Nuovo Masada

agosto 22, 2008

MASADA n. 769. 22-8-2008. Ola queridos! Siete pronti a cambiare il mondo?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 12:26 pm

Transition town- Critiche all’opposizione – Che cosa sai sul Trattato di Lisbona? – Il Senato di Calderoli – Stuprare una donna – Intervista a Epifani – La guerra contro l’Europa

Decrescita felice
Gabriele Bollini

Hola queridos, in questa coda di estate mi e’ venuta un’idea. Non so se conoscete la rete / il movimento delle Transition Towns (questa estate sono usciti articoli su il manifesto e AAMTerraNuova, e il Movimento per la Decrescita Felice tramite l’associazione PAEA ha organizzato viaggi studio). Ve ne propongo una breve presentazione con un collage/sintesi di alcuni articoli e poi vi dico.

Citta’ in transizione e rinnovabili
La festa e’ finita, che la festa cominci!

I ribelli contro i combustibili fossili si costituiscono in rete, cercando di sostituire l’azione politica, sinistramente e pericolosamente inattiva.
Un’organizzazione /dal basso/, formata da privati cittadini, con un sito collaborativo (wiki), si propone di colmare un vuoto lasciato dalla politica ufficiale, inerme e schiava delle pressioni dei petrolieri, e progettare la civilta’ del dopo-petrolio, nel segno della “decrescita energetica”.
L’iniziativa si chiama Transition Towns (citta’ di transizione) e sta guadagnando sempre maggiore visibilita’ nella rete.

Come ogni movimento che si rispetti, anche questo ha un capo carismatico: il docente universitario Rob Hopkins, che fa da coordinatore. Sulle riserve petrolifere Hopkins e’ uno dei pessimisti, uno di quelli che pensano che entro 5 anni il petrolio raggiungera’ il picco di Hubbert, ovvero l’inizio del declino della capacita’ estrattiva.
Secondo questa previsione, non c’e’ un /”piano B”/. L’era del petrolio sta volgendo precipitosamente verso la fine. Poiche’ non abbiamo ancora trovato un’altra fonte di energia sufficiente a sostituirlo.
Da quando abbiamo iniziato ad immagazzinare energia e ad accumulare ricchezza l’ineguaglianza tra gli individui e tra i popoli ha iniziato ad aumentare di pari passo, fino a raggiungere proporzioni smisurate negli ultimi 200 anni.
Il 93% delle risorse energetiche che sostengono il nostro stile di vita declineranno nei prossimi anni; l’attivita’ di estrazione di petrolio di piu’ di 60 dei 98 Paesi produttori e’ ormai in declino; l’energia complessiva prodotta dai combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale) raggiungera’ il culmine attorno al 2010 o giu’ di li’.
La sola risposta razionale e’ progettare la nostra decrescita energetica. Occorre pensare a una vera e propria economia di guerra: “La vita del dopo-petrolio sara’ molto diversa da quella attuale”, sostiene Hopkins.
E’ bene evitare di riporre speranze in soluzioni impossibili come l’idrogeno, per esempio. Per far circolare a idrogeno o a batteria le auto di una nazione come la Gran Bretagna occorrerebbero 67 centrali nucleari, oppure una centrale eolica piu’ grande dell’intero
Galles.
I biocombustibili? Altra bufala: servirebbero 25 milioni di ettari di terreno coltivato a colza, vale a dire quasi 5 volte la superficie coltivabile del Regno Unito. E bisogna pur mangiare.
A questo si aggiunge il cambiamento climatico, dovuto all’eccesso di CO_2 in atmosfera, che si fara’ sentire pesantemente insieme agli effetti del picco.
Le conseguenze di tutto cio’ saranno molto gravi: non c’e’ alcuna speranza di un «atterraggio morbido», bisogna dimenticarsi non solo della «crescita perpetua», ma probabilmente anche della vita «normale» a cui siamo oggi abituati.
Al di la’ dei leader, e’ l’iniziativa dei singoli a costituire la forza del sistema. Ogni comunita’ sviluppa le proprie proposte, e le mette a disposizione di tutti, in pieno rispetto della filosofia hacker. Nelle comunita’, villaggi e citta’ gia’ attivatisi le proposte fioccano.
Vi sono agricoltori e commercianti biologici che si interessano anche del tragitto dei loro prodotti, associazioni di cittadini che progettano di interrare tubi per estrarre dal sottosuolo calore d’inverno e frescura d’estate.
Vietare la pubblicita’ che stimola i consumi, installare pale eoliche, chiudere gli ipermercati, isolare termicamente le abitazioni, convertire appezzamenti inutilizzati in orti, piantare alberi come i noci, in grado di costituire fonte di cibo per eventuali emergenze alimentari, di abbattere efficientemente grandi quantita’ di anidride carbonica, ed essere eventualmente bruciati per produrre energia.
Ma non ci si limita alla bio-architettura. Le proposte abbracciano anche profondi cambiamenti nelle relazioni economiche, come l’introduzione una moneta sociale, che possa essere spesa solo per prodotti dell’economia locale, a minimo chilometraggio, oppure l’assegnazione a ogni prodotto di un punteggio, in relazione al peso del carburante impiegato per produrlo e portarlo a destinazione.
/(a chi volesse approfondire l’argomento e fosse interessato al documento introduttivo alle iniziative di transizione tradotto in italiano da Giuseppe Cimatti, glielo posso inviarlo a parte tramite richiesta, in attesa di metterlo sul nostro sito)/

Io ci sto e mi faccio promotore del progetto di transizione nella mia citta’, a Bologna, dove fra l’altro, nel prossimo anno, come in tante altre citta’, ci saranno le elezioni amministrative; non per proporre nuove liste civiche ecologiste e nonviolente (ovviamente chi vuole e’ libero di farlo :-) ma almeno per proporre alla collettivita’ un progetto politico di cambiamento,cercando di sostituire l’azione politica, sinistramente e pericolosamente inattiva, proponendosi di colmare un vuoto lasciato dalla politica ufficiale, inerme e schiava
delle pressioni dei petrolieri, dei costruttori, dei trafficanti in generale, e progettare la civilta’ del dopo-petrolio e del cambiamento climatico nel segno della decrescita energetica. Che cosa ne dite?
Hasta luego
Gabriele Bollini http://gaboll@lillinet.org
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Federalismo, il mostro del secolo
Gerry g

Il ministro delle semplificazioni stringe i tempi sul FEDERALISMO. Propone una “imposta unica sugli immobili” a favore dei Comuni (oltre ad altre imposte a favore di Regioni, Province, Roma Capitale…), il tutto nel ludibrio degli amministratori locali. Dice che l’imposta unica inglobera’ una decina di attuali imposte, includendovi anche le imposte catastali, ipotecarie, di successione ed altre (un fiume di denaro che gli enti locali bramano di metterci le mani sopra). Dice, anche, che cio’ comportera’ una semplificazione della burocrazia.
Balle.
In realta’ il federalismo ci riportera’ indietro, al FEUDALESIMO. Saranno trasferiti pieni poteri agli amministratori locali (come ai tempi dei feudatari) e questi li useranno per complicarci la vita e per aumentare imposte e vessazioni. Ogni ente locale emanera’ proprie leggi e delibere e imporra’ propri carichi fiscali. Ci soffocheranno con ogni genere di angherie. Ci faranno pagare tasse anche per passare da un comune all’altro. Non ci sara’ alcuna riduzione delle imposte ma un pesantissimo aggravio perche’ non ci sara’ piu’ una sola Roma da mantenere ma altre 8100 (tanti sono i Comuni italiani). E gli amministratori locali (nuovi scheriffi di Nottingham), piu’ che occuparsi dei servizi, si occuperanno delle loro rendite che, a regime, saranno “romanizzate” (romanizzazione che, del resto, e’ gia’ iniziata da oltre 15 anni, ossia da quando si inizio’ a parlare di federalismo).
In realta’, ai “semplificatori” (leghisti) non interessa affatto il federalismo fiscale (specchio per allodole). A loro interessa il trasferimento dei pieni poteri agli enti locali, per la creazione di altre 8100 piccole Rome possibilmente indipendenti anche dai controlli della magistratura, per la liberta’ dei loro intrallazzi.
C’e’ un solo modo per fermare il disastro!
Abolire i Comuni e ridurre le Regione a 3 o abolire le Province e accorpare i Comuni a 1/10 e le Regioni a 1/3 trasferendo le funzioni ai superstiti.
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Alessandro Cerminara

Le posizioni di Famiglia Cristiana sull’operato di B sono vere. La domanda e’: perche’ questa analisi non arriva da Udc, Pd e Idv?
L’analisi e’ ottima: la forbice sociale si allarga, i poveri sono sempre piu’ poveri, mentre le imprese si arricchiscono senza far crescere l’economia, l’ordine pubblico viene fatto gestire dai militari come nei Paesi africani sottosviluppati, si procede con i proclami vuoti (vedi Napoli), le boutade, i finti nemici da combattere (“dagli all’immigrato”, “dagli al fannullone”, “dagli all’accattone”), che generano provvedimenti vergognosi, ultimo dei quali quello che se la prende con chi ha la colpa di cercare cibo nei cassonetti. E’ un’analisi ben fatta
Ma perche’ queste cose non le dice l’Opposizione Parlamentare?
Avete mai sentito queste posizioni dall’UDC? O dal Pd? Anzi, si sono dissociati da Famiglia Cristiana per bocca di Rosy Bindi.
Avete mai sentito queste cose da Di Pietro?
Gli unici sono stati quelli della Sx extraparlamentare
Ma vi pare che queste cose debba dirle Famiglia Cristiana, invece dei Partiti dell’Opposizione?
Manca, fortissimamente, la presenza in Parlamento di una vera Sx
L’unico voto utile sarebbe stata per una sx di opposizione, non questa
E’ essenziale che la Sx torni al piu’ presto ai livelli che le competono. Il Paese ne ha bisogno.
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Bruna g (bloggher)

Gia’, anche perche’ un Governo ombra ha senso nei paesi civili (non in questo bordello che la politica ha fatto diventare l’Italia) se LEGIFERA e fa proposte alternative a quelle del governo dimostrando cosa potrebbe fare se governasse davvero.
Ma i “ministri” veltroniani che cazzo fanno se no’, ancora una volta, capitalizzare le chiacchiere, esercizio nel quale questi parolai sono insuperabili? E poi vanno a dire che, se non la pensa come loro l’opinione pubblica non esiste! In questo, il centro sinistra mistifica molto piu’ del centro destra che si fa le leggi ed i cvoli propri in modo esplicito senza infingimenti.
In Italia c’e’ il sindacato piu’ forte dei paesi europei, abbiamo avuto prima un PCI, poi il PDS poi i DS, Rifondazione, ecc. che sono stati davvero, quando erano uniti, il partito teoricamente di sinistra piu’ forte d’Europa raggiungendo il 36% dei consensi e ci ritroviamo oggi con i slari piu’ bassi d’europa ed il numero di morti sul lavoro piu’ cospicuo di tutti gli altri paesi europei. Qualche conto non torna. Aveva ragione Scalfari quando evidenzio’ l’anomalia di un vertice del PCI che non veniva quasi mai dal proletariato e/o dal mondo operaio! D’Alema, figlio di un parlamentare, Veltroni di un funzionario RAI, Fassino figlio di un imprenditore. Insomma piccola borghesia che si fa i conti propri. Sentire parlare la madre di Bettini (di famiglia nobile che racconto’ alla Bignardi essersi accostato al PCI perche’, cinefilo accanito abituato a non essere cacato da nessuno, si accorse che loro lo stavano a sentire) dietro di me ad un convegno dei DS sulla giustizia dava la misura assoluta di una classe dirigente del tutto inadeguata e “fuori ruolo” a rappresentare per tutelarne gli interessi ed i diritti, le categorie meno tutelate e protette- Del resto Veltroni ci tiene a specificare che il PD non e’ un partito di sinistra (e chi ne aveva mai dubitato?) ma di centro. E allora perche’ votarlo?
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Prendo tre articoli ben scelti da una interessante newsletter Gerardo Orsi – “Ne’ servo ne’ padrone.” Orsig40@yahoo.it
orsig.blogspot.com/

COSA SAI SUL TRATTATO DI LISBONA?
1) Sai che e’ un trattato di riforma europea che sostituisce i precedenti trattati e con il quale si afferma definitivamente la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale?

2) Sai che tutto il potere decisionale in Europa sara’ gestito da 27 Commissari (uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo, che dal novembre 2014 diventerebbero meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui, membri non necessariamente eletti dal popolo), e dalla BCE (Banca Centrale Europea. e figuriamoci se gli “eletti dal popolo” li troviamo proprio qui!), e che il Parlamento Europeo continuerebbe ad avere un ruolo puramente consultivo?

- Ti senti rassicurato dal fatto che cosi’ poche persone decidano del destino di 500 milioni di abitanti?

- Ritieni che esistano organizzazioni che possano agire per condizionare le decisioni di organismi gestiti da cosi’ poche persone, non elette dal popolo, che hanno un potere assoluto sul popolo stesso ma che non rispondono a nessuno che li abbia eletti?

- Hai mai sentito parlare di “BILDERBERG” e “COMMISSIONE TRILATERALE” ?

- Ricorderai che per far cadere un qualunque governo e’ necessaria la maggioranza semplice dei rappresentanti (il 50% piu’ uno); sai che per imporre le dimissioni alla “Commissione” e’ invece necessaria la maggioranza (con voto palese), dei due terzi del parlamento europeo?

3) Sai che il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte?

- Con ambiguita’ il trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla “carta dei diritti fondamentali” che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere “UNA SOMMOSSA O UN’INSURREZIONE”. Nessun esempio e’ citato per definire il concetto di “sommossa o insurrezione”. Ma se il popolo insorge. qualche buon motivo deve pur averlo. pero’ si espone ad un assassinio legalizzato! Ti senti ancora tutelato nel tuo diritto di opporti a. qualcosa?

4) Sai che la politica di difesa del trattato di Lisbona, prevede oltre alle “missioni di pace” anche missioni “offensive”?

5) Sai che in caso di arresto potrai essere spostato in qualunque regione europea, proprio come avviene ora all’interno di qualunque nazione tra un carcere e l’altro?

6) Sai che il trattato garantisce l’uguaglianza (reciprocita’) tra i membri, ma contemporaneamente garantisce l’ineguaglianza tra essi, consentendo alla Danimarca ed all’Inghilterra di continuare a stampare le loro monete nazionali?

7) Sai che l’Inghilterra rimane comunque proprietaria del 15,98% e la Danimarca del 1,72% della Banca Centrale Europea?

8) Sai che il contenuto del trattato di Lisbona coincide sostanzialmente con quello della “Costituzione Europea” che e’ stata bocciata da un referendum popolare in Olanda e Francia? Il “trattato di Lisbona” e’ stato bocciato dal referendum popolare in Irlanda. Perche’ queste bocciature? Magari perche’ questi popoli sono “antieuropeisti” o piuttosto perche’ sono piu’ informati di noi? (I governi di Francia e Olanda hanno poi ratificato la “costituzione europea” quando questa ha cambiato nome in “trattato di Lisbona” in totale spregio al risultato referendario).

Secondo lo studio dell’Avv. Klaus Heeger, consulente per il gruppo democratico del parlamento europeo: la Costituzione garantiva alla U.E. 105 nuove aree di competenza, esattamente lo stesso numero di competenze che sono attribuite al Trattato di Lisbona; in quest’ultimo, rispetto alla costituzione rimangono fuori i simboli U.E.: bandiera inno e motto, ma entra il cambiamento climatico. Le rimanenti nuove 104 aree di competenza (aree cioe’ nelle quali la possibilita’ da parte degli stati di legiferare in modo difforme da quanto deciso in sede U.E. e’ illegale), sono identiche.

9) Sai che gli appartenenti alle polizia ed esercito nazionali dovranno prestare giuramento di fedelta’ alla unione europea e chi si rifiutera’ potra’ essere licenziato?

10) Sai che con l’approvazione del trattato di Lisbona sara’ illegale manifestare contro “l’unione europea”? Questo significa la fine della liberta’ di esistere per i partiti ed i movimenti ad ispirazione localistica che professino ideali indipendentistici.

11) Sai cosa affermo’ Jean Monnet, uno dei fondatori dell’attuale idea di Europa? “Le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta accadendo”.

Sei consapevole che questo sta accadendo OGGI?

ORA CHIEDITI

1) Perche’ i giornalisti sono pronti a mostrarti il plastico e radiografare l’ultimo omicidio di provincia ma tacciono sul trattato di Lisbona, cosi’ importante per il nostro futuro e per quello dei nostri figli e nipoti?

2) Perche’ la gran parte dei nostri rappresentanti politici si dichiara a favore di questo trattato? Lo sostengono ripetendo mediocri slogan come “Chi e’ contro l’Europa e’ un terrorista!”, senza rendersi conto che e’ proprio questa idea di “Europa” ad essere terroristica, cosi’ come lo sono i toni autoritari, tipici di chi vuole sottrarsi al confronto.

3) Il trattato di Lisbona e’ cosi’ vincolante che potra’ subire modifiche solo con l’unanimita’ degli stati; un’ipotesi davvero difficile da attuare, se si pensa che Inghilterra e Danimarca si troverebbero a dover ridiscutere il loro status privilegiato.

Questo messaggio non e’ contro l’integrazione europea ma e’ per un’integrazione che rispetti le reali esigenze democratiche dei popoli. Questo messaggio e’ utile per evidenziare la deleteria esistenza di strutture di potere, create e gestite da poche famiglie a capo di multinazionali, come “bilderberg” e “commissione trilaterale”, che hanno una pesante e illegittima influenza sulle strategie politiche ed economiche che coinvolgono centinaia di milioni di persone.

Qui di seguito troverai i link alle notizie ed alle fonti di questo messaggio. Non fermarti alla lettura di queste poche righe, verifica queste informazioni. Prenditi questa responsabilita’ in nome tuo, dei tuoi figli e dei tuoi nipoti e se condividi lo spirito di questo messaggio fallo conoscere e fai pressione sui tuoi rappresentanti politici e sui giornalisti affinche’ sviluppino il corretto dibattito democratico sui contenuti del trattato di Lisbona. Non farti intimorire da vuoti slogan. potresti scoprire che quasi nessuno dei nostri rappresentanti politici ha letto il trattato!

Sulla reintroduzione della pena di morte: lezione del Prof. Schachtschneider all’Universita’ di Salisburgo sui pericoli del Trattato, inclusa la pena di morte, in vari stralci su Youtube.

Qui un interessante articolo del Prof. Giuseppe Guarino.

A proposito della PENA DI MORTE: Il prof. Karl Albrecht Schachtschneider ha affermato a questo proposito: “Nella Dichiarazione riguardante le Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, che secondo l’Art. 49b (51) TUE (“Allegato”) sono parte costituente dei Trattati, dunque sono parimenti vincolanti, sta scritto: ‘Le disposizioni dell’articolo 2 della Carta corrispondono a quelle degli articoli summenzionati della CEDU [Carta europea dei diritti dell'uomo, ndr] e del protocollo addizionale e, ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 3 della Carta, hanno significato e portata identici’.”

Il prof. Schachtschneider sottolinea come all’art. 2 della CEDU si preveda: “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se e’ il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: [.] c) Per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”; e l’articolo 2 del protocollo n. 6 della CEDU dice: “Uno stato puo’ prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sara’ applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni …”.

Schachtschneider aggiunge: “Sommosse o insurrezioni possono essere viste anche in certe dimostrazioni. Secondo il Trattato di Lisbona, l’uso mortale di armi da fuoco in tali situazioni non rappresenta una violazione del diritto alla vita. In guerra si trovano attualmente sia la Germania che l’Austria. Le guerre dell’Unione Europea aumenteranno. Per questo, l’Unione si riarma – anche con il Trattato di Lisbona.”

Il prof. Schachtschneider aggiunge infatti: “La prassi dell’Unione di estendere estremamente i testi sui doveri degli stati membri non autorizza ad escludere anche una tale interpretazione, quando la situazione lo comanda o lo consiglia.”

Su Youtube

Articoli interessanti:
Comedonchisciotte
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Da
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Critiche alla bozza Calderoli
Viviana Vivarelli

Grottesco pasticcio di Calderoli per la riforma del Parlamento, la terza porcata.
La prima porcata fu il tentativo di riforma della Costituzione o patto della baita, respinto per referendum dal popolo italiano, la seconda porcata fu la riforma del sistema elettorale, grazie a cui il cdx addirittura perse le elezioni. Dopo questi precedenti fallimentari, Calderoli ci riprova con la bozza di riforma del Parlamento che dovrebbe inaugurare un Senato federale. Ma questo Senato che dovrebbe rappresentare le regioni, e’ federale solo di nome e non di fatto e garatisce addirittura meno democrazia, con senatori non piu’ votati direttamente dai cittadini, ma scelti con un meccanismo di selezione all’interno dei consigli regionali e una Camera che fa le leggi dominata dalle cricche di partito
La parte maggiore del Senato sara’ scelta dalle assemblee legislative regionali fra i propri componenti, e nemmeno in modo proporzionale agli abitanti, es. la Lombardia: 12 senatori, Molise e Val d’Aosta 1 solo.
Due senatori per regione sono scelti dal consiglio delle autonomie locali, organo consultivo regionale di rappresentanti di comuni e province.
I nuovi senatori non votano piu’ la fiducia al governo, e anzi possono essere sciolti dal premier, hanno meno funzioni legislative dei deputati, e per quasi tutte le leggi, compreso il bilancio, la Camera prevale e puo’ rifiutare gli emendamenti proposti dal Senato. Un Senato solo consultivo, dunque, con scarsi poteri e destinato ad essere succube del premier. Ma anche un Senato poco federale in un sistema che rafforza il potere dei partiti contro la scelta dei cittadini e che non rappresenta affatto le Regioni.
Oggi per fare un deputato occorrono 100.000 abitanti, dopo ce ne vorranno 700.000, si dunque riduce il rapporto eletti/elettori. I senatori non rappresentano piu’ i cittadini ma le Regioni come entita’ di governo territoriale, dove il sistema di elezione a voto limitato assicurera’ il potere alle maggiori forze politiche che sceglieranno loro i senatori, tenendoli ai loro ordini a discapito del mandato dei cittadini.
Con B abbiamo piu’ decreti governativi che leggi parlamentari, dopo aumentera’ ancor piu’ il potere del governo, cosa che B vuole, ma i leghisti lo vogliono davvero?

lavoce.info/binary/la_voce/articoli/SCHEMA_DI_DISEGNO_DI_LEGGEcalderoli.1219147735.pdf
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Oceanic
Viviana

L’attacco russo ha messo in crisi il difficile equilibrio europeo mentre la recessione economica mette in ginocchio anche stati migliori dell’Italia.
Premier e ministri degli esteri accorrono in convegni e consultazioni, interrompendo di botto le loro vacanze perché la situazione e’ allarmante.
Indifferenti allo sconquasso generale, Berlusconi e Frattini proseguono le loro sterili ferie, al sole sardo o delle Maldive, infischiandosene dell’aggressione militare, del rischio gas e petrolio, dello spettro della recessione, della crisi gigantesca del paese. Berlusconi non ci pensa nemmeno a interrompere i suoi due soliti mesi di svaccamento in cui si occupa solo di ristrutturare la sua facciata e Frattini, che ci sia o non ci sia, mantiene il primato di politico piu’ ininfluente d’Europa, la mummia impalata.
Nell’indifferenza generale del Governo, arriva l’ulteriore stangata sui prezzi che ci fa uscire da tutte le medie europee. Mentre il petrolio cala in Borsa, in Italia la benzina aumenta e mentre il prezzo del grano scende nel mondo, pane e pasta qui costano piu’ cari.
Il nostro caro Tremonti, invece di fare denunce fasulle di speculazioni borsistiche sul petrolio, farebbe bene a dare un’occhiata alle speculazioni dei bottegai nostrani (supermercati in primis) sugli aumenti ingiustificati dei prezzi. L’anarchia ormai e’ assoluta e tra poco avremo anche l’anarchia consolidata dei criminali, liberi finalmente di delinquere in pace, all’ombra delle impunità berlusconiane, la distruzione della Giustizia e’ dietro l’angolo nell’abulia più totale di Veltroni e company mentre i Pd si scannano in faide interne che più vergognose non si puo’ e ognuno arraffa quanto piu’ riesce mentre l’Oceanic Italia cola a picco portandosi dietro tutti.
Dormi, bell’addormentata Veltroni, l’essere piu’ inutile d’Italia, quello che sara’ ricordato per il milione di inutili firme (nemmeno quelli che ti hanno votato!) mentre noi non speriamo piu’ che qualcuno venga a svegliarti con un bacio o un cazzotto. La vampiririzzazione e’ completa e a rimetterci il sangue saremo noi.
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Annarita manda
Stuprare una Donna
Elena Stancanelli
L’Unita’

Ci sono crimini noiosi. Talmente noiosi che non hai neanche voglia di leggerti tutto l’articolo. Leggi il titolo e volti pagina. Tra questi, il piu’ noioso e’ lo stupro. Una giovane donna e’ stata violentata per una settimana dall’uomo che le aveva offerto lavoro come colf. Un’altra? Non c’e’ neanche la possibilita’ di una bella foto. Le donne violentate non si mettono sui giornali. Che faccia avra’ questa colf non lo sapremo mai. Di solito gli articoli sugli stupri i giornali li presentano con una ragazza rannicchiata a terra, la testa nascosta dentro le braccia intrecciate sulle ginocchia. Le gambe nude, la maglietta strappata sulle spalle. Sempre la stessa. Chissa’ chi e’ quella donna, la vittima per antonomasia.
Un’attrice? La figlia del fotografo che si e’ prestata a patto di non essere riconoscibile? Il fotogramma di un film degli anni settanta? Chiunque sia quella ragazza rannicchiata, rappresenta in maniera perfetta la maschera senza volto di un orrorifico carnevale, che ci sfila sotto gli occhi ogni giorno. Ecco a voi lo stupro. Che puo’ essere di due tipi: secco (l’uomo sconosciuto che si getta sulla sconosciuta) o subdolo (l’amico, il conoscente che approfitta di un varco e poi non si ferma piu’, ignorando il rifiuto). E basta. Che noia. Cambia la location, puo’ cambiare il numero di partecipanti, cambia soprattutto la percentuale di efferatezza. Ma la dinamica e’ sempre la stessa, da migliaia di anni. Niente a che vedere con l’omicidio, la rapina, l’epica della truffa. Per stuprare una donna, non serve neanche un piano. E quasi sempre non c’e’ premeditazione.
Lo stupro ha a che fare col sesso? Non mi sembra. Si tratta di rabbia. Stuprano uomini senza donne, ma stuprano anche ragazzini giovani e belli, adulti che hanno gia’ scopato ogni corpo possibile. Stuprano uomini di tutte le razze e di ogni eta’, stuprano i nostri padri e i nostri fratelli.. Non serve neanche un’arma per stuprare una donna. Basta la rabbia.
Ma la rabbia non puo’ essere estirpata. Una dose di rabbia e rancore e’ endemica tra uomini e donne. La questione e’ quindi come dirigere quella rabbia in una zona dove possa essere disinnescata, dove non diventi violenza. Nonostante si sbraiti il contrario per alimentare l’isteria sulla sicurezza, in Italia da qualche anno sono diminuiti i delitti e sono diminuiti persino i furti. La criminalita’ recede ovunque. Tranne che sul corpo delle donne. Il numero degli stupri non cala. Perche’? E’ vero: culture diverse si danno battaglia dentro i nostri confini. L’immigrazione, imponente e repentina, ci costringe a ribadire ogni singola conquista, specie nei rapporti tra maschi e femmine. Ma a che tipo di cultura arcaica ed esecrabile dovrebbe ispirarsi una frase come questa: era ubriaca, voi che aveste fatto al posto nostro? Pronunciata da una banda di ragazzini decerebrati alla polizia, dopo esser stati colti a violentare una coetanea. Io credo che sia la nostra. Che i conti ce li dobbiamo fare tra di noi. Non e’ strano che non sappiamo amarci, se non sappiamo concederci reciprocamente le stesse debolezze di coscienza, alcool droghe o innamoramenti fatali. Come possiamo far bene l’amore se non sappiamo usare la violenza, metterla in campo e poi giocarci? Siamo noi che non abbiamo ancora imparato a concederci le stesse opportunita’ e gli stessi diritti, per poi, dentro questo spazio di serenita’, poter tornare a essere maschi e femmine.
L’altro giorno ho visto su Italia 1 il concorso per Miss Maglietta Bagnata. Nella prova clou le ragazze dovevano saltare sul tappeto elastico, con la maglietta bagnata, per mostrare consistenza e autenticita’ delle tette. Uno spettacolo talmente degradante da indurre alla commozione. Come i cuccioli di cane abbandonati sul Raccordo. Ma il punto non e’ abolire Miss Maglietta Bagnata, o le Veline, o il presidente del Consiglio che deve ricorrere alle sue doti di playboy per convincere la presidente finlandese. Il punto e’ creare quello spazio di serenita’. La’ dentro, possiamo poi permetterci qualunque imbecillita’.
Purtroppo gli esseri umani sono tanti e non vogliono affatto l’uno il bene dell’altro, ma il proprio. Al massimo siamo in grado di preservare il branco, di non attaccare il fratello. Lo stupro e’ un crimine dell’uomo contro la donna, nonostante qualche folcloristico esempio contrario. Per arginarlo, perche’ la sua incidenza prenda la stessa china discendente degli altri crimini commessi in Italia, serve che le donne siano piu’ forti. Che abbiano maggiore rappresentanza politica, e rimettano in pari la bilancia. Non c’e’ un’altra soluzione. Pari oppurtunita’ e pari diritti non possono essere ricontrattati ogni volta. Solo allora, quando avremo pari rappresentanza al Governo e nei ruoli chiave della societa’, e qualcuna di noi inventera’ Mister Membro d’Oro (dove gli uomini salteranno su un tappeto elastico, con le mutande bagnate, per mostrare consistenza e autenticita’), solo allora, temo, gli stupri inizieranno a diminuire.
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Da Sauro
Guglielmo Epifani

“C’e’ un clima che non mi piace. Si licenzia gente che guadagna 1500 euro al mese, mentre manager che non hanno brillato nella gestione delle aziende tornano a casa ricoperti d’oro…”. Guglielmo Epifani e’ preoccupato. Non bastasse la prospettiva di un autunno difficilissimo per l’economia e le famiglie italiane, ora c’e’ anche il caso dei licenziamenti alle Ferrovie ad angustiare gli ultimi giorni di ferie del leader della Cgil.
“Non mi stanchero’ mai di ribadirlo: il sindacato non difende fannulloni e lavoratori scorretti, che peraltro danneggiano prima di tutto i propri colleghi. Abbiamo ben chiaro qual e’ il giusto equilibrio tra rivendicazione dei diritti e rispetto dei doveri. Cosi’ come l’esigenza di lasciarci alle spalle ogni esperienza di sindacato consociativo. Ma ora ci troviamo di fronte ad un clima esagerato, come a voler scaricare sui lavoratori la responsabilita’ delle cose che non vanno nel Paese e che, nel caso delle Fs, sono una politica generale del trasporto sbagliata, l’inefficienza dei servizi, l’assenza di trasferimenti da parte dello Stato, la minaccia della concorrenza”.

Crede davvero che ci sia tutto questo dietro ai licenziamenti decisi dai vertici delle Ferrovie? Nel caso degli 8 dipendenti di Genova l’azienda parla di infrazioni molto gravi. Non sarebbe un errore in certe eventualita’ usare il guanto di velluto?

“Se e’ stato alterato il rapporto tra ore lavorate e timbratura del cartellino si tratta di un’infrazione grave, passibile di licenziamento. Se, invece, i lavoratori hanno solo chiesto ai colleghi di timbrare al posto loro il cartellino ma senza assentarsi dal lavoro, allora si tratta di un caso che andrebbe affrontato con sanzioni meno pesanti”.

Che idea si e’ fatta dell’altra vicenda, quella del macchinista licenziato per aver denunciato possibili rischi sulla sicurezza dei treni?

“Li’ qualcosa evidentemente non torna, come dimostrano anche le reazioni degli schieramenti politici e degli osservatori imparziali. Come fanno Cipolletta e Moretti a parlare di lesione dell’immagine dell’azienda quando i veri problemi sono altri? Che dire, allora, della pulizia dei treni e delle inefficienze del servizio? Come si fa a licenziare una persona che, magari esagerando, non fa altro che difendere gli interessi degli utenti? E se poi accade un incidente che fine fa, davvero, l’immagine dell’azienda? La linea adottata dai vertici delle Fs inverte causa ed effetto ed e’ controproducente, anche se mi sembra dettata dalla voglia di spostare l’attenzione dai problemi reali”.

Secondo l’amministratore delegato Moretti bisogna attraversare il guado che separa il pubblico impiego da una vera impresa. Lei non teme di ancorare il sindacato a posizioni anacronistiche?

“Guardi, le Fs sono passate nel giro di pochi anni da 200mila a meno di 100mila dipendenti. E’ stata la piu’ grande ristrutturazione aziendale nella storia del Paese ed e’ stata fatta con il consenso del sindacato. Se ora l’esigenza e’ quella di diffondere il piu’ possibile la cultura del dovere, mi chiedo perche’ non si cerchi un rapporto positivo con i sindacati piuttosto che risolvere il tutto sul fronte degli attacchi individuali”.

In realta’ non si tratta solo di un caso Fs. Ormai da qualche mese in Italia ha trovato solide radici la riflessione sulla licenziabilita’ dei lavoratori, nel solco delle misure varate dal ministro della Funzione Pubblica, Brunetta. Non crede che nel Paese sia ormai un sentire comune l’esigenza di rivalutare concetti come meritocrazia ed efficienza?
“Gia’ ho detto come la penso sul ruolo del sindacato nella lotta ai fannulloni e alle irregolarita’. D’altro canto, nella pubblica amministrazione i licenziamenti di lavoratori per giusta causa ci sono sempre stati, senza che nel Paese si scatenassero particolari dibattiti. Ma ora esiste un clima generale alimentato da anni di campagna ideologica contro la pubblica amministrazione, motivata in fondo dagli interessi di chi vuole mettere in discussione i servizi pubblici, a partire dalla sanita’ e dalla scuola”.

Non pensa che sinistra e sindacato si siano inseriti con ritardo e con qualche contraddizione in questo dibattito?

“Non abbiamo chiuso gli occhi. E’ evidente che esistono sacche di inefficienza e forti esigenze di modernizzazione. Ma mi sembra che Brunetta abbia lisciato il pelo a questo comune sentire usando pero’ strumenti indifferenziati che penalizzano anche chi ha sempre fatto il proprio dovere, cioe’ la stragrande maggioranza dei lavoratori: ci sono dipendenti pubblici che negli ultimi anni non hanno mai fatto un giorno di assenza per malattia e che se lo fanno ora si vedono decurtare lo stipendio…”.

Che autunno attende i lavoratori italiani? Il governo non prevede di integrare la manovra economica varata a luglio, anche se la congiuntura internazionale continua a peggiorare…

“E’ vero, l’esecutivo tende a minimizzare. Ma sara’ un autunno difficile. Dopo la pubblicazione dei pessimi dati sul Pil nella Ue molti governi europei hanno interrotto le ferie per riunioni d’urgenza sulle contromisure da adottare di fronte alla crisi. Il nostro, invece, non ha dato segni di vita. Davanti ai venti di recessione, dimostra che l’unica cosa che gli sta a cuore e’ il federalismo. Mi dispiace anche per l’enfasi dimostrata dal ministro Sacconi per i dati sull’aumento delle ore di straordinario determinato dalla defiscalizzazione: in realta’ il vero problema e’ lo spaventoso incremento delle ore di cassa integrazione nelle aziende! Il fatto e’ che le misure del governo nel breve periodo hanno effetti depressivi, perche’ non sostengono i redditi e gli investimenti oltre a tagliare fondi per settori chiave come la ricerca e l’innovazione”.

Il sindacato ha gia’ prefigurato una mobilitazione in vista di settembre. Vi spingerete fino allo sciopero generale?

“In effetti ci sono forti rischi per la coesione sociale, con l’aumento della precarieta’ per i giovani e l’ulteriore abbandono del Sud. Noi chiediamo al governo di cambiare la politica economica, con un vero sostegno al reddito di famiglie e pensionati, detrazioni al lavoro dipendente, restituzione del fiscal drag. L’indicazione che arrivera’ la valuteremo unitariamente con Cisl e Uil: e’ chiaro che riteniamo necessarie risposte nel segno dello sviluppo e della giustizia sociale. Le prossime settimane saranno decisive”.
Da www.repubblica.it
..
Salvatore Di Benedetto

DONNE DI TUTTE LE TERRE

Donna della mia infanzia
china su me come la faccia del mondo
nuvola della terra
vagante sopra i miei occhi;
nuvola dai capelli neri, dagli occhi viola;
donna della mia fanciullezza
che mettevi il pane dolce
tra le mie mani fredde
e mi dicevi: cresci, cresci presto;
donna che mi davi l’ansia
di arrivare in fretta,
prima del tempo,
alla meta;
donna che mettevi la mano protettrice e dolce
sulla rivolta dei miei capelli al vento,
dopo le corse;
donna che mi guidasti sulla soglia,
all’alba, nel mio primo viaggio
nel mondo;
donna che mi indicavi
le spalle dure dei minatori,
dei contadini rotti sulla terra
e mi dicevi: cresci e fai giustizia di questo;
donna che venivi fra le mura della prigione
a vendicarmi figlio tuo e del mondo
e rinsaldavi col tuo cuore
il mio per la lotta di domani,
donna che fra mura e grate di ferro
mi dicesti: sei cresciuto; ora sei del mondo;
donna che incontrai sulla via del mio cammino;
donna che mi aspettavi senza conoscermi;
donna che sapevo di dovere incontrare;
donna che senti’ forte il mio petto
ed amo’ la mia forza;
donna che senti’ cedere il mio cuore
e gli diede la sua forza;
donna che bacio’ le mie ferite
e prese con le sue mani il mio sangue;
donna con cui feci la strada piu’ triste;
donna con cui percorsi la strada piu’ bella;
donna che sei mia madre;
donna che sei la maternita’ del mondo
donna che sei mia moglie;
donna che sei la moglie di ogni uomo del mondo;
donna che sei la madre del mio bambino
donna che sei la madre
di tutti i bimbi del mondo,
donna che stringi nel pugno
un fiore o un martello
o un’arma di liberta’;
donna di tutte le terre
donna di tutte le eta’ del tempo
donna di tutte le eta’ della vita
col cuore, col sangue
di ogni uomo del mondo
ti amo
.
..
La guerra contro l’Europa
Paolo De Gregorio

Quanto sia “fastidioso avere missili puntati a pochi km dalla propria casa ce lo ricorda la crisi dei missili a Cuba, quando gli americani impedirono con un blocco navale in acque internazionali (un atto di guerra) alle navi sovietiche di portare a Cuba i missili nel quadro di un accordo tra i due paesi comunisti.
Quello che per gli americani era un pericolo inaccettabile, non lo puo’ essere oggi per i russi, che devono graziosamente accettare che rampe missilistiche siano schierate in Polonia e Repubblica Ceca, alle porte di casa, devono accettare la presenza di centinaia di basi Usa e Nato in Europa, devono accettare l’allargamento della Nato ai paesi ex-sovietici con giustificazioni pretestuose quali quelle che l’Europa e’ minacciata dai paesi arabi e dalla Russia.
L’iniziativa di invadere l’Ossezia da parte della Georgia, e’ solo un episodio di questo accerchiamento voluto dagli Usa, e questa e’ una strategia mirata esclusivamente ad impedire all’Europa di integrarsi economicamente e politicamente con la Russia, che e’ uno stato europeo, che e’ nostro vicino e confinante, da cui riceviamo importanti forniture energetiche e con il quale abbiamo un interscambio superiore a quello con gli Usa, e che sarebbe saggio e lungimirante integrare alla comunita’ europea, molto piu’ della Turchia.
E’ questo passaggio che gli Usa vogliono impedire a tutti i costi, perche’ sanno bene che un polo europeo di questa ampiezza, possibilmente senza l’Inghilterra, sarebbe autosufficiente in tutti i settori, inattaccabile da qualsiasi paese, e rappresenterebbe un polo geo-politico omogeneo di peso superiore a quello degli Usa.
L’egemonia mondiale, basata non gia’ sul libero mercato ma sulla minaccia militare, sarebbe finita per gli americani, il dollaro ridimensionato dall’euro, e finalmente ci piacerebbe vederli comandare solo a casa loro.
Oggi sono loro dietro ogni conflitto, che si tratti di Israele, o Iraq, o Afghanistan, o Somalia, minacciano l’Iran come se fosse una loro provincia e non uno Stato sovrano, sono la sola nazione che possiede 900 basi militari in tutto il mondo, compresa una nel territorio cinese di Taiwan, e una nel territorio dello Stato cubano, quella di Guantanamo. Giocano con l’Europa come se noi europei non esistessimo e si occupano della nostra politica estera come un tutore con un bambino deficiente, prendendo decisioni inaudite al nostro posto.
E’immensamente ridicolo sentire parlare i nostri dirigenti politici europei di “liberta’”, mentre viviamo in una dimensione di subordinazione totale al potente alleato che ci tratta come i “protettori” fanno con le puttane.
Sarebbe ora che il “pensiero unico filoatlantico” si mettesse in discussione, a cominciare dalle prossime elezioni europee, da boicottare se non si mette al primo posto l’autonomia della politica estera europea, lo scioglimento della Nato, e il ritiro dell’autorizzazione a basi militari straniere sul nostro territorio.
Solo ottenendo queste cose potremmo con decenza parlare di “liberta’”.
..
La terra
Anne Sexton, 1928-74

Senza immagine Dio vaga in paradiso
ma preferirebbe fumarsi un sigaro
o mangiarsi le unghie, e cosi’ via.
Dio e’ il proprietario del paradiso
ma agogna la terra, le grotticelle
assonnate della terra, l’uccellino
alla finestra di cucina, perfino
gli assassini in fila come sedie scassate,
perfino gli scrittori che si scavano
l’anima col martello pneumatico,
o gli ambulanti che vendono i loro
animaletti per soldi, anche i loro
bambini che annusano la musica
e la fattoria bianca come un osso,
seduta in braccio al suo granturco e anche
la statua che ostenta la sua vedovanza,
e perfino la scolaresca in riva all’oceano.
Ma soprattutto invidia i corpi, Lui che non l’ha.
Gli occhi apri-e-chiudi come una serratura
che registrano migliaia di ricordi,
e il cranio che include l’anguilla cervello
- tavoletta cerata del mondo -
le ossa e le giunture che si giungono
e si disgiungono – e c’e’ il trucco -, i genitali,
zavorra dell’eterno, e il cuore, certo,
che ingoia le maree rendendole monde.
Lui non invidia piu’ di tanto l’anima.
Lui e’ tutto anima, ma vorrebbe accasarla
in un corpo e scendere quaggiu’ per farle
fare un bagno ogni tanto
.

..

http://www.masadaweb.org

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