
Di Ministre coccode’, tagli alla scuola, finti antifascismo ed altre piaghe italiane
Da Tafanus
Quelle Ministre Coccode’
A leggere i proclami di queste “nominate” da Caligola c’e’ da rabbrividire. Ma quello che colpisce maggiormente e’ il confronto fra i loro proclami (”quello che dicono”) e le loro storie personali (quello che sono).
Non vorrei essere tacciato di “ostilita’ di genere” verso le ministre e viceministre, una sorta di tardo – maschilismo che non mi appartiene. Da dirigente d’azienda, ho scelto spessissimo collaboratrici donne, e non mi sono quasi mai pentito. Ma non le sceglievo sbirciando dentro la scollatura, ma cercando di guardare dentro la scatola cranica, e trovandovi spesso qualcosa che mi convinceva. D’altronde, mai avrei potuto scrivere queste righe su Rosy Bindi, su Livia Turco, su Vladimir Guadagno, su Rita Levi Montalcini, su Haidi Giuliani, su Nilde Jotti, su Anna Finocchiaro…
In fondo, noi a queste donne dobbiamo gratitudine, per due motivi. Il primo e’ che, tutto sommato, ci hanno fatto divertire. Chi potra’ mai dimenticare le esilaranti giornate trascorse in compagnia della Carlucci, e della sua “Fisica della Particella”? Il secondo e’ che, occupando con mezzi propri ed impropri le “quote rosa” di Forca Italia, forse ci hanno risparmiato che accadesse di peggio. Si erano addirittura paventate, ad un certo punto, le candidature di Angela del Grande Fratello, e di Loredana Lecciso. Brrr!!!!
Mara Carfagna e’ forse la piu’ rappresentativa del gruppo. Ha appena presentato una proposta di legge che per chi venda o compri sesso per strada. L’Avvocato Mara Carfagna, laurea presso la nota Universita’ di Fisciano (prov. di Salerno), non ha guadagnato imperitura fama come Principessa del Foro. Piuttosto, del Buco. In aprile, circolavano fiumi di “indiscrezioni” su intercettazioni che sembrava tutti avessero letto, secondo le quali un noto zzozzone descriveva le prestazioni “verbali” di diverse donnine di Porca Italia, che poi sarebbero diventate ministre o viceministre. Quando si dice la combinazione.
Fra le piu’ “gossippate” c’era la bella Mara, sulle cui performances verbali il 25 Aprile Sabina Guzzanti si era esibita, in Piazza Navona, in una serie di battute non esattamente lievi, tanto da meritarsi, da parte dell’avv. Mara Carfagna, un preannuncio di querela. Da quel preavviso sono trascorsi quasi 5 mesi, ma della querela non ci sono tracce. Chissa’ cosa e’ successo di nuovo, nel frattempo… Chi puo’ saperlo? L’unica cosa che so io e’ che ad un certo punto la Guzzanti ha detto: “…ben venga la querela. La faccia. se la fara’, quelle intercettazioni tanto chiacchierate, che per ora non possono vedere la luce perche’ secretate, in quanto non inerenti ad ipotesi di reato sotto giudizio, le chiedero’ io, come atti processuali necessari al chiarimento della verita’…”
Ora la bella avvocata in tailleur di Armani (molto ministeriale) ha sparato una filippica, di rara intensita’ morale, contro “uno dei reati piu’ abominevoli”: la vendita del corpo. Vede, avvocata, seppure a fini non scoperecci, Lei il suo corpo ha iniziato a vendicchiarlo quando sculettava per gli studi Mediaset, in trasmissioncine di quart’ordine, nelle quali pero’ lei si comportava con molta sincerita’, non nascondendoci quasi nulla di se. Ancor piu’ sincera e’ stata quando ha iniziato a vendere il suo bellissimo corpo a Max e ad altri produttori di calendari ed altri generi di conforto destinati alle cabine di guida dei camions ed alle camerate delle caserme. C’e’ molta differenza, fra chi vende il proprio corpo (reato abominevole!) per una scopata, e chi lo vende ad un produttore di “generi per guardoni ed onanisti”? Ce la spieghi pure. Si prenda pure tutto il tempo che le serve.
Pero’, ci usi una cortesia. Quando decide di lasciare gli obiettivi di Max per riscrivere i codici, si faccia aiutare da qualcuno del ramo. Ho ascoltato l’intervista ad un Questore di una grande citta’, sull’applicabilita’ della sua proposta di legge. Si e’ fatto un sacco di risate: sulle difficolta’ di “acquisizione della prova” (come si fa a provare che un uomo e una donna sul ciglio di una strada stiano “compravendendo”, e non si stiano invece scambiando una “infornazione” stradale?… e sulle possibilita’ concrete di distrarre forze di Polizia sotto organico, e previste in diminuzione dalla finanziaria (quando si dice la sicurezza dei cittadini!), per “mandarle a puttane”. Ministra si dia una calmata, e provi a fare filippiche morali piu’ coerenti col suo passato anche relativamente recente.
Michela Vittoria Brambilla in Autoreggenti e’ un altro caso disperato, nel suo genere. La ricordo in una trasmissione TV, a confronto con Renato Soru, attaccarlo sui dati di crescita ed occupazione in Sardegna. Quando, dati ISTAT alla mano, Soru l’ha smerdata, dicendole “Signora, lei non ha letto i dati dell’ISTAT, Lei sta leggendo il meteo”, la Signora e’ passata repentinamente dal PIL al randagismo in Sardegna (perche’ la Signora e’ un’animalista, per chi non lo sapesse) facendo piombare lo studio TV – anche quella parte portata da lei – nel piu’ cupo imbarazzo.
Di questa Signora si era ventilata addirittura la possibilita’ che potesse succedere a Silvio nella candidatura a Premier. Come si vede, Caligola non era poi tanto male. Almeno si era limitato alla nomima del suo cavallo a Senatore!
Ora la ex vice Miss Omsa si sta producendo in una serie di minchiate, da un insoddisfacente strapuntino da vice-sotto-segretario precario co.co.co al Turismo. La prima “issue” l’ha fatta un paio di mesi fa, quando ha detto che avrebbe investito nella promozione turistica dell’Italia ben un euro per ogni turista che fosse riuscita ad attrarre. Roba che neanche un marketing-trainee in un’agenzia di quart’ordine, per due motivi:
-a) Vede, animalista, le cose funzionano in un altro modo: nella “re’clame”, prima si investe. Poi, come risultato FORSE, e SOLO A VOLTE; si raccoglie. Non funziona nel modo opposto.
-b) Un euro a turista portato in Italia??? ma lei ha la piu’ pallida idea delle cose di cui parla? Vede, Animalista, nel marketing esiste una cosina denominata “A/S Ratio”= “Advertising to Sales Ratio”. Tradotto ulteriormente in italiano per gli animalisti di Calolziocorte (Lecco): e’ il rapporto fra investimenti pubblicitari e le vendite che questi investimenti generano. Un euro a turista? ma di che cazzo parla? Ha idea di quanti pernottamenti i turisti stranieri non frontalieri generino? Sembra 5 giorni virgola qualcosa. Sembra con una spesa media giornaliera (fra trasporti, albergo, vitto, spese varie) di circa 150 euri, per una spesa totale di turista a soggiorno vicina ai 1.000 euri. E lei, a fronte di un fatturato 1.000, vuole spendere 1 (un) euro??????????
Infine, lo spirito umanitario dell’animalista (quella sotto inchiesta della magistratura per maltrattamento di animali nel suo canile-lager di Calolziocorte – appalto della Provincia a licitazione privata) torna prepotentemente alla ribalta quando decide di farsi carico non solo del randagismo dei cani, ma anche del futuro randagismo degli ex dipendenti Alitalia: la Michela vuole salvarli, tutti, facendosene carico nel settore turismo. Potrebbe mandare le hostesses a vendere panini sui treni (tanto sono gia’ allenate a spingere carrelli portavivande sugli aerei). Gli stewards piu’ belli faranno gli animatori nei villaggi turistici; i piloti faranno gli istruttori di windsurf.
Con Mariastella Gelmini, infine, passiamo ad un reale pericolo per l’economia italiana, per il presente e per il futuro di 87.000 insegnanti, per il futuro delle nuove generazioni di scolari e studenti, per il reddito delle famiglie. Insomma, se la lasceremo fare senza bloccare strade, autostrade e ferrovie, questa ciellina tutta chiesa, casa e Forza Italia, in una serie successiva di raptus demagocico-efficientisti mutuati dalla filosofia italoforzuta degli “uomini del fare” (e a volte del malaffare), e dalla filosofia da “ometto dello strafare” della Brunetta, rischia di produrre danni seri ed irreversibili al sistema scolastico italiano, e quindi al futuro del paese.
Nel momento in cui finisce, grazie agli immigrati, lo “sboom” delle nascite, e le scuole ricominciano a crescere come numero di studenti, questa efficientista avvocata con “trasferta stile CEPU” a Reggio Calabria a fini di esami di stato “facilitati”, vuole licenziare 87.000 insegnanti; abolire di fatto il tempo pieno, che permette a tante donne di aiutare la famiglia con un reddito magari part-time; tornare al maestro unico, proprio nel momento in cui le classi, grazie alla sempre maggior frequenza di bambini stranieri, avrebbero bisogno di dare ai singoli bambini maggior supporto, “focused” sulle esigenze dei bambini di diversa provenienza, e di diversa familiarita’ con la lingua italiana. Infine, l’ultima perla: vuole accorciare di un anno le scuole superiori, visto che con l’attuale sistema i nostri ragazzi arrivano all’Universita’ con una preparazione eccessiva, e visto che l’Italia ha meno laureati di qualsiasi altro paese civilizzato. Ma questa che c…. ha messo nel cranio, in quel luogo generalmente destinato a fare da contenitore al cervello?
Signora, ci consenta di darle un consiglio disinteressato: torni a fare il Presidente del Club Forza Italia in quel di Desenzano. Tutti abbiano i nostri limiti, anche lei. Per lei credo che gia’ la posizione di Presidente di Club sia qualcosa di molto prossima a quel limite. Si accontenti. Ci accontenti.
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L’Unita’
Governare col trucco
Sono arrabbiata. Sono fiera di esserlo. La rabbia aiuta a non abituarsi a tutto. Ho sentito le parole del ministro Carfagna. Diceva: «Io provo orrore per le donne che vendono il proprio corpo per denaro». Parlava forse di un suo calendario? No, parlava delle prostitute o meglio: solo di quelle che stanno per strada. Perche’ non succede niente? Perche’ non telefoniamo, chiamiamo, bussiamo, usciamo per strada? Forse ci stiamo davvero abituando a tutto. (Laura Guasti, Firenze)
Piu’ che altro stiamo cadendo nella trappola magistralmente ordita in anni di politica televisiva da Berlusconi e dai suoi ministri: discutere dei dettagli, attaccarci agli slogan, accapigliarci su una scemenza di facciata senza arrivare mai alla sostanza delle cose. Il grembiule, il voto, la bella cordata di imprenditori che «vuole salvare la compagnia di bandiera», la tassa abolita, l’immondizia sparita, l’esercito per strada che cosi’ sei piu’ tranquillo quando esci la sera. Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere figli che imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa che e’ buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di sinistra, forse? E allora che problema c’e’: ecco qua il governo del fare, lasciatelo lavorare. La questione, purtroppo, e’ che e’ un trucco. E’ il gioco delle scatole: una bella scatola col fiocco da esibire, l’altra marcia da nascondere. Le tre carte. I limoni legati col nylon alle piante del G8, la calza sull’obiettivo che maschera le rughe. E’ sempre quel trucco li’, una toppa, e poi via per settimane a parlare del fiocco.
E’ evidente che lo scopo della proposta Carfagna non e’ quello di combattere la prostituzione: e’ un progetto di decoro urbano, il suo. Una questione di ordine, di eleganza dell’inquadratura. L’obiettivo e’ mostrare strade sgombre di viados. Guardate che pulizia. Se volesse combattere la prostituzione dovrebbe occuparsi della tratta di essere umani, di mafia del commercio sessuale, di chi fa entrare in Italia milioni di ragazzine senza documenti e poi le riduce in schiavitu’, di come faccia e di chi glielo consenta. Dovrebbe poi anche occuparsi dell’altra prostituzione, quella tutta italiana e non di strada: la prostituzione «pulita» delle studentesse che ricevono in studi che sembrano quello del dentista e poi la sera vengono a fare la baby sitter a casa tua, ragazze ben pagate e ben consapevoli della loro scelta, del resto motivata dalla richiesta di un esercito di uomini «per bene» che saldato il conto tornano in ufficio. Non lo fa, naturalmente. Allo stesso modo Gelmini esibisce la sua riforma come quella del grembiule e dei voti in pagella, un bel ritorno all’ordine antico: peccato che tagli 90mila posti da maestro e azzoppi la scuola. La scatola vuota e ben ripulita dai debiti della cordata Alitalia, le tasse comunali che cambiano nome, l’esercito che fa la guardia alle discariche ma si dimentica dei treni dei tifosi. E’ sparita la camorra, a Napoli? Gomorra era uno scherzo? Certo che no, ma conta la foto. Un bell’annuncio, un bel grembiule blu, quattro soldati con la mitraglietta cosa vuoi che sia se poi alle volanti hanno tagliato la benzina. Devono solo stare fermi, tanto. E poi tutti giu’ a parlare di estetica, pazienza per l’etica.
Concita De Gregorio
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Va bene mentire pero’.. la Gelmini giura che il tempo pieno non sara’ toccato, pero’ si passa al maestro unico per 24 ore la settimana e il tempo pieno prevede 40 ore, se la matematica non e’ un’opinione…
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Luca P manda:
La scuola e’ in fermento ma i giornali non ne parlano
FERMIAMOLI ! STANNO LIQUIDANDO LA SCUOLA PUBBLICA! STANNO CALPESTANDO LA COSTITUZIONE!
Vogliono tornare al quel glorioso passato in cui c’era la maestra/il maestro unico,
ai tempi in cui (perche’ nessuno lo ricorda?) 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza media.
Il decreto legge 137 ridisegna la scuola italiana proprio nel settore che funziona meglio. Se sara’ approvato (ci sono ancora 40 giorni di tempo…) non sara’ piu’ possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovra’ insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni. Non sara’ piu’ possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficolta’, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento: ogni insegnante tornera’ ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine. Sara’ impossibile l’apprendimento in tempi distesi e sara’ impoverita l’offerta formativa, con la diminuzione drastica della frequentazioni di musei, teatri, aule didattiche ed ambienti diversi dal proprio.
Il tempo della “scuola vera” sara’ di 24 ore, alla faccia delle attuali organizzazioni a modulo e a tempo pieno, frutto di anni di esperienze, riflessioni pedagogiche, sperimentazioni. La ministra Gelmini sa di mentire quando dice che il tempo pieno non sara’ ridotto. In quello che anno dopo anno tornerebbe ad essere il vecchio dopo scuola, si collocherebbero, a spezzatino, le ore di altri insegnanti o altre figure esterne. Decine di migliaia di docenti precari, usati e gettati anno per anno per far vivere la scuola, con il nuovo sistema verrebbero eliminati e con loro il necessario processo di rinnovamento di cui ha bisogno un corpo vivente come il sistema educativo.
Hanno in mente una scuola minore, piu’ vecchia, con meno ore, dequalificata. Una scuola di base che fotografi, misurando con i voti bambini/e dai sei anni, le disuguaglianze e gli svantaggi socio-culturali.
COSA BISOGNA FARE? BISOGNA FERMARE IL DL 137
ESERCITANDO TUTTE LE FORME DEMOCRATICHE DI PRESSIONE E DI LOTTA
A PARTIRE DAL PRIMO GIORNO DI SCUOLA.
Organizziamo assemblee nelle scuole, informiamo in ogni modo possibile ogni persona,
perche’ nessuno possa dire domani “io non avevo capito”!
Mai come in questo momento, e’ necessaria l’unita’ d’azione di tutti, genitori, insegnanti, collegi docenti, consigli d’istituto, enti locali, associazioni e sindacati.
LA SCUOLA NON HA BISOGNO DI TAGLI, MA DI INVESTIMENTI E RISORSE.
NON SI PUO’ “FARE CASSA” SUL FUTURO DI UN INTERO PAESE!
Cosa significa in termini di didattica la restaurazione del maestro unico nella scuola italiana
Non sarebbe piu’ possibile una didattica di recupero e di arricchimento dell’offerta formativa perche’ sparirebbero le compresenze e quindi la possibilita’ di organizzare percorsi ad hoc per alunni in difficolta’ o attivita’ di arricchimento che prevedano lavori a gruppi.
Non sarebbe piu’ possibile per i genitori rapportarsi ad un gruppo di insegnanti. Il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza possibilita’ di confrontarsi a piu’ voci.
Non sarebbe piu’ possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovra’ insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovra’ aggiornarsi su tutto.
Le 24 ore settimanali previste dal Decreto non saranno sufficienti per un’adeguata articolazione dei programmi didattici, che subiranno drastiche semplificazioni.
Non sarebbe piu’ possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficolta’, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento. Ogni insegnante tornera’ ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine.
Non sarebbero piu’ possibili le uscite didattiche nel territorio, musei, aule didattiche decentrate, manifestazioni sportive… Per evidenti questioni di sicurezza il singolo insegnante non puo’ uscire dalla scuola con la classe da solo. Fino ad oggi questa didattica aperta al territorio era possibile per la presenza di piu’ insegnanti e delle compresenze.
… e il Tempo Pieno?
E’ evidente che la restaurazione del maestro unico annulla di fatto il Tempo Pieno e Prolungato. D’altronde l’esperienza del Tempo Pieno e’ stata il canale di pratiche e sperimentazioni attraverso cui la pluralita’ docente si e’ affermata per tutta la scuola italiana.
La scuola primaria, che tra l’altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali, ancora una volta verra’ stravolta a vantaggio della logica di mercato e delle scuole private.
Cesp-Centro Studi per la Scuola Pubblica
Cobas Scuola
Questo attacco comportera’:
Un taglio netto di circa 140.000 posti di lavoro tra insegnanti e personale ATA;
Disoccupazione di 250.000 precari della scuola;
Abbattimento del modulo e la compromissione del Tempo Pieno sostituito con un modello di doposcuola dequalificato (a pagamento?)
Questi tagli di personale e di risorse, questa folle logica al risparmio avranno pesanti ripercussioni nelle attivita’ di:
-sostegno agli alunni certificati
-interventi di recupero e di alfabetizzazione, tutela di tutte le fasce.
La scuola sara’ certamente peggio qualificata con meno personale docente, meno personale ATA, elevato numero di alunni per classe (anche 35 per le scuole superiori).
Quale “buon servizio” si puo’ dare ai ragazzi e ai bambini?
Inoltre, l’art. 71 della Legge “Brunetta” punisce pesantemente i lavoratori pubblici che si ammalano, arrogandosi il diritto di giudicare uno stato di bisogno.
Per tutti questi motivi, l’Assemblea della scuola
C H I E D E
l’immediato ritiro del decreto “Gelmini” e l’abrogazione della Legge 133/2008.
PROCLAMA lo STATO DI AGITAZIONE di tutti i lavoratori e la PARTECIPAZIONE a TUTTE le INIZIATIVE di PROTESTA a partire dal primo giorno di scuola (15 settembre 2008).
Da diversi giorni sentiamo il Governo affermare dati completamente sballati circa i numeri della scuola primaria italiana. Ci sembra fondamentale rettificare alcune informazioni.
1) “La scuola italiana avrebbe il maggior numero di insegnanti di tutta l’Unione Europea”
Non e’ vero, infatti ci risulta che in Francia ed in Germania il numero dei docenti sia di gran lunga superiore. Sicuramente la scuola italiana ha il maggior numero di insegnanti poveri d’Europa.
2) “Nella scuola primaria operano 3 insegnanti per ogni classe”
La scuola primaria italiana e’ organizzata secondo 2 modelli: i moduli (che prevedono 3 insegnanti ogni 2 classi) ed il tempo pieno (che prevede un insegnante al mattino ed uno al pomeriggio, con 4 ore di contemporaneita’). Esiste poi l’insegnante di sostegno ai disabili per una porzione di orario (e che quindi lavora in diverse classi) e l’insegnante di religione per 2 ore a settimana (durante le quali il maestro conduce l’attivita’ alternativa). Forse il Ministro applica la moltiplicazione dei pani e dei pesci e considera lo stesso insegnante di religione che lavora su 10 classi alla stessa stregua di 10 insegnanti
3) “ I soldi derivanti dal taglio del personale verranno reinvestiti nella scuola”
L’art. 64 comma 9 chiarisce al termine del triennio il Ministro dell’Economia dira’ se si possono utilizzare le risorse tagliate per i rinnovi dei contratti. In pratica, il rinnovo contrattuale ce lo pagheremo da soli con i tagli, potremo “godere” solo del 30% di quanto sottratto all’istruzione pubblica e solo a partire dal 2010, quando il nostro contratto e’ gia’ scaduto da 9 mesi e lo Stato e’ quindi gia’ in debito con i lavoratori.
4) “Ci saranno circa 85.000 tagli”
In realta’ i tagli saranno piu’ di 140.000. Ai 50.000 della scuola primaria si aggiungeranno i 50.000 delle scuole secondarie e i 43.000 del personale ATA. A questo proposito volgiamo ricordare che il personale ATA in questi anni ha subito una diminuzione progressiva e costante di organico, cosicche’ oggi tutte le scuole italiane non possono fornire i servizi minimi richiesti dalle norme sulla sicurezza. Inoltre sulle segreterie delle scuole sono state scaricate molte operazioni che prima venivano svolte dall’amministrazione centrale.
In questi giorni tutte le scuole si stanno organizzando per organizzare la protesta che potra’ rientrare solo con il ritiro dei decreti che prevedono i tagli alla scuola, con un piano serio di assunzioni del personale precario sui posti disponibili e con un programma di recupero salariale che ci restituisca quanto sottratto negli ultimi 15 anni.
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LA POLITICA COME FASCISMO
di Raniero La Valle
Era uno scandalo che il ministro della difesa, celebrando la resistenza romana dinnanzi al presidente della Repubblica, avesse ripreso il tema dell’equivalenza tra antifascisti e repubblichini di Salo’, i quali avrebbero combattuto anch’essi credendo di difendere la patria. Uno scandalo perche’ se il ministro della difesa non sa distinguere tra vera e falsa difesa della patria, quale patria oggi sarebbe pronto a difendere? Altrettanto inquietante era stata la rivalutazione del fascismo, a parte gli ebrei, fatta dal sindaco di Roma. Se per giudicare un regime nefasto si distingue tra male assoluto e relativo, riservando la condanna al solo male assoluto, allora nessun regime potrebbe essere condannato, perche’ il male assoluto, grazie a Dio, non esiste, quando perfino ad Auschwitz, come ci ha mostrato Roberto Benigni, si puo’ dire che “la vita e’ bella”, se puo’ fiorirvi l’amore anche di uno solo. Dopo il fermo rimprovero del Presidente Napolitano, in difesa della Costituzione, Gianfranco Fini e’ corso ai ripari, rivendicando i valori dell’antifascismo, che dovrebbero essere fatti propri anche dalla destra; anzi e’ proprio perche’ non c’e’ stata una destra in grado di riconoscersi nei valori antifascisti, secondo Fini, che “liberta’, uguaglianza e giustizia sociale”, che sono i fondamentali postulati costituzionali, hanno avuto vita difficile in Italia.
Tutto bene allora? Certamente e’ bene che a rivendicare le radici antifasciste della Repubblica, sia proprio il leader di quella destra che del fascismo si era presentata come erede. Ma al di la’ della disputa storica sulla periodizzazione del fascismo, e dell’opportunismo politico che puo’ aver ispirato la presa di posizione di Fini, resta il fatto che la questione del fascismo e’ ancora aperta in Italia, ed e’ proprio la destra a rendere legittima una interpretazione della politica italiana in termini di fascismo o antifascismo. E’ una constatazione importante, perche’ finora tutti i tentativi di denunciare come fascismo le linee maestre dell’azione politica di Berlusconi, o il razzismo della Lega, e l’allarme sul pericolo fascista insito nelle riforme delle leggi elettorali e della stessa Costituzione, sono stati bollati come ideologici e insostenibili, con l’argomento che la storia non si ripete e in nessun caso in Italia potrebbe riprodursi una sciagura come quella fascista. Invece potrebbe ripetersi, ed e’ proprio la destra di governo a risuscitarne il fantasma. Certo il fascismo non tornerebbe con le camicie nere e l’olio di ricino (oggi si usano le spranghe), ma al di la’ delle forme, c’e’ un contenuto profondo del fascismo, un classismo ontologico, un’antropologia della disuguaglianza, una concezione esclusivista del potere, un primato della forza e, non ultimo, un culto del denaro, che fanno del fascismo un archetipo politico che sottende e puo’ esplodere in qualsiasi societa’. L’antidoto e’ la cultura, l’informazione, l’educazione a uno spirito non gregario, la dignita’ della critica, la pace con i vicini e la pace con i lontani; ed e’ per questo che il fascismo arriva con la denigrazione della cultura, con la lotta contro la scuola, con la omologazione mediatica dei cittadini, con l’esaltazione della capacita’ comunicativa come capacita’ di governo, con la costruzione del nemico, con l’appello alla paura.
L’esperienza storica e’ che il fascismo si prepara molto tempo prima che si impadronisca del potere, quando ancora non si immagina che la strada imboccata porti a quell’esito. Per questo i costituenti presero le loro precauzioni, vollero una Costituzione non “afascista”, ma antifascista; dove l’antifascismo non stava nelle norme transitorie e nel divieto della ricostituzione del partito fascista, e nemmeno nell’affermazione puramente formale delle liberta’. Esso stava invece nel disegno e nella concezione stessa dello Stato; e si puo’ dire che il discrimine fosse proprio nell’articolo 3 della Costituzione, laddove si attribuisce alla Repubblica un compito a cui lei sola e’ obbligata: quello di operare in positivo per rompere i condizionamenti economico-sociali che ostacolano o impediscono la liberta’, l’eguaglianza, lo sviluppo personale dei cittadini e la loro effettiva partecipazione all’organizzazione del Paese. Da qui discendono due concezioni dello Stato. Se l’ideale e’ uno Stato minimo, piu’ mercato e meno Stato, uno Stato senza soldi, meno tasse per tutti, quei compiti non li potra’ assolvere. Ancora peggio, se uno Stato che ha bisogno del gettito fiscale per la scuola pubblica, per la giustizia, per la sicurezza, per lo sviluppo del Sud, per gli investimenti strutturali, e magari anche per l’Alitalia, per i treni, per i beni culturali, viene accusato di “mettere le mani in tasca agli italiani”, e’ chiaro che non potra’ creare le condizioni di una convivenza giusta e pacifica, e non gli rimarra’ che spendere i soldi che gli restano per la repressione e per le carceri. Ma e’ appunto da qui che nasce il fascismo, ed e’ qui che la politica stessa e’ fascismo.
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Donne
Pasquale
Le recenti Olimpiadi di Pechino hanno decretato l’affermazione delle atlete italiane che hanno conquistato quattro su otto delle medaglie d’oro italiane. Questo sta a significare che anche sul piano fisico-atletico le donne italiane stanno uguagliando gli uomini, per cui non ha nemmeno piu’ senso enunciare il trito luogo comune che le donne sono “fisicamente” inferiori agli uomini. Ma e’ anche risaputo, da tempo (lo certificano le rilevazioni scolastiche e universitarie), che le donne, in Italia, stanno prevalendo sugli uomini sul piano scolastico (con l’eccezione, si intende, della ministra Gelmini, “somara unica”) e su quello professionale. Tra l’altro, oggi come oggi, le donne sono piu’ colte degli uomini: sono appena tornato da una mattinata domenicale trascorsa, insieme a mia moglie, nella nota libreria di Piazza dei Martiri, e posso assicurare, a occhio e croce, che, tra i visitatori e le visitatrici di questo tempio della cultura (sia pure consumistica), le donne prevalevano sugli uomini. Del resto, di questi tempi, solo le donne sembrano interessarsi alla letteratura, all’economia (vedi, ad esempio, autrici di libri di economia critica come Naomi Klein e Loretta Napoleoni), alla societa’ e alla politica-politica (non quella politicante, in genere prediletta dagli uomini). Personalmente, trovo perfino imbarazzante discutere con i maschietti. Esauriti gli argomenti di calcio, computers e motori, non so piu’ quali argomenti intavolare… Con le donne, invece, riesco a dialogare piu’ diffusamente di: cinema, cultura, libri, societa’, politica, costume, cucina, viaggi, ecc., ecc. Prima, anche per noi maschietti, leggere libri, guardare films di un certo spessore, era un segno di distinzione e di emancipazione, perfino di riscatto sociale (”sono povero, ma mi appassiono a tematiche sociali, culturali e politiche che tu, figlio di ricchi, abituato alle griffes e al consumismo acritico di beni superflui, nemmeno ti sogni…”). Oggi, invece, ostentare cultura e conoscenza, non sembra cosa da veri uomini: se citi o leggi, che so, Verga e Pirandello, sei “out”, ma se citi e tifi Raikkonen e Massa, sei “in”. E poi dicono che il maschio italiano e’ in declino…
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Anatema sul sapere
Viviana
Ma anche il papa quanto rompe..!
Oggi il papa tuona contro i 3 idoli del mondo moderno, uno dei quali sarebe (udite, udite!) il SAPERE !?! IL SAPERE!?! Non ci posso credere!
Contemporaneamente e’ stata emessa una fatwa islamica contro i gestori di internet i quali, poiche’ diffondono notizie, sono tutti da uccidere.
La contemporaneita’ dei due anatemi non e’ casuale, e’ che due treni che marciano paralleli alla stessa velocita’ partendo da basi confessionali simili e’ facile che si trovino allo stesso punto
Credono di essere opposti. Ma sempre, come avviene in politica, gli estremi coincidono.
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Berlusconus dixit:
«Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra».
Ovvio che pensava alle sue aziende, Governo compreso.
La sinistra e’ morta, ergo…
L’opzione e’ unica.
Anche per le puttane (il sesso non conta), come gia’ avvenne per la droga, il Parlamento penalizza fuori dal Parlamento quello che nel Parlamento e’ d’uso.
E se non si vieta ai cafoni quello che fa la corte, che corte e’?
Il potere e’ appunto questo. Maria Antonietta per risolvere la morale pubblica vieta al popolo le briosce.
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Moltiplicando Roma Ladrona
Viviana
La Lega si e’ inventata una formuletta paradossale per combattere Roma ladrona: moltiplicarla. E’ come se per combattere gli scarafaggi gli affiancassi le tarantole.
Per combattere gli sprechi del centro, si centralizzano le periferie! Non avremo piu’ una Roma ladrona, ne avremo 20! Immagino dopo la gioia quando dovremo pagare i diritti ai Comuni, alle Province, alle Regioni-Stato, allo Stato e all’Europa. Penso gia’ ai conflitti di competenza che paralizzeranno quello che devono fare loro per triplicare quello che siamo costretti a fare noi.
Certo, non c’e’ niente come una spartizione allargata per salvare le capre moltiplicando i cavoli. Ma siccome i cavoli sono nostri e una moltiplicazione delle tasse non e’ che ci giova, restiamo piu’ abbacchiati di prima. E poi non avevamo gia’ con referendum rifiutato il federalismo della Lega? Quale idiota accanimento impone che ce lo rifilino di nuovo?
In cambio, pur raddoppiando i centri direzionali e gli enti a cui dovremo pagare tasse e accidenti vari, diminuisce la responsabilita’ politica, sparisce la distinzione tra gli schieramenti, non ci rappresenta piu’ nessuno, e l’unica divisione resta quella tra loro che giocano al piccolo principe, e noi che siamo calpestati da tutti senza potere alcuno. Governo centralizzato o federalismo, governo del cdx o del csx, le distinzioni si attenuano e le magagne aumentano.
L’unica certezza e’ che l’ingombro della casta si aggrava. La democrazia si defila all’orizzonte, sempre piu’ eterea, e sparisce. Si moltiplicano le gabelle pubbliche e noi sudditi siamo piu’ gabellati di prima.
La democrazia non si e’ mai allargata moltiplicando i padroni. La democrazia si allarga aumentando la partecipazione dei cittadini, il controllo, la valutazione, la scelta, la censura e il ricambio. In tal senso i primi atti da fare sono la moralizzazione dei vertici pubblici e le preferenze elettorali, con netti limiti ai doppi incarichi e agli incarichi ad libitum.
Ma su questi punti la Lega, come gli altri, glissa.
Guarda, non voglio nemmeno citare la Salerno-Reggio Calabria che e’ lunga 452 km, ma prendiamo
la bretella di Mestre, una robina piccola piccola che e’ lunga appena 42 km e che aspetta da 28 anni, malgrado 4 Governi Berlusconi.
Quando i leghisti saranno riusciti a fare il federalismo fiscale, chi la fara’? Il Comune, la Provincia, la Regione, lo Stato, la Comunita’ Europa e la Comunita’ montana?
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Bellavista
A forza di decentramento, regionalismo, localismo e adesso federalismo abbiamo creato un molto democratico sistema di irresponsabilita’ del territorio, dove non si sa bene a chi tocca agire e se nessuno agisce non e’ colpa di nessuno. Perche’ alcuni sono pagati per fare carte false, altri semplicemente per non far nulla. Tra questi altri entra anche la stampa, nonche’ una casta politica di sinistra che si seleziona sulle zuffe sugli staminali e sul sistema tedesco e altre faccende di Bisanzio.
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Non solo terroni
Viviana
Mi spiace di citare sempre la Lombardia per l’assenza dei depuratori.
Intanto che ci accapigliamo tra italianismi, federalismi e altri ismi, risulta che la 2° regione piu’ inquinata d’Italia sia il Veneto.
In Veneto le discariche piene di rifiuti pericolosi sversano veleni inquinando terra e acqua, e’ la 2°dopo la Campania per reati ambientali secondo il rapporto Ecomafie di Legambiente. La Lega sara’ pure al Governo della Regione e socia del Governo ma il Veneto non ha un piano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti speciali. L’assessore regionale all’ambiente Conta dice che non ha obblighi in materia e non serve un piano perche’ il trattamento di tali rifiuti e’ a libero mercato (sigh). (Leggi: mafia o camorra?)
Peccato che quel piano altre regioni lo abbiano fatto e ci siano precise norme europee in materia.
L’altro ieri il Commissario europeo all’ambiente Stravos Dimas ha chiesto al nostro Ministero per l’ambiente una relazione scritta in materia.
E’ su questi presupposti che i leghisti pensano al federalismo? Ignoranza e libero mercato?
(I dati sono presi da una denuncia di Nicola Altami)
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Paolo De Gregorio
Notizie del giorno
-Nel 2005, dopo la malattia, Bossi aveva detto “dopo di me verra’ Renzo”.
Ieri sera il ragazzo Renzino ha accompagnato il padre a Palazzo Chigi (sede del governo) dove ha partecipato al vertice che ha approvato la bozza di federalismo fiscale.
Bocciato due volte di seguito agli esami di maturita’ (naturalmente ad opera di insegnanti meridionali), sembra aver lo stesso spessore culturale del padre e quindi pronto a raccoglierne l’eredita’.
Sembra proprio di rivedere la staffetta tra Piero Angela e il figlio Alberto, la monarchia al posto della Repubblica. Berlusconi naturalmente se lo vuole fare amico e forse pensa a Piersilvio in caso di “ictus”. Lividi di rabbia, ma naturalmente nessuno ha il coraggio di parlare, i colonnelli leghisti, e l’altro figlio Riccardo, il maggiore, gelosissimo, chiosa: “Chissa’ se mio fratello ha capito i discorsi a quel tavolo”. La monarchia e’ servita.
-Da incorniciare nella bacheca dei “pazzi al potere”: Matarrese quello della Lega (calcio), inamovibile nella CASTA dei dirigenti sportivi (un simil Carraro), propone genialmente di costruire celle negli stadi, per combattere la violenza dei tifosi in trasferta.
Oltre alla spiacevole sensazione di farci ricordare l’uso degli stadi come galere in Cile e nei vari colpi di stato, il geniale oriundo di Bari, non vuole proprio capire che i problemi si risolvono alla radice, e questa radice non costa soldi perche’ si tratta di decidere, per TUTTI, che le trasferte non esistono piu’, che i biglietti sono venduti, uno per persona, con carta d’identita’ alla mano, e se non risiedi nella citta’ dell’evento sportivo, niente biglietto. Per la polizia controllare l’applicazione di questa regola sarebbe molto facile e finalmente gli stadi potrebbero tornare ad essere frequentati dalle famiglie senza alcun rischio.
Se i dirigenti sportivi non sono in grado di prendere queste ovvie decisioni, sono complici dei violenti, e vanno buttati fuori.
-Un giornalista italiano, naturalmente libero e indipendente, ha sottolineato il fatto che l’armamento deciso da Lula per le spese militari del Brasile e’ stato fatto a spese di programmi sociali.
Il Brasile, con 15,3 miliardi di dollari di spesa per gli armamenti, e’ quello tra i grandi paesi che spende di meno, contro i 33 miliardi dell’Italia e i 547 degli USA.
Non vedo pero’ mai un articolo che commenta le spese militari americane sostenendo che esse impediscono la spesa sociale per i 40 milioni di cittadini Usa senza assistenza sanitaria, lasciati a crepare senza aiuto.
Non sara’ che se i giornalisti italiani scrivono la verita’ li licenziano?
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Amicizie e intruppamenti
Mariapia
Amicizia? In una cartolina bellissima che Lori m’invio’ dalla montagna, era scritto: “per sempre”. Dapprima rimasi turbata, un impegno cosi’ grande! poi riuscii a capirne il senso.
Il senso e’ che la cosa puo’ finire, la persona puo’ passare oltre in una relazione per i mille affanni e cambiamenti che la vita ci propone, ma quel piccolo o grande capolavoro che ogni tanto ciascuno di noi riesce a costruire in una relazione, quello resta per sempre.
Evidenzio le relazioni positive, non devo perdere tempo a occuparmi delle altre e comunque non ci sarebbe tempo bastante.
Domanda: “Prof Sartre, qual’e’ il male?” Risposta: “L’altro”.
Eppure io vorrei un “Io,Tu, Noi”. Provo con una gocciolina tutti i giorni da versare in un oceano a parte di quello quotidiano, che nutro delle mille primitivita’ che ancora noi, figli di Madre Natura, continuiamo a mantenere ampio, pena la nostra morte. Leggi di Natura.
La nostra amicizia, le cose del cuore, le cose di tutto il corpo che esprime una felicita’ piena che stanca moltissimo.
Le vibrazioni sottili non si accordano ancora in modo armonioso con le nostre rosse vibrazioni.
Prima di uscire dallo spettro vibrazionale attuale servira’ parecchio tempo, ma quello e’ lo spettro attuale che ci porge la Vita, intanto l’Uomo si allena
per la crescita della nuova proposta della Vita stessa, che appare ogni tanto in piccole manifestazioni, cioe’ quattro gatti che destano entusiasmo.
Certe cose sono alimento costante alle nuove facolta’ umane – ragione e sentimento -che hanno poche migliaia di anni.
Sono facolta’ imbarazzanti, coloro che le portano fanno una brutta fine e l’archetipo e’ il Cristo.
Lo scorso anno e’ morto Satprem, l’erede spirituale di Mere e di Sri Aurobindo e di lui rimane la speranza che “esistera’ l’uomo dopo l’uomo.
Satprem ha lasciato il corpo il 9 aprile 2007 e la sua dolce compagna Sujata ha lasciato il corpo il 4 maggio 2007″.
L’uomo non e’ l’ultimo gradino della creazione terrestre, l’evoluzione continua e l’uomo sara’ superato.
Sta ad ognuno decidere di partecipare all’avventura della Specie Nuova.” (Me’re)
Partecipiamo, ognuno per diversa via.
Ieri sera sono andata alla Festa dell’Unita’ con il mio medico, Carla, e suo marito. Prima per partecipare all’aperitivo con Andrea Forlani – presidente del quartiere Santo Stefano che si presenta alle primarie ed e’ uomo di molto coraggio (non sara’ un’ alternativa a Cofferati), poi per ascoltare Veltroni.
Attorno a Cofferati la S.p.A. targata PD Emilia-Romagna sta elevando difese potenti. Non e’ una grande strada, ma quando esiste un’unica strada ed e’ in discesa, non resta che percorrerla, eventualmente tirando il freno.
Veltroni dice cose sensate, ma cadono in un terreno italiano poco favorevole alla sensatezza e alla collaborazione.
Per me ritengo non sia tempo perduto restare in questo partito.
C’e’ un tempo di vuoto nel paese, un enorme spaesamento e servira’ un tempo ….. per ricomporre le fila dopo questo stato di smarrimento.
La fine di una certa sinistra, che su tutto il pianeta ha dato prove sfavorevoli quando e’ diventata e ancora e’ forza di governo, lascia tutti i subalterni sconvolti, e in circostanze di disorientamento i gruppi animali si stringono ancora piu’ strettamente ai dominanti, nella speranza che da questi giunga la soluzione, che puo’ essere un precipizio, come accadeva ai bisonti inseguiti dai cacciatori. Giu’ tutti!!!!
Noi siamo inseguiti da noi stessi, ma puo’ essere che ci si possa salvare dall’incubo che generiamo, e non mi resta niente di meglio che il profumo della speranza in alternativa al miasma della disperazione.
“Se vuoi cambiare le cose del mondo in bene, inizia subito” Gandhi.
Si’, io ne ho voglia, come tutti, ma mi viene voglia di iniziare con delle randellate ……vecchia storia che non funziona.
AAAA Nuove risorse cercansi per salvataggio animale in via di estinzione – sottospecie Homo sapiens sapiens.
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Mariapia manda
Sipho Sepamla – dalla raccolta poeti africani
QUESTO NOSTRO TEMPO
Questo nostro tempo
fa ronzare le api di rabbia
impregna gli animi di parole smisurate
e prepara il giorno del capestro notturno.
Questo nostro tempo
rode il midollo del muscolo del dolore
gonfia il cuore di amarezza con pose incuranti
e fa della giustizia una opportunita’
Questo nostro tempo
s’inchina davanti al sospetto
moltiplica le menzogne nelle poltrone a dondolo
sposa la verita’ sull’altare del diavolo
Questo nostro tempo
nutre troppo il presente del passato
capovolge ogni immaginazione
e rovina la coscienza con l’ambizione
Questo nostro tempo
graffia il dorso della scimmia
mangia fiamme davanti al pubblico invitato
e tinge la pelle per il proprio sudario
Questo nostro tempo
ascoltare il rumore delle foglie che cadono
guardare i relitti di auto sinistrate
e cedere davanti al compromesso
Questo nostro tempo
affondare i denti in un frutto marcio
bere l’acqua dei pozzi avvelenati e
cantare dei vecchi inni a delle veglie funebri
Questo nostro tempo e’ solo un poco inquinato.
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SILENZIO
Sferzi la mia perversita’ con una frusta
una rozza correggia di carne essiccata
sino a che le rosse ferite mi invogliano
a piangere
Ma non mi uccidi a colpi di silenzio
Ai morsi della mia fame
neghi il pane ed il suo lievito per la vita
Al punto che io sia disseccato come una
foglia d’autunno
Ma non mi uccidi a colpi di silenzio
Lusinghi le mie orecchie con promesse
Infiorate da una lingua esperta
Perche’ forse io canti come vuoi tu
Ma non mi uccidi a colpi di silenzio
Oh! I nostri occhi non guardano
coloro che colpiamo con il silenzio
Perche’ noi siamo sposi del tempo
che si affretta e galoppa
Giorno e notte
Mentre il nostro silenzio langue in prigione.
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UN NUOVO PAESE
E allora ero la’
in uno splendore senza pari
nella mia nitidezza rifulgente di urbanita’
ero di un verde singolare
nel trionfo della semplicita’
i miei occhi si posarono su una macchia nera
che brillava noncurante.
Sentii il sollevarsi ed un’ondata
di energia che cancello’
il mio vano meditare
sul significato di essere libero
in piedi guardavo quei volti inflessibilmente neri
vibranti di virile maturita’
Mi assalirono quasi con i loro sospiri vittoriosi
Avrei voluto sospirare il mio sollievo personale
Ma ero la’
Aspettando l’indomani
quando avrei saputo
da dove iniziare
perche’ a me sembrava un circolo vizioso
il corso degli avvenimenti ha trasformato
in galoppo la mia marcia verso terre indistinte
forse dovrei ricominciare
Ma allora
Tutto appariva essere un vortice di trasformazioni
Come il giorno che si cambia in notte.
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Lettera aperta a Umberto Veronesi
Paolo De Gregorio
Nel penultimo numero de “l’Espresso” Umberto Veronesi osserva: “milioni di persone soffrono di malnutrizione e muoiono di fame da una parte del mondo e milioni che si ammalano per eccesso di cibo dall’altra. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero sufficienti a sfamare tutti e soprattutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare il bestiame d’allevamento. Per nutrire il bestiame d’allevamento si utilizza il 50% di tutti i cereali prodotti, ma gli animali trasformano in carne da consumo solo il 10% del cibo che ricevono. Per 1 kg di carne di manzo ci vogliono anche 15.000 litri di acqua. E’ chiaro che la dieta carnivora crea danni enormi agli abitanti della terra.”
Sagge e illuminanti informazioni che ci da’ lo scienziato, ma sul “che fare” incespica e balbetta cose del tipo mangiare meno carne, e si affida a scienza e cultura.
Non una parola sulla logica capitalistica, globale, che e’ la regola fondamentale che muove ogni cosa nel nostro mondo, dove le merci arrivano dove ci sono i soldi per pagarle, appunto agli obesi dell’occidente, mentre spesso quelli che producono queste merci muoiono di fame.
Quei vermi che affermano che il mercato e’ il supremo regolatore e che bisogna affidarsi a esso per risolvere fame e squilibri sono criminali che tirano l’acqua al loro mulino, perche’ la fame e gli squilibri avanzano e con la legge del profitto non si riforma l’agricoltura mondiale.
Perche’ di questo si tratta, riformare in senso sostenibile e per i consumi interni le varie agricolture di ogni nazione, esattamente il contrario di cio’ che ha fatto la globalizzazione e la logica delle multinazionali di imporre le sementi Ogm.
Perche’ uno scienziato come Lei non si misura con la realta’ economica e politica?
Eppure si dovrebbe che come ministro della Sanita’ in Italia Lei non riusci’ a riformare un bel niente, e cio’ dimostra che non basta avere le idee, ma bisogna eliminare la cupola mafiosa che ha in mano tutto, ossia la mafia mediatica ed economica del capitalismo che tutto controlla e tutto orienta, consumi compresi.
La classe che domina e’ quella che produce e importa merci, la stessa possiede le strutture di distribuzione (supermercati) e sono sempre gli stessi ad avere il 100% del potere mediatico per far diventare di moda, quasi obbligatoria, consumi e stili di vita e di abbigliamento che poi ti vendono.
Quando si decide cosa produrre, cosa importare, quando si ha il potere di orientare i consumi con la pubblicita’, quando si hanno le strutture e i negozi per vendere queste merci, ecco che il circuito e’ chiuso e la dittatura del capitale e’ totale e inattaccabile.
I politici non contano niente e nessuno, destra e “sinistra”, mette in discussione questa dittatura.
Come possiamo far diminuire i consumi di carne, come possiamo riformare l’agricoltura in senso biologico, sostenibile, poco idroesigente, se le decisioni alimentari li prendono i capi dei supermercati e non i saggi e gli scienziati?
Rispondiamo a questi quesiti!
Altrimenti tutte le analisi, anche le piu’ etiche e giuste, rimarranno solo sulla carta.
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RIDIAMARO : – )
IL PAPA IN FRANCIA INVITA A RIFLETTERE SUL VERO SIGNIFICATO DELLA LAICITA’…
BENE…
ALLORA, QUANDO SARKOZY SI RECHERA’ IN VATICANO E INVITERA’ IL PAPA A RIFLETTERE SUL VERO SIGNIFICATO DEL CATTOLICESIMO?
Maurizio
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L’ARTICOLO BELLO
Il gol dell’antipolitica
VITTORIO ZUCCONI
La ragione fondamentale per la quale ancora milioni di dementi come noi si appassionano al gioco del calcio in Italia, nonostante le bastonate sui denti e sulle teste, le truffe e la cialtroneria di chi lo gestisce, la bestialita’ di tanti tifosi (si’, tifosi anche i violenti, piantiamola con la giaculatoria del ‘quelli non sono tifosi’) si e’ vista per 95 minuti domenica sul campo di Genova. Non e’ questione di vittoria o di sconfitta, che puo’ avvenire ovunque a chiunque, basti pensare alla ridicola vittoria dell’Inter sul Catania grazie a due autogol, ma e’ la dimostrazione che in questo sport, come in altri sport di squadra, esiste un limite preciso e invalicabile alle balle, alle manipolazioni, al fumo che la societa’ dell’immagine e degli spot riesce a venderci in politica e in economia.
I governi possono produrre leggi fasulle, approvate soltanto per creare l’impressione che “si faccia qualcosa”, come quella insensatezza giuridica della legge Carfagna che punisce l’intenzione di commerciare in sesso senza spiegare come si possa dimostrare la contrattazione, se non a contratto consumato, come il vergognoso gioco delle tre cartine condotto attorno all’Alitalia per scaricare nelle tasche (bucate) degli italiani il fallimento lasciando ai portafogli dei privati i profitti o come questa riforma della scuola che non riforma nulla, ma si limita a tagliare il numero di insegnanti. In politica si puo’ far credere, con tecniche collaudate, che una graziosa signora governatrice di un stato semidisabitato (l’Alaska ha la popolazione di Genova disseminata su una superficie pari a sette volte quella italiana) e gia’ sindaco di un accampamento di 7 mila persone, come la Sarah Palin, possa avere le qualita’ e i titoli per essere presidente degli Stati Uniti d’America e controllare 6 mila e 500 testate nucleari e una forza armata di oltre un milione di uomini e donne in perenne stato di guerra.
Ma nel calcio, per quanto si possano comperare arbitri, chiuderli negli spogliatoi , distorcere il mercato dei piedi, non basta dire che una squadra e’ da scudetto, come fu fatto dal sempre incantevole geometra Galliani, perche’ lo sia. Non basta ingaggiare vecchie stelle del varieta’ con un vecchio repertorio di barzellette per divertire il pubblico. Non si possono mettere ciglia finta, trapiantare praticelli di peli sulla testa o mettere la calze autoreggenti a Maldini perche’ alla fine c’e’ quel maledetto rettangolo di erbetta spelacchiata che ogni tanto, non sempre, dice verita’ inoppugnabili e svergogna gli imbonitori e gli illusionisti.
In attesa di quelle verita’ assolute che da millenni gli sciamani ci promettono ma che noi umani stentiamo a vedere, lo sport, e persino il pallone italiano, ci propone qualche piccola verita’ oggettiva che chiunque, senza bisogno di dottorati o di studi teologici, riesce a afferrare. Ci dice che chi corre di piu’ ha piu’ probabilita’ di prendere la palla. Che avere un grande nome o un’illustre carriera alla spalle non ha mai fatto fare un gol o un passaggio a nessuno. Mostra come il nepotismo e la raccomandazione, che pure esistono, vadano a infrangersi contro la semplice evidenza del fatto che tu puoi anche essere il cocco del cardinale o dell’onorevole, ma se non riesci a marcare un attaccante, a parare un tiro, a realizzare un rigore, non durerai molto a lungo in una professione dove sei pagato a soldoni. I fannulloni, sul campo, perdono davvero il posto.
Non esiste giustizia, ovviamente, nella vita e neppure nel calcio, ed e’ ovvio che valga anche in queste battaglie simboliche la dura verita’ enunciata da Napoleone, secondo la quale “Dio sta dalle parte dei reggimenti che hanno piu’ cannoni” e se una squadra come l’Inter costa venti volte quello che costa il Catania o la Reggina, potra’ perdere qualche scaramuccia, ma alla fine vincera’ la guerra.
Esistono il campo, il piede, la gamba, la testa (a volta anche il cervello), la palla che va nel sacco o non ci va, cose materiali, visibili, tangibili, concrete. Le partite non sono assegnate per sondaggio di popolarita’ o per la capacita’ di un trequartista di raccontare barzellette ne’ per la simpatia di un portiere che sa incantare come un fachiro indiano l’attaccante entrato da solo in area.
Per quanti sforzi siano stati fatti per addomesticarlo, anche il calcio – come tutto lo sport – resta la forma piu’ elementare e diretta di espressione antipolitica, e di verita’ oggettiva, capace di separare, con la brutale democrazia del punteggio non modificabile da nessuna campagna elettorale, chi racconta frottole da chi sa mantenere quello che promette. Si puo’ fare credere ai gonzi che la guerra in Iraq sia stata “vinta”, ma non che il Milan abbia fatto sei punti in due partite. Non li ha fatti, punto e basta. Si puo’ sostenere che le citta’ siano piu’ sicure perche’ verranno arrestate un paio di battone e sentiremo la storia del solito “stimato professionista” che verra’ portato al commissariato per avere scambiato un segnale con una ragazza sul bordo del marciapiedi, ma non si puo’ sostenere che la Roma sia oggi una squadra forte e capace di vincere lo scudetto quando si squaglia in campo per due partite consecutive. Si puo’ vantare la resurrezione fittizia dell’Alitalia, ma non nascondere ai tifosi della Fiorentina la debolezza della sua difesa o dire che l’Atalanta, oggi in testa alla classifica con la Lazio, vincera’ il campionato. Lo sanno i suoi tifosi, lo sanno tutti. Sarebbe bello se accadesse, ma non accadra’. Chiaro e semplice.
Per questo, per ritrovare un lembo di verita’ nell’oceano di manipolazioni dentro il quale anneghiamo quotidianamente, restiamo pateticamente aggrappati a quella ciambella chiamata calcio.
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