLA
Il modello di scuola del ministro Gelmini:
La scuola Diaz…
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Exidor
CORSO ACCELERATO DI PROTESTA

1) quando parte la carica, gira il culo e stabilisci il record dei cento metri piani. Dopo un po’ torni sul posto e ricominci.
2) evitare lo scontro fisico. La Polizia e’ lo Stato, che ti piaccia o no, e l’ultima cosa da fare e’ diventare un fuorilegge.
3) la prima linea non deve fare pressione sullo schieramento delle forze dell’ordine. deve essere adeguatamente equipaggiata con caschi tipo “jet”, quelli che lasciano il volto scoperto, farsi prestare corsetti da motocross da indossare sotto per parare eventuali colpi, e tenere pronti occhiali “da lavoro” che in realta’ attenuano e di molto l’effetto dei lacrimogeni, e tirare su sciarpe e indumenti a coprire la bocca SOLO in caso di lancio effettivo di lacrimogeni. Volto sempre scoperto, se siete telegenici magari vi prendono pure in qualche ficscion, ma sorridete sempre ai servitori dello stato.
4) evitare bombe-carta, provocazioni allo scontro, insulti gratuiti. manifestare significa insegnare civilta’, non distruggerla.
5) in caso di sit-in, quando le forze dell’ordine ti portano via a braccia non opporre resistenza e offrire collaborazione nel levarsi dalle palle. Per due poliziotti che ti portano via, ci saranno altri manifestanti che prenderanno il tuo posto.
6) gli unici corpi contundenti presenti devono essere i manganelli delle forze dell’ordine, non si va in guerra contro i servitori dello Stato ma contro i gestori dello stato, cosa che e’ ben diversa.
7) vale molto di piu’ un lancio di uova e ortaggi ad imbrattare in modo vergogoso le facciate dei palazzi del potere che mille tafferugli con poliziotti e carabinieri.
8) capire quando la lotta e’ impari, dare sempre l’esempio cercando di attenuare gli estremismi, 9) isolare le teste di cazzo.
10) ricordarsi che nessun tipo di protesta vale una sola goccia di sangue voluta a tutti i costi.
E’ ancora troppo presto. Al primo Carlo Giuliani o FilippoRaciti avremo perso tutti. Percio’ occhi aperti e cervello ON.
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Ricercatori e bidelli
Martin

Un ricercatore universitario guadagna all’incirca come un bidello. Ma il bidello raramente e’ precario. Grazie al sindacato. Stranamente quasi tutti i sindacati della scuola tutelano sia bidelli che insegnanti. Nel resto d’Europa non esistono situazioni simili.
La professione di insegnante ha peculiarita’, responsabilita’, preparazione diversa da un bidello.
Se non si capisce questo meglio lasciar perdere e lasciare che il Paese faccia la giusta fine che deve fare.
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TAGLI
Viviana

Ma vi rendete conto che i migliori paesi europei aumentano gli stanziamenti per la ricerca e la formazione per sopravvivere alla crisi economica e dei mercati e diventare piu’ competitivi e solo il Governo Berlusconi aumenta i tagli alla scuola!!?
E quella italiana era una scuola molto stimata, malgrado la scelleratezza dei suoi ministri e la pochezza dei suoi finanziamenti, una istituzione che una volta era ai primi posti sul pianeta e che mandava e manda tuttora laureati di tutto rispetto nel mondo e che è stata messa in ginocchio già da tempo da progressive amministrazioni omicide di destra e di sinistra.
Quella scuola in 6 anni, dal 2001 al 2007 (Governo B), ha visto “dimezzare” i suoi finanziamenti che gia’ erano i più bassi in Europa!
Addirittura nella finanziaria 2008, Tremonti prevede ulteriori tagli per altri 3 anni, per 8 miliardi complessivi. Ma quali storture credete che si intendano ripianare con una politica di soli tagli e regressioni al peggio del passato?
Solo le scuole private (confessionali) hanno visto aumentare i propri proventi per la felicita’ del Vaticano.
Tremonti ha tagliato le supplenze del 46% lasciando i ragazzi abbandonati a se stessi, ha tagliato del 31% l’offerta formativa e del 68% il funzionamento amministrativo e didattico. I soldi non c’erano. I soldi non ci sono mai per cio’ che e’ pubblico. Pero’ per le scuole private lo stesso Tremonti ha messo sempre finanziamenti in crescita e quelli li ha sempre trovati, e già la sinistra dal 96 i soldi per la Chiesa li trovava, cosi’ che tra tutti e due l’hanno fatta passare dal 2001 al 2006 da 476 milioni di euro a 566. E Fioroni nel 2007 aumento’ di altri 100 milioni i soldi alla Chiesa!

www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17652.html
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Lo Stato succhiato
Jhonny Good

Dal 1994 circa che sto male. Per colpa di D’Alema, Fassino, Bertinotti (almeno se n’e’ andato), Prodi, Veltroni, in primis; ecc, ecc altri. La classe politica tutta, da sinistra a destra, sta succhiando lo Stato. DS o PD e PDL dal “patto della crostata” in poi, sono attori di una recita che ha come unico scopo, quello di spogliare lo Stato in favore dei soliti quattro amici. Lo hanno fatto e lo continuano a fare. Se ne dividono le spoglie, e scuola a parte, questa e’ una tendenza generale. Oltre ai beni materiali dello Stato, si assiste alla “restrizione dei diritti”. Tutto in nome di “efficienza”, modernita’, ecc. E’ la fine! Hanno la memoria corta, si deve ricordare infatti che in Italia tutti sembrano dormire… ma…
Anche Mussilini si era illuso su questo punto, e si era tanto “allargato” che alla fine lo hanno dovuto “restringere” in un sol colpo. Infatti non si possono ledere i diritti basilari di una nazione e sperare di farla franca. Legge 30, Sanita’, Giustizia, Istruzione, trasporti, infrastrutture, 4milioni di dipendenti pubblici. Tutto e’ in rottura dall’interno; in tutti i campi oltre ai soldi, tolgono speranza di futuro. Adesso che non basta la carota, vogliono usare la forza e nelle scuole, vogliono farci vedere le stesse scene di Napoli coi rifiuti. Intanto, danno 40miliardi alle banche che imperterrite, stringono ancora di piu’ il cappio al collo degli imprenditori onesti e dei cittadini (i collusi non hanno problemi di accesso al credito!). E la proprieta’ delle banche rimane privata! E i controlli non ci sono! E Geronzi e’ sempre li’! Il festival del cinema a Roma e’ come l’Opera’ di Parigi nel 700; ricconi, tappeti rossi, abbuffate, sperperosa opulenza da una parte; manifestazioni, precari, impiegati, pensionati al minimo, operai semi schiavi, disoccupati e studenti dall’altra. Ad essi e’ rimasta solo l’integrita’ e la moralita’ con la quale vanno a protestare. Armati solo di questo, e della speranza. Ma io ho sempre paura che la corda si stia per spezzare
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Sandro

LEGGETE cosa diceva CALAMANDREI agli studenti milanesi nel 1955:
“….Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventu’, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa e’ una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non e’ solo, non e’ solo che siamo in piu’, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’e’ dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…
…ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, per le strade di Napoli, cha hanno dato la vita perche’ liberta’ e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa e’ una carta morta, no, non e’ una carta morta, e’ un testamento, e’ un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove e’ nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque e’ morto un italiano per riscattare la liberta’ e la dignita’, andate li’ o giovani, col pensiero, perche’ li e’ nata la nostra Costituzione
.”
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Silvano

SE SERVONO RISORSE, FATEVI DARE I 98 MILIARDI DALLE CONCESSIONARIE DEI MONOPOLI, NON RUBARLI
ALLA SCUOLA ED ALLA SANITA’.
TAGLIATE I VOSTRI PRIVILEGI, ELIMINATE LE MACCHINE BLU, GLI AEREI DI STATO, LICENZIATE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CHIUDETE L’AEROPORTO DI SCAIOLA E COSI’ VIA.
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Mariarita

Chiedetevi: chi dovra’ modificare il proprio orario di lavoro per poter portare e andare a prendere i figli a scuola?
LE DONNE
E chi dovra’ rimediare al fatto che il tempo pieno non sarà più gratuito, quindi potranno permetterselo solo le famiglie paganti?
LE DONNE
E chi sono i tre quarti degli 87000 insegnanti e dei 44000 ATA che verranno lasciati a casa?
LE DONNE
Capite cosa vuole fare questo governo?
1- Eliminare la scuola pubblica DI QUALITA’PER TUTTI.
2- Togliere la funzione di integrazione e accoglienza che fino ad ora la scuola ha avuto.
3- RIPORTARE LE DONNE A CASA, A FARE I FIGLI E I FATTI, COME è GIUSTO CHE SIA IN OGNI SANA FAMIGLIA PATRIARCALE!
Glielo vogliamo dire tutti, a questo governo, che non è più possibile sopportare altre immonde decisioni? Per favore, facciamoci sentire.
..
Antonella

Come hanno fatto a farci credere nella privatizzazione della previdenza? Come ci sono riusciti?
Perche’ abbiamo pensato che fosse giusto privatizzare le grandi aziende fornitrici di servizi?
E perche’ la scuola pubblica e’ stata declassata?
Il disegno e’ bipartisan: la destra ha perseguito i suoi scopi, la sinistra ha lasciato spazio ai corrotti.
..
Andre’

Il Ministro della Guerra, Ignazio La Russa da Paterno’ (CT), nel pieno possesso delle Sue facolta’ mentali, promette l’immediata disponibilita’ all’invio di quattro, dicasi quattro, Tornado a presidio degli ingressi negli edifici Pubblici Scolastici, su italico stivale, isole comprese.
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Crisi finanziaria
Idea3online

Questa crisi e’ piu’ grave del 1929.
Nel 1929 la maggior parte dei paesi occidentali erano prevalentemente agricoli, questo e’ un aspetto non secondario, in quanto la maggior parte delle persone in quel periodo buio ha potuto avere un ammortizzatore naturale oltre quello sociale …non parlo della guerra, parlo del 1929.
Inoltre non era diffuso il danaro elettronico, percio’ l’effetto impoverimento era meno tangibile se non per i soli investitori, che in quel periodo non erano tanti, basta pensare all’Italia, l’80% del reddito era determinato dal settore agricolo. In caso estremo la povera gente poteva ritornare in un attimo all’economia del baratto, infatti molti barattavano prodotti agricoli.
In questa crisi le conseguenze saranno disastrose, in quanto l’unico ammortizzatore sara’ quello sociale, l’agricoltura e’ stata abbandonata dal popolo, il terziario fa da padrone, il baratto in questo caso non si puo’ applicare facilmente.
Inoltre essendo la maggior parte danaro elettronico l’effetto poverta’ sara’ piu’ evidente, in quanto non abbiamo potere nella moneta. Mi spiego se il mio reddito dipende da un numero, in caso di crisi sono poverissimo, se il mio reddito dipende dal valore dei miei beni reali che posseggo in caso di crisi posso avere una moneta di scambio che e’ la merce da me posseduta.
Il lato positivo forse sara’ la difficolta’ che ci sia inflazione a 2 cifre, essendo danaro elettronico, in effetti non e’ carta che gira tra i consumatori, il consumatore non ha potere nel danaro, e’ solo elettronico, si distrugge facilmente in 1 secondo, l’inflazione cresce facilmente se la massa detiene moneta cartacea, ma se la maggior parte della moneta e’ elettronica in caso di crisi sistemica quale danaro circolera’?…Mi spiego meglio, se in questi giorni le banche centrali avessero davvero stampato moneta cartacea e distribuita dentro il sistema, si’, in questo caso l’inflazione regnava sovrana, ma siccome le banche centrali iniettano solo moneta elettronica nel sistema per compensare solo perdite elettroniche, a mio avviso la moneta elettronica a differenza della cartacea non puo’ determinare inflazione, in quanto si autodistrugge. Mentre la moneta cartacea per distruggerla devi bruciarla letteralmente o con l’inflazione.
….
L’isola della “Sventura”
Paolo De Gregorio

Il capobastone della critica televisiva, militante del Corriere della Sera, Aldo Grasso, criticando la trasmissione televisiva “l’isola dei famosi” non va oltre lo sprezzante giudizio da intellettuale abituato a piu’ sofisticate stimolazioni, definendola “l’isola della Sventura che riflette un’Italia generalista, figlia della Tv generalista, esempio di stupidita’ della stragrande maggioranza degli italiani”.
Francamente un po’ pochino per un superpagato intellettuale, mentre io mi sento di dire parecchie cosette sull’argomento, e, a garanzia della sola voglia di comunicare, le dico gratis.
Anzitutto non distinguo tra RAI e Mediaset, che hanno un prodotto omologato dalla “direzione strategica piduista” che da 20 anni fabbrica il pensiero unico, che ha sostituito l’ideologia cattolica e quella comunista a favore dei modelli ispirati al capitalismo, al consumismo, alla competizione, alle mode nel vestire, al mito di avere per esserci, alla lotta di tutti contro tutti con il mito dell’individualismo vincente nel denaro e con le donne.
Questa, che e’ oggi la cultura dominante, e’ stata costruita,mollichella a mollichella, tutti i giorni degli ultimi venti anni, molto sapientemente, e riguarda quelle trasmissioni televisive che in genere non arrivano oltre le 22,30, poiche’ le masse da catechizzare sono quelle delle classi subalterne che, oltre la Tv, non hanno alcun canale di comunicazione, ne’ libri, ne’ giornali, come e’ stato ampiamente dimostrato da studi fatti.
L’Isola dei famosi e’ un tassello abbastanza robusto della strategia del pensiero unico, e ha lo scopo di convincere nel profondo le persone che la vita e’: bellum omnium contra omnes”, in cui gli individui sono tutti in competizione tra loro, e uno solo vince e prende soldi e fama, e i deboli e i perdenti vanno spazzati via e lasciati nella marginalita’ e nell’anonimato.
La trasmissione, secondo me molto sapiente e studiata a tavolino, coinvolge le persone, penso soprattutto ai piu’ giovani, nella logica selettiva, quasi darwiniana, della competizione, premiando i piu’ belli, i piu’ forti, i piu’ furbi. Il tutto condito con una forte immersione nel sado-masochismo per cui vi e’ negli spettatori un forte sadismo nel vedere soffrire i famosi, e un forte masochismo nei protagonisti che vanno a soffrire pesantemente pur di arrivare al successo e alla visibilita’.
Non vedo niente di sano in questa trasmissione, solo ideologia pura, di quella che ha fatto vincere le elezioni al piu’ grande padrone dei media, la cui impronta ideologica si e’ estesa a tutti i mezzi di informazione che hanno mutuato linguaggi, valori, omologato comportamenti fino alla creazione dell’”homo rimberlusconitus”.
Il potere capitalista ha gia’ naturalmente dalla sua parte le classi degli industriali, dei commercianti, dei professionisti, degli alti gradi dei ministeri, esercito, magistratura, gli artigiani, i proprietari terrieri, che in Italia sono un buon 40% della popolazione, il problema era sottrarre le classi subalterne, i salariati, i pensionati, i disoccupati, alla ideologia comunista che parlava di riscatto e di rivoluzione.
Una strada che si e’ rivelata in discesa grazie al progressivo annacquarsi della identita’ della sinistra che non ha piu’ rappresentato una alternativa al capitalismo e ha rinunciato ai legami con il territorio e con le classi subalterne.
Vuoto politico in cui si e’ inserita la Chiesa cattolica, alleata aperta della destra, che ha invece mantenuto il suo rapporto con i poveri, e li guida con mano ferma e sicura verso le rinunce e la rassegnazione, in cambio della speranza nell’oltretomba.
Questa e’ la situazione. Chiunque intende cambiare qualcosa si deve rendere conto di quali sono i poteri in campo, e che il superamento di questo blocco sociale non e’ stato messo all’ordine del giorno da nessun partito.
..
Viviana

Quando la cultura mori’
la liberta’
la pace
quando l’amore mori’
il legame tra l’uomo e l’uomo
e tra l’uomo e il mondo
la giustizia mori’
la compassione mori’
la bellezza mori’
l’infanzia del mondo mori’
il futuro remoto e quello dopo morirono
i figli dei figli dei figli
stavano male e soffrivano
delle colpe dei padri
quando le energie del bene
si fecero pallide esangui
si raccolsero tutte
nell’uccello morente
che perdeva ali bianche come neve

Giro’ le spalle il borghese
all’angelo che moriva
teso ai suoi interessi
Giro’ le spalle il prete
Il banchiere
Il politico
Indaffarati
A salvare le loro casse perverse
Giro’ le spalle
lo stupido l’ignaro il mentitore l’ipocrita
mentre l’uccello bianco del mondo perdeva le sue ali
ad una ad una, sfarinando
e il mondo si giaceva nero e peso e affondava in una melma indicibile
di miseria e dolore

ma i giovani vennero con la loro inesperienza
vennero con i loro tumulti
vennero con le trombette e gli sberleffi
e l’incoscienza
disordinati pazzi selvatici e selvaggi
sbagliati o in ordine, saggi o fanciulleschi
incazzati o ridenti
vennero e vennero e vennero
e non potevano fare a meno di venire
e di fare quello che facevano
contro i seri, i benpensanti, i puritani, i polizieschi
vennero come viene la forza della linfa
che risale l’albero secco
che erompe dal vulcano
che schianta le barriere dell’Oceano
vennero come viene la vita, il futuro, l’amore
vennero perche’ era il loro tempo di venire
a salvare il mondo
.
..
Che tempo fa nell’etere
Doriana Goracci

“Vi informiamo che da oggi i messaggi non pertinenti con il tema proposto nel forum, non verranno pubblicati”. Cosi’ era ed e’ scritto, cercando il Forum di discussione della Rai, chiuso il 30 giugno e mai piu’ riaperto. Accade nel Terzo canale, fonte di comunicazione pubblica e di grande interesse, non fosse che per il nome, Prima Pagina. Mi ha fatto riflettere sull’ennesimo bavaglio in tempi di rivitalizzati “condotta e grembiulino” per tutti, la lettera inviatami proprio da un amico di rete, del forum di Rai Tre, Prima Pagina, che cercando innumerevoli risalite, anche telefoniche, sopra il piano della redazione ( con ogni probabilita’ non artefice di questo silenzio) mi scrive per conoscenza, autorizzandomi a far circolare: “Sono stato informato da amici, che il forum di “primapagina”, sarebbe stato chiuso in maniera definitiva, e non solo per il periodo estivo, e chiaramente non se ne dice il perche’. Anche i sondaggi sono stati chiusi. Possibile che siano tanto pericolosi anche questi? Chiudere la bocca a coloro che ne usufruivano, posso anche capirlo, ma arrivare a chiudere anche i sondaggi, proprio non lo capisco. Ora l’onesta’ vorrebbe, che si desse la notizia anche per radio, se non altro, per non allungare l’attesa di quanti ancora aspettano, la riapertura del detto forum, che era un valido mezzo di discussione fra gli utenti di radio3. Aldo Sanfilippo, e addio liberta’ di parola”. Si tratta dunque della Rai, una Rai che, come dice Salvatore Scaglione su Megachip, si fara’ carico a spese dei cittadini italiani, di trovare le frequenze per Europa 7, occupate da Rete 4. La stessa, invisibile televisione, per la quale il 20 dicembre del 2003 (occhio alle date), Gaetano Mangiameli scriveva: “Centro Europa 7 attende da anni che vengano rese operative dal Parlamento e dal Governo le decisioni della Corte Costituzionale, del TAR e del Consiglio di Stato, che prevedono l’assegnazione di due reti nazionali via etere (invece di una) alla societa’ di Di Stefano e di altrettante a Mediaset (invece di tre). Il caso risulta ancora piu’ clamoroso se si tiene in considerazione il totale silenzio dei mass media e del mondo politico sulla vicenda”. Ma venendo alle Sudate Carte, l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, recita:« Chiunque ha il diritto alla liberta’ d’opinione e d’espressione; il che implica il diritto di non essere turbato a causa delle sue opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee attraverso qualunque mezzo di comunicazione». Mai verbo fu piu’ appropriato che quello del “recitare”: con il rosario, su un palco, calcando la scena. Ed ecco Madama la Censura, operata non solo su poco graditi dipendenti-collaboratori precari e/o a tempo indeterminato, diventa oppressione del fiato che ancora emettono donne e uomini, si trasforma non in urlo di rabbia ma in smorfia. Apre la bocca a dismisura, sbadiglio per noia o per prendere ossigeno , tanto che le orbite diventano fisse come nei pesci morti, colorate di rosso dalla Cabina di Regia, da sembrare vive. E di clima cambiato ne parlano tutti, anche al Consiglio Ambiente, a Lussemburgo, anche nel telegiornale di Fede, che ci annuncia temporali e nuovi virus influenzali, mentre una velina-valletta pronuncia la magica parola, scienziati, allungando a dismisura le due consonati inizali, sc, autorevoli come un’intimazione apocalittica.Non Mi manda Rai Tre, ci mandano a noi nel silenzio, nel fondo del tubo catodico e nero, nel cavo o nella pila, in offesa crescente della liberta’ d’espressione. Battere i tasti di un pc, sembra diventare un gioco rituale, l’impegno liberatorio, lontano mille anni luce dal nostro vicino che russa e lui si’, libera i sogni. L’enciclopedia della rete, alla voce etere, ci fa sapere che “Gli effetti anestetici dell’etere dietilico hanno reso questa sostanza popolare anche come droga ricreativa”.

Forse noi, volontari palombari del sommerso, dovremmo prestare piu’ attenzione a come aprire la “scatola” e a quali effetti venefici andiamo incontro?.
.
Firma la tua solidarieta’ a Roberto Saviano, minacciato di morte per aver scritto contro la camorra
www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/saviano2/index.html

In questo momento sono state superate le 180.000 firme
..
I Saviani sono tanti.
Ne onoriamo uno per onorarli tutti
.
viviana

Da La Catena di San Libero n. 373

Saviani
Anche oggi Marco ha preso il motorino, e’ uscito di casa e se n’e’ andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile) di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo di cose da una decina d’anni. Ha perso, per farle, la collaborazione all’Ansa, la possibilita’ di uno stipendio qualunque e persino di una paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l’hanno licenziato in quanto “giornalista pacifista”. Marco non ha paura (ne’ della fame sicura ne’ dei killer eventuali) ed e’ contento di quel che fa.

Anche oggi Max e’ contento perche’ e’ riuscito a mandare in giro un altro numero della Periferica, il giornaletto che ha fondato con alcuni altri amici del quartiere. Il quartiere e’ Librino, il piu’ disperato della Sicilia. Se ne parla in cronaca nera e nei pensosi dibattiti sulla miseria. Loro sono riusciti a mettere su una redazione, a organizzare non solo il giornale ma anche un buon doposcuola e dei gruppi locali. Non ci guadagnano niente e i mafiosi del quartiere hanno gia’ fatto assalire una volta una sede. Max non ha paura, almeno non ufficialmente, ed e’ contento di quel che fa.

Anche oggi Pino ha finito di mandare in onda il telegiornale. Lo prendono a qualche chilometro di distanza (la zona dello Jato, attorno a Partinico) e contiene tutti i nomi dei mafiosi, e amici dei mafiosi, del suo paese. Non ci guadagna niente (a parte la macchina bruciata o un carico di bastonate) ma lui continua lo stesso, ed e’ contento di quel che fa.

Anche oggi Luca ha chiuso la porta della redazione, al vicolo Sanita’. Il suo giornale, Napoli Monitor, esce da un po’ piu’ di due anni e dice le cose che i giornalisti grossi non hanno voglia di dire. E’ da quando e’ ragazzo (ha iniziato presto) che fa un lavoro cosi’. Non ci guadagna nulla, manco il caso di dirlo, e non e’ un momento facile da attraversare. Ma lui continua lo stesso, ed e’ contento di quel che fa.

Ho messo i primi che mi sono venuti in mente, cosi’ per far scena. Ma, e Antonella di Censurati.it? Sta passando guai seri, a Pescara, per quell’inchiesta sui padri-padroni. E Fabio, a Catania? Fa il cameriere, per vivere, ed e’ giornalista (serio) da circa quindici anni. E ti sei dimenticato di Antonio, a Bologna? Vent’anni sono passati, da quando gli puntarono la pistola in faccia per via di quell’inchiesta sui clan Vassallo e gli affitti delle scuole. Eppure non ha cambiato idea. E Graziella? E Carlo Ruta, a Ragusa? E Nadia? E… Vabbe’, lasciamo andare. Mi sembra che un’idea ve la siate fatta. C’e’ tutta una serie, in Italia, di piccoli giornali e siti, coi loro – seri e professionali – redattori. Ogni tanto ne fanno fuori qualcuno, o lo minacciano platealmente; e allora se ne parla un po’. Tutti gli altri giorni fanno il loro lavoro cosi’, serenamente e soli, senza che a nessuno importi affatto – fra giornalisti “alti” e politici – se sono vivi o no. Eppure, almeno nel settore dell’antimafia, il novanta per cento delle notizie reali viene da loro.

Saviano e’ uno di loro. Quasi tutti i capitoli di Gomorra sono usciti prima su un sito (un buon sito, Nazione Indiana) e nessuno, salvo chi di mafia s’interessava davvero, se l’e’ cagati. Poi e’ successa una cosa ottima, cioe’ che l’industria culturale, il mercato, ci ha messo (o ha creduto di metterci) le mani sopra. Ne e’ derivato qualche privilegio, ma pagato carissimo, per lui. Ma ne e’ derivato soprattutto che – poiche’ l’industria culturale e’ stupida: vorrebbe creare personaggi mediatici, da digerire, e finisce per mettere in circolo contenuti “sovversivi” – un sacco di gente ha potuto farsi delle idee chiarissime sulla vera realta’ della camorra, che e’ un’imprenditoria un po’ piu’ armata delle altre ma rispettatissima e tollerata e, in quanto anche armata, vincente.
..
Ci sono tre cose precisissime che, in quanto antimafiosi militanti, dobbiamo a Saviano. Una, quella che abbiamo accennato sopra: la camorra non e’ la degenerazione di qualcosa ma la cosa in se’, il “sistema”. Due, che il lato vulnerabile del sistema e’ la ribellione anche individuale, etica. Tre, che lo strumento giornalistico per combattere questo sistema non e’ solo la notizia classica, ma anche la sua narrazione “alta”, “culturale”; non solo “giornalismo” ma anche, e contemporaneamente, “letteratura”. (Quante virgolette bisogna usare in questa fase fondante, primordiale: fra una decina d’anni non occorreranno piu’). Dove “letteratura” non e’ l’abbellimento laterale e tutto sommato folklorico, alla Sciascia, ma il nucleo della stessa notizia che si fa militanza.

Nessuna di queste cose e’ stata inventata da Saviano. Il concetto di “sistema”, anziche’ di semplice (folkloristica) “camorra” e’ stato espresso contemporaneamente, e credo sempre su Nazione Indiana, da Sergio Nazzaro (non meno bravo di Saviano: e vive vendendo elettrodomestici); e forse prima ancora, sempre a Napoli, da Cirelli. L’aspetto fortemente etico-personale della lotta non alla “mafia” ma al complessivo sistema mafioso e’ egemone gia’ nelle lotte degli studenti (siciliani ma non solo) dei tardi anni Ottanta. La simbiosi fra giornalismo e “letteratura”, che e’ forse l’aspetto piu’ “scandaloso” (e che piu’ scandalizza; e non solo a destra) di Saviano e’ gia’ forte e completa in Giuseppe Fava, e nella sua scuola.

Le “scoperte” di Saviano sono dunque in realta’ scoperte non di un singolo essere umano ma di una intera generazione, sedimentate a poco a poco, nell’estraneita’ e indifferenza dell’industria culturale, in tutta una filiera di giovani cervelli e cuori. Alla fine, maturando i tempi, e’ venuto uno che ha saputo (ed ha osato) sintetizzarle; e che ha avuto la “fortuna” di incontrare, esattamente nel momento-chiave, anche l’industria culturale. Che tuttavia non l’ha, nelle grandi linee, strumentalizzato ed e’ stata anzi (grazie allo spessore culturale di Saviano, ma soprattutto dell’humus da cui vien fuori) in un certo qual senso strumentalizzata essa stessa.

Questa e’ la nostra solidarieta’ con Saviano. Non siamo degli Umberto Eco o dei Veltroni, benevoli ma sostanzialmente estranei, che raccolgano firme e promuovano (in buona fede) questa o quella iniziativa. Siamo degli intellettuali organici, dei militanti (“siamo” qui ha un senso profondissimo, di collettivo) che hanno un lavoro da compiere, ed e’ lo stesso lavoro cui sta accudendo lui. Anche noi abbiamo avuto paura, spesso ne abbiamo, e sappiamo che in essa nessuno essere umano puo’ attendersi altro conforto che da se stesso. Roberto, che e’ giovane, vedra’ certo la fine di di questo orrendo “sistema” e avra’ l’orgoglio di avervi contribuito: non – poveramente – da solo ma volando alto e insieme, con le piu’ forti anime di tutta una generazione.
..
La corruzione di una repubblica nasce dal proliferare delle leggi.
Tacito
..
Saviano ringrazia

GRAZIE per tutto quanto state facendo. E’ difficile dimostrare quanto sia importante per me quello che e’ successo in questi giorni. Quanto mi abbia colpito e rincuorato, commosso e sbalordito sino a lasciarmi quasi senza parole. Non avrei mai immaginato che potesse accadere niente di simile, mai mi sarei sognato una tale reazione a catena di affetto e solidarieta’.
Grazie al Presidente della Repubblica, che, come gia’ in passato, mi ha espresso una vicinanza in cui non ho sentito solo l’appoggio della piu’ alta carica di questo paese, ma la sincera partecipazione di un uomo che viene dalla mia terra.
Grazie al presidente del Consiglio e a quei ministri che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarieta’ sottolineando che la mia lotta non dev’essere vista disgiunta dall’operato delle forze che rappresentano lo Stato e anche dall’impegno di tutti coloro che hanno il coraggio di non piegarsi al predominio della criminalita’ organizzata. Grazie allo sforzo intensificato nel territorio del clan dei Casalesi, con la speranza che si vada avanti sino a quando i due latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine – i boss-manager che investono a Roma come a Parma e Milano – possano essere finalmente arrestati.
Grazie all’opposizione e ai ministri ombra che hanno appoggiato il mio impegno e quanto il governo ha fatto per la mia sicurezza. Scorgendo nella mia lotta una lotta al di la’ di ogni parte.
Le letture delle mie parole che sono state fatte in questi giorni nelle piazze mi hanno fatto un piacere immenso. Come avrei voluto essere li’, in ogni piazza, ad ascoltare. A vedere ogni viso. A ringraziare ogni persona, a dirgli quanto era importante per me il suo gesto.
Perche’ ora quelle parole non sono piu’ le mie parole. Hanno smesso di avere un autore, sono divenute la voce di tutti. Un grande, infinito coro che risuona da ogni parte d’Italia. Un libro che ha smesso di essere fatto di carta e di simboli stampati nero su bianco ed e’ divenuto voce e carne. Grazie a chi ha sentito che il mio dolore era il suo dolore e ha provato a immaginare i morsi della solitudine.

Grazie a tutti coloro che hanno ricordato le persone che vivono nella mia stessa condizione rendendole cosi’ un po’ meno sole, un po’ meno invisibili e dimenticate.
Grazie a tutti coloro che mi hanno difeso dalle accuse di aver offeso e diffamato la mia terra e a tutti coloro che mi hanno offerto una casa non facendomi sentire come uno che si e’ messo nei guai da solo e ora e’ giusto che si arrangi.

Grazie a chi mi ha difeso dall’accusa di essere un fenomeno mediatico, mostrando che i media possono essere utilizzati come strumento per mutare la consapevolezza delle persone e non solo per intrattenere telespettatori.

Grazie alle trasmissioni televisive che hanno dato spazio alla mia vicenda, che hanno fatto luce su quel che accade, grazie ai telegiornali che hanno seguito momento per momento mutando spesso la scaletta solita dando attenzione a storie prima ignorate.

Grazie alle radio che hanno aperto i loro microfoni a dibattiti e commenti, grazie specialmente a Fahrenheit (Radio 3) che ha organizzato una maratona di letture di Gomorra in cui si sono alternati personaggi della cultura, dell’informazione, dello spettacolo e della societa’ civile. Voci che si suturano ad altre voci.

Grazie a chi, in questi giorni, dai quotidiani, alle agenzie stampa, alle testate online, ai blog, ha diffuso notizie e dato spazio a riflessioni e approfondimenti.
Da questo Sud spesso dimenticato si puo’ vedere meglio che altrove quanto i media possano avere talora un ruolo davvero determinante. Grazie per aver permesso, nonostante il solito cinismo degli scettici, che si formasse una nuova sensibilita’ verso tematiche per troppo tempo relegate ai margini. Perche’ raccontare significa resistere e resistere significa preparare le condizioni per un cambiamento.

Grazie ai social network Facebook e Myspace, da cui ho ricevuto migliaia di messaggi e gesti di vicinanza, che hanno creato una comunity dove la virtualita’ era il preludio piu’ immediato per le iniziative poi organizzate in piazza da persone in carne e ossa.

Grazie ai professori delle scuole che hanno parlato con i ragazzi, grazie a tutti coloro che hanno fatto leggere e commentare brani del mio libro in classe. Grazie alle scuole che hanno sentito queste storie le loro storie.
Grazie a tutte le citta’ che mi hanno offerto la cittadinanza onoraria, a queste chiedo di avere altrettanta attenzione a chi concedono gli appalti e a non considerare estranei i loro imprenditori e i loro affari dagli intrecci della criminalita’ organizzata.

E grazie al mio quotidiano e ai premi Nobel e ai colleghi scrittori di tante nazionalita’ che hanno scritto e firmato un appello in mio appoggio, scorgendo nella vicenda che mi ha riguardato qualcosa che travalica le problematiche di questo paese e facendomi sentire a pieno titolo un cittadino del mondo.

Eppure Cesare Pavese scrive che “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’e’ qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

Io spesso in questi anni ho pensato che la cosa piu’ dura era che nessuno fosse li’ ad aspettarmi. Ora so, grazie alle firme di migliaia di cittadini, che non e’ piu’ cosi’, che qualcosa di mio e’ diventato qualcosa di nostro. E che paese non e’ piu’ – dopo questa esperienza – un’entita’ geografica, ma che il mio paese e’ quell’insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare. Grazie.
..
San Matteo v.10
Jorge Arbeleche

Beati i perseguitati a causa della giustizia,
perche’ di questi
e’ il regno dei cieli.

Che la luce del mattino lo illumini, e la luce della notte,
e quella che esce dai cardi, e quella che nasce dai sassi,
e quella che vive negli occhi senza tempo delle cose
.

Supplico ora la luce,
supplico il tempo, la paura e la morte,
il sonno insonne, l’aspra veglia,
l’erba che lo vedra’ passare nella corsa,
il suo volo germogliante in astri presagiti,
supplico l’uccello d’amore che dovra’ misurare il suo cielo
e il suo trionfo
.

Supplico chi lo ha amato
Perche’ attraverso l’aria e gli oggetti,
in sillabe d’amore,
lo segua col suo amore e col suo canto
.

Supplico la notte e gli amanti
Nel loro abbraccio di voli e di radici,
supplico i lieti e i mesti
di illuminarlo anche attraverso la gioia e la paura
.

Supplico quello che piange o che ha pianto,
chi conosce la morte e non la teme,
chi si sente la vita nell’acqua rotonda del suo ventre,
chi vive nell’amore e d’amor muore,
supplico tutti di fare luce sulla sua rotta
.

Il suo passo illumina la notte
E nel passare del tempo il suo tempo lascia tracce.
Nel buio si perde e lo ascoltiamo
.

E’ il silenzioso. Quello del sangue nuovo
Uno di loro. L’uomo. Il perseguitato.

..

http://www.masadaweb.org

1 commento »

  1. berlusconi smentisce quel che dice Berlusconi.
    Miracolo!
    Ci deve essere un clone che ha la faccia di Berlusconi, il controllo tv di Berlusconi, il potere politico di Berlusconi, parla con la voce di Berlusconi e dice le stronzate megagalattiche di Berlusconi, minaccia di mandare la polizia contro gli studenti, vuol domare il dissenso con la seconda Bolzaneta di Berlusconi e insiste a proporre mafiosi al parlamento e poco di buono al governo con la forza che ha Berlusconi, perà berlusconi non è.
    berlusconi (quello vero) dice che quel perfido indegno e nazista Berlusconi lì non è lui, è un altro. E allora, o siamo in caso grave di schizofrenia oppure, siccome un paese intero non può avere le traveggole e non esiste che Mediaset madi in onda i discorsi perfidi di un clone, chi è quel pezzo di merda che sentiamo parlare in tv?
    Sarà Bonaiuti travestito da berlusconi?
    Ora, io non credo che, come in USA c’è una Sara Palin finta e una vera, anche noi abbiamo un Berlusconi finto e uno vero.
    Quello finto lo conosciamo: puttaniere, mafioso, evasore incallito, pippaiolo, cocainomane, menzognero, avido di potere e grezzo di democrazia.. ma quello vero come sarà? Un pio omarino che fa opere pie, santarello, fedele alla moglie e dedito al bene del paese?
    E’ un magnifico caso di bipolarismo unipersonale. Un classico dell’eziologia clinica.
    Dovremo santificare anche lui come Pio XII?

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 23, 2008 @ 3:17 pm | Replica


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