Nuovo Masada

Agosto 23, 2008

MASADA n. 770. 23-8-2008. Olympia

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Il motto scelto dal governo cinese come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008 e’:
Un solo mondo, un solo sogno“.
Ma non e’ un sogno. E’ un incubo.
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“Lo sport si e’ fatto industria. Un’industria che vende emozioni e rende ai suoi padroni un sacco di soldi, complice un messaggio ideale che oggi non c’e’ piu’ ma funziona ancora benissimo come strumento di marketing”.
Gianluca Barca
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«Ai miei tempi contava l’orgoglio
nero, ora quello umano. Io non
potevo parlare, chi andra’ a Pechino
invece si’
».

Tommie Smith

Business

Le Olimpiadi di Pechino hanno portato a un incasso, solo per i diritti televisivi, di 2 miliardi e mezzo di dollari, di cui il 49% va al CIO (200 persone!). Si pensi che la sola BBC ha sborsato per diritti televisivi 800 milioni di dollari.
A questa enorme cifra si deve aggiungere 800 milioni di dollari di biglietti. E un miliardo di marketing.
La Rai per gli europei di calcio e le Olimpiadi ha tirato fuori 137 milioni di dollari, cioe’ “noi” abbiamo tirato fuori 137 milioni di dollari.
2008 tettoie delle fermate degli autobus di Pechino, un terzo del totale, sono tappezzate di manifesti della Coca Cola, per quella che e’ stata definita “la piu’ grande campagna pubblicitaria all’aperto mai vista in Cina”.

Nei fast food, invece, l’8 agosto, durante la cerimonia d’inizio, ha fatto la sua comparsa il China Mac, panino simile al Big Mac ma con ingredienti locali per conquistare il palato cinese.
McDonald’s ha stipulato un accordo con la tv di Stato, Cctv: uno spot televisivo pubblicizza il nuovo hamburger mostrando atleti in cartoni animati che si trasformano negli ingredienti del panino. Nei prossimi mesi, verra’ mandato in onda un reality show, basato sul concorso mondiale lanciato dalla compagnia americana: in palio quattro giorni ai giochi per 300 bambini, di cui 100 cinesi.
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Beppe Grillo

Le Olimpiadi di Pechino, ma anche quelle precedenti, lo confesso, mi danno la nausea. Le abolirei. Sono un fantastico baraccone economico che gira il mondo ogni quattro anni. Dove arriva il circo si costruiscono stadi, strade, grattacieli, metropolitane, intere citta’. Le Olimpiadi sono un trionfo, un orgasmo del cemento.
La torcia accesa non e’ piu’ simbolo di pace. Il mondo continua le sue guerre, i suoi stermini a cinque cerchi. Il Tibet e lo Xinjiang sono finiti sotto il tappeto degli sponsor. La Georgia e l’Ossezia sono stati eventi fastidiosi, hanno tolto spazio al tennis da tavolo e al nuoto sincronizzato. Le Olimpiadi sono un treno impazzito. Se chiedete al macchinista qual e’ la prossima stazione non sapra’ rispondervi.
Delle Olimpiadi mi infastidiscono i record fasulli, gli sport olimpici praticati da quattro gatti, gli atleti dopati, l’entusiasmo a comando degli spettatori, le premiazioni in fila per tre. Piu’ di ogni altra cosa, pero’, e’ il nazionalismo che mi manda in bestia. Il nazionalismo dello sportivo che piange all’alzabandiera, con la mano sul cuore, lo sguardo perso verso l’alto. Il nazionalismo dei media che danno spazio sempre agli atleti nazionali, anche di discipline improbabili (conoscete qualcuno che giochi a badminton?), anche se lontani dal podio. Le Olimpiadi sono una guerra simulata.
Vorrei atleti senza bandiere. Senza sponsor. Senza un Presidente che li saluta alla partenza e li riceve al ritorno da trionfatori. Vorrei che chi usa i suoi eserciti per uccidere altri esseri umani DURANTE le Olimpiadi sia espulso con infamia e per sempre dai Giochi. I russi che hanno invaso la Georgia, gli americani che occupano l’Iraq, la Cina che schiaccia il Tibet non hanno nessun diritto morale di partecipare o di ospitare i Giochi Olimpici.
L’uomo non e’ piu’ il centro delle Olimpiadi, le Nazioni hanno preso il suo posto.La grancassa mediatica delle medaglie e delle medagliette ci fa sentire piu’ italiani, piu’ messicani, piu’ coreani. Piu’ diversi. I migliori. Le razze elette.
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Da un articolo di Candido Cannavo’

“Gli slogan erano: “La Cina e’ un quarto del mondo, la Cina sara’ piu’ vicina, piu’ umana dopo i giochi…”.
C’erano le firme cinesi sotto un protocollo riguardante i diritti umani, la liberta’ di espressione, di movimento e di religione.
Escludo che si parlasse di Tibet. Carta straccia.
Dietro questa recita fermentava la gran voglia del mondo di entrare, attraverso l’Olimpiade, nell’immenso affare cinese.
Quando sentivo parlare di boicottaggio mi veniva da ridere.
Migliaia di aziende hanno messo piede in Cina, i piu’ grandi architetti del mondo vi stanno costruendo citta’ allucinanti, c’e’ una fila per aprire negozi, centri commerciali, industri e di alta moda.
Non esiste governo che non concorra, non appoggi.
E, nello stesso tempo, nascono ed evaporano parole di sdegno per l’oppressione cinese nel Tibet. Quando il Dalai Lama e’ venuto in Italia, nessuno ha voluto riceverlo ufficialmente, neanche il papa. Per non fare arrabbiare i cinesi. L’idea di boicottare l’olimpiade era un vendere fumo di pessima qualita’. E, in ogni caso un boicottaggio nel pieno degli affari sarebbe stato un gesto barbaro sulla pelle dello sport.
E allora, dinanzi a questo mondo dominato dall’affarismo piu’ sfrenato e soggiogato dall’emergere economico prepotente di quel quarto della terra, cosa resta all’Olimpiade?
Restano gli atleti, la loro dignita’, il coraggio di mandare dei segnali al mondo.
Resta l’onore di chi partecipa.
Restano quei pugni alzati allo stadio Azteca in Messico ’68: un’icona nella storia dello sport.
A distanza di 40 anni, creiamone un’altra, scongiurando l’idea di un’Olimpiade cieca e muta. Di piu’ non oso sperare.
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C’e’ del marcio dentro il Cio
Da un articolo di Pietro Mennea

(Mennea, detto la “freccia del sud”, corsa, tenne il primato mondiale dei 200 metri piani dal 79 al 96. 4 ori olimpici. Il suo record dei 150 metri piani in 14,8 resta imbattuto.
Laureato in giurisprudenza, scienze politiche e scienze dell’educazione motoria, esercita la professione di avvocato, di docente universitario di diritto dello sport e ha scritto molti libri. E’ stato eletto al Parlamento Europeo nel 1999.
Nel 2000 si parlo’ di lui quando l’Universita’ dell’Aquila gli nego’ l’assunzione a docente nonostante si fosse classificato primo in graduatoria. La vicenda provoco’ polemiche ed interrogazioni parlamentari.
Attualmente Mennea e’ docente di Legislazione europea delle attivita’ motorie e sportive presso la Facolta’ di Scienze dell’Educazione Motoria dell’Universita’ di Chieti.
Nel 2006 ha dato vita insieme alla moglie Manuela Olivieri a una Fondazione a carattere filantropico con donazioni costanti nel tempo e assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive, attraverso progetti specifici e concreti. Lo scopo secondario e’ diffondere lo sport e i suoi valori e promuovere la lotta al doping.)

Mennea considera un grave errore la decisione del Cio di assegnare i Giochi olimpici alla Cina. Era ovvio che il Cio sapesse del problema dei diritti umani, ma ha girato la testa.
E la Cina ha colto l’occasione straordinaria di una vetrina internazionale di grandissimo prestigio, in un grande sforzo collettivo che rinforzava l’identita’ nazionale.
Le ragioni di questa scelte sono molte. Intanto le lotte di potere. Dopo le Olimpiadi di Sidney 2000. Samaranch appoggio’ Rogge come presidente contro Dick Pound, presidente dell’agenzia mondiale antidoping. Ma Rogge aveva bisogno di altri voti e glieli diede proprio la Cina.
Il Cio e’ un’organizzazione mondiale fortissima e ricchissima, 200 persone si spartiscono un capitale immenso e, ovviamente, non c’e’ nulla di democratico nella loro elezione.
Solo una parte viene nominata dagli atleti, gli altri sono cooptati dall’alto e confermate da un’assemblea di 115 persone.
Oggi il Cio costituisce una casta di «inamovibili», infatti, ad eccezione del presidente, non c’e’ alcun limite al mandato e nessuna regola di trasparenza e democraticita’.
Queste 200 persone sono sensibili ai ricatti delle lobbyes.
Il Cio e’ di fatto un potentissimo organo politico. E lo e’ stato fin dall’inizio.
Pierre de Coubertin era un uomo di destra che scelse la Germania nazista per i Giochi del 1936. Ammirava Hitler e disprezzava la Francia e l’Inghilterra perche’ considerava decadente la democrazia, avrebbe voluto per la gioventu’ francese lo stesso tirocinio militare delle camicie brune naziste. La Germania hitleriana era per lui uno splendido modello di forza e disciplina.
Come oggi la Cina, la Germania fu ben felice di preparare una vetrina per il Reich e mostrare la superiorita’ della razza ariana.
Nel 1972, il presidente del Cio era Avery Brundage, un americano filonazista, a cui Hitler
commissiono’ la costruzione dell’ambasciata tedesca negli USA. Brundage apparteneva a un esclusivo club di San Diego esplicitamente razzista.
Il suo successore Samaranch era un ex gerarca della Falange spagnola fedelissimo di Franco. Egli riusci’ a ottenere la presidenza con una magistrale mossa di diplomazia. Quando gli Usa decretarono il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca del 1980 per l’invasione delI’Afghanistan da parte dei russi rossa, Samaranch – che fu ambasciatore della Spagna in Urss – convinse il Comitato olimpico spagnolo e molti paesi occidentali a mandare ugualmente i propri atleti ai Giochi ottenendo l’appoggio russo nella sua futura elezione.
Anche oggi Cio e politica sono legati strettamente e fra i suoi membri ci sono politici delle piu’ alte istituzioni della Repubblica.
Ipocritamente il Cio si dichiara ente senza scopo di lucro, nei fatti svolge attivita’ economiche e si presenta come una grande associazione d’impresa.
Eppure e’ un ente di diritto privato, retto da un codice svizzero e risiede a Losanna. Emette atti giuridici nei confronti dei tesserati e ha un enorme potere sullo sport mondiale, malgrado questo non e’ sottoposto a nessun controllo. Resta un ente di diritto privato, anche se esercita un’attivita’ monopolista, non deve rispondere a nessun ente pubblico, a nessun organismo internazionale, non ha alcun codice etico da rispettare ne’ tanto meno standard legislativi.
Il Cio e’ una associazione di impresa che muove enormi capitali.. cede i diritti televisivi dei Giochi, vende i diritti a proiettare immagini di archivio, fa contratti pubblicitari. La Coca Cola e’ sponsor dei Giochi dal 1928, il suo contratto e’ stato rinnovato quest’anno per 250 milioni di dollari. E non e’ a caso che, quando le Olimpiadi dovevano essere concesse alla Grecia, il Cio preferi’ Atlanta, sede della Coca Cola.
Dietro le Olimpiadi ci sono interessi economici giganteschi. Chiaro che la corruzione qui e’ di casa.
Le Olimpiadi di Pechino rappresentano il piu’ grande evento mondiale degli ultimi anni, un evento visto per almeno un minuto da 5 miliardi di persone, su 6.
220 paesi hanno acquistato i diritti televisivi. Le maggiori aziende del mondo ci hanno investito, 11 multinazionali ci hanno messo 100 milioni di dollari, e moltissime aziende hanno investito somme simili.
Oltre a cio’ un miliardo e 300 milioni di cinesi offrono un mercato che non ha eguali al mondo. Assegnare i Giochi alla Cina e’ cosa ben diversa che darli alla Grecia che ha 11 milioni di abitanti.
Gli affari vengono fatti prima, durante e dopo le Olimpiadi.
I membri organizzatori sono 200. Nell’ultima Olimpiade intascarono 3 mila miliardi di vecchie lire.
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Ne “Il libro nero delle Olimpiadi di Torino 2006”, si legge: “Le edizioni dei giochi olimpici hanno piu’ volte significato – o coinciso con, o tollerato – violazioni di diritti umani, civili e politici, arrivando talvolta ad una vera e propria immedesimazione con crudeli regimi dittatoriali”.

Boicottaggi o gesti simbolici
Pietro Mennea

Mennea e’ contrario ai boicottaggi in quanto a rimetterci sono sempre gli atleti.
Nel 1976 a Montreal ci fu il boicottaggio da parte di un gruppo di paesi africani per protesta contro l’apartheid.
Nel 1980 le Olimpiadi di Mosca furono boicottate dagli americani e noi italiani, essendo alleati degli Stati Uniti, non mandammo gli atleti appartenenti a corpi militari; alcuni miei amici.
4 anni sono lunghi e per la carriera di un atleta saltare un appuntamento cosi’ importante puo’ rappresentare la fine del sogno inseguito per una vita.
A Los Angeles boicottarono l’Urss e i paesi del Patto di Varsavia.
Poi ci sono i gesti simbolici.
Mennea e’ favorevole alla diserzione dei capi di Stato alla cerimonia di apertura.
Dice: “Quando c’e’ stato il terremoto che ha colpito le province del Sud-Est della Cina, la prima preoccupazione delle autorita’ non e’ stata quella di soccorrere le persone rimaste sepolte sotto le macerie, ma di occultare i fatti per paura di scoraggiare gli investitori stranieri. E il segnale di una modalita’ ancora feudale di concepire il potere pubblico a fronte di una modernizzazione economica senza precedenti.”

“Quando un atleta partecipa a questi eventi internazionali, si esprime attraverso
l’attivita’ agonistica, ma non puo’ cessare di esistere come uomo ed evitare che il suo cervello continui a ragionare e a porsi delle domande. L’atleta e’ in primo luogo una persona e un cittadino e deve essere libero di poter esprimere tranquillamente le proprie opinioni. Sono pertanto assolutamente contrario a quei provvedimenti che sono stati minacciati da parte di alcune federazioni verso gli atleti che manifesteranno pubblicamente le loro posizioni durante i Giochi olimpici di Pechino.
Ricordo ad esempio i clamorosi gesti di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi del Messico nel 1968. Questi atleti hanno pagato duramente la loro coraggiosa presa di posizione, l’hanno pagata con la sospensione dalla squadra americana di atletica, l’espulsione dal villaggio olimpico e la successiva emarginazione da parte dell’ambiente dello sport. Considero molto grave quello che e’ accaduto a questi atleti, perche’ nessuno puo’ essere privato della liberta’ di esprimere le proprie opinioni e le idee in cui crede. Questo e’ proprio cio’ che dovrebbe distinguere la nostra cultura da quelle che non rispettano i diritti umani e la liberta’ di espressione.”
“Compito dello sport dovrebbe essere aprire, formare, far crescere, migliorare una persona. E dunque un controsenso chiedere a un’atleta di rinnegare la propria persona nel momento in cui si cimenta in una competizione sportiva, per quanto devo ammettere che queste competizioni hanno ormai poco a che fare con il senso profondo dello sport mentre hanno molto a che fare con il business”.
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Da aprileonline
Enrico Campofreda

A Beijing ha preso oggi il via una kermesse che apre le porte al futuro ordine economico per i prossimi signori del mondo globalizzato: quel capitalismo dalla pelle gialla che sempre piu’ dettera’ legge nelle piazze e nelle borse del pianeta. Cosi’ il boicottaggio per la cessazione delle persecuzioni in Tibet, nell’attuale real politik, vive a latere degli interessi finanziari a cui non si puo’ rinunciare

Parte l’Olimpiade del nuovo Impero, la scadenza scocca come il piu’ perfetto degli orologi – con tutti quegli otto da cabala – e il business e’ ancora piu’ forte del tempo. Non la fermano ne’ proteste per i diritti civili ne’ attentati o terremoto, neppure l’inquinamento o un temibile flop di pubblico. Non la sminuiscono i divieti, dalla proibizione di collegamenti web alla diffusione di libri, e tanto meno la diserzione alla cerimonia d’apertura preparata dal maestro dell’immagine Zhang Yimou. E chi ha pensato di non farsi vedere o smarcarsi con rappresentanti del Palazzo per un ‘politicamente corretto’ (gli europei Berlusconi, Merkel, Zapatero) manchera’ nella foto dei grandi che, alla faccia d’ogni boicottaggio, verra’ scattata egualmente.
Chi si garantisce il primo piano e’ innanzitutto il padrone del mondo in uscita George W. Bush, all’ultima grande vetrina personale prima della fine del mandato, ma da altre latitudini capi di Stato e premier verranno perche’ questa Olimpiade, proprio questa, riveste un valore che travalica totalmente lo sport.
E’ una kermesse che apre le porte al futuro ordine economico per i prossimi signori del globo globalizzato: quel capitalismo dalla pelle gialla che sempre piu’ dettera’ legge nelle piazze e nelle borse del pianeta. Un’economia ad alta capacita’ tecnologica come mostrano i gioielli impiantistici denominati poeticamente ‘Cubo d’acqua’, ‘Nido d’uccello’ dove nei giorni di gara gli atleti del mondo si misureranno. Quell’economia che in trent’anni le teste pensanti della meganazione hanno osservato girando ogni punto cardinale e hanno riprodotto non solo per clonazione. Sia chiaro, molte opere mostrate nella passerella dei Giochi sono frutto di creativita’ e ingegno d’altri Paesi, ma averle realizzate per questo appuntamento e con investimenti di capitali nazionali e misti ratifica quel che sappiamo da tempo: l’asse dell’economia terrestre ha in Oriente le sue radici piu’ robuste.
E’ il motivo per cui il Presidente della potenza (sempre piu’ ex) americana viene a rendere omaggio alla bandiera rossa simulacro d’una nazione che le sta subentrando nella supremazia economica detenuta per oltre un secolo, nazione con la quale gli Usa pur obtorto collo non possono esimersi di tenere rapporti cordiali o discreti perche’ la crisi dei propri mercati sconsiglia qualsiasi alzata di testa e di voce. Cosi’ il boicottaggio per la cessazione delle persecuzioni in Tibet, nell’attuale real politik vive a latere della politica economica e finanziaria cui non si puo’ rinunciare. Le Guerre Fredde e gli embarghi paiono attrezzi in disuso, i conflitti si combattono altrove per gli approvvigionamenti petroliferi. Al colosso cinese – che e’ la grande fabbrica del pianeta dove ogni capitalista investe contando su una manodopera a costi stracciatissimi – si contesta solo formalmente la mancanza di democrazia, le guerre mercantili e militari con lui sarebbero suicide.
Oggi fa comodo a tutti starsene acquattati nel ‘Nido d’uccello’ e a piacimento si dice che non e’ bene politicizzare lo sport. Se questa e’ la festa che cominci pure, non e’ certo a Beijing che lo spirito d’Olimpia s’e’ smarrito. A Beijing, anche usando i Cinque Cerchi del Cio di mister Rogge, si ratificano le gerarchie del Capitale del Terzo Millennio
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Olimpiadi della vergogna
Marcello Pamio

Il paese che ha piu’ condanne a morte nel mondo (tra le 2.000 e le 10.000 ogni anno!)
Il paese (secondo una inchiesta del quotidiano britannico Guardian) che permette ad aziende di cosmetici di utilizzare la pelle dei condannati a morte per produrre il collagene per labbra e trattamenti anti-rughe per noi occidentali.
Il paese in cui il governo gestisce il traffico illegale di organi umani per trapianti, la maggior parte dei quali sono prelevati direttamente ai condannati (“le pubbliche autorita’ richiedono il consenso informato dei prigionieri o delle loro famiglie alla donazione degli organi”). Costano il 30% in meno rispetto a paesi come Bulgaria, Colombia, Russia e Sudafrica, la Cina, per questo e’ divenuto il paese me’ta preferita degli israeliani che necessitano di trapianti!
Il paese che con l’invasione militare del 1949-1950 del Tibet ha fatto sterminare decine di migliaia di persone senza processo, solamente in base al sospetto di “attivita’ anticomuniste”.
Il paese dove si sono uccise migliaia di persone in carcere a causa di sevizie, torture e lavori forzati.
Il paese che attua progetti di pianificazione familiare, e cioe’ sterilizzazioni in massa di donne e bambine al fine di cancellare, nel giro di qualche generazione, la “razza” tibetana.
Il paese che ha distrutto o fatto saltare in aria almeno 6000 monasteri, distruggendo una cultura esoterica millenaria patrimonio dell’umanita’.
Il paese che vieta nelle scuole di studiare la cultura, la lingua e la religione del Tibet prima dei 18 anni.
Il paese che censura tutti i siti internet scomodi al regime “popolare”.
Il paese che per legge regola la reincarnazione dei Lama tibetani e la pone sotto il controllo delle autorita’!
Il paese che vanta 16 delle 20 citta’ piu’ inquinate al mondo.
Nel paese dove oltre 22 milioni di persone sotto il livello di poverta’ assoluta e decine di milioni di poveri.
In questo paese si sono tenute le Olimpiadi 2008.
Il costo della vergogna.
Il costo iniziale delle Olimpiadi in Cina, preventivato in 1,6 miliardi di dollari sembra sia stato ritoccato con nuovi stanziamenti che sfiorano i 37 miliardi di dollari.
Quanti di questi soldi andranno a beneficio della popolazione?
Ovviamente nessuno… mafia cinese, regime e imprenditori compiacenti si spartiranno la ricchissima torta. Un esempio per tutti, il terminal dell’aeroporto di Pechino dal costo di 2,7 miliardi di dollari: un gioiello che potra’ accogliere 120 aerei, 64 ristoranti e 90 negozi.
E le persone in strada continueranno a morire di fame, come e forse piu’ di prima.
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Da un articolo di Gianluca Barca

“L’olimpismo non e’ mai esistito davvero o e’ esistito per breve tempo, subito spazzato via dalla sete di gloria dei protagonisti e dalla sete di denaro”
All’inizio potevano partecipare ai giochi solo gli aristocratici, erano esclusi operai e contadini e questo fino al 908. Non c’erano premi in denaro, anzi il denaro stava proprio fuori dai Giochi.
Nei college inglesi si insegnava che lo sport rendeva grande la Nazione e le permetteva di dominare il mondo.
Lo stesso de Coubertin pensava che lo sport avrebbe portato a vittorie militari.
Insomma tutto comincio’ con una ipocrisia.
Tutte quelle balle per cui l’importante e’ partecipare non erano credute da nessuno.
Il nazionalismo spazzo’ via ogni bugia, visto che sulla medaglie si misurava la superiorita’ di una Nazione. (Il Nazionalismo e’ la corruzione dell’idea di Nazione perche’ usa quell’idea in senso negativo per schiacciare gli altri)
All’inizio erano tutti dilettanti, non esisteva il professionismo. Ma il canottiere dilettante doveva essere un Ufficiale dell’esercito o della Marina di Sua Maesta’ o membro di un club che non fosse aperto alla vile marmaglia. E non doveva mai aver incassato denaro con lo sport. Non esistevano rimborsi. Se uno non aveva soldi o tempo per fare sport, ne facesse a meno! Il maratoneta Airoldi fu squalificato per aver preso 15 lire. Per andare da Milano ad Atene se la fece tutta a piedi, 25 km al giorno.
In Inghilterra spopolava il rugby, in Italia il football, ma il tutto era infiorato di rigor militare e amor patrio. Insomma si preparava una forte gioventu’ per buttarla contro il nemico.
I vari regimi con queste idee ci andarono a nozze.
Poi cominciarono i premi. E arrivarono il fornaio Dorando Pietri e l’operaio Zampori.
Ma a vincere erano spesso i figli di paesi poveri, neri, meticci, sanguemisti.
L’aristocraticita’ dello sport diventava obsoleta e il successo contava piu’ dell’onore.
Una volta anche gli atleti piu’ grandi arrivavano con mezzi pubblici e la divisa pagata da loro. Oggi ci sono atleti poveri e atleti ricchi che sembrano divi del rock.
Alla fine il business ha divorato tutto. E la causa e’ stata la televisione.
Nel 1948 la Bbc pago’ per la prima volta i diritti televisivi.
Tra il 2000 e il 2008 la Nbc spese 3,5 miliardi di euro.
30 secondi di pubblicita’ costavano ad Atlanta 380.000 dollari, a Sydney 445.000, a Pechino 608.000.
Ad Atlanta il Cio incasso’ per soli diritti televisivi 1.400 miliardi. Piu’ 1250 dagli sponsor.
La sola General Eletric pago’ 200 milioni di dollari. Poi cominciarono gli atleti a farsi pagare vistosamente per ogni indumento che portavano.
Lo sport per lo sport era del tutto finito.
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Il CIO
Wikipedia

Il CIO e’ stato piu’ volte contestato, per il fatto per es. che i suoi presidenti siano stati spesso legati a dittatori di destra, vedi Saramanch, legato al dittatore Francisco Franco, oMohamad Bob Hasan, ministro del dittatore Suharto. E’ stata contestata anche l’assegnazione dell’”Ordine Olimpico” a dittatori sanguinari come Ceauşescu o personalita’ discusse come Kissinger. C’e’ chi non vorrebbe piu’ il “rito” della marcia della fiamma olimpica introdotto da Hitler alle olimpiadi di Berlino nel 1936.
E’ inquietante anche il modo con cui il CIO sceglie la sede dei Giochi. A Salt Lake City la magistratura ipotizzo’ reati di corruzione nei confronti di alcuni membri per avvantaggiare alcune candidature piuttosto di altre . La procedura di assegnazione prevede che a circa 10 anni dalla data delle competizioni si presentino davanti al CIO le citta’ candidate, sottoponendo il loro programma sportivo e infrastrutturale e ponendolo al vaglio e allo studio del CIO.
Dopo la votazione si firma un contratto complesso, in cui i governi nazionali firmatari garantiscono che una percentuale degli incassi (per esempio i proventi del marketing) andranno al CIO e che questi non paghera’ eventuali passivi che saranno pagati dai cittadini dei paesi partecipanti.
Come si entra nel CIO? Non ci sono nomine governative ne’ elezioni democratiche. Il sistema e’ totalitario. Il presidente sceglie lui chi vuole e non sono ammesse contestazioni.
L’amministrazione del CIO si svolge attraverso l’assemblea plenaria, ma il potere vero e’ in mano al comitato esecutivo, composto da 15 membri tra cui il presidente, 4 vicepresidenti e altri 10 che durano in carica 4 anni e sono scelti dall’assemblea con voto segreto.
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La “democrazia” americana
A 40 anni dal pugno di Mexico ‘68 “Mai pentiti di quella protesta”

PASQUALE NOTARGIACOMO

Dalla pista alla medaglia fu un soffio: record del mondo su 200 e 400 e oro per entrambi. Quello che successe durante la premiazione e’ storia: Smith e il compagno John Carlos, 1° e 3° sul mezzo giro di pista, scalzi tranne le calze nere sul podio, con il pugno guantato chiuso e il capo chino mentre suonavano le note di “The Star – Spangled Banner”.
Evans, che straccio’ il primato sul giro di pista, si avvio’ a ritirare la medaglia d’oro, con l’aria scanzonata del suo basco nero. In realta’ era serissimo, sicuro che stessero per sparargli. Ma si diceva, ridi, Lee, ridi, perche’ e’ piu’ difficile sparare a un uomo che ride.
Anche lui alzo’ il pugno sul palco. Black Power: l’orgoglio di uomini che erano stufi di essere trattati come cani da corsa. Negli anni in cui James Brown cantava: “Sono nero e me ne vanto”. Nessuno avrebbe più dimenticato. Gli tolsero le medaglie e li cacciarono dai Giochi. L’America lacerata promise vendetta. “Se ne pentiranno per il resto della loro vita”, disse Payton Jordan, capo della rappresentativa statunitense. Avvertimenti piu’ spicci e minacce di morte li accolsero al loro rientro in patria.

Mai pentiti. Ma nessun pentimento. Lo confermano 40 anni dopo loro stessi…
Hanno pagato, questo si’. Tommie Smith, oggi ha 64 anni. Chiuse con l’atletica a 24, (mentre il suo primato resistette ancora 11 anni prima di essere battuto da Pietro Mennea). Per 10 anni non ha potuto trovare lavoro nonostante due lauree: in educazione fisica e sociologia. La vendetta del suo Paese. Non e’ andata meglio a Lee Evans, anche lui proveniente dalla “San Jose’ State University”. Ci sono voluti 21 anni prima che Butch Reynolds battesse il suo primato. Lui aveva gia’ lasciato gli Stati Uniti da un pezzo. Destinazione Africa sulle tracce dei suoi antenati. Ha trascorso 6 anni in Nigeria, 2 in Camerun e Madagascar, insegnando atletica a talenti che non hanno mai avuto buoni antenati. Senza mai rinnegare la sua scelta.
Nel segno di Obama. “Volevamo rappresentare l’altra faccia del nostro Paese – racconta Smith -. Dare voce a un sentimento che sentivamo il bisogno di esprimere: la consapevolezza di essere oppressi, fin dalla nascita. Correre non era l’unica cosa che sapessimo fare”. Una decisione libera, che poco aveva a che fare con la militanza. “Non mi reputo un militante – spiega Smith -. “Abbiamo deciso di affrontare un problema di cui nessuno si curava, senza preoccuparci del giudizio degli altri. Abbiamo compiuto un sacrificio sperando di spianare la strada ai ragazzi dopo di noi, perche’ avessero un’opportunita’”. Come quella che e’ capitata oggi a Barack Obama, che potrebbe essere il 1° presidente nero degli Stati Uniti. “Obama e’ uno dei giovani – dice Evans -. Ha un atteggiamento diverso: sa di poter vincere. E’ il candidato migliore, capita che sia anche nero. Noi siamo neri, e lui come noi puo’ farcela”.
…”Ai nostri tempi – spiega Smith – c’era il primato dell’orgoglio. L’attenzione per tutto quello che ci circondava. Oggi l’amore per i dollari ha scalzato quel primato. E ha creato quelli che io considero i corridori per denaro”.

repubblica.it/mobile/articolo/a-40-anni-dal-pugno-di-mexico-68-mai-pentiti-di-quella-protesta/2008-06-07/1212327
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lealidellafarfalla

Furono il simbolo della lotta e della protesta contro la discriminazione razziale con il loro saluto dal podio Olimpico dei 200 metri piani a Citta’ del Messico nel 1968 e oggi dichiarano che niente e’ cambiato e che ci troviamo nella stessa situazione. Mettono anche in guardia gli atleti che vorranno seguire il loro gesto, avanzando delle proteste simboliche durante i giochi di Pechino, perche’ le ripercussioni che ebbero sia sportive che sociali furono enormi. Il Comitato Olimpico insistette per l’espulsione di entrambi dalle future competizioni. L’ America bianca nella quale fecero ritorno si dimostro’ ostile nei loro confronti voltando loro le spalle quando si misero in cerca di un lavoro, con la conseguenza che anche le loro famiglie si trovarono in condizioni difficili. La madre di Smith mori’ d’infarto, quando gli agricoltori locali gli spedirono ratti morti e letame. Carlos fu costretto a usare i suoi mobili come legna da ardere e afferma che sua moglie si suicido’ perche’ prostrata fisicamente e moralmente dalle condizioni di emarginazione sociale. Cambiano i luoghi, le nazionalita’, il colore della pelle, trascorrono gli anni, ma i problemi rimangono. Si esporta ogni merce, ma i diritti trovano molti ostacoli nelle dogane della mente.
lealidellafarfalla.wordpress.com/2008/04/13/times-tommy-smith-jhon-carlos-sui-giochi-olimpici-2008-in-40-anni-niente-e-cambiato/
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Oggi ha vinto un americano“, disse Tommie Smith dopo la gara. “Se avessi perso, avrebbe perso un negro“.
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Poveri di spirito olimpico
FERNANDO SAVATER
El Pais

..credo che apprezzare le manifestazioni sportive – o, almeno, alcune – non contravvenga al buon gusto e non leda la dignita’ personale. Ho persino ragionevolmente apprezzato, a suo tempo, il film «Momenti di gloria»: propongo queste informazioni preventive affinche’ nessuno mi scambi per un fanatico. Nonostante cio’ mi e’ difficile non perdere la calma di fronte a quegli imbrogli indecenti, venali e corrotti che sono diventati i Giochi Olimpici. Sono la cosa che più assomiglia a un bordello mediatico: si sfruttano le doti fisiche di alcuni perche’ molti negrieri ne possano trarre vantaggio; il tutto di fronte a un’impotente moltitudine di ingenui, blanditi con inni ed emozioni nazionaliste. Appellandosi sempre, e’ naturale, agli alti valori della competizione – il famoso spirito olimpico – in un atteggiamento che equivale a citare l’amore quando ci si riferisce alla suddetta casa di tolleranza.
Da parecchi decenni i Giochi olimpici si destreggiano per riuscire ad «andare d’accordo» con regimi politici indecenti che usano il circo multicolore come palcoscenico e, a volte, come momento di promozione. Il primo e più noto di questi casi e’ rappresentato dai Giochi del 1936 nella Germania nazista, occasione in cui fu inventata la cerimonia della torcia olimpica che si celebra religiosamente ancora oggi. Visto che si nutriva qualche diffidenza, del tutto fondata, sul trattamento che Hitler riservava agli ebrei, il Cio decise di pararsi le spalle e spedi’ uno dei suoi dirigenti, Avery Brundage, affidandogli l’incarico di fare un’inchiesta. Casualmente Brundage era nazista piu’ o meno quanto Hitler e l’inchiesta si chiuse con un giudizio assai lusinghiero.
I giochi ebbero luogo, Leni Riefenstahl giro’ il suo famoso documentario Olimpia per la maggior gloria del Führer, il nazismo non ne usci’ certo rigenerato, anzi, poco dopo insanguino’ l’Europa e Avery Brundage rimase per molti anni gran capo del Cio (fece addirittura in tempo, nel 1972, a ordinare che lo spettacolo continuasse nonostante il massacro di ebrei compiuto da alcuni terroristi a Monaco). Nel 1986 i Giochi vennero celebrati in Messico dopo la mattanza di Tlatelolco. Due atleti americani, Tommy Smith e John Carlos, mentre erano sul podio alzarono il pugno chiuso per ricordare la discriminazione dei compatrioti neri e vennero, di seguito, minuziosamente triturati dalla macchina politico-sportiva del loro Paese. Eccetera…
Dal 1980, grazie all’astuzia commerciale dell’ex falangista Antonio Samaranch, le Olimpiadi si sono trasformate senza dubbi in un grande affare. Oggi i grandi affari passano alla Cina. Poco importa che la Cina sia una feroce dittatura e che opprima non solo i tibetani, ma anche, piu’ o meno allo stesso modo, milioni di sudditi cinesi. Il denaro non ha odore, come disse secoli fa quell’imperatore romano. Di fronte alle proteste che, via via, si levano contro la scelta d’una sede cosi’ indegna, Samaranch dichiara che «ogni Paese ha il sistema politico che si sceglie» (per questo motivo lui ha vissuto tanto volentieri nel democratico regime franchista) e Heinz Verbruggen, attuale dirigente del Cio, sottolinea che immischiarsi nella situazione del Tibet sarebbe come parlare del problema dei Paesi Baschi nel caso in cui le Olimpiadi avessero luogo in Spagna (per lui le democrazie e le dittature sono perfettamente equivalenti).
Propongo un nuovo sport olimpico: denunciare la dittatura della Cina, denunciare «i democratici» che fanno affari con i regimi che calpestano i diritti umani e, soprattutto, denunciare la mafia degli approfittatori e dei maneggioni che, dai propri uffici, saccheggiano il malconcio spirito olimpico… che forse non e’ mai esistito.
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Arrivederci a Londra nel 2012.
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RIDIAMARO : – )

Da nonciclopedia
:-)
Lo sport del Lancio del Cancellino e’ uno dei piu’ diffusi in Italia e nel mondo

Praticato principalmente da studenti riscosse successo fin dalla sua istituzione rendendolo forse secondo solo al calcio. Il Lancio del cancellino e’ anche un ottimo candidato per entrare a far parte delle prossime olimpiadi.
Le origini del Lancio del cancellino risalgono all’invenzione della Lavagna. Quando venne costruita la prima lavagna infatti nessuno sapeva cosa farsene e quindi rimase inutilizzata per un lunghissimo arco di tempo; questo finche’ un giorno si giunse alla conclusione che fosse un ottimo bersaglio, cosa che porto’ all’uso del cancellino (anche quello inventato ma disoccupato), un oggetto morbido e leggero, ottimo per avere qualcosa da scagliare senza far danni. Da li’ all’invenzione dello sport, il passo fu breve.
Un atleta sta per compiere il lancio, notate i guanti per non lasciare impronte…
Il regolamento di questa disciplina sportiva e’ molto semplice, e per giunta nemmeno tanto articolato. Innanzitutto, va detto che questo sport puo’ essere praticato sia in singolo che in squadra. Il campo, definito classe o anche aula, e’ costituito da una lavagna e uno spiazzo libero al variare delle dimensioni del quale aumenta o diminuisce la difficolta’ di tiro. Occasionalmente vi si possono trovare anche ostacoli come sedie, banchi o pareti, volti anch’essi principalmente ad aumentare il livello di sfida della partita. Scopo del gioco e’ accumulare quanti piu’ punti e’ possibile, mirando e poi lanciando il cancellino sulla lavagna. In base alla zona che viene colpita, si guadagnano una definita quantita’ di punti. Ecco la classificazione ufficiale del bersaglio:
Centro della lavagna: 100 punti;
Primo cerchio: 80 Punti;
Secondo Cerchio: 50 punti;
Terzo cerchio: 30 Punti;
Quarto cerchio: 10 punti;
Parti della lavagna non contrassegnate o pareti: 0 punti;
Colpire un bidello in pieno volto: 250 punti;
Colpire in faccia la professoressa appena entrata: 1000 punti;
Colpire in faccia la coordinatrice di sezione: 2500 punti;
Colpire in faccia la preside: 10000 punti;
Colpire in faccia il presidente della repubblica italiana: +99999 punti e per di piu’ verrete incarcerati e inculati a sangue;
Colpire in faccia Silvio Berlusconi: +infinito punti;
Colpire in faccia Chuck Norris: -infinito punti e per di piu’ verrete calciorotati;
Colpire un comunista all’incrocio della falce col martello: 10000000000 punti
Colpire un fascista nel centro della croce celtica: 1 punto e dite addio ai vostri denti,
Satana si materializza dinanzi a voi mentre state per lanciare: 666 punti;
Se Si materializza 2 volte: 1332;
Jack Shepard vi passa davanti alla lavagna e voi lo colpite: 4 8 15 16 23 42 punti (108 punti).
Vince chi accumula piu’ punti dopo 3 set di 5 lanci ciascuno.
La rapida e vastissima diffusione dello sport, ha portato alla nascita in tutta Italia di appositi centri di allenamento, chiamati scuole, dove migliaia di giovani possono allenarsi quotidianamente.
E’ stato sfortunatamente testimoniato anche in Italia un uso piuttosto bizzarro di questi stessi attrezzi. Esso consiste nell’usare la lavagna come piano d’appoggio per scrivere ed il cancellino per cancellare cio’ che vi si scrive; la contraddizione e’ ovvia (perche’ scrivere qualcosa appositamente per cancellarla?), e se assistete ad un uso improprio di questi oggetti (come descritto sopra o in altro modo), e’ vostro dovere avvertire le autorita’ o chi di competenza affinche’ possano porre fine a questo sfruttamento improprio di attrezzi sportivi. In caso contrario, sarete anche voi perseguitabili dalla legge per complicita’ ad atti di vandalismo.
In alcune scuole del centro Itaglia, al posto della lavagna si usano gli studenti stessi come bersaglio. A volte il cancellino viene caricato, cioe’ strofinato sulla lavagna in modo da raccogliere piu’ gesso, prima di essere scagliato. Quando si colpisce un avversario resta il segno indelebile, in gergo detto per l’appunto Scudetto. Questo sport viene osteggiato particolarmente da donne e nerd che cercano di evitare il prestigioso ruolo di bersaglio con delle insulse scuse fra le quali ricordiamo l’ormai inflazionata e poco credibile allergia al gesso o lamentandosi, immotivatamente per altro, delle percosse da corpi contundenti in volto che minano la loro dignita’. Anche qui esiste una classificazione piu’ precisa del punteggio dato dalle varie parti del corpo, ma comunque il colpo in viso e’ il piu’ raffinato e quello che conferisce il punteggio piu’ alto. A volte, per vendicarsi di un grave torto subito, si usa addirittura bagnare il cancellino, affinche’ acquisti ancor piu’ peso e quindi potenza d’impatto. Attenzione: un colpo andato a vuoto, che colpisca il muro, lascera’ una chiazza impossibile da non sgamare per il professore di turno.
Il lancio del cancellino e’ stato bandito nel 1945 dalla Convenzione di Ginevra
Nonostante tale impedimento burocratico, all’ITIS e all’IPSIA tale sport viene praticato ancora con successo perche’ se ne fregano degli impedimenti burocratici, anzi se ne fregano di tutto.

nonciclopedia.wikia.com/wiki/Lancio_del_cancellino

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http://www.masadaweb.org

1 Commento »

  1. nell’articolo “C’è del marcio dentro il CIO” vi è una imprecisione, in quanto dal 1924 la direzione del cio passo nelle mani di Henri de Baillet Latour, mentre il Sig Decubertin si ritirò a vita privata sino alla sua mortre nel 1937. Pertanto le olimpiadi del ‘36 non fuono assegnate alla Germania nazzista da Decubertin ma da Baillet de Latour. Questo per dovere di precisione e non per dare meriti a uno o all’altro e meno ancora per rivalutare il carrozzone olimpico.

    Commento di dario galliano — Agosto 24, 2008 @ 4:02 pm | Replica


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