Nuovo Masada

settembre 14, 2008

MASADA n. 786. 14-9-2009. Non ci sono piu’ le mezze stagioni

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:32 pm

(Nella foto la stampa lucida lo stivale del potere)

Fini si scopre antifascista – Agonia Alitalia – Distributori di latte crudo – La scuola bene comune – Razzismo di stato – Prostitute e lavavetri, elementi di distrazione di massa

Don Aldo
L’onnipresente Ministro Tremonti, tuttologo e tuttofare, in un dibattito organizzato dai giovani di AN ha confessato: “Non ho ideologia ma se mi si chiede dico: Dio, Patria e Famiglia”! Sic!
E questa non sarebbe ideologia?
Cosa sarebbe questa parola d’ordine del Ventennio?
Nutella spalmatutto o una sorta di protesi per handicappati mentali?
E allora, con Adriana Zarri dico a chiara lettere che “Dio mi sta bene, e anche la patria e la famiglia; ma il trilogismo Dio-Patria-Famiglia non mi sta piu’ bene. Dico no a quel dio usato come cemento nazionale, a quella patria spesso usata per distruggere altre patrie, a quella famiglia chiusa nel proprio egoismo di sangue. Non mi riconosco tra quei cittadini ligi e osservanti che vanno in chiesa senza fede, che esaltano la famiglia senza amore, che osannano alla patria senza senzo civico”.!
Pace e bene a tutti!
Aldo

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Gianfranco Fini:
Chi e’ democratico e’ a pieno titolo antifascista e la destra deve riconoscersi nei valori dell’antifascismo. I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata.
A Salo’ c’e’ stata buona fede, riconoscerla e’ in molti casi doveroso ma e’ altrettanto doveroso dire che non si puo’ equiparare chi stava da una parte e dall’altra. Onesta’ storica e compito di una destra che vuole fare i conti con il passato e’ dire che non e’ equivalente chi combatteva per una parte giusta e chi, fatta salva la buona fede, combatteva dalla parte sbagliata. La destra deve ribadirlo in ogni circostanza non per archiviarlo ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti. La destra politica italiana e a maggior ragione i giovani devono senza ambiguita’ dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori della nostra Costituzione, come liberta’, uguaglianza e solidarieta’ o giustizia sociale. Sono tre valori che hanno guidato il cammino politico e ribadire che la destra vi si riconosce e’ un atto doveroso. Se in Italia non e’ stato cosi’ agevole, e’ perche’ non c’e’ stata una destra in grado di dire che ci riconosciamo in pieno nei valori antifascisti. Quando ci si confronta con la storia serve la consapevolezza che un periodo storico va giudicato nel suo complesso, e il giudizio complessivo da parte della destra del periodo del fascismo storico, dal 1922 al 1945 deve essere negativo, in ragione della limitazione e poi della soppressione della liberta’
”.

Fini! Quanta ipocrisia! Si sta preparando a candidarsi Presidente del Consiglio.
Morto Enrico III privo di eredi, si trovo’ un candidato al trono di Francia ma era ugonotto. Allora pronuncio’ la famosa frase: “Parigi val bene una messa!” e si fece cristiano. Allo stesso modo oggi Fini si fa democratico. La Presidenza val bene una abiura.
Berlusconi, quando l’ha sentito, avra’ fatto corna.
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Alemmano con lo zucchetto
Monica c

Dividere il fascismo tra imperialismo normale, accettabile storicamente, e regime del male assoluto da rifiutare in toto, andando in visita con lo zucchetto ebraico in testa al sacrario di Gerusalemme, e’ un’operazione politica anguillesca, che solo dei politici di normale cinismo possono praticare. Non sappiamo che cosa si riprometta di ricavarne il sindaco neofascista di Roma. Forse di far credere ai suoi elettori l’impossibile, cioe’ di separare il fascismo dal suo Duce. Ma si tratta di un’operazione, non solo storicamente infondata, ma politicamente rischiosa, si tratta di far passare a un tempo la tesi di un Mussolini antisemita favorevole alla Soluzione Finale, ma di mascherare la cosa certamente peggiore del suo opportunismo, del fatto cioe’ che era disposto ad avallare la strage degli innocenti per stare dalla parte del piu’ forte. Un opportunismo confermato dai documenti storici che non giova certo al neofascismo.

Ancora un po’ e Fini ci diventa comunista.
Sta a vedere che l’unico fascista in Italia e’ Violante!
In quanto a Berlusconi, dice che ha piu’ chiavi di lettura. Mi sembra San Pietro con tutte queste chiavi.

Fini e’ uno spasso!
E ora chi glielo spiega alle teste rasate?
Si tatueranno sulla crapa “Sono antifascista e me ne vanto”?
Con questi movimenti bruschi, Fini rischia di slogarsi il collo?
Sempre che non glielo tiri qualcuno dei suoi…

LA SX CONVERGE VERSO DX
LA DX CONVERGE VERSO SX
e ambedue convergono verso il lucro
mentre a noi ce lo tirano in tasca entrambela chiamano democrazia bypartisan
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Agonia Alitalia
Viviana Vivarelli

La trattativa si sta esaurendo nella disperazione di tutti gli interessati.
Ora le tragedie che saltano agli occhi sono due.
La prima e’ il cinismo di Berlusconi che non ha esitato, per i suoi sporchi interessi elettorali, a gettare su lastrico 20.000 famiglie, giocando come un vero squalo disumano con la vita degli altri (del resto tutte le sue promesse elettorali si stanno rivelando fumo per allocchi, dal problema rifiuti che minaccia di trasformare in una infinita discarica questo paese senza che la trafila dei rifiuti sia minimamente affrontata, all’ICI che esce dalla finestra e rientra maggiorata dalla porta, al nucleare..)
Ma il 2° e gravissimo problema e’ la minaccia che si sta aprendo a qualunque lavoratore italiano, una minaccia inquietante e terribile: che in caso di deficit di un’azienda altre migliaia di lavoratori saranno sbattuti su una strada come Alitalia col ricatto di poter lavorare a meta’ stipendio, col 50% di esuberi, e l’azzeramento dell’anzianita’.
Questo criminale ha sabotato un tentativo di vendita che sarebbe stato infinitamente migliore del pateracchio che ha imbastito all’ultimo minuto, bluffando e inventando, e ora sta violando tutte le leggi esistenti, da quelle della Comunita’ Europea a quelle del libero mercato, dalla regola delle aste pubbliche ai diritti del lavoro. Si e’ comportato come un pirata che se ne frega di valori e diritti e i risultati ora sono questi.
Spero almeno che questo disastro crei una grossa crepa sotto il trono di infamita’ su cui e’ seduto.

Ultimo giorno. L’Alitalia ha 435 milioni di debiti e non un soldo in cassa, con la benzina non arriva a lunedi’. Non ci sono nemmeno i 3 milioni che questa compagnia brucia ogni giorno. Oggi deve essere un piacere prendere un aereo Alitalia senza la sicurezza che ci sia il pieno benzina.
In poche settimane Alitalia ha bruciato anche i 600 milioni di euro che hanno levato dalle nostre tasche. Quanti ne leveranno ancora per seguire le cazzate del Cavaliere? Per vantarsi poi in tv come tanti Giuda Iscariota che le mani nelle nostre tasche non e mettono.
Imprese militari, ponte di Messina, Vicenza, discariche, incineritori, centrali nucleari, aerei blu, un federalismo che non si sa quanto costa e chi lo paga e che lascia intatte piccole regioni, Province, enti locali inutili e comunita’ montane, e che raddoppia la PA senza garantire niente..sfasci e abusi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.. tanto sono tutti soldi nostri e bastano due slogan per far fesso il popolo. Le mani dalle nsotre tasche non le levano mai, altro che non metterle!
Cosa fara’ ora il Cavaliere col sindacato fascista dei piloti? A quanti gradi si chinera’ per compiacere 2000 fascistelli despoti? Quanti soldi presi dalle nostre tasche regalera’ ancora?
Che la trattativa si faccia o che non si faccia, quanto ci costeranno tutte le sue cazzate?
E’ talmente sul fondo del pozzo che Fini si proclama antifascista per assicurarsi la successione.
Montanelli diceva che Berlusconi era la feccia che risaliva il pozzo. Quanto ci mettera’ questa feccia a sprofondare nel pozzo con tutti i suoi miasmi?
Ed e’ a uno cosi’ che l’ha presa per il naso per 14 anni che la Lega continua a credere?
E’ e’ per uno cosi’ che la Lega si appresta a votare la distruzione della Giustizia e il premierato forte?
Ed e’ con uno cosi’ che Veltroni vuol dialogare?
Dobbiamo aspettare che tutto il paese finisca come Alitalia o che diventi una infinita discarica di munnezza, per liberarci di costui?
Ma in questo paese la ragione e’ proprio morta?

Insomma, giratela come volete, la disfatta Alitalia parte da 14 anni fa, esattamente da quando vince Berlusconi e le dirigenze Alitalia sono scelte dal duo Berlusconi-Bossi.
Prodi non ha frenato la frana ed e’ il secondo responsabile, ma Prodi ha governato 4 anni e gli altri 10 e con numeri parlamentari bulgari.
La stessa cosa si puo’ dire dell’entrata in crisi della scuola italiana.
E dell’uscita dal mercato delle principali aziende italiane: informatica, alimentari, chimica ecc. In questi 14 anni non abbiamo fatto che scendere nella classifiche internazionali su tutto, i salari e le pensioni sono rimasti fermi, il carovita e’ aumentato, la mafia e’ aumentata, la liberta’ di stampa e’ diminuita, la giustizia e’ peggiorata, il paese e’ impoverito.
Intendiamoci, io non dico che Prodi e’ meglio, dico che fra tutti hanno fatto a chi fa peggio ma la liberta’ di manovra e dunque la respomsabilita’ vede Berlusconi con piu’ poteri e le mani piu’ libere.
L’unica categoria in cui siamo cresciuti in Europa e’ la corruzione politica.
Verra’ in mente a qualcuno che ci sara’ qualcosa che non va nella gestione italiana del potere? O vogliamo continuare a illuderci che qui non ha colpe nessuno? Sto ascoltando Berlusconi alla Fiera del Levante che vanta i successi del suo governo, piu’ che ICI non sa dire, sembra un pappagallo, ICI..ICI.. ma l’ICI ormai e’ una buffonata che sara’ sostituita da una tassa maggiore. Ma ci vogliamo prendere in giro da soli?

L’Alitalia a un passo dal fallimento
Berlusconi impazzisce e da’ la colpa alla sinistra.

Peccato che il fallimento si debba ai piloti che come e’ noto sono di AN. Si vede che anche AN ora e’ di sinistra. Si e’ sdoganata troppo. A forza di spostarsi e’ finita a sinistra.
La sinistra storica ormai non si piu’ dove trovarla, sbuca dappertutto, e ovunque meno che all’opposizione, ma sempre gli rema contro.
L’ultimo pilota assunto dall’Alitalia e’ addirittura il figlio di Matteoli. Sara’ di sinistra pure lui.
La cordata era pronta, gli impiccati pure.
Ma la corda se la dovrebbe mettere al collo Berlusconi.
Ah, l’ICI…, lui e’ quello che tolto l’ICI e che ha tolto la monnezza dal centro di Napoli. Come dice una vignetta, con gli aerei e’ piu’ difficile, perche’ non si riesce a cacciarli sotto il tappeto.
Berlusconi deve essere santificato per questo, 20.000 disoccupati non contano, povero vecchio, non sta capito. E’ uno che fa i miracoli al contrario, tocca oro, esce merda.
Viva il “consociativismo aereo”! Viva le buste paga con 550 voci! I privilegi non si toccano!
I piloti avevano ben due sindacati, tutti e due di centrodestra. La sinistra non c’e’ nemmeno a cercarla col lumicino. Ma Berlusconi attacca la sinistra. Dopo le toghe rosse abbiamo le cloches rouges? Nell’AMPAC?!? Ma chi vuole far fesso?
E ora a chi tocchera’ ripetere il miracolo Alitalia? Ai dipendenti della Telecom? Alle Ferrovie dello Stato, alle Poste sia pur privatizzate?
All’uomo del miracolo i miracoli piovono sempre in tasca, le sue, non le nostre.
Avanti a chi tocca! L’uomo del miracolo ha fatto bing!
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Gli abusi e i privilegi di cui alcuni godono in Alitalia diversamente dai loro analoghi in Europa ha destato il disprezzo generale alienando molti cittadini della difesa di certe categorie. Dobbiamo ritenere che i lavoratori Alitalia, e i piloti di piu’, debbano di diritto appartenere a una categoria protetta per favorire la quale e’ lecito svenare lo Stato concedendo ogni sorta di privilegi e alimentando ogni tipo di abusi, mentre lavoratori di altre categorie prima non hanno goduto nemmeno dei diritti minimali che spettano a ogni lavoratore e dopo sono falcidiati senza pieta’ e senza la commiserazione dei giornali e le collette private?
Oggi molti lavoratori Alitalia rischiano di vedersi abbassare lo stipendio a 750 € al mese. Li difendiamo solo perche’ e’ chiaro che siamo passati da un eccesso a un difetto
Aristotele diceva che il giusto sta nel mezzo, ma in Italia ci si divide sempre tra estremi: categorie superprotette ed esose come i piloti o i dirigenti, altre sfruttate come quelle dei dipendenti comuni o precari.
Tuttavia dobbiamo fare uno sforzo per parteggiare per i dipendenti Alitalia, specie se abbiamo viaggiato per molto tempo e per troppo, come consumatori, siamo stati angariati da disservizi, scioperi, ritardi,disagi in assurde sale di attesa, silenzi, non spiegazioni, furti sui biglietti, scomparsa di bagagli, mancati rimborsi, non informazione, palese cattiva volonta’ di tutti gli operatori. Operatori che fino a ieri se ne sbattevano delle nostre lamentele considerandosi e non a diritto categoria protetta e dunque prevaricatrice.
Ma il lavoro e’ lavoro, e vedere come interi settori di servizi sono caduti in basso anche per la complice criminalita’ dei vari governi ci fa male. L’Italianita’ e’ un valore che si difende ovunque e la puo’ difendere l’operatrice dei gabinetti come il pilota alla cloche, il capo di un sindacato come il Ministro del Lavoro. Non serve la bandierina. Un paese e’ civile quando tutti sono civili, e, per l’Alitalia, su questa civilta’ generalizzata non ci giurerei. Viaggiare in aereo e’ sempre una tortura per l’inefficienza, il ladrocinio, il disservizio, il menefreghismo di troppi
Quello che avviene sotto i nostri occhi e’ la fine di ogni repubblica e di ogni democrazia e rallegrarsi delle toppe che un cattivo governo non e’ ancora riuscito a mettere su una questione gestita al peggio non dovrebbe davvero portare a rallegramenti
Ribadiamo percio’ il nostro schifo sul lecchinaggio che abbiamo sentito dai parlamentari berlusconiani.
In quanto all’indecente Bonnani che rideva sotto i fischi, ben protetto dalla polizia.. Ma che aveva da ridere l’idiota?
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Mappa dei distributori di latte crudo

Ci sono 809 distributori di latte crudo, dislocati in 67 province.
Seleziona la tua
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E’ latte che non ha subito trattamenti termici:
crudo, intero e genuino, saporito, cremoso, vivo, con tante vitamine, buonissimo, col vero sapore che aveva il latte una volta e costa meno
Puoi trasformare il tuo cappuccino, ogni dolce, ogni preparazione che richieda latte
Fa bene agli anziani a ai bambini
Conserva tutte le proprieta’ naturali
E’ cremoso e dal gusto intenso
Costa meno del latte che trovi nei supermercati
Ci puoi fare da solo in modo semplice e con divertimento dell’ottima ricotta
Comporta vantaggi ambientali:
Meno camion sulle strade! Il latte crudo non viene trasportato per chilometri e chilometri, viene da vicino a te
Meno rifiuti! Il latte crudo non e’ impacchettato (puoi andarlo a prendere con la tua bottiglia in vetro, lavabile e riutilizzabile)
Nessuno spreco! Il latte non erogato dai distributori dopo 24 ore viene utilizzato per fare la ricotta e altri formaggi
Fa bene agli allergici
Il latte crudo non pastorizzato e’ un alimento pressoche’ completo. Contiene in quantita’ varie proteine anti-microbiche e altri agenti anti-infettivi importanti per fornire una protezione ai bambini e per limitare lo sviluppo dei batteri nella versione in bottiglia o in cartone che compriamo.

www.biola.it/benefici-del-latte-crudo.aspx
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Yankee de mierda (Ugo Chavez)
Paolo De Gregorio

Finalmente, invece dei viscidi bizantinismi diplomatici, si ode dall’America Latina qualche parola autentica, che definisce il ruolo degli Usa, che continuano, come nel resto del mondo, ad intromettersi negli affari interni di altri paesi, cercando di creare situazioni a loro gradite, appoggiando golpisti e dittatori, in una storia che comincia nel 1973 con il colpo di stato in Cile, appoggiato appunto da quelle mierde di americani, contro il presidente Allende, democraticamente eletto.
Un ex dipendente del Dipartimento di Stato, William Blum, nel suo libro “Con la scusa della liberta’”, ci parla diffusamente dei colpi di stato programmati in America Latina, del ruolo dei servizi segreti, addirittura dell’addestramento a Fort Benning, negli Usa, di ufficiali di paesi latino-americani sul come torturare e creare disordini,
La gloriosa storia delle ingerenze in America Latina continua oggi cercando di destabilizzare Bolivia e Venezuela i cui governi hanno finalmente deciso di espellere gli ambasciatori Usa dal loro territorio, dove stanno portando soldi e consigli per rovesciare regimi ritenuti ostili.
Anche l’Argentina e l’Honduras sono sotto l’attenzione di Bush, e in queste ore stanno pensando di espellere anche essi gli ambasciatori statunitensi.
Credo proprio che per far finire per sempre questa inaudita e vigliacca prepotenza degli Usa si dovrebbero accelerare alcune decisioni da parte dei piu’ importanti paesi latino-americani, Brasile in testa, per fare una Confederazione di tutti i paesi sud-americani, tipo UE, che parli con una voce sola, abbia una sola moneta e si integri economicamente e politicamente, e soprattutto che tutte le materie prime, petrolio venezuelano per primo, non vengano piu’ vendute agli Usa, men che meno il biocarburante che il presidente brasiliano Lula si era impegnato a fornire nell’ultima visita di Bush, e che tutte le proprieta’ degli Usa vengano nazionalizzate come risarcimento dei decennali eccidi compiuti dai dittatori appoggiati dalla Casa Bianca e dal Pentagono.
Cacciare per sempre i nord-americani dalla America Latina significa avere un futuro per quelle popolazioni. D’altronde sarebbe una risposta a quel muro d’acciaio, che nessuno ricorda, costruito dagli yankee ai confini con il Messico, che diventi invalicabile anche per chi l’ha costruito, e ognuno si faccia il proprio destino a casa propria.
L’incredibile, cinquantennale, embargo verso Cuba e’ un provvedimento contro una nazione che non poteva minacciare in alcun modo gli Stati Uniti, eppure lo presero solo per odio politico di fanatici religiosi intolleranti, che non ammettono democraticamente che vi possono essere organizzazioni sociali diverse dal capitalismo. La giusta risposta, simmetrica, deve essere quella di non avere piu’ rapporti di alcun tipo con gli Usa, restituendo pan per focaccia, una sorta di contrappasso storico, in cui si restituisce quello che si e’ subito.
Spero proprio che la strada sia questa, anche se costera’ sacrifici, ma niente di cio’ che conta si ottiene facilmente.
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La scuola, bene comune
Parla il forum insegnanti
Olivia Fiorilli-Carta – quotidiano online
www.carta.org

Il network telematico di docenti insiste sul bisogno di considerare la difesa della scuola pubblica parte della lotta per la difesa dei beni comuni. Le risposte collettive alle domande di Carta.
Il Forum Insegnanti e’ una web community [www.foruminsegnanti.it] di docenti di tutta Italia. Un collettivo redazionale cura le rubriche informative del sito che spaziano dalla politica scolastica alla rassegna stampa. L’impegno del forum non si esaurisce nell’attivita’ in Rete, ma prosegue con l’organizzazione di eventi: ha promosso e partecipato a varie iniziative del movimento della scuola ed ha contribuito a promuovere la legge di iniziativa popolare per una buona scuola. In collaborazione con il prof. Rolando Dondarini dell’Universita’ di Bologna, un anno fa, il forum e’ stato promotore di una tavola rotonda sul tema dei programmi scolastici, nell’ambito della Festa della Storia. Dalla discussione e’ scaturito «il manifesto per la riconquista dei programmi nazionali e la difesa della liberta’ d’insegnamento» sottoscritto da molti accademici e docenti. In questi giorni il forum insegnanti sta promuovendo la petizione «scuola pubblica, un bene comune in grave pericolo», che si puo’ firmare sul loro sito. Abbiamo parlato con loro della petizione e dei rischi della riforma Gelmini.
Quali saranno le conseguenze delle riforme e dei tagli del governo per la scuola pubblica?
Saranno falcidiati circa 150 mila posti di lavoro in tutti gli ordini di scuola e conseguentemente si abbassera’ la qualita’ dell’istruzione. Saranno chiusi migliaia di istituti nei piccoli centri e non solo, si avranno classi piu’ numerose dappertutto, meno ore di lezione per gli studenti e meno sostegno per gli alunni disabili, il tempo pieno scomparira’. In compenso le scuole saranno trasformate in fondazioni e governate dal dirigente che potra’ assumere direttamente i dipendenti, senza il passaggio per pubblico concorso, e da un consiglio di amministrazione controllato da soggetti privati, con la conseguente perdita della liberta’ di insegnamento garantita dalla Costituzione. Dietro la copertura dei proclami populisti e restauratori della Gelmini [grembiulini, voti, condotta, etc], che peraltro non hanno il minimo fondamento pedagogico – vedi ad esempio il ritorno al maestro unico assolutamente fuori dal tempo nella societa’ complessa del XXI secolo – si nasconde, nemmeno poi tanto, l’intento di distruggere la scuola statale, come del resto sta avvenendo per tutti i beni pubblici. La scuola ha bisogno di investimenti per ristrutturare edifici fatiscenti, di aule attrezzate per i laboratori, di palestre; deve inoltre attrezzarsi per accogliere i sempre piu’ numerosi studenti «stranieri» per i quali e’ necessario l’ausilio di mediatori linguistico-culturali. Come sara’ possibile tutto questo in classi sovraffollate e senza finanziamenti?
Di fronte al virulento attacco operato dal governo attraverso una serie di provvedimenti volti a trasformare la scuola pubblica in un sistema aziendalistico-feudale e a snaturarne la funzione costituzionale, crediamo occorra una reazione forte e determinata da parte di tutti i cittadini, non solo dei diretti interessati, poiche’ la scuola e’ un bene comune di tutti e il disegno che oggi la colpisce e’ un’articolazione di una piu’ vasta strategia di attacco ai beni comuni in generale. Al momento quindi il nostro maggiore impegno sara’ quello di diffondere l’appello nelle scuole e tra i cittadini e di costituire o rafforzare legami con altre realta’ di movimento che possano tradursi in azioni concrete di mobilitazione.
Nell’appello connettete la difesa della scuola pubblica a quella per i beni comuni: come si possono unire queste lotte?
Nella scuola si educano gli alunni al rispetto dell’ambiente, ai valori di solidarieta’, al rispetto delle diversita’, al primato della pace, alla difesa dei beni comuni. E’ importante che si diffonda simmetricamente la consapevolezza nella societa’ che la scuola e’, a sua volta, un bene comune inalienabile. Esistono gia’ reti di mutuo soccorso per la difesa dei beni comuni al cui interno operano anche soggetti che provengono dal mondo della scuola, si tratta quindi di trovare strumenti e forme di coordinamento a partire da un reciproco scambio di notizie che puo’ avvenire attraverso la rete telematica ma anche con banchetti informativi o volantini. Sull’attivita’ dei movimenti incombe spesso il silenzio stampa, o peggio, la distorsione dell’informazione, quindi un primo livello di interazione dovrebbe consistere nell’individuare le manipolazioni e gli interessi sottesi. Allora non sara’ difficile comprendere che il disegno che colpisce la scuola e’ un’articolazione di quello
complessivo di stampo autoritario che usurpa i diritti dei lavoratori e aggredisce i beni comuni. Questa consapevolezza e’ la premessa necessaria per costruire la solidarieta’ nelle lotte.
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Fabio Disti
Roma, 9 set. (Apcom) – I docenti precari della scuola non hanno nessuna intenzione di accettare un’eventuale offerta di lavoro nel comparto del turismo, proposta oggi rilanciata anche dal sottosegretario al turismo, Michela Brambilla: a dichiararlo ad Apcom e’ Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief – l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione – secondo il quale “questa soluzione rappresenterebbe una errata modalita’ per ricollocare dei lavoratori vincitori di concorso e pluri-specializzati che nella vita hanno investito tanto per fare l’insegnante: ora che sono arrivati al traguardo gli viene pero’ detto che faranno gli operatori turistici”.
In Italia sono inserite nelle graduatorie ad esaurimento circa 300 mila docenti abilitati vincitori di almeno un concorso pubblico. Per quelli che non riusciranno ad essere assorbiti dal sistema istruzione, anche a seguito dei forti tagli previsti nei prossimi tre anni pari a circa 85 mila posti di soli docenti, vi e’ ora la prospettiva di svolgere mansioni nel settore del turismo. Numeri alla mano, pero’, per molti di loro l’alternativa sarebbe la disoccupazione.
Secondo Pacifico si e’ arrivati a questa eventualita’ solo perche’ gli investimenti fatti dai governi, in particolare quest’ultimo, per l’istruzione sono troppo bassi: “rispetto alla media europea – ricorda il presidente Anief – il nostro paese destina alla scuola l’1,2% di Pil in meno. Significa che non occorre fare nessuna ‘razionalizzazione’ o di tornare al maestro unico”.
Oggi all’interno di rapporto annuale elaborato dall’Ocse e’ stato sottolineato come l’Italia ha dei livelli di spesa in linea con la media dei paesi industrializzati solo per i primi gradi, primaria e secondaria primo grado, ma valori nettamente piu’ bassi sui livelli piu’ elevati, fino all’universita’.
Beppe! Ti immagini un laureato in Fisica a fare la guida turistica?!?! Ma cose da uscire pazzi!
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L’italiana del Big Bang

Fabiola Gianotti guidera’ 2.500 scienziati
COINVOLTI 600 RICERCATORI ITALIANI – La storia dell’LHC e’ la storia di Fabiola e di una grande aspirazione materializzata. «Avevo appena conquistato il dottorato all’Universita’ di Milano nel 1990 quando entrai al Cern studiando uno strumento che sarebbe stato installato sull’esperimento Atlas». L’impresa, per arrivare all’LHC, e’ stata lunga e gigantesca perche’ ha richiesto passi avanti nella tecnologia (come i magneti superconduttori costruiti da Ansaldo-Finmeccanica congelati a 271 gradi sotto zero), nella scienza e un robusto finanziamento di quattro miliardi di euro. L’Italia partecipa attraverso l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) per una quota del 10 per cento coinvolgendo 600 ricercatori italiani. Ora il traguardo si sta tagliando. E anche Fabiola, grazie ai risultati che otteneva, da semplice ricercatrice rappresentante dell’Infn macinava posizioni sempre piu’ elevate. A Parigi era eletta nel comitato scientifico del Consiglio nazionale delle ricerche francese, a Chicago (Usa) entrava a far parte del comitato supervisore del Fermilab, il piu’ celebre centro di ricerca fisica americano. E nel 2004 entrava nei record del Cern come la prima donna ad essere nominata vice coordinatrice di Atlas: ora lo dirige. «La prospettiva e’ eccitante perche’ saro’ alla guida di un gruppo di 2500 scienziati… SEGUE
www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_settembre_07/big_bang_cern_e8a51096-7d14-11dd-ba5e-00144f02aabc.shtml
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Fabio Castellucci

L’universita’ italiana, fino agli anni 90, era in grado di formare gente del genere.
Ma i “geni del merito” (Mussi, Berlinguer fratello, Moratti, Gelmini, Buttiglione, D’Onofrio e MERDA elencando) hanno pensato:
SE CONTINUIAMO A SFORNARE GENTE CAPACE, CHE SA FARSI VALERE, PERDIAMO IL CONTROLLO!
E HANNO DECISO DI AMMAZZARE SCUOLA ED UNIVERSITA’!
QUESTO e’ IL SOLO SENSO DELLE SUCCESSIVE “RIFORME”!!
ORA SFORNIAMO SOLO POMPINARE!

Caro Fabio, e che ti potevi aspettare da gente che a capo dell’Enea ci ha messo un elettricista, licenziando un Nobel?
Nel parlamento europeo ci mando’ un diplomato per posta alla scuola Elettra aiutato dal cognato ferramenta.
Ha affidato il Ministero del Lavoro a un suonatore di clarino.
Ha fatto cambiare la Costituzione da un odontotecnico.
E come ministri ha preso una pornostar e una trentacinquenne lavativa e ammanicata?
Sara’ che la cultura non conta..
ma i risultati si vedono .
Viviana
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Citando Lec, dovremmo essere ottimisti. Il governo Berlusconi era esattamente quella canaglia che avevamo pensato
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Otturazioni
Viviana

Mi spiace per l’Espresso. Fara’ la stessa fine dell’Unita’. Peccato perche’ avra’ scritto anche delle sciocchezze come attribuire il costo del pane ai biocarburanti o far da vetrina a beni di lusso e ristoranti a sette stelle, pero’ ogni tanto faceva qualche bell’inchiesta seria, cosa considerata ormai archeologia cognitiva tra le veline del potere. Ora immagino che le belle denunce, i dati, le cifre, spariranno. Un’altra cosa che sara’ veltronizzata.
Questo Veltroni di cose positive ne ha fatte poche. Ma e’ responsabile di parecchie estinzioni. Piu’ che un attivista un distruttivista. Becchino, per dirla in soldoni.
Sempre parafrasando Lec: per otturare la finestra sul mondo i nostri giornali vanno benissimo.
I partiti di sinistra idem.
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Mafia
Lec:
Al momento del confronto il cadavere non ha saputo riconoscere il proprio assassino

Cento giovani ballerini che in Sicilia dovevano dare testimonianza antimafia in una manifestazione ludica mancarono con giustificazione scritta dai genitori.
..
Che la prima carica dello Stato abbia un consigliori mafioso
Che la seconda carica dello Stato abbia amici mafiosi
Che la terza carica dello Stato sia disposta a vendere le sue radici storiche per mafia
Che come eroe nazionale sia citato uno spacciatore mafioso che non ha spifferato
Che l’isola piu’ frequentata dalla mafia le abbia dato la piu’ alta percentuale di voto mafioso
Che come Ministro della Giustizia ci sia un bamboccio che fa favori alla mafia
Che persino la Lega abbia ritirato tutte le sue accuse alla mafia
Che l’opera pubblica piu’ costosa di questo Governo sia un ponte richiesto dalla mafia…
Che persino la Lega venga a patti con Lombardo
Beh, qualche dubbio ci dovrebbe venire su cosa sia questo Popolo delle liberta’
..
C’e’ qualcuno che si ricorda i 10 (o erano 12?) punti del programma che Berlusconi firmo’ per gli italiani? Che so, diminuzione delle tasse, aumento delle pensioni minime, un milione di disoccupati in meno.. Quali erano le altre cianfrusaglie?
Berlusconi Silvio, laurea in pubblicita’, qualcuno sa il titolo dell’emerita tesi? Come gabbare meglio “i consumatori” con 360 denti e una faccia di bronzo?
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Razzismo di Stato
Doriana Goracci

Si erano fermati fuori del paese, vicino Verona, solo per mangiare. Sono stati picchiati, sequestrati e torturati dai carabinieri per ore. La loro testimonianza
Venerdi’ 5 settembre 2008, ore 12. Tre famiglie parcheggiano le roulotte nel piazzale delle giostre a Bussolengo [Verona]. Le famiglie sono formate da Angelo e Sonia Campos con i loro cinque figli [quattro minorenni], dal figlio maggiorenne della coppia con la moglie e altri due minori, infine dal cognato Cristian Udorich con la sua compagna e i loro tre bambini. Tra le roulotte parcheggiate c’e’ gia’ quella di Denis Rossetto, un loro amico. Sono tutti cittadini italiani di origine rom.
Quello che accade dopo lo racconta Cristian, che ha trentotto anni ed e’ nato a San Giovanni Valdarno [Arezzo]. Cristian vive a Busto Arsizio [Varese] ed e’ un predicatore evangelista tra le comunita’ rom e sinte della Lombardia. Abbiamo parlato al telefono con lui grazie all’aiuto di Sergio Suffer dell’associazione Nevo Gipen [Nuova vita] di Brescia, che aderisce alla rete nazionale «Federazione rom e sinti insieme».
«Stavamo preparando il pranzo, ed e’ arrivata una pattuglia di vigili urbani – racconta Cristian – per dirci di sgomberare entro un paio di ore. Abbiamo risposto che avremmo mangiato e che saremmo subito ripartiti. Dopo alcuni minuti arrivano due carabinieri. Ci dicono di sgomberare subito. Mio cognato chiede se quella era una minaccia. Poi cominciano a picchiarci, minorenni compresi».
La voce si incrina per l’emozione: «Hanno subito tentato di ammanettare Angelo – prosegue Cristian – Mia sorella, sconvolta, ha cominciato a chiedere aiuto urlando ‘non abbiamo fatto nulla’. Il carabiniere piu’ basso ha cominciato allora a picchiare in testa mia sorella con pugni e calci fino a farla sanguinare. I bambini si sono messi a piangere. E’ intervenuto per difenderci anche Denis. ‘Stai zitta puttana’, ha urlato piu’ volte uno dei carabinieri a mia figlia di nove anni. E mentre dicevano a me di farla stare zitta ‘altrimenti l’ammazziamo di botte’ mi hanno riempito di calci. A Marco, il figlio di nove anni di mia sorella, hanno spezzato tre denti… Subito dopo sono arrivate altre pattuglie: tra loro un uomo in borghese, alto circa un metro e settanta, calvo: lo chiamavano maresciallo. Sono riuscito a prendere il mio telefono, ricordo bene l’ora, le 14,05, e ho chiamato il 113 chiedendo disperato all’operatore di aiutarci perche’ alcuni carabinieri ci stavano picchiando. Con violenza mi hanno strappato il telefono e lo hanno spaccato. Angelo e’ riuscito a scappare. E’ stato fermato e arrestato, prima che riuscisse ad arrivare in questura. Io e la mia compagna, insieme a mia sorella, Angelo e due dei loro figli, di sedici e diciassette anni, siamo stati portati nella caserma di Bussolengo dei carabinieri».
«Appena siamo entrati,erano circa le due – dice Cristian – hanno chiuso le porte e le finestre. Ci hanno ammanettati e fatti sdraiare per terra. Oltre ai calci e i pugni, hanno cominciato a usare il manganello, anche sul volto… Mia sorella e i ragazzi perdevano molto sangue. Uno dei carabinieri ha urlato alla mia compagna: ‘Mettiti in ginocchio e pulisci quel sangue bastardo’. Ho implorato che si fermassero, dicevo che sono un predicatore evangelista, mi hanno colpito con il manganello incrinandomi una costola e hanno urlato alla mia compagna ‘Devi dire, io sono una puttana’, cosa che lei, piangendo, ha fatto piu’ volte».
Continua il racconto Giorgio, che ha diciassette anni ed e’ uno dei figli di Angelo: «Un carabiniere ha immobilizzato me e mio fratello Michele, sedici anni. Hanno portato una bacinella grande, con cinque-sei litri di acqua. Ogni dieci minuti, per almeno un’ora, ci hanno immerso completamente la testa nel secchio per quindici secondi. Uno dei carabiniere in borghese ha filmato la scena con il telefonino. Poi un altro si e’ denudato e ha detto ‘fammi un bocchino’».
Alle 19 circa, dopo cinque ore, finisce l’incubo e tutti vengono rilasciati, tranne Angelo e Sonia Campos e Denis Rossetto, accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Giorgio e Michele, prima di essere rilasciati, sono trasferiti alla caserma di Peschiera del Grada per rilasciare le impronte. Cristian con la compagna e i ragazzi vanno a farsi medicare all’ospedale di Desenzano [Brescia].
Sabato mattina la prima udienza per direttissima contro i tre «accusati», che avevano evidenti difficolta’ a camminare per le violenze. «Con molti familiari e amici siamo andati al tribunale di Verona – dice ancora Cristian – L’avvocato ci ha detto che potrebbero restare nel carcere di Verona per tre anni». Nel fine settimana la notizia appare su alcuni siti, in particolare Sucardrom.blogspot.com. La stampa nazionale e locale non scrive nulla, salvo l’Arena di Verona. La Camera del lavoro di Brescia e quella di Verona, hanno messo a disposizione alcuni avvocati per sostenere il lavoro di Nevo Gipen.
di Gianluca Carmosino (Carta)
..
CARTA D’IDENTITA’

Scrivi!
Sono un arabo
E la mia carta d’identita’ e’ il numero cinquantamila.
Ho otto figli
E il nono arriva dopo l’estate.
Ti arrabbierai?

Scrivi!
Sono un arabo. Ho un nome senza titolo.
Paziente in un paese
dove la gente e’ furibonda.
Le mie radici
sono affondate prima della nascita del tempo
prima dell’aprirsi delle ere
prima dei pini e degli ulivi
prima che crescesse l’erba

Scrivi!
Sono un Arabo.
Avete rubato i frutteti dei miei avi
e la terra che ho coltivato
insieme ai miei figli.
Ci avete lasciato niente
tranne questi sassi.
Lo Stato vorra’ anche questi
come ci e’ stato detto?
Percio’!
Scrivi in cima alla prima pagina:
Non odio la gente,
ne’ la invado.
Ma se mi affamano
la carne dell’usurpatore sara’ il mio cibo.
Guardati…
Guardati
Dalla mia fame
E dalla mia ira.

Mahmud Darwish
….
Prostitute e lavavetri, elementi di distrazione di massa
Viviana Vivarelli

Una cosa dobbiamo dirla.
I sindaci sceriffo, scoperto che potevano legiferare multe a go go, si sono fatti prendere dall’orgasmo multifero e hanno previsto caterve di multe per ogni sorta di sciocchezza, mostrando quanto e’ ridicola la pirlocrazia in assetto di guerra, e soprattutto al nord, e soprattutto nei comuni leghisti, e gia’ questa esemplificazione del potere al territorio ha fugato qualunque speranza che federalismo e’ bello.
Ma non ha scherzato nemmeno la Iervolino a Napoli che vieta di fumare nei parchi pubblici, o Cofferati a Bologna che ce l’ha col piercing.
Ma poi… a un mese di distanza, quante sono le multe realmente effettuate? Una decina.
All’incongruenza degli sceriffi ha fatto da correttivo il buon senso delle guardie comunali
A volte certo esagerano, come a Napoli dove una multa non te la danno nemmeno se giri in 3 senza casco su un motorino.
Siamo il solito paese dove i proclami sono da elefante e gli effetti da zanzara, peccato che ci sia chi resta fisso sui proclami e li crede realizzazioni vere. Bamba!
Ma quale correttivo sara’ da applicare alla totale idiozia di questi indecenti membri del Governo che vogliono penalizzare prostitute e clienti, lavavetri e writing, clandestini e islamici.. ? Mentre poi lasciano crescere indisturbate mafia e camorra, fanno affari con la corruzione, trasformano Parlamento e Governo nel regno dei delinquenti impuniti o delle loro puttane, ingorgano tribunali e carceri al punto che se arriva un processo in piu’ scoppiano, mantengono 3 gradi di giudizio che manderebbero libero il mostro di Londra, e, come non bastassero le prescrizioni, pensano gia’ a una riforma strozzamagistratura mentre i condoni sono ormai semestrali?
Colpire il piccolo per proteggere il grosso?
Decentrare sul microcrimine per tenere ben protetto il macro?
Sembra il motto della Lega. E mai che si vergognassero! Non si riesce nemmeno a credere che si possa essere piu’ malsani! Ma finche’ alla pirlocrazia dei pubblici poteri fa riscontro la pirlosudditanza delle masse…
.. ….
Oggi il popolo della Lega esulta per il federalismo

Ma de che?
Piu’ si va avanti, piu’ il progetto federalista di Calderoli fa crescere i soldi a Roma ladrona e alla Sicilia mafiosa, che, se non erro, fa parte di quei terroni fin qui insultati a morte dai leghisti. E ora proprio alla Sicilia andra’ la maggior parte delle accise sulla benzina, mentre alla Roma fascista va ogni sorta di sovvenzione.
Ma quante volte si e’ chinato Bossi alle priorita’ di Berlusconi?
Oggi Bossi celebra il rito dell’ampolla.
Bossi! Guarda se quando ti chini con l’ampolla ti ci affoghi nel dio Po!
……
Corto Maltese (bloggher)

Oggi sono state perquisite dalla Guardia di Finanza la redazione de L’Espresso e le abitazioni dei giornalisti Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi. Sono stati sequestrati documenti e computer dei giornalisti. La perquisizione e’ stata ordinata dopo la pubblicazione sull’Espresso dell’inchiesta sui rifiuti tossici in Campania. Nell’inchiesta sono riportate le confessioni di Gaetano Vassallo, boss e imprenditore che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici pagando politici e funzionari. Vassallo chiama in causa in particolare il sottosegretario all’Economia dell’attuale governo, Nicola Cosentino (quello che stava a fianco di Berlusconi nella sua ultima gloriosa sortita a Napoli per intenderci), oltre a una nutrita schiera di sindaci e manager degli enti locali campani.
..
RIDIAMARO : – )

E’ IL COLMO!
IN QUEST’ITALIA VA A PUTTANE PURE LA PROSTITUZIONE!!!

 www.giuda.it
..
Edo Hard
gli antichi sostenevano che:
IL PEGGIO DEVE SEMPRE VENIRE
(infatti dopo bossi-padre,il bossi-figlio)
..
Marco Folli

QUANTO GUADAGNA UN PILOTA ALI TAGLIA ?
1.947 anno di nascita della compagnia
20.575 dipendenti
4.170.000 euro capitale sociale
49,9% quota di capitale detenuta dal ministero dell’Economia
177 aeroplani nella flotta
2.950 voli settimanali
102 aeroporti raggiunti
23.900.000 passeggeri nel 2005
10.250 euro stipendio di un pilota Alitalia (*)
6.750 euro stipendio di un pilota AirOne (*)
3.400 euro stipendio di un assistente di volo Alitalia (**)
2.200 euro stipendio di un assistente di volo AirOne**
(*) Retribuzione mensile lorda 2005 di un comandante con 10 anni di anzianita’ e 60 ore/volo mensili
(**) Retribuzione mensile lorda 2005 di un assistente di volo con 7 anni di anzianita’ e 60 ore/volo
Dati Alitalia
CMQ VADA SE FALLISCE MI COMPRO AEREI A ZERO LIRE !
E MI SCELGO I PILOTI CHE VOGLIO !
SONO STATO CHIARO ?

LA STORIA INSEGNA, COME PER I PIGNORAMENTI, CASE, AUTO, CAPANNONI, NON SI ASPETTA L’ORA CHE VADA ALL’ASTA PER PAPPARSI TUTTO AD UNA SEGA
SU QUESTI MOLTI UOMINI HANNO FATTO E FANNO LE LORO FORTUNE E LO SANNO BENE.
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Nei sondaggi di Repubblica
Il piano svuota carceri non piace al 67% dei partecipanti
Il voto agli immigrati va bene al 57%
Il 72% e’ d’accordo col test droga-alcool agli automobilisti
62% con esami guida piu’ severi e inasprimento di pene
Il 66% e’ contro i militari nelle citta’
Il 97% vorrebbe il testamento biologico
Il 67% vuole scioperare contro Berlusconi
Il 93% vuole intercettazioni anche per reati economici o della PA
L’88% vuole abolire la legge Merlin
L’84% non vuole il Ponte di Messina
Il 51% da’ al governo Berlusconi un voto tra zero e 2
Il 66% vuole abolire le trasferte dei tifosi

Ma la cosa gravissima e’ che malgrado la sfiducia nel Governo, una percentuale altissima di partecipanti continua a ritenere che il premierato forte a diretta elezione popolare sarebbe un bene. Se non e’ schizofrenia questa…!
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I CAPITALI SI SPOSTANO
LA POVERTA’ RIMANE
Piero
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Trucchi e segreti della casta volante
Sergio Rizzo

Politici, manager, calciatori. La saga della compagnia. Anche una commissione a 8 per scegliere i nomi degli aerei
C’era una volta una compagnia aerea che perdeva 25 mila euro l’anno per ognuno dei suoi dipendenti. Che aveva 5 (cinque) aerei cargo sui quali si alternavano 135 (centotrentacinque) piloti. Che arrivo’ ad avere un consiglio di amministrazione composto di 17 poltrone: tre per i sindacalisti e una assegnata, chissa’ perche’, al Provveditore generale dello Stato, l’uomo incaricato di comprare le matite, le lampadine e le sedie dei ministeri.
Che istitui’ perfino una commissione di otto persone per decidere i nomi da dare agli aeroplani: e si possono immaginare i dibattiti fra i sostenitori di Caravaggio e quelli di Agnolo Bronzino. Che in vent’anni cambio’ dieci capi azienda, nessuno uscito di scena alla scadenza naturale del suo mandato. E che negli ultimi dieci anni ha scavato una voragine di tre miliardi chiudendo un solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una gigantesca penale che i preveggenti olandesi della Klm preferirono pagare pur di liberarsi dal suo abbraccio mortale.
C’era una volta, appunto. Perche’ una cosa sola, mentre scade l’ultimatum di Augusto Fantozzi, e’ certa: quella Alitalia li’ non c’e’ piu’. La corsa disperata di cui parlo’ Tommaso Padoa-Schioppa quando ancora confidava di poter passare la patata bollente ad Air France, dicendo di sentirsi come «il guidatore di un’ambulanza che sta correndo per portare il malato nell’unica clinica che si e’ dichiarata diposta ad accettarlo», e’ comunque finita. E con quell’ultimo viaggio, fallito in modo drammatico, si e’ chiusa un’epoca. Con un solo rammarico: che la parola fine doveva essere scritta molti anni prima. Se soltanto i politici l’avessero voluto.
Gia’, i politici. Ricordate Giuseppe Bonomi? Politico forse sui generis, leghista e oggi presidente della Sea, ora ha chiesto all’Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perche’ la compagnia ha deciso di lasciare l’aeroporto di Malpensa. Anche lui e’ stato presidente dell’Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere «tecnicamente in bancarotta», per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, sponsorizzo’ generosamente i concorsi ippici di Assago e piazza di Siena. Alle quali Bonomi, provetto cavallerizzo, partecipo’ come concorrente. Ma senza portare a casa una medaglia. Ritorno d’immagine? Boh.
E ricordate Luigi Martini? Ex calciatore della Lazio, protagonista dello storico scudetto del 1974, chiusa la carriera sportiva divento’ pilota dell’Alitalia. Poi parlamentare e responsabile trasporti di Alleanza nazionale: ma senza smettere mai di volare. Per conservare il brevetto gli fu concesso di mantenere anche grado e stipendio. Faceva tre decolli e tre atterraggi ogni 90 giorni, quando gli impegni politici lo consentivano, pilotando aerei di linea con 160 passeggeri a bordo. Inconsapevoli, probabilmente, che alla cloche c’era nientemeno che un parlamentare in carica. Questa si’ che era degna di chiamarsi italianita’. In quale altro Paese sarebbe stato possibile?
Domanda legittima anche a proposito di quello che accadde nel 2002, quando con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D’Albenga, collegio elettorale dell’allora ministro dell’Interno. Numero massimo di passeggeri, denuncio’ il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come responsabile dell’Attuazione del programma, fu ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta.
Ma politici e flap in Italia hanno sempre rappresentato un connubio spettacolare. Lo sapevano bene i 9 sindacati dell’Alitalia, che non a caso nei momenti critici, ha raccontato al Corriere Luigi Angeletti, regolarmente pretendevano di avere al tavolo il governo, delegittimando la controparte naturale, cioe’ l’amministratore delegato. E i ministri regolarmente si calavano le braghe. Forse questo spiega perche’ mentre tutte le compagnie straniere, alle prese con le crisi, tagliavano il personale e riducevano i costi, all’Alitalia accadeva il contrario.
Nel 1991, dopo la guerra del Golfo, si decisero 2.600 prepensionamenti. Poi arrivo’ Roberto Schisano, che diede un’altra strizzatina, e i dipendenti scesero nel 1995 a 19.366. Armato di buone intenzioni, Domenico Cempella nel 1996 li porto’ a 18.850. Nel 1998 pero’ erano gia’ risaliti a 19.683. L’anno dopo a 20.770. E nel 2001, l’anno dell’attentato alle Torri gemelle di New York, si arrivo’ a 23.478. Poi ci si stupi’ che per 14 anni, fino al 1999, fosse stato tenuto in vita a Citta’ del Messico, come denuncio’ l’Espresso, un ufficio dell’Alitalia con 15 dipendenti, nonostante gli aerei avessero smesso di atterrare li’ nel lontano 1985. Come ci si stupi’ che gli equipaggi in transito a Venezia venissero fatti alloggiare nel lussuoso Hotel Des Bains del Lido, con trasferimento in motoscafo. O che per un intero anno (il 2005) la compagnia avesse preso in affitto 600 stanze d’albergo, quasi sempre vuote, nei dintorni dell’aeroporto, per gli equipaggi composti da dipendenti con residenza a Roma ma luogo di lavoro a Malpensa. Per non parlare della guerra sui lettini per il riposo del personale di bordo montati sui Jumbo, al termine della quale 350 piloti portarono a casa una indennita’ di 1.800 euro al mese anche se il lettino loro ce l’avevano. O dell’incredibile numero di dipendenti all’ufficio paghe del personale navigante, che aveva raggiunto 89 unita’. Incredibile soltanto per chi non sa che gli stipendi arrivavano a contare 505 voci diverse.
Tutto questo ora appartiene al passato. Prossimo o remoto, comunque al passato. Della futura Alitalia, per ora, si conosce soltanto il promotore: Compagnia aerea italiana, Cai, stesso acronimo di un’altra Cai, la Compagnia aeronautica italiana, la societa’ che gestisce la flotta dei servizi segreti. E le cui azioni, per una curiosa e assolutamente casuale coincidenza, sono custodite nella SanPaolo fiduciaria, del gruppo bancario Intesa SanPaolo, lo stesso che supporta la cordata italiana per l’Alitalia.
Sergio Rizzo
..

RIDIAMARO : – )
Testo aggiornato di Alessandro Strano. Non e’ vero, ma potrebbe…

Viaggiare in aereo non e’ piu’ un lusso riservato ai VIP, uomini d’affari e benestanti. Da oggi, al costo di un caffe’, e’ possibile viaggiare in aereo da Catania a Milano solo andata, sul ritorno si accettano scommesse. La compagnia di navigazione “AV AiR IZIA”, una giovane multinazionale con capitali genovesi e scozzesi, ha da poco varato il suo straordinario programma.
Per ridurre il costo del biglietto, la compagnia ha difatti adottato i piu’ innovativi accorgimenti e lo ha fatto nel pieno rispetto delle norme ambientali. Innanzitutto niente piu’ hostess dal fisico mozzafiato che poi pretendono stipendi da star; l’hostess dovra’ pesare almeno 200 kg. E che dire dei piloti, professione ambita da molti, ma sinora riservata a pochi eletti con dieci decimi di vista. Da oggi le regole cambiano ed anche gli accecati come le talpe potranno guidare questi super-bolidi; i passeggeri possono comunque dormire sogni tranquilli, gli esperti assicurano difatti che potra’ essere un’esperienza traumatica solo per chi rimane sveglio. Non vedremo piu’ neppure i cartelli “vietato parlare al pilota”, questi divieti, cimeli del tempo che fu, saranno sostituiti dall’invito “e’ gradita la mancia al pilota” poiche’ in qualche modo gli stipendi dovranno pur essere pagati.
Per risparmiare sul costo del carburante, gli aerei non voleranno ma sfrecceranno sulle nostre strade, e c’e’ di piu’ infatti non sara’ utilizzato alcun carburante inquinante, anzi non sara’ affatto utilizzato alcun carburante: tutti i passeggeri dovranno pedalare; non a caso “pedalare” e’ proprio il motto della nuova compagnia aerea. Si stima che potranno raggiungere anche i 200 km all’ora, in discesa pero’ e sempre che il vento sia favorevole. C’e’ chi perplesso aveva osservato: “ma come faranno a salire sui traghetti con quelle ali cosi’ grandi, ci conviene aspettare che si faccia il ponte sullo stretto, tanto ormai e’ questione di poco”. In realta’ il problema neppure si e’ posto poiche’ all’imbocco della prima galleria le ali si sono staccate e sono cadute in terra come fossero foglie secche.
Lotta agli sprechi: a bordo saranno eliminate tutte le suppellettili superflue e quindi anche gli oblo’, che impediscono ai passeggeri di apprezzare le bellezze del paesaggio naturale, ed i portelloni un serio impaccio per chi si appresta a salire o a scendere dal veicolo; questi accorgimenti comporteranno sostanziali risparmi sui costi di illuminazione per lo meno durante il giorno; di sera purtroppo si puo’ fare ben poco e pertanto se non c’e’ la luna piena si resta al buio.
Ristori a non finire: i passeggeri potranno deliziarsi con i piu’ tipici prodotti locali: verdure, frutti di bosco ed acqua piovana, condizioni meteorologiche permettendo. Agli anziani ed ai piu’ piccoli e’ prevista anche l’erogazione di ossigeno, soprattutto nel corso dei tragitti in salita; gli amanti dei metodi tradizionali potranno ricorrere all’hostess per la respirazione bocca a bocca, la compagnia non si assume pero’ alcuna responsabilita’ per i casi di schiacciamento.
Non mancheranno premi e divertenti giochi. Ad esempio, e’ riconosciuto il rimborso del prezzo del biglietto a chi riesce ad arrivare alla meta in condizioni psico-fisiche accettabili, non sono pero’ ammessi trucchi per cui i vincitori dovranno sottoporsi al test antidoping. I piu’ temerari, dietro modesto contributo, potranno provare l’attrattiva principale ovvero il brivido del salto nel vuoto; al passeggero, prima che sia scaraventato fuori dal portellone, verra’ offerto un simpatico omaggio: potra’ scegliere tra antidolorifici, bende elastiche e buoni sconto sulle gessature. Del lancio dal portellone fruiranno invece gratuitamente i passeggeri che, al controllo, vengono trovati sprovvisti del biglietto.
Non c’e’ che dire, tutti sono entusiasti. Gli istituti previdenziali hanno intenzione di distribuire gratuitamente migliaia di biglietti ai pensionati. E c’e’ chi ha giustamente osservato che vi saranno effetti positivi anche per l’indotto, soprattutto nel settore sanitario.
..

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1 commento »

  1. ….ma non si può non considerare, dal punto di vista più a sinistra della sinistra della sinistra a sinistra, la (e gemo quasi a pronunciare ciò) grandezza delle parole di Fini! Già.. io solo sò quante volte l’avrei scaraventato giù dal… video! per i suoi teatrini basati sull’ostracismo e ostruzionismo , intriso di impareggiabile “abilità” verbale tipicamente fascista, atta cioè solo a distruggere l’interlocutore al primo momento di debolezza…., e capisco che qualsiasi cosa detta o fatta, anche la più incredibile (per un destroide) come il riconoscimento del “male assoluto” nell’olocausto degli ebrei, può avere dietro secondi fini dettati da opportunismo, interessi vari….. ma, restando alle parole: mi trovate qualche esponente della “sinistra” che abbia mai fatto un distinguo, negli ultimi anni(ormai decenni), tra fascismo e parte avversa (comunismo e/o resistenza)? Ormai sembrava passata l’idea di una sostanziale uguaglianza delle due “ideologie” nonche’ regimi.
    Questo pur sempre piccolo uomo ha sostanzialmente detto che il fascismo è stato il male, e chi lo combatteva era dalla parte della ragione. Ovviamente non si sa cosa intenda per “buona fede” dei suoi ex camerati, e di quel sistema, ma l’ammissione (e la presa di coscienza?) è comunque da apprezzare, e sopratutto rende un servizio contro i tentativi di revisionismo storico che, passati oramai tanti anni, sfruttando la carenza di memoria “diretta”, tanti, dolosamente o meno, hanno tentato di fare. Lungi dal volere difendere il più odioso dei regimi per noi Italiani, ma penso di intuire nei tentativi di attribuire la buona fede a quel “olocausto di civiltà” che fu il fascismo, una “buona volontà” che animava le masse che lo appoggiarono, a differenza del noefascismo neanche travestito da democrazia che serpeggia, anzi domina, nelle menti come nelle azioni di tanti, troppi, nostri contemporanei….ebbene sì, temo che, la lezione negativa che la storia, attraverso il fascismo, non
    è riuscita ad insegnare, unita alle conseguenze sopratutto sociali e culturali di quel lungo periodo, in Italia, caso unico, particolarmente visibili, sia la ragione della nostra situazione politica così “stravolta”; e proprio nella mancanza così colpevole di memoria da parte di un popolo, che le parole di Fini, ora più che mai controcorrente, rappresentano secondo me una gradita sorpresa. Non me ne si voglia, detto dalla sinistra che più a sinistra della sinistra non si può.

    Carlo

    Commento di MasadaAdmin — settembre 15, 2008 @ 5:09 am | Replica


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