
Sapro’ di vivere in un paese civile solo quando:
-la Costituzione attuale sara’ attuata soprattutto nei “principi fondamentali” (articoli da 1 a 11 a difesa della persona e del cittadino)
-si interverra’ con pesanti sanzioni penali contro chi non rispetta i diritti, la dignita’ e l’uguaglianza di tutti coloro che sono a qualunque titolo sul territorio
-ci saranno pene severe contro ogni forma di fascismo, nazismo, xenofobia, misoginia, razzismo, attacco alla persona fatto in qualunque modo, mediante stampa o televisione, attacco fisico o denigrazione morale, insulto personale o discriminazione per classi, religiosa, sessuale, etnica, processuale, legislativa, lavorativa, contributiva o finanziaria, da parte di singoli o associazioni o partiti o chiese o persone di governo, come avviene o dovrebbe avvenire nei paesi civili europei.
-entrera’ tra i reati penali piu’ pesanti il reato di tortura ed esso sara’ considerato molto piu’ grave se perpetrato da forze di sicurezza pubbliche, locali o centrali. La difesa della persona tornera’ ad essere prioritaria nei fini dello Stato.
Fino a quel momento pensero’ di vivere in uno stato fascista, ovvero in un incubo indegno di un popolo civile.
Viviana
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Aiuti a Wall Street
Manuela Bellandi
Il Piano Paulson di salvataggio di Wall Street e’ stato approvato, finalmente. Il Congresso ha detto si’. Piccolo particolare: il piano originario era di 3 pagine. Quello attuale, di 400. Tutte quelle pagine in piu’ contengono – cosi’ si vanta il Congresso – provvidenze e aiuti a Main Street, ossia all’americano comune alle prese con la recessione, il mutuo e il pignoramento della casa. Per far digerire all’americano medio il prelievo, tratto dalle sue tasche, che va a vantaggio di Wall Street. Cosa c’e’ nelle 400 pagine?
Per esempio: l’abolizione di una imposta del 39% sulle – tenetevi forte – frecce di legno per bambini. Certo una industria strategica, che cosi’ viene liberata da un peso che la soffocava. In particolare, si tratta dell’azienda «Rose City Archery», con sede a Myrtle Point, Oregon, produttrice di frecce-giocattolo; le sue pene sono state ascoltate dai senatori Gordon Smith e Ron Wyden, dell’Oregon, che hanno fatto inserire l’aiutino. La Rose City Archery risparmiera’ 200 mila dollari l’anno di imposte.
Altri senatori hanno fatto inserire nel Piano Paulson un alleviamento delle accise sul rum di Portorico, una detassazione per i proprietari di piste per go-kart, un’altra per i produttori di «modificazioni in lana» (qualunque cosa sia) e naturalmente, una detassazione per i produttori di Hollywood. Tutte attivita’ di urgente interesse nazionale.
Insomma di fronte alla crisi piu’ apocalittica del secolo, la «democrazia» continua ad occuparsi di clientelismi minimi, di interessi locali micragnosi.
Sul Titanic gia’ inclinato di 30 gradi, l’orchestrina della «politica» attacca un motivetto piu’ allegro dell’altro; ad un ritmo furioso, i politici si affannano a saccheggiare qualcosa delle finanze pubbliche, ciascuno per la sua fabbrichetta del cuore ed il suo elettorato, prima che il naufragio totale renda impossibile il furto nelle furerie.
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La truffa della stagflazione
Viviana Vivarelli
In recessione c’e’ crollo della domanda e nessuno dovrebbe sognarsi di alzare il tasso di interesse, ulteriore peso a mutui e imprese che aggrava la crisi del sistema, ma la sbobba americana ed europea ha impedito per ragioni di facciata di dichiarare la recessione ovvero il fallimento delle politiche economiche liberiste. Si sono inventati il termine fasullo di ‘stagflazione’, situazione in cui la domanda crolla ma i prezzi continuano paradossalmente ad aumentare, a partire dalle tasse e dalle spese suppletive per i servizi pubblici deficitari per continuare con le bollette o la spesa quotidiana che lievitano senza controllo. Ma, comunque si voglia chiamarla, noi siamo in recessione. Basta andare in un supermercato e vedere quanto e’ vuoto. E la cosa gravissima e’ che e’ vuoto anche il 30 del mese. Il carovita, la precarieta’ del lavoro e i bassi salari restringono crudelmente gli acquisti mentre i governi fingono che cio’ non accada e continuano a deprimere stato sociale e paghe, limitando i diritti del lavoro e la sicurezza.
Eppure in tale situazione il Governatore della Federal Reserve Greenspan, principale gestore della politica nazionale economica e monetaria americana, ha preteso la cancellazione delle regole del mercato. Oggi Bernanke taglia mezzo punto al tasso di interesse ma non dimentichiamo che tutta questa situazione insensata si e’ generata prima di tutto dalla deregulation che in nome della liberta’ neoliberista ha permesso ogni sconcezza, e poi dal rialzo del tasso di interesse che prevedibilmente avrebbe portato alla crisi dei mutui non esigibili creando una catena a domino di fallimenti.
Visto che la liquidita’ in circolazione era calata e si era in recessione con crollo della domanda, che senso aveva alzare il tasso di interesse? Solo far fare cassa alle banche? Ma il peggio e’ che Trichet, governatore della Banca Europea, stava per fare altrettanto.
La 1° domanda che viene spontanea e’: il Trattato di Lisbona conferma la pessima Costituzione Europea e ci impone un’Europa delle banche e non dei popoli, ora, come si puo’ pensare che un’Europa delle banche sia in grado di darci sviluppo e sia abilitata a governarci, quando non intende dare regole a se stessa? E perche’, di fronte a questi scenari apocalittici, con i deficit nazionali che raddoppiano per salvare degli sciacalli, dovremmo accettare che il nostro paese diventi succube di un sistema bancario scellerato che ha estromesso il parlamento europeo?
La 2° domanda e’: quella Banca Mondiale che e’ stata finora il mastino del turbocapitalismo, nell’attuale situazione di palese sciaguratezza dello stesso, come mai non interviene dalla sua posizione autoritaria per dare al sistema quelle regole che finora si e’ rifiutata di riconoscere?
Nemmeno la crisi dell’intero sistema creditizio la smuove da una posizione ideologica di protezione di quel libero mercato che e’ servito solo alla peggiore speculazione a danno dell’intero pianeta?
La 3° domanda e’: la sinistra occidentale non e’ stata in grado di combattere il liberismo, addirittura in stati come l’Italia e’ venuta a patti, favorendone i rappresentanti peggiori (vedi Fazio o Consorte o Berlusconi) infettandosi dei suoi stessi vizi (avidita’, desiderio potere, verticismo, mancanza di etica, difetto di democrazia, egoismi personali, distacco dalla base popolare, ripudio dei diritti del lavoro o dello stato sociale, abusi di stato..).
Ora accade cio’ che era prevedibile: il sistema scellerato divora se stesso. E in tale crollo per implosione, cosa intende fare la sinistra europea? Si limita a stare a guardare? Persiste in quella difesa della globalizzazione che D’Alema disse essere inevitabile? Non e’ in grado di cogliere l’occasione di immane crisi per rifarsi una reputazione? Nemmeno ora si decide a difendere i diritti dei cittadini, dei consumatori, dei risparmiatori, dei lavoratori? Nemmeno ora riesce a segnalarsi in netta e precisa opposizione al regime capitalista?
Leggiamo in modo distratto che l’aiuto alle banche criminali raddoppiera’ il nostro deficit e il pessimo Tremonti ci viene anche a prendere per il culo dicendo in tandem con lo scellerato Lutvak che non ci saranno conseguenze sui cittadini. Ora gli italiani sono troppo ignoranti per capire cos’e’ un deficit pubblico e forse pensano che sia una cosa astratta che non li riguarda. Troppi politici furbastri li hanno abituati a credere che le uniche cose degne di attenzione sono l’Ici o il bollo, cioe’ le loro spese personali, e lo sciagurato Berlusconi ci e’ andato a nozze con questi mezzucci. Ma uno stato e’ come una famiglia, e la finanziaria e’ il suo bilancio annuale per valutare quanti soldi ci sono in cassa e quali spese si possono fare. Se il deficit pubblico raddoppia, cio’ vuol dire che lo Stato avra’ piu’ tassi di interesse da pagare a chi gli presta capitali e resteranno meno soldi in cassa da spendere per i bisogni del cittadino. Ergo: cio’ si tradurra’ in una stretta su ferrovie, scuole, ospedali, giustizia, pensioni… meno servizi e dunque piu’ spese a nostro carico, ma piu’ tasse centrali o locali. Alla faccia delle bugie di ceffi come Lutvak o Tremonti che insistono a dirci, che il Cielo li maledica, che la crisi riguarda solo pochi speculatori di titoli sofisticati! Ma non hanno vergogna, gli spudorati? Alla crisi attuale Tremonti ha dedicato pochi secondi in finanziaria, in genere le sue finanziarie non le presenta nemmeno. E Berlusconi si e’ stufato anche di un Parlamento di cloni in soprannumero e che eseguono passivamente i suoi diktat e delira di leggi fatte da solo, in perfetto stile autarchico mussoliniano! Il duce diceva: “Faro’ di queste aule sordide e buie un bivacco di manipoli!“ Il nuovo ducetto vuol fare del Parlamento e della Magistratura il suo scendiletto personale!
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Dizionario
FED: La Fed , cioe’ la banca centrale degli Stati Uniti d’America (privata e con sede a Puerto Rico) oltre ad essere la piu’ potente e influente al mondo e’ costituita da un gruppo di 12 banche chiamato Federal Reserve System.
Tale banca o sistema di banche e’ letteralmente ed economicamente nelle mani dei seguenti gruppi bancari privati: Rothschild Bank di Londra e Berlino, Warburg Bank di Amburgo e Amsterdam, Lehman Brothers di NY, Lazard Brothers di Parigi, Kuhn Loeb di NY, Israel Moses Seif Bank d’Italia, Goldman Sachs di NY, e la Chase Manhattan Bank di NY dell’impero Rockefeller!
LA BCE e’ una creazione della Fed..la BCE come la Fed e’ privata. Le banche centrali sono ancore di salvataggio dei banchieri di Dio. Altro che regolare l’inflazione..!
DERIVATI: strumenti finanziari il cui valore deriva da un altro: titoli, azioni, obbligazioni.. servono a fronteggiare il rischio di andare in perdita.
(Ale Manzo) in altri paesi non del terzo mondo come l’Italia i derivati sono fuorilegge.
Dovrebbero proibire con sanzioni da codice penale le speculazioni dei comuni con i soldi dei cittadini.
Ma qui siamo nella nazione piu’ BANCOCRATICA del mondo dove le banche comandano e i politici leccano. Per questo dico che dovrebbero fallirne un po’.
Anche se parecchi ci piangeranno perche’ hanno perso i loro risparmi e tanti riccastri da strappazzo perderanno le loro fortune.
Unicredit ha perso capitalizzazioni da 60 miliardi di euro a 40 miliardi (???, spero che scendano ancora affinche’ il sistema si spurghi della merda che l’ha invasa.
Un po’ come una bella febbre che espelle il virus. Anche il corpo ne subisce le conseguenze pero’ alla fine si guarisce e si rimane immuni da tanta merda.
Pero’ penso che questo non sia possibile.
Il nostro buon San Silvio da Arcore ha il dono di far resuscitare anche i morti (vedi Alitalia) naturalmente con i nostri soldi, (in nome dell’italianita’: mi ricorda tanto le parole di un tale Fazio) pensa se permettesse la scomparsa di una sola banca. Sarebbe inconcepibile.
Il nostro e’ lo stato piu’ socialista che esista.
I guadagni degli speculatori e dei PADRONI si mettono in conti all’estero e le perdite quando sono enormi si distribuiscono sulla collettivita’.
Che paese di merda!
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Mondo incivile
Viviana Vivarelli
Ogni giorno i tg ci danno, al posto della vecchia cronaca rigettata ormai da tutti, l’aggiornamento su due fenomeni impressionanti: uno e’ lo stillicidio cronico delle morti sul lavoro, sempre piu’ orrende (oggi un operaio e’ morto cadendo in un profondissimo buco di rifiuti inondato di gas metano dove la temperatura era 70°), uno stillicidio che diminuirebbe drasticamente se solo esistesse un obbligo a salvaguardare la vita umana del lavoratore come per i pedoni o gli automobilisti, con assicurazione obbligatoria, penali, sospensioni del diritto padronale, carcere… Quando vale una vita umana? 500.000 €? Fissate per legge il valore della vita di un lavoratore a 500.000 € e obbligate il datore di lavoro o l’assicurazione a ripagarla e le morti finiranno.
L’altro fenomeno in crescita e’ l’attacco razzista contro stranieri, migranti, persone di colore, non italiani, diversi sessuali o religiosi. Questo fenomeno coinvolge in raid punitivi torme di ragazzetti truci che tramano l’attacco al cinese o al nero, ma dietro incombono autorita’ ideologiche e religiose. L’odio diffuso a piene mani e la paura seminata come pioggia portano a reazioni ossessive nei negozi e nei market di gente che si mette a dare randellate, aggredisce o, peggio, uccide. Aggiungiamoci gli episodi efferati degli incendi dei campi nomadi in cui spesso muoiono bambini. Ma che dire anche delle ruspe di Cofferati o sindaci affini che all’alba rovesciano la baracche dei rumeni?
Come uno di questi casi si manifesta, le autorita’ si affrettano a dire che non ha le stigmate razziste. Si nega nel modo piu’ squallido quello che tutti vedono: che una cricca di fascisti verdi o neri ha occupato le istituzioni diffondendo il morbo malefico del razzismo, come sfogo animalesco con cui i poveri possono azzannarsi tra loro lasciando in pace i ricchi. Ma dietro a questa cricca appare obliqua l’ombra della Chiesa. E le autorita’, invece di sorvegliare il dilagare dell’epidemia, concedono in piena infamita’ che essa coinvolga le forze di sicurezza, le guardie municipali perfino., cosi’ che e’ tutto un attacca-attacca, bastona-bastona, uccidi-uccidi.
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Se non e’ fascismo cos’e’
Rattus (RK)
C’e’ un tratto comune nella lunga sequela di violenze fasciste di questo periodo e’ la pretesa “educativa” nascosta in molti di questi gesti.
Cosi’, mentre il presidente del Consiglio e i suoi scherani continuano a sostenere che non si tratta di episodi razzisti o fascisti, io sono dell’idea opposta, e penso che se la “fascistitudine” viene considerata in senso esteso (come appunto “attitudine fascista”) allora l’estensione del fenomeno si rivela assai piu’ vasta e preoccupante dei fatti segnalati come razzisti o fascisti. Per fare alcuni esempi, l’omicidio delle due badanti ucraine nel bresciano ha un movente “educativo”, l’assassino ha dichiarato di sospettare le due donne di omosessualita’.
In modo del tutto analogo, i ragazzi che qualche settima fa hanno picchiato a Roma (a piazza Navona) uno studente inglese hanno voluto punirlo per aver alzato il gomito e aver lanciato qualche avances volgare a una ragazza italiana (20 contro 1).
Con un po’ di attenzione si inizia ad intuire che queste frenesie educativo-disciplinari trovano un impressionante riscontro nei comportamenti della classe politica: tuonare “chieda scusa!” e’ talmente di moda che lo si dice anche quando non ce n’e’ alcun motivo. Come non pensare alle assurde prediche contro i fischi che si ripetono ad ogni celebrazione della strage di Bologna?
Il culmine s’e’ raggiunto con i sindaci sceriffi. Gia’ “The Indipendent” ha segnalato in famoso articolo che in Italia se qualcosa e’ divertente c’e’ una legge che lo proibisce.
E che dire dello scandalo italiano che spinge alla persecuzione nei confronti dei comici ? Vietato sbeffeggiare la classe politica e poi, passo dopo passo, “vietato ridere”, “vietato scherzare” e cosi’ via..
La cosa grottesca, a quest’ultimo riguardo, e’ che questa vocazioni punitiva deve esprimersi anche contro la legge. Cosi’, sebbene il reato di vilipendio del Papa non esista, Sabina Guzzanti deve figurare come “graziata” da Alfano, quando in concreto non esisteva alcuna possibilita’ di raggiungere per vie legali una sua “punizione” (almeno a norma di legge).
Leggevo qualche tempo fa il testo di un autorevole studioso italiano che ai proclami della guerra contro i fannulloni rispondeva che il vero problema delle amministrazioni pubbliche e’ neutralizzare gli imbecilli e imperdirgli di nuocere.
“Vaste programme!” avrebbe annuito Sbancor citando De Gaulle.
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www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=1486
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L’esorcista punito
Paolo De Gregorio
Certo che per un tipo che ha scritto: “il diavolo esiste e lo si puo’ riconoscere” non capire che un avvocato vicino di casa e’ un bel diavoletto che ti porta via soldi e casa, e’ una beffa o forse solo la vecchia legge del “contrappasso”.
La vicenda riguarda monsignor Balducci, esorcista riconosciuto dal Vaticano, praticamente collega di Milingo, che pero’ non ha sentito odore di zolfo nell’avvocato che si interessava a lui, un “sola” (gia’ arrestato) che gli aveva sfilato un milione di Euro e la proprieta’ della casa in una elegante palazzina alle spalle del Vaticano.
Dopo aver passato la vita a speculare sulla ignoranza e sulla credulita’ popolare,l’esorcista della Tv si e’ fatto raggirare da un banale truffatore ed e’ ben strano che non abbia riconosciuto un collega. Comunque il 25 settembre e’ morto e pace all’anima sua.
Pero’ viene da riflettere, e lo faccio con voluta ingenuita’, che questo prete ha passato gli ultimi anni della sua vita nel lusso e carico di soldi, mentre io avrei immaginato un percorso in un monastero, dedito alla preghiera e alla riflessione, e dopo aver destinato ai poveri i suoi lauti e inspiegabili guadagni.
Anche nella Chiesa, come nella societa’ civile, esistono le classi, ci sono molti preti che campano con la pensione sociale, e invece abbiamo dei signorotti che vivono nei quartieri di lusso. Non sarebbe male una regoletta per cui tutti i preti, a fine attivita’, fossero tenuti a ritirarsi in istituzioni ecclesiastiche apposite, magari gestite da suore e con gli stessi criteri con cui vengono ora gestite le case di riposo religiose.
Credo pero’ che la cosa creerebbe un tale panico che la crisi delle vocazioni aumenterebbe all’improvviso. Se poi si mettesse in atto la proposta di cacciare dalla Chiesa omosessuali e pedofili temo che molte parrocchie resterebbero senza personale.
Ma anche qui ci sarebbe una soluzione: se gli italiani non vogliono piu’ fare i preti, chiamiamo gli extra comunitari!
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“Il fascismo eterno“
Umberto Eco
www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=41
Il fascismo fu certamente una dittatura, ma non era compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia. Al contrario di cio’ che si pensa comunemente, il fascismo italiano non aveva una sua filosofia. Il fascismo non era un’ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni. L’immagine incoerente che ho descritto non e’ dovuta a tolleranza. Era un esempio di sgangheratezza politica e ideologica. Ma era una “sgangheratezza ordinata”, una confusione strutturata. Il fascismo era filosoficamente scardinato, ma dal punto di vista emotivo era fermamente incernierato ad alcuni archetipi.
Ci fu un solo nazismo, e non possiamo chiamare “nazismo” il falangismo ipercattolico di Franco, dal momento che il nazismo e’ fondamentalmente pagano, politeistico e anticristiano, o non e’ nazismo. Al contrario, si puo’ giocare al fascismo in molti modi, e il nome del gioco non cambia. Succede alla nozione di “fascismo”quel che, secondo Wittgenstein, accade alla nozione di “gioco”. Un gioco puo’ essere o non essere competitivo, puo’ interessare una o piu’ persone, puo’ richiedere qualche particolare abilita’ o nessuna, puo’ mettere in palio del danaro, o no. I giochi sono una serie di attivita’ diverse che mostrano solo una qualche “somiglianza di famiglia”.
Il termine “fascismo” si adatta a tutto perche’ e’ possibile eliminare da un regime fascista uno o piu’ aspetti, e lo si potra’ sempre riconoscere per fascista. Togliete al fascismo l’imperialismo e avrete Franco o Salazar; togliete il colonialismo e avrete il fascismo balcanico. Aggiungete al fascismo italiano un anticapitalismo radicale (che non affascino’ mai Mussolini) e avrete Ezra Pound. Aggiungete il culto della mitologia celtica e il misticismo del Graal (completamente estraneo al fascismo ufficiale) e avrete uno dei piu’ rispettati guru fascisti, Julius Evola.
A dispetto di questa confusione, ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’”Ur-Fascismo”, o il “fascismo eterno”. Tali caratteristiche non possono venire irreggimentate in un sistema: molte si contraddicono reciprocamente, e sono tipiche di altre forme di dispotismo o di fanatismo. Ma e’ sufficiente che una di loro sia presente per far coagulare una nebulosa fascista.
1. La prima caratteristica di un Ur-Fascismo e’ il culto della tradizione. Il tradizionalismo e’ piu’ vecchio del fascismo. Non fu solo tipico del pensiero controrivoluzionario cattolico dopo la Rivoluzione Francese, ma nacque nella tarda eta’ ellenistica come una reazione al razionalismo greco classico.
Nel bacino del Mediterraneo, i popoli di religioni diverse (tutte accettate con indulgenza dal Pantheon romano) cominciarono a sognare una rivelazione ricevuta all’alba della storia umana. Questa rivelazione era rimasta a lungo nascosta sotto il velo di lingue ormai dimenticate.
Era affidata ai geroglifici egiziani, alle rune dei celti, ai testi sacri, ancora sconosciuti, delle religioni asiatiche.
Questa nuova cultura doveva essere sincretistica. “Sincretismo” non e’ solo, come indicano i dizionari, la combinazione di forme diverse di credenze o pratiche. Una simile combinazione deve tollerare le contraddizioni. Tutti i messaggi originali contengono un germe di saggezza e quando sembrano dire cose diverse o incompatibili e’ solo perche’ tutti alludono, allegoricamente, a qualche verita’ primitiva.
Come conseguenza, non ci puo’ essere avanzamento del sapere. La verita’ e’ stata gia’ annunciata una volta per tutte, e noi possiamo solo continuare a interpretare il suo oscuro messaggio. E’ sufficiente guardare il sillabo di ogni movimento fascista per trovare i principali pensatori tradizionalisti. La gnosi nazista si nutriva di elementi tradizionalisti, sincretistici, occulti. La piu’ importante fonte teoretica della nuova destra italiana, Julius Evola, mescolava il Graal con i Protocolli dei Savi di Sion, l’alchimia con il Sacro Romano Impero. Il fatto stesso che per mostrare la sua apertura mentale una parte della destra italiana abbia recentemente ampliato il suo sillabo mettendo insieme De Maistre, Guenon e Gramsci e’ una prova lampante di sincretismo.
Se curiosate tra gli scaffali che nelle librerie americane portano l’indicazione “New Age”, troverete persino Sant’Agostino, il quale, per quanto ne sappia, non era fascista. Ma il fatto stesso di mettere insieme Sant’Agostino e Stonehenge, questo e’ un sintomo di Ur-Fascismo.
2. Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo. Sia i fascisti che i nazisti adoravano la tecnologia, mentre i pensatori tradizionalisti di solito rifiutano la tecnologia come negazione dei valori spirituali tradizionali.
Tuttavia, sebbene il nazismo fosse fiero dei suoi successi industriali, la sua lode della modernita’ era solo l’aspetto superficiale di una ideologia basata sul “sangue” e la “terra” (Blut und Boden). Il rifiuto del mondo moderno era camuffato come condanna del modo di vita capitalistico, ma riguardava principalmente il rigetto dello spirito del 1789 (o del 1776, ovviamente). L’illuminismo, l’eta’ della Ragione vengono visti come l’inizio della depravazione moderna. In questo senso, l’Ur-Fascismo puo’ venire definito come “irrazionalismo”.
3. L’irrazionalismo dipende anche dal culto dell’azione per l’azione. L’azione e’ bella di per se’, e dunque deve essere attuata prima di e senza una qualunque riflessione. Pensare e’ una forma di evirazione. Percio’ la cultura e’ sospetta nella misura in cui viene identificata con atteggiamenti critici. Dalla dichiarazione attribuita a Goebbels (“Quando sento parlare di cultura estraggo la mia pistola”) all’uso frequente di espressioni quali “Porci intellettuali”, “Teste d’uovo”, “Snob radicali”, “Le universita’ sono un covo di comunisti”, il sospetto verso il mondo intellettuale e’ sempre stato un sintomo di Ur-Fascismo. Gli intellettuali fascisti ufficiali erano principalmente impegnati nell’accusare la cultura moderna e l’intellighenzia liberale di aver abbandonato i valori tradizionali.
4. Nessuna forma di sincretismo puo’ accettare la critica. Lo spirito critico opera distinzioni, e distinguere e’ un segno di modernita’. Nella cultura moderna, la comunita’ scientifica intende il disaccordo come strumento di avanzamento delle conoscenze. Per l’Ur-Fascismo, il disaccordo e’ tradimento.
5. Il disaccordo e’ inoltre un segno di diversita’. L’Ur-Fascismo cresce e cerca il consenso sfruttando ed esacerbando la naturale paura della diffidenza. Il primo appello di un movimento fascista o prematuramente fascista e’ contro gli intrusi. L’Ur-Fascismo e’ dunque razzista per definizione.
6. L’Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale. Il che spiega perche’ una delle caratteristiche tipiche dei fascismi storici e’ stato l’appello alle classi medie frustrate, a disagio per qualche crisi economica o umiliazione politica, spaventate dalla pressione dei gruppi sociali subalterni. Nel nostro tempo, in cui i vecchi “proletari” stanno diventando piccola borghesia (e i Lumen si autoescludono dalla scena politica), il fascismo trovera’ in questa nuova maggioranza il suo uditorio.
7. A coloro che sono privi di una qualunque identita’ sociale, l’Ur-Fascismo dice che il loro unico privilegio e’ il piu’ comune di tutti, quello di essere nati nello stesso paese. E’ questa l’origine del “nazionalismo”. Inoltre, gli unici che possono fornire una identita’ alla nazione sono i nemici. Cosi’, alla radice della psicologia Ur-Fascista vi e’ l’ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo piu’ facile per far emergere un complotto e’ quello di fare appello alla xenofobia. Ma il complotto deve venire anche dall’interno: gli ebrei sono di solito l’obiettivo migliore, in quanto presentano il vantaggio di essere al tempo stesso dentro e fuori. In America, l’ultimo esempio dell’ossessione del complotto e’ rappresentato dal libro The New World di Pat Robertson.
8. I seguaci debbono sentirsi umiliati dalla ricchezza ostentata e dalla forza dei nemici. Quando ero bambino mi insegnavano che gli inglesi erano il “popolo dei cinque pasti”: mangiavano piu’ spesso degli italiani, poveri ma sobri. Gli ebrei sono ricchi e si aiutano l’un l’altro grazie a una rete segreta di mutua assistenza. I seguaci debbono tuttavia essere convinti di poter sconfiggere i nemici. Cosi’, grazie a un continuo spostamento di registro retorico, i nemici sono al tempo stesso troppo forti e troppo deboli.
I fascismi sono condannati a perdere le loro guerre, perche’ sono costituzionalmente incapaci di valutare con obiettivita’ la forza del nemico.
9. Per l’Ur-Fascismo non c’e’ lotta per la vita, ma piuttosto “vita per la lotta”. Il pacifismo e’ allora collusione col nemico; il pacifismo e’ cattivo perche’ la vita e’ una guerra permanente. Questa tuttavia porta con se’ un complesso di Armageddon: dal momento che i nemici debbono e possono essere sconfitti, ci dovra’ essere una battaglia finale, a seguito della quale il movimento avra’ il controllo del mondo. Una simile soluzione finale implica una successiva era di pace, un’eta’ dell’Oro che contraddice il principio della guerra permanente. Nessun leader fascista e’ mai riuscito a risolvere questa contraddizione.
10. L’elitismo e’ un aspetto tipico di ogni ideologia reazionaria, in quanto fondamentalmente aristocratico. Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli. L’Ur-Fascismo non puo’ fare a meno di predicare un “elitismo popolare”. Ogni cittadino appartiene al popolo migliore del mondo, i membri del partito sono i cittadini migliori, ogni cittadino puo’ (o dovrebbe) diventare un membro del partito. Ma non possono esserci patrizi senza plebei. Il leader, che sa bene come il suo potere non sia stato ottenuto per delega, ma conquistato con la forza, sa anche che la sua forza si basa sulla debolezza delle masse, cosi’ deboli da aver bisogno e da meritare un “dominatore”. Dal momento che il gruppo e’ organizzato gerarchicamente (secondo un modello militare), ogni leader subordinato disprezza i suoi subalterni, e ognuno di loro disprezza i suoi sottoposti. Tutto cio’ rinforza il senso di un elitismo di massa.
11. In questa prospettiva, ciascuno e’ educato per diventare un eroe. In ogni mitologia l’“eroe” e’ un essere eccezionale, ma nell’ideologia Ur-Fascista l’eroismo e’ la norma. Questo culto dell’eroismo e’ strettamente legato al culto della morte: non a caso il motto dei falangisti era: “Viva la muerte!”. Alla gente normale si dice che la morte e’ spiacevole ma bisogna affrontarla con dignita’; ai credenti si dice che e’ un modo doloroso per raggiungere una felicita’ soprannaturale. L’eroe Ur-Fascista, invece, aspira alla morte, annunciata come la migliore ricompensa per una via eroica. L’eroe Ur-Fascista e’ impaziente di morire. Nella sua impazienza, va detto in nota, gli riesce piu’ di frequente far morire gli altri.
12. Dal momento che sia la guerra permanente sia l’eroismo sono giochi difficili da giocare, l’ur-Fascista trasferisce la sua volonta’ di potenza su questioni sessuali. E’ questa l’origine del masochismo (che implica disdegno per le donne e una condanna intollerante per abitudini sessuali non conformiste, dalla castita’ all’omosessualita’). Dal momento che anche il sesso e’ un gioco difficile da giocare, l’eroe Ur-Fascista gioca con le armi, che sono il suo Ersatz fallico: i suoi giochi di guerra sono dovuti a una invidia penis permanente.
13. L’Ur-fascismo si basa su un “populismo qualitativo”. In una democrazia i cittadini godono di diritti individuali, ma l’insieme dei cittadini e’ dotato di un impatto politico solo dal punto di vista quantitativo (si seguono le decisioni della maggioranza). Per l’Ur-Fascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti, e il “popolo” e’ concepito come una qualita’, un’entita’ monolitica che esprime la “volonta’ comune”. Dal momento che nessuna quantita’ di esseri umani puo’ possedere una volonta’ comune, il leader pretende di essere il loro interprete. Avendo perduto il loro potere di delega, i cittadini non agiscono, sono solo chiamati pars pro toto, a giocare il ruolo del popolo.
Il popolo e’ cosi’ solo una finzione teatrale. Per avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo piu’ bisogno di Piazza Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini puo’ venire presentata e accettata come la “voce del popolo”. A ragione del suo populismo qualitativo, l’Ur-Fascismo deve opporsi ai “putridi” governi parlamentari. Una delle prime frasi pronunciate da Mussolini nel parlamento italiano fu: “Avrei potuto trasformare quest’aula sorda e grigia in un bivacco per i miei manipoli.” Di fatto, trovo’ immediatamente un alloggio migliore per i suoi manipoli, ma poco dopo liquido’ il parlamento. Ogni qual volta un politico getta dubbi sulla legittimita’ del parlamento perche’ non rappresenta piu’ la “voce del popolo”, possiamo sentire l’odore di Ur-Fascismo.
14. L’Ur-Fascismo parla la “neolingua”. La “neolingua” venne inventata da Orwell in 1984, come la lingua ufficiale dell’Ingsoc, il Socialismo Inglese, ma elementi di Ur-Fascismo sono comuni a forme diverse di dittatura. Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su una sintassi elementare, al fine di di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico. Ma dobbiamo essere pronti a identificare altre forme di neolingua, anche quando prendono la forma innocente di un popolare talk-show.
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Karl Popper
La televisione ha un immenso potere e questo potere puo’ far pendere la bilancia dal lato della vita o da quello della morte, dal lato della legge o da quello della violenza. E’ evidente che si tratta di cose terribili!
Non ci puo’ essere informazione che non esprima una certa tendenza. E cio’ si vede gia’ nella scelta dei contenuti, quando si deve scegliere su che cosa la gente dovra’ essere informata. Questo basta a dimostrare che non esiste informazione che non sia “di tendenza” essere controllato. La televisione puo’ distruggere la civilta’. Che cos’e’ la civilta’? E’ la lotta contro la violenza.
C’e’ progresso civile, se c’e’ lotta alla violenza in nome della pace tra le nazioni, all’interno delle nazioni e, prima di tutto, all’interno delle nostre case. La televisione costituisce una minaccia per tutto questo.
La minaccia, sarebbe peggiore sotto una dittatura poiche’ in questo caso ci sarebbe una vera MANIPOLAZIONE allo scopo di far accettare ai cittadini la dittatura. E come ha mostrato Orwell cio’ puo’ avvenire SENZA CHE LA GENTE SI RENDA CONTO DI CIO’ CHE STA SUCCEDENDO. (!!!!)
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I Bagliori… mi avevano sempre
… dato un Brivido di speranza.
Per caso sei mai scivolato
dentro una camera scura
mentre dormiva un bambino,
entrando a tentoni con dita
distese e con l’antico terrore
di sbattere contro l’armadio?
Posa gli occhi sulle guance
tremanti e tranquille, sulle
sue tumide labbra dischiuse
al respiro, ascolta il brusio
dei pensieri, le fantasie
metabolizzate dai guizzi
di luna, le ninne nanne
tradotte dalla sua notte.
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Scuola e dintorni
Agli insegnanti di religione cattolica e’ riservato un trattamento di favore in termini di graduatorie e anche in termini di stipendio. Sono i soli infatti, a percepire uno scatto del 2,5% ogni 2 anni. Dopo 8 anni guadagnano 130 euro netti in piu’ al mese rispetto ad un collega di altra maeria.
Dall’analisi di un campione di studenti universitari emerge che gli allievi delle scuole private dimostrano un livello di competenze mediamente piu’ basso rispetto ai loro coetanei che hanno frequentato scuole pubbliche.
E’ noto che le scuole private italiane sono le peggiori d’Europa. Secondo i dati della ricerca internazionale Ocse – Pisa relativi al 2006, l’Italia e’ uno dei pochi Paesi occidentali e industrializzati dove gli adolescenti della scuola pubblica risultano piu’ ‘attrezzati’ dei compagni delle private. Su oltre 21.000 adolescenti italiani presi in considerazione dalla ricerca, il 4 per cento, al momento dell’indagine, era iscritto in istituti privati: le loro competenze sono risultate nettamente inferiori a quelle degli alunni della scuola pubblica in matematica (di 11 punti, 462 a 451) e in scienze (14 punti, 476 a 462).
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Cala l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. E la Cei corre ai ripari
Piu’ zelo e opere pie. No, piu’ spot.
Purtroppo, per la prima volta, si registra “una diminuzione della percentuale delle firme a favore, che passano dall’89,82% (del 2008) all’86% (del 2009).
L’opzione Stato passa in percentuale dal 7,6% all’11% del totale”. Questa riduzione “determinera’ per il prossimo anno un significativo calo, pari a quasi 35 milioni di euro, per la Chiesa. Calano anche le offerte deducibili per il clero: nel 1998 esse avevano raggiunto la cifra di oltre 21 milioni di euro; nel 2007 si sono fermate a 17 scarsi.
Difficile prevedere a quanto ammontera’ l’incremento delle gia’ costosissime campagne pubblicitarie, affidate alla Saatchi&Saatchi, una delle piu’ importanti agenzie di comunicazioni a livello mondiale, che anni mette ad esclusiva disposizione della Cei un intero gruppo di lavoro, – non compare in nessuna voce dei bilanci della Cei, ma pare che ogni anno la Cei versi alla Saatchi&Saatchi una cifra che si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Nel documento stilato dalla Conferenza Episcopale e’ previsto anche un rilancio degli investimenti finanziari.
Per quanto riguarda l’otto per mille assegnato nell’anno 2008, la Chiesa cattolica ha incassato oltre un miliardo di euro.
Solo il 37% dei contribuenti ha scelto la Chiesa cattolica, cioe’ 15 milioni.
Malgrado questo la Chiesa incassa quasi il 90% del gettito complessivo.
I famosi spot dicono che l’otto per mille destinato alla Chiesa viene usato per la carita’, per i poveri e per il Terzo mondo, ma non e’ vero, solo un quinto del totale (205 milioni di euro) va in carita’, 424 milioni di euro vanno alle spese per mantenere il clero.
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Il razzismo e’’ strutturale al fascismo!
Chi cerca di riabilitare il fascismo, svincolandolo dall’atto piu’ odioso, le leggi razziali del ’38, dovrebbe ricordare che la tesi di un razzismo risultato dell’influenza della Germania nazista e’ ridicola, sia perche’ non assolve dalle responsabilita’ chi perseguita e discrimina per induzione imitativa, sia perche’ storicamente il fascismo elaboro’ un razzismo tutto suo, come del resto lo stesso Mussolini ha dichiarato fin dagli esordi: “Il Fascismo si preoccupi del problema della razza: i fascisti devono preoccuparsi della salute della razza, con la quale si fa la storia”. (Congresso del Partito Fascista, Roma, 1921); “il fascismo ha svolto da sedici anni e svolge un’attivita’ positiva , diretta al miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana, miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso, con conseguenze politiche incalcolabili da incroci e imbastardimenti”. (Dichiarazione sulla razza, 26 ott.1938).
Le “leggi in difesa della razza” sono preparate da tutta una campagna antisemita ben orchestrata e giocata sulla commistione di pregiudizi spiritual-biologico-nazionalisti. Un mixer dove fede-sangue-nazione erano esaltati come esempio di italianita’, da contrapporre all’ebreo da espellere dal corpo sociale.
Ma dalla discriminazione si passera’ agli arresti e all’eliminazione fisica. Anche questa preventivata dal Duce, che il 26 maggio del ’40, con l’entrata in guerra dell’Italia alle porte, fa scrivere dal Ministro Buffarini-Guidi al capo di polizia, Bocchini, la seguente nota: ”Il duce desidera che si preparino dei campi di concentramento anche per gli ebrei, in caso di guerra”.
Ne ricordiamo qualcuno: Fossoli di Carpi (Modena) -il piu’ grande; Borgo Dalmazzo (Cuneo); Gries (Bolzano) –dove le angherie degli aguzzini determinavano spesso la morte agli internati prima di raggiungere i lager della Germania e della Polonia-; La Risiera di S.Sabba (Trieste), dove era in funzione anche un vero e proprio forno crematorio. In questi campi di smistamento verso la morte erano deportati quanti venivano arrestati dai tedeschi con la collaborazione fattiva dei repubblichini di Salo’. La Repubblica Sociale era stata formata da Mussolini il 23 settembre del 1943. Nel suo manifesto programmatico, la Carta di Verona, al punto 7 si legge: “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalita’ nemica”. Un programma mantenuto fino alla disfatta
Questa “caccia all’ebreo”, determino’ il contributo tutto italiano e fascista alla tragedia della shoah.
www.periodicoliberopensiero.it/news/news_200809008_razzismo.htm
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Da Riccardo Orioles
La Lega a Napoli si chiama An
I neri a Pianura ci stanno da 15 anni. Ci stanno male, come quasi tutti gli immigrati da queste parti, pero’ fino ad oggi nessuno gli aveva mai dato fastidio. La maggior parte di loro abita nelle case diroccate dell’antico casale, che oggi e’ solo un quartiere periferico abbandonato a sé stesso. Via dell’Avvenire, si chiama la strada. Qualche mese fa, alcuni consiglieri di An guidavano un blitz di agenti all’alba, immaginando di trovare chissa’ cosa e riuscendo solo a intimidire. Quest’estate un incendio forse doloso ha sgomberato un intero edificio, occupato anche da napoletani. I bianchi li hanno sistemati in alloggi di fortuna, i neri li hanno lasciati per tre giorni in strada prima di trovargli un albergo.
Da una settimana quelli che restano a Pianura sono assediati da alcune decine di napoletani, loro vicini di casa. Li prendono a pietrate quando escono fuori, ne hanno picchiato uno che andava a farsi la dialisi; e quando i neri hanno fatto un corteo per denunciare quel che stava accadendo gli hanno sbarrato la via del ritorno. Sono potuti rientrare in casa solo con la scorta dei carabinieri.
Dietro questo schifo ci sono alcuni consiglieri, municipali e regionali, di An. I loro moventi non sono del tutto chiari (c’e’ un piano di riqualificazione, soldi in arrivo…), ma le loro azioni sono spavaldamente alla luce del sole. Quel che manca, con l’eccezione di uno sparuto ma coraggioso gruppo di compagni, e’ una reazione civile ed energica di tutto il resto della citta’.
[luca rossomando]
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“Non vedo tutto questo scandalo razzismo, cosa hanno scritto di male sulla busta: Emanuel e’ il suo nome, Negro e’ negro (non si puo’ negare) quindi cosa avrebbero dovuto scrivere, Marco Bianco?
Inviato da “demeter76”
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“ E che ne sapevo io ch’era cinese? Me pareva ch’era un negro un po’ ingiallito. E ai negri se po’ mena’ libberamente, no?”.
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A Bologna, una volta, la Uno Bianca. Anche a Parma, adesso, gira una banda di mascalzoni che si fa passare per vigili urbani. Se l’incontrate chiamate subito i carabinieri, sono pericolosi. A Parma, anzi, per chiamarla col suo vero nome, nella nobile citta’ di Parmalat.
Dalla Catena di San Libero
http://riccardoorioles@gmail.com
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RIDIAMARO . – (
Storia alla rovescia semiseria
Feste annunciate tra ottobre e dicembre nella nuova Roma
Maria Mantello
Dopo che il ministro della Difesa, l’8 settembre ha ricordato l’eroismo dei repubblichini di Salo’, che soli hanno cercato di fermare l’avanzata angloamerica; dopo che il 20 settembre a Porta Pia si sono commemorati i caduti papalini, la serie di ricorrenze alla rovescia non si ferma.
Per il momento girano queste voci di preparativi per ottobre, novembre e dicembre.
16 ottobre, per dimenticare la razzia degli ebrei romani del 1943, al portico di Ottavia verra’ inaugurato il monumento al nazifascista, servira’ a coprire le lapidi dalle giunte rosse messe a ricordo della deportazione. Quella che ricorda lo sterminio degli zingari, verra’ resa illeggibile dalle impronte prese ai Rom.
25 ottobre, verranno ricordati, uno per uno gli zuavi di S. Pio IX, che nel 1867 uccisero Giuditta Tavani Arquati, eroina del Risorgimento. Il Busto in basso rilievo di Giuditta a Trastevere verra’ coperto con panno nero, o in alternativa, camuffato da soldato papalino. La questione e’ dibattuta per via della mancanza di accordo sull’acconciatura dei baffi.
3 novembre, celebrazioni solenni in onore di Papa Sisto V, che nel 1586 stabiliva “la pena di morte per tutti coloro, uomini e donne, che commettono peccato di adulterio, com’e’ stabilito gia’ per le donne responsabili di aborto.” Giuliano Ferrara lancera’ la raccolta firme per abrogare la 194.
6 novembre, lutto nazionale per ricordare che in quel giorno del 1929 Carlo Rosselli fondo’ a Parigi il movimento “Giustizia e Liberta’”.
18 Novembre, solenne messa con il Sindaco in veste di chierichetto sulla scalinata di S. Pietro per celebrare l’anniversario della bolla Unam sanctam, emanata nel 1302 da Papa Bonifacio VIII. Verra’ dato alle fiamme il canto XIX dell’Inferno di Dante. Il Poeta sara’ processato in effigie per Vilipendio contro il papa.
9 dicembre, solenne messa funebre in tutte le Chiese per esorcizzare la legge francese del 1905, sulla separazione tra Stato e Chiesa. Si auspica un messaggio in videoconferenza di augurali condoglianze da parte di Sarkozy.
10 dicembre, anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948. Verra’ annunciato in contemporanea da Piazza s. Pietro e dal balcone di Piazza Venezia che il seguente passo della dichiarazione: “ogni individuo ha diritto alla liberta’ di pensiero, di coscienza e di religione, e tale diritto include la liberta’ di manifestare cio’ sia in pubblico che in privato. Questa disposizione protegge le convinzioni non teistiche ed atee”.
Sara’ sostituito con l’editto di Teodosio del 380: “Vogliamo che tutti i popoli a noi soggetti seguano la religione che l’apostolo Pietro ha insegnato ai romani…si creda nell’unica divinita’ del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in tre persone uguali. Chi segue questa norma sara’ chiamato cristiano cattolico, gli altri invece saranno stolti eretici, ne’ le loro riunioni potranno essere considerate vere chiese; essi incorreranno nei castighi divini ed anche in quelle punizioni che noi riterremo di infliggere loro”.
Il 22 dicembre. Un picchetto d’onore dei servizi segreti internazionali, ricordera’ i nominativi dei componenti dell’esercito francese presenti in questo giorno del 1884 alla cerimonia di destituzione di Alfred Dreyfus, ufficiale dell’esercito francese, accusato ingiustamente di spionaggio perche’ ebreo. Si prevede la partecipazione ordinaria dei Nazi-rok.
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Mariapia manda:
Vicenza, schiaffo alla democrazia
Marco Revelli
Il primo ottobre 2008 sara’ ricordato come un giorno nero. E non solo perche’ fa parte della successione frenetica di momenti in cui e’ andata giu’ buona parte dell’asse portante dell’economia “globale”, ma perche’ e’, insieme, il giorno in cui e’ andato giu’ un altro bel pezzo della nostra democrazia “locale”.
La decisione del Consiglio di Stato di bloccare il referendum indetto a Vicenza sulla questione del Dal Molin e’, da ogni punto di vista, un vulnus gravissimo. Il sintomo di un male mortale. Equivale, per molti versi, a un colpo di stato amministrativo, che priva i cittadini di uno strumento fondamentale di espressione e di partecipazione. Un pezzo di territorio e’ soprattutto, manu militari, alla sua popolazione cui viene impedito fin anche di manifestare con lo strumento del voto la propria volonta’. E mentre un organo dello Stato opera a questa avocazione, dichiarandolo indisponibile ai propri cittadini, in quanto fuori della loro competenza, un altro organo, il Commissario governativo, lo rende disponibile e lo destina, con iniziativa unilaterale, a una “potenza straniera”, come si sarebbe detto un tempo. E al peggiore degli usi: quello bellico.
Difficile non vedere in tutto cio’ un segno dei tempi. Non tanto, o comunque non solo, il carattere intrinsecamente autoritario e fascistoide di un governo e dei suoi metodi spicci, ma una sorta di dinamica regressiva “di sistema”. Di un intero “ordine delle cose” che si va componendo – e stringendo- intorno a noi, in una logica di chiusure di spazi e di violazione di valori fino a ieri solidi e indiscutibili.
Difficile non ricollegare la pronuncia del Consiglio di Stato su Vicenza, con la contemporanea presa di posizione dell’avvocato dello Stato al processo per il massacro della scuola Diaz di Genova, secondo cui sarebbe assurdo di “sospensione della democrazia”. O con l’osceno atto di razzismo di Parma, coperto da un’omerta’ istituzionale scandalosa. E l’elenco si allunga ogni settimana, a disegnare le tessere di un mosaico che lascia intravedere, man mano che si va completando, scenari da anni trenta, e il profilo di un paese irriconoscibile.
La crisi, che va precipitando, travolge con le montagne di carta straccia finanziaria e con i risparmi di tutti noi, anche con quel poco di civilta’ e spirito democratico che dai travagli del Novecento si era prodotto.
Genera, anziche’ ritorno alla ragionevolezza e alla solidarieta’ tendenze a una nuova barbarie, fatta di paura, indifferenza, rabbia impotente e aggressivita’, in basso, e di arroganza, dominio, disprezzo delle regole e dei diritti, in alto. Senza trovare, davanti a se’, barriere di protezione. Sistemi di allarme. Capacita’ di reazione. In una parola: opposizione.
Quella dei momenti di emergenza. Quella che permetterebbe di rialzarsi dopo le grandi cadute. Non certo i giri di valzer intorno al dialogo riuscito o mancato tra maggioranza e minoranza. Non certo le dispute di cortile tra i frantumi della vecchia sinistra. Forse e’ tardi. Forse non ci sono piu’ ne’ gli uomini ne’ le parole, per stare all’altezza dei rischi attuali. Ma se un residuo di capacita’ di reazione sopravvive, se ancora c’e’ la disponibilita’ a mettersi in gioco su questioni elementari di democrazia e di giustizia, sarebbe bene mostrarla, da qualunque parte delle disperate sinistre si stia. Se non ora, quando?
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Lettera di Moni Ovadia a Berlusconi
Signor Silvio Berlusconi buon compleanno. Approfitto della fausta ricorrenza del suo genetliaco per farle una piccola richiesta. La prossima volta che visitera’ un campo di sterminio nazista invece di dire che si sente israeliano dica piu’ opportunamente che si sente: ebreo, zingaro, antifascista, omosessuale, soldato italiano che si rifiuto’ di servire la barbarie repubblichina, menomato, slavo, testimone di Geova, pacifista e oppositore del nazifascismo a vario titolo. Questi furono infatti le donne e gli uomini deportati, internati, torturati e quindi gasati e passati per i camini. A queste categorie umane appartengono i sopravissuti allo sterminio che oggi ricevono gli sputi in faccia delle sue improvvide dichiarazioni di propaganda.
Moni Ovadia
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