
Incubi: depenalizzato il colpo di Stato – Ma Veltroni o c’e’ o ci fa ? – Ma perche’ ha tanta voglia di dialogo? – La bufala del federalismo fiscale – Mangia meno carne, salvi il mondo – I poli si sciolgono, le isole scompaiono – Entro il 2030 il solare fotovoltaico dara’ energia elettrica a due terzi della popolazione globale – Ora si liberano altri 7000 carcerati – E vendetela questa monnezza!
Il pensiero in forma di farfalla, di creatura danzante, di musica dello spirito…
Mariapia
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Salva Alitalia! Ora Alitalia e’ piu’ inguaiata che mai.
Si toglie l’ICI. Si rimette l’ICI. Pero’ si cambia il nome.
Berlusconi abbassera’ le tasse. Ora ci va grassa se le tasse restano quelle di Prodi.
Il lunedi’ tolleranza zero: tutti dentro!
Il martedi’ indulgenza plenaria: tutti fuori!
Col federalismo fiscale avremo tasse piu’ giuste e piu’ controlli dal cittadino. Col federalismo fiscale raddoppiano le tasse locali e nessun controllo al cittadino.
Abbasso Roma ladrona! Facciamo 20 Rome ladrone!
Diminuiamo gli sprechi di Stato ma raddoppiamo le Provincie e le aree metropolitane.
Per diminuire l’assenteismo della Pubblica Amministrazione facciamo crescere l’organico della Pubblica Amministrazione.
Berlusconi combatte la mafia. Berlusconi elimina la 41 bis.
I meno delinquenti col braccialetto elettronico. Niente braccialetto elettronico, facciamo nuove prigioni. Niente nuove prigioni, mandiamoli a casa. A casa non li vogliono, mandiamoli a vendere braccialetti elettronici.
Abbasso le intercettazioni. Pero’ comandiamo le intercettazioni fatte su Prodi.
Gli esuberi di Alitalia li mettiamo alle Poste, quelli della Scuola li mandiamo al Turismo, quelli del Turismo li spostiamo a Alitalia. L’anello si chiude e chi ci crede puo’ metterselo al naso.
Prima va di moda un milione di disoccupati in meno. Ora va di moda un milione di esuberi in piu’.
Pene durissime ai terroristi. Intanto depenalizziamo il colpo di Stato.
Il governo schizofrenico. Ovvero delle buffonate elettorali.
E dell’imbecillità di chi crede.
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Un metro umano
Mariapia
Tutti i giorni Michelangelo progettava i suoi dipinti o le sue sculture, dipingeva o dava colpi ai suoi marmi, ma non tutti i giorni progettava la Cappella Sistina o la Pieta’ e poi le realizzava
Pure noi donnine, di “multiforme arti ben dotate” senza merito personale, bensi’ di Madre Natura (le altre – tante – oggi non le prendo in considerazione, poi se ne puo’ parlare discutendo di Natura e Cultura), tutti i giorni ci esprimiamo nelle molti arti che ci appassionano, pero’ non tutti i giorni ci viene il quadro che vogliamo, il ragu’ perfetto, la poesia che ci appaga, la torta favolosa e le mille cose che facciamo per amore, solo per cosmico amore, eppure ci sono giorni in cui le cellule divine di cui siamo costituite cantano la famosa musica delle stelle e ci viene d’incanto ” e’ cheplavor” , un capolavoro, come diceva mio padre quando gli nasceva un animale, coniglio o pollo, che stupiva per bellezza, destrezza e intelligenza.
Naturalmente ciascun essere umano va secondo il metro del genere fisico-mentale di appartenenza: il metro di Michelangelo era quello della genialita’ artistica e la sua misura era l’intero metro, ma tutti appartengono a un genere, a una varieta’ delle forme mentis della Vita e possono essere collocati nel metro delle forme mentis.
Anche gli oggetti, sia naturali sia artificiali possono essere collocati nel metro per essere misurati.
Metto cento centimetri per i capolavori di Michelangelo, per le Dolomiti, metto cento centimetri per la Ferrari Rossa, sempre cento centimetri per la risonanza Magnetica Nucleare, cento alla Natura per Sofia, il tesorino di panna e seta rosa…..quante cose e uomini da cento centimetri! Purtroppo la maggioranza degli esseri umani appartiene al genere di scarsa metratura…. senza colpa, senza accusa.
Noi vecchie donne ci misuriamo male, siamo le ultime specialiste del deprezzamento del genere femminile, caratteristica culturale che ci hanno introdotta nel cervello con il primo sguardo di chi ci vide uscire dall’utero di nostra madre.
Ho una cara amica dei tempi della mitica sartoria, che in fatto di comprendere astratto e’ un poco lenta, per cui gli argomenti della conversazione sono limitati, ma e’ un dio nel montare le sete nei risvolti degli smoking, lavoro molto difficile.
Madre Natura, Madre Tortura.
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Depenalizzato il colpo di stato
Beppe Grillo
Un blogger mi ha segnalato una modifica del Codice Penale che abolisce il reato di colpo di Stato. E’ successo due anni fa, con il penultimo governo dello psiconano. Ma nessuno se ne e’ accorto. Lo ammetto, neppure io. Giornali e televisioni ripieni di giornalisti e direttori piduisti neanche. Si sono voltati dall’altra parte di fronte allo stravolgimento dell’articolo 283.
Dal 2006 partiti, massonerie coperte e organizzazioni criminali possono fare un colpo di Stato senza conseguenze. Purche’ non usino ‘atti violenti’. Lo possono fare con la corruzione, con l’informazione deviata, con i criminali in Parlamento sottratti alla scelta elettorale per l’abolizione della preferenza.
Questi, sia i PDL che i PDmenoelle, si sono cautelati per il futuro. Metti che le cose cambino. Che in Italia si affermi la democrazia. E che qualcuno chieda conto a questi impuniti delle loro azioni, anche del colpetto di Stato che hanno gia’ fatto. In quel caso si appelleranno al nuovo Codice Penale, il Codice P2, in nome della giustizia.
“Caro Beppe,
il 13 marzo 2006 sono stati modificati vari articoli del Codice Penale riguardanti gli attentati allo Stato. Di sicuro il paese sentiva un gran bisogno di queste modifiche. La piu’ interessante e’ la quella dell’articolo 283 del Codice Penale. Cosi’ recitava:
‘Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, e’ punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.’ E’ stato modificato in: ‘Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, e’ punito con la reclusione non inferiore a cinque anni’.”
Con atti violenti, non attraverso il partito di cui e’ padrone o corrompendo parlamentari attraverso le loro amanti. Preparati al Golpe, ma non temere se non ci saranno ‘atti violenti’, sara’ perfettamente ‘legale’. Per pura coincidenza ricordo che l’articolo 283 e’ quello che fece processare la P2.”
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Il colpo di Stato non e’ piu’ reato
Un colpo di Stato lo ha
de-pe-na-liz-za-to
E’ molto comodo cosi’ governare
L’assassino continua ad ammazzare
Il ladro non smette mai di rubare
Il mafioso, se e’ bravo, a trafficare
E ogni criminale a criminare
Se Adamo avesse conosciuto il fato
anche Dio nelle ferrea logica
avrebbe
in-trap-po-la-to
depenalizziamo i 10 comandamenti
e pecchiamo quanto ci pare
tutti contenti
Il crimine al potere
La magistratura a terra
Fatto il 1° rovesciamento della fatale equazione
il Male ha gia’ trovato la propria soluzione.
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Dunque se il popolo protesta, il potere, secondo il Trattato di Lisbona, puo’ usare la pena di morte contro i contestatari. Ma se il potere fa un colpo di Stato la cosa e’ minimale, uno scherzo, purche’ tutto sia bel fatto e senza apparente violenza fisica.
Ci sono notizie che sono di tale gravita’ che non riescono a trovare posto nel cervello. Un muro di buon senso le isola: “Questa cosa non e’ verosimile, se fosse vera- pensi – ci sarebbero stati moti di giuristi, di costituzionalisti, di democratici, di politici.. una rivoluzione!” Ma la notizia e’ vera, non solo, ma e’ di due anni fa. E allora senti il buio dentro e speri: “Ora mi sveglio da quest’incubo e scopro che non e’ successo niente”.
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RIDIAMARO : – )
Sono una brava persona ma quel che e’ troppo e’ troppo
mi vedo costretta a riprendere le esercitazioni di vudu
avevo dato un colpetto a bossi e uno a berlusconi
ma vedo che un colpetto non basta
e, non avendo a disposizione il 5 in condotta…
Per Veltroni, basterebbe un biglietto per l’Africa, di sola andata?
Al momento le persone con cui se l’è presa sono, in ordine alfabetico: Di Pietro e Parisi..
E’ una pistola fumante impazzita
Bisogna fermarlo prima che si faccia male.
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Meno carne, piu’ vita
Riportato da Girasole
La gente comune puo’ contribuire alla lotta al surriscaldamento del pianeta se elimina il consumo di carne almeno per un giorno a settimana. A sostenerlo e’ il dottor Rajendra Pachauri, presidente del Panel internazionale sul cambiamento climatico (Ipcc), la commissione Onu premiata lo scorso anno con il Premio Nobel per la Pace, insieme all’ex vice presidente americano Al Gore.
Pachauri, rieletto la scorsa settimana alla presidenza del Panel per un secondo mandato di 6 anni, afferma che un cambiamento nelle abitudini alimentari degli individui e’ importante perche’ le enormi emissioni di gas ad effetto serra e altri problemi ambientali sono strettamente legati all’allevamento dei bovini e di altri animali.
La Fao, l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite con sede a Roma, ritiene che un quinto delle emissioni globali di gas nocivi abbia origine dalla produzione di carne. In particolare questi gas sarebbero originati durante la produzione di foraggio per gli animali. Ad esempio i ruminanti – e soprattutto le mucche – emettono metano, che e’ 23 volte piu’ efficace come agente per il surriscaldamente terrestre rispetto al diossido di carbonio. La Fao ha anche avvertito che il consumo di carne raddoppiera’ nel giro di mezzo secolo.
“Per un’azione immediata e per una riduzione (dei gas nocivi) nel breve periodo questa e’ l’opportunita’ piu’ attraente”, ha detto Pachauri al The Observer. “Rinunciate alla carne per un giorno a settimana, almeno inizialmente, e poi diminuite ancora”, ha suggerito l’economista indiano, che e’ vegetariano. Secondo Pachauri, sono pero’ necessari anche altri cambiamenti negli stili di vita, per ridurre i consumi “in ogni settore dell’economia”.
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Obesi e affamati
Viviana
I paesi occidentali sono angariati dal problema dell’obesita’, un miliardo di persone sono ipernutrite e si ammalano per questo. Se gli obesi facessero un solo pasto al giorno avanzerebbe di che sfamare il miliardo di persone che muore di fame.
Ma anche se mangiassimo meno carne, il mondo starebbe meglio.
Il Movimento Sem Terra ci dice: “la destinazione della produzione agricola di cereali nel 2007 e’ stata di 1.009 milioni di tonnellate per il consumo umano, 765 milioni per il consumo animale e 364 milioni per altri fini fra cui solo 90 per i biocarburanti”
C’e’ da rifletterci
Ma non basta. La meta’ del cibo prodotto sulla Terra e’ gettato via.
Lo Stockholm International Water Institute, la Fao e l’International Water Management Institute, ci danno un rapporto in cui meta’ dell’acqua necessaria a produrre cibo e’ buttata via.
Lo spreco di acqua sara’ il fattore piu’ limitante della produzione di cibo.
Nei paesi poveri, dal 15 al 35% delle derrate si perdono nei campi, a causa di parassiti o di alee climatiche; un altro 10-15% si rovina durante lo stoccaggio, la trasformazione e il trasporto, per inefficienze tecniche e carenza di infrastrutture.
In Occidente lo spreco e’ inaudito in fase di distribuzione e consumo.
Negli USA si getta via il 30% del cibo: valore in soldi 48,3 miliardi di dollari, valore in acqua molto maggiore.
La preziosa acqua serve solo a produrre montagne di rifiuti organici, che inoltre in discarica generano metano, un potente gas serra.
Aggiungiamoci anche le politiche efferate degli organismi internazionali come la Comunita’ Europea che un anno ordina di distruggere i pomodori, l’altro anno il latte, l’altro lo zucchero, il quarto anno scopre che siamo senza pomodori, o latte o zucchero e gira pagina nel massimo della follia di mercato e nel minimo di controlli per cui c’e’ chi si arricchisce sulla distruzione delle vigne che non hai avuto o delle vacche che non ha mai posseduto. Questa e’ la follia del mercato neoliberista che gli stolti in parlamento hanno applaudito.
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RIDIAMARO : – )
Non ci saranno piu’ indulti con questo governo..
Solo indulgenze plenarie..
Mauro
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Ritorna l’indulto, ma col braccialetto elettronico…., mah.
fuori dalle carceri migliaia di galeotti che torneranno a rompere i coglioni x le strade ma in compenso dentro prostitute e clienti. Delirio!!
Mauro Buonasorte
Semplice passaggio dall’analogico bolscevismo al digitale terrestre berlusconiano…
Mauro
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31 MILIONI DI “PERSONE” HANNO VOTATO PD+PDL.
ABBIAMO 31 MILIONI DI PROBLEMI.
PIU’ SEMPLICE DI COSI’ NON SO DIRLO.
SE NON E’ CHIARO NEANCHE COSI’….
Fabio Castellucci.
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Bei tempi quelli di mani pulite! Il Parlamento al confronto di quello odierno era popolato da gran signori, nel 93 hanno persino concesso l’autorizzazione a procedere per Bettino Craxi!
Oggi non concederebbero l’autorizzazione a procedere nemmeno se beccassero un senatore a spacciare cocaina in una scuola elementare…
Danilo De Rossi
Sai qual e’ stata la discriminante?
La dottrina Riina..
E’ stato lui a scoprire il “teorema toghe rosse”.
Lui, il primo, l’inimitabile a stigmatizzare l’operato dei giudici politicizzati..
Lui, il grande maestro della ricusazione..
Gli altri, da Berlusconi a Del Turco, passando per Mastella, Fassino ecc.: tutti dilettanti…
Il paese si e’ riinizzato, prima di berlusconizzarsi..
Mauro
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About pompini
Viviana
La volgarita’ non e’ ignoranza. Credo che ignoranza sia scavarsi la fossa, facilitando il lavoro ai becchini. Questa e’ la volgarita’ suprema.
Sono stata sgridata da alcune signore per aver usato la parola ‘pompinara’.
Se spiace che una donna usi questi termini, tanto piu’ dovrebbe spiacere che cio’ faccia parte del curriculum di un Ministro e delle intercettazioni di un Premier che usa i suoi Ministri in squallidi modi e con parole squallide ne parla. Se la mia cultura mi impedisse di chiamare pane il pane e pompino un pompino o fascio il fascio, vorrebbe dire che la mia cultura e’ un velo di ipocrisia che mi impedisce di vedere il mondo e di parlarne.
C’e’ un obbligo all’estetica e un obbligo alla verita’, ma il secondo sovrasta il primo.
Se rinuncio alla verita’ per l’estetica (qualche volta si chiama religione o buon gusto), si tratta di una soluzione di copertura che non cela l’imbarazzo ma la mancanza di coraggio.
Se tanti non si fossero rifiutati di discutere le porcherie dei governanti in nome del buon gusto, avremmo forse realizzato la corte di Versailles ma non avremmo mai avuto la Rivoluzione Francese.
Qualche volta si chiama stilizzazione, altre volte conformismo, ma piu’ spesso rinunciare a chiamare le cose col loro nome e’ una posizione da vigliacchi che fingono verita’ che non sono per non prendere responsablita’ che non vogliono.
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I poli si sciolgono, le isole scompaiono
Avaaz
Immaginatevi il mare che ricopre il vostro paese, facendolo sparire letteralmente sotto i piedi, distruggendo con il sale il cibo che avete coltivato e l’acqua da bere, e la vostra ultima chance e’ di cercare rifugio in altre terre, ma sapendo che i rifugiati del clima ufficialmente non esistono. Non si tratta di un incubo, e’ la terribile realta’ di milioni di persone che vivono su isole intorno al mondo, dalle Maldive alla Papua Nuova Guinea.
Questo e’ il motivo per cui queste piccole isole stanno facendo richiesta di una risoluzione senza precedenti alle Nazioni Unite prima delle negoziazioni sul clima della prossima settimana, per chiedere che il Consiglio di Sicurezza si occupi direttamente del cambiamento climatico in quanto rappresenta una minaccia impellente alla pace internazionale ed alla sicurezza.
E’ una mossa creativa che nasce dalla disperazione, una sfida affinche’ le potenze mondiali lascino indietro la propria indolenza e si decidano ad affrontare questa crisi letale con l’urgenza destinata alle guerre. Ma la campagna degli stati insulari sta incontrando la fiera opposizione dei principali inquinatori del mondo, e quindi hanno bisogno di aiuto. Firma la petizione subito, per far salire un coro di supporto per questa richiesta — sara’ presentata dagli ambasciatori delle isole per rinforzare la loro risoluzione settimana prossima all’Onu:
www.avaaz.org/it/islands_climate_warning?cl=125222419&v=2126
Il ghiaccio dell’Artico si sta sciogliendo cosi’ rapidamente che, per la prima volta nella storia dell’umanita’, si puo’ circumnavigare l’Artico. Gli uragani ed altre manifestazioni climatiche estreme stanno aumentando in frequenza e dimensioni. Come ci scrive un membro di Avaaz da St. Kitts, “Mentre negli Usa possono evacuare un’area dove sta per passare un potente uragano, noi sulle isole quella opzione non la abbiamo.” Ora i piccoli stati insulari — dove spesso il punto piu’ alto e’ solo qualche metro al di sopra del livello del mare – stanno preparando piani di evacuazione che garantiscano l’incolumita’ delle proprie popolazioni.
Il Presidente Remengesau di Palau, una piccola isola del Pacifico, ha detto di recente: “Palau ha perso almeno un terzo della propria barriera corallina per i cambiamenti climatici. Abbiamo anche perso gran parte della nostra produzione agricola a causa della siccita’ e delle maree estremamente alte. Non si tratta di perdite teoriche o scientifiche–sono le perdite delle nostre risorse e delle nostre intere vite…. Per gli stati-isola il tempo non sta scadendo. E’ finito. E la strada in cui ci troviamo noi potrebbe essere uno scampolo del futuro vostro e dell’intero pianeta”.
Oltre alle isole, stati come il Bangladesh, dove 150 milioni di persone vivono gia’ in condizioni difficili, rischiano di perdere vaste porzioni della loro terra. L’esperienza delle nostre comunita’ piu’ vulnerabili serve come segnale di allarme per il futuro che ci potrebbe aspettare: manifestazioni climatiche sempre piu’ estreme, conflitti per l’acqua o per il cibo, aree costiere che vengono sommerse e centinaia di milioni di sfollati.
La coraggiosa campagna per la sopravvivenza degli stati insulari e’ anche la nostra campagna — e piu’ firme riusciremo a raccogliere e consegnare all’Onu settimana prossima, piu’ urgente risultera’ l’allarme che serve a proteggere il nostro futuro comune:
Perche’ la mela e’ simbolo del peccato?
Viviana
Un’interpretazione di psicologia freudiana potrebbe essere:
mela in latino si dice malum che vuol dire Male.
Con l’ostracismo che la misogina Chiesa ha posto sull’eros, il male in assoluto e’ diventato l’erotismo, la passione tra uomo e donna, la seduzione femminile, tant’e’ che mela sta per seni o glutei e Adamo ed Eva dopo averlo conosciuto si vergognarono, si rivestirono ed ebbero poi dei figli e la Chiesa colpevolizzo’ in ogni modo l’amore sessuale, anche tra coniugi, finalizzandolo ai soli fini riproduttivi e rendendo questi cosi’’ vincolanti da spegnerne ogni poesia. Non c’e’ piacere che non si spenga se diventa un obbligo.
La mela e’ un simbolo antico nei miti biblici, in Omero, nelle fiabe, nell’anedottica scientifica (la mela di Newton) o negli spot pubblicitari (ricordate chi Vespa mangia la mela?). La mela rappresenta l’io di fronte alle sue pulsioni.
Nel medioevo il simbolo della seduzione era anche il melograno (presente nei dipinti di Bosch sui dannati all’inferno).
La mela e’ semplice, appetibile, seducente, si offre e chiede di essere consumata subito.
Ma e’ proprio questa naturalita’ che le anime storte disprezzano.
Piu’ una cultura o una religione impone artificio a cio’ che e’ natura, piu’ il potere si esprime come arbitrio, ma e’ proprio nel contrastare cio’ che e’ naturale che esso misura la sua forza. Non avrebbe nessuna soddisfazione liberalizzare ciò che e’ natura. E’ quando contrasta pulsioni naturali dell’uomo che realizza il massimo del suo piacere. Ma e’ quando ordina o vieta azioni naturali in nome di una presunta natura fittizia che realizza il massimo della perversione.
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Discrasie e veltronaggini
Viviana Vivarelli
In India dicono che non ha valore chi predica principi che poi non e’ in grado di applicare. Una tale discrasia non e’ consentita e sarebbe presa per un imbroglio, non certo degno di una persona seria.
In campagna elettorale Veltroni si espresse come un fine pedagogista che presentava esempi di alta qualita’, non certo l’eroe Mangano come il faccia-di-bronzo-Berlusconi, ma personaggi di indiscusso valore sociale, Gandhi, Mandela, Martin Luther King, Kennedy persino, le cui opere avevano illuminato i popoli o avevano portato avanti campagne di civilta’; alcuni di loro non avevano avuto bisogno della completa vittoria per dimostrare al mondo le cose in cui credevano, le avevano provate anche col rischio di morte o dal profondo di un carcere. Forse Vetroni pensava al contrario che avrebbe combattuto per quei valori civili ‘solo’ in caso di piena e conclamata vittoria? Non e’ certo la vittoria che da’ valore alle idee. Mandela rimase quasi sempre all’opposizione e fu 30 anni in carcere
e Luther King non ebbe mai cariche politiche. Gandhi non fu capito nemmeno da quelli del suo stesso partito e la sua vita fu un continuo entrare e uscire dalla prigione. Persero la vita ma non persero mai la faccia.
Da Veltroni non ci aspettavamo tanto coraggio epico ma almeno dignita’ e posizioni chiare. E invece… E invece abbiamo una totale incoerenza tra predicazione e fatti. Non abbiamo avuto nemmeno quel minimo di opposizione decente e accettabile che esiste in ogni paese d’Europa, siamo arrivati a essere l’unico paese europeo senza un’opposizione di sinistra, anzi dove la sinistra ripudia qualunque cosa sappia di sinistra, e un paese che non ha una opposizione e’ un luogo dove la democrazia e’ morta.
Al posto di quella abbiamo visto con sofferenza crescente una inerzia e un consociativismo che hanno totalmente distrutto una sx democratica, sia pur moderata, gia’ provata dagli inciuci dalemiani. Non si puo’ fallire due volte, come capo del governo ‘e anche’ come capo dell’opposizione. Musharraf si e’ dimesso perche’ ha fallito il suo progetto. Perche’ non si dimette Veltroni e lascia libero un posto ormai vuoto?
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Nel 2030 energia dal sole a 4 miliardi di persone, ma l´Italia finanzia fonti fossili
Greenpeace da’ una bella iniezione di ottimismo: secondo il suo quinto rapporto “Solar Generation”, redatto insieme all´European photovoltaic industry association (Epia), «entro il 2030 il solare fotovoltaico fornira’ energia elettrica a due terzi della popolazione mondiale, oltre 4 miliardi di persone». Entro quella data dovrebbero essere installati 1.800 GW di pannelli solari nel mondo, che produrranno 2.600 miliardi di chilowattora, il 14% del fabbisogno mondiale di elettricita’, oltre il doppio di quanto fornito oggi dal nucleare, e senza i pericolosi effetti collaterali della gestione delle scorie.
Secondo Ernesto Macias, presidente di Epia, «Il nuovo rapporto conferma l´imponente crescita del fotovoltaico nel mondo e dimostra che, con adeguate politiche di sostegno, il fotovoltaico ha le potenzialita’ per divenire una delle maggiori fonti energetiche su cui contare».
Il rapporto stima che il fotovoltaico dara’ energia a 1,3 miliardi di persone nelle aree urbanizzate, e a piu’ di 3 miliardi in aree non ancora raggiunte dall´elettricita’.
«Un tale sviluppo e’ parte della rivoluzione energetica necessaria per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni globali di gas serra del 50% al 2050 – dice Francesco Tedesco, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace – Nonostante il ´boom´ che sta avendo la tecnologia in Italia, si potrebbe fare cento volte tanto. Ancora oggi oltre l´82% degli incentivi alla produzione di energia elettrica vanno a impianti a base fossile e non alle fonti rinnovabili».
Secondo un´elaborazione di Greenpeace su dati “Rapporto Gse 2007″, “Relazione Aeeg del 2008″, “Relazione Annuale Gme 2007″, in Italia nel 2007 sono stati elargiti, attraverso il meccanismo CIP6, circa 3,7 miliardi di euro alle fonti fossili “assimilate”, al solare fotovoltaico sono andati solo 26 milioni di euro, meno dell´uno per cento. L´associazione ambientalista ha diffuso anche i dati in milioni di euro relativi agli incentivi per le diverse fonti energetiche: da CIP6, 846,9 per idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse; 59,1 da incentivi da certificati verdi per idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse, rifiuti; 26 da incentivi da fondi pubblici attraverso “Conto Energia” per solare fotovoltaico; 3746,5 da CIP6 per combustibili fossili di processo, residui raffinazione; 629,8 da CIP6 per rifiuti.
«Un tale squilibrio e’ inaccettabile: occorre “liberare” risorse destinate alle fonti fossili per il rapido sviluppo delle rinnovabili – sottolinea Tedesco – Assistiamo invece a un folle piano per il ritorno al nucleare, e all´inaugurazione di nuove centrali a carbone. E’ cosi’ che il Governo pensa di centrare l´obiettivo europeo per il 25% di rinnovabili al 2020?».
Secondo “Solar Generation”, gia’ nel 2015 in Italia e nell´intera Europa meridionale diventera’ economicamente competitivo produrre energia fotovoltaica invece che utilizzare fonti fossili, nel 2020 lo sara’ anche per il resto dell´Europa: «la rivoluzione solare permettera’ di tagliare 1.600 milioni di tonnellate di CO2 nel 2030, pari alle emissioni attuali di Italia e Germania, e creare milioni di nuovi posti di lavoro. Gia’ oggi sono circa 120mila i ´colletti verdi´ che lavorano nel fotovoltaico nel mondo. Il rapporto prevede che il dato potra’ raggiungere i 2 milioni nel 2020, e 10 milioni nel 2030».
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Fonte ecoblog
Monica c
Se non puoi acquistare, risparmia
Sembra essere questa la filosofia, di buon senso, riservata al risparmio delle risorse energetiche applicata dal Ministro francese per l’Ecologia, Jean-Louis Borloo.
E il primo passo e’ stato quello di rimettere in sesto il parco auto, obbligando, in una certa misura, i francesi ad acquistare vetture a basso impatto ambientale, il che vuol dire veicoli che risparmiano carburante, grazie ad un doppio sistema di incentivi- tasse o bonus/malus riservato alle nuove immatricolazioni.
L’iniezione di euro a favore delle auto meno inquinanti, se ha ha dopato il mercato, ha comunque premiato non solo i consumatori, ma anche quei produttori che in maniera lungimirante avevano iniziato a posizionare i loro prodotti a basso impatto ambientale: in otto mesi sono state vendute il 45% di auto con emissioni di CO2 inferiore ai 130 g/km consentendo alla Francia un drastico taglio, (vale la pena rimarcarlo: da gennaio a oggi) del 9% delle emissioni.
Grazie al sucessone delle vendite di auto, dopo due mesi di estenuanti trattative sono stati individuati i prodotti che potrebbero subire una estensione del bonus/malus, premiati o bocciati cioe’ dagli incentivi del Ministero per l’Ecologia, e si parla di frigoriferi, pneumatici, pc e fors’anche tv.
In pratica, la Francia chiede ai suoi consumatori di scegliere e acquistare prodotti a basso impatto ecologico, le cui emissioni di CO2, cioe’, siano sotto le soglie
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Repubblica.it
L’Economist batte Berlusconi. Respinto il ricorso del premier contro «Silvio inadatto a guidare Italia»
www.economist.com/media/pdf/20080905122118632.pdf
Un tribunale milanese ha stabilito che la famosa copertina dell’Economist del 2001 in cui si definiva Silvio Berlusconi «inadatto a guidare l’Italia» non diffamo’ l’allora leader della Casa delle Liberta’. Lo ha reso noto il settimanale inglese, in una nota.
«Siamo lieti di annunciare che un tribunale milanese ha espresso un giudizio che rigetta tutte le accuse di Berlusconi», ha fatto sapere l’Economist. Nella nota si precisa che il premier dovra’ farsi carico delle spese legali sostenute dal settimanale. La copertina risale al 26 aprile 2001 e il titolo esatto era «Why Berlusconi is unfit to lead Italy». Ovvero «perche’ Berlusconi e’ inadatto a guidare l’Italia».
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Pd, la voglia matta di dialogo col governo
Alessandro Cardulli
E’ tutto un fiorire di possibili intese fra maggioranza, partito democratico, Udc. Il centro nevralgico di questa fioritura di fine estate e’ stato la festa dei democratici, gia’ festa dell’Unita’ a Firenze. Qui si sono incontrati tutti, ospiti d’onore quei ministri, quegli esponenti del governo contro il cui operato i democratici dovrebbero fare opposizione.
Largo spazio anche ai padroni tipo il Bombassei di Confindustria che auspica che gli esuberi di Alitalia siano pochi e rivendica il diritto dei padroni a comandare. Si arriva perfino ad un Bondi che si fa paladino di Gramsci e un Cerami che lo vuole mettere da parte per guardare avanti. Anche l’Udc non scherza, organizza un convegno privato, non aperto al pubblico, insieme ai socialisti guidati ora da Nencini e arrivano alcuni di coloro che furono colti con le mani nel sacco da “ mani pulite.” Chiedono tutti che le ferite siano risarcite e uno come Gianni De Michelis, che di queste cose si intende, afferma che “ e’ arrivato il momento buono per fare un passo avanti: i giustizialisti sono nell’angolo”.
E Di Pietro diventa oggi il nemico pubblico numero uno, anche per i dirigenti del Pd che lo vedono come il fumo negli occhi, anche se la “ base” sempre alla festa di Firenze, gli ha riservato caldi applausi.
Insomma il Pd, mentre raccoglie malinconicamente firme per denunciare la politica del governo, non tralascia niente per dirsi disponibile al dialogo. Autorevoli esponenti, come Violante che rinnega tutto il suo passato ed apre alle proposte del ministro Alfano. Qualcuno malignamente dice che il “nuovo” Violante nasce con l’obiettivo di raccogliere voti per essere eletto alla Corte Costituzionale.
Pure Franceschini, il vice di Veltroni, ha dichiarato la disponibilita’ ad un dialogo con la maggioranza. C’e’ rimasta Anna Finocchiaro a far da guardiano alla indipendenza della magistratura affermando a chiare lettere che la Costituzione non si tocca e che il vero, unico problema, e’ quello di una riforma della giustizia che consenta di abbreviare i tempi dei processi, confermando che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Anche sulla politica estera il dialogo e la convergenza fra maggioranza e Pd e’ cosa fatta. Alla festa di Firenze il ministro Franco Frattini, il fidanzato di Chantal con la quale stava alle Maldive mentre il Caucaso bruciava e i ministri degli esteri europei si riunivano e il ministro ombra Piero Fassino sembravano pappa e ciccia.
Sulle grandi questioni di politica estera, hanno convenuto, e’ possibile una convergenza d’intenti tra il governo e la principale forza di opposizione (cosi’ il pd si definisce). Mentre venivano pronunciate queste parole a noi,conservatori e nostalgici, tornavano alla memoria le grandi battaglie per la pace, i movimenti che si sono sviluppati in tutto il mondo contro le guerre, i venti di guerra che soffiano ogni giorno sulle nostra teste. Cio’ che risulta incomprensibile, davvero una forma di masochismo di chi non vuol tornare a vincere e’ questa voglia matta di dialogo. Con la maggioranza, con il governo, allora, non ci si deve confrontare? Singolare e’ che chi, giustamente denuncia lo svuotamento del ruolo del Parlamento, poi si faccia complice di questo fatto gravissimo che caratterizza l’attuale fase politica. Invece di confrontarsi su progetti, proposte concrete, nei luoghi istituzionali il pd e l’udc vanno a rimorchio dell’iniziativa del governo. Invece di dare battaglia si accontentano della chiacchiere festaiola. E finite le feste dove andranno a dialogare?
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A me piu’ che di dialogo sembra una voglia matta di consociativismo !!
E’ logico che due partiti di destra, meri dispositivi di potere, con distinzioni programmatiche e di impostazione politica ormai ridotte a sfumature, si cerchino e facciano di tutto per evitare conflitti e contrasti, che non sarebbero accettabili dall’establishment e dalle classi dominanti, preoccupate di mantenere la pace sociale, anestetizzare la protesta e ridurrre al silenzio il dissenso !!
L’omologazione culturale dei due schieramenti e’ ormai totale e anche quella politica e’ prossima al compimento.
La strategia comune e quella di indurre gli individui con tutti i mezzi al “conformismo emotivo” ed attuare un governo degli uomini piu’ sottile e pervasivo di quanto le religioni e le ideologie dl passato siano mai riuscite a fare, perche’ attutisce le tensioni sociali, spegne i possibili conflitti, riduce al silenzio le voci che rifiutano di uniformarsi al sistema, risolve quelle che sono questioni pubbliche in problemi privati degli indivdui, i quali, se dissentono con loro idee od i loro comportamenti, possono sempre rivolgersi ad uno “strizzacervelli”, che li persuade che, non potendo cambiare il mondo, per vivere con meno problemi e’ meglio che cambino se stessi !!
Ed in nome di questo sano realismo il mondo resta tale qual’e’, sia che imperi il Berluska od il “magico” Walter !!
MaxVinella
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Maria g
Mi piacerebbe saperne di piu’ su quanto accaduto ieri a Vicenza. Mi sembra assurdo che si volesse cementificare una torre in tubi innocenti.
Quelli del comitato “No Dal Molin” non mi sembrano ne’ stupidi ne sprovveduti.
E’ piu’ probabile ci sia stato un contro ordine dalle “alte sfere” e che anche la struttura mobile per sorvegliare i lavori risultasse “sgradita”.
Ad ogni modo la polizia viene sempre mandata a presidiare interessi pubblici e privati purche’ anti popolari.
Complimenti per l’apertura del circolo neofascista a Milano con partecipazione di rappresentante leghista in camicia nera e fazzoletto verde: che sciccheria! Naturalmente complimenti anche alla polizia che non poteva mancare.
Veltroni! Oltre a litigare con Parisi e a sparare cazzate, fatti vedere! Fatti vedere da un medico, meglio se psichiatra, perche’ non stai per niente bene.
Tutti sanno che sei un ectoplasma, mentre tu continui a crederti segretario del partito…che non c’e’!
Dobbiamo tornare tutti nelle piazze e molto prima delle prossime, lontanissime elezioni amministrative, perche’ ogni giorno che passa, il regime di questa arlecchinesca dittatura si rafforza.
E chi non lo vede o e’ cieco o preferisce fare come lo struzzo: nascondere la testa sotto la sabbia e lasciare bene in vista il posteriore.
Un appello a Grillo e Di Pietro:
aiutateci ancora di piu’ a riprenderci il nostro paese, la nostra dignita’ e a poterci dire ancora una Repubblica Democratica.
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Dal blog di Daniele Martinelli
Con l’autunno alle porte, le fanfaronate berlusconiane della campagna elettorale date in pasto al popolino smemorato e rimbambito dalle veline vengono al pettine.
I 22 punti della bozza del federalismo fiscale, sommati, danno il solito quadro che prevede la conservazione dei privilegi della casta, aumento dei politici da mantenere e aumento delle tasse per i cittadini.
Fra i punti piu’ salienti, come previsto, torna l’Ici sottoforma di tributo unico sugli immobili, che i comuni potranno (come prima) istituire liberamente. Con l’aggravante che i sindaci potranno istituire anche la “tassa di scopo” (o se preferite “ti scopo”) per rastrellare soldi che il comune abbisogna per opere e iniziative che riterra’ utile sostenere, anche se saranno inutili.
L’abbattimento dell’Ici e’ stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale del nanetto col parrucchino. Come al solito, il mucchio di idiozie e di fanfaronate urlate a Raiset presentano il conto con gli interessi, ovviamente a carico degli italioti. Leghisti e berlusconiani compresi.
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Logica e intuizione
Monica c
La persona analitica e logica e’ perfettamente adattata ai sistemi di insegnamento dei nostri paesi (le tabelline imparate a memoria, ma la logica che anima le tabelline non si insegna, la scuola fomenta la copia e non l’analisi e l’intuizione).
Invece le persone che hanno un pensiero intuitivo e sono attente a tutto cio’ che accade intorno, non sono accettate, perche’ la scuola ci insegna ad avere concentrazione, a stare fermi su un punto, a non guardare il contesto.
I bambini con talento intuitivo e che pensano per immagini (in un pensiero ci sono 33 immagini al minuto) sono normalmente ragazzi che si annoiano a scuola ed ai quali viene richiesto una forma di pensiero estranea a loro.
Con il tempo che hanno a disposizione, con questo pensiero intuitivo e trascorsi traumatici, quello che e’ represso viene trasformato in sintomi come la dislessia, il deficit di attenzione, ecc. che sono antecedenti al disturbo bipolare.
I bambini con deficit di attenzione sono quelli a cui si reprime il loro talento: si annoiano e quindi si distraggono perche’ risolvono prima e piu’ velocemente la situazione.
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La bufala del federalismo fiscale!
9 citta’ con almeno 350 mila abitanti si trasformeranno in aree metropolitane. Significa che Milano, Roma, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Genova, Venezia e Bari (queste ultime 2 sotto la soglia) avranno organismi intermedi fra la provincia e la regione, ovviamente finanziati con i soldi degli italiani come prevede l’articolo 12 dello schema di legge delega. Tanto per aumentare le poltrone e garantire gli stipendi ai soliti politici trombati.
Il federalismo fiscale per le tasche della casta prevede che nessuna provincia sia abolita. Nemmeno quella di Sanluri. Anzi, la novita’ e’ che anche le province potranno istituire le loro tasse a carico dei residenti con “varie forme”. Tra le quali la tassa sulla circolazione e le accise sui carburanti.
Il federalismo fiscale non dara’ alcun vantaggio nemmeno a livello regionale. Il cosiddetto “fondo perequativo” saranno soldi che le solite regioni del nord piu’ virtuose nell’ottimizzare le spese, daranno a quelle del Sud che disporranno di quote Iva “senza vincolo di destinazione”. Tradotto: i politici siciliani potranno continuare ad arricchirsi alle spalle degli italiani onesti sui rimborsi spropositati chiesti a Roma ladrona dalle loro cliniche. Per accontentare l’Mpa del neo presidente Raffaele Lombardo, che proprio qualche giorno fa ha detto che “per il federalismo la Sicilia non e’ pronta, serviranno almeno 10 anni”.
Ora attendiamo che Raffaele Lombardo, assieme ai Loiero e ai Vendola, si occupi pure di mettere il becco nel nuovo, farraginoso apparato, che gravera’ sulle tasche di tutti: la conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, che dovra’ controllare dove finiranno i soldi. Ergo: a cosa servono i costosi consigli regionali e i costosi deputati della regione siciliana se non controllano? Anzi, se devono essere pure controllati da un’ulteriore conferenza?
Le imprese italiane sono le piu’ tartassate dell’intera Europa e le uniche che anticipano tasse dell’anno successivo. I cervelli del federalismo fiscale hanno pensato bene di raddoppiare i tributi regionali, almeno per quelle aziende che hanno sede legale in una regione e produzione in un’altra. Esempio tipico, l’impresa che ha sede legale a Milano e la produzione a Piacenza paghera’ imposte sia alla regione Lombardia che all’Emilia Romagna. Un modo federale per aumentare le probabilita’ che chiudano o che se ne vadano in Romania.
Il federalismo a parole non levera’ un solo centesimo nemmeno alla citta’ di Roma. La Lega nord che si e’ costruita la sua fortuna proprio sulla Roma ladrona non tocchera’ i contributi speciali, previsti per la citta’ che ha funzioni di capitale, come prevede l’articolo 13 di questa fantastica presa per il culo chiamata Legge del federalismo fiscale.
Morale: i federalisti della sicurezza tagliano i fondi alla giustizia, tagliano 87 mila cattedre scolastiche entro 3 anni, scaricano sui cittadini gli investimenti morti per l’Alitalia, ma aumentano il numero dei politici da mantenere, oltre che le tasse, sia ai cittadini che alle aziende.
In una democrazia un buffone bugiardo come Silvio Berlusconi, se non fosse gia’ in galera da anni, sarebbe esiliato chissa’ dove. Evidentemente rappresenta il campione maggiore di italiani.
A proposito dove sono gli italiani? In cerca di fiammiferi per accendere Calderoli?
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Via dalle celle oltre settemila
Espulsione per 3.300 stranieri. Bracciale elettronico per 4.100
In tutto 7.400 detenuti, che presto potrebbero uscire.
E’ pronto il piano del governo per “alleggerire” le carceri e affrontare l’allarme del sovraffollamento come ai tempi dell’indulto. I primi vengono rispediti nei paesi d’origine, i secondi passano dalla cella ai domiciliari, ma con un braccialetto elettronico alla caviglia per controllare gli spostamenti. Gli uni e gli altri con un “qualcosa” in comune: due anni di pena da scontare per delitti che non suscitano allarme sociale.
IL BRACCIALETTO ALLA CAVIGLIA.
LE MANI PERO’ NON SARANNO LEGATE…
QUALI SONO I DELITTI CHE NON SUSCITANO ALLARME SOCIALE?
BHO!!!
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Saviano a Mantova
Graziella Mazzoni
Dieci minuti di applausi per Roberto Saviano a Mantova per la chiusura del Festivaletteratura. Roberto ha parlato della sua condizione di uomo scortato. I criminali sono in liberta’ e un giovane scrittore e’ prigioniero. Questi sono i fatti. Ricordiamo solo pochi dati: ” questo è il paese democratico col piu’ alto tasso di uomini scortati nel mondo. Negli ultimi 20 anni i morti per mafia sono stati 10mila. Come nella striscia di Gaza. Nella sola Campania da quando Saviano e’ nato (1979) ci sono stati 4mila morti. Una media di 2 al giorno.” (l’Espresso). Caro Roberto, a ottocento chilometri di distanza, c’ero anch’io ad applaudirti.
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Se vince Obama
Raniero La Valle
Se vince Obama, si accende una stella. Infatti vuol dire che le cose possono cambiare e che a vincere non e’ sempre l’uomo bianco, neanche in America.
Se Obama vince, non e’ perche’ ha dalla sua il passato, come Mc Cain ha quello di “eroe” per aver combattuto nella guerra persa del Vietnam; non e’ perche’ l’uragano che le sette cristiane avevano invocato contro di lui si e’ abbattuto invece sulla convenzione repubblicana (ma Dio non era nel vento); non e’ perche’ a un certo punto per avere i voti della classe media e della comunita’ ebraica americana ha dato una sterzata a destra alla sua campagna elettorale e a Gerusalemme ha promesso a Israele cio’ che non poteva promettere; se Obama vince e’ perche’ una fase si e’ chiusa e la nuova fase non si puo’ affrontare con le idee e con le armi di prima.
La crisi del Caucaso, piu’ ancora che le sconfitte in Iraq e in Afghanistan, ha mostrato l’esaurimento della orgogliosa pretesa della neo-destra americana di fare suo il mondo dopo la rimozione del muro di Berlino. In effetti qui le condizioni erano le piu’ favorevoli per gli Stati Uniti: la Georgia, uscita dall’URSS e ormai entrata nella sfera americana, e anzi ansiosa di entrare nella NATO; l’egemonia atlantica ormai imperante in tutta l’area est-europea di antica obbedienza sovietica; la Polonia pronta ad accogliere lo scudo spaziale e ogni altra arma “difensiva” antirussa; la Russia ormai ufficialmente declassata, dagli analisti americani, a potenza “regionale”. E se gli Stati Uniti avevano fatto una guerra per il Kosovo, ben poteva la Georgia fare una guerra per l’Ossezia. Ma e’ bastato che la Russia dicesse di no, che rivendicasse il mandato dell’ONU come legittimazione della sua presenza militare nell’Ossezia del Sud, e che muovesse le sue forze armate, ed ecco che tutto l’Occidente, in preda alla massima confusione, non ha potuto accusare la Russia che di “una reazione sproporzionata”, ancorche’ legittima; e la Georgia ha perso, e l’America con lei.
La lezione e’ che la forza non basta piu’, che nuovi equilibri si vanno creando, e che nessuno puo’ fare quello che vuole. L’era di Bush finisce con la sua “strategia della sicurezza nazionale americana”, la quale consisteva nel fatto che gli Stati Uniti controllassero il mondo intero, e che mai alcun’altra potenza potesse non solo superare, ma neanche eguagliare la potenza americana; l’equazione era che la sicurezza degli Stati Uniti stava nella insicurezza degli altri, e nell’impedire che qualsiasi nuova forma di equilibrio potesse crearsi dopo quello tramontato dei due blocchi. Questo sogno, concepito dopo la scudisciata delle Torri Gemelle, e’ svanito.
Ma cio’ si accompagna alla caduta di un altro sogno coltivato a partire dall’89 dalle potenze vincitrici della guerra fredda: e cioe’ che la globalizzazione, come realizzazione del capitalismo puro, sarebbe stata la forma definitiva del mondo, ormai pacificato sotto la dittatura universale del danaro. I costi umani, politici, economici e sociali di questo assetto finale della storia erano considerati danni collaterali, e in se’ trascurabili, purche’ non arrivassero alle .prime pagine.
Anche questa costruzione e’ franata; ma non perche’ ci sia stata una rivincita degli sconfitti, ma perche’ questo sistema non e’ atto a reggere la terra, e la terra esplode sotto le sue mani. Non e’ solo “il dio mercato” che produce danni irreparabili, come ormai ammette anche Tremonti, improbabile neofita della lotta contro un “fanatico” liberismo economico; ma e’ tutto il sistema della appropriazione, della produzione, del consumo e della trasformazione che e’ giunto a sbattere contro un muro invalicabile, che e’ quello dei limiti di un mondo finito e di una creatura che crea ma nei gemiti di una realta’ essa stessa creata. Per rendersi conto della gravita’ della crisi sistemica che si e’ prodotta e della portata dei “mali del mondo” basta leggere un agile libro appena uscito di una ambientalista di fama, Carla Ravaioli, dal titolo “Ambiente pace, una sola rivoluzione” (edizioni Punto Rosso, 12 euro). Si puo’ discutere la proposta di cominciare un rientro nei limiti, col disarmo dell’intera Unione europea, ma tutta l’analisi e’ ineccepibile e altrettanto la tesi dell’urgenza di una drastica inversione di tendenza; altrimenti il sistema per la sua stessa logica sarebbe tentato di salvarsi giocando l’ultima carta delle disuguaglianze, dell’esclusione e della guerra.
Questa riforma non puo’ farsi per via politica senza una profonda revisione delle culture che hanno presidiato fin qui lo sviluppo del mondo. Se vince Obama un mutamento politico e culturale potrebbe cominciare in America; e allora toccherebbe a noi, forze umane e progressiste di ogni Paese, fare da sponda a questa possibile rivoluzione americana. Perche’ se cambia la politica dell’America, cambia il mondo.
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Febbre della madonna
Doriana Goracci
Una Madonna da non perdere, la raccomandavano tutti e l’attesa si era fatta spasmodica. E’ arrivata blindata con i suoi 3.500 vestiti. Si e’ pagato all’Olimpico, da un minimo di 60 euro a 125, piu’ prevendita. In 60.000 hanno ascoltato estasiati la dedica a Ratzinger, Like a Virgin: “La dedico al Papa perche’ anche io, come tutti voi, sono figlia di Dio”.
Ma la Madonna sarda li batte tutti, convencion di Obama compresa e per di piu’ gratis: 100.000 persone a Cagliari e, in prima fila, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il governatore della Sardegna, Renato Soru, e il sottosegretario Gianni Letta, a sentire il Papa che celebra la Madonna di Bonaria e recita l’Ave Maria in sardo: «Sa Mama, Fiza, Isposa de su Segnore» e poi tutto quello che le donne volevano sentire: ” Domandiamo a Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra, di proteggere ogni mamma terrena: quelle che, insieme col marito, educano i figli in un contesto familiare armonioso, e quelle che, per tanti motivi, si trovano sole ad affrontare un compito cosi’ arduo. Possano tutte svolgere con dedizione e fedelta’ il loro quotidiano servizio nella famiglia, nella Chiesa e nella societa’. Per tutte la Madonna sia sostegno, conforto e speranza”.
Si aprono le porte della base di Vicenza, dice un sondaggio di Repubblica a carattere nazionale, che gli italiani disapprovano ma capiscono, Prodi compreso.
E si aprono anche le porte del carcere. Per la serie svuota le celle e riempi gli stadi, si liberano 7.000 posti: e’ in arrivo il braccialetto elettronico per il detenuto con peccati veniali.
Libere e liberi tutti, con rosario arrotolato al polso, di dire: Alleluiah, se po fa’!
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Diceva deluso Qohelet:
“Ho visto le cose
che si fanno sotto il sole,
ed ecco tutto e’ vanita’
e un inseguire vento.
Cio’ che e’ storto
non si puo’ raddrizzare
E quel che manca
non si puo’ contare” .
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COMUNI COME MONCALIERI
Monnezza da vendere
E’ nato l’Ecopunto: e’ un negozio, ma invece di vendere merci acquista rifiuti. E lo fa pagandoli in base alle quotazioni di mercato: circa 50 centesimi al chilo per l’alluminio, 20 per il ferro, 18 per la carta e la plastica. L’iniziativa – di un’azienda del torinese, la Recoplastica, che si occupa di smaltimento di rifiuti industriali – sembra destinata ad avere successo. Tant’e’ che sta nascendo addirittura una rete di negozi in franchising. Perche’, a detta del responsabile del progetto, con questa attivita’ si possono guadagnare 2.500 euro al mese. Un utile per i commercianti, per i consumatori e anche per l’ambiente.
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