
L’uomo ha bisogno di vuoto per capire il pieno.
“Quando c’e’ troppo da vedere, quando un’immagine e’ troppo piena o quando le immagini sono troppe non si vede piu’ niente. Dal troppo si passa molto presto al nulla.”
Wim Wenders
Ci vuole spazio per metterci qualcosa.
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Il poeta guerriero
Guerra e poesia sono due modi distinti di combattere la medesima battaglia, l’uno terribile, l’altro sublime.
Non v’e’ distinzione tra guerriero e poeta, se non nel modo di lottare.
Chi compone versi senza che questi abbiano come fine la vittoria non e’ un poeta, ma uno scrivano.
Chi combatte in guerra senza un fine nobile che possa esser tradotto in poesia non e’ un guerriero ma un macellaio.
Il poeta compone i suoi nobili versi con la spada a riposo lungo il fianco, pronto a sfoderarla quando l’orizzonte lo chiama alla battaglia.
Ma prega Dio di non doverlo mai fare.
Simone
http://http://arcadianet.blogspot.com/2008/06/atei-di-fronte-alla-religione-del.html
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E’ questo in fondo l’unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di piu’ strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere
Rainer Maria Rilke
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Futures e fame
Viviana Vivarelli
Dire che i prezzi aumentano perche’ diminuisce il cibo, o per cause climatiche, aumento della domanda o biocombustibili, e’ la menzogna dei media.
La produzione mondiale di cereali e’ cresciuta del 4,7% rispetto al 2006 e del 2,6% rispetto al 2005. E la domanda e’ cresciuta molto meno, del 2,9% rispetto al 2006 e del 4% rispetto al 2005. L’offerta resta superiore alla domanda, lo conferma anche l’andamento delle scorte che sono raddoppiate.
Le scorte ci sono, l’aumento di cereali e’ superiore alla domanda. Perche’ c’e’ un problema?
La causa abnorme che si dovrebbe affrontare e’ la speculazione in Borsa. E’ quella a provocare cinicamente l’aumento dei prezzi.
Coi Futures si scommette che un certo bene aumentera’ di prezzo in futuro, il fatto stesso di scommetterci fa aumentare il prezzo di quel bene e produce un’onda al rialzo del suo costo. Se molti acquistano Futures sui cereali, il prezzo dei cereali aumenta, arricchendo gli scommettitori. Essi si arricchiscono sulla fame del mondo.
Alla base di tutto non c’e’ un fenomeno reale di scarsita’ di cereali, ma le operazioni degli scommettitori della Borsa.
E’ da tempo che la Borsa e’ impazzita e muove e brucia capitali immensi secondo un mercato “virtuale” avido e malvagio. E’ tutto un mondo artificiale che si contrappone al mondo reale e lo condiziona in nome dell’avidita’ finanziaria.
Il neoliberismo si rifiuta di moderare le ondate speculative estreme di questo universo di profittatori. Ma la fame e’ reale. La gente che fruga nei cassonetti per trovare cibo e’ reale
E insulta la fame il sindaco Alemanno che vuole multare i poveri. La fame non si multa. Il disagio economico di milioni di persone non si fa tacere con l’odio, le telenovele o la propaganda
Si sentenzia che chi brucia il patrimonio famigliare per il vizio del gioco sia interdetto, ma chi brucia il patrimonio di interi Stati e condanna alla fame miliardi di persone non e’ colpito da nessuna interdizione.
Il neoliberismo e’ questo. A morte il neoliberismo!
Gli Stati non sono tutti uguali, i piu’ ricchi crescono 4 volte piu’ di quelli piu’ poveri e li angariano imponendo la loro economia con le guerre e i diktat di organismi multinazionali a loro favorevoli, come la banca Mondiale o l’Organismo internazionale del commercio (WTO).
I paesi poveri hanno una popolazione che si nutre quasi esclusivamente di cereali, ma gli Stati piu’ ricchi frenano le loro esportazioni e penalizzano le loro importazioni, allungando le mani anche sui loro servizi pubblici (come ha fatto l’Europa sull’Africa) e li costringono a un impoverimento crescente.
Il governo americano con i brevetti ha imposto il suo controllo su molti cereali (vd il riso basmati in India), da’ sovvenzioni enormi ai suoi agricoltori e incrementa la produzione degli OGM per arricchire le proprie multinazionali. I contadini americani sono fortemente avvantaggiati rispetto ai contadini poveri del mondo. Possono esportare grano a prezzo inferiore, protetti dalle sovvenzioni dei loro governi, e impediscono ai produttori poveri di esportare i loro prodotti come caffe’ o cotone perche’ i dazi fanno salire i loro prezzi rendendoli non competitivi.
In una situazione simile di vantaggi e svantaggi, guidati dall’imperialismo dominante, parlare di libero mercato e’ solo una bestemmia. Non esiste nessun libero mercato. Esiste solo il mercato della forza, dove chi e’ piu’ forte affama o uccide chi e’ piu’ debole.
In tale quadro, gli organismi di difesa internazionale sono una buffonata, carrozzoni che mantengono se stessi. La Fao dovrebbe stabilire qual e’ il fabbisogno alimentare minimo, e gli organismi internazionali dovrebbero difenderlo, cosi’ come in ogni Stato dovrebbe difendere un minimo di sopravvivenza dei suoi cittadini (altro che multarli!).
I dazi e le regole di import/export cosi’ come le regole di quel mercato omicida che e’ la Borsa dovrebbero rispettare canoni minimi di sopravvivenza. Il gioco dell’avidita’ finanziaria non puo’ restare incontrollato e mettere a rischio il futuro dei piu’.
La finanza costituisce il vero terrorismo del mondo.
In un pianeta dominato dall’avidita’ speculativa, il lucro e’ l’unica divinita’ a cui si inchinano governi, partiti e chiese.
Se la Terra fosse piu’ giusta, governi, partiti e chiese opererebbero per la salvezza delle persone, non dei capitali. Invece essi fanno parte della classe degli speculatori che mantengono in vita il vitello d’oro e si piegano ai suoi interessi, noncuranti dell’aumento della miseria e della morte.
L’identificazione tra economia-politica-religione e lucro e’ impressionante.
La Chiesa cattolica non fa eccezione e lo abbiamo visto nell’enorme crack del Banco ambrosiano (Banca dello IOR- 8 morti- crack di 1200 miliardi di lire del 1982). E quanto il denaro non abbia odore, lo provano fatti inquietanti come il riciclaggio di denaro sporco della banda della Magliana (la piu’ efferata banda criminale di Roma) operato da alti prelati con tanto di ringraziamento al loro boss che e’ stato sotterrato in una basilica come un santo.
L’economia si fa con la politica, la politica con la guerra e la sopraffazione, l’economia si fa con la morte, anche la religione diventa mercato di morte.
“Questa” economia neoliberista attrae a se tutto e diffonde morte.
E che un operaio anche la voti dice solo dello strazio dell’ignoranza che e’ male a se stessa.
Che a questo punto si parli di difesa della vita in relazione a una ragazza in coma da 16 anni, o del congelamento di migliaia di embrioni non si sa perche’ e non si sa per quanto, o che si parli di esportazione di democrazia in relazione all’aggressione del Medio Oriente, o delle guerre africane, diventa peggio che una menzogna, e’ una bestemmia contro Dio e gli uomini!
I comandamenti non sono 10, dovrebbero essere 11, e l’11°, il piu’ terribile, dovrebbe ordinare: non vendere te stesso e la vita degli altri per interesse! Che una ruota di mulino schiacci la tua testa se oserai tanto!
Dal 2006 il costo dei cereali e’ raddoppiato.
Non basta dire che c’e’ stata una siccita’ in Australia e che Cina e India chiedono piu’ carne o che e’ cresciuto il costo del petrolio.
Il costo del petrolio e’ diminuito di 46 dollari al barile, ma questo non ha migliorato gli squilibri indotti dall’avidita’ degli speculatori. Il prezzo della benzina non e’ diminuito e lo Stato ci avrebbe rimesso troppe tasse se gli avesse ordinato di seguirne il costo! Che Tremonti ci racconti la balla della tassa Robin Hood sui petrolieri e i bancari e’ una vergogna inaccettabile! Ha avuto la faccia di andare in Europa a dire che si doveva contrastare la speculazione in Borsa sul petrolio quando lui non ha fatto una mossa sulla speculazione italiana dei prezzi alla pompa o su tutte le altre speculazioni alimentari! E’ vergognoso!
Il prezzo del grano e’ diminuito!! Mentre il pane e la pasta hanno continuato ad aumentare! Siamo l’unico paese in Europa dove, dal cambio con l’euro in poi, non si e’ vista una sola misura di governo sul controllo dei prezzi! Dove il turismo e’ diminuito fino al 30% a causa del caroprezzi, dove la gente da’ continui segni di malessere e disagio economico senza che nessuno muova un dito, dove a causa dell’aumento dei prezzi l’economia si sta addirittura fermando (le previsioni ci danno allo 0,1). Ci raccontano che la filiera non e’ controllabile quando a volte consta di un solo passaggio controllabilissimo. Ci raccontano la balla del libero mercato quando poi questo e’ inesistente e dove lo stato vuole (vd Alitalia) lo Stato fa. E mettono tutto il sistema sotto la speculazione fondamentale di una Banca Centrale che e’ un ente privato ma domina la finanza collettiva e di una banca Europea che se ne infischia della miseria e aumenta le speculazioni dei potenti.
Accanto al mercato fasullo della Borsa hanno creato l’altro, altrettanto fasullo, delle valute.
Scrive Simone “la percezione che la gente ha nei confronti della moneta e’ una sorta di fede religiosa”. Ma su questo fideismo ed altri domina il controllo del potere.
Si crede dogmaticamente a cio’ che i media ci ordinano di credere: che gli aumenti dei prezzi abbiano ragioni razionali (l’Espresso qui e’ vergognosamente identico a Panorama), si calca la mano su cause marginali sviando l’attenzione sulla falsita’ dei grandi interessi.
Basarsi sulla produzione, la domanda, l’offerta e il costo delle merci, credere che vi siano leggi di mercato, e’ del tutto fuorviante. Non siamo nel regno di Keynes. Non ci sono leggi matematiche o statistiche. Non esistono le leggi di un libero mercato. L’economia e’ una truffa.
Mercato delle merci, mercato delle valute, Borsa e manovre faziose dei governi prevaricatori sono tutt’uno. Siamo nelle mani di una cricca di speculatori cinici e selvaggi. Forse 200 persone ricchissime affamano il mondo per continuare ad allargare a dismisura i loro spaventosi capitali. Berlusconi e’ uno di questi. I G8 sono congreghe dove i reciproci interessi sono rinforzati sulla disgrazia del mondo. La Comunita’ Europea e’ questo.
Alla base di ogni singola banconota non c’e’ alcun controvalore in oro, ne’ in altri beni e servizi. Alla base di ogni costo alimentare c’e’ la spregiudicatezza selvaggia di accaparratori.
Il valore del dollaro non e’ quello che dice. Gli USA rifiutano di riconoscere la loro recessione, il loro spaventoso deficit, il fallimento della loro economia e della loro politica imperialista. La Banca centrale americana continua a stampare dollari e a imporre al mondo il loro acquisto e non lo fa col libero mercato ma coi missili, col potere che ha nei grandi organismi economici internazionali, col suo mai discusso potere di veto. Che c’e’ di giusto in questo?
La speculazione innalza il costo del barile di petrolio. Ma sempre la speculazione lo abbassa, senza che si vedano effetti consecutivi sulla benzina e il costo delle merci.
Non c’e’ nessun ragione sufficiente che spieghi il carovita e l’immiserimento del mondo. Nessuna ragione che non dovrebbe essere portata davanti al Tribunale di Norimberga.
Questo e’ un crimine contro l’umanita’.
Certo la relazione tra cibo e modi per produrre energia e’ forte.
La cosa infame e’ che la scoperta che dai cereali si potevano fare carburanti fu negata inizialmente dai media per ordine dei grandi petrolieri (vd in Italia gli sfacciati articoli di Quattroruote che dicevano i biocarburanti rovinavano i motori, c’erano anche dei bloggher incaricati su internet di diffondere sfiducia), ma appena le grandi compagnie hanno preso sotto controllo questo mercato, i biocarburanti sono diventati una realta’ confermata. Cosi’ e’ la verita’: quello che fa l’interesse economico del momento dei piu’ potenti e quello i media diffondono.
Oggi i primi 2 produttori di biocereali sono Brasile e USA.
Lula dice che ha abbastanza cereali da garantire il cibo ai brasiliani e ha una quantita’ enormi di terreni ancora da coltivare, sia per il cibo che per l’energia.
L’UE vaneggia. Nel 2006 una Commissione Europea limitava al 25% i biocarburanti e ora, davanti al costo del petrolio, non sa che piu’ dire. Un carrozzone che difende sempre e comunque i grandi interessi contro i diritti dei popoli.
Certo siamo destinati a vedere profondi mutamenti nei modi per produrre energia.
E che questo infame governo ripieghi su un improbabile nucleare e’ altamente indecente. Lo stesso problema dei rifiuti avrebbe potuto costituire una grande occasione, l’inizio di un radicale mutamento nello smaltimento dei rifiuti in grado di iniziare un riciclo che li diminuiva e li convertiva in energia, invece questi incapaci si sono limitati ad ammucchiare il pattume spostandolo sul territorio, aumentando le discariche inquinanti sotto protezione dell’esercito e ripiegando sugli inceneritori affidati ai soliti criminali.
Tutto si lega, ma nulla cambia se il filo che tiene tutto resta l’interesse personale a breve periodo di poche cricche, legate alla criminalita’ imprenditoriale e finanziaria, e non diventa mai il bene collettivo. E’ da questa grave falla che nasce la crisi della politica, una crisi che produrra’ nel paese una caduta economica senza precedenti. Il caro prezzi e’ solo uno dei segnali del malgoverno imperante, contro cui non vediamo opposizione. Ma e’ la caduta di morale pubblica la rovina del paese.
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Maurizio Blondet (brano)
…Soprattutto, il maggiore investimento non accelera la produzione. Per quanto concime si butti, il grano ci mette sempre un anno a maturare. Per quanti ormoni inietti nella vacca, per quanto la alimenti di soya, quella non fara’ il vitello che nei soliti nove mesi.
Questa lentezza fa impazzire di rabbia gli usurai. Tanto piu’ li esaspera la coscienza torbida che tutti i loro «valori» – quelli quotati in Borsa e sui «mercati» – dipendono, in ultima analisi, da quel solo valore, il cibo, prodotto con quella lentezza naturale.
Il dollaro e l’euro non valgono quello che dicono i «mercati», se il grano rincara (com’e’ avvenuto) del 200% in sette anni: valgono del 200 % in meno. Le azioni, le obbligazioni, i derivati, incommestibili, perdono ogni valore per la gente che non ha da mangiare.
Ma quello che davvero li manda in bestia e’ questo fatto: che, per giunta, le messi e i raccolti sono un dono. Qualcuno, alla base dell’economia, regala le cose: ciò davvero fa’ rabbia agli usurai. Si’, il contadino si affatica, spende e s’indebita per comprare carburanti e concimi; ma il processo di fabbricazione, quello per cui il seme diventa una spiga che moltiplica i semi, o un fiore si tramuta in albicocca turgida, non e’ lui a padroneggiarlo. Avviene da se’. Ed e’ gratis. Il contadino lo sa benissimo, e quando vede il suo grano dorare, lo chiama «questo ben di Dio». Il che e’, per la finanza, imperdonabile.
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Wim Wenders
Gli Yankee hanno colonizzato il nostro subconscio.
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Incentivi alla distruzione
Manuela c (bloggher)
..e ci sono pure gli incentivi, elargiti dalla UE, per abbandonare l’agricoltura.
Se prima era “facoltativo” ora, con trattato di Lisbona e’ obbligatorio.
Avanti cosi’!…….L’ha stabilito l’Unione Europea, che attraverso un regolamento entrato in vigore nella famosa data del primo agosto, prevede “un miliardo di euro di incentivi per eliminare le coltivazioni”. Miliardi che si aggiungono a quelli da tempo destinati per la graduale, ma inesorabile dismissione del nostro patrimonio agricolo in generale.
Bruxelles ha deciso che in tutta Europa si devono estirpare 175 mila ettari di vigneti solo nel triennio 2009-2011. Per l’Italia il plafond e’ di 59000 ettari circa, con un tetto del 10% per ogni singola regione! Un progetto distruttivo talmente feroce che sarebbe assolutamente necessario conoscere i nomi di coloro che l’hanno pensato per obbligarli a coatte cure psichiatriche. Poi scopriamo che, pur avendo concesso in diverse altre occasioni incentivi per eliminare colture e prodotti tipici, compromettendo ovviamente l’immagine e l’economia dei Paesi che piu’ ne sono ricchi, questa e’ la prima volta che Bruxelles, in forza di Lisbona, “obbliga gli Stati membri a predisporre le misure”.
Inutile dire che le conseguenze di tale direttiva sono aberranti. La vite, infatti, anche laddove non e’ particolarmente redditizia, possiede grande valore di carattere paesaggistico e addirittura “idraulico”. Se i terreni franano, ci sentiamo ripetere quotidianamente, non e’ solo per il cambiamento climatico, ma perche’ si abbandonano le coltivazioni delle colline. Pensiamo alla bellezza degli storici vitigni terrazzati, in pendenza e di montagna, che si sa, sono poco redditizi perche’ di difficile coltivazione. Il rischio e’ che si perdano non solo vitigni autoctoni, ma si modifichi la geografia agricola e si sfiguri interamente il paesaggio!
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L’estate che non muore matura in se’ l’autunno
come un bisogno
di quiete
Le cose che non divengono
raddoppiano la morte
E’ la trasformazione la legge
sicura della vita
Il diavolo e’ uguale a se stesso
Cangia sempre lo spirito
libero.
Viviana Vivarelli
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Alzo zero
E LA NAVE VA
Sembra che il problema alimentare sommato a quello energetico costituiscano il gigantesco iceberg con cui la nave dell’economia mondiale e’ in rotta di collisione.
Il comandante (i nostri governanti) e’ tranquillo, anche quello del Titanic lo era, e come allora, l’orchestra continua a suonare.
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L’Ue aumenta i livelli massimi di pesticidi in frutta e verdura
Da oggi frutta e verdura potranno contenere livelli massimi di pesticidi ancora piu’ alti di quelli previsti fin ora. E’ il risultato, non proprio entusiasmante, raggiunto dall’Ue nel tentativo di armonizzare ed uniformare i limiti massimi di pesticidi consentiti in ciascun prodotto nel mercato comunitario.
Contro questa decisione tuonano alcune associazioni, come Legambiente e il Pesticide Action Network, l’organizzazione che raggruppa le associazioni europee a difesa della salute e dell’ambiente contro i pesticidi, le quali hanno gia’ annunciato di aver presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
In un’analisi pubblicata in questi ultimi giorni da Greenpeace e dall’ONG austriaca Global 2000 si evidenzia come “la contaminazione permessa in particolare su mele, pere, uva, pomodori e peperoni e’ spesso cosi’ elevata da poter recare danni acuti e cronici alla salute umana ed in particolare a quella dei piu’ piccoli”.
http://www.ecoblog.it/post/6652/l%e2%80%99ue-aumenta-i-livelli-massimi-di-pesticidi-in-frutta-e-verdura#show_comments
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Song of Childhood scritta da Peter Handke per il film ‘Il cielo sopra Berlino’
Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente,
e questa pozza, il mare.
Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.
Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un’opinione,
non aveva abitudini,
sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via,
aveva una vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.
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Il tempo guarira’ tutto. Ma che succede se il tempo stesso e’ una malattia?
(Marion da ‘Il cielo sopra Berlino)
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Da: Radiovaticana.org
Allarme pedofilia: “Telefono arcobaleno” denuncia il massiccio aumento dei siti pedopornografici
Dati spaventosi, che non dovrebbero sfumare nella coscienza dell’opinione pubblica nel flusso continuo di una stampa che spesso non segue con costanza fenomeni di gravissimo allarme sociale, come la pedopornografia, un reato che lede i diritti dei bambini, spesso compromettendone per sempre un sano sviluppo piscofisico. Sono oltre 30 mila i siti Internet a contenuto pedopornografico denunciati nei primi 8 mesi del 2008 da Telefono Arcobaleno, organizzazione specializzata nella lotta contro questo crimine particolarmente odioso. In media sono stati segnalati 125 siti al giorno, 875 alla settimana, 3790 al mese. Cifre che registrano un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2007. Denunce presentate in tutto il mondo. Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno segnala un cambiamento significativo nelle geografia dei siti pedofili: in prima posizione, si conferma ancora una volta la Germania, seguita dalla Cina, vera e propria novita’ nello scenario della pedofilia on line, “segno – spiega Arena – che la massiccia presenza internazionale in quel Paese, in occasione dei Giochi Olimpici, ‘ha imposto l’apertura delle maglie’ nella censura su Internet”. Del resto il ”pedo-business”, commenta il presidente di Telefono Arcobaleno e’ ”l’unico settore della new economy che non ha risentito della crisi. L’offerta e’ differenziata – spiega – viene usata ogni possibile risorsa di promozione, con veri piani di marketing. La pedofilia online ha contaminato comunita’ e bacheche nate con altri scopi”. ”Osservazioni – conclude Arena – che fanno riflettere sul ruolo che ogni soggetto (legislatore, polizia, provider, ong) deve svolgere per porre sotto controllo il fenomeno”.
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E quanti sono i clienti prelati?
Pier Pensante
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Carne
John Phil
Il grano utilizzato per gli allevamenti di bestiame corrisponde circa al 36% dell’intera produzione mondiale.
Per ingrassare di circa mezzo chilo un manzo da allevamento occorrono oltre 4 chili di foraggio di cui 2 chili e mezzo sono cereali e sottoprodotti di mangimi ed il restante chilo e mezzo e’ paglia tritata.
Solo l’11% del foraggio assunto dal manzo diventa effettivamente parte del suo corpo mentre il resto viene bruciato come energia.
Un acro di terra coltivato a cereali produce proteine in misura cinque volte maggiore rispetto ad un acro di terra destinato all’allevamento di carni. I legumi e le verdure possono produrne rispettivamente 10 e 15 volte tanto.
Al momento sono milioni gli acri di terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati esclusivamente per la produzione di mangime destinato all’allevamento del bestiame europeo.
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Nasciamo, per cosi’ dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno piu’ definitivamente
Rainer Maria Rilke
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Berlusconi: ultimo comunista
Paolo De Gregorio
Cosi’ Travaglio, tra il serio e il faceto, definisce Berlusconi in un suo articolo sulla concentrazione del potere decisionale in Italia.
“Nella vicenda Alitalia infatti Berlusconi convoca imprenditori, cambia leggi, organizza cordate, dal governo dirige gli affari dell’impresa privata, sistema debiti, sposta dipendenti, fa piani quinquennali e ricorda tanto la grande Unione Sovietica. Il Cavaliere ripristina l’industria di Stato, l’ultimo comunista e’ lui. (Passate parola)” Marco Travaglio su www.beppegrillo.it.
Pero’ il paradosso mi consente di togliermi qualche sassolino dalle scarpe, perche’, al di la’ delle apparenze dei dibattiti parlamentari, le decisioni vere, nelle cosiddette democrazie liberali, vengono prese da pochissimi, esattamente come nei comitati centrali dei vecchi partiti comunisti, con la differenza che le une vengono definite “libere e democratiche” e le altre “autoritarie e liberticide”.
Per restare in Italia, e nella attualita’, nella nostra recente storia abbiamo avuto un solo uomo politico che ha preso la decisione di definire “giustizialisti” e “toghe rosse” un piccolo gruppo di magistrati che avevano avuto l’ardire di inquisire i potenti, e questo uomo solo ha ordinato ai mezzi di informazione, che controlla direttamente e indirettamente (Rai) praticamente il 90% dell’editoria, di fare una campagna, martellante, metodica, ossessiva, durata anni, per trasformare quelle bugie, ripetute all’infinito, in chiare ed evidenti verita’, capaci di fargli vincere le elezioni.
Sempre un uomo solo, con la beffarda impudenza di sostenere che e’ una legge nell’interesse dei cittadini e della giustizia, ha ordinato ai suoi deputati e senatori di approvare il “lodo Alfano” stracciando il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, per liberarsi dei processi che lo riguardano. Veramente impossibile anche nell’Unione Sovietica o nella Cina maoista.
Allarghiamo il nostro sguardo sulla “grande democrazia americana” (come Veltroni si ostina a definire gli Usa) e vediamo che pochi petrolieri hanno creato false prove per aggredire l’Iraq e che la grande crisi dei subprime, esportata a livello mondiale, e’ un “pacco” preparato da banche e finanziarie che hanno acceso mutui a gente che sapevano incapace di pagare e rifilato quelle insolvenze inesigibili, ben confezionate, a migliaia di istituzioni ignare o complici, trasferendo ad altri le insolvenze deliberatamente create, con conseguente crisi economica anche in Italia.
La dotazione di un arsenale atomico e la disponibilita’ per Israele di armi moderne e sofisticate, fattore che ha alterato tutti gli equilibri in Medio Oriente e ha prodotto innumerevoli guerre, non e’ stata decisa da nessuna assise democratica, ma dalla potente lobby ebraica americana e dai petrolieri, che avevano bisogno di una potenza militare regionale nel cuore del petrolio mondiale, aiutati dal Pentagono.
Si straparla sempre di liberta’ e democrazia, ma le decisioni che veramente contano le prendono i grandi banchieri, i capi delle multinazionali, le lobby delle armi, i sionisti, la gente come Murdoch e Soros. Purtroppo bisogna ammettere una cruda verita’, che sono i rapporti di forza militari, e non la democrazia, a prevalere nel mondo, come dimostra l’evento bellico provocato da Usa e Georgia, che ha risvegliato la fin troppo paziente Russia, circondata sistematicamente da basi Nato, piazzate negli ultimi anni nei paesi ex-sovietici e confinanti con essa.
Malgrado la Russia non avesse dato alcun segno di aggressivita’, malgrado avesse concesso alla Nato un corridoio aereo utilizzato per l’aggressione all’Afghanistan, e malgrado un patto di collaborazione con la stessa Nato, le manovre Usa ostili verso la Russia si sono intensificate, e si tratta di ostilita’ di tipo militare, non giustificabili in nessun modo.
O meglio, inconfessabili, poiche’ la notevole integrazione economica e il clima di pace con l’Europa stavano dando dei frutti in cui la Nato era diventata un ostacolo e un ferrovecchio, la politica estera americana imposta all’Europa era diventata un impedimento al suo sviluppo, e soprattutto l’Euro era diventato troppo forte e troppo teso a sostituire il dollaro come moneta mondiale di riferimento.
La guerra Usa all’Europa si e’ manifestata attraverso l’istigazione americana e israeliana, supportata da forniture di armi e consiglieri, ad attaccare territori notoriamente abitati da russi, con il solo e unico scopo di provocare la reazione della Russia e finalmente staccarla dall’Europa, e come fattore tattico, ma non strategico, influire sulle presidenziali americane.
Altro che democrazia! Questa e’ guerra fredda con la speranza di provocare quella calda, e chi provoca lo fa solo perche’ si sente in posizioni di supremazia militare e soprattutto perche’ vede che con la pace e il libero mercato sono proprio gli Usa a perdere influenza, potere economico, finanziario e monetario.
Se la crisi provocata dagli Usa si acutizza e l’Europa si allontana dalla Russia, e’ ipotizzabile una alleanza con i paesi mediorientali, Iran e Siria, che gia’ chiedono alla Russia missili difensivi, antiaerei e antimissile, capaci di far pagare ad Israele una eventuale aggressione contro i siti nucleari iraniani.
Questa ennesima criminale mossa di Bush e dei sionisti, capace di destabilizzare il mondo e’ stata presa segretamente, senza legittimazione democratica, da quei poteri forti che dominano il mondo e ci portano quando vogliono loro dentro guerre e tensioni.
Sia il “comunismo reale” che la “democrazia reale” hanno dimostrato che, al di la’ delle solenni dichiarazioni, funzionano senza democrazia, concentrano il potere nelle mani di pochi e lo usano in modo occulto e spregiudicato, commettendo reati e prevaricazioni.
Gli illusi che pensano di poter contare e incidere nella dittatura mediatica in Italia presto prenderanno atto che solo una gravissima crisi economica e ambientale potra’ fermare il regime, non gia’ una opposizione pavida e inesistente.
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da greenreport.it
Un Paese amico del clima, cominciamo dalle manutenzioni
di Massimo Serafini
Il governo Berlusconi ha una proposta energetica, e’ quella che Enel ed Eni da tempo suggeriscono a chiunque governi. Un progetto che incatena il paese al fossile e lo riporta al nucleare, decisamente piu’ attento a fare profitti che a combattere i “capricci del clima”. L’evidente mancanza di opposizione mi spinge a domandarmi se esistano e siano socialmente praticabili scelte energetiche funzionali alla lotta ai cambiamenti climatici, in poche parole se sia possibile un’alternativa alle scelte del governo.
Provo a suggerire alcune idee. Scelte energetiche amiche del clima e socialmente sostenibili devono saper realizzare tre obiettivi: ridurre i consumi energetici senza penalizzare l’occupazione; garantire una crescente autonomia energetica al paese; promuovere partecipazione e democrazia.
Quanta energia serve a questo paese se vuole essere amico del clima? Oggi necessita di oltre 200 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, che nella previsione del governo sono destinate ad aumentare insieme alle emissioni. E’ possibile ed e’ socialmente sostenibile puntare ad una riduzione del fabbisogno, condizione decisiva per riappacificare l’energia con il clima? Lo e’. E’ scientificamente accertato che almeno la meta’ di questi 200 Megatep sono sprechi. Quanti e’ possibile eliminarne, promuovendo politiche di efficienza e sufficienza? Puntare solo sull’efficienza energetica non basta, servono anche decisioni che cambino gli stili di vita, che sono basati su usi dissipativi e poco intelligenti dell’energia.
Una proposta realistica potrebbe essere quella di puntare a una stabilizzazione del fabbisogno fino al 2010 per poi ridurlo nei 10 anni successivi del 2% ogni anno.
E’ piu’ o meno cio’ che ci chiede l’Europa con la direttiva sul clima, che per l’appunto ci obbliga ad aumentare, entro il 2020, l’ efficienza del paese del 20%. Le proposte per realizzare tutto cio’ sono note da tempo e la loro praticabilita’ dipende esclusivamente dalla volonta’ politica di deciderle.
Fra queste la piu’ efficace e realistica e quella che punta a spostare le attivita’ dell’edilizia verso la manutenzione e riqualificazione energetica del gia’ costruito. Il patrimonio esistente assorbe per essere riscaldato, rinfrescato ed illuminato oltre un terzo del fabbisogno primario di energia e quindi si interverrebbe su una grossa fetta dei consumi di energia. Inoltre spostare sulla manutenzione e riqualificazione fermerebbe il consumo di suolo giunto a livelli insostenibili. Per realizzare tutto cio’ e’ necessario: passare dall’attuale deduzione fiscale del 55%, per gli interventi che aumentano le prestazioni energetiche di un edificio, ad una completa deducibilita’; portare l’Iva al 4% per tutti i materiali e le tecnologie dell’efficienza energetica; adeguare i regolamenti edilizi; sviluppare le ESCO; rivedere la legge Merloni sugli appalti pubblici togliendo la questione del massimo ribasso che scoraggia, per il loro costo, l’uso di materiali e tecnologie che garantiscono piu’ efficienza.
Ma anche ridurre il fabbisogno attraverso politiche di efficienza e sufficienza non basta. Bisogna essere amici del clima e socialmente sostenibili anche per quanto riguarda le fonti da cui si procura l’energia che serve. La proposta e’ di incrementare il contributo delle fonti rinnovabili (escludendo le assimilate) al fabbisogno di elettricita’ e calore dell’1,8 ogni anno fino al 2020. Anche qui ci si limiterebbe a realizzare cio’ che chiede la direttiva comunitaria sul clima (+20% da fonti rinnovabili) Lo strumento che permette lo sviluppo delle vere rinnovabili e’ noto e gia’ esiste in questo paese: e’ il conto energia che l’ultima finanziaria ha introdotto per tutte le rinnovabili, che richiede per essere piu’ efficace un’ulteriore semplificazione delle procedure di accesso e la creazione in ogni comune di sportelli informativi per la cittadinanza.
A questo punto e seguendo un preciso ordine di priorita’ una proposta alternativa amica del clima deve indicare da quale fonte si procura l’energia mancante e di transizione. La proposta e’ che essa venga procurata dal gas naturale, escludendo quindi petrolio carbone e nucleare, da usare sviluppando la microcogenerazione e trigenerazione e in nuove centrali a ciclo combinato di piccola taglia che permettono di essere facilmente cogenerate. Se il gas naturale e’ fra le fonti fossili quella che deve garantire la transizione verso il 100% rinnovabile, e’ evidente che per facilitare l’approvvigionamento va garantita la costruzione di almeno due rigassificatori, uno al nord e uno al sud.
Le mail di Andrea Agostani sono sempre molto interessanti, per averle scrivere a: lonano.da@tin.it
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Lo sfascio in carrozza
Viviana
Mentre il problema dei rifiuti non e’ certo risolto per aver ripulito il centro di Napoli, mancando totalmente qualsiasi piano di riforma del settore, e, mentre 30 miliardi di tagli sui servizi pubblici non ci renderanno la vita certo piu’ facile, il fallimento del giorno e’ quello dell’Alitalia e, per quanto B tenti di rigirare la frittata, questo appare come il suo maggior fallimento, un fallimento che sfiora la truffa e la presa per il culo e che pesera’ pesantemente sulle tasche degli italiani. Ma ci penseranno poi la riforma dell’Ingiustizia e il federalismo a preparare fallimenti ancora piu’ costosi in termini di disuguaglianza e di iniquita’.
Bellissima la vignetta di Ellekappa:
Impuniti gli ultras che devastano i treni
Figuriamoci i premier che sfasciano le compagnie aeree
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Tutti intorno alla morta
volevano salvare la morte
e farne un’icona
preti, politici, famiglie,
cosiddetti cristiani
ed era tutto intento a litigarsi
per la sottile questione di primazia
di potere
attorno a una morta
celebratori di morte
divoratori di morte
che di essa si pascevano
e si arricchivano
e con essa fingevano
di fare qualcosa mentre
il loro alibi puzzava lontano di fogna
Vagavano milioni di affamati
di profughi, di devastati
attraversavano deserti
affogavano in mari
nemici
si prostituivano
venivano
fatti a pezzi
o sfruttati
o buttati
nella totale indifferenza del mondo
che voleva salvare la morte
50.000 trapiantati reclamavano
il loro diritto di vivere
che i difensori della Vita
avrebbero semplicemente negato
intanto che celebravano le loro funzioni
ipocrite
alla morte
attorno al corpo di una morta
50.000 in cambio di una
e’ un affare molto cattivo
E affamati, profughi, migranti, affamati
trapiantati
gridavano
tutti
il loro diritto alla Vita
ma non cosi’ forte
quanto gridava una morta
sull’altare della morte
ma non cosi’ forte
da far salvaguardare la vita
sarebbe bastato che qualcuno
si distraesse
dall’incubo
magnete d’ipocriti
e dicesse, come il bambino al re
nudo,
che si deve salvare la vita
non si deve salvare la morte.
Viviana Vivarelli
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Perdonismo e condonismo
Di Pietro
L’indulto si avvia a non avere piu’ padri responsabili. Perfino il ministro Alfano, dopo averlo votato insieme con Forza Italia che ne e’ stata la piu’ accanita sostenitrice, si dice pentito ed ora piange lacrime di coccodrillo. Egli viene dopo altri illustri pentiti, da Amato, Fassino a D’Alema, ma mai un esponente di alto rango di FI si era pronunciato in tale direzione.
L’affermazione e’ importante perche’ proviene da un partito dedito al piu’ bieco perdonismo ed al condonismo, come dimostrano le 26 leggi clemenziali prodotte nella legislatura presieduta da Berlusconi in ogni materia, fiscale ed ambientale, penale e finanziaria.
Siccome non credo ad un radicale pentimento culturale in materia, debbo pensare che sia un altro il motivo del pentimento: forse respingere la responsabilita’ per carceri di nuovo piene a poca distanza dall’indulto, come Italia dei Valori aveva ampiamente denunciato in occasione del fiero ostruzionismo contro quella legge, iniqua e detestata da due terzi dell’opinione pubblica. Troppo comodo piangere sul latte versato.
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« Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aeronautica, il calabrone non puo’ volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e percio’ continua a volare. »
Non fare parte di “alcuni”, mentre gente come Heinrich Schliemann, Cristoforo Colombo e il primo astronauta che mettera’ piede su Marte sono i calabroni!
Vriv
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Kahlil Gibran – da il Profeta- I figli
E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se’ stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benche’ vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sara’ concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
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Pensieri su una figlia
Catriona
La poetessa e madre scozzese Lydia Robb descrive come durante il parto si fosse interrotto il senso di tutt’uno percepito con sua figlia durante la gravidanza: sua figlia era stata finalmente lanciata nel mondo come un essere a se’ stante. Come mamma ora sapeva avrebbe dovuto fare esperienza di nuove separazioni
Quando il tempo verra’
Ti accompagnero’ al mare della vita
E prendero’ la stella piu’ brillante per guidarti
Nonostante la marea ci possa mandare
In direzioni opposte
Mi devi promettere:
Non navigare mai troppo lontana da me
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Auguri da Peter and Sophie (da Twenty Blessings by Thomas A. Clark’s)
Che i giorni migliori siano I tuoi
Che la fortuna ti accompagni dalla montagna al mare
Che tu possa fronteggiare il vento contro
Che tu possa essere tenera e selvaggia
Che il tuo desiderio possa essere infinito
Che il tuo tocco sia toccato
Che la tua assenza sia sentita, quando te ne partirai
Che tu possa camminare da sola tra le stelle
Che le tue braci siano ancora accese alla luce del mattino
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RIDIAMARO : – )
IL MONDO VA A ROTOLI, COME DISSE L’INVENTORE DELLA CARTA IGIENICA.
Bloggher Ernesto
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Tiziana s
L’uomo e’ l’unico animale che arrossisce, Ma e’ l’unico ad averne bisogno
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I telegiornali di mezzo mondo hanno mostrato le immagini di Putin che salva un cameraman dall’attacco di una tigre. Berlusconi minimizza: “Niente di che. Io ho salvato Emilio Fede dal satellite!”.
by www.giuda.it
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Beppe Grillo
Il Paese è in pieno delirio. Discutere con lo psiconano o con Topo Gigio Veltroni è impossibile. Sono nullità che si credono importanti. Uno è Napoletone e l’altro l’ Obama bianco de noantri. I primati bianchi al potere li abbiamo solo noi. Gli altri li esibiscono allo zoo. Mettersi sul loro piano vuol dire perdere il senno. Nulla di ciò che dicono è vero, ma neppure importante, ma neanche intelligente. Chi li vede dialogare dall’esterno, come i media stranieri, non può capirli, sono dei pazzi in libertà. Hanno messo un tappo alla nazione con l’informazione di regime.
Il delirio della democrazia si diffonde e trasforma in merda ciò che tocca. I cittadini non possono filmare i loro dipendenti nelle sedute dei consigli comunali. Non possono eleggere i loro dipendenti in Parlamento e in futuro neppure in Europa. Non sono uguali alla legge rispetto alla banda dei quattro.
I nostri dipendenti sono dentro un manicomio. Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos’è la realtà. La confondono con i loro interessi privati o di partito. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i parcheggi, i ponti sugli stretti, il tunnel in Val di Susa, il digitale terrestre e la magistratura al guinzaglio. Sono deliri alla veltrusconi. Le chiamano posizioni dialoganti.
Abbiamo provato a parlare con questi pazzi con le nostre proposte a Prodi, la legge di iniziativa popolare, la raccolta di firme per il referendum, le denunce al Parlamento Europeo a Strasburgo e a Bruxelles e mille altre cose. Non è servito. Se discuti con un pazzo, chi ti osserva dall’esterno vedrà due pazzi che farneticano. Un nuovo partito in Parlamento equivale a un sano di mente in un manicomio criminale. Diventerebbe uguale a loro, è solo una questione di tempo. Dipendiamo dall’estero per l’energia e non sfruttiamo le rinnovabili. Dipendiamo dall’estero per i beni alimentari e asfaltiamo i campi di grano. Abbiamo uno dei più grandi debiti pubblici del mondo e regaliamo cinque miliardi di euro alla Libia. L’Egitto importa dall’Ucraina il pane e noi le centrali atomiche. La Russia minaccia ritorsioni nucleari per la Georgia e le basi atomiche americane con 90 testate nucleari le abbiamo noi, a Ghedi Torre e ad Aviano.
I pazzi non sanno di esserlo e credono che i veri pazzi siano i sani di mente. Non abbiamo alternative alla democrazia fai da te, all’autogoverno, al presidio del territorio, alla partecipazione a ogni decisione che riguarda la collettività. Il delirio del Parlamento e dei partiti va smontato dal basso come una costruzione di lego. Dobbiamo riprenderci i comuni e, dove questo non sia possibile, mettere sotto controllo i sindaci e gli assessori. Filmandoli, intervistandoli, denunciando le loro omertà.
Nel 2009 ci saranno le elezioni amministrative. E’ una delle ultime occasioni per uscire dal delirio e entrare nella modernità. Nelle prossime settimane pubblicherò un simbolo che dovrà essere comune a tutte le liste civiche, un programma di riferimento tratto dalle migliaia di idee ricevute per le primarie dei cittadini e una data per un incontro nazionale delle liste e dei meet up che si terrà all’inizio del prossimo anno. Fuori dal delirio, dentro la realtà.
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http://www.masadaweb.org
Un bell’articolo dal contenuto “FORTE”, condivido molto di quanto scritto. Le nazioni non pensano agli affamati, ma pensano ai propri interessi ed al potere. Mi sono convinto già da tempo che le persone muoiono di fame non per mancanza di cibo ma per la speculazione sul cibo. In Italia si distruggono milioni di quintali di frutta per poter vendere il rimanente ad un prezzo alto. Generando penuria non tutti si possono permettere di acquistare a prezzi alti, questo vale per tutto il comparto alimentare. L’economia dovrebbe essere globale e risolutiva, perchè “TUTTI GLI UOMINI SONO UGUALI ED HANNO PARI DIGNITA’ “. Credo che solo Dio possa fermare questi mercanti di morte, sia gli speculatori sia i governi che intrallazzano con loro.
Renj
Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2008 @ 8:02 pm |