Nuovo Masada

Settembre 1, 2008

MASADA n. 776. 1-9-2008. Un disastro di successo

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 5:09 pm

La compagnia di bandierina- Se vince il settanduenne McKain e si invalida una miss diventerebbe presidente USA – Il Lodo Alfano e’ la goccia che fa traboccare il vaso – Ma Berlusconi vuole stoppare anche le intercettazioni, prima della mossa finale sulla Giustizia – Miliardi buttati e mascalzonate – 50 anni fa la legge Merlin – Le contraddizioni di Brunetta

Copiamo integralmente alcuni articoli da Tafanus, newsletter e blog, http://http://iltafano.typepad.com/

Sarah “Bellagnocca” Palin vice di McCain: God Bless America!

Non ci posso credere!!! Sarah Bellagnocca Palin e’ la candidata di John McCain alla vicepresidenza: detto in termini piu’ brutali: se durante il suo (eventuale) mandato presidenziale John McCain dovesse prematuramente mancare (ipotesi tutt’altro che di scuola, visto che e’ piu’ vecchio di me…), la poltrona di personaggio piu’ potente del mondo verrebbe occupata, fino al 2012, da questa giovane signora di bell’aspetto, di cui sappiamo poco. Quel poco, ve lo diremo.
Comunque, niente da obiettare: non da parte nostra, che ci ritroviamo con ministre come la Gelmini e la Carfagna, e sottosegretarie come Michela Vittoria Coscialunga Autoreggenti Brambilla.
In fondo, la sua bella esperienza politica per guidare eventualmente il mondo occidentale, Sarah Bellagnocca l’ha pur fatta… e’ da due anni nientemeno che governatore dell’Alaska, uno Stato che nel 2004 contava una popolazione di 655.435 abitanti (un po piu’ di Genova, un po meno di Palermo).
Di lei non sappiamo molto di piu’. Sappiamo dalla Stampa che “…e’ membro tesserato della National Rifle Association, maratoneta e appassionata della vita all’aria aperta (mangia hamburger di alce) … suo marito Todd e’ un eschimese … e’ soprannominata «la governatrice piu’ calda dello stato piu’ freddo», e nel 2007 ha posato per Vogue…”

Inoltre la Stampa ci informa che “…e’ contro l’aborto e i matrimoni gay MA a favore della pena di morte e il diritto a portare armi. “MA???”
Wikipedia ci fornisce invece altre imperdibili informazioni, che ci tranquillizzano circa le sorti del mondo prossimo venturo: “…Sarah partecipa a tutte le corse locali sui 5 e sui 10 chilometri. E’ stata capitano, a soli 18 anni, della squadra di basket “Wasilla High School Warriors” di Wasilla, dove si e’ giustamente guadagnato il nick-name di “Sarah Barracuda”, per la sua grinta. Pensate che durante una partita, nonostante una minifrattura da stress, e’ stata capace di segnare un tiro libero negli ultimi secondi… Ma quanto e’ grande, Wasilla? Il sito del comune ci dice: “…conservatively estimated population of more than 27.000…”. Fanno bene ad essere “conservative”… Quando si parla della popolazione di Wasilla, la prudenza non e’ mai troppa.
Pailn, che era anche capo della “Associazione Atleti Cristiani”, prima di ogni gara guidava il team nella preghiera! Nel 1984 Sarah ha vinto il titolo di Miss Wasilla, e subito dopo e’ finita seconda nel concorso per Miss Alaska. Ma non e’ finita qui! Sarah suonava il flauto, ed ha vinto anche il titolo di Miss Congeniality! (?)
Inutile negare che la svolta della sua vita e’ arrivata con la conquista del secondo posto in Miss Alaska, che le e’ valsa una borsa di studio, con la quale si e’ laureata in giornalismo. Ha poi sposato il boy-friend del liceo, e ha fatto per qualche tempo, grazie alla sua laurea in giornalismo, la cronista sportiva in una TV privata di Anchorage (269.000 abitanti). Pero’ insieme al marito, si e’ anche cimentata nel ruolo di pescatrice e commerciante di pesce.
Insomma, una sorta di OGM ottenuto incrociando la Poli Bortone con la Binetti, poi con Mara Carfagna, con Simona Ventura e con Roberto Formigoni.
Lunga vita a John McCaine… God bless America
P.S.: Credevamo di aver toccato il fondo con Caligola che nomina Senatore il suo cavallo, o con Berlusconi che nomina Ministro Mara Carfagna. Ebbene, scavando ancora, abbiamo trovato Miss Wasilla candidata a N° 2 degli Stati Uniti. Ma quest’incubo non avra’ mai fine?
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La piazza
Doriana Goracci

Fantastica Corsa alla Casa Bianca: e’ arrivata una donna, una freccia gigante tra i due che insieme vanno alla Grande Sfida. Toh! Ti piazzo in questa puntata una signora di 44 anni, Sarah Palin “la governatrice piu’ calda dello stato piu freddo”, maratoneta e appassionata della vita all’aria aperta, contro l’aborto, un figlio Down e altri quattro “normali”, contro i matrimoni gay ma a favore della pena di morte e il diritto a portare armi. E cosi’ ti rovino la Piazza. La piazza di chi? Dei democratici di Obama, quelli che sbandierano il loro colore caffe’ e latte, l’amico di tutti, dalla mano ferma che dichiara “Russia e Georgia mostrino moderazione ed evitino una guerra in piena regola”. Gia’, chiamiamola in un altro modo, come la pace in decrescita a favore della ricchezza che crescera’, alle spalle di altri. Si preparano altre polpettine avvelenate, si accarezzano con commozione i gatti miagolanti e si proteggono, assistendo dietro alla gabbia della mondovisione. Un bel concertone e tutti a sventolare il segno della vittoria. Da noi in alto il dito medio, in mezzo al Dialogo tra le Chiese e un voto in condotta che non perdona grandi o piccini. Questa e’ la Liberta’: assistere comodi agli ordini e a chi sa mantenerli in questa Piazza da serial killer e madonne violentate, tra un lauto pasto del sogno americano e sgranocchiando pop corn al pizzo. Ci rifaremo in autunno: noi possiamo tutto, we can, se po’ fa, anche con un velo sopra alla faccia che lascia solo gli occhi liberi e sbarrati sul nostro presente.
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Come ti rigiro la frittata da fallimento a grande successo

L’Alitalietta di Berlusconi, e la compagnia di bandierina
Da Tafanus

Berlusconi e’ un maghetto. L’Alitalietta e’ salva. Non l’abbiamo svenduta ai francesi. Nessuno si fara’ male. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani. Non solo. Di piu’! di piu’! A guardare i piani del maghetto, quelli che hanno comprato azioni Alitalia a 6 euro, le hanno vendute a 3, ora che valgono meno di mezzo euro si affrettino a comprarne a camionate. Non si lascino sfuggire la grande occasione. Venghino siori, venghino! si affrettino, perche’ non ce n’e’ per tutti. Chi tardi arriva, male alloggia!
I giornali di ieri ci informavano delle “magnifiche sorti e progressive” dell’Alitalietta. E’ vero, i ricavi passano dai 4.800 milioni di € di quest’anno ai 4.300 dell’anno prossimo (-10,4%), ma gia’ nel 2013 saranno di 5.200 milioni: +20,9%. E’ vero, non c’e’ compagnia al mondo che preveda un incremento di ricavi, nel trasporto aereo, di quasi 21 punti in quattro anni. Ma LORO non hanno la fortuna di avere in casa un Berlusconi.
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Avremo la flotta tagliata (nonostante la presa in carico dei catorci di Toto) da 238 a 153 aerei (-36%); le rotte tagliate da 194 a 141 (-27%); il personale passera’ da 18.500 a 11.500 persone (-38%); gli aerei intercontinentali ridotti da 27 a 18 (-33%); DICIOTTO AEREI!!! li riconosceremo a vista, uno per uno, quando li vedremo passare, una volta ogni due o tre giorni!. Faremo ciao con la manina. Avremo ben 15 destinazioni intercontinentali, la cessione del settore cargo (finalmente!) e Malpensa ridotta a terminal per i voli charter per le Canarie, ma i ricavi cresceranno del 21%.
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…AZZ…! se non e’ un mago quest’uomo (anzi, un maghetto, vista la statura), chi lo e’ mai?
Ma non andate via, non e’ tutto!!! correte! affrettatevi! di azioni Alitalia non ce ne sono mica per tutti! chi tardi arriva, male alloggia!!! I miracoli non finiscono mica qui!!! Fra il 2008 ed il 2009 i ricavi (parola dei nostri maghetti) si riducono da 4.800 a 4.300 milioni, ma miracolosamente l’utile operativo passa da -805 milioni a -260 milioni. Qualcuno me la spiega? Ma e’ sul margine operativo lordo che il maghetto compie un autentico miracolo, che riempira’ i testi di economia per i prossimi mille anni: attualmente, per ogni milione di euro incassati, l’Alitalia ne perde 53.000; nel 2009, per ogni milione incassato, Alitalietta guadagnera’ 36.000 euro. Ma il vero, grande, epocale miracolo sara’ nel 2013, quando Alitalietta guadagnera’ 153.000 euro ogni milione incassato. Un margine operativo lordo del 15,3%, che non solo non trova riscontro in nessuna azienza di aerotrasporti, ma neanche in qualche cartone animato di Paperon de’ Paperoni e del cugino Gastone. Insomma, una minchiata di proporzioni siderali, se si considera che stiamo parlando di un’azienda in via di estinzione, che nell’ultimo quarto di secolo ha presentato un solo bilancio non in perdita.
Ma leggete cosa scrive, sull’argomento, Massimo Giannini di Repubblica (persona solitamente ben informata):
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“…se il sedicente “salvataggio” di Alitalia e’ davvero il primo esperimento di “economia sociale di mercato” che la premiata ditta Berlusconi-Tremonti azzarda nel nostro Paese, allora c’e’ davvero da dormire preoccupati. Il Cavaliere non mente, quando dice “abbiamo salvaguardato l’italianita’ della compagnia aerea”. Ma purtroppo, per simulare la strenua difesa di un presunto “interesse nazionale”, il governo ha compiuto un vero e proprio “suicidio industriale”. Il nuovo piano messo a punto da Banca Intesa e avviato dai provvedimenti varati ieri dal Consiglio dei ministri non serve a salvare il futuro di Alitalia, ma e’ utile solo a salvare la faccia al leader di Forza Italia. Ancora una volta (e come nella migliore tradizione, dai tempi di Nordio e Andreotti in poi) quello che accade alla nostra compagnia aerea non ha niente a che spartire con la logica economica, ma ha tutto a che vedere con la logica politica. Berlusconi in campagna elettorale aveva giocato tutta la sua credibilita’ sul caso Alitalia, usando il possibile accordo con Air France come una clava per bastonare Prodi, noto affamatore di popoli e famigerato svenditore di gioielli (dalla Sme alla Stet).
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Dopo aver scientificamente fatto fallire l’operazione con i francesi, con il colpevole contributo di un sindacato miope e irresponsabile, il premier neo-eletto non poteva fallire a sua volta, esponendosi alla gogna popolare. Serviva, anche su Alitalia, un’operazione di facciata, improntata allo stesso decisionismo con il quale e’ stata “risolta” l’altra tragedia nazionale, quella dei rifiuti di Napoli. Un’operazione di patente torsione giuridica, che realizzasse comunque un’apparente innovazione pratica.
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Sulla monnezza campana, per toglierla dalla strada e nasconderla sotto il tappeto, si trasformano ope legis tutte le discariche in terreni militari, sottraendone la giurisdizione alla magistratura ordinaria. Sulla compagnia aerea, per evitare la bancarotta congiunta di Alitalia e Air One, si alterano ope legis le norme sulla concorrenza, sottraendo la valutazione sulle deroghe temporali dei regimi semi-monopolistici all’autorita’ Antitrust.
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Poco importa che non si sia affatto risolto il ciclo perverso dei rifiuti. Poco importa che non si sia affatto sciolto il nodo del posizionamento italiano nel grande network del trasporto aereo globale. Quello che importa e’ che il premier possa accreditarsi ancora una volta, agli occhi dell’opinione pubblica, come il Grande Facilitatore. Quello che, come ha detto il ministro del Tesoro, aveva ereditato due disastri, e in due mesi ha fatto il miracolo di risolverli entrambi. La verita’ e’ un’altra, ed e’ molto piu’ amara. In un Paese normale, un premier cosi’ non sarebbe sicuramente acclamato dalle folle come il salvatore della patria, ma probabilmente verrebbe inquisito dalla Corte dei conti per danno erariale.
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Quella scelta su Alitalia non e’ una soluzione. E’ solo un imbroglio, come ha scritto Eugenio Scalfari, che finira’ per penalizzare tutti: i dipendenti, gli utenti e i risparmiatori. Lo dicono i numeri, nudi e crudi, non la trita demagogia anti-berlusconiana. Secondo il piano Air France, il salvataggio di Alitalia sarebbe passato attraverso la difesa dell’unitarieta’ del gruppo, del suo marchio e dei suoi assets (a parte il cargo). Gli esuberi diretti sarebbero stati 2.150, la flotta si sarebbe ridotta da 174 a 137 aerei, ma con un evidente rafforzamento delle grandi destinazioni e delle rotte a medio e lungo raggio (24 destinazioni nazionali, 45 internazionali e 14 intercontinentali). Si sarebbe potenziato Fiumicino come grande hub tra Europa e Mediterraneo, e si sarebbe incentivata la “riorganizzazione di Malpensa come importante gateway” del Nord Italia. Air France avrebbe investito 850 milioni di euro entro il 2010, e soprattutto, per comprare Alitalia, avrebbe messo sul piatto 1,7 miliardi di euro, tra la doppia Opa su azioni e obbligazioni (a tutela quindi di tutti i risparmiatori) e il successivo aumento di capitale…”
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Dunque, facciamo un po’ di conti sulle cifre di Scalfari e Giannini, che nessuno ha potuto smentire: i “Capitani Coraggiosi” metteranno sul tavolo meno di un miliardo di euro, e riceveranno un’Alitalietta monda da 1,2 miliardi di debiti, da 300 milioni di debito-ponte, e dai debiti di Toto che, si dice, siano molto elevati… La riceveranno pulita da 7.000 “esuberi”, e da tutte le attivita’ in perdita. Inoltre, dopo tante grida manzoniane (”O Malpensa o Morte!), non avranno alcun obbligo nei confronti del catorcio formigonian-morattiano.
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La famelica AirFrance, complice l’incapace Prodi, si sarebbe accollata 1,2 miliardi di debiti Alitalia; avrebbe messo sul tavolo: 850 milioni come ticket d’ingresso; ci saremmo risparmiati 300 milioni di prestitio-ponte; fra OPA ed aumenti di capitale, avrebbe apportato ancora 1,7 miliardi. Vogliamo fare qualche somma? Da una parte l’operazione Prodi avrebbe generato un miglioramento finanziario complessivo di 4.050 milioni di euro. Dall’altra, il maghetto incassa meno di un milione di euro, ma mette a carico della collettivita’ 1,2 milioni di debiti Alitalia, 300 milioni del prestito-ponte, piu’ i debiti dell’amico Toto. Diciamo che fra l’operazione del Maghetto e quella criminale tentata dal Mortadella passano, malcontati, non meno di 5.000 milioni di euro, piu’ il costo degli “esuberi” che saranno impiegati in qualche lavoro (pardon in qualche posto) di dubbia utilita’.
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Inoltre, una compagnia che sarebbe entrata in un contesto internazionale sano e ampio, viene ridotta al rango di Air Dolomiti o di Alisarda (la “compagnia di bandierina”, come l’ha definita Veltroni); Malpensa ripone i sogni nel cassetto, e il maghetto di Arcore completa la distruzione di un marchio che, nel bene e nel male, ha accompagnato l’Italia per mezzo secolo. Nel frattempo, gli esuberi aumentano di 5.000 unita’. Ha detto il maghetto che li mandera’ alle Poste a compilare vaglia e timbrare raccomandate. Nessuno si fara’ male. Paghera’ un comandante di Jumbo 1200 euro al mese? Alle Poste servivano, 5000 assunzioni? se si, perche’ non sono state previste e fatte prima? e perche’ alle Poste ci sono tuttora 30.000 precari a tempo determinato? Se no, l’operazione e’ un puro scaricare personale inutile sulle casse dello stato. Stile Efim. Aggiunge Giannini:
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“…le rotte internazionali vengono ridimensionate, e si salvano solo quelle a breve-medio raggio. E soprattutto si eliminano gli “hub”, con il seguente, felice paradosso: non si riqualifica Malpensa (tra lo scorno e il disdoro di Formigoni e Moratti) e per di piu’ si squalifica Fiumicino (con l’ira funesta di Alemanno e Zingaretti) [...] E poi il capolavoro finale: i sedici “capitani coraggiosi”, tutti “partner naturali” del governo obbligati a versare l’obolo per Berlusconi come l’oro per Mussolini, sganciano due soldi (in qualche caso magari finanziati dallo stesso circuito bancario che ha organizzato il salvataggio) lucrando in cambio prebende di vario genere, legate ai loro core business, dalle concessioni pubbliche autostradali (vedi Benetton e Gavio) alle commesse pubbliche infrastrutturali (vedi Ligresti, Tronchetti, Caltagirone) [...] E gli azionisti, e soprattutto gli obbligazionisti della compagnia? Saranno tutelati, promette Tremonti, perche’ “il risparmio e’ sacro”. Da profani, vorremmo capire come si articolera’ questa tutela. Al momento non se ne sa nulla.
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Cosa resta, alla fine del giro? Una piccola Alitalia, drasticamente ridimensionata nelle ambizioni industriali e nelle relazioni internazionali. E’ vero, la cloche resta in mano al governo italiano, e i francesi potrebbero rientrare con una quota di minoranza. Ma forse e’ proprio questo il problema: l’Italietta si tiene la sua Alitalietta. Detto altrimenti: resta la bandiera, ma della compagnia rimane poco. Ora i sindacati hanno poco da protestare: hanno avuto quello che si meritano.
E le opposizioni non hanno granche’ da criticare: hanno pagato i loro demeriti. E oggi il Pd, nonostante le assennate parole di Veltroni e Bersani, e’ sostanzialmente privo di voce perche’ politicamente privo di identita’: il suo ministro ombra delle Attivita’ Produttive, il giovane Matteo Colaninno, dovrebbe attaccare il pasticcio Alitalia ma non puo’ farlo perche’ porta lo stesso cognome del presidente in pectore della “Nuova Alitalia”, il padre Roberto Colaninno.
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Chi paga, per questa magnifica “bicamerale dei cieli” (come l’ha definita Europa) tentata grazie alla banca piu’ vicina al centrosinistra e alla nomina di un commissario ex-ulivista? Lo Stato, che non incassera’ nulla dall’operazione ma si accollera’ gli oneri sociali per la gestione degli esuberi. L’operazione “non pesa sui cittadini”, assicura il Cavaliere. Ha ragione, ancora una volta: non pesa, li schianta. Guardavamo a questo centrodestra di “nuovo conio”, uscito straordinariamente forte e volitivo dalle urne del 13 aprile, come a una squadra di chiara marca conservatrice e liberista. E invece sembrano usciti dal solito, vecchio album di famiglia delle PpSs della Prima Repubblica. Gli eredi, malriusciti, dell’Efim e della Gepi…”
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Cosa aggiungere, a quanto magistralmente detto da Scalfari, da Giannini e da altri? che oggi siamo contenti, malignamente contenti, che i nostri bravi e strapagati piloti fascisti dell’ANPAC, se non vorranno timbrare conti correnti dalle 8,00 alle 14,00, dovranno affrettarsi a trovare posto in qualche piccola societa’ italiana di aeronoleggio (affrettarsi, i posti sono limitati), o emigrare, a stipendio dimezzato, in qualche paese tipo Bahrein o Kuwait. Oppure si facciano assumere come piloti privati dei Falcon del Maghetto di Arcore.
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Infine, alcune piccole ma non marginali considerazioni sui Colaninno: possibile che la destra berlusconiana, cosi’ ricca di “uomini del fare”, abbia dovuto far ricorso, come maggior “Capitano Coraggioso” e manager della disperata impresa, ad un comunista come Roberto Colaninno? Niente di meglio e/o di piu’ generoso, in casa loro? Possibile che il giovane rampollo Matteo possa conciliare la sua posizione di ministro-ombra (oltretutto per le attivita’ “produttive) del PD, col ruolo paterno di soccorritore-principe del nano aviatore? Just in case, parlera’ male di questa finta cordata di salvatori “a gratis”, o parlera’ male di suo padre? Perche’, ad occhio, una terza soluzione non esiste. Ci faccia sapere.
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Ecco: ripetiamo la brillante operazione che altri due o tre carrozzoni di casa nostra, e in discarica ci metteremo l’intero paese!
Viviana
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COGLIONI SI NASCE, ED EGLI LO NACQUE

Questa la esilarante intervista del Mattino a Fabio Berti, presidente del sindacato fascista dei piloti, l’ANPAC, ed uno dei maggiori responsabili, insieme a Bonanni, del fallimento della trattativa con AirFrance:
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“…il piano Berlusconi per Alitalia non va. La bocciatura non puo’ essere piu’ netta: «E’ un progetto che ha carenze macroscopiche e che ci condanna a diventare una piccola compagnia che nel giro di due anni sara’ costretta a chiudere i battenti. Lo contrasteremo in tutti i modi. Non possiamo vedere morire la nostra azienda». Firmato Fabio Berti, Presidente dell’Anpac.
Poi, come in un raptus, il nostro prosegue:
“…gia’ oggi il contratto consente all’azienda di far volare i piloti 900 ore al mese. Siamo ai massimi livelli di produttivita’….”
Gia’! e piu’ “massimi” di cosi’, proprio non si puo’, visto che per volare 900 ore al mese il buon Berti dovrebbe volare 30 ore al giorno, inclusi i sabati, le domeniche, i giorni di ferie, di malattia e di festa comandata. Come esilarante e’ il fatto che nessun giornalista o Direttore del Mattino abbia colto al volo la “minchiata volante”.
Tafanus
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Delirio di massa
Giorgio Foresti (bloggher)

S. Freud nel suo “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” del 1921, dove afferma che il rapporto del dittatore con la massa e’ un rapporto simil-ipnotico per cui se il dittatore e’ un criminale le singole persone che compongono la massa e che di per se’ sono brave, si criminalizzano senza accorgersene, identificandosi appunto con le parti criminali del capo. Cosi’ e’ successo con fascismo e nazismo, ma anche col comunismo staliniano. Quando poi il dittatore muore la massa esce dall’ipnosi. Successivamente Bion ha interpretato questi fenomeni di massa come una credenza inconscia collettiva molto arcaica/infantile di un intervento magico/onnipotente di un capo idealizzato che risolva tutti i problemi (che lui ha chiamato “assunto di base”- dipendenza). E’ dunque uno stato psicotico-delirante collettivo che si pone contro l’evidenza e la logica attuando una negazione grossolana degli aspetti negativi/delinquenziali del capo. Lo stesso sta succedendo oggi in Italia col berlusconismo: un delirio di massa impermeabile, come tutti i deliri, a qualsiasi argomentazione logica, che investe quasi tutta la popolazione italiana, sia quella di destra che quella di sinistra CHE NON FA OPPOSIZIONE, ma collude (da quindici anni !!) in ogni modo, al di la’ delle parole. E nella trappola delirante ci cascano moltissime persone in buona fede, oneste e intelligenti, nel comportamento, nel lavoro ecc.(quanti nostri amici e parenti che stimiamo e amiamo!)Questo spiega bene il fenomeno inquietante e paradossale per cui piu’ cose vergognose fa e dice berlusconi piu’ prende voti. ovviamente non possiamo aspettare la sua morte, ma dobbiamo agire con una contro-propaganda capillare e martellante per cercare di svegliare il popolo dal torpore delirante. Insomma una resistenza molto attiva.
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Alla luce dei fatti sarebbe piu’ corretto dire:
nel parlamento mafioso italiano ci sono infiltrazioni politiche
!!
Antonio Ciardi

L’ITALIA E’ IL PAESE D’EUROPA CON PIU’ FORZE DELL’ORDINE

L’Italia ha piu’ forze dell’ordine fra tutti i 27 paesi dell’Unione Europea. Stando ai dati Eurostat, che comprendono agenti di polizia, vigili urbani, polizia municipale, gendarmi e agenti di frontiera (esclusi: tributaria, giudiziaria, dogane, militari, servizi segreti, cadetti e con incarichi speciali), il nostro Paese conta 324.339 mila unita’ in campo.
Segue, con rilevante distacco, la Germania (82 milioni di abitanti contro 56) che ha poco piu’ di 250 mila agenti sul territorio. La Francia ne ha quasi 242 mila, la Spagna supera appena i 210 mila. Il paese con meno polizia e’ il principato di Lussemburgo con 1.447 unita’. (A.M.A.)
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Il Lodo Alfano e’ la goccia che fa traboccare il vaso
Viviana

Quando un europeo vede un italiano pensa che siamo il paese piu’ corrotto d’Europa e il meno democratico e che dovremmo uscire dell’UE perche’ siamo da terzo mondo.
Riempiamo le cronache solo per lo sfarzo dei nostri politici, gli sprechi pubblici, la vergogna della nostra immondizia, gli atti di brigantaggio e gli stupri, le leggi antidemocratiche.
Siamo l’unico paese europeo, dove, grazie alla corruzione e al ricatto, la dx e’ riuscita a far sparire anche la sx.
Abbiamo il debito pubblico piu’ alto della Comunita’ Europea e il carovita meno controllato e piu’ sfacciato.
L’unico paese che non ha saputo gestire il cambio con l’euro
Abbiamo il PIl piu’ basso, l’inflazione piu’ alta, le minori speranze di ripresa economica, gli imprenditori piu’ inetti e parassitari, la criminalita’ piu’ impunita, la classe politica piu’ rapace e immorale.
Siamo il paese che sente piu’ pesantemente la negativa influenza del Vaticano.
Quello dove la compassione per i deboli e gli oppressi e’ minore.
E che dimostra il piu’ basso interesse per l’eticita’.
Quello, tra i paesi europei, dove le donne sono meno considerate e hanno meno chances di parita’ con gli uomini.
Quello che ha ricevuto piu’ procedure di infrazione e che ha rapinato maggiormente i fondi europei con spartizioni tra politici.
Il turismo e l’investimento dei capitali verso l’Italia sono in flessione continua.
Non contiamo un acca sul piano del mondo.
Quando viene fatta una riunione europea importante per eventi gravi l’Italia non viene nemmeno chiamata al tavolo dei grandi.
Quando si fa una riunione al Bruxelles o Strasburgo non esiste nemmeno la traduzione in italiano, perche’ siamo considerati inesistenti, tant’e’ che i nostri eurodeputati, analfabeti come sono, non capiscono una parola di quello che viene detto.
Quando Berlusconi o Tremonti o Frattini dicono qualcosa all’Europa, raccolgono risolini beffardi e battute di scherno.
L’arrivo di Berlusconi come presidente semestrale sara’ sempre ricordato come una barzelletta di pessimo gusto.
Quando qualche giornale europeo vuol fare sghignazzare i suoi lettori racconta le ultime gag di Berlusconi o le ultime trovatine per far soldi dei sindaci italiani e la risata e’ assicurata.

.. e poi questa bella gente che sta al Governo ci viene a dire che Berlusconi rende grande il nome dell’Italia nel mondo!?
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Berlusconi e Falcone, un accostamento che e’ una bestemmia
Viviana

Berlusconi che dice di fare la separazione delle carriere per realizzare le idee di Falcone e’ qualcosa di insopportabile.
Chissa’ se anche Hitler avrebbe detto che faceva l’olocausto per il bene degli ebrei?
Il nome di Berlusconi e di Dell’Utri compare pesantemente negli atti dell’inchiesta sulla strage di Falcone e della sua scorta. Non ci sono prove sufficienti a incriminarli, pero’…
Quando il colpevole dice di parlare a nome della vittima e l’opinione pubblica non scatta di colpo contro una simile bestemmia, vuol dire che la coscienza morale se n’e’ andata da tempo ed e’ rimasto un corpo senz’anima.
Ci sono frasi che segnano la morte spirituale di un uomo.
Scajola dovette dimettersi per aver dato di rompicoglioni a Biagi.
Qua si da’ di demente a tutto un popolo e si offende la vittima di un omicidio di mafia con una battuta di un umorismo mostruoso.
E il reo ancora sta la’ e ride, come ride Cosa nostra.
E’ a uno cosi’’ che si e’ data l’impunita’. E noi dovremmo anche stare a discutere se sia giusto o no tentare di impedirlo? E Veltroni ha ancora dei dubbi che il Lodo Alfano non sia una cosa turpe e si dissocia sul referendum contrario!? Se l’iniquita’ non regna sovrana, certamente troppi hanno perso il lume della coscienza.
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Il mio PC
Mariapia

Avere un PC e’ come avere una casa con la porta aperte sulla piazza di una grande citta’ dove tutti possono entrare e curiosare tra i pensieri e le cose che il proprietario tiene nel PC.
So dei controlli telefonici a campione su tutta la popolazione italiana, so di Echelon, so dei maghi del computer che vanno dappertutto e tutti sanno questo.
Ma nessun potente puo’ fermare questo fiume di informazioni, conoscenze, amicizie telematiche che passano in rete.
Godiamocela, alla barba di quanti vorrebbero controllarci e ridurci a robottini di servizio!
Non ce la faranno mai!
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Miliardi e milioni della nuova gestione Italia
Viviana

Un miliardo e 600 milioni ad Alitalia piu’ i due milioni di euro che ci costa al giorno.
3.000 soldati mantenuti a spese nostre a gironzolo per le citta’ a fare niente.
98 miliardi di evasione regalati ai gestori delle lotterie (An e Coop rosse).
20 miliardi di fondi europei per la Calabria spariti bypartisanamente.
5 miliardi di dollari regalati a Gheddafi.
Altri miliardi che si stanno aggiungendo vertiginosamente al deficit pubblico essendo ripresi gli sfarzi governativi.
30 miliardi razziati ai servizi pubblici che ci costringeranno a nuove spese.
Tasse ferme a quegli spropositi di aumenti di Prodi che Berlusconi si e’ guardato bene dal ridurre.
Carovita piu’ caro d’Europa per accontentare l’avidita’ sfrenata dei mediatori che Berlusconi si guarda bene dal toccare.
Nuove province come se non bastasse l’inutilita’ di quelle vecchie, e ripristino degli aerei blu.
Sindaci impazziti nell’orgasmo di inventare nuove multe una piu’ cretina dell’altra.
Tot milioni per l’aggravato impegno militare in Afghanistan.
Tot milioni per l’acquisto delle nuove armi che questo impegno comportera’.
Tot milioni per il mantenimento della base di Vicenza.
Spesa suppletiva per il governo che intende aumentare ministri e sottosegretari, con usi, abusi, spese e sprechi.
Tot milioni persi per l’indebolimeno della lotta alla mafia e all’evasione fiscale.
Tot miliardi in nuove discariche e nuovi incineritori senza che sia riformata affatto la filiera rifiuti.
Tot miliardi promessi in nuove centrali nucleari.
Tot miliardi per il solito Ponte di Messina.
Tot miliardi per la duplicazione di tutti gli uffici qualora si arrivi al federalismo regionale.

Chi paghera’ tutto questo? Sempre noi!
E ora avanti il solito berlusconiano imbecille che ha la faccia di dire in televisione che il governo non mettera’ le mani nelle tasche degli italiani!
Avanti che gli do’ due schiaffi in piena faccia che non merita altro
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La stampa tedesca

«Il piano sfacciato di Berlusconi»

Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung attacca Berlusconi definendo il piano italiano per rilanciare Alitalia come «il piano sfacciato di Berlusconi». Nonostante le «lodi» che Berlusconi fa «a se stesso», il piano «non merita lode» perche’ questo risanamento, «si fa beffa di tutte le regole del mercato».
Il piano, «non ha niente a che fare con i principi della concorrenza che di solito sono sostenuti da lui: per i consumatori significa servizio peggiore a prezzi piu’ alti; per i concorrenti europei dell’Italia diventa scandaloso il modo spensierato in cui il Governo italiano sta violando le regole del Mercato Unico Europeo». Fino al 2002 Alitalia, ricorda il quotidiano tedesco, ha ricevuto la somma di 1,4 miliardi di euro come sussidi dello Stato. Da allora avrebbe dovuto vivere solo dai propri ricavi».
Il nuovo piano «e’ ancora piu’ sfacciato». In fondo tutto l’affare, si legge, «ricorda fortemente il modo di agire che legalmente viene bollato come “bancarotta fraudolenta”: i pezzi di valore vengono aggirati, i debiti, i dipendenti in esubero ed altri problemi restano aperti. Per evitare che questo diventi uno scandalo, alla fine lo Stato italiano deve pagare tutti i conti. Ma questi pagamenti non sono nient’altro che un immenso nuovo sussidio per la vecchia Alitalia o per il nuovo monopolista italiano del volo».
Prevenire questi eccessi, rileva il quotidiano tedesco, «sarebbe il compito della Commissione Europea. Ma negli anni passati era troppo lenta per mettere dei paletti ai furbi italiani. Adesso Berlusconi puo’ ancora sperare su un’asse speciale: dopo un giro di poltrone a Bruxelles adesso la posizione del Commissario ai Trasporti e’ in mani italiane – quelle di Antonio Tajani, gia’ portavoce di Berlusconi».

messaggero.it
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IL REGISTA MARIO MONICELLI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Forse il fascismo sta tornando: non esplicitamente, ma con un altro vestito. E sta tornando anche la poverta’ di allora: ma allora eravamo tutti poveri, oggi la poverta’ non viene accettata”.
“L’Italia e’ una barca che due generazioni di classe dirigente hanno ormai portato alla deriva. Per salvarla ci vorrebbe un nuovo equipaggio. Dalla generazione precedente abbiamo ereditato la corruzione, che si prolunga fino a ora. Non c’e’ piu’ musica, non c’e’ piu’ letteratura, non c’e’ danza, c’e’ solo qualche sussulto al cinema. Ma in generale non c’e’ piu’ nulla
“.
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Mascalzonate
Viviana

Quella delle intercettazioni e’ la tipica mascalzonata che mostra che cialtrone sia Berlusconi.
Prima fa una tempesta per farsi secretare le sue intercettazioni laide con le sue pompinare dal procuratore di Napoli.
E tuona contro l’immoralita’ dei giornali che le pubblicano mettendo in piazza fatti privati di nessuna rilevanza penale, come se la privacy fosse diventata di colpo il suo massimo comandamento.
Poi ordina a Panorama e Il Giornale di pubblicare delle intercettazioni su Prodi di tipo famigliare e di nessuna rilevanza penale dove risultano ovvie e fisiologiche raccomandazioni per il consuocero e il nipote, tra l’altro raccomandazioni generiche che nemmeno hanno sortito risultati concreti.
E se ne fa grossolano pretesto per esecrare i giornalisti criminali (sono i suoi!!!) che si permettono di offendere la privacy (gliel’ha ordinato lui!!). Ma si puo’ essere piu’ meschini e turpi?
Non ci pensa nemmeno a punirli visto che sono i suoi giornali, usa la storiaccia come grimaldello per forzare una legge ancor piu’ censoria sulle intercettazioni.
Non solo tutto cio’ e’ laido e ripugnante, ma se proprio il Cavaliere vuole una lotta a suon di intercettazioni ci pensi bene, perche’ quelle di Prodi sono fisiologiche e non imputabili e Prodi nemmeno lo infangano mentre le sue, se venissero fuori, sarebbero talmente disgustose, tra porno, mafia, P2 e affaracci sporchi che non so proprio se gli merita di affrontare gli avversari con queste armi perche’ il sucidiume che ha collezionato nella sua inquietante carriera schiaccerebbe un elefante.
Il risultato e’ che Prodi ha risposto che una legge contro le intercettazioni non la sollecita affatto e che le sue telefonate possono pubblicarle anche tutte mentre Berlusconi ci ha fatto una figura di merda, che ormai ne sta facendo la collezione.
Si consiglia di non tirare pietre chi non ne vuole indietro perche’ qui in risposta ce ne potrebbe essere una tale gragnuola da seppellirlo.
Chi di spada ferisce di spada perisce.
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Mariapia manda
Mezzo secolo fa la legge Merlin
Da Il Corriere

Come eravamo In un saggio dello storico Tamburrano aneddoti e retroscena
«Onorevole, ci mandi sua moglie» Quelle liti in Aula sulle case chiuse
50 anni, e pare trascorsa un’ era geologica. Fino al 1958 erano le «case chiuse»: poi venne Lina Merlin. E lei, femminista padovana, cattolica e socialista, cambio’ tutto. Per dieci anni, in diverse legislature, continuo’ instancabile a riproporre il disegno di legge che avrebbe portato il suo nome e cambiato per sempre le abitudini degli italiani. Oggi, con effetti di innegabile umorismo, l’ aneddotica di quell’ indimenticabile decennio 1948-1958 ci viene restituita in un saggio degli storici Giuseppe e Gianna Tamburrano per la collana «Le chiavi del tempo» diretta da Bruno Gravagnuolo (sara’ venduto con «l’ Unita’» a partire dal 20 settembre, mezzo secolo dal varo della legge). Fu una guerra sanguinosa. Lo si era intuito fin dal settembre 1949, quando inizio’ la discussione al Senato e «fu deciso dall’ Amministrazione di tutelare il “pudore” delle impiegate nubili esonerandole dal lavoro di trascrizione del dibattito che si svolgeva in aula, affidato a uomini e donne sposate». Nel 1952, fra la stessa Merlin e il deputato socialista Eugenio Dugoni scoppio’ una rissa poco cavalleresca, in cui Pietro Nenni fu chiamato al ruolo di arbitro. In sintesi, la Merlin aveva invitato il compagno di partito, contrario all’ abolizione dei bordelli, a «mandarci sua moglie». In aula poi si crearono inedite alleanze: il democristiano Mario Cingolani e il comunista Umberto Terracini erano entrambi abolizionisti, ma vennero accusati dal liberale Raffaele Sanna di «condizionamento dogmatico che in parole povere vuol dire: aumenti pure la sifilide, questa e’ questione che vedremo in un secondo tempo…». Segui’ un appassionato intervento fiume del senatore socialdemocratico Gaetano Pieraccini, tutto proteso «ad esaltare i benefici del postribolo». Fra le argomentazioni: «Anzitutto e’ un luogo sorvegliato dall’ autorita’ sanitaria. D’ altro canto prima di accogliere le meretrici si pratica una visita generale di ammissione e questa visita si fa nell’ ambulatorio provinciale… insomma una specie di certificato di sana e robusta costituzione richiesto per i lavori pesanti». Si debordo’ nella statistica iperbolica, ed ecco nuovamente Pieraccini rivolgersi alla Merlin: «Ella ha parlato di 100 sedute d’ amore al giorno per ogni donna di postribolo; cio’ non e’ possibile, e’ una esagerazione… calcolando anche 15 minuti per ciascuna seduta…». A dargli manforte accorse il senatore De Pietro con l’ invocazione: «Il giorno in cui gli uomini sentiranno cotale vergogna di frequentare i postriboli la sua aspirazione nobilissima sara’ soddisfatta. Ma non prima!». Il senatore Caporali punto’ invece sul senso di responsabilita’ scientifico-sanitario: «Le disposizioni sulla profilassi delle malattie veneree sono frutto di molti anni di studio… Si sottopongano queste donne a due o tre esami la settimana!». Intanto il senatore democristiano Luigi Sacco riferiva all’ assemblea il risultato di un’ indagine realizzata nel suo collegio elettorale di Mondovi’: «Ho raccolto una messe copiosa di risposte, che furono, lo dico subito, contrarie al disegno di legge…». Il siciliano Edoardo De Giovanni punto’ invece sul rinvio, sposando «la tesi contenuta nell’ “aureo libretto” di Lombroso secondo la quale una delle cause della prostituzione si ravvisa nella “degenerazione originaria” poiche’, come nel delitto, ci sono i delinquenti d’ occasione e quelli predestinati da una legge atavica». Ma tutto fu inutile, e ci si abbandono’ alla nostalgia. Gia’ Indro Montanelli aveva scritto il pamphlet surreale e ironico «Addio Wanda». Mario Soldati ando’ al bordello sino al fatidico scoccare della mezzanotte abolizionista; difesero le case chiuse con argomenti coltissimi e diversi Dino Buzzati, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Alberto Sordi. Con un capolavoro di pruderie, Ugo Zatterin annuncio’ al telegiornale l’ evento senza mai pronunciare il nome di cio’ che era stato abolito. Ormai, la lanterna rossa era ammainata. * Lo storico Giuseppe Tamburrano e’ autore, con la moglie Gianna, del saggio «Lina Merlin e le case chiuse», per la collana «Le chiavi del tempo». Nato 79 anni fa a San Giovanni Rotondo, collaboratore di Pietro Nenni e presidente della Fondazione che porta il suo nome, e’ giornalista e autore di molti volumi tra cui «Intervista sul socialismo italiano» e «Processo a Silone.
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Lo schifo del Lodo Alfano
Viviana

Con tutta la mia stima per la memoria di Falcone, che e sara’ sempre un grande,con tutto il mio disprezzo per Berlusconi che e’ e sara’ sempre un uomo basso, spero veramente possa passare il referendum contro il Lodo Alfano; spero con tutte le forze nel ripristino della democrazia, della legalita’, del principio di uguaglianza davanti alla legge, senza il quale ogni democrazia e’ morta.

Riporto il bel post di Mariarosa dal blog di Di Pietro contro la vergogna che mette B al riparo da pene e processi e viene firmata da un automa messo li’ per quello, uno che non ha nemmeno la faccia di parlare in pubblico:

“In nessun paese al mondo esiste una legge simile ed approvata in corso di mandato, quindi fatta “ad personam”- in contrasto con i principi della Costituzione e della Democrazia.
In nessun paese al mondo un premier si sottrae alla LEGGE per Fatti ed Azioni contestategli ed accertate in relazione a fatti PERSONALI e non per FATTI ed Azioni inerenti la sua Funzione pubblica ed il suo incarico di governo.
Il Presidente del Pakistan si e’ dimesso, Olmert, si e’ dimesso: Kol, a suo tempo si dimise e scomparve dalla Politica; solo in Italia la corruzione e’ tanta che il Premier la rappresenta e la LEGALIZZA, “rendendo DOMA” la Magistratura, con minacce ed insulti (magistrati antropologicamente modificati- malati mentali- da visita psichiatrica preventiva),facendo andare in prigione il suo avvocato Previti, e MODIFICANDO la Costituzione con un Parlamento non ELETTO dal POPOLO, ma NOMINATO dai Partiti.
E’ questa l’EVOLUZIONE della Democrazia nel nostro paese?
E’ questo che vuole il POPOLO?
Certamente un ritorno alla Meritocrazia ed al Risparmio sono necessari e d’OBBLIGO, perche’ gli sprechi ci sono stati e ci sono, ma ci sono soprattutto in Parlamento: e’ da li’ che bisogna cominciare per dare il buon esempio; ma assistiamo solo a Leggi fatte “ad hoc” per tutelare interessi e privilegi.
Un Pm disse:
-Che male c’e’ se si fa di tutto per arrivare alla Prescrizione come fa Berlusconi?
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Sul Lodo Alfano

Tanto per cominciare la Corte costituzionale dovra’ dire qualcosa quando dovra’ pronunciarsi sull’ammissibilita’ del Referendum.
Antonio Baldassare presidente emerito della Corte Costituzionale dice: “C’e’ una buona possibilita’ che la Corte Costituzionale annulli il ‘Lodo Alfano” “Ci voleva la forma della legge costituzionale, perche’ siamo di fronte a una deroga al trattamento generale dei cittadini. La Corte potrebbe sollevare davanti a se stessa la questione e quindi decidere della costituzionalita’ nell’ambito del giudizio di ammissibilita”’.
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Giornali sempre piu’ allineati
Viviana Vivarelli

Non ci servono giornali addormentati o servili ma una stampa che risvegli l’intelligenza e la volonta’.
Stimavo Soru, come stimo Illy o Ferrero.
Illy portava con lucidita’ il Friuli ad un federalismo graduale, ottenendo intelligenti risultati, gli elettori gli hanno preferito Tondo, un populista piazzaiolo che urla slogan beceri.
Ferrero decide di snobbare il primo veicolo della comunicazione, la tv (?).
Soru occupa l’Unita’ e licenzia di botto gli elementi forti per spingerla al moderatismo annichilente e astensionistico di Veltroni.
Tutto va diversamente da come sarebbe auspicabile.
L’uomo che pensa e’ un rischio per ogni regime, di dx come di di sx.
La conoscenza e’ potere. L’informazione e’ potere.
Non si puo’ essere insieme ignoranti e liberi.
Il giornalismo di oggi e’ diventato la velina della classe dominante e danza oscenamente per essa.
E’ chiaro che se la gente non venisse bombardata continuamente dalle dichiarazioni menzognere dei governanti, i pettegolezzi sulle celebrita’, il pressing sui giocatori, la cronaca nera, l’esibizione del porno, avrebbe altre priorita’. Potrebbe anche cominciare a pensare. Ma nessun regime vuole un cittadino che pensa.
Meno di 20 corporation controllano la maggior parte del mercato dei media del mondo.
20 gruppi di potere dominano l’informazione, entrano nelle nostre teste, manipolano la nostra visione della realta’, i sentimenti, le reazioni di paura o di odio, i bisogni, i desideri, gli acquisti, lo stile di vita, la conduzione familiare, i gesti, le parole, i comportamenti, i giudizi etici o religiosi o politici, ogni miserabile momento della nostra miserabile vita in cui crediamo di essere liberi e di scegliere e di valutare e di esistere come un ESSERE VIVO e autonomo, mentre siamo controllati, ascoltati, schedati, condotti, sezionati, ipnotizzati, disinformati.. Perfino i sondaggi o le iscrizioni ad una rassegna stampa chiedono informazioni sospette.
..certo internet.. Usano internet 9 milioni di italiani su 60. Quanti di loro ci fanno solo dei giochini o cercano del porno o si sprecano in chat insignificanti?
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Toccare il fondo
Fabio Palazzi (bloggher)

Forse, per risollevarci, dobbiamo toccare il fondo…
La storia umana si comporta come il corpo umano, perche’ e’ determinata da esseri umani.
Quando da ragazzino sei alla tale festa, bevi la tua prima vodka… e scopri che i genitori contan palle: puoi bere vodka e non stai male!
Allora ne bevi un’altra: scopri che ti gira un po’ la testa, ma non sei ubriaco…
Quindi ti fai anche un cuba libre… insomma: la situazione ti sfugge di mano.
I sobri attorno a te vedono da tempo che barcolli, che stai perdendo il controllo… ed ecco che stai male davvero: hai tirato troppo la corda e la corda s’e’ rotta.
Il male della nausea diventa il male del vomito, estremamente peggiore: soffri fisicamente nel rigettare e ti umili nella tua lordura.
Ma ecco che, proprio perche’ hai vomitato, cominci a star meglio e ti avvii alla guarigione.
Nella societa’, qualcuno abusa del potere e calpesta un piccolo diritto ed il popolo sopporta; allora quel qualcuno scopre che puo’ abusare senza conseguenze, pertanto perpetra altri abusi.
Se quella societa’ e’ “uomo maturo”, essa dice civilmente il suo “basta” al prepotentello, rappresentata dal secondo “giro” di vodka, senza giungere al vomito.
Se, invece, quella societa’ e’ un “ragazzino immaturo”, permette al prepotentello di divenir tiranno. Il tiranno si sente quindi onnipotente, e si ubriaca in un orgia di “manca il pane al popolo? Mangeranno brioches!” (Maria Antonietta di Francia docet).
Ed ecco, ai disagi della tirannia, subentrare i ben piu’ gravi dolori della rivoluzione, in cui l’intera societa’ (e non solo il tiranno coi suoi leccapiedi) si macchia di delitti gravissimi.
Noi Italiani siamo maturi o ragazzini?
80 anni fa fummo ragazzini e, dopo 20 anni, vomitammo: il nostro vomito costo’ citta’ bombardate, leggi razziali, deportazioni, una guerra civile, le rappresaglie naziste, le rappresaglie degli ex partigiani post 1945, i cadaveri appesi a Piazzale Loreto…
Ed oggi, siamo maturi?
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Titoloni
Viviana

Quando stavo a Pavia, per indicarne la limitatezza, raccontavo agli amici che sulla Provincia Pavese la notizia del giorno scritta in titoloni poteva essere: “Arrivano le giostre”.
Oggi la notizia in titoloni su Sole24ore, prima anche sulla rassegna stampa di Rainews24, e’ “Arriva il 7 in condotta”, con grande peana sul recupero dei “valori” che ritornano.
E Il Giornale titola come notizia principale. “Gli affari di Prodi”!
E’ da un po’ che ci marciano con notiziole come questa, le minacce di Brunetta o le piccole variazioni della Gelmini.
Speravamo una pulizia del Parlamento che buttasse fuori almeno i condannati per reati gravi e non ricandidasse elementi sospetti, eliminando almeno quelli condannati per mafia, ci ritroviamo il 7 in condotta ai ragazzini, mentre l’opinione pubblica viene diversificata con un po’ di calunnie su Prodi.
Modestamente credo che ci sarebbero notizie piu’ avvincenti di queste per consumatori, cittadini, lavoratori e precari e temo che l’Italia piu’ che rialzarsi si stia ripiegando al livello di una piccola provincia.
Per es. mi sarebbe piaciuto di piu’ avere come prima notizia in titoloni qualcosa del tipo:
“Indagine a 360° sul grande furto di 98 miliardi alle finanze dello Stato. Si profilano pene pesantissime”.
Ma anche: “L’Italia prende una posizione durissima contro la decisione UE di liberalizzare l’acqua”.
Oppure: “Il Governo Berlusconi decide un grande piano di energie alternative per liberarsi dalla schiavitu’ del petrolio”.
Ma mi andrebbe bene anche: “Strategia governativa per punire i maledetti mediatori che producono il carovita piu’ alto d’Europa”.
“Lo Stato decide di eliminare il 50% delle accise sulla benzina”.
“Alfano introduce il carcere come in USA per i grandi evasori fiscali”.
“Tassativamente aboliti nello Stato i doppi incarichi”
“Reintrodotti 20 anni di carcere al falso in bilancio”.
“Eliminata la prescrizione per scadenza dei termini”.
Oh, ce ne sarebbero di titoloni che ci piacerebbero, decidete voi.
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Brunetta, e mo’?
Viviana

Si succedono le dichiarazioni di Brunetta sulla fine che faranno i 5.000 o 7.000 esuberi dell’Alitalia. Va bene che le bugie hanno le gambe corte e Brunetta pure, ma un po’ di serieta’ gioverebbe a chi si presenta come ministro e che dovrebbe parlar chiaro alle 5.000 o 7.000 famiglie del cui futuro si discute. Ma questo e’ il governo dell’improvvisazione e della burletta, e certo ogni tg ci aggiunge del suo. Per cui il casino regna sovrano.
Cosa dobbiamo fare? Prendere per buone le recite davanti ai tg sui sicuri reimpieghi del personale scartati o valutare la dichiarazione di Brunetta riportata da Pol-Leb/Col/Adnkronos?
“E’ assolutamente esclusa ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste”. Lo dice a Radio Radicale il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta. “Non esiste alcuna forma di ammortizzazione sociale attraverso passaggi nella pubblica amministrazione o in aziende assimilabili come le Poste. Queste sono storie del passato che hanno riguardato guarda caso Olivetti, guarda caso altri imprenditori e altri governi. Ne abbiamo parlato oggi, e’ escluso dal presidente del consiglio, dai decreti e dai testi, da tutti i ministri. Ho chiesto addirittura che il presidente del consiglio nella sua comunicazione precisi con molta chiarezza tutto questo che e’ stata un invenzione giornalistica”.

RIDIAMARO : – )
Luciano Guida

l’emmergenza rifiuti a napoli e’ finita, le ferie sono passate, e ora si ritorna alla normalita’, e cioe’ stanno ritornando i cumuli di spazzatura a napoli.
ora le discariche ci sono.
pero’ azzz sono spariti i camion per ritirare la spazzatura.
come amo questo paese!!!!!!!
..
Giancarlo

IERI, FINI, E’ STATO SCOPERTO E FOTOGRAFATO A FARE IL BULLO (faceva sub in una zona vietata)
che voto di condotta mettiamo?
..
Maurizio dati
I VIGILI DEL FUOCO hanno accompagnato FINI nella immersione vietata?
Il bambino viziato voleva vedere i pesciolini e mamma e papa’ pompieri gli hanno dato maschera e pinne.
STUPIDO SERVILISMO DI UN CORPO STATALE ALLA CASTA.
CHINI DINANZI ALLA TERZA CARICA ELLO STATO
Il ladro va a rubare e lo accompagna la polizia, incredibile!!!
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Mauro medeot

Alitalia: Di Pietro, e’ una truffa
Per il ministro Rotondi e’ invece un ‘toccasana’
ha ragione il Rotondi, e’ un ‘toccasana’
cioe’ “tocca” pagare alla parte “sana” il puffo,
ossia al popolo, ovvero a noi!
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Mauro medeot

Abruzzo: La Destra candida Buontempo
nero di sera, buontempo si spera
..
Tiziana s

Meno male che c’e’ la reincarnazione, cosi’ possiamo tornare qui di tanto in tanto a massacrarci i coglioni in questa valle di lacrime
..
Franco F

Il piu’ noto dei delinquenti cinesi che masterizzano cd musicali e li lanciano sul mercato nero, ha gia’ assicurato che i cd del “plesidente Bellusconi” non verranno clonati. “Questo- ha dichiarato- non pel lispetto del Plesidente, ma pelche’ quella melda non si vendelebbe mai, salebbe una peldita di tempo”
Sante parole.
….
Arcibaldo

Ci avevano detto che l’Alitalia doveva essere salvata perche’ era la nostra bandiera.
Abbiamo ripianato debiti per anni per tenere in piedi la “nostra” bandiera.
Ora scopriamo che la “nostra” bandiera viene stracciata in due: Il drappo, (quello che sventola, quello che fa i profitti) viene “affidato” ad una cordata italiana; l’asta, invece, (quella che si accollera’ tutti i debiti, le passivita’ e gli esuberi)rimarra’ al contribuente italiano, previa la nomina di un commissario milionario che la porra’ in liquidazione!!
Mi dispiace, ma io non potro’ mai prendere un aereo dell’Alitalia: Non riuscirei mai a sedermi, l’asta mi darebbe molto fastidio…..
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Jonny G

A riguardo dei 7 mila esuberi di ALITALIA, il ministro MATTEOLI ha detto che nessuno rimarra’ a terra e si vedra’ di collocarli alle POSTE o al DEMANIO o alle ENTRATE. Alle poste? Ma se non riescono a regolarizzare i precari e li vogliono lasciare a casa. Al demanio? Ma se 80% dei dipendenti sono stati messi li’ dai politici e non sanno cosa fare tutto il giorno. Alle entrate? Ma se il ministro Brunetta vuol tagliare le spese dell’amministrazione pubblica, volete mandarci altra gente ad imboscarsi? E la LEGA cosa dice? BOSSI dice di tutelare Malpensa. Qui’ viene veramente di MALPENSARE.
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Franco F

Oggi 27/8/2008 e’ nata la nuova compagnia aerea di bandiera la C.A.I. (Cordata Affaristi Impuniti).
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http://www.masadaweb.org

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