Nuovo Masada

Ottobre 10, 2008

MASADA n. 801. 10-10-2008. Banche e altri vizi

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 4:48 pm

L’uomo diventa uomo soltanto attraverso gli altri, insieme agli altri, per gli altri” (antichissimo detto africano )
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“Un banchiere e’ un tizio che ti presta l’ombrello quando c’e’ il sole e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere”
Mark Twain
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“Abbiamo fiducia in te, ti dicono le banche. Ma poi ti chiedono i documenti per accettare i tuoi soldi e ti prestano una biro legata con una catenella”
Beppe Grillo.
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“Cari colleghi…”, dicono i rapinatori quando entrano in una banca.
Un motivo ci sara’…
Jerome Wilder
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Cos’e’ rapinare una banca al paragone di fondarne una?
Bertold Brecht
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La Banca e’ un posto dove vi prestano denaro se potete dimostrare di non averne bisogno.
Bob Hope
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Le banche non credono in Dio. Credono in un solo totem: il lucro, il loro.
Se hai un debito di diecimila dollari e’ affar tuo, ma se e’ di un milione e’ un problema delle banche.
L’economia sa tutto di te e tu non sai niente dell’economia. La tua banca sa tutto di te, di quanti soldi hai, e quando li spendi; ma tu non sai niente di cosa fa la banca dei tuoi soldi, dove li mette, e se ce li ha.
Beppe Grillo
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Provavo sempre una sorta di ebbrezza quando spiegavo ai miei studenti che le teorie economiche erano in grado di fornire risposte a problemi economici di ogni tipo. Ero rapito dalla bellezza e dall’eleganza di quelle teorie. Poi, tutt’a un tratto, cominciavo ad avvertire un senso di vuoto. A cosa servivano tutte quelle belle teorie se la gente moriva di fame sotto i portici e lungo i marciapiedi?
Quando oggi qualcuno mi chiede come mi sono venute tutte quelle idee innovative… io rispondo che abbiamo guardato come funzionano le altre banche e abbiamo fatto il contrario.
Yunus fondatore del microprestito

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Conflitto di interessi e banche
Viviana

Berlusconi possiede una banca e mette la figlia a capo di una delle maggiori banche del paese.
La sua ascesa e’ partita dalla Banca di Via Rasini, unica concessionaria della mafia a Milano per riciclare denaro sporco, anche del narcotraffico colombiano, banca in cui lavorava suo padre e che ha finanziato la sua grande fortuna come immobiliarista, settore privilegiato dalla mafia per riciclare denaro sporco.
Ha indultato i reati finanziari (vedi la bancarotta fraudolenta della moglie di Dini), depenalizzato la frode in bilancio e ha appena tentato nel decreto Alitalia di rendere non processabili i manager che hanno rovinato la loro azienda.
Il Pd era pronto a tutto pur di avere la sua banca (col caro Consorte, Fassino e D’Alema) ed ha anche boicottato la Bocassini che voleva indagare sulle sue scalate bancarie
Dx, sx e centro in 60 anni hanno salvato piu’ volte dal fallimento quasi tutte le banche italiane versando loro soldi dello Stato, cioe’ nostri, si veda solo i miliardi regalati al banco di Sicilia e a quello di Roma.
Tutti i partiti si sono poi sporcati le mani con collusioni con quel delinquente di Fazio, Governatore di Bankitalia, mai condannato, che pervertiva il suo potere di controllo per dare indicazioni illecite su come far soldi presto e bene, con l’appoggio anche della banca del Vaticano, la protezione dell’Opus dei e l’appoggio di Ruini e del vescovo Giovan Battista Re. Era anche a capo dei Legionari di Cristo che dovevano rastrellare soldi in modi leciti e illeciti per sovvenzionare le scuole cattoliche.
La Lega ha voluto la sua banca e Bossi ha incitato quei fessacchiotti di leghisti a versarci i loro soldi, poi Calderoli ci ha fatto i suoi bei guadagnini e Fiorani ha messo su un sistema con cui la Banca di Lodi rubava ai correntisti e versava pure oboli allo IOR, 30 miliardi su conto estero al Vaticano.
Ed e’ con questa congrega di brave persone che dovremmo risanare il sistema bancario e finanziario italiano per il bene del paese?

Viviana
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E intanto che si fumavano i titoli tossici
carceravano i giovani che si fumano marijuana
Piu’ falsi di cosi’…!
viviana
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PERCHE’ IL SALVATAGGIO DI WALL STREET PUZZA
Mike Whitney

Siamo in una situazione di panico generalizzato e siamo ritornati a rischio di crollo sistemico dell’intero sistema finanziario. E le autorita’ Usa e quelle straniere sembrano non avere capito nulla su cosa ci sia bisogno di fare.
Da quasi un anno ci stiamo chiedendo: perche’ gli investitori e le banche straniere che hanno comprato centinaia di miliardi di dollari di titoli poggiati sui mutui [mortgage-backed securities, MBS] da banche di investimento Usa non hanno intrapreso alcuna azione legale contro queste stesse banche, o iniziato un boicottaggio dei prodotti finanziari Usa per impedire che altre persone venissero derubate?
E’ perche’, dietro le scene, Henry Paulson & Co. stavano lavorando ad un accordo per gettare tutto questo casino da miliardi di dollari sui contribuenti Usa. Questa e’ la vera ragione dietro a questo spreco da $ 700 miliardi; cancellare gli enormi debiti generati dal piu’ grande caso di truffa della storia. Il membro del congresso Brad Sherman la spiegato mercoledi’ notte a Larry Kudlow:
“Il decreto fornisce centinaia di miliardi di dollari per salvare gli investitori stranieri. Non fornisce alcun reale controllo sui poteri di Paulson. Vi e’ un comitato di controllo ma non e’ un vero comitato che puo’ farsi avanti e cambiare quello che lui fa. E’ un programma da $ 700 miliardi gestito da un impiegato part-time e non vi e’ limite sui salari da un milione di dollari al mese… Il tutto e’ molto chiaro. La Bank of Shanghai puo’ trasferire tutti i suoi beni tossici alla sua sede di Los Angeles che poi il giorno dopo li rivende al Tesoro. Ho proposto un emendamento per fare in modo che se questi beni non fossero stati posseduti da un’entita’ americana, pure una sussidiaria, ma almeno una qualche entita’ negli Usa, il Tesoro non avrebbe potuto comprarli. E’ stato rigettato.
Il decreto e’ molto chiaro. Beni ora detenuti in Cina e a Londra possono essere venduti a societa’ Usa lunedi’ e poi rivenduti al Tesoro martedi’. Paulson ha detto chiaramente che avrebbe chiesto un veto di qualunque legge contenente un chiaro emendamento che affermasse che non possono essere venduti al Tesoro beni non posseduti da cittadini americani al 20 di settembre. Centinaia di miliardi di dollari sono destinati a salvare gli investitori stranieri. Lo sanno, lo hanno chiesto, il decreto e’ stato accuratamente scritto per far si’ che accada cio’”.
Percio’, perche’ il segretario al Tesoro non ha spiegato al popolo americano il vero scopo del salvataggio? Puo’ essere che egli sappia che il suo salvataggio da $ 700 miliardi finira’ come il dirigibile Hindenburg, svanendo coperto dalle fiamme?
Questo e’ un decreto terribile, e conferisce autorita’ assoluta ad uno degli attori centrali dello scandalo, Henry Paulson, che e stato presidente della Goldman Sachs al tempo in cui questi titoli MBS spazzatura venivano rifilati in giro per il pianeta ad investitori creduloni. Ora Paulson sara’ nella posizione di ricomprare qualunque “bene in difficolta’” egli ritenga porre una minaccia alla “stabilita’ del mercato finanziario”. E’ chiaro che Paulson utilizzera’ i suoi poteri privi di controlli per fare tabula rasa e rimuovere qualunque possibilita’ che gli investitori stranieri possano intraprendere azioni legali contro i perpetratori della truffa: le giganti banche di investimento di Wall Street.
Dunque, com’e’ possibile che il popolo americano accetti di pagare per evitare future spese legali a Paulson & Co.? E’ questo il modo in cui le tasse dei contribuenti dovrebbero essere spese, anziche’ in educazione, sanita’ e infrastrutture?
Vi e’ un’altra ragione per cui Paulson ha lavorato cosi’ duramente per l’approvazione del decreto Salvataggio per i Tycoons; perche’ e’ una manna dal cielo per i giganti del sistema bancario. La Citigroup non ha raccolto la Wachovia per puro caso, ne’ la JP Morgan ha acquistato Washington Mutual perche’ voleva compiere il suo dovere civico e impedire il totale collasso del sistema. Assolutamente no; sapevano chiaramente dove soffiava il vento. Di fatto, non ce n’e’ uno di questi casi che non mandi puzza di bruciato.

Questo ha detto Sara Lepro di AP:
“La Citigroup ha acconsentito lunedi’ ad acquistare le operazioni bancarie della Wachovia per $ 2,1 miliardi in un accordo combinato dai regolatori federali, rendendo la banca di Charlotte l’ultima vittima della sempre piu’ vasta crisi finanziaria globale.
L’accordo espande grandemente i diritti di vendita della Citigroup—fornendole un totale di piu’ di 4300 filiali Usa e 600 miliardi in depositi—e le assicura un posto tra le Tre Grandi dell’industria bancaria Usa, assieme alla Bank of America Corp. e alla JP Morgan Chase & Co.
Ma tutto cio’ avviene ad un costo: Citigroup Inc. ha detto che ridurra’ i suoi dividendi trimestrali della meta’, a 16 centesimi. Diluira’ anche gli attuali azionisti vendendo 10 miliardi di azioni ordinarie per sostenere la sua posizione di capitale. Oltre ad essersi assunta $ 53 miliardi in debiti, Citigroup assorbira’ sino a 42 miliardi di perdite del portafoglio prestiti da 312 miliardi della Wachovia, mentre la Federal Deposit Insurance Corp si e’ dichiarata d’accordo a coprire le rimanenti perdite. Citigroup emettera’ anche azioni privilegiate e garanzie per la FDIC per 12 miliardi di dollari.”

Questa e’ la frase chiave della Lepro:
“Il piano di salvataggio per le istituzioni finanziarie da $ 700 miliardi proposto dal governo, votato lunedi’ dalla Camera dei Rappresentanti, probabilmente si dimostrera’ un ulteriore guadagno per la Citi.
Mentre il piano e’ in generale progettato per impedire che le banche si approfittino della vendita al governo di beni in difficolta’, vi e’ un’eccezione per il caso di beni acquistati in una unione o in un rilevamento, o da aziende che hanno fatto bancarotta. Questo permetterebbe alla Citigroup di vendere le obbligazioni tossiche e altri beni ottenuti dalla Wachovia per un prezzo piu’ alto di quello realmente pagato per essi”.
Percio’ la Citi non solo ottiene un’armata di correntisti (il piu’ economico capitale disponibile!) ma, allo stesso tempo, potra’ scaricare tutta la sua spazzatura poggiata sui mutui sui contribuenti! E, indovinate un po’, l’affare fatto dalla JP Morgan e’ praticamente identico. E’ o no un giochetto da esperti?
Qualcuno ha voglia di scommettere che anche la G-Sax otterra’ un posto in prima fila succhiando miliardi di dollari dei contribuenti per rimettere assieme il suo traballante bilancio?
E quale sara’ il risultato netto della rapina da parte dei banchieri gangster di Paulson? Maggiore consolidamento dell’industria finanziaria e totale distruzione delle banche locali e regionali. Questa e’ una cosa certa. Le piccola banche di tutta la nazione se la prenderanno in saccoccia se passa il decreto. Potete scommetterci.
Il paese non ha tempo per questa cinica caccia al tesoro. Il sistema sta mostrando pessimi segni e abbiamo UNA sola possibilita’ per fare un buon decreto di emergenza.

Secondo Bloomberg News, “La Federal Reserve immettera’ ulteriori $ 630 miliardi nel sistema finanziario globale, allagando le banche di contanti per alleviare la peggiore crisi bancaria dai tempi della Grande Depressione. La Fed ha aumentato i suoi scambi di valuta con banche centrali straniere da $ 330 miliardi a $ 620 miliardi per rendere una maggiore quantita’ di dollari disponibile in tutto il mondo. Il Term Auction Facility, il programma d’emergenza di prestiti della Fed, si espandera’ da $ 300 miliardi a $ 450 miliardi. Tra le autorita’ partecipanti vi sono la Banca Centrale Europea, la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone.
La crisi si sta riflettendo su tutta l’economia globale, provocando la caduta del mercato azionario e costringendo i governi europei a salvare quattro banche negli ultimi due giorni appena”. (Bloomberg)
Afferrato il concetto? La Fed aveva gia’ accantonato il voto negativo del Congresso e pompato denaro nel sistema; e guardate cos’e’ successo.Nulla!
Il Libor [London Interbank Offered Rate. Da Wikipedia: “Il libor e’ il tasso di riferimento europeo al quale le banche si prestano denaro tra loro, spesso durante la notte, dopo la chiusura dei mercati” N.d.t.] e’ ancora al massimo storico, il Ted spread [Il Ted spread e’ la differenza tra i tassi di interesse dei prestiti interbancari e quelli dei buoni del Tesoro USA a breve termine. E’ un indice del rischio percepito sul credito, dato che i buoni del Tesoro sono considerati a basso rischio a differenza dei prestiti interbancari N.d.t.] si e’ allargato livelli record mentre i prestiti interbancari sembrano bloccati ad un punto morto. Vi e’ una corsa al mercato valutario che sta riducendo la capacita’ delle imprese di utilizzare credito a breve termine. Il sistema si sta spegnendo, amici, e l’olio di serpente di Paulson non servira’ a nulla. 400 economisti di fama—non i falchi fanatici che lavorano per l’amministrazione Bush –si sono opposti a questo piano di salvataggio.

Questo e’ un disastro in tempo reale e richiede vere soluzioni. Come fa notare Nouriel Roubini, presidente della Roubini Global Economics, siamo sull’orlo della “madre di tutte le corse agli sportelli”, un saccheggio senza confini delle riserve che farebbe crollare il sistema finanziario. Questa e’ l’opinione di Roubini su quale sara’ la prossima testa a cadere:
“Il prossimo passo di questo panico potrebbe diventare la madre di tutte le corse gli sportelli, cioe’ una corsa agli oltre $1000 miliardi di prestiti interbancari a breve termine con l’estero del sistema finanziario e bancario Usa, dato che le banche straniere si stanno iniziando a preoccupare della sicurezza delle loro esposizioni liquide verso le istituzioni finanziarie USA; tale silenziosa corsa agli sportelli da oltre confine e’ gia’ iniziata dal momento che le banche straniere sono preoccupate della solvibilita’ delle banche Usa e stanno iniziando a ridurre la loro esposizione. E se questa corsa accelera, come potrebbe accadere, potrebbe avvenire un collasso totale del sistema finanziario Usa. Siamo percio’ ora in una situazione di panico generalizzato e siamo ritornati a rischio di crollo sistemico dell’intero sistema finanziario. E le autorita’ Usa e quelle straniere sembrano non avere capito nulla su cosa ci sia bisogno di fare. Forse dovrebbero gia’ oggi iniziare una coordinata riduzione di 100 punti base dei tassi in tutte le maggiori economie del mondo per mostrare che hanno seriamente iniziato a riconoscere e ad affrontare questa crisi finanziaria in rapido peggioramento.” (Nouriel Roubini, EconoMonitor)

Non un solo centesimo dovrebbe andare a questa ultima truffa di Wall Street. Nessun salvataggio!

http://www.counterpunch.org
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SPEZZARE L’ETERNO GIOCO DEL PADRONE E DELLO SCHIAVO
di Pierluigi Paoletti (Centro Fondi )

Il senato americano ha approvato la manovra di salvataggio per il mondo finanziario per 700 miliardi di dollari. Le sofferenze reali sui mutui intervengono pero’ solo per 200 mld, ma considerando che qualcosa le banche riusciranno a recuperare dagli immobili, possiamo dire che le reali perdite potrebbero essere 100 mld. Dove finiscono allora gli altri 600 mld che Paulson gestira’ da buon padre padrone? Quali sono le reali condizioni finanziarie delle banche americane?
A parte questi “piccoli” e ragionevoli dubbi, rimane il fatto che il popolo viene fatto pagare in modo molto salato per almeno due volte, uno per l’indebitamento e uno per il salvataggio del sistema finanziario.
Il fatto e’ che anche questi “spiccioli” non serviranno a un bel niente, sara’ come dare un’aspirina ad un malato terminale. Intanto si consente di far sopravvivere, ancora una volta, un sistema gia’ morto ormai da prima della bolla speculativa del 2000.
Purtroppo, l’Europa seguira’ l’esempio americano, l’Irlanda ha gia’ coperto le falle garantendo i depositi, la Francia sta studiando un piano europeo e quindi presto anche noi contribuiremo a mantenere in vita un sistema che e’ uno zombie.
Infatti questa enorme infusione di liquidita’ non risolve il problema, ma allontanera’ solamente il momento della resa dei conti. E’ ormai da molti mesi che il sistema delle “bande centrali” sta immettendo liquidita’ nel sistema, a breve si abbasseranno anche i tassi ed e’ pensabile che i mercati finanziari prima o poi reagiranno a questa ulteriore iniezione di droga e quindi anche l’economia abbia un momento di apparente ripresa di cui noi italiani, grazie alla cura ultratrentennale dei nostri politici, non ci accorgeremo nemmeno.
Perche’ diciamo che il sistema e’ gia’ morto e che si sta tentando di rianimare uno zombie? La riposta e’ nel grafico di lungo periodo dei tassi e prendiamo ad esempio quelli americani.
Appare evidente un ciclo dei tassi che e’ partito dal dopoguerra, ha avuto un massimo negli anni ’80 e poi una lunga fase discendente fino ai giorni nostri dove ha toccato il minimo.
Le fasi intermedie dove vedete i tassi scendere sono le fasi di recessione dei cicli intermedi dell’economia di 3-5 anni che si inseriscono in questo grande ciclo.
Se vedete il denaro come una merce, si alza il prezzo quando c’e’ molta richiesta (tassi in aumento) e si abbassa il prezzo quando c’e’ poca richiesta (tassi in diminuzione) per renderlo maggiormente appetibile, allora la cosa si chiarisce ancora di piu’.
Il sistema bancario ha attinto dal sistema economico in espansione tassi che sono arrivati fino al 20% a dimostrazione che l’economia fino a quel momento riusciva a pagare tassi cosi’ elevati pur continuando ad espandersi.
Dagli anni ’80 qualcosa e’ successo, perche’ i tassi sono scesi costantemente?
Semplicemente perche’ proprio negli anni ’80 il debito accumulato, che sino ad allora stava sonnecchiando, e’ esploso partendo con una progressione esponenziale.
L’esplosione del debito, se non accompagnata da una riduzione del costo del denaro, avrebbe portato velocemente alla paralisi del sistema economico e finanziario ed alla morte della gallina dalle uova d’oro perche’ fette sempre maggiori di ricchezza venivano sottratte al sistema dai costi esponenziali del debito.
In pratica il sistema bancario e la moneta messa in circolazione a fronte di un indebitamento come avviene oggi, o da parte degli stati, tramite l’emissione di obbligazioni statali, o dei privati con prestiti, linee di credito aziendali, mutui ecc., si comporta come un vampiro che succhia al sistema energia in quantita’ sempre maggiori fino a che il corpo (sistema economico) non collassa e per non collassare gli vengono forniti anestetici e droghe (denaro a debito) per continuare ad andare avanti ancora un po’.
Ai giorni nostri la curva del debito ormai assorbe quote talmente imponenti del reddito prodotto dall’economia che il corpo sta letteralmente collassando e se non si libera velocemente del vampiro, che continua insaziabile a succhiare la sua energia, a breve spirera’.
Per questo e’ necessario che il sistema economico, per reggere a questi travasi sempre maggiori di energia, debba crescere sempre, senza tregua. Per questo ci incitano sin da bambini alla “competitivita’” ad essere sempre meglio degli altri e ci mettono gli uni contro gli altri e sempre per questo siamo in forte debito con le risorse del pianeta.
La situazione non e’ dissimile dai bozzoli dove le macchine allevavano gli umani e da cui traevano energia descritti magistralmente in Matrix, film da vedere e rivedere molte e molte volte.
L’organismo economico non puo’ sostenere piu’ questo travaso impressionante di energia e rischia il collasso. Spero che a questo punto capiate come sia impensabile anche solo immaginare di vivere ancora dentro questo sistema con questi parassiti da sfamare e quindi le soluzioni sono o la morte dell’organismo, cosa che hanno tentato piu’ volte di scatenare con una guerra mondiale, oppure una enorme crisi economica e finanziaria che permetterebbe al sistema di perpetuarsi ancora nell’eterno gioco del padrone (le banche) e degli schiavi (noi).
Il “risveglio” in atto delle masse, sempre piu’ desiderose di capire, sta mettendo a dura prova l’eterno gioco del “cambiare tutto per non cambiare niente” ed e’ per questo che riteniamo che questa ultima fase sia cruciale per il ripristino di un sistema libero dalla schiavitu’ e che veda il popolo riappropriarsi delle sovranita’ che gli sono state negate:
•Sovranita’ monetaria, dove il denaro sia solo un mezzo ed uno strumento di scambio e non di sopraffazione come invece e’ adesso
•Sovranita’ territoriale come dimostrano gli episodi di Chiaiano e Vicenza
•Sovranita’ della salute senza le lobbies del farmaco che creano schiere di malati per poi curarli speculando sul dolore e la sofferenza
Siamo ormai invasi dai mr. Smith, sempre per rimanere nella metafora del film Matrix, che assumono le sembianze di Bush, Berlusconi, Paulson, Tremonti, Trichet, La Russa, Putin, ma il matrix, quella rete di menzogne e condizionamenti, finalmente si sta velocemente sgretolando.
Il lavoro per recuperare la liberta’ non sara’ facile, ma ne varra’ la pena, ognuno di noi pero’ deve fare la sua parte e non puo’ piu’ delegare nessuno.
Dobbiamo ricostruire l’economia distrutta scientificamente per permettere al sistema di diventare indispensabile, ripartendo dalla spina dorsale di ogni economia ovvero l’agricoltura e la comunita’.
Fuori dalla logica della crescita continua e del debito perpetuo si apre un mondo di abbondanza e si liberano talmente tante ricchezze da risolvere tutti quegli squilibri, poverta’, fame, corruzione, sfruttamento, sopraffazione, di cui il sistema aveva necessita’ e di cui si alimentava.

www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_1.pdf
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Non vedo che cosa c’e’ di strano: i banchieri americani hanno stampato moneta falsa ed il governo la ricompra. Il problema e’ che non e’ piu’ vero che “il governo punisce chi stampa moneta falsa” come sta scritto sulle banconote ma questo non era certo un mistero. Andatevi a leggere i nomi di tutti gli scandali finanziari dal 29 in poi e vedrete che troverete sempre gli stessi: Morgan, Lehman e soci. Da sempre sui mercati finanziari c’e’ un’impunita’ totale che genera a distanza di 15 anni scandali su scandali che “tosano” solo i poveri risparmiatori che credono nel libero mercato che premia i bravi e punisce i cattivi!
Bloggher
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Armando Di Napoli (bloggher)

I politici sono camerieri dei banchieri, scrisse Erza Pound. Nell’epoca dei fallimenti bancari si stanno dimostrando maggiordomi associati, come abbiamo costatato ieri dal vertice del G4 i presidenti di Francia, Inghilterra, Italia e Germania all’unisono hanno difeso il sistema bancario accordando mega finaziamenti, che peseranno sulle spalle dei contribuenti. Loro devono fare di tutto per salvare le banche dove sono i loro soldi sopra i conti rubati in tanti anni di professione politica. Ecco il loro piano infame. Impegno solenne a sostenere le banche. Questo l’accordo raggiunto fra i leader di Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna per far fronte alla crisi finanziaria internazionale. Le misure verranno decise da ciascuno Stato membro, ma dovranno essere coordinate con quelle degli altri paesi. I membri europei del G8 chiedono alla Commissione di mostrarsi flessibile nell’applicare i criteri previsti dal Trattato sugli aiuti di stato e invocano l’eccezionalita’ della situazione economica per allentare le redini del Patto di Stabilita’. La Bei sosterra’ le piccole e medie imprese con 30 miliardi di euro.
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IL FALLIMENTO DEL NEOLIBERISMO
Italo Di Sabato
peacelink

La tanto temuta crisi dei mercati finanziari e’ dunque giunta fino alla Vecchia Europa. Ieri i listini delle borse, da Francoforte a Londra, da Parigi a Milano, hanno fatto registrare cali record di quasi dieci punti percentuali. A niente sono servite le rassicurazioni della BCE e le dichiarazioni degli ingessati capi di Stato europei dei giorni scorsi, il trend negativo, la sfiducia, si e’ espansa a macchia d’olio tra gli operatori finanziari, segno inequivocabile che qualcosa di marcio sta bollendo nel pentolone della finanza globalizzata e del tanto strombazzato neoliberismo deregolato e deregolatore.
Adesso voglio vedere se fra i coriferi del capitalismo a qualunque costo – umano, sociale, etico – ci sara’ qualcuno che avra’ l’onesta’ di dire che questa idea di societa’ e’ miseramente fallita cosi’ com’era successo nell’89 al comunismo, e che quello che sta succedendo negli Stati Uniti a banche e assicurazioni, che stanno trascinando nel baratro pensioni e risparmi di milioni di cittadini, e’ per l’Occidente uno sconquasso della stessa
drammatica intensita’ della caduta del muro di Berlino per il mondo che si ispirava ai principi del marxismo.
Perche’ questa fragilita’, questa corrotta ambiguita’ dell’economia di mercato era palese da tempo, eppure molti degli ultras del liberismo si ostinavano a sottolineare la “fine delle ideologie”. Ma se scavavi tra le pieghe del discorso, scoprivi che in realta’ l’unica ideologia che questi ultra’ reputavano morta e da seppellire era quella comunista. E anche quando erano costretti ad ammettere che in nome del libero mercato erano stati compiuti crudeli genocidi (come in Africa o in America latina), con aria falsamente ingenua erano pronti a chiederti: “Ma cosa mi offri in cambio? Non esiste un’alternativa”. E quindi si poteva mentire al mondo per fare le guerre, vendere armamenti, saccheggiare risorse, o si poteva condannare alla fame e alla miseria interi continenti, magari per difendere solo i privilegi e
continuare a rapinare le ricchezze dell’umanita’ meno attrezzata, meno pronta ad affrontare le sfide capziose del mercato.
Ci avevano detto che il liberismo era l’unica salvezza dell’umanita’, un sistema che aveva una soluzione per tutto, perche’ comandava l’infallibile mercato e la ricetta si era rivelata indiscutibile: quando l’economia non funzionava, bastava privatizzare e tutto si sarebbe risolto. Una presa per i fondelli colossale, senza il minimo pudore, se uno come Giulio Tremonti, il ministro dell’economia di un governo come quello di Silvio Berlusconi, che le regole non le ha mai rispettate, si e’ subito adeguato come un burocrate sovietico: “Dalla crisi si esce con piu’ intervento pubblico. Se il male e’ stato l’assenza di regole, la cura puo’ essere solo nella costruzione di regole”. Neanche un ministro democristiano dell’epoca della Cassa del mezzogiorno avrebbe potuto cambiare abito cosi’ in fretta. Avevamo dunque ragione noi, quella moltitudine di donne e uomini classificati come il popolo di Seattle ed erano nel giusto noi che a Genova, nel 2001, protestavamo contro il potere mercatista del G8 subendo una violenta e brutale repressione; sembra almeno questa la conclusione alla quale sono giunti il presidente Usa George Bush, liberista pentito trasformatosi in un batter di ciglia nel nuovo Roosvelt, e i suoi accoliti (Sarkozy, Berlusconi e Merkel). I fautori del mercato sopra a tutto si sono accorti, forse troppo tardi, di stare scherzando col fuoco del crack finanziario globale. Eliminazione del potere centralizzatore degli Stati e carta bianca consegnata agli stregoni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, una razza di predatori e di sciacalli che, in pochi anni, e’ riuscita a fare strazio delle risorse finanziarie globali.
Guadagnare subito e guadagnare il piu’ possibile in barba alla solidarieta’ e ad un funzionale e conveniente sistema di welfare pubblico, il risultato e’ sotto gli occhi di tutti: una crisi del capitalismo dalle conseguenze ancora ignote, anche se gli “esperti” si ostinano a negare per evitare un disastroso “effetto Argentina”.
La verita’ e’ che siamo in una crisi probabilmente peggiore di quella del 1929, che porto’ ad approvare legislazioni molto severe per regolamentare gli eccessi della finanza, regole che sono state progressivamente smantellate nel corso degli ultimi 30 anni, sull’onda del pensiero neoliberista che postulava un sempre minore intervento dello Stato nelle
questioni economiche e la capacita’ dei mercati di autoregolamentarsi.
Anche a seguito degli ultimi interventi pubblici in soccorso della finanza, sarebbe il caso di ammettere una volta per tutte che la fase politico-economica neoliberista si e’ chiusa con un solenne fallimento. E’ ora di voltare pagina e di rivedere alla base la governance internazionale e i meccanismi di controllo, vigilanza e regolamentazione dei mercati
finanziari. Se e’ probabilmente troppo tardi per evitare gli effetti peggiori di questa crisi, e’ l’unica strada possibile per evitare di ripartire come se nulla fosse successo, navigando a vista in attesa della prossima tempesta.
www.italodisabato.org
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Le bugie di Coffy
Viviana

Cofferati non e’ piu’ candidato alle elezioni amministrative di Bologna, ma non si e’ ritirato perche’ la moglie e’ di Genova, ma perche’ in 5 anni non poteva fallire piu’ clamorosamente nell’amministrazione di Bologna. Ultimo in classifica tra i sindaci italiani nel gradimento dei cittadini. Supponente, autoritario, egomane, pieno di se’, ha deluso tutti: impiegati comunali, insegnanti, automobilisti, negozianti, studenti, lavoratori, la CGIL e l’estrema sx. Peggio di cosi’ si muore. Lui dice che teme Guazzaloca. Guazzaloca e’ uno che non andava mai ai consigli comunali ed era sempre al bar di Piazza Maggiore a far niente e non e’ nemmeno stato candidato. Se teme uno cosi’ e’ caduto molto in basso. A Bologna aveva gia’ perso ed era solo l’ostinazione stolida dei dinosauri di partito a volerlo mantenere a forza.
Ci racconta che deve stare vicino alla seconda moglie. Se era un operaio delocalizzato cosa diceva? Vedrete che se gli propongono una candidatura a Roma o a Bruxelles accetta. Questa e’ ipocrisia.
Ho lavorato un anno della mia vita per lui, quando volle assemblee cittadine per fare il programma per Bologna, getto’ tutto nel cestino e fece l’inverso. Ma se il Pd continua a sbagliare e crede di candidare qualcuno dei suoi cloni, tipo De Maria, giuro che non vado nemmeno al seggio.
Questa e’ una citta’ di vecchi, dove le riunioni alla casa del popolo sembrano riunioni geriatriche, la vita media a Bologna e’ di 78,7 anni per gli uomini e di 83,5 anni, ma nemmeno i vecchi bastano piu’ a salvare un Pd decrepito e incapace di rinnovamento che da Imbeni in poi ha fatto sempre peggio.
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Chissa’ se per far fronte alla crisi economica in atto, il governo portera’ modifiche alle imposte tenendo conto anche di questa metastasi.
Cosa reputeranno piu’ importante?
Mantenere:
*i propri privilegi economici,
*la propria inettitudine nell’amministrare la cosa pubblica,
*gli sprechi irresponsabili
o cominciare ad agire con coscienza?
Girasole di Giugno,

Notizie Ansa
Greenspan ‘imputato’ per i derivati
L’ex numero uno della Fed non ha mai voluto imporre regole

Greenspan ‘imputato’ per i derivati(ANSA) – NEW YORK 9 OTT – Osannato per anni, l’ex numero uno della Fed Alan Greeenspan e’ ora accusato dai media americani di essere alla basi della crisi dei mutui. Lo stesso Greenspan aveva ammesso l’anno scorso di avere sottovalutato la crisi dei mutui subprime e di averne capito i rischi solo alla fine del suo mandato. Oggi, le accuse riguardano soprattutto la sua fiducia nei cosiddetti ’strumenti derivati’, emblematici dell’economia virtuale, per i quali la Fed non ha mai voluto scrivere regole ne’ porre vincoli.
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http://www.tendenzeonline.info/apcom/view.php?s=20081008_000168.xml
Roma, 8 ott. (Apcom) – L’Italia piomba in recessione e ci restera’ anche per il 2009 con un calo del Pil dello 0,2% accomunata, in questa marcia all’indietro dell’economia del prossimo anno, con la Spagna (-0,2), la Gran Bretagna (-0,1%) e l’Irlanda (-0,6%). E’ il verdetto del Fondo Monetario Internazionale che nel World Economic Outlook, presentato oggi a Washington, dipinge un quadro fosco per l’economia mondiale colpita dal “maggior shock dei mercati finanziari dagli anni ‘30″.
Le previsioni per l’Italia degli economisti di Washington sono molto piu’ pessimiste di quelle elaborate dal Governo nell’ultimo aggiornamento del Documento di programmazione economico-finanziaria che prevedeva per quest’anno una crescita dello 0,1% e per il prossimo addirittura un’accelerazione a quota 0,5% mentre sono piu’ vicini con gli scenari previsionali recessivi elaborati recentemente da Confindustria.
Il dato, oltretutto, mantiene il Belpaese nella scomoda posizione di fanalino di coda nella crescita tra i Paesi del G7, i cui ministri finanziari s’incontreranno venerdi’ a Washington proprio a margine degli incontri annuali Fmi. E su livelli inferiori rispetto alle previsioni medie del Fondo per Eurolandia che, nel biennio in questione, si attestano rispettivamente all’1,3% e allo 0,2% di crescita del Pil.
Con la recessione in Italia e’ previsto un crollo dell’inflazione, che dal 3,4% stimato per quest’anno l’anno prossimo calera’ nel 2009 all’1,9
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Delirium tremens..
Notizie del giorno
Paolo De Gregorio

-E’ un segno dei tempi! Steven Spielberg, il piu’ famoso regista holliwoodiano, lascia la Paramuont e sceglie di andare a produrre in India, nella cosiddetta Bollywood, gia’ da tempo il piu’ importante polo di produzione cinematografica al mondo con mille film prodotti l’anno e un totale di 3 miliardi di biglietti venduti.
La cosa ci piace perche’ vediamo sfaldarsi il monopolio americano a favore di piu’ poli, piu’ voci, piu’ culture, piu’ punti di vista.
Ed e’ anche un colpo alla lobby ebraico-sionista che ha in mano Hollywood che si spera avra’ meno soldi da mandare a Israele.

-Attenti ai truffatori! Esattamente come gli spacciatori americani di titoli tossici che hanno truffato banche e cittadini di mezzo mondo in nome della globalizzazione e del liberismo, cosi’ sono coloro che ci propongono il nucleare, spacciandolo per una operazione a rischio zero e soprattutto valida economicamente.
E (i truffatori) fanno delle cifre: 68 Euro a megawattora costerebbe il nucleare, contro i 130 del gas e 101 del carbone.
Naturalmente, come tutti i truffatori, vogliono fare i conti senza l’oste, e non mettono nel conto lo smaltimento e lo stoccaggio di rifiuti solidi ad alta radioattivita’ e l’enormita’ di rifiuti a media e bassa radioattivita’ dovuti allo smantellamento delle centrali, dopo 40 anni. Le centrali nucleari italiane, a 20 anni dal referendum che aboliva l’atomo, sono ancora li’, non sono nemmeno in sicurezza e rappresenteranno un grave pericolo per chissa’ ancora quanto tempo.
Questi costi di smantellamento e messa in sicurezza non sono ancora conosciuti perche’ non esistono ancora siti adatti, e coloro che parlano di economicita’ del nucleare sono doppiamente truffatori, perche’ i maggiori costi del nucleare insistono proprio dallo smantellamento delle centrali, e lo stoccaggio e custodia dei rifiuti, che resteranno radioattivi per 300.000 anni.

-Ho l’impressione che Osama Bin Laden abbia i giorni contati. Quando ci sono i preti di mezzo si gioca pesante e la notizia e’ che il mullah Omar e’ in rotta con Al Qaeda e si sta parlando con il capo del governo afgano Karzai, per arrivare a un reciproco riconoscimento e alla fine delle ostilita’.
Nessuno lo ha detto, ma penso che il prezzo da pagare per far sloggiare la Nato sia la testa di Bin Laden, e sull’altro piatto della bilancia ci sono i talebani al potere insieme a Karzai.
Il tutto sembra essere favorito dal re dell’Arabia Saudita Abdullah.
E’ una trama schifosa, ma pur di vedere gli anglo-americani sparire per sempre da quell’area insieme ai loro servi europei, e’ una possibilita’ accettabile
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Dal Molin
Olol Jackson, Presidio Permanente

La decisione del Consiglio di Stato, che accogliendo il ricorso presentato da esponenti di Forza Italia (costituitisi per l’occasione in fantomatici comitati per il si’ alla base) blocca la consultazione popolare voluta dalla nuova amministrazione comunale di Vicenza sulla questione Dal Molin, deve essere letta con attenzione, non tanto nel suo dispositivo tecnico, quanto nella sua pesante valenza politica.
L’organo della magistratura amministrativa ribalta, per la seconda volta, le decisioni del T.a.r. del Veneto, che gia’ si era espresso sia in merito alla stessa consultazione, ribadendone la legittimita’, sia sull’iter autorizzatorio e sui rischi ambientali derivanti dalla costruzione di questa nuova base (perche’ di questo si tratta, e non di un ampliamento, come erroneamente scritto da piu’ parti), inibendo chiunque a proseguire qualsivoglia lavoro inerente la base stessa.
Il Consiglio di Stato si e’ quindi confermato molto piu’ attento alle sollecitazioni provenienti dai vicini palazzi del potere romano, che non alle legittime aspettative delle comunita’ e delle istituzioni locali.
Lo stesso intervento del Presidente del Consiglio di poco tempo fa, quando in una lettera indirizzata al sindaco di Vicenza ebbe a definire la consultazione dei cittadini “gravemente inopportuna”, cosi’ come quello del Commissario governativo per la realizzazione del Dal Molin Paolo Costa (nominato da Prodi e riconfermato da Berlusconi), che ha avuto l’ardire e la faccia tosta di definire addirittura “antidemocratica” la consultazione, ricollocano al giusto livello tutta la questione.
Ovviamente questo fa a pugni con il goffo tentativo di Romano Prodi, nel suo tristemente famoso “editto bulgaro” del 16 gennaio 2007, di derubricare a mero “problema urbanistico locale” il progetto Dal Molin.
Che la faccenda relativa alla nuova base Usa fosse un terreno complesso, il movimento vicentino l’ha sempre avuto bene in mente. Proprio l’impossibilita’ di gestire politicamente questa scelta sciagurata ha portato sia il governo Prodi che l’attuale esecutivo a voler imporre manu militari il Dal Molin ai vicentini. Si e’ passati dalle armi della dialettica alla dialettica delle armi.
Il tentativo di annichilire la citta’, la sua popolazione e le istituzioni locali, segna quello che e’ il vero nodo di tutta la faccenda. A Vicenza si gioca una partita difficile quanto suggestiva, proprio perche’ allude al conflitto irrisolto tra democrazia formale e democrazia reale, perche’ interviene materialmente nella discussione sulla ridefinizione dell’architettura dello Stato, nel rapporto tra centro e periferia e tra rappresentanti e rappresentati.
In poche parole, quella che e’ messa in discussione a Vicenza e’ la democrazia stessa.
Allo stesso tempo, non e’ possibile sorvolare sul fatto che tutto questo accada in un territorio come il Nord Est, simbolo di un modello economico-territoriale oltre che potente figura retorica, attraversato in questi anni da tensioni che sono state linfa vitale per la riapertura, nel nostro paese, di una discussione sul federalismo.
Se da un lato abbiamo le pagliacciate dei druidi padani, le ampolle d’acqua raccolte alle foci del “Dio Po”, dall’altro c’e’ una comunita’ che afferma materialmente il proprio diritto alla partecipazione, all’autodeterminazione, arrivando a confliggere direttamente con il Leviatano, che qui si rappresenta, per dirla con Nietzsche, come “gelido mostro”, nella sua forma piu’ autoritaria e centralista. Nella rivendicazione “dell’esercizio della ragione”, per usare la felice espressione di Carlo Cattaneo, si trova l’essenza della mobilitazione dei vicentini. A Vicenza si e’ rotto il contratto sociale, i cittadini hanno deciso di riappropriarsi di quella sovranita’ altrimenti ceduta all’unita’ trascendente che e’ lo Stato.
Insomma, Vicenza versus Hobbes e Rousseau. Una bella sfida, non c’e’ che dire.
Quella sul Dal Molin e’ quindi una battaglia di liberta’, di democrazia, che puo’ fungere da stimolo a quei tanti che, ancor oggi, si ritrovano sospesi tra la nostalgia del non piu’ e la paura del non ancora.
Vicenza e’ gia’ oltre, vale la pena seguirne le tracce, per affermare concretamente quel nuovo mondo possibile a cui molti aspirano…
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Cappi e foulards
Wolf

Al termine del film “la terra degli uomini rossi” – nel momento di massima disfatta per il progetto di reinsediamento autonomo della piccola comunita’ india – il ragazzo-futuro-sciamano allontana il cappio che si era preparato e (ci) dice: “loro hanno perso, noi abbiamo vinto”.
Come avessero vinto (mi) restava enigmatico, fino alla bocciatura del Consiglio di Stato. Ora capisco che abbiamo allontanato il cappio che le sinistre novecentesche ci avevano graziosamente offerto, e iniziamo davvero un cammino che ha delle possibilita’ – o quantomeno che e’ frutto di incomprimibili necessita’.
Oltre alle minacce di usare l’esercito contro i no-tav, gli schieramenti militari, il telecontrollo diffuso – questo accanirsi contro un piccolo, modesto, consultivo referendum cittadino mostra la loro paura, e la loro spudoratezza. D’ora in poi solo vezzosi foulards e allegre
sciarpe: basta coi cappi. Loro stanno perdendo, noi potremmo anche vincere; e comunque siamo obbligati a provarci.
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L’etica dei ladri
Marco Travaglio

Parliamo di etica nella finanza, a partire dal nostro presdelCons, che ce la raccomanda. Ne ha parlato lui, ne ha parlato la figlia al convegno dei giovani rampanti milanesi – sapete che la figlia del Cavaliere fa parte di un cenacolo di giovani pensatori e di giovani ricchi, ma etici, dei quali fanno parte anche il figlio di La Russa e credo uno dei figli di Ligresti (se e’ cosi’ il figlio di Ligresti ha imparato l’etica dal padre, mentre questo era in carcere, approfittando di quel breve periodo in cui il padre non ha potuto influenzarlo negativamente.
Sapete che nel ‘92-’93, ai tempi di Mani Pulite, quando la legge era uguale per tutti almeno a Milano, Salvatore Ligresti era un habitue’ del carcere di San Vittore e del carcere di Opera infatti ha poi patteggiato piu’ di due anni di corruzione, nel senso che pagava Craxi e i partiti per farsi gli affari suoi e quindi naturalmente ha poi fatto carriera e adesso abbiamo i figli che ci spiegano l’etica, assieme alla figlia di B). E poi abbiamo Tronchetti Provera. Tronchetti Provera ieri sera, nel programma di Fabio Fazio ha dato una grande lezione di etica nell’impresa spiegando che appunto tutto questo casino intorno allo scandalo Telecom e’ finito nel nulla, era un’invenzione dei giornali. …Tronchetti Provera diceva di non essere a conoscenza praticamente di nulla, come se non fosse successo nulla…L’imputato principale e’ il capo della security della Telecom, scelto da lui, e della Pirelli, scelto da lui. Confermato in una azienda, scelto nell’altra. I fornitori lavoravano per Tavaroli, il quale lavorava per Tronchetti Provera. Tronchetti ha detto: “e’ emerso che noi non c’entravamo niente”. Assolutamente falso. La Telecom e’ imputata insieme alla Pirelli come societa’ nel processo per lo spionaggio illecito fatto dalle rispettive security. Non e’ vero che Tavaroli non si capisce bene per chi lavorasse quando faceva questi dossier. Secondo i magistrati di Milano, Tavaroli faceva questi dossier per la Telecom e per la Pirelli di Tronchetti Provera.
Nessuno e’ andato a dire che quei dossier li commissionasse direttamente Tronchetti Provera e nessuno e’ andato a dire che Tronchetti Provera visionasse quei dossier. Ma quei dossier erano fatti nell’interesse di Telecom e Pirelli, che erano guidate da Marco Tronchetti Provera.
Tant’e’ che secondo la famosa legge 231, quella che prevede la responsabilita’ non solo delle persone fisiche, ma anche delle persone giuridiche, nel processo a Tavaroli sui 9.000 dossier sui dipendenti, giornalisti, politici, manager concorrenti, vedra’ imputate le due societa’ che all’epoca dei fatti erano dirette da Tronchetti Provera.
Adesso noi dobbiamo cambiargli il nome, dovremo chiamarlo Tronchetti Dov’era. Perche’ Tronchetti non ne sa niente. Ma ha dei precedenti.
Abbiamo Romiti che guidava la FIAT che pagava i partiti, pagava tangenti in Italia e all’estero, ma non sapeva niente, facevano tutti i suoi manager.
Poi nessuno e’ stato cacciato, quando l’hanno preso con le mani nel sacco, anzi l’hanno promosso. Visto che funzionava e’ arrivato anche B che ha detto: io non so niente, sono i miei dipendenti che fanno tutto; i miei avvocati che comprano i giudici, i miei manager che comprano la Guardia di Finanza, mio fratello che si compra questo e quello, ma io non ne so niente.
E passano tutti per dei grandi imprenditori, per dei cervelli superiori. Pensate, sono circondati da ladri e non se ne sono mai accorti. Anzi, i ladri li hanno scelti loro, e quando se ne sono accorti e hanno scoperto che erano ladri, invece di metterli alla porta li hanno promossi.
Romiti li promuoveva in azienda, B in Parlamento e al governo. Tronchetti Provera dice: “l’abbiamo mandato via noi quando l’abbiamo scoperto”. Assolutamente no. Tavaroli e’ stato mandato via quando sono cominciate a trapelare le prime indiscrezioni. E’ stato mandato in Romania e poi e’ stato ripreso in azienda. Hanno dovuto aspettare praticamente la vigilia dell’arresto per liberarsene. E comunque se fosse vero che Tronchetti Provera non sapeva cio’ che faceva Tavaroli nell’ufficio a fianco, sarebbe un po’ grave per la sua immagine di imprenditore. Perche’ ogni anno Telecom dava a Tavaroli e alla sua banda dai 50 ai 60 milioni di €, soldi della Telecom, pero’ nessuno gli chiedeva come li spendeva, come li rendicontava.
Lui era li’ che accumulava dossier, gli davano 50-60 milioni e nessuno gli chiedeva che cosa ne facesse di tutto quel bendidio. I giudici hanno stabilito che gli servivano per costituire una associazione a delinquere che spiava migliaia di persone illegalmente, dicono i giudici, “nell’interesse della societa’”. Nell’interesse della Telecom, di Tronchetti Provera, che non ne sapeva niente. Ma che manager sei, ma che imprenditore sei, ma sei un pirla!
Pero’ sia chiaro: anche lui vuole la massima trasparenza e la massima etica nel mondo degli affari, ci mancherebbe altro. Infatti e’ appena diventato vicepresidente di Mediobanca, presieduta da un signore che ha piu’ processi che capelli in testa: il famoso Cesare Geronzi. Quello che ha portato la banca di Roma alla fusione con Unicredit di Profumo, ha avuto la presidenza di Mediobanca…Si e’ intronato come padrone unico, e nei ritagli di tempo ha un processo per il fallimento del gruppo Italcase Bagaglino dove e’ gia’ stato condannato in primo grado. Pensate, un banchiere condannato per bancarotta!
Poi ha alcuni processetti collaterali, tipo due o tre per l’affare Parmalat, uno per l’affare Cirio e un paio di imputazioni per usura, una delle quali e’ gia’ caduta e l’altra vedremo.
Un banchiere imputato per usura e per alcune bancarotte, le piu’ celebri al mondo, prima di Lehman Brothers cioe’ Parmalat e Cirio. Non ne ha persa una! Due su due. Presidente di Mediobanca, del comitato di controllo, del comitato di sorveglianza ecc.
I vicepresidenti di questo gentiluomo d’altri tempi, anche lui ovviamente scatenato per l’etica degli affari. Questi sono un po’ i controllori di Geronzi, pensate in che mani e’ finita Mediobanca! Mediobanca e’ quella dove c’era Cuccia… adesso c’e’ questa triade: Geronzi, Tronchetti Provera, Marina Berlusconi, tutti per l’etica negli affari!
Tronchetti e’ anche entrato nella cordata CAI, la cordata a cui stiamo regalando la parte sana di Alitalia mentre la parte malata la paghiamo noi. E Tronchetti si ritrova li dentro con Emma Marcegaglia, anche lei l’altro giorno: “Basta con questa finanza allegra! Etica negli affari!” Anche lei ha in famiglia degli ottimi modelli… il gruppo Marcegaglia, che non e’ un gruppo omonimo e’ proprio suo e della sua famiglia, fondato dal padre, Steno, e gestito dal padre, dal fratello e dalla sorellina, ha patteggiato quest’anno per corruzione, al Tribunale di Milano, per una tangente che il gruppo Marcegaglia nel 2003 aveva pagato a un manager dell’Eni. La branca era Eni Power, in cambio di un appalto. Il patteggiamento prevede una pena pecuniaria di 500.000 euro, un miliardo di vecchie lire.
Piu’ gliene hanno confiscati 250.000. Non e’ una decisione del giudice cattivo e loro si difendono eroicamente dicendo che non e’ vero: l’hanno patteggiata loro, quella pena!
Un’altra societa’ controllata dal gruppo Marcegaglia, la NECCT SPA ha avuto un’altra pena pecuniaria di 500.000 euro e addirittura 5 milioni di confisca, 10 miliardi di vecchie lire. Patteggiati eh!
Non bastando, poi, ci sono anche le pene per il dirigente: il vice presidente, Antonio, fratello di Emma, che ha patteggiato 11 mesi di galera.
Il padre, invece, era stato gia’ condannato insieme a Geronzi per la bancarotta del gruppo Italcase Bagaglino: si era beccato 4 anni e un mese, mentre Geronzi un anno e 8 mesi.
Sapete chi c’era insieme a Geronzi e a Marcegaglia senior tra i condannati del Gruppo Italcase Bagaglino? Colaninno! Roberto, il padre – il figlio si batte per l’etica negli affari come ministro ombra del PD all’industria ed e’ stato zitto sulla cordata paterna per l’Alitalia.
Il padre, quello che aveva cosi’ ben meritato alla Telecom che aveva riempito di debiti prima di passarla a Tronchetti Provera, capofila dei capitani coraggiosi delle trasvolate della nuova Alitalia, e’ stato condannato alla stessa pena di Steno Marcegaglia: 4 anni e un mese per bancarotta. Anche lui, ovviamente, per l’etica negli affari: ha appena rilasciato un’intervista a Repubblica in cui si proclama addirittura di sx. E’ molto progressista, e’ molto vicino ai valori del progressismo ed e’ per l’etica negli affari, ci mancherebbe altro! 4 anni e un mese per bancarotta a Brescia, in 1° grado.
Insieme a questa meravigliosa compagnia abbiamo Marcellino Gavio che e’ entrato in galera piu’ volte ai tempi di Tangentopoli… anzi ogni tanto cercavano di farcelo entrare ma lui era sempre latitante, quindi non riuscivano a prenderlo! Poi si consegno’, fece condannare il suo braccio destro, intestatario di tutte le cariche, ma recentemente si e’ beccato una condanna in 1° grado anche lui per violazione del segreto investigativo.
Ecco, questi sono tutti ovviamente, in questi giorni, scatenati per l’etica negli affari!
Ci sono problemi nella piu’ grossa banca italiana, la banca che assomma Unicredit e il vecchio Banco di Roma, presieduta da Profumo, un altro alfiere dell’etica negli affari, vota alle primarie del PD, si fa vedere mentre vota alle primarie. Probabilmente e’ anche uno di valore, puo’ essere che sia una vittima di una speculazione internazionale o politica. E’ l’unico che sta tenendo testa a Geronzi, peraltro dopo avercelo fatto entrare lui. Bene, il suo vice presidente – di Unicredit – e’ Fabrizio Palenzona.
Questo, secondo i magistrati di Milano che hanno seguito l’indagine sulle scalate bancarie, si e’ preso un milione di euro – lui nega, vedremo – dalla Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani, per difendere la banda del buco che nel 2005 voleva arraffarsi l’Antonveneta. Poi le due scalate… E’ stato presidente della Provincia di Alessandria per la Margherita, oggi e’ molto vicino a B ed e’ indagato per concorso in infedelta’ patrimoniale…
Sono tutti per l’etica nella finanza.
Resta B, che abbiamo lasciato da parte perche’ ha la fortuna di poter mentire, raccontare quello che vuole tanto non c’e’ nessuno che lo smentisce e quando non c’e’ lui in grado di mentire, perche’ distratto, ha altro da fare, qualche ragazza da sistemare, cose cosi’, c’e’ Bruno Vespa che mente per conto suo. Vespa e’ il bugiardo in seconda, sta in panchina nella squadra dei bugiardi, quando B esce, entra Vespa. L’altra sera Vespa faceva un Porta a Porta. Da una parte c’erano Di Pietro e Rosy Bindi, dall’altra Cicchitto e Gasparri, le due teste piu’ fini del popolo della liberta’.
A un certo punto ha smesso di arbitrare il match e si e’ messo a pestare uno degli ospiti.
Indovinate chi? Di Pietro. Ha cominciato a pestarlo imputandogli di aver perseguitato B che, a suo dire, avrebbe avuto 26 processi, questo dice Vespa. Di Pietro cercava di spiegargli che lui ne aveva avuti 33 a Brescia, solo che e’ stato sempre stato assolto mentre B quasi mai. E Vespa ha cominciato a urlare: “Su 26 processi, a parte i quattro in corso, B e’ sempre stato assolto”. Allora Di Pietro ha detto: “No, ci sono anche le prescrizioni”, allora Vespa ha detto: “Si e’ vero, 4 sono finiti in prescrizione pero’ gli altri 18 tutti in assoluzione, per esempio quello sulle tangenti alla Guardia di Finanza assolto con formula piena”. Poi ha detto: “E’ un’anomalia che tutti questi processi siano nati dopo che lui e’ entrato in politica”, facendo intendere che sono nati perche’ lui e’ entrato in politica, per colpirlo politicamente. E Di Pietro diceva: “No, alcuni erano iniziati prima!”. E Vespa: “C’e’ persino il caso dell’acquisto da parte del Milan di Lentini che era uguale a quello dell’acquisto da parte della Juventus di Dino Baggio, tutti e due comprati con fondi neri solo che B e’ stato condannato mentre Agnelli per la Juventus non e’ stato nemmeno chiamato a testimoniare”. Ha cominciato a raccontare un sacco di balle una dopo l’altra in modo che fosse materialmente impossibile riuscire a rintuzzarle e a smontarle tutte. …
Non e’ vero niente. Tutto cio’ che ha detto Vespa. Non che ce ne fossero dei dubbi, ma vi dico anche le altre cose.
…Intanto Vespa ha detto che B si e’ fatto “solo” quattro leggi ad personam, come se ci fosse un bonus di cui puo’ approfittare un premier.
In realta’ non se ne potrebbe fare nemmeno una, comunque B se ne e’ fatte 16.
Decreto Biondi nel ‘94, Legge Tremonti per gli sconti fiscali alle aziende – compresa la Fininvest – nel ‘94, rogatorie nella successiva legislatura presieduta da B, falso in bilancio, Cirami, Maccanico, Schifani, Ex-Cirielli, Gasparri, decreto salva-Rete 4, legge Frattini sul conflitto di interessi, condono fiscale, condono ambientale, legge Pecorella che aboliva il processo di appello per il PM, e in questa legislatura legge blocca processi, legge Alfano e prossimamente legge sulle intercettazioni.
Figuratevi se sono 4. Sono 16.
Seconda balla: non e’ vero che B ha avuto i suoi primi processi dopo la discesa in campo nel ‘94. Nell’83, 11 anni prima della discesa in campo, la GdF lo indagava per traffico di droga. Inchiesta poi archiviata.
Nel 1989 B dichiara il falso davanti al Tribunale di Venezia, che sta processando i giornalisti Guarino e Ruggeri che hanno scritto il primo libro inchiesta su B, sul “Signor TV”, e che B ha trascinato in Tribunale indirettamente denunciando giornalisti che hanno recensito quel libro. Gli chiedono se e’ vero se si fosse iscritto alla P2, lui dice due balle sulla P2: non ho mai ricevuto la tessera, non ho mai pagato la quota. In realta’ ha ricevuto la tessera, ha pagato la quota, risulta tutto per atti. Lui mente alla giustizia, viene incriminato per falsa testimonianza. La Corte d’Appello lo dichiara colpevole ma amnistiato perche’ nel frattempo il Parlamento ha approvato l’amnistia del 1990.
Poi inizia Mani Pulite. Mani Pulite scopre una serie di reati commessi da tutti i principali collaboratori di B. Nel 1993 sono gia’ entrati in galera suo fratello, Brancher, Roncucci… un sacco di manager di Publitalia, dell’Edilnord e del gruppo Fininvest per avere pagato tangenti sulle discariche, in cambio della vendita di immobili Edilnord al fondo pensioni Cariplo, fondi neri di Pubblitalia. C’e’ gia’ in piedi l’affare dei fondi neri del Milan.
Insomma, manca soltanto B, come spesso accade nelle indagini, salendo di grado a un certo punto si arrivera’ al capo. Ed e’ proprio in questa fase, per evitare di essere incriminato oppure per esserlo una volta entrato in Parlamento, che B si butta in politica.
Vi ricorderete che diceva sempre a Biagi e Montanelli che poi l’hanno raccontato: “se non vado in politica vado in galera e fallisco per debiti”. Quindi, non e’ vero che le indagini partono dopo la discesa in campo: le indagini partono prima e la discesa in campo e’ il risultato delle indagini.
Terzo: B non ha avuto 26 processi ma 15. Vespa non sa quello che dice.
*5 processi sono in corso: corruzione di Sacca’, corruzione di senatori, corruzione giudiziaria di Mills, fondi neri Mediaset, Telecinco in Spagna. In corso ma congelati dal lodo Alfano.
Altri 10 processi si sono gia’ conclusi. Poi, certo, ci sono anche le indagini ma quelle sono state archiviate, non sono processi, ed erano quelle per mafia, per riciclaggio, per concorso nelle stragi del ‘92 e ‘93.
10 processi conclusi. Come si sono conclusi, sempre assolto come dice Vespa? Ma nemmeno per sogno!
E’ stato assolto solo 3 volte, nel merito. Due con formula dubitativa, cioe’ per la vecchia insufficienza di prove che adesso e’ assorbita dal comma 2 dell’articolo 530 cioe’ quando la prova e’ insufficiente o non regge: per i fondi neri della Medusa Cinema e per le tangenti alla GdF, insufficienza probatoria. Non formula piena: formula dubitativa.
La formula piena l’ha avuta una sola volta per il caso SME-Ariosto, reato di corruzione giudiziaria. Altre 2 assoluzioni, il processo All Iberian falso in bilancio e il processo SME-Ariosto falso in bilancio, recano questa formula: “Il fatto non e’ piu’ previsto dalla legge come reato”. Traduzione: era reato quando l’ha commesso, se avesse lasciato le cose come stavano veniva condannato, ma lui l’ha depenalizzato appena andato al governo.
Si e’ assolto da solo per legge, altro che formula piena! Per il resto, abbiamo visto 3 assoluzioni di cui 2 dubitative, 2 autodepenalizzazioni del reato, rimangono 5 processi.
Come si sono conclusi? Due con l’amnistia, falsa testimonianza sulla P2 e falso in bilancio sui terreni di Macherio, poi ci sono le prescrizioni.
Gli altri 5 come sono finiti? In prescrizione. 5 su 10..
Sempre grazie alle attenuanti generiche che com’e’ noto non si concedono agli innocenti. Agli innocenti non dai le attenuanti, dai l’assoluzione.
E’ ai colpevoli che si danno le attenuanti, se no cos’hai da attenuare?
Attenuanti generiche per quali processi? All Iberian, fondi neri a Craxi, 23 miliardi in Svizzera, Lentini, falso in bilancio per i fondi neri con cui fu pagato Lentini al Torino Calcio, bilanci della Fininvest fasulli dall’88 al ‘92, bilancio consolidato Fininvest nel quale non erano stati scritti 1500 miliardi di fondi neri parcheggiati su 64 societa’ Off shore, prescrizione anche questo.
Mondadori, infine, corruzione del giudice Metta da parte di Previti con soldi della Fininvest per portare via la Mondadori a De Benedetti.
Voi vedete che queste prescrizioni sono determinate dalle attenuanti generiche ma anche, per i casi di falso in bilancio, dalla riforma del falso in bilancio che per la parte per cui il falso in bilancio e’ rimasto ancora reato, ha diminuito le pene quindi accorciato la prescrizione.
Si e’ auto prescritto nei casi di falso in bilancio.
Vedete che, dunque, per le mazzette alla finanza Vespa mentiva, non c’e’ nessuna formula piena: insufficienza probatoria.
Vedete che il caso Lentini non era analogo a quello di Dino Baggio. Dino Baggio fu pagato con dei fondi che provenivano dal patrimonio personale dell’Avvocato Agnelli che fece una donazione, quindi formalmente non commise un reato.
Invece B e Galliani i soldi neri per pagare Lentini al Torino li presero dalle casse occulte del gruppo Fininvest, non nel bilancio ufficiale, e per questa ragione B fu indagato.
Poi il processo fini’ in prescrizione grazie alla legge che lui stesso aveva fatto sul falso in bilancio.
Vespa, quando dice che B non e’ stato condannato per Lentini, mente per l’ennesima volta.
Questa e’ l’etica nella finanza e questi sono i personaggi che sono incaricati di riportare l’etica nella finanza.
Questa settimana due suggerimenti: uno, tenete a bada il portafoglio, perche’ se questi sono i maestri dell’etica della finanza tenete a bada il portafoglio, secondo, passate parola!”
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RIDIAMARO : – )
Anthony

La crisi finanziaria e’ come quello che cade da un grattacielo di 100 piani, arriva al penultimo..e dice: “Beh..fin qui’ non mi sono fatto niente!
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Berlusconi dice che chi non e’ corrotto, chi non succhia la minkia ai mafiosi e’ in preda all’invidia nei suoi confronti!
Di invidia se ne intende, il poverino!
Caro cavaliere, come puo’ un Uomo invidiare un burattino?
Persino Pinocchio aspirava a diventare un uomo!
Tatanka Mani
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Aldo
Bellissima questa di Vauro ieri sera ad anno zero !
Un tizio dice ad un altro :
La Carfagna chiede un milione di euro .
L’altro risponde: Non me lo posso permettere !
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Vauro
Forza, compagni, dopotutto siamo abituati a darci martellate sulle palle.
Si’, ma ora lo facciamo col martello pneumatico
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Raccolta di fondi per la sinistra.
Per ricostruirla?
No, per farle il funerale.
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Scomparsa la sinistra?
In fondo erano anni che eravamo abituati a sentirne la mancanza.
………
Ha ragione quel tale: non c’e’ nemmeno un adulto sul pianeta.
Andrea
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L’ Italia e’ un passo avanti all’ economia di mercato,
siamo all’ economia mafiosa.
Carlo Carli

Viviana

Visto che il papa dice che i soldi sono niente e la parola di Dio e’ tutto, cominciamo con l’abolire l’8 per mille! Piu’ preci e meno versamenti! E gia’ che ci siamo aboliamo anche l’esenzione dell’ICI a negozi, cliniche e alberghi della Chiesa e smettiamo di pagar le bollette al Vaticano.
E se protestano, facciamo una bella messa settimanale obbligatoria a Montecitorio!
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Ma questi a prenderci per il culo ci godono?
Non gli bastava farci becchi e bastonati, anche derisi?! Ora ci si mettono anche i pargoli a prenderci per il culo?
Non era gia’ di troppo B con la sua corte e le puttanate giornaliere nazionali e internazionali, ci si deve mettere anche la parentela?
E visto che anche il Papa ci gode a prenderci per il culo, cominciamo a presentare trasparenza, e vediamo dov’e’ che la CEI ha investito i suoi giganteschi patrimoni! Coca Cola, multinazionali del crimine, armi e preservativi! Pretendono trasparenza di bilancio per le ONG come Un ponte per Bagdad, e perche’ non per il Vaticano? La chiesa evangelica lo fa, i Valdesi lo fanno. Il papa no? Ci infinocchia?
Ci dovremmo fidare sulla parola? Col cavolo! I precedenti del Banco Ambrosiano i cui fondi servivano per destabilizzare i Balcani e i paesi dell’America latina e le donazioni felicemente prese dalla banda della Magliana non fanno una bella referenza. I milioni di dollari che il papa si e’ affrettato a pagare in USA di risarcimento per i preti pedofili, nemmeno.
E poi ridiscutiamo dell’etica e anche dell’8 per mille!
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Mettiamo il COLLARE ELETTRONICO ai banchieri e l’ esercito in piazza affari !!!
Carlo Carli
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Veltroni: «Berlusconi non ammette che esista l’opposizione»
Beh, volendo dirla tutta:
- non ammette che ci sia la magistratura,
- non ammette che ci sia un libero pensiero,
- non ammette che ci sia la democrazia,
- non ammette che esistano altre squadre oltre al Milan,
- non ammette che in Italia si stia verificando un crollo finanziario di immani proporzioni,
- non ammette che si possa vendere un’azienda, Alitalia, ad un’altra azienda che se ne accolla anche i debiti, ………
volendo dirla tutta, ma proprio tutta, non ammette che non siamo tutti Berlusconi!!!!

Cettina d.
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http://www.masadaweb.org

1 Commento »

  1. Questa crisi è più grave del 1929, se riflettiamo nel 1929 la maggior parte dei paesi occidentali erano prevalentemente agricoli, questo è un aspetto non secondario, in quanto la maggior parte delle persone in quel periodo buio ha potuto avere un ammortizzatore naturale oltre quello sociale …non parlo della guerra, parlo del 1929.

    Inoltre non era diffuso il danaro elettronico, perciò l’effetto impoverimento era meno tangibile se non per i soli investitori, che in quel periodo non erano tanti, basta pensare all’Italia, l’80% del reddito era determinato dal settore agricolo. In caso estremo la povera gente poteva ritornare in un attimo all’economia del baratto, infatti molti barattavano prodotti agricoli.

    In questa crisi le conseguenze saranno disastrose, in quanto l’unico ammortizzatore sarà quello sociale, l’agricoltura è stata abbandonata dal popolo, il terziario fa da padrone, il baratto in questo caso non si può applicare facilmente.

    Inoltre essendo la maggior parte danaro elettronico l’effetto povertà sarà più evidente, in quanto non abbiamo potere nella moneta. Mi spiego se il mio reddito dipende da un numero, in caso di crisi sono poverissimo, se il mio reddito dipende dal valore dei miei beni reali che posseggo in caso di crisi posso avere una moneta di scambio che è la merce da me posseduta.

    Il lato positivo forse sarà la difficoltà che ci sia inflazione a 2 cifre, essendo danaro elettronico, in effetti non è carta che gira tra i consumatori, il consumatore non ha potere nel danaro, è solo elettronico, si distrugge facilmente in 1 secondo, l’inflazione cresce facilmente se la massa detiene moneta cartacea, ma se la maggior parte della moneta è elettronica in caso di crisi sistemica quale danaro circolerà?…Mi spiego meglio, se in questi giorni le banche centrali avessero davvero stampato moneta cartacea e distribuita dentro il sistema, sì, in questo caso l’inflazione regnava sovrana, ma siccome le banche centrali iniettano solo moneta elettronica nel sistema per compensare solo perdite elettroniche, a mio avviso la moneta elettronica a differenza della cartacea non può determinare inflazione, in quanto si autodistrugge. Mentre la moneta cartacea per distruggerla devi bruciarla letteralmente o con l’inflazione.

    Commento di idea3online — Ottobre 22, 2008 @ 10:27 pm | Replica


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