Nuovo Masada

ottobre 9, 2008

MASADA n. 800 . 9-10-2008. Ma questa finanza ha un’etica?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:29 pm

(Francis Bacon)
«Cosa pretendevate? Che dipingessi rose rosse nel secolo degli orrori? »
..
Ecco questa e’ la democrazia?
E’ mai esistita la democrazia?

Mark Kaps
..
Tafanus
…chi ha detto che la borsa sta scendendo???
…se volete risolvere TUTTI i vostri problemi finanziari, e’ sufficiente appendere il grafico del Mibtel capovolto. Diventa bellissimo!
..
L’angelo grido’ con voce potente:
E’ caduta!
La grande Babilonia e’ caduta!
E’ diventata dimora di demoni,
rifugio di tutti gli spiriti immondi,
rifugio di ogni uccello impuro e ripugnante.
Tutte le nazioni hanno bevuto il vino della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con lei,
e i mercanti si sono arricchiti con la sua ricchezza favolosa”….
…I re della terra, che vissero con lei una vita di lusso e di prostituzione, piangeranno per lei e si lamenteranno quando vedranno il fumo della citta’ incendiata. Spaventati dai suoi tormenti resteranno a rispettosa distanza, e diranno:
“Povera e sventurata sei tu, Babilonia,
grande e potente citta’!
In un attimo la tua condanna ti ha raggiunta”.
“I mercanti della terra piangeranno e si lamenteranno per causa sua, perche’ nessuno comprera’ piu’ le loro merci….”
“Gli uomini gemevano nel dolore e bestemmiavano l’Iddio del cielo a causa delle loro sofferenze e lo stesso non si convertirono dalle loro opere
”.
..
L’impero fondato sull’imposizione del dollaro sta precipitando, crolla come le torri gemelle!
Tatanka Mani

Dizionario
Etica
=regole di condotta per valutare un comportamento come giusto o iniquo.
Senza etica non c’e’ liberta’. La liberta’ e’ accettabile solo all’interno di un quadro di regole che ne definiscano i limiti. La valutazione implica che vi sia un oggetto superiore rispetto a cui sia possibile esprimere un giudizio di valore e un soggetto superiore in grado di dare pene adeguate ai comportamenti negativi.
Quando questi possono mettere in forse la sopravvivenza stessa della collettivita’, la valutazione impone che il parametro di riferimento sia il bene di questa, perche’ e’ superiore al bene di qualsiasi gruppo interno. Anche una consorteria mafiosa implica delle regole, ma esse sono contro la collettivita’ e valgono unicamente a vantaggio dei suoi membri.
In tal caso la parola etica e’ inappropriata e si parla di codice di malaffare.
La finanza speculativa liberista esige dei comportamenti a favore solo del lucro degli interessati, nel completo menefreghismo di tutto il resto e nella pretesa di un non intervento statuale. Basterebbe questo a cacciare la finanza da qualunque quadro etico per abbassarla al livello del codice di una consorteria mafiosa. Finora, l’utile di pochi ha prevalso sul vantaggio di molti fino a produrre la crisi anche di quei pochi. Arrivata la crisi, con spregevole faccia tosta, la consorteria ha chiesto l’aiuto proprio di quella collettivita’ che finora ha calpestato e di quei governi che finora ha tenuto orgogliosamente alla larga, e i governi stanno concedendo questo aiuto, penalizzando tutti e mostrando di stare non dalla parte dei cittadini come sarebbe loro dovere imprescindibile ma della consorteria di malaffare.
Chiedere regole etiche alla finanza non solo e’ doveroso ma essenziale, proprio perche’ finora essa si e’ resa protagonista di obbrobri mostruosi, sia nella scarsita’ di regole autoindotte, che nella debolezza dei sistemi interni di controllo e nella contaminazione di detti organi di controllo in conflitti d’interesse che li hanno vanificati.
Credere che le regole debbano continuare a promuovere il vantaggio di chi ha danneggiato la collettivita’ non solo e’ inefficace ma e’ criminale e fa proseguire il regime di danno.
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Come considerare l’operato del Governo che tenta ancora di assolvere i manager di grandi aziende decotte, deresponsabilizzandoli del malfatto?
Questo ha tentato di fare il Governo Berlusconi e solo l’opposizione dello stesso Ministro Tremonti ha permesso di cancellare la norma infilata di straforo per l’Alitalia.
Ma l’accanimento nell’uso del decreto e della fiducia rendera’ legge qualunque abominio, nella dissoluzione del Parlamento e dei diritti dell’opposizione.
Ci provano, ci riprovano, ci riprovano ancora. E quando l’improcessabilita’ si allarghera’ dalle 4 cariche dello stato ai Ministri e ai Governatori di Regione, ci riproveranno per l’ennesima volta, nel tentativo di allargare la protezione all’iniquita’ e di sfuggire l’etica. Con cio’ dimostreranno cio’ che sono: non i legittimi organi di stati democratici, ma i complici di consorterie mafiose.
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Il liberismo ha fatto crack
Viviana Vivarelli

Dinanzi ai nostri occhi si sta sviluppando un grandioso fenomeno economico, come a poche epoche e’ dato di vedere. Stiamo assistendo al fallimento del dogma della crescita infinita e insostenibile che sta alla base del liberismo economico.
Questa crescita e’ stata pompata prima con l’aumento del deficit pubblico ed e’ fallita.
Il gigantesco deficit americano, che e’ stato possibile solo col sostegno dello stesso da parte della repubblica cinese, e con un’economia perpetrata con la guerra e la menzogna, ne prova oggi tutta la follia.
Poi la crescita infinita e impossibile e’ stata pompata attraverso l’incentivo oltre ogni limite del debito privato. Quel Tremonti che oggi fa il virtuoso e’ lo stesso che poco tempo fa faceva spot in tv per incentivare l’ipoteca della propria casa per incrementare il mercato! E’ lo stesso della borsina gialla con cui si stimolava ogni forma di spesa.
Inevitabilmente gli Stati uniti saranno costretti a cambiare quello stile di vita che per Bush doveva essere difeso come diritto sacro e inalienabile del popolo americano contro i diritti di tutto il pianeta.
Ma se gli USA ridurranno, come sara’ gioco forza fare, il trend di spesa, tutto il mercato ne avra’ violente ripercussioni e la recessione sara’ certa.
Volenti o nolenti, stiamo arrivando a quel modello di sobrieta’ di vita e di economia sostenibile che sta alla base del pensiero no global, un pensiero, si badi, che destra e sinistra allo stesso modo hanno avuto la perversione di demonizzare.
La destra sta toccando con mano che i suoi dogmi disumani falliscono uno dopo l’altro: la pretesa imperialista, l’economia fatta con la guerra, l’imposizione di una priorita’ che non sta piu’ nei fatti, la violazione di tutte le regole, l’egoismo mostruoso e incontrollato. La sinistra i suoi fondamentali non sa piu’ cosa siano da un pezzo, nella contaminazione con l’ideologia liberista.
L’accanimento irrazionale con cui un Ostellino o un Financial Times persistono a difendere la pochezza autoregolatrice del mercato cozza contro i fatti che sono di una negativita’ lampante.
Ci pare vano oggi che si riunisca un G4, o, forse domani un G8, per provvedere alle banche nazionali. Mentre il crack di Borsa viaggia in tempo reale, le politiche sono lentissime. E appare chiaro quello che molti fingono di ignorare: e’ stata fatta l’Europa delle banche e non dei popoli, un’Europa delle banche che ha estromesso gli Stati dai luoghi del potere, ma quando questa Europa delle banche e’ andata in crisi irresolubile, l’Europa politica non c’era in un pauroso vuoto di potere e di responsabilita’.
Occorre in primo luogo che la finanza dell’intero Occidente riveda i propri parametri, dunque i G8 non bastano, del resto e’ da troppo tempo che non servono piu’ a niente e sono inutili pagliacciate. Occorre che si riuniscano i 27 membri della Comunita’ Europea, piu’ gli Stati uniti, piu’ il Canada…Ma non basta. Accanto a loro devono intervenire i paesi emergenti, quei paesi che la politica cieca e sciagurata dell’Occidente ha misconosciuto e che ora sono i meno devastati dalla rovina: Cina, India, America latina, Africa. Occorre a questo punto che il mondo prenda atto che l’orgogliosa supponenza delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale non ha piu’ ragione di essere, col loro sistema di veti incrociati, e che il vero mondo e’ molto piu’ ampio e non si puo’ semplicemente ignorare la presenza di miliardi di persone tanto piu’ da parte di Nazioni le cui economie sono allo sfascio.
In secondo luogo occorre che i parametri della Finanza mondiale siano rivisti al piu’ presto all’interno di quei giganteschi mostri-guardiani del liberismo che sono la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Ci sembra chiaro che quello che e’ scoppiato non e’ solo il sistema delle regole liberiste, ma anche quello dei grandi controllori e dei grandi valutatori, quelle agenzie di rating che hanno dato le loro valutazioni positive a titoli tossici in modo inconsulto, per intrinseci conflitti di interesse, truffando in tal modo i risparmiatori. E sembra aberrante che, di fronte alle truffe del sistema bancario, che spinge ad allocare come sicuri titoli che non lo sono affatto (come e’ avvenuto per i 140.000 risparmiatori della Parmalat o per i bond argentini), non sia obbligatorio per direttiva europea potersi avvalere della class action, cioe’ della difesa comune dei risparmiatori lesi.
Oggi dicono tutti che si deve abbandonare il carattere volatile ed effimero dei derivati per tornare alla solidita’ del titolo di Borsa che registra il grado reale ed effettivo del capitale e della produttivita’ delle aziende. Ma chi imporra’ questa revisione?
Una societa’ come la Fiat basa il 90% dei suoi proventi dalla speculazione sui titoli a rischio e solo un 10% sulla produzione reale. E’ a questa base di valore che dobbiamo tornare. Questo e’ il punto base che occorre riprendere frenando la speculazione fittizia. 20 anni fa si diceva che Umberto contava piu’ di Giovanni, perche’ il primo gestiva le finanze, il secondo le auto. Ma quei sistemi oggi non reggono piu’. E lo ha dimostrato Tanzi con una Parmalat sanissima e un capitale perso nei giochi di Borsa, mettendo a rischio risparmiatori e produzione. I fatti provano che quello stesso strumento che la produzione aveva usato per incrementare se stessa puo’ arrivare a un punto di non ritorno tale da distruggere ogni struttura e patrimonio. Ma se l’avidita’ incontrollata arriva a questo, urge frenarla, come si fa con i giocatori malati e compulsivi che rovinano la famiglia.
Non si puo’ pensare di distruggere la produzione attraverso uno strumento come la Borsa che doveva servire a finanziarla e monitorarla. Se lo strumento uccide il possessore, occorre cambiare le regole e aumentare le pene per i reati finanziari, altro che annullarle com etenta di fare Berlusconi!

Lo strumento dei titoli deve tornare a legarsi alla concretezza del capitale di un’azienda e alla sua produttivita’. La Borsa non puo’ essere fine a se stessa , non puo’ diventare una Borsa di carta, o diverra’ uno strumento impazzito e dannoso al mondo.
Sono alcuni anni che gli enti locali per avere immediata liquidita’ si stanno indebitando ad libitum in modi per cui le prime rate dell’indebitamento sono piccole per crescere poi smisuratamente. Non dovrebbe essere permesso a gestori del denaro pubblico di fare speculazioni fittizie che aumenteranno il debito generale. Oggi tutti i Comuni hanno quote di indebitamente pazzesche. Ma chi o cosa ha consentito questo?
L’Italia di fronte alla crisi finanziaria ha almeno due vantaggi: le banche non hanno fatto quel processo di fusione e gigantismo che gli operatori economici auspicavano, ed esistono le fondazioni bancarie che godono di migliaia di miliardi che possono essere reimmessi sul mercato. Ma oggi abbiamo aziende che hanno investito in Borsa piu’ del loro patrimonio netto, un fenomeno analogo a quello del debitore che ha contratto un mutuo oltre alle sue possibilita’ di solvenza. E aggiungiamoci anche i crediti che la banche concedono ai grossi politici o operatori di mercato senza le dovute coperture e solo in virtù del giro del clientelismo bancario che e’ piu’ micidiale di quello della PA.
Certo che se in Italia vogliamo avere un Presidente del Consiglio che abbia una sua banca e che mette la figlia al vertice di una delle maggiori banche del paese, non ci possiamo poi aspettare che ne escano regole certe e severe. Il conflitto di interesse e’ troppo grande da permettere una gestione corretta dell’esistente. E se a capo di Bankitalia ci troviamo un controllore che l’insider trading se lo fa in casa e che viene poi protetto dalla destra come dalla sinistra e se ne esce dal fattaccio senza pena alcuna c’e’ poca speranza.
Se poi la linea di Berlusconi e’ quella di infiltrare di soppiatto decreti salva-manager per aumentare l’irresponsabilita’ di chi porta le aziende al fallimento, vuol dire che abbiamo un governo che il marcio del sistema lo alimenta, non lo diminuisce.
Purtroppo le regalie del sistema a personaggi come Fazio, Fiorani, Consorte… mostrano come siamo tutt’altro che su una linea di correttezza e rigore bensi’ in piena complicita’ criminale, mentre i conflitti di interesse (politici-mercato, controllori-controllati) diventano sempre piu’ turpi.
Al momento le banche centrali parlano di tagliare di mezzo punto il costo del denaro, ma questo non fa risalire gli indici di Borsa. Tremonti aveva promesso il pareggio di bilancio a tempi brevi e un aumento del PIl, ma il PIl calera’ dello 0,1, il che mandera’ a gambe per aria la Finanziaria, che diventa inutile prima di cominciare. Ma Tremonti ha deciso di ignorare il fatto perche’ tener conto della recessione italiana implicherebbe nuovi tagli, in assenza di una politica anti-sprechi, e questo paese e’ gia’ al limite della sopportazione.
Dopo l’inutile G4, ci sara’ un altrettanto inutile G8, ma quelli che chiedono una nuova Bretton Woods come Tremonti sono rimasti a 60 anni fa e insistono nel voler ignorare i tre quarti del mondo.
Certo oggi si deve passare dal capitalismo degli speculatori a quello degli imprenditori.
Anche UK chiede un fondo europeo comune, osteggiato dalla Germania.
Ma noi che facciamo? Il senso di inadeguatezza del governo e dell’opposizione e’ tremendo. Berlusconi e’ attivo solo sul fronte della difesa dei suoi interessi personali e dei suoi crimini, Veltroni vagheggia o si perde nei particolari. La sua manifestazione si fara’ o sara’ di nuovo rimandata? Colpira’ il liberismo nella sua clamorosa disfatta o gli fara’ ancora grazia, come ha fatto con Berlusconi, in nome di un generico I Care che in sostanza non tutela i diritti di nessuno?
La lotta anticapitalista di una sinistra che si rispetti esiste ancora o si e’ annacquata sotto una retorica da libro cuore? D’Alema, Fassino, Veltroni.. hanno ancora una visione globale anticapitalista e anti-imperialista o sono finiti nella politica del quieto vivere, delle piccole collusioni quotidiane, delle complicita’ sotto banco, degli interessi nascosti? Questa politica non ha ali perche’ non ha anima e mentre tutto precipita non significa nulla ne’ come ideali ne’ come intenti.
La Finanziaria di Tremonti e’ una barca che fa acqua da tutte le parti. Si basa su previsioni di crescita ormai inattendibili. Occorreranno nuovi tagli? E sempre sullo stato sociale? E sempre sui lavoratori dipendenti? Francamente nemmeno questo e’ proponibile. E intanto ogni giorno che passa sono decine di migliaia i lavoratori che perdono il lavoro, contraddicendo Lutvak e la sua insistenza a dire che la crisi avrebbe colpito solo gli speculatori dei titoli piu’ sofisticati.
Paradossalmente, nel mondo, la crisi e’ stata frenata dalle grandi economie emergenti, quelle che i grandi della Terra respingono nei loro insulsi convegni, come la Cina, l’India, l’America latina, l’Africa… per cui limitare ancora il loro accesso ai grandi consessi mondiali diventa ormai un lusso inutile, peggio:  un vizio controproducente.
Consoliamoci pensando che i ribassi in Borsa non possono essere infiniti e che il gioco stesso della speculazione puo’ variare le nostre sorti cosi’ come ha variato il prezzo del greggio. E poi, arrivati a questo punto di assurdita’ politiche (i due mandati di Bush sono stati un’atrocita’ senza fine e l’Europa va sempre peggio mentre l’Italia marcia spedita verso un regime personalistico e autoritario), non ci resta che sperare nelle capacita’ di autoconservazione dell’organismo mondo.
Ma il giovane e inesperto Obama a capo di una societa’ immersa ancora nell’integralismo e nel fanatismo non ci tranquillizza affatto.
E noi ricordiamo il proverbio che dice: “quando gli elefanti si combattono, quelli che ci rimettono sono sempre i fili d’erba”.
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Mediatori aguzzini

Viviana
Gordon Borwn ha lanciato un piano di salvataggio delle banche di 200 miliardi di sterline. E noi?
In Germania sono partiti anche i fallimenti di aziende penalizzate dalla crisi bancaria.
Prima le banche, dopo le aziende; prima il danno ai risparmiatori, poi il danno per i lavoratori, infine la recessione di tutta la nazione.
Vorrei avere qui i mentitori come Lutvak, Ostellino, Tremonti, i giornalisti econimici liberisti, e appiccicarli al muro! Maledetti bugiardi! Inetti e bugiardi. Hanno solo la presunzione e la sfacciataggine e non rendono mai conto a nessuno delle loro sfacciate menzogne.
I burocrati di Bruxelles ci hanno imposto il trattato di Lisbona e ora traccheggiano e non sanno che fare. Esosi e incompetenti!
E quando si rifaranno le regole, semmai si faranno, prendete atto anche dell’esosita’ dei mediatori commerciali. Il mercato perverso e’ anche questo.
Un esempio. Oggi, in Italia, le carote si pagano al produttore 12 centesimo di euro, il grossista le rivende a 48 centesimi e sono rivendute dai dettaglianti a un euro e 48! E’ tutto cosi’!
Questo non e’ mercato! E’ usura!
Il parmigiano che va direttamente dal produttore al venditore finale senza trasformazioni, contiene il massimo di prodotto col minimo di incarto e trasporto, raddoppia, passando da 7,97 a 15,90. Ma che senso c’e’? Cio’ e’ enormemente turpe.
I consumatori non comprano perche’ i prezzi sono troppo alti.
I produttori non riescono a coprire i costi.
In mezzo ci sono dei ladri che nessuno controlla, mossi solo da un’avidita’ senza freno che nemmeno tiene conto della flessione del mercato.
Ci dicono che i produttori si devono consorziare.
Ci dicono che i consumatori si devono riunire.
Mai qualcuno che dica che lo Stato deve intervenire sull’avidita’ sfrenata dei mediatori, anche facilitando la vendita diretta sul territorio e camiando le regole della distribuzione, e se una legge viene fatta non e’ mai per i cittadini ma solo per aumentare le tasse dello Stato o il ricavo dei grandi venditori, basterebbe citare il costo del latte per neonati o quello delle medicine, del gas, dell’acqua, della luce, che in Italia e’ sempre stato il piu’ alto d’Europa, della benzina…Il costo del greggio in questi mesi si e’ dimezzato, da 145 a 82, mai che si sia vista una riduzione alla pompa. I distributori temono gli sbalzi del mercato, ma intanto si tengono delle rendite inique mentre lo Stato teme di ricavare meno accise. Non e’ cosi’ che si tutela il consumatore!
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Berlusconi ci riprova
Un emendamento presentato dal Pdl, passato sotto silenzio al Senato nel decreto Alitalia, ha tentato di mettere al riparo tutti i manager di grandi aziende in via di fallimento dalle inchieste della magistratura. La norma denominata “salva manager” fa pero’ infuriare il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che minaccia «O viene ritirata o mi dimetto». Di nuovo Berlusconi tenta di far passare la depenalizzazione della bancarotta fraudolenta. Intanto l’opposizione dorme.
Ci voleva la Gabanelli per scoprire l’emendamento salva bancarottieri… E ci voleva lo stesso Ministro delle Finanze a giudicarlo spregevole. Ma come siamo messi? Veltroni che ci sta a fare? Era impegnato a completare la raccolta delle figurine?

Danilo De Rossi
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Giuseppe Paletto
Nel decreto (tanto x cambiare) SALVALITALIA c’e’ una clausola che recita che: SE UNA SOCIETA’ CHE FALLISCE VIENE COMMISSARIATA NESSUN GIUDICE PUO’ INQUISIRE L’ AMMINISTRATORE CHE HA CAUSATO IL FALIMENTO.

UN DUE TRE LIBERI TUTTI???
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Il governo salva Geronzi, Tanzi e Cragnotti
di LIANA MILELLA

Un’altra? Si’, un’altra. E per chi stavolta? Ma per Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedelta’ del governo Berlusconi, ne produce un’altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia. Non se ne accorge nessuno, dell’opposizione s’intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come gia’ si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d’una “bomba atomica” destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri.
Con un semplice, e in vero anche mal scritto, articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L’emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale e’ necessario che l’impresa si trovi in stato di fallimento.
Se invece e’ guidata da un commissario, e magari va anche bene come nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potra’ mettere sotto processo chi ha determinato la crisi. Se finora lo stato d’insolvenza era equiparato all’amministrazione controllata e al fallimento, in futuro, se la legge dovesse passare com’e’ uscita dal Senato, non sara’ piu’ cosi’. I cattivi manager, contro cui tutti tuonano, verranno salvati se l’impresa non sara’ definitivamente fallita.
Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l’ex presidente di Capitalia Geronzi. Colpo di spugna anche per scandali di minore portata come quello di Giacomelli, della Eldo, di Postalmarket. Tutto grazie ad Alitalia e al decreto del 28 agosto fatto apposta per evitarne il fallimento. Firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Emendato dai due relatori al Senato, entrambi Pdl, Cicolani e Paravia. Pronto per essere discusso e approvato martedi’ prossimo dalla Camera senza che l’opposizione batta un colpo.
Ma ecco che una giornalista se ne accorge. E’ Milena Gabanelli, l’autrice di Report, la trasmissione d’inchieste in onda la domenica sera su Rai3. Lavora su Alitalia, ricostruisce dieci mesi di trattative, intervista con Giovanna Boursier il commissario Augusto Fantozzi, gli chiede se e’ riuscito a garantirsi “una manleva”, un salvacondotto per eventuali inchieste giudiziarie. Lui risponde sicuro: “No, io non ho nessuna manleva”.
Ma quel 7bis dimostra il contrario. Report ascolta magistrati autorevoli, specializzati in inchieste economiche. Come Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm e pm romano dei casi Ricucci, Coppola, Bnl. Il suo giudizio e’ senza scampo. Eccolo: “Se la norma verra’ approvata non saranno piu’ perseguibili i reati di bancarotta commessi da tutti i precedenti amministratori di Alitalia, ma neppure quelli compiuti da altri manager di societa’ per cui c’e’ stata la dichiarazione d’insolvenza non seguita dal fallimento”.
Cascini cita i casi: “Per i crac Cirio e Parmalat c’e’ stata la dichiarazione d’insolvenza, ma senza il fallimento. Il risultato e’ l’abrogazione dei reati fallimentari commessi da Tanzi, Cagnotti, dai correi”. Non basta. “Subito dovra’ essere pronunciata sentenza di assoluzione perche’ il fatto non e’ piu’ previsto dalla legge come reato per tutti gli imputati, inclusi i rappresentanti delle banche”.
Siamo arrivati a Geronzi. Chiede la Gabanelli a Cascini: “Ma la norma vale anche per lui?”. Lapidaria la risposta: “Ovviamente si’”. Le toghe s’allarmano, i timori serpeggiano nelle mailing-list. Come in quella dei civilisti, Civil-net, dove Pasquale Liccardo scrive: “Ho letto la nuova Marzano. Aspetto notizie sulla nuova condizione di punibilita’ che incidera’ non solo sui processi futuri ma anche su quelli in corso”. Nessun dubbio sulla portata generale della norma. Per certo non riguardera’ la sola Alitalia, ma tutte le imprese.
Vediamolo questo 7bis, cosi’ titolato: “Applicabilita’ delle disposizioni penali della legge fallimentare”. Stabilisce: “Le dichiarazioni dello stato di insolvenza sono equiparate alla dichiarazione di fallimento solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell’ipotesi di accertata falsita’ dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura“.
La scrittura e’ cattiva, ma l’obiettivo chiaro: finora i manager delle grandi imprese finivano sotto processo per bancarotta a partire dalla sola dichiarazione d’insolvenza. Invece, se il 7bis passa, l’azione penale restera’ sospesa fino a un futuro, e del tutto incerto, fallimento definitivo. Commentano le toghe: “Una moratoria sine die, un nuovo colpo di spugna, una mano di biacca sulle responsabilita’ dei grandi manager le cui imprese sono state salvate solo grazie alla mano pubblica”. Con un assurdo plateale, come per Parmalat. S’interrompera’ solo perche’ il commissario Bondi evita il fallimento.
Ma che la salva Geronzi sia costituzionale e’ tutto da vedere. Gli esperti gia’ vedono violati il principio d’uguaglianza e quello di ragionevolezza. Il primo perche’ la norma determina un’evidente disparita’ di trattamento tra i poveri Cristi che non accedono alla Marzano, falliscono, e finiscono sotto processo, e i grandi amministratori. Il secondo perche’ l’esercizio dell’azione penale dipende solo dalla capacita’ del commissario di gestire l’azienda in crisi. Se la salva, salva pure l’ex amministratore; se fallisce, parte il processo. Vedremo se Berlusconi andra’ avanti sfidando ancora la Consulta.

www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/parmalat-richiesta-pm/norma-salvaprocessi/norma-salvaprocessi.html
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Tremonti si e’ rifiutato di far passare anche questo obbrobrio.
Tremonti e’ come la freccia dell’auto dei carabinieri: ora si’ ora no, ora si’…

La crisi: occasione per un nuovo pensiero e, possibilmente, un’altra politica
Immaginavo che il piano di “salvataggio” Paulson reggesse almeno una settimana. Sembra gia’ fallito alla riapertura delle borse, ieri. Andando “dal grande al piccino”, all’Unicredit il Cda ha lavorato anche in giorni festivi per mettere a punto il suo piano di “salvataggio”; 6,6 miliardi di euro di nuova capitalizzazione con “promessa” di distribuire i dividendi in…..azioni (la prospettiva non e’ a prima vista molto attraente). Simile piano non sembra risolvere gran che, almeno a quanto si vede finora. Comunque attendiamo “fiduciosi” i prossimi giorni; consci comunque che le borse andranno su e’ giu’ come sull’otto volante, ma alla fine arrivera’ l’effettiva “depressione”, quella reale [vedi l’appendice].
Ribadisco quanto ho sostenuto mille volte in questi ultimi tempi. Non ce l’ho con tecnici ed economisti perche’ non ci capiscono nulla; nessuno e’ in grado di essere migliore di altri in frangenti come questi. Irrita pero’ altamente che questi “maghi” o “guaritori” in sedicesimo pretendano di farci credere alla loro capacita’ di risolvere la situazione. Ammettano infine di essere disorientarti, punto e basta! Da centocinquant’anni circa a questa parte, mi pare ci siano state, tra gravi e meno gravi (le “recessioni”), una cinquantina di crisi o giu’ di li’. Piu’ o meno, a parte appunto la gravita’, sono sempre avvenute con modalita’ non molto dissimili, salvo i dettagli “di forma” (adesso si da’ la colpa ai subprime, ai derivati, ecc., ma il “minestrone” e’ sempre stato fatto con pessime “verdure”; e il caos prende in genere avvio dalla finanza per arrivare al settore reale).

www.ripensaremarx.splinder.com/
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Dario
La legge 133/2008 e’ una legge vergognosa che abolisce quasi completamente il finanziamento alle universita’ statali. Veranno eliminati 450 milioni di euro l’anno di finanziamenti pubblici. E’ assurdo, gli atenei sono completamente in rosso e se in piu’ gli si toglie il finanziamento statale saranno costrette a privatizzarsi com’e’ previsto nella legge 133. Ma vi rendete conto? Vogliono trasformare l’universita’ italiana in un oggetto di marketing. Il sistema universitario italiano vera’ completamente privatizzato e reso strumento di profitti. Ma vi rendete conto? Andate ad informarvi meglio e rimarrete sconcertati.
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Dublino. Capitalism in crisis
Doriana Goracci

Non sono certo una risparmiatrice inglese in fuga a Dublino ma una fortunata a cui e’ stato offerto un viaggio di una settimana nella capitale irlandese. Appena arrivata, ancora carica delle nevrosi italiane, mi e’ apparso il primo cartello bianco, rettangolare, con l’annuncio del dibattito pubblico, in strada, per l’11 ottobre, scritto a chiare lettere in nero: “Capitalism in crisis!”. Sara’ a Temple Bar, centro storico e in movimento di Dublino, anche se SoDa mi appare piu’ coinvolgente. Il tutto sotto cascate di fiori e acqua, a cui ci si abitua e soccombe, come il sole improvviso e qualunque sia l’umore del cielo, si continua a camminare, senza imprecazioni, nell’immobile traffico cittadino, dove sfilano veloci solo lo, le biciclette e quanti sono a piedi: eppure scendono dai bus e ringraziano brevemente, un saluto, alla prossima…Girano odori e colori delle capitali del Nord, senza quell’ordine maniacale e quella compunta aria da city, tra porte rosse gialle magari viola. Rimangono neri e in caratteri d’oro, i bidoni della spazzatura, dove si legge che “litter is disgusting”. A Smithfield, la domenica mattina, la prima di ogni mese, c’e’ una fiera alla buona di equini, in una piazza della citta’, non in periferia. Sbucano calessi condotti da ragazzini, certi altri con i furgoni, fanno scendere cavalli e puledri ben messi, li spolverano dal fango ma le loro scarpe rimangono con dita di terra umida e rappresa, e le piccole bande di ragazzini irlandesi, alcuni con il cappuccio sulla testa, si aggirano con un fare molto sicuro. Solo li’ ho visto un piccolo gruppo di polizia locale, a chiacchierare. Nel mezzo di un lato troneggia il Village Park Inn, un hotel con annesso bar e ristorante e un cartello con una grande gardenia bianca su fondo nero che invita al Funeral post, per tea e lunch. Le mitiche teste rosse e facce con efelidi, ci sono ma non sono la massa. La massa e’ una moltitudine di giovani, tante etnie e non solo dedite a ruoli di lavori balordi, prova ne sia che piu’ del 50% della popolazione irlandese e’ sotto i trent’anni. Non ci sono arie frenetiche da super lavoro, i negozi chiudono alle 18, i pub quando gli pare, non c’e’ vita sottoterra, i canali scorrono come le papere di fianco alle auto e i tram e, se volete, anche questa e’ misteriosa malinconia metropolitana. Nei pressi della palazzina di Google, c’e’ un treno che riporta i pendolari in venti minuti in un borgo sul mare, a poco meno di 15 chilometri da Dublino e anche al tramonto giocano i bambini sulla riva, con un vento che piega l’erba e i cespugli, ancora intrisi di pioggia. La vita costa cara, costa caro mangiare e male e fioriscono i centri del biologico e del vegetale: anche la birra viene dal luppolo e scivola giu’. Non c’e’ aria di lusso, si voltano a guardare bellezze polacche con obsoleti pantaloncini e tacchi da dieci centimetri in su ma non le gambette ignude di qualche svampito pseudo scozzese. Se ti vedono con una cartina tra le mani, ti chiedono sorridendo se hai bisogno d’aiuto. Le notizie delle prime pagine riportano tagli di trecentomila posti di lavoro, la Ryan Air, continua a volare ma i suoi dipendenti faranno voto di una settimana gratuita di lavoro, i bambini girano soli fino a tardi, come certe coppie che danno da mangiare ai cigni e alle anatre, sono cattolici e non lo danno a vedere, parlano inglese ma capiscono qualunque idioma, e’ tutto un fiorire di take away afro-orientali, la maggior parte dei musei e’ gratuita, sono presi d’assalto magazzini alla moda dove il capo piu’ caro e’ di euro 40, sono innumerevoli i negozi di associazioni religiose e umanitarie che vestono i corpi e le case, per pochi euro, dei dublinesi. La polizia irlandese, Garda Síochána, che significa “Guardiani della Pace”, non presta servizio armata, forse perche’ e’ il paese meno violento dell’Unione Europea, neutrale nella Seconda guerra mondiale, non ha siglato alcun patto militare con la Nato: li chiamano da sempre vichinghi e barbari. Ripenso alla “culla” di Roma e sale di nuovo l’angoscia dell’Impero e della sua “civile” cultura della pace. Eriu, l’Isola dei boschi, la Terra del Limite Remoto, ha lottato per la sua liberta’. L’amica e concittadina Kay Mc Carthy, straordinaria voce dell’anima irlandese, mi aveva avvertito: house non e’ home, cammina anche se piove, sara’ leggero…
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Dizionario:
Lodo
: la parola “lodo” entra nel linguaggio giuridico col Lodo Maccanico con una proposta simile a questa del vergognoso Lodo Alfano.
Antonio Maccanico intendeva fare una proposta bypartisan, per evitare che nel semestre di presidenza italiana Al Consiglio europeo Berlusconi potesse arrivare a condanna in un suo processo gettando onta su tutta l’Italia.
Componente essenziale del “lodo” era la negoziazione tra dx e sx per l’improcessabilita’ di B che doveva durare per i 6 mesi della presidenza europea.
Il termine lodo pero’ e’ antico, risale al medioevo, e’ latino e ha il senso di approvare. Col lodo il signore medievale approvava (lodava) una conciliazione arbitrale tra sensali.
Nel 2003 la maggioranza di governo tento’ di far passare la decisione che era meglio non processare B finche’ durava il suo mandato europeo, dicendo i due schieramenti erano d’accordo. Ma l’opposizione non fu d’accordo affatto e la proposta non passo’.
Dov’e’ oggi la contestazione dura a Berlusconi nei suoi tentativi di tirannide?
Con Veltroni siamo entrati in una pappa immonda dove non si risolve nulla, dai problemi del premier a quelli della rai a tutto il resto. Il paese si e’ immobilizzato in una presa di potere fascista che prosegue senza opposizioni e anzi dobbiamo sentire la bestemmia che Veltroni, Franceschini e D’Alema sarebbero “favorevoli” a un premier dai massimi poteri eletto direttamente dal popolo e senza contrappeso di stampa, magistratura o parlamento, insomma si sta tentando di fare la tirannia assoluta e l’opposizione consente. L’unico movente che puo’ spiegare questa follia e’ un virus introdotto nei cervelli dei vertici della sx che ha loro appannato totalmente il cervello.
Il Lodo Maccanico fu duramente respinto anche dalla Corte Costituzionale perche’ in violenta opposizione al principio fondamentale di uguaglianza che regge la democrazia. Oggi la stessa Corte per voce di Mancino si dichiara consenziente. Ma cosa ci sta succedendo?
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La Renault taglia 4000 posti di lavoro, la Volvo 6000.
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L’intervento del governo inglese, che ha annunciato la parziale nazionalizzazione di otto banche, non e’ stata sufficiente per tranquillizzare gli investitori, che si attendono interventi risoluti sul fronte del taglio dei tassi.
Taglio globale dei tassi, in azione tutte le maggiori banche centrali mondiali
Con un’azione che non ha precedenti nella storia, Federal Reserve, Banca centrale europea, Bank of England, Swiss National Bank, Bank of Canada, Sveriges Riksbank hanno annunciato una mossa di riduzione coordinata dei tassi d’interesse. Unica esclusa e’ la Bank of Japan (dove i tassi sono gia’ allo 0,50%), che ha pero’ espresso il massimo sostegno all’iniziativa. La notizia e’ stata ufficializzata pochi istanti dopo le 13.00. Con un taglio di 50 punti base il tasso d’interesse in Eurozona scende al 3,75% e negli Stati Uniti all’1,5%. La decisione della Federal Reserve e’ stata presa all’unanimita’ del suo board. La Federal Reserve ha anche ridotto il tasso di sconto all’1,75%. In una nota della Fed si legge che la decisione e’ stata presa in considerazione “della moderazione delle pressioni inflazionistiche in numerosi Paesi”, mentre “la recente intensificazione della crisi finanziaria ha aumentato i rischi al ribasso alla crescita e cosi’ diminuito ulteriormente i rischi alla stabilita’ dei prezzi”.
Crisi mutui: Adoc giudica limitato e tardivo taglio costo del denaro da parte della Bce
Limitato e tardivo. E’ questo il giudizio giunto dall’Adoc in seguito alla notizia della sforbiciata dei tassi d’intesse di mezzo punto da parte delle principali banche centrali mondiali. “Finalmente la Banca centrale europea ha deciso di tagliare il costo del denaro, ma e’ troppo tardi e troppo poco il taglio di mezzo punto – dichiara Carlo Pileri, presidente dell´Adoc -. Certo chi e’ indebitato e chi ha contratto un mutuo avra’ un po´ piu’ di respiro, ma la decisione adottata dalla Bce non e’ sufficiente per bilanciare la crisi finanziaria in corso”.
Francis Xavier
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Previsioni del Fmi
Recessione probabile per Italia e Gran Bretagna nel 2009. Il Fondo monetario internazionale prevede una contrazione economica dello 0,2% per l’Italia e dello 0,1% per la Gran Bretagna l’anno prossimo, in netto peggioramento rispetto a una crescita stimata sei mesi fa rispettivamente a +0,3% e +1,6%. Lo scrive la Bloomberg, citando un documento interno dell’organizzazione di Washington preparato in vista del G-7 di venerdi’.
Il Fmi si aspetta una “grossa frenata” dell’economia globale nel 2009, con la crescita degli Usa vicina allo zero, e “molte economie avanzate sono ora vicine alla recessione, con i Paesi emergenti anch’essi in forte rallentamento”.
Secondo gli economisti del Fmi gli Usa cresceranno appena dello 0,1% nel 2009 dopo il +1,6% di quest’anno. Nell’ultimo World Economic Outlook il Fmi parlava di una crescita dello 0,5% quest’anno e dello 0,6% il prossimo. La prossima edizione del World Economic Outlook e’ in pubblicazione domani.
www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=86793
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E la sinistra?
Viviana

E nel tonfo della caduta del capitalismo, un grande silenzio emerge, incredibile e colpevole, quello della sinistra occidentale che oggi dovrebbe sferrare i suoi colpi piu’ potenti al capitalismo, in nome di una diversa visione del mondo, piu’ umana e democratica. E invece quella voce non si riesce a sentire. E noi chiediamo quale sia la colpa di questo silenzio: Collusione? Perdita di un chiaro progetto? Fallimento ormai intrinseco di qualunque ideale? Afasia decisionale? Caos interno?
Siamo maledetti i pirati che arraffarono! Siano maledetti i custodi che non custodirono e non legiferarono? Ma siano maledetti anche coloro che al sistema si dovevano opporre con tutte le loro forze e non lo fecero
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In Italia viviamo in una semi-democrazia, dove non si riconoscono i diritti dell’opposizione, non c’e’ distinzione tra i poteri dello Stato, c’e’ un’opinione pubblica narcotizzata o manipolata. Su questi termini non e’ assordante il nostro urlo, ma il silenzio degli altri. Avvertivamo il torpore, l ’inerzia del Paese,segnalando un rischio autoritarismo abbiamo buttato un sasso nello stagno.E contribuito a risvegliare il dibattito”.

Don Antonio Sciortino,direttore di “ Famiglia cristiana”
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Beppe Grillo

Nessuno al mondo sa dire quanta sia la quantita’ di veleno americano e dove si trovi. La SEC, la FED, il Governo di Bush, il ministro del Tesoro Paulson dov’erano in questi anni? Mentre la loro nazione baluardo di liberta’ esportava cannoni e CDO e subprime, titoli su debiti inesigibili. Lo sapevano questi bastardi che erano inesigibili.
Una merda introdotta nei fondi e nei derivati che produrra’ decine di milioni di disoccupati, di senza tetto, di risparmiatori disperati. Il debito pubblico americano e’ il piu’ alto del pianeta, gli Stati Uniti consumano un terzo delle risorse della Terra, ma sono solo 300 milioni su 6,7 miliardi. Per rimanere in piedi devono controllare l’economia mondiale con la finanza e con le armi. Gli Stati Uniti spendono 560 miliardi di dollari OGNI ANNO per gli armamenti, per le centinaia di basi militari sparse per il mondo, dal Giappone, a Cuba, a Vicenza. La seconda nazione per spese militari e’ la Gran Bretagna con 59 miliardi di dollari, quasi un decimo, e la Russia di Putin segue con 35.
Il mondo paga la tenuta del dollaro, i 560 miliardi di dollari in armamenti. Gli Stati Uniti, di fronte a questo disastro finanziario, dovrebbero fare come la Germania nazista sconfitta e costretta a pagare i debiti di guerra e corrispondere i debiti di PACE alle nazioni che ha messo in ginocchio.
Tra Saddam e Bush chi ha fatto piu’ danni? Piu’ morti? Il primo e’ stato impiccato dal secondo che, nel frattempo ha impiccato anche l’economia mondiale. Da chi e’ stato eletto Bush? Dalla finanza americana, dalla National Rifle Association, l’organizzazione che promuove l’industria delle armi, dai petrolieri. Nel 1989 e’ caduto il muro di Berlino, nell’ottobre 2008 e’ caduto il muro di Wall Street insieme al delirio di una globalizzazione governata da chi ci guadagnava sopra. L’URSS non esiste piu’. Gli Stati Uniti, per adesso, ci sono ancora e ci spiegano l’economia, la finanza, la liberta’. Ci occupano per proteggerci, fanno fallire le nostre banche, le nostre borse. Yankees Go Home, con le vostre armi, le vostre atomiche, la vostra finanza creativa.
Non credo che le banche falliranno, ma non e’ questo il vero pericolo. Tra pochi mesi il crollo della finanza si trasferira’ nell’economia reale, nella produzione. In primavera nessuno pensera’ piu’ al titolo delle azioni o al conto corrente, ma al posto di lavoro, ad arrivare alla fine del mese.
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Monica Murgia (bloggher)

Finalmente il premier ha trovato un posto che gli e’ congeniale: Il Bagaglino. Mentre i premier di tutto il mondo non nascondono ai cittadini il periodo difficile e mostrano alle telecamere in conferenza stampa facce preoccupate ma risolute a uscire dalla crisi, il nostro ci dice che va tutto bene niente popo’dimenoche’…… dal Bagaglino. L’Italia e’ proprio un paese alla rovescia: chi deve governare si comporta da comico e chi dovrebbe aiutarci a passare piacevolmente il nostro tempo libero si da’ da fare per informarci sui fatti e farci aprire gli occhi. in compenso i malfattori scrivono le leggi, lautamente pagati con le nostre tasse, dagli scranni del parlamento. E il popolo acclama felice il nuovo comico che avanza e gioca a fare il primo ministro da casa sua mentre si occupa in primo luogo dei propri affari.
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L’ANTIDOTO ALLA CRISI FINANZIARIA? LA PAURA
Mauro Maggiora

E pensare che meno di un anno fa Prodi e Zapatero si misuravano virilmente il PIL davanti allo specchio… Ora stiamo scoprendo la consistenza di questo PIL: una virile montagna di “rumenta”, il misuratore dopato di un’economia farlocca…
Molto banalmente la responsabilita’ di questo sfascio va equamente condivisa tra tutti i governi “illuminati” che hanno spadroneggiato e retto i testicoli delle oligarchie bancarie di questi ultimi vent’anni, qui ed altrove.
Per cui, allegramente, trasversalmente,destra , sinistra e centro.
Acquisito questo dato di fatto, vediamo come si muovono ora i governi mondiali,che, annaspano e minimizzano.
In Francia, pero’, gia’ oggi e’ quasi impossibile accendere un mutuo e questo determinera’ uno “sboom” immobiliare.
E qui in Italia?
Beh, vediamo cosa ci offre la giornata:
Paura, paura, paura, ossessione maniacale della sicurezza, ogni giorno di piu’.
Odio, xenofobia, xenofobia, odio, psicosi, sempre lo stesso piatto nauseabondo.
La vicepresidente del senato, leghista, dice “gli italiani non sono piu’ sicuri, neppure a casa, si coricano e non sanno se si risveglieranno, per colpa degli immigrati che rapinano e stuprano.”
Un altro imbecille senatore leghista propone il permesso di soggiorno a punti.
Se non paghi una bolletta o una multa, ti tolgo i punti e puoi perdere il permesso..
Pazzesco.
In un paese dove il premier e’ ultrainquisito, il presidente del monopolio di energia e’ condannato per strage ambientale, il piu’ importante banchiere condannato in primo grado per crac finanziario ed accusato di usura…Sempre e ancora in un paese dove il disprezzo delle regole civiche e morali e’ la norma, anzi e’ titolo di merito.
Ecco, in questo paese, un paese stremato, inebetito, ubriacato, rassegnato, in cui persino il divieto di sciopero passerebbe senza colpo ferire, allo straniero LAVORATORE si revoca un permesso per un divieto di sosta. Cos’altro dobbiamo sopportare????????
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Viviana

L’Australia ha iniziato la corsa al ribasso dei tassi di interesse. Dove sta quel Trichet che voleva rialzare anche il tasso europeo per favorire le grandi banche?Alla forca i criminali finanziari!
Dove sta quella Banca Mondiale che ha preteso di regolare la finanza mondiale fino a distruggere l’economia del pianeta? Che ha spinto i popoli a finanziare le multinazionali della guerra, della rovina e delle grandi opere inutili, mentre faceva fallire interi paesi come Africa, Asia, Argentina?
La grande propagatrice del liberismo internazionale che ha saputo solo tutelare il grande capitale internazionale! Lo schifo della storia! La presunzione del potere malefico che ora chiede aiuto! Che ha voluto il liberismo come libera concorrenza senza regole e il lucro come corrispondente del rischio e ora rinnega tutto e il rischio lo butta su di noi!
Perche’ non dice nemmeno una parola di quelle regole che ha orgogliosamente distrutto?
Perche’ WTO e BM e FMI non si fanno una bell’esame di coscienza davanti al mondo?
E perche’ dovremmo continuare sulla linea distruttiva di un’Europa delle banche, organismo sterile e dannoso, dove una cricca di burocrati ha potere di vita e di morte su 27 paesi e se ne frega di stato sociale e diritti di lavoro o salute, per favorire solo gli interessi delle corporation, privatizzazioni e Ogm comprese?
Perche’ dovremmo volere un’UE incapace persino di darsi delle regole finanziarie che ci costringe a immiserire i nostri bilanci per favorire i suoi fallimenti?
Vogliamo un’Europa dove la democrazia si eserciti dal basso e la scelta elettorale la facciano i cittadini e il parlamento sia deliberativo e non consultivo e dove i diritti dei popoli passino davanti ai diritti del capitale!
Vergogna, sx, che hai consentito questo scempio!
Meriti il disprezzo come la dx peggiore, per aver rinnegato la tua funzione, tradito le tue radici, rovinato i tuoi figli! Tu non rappresenti piu’ nulla. Non sei nemmeno capace di esecrare questa crisi!Sei la nullita’ estrema
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Viviana
L’avidita’ ha divorato se stessa ma siccome ha ancora fame ci presenta il conto.
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Il capitalismo e’ in crisi ma qui si vagheggia. Nessuno ne approfitta per rafforzarsi. Aprile on line e’ troppo debole e dispersivo, fiacco. Rc segnala solo le risse tra adepti. Finora la sx e’ stata smorta, non ha saputo dare un affondo ai fondamentali liberisti. E’ tutto cosi’ pallido e indistinto! Con questo pudore e mancanza di risolutezza non faremo che perdere.
Abbiamo bisogno di un politico concreto, che abbia dei valori ma anche i piedi per terra e abbia tanta concretezza e vigore da sapersi collegare col popolo, la sua difesa e i suoi diritti e da saper fare un’opposizione incisiva, valida e stringente al capitalismo corrotto e ai suoi vizi e soprattutto sappia vituperare l’attuale crisi e approfittarne per vantare un disegno opposto, se c’e’, o questa debolezza sembrera’ connivenza.
Veltroni e’ una nullita’, fa solo del lirismo, va bene per le antologie delle scuole medie, ma nel momento attuale e’ del tutto fuori posto. Ferrero ha scarsa visbilita’. Vendola fa la rivolta interna. I Verdi sono spariti.  Ma la sx estrema dov’e’? Rischia di annichilirsi.
Veltroni non si unisce alle piazze, si disunisce persino dai pochi alleati che gli restano, e’ contestato dai suoi.
Ma che si aspetta a fare un congresso generale e sfiduciarlo? Contro un potere deciso e malintenzionato abbiamo bisogno di un uomo forte e decisionista che abbia le idee chiare e precise e sappia imporle. Non sono tempi per poeti o sognatori che si parlano addosso e hanno perso il contatto con le piazze.
Si puo’ fare lirismo nel privato, ma nella politica pubblica di oggi si deve avere le stigmate del vigore e della sicurezza. Non abbiamo tempo per giocare con le chiacchiere a vuoto! Non abbiamo tempo per chi sceglie i Colaninno e i ma-anche.
La dx e’ la dx e piu’ a dx di cosi’ non si puo’. La sx sia sx! O sparira’ dalla faccia della Terra!
Non e’ questo il momento delle divisioni ulteriori, delle ripicche, dei tesseramenti separati e delle altre stoltezze che stiamo vedendo! L’unione e’ il primo punto. Un forte piano di sinistra il secondo.
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Come diceva quel malvagio di Lutvak? “Pagheranno “solo” pochi speculatori di titoli sofisticati!” Ma va in malora! E quello che dice l’immondo Lutvak lo ripete l’immondo Tremonti. Contro di loro l’evidenza: le banche europee sono interconnesse e cadono a domino e se ne infischiano delle bugie di Berlusconi. L aloro crisi trasina con se’ la chiusura delle aziende. Ogni giorno la disoccupazione aumenta. E la sx tace!!!

L’Islanda va a fondo. Il governo islandese annuncia di esser pronto a nazionalizzare tutte le banche sull’orlo del fallimento, e la corona islandese perde il 20% nei confronti dell’€. Oggi le autorita’ mettono in amministrazione controllata pubblica la Landsbank, 2° banca del Paese. E chiedono alla Russia un prestito di 4 miliardi. La crisi coinvolge anche l’Inghilterra perche’ la banca ha anche clienti inglesi.
350.000 persone si vedono congelare i conti correnti per 4,5 miliardi di sterline. Molti hanno scoperto di non poter ne’ ritirare ne’ depositare denaro sui libretti di risparmio.
L’Islanda rifiuta l’appoggio della Banca Europea (dobbiamo ancora capire a che serve, a parte i movimenti inconsulti di Trichet che crede di essere il dittatore d’Europa). La Comunita’ Europea ci ha imposto di privatizzare l’acqua e i servizi pubblici, ci ha imposto gli OGM e le merci piu’ schifose americane come i polli alla varechina o le medicine tossiche, ci ha imposto salari e stipendi parificati ai peggiori paesi europei, la distruzione dei diritti del lavoro e dello stato sociale, un parlamento che ha valore solo consultivo e una banca europea che ha valore di fare leggi ma che nessuno elegge e controlla, persino la pena di morte, e ora che e’ nei casini pretenderebbe ancora che salvassimo il suo peggio? Ma in nome di che? Di un capitalismo che sta distruggendo il mondo? Se un organismo ha un cancro, lo si elimina, non si nutrono le cellule cancerogene perche’ continuino il danno. Invece sono tutti sulla linea di D’Alema: “Contro la globalizzazione non si puo’ fare nulla!” E questa e’ follia pura!
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L’ultima buffonata di Berlusconi
Viviana

“Dobbiamo assolutamente riportare l’etica nel mondo della finanza”.
La figlia viene dalla stessa scuola e lancia un convegno in universita’ sul tema “etica nella finanza”. Si porta dietro la madre perche’ non si creda a un caso di omonimia. E infatti uno vede qualcuno del giro di Berlusconi e la prima cosa che pensa e’ : “ETICA!” !? Elementare, Watson!
I have a dream: passare per onesto. Lui ci prova per se’ e soci, e sdogana mafia, camorra, ‘ndrangheta, lega, massoneria, affarismo di stato, fascio, bushismo e putinismo, l’a e la zeta del mondo criminale. Tutti onesti e puri! Lavati di nuovo. Ma per noi resta un incubo senza fine. Horwell all’ennesima potenza. Il paradosso nefasto.
E sempre per parafrasare Holmes: “Eliminata l’onesta’, cio’ che resta, per nefando che sia, deve essere la casa delle liberta’ ”.
E intanto Ricucci e’ condannato a 3 anni condonati dall’indulto e a pagare la ridicola somma di 645.000 euro. E prende anche 70.000 euro da Sole24 ore, condannato per aver detto che ha messo in piedi una delle maggiori truffe dei nostri tempi.
L’indulto (bypartisan) e’ stato un affare d’oro per i disonesti: Fazio, Fiorani, Consorte, Ricucci, Tanzi, Geronzi, Cagnotti… Una manna! Basta calare la pena sotto i 3 anni e sei assolto, se si condannato a 6 ti fai altri 3 anni di servizi sociali. Se proprio l’hai fatta grossa, chiedi il giudizio abbreviato a scendi a un terzo delle pena. Se non ce la fai ancora, prolunghi il processo fino a prescrizione. E poi ci sono sconti se stai poco bene di salute o hai piu’ di 60 anni. Eminentemente etico! Ma ora Berlusconi allarga la copertura dalla banda dei 4 ai ministri, e a seguire ai governatori di regione, arriveremo ai presidenti di quartiere? La casta delinque ma si autoassolve. Poi manda i figli all’universita’ a parlare di etica! E giu’ tutti a bastonare neri o cinesi e a trattar male gli extracomunitari mentre i ladri di stato sono rivotati dal popolo ciuco e rinominati dai governi etici alle massima cariche! Vado, delinquo e torno. E a noi ci deviano contro falsi bersagli per lasciare la criminalita’ al potere. Un senegalese ha parcheggiato male davanti a una scuola, lo sbattono a terra davanti al figlio di 6 anni. Ormai l’etica e’ questa. Il premier insegna, gli altri applicano. Ossequi ai potenti, botte ai coloured.
Cirio e Parmalat mandano a picco le finanze di migliaia di famiglie italiane con i loro bond spazzatura? 14 miliardi di buco solo Parmalat? Cragnotti e Tanzi se la caveranno.
Il Perugia e la Fiorentina falliscono e scompaiono travolti da perdite e debiti? Gaucci e Cecchi Gori non c’entrano.
La New Economy scoppia e De Giovanni inventore del Billionaire se la cava con 11 mesi.
Poi ci sono i processi che nemmeno cominciano, come i 98 miliardi rubati dai gestori delle lotterie (An e coop rosse), o i 20 miliardi di fondi europei spariti in Calabria. Se si penalizza qualcuno sono i giudici, Rc consenziente.
I presidenti di Alitalia o Ferrovie: nemmeno processati.
Etico ? Eticissimo! E’ l’etica al potere. Basta la parola.
Fazio (aggiotaggio=6 anni) e abuso d’ufficio (3 anni); supponendo una condanna, l’indulto ridurrebbe a 3: annullati.
Idem per Tanzi , e’ anziano, al piu’ avrebbe gli arresti domiciliari che nessuno controlla. Fiorani (associazione a delinquere, aggiotaggio e riciclaggio), 3 anni indultati e 3 di servizi sociali. Non pagano nemmeno i danni. Non finiscono sul lastrico. Ci fanno finire gli altri.
Idem per Cragnotti che ha anche la bancarotta fraudolenta, ma l’eticissimo Berlusconi la depenalizzera’, con l’assenso della figlia Barbara, si intende.
E i 9 anni di detenzione per reati gravi, tra cui la collusione mafiosa, per Dell’Utri? Per male che vada ti fanno senatore, come Cuffaro. In nome di Dio, per l’appunto. Il dio dei criminali, che di devoti ne ha fin troppi.
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Dall’intervento di Grillo a Piazza Navona:

“Abbiamo uno dei debiti pubblici piu’ grandi del mondo: 1.647 miliardi di euro. Ogni anno aumenta di 80 miliardi per gli interessi. Solo a marzo abbiamo pagato 23 miliardi di interessi sul debito. Nel 2008 chiuderanno 300.000 aziende. 300.000! E le altre piccole aziende sono in mano alle banche con dei debiti che arrivano a 780 miliardi di euro. Non fallira’ solo lo Stato. Falliranno le banche…”
Io, un comico deriso dai politici e da giornalisti servi, parlavo di economia mentre loro si dedicavano a:
- Impronte ai Rom
- Lodo Alfano
- Abolizione delle intercettazioni
- Comitato di vigilanza Rai
- Alitalia (gia’ venduta mesi prima a Air France)
- Legge blocca processi
- Abolizione dell’ICI
- Prostitute nelle strade
- Rete4.
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Dal il sole24 ore del 2007
I DERIVATI

Il “guru di Omaha” Warren Buffett, il 4 marzo 2003, li defini’ «armi di distruzione di massa».L’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco,parlandone il 24 marzo 2004 in Parlamento a proposito degli enti locali, disse che «a volte assomigliano a droghe pesanti»
Secondo il Tesoro, dal 2002 e al primo semestre 2007 sono stati circa 900 i derivati firmati da 525 enti locali (459 Comuni,45 Province, 17 Regioni e quattro Comunita’ montane). Ben 151 sono stati stipulati tra gennaio e il 30 giugno scorso. A fine agosto, secondo Banca d’Italia, il mark to market (il valore di mercato alla data della rilevazione) dei derivati in tasca agli enti locali era negativo per 1,055 miliardi. Due terzi di questo valore (che non si traduce in una perdita immediata) sono in capo ai Comuni, un quarto alle Regioni e il resto alle Province.
Le quote principali del mercato dei derivati agli enti locali, secondo queste fonti, fino al 2006 erano in mano a banche italiane, UniCredit e Dexia Crediop su tutte, ed estere, tra cui Merrill Lynch, Ubs, Deutsche Bank, Nomura e Barclays.
Ora pero’ la situazione sta cambiando: alcuni operatori, come UniCredit Banca d’Impresa, hanno annunciato una sostanziale virata nella strategia commerciale per il settore. Altri si sono trovati a dover fronteggiare la crisi della finanza strutturata, innescata dalla bolla dei mutui subprime Usa, e le ricadute del caso Italease. L’effetto su cartolarizzazioni e bond, privati e pubblici, si fara’ sentire anche qui.

lele71 p
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Don Aldo

Coloro che hanno esperienza sanno che i tossicodipendenti, quando sono in fase di astinenza, diventano violenti e sono capaci di fare cose da cui normalmente aborrirebbero.
E’ l’impressione che ho avuta nell’ascoltare il banderuolfascista Gasbarri in una dichiarazione al TG (non ricordo bene se 1 o 2) di ieri sera. Secondo il bellafacciatosta e’ stata la sinistra a tessere lodi sperticate alla globalizzazione, mentre loro di destra hanno sempre affacciato riserve e critiche!!!!
Siamo al delirium tremens.
Ormai l’infezione della menzogna che il Cavaliere ha iniettato sul corpo parlamentare si e’ diffusa in una moltiplicazione geometrica e il parlare non per dire ma per propagandare e’ diventato lo sport nazionale per questa massa di farabutti.
Dell’onesta’, della verita’, della giustizia e dei valori morali, questi signori ci si fanno solo i gargarismi.
Ci basta ricorcare (a noi e non a loro, che sarebbe sciupi’o di energie) che da sinistra non solo si e’ sempre criticata questa globalizzazione, ma da tempo le menti piu’ accorte e sensibili vanno predicando un cambiamento di rotta, una inversione di tendenza, fino a teorizzare la necessita’ di una decrescita.
Lo stesso problema dei rifiuti, a sinistra, lo si e’ collocato all’interno di uno “scontro di civilta’” in at­to.
E’ ancora fresco di inchiostro il libro di Guido Viale “Azzerare i rifiuti…”per i caratteri della Bollati Boringhieri.
A un certo punto vi si legge testualmente:
«Da una parte vi e’ la cultura della crescita, con la sua fiducia nelle risorse del­la tecnica e nel funzionamento dei mercati, piu’ o meno corretti con interventi “politici”, ma anch’essi di natura tecnica; interventi che non a caso vengono sem­pre piu’ spesso chiamati “manovre”.
In questo quadro concettuale, allo sviluppo tecnologico – o, meglio, alle aspet­tative su di esso – viene delegato anche l’incarico di rimediare ai guasti che la tec­nica produce: alla superiorita’ nella tecnologia bellica si affida il compito di ga­rantire l’ordine mondiale messo in forse dalla disseminazione di armi e marchin­gegni micidiali; all’energia nucleare, o alla cattura del carbonio, o alla produzio­ne di idrogeno, si affida la neutralizzazione dei cambiamenti climatici provoca­ti dai combustibili fossili, il cui utilizzo non deve pero’ essere frenato, per non osta­colare la crescita.
L’assunto e’ semplice: la tecnologia ci ha dato il benessere [ma a chi? a quan­ti? e per quanto tempo?]; la tecnologia ci dara’ il rimedio dei suoi “danni colla­terali”. E’ la negazione radicale del cosiddetto principio di precauzione.
(…………) All’altro polo della contesa vi e’ la cultura della sobrieta’. Non e’ organizzata, ne’ sponsorizzata, ne’ roboante come la sua antagonista; ma in qualche modo si radica in ciascuno di noi quando realizziamo che la rincorsa ai consumi non co­nosce traguardi e ci rende tutti piu’ poveri, perche’ e’ soprattutto una corsa alla produzione di rifiuti e all’intasamento del mondo con il loro accumulo; mentre ad arricchirci e a creare benessere – nel senso di «stare bene» e non di «compra­re tanto» – sono soprattutto la qualita’ e la varieta’ dei nostri rapporti interper­sonali e la ricerca di una sintonia con un ambiente naturale meno inquinato e stravolto».
Non mi dispacerebbe se il signor bellafacciatosta si fosse convertito, anche se, devo confessarlo, pur da convertito mi resterebbe vomitevole.
..
RIDIAMARO : – )

Viviana
Berlusconi pensa le stronzate giorno e notte, altro che 3 ore di scopate!
E’ un pezzo che vuol far passare come opera pia la bancarotta fraudolenta, il giochetto gli e’ riuscito con la depenalizzazione del falso in bilancio, e ora vuol rialzare la posta, del resto la bancarotta fraudolenta e’ uno dei reati di cui e’ imputato il caro amico dell’Utri per il crac Bresciano (un’azienda del discusso finanziere siciliano Filippo Alberto Rapisarda) e pure Ciarrapico (sempre del Pdl). Di bancarottieri fraudolenti nel Pdl ce n’è una sfroppa: Catone, Girfatti, Giudice, Messina, Abrignani, Cantoni, il fratello Paolo, poi altre care persone come la moglie di Dini (anche lei indultata).
Se la piccola clausola nel decreto Alitalia gli riusciva, Tanzi, Cragnotti e compari diventavano di colpo non processabili. Una sciocchezzuola!
Uno di quei piccoli provvedimenti di finanza creativa che hanno allontanato definitivamente gli investitori dall’Italia.
Ma la figlia viene a parlarci di etica in Universita’ e dice che ha imparato tutto dal padre. In effetti ha una famiglia che gliene puo’ avere insegnate tante di dritte, stalliere compreso…
E il cavaliere tutto giulivo va a Bruxelles a dire che vuole etica nella finanza, eppoffarbacco!
Chissa’ questa famiglia cosa si crede che sia l’etica? Forse e’ una qualita’ di caviale iraniano.

Da nonciclopedia:

Berlusconi su se stesso.
“Signori: un altro successo! Indovinate chi ha vinto il premio Nobel per la mafia?”

Premio Nobel per la bancarotta. Rilasciato nei casi piu’ scandalosi di “bancarotta fraudolenta con vari falsi in bilancio senza prendersi la colpa, anzi, indignandosi verso chi dice che sei colpevole”. Su questo gli italiani sono imbattibili, seguiti a ruota dalle altre Repubbliche delle banane sudamericane. Ultimi vincitori: Presidente argentino Carlos Saúl Menem (2001), Calisto Tanzi (2003), Ciarrapico (2007).

Premio Nobel per la guerra. Rilasciato per nuovi ritrovati di “come far passare per giusta una guerra”. Famoso vincitore del premio fu Richard Nixon nel 1973 ma il piu’ celebre risale al 2004: George W. Bush, inventore del rivoluzionario concetto di guerra di pace che attua nella pratica le famose teorie sul neolinguaggio di George Orwell. Gli Stati Uniti hanno una lunga tradizione di Nobel in questa disciplina.

Mark Kaps
A forza di mettere soldi sotto al materasso sono a 40 cm dal soffitto…
.. .
La Banca d’Inghilterra emettera’ sterline per sostenere le banche britanniche dietro concessione delle stesse di partecipazioni azionarie…. gli inglesi stanno NAZIONALIZZANDO le banche!!!!
La nuova frontiera del capitalismo: il COMUNISMO!!!!!

klasse
..
L’Italia ha gia’ avuto un premier che diceva: “Me ne frego” e non le ha portato bene.
ALBERTO ARNOLDI
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Se solo Dio volesse darmi un segno che esiste; ad es. depositando una grossa somma di denaro sul mio conto in banca!
(Woody Allen)
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Facciamo una cosa: di righe ne preparo tre una per te una per me una per Micciche’
(G.Foddis)
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Mi son costruito un’auto a pedali.
Funziona e non mi bagno quando piove.
A me basta, anche se fa 20 all’ora.
Per andare a mangiar torte dalla suocera,
che sta a 10 km, avanzo tempo.
….
enrico w
..
Lega Nord: permesso di soggiorno a punti. Quando va a zero, immigrato respulso.
Per equita’ nel trattamento, l’opposizione chiede la carta d’identita’ a punti per i cittadini italiani: quando va a zero, diventi parlamentare.
Emanuele A
..

http://www.masadaweb.org

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